venerdì 20 febbraio 2015

Chi si deve vergognare?

Da: Il Tempo
20/02/2015 06:04

A VOLTE RITORNANO

Luigi Lusi: «Annullata l’espulsione Ora rientro nel Partito democratico»

L'ex tesoriere della Margherita è stato condannato a 8 anni per appropriazione indebita dei fondi del suo ex partito

CASO LUSI: DA MANI PULITE AL SENATORE DEL PD, TESORIERI NELLA BUFERA / SPECIALE
«In un qualsiasi partito a base democratica bisogna ascoltare i soggetti nei confronti dei quali si adottano delle sanzioni. Solo che si doveva dare in pasto alla pancia del Paese arrabbiata per tanti motivi un bandito e quindi é stata fatta un'operazione il più veloce possibile, con una fretta che qualcuno dovrebbe oggi spiegare. Che cosa si voleva nascondere?». Gronda soddisfazione e torna a farsi sibillino Luigi Lusi, ex tesorerie della Margherita, sulle spalle una condanna a otto anni per appropriazione indebita dei fondi del defunto partito. Il giudice civile ha annullato la sua espulsione dal Pd, arrivata a sei giorni dalla deflagrazione mediatica dell'inchiesta nei suoi confronti. E lui, adesso, chiede al partito di Renzi di trarre le dovute conseguenze.
Avvocato Lusi, cosa significa per lei questa sentenza?
«Intanto vediamo se il Pd la onorerà, sono stati condannati anche a pagare le spese legali ma non mi stupirebbe se facessero ricorso in appello. Poi vedremo il da farsi. Di sicuro è una vittoria morale, una soddisfazione postuma. Ma soddisfazione è, la conferma di un'ingiustizia. Si voleva tappare la bocca ad un esponente politico».
Perché volevano tapparle la bocca?
«Se un partito non vuole ascoltare la tua versione dei fatti, come è accaduto nel mio caso, significa che c'è qualcosa che vuole nascondere. Lo chieda a quelli del Pd il perché della fretta con cui sono stato cacciato. Vediamo se qualcuno ha il coraggio di dirle perché, con un esimio professore universitario che presiedeva la commissione, le regole non siano state rispettate. È stato fatto apposta, e la loro fretta va da loro giustificata».
Ci risiamo con le accuse, mai riscontrate dai magistrati, a Rutelli e agli ex dirigenti della Margherita...
«Lei sbaglia a definirle accuse, in sede penale io ho raccontato una verità storica. E anche lei dovrebbe conoscere la differenza tra verità storica e giudiziaria. Io ho raccontato come funzionava la vicenda politica di un partito in Italia. Davanti a quel racconto si sono tutti turati le orecchie».
E la condanna nei suoi confronti a otto anni?
«Quella non è affatto piacevole, e continuerò a difendermi dalle accuse. Nessuno ha detto che sono stato assolto dall'accusa di associazione a delinquere, che è poi quella che mi ha portato in carcere, 90 giorni in isolamento totale come al 41bis. E poi a me non è entrata in tasca una lira, mentre la Margherita di Rutelli continua ad opporsi a restituire i soldi allo Stato per tenerseli per sé. Dovrebbe essere lei a spiegare che cosa ci fa con i milioni rimasti in cassa a gennaio 2012 e non ancora resi».
Lei oggi cosa fa?
«Sono tornato a fare l'avvocato, difendo molti clienti in gratuito patrocinio. Faccio una vita molto più spartana di prima, questo è ovvio, ma ci ho guadagnato sul piano personale e famigliare. I domiciliari in convento sono stati un'esperienza fondamentale, la vera Grazia di Dio».
Prova disagio a farsi vedere in pubblico?
«Assolutamente no. Io ai magistrati ho raccontato tutto, non ho nascosto niente. La stragrande maggioranza di queste persone che mi hanno cacciato dal partito non stanno raccontando niente. Di che cosa dovrei vergognarmi io?».
E del governo, del Pd, targato Margherita cosa pensa?
«Sono tutte persone squisite, le conosco bene e le stimo. Ma con Rutelli non c'entrano nulla».
Martino Villosio
Non c'è da stupirsi se l'ex-tesoriere del partitino della Margherita dica: "Di che cosa dovrei vergognarmi io?".
Né c'è da stupirsi che tiri in ballo Dio.
Se vivi in quel modo, adoperando il denaro pubblico come se fosse tuo, e nel farlo non ti poni problemi etici finché ti va bene, vuol dire che ti adatti tutto secondo il tuo comodo: anche un possibile Dio.
Detto questo, leggendo attentamente l'ennesima sentenza che lascia perplessi, si scopre che si tratta del solito appiglio di forma: il PD non ha rispettato la procedura nell'espellere il suo componente. Ha avuto fretta, evidentemente troppo preoccupato dell'immagine .
Questo nulla toglie al fatto che il soggetto aspetta l'Appello per quanto riguarda la sua condanna per APPROPRIAZIONE INDEBITA ad 8 anni di carcere. Nel frattempo, e fino alla Cassazione (quindi hai voglia! C'è tempo...) egli può esercitare la sua professione di Avvocato!
Non è prevista la sospensione dall'Albo... Per il momento.. Aspettiamo dunque la Cassazione.

Come hanno ridotto la mia "fontanella"

Da: SKY TG 24

Roma, fontana della Barcaccia danneggiata da ultras olandesi

Scheggiata e riempita di spazzatura la scultura del Bernini in piazza di Spagna da supporter del Feyenoord, in città per l'Europa League. Il restauro concluso a settembre era costato 200mila euro. Marino: "Sono infuriato, non finisce qui".

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Dovremmo amarci di più noi Italiani e, per quanti difetti ci dobbiamo riconoscere, non siamo barbari che arrivano a devastare le altrui città. 
E che città! La bellezza di Roma a cui noi siamo abituati è incommensurabile: per archeologia, monumenti, architettura... Insieme a Venezia e Firenze costituisce una ricchezza da preservare, insieme a tutto il resto beninteso: borghi e cittadine, villaggi e bellezze naturali...
Oltre ai nostri incivili che di nascosto gettano la loro mondezza ovunque, ora arrivano questi barbari olandesi e sembra che sono discesi di nuovo gli Unni, i Goti e i Visigoti!!
L'Ambasciata dell'Olanda ha chiesto scusa per i suoi barbari cittadini: mi sembra il minimo!! Ma adesso che paghino i danni con le tasse degli olandesi! Perché noi avevamo appena speso euro 200.000 per restaurare la bellissima fontana del Bernini. Che paghino le società sportive olandesi per la ripulitura delle zone di Roma imbrattate della sporcizia dei loro "tifosi"!!
Spero che le nostre Autorità politiche sappiano essere ferme in questa richiesta di risarcimento.

Siamo sempre così occupati a criticare i nostri difetti e a prendere ad esempio gli altri Paesi che dimentichiamo i loro difetti e mali!!
Nell'estate del 1971 raggiunsi mio marito in Olanda. Lui stava lavorando all'ESTEC a Noordwijk, una cittadina olandese affacciata sul zee del nord. Allora in Italia era impensabile assistere ad una scena come quella a cui assistetti io quell'estate: in una fontana al centro della cittadina si gettarono alcuni giovinastri tirandosi acqua e oggetti e vi restarono a lungo, bagnando di spruzzi la piazzetta tutto intorno, sotto gli occhi vigili di un poliziotto di città, teso e pronto, ma che non intervenne. Mi stupii, perché da noi non avrebbero lasciato una simile libertà a dei cittadini di entrare nella vasca di una fontana di abbellimento guardandoli a distanza senza farli smettere con dissuasiva fermezza.
Poi la società si è involuta, a mio avviso, anche in Italia.
Ma loro a quanto pare sono andati molto avanti con l'involuzione.

Un altro ricordo, tenero, l'ho per la mia "fontanella", chiamavo così la Barcaccia del Bernini quando avevo circa 5 anni... Ero assolutamente inconsapevole del valore storico ed artistico di quella "fontanella" che mi piaceva tanto perché per bere dalla cannella dell'acqua, dopo i giochi accaldati su al Pincio, entravo dentro camminando sulla pietra e avendo l'acqua in entrambi i lati... 

giovedì 19 febbraio 2015

Question time sul caso Nicole della deputata Giulia Grillo M5S


Da: quotidianosanità.it

 Prima interrogazione. “Orientamenti del Ministro della salute in ordine all'ipotesi di nominare un commissario ad acta ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione in relazione al drammatico episodio del decesso di una neonata verificatosi in Sicilia il 12 febbraio 2015”


Riporto solo il titolo dell'interrogazione parlamentare della Dott.ssa Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle, prima di 4 interrogazioni presentate al Ministro della Salute anche da altri 3 rappresentanti di formazioni politiche, in seguito al tragico fatto della neonata morta a Catania.
Ho assistito in diretta televisiva alla risposta del Ministro Lorenzin, visibilmente toccata dal problema anche personalmente in quanto in stato di gravidanza ella stessa.
Non riporto l'interrogazione della Dott.ssa Grillo che, come si può ben immaginare, chiedeva conto dei numerosi quesiti che l'accaduto ha suscitato in tutti, con la competenza, però, del medico, dunque conoscitrice tecnicamente delle problematiche connesse all'avvenimento.
Non riporto neppure la risposta del Ministro che tendeva a dare conto di palesi disfunzioni, ma riporto la replica della Dott.ssa Grillo che mi ha colpito in modo particolare in quanto ella sventolava un documento di cui è venuta a conoscenza che risale a due anni fa e a cui, purtroppo, l'Assessore Borsellino non ha dato il giusto ascolto e peso:

Da: quotidianosanità.it


GIULIA GRILLO. Signor Presidente, Ministro, se io non ho sentito male, da alcune dichiarazioni è emerso che anche lei era di quest'avviso. Dagli accertamenti che lei sta facendo e dagli accertamenti che abbiamo potuto fare anche noi – io sono un medico e la mia città è la città di Catania – , secondo me ci sono tutti gli elementi per commissariare l'assessorato.
Voglio anche dire che, nel 2013, il Presidente della Società italiana di neonatologia mandava una lettera all'assessore Borsellino. Mandava questa lettera dove le scriveva: si ritiene di dovere rilevare con forza a codesto assessorato regionale alla salute i rischi per la donna e la salute dei neonati, riguardo alla mancata attuazione della razionalizzazione della rete dei punti nascita regionali e alla mancata attivazione dei centri STEN.
Questa era una morte annunciata! Ma di che cosa stiamo parlando ? Che cosa deve succedere per mandare via una persona che sbaglia, che ha fatto un errore ? Doveva andarsene lei a gambe levate e dimettersi e dire: mi vergogno. Lei è l'esecutivo, l'assessore è l'esecutivo ! È lei che deve controllare ! È possibile che in questo Paese non c’è mai nessuno che si prenda le responsabilità di quello che fa ?
Io porto la rabbia della mia città. Porto la rabbia della mia terra. Non ne possiamo più ! Mi chiamano i miei colleghi medici, gente che viene umiliata da persone incapaci che occupano il loro posto e che pagano al posto degli altri, persone vittime ed innocenti. Io questo non lo ammetto, Ministro. Io, come Movimento 5 Stelle, le dico che non mollo la presa fino a che non viene commissariato l'assessorato regionale della salute siciliano per la verifica e l'adempimento dei LEA, perché gli accertamenti che lei ha fatto sono già più che sufficienti per potere dire che l'assessore Borsellino non è stata capace, nonostante gli avvisi che avesse ricevuto anche dalla Società italiana di neonatologia per la firma del suo presidente, nonostante quegli avvisi, nonostante tutti i moniti. Due anni di tempo aveva e non ha fatto quello che doveva fare. Quindi, adesso si alza e se ne va da quella sedia perché ha dimostrato di non essere capace.

Mi spiace davvero per Lucia Borsellino perché figlia di un Eroe della lotta alla Mafia e toccata dunque personalmente da un dolore che accomuna tutti i cittadini onesti, ma certo la lettera portata in Aula dalla Dott.ssa Grillo dimostra un vuoto di responsabilità grave.
Dovrà dimostrare quali atti ha compiuto dopo quella lettera del Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) e, se li ha compiuti, quali ostacoli ha trovato sul suo cammino per realizzare quanto giustamente veniva richiesto. Sarebbe tragico se lei non avesse fatto proprio nulla da allora: 2 anni fa.

Lucia Borsellino Assessore alla Sanità della Regione Sicilia

mercoledì 18 febbraio 2015

Contestare! Che lucrosa attività!!

Michele Brambilla: «Il ’68? È stato l’unico anno di lavoro di Capanna. Aver guidato il movimento e megafonato fuori dalle università gli è valso un bonus di quarant’anni di pensione»


Da: Huffington post
 

Il curioso caso di Mario Capanna: da leader studentesco a difensore dei vitalizi

"Don't trust anybody over 30" urlavano in strada i ragazzi del '68! E Mario Capanna, barba nera e sigaretta in bocca, era il mitico leader del movimento studentesco che non guardava in faccia nessuno e combatteva per il futuro di una generazione. Certo, che strano ritrovarlo ieri all'Arena, imbiancato e molto a suo agio nei panni del difensore di ricche pensioni, a litigare con Massimo Giletti.

Da: Il Fatto Quotidiano

Capanna – Giletti: ‘Poveretto, ha fatto figura di merda e gli danno 330mila euro l’anno’

“Giletti? Un poveretto, un mentitore, un giornalista minus. Merita di essere assistito”. Così Mario Capanna definisce Massimo Gilettidopo il feroce scontro tra i due avvenuto a “L’Arena”, su Rai1. Ospite de “La Zanzara”, l’ex leader di Democrazia Proletaria appella il conduttore Rai “Gilletti”, suscitando l’ilarità diCruciani e Parenzo, a cui rivolge un monito stizzito: “Se mi interrompete, chiudo la comunicazione e vi mando a quel paese”. Poi affonda il coltello su Giletti: “Ha fatto una figura di merda? Sì, è indiscutibile. Gli vengono dati 330mila euro all’anno di soldi pubblici, perde la trebisonda, fa un gesto volgare e totalmente indegno. Vespa non avrebbe mai fatto una cazzata come questa. Chiedo che il cda Rai e lacommissione parlamentare di Vigilanza aiutino Giletti a darsi una calmata. E’ stato beccato a impostare una trasmissione su 3 dati falsi e dovrà rendersi conto della sua sceneggiata obiettivamente indegna”. Capanna ribadisce poi che la sua azione di difesa del vitalizio è anche a favore dei più deboli e si scontra a lungo coi conduttori, che lo accusano di essere un privilegiato: “E’ una stronzata, questa categoria è una segata che usate voi. Quei 5mila euro, scarsi peraltro, me li sono guadagnati. Voi vi ostinate, a guisa del tapino Giletti, a non capire questa cosa elementare”. Alle critiche insistenti di Cruciani, il politico replica piccato: “Vergognatevi, non fate una pippa lì con quella radio e spargete minchiate alla Giletti. Io con voi sono stato longanime, vi ho dato molto del mio tempo. Forse conviene che ci salutiamo” 

di Gisella Ruccia




Confesso apertamente che non ne posso più di ipocriti comunisti o pseudo tali che amano vivere bene facendo la morale agli altri con un'impudenza insopportabile.
Confesso che non ne posso più di tutti i cretini che non si rendono conto della loro ipocrita, sfacciata contraddizione.
Mario Capanna si sapeva che era fra questi.
Ma questa gente se non avesse i cretini che li vota e che li appoggia sarebbe rimasta con l'eskimo e con il barbone da finto proletario a vivacchiare senza combinare niente, con laurea presa fuori tempo massimo e con voti spesso scritti sul libretto sotto minaccia da Professori imbelli: come ho visto fare alla Sapienza con i miei occhi e che ho documentato nel mio libro "Il Romanzo dell'Università". Quanto tempo ho perso a causa di questa gente che occupava le Aule il giorno che dovevo dare il sudato esame, tutto memorizzato e rinviato a causa loro!
L'ho scritto su questo blog: mio marito se lo ritrovò nello stesso scompartimento in treno pochi anni fa e dovette sorbirsi lo sfoggio narcisistico del "rivoluzionario dei miei stivali" che diceva: "Stasera sono ospite della Gruber".
Un divoide come era Lucio Magri, o quell'altro con la "r" moscia che faceva cadere i governi perché lui si batteva per "le 35 ore settimanali"!!
Ma chi le fa?!!!
Balle, balle, balle!! E questa gente sta su grazie ai cretini!
Qualcuno lo informi che NOI TUTTI CITTADINI, tranne lui e la Casta di cui fa parte, possiamo cumulare non più di 2 pensioni dallo Stato, e la seconda viene grandemente decurtata! 

Giletti, alla faccia sua, mi sta simpatico, è bravo e gli raccomando la sua salute perché se la prende troppo: va a suo onore.. Però siamo in molti a preoccuparci per i suoi malori, il suo sudare..
Giletti è garbato, ben educato, parla bene ed è anche un bel ragazzo. Cosa che Capanna non è mai stato, anzi ha un aspetto decisamente sgradevole, parla male, come se avesse un sasso in bocca, e sembra un barbone vestito a festa e ripulito per l'occasione. 




Mario Capanna in giacca, cravatta e tanta vanità.
Girava in eschimo e dava del fascista a chi vestiva in giacca e cravatta; all'Università 
invece di studiare disturbava quelli che volevano studiare e dare gli esami. Gente come me che, avendo una famiglia, il tempo per studiare doveva rubarlo a varie faticose incombenze legate ai propri doveri; o gente come mio marito, che per aiutare la sua famiglia in difficoltà economiche, è andato a lavorare in fabbrica e studiava solo quando aveva finito il suo orario di lavoro.
Beato lui!! In questo Paese deve molto a tutti i cretini che vanno dietro a chi urla di più e fa il contestatore facendosi molto bene gli affari propri.
Ogni tanto qualcuno si sveglia e si rende conto di aver perso tempo e molte altre cose... Mentre il Leader di turno si è piazzato più che bene.



martedì 17 febbraio 2015

Orgoglio dei residuati DC

Da: Formiche.net
Ecco tutti gli ex dc che esultano per l’ex dc Mattarella al Quirinale
di Edoardo Petti

A partire da Paolo Cirino Pomicino, che su Formiche.net non nasconde la felicità per il ritorno alla più alta magistratura repubblicana di un esponente della Dc: “La quale non è stata una parentesi né un incidente della vita pubblica italiana”.

Sergio – ricorda l’ex ministro – appartiene con il padre Bernardo e il fratello Piersanti a una “stirpe di quel glorioso partito, a una famiglia di cultura forte e stabile sotto il profilo dell’ispirazione cattolico-politica”.
E può vantare un elevato tasso di credibilità nei confronti dei governi occidentali e dell’amministrazione Usa. Nella veste di vice-premier nell’esecutivo guidato da Massimo D’Alema tra il 1998 e il 1999, condivise la scelta di mettere a disposizione della Nato le basi militari di Vicenza per favorire il decollo degli aerei che andavano a bombardare Belgrado per fermare la guerra nel Kosovo. Forte di tali credenziali, rimarca l’ex parlamentare dello Scudo crociato, Mattarella dovrà divenire il contrappeso istituzionale di un premier “dominus di governo e Parlamento”.
La fierezza dei democratico-cristiani
Un sentimento di orgoglio viene rivendicato da Enrico Letta, che in un’intervista rilasciata a Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano evidenzia l’autorevolezza del candidato del Partito democratico alla Presidenza della Repubblica per il ruolo di garante della Costituzione. E spiega che “i democristiani non sono una brutta categoria, anzi costituiscono l’esatto contrario”.

Pochi giorni fa ascoltavo in radio Giulio Bodrato ed altri ex-DC sbrodolarsi sulla loro ex-appartenenza, orgogliosi per l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica, come se questo fosse un riconoscimento al loro dissolto Partito.

A mio avviso si sbagliano e di grosso. Sergio Mattarella è stato scelto e votato perché l'Italia degli scandali quotidiani, l'Italia della Casta volgare e famelica, l'Italia che ha perso ogni ritegno tanto da schifare la maggioranza degli Italiani AVEVA BISOGNO DI UNA FIGURA PULITA, solo questo, e la ex-militanza DC in questa scelta non c'entra affatto, altrimenti avrebbero scelto, (perché no?), uno di loro!  

Invece Sergio Mattarella è stato scelto solo per sé stesso, una rara figura di persona perbene.

Il sottobosco silente del residuato DC dunque non resusciti con inutile vanto, perché se è vero che, dopo la vergognosa e disastrosa fine del fascismo, ha avuto il merito, insieme ad altri Partiti, di ricostruire le macerie dell'Italia, è anche vero che di danni ne ha fatti parecchi.
Vogliamo ricordarne solo alcuni?
Per anni l'edilizia scolastica pubblica è stata penalizzata per spingere le famiglie borghesi ad iscrivere i figli nei licei privati gestiti da preti e suore.
Uno degli innumerevoli esempi è stato il Liceo dove sono andati tutti e tre i miei figli, ospitato in locali di proprietà di una Parrocchia a cui lo Stato italiano pagava un affitto principesco che, negli anni,  è diventata una cifra con cui si sarebbe potuto costruire il Liceo Statale, come poi si è fatto, ma dopo manifestazioni di piazza a cui partecipai, come genitore, anch'io, con tanto di cariche della polizia contro gli studenti.
Tali locali, che fruttavano alla Chiesa una rendita niente male, erano disadorni, non spendendo, il locatore ecclesiastico, nemmeno una lira per la manutenzione, cosa che di solito è deputata proprio al proprietario dell'immobile. Invece spesso i bagni erano inagibili perché gli scarichi otturati con ritorno di acque scure e maleodoranti,  la palestra era uno stanzone pieno di umidità in cui era impossibile sdraiarsi a terra per compiere determinati esercizi di Educazione Fisica, che pure erano nel programma ministeriale per l'insegnamento di quella materia, le prese di corrente pencolavano fuori dai muri pericolosamente, il riscaldamento spesso era rotto... e così via.
Non è stato un caso quello del Liceo Scientifico "Bruno Touschek" di Grottaferrata in quegli anni... Magari lo fosse stato. La Politica della DC, sempre al Governo, era orientata a favorire il Vaticano a spese dei contribuenti dello Stato Italiano.

DAL SITO di Eduardo Ambrosio
...la Presidenza del Consiglio (era succeduto a Craxi nel 1987), che fu assunta da Giulio Andreotti, il quale, grazie ad un alleanza di ferro con il PSI di Craxi, governò fino alle elezioni del marzo '92. Furono questi anni di "assoluto immobilismo" nella vita politica italiana. Il deficit pubblico continuò a crescere; la criminalità mafiosa divenne sempre più arrogante, continuando a macchiarsi di assassini e stragi, riuscendo persino ad uccidere, nel 1992, i due magistrati - simbolo della lotta alla mafia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino;

L'arte suprema dell'insegnante è risvegliare la gioia della creatività e della conoscenza 
Non ti stancare di strappare spine,
di seminare all'acqua e al vento,
la STORIA non miete a giugno,
non vendemmia a ottobre,
ha una sola stagione
 il tempo, 
e ... non si ripete, si rivive. 
(Ignazio Buttitta) 

Mai dimenticare la Storia....

sabato 14 febbraio 2015

Costa Concordia: tragedia e farsa

Da: Il Tirreno - Edizione di Grosseto - 12 febbraio 2015

Concordia, Domnica: sentenza giusta, anch'io sono una vittima

Il giorno dopo la sentenza su Schettino, condannato a 16 anni in primo grado, Domnica Cermotan - che sarà risarcita con 30.000 euro di provvisionale - commenta il verdetto dei giudici: "Questo risarcimento è rispettosissimo della mia figura di vittima"

GROSSETO. Chiese, quasi implorò pubblicamente, appena dieci giorni fa: "Risarcitemi. E poi lasciatemi alla mia vita privata". Ora il ristoro c'è. Sono 30.000 euro di provvisionale per i danni subiti nel naufragio della Costa Concordia. Perciò oggi, a poche ore dalla fine del processo di Grosseto, la moldava Domnica Cemortan può dire: "Sono felice che la vicenda si sia conclusa con una sentenza estremamente equilibrata" e che "il risarcimento sia rispettosissimo della mia figura di vittima".

4 commenti
1 giorno fa
Vittorio Palatresi
risarcimento a chi? ad una che era clandestina a bordo solo per soddisfare le voglie sessuali del comandante. Tutto questo gli è servito per avere notorietà, vendere interviste al miglior offerente e buttarsi in politica al suo paese (nel quale spero tu ci rimanga per sempre). Oltretutto fa anche la vittima... che ipocrita!!!
1 giorno fa
zundkabel59
Appunto!
Era clandestina, per cui, visto che doveva esserci, non gli spetterebbe proprio nulla!
2 giorni fa
Giuseppe Marchetti
certo risarcire una che fa sesso con Schettino e lo  distoglie dal suo lavoro e dovere  è proprio il massimo 
1 giorno fa
zundkabel59
Distogliere dal proprio lavoro?
Non esageriamo!
Diciamo che gli alleviava le insostenibili responsabilità del comando.......
Ma la moglie di Schettino non l' ha preso a mattarellate?