lunedì 9 marzo 2015

Guida troppa gentaglia

Questa è una strada della periferia romana, una strada adiacente ai parcheggi della Metropolitana Linea A, capolinea Anagnina. Vi si accede per una strada che è già un Parcheggio a strisce blu (quindi a pagamento) e, dopo averlo percorso, si esce con un'ampia curva su Via V. Giudice  e si percorre un senso unico a 2 corsie, ben delimitate dalla striscia bianca di mezzeria e segnate da frecce direzionali che indicano di accostare a sinistra a chi vuole continuare a cercare parcheggio, svoltando dove appare in figura una freccetta azzurrina, immettendosi nell'altro braccio di Via V. Giudice, che è anch'esso a senso unico e che conduce anche al parcheggio coperto, oppure di tenersi a destra andando dritto verso la rotatoria uscendo definitivamente dall'immensa zona Parcheggio.
Detto questo illustro l'agire di uno dei tanti sconsiderati che continuamente ed ovunque agiscono come se fossero pazzi, o forse lo sono, e come se il Codice della Strada fosse opzionale.
  
Ecco Via V. Giudice vista da un'angolazione diversa per illustrare di cosa è capace certa gentaglia che, però, è lasciata libera di guidare. E' accaduto oggi intorno alle h. 10:00: il quadratino bianco rappresenta la mia auto, una Punto Fiat, la quale dall'ampia curva imbocca il senso unico accostando a sinistra per incolonnarsi per poi girare a sinistra più avanti. Da dietro e ad una velocità pazzesca, da non tenersi in città e tantomeno all'uscita da una zona di Parcheggi, l'auto nera passa fra il margine sinistro e il muso della mia auto superandomi per poi gettarsi nella mezzeria di destra tagliando in diagonale le due corsie e andare dritta verso la rotatoria.
Per non prenderla, nonostante la mia età, hanno funzionato i miei buoni riflessi e ho inchiodato, anche se la giovane disgraziata che la guidava si è infilata in uno spazio esiguo. Ma la cosa è stata così repentina che mi si è spento il motore, mentre fissavo esterrefatta la delinquente che si allontanava nella sua guida "slalom". Ebbene, mentre urlavo una parolaccia che purtroppo la disgraziata non ha potuto udire, e tentavo di rimettere in moto, in quei pochi istanti, altre due auto passavano ad alta velocità nell'esiguo spazio per poi tagliare a destra e andare diritto in rotatoria! 
Dunque non di una isolata pazza si è trattato, ma di gentaglia che tratta la strada come un Far West. Inutile chiedersi la ragione insensata di infilarsi fra il marciapiede e un'auto che visibilmente sta accostando a sinistra quando gli insensati dovevano andare diritto con tanto di frecce a terra che indicano l'incolonnamento direzionale!

Questo non è stato l'unico episodio di Far West stradale della mia mattinata. Ogni giorno ce ne sono in continuazione! Segno che c'è tanta  gentaglia in giro a cui è consentito di fare qualsiasi infrazione tanto i Vigili, i Carabineri, la G.d.F., anche se passando vedono non fanno nulla. I Vigili multano solo i divieti di sosta, i Carabinieri transitano per altri servizi e dunque non rilevano le infrazioni, neppure quando la gentaglia parla al cellulare... L'automobilista corretto è in balìa della gentaglia e deve inchiodare o fare l'incidente.
Fuori Roma non è certo diverso. 
Questa è una rotatoria, cosiddetta all'europea, ogni immissione è regolata dal segnale di dare precedenza: chi entra per primo in rotatoria ha la precedenza sulle altre eventuali immissioni finché non ne esce.
Nel comune di Grottaferrata, appena fuori Roma, c'è una rotatoria come quella in figura schematica: incrocia la Via Anagnina-Tuscolana con Via 24 Maggio. Essa appare come la foto sottostante:
Non una grande rotatoria, ma pur sempre una rotatoria che obbedisce alle regole imposte dal Codice della Strada.
Ebbene: è ogni giorno Far West!
La gentaglia ignora i famosi triangoli rovesciati e taglia la strada a chi già è impegnato in rotatoria!
La cosa è sistematica, tanto che ho pensato che forse sono in molti ad essere confusi sulle rotatorie, come quel tornitore del posto dove lavoravo che mi disse sorpreso che nelle rotatorie si doveva dare la precedenza a destra e non, come sostenevo io, che la precedenza l'ha chi già si è immesso in essa e che ci si immette solo quando non passa nessuno.
Mi accorgo però, che oltre ai "tarpani confusi", (cosa comunque inammissibile! Li si rimandi a fare l'esame con ripasso del Codice della Strada!), c'è tanta gentaglia, tanta tanta gentaglia, e te ne accorgi dal fatto che se gli suoni a distesa, come faccio io quando mi tagliano la strada immettendosi davanti al muso della mia auto, o si fermano o scattano in avanti senza voltarsi e facendo finta di niente.
Oggi ad un'altra rotatoria, questa grande e molto trafficata, sempre in Grottaferrata, conosciuta come Squarciarelli, ero in rotonda e stavo quasi per uscirne quando un furgone bianco si è immesso ignorandomi, tagliando indifferente la fila di triangolini orizzontali e, accostandosi alla mia destra, superandomi a destra ignorando il suono a distesa del mio clacson, infine per dispetto inchiodandomi davanti, dopo che per evitare l'urto sono stata io costretta a fermarmi grazie al suo abuso! Questa è delinquenza e l'unica difesa è proseguire consentendo l'urto, perdere il proprio tempo per un pagamento dei danni a loro carico, visto lo strazio che fanno delle regole del Codice, e infine sperare che abbiano l'Assicurazione!!
Lo Stato non fa nulla e ci lascia in balìa di questa gentaglia!
  

sabato 7 marzo 2015

Roberta Ragusa: giustizia beffata


Da: Il Corriere della Sera - Corriere Fiorentino

Caso Roberta Ragusa

Il giudice: niente processo per Logli
Il pm: «Le indagini continuano»

Prosciolto l’uomo accusato dell’omicidio volontario della moglie e di distruzione del suo cadavere. La donna era scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme

PISA - È arrivata pochi istanti prima delle 16.20 la decisione del Gup Giuseppe Laghezza del tribunale di Pisa sul caso Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua casa di San Giuliano Terme nella notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012: il giudice ha deciso per il non luogo a procedere «per non aver commesso il fatto» nei confronti di Antonio Logli, il marito della donna. L’uomo, che era arrivato al mattino in aula, ha abbandonato il tribunale di Pisa scortato dai suoi avvocati uscendo dall’ingresso principale e affrontando senza dire una parola decine di telecamere e giornalisti, poi a piedi ha raggiunto l’auto con la quale era arrivato e che era stata parcheggiata sul retro del palazzo di giustizia. Per tutta la passeggiata, durata alcuni minuti, Logli ha continuato a camminare a testa alta fissando le telecamere ma senza pronunciare alcuna parola anche se incalzato dai giornalisti. Solo il suo difensore, Roberto Cavani, si è limitato a dire: «No grazie, nessun commento».

di Cinzia Colosimo

Volutamente non pubblico la foto del marito di Roberta Ragusa con un sorriso freddo, beffardo e trionfante perché mi ripugna pubblicare la sua immagine su questo blog.
Questa notizia mi ha colpita molto sgradevolmente come l'ennesima dimostrazione che giustizia non c'è.
Come gli stessi colleghi magistrati del GUP, Giudice Unico delle Indagini Preliminari, nei diversi ruoli, hanno detto, non si comprende la sua scelta e si comprenderà quando la sentenza verrà depositata e si potrà leggere.
Nel frattempo si possono fare delle ipotesi.
Di sicuro Roberta Ragusa è morta. Non si sparisce dalla vita dei propri figli, una bambina e un adolescente di 15 anni, senza un segno di addio o successivo.
Non si esce di casa di notte con il solo pigiama in una gelida notte di gennaio. Senza documenti, senza soldi, senza niente.
Questo almeno chi doveva indagare l'ha accertato senza ombra di dubbio. 
La trasmissione "Chi l'ha visto?" si occupa in modo rigoroso e non spettacolare di casi di scomparsa da più di 20 anni e da più di 20 anni la seguo: ho visto tantissimi casi simili a questo e, purtroppo, non di scomparse si trattava ma di omicidi.
Mi vengono in mente 2 casi in cui il corpo non si è mai trovato, in un caso non sono riusciti a rinviare a giudizio il marito della vittima e in un altro sì, in cui in realtà l'uomo e padre di due bambini, che sono rimasti senza la mamma, era convivente e non l'aveva sposata.
In questo secondo caso l'uomo è andato a processo ed è stato condannato, anche se della donna, presumibilmente bruciata nel forno della pizzeria che l'uomo gestiva e in cui anche lei lavorava, non si è più trovata alcuna traccia. 
Nell'altro caso parallelo, sempre scomparse nella notte e sempre lasciando figli bisognosi delle cure materne, l'inchiesta ha prosciolto il marito, anche se i fatti erano che l'uomo era arrivato al lavoro nell'alto forno prima dell'ora solita, come testimoniato dai colleghi stupiti di averlo trovato già al lavoro e con l'alto forno acceso da un pezzo. Chi indagava è andato ad esaminare i residui dell'alto forno dopo un mese e nell'auto dell'uomo, anch'essa esaminata non immediatamente, non hanno trovato tracce della povera donna.
Da quanto sopra esposto e da altri casi (purtroppo troppo frequenti), si evince che molto dipende dai singoli uomini che esaminano i fatti e che conducono le indagini.
La fortuna degli assassini dipende da questo e nient'altro.

Il fatto che il corpo di Roberta non si sia trovato, (ormai di lei deve essere rimasto molto poco), non vuol dire che "il fatto non sussiste" in quanto, come dimostrano almeno tre casi, i corpi si scoprono per caso, sfuggendo anche a ricerche condotte a tappeto.

Il caso di Yara Gambirasio è emblematico: migliaia di persone e di mezzi dispiegati e poi l'ha trovata per caso un uomo che faceva volare un aereomodello, il quale è andato a cadere proprio accanto ai poveri resti della bambina.

Il caso della moglie presumibilmente strangolata, e gettata in mezzo alle erbacce folte di un sentiero defilato, è stato risolto casualmente, giacché hanno sfoltito quei cespugli, che nascondevano i suoi poveri resti, per fare una gara campestre.

Il caso recentissimo della povera madre di 4 bambini ha dimostrato di nuovo come le ricerche non abbiano portato a nulla e il ritrovamento del suo corpo, ormai ridotto a scheletro, è avvenuto anche qui casualmente, per dei lavori comunali di ripulitura.

In conclusione, inquieta e demoralizza una giustizia che si arrende solo perché il corpo non si trova, quando un insieme di fatti, ragionevoli e inspiegabili altrimenti, conducono ad un'unica verità.

Nel caso specifico tocca e turba l'etica delle persone oneste il sapere che i due figli di Roberta Ragusa non si sono costituiti parte civile contro il padre, anche se il maggiore è da poco diventato maggiorenne.
Turba perché non si può non pensare che queste due creature sono sole e che l'unico appoggio e sostegno economico che hanno è quel padre contro il quale la Legge chiede che si costituiscano parte civile... Con quali mezzi avrebbero potuto farlo? E come avrebbero potuto continuare a vivere con il loro padre nell'unica casa dove possono abitare?

E' chiaro che lo Stato non ha difeso in alcun modo Roberta Ragusa, ma soprattutto i suoi figli.
Il GUP, forse nel timore di future azioni legali sulla sua responsabilità civile, ha preferito lavarsene le mani.


Datele giustizia

venerdì 6 marzo 2015

La Scuola di Renzi in slide


Le promesse e le attese per la Scuola Pubblica Italiana, dopo gli annunci di Matteo Renzi, si stanno riducendo in slide!


Eh! Ma poi? In cosa si traduce la frase "Soldi certi in tempi certi"?


Questo lo avete scritto così in piccolo che serve la lente di ingrandimento per poterlo leggere!
Leggo: un piano straordinario di assunzione di docenti!
QUANDO??!! QUANDO MATTEO?! E CON QUALI MODALITA' MATTEO, visto che un giorno si dice una cosa e il giorno dopo un'altra? 

Da: Il Fatto Quotidiano

Riforma scuola, sulle assunzioni ora Renzi fa Ponzio Pilato

di  | 4 marzo 2015
Ieri sera Ponzio Pilato ha dato i 150 mila precari della scuola in pasto al Parlamento. Come il prefetto della Giudea, il premier Matteo Renzi, non ha condannato, non ha avuto il coraggio di prendere una decisione ma si è lavato le mani: “Noi facciamo una scommessa, passiamo la palla al Parlamento”ha detto nella conferenza stampa a seguito del consiglio dei ministri nel quale ha deciso di non fare alcun decreto sull’assunzione dei docenti delle graduatorie ad esaurimento ma un disegno di legge che verrà approvato martedì prossimo.
Una mossa degna di un democristiano con il pedigree.
L’ex sindaco di Firenze dopo essersi fatto una campagna elettorale giocata sulla pelle di chi da anni ha un posto a tempo determinato, ieri ha giocato ancora una volta la carta del “furbetto”. Si è lavato le mani e ha scaricato su Camera e Senato ogni responsabilità ben consapevole che una riforma di questo genere rischia di affossarsi tra beghe di partito (a partire dal suo), scontri tra opposizione e maggioranza, tra cattolici e laici e movimenti d’ostruzionismo.
Le parole di Ponzio Matteo sono esplicative del premier pensiero: “Non c’è alcun rischio che slittino le procedure di assunzione del personale. Noi martedì prossimo presenteremo il disegno di legge, lo lasceremo all’attenzione 
del Parlamento che dovrà decidere se e come procedere in tempi sufficienti ad un confronto serrato e sereno ma dove l’ostruzionismo non blocchi le assunzioni in ruolo”.
Il premier sa meglio di altri, e lo svelano le parole pronunciate, che i tempi sufficienti potrebbero diventare mesi. Siamo a marzo e affinché si possa procedere a delle assunzioni, gli uffici scolastici regionali hanno bisogno di tempi certi.
Bastava vedere, d’altro canto, la mimica facciale del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini per intuire lo scetticismo nei confronti del premier. Eppure lui è pronto a scommettere, ancora una volta sulla pelle degli altri.
Ponzio Matteo ieri sera con la consueta ars oratoria ha persino esercitato il ruolo della vittima nel film messo in scena per continuare ad illudere i precari: “E’ abbastanza sorprendente: quando facciamo da soli siamo dittatorelli, se coinvolgiamo il Parlamento siamo in ritardo”. Renzi sa bene che la questione andava scissa: per l’assunzione dei precari serviva ed è urgente un decreto, come richiesto a gran voce anche dalle organizzazioni sindacali; per il resto è possibile il disegno di legge. L’affabulatore fiorentino ci ha persino raccontato che la decisione di rinviare al 10 è dettata dal fatto di lasciare ai ministri la possibilità di leggere la bozza di proposta di legge come se un ministro della Repubblica fosse uno preso al bar “Sport” che non conosce la materia e che si trova improvvisamente a doverla studiare.
Ma stavolta saremo noi a twittare #renzistaisereno se a settembre non si vedrà un solo assunto.
Bellissimo pezzo Alex Corlazzoli!!
Bellissimo!
"Siamo a marzo e affinché si possa procedere a delle assunzioni, gli uffici scolastici regionali hanno bisogno di tempi certi."
Informo Alex che siamo già fuori tempo massimo. Ho assunto informazioni dirette da chi la Scuola la Dirige, la soffre e la vive: le assunzioni per l'anno scolastico prossimo nel Lazio sono già partite! Debbono partire ora perché lo prevede la programmazione burocratica farraginosa e complicata vigente!! Sono infiniti e stringenti gli adempimenti che gli Uffici Scolastici Regionali e i Presidi debbono compiere perché l'anno scolastico che inizierà a settembre possa partire.
A Matteo Renzi, a cui ho dato fiducia, dico non giochi con la vita della gente: si scateneranno ricorsi a non finire intasando i TAR. La gente non può aspettare in eterno per poter vivere! La vita passa! Per molti, anzi, è già passata! Dia dignità a chi ha superato un Pubblico Concorso senza poter avere avuto mai l'ingresso in una scuola per svolgere il proprio lavoro.
Potrebbe lui, Matteo, far vivere la propria famiglia lavorando 15 giorni, poi niente, poi chissà? Rifletta, qui si gioca una grande partita e la pentola bolle e, compressa com'è, scoppierà.

Vizi privati resi pubblici

Da: Il Tempo

06/03/2015 06:05

Ecco le telefonate hard rubate dal cellulare di Berlusconi 

Rese pubbliche tantissime conversazioni private con l’imprenditore barese Tarantini risalenti al 2008-2009. Con Belen: «Ti sei lasciata col fidanzato?ª Qui hai un estimatore»

Ecco le intercettazioni depositate al Tribunale a Bari sul presunto giro di escort che ha coinvolto Giampaolo Tarantini, intercettato, tra gli altri, con Silvio Berlusconi.

LA PATONZA DEVE GIRARE
Tarantini a Berlusconi: «Bene, una bellissima serata, anzi ieri è stata veramente carina, perché eravamo pochi, tranquilli, poi eravamo stanchi, pure». B: «Sì, forse...così tante, sono troppe». B: «Al massimo averne 2
a testa, però adesso voglio che tu abbia anche tu.. quelle tue, perché se no, mi sento sempre in debito, io, no?». T: «No». B: «Scusa, portatele per te, e poi io mi..porto le mie..». T: «Va bene». B: «Poi ce le prestiamo, insomma..la patonza deve girare».
NOTTATA DI FUEGO
Tarantini e Barbara al telefono.
B: «Una nottata di fuego è stata». T: «Siete state là?». B: «Sì...mi ha chiamata e sono andata ieri sera». T: «Chi c’era?». B: «Io, lui, e una mia amica..(ride) una cosa intima..». T: «Fino a che ora?». B: «Fino a stamattina..mannaggia a lui...ah..terminator».

PUÒ DORMIRE QUI
T: «Perché c’è la Barbara, la Anna.., che le ho fatto il biglietto, è arrivata ora.., e poi una mia amica». B: «Può venire qui, eh.., Anna.., a dormire..». T: «Prego?». B: «Non c’è bisogno che vada in albergo..». T: «Chi?». B: «Gli diamo una camera qui». T: «Ad Anna?». B: «Ad Anna».

LA SERATA A PECHINO
Tarantini: «Va bene? tanto io poi..ah Enrico, tu a Pechino c’hai qualcuno che conosci?». Enrico: «Ma per che cosa?». T: «Perché io vado la settimana prossima, 4 giorni, con lui.., là.., che lui c’ha il G7.., il G14.., il G21..non so che cazzo tiene..e mi vuole portare insieme..solo, volevo qualcuno introdotto, per organizzare una serata...una cena..perché lui ha detto che si rompe i coglioni a fare le cose quelle formali, ufficiali». E: «Fammi vedere un poco, ti faccio sapere».

TRENTA RAGAZZE LA VOGLIONO
Berlusconi:«Senti una cosa..vedi che...con chi pensi che potresti.., potresti chiamare?». Tarantini: «Presidente, mi chiamano.., ormai mi chiamano 30..40 donne, vogliono venire tutte..vogliono..dunque, c’è la Letizia..si ricorda quella ragazza bruna che venne con Licia? che sembrava un po’ antipatica..che poi io conosco bene, c’ho parlato da solo, ..e lei ha un sacco di amiche pure, che io conosco..simpatiche..carine». B: «Sì».

È BELLISSIMA, HA FATTO STRANAMORE
Tarantini: «Presidente, Carolina, in confronto, è brutta..mi creda..nonostante Carolina sia bellissima..quando lei conoscerà...ha fatto Stranamore, poi ha fatto Donna sotto le stelle...un sacco di cose..ma è veramente bella..simpaticissima..alla mano». B: «Va bene, grazie..allora ti chiamo tra un’ora e mezza..due».

INTIMITÀ
Tarantini: «Ti sei fatta la depilazione definitiva, poi?» Carolina: «Ah cavolo, tra l’altro volevo..non è che mi puoi dare una mano, che sono nei guai..ma nei guai..nei guai..(ride)».

LE NOTTI INSONNI
Berlusconi: «Sono 20 giorni che non dormo mai una sera consecutiva nello stesso letto». Manuela: «Madonna».

INVITI «ILLUSTRI»
Berlusconi: «Porterei una, due, tre ragazze da parte mia». Dopo aver informato il suo interlocutore dell’esito del Consiglio dei ministri, chiede come sarà la serata e tarantini non delude: «Stasera siamo in 6, compreso me.., sono io, e 5 ragazze...benissimo..io non allargherei molto questo», prosegue il leader di Forza Italia. Che aggiunge «Porterei una, 2, 3 ragazze, da parte mia...e poi facciamo venire invece i cantanti, che sono tutti bravi...e le due cantanti cubane, la Gemma...un’altra cantante, non lo so.. che cosa dici se chiamiamo anche Rossella, che c’ha una ragazza che canta in Vaticano, molto brava è anche molto simpatica, e magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della Fiction della rete Uno della Rai?... così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare...».

«HO DUE BAMBINE»
Tarantini: «Presidente, mi scusi se l’ho richiamata..no, solo per dirle che mi ha chiamato Francesca, e chiedeva se poteva portare 2 amiche molto carine, amiche sue». Berlusconi: «Molto?». T: Carine, mi ha detto». B: «Molto belle?». T: «Molto belle..sta in palestra con queste due, dice che poi usciva e veniva». B: «Io penso di sì..noi siamo messi così, come uomini». T: «Sì». B: «Tu, io..». T: «Sì». Berlusconi: «Poi, Carlo Rossella, Presidente di Medusa». T: «Sì». B: «Ehh Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno, e un responsabile di tutta la fiction Rai». T: «Benissimo». B: «Le ragazze hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere...del loro destino, quindi... ecco, l’unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti». B: «Anch’io non avevo voglia..io c’ho due bambine piccole, che è tanto che non vedo..per cui, una fa..la, la..la giornalista in Rai... in Mediaset..allo sport, è una napoletana molto simpatica, molto dolce..e un’altra bambina di 21 anni, brasiliana, che un po’ mi ha..che mi ha pianto al telefono, dicendomi che l’avevo dimenticata, e allora la faccio venire..ma insomma, senza..senza peso».

«MAI CON LE MINORENNI»
L’ex premier: «Io con le minorenni? Roba da matti». Berlusconi: «Queste due bufale... messe in giro veramente è una cosa pazzesca...vedo su tutte le agenzie internazionali sono accusato di frequentare delle ragazze minori, roba da matti». B: «Non c’è una velina nelle mie liste...i prototipi a cui (incomprensibile) si chiamano Carfagna, si chiamano Gelmini..si chiamano Prestigiacomo.. si chiamano Bergamini...si chiamano coso...tutte le mie parlamentari sono le migliori della Camera..98.8% di presenza al voto».

BUSH E IL PAPA
Berlusconi: «Bush mi ha detto che ha ricevuto solo il Papa come me». Tarantini gli riferisce allora il commento di un politico pugliese: «Se ci fosse stato Prodi a quest’ora eravamo tutti nella merda». La risposta di Berlusconi è un «eh» seguito da una parola incomprensibile. «Comunque – spiega Berlusconi – noi abbiamo individuato le cose giuste..abbiamo portato..noi abbiamo fatto così, subito..adesso abbiamo portato tutti i Paesi europei a fare la stessa cosa..e infine, stamattina, oggi, Bush, su, appunto, nostra indicazione, una settimana fa, con Tremonti che è stato là»..nazionalizzano 9 banche, e così garantiscono la banca, e nessuna banca può fallire..e quindi il sistema diciamo delle banche continua a fare il suo mestiere.. l’economia, gli investimenti..e lasciamo che la febbre finanziaria resti nel luogo della follia che sono le Borse».

GEORGE CLOONEY
Una ragazza, Vanessa, scrive un sms a Tarantini: «No grazie, sono fidanzata da quest’inverno. Finite le stronzate». Tarantini insiste: «Lo so amore, ma è importante, un’occasione che ti capita poche volte nella vita». La ragazza chiede: «Chi?». Tarantini: «B». E continua: «Vivrai un film...viene anche George Clooney... se lo sa mia moglie mi ammazza».

REGALI ALLE RAGAZZE
Dopo una serata a Palazzo Grazioli, Tarantini e Vanessa si sentono al telefono. Vanessa: «Le ragazze sono andate via alle sei, hanno fatto un bordello, spero che non abbiano preso nulla, perché ho avuto un dubbio...comunque, tutto a posto, io ho fatto colazione con lui e adesso sono nel taxi...è molto carino, guarda, comunque, veramente, dolcissimo, molto carino». Tarantini: «Ti ha fatto un regalo?». V: «Sì...stamattina, andando via, ha detto "metti questo in borsa" e io ho detto "no, guarda, non ti preoccupare, non ti sentire obbligato a...", ha detto «no, mi fa piacere", però non ho chiesto, assolutamente».

CANTANTI CUBANE
Berlusconi: «Ho il colpo della strega, ma non prevarrà». Tarantini: «Le mando un angioletto, così glielo faccio passare». B: «Io non allargherei molto...porterei una, due, tre ragazze... poi facciamo venire i cantanti e le due cantanti cubane, la Gemma...che cosa dici se chiamiamo anche Rossella, che c’ha una ragazza che canta in Vaticano?... e magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della Fiction della rete Uno della Rai? Così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare».

«GLI PIACCIONO ABITI CORTI»
Tarantini a Berlusconi: «Domani le presento una mia amica, che quando la vedrà, dirà, non è possibile...21 anni, bellissima, bruna, occhi chiari, viso angelico». B: «Andiamo a inaugurare un punto di Dolce&Gabbana, un punto di incontro e di aperitivi...dentro San Siro...e poi voi vedete la partita...sali su con le ragazze, nel nostro box del Milan (…) perché tu volevi fare la cena e qualcos’altro (…) si potrebbe fare una cosa anche ad Arcore, a casa mia, eh?». Tarantini telefona a Carolina: «All’inizio siamo in pubblico, quindi serve qualcuna d’immagine...farci vedere con lui in giro con delle cesse, mignotte (…) mettiti un abitino corto, che lo sai che a quello piacciono gli abiti corti».

SESSO E COMMENTI
Berlusconi al cellulare con Tarantini: «Ho dormito un’ora. Tu ti sei fatto Vanessa? È un bel pezzo, eh?». T: «Presidente, secondo me, è una delle più belle scopate della mia vita».

RAPPORTI LESBO?
Chiara: «È un grande lui..eh..stamattina.. su questa cosa, allora mi ha detto..mi ha fatto 3 mila complimenti, mi ha detto, "sei una ragazza molto pulita", insomma..tutte queste cose qua..mi ha detto, mi ha detto, "ma tu sei mai andata con un’altra donna, no"?». Tarantini: «Ride». C: «Poi mi ha detto, "dai, la prossima volta..a me piacciono queste cose.."».

MEGLIO DEL PRESIDENTE CHI C’È
Tarantini: «Ti ha raccontato le 5 regole dell’amore?». Chiara: «Ah, le racconta a tutte? io pensavo che me le avesse raccontate a me, perché.., ti dico..io». T: «No, tu tienitele per te, però è il suo cavallo di battaglia, quello». C: «Immagino..come tutte le barzellette..tutte le solite cose..ma figurati, mica sono scema..ma..capito? io non sono una tanto da scopare, però era la prima volta che andavo con un uomo così grande, insomma, capisci?». T: «Beh, e com’è andata proprio nell’atto?». C: «No, bene, però io non ero naturale come sono normalmente, quindi ovviamente lui mi ha detto che dovevo essere più....». T: «Troia». C: «No, lui mi ha detto, "te è da un po’ che non fai l’amore..", ho detto, "cacchio, sono 2 mesi.."; allora mi ha chiesto del mio fidanzato..ho detto, "no, guarda, la storia è finita, però non so come fare a dirglielo.." lui mi ha detto..aspetta, cosa mi ha detto.., "beh, chiodo scaccia chiodo, meglio del Presidente chi c’è"». T: ride. C: «Anzi, poi mi ha detto, no, perché mi ha detto, "meglio del Primo Ministro, no, anzi, il Presidente del G8 è più importante». C: «È il numero uno..ma veramente..ma ieri sera, così, molto serio, stamattina mi ha fatto sputtanare da quando ci siamo svegliati, ti giuro, mi ha fatto morire dal ridere, veramente». T: «È chiaro...sei stata con..uno degli 8..una tra le 8 persone più potenti del mondo».

SOUBRETTE IN POLITICA
Tarantini: «Ha detto che lui fin che non chiude sta cazzo di campagna elettorale, non vuol far cene, perché se no lo massacrano, che lo stanno chiamando in 6 mila, che si vogliono candidare». Donna: «Vabbè, ma non penso che..dai, le femmine, le soubrette vogliono fare questo». T: «E invece si, gli rompono il cazzo». D: «Si? vabbè, sono poche quelle che vogliono fare questo, le altre vogliono fare i programmi..poi si guadagna anche di più facendo televisione..che cacchio te ne frega di fare la politica..quindi mò».

VELINE E COMUNISTE BRUTTE
Tarantini: «Ma roba da matti». Berlusconi: «E anche le veline..non c’è una velina nelle mie liste». T: Nessuna». B: «Le altre fanno schifo perché si chiamano..sono come la Rosy Bindi.., no?». T: «Fra i Comunisti ci sono di quelle brutte.. (ride)». B: «Va bene». T: «Vabbè, io intanto vado a cena con loro..se lei decide di prendersi anche una cosa da bere..una cosa..tanto io arrivo con la macchina scura, non ci vede nessuno». T: «Anche per farlo un...».

BELEN, IL SOGNO
Berlusconi: «Peccato..Belen come va?». Tarantini: «Madonna che bella che è diventata, guardi». Ber: «E vabbè.. (sospira) T: «L’ho vista in forma, in grande forma..oggi sono andato insieme (incomprensibile)». B: «Sondala un po’ su di me..». T: «Eh, lo so, lo so, devo prenderla tranquilla un attimo..». B: «(Ride)». T: «Tanto stasera andiamo a cena insieme..». B: «Benissimo..dille che io ho sempre...dille che io ho sempre espresso degli apprezzamenti molto positivi su di lei..come bellezza, naturalmente..ma anche come donna». T: «Mh..ma lei non l’ha conoscita mai di persona? no? sì». B: «Io Belen?..l’ho conosciuta, è stata da me una notte..ma non abbiamo fatto (incomprensibile), perché ho scoperto che lei era la donna di un mio calciatore».

AL TELEFONO CON BELEN
Belen: «Pronto.....pronto..». Berlusconi: «Sì, pronto.., ciao Belen». Bel: «Buonasera..come stai?». Ber: «(ride) come sto..io sto bene, ho fatto un anno difficile, ma fantastico..con dei risultati importanti...e tu (incomprensibile)?». Bel: «..io benissimo..molto serena..molto.. molto tranquilla». Ber: «.. ecco..senti, e con il tuo ragazzo è finito tutto?». Bel: «Beh..al momento sì..non lo so, non so cosa». Ber: «Ho capito». Bel: «Che cosa succederà». Ber: «Ah, ah». Bel: «Ma comunque sono molto tranquilla». Ber: «Sì, va bene..meno male, va..senti, adesso hai visto questa cosa su Mediaset..ti piace?». Bel: «.. sì.., come fa a non piacermi?». Ber: «.. eh..meno male..va bene, anche perché io avevo tante pressioni da Briatore, per mettere la sua, no? che sapeva, era gia fissata, quindi ho dovuto veramente fare una pressione, ma mi sembrava giusto che tu fossi..la ragazza che in questo momento è la donna..che in questo momento aveva avuto più popolarità, e penso che sia anche un’occasione abbastanza importante per segnalarti...».

SPUNTA ANCHE LUCIO DALLA
Tarantini: «Sì, sì..ho fatto una bella cosa..ieri, era, poi, a cena con Lucio Dalla..infatti poi l’ho richiamata, che ci teneva a salutarla». Berlusconi: «Lucio Dalla?». T: «.. sì, sì..nonostante sia un comunista..infatti mi sono imbattuto in una discussione di quelle che non finivano più». B: «.. mah.., è (incomprensibile) confuso politicamente». T: «Sì, no, completamente confuso». B: «Per un po’ di tempo è venuto con me». T: «Sì, l’ha detto, l’ha detto, infatti...no, no, però ha detto che, "sai, ora a Bologna..." poi era in compagnia di Stefano Bonaria..(incomprensibile) si ricorda chi è?». B: «No». T: «..l’ex marito di..quel filosofo che è stato per anni sposato con Alba Parietti». B: «.. mh.., una iattura». T: «Bravo..sì..bravo».

NIENTE MUTANDINE
Barbara: «Amore, mi ha chiamato papi». Tarantini: «Stai venendo?». B: «Eh.., però arrivo tra un’oretta, perché io sono appena entrata dentro la vasca». T: «Beata te, (incomprensibile)». B: «...incomprensibile) mi ha detto, ho lavorato tutto il giorno, (incomprensibile)..amore, a che ora vai tu?». T: «Io sono già su». B: «Ah, stai già su...ascolta, io non mangio..vengo a (incomprensibile) un pezzo di panettone..per stare un po’ insieme..va bene?». T: «Te lo do io il panettone, stasera». B: «Dai scemunito, ci vediamo tra un’ora..ok?». T: «Allora gli dico che non vieni, va bene? (ride)». B: «(ride) no, scemo..dai, ma stasera non devo fare neanche il regalo, cazzo..posso venire con le mani vuote?». T: «Tu portagli..portagli..non ti mettere le mutandine, e dagli le mutandine, appena arrivi». B: «No, dai, devo comprargli qualcosa, amore..che brutto così». T: «Amore...tu fai la parte della figa...gli dici che il suo regalo glielo porti in Sardegna... che l’hai preso e glielo porti in Sardegna».

TETTE VERE?
Berlusconi: «Sì, tutto bene, tutto bene..tutto a posto..c’ho un po’ di sonno..sono qui in Consiglio..in Consiglio Europeo, con un po’ di sonno.. (ride)». Tarantini: «(ride)». B: «Tu, poi, cosa hai fatto?». T: «Eh.., con quella..Presidente». B: «Quella che avevamo detto». T: «Sì, sì, sì». B: «È fantastica quella lì, eh?!». T: «Sì, sì, sì, sì..ma poi le devo spiegare il particolare». B: «Sì, ma sono vere, o non sono vere?». T: «Non ho capito». B: «Le tette sono vere, o sono rifatte?». T: «Ma non l’ho capito, perché..sembravano vere».

L’EX PREMIER E L’EX MOGLIE
Berlusconi: «Questa storia mi macchierà per sempre, e va bene...quelle poche cene che abbiamo fatto...le cene cioè erano sempre cene di lavoro...voglio dire...ma a parte tutto quello, uno...mia moglie fa la vita che vuole fare lei...c’era questo accordo..no? Che erano tanti anni che non facevamo». Tarantini: «Si, si, si». B: «Però che questa qui mi faccia queste accuse, è una cosa veramente allucinante...non era vero niente, le veline non esistevano e poi anche la cena è una cena pubblica».
Redazione online

Lungi da me un giudizio morale sull'agire di Silvio Berlusconi nel campo del sesso: di gente affamata e bulimica come lui ce ne è a bizzeffe e molto più nascosta ipocritamente... Quello che gli rimprovero è che  gira gira queste donne in vendita alla fine le fa pagare a noi contribuenti.
In cambio del loro spudorato e amorale sesso queste prostitute volevano "lavorare" in TV o avere un seggio da qualche parte.
La RAI la manteniamo noi cittadini contribuenti, Mediaset no, ma certo la fortuna imprenditoriale di Berlusconi l'abbiamo sempre pagata noi attraverso tutte le facilitazioni dategli da quell'altro bulimico di sesso che è stato Bettino Craxi.
Il suo vizio, dunque, come quello di altri meno noti e più nascosti, ha comportato uno scambio di favori dati con il suo potere. L'uso di questo potere ha per oggetto la ricchezza del Paese. Se avesse vissuto il suo vizio da persona privata, erano assolutamente affari suoi, e chi vive una vita, per scelta, più morigerata o inibita può provarne schifo, ma è un suo personale problema. Così lo schifo comporta che un Tarantini, che fa il mezzano, pretende di essere un imprenditore, rubando lo spazio a chi l'imprenditore lo fa veramente.
Dunque donnette messe sui seggi pagati dai contribuenti, oppure messe a fare le "giornaliste", le "attrici", le "intrattenitrici televisive", costituiscono corruzione che toglie spazio a chi quei mestieri li fa veramente e non come secondo lavoro, rimanendo il primo la prostituzione ed il lenocinio. 


Piccolo aneddoto personale su Enzo Tortora

Ascoltavo oggi, intorno alle h. 10:00, su Radio 24 l'ottimo Giovanni Minoli in un servizio su Enzo Tortora, con vari inserti narrativi dalla viva voce della figlia Silvia.
Enzo Tortora l'ho visto una sola volta da vicino: ero un'adolescente e lui era già famoso. Andavo a scuola in Via Caposile, a Roma, e per arrivarvi passavo davanti agli studi della RAI di Via Asiago. In quegli anni fu creata la sede di Via Teulada per la Televisione, ma ancora il grosso delle trasmissioni andavano in onda da Via Asiago. Mi è capitato dunque di vedere tantissimi personaggi di quel mondo. Corrado, semplice e bonaccione che si fermava anche a parlare con il cartolaio dove comperavo i fogli protocollo, Pippo Baudo solitario e pensieroso, e lui, Tortora, che sembrava molto pieno di sé. In realtà era solo una persona molto molto intelligente e che non faceva nulla per riuscire simpatico. 
Quando scoppiò l'assurda storia delle accuse di un suo coinvolgimento nello spaccio di droga con adesione camorristica, mettendo insieme tante notizie e facendo nella mia mente una personalissima analisi delle stesse, non dubitai neppure per un attimo che tali accuse fossero vere. E ne ero così convinta che dicevo con la massima tranquillità che era tutto falso, che era una montatura,  a chi  commentava le martellanti notizie di quei giorni. Ma non tutti hanno capacità di analisi lucida ed acuta e così mi sentivo obiettare: "Ma se lo dicono qualcosa di vero ci sarà!"
Teoria aberrante su cui si fonda la calunnia e prospera.
Perché non ho creduto mai neppure per un attimo a questa orrenda e stupida accusa a cui, però, hanno creduto magistrati ed inquirenti, chissà perché, visto quello che è venuto fuori in Appello?
Non ci ho creduto perché Enzo Tortora era famoso, ricco e non aveva certo bisogno di mettersi a fare lo spacciatore di droga per sbarcare il lunario.
Non ci ho creduto perché il racconto dei due figuri, il "pittore" e la sua consorte con la storia  squallida delle "mutandine", era così misero e detto da persone così mediocri che il credito dato loro, palesi millantatori, dai magistrati destava il mio stupore.. allora, perché oggi ho di molto ridimensionato la figura del Magistrato! Fra essi, come in ogni carica o professione, c'è l'onesto ed il disonesto, l'intelligente e l'idiota, il capace e l'incapace. Oggi lo so perché ho 68 anni e ho visto, ascoltato, sentito, pensato e riflettuto sui fatti che mi sono passati davanti per una vita.
Non credetti alle accuse perché fu chiaro che a qualcuno era andato di traverso quello che Enzo Tortora disse ai terremotati dell'Irpinia quando portò loro i soldi raccolti tramite Antenna tre : "Ora non fateveli mangiare dalla camorra!"
Quello che è inquietante è come e perché tali magistrati e tali inquirenti, che condussero Enzo Tortora al Processo in Assise sulla Camorra, abbiano montato un tale castello di carta senza veri riscontri e senza vere prove: fu davvero solo incapacità professionale? Io non lo credetti allora e non lo credo adesso.

martedì 3 marzo 2015

Volevo dirlo io...


Giovanni Toti
@GiovanniToti
#Renzi: spiace per brutta avventura. Ma aerei per Aosta, elicotteri per Roma. Meglio volare basso e con mezzi pubblici. #Mattarella docet 

Lo pensavo e volevo scriverlo... Oggi mi è arrivato questo twitter. Non importa da dove viene una cosa giusta: essa rimane giusta.

Credo che la gente pensante sia stufa di partigianerie da tanto tempo, la gente vuole fatti concreti in cambio di parole e schermaglie "contro" se una cosa giusta la dice quello di parte avversa o quello che sta antipatico. 
Pensavo: "Renzi deve stare attento a non perdere il senso della realtà. Deve tenere i piedi perterra e non dimenticare mai a che punto eravamo arrivati."
L'avevo scritto un poco ironicamente che andare in vacanza a sciare con la famiglia con l'aereo di Stato era stato un errore.
Ora l'elicottero. Prendi il treno Matteo, Firenze-Roma, l'ho fatto per lavoro sul Freccia Rossa, è veloce e comodo... e più sicuro dell'elicottero. 
Nella trasmissione Agorà di stamattina ancora stavano a parlare di "destra, sinistra, centro" per dare addosso a De Luca. Mi fanno ridere questi grandi giornalisti opinionisti, perché dicono: "Oggi non è più così.. pare!"
Giorgio Gaber è morto da un po', purtroppo, ma lo cantava da un pezzo. L'hanno dimenticato i grandi giornalisti opinionisti?
Quello che conta sono i fatti. FATTI. E De Luca ha fatto i fatti, applicando il buonsenso che non è né di destra, né di sinistra, né di centro: è buonsenso, equilibrio, senso della realtà.
Quando De Luca dice che è un cretino chi imbratta i muri per mandare un messaggio alla sua fidanzatina, dice l'ovvia realtà che, ipocritamente, giornalisti e politici chissà perché non dicono. Una volta si scrivevano bigliettini, poi c'è stato il telefono, ora hanno addirittura i cellulari per parlarsi ovunque e inviarsi sms a tutte le ore, poi anche le e-mail... Dunque questo becero esibizionismo di scrivere sui muri gli affari tuoi è segno di idiozia e barbarie perché sporchi e lo sporco rimane lì!
Le telecamere per vedere i barbari che nascostamente buttano la mondezza ovunque, rendendo le nostre strade urbane ed extraurbane delle immonde e inguardabili discariche, sono un'idea intelligente che è venuta in mente, ad esempio, anche a mio marito quando, continuamente, ci imbattiamo in queste visioni tristi e demoralizzanti di inciviltà!
Mio marito: "Basterebbe una telecamera."
Io: "Poi se le fregano... Nell'università dove lavoravo è successo."
Lui: "La metti in alto, su un palo, deve vedere solo le persone e le targhe delle loro auto."
A De Luca gli danno dello sceriffo! Benedetto sceriffo in un mondo di incivili che si nascondono.
Di De Luca parlano delle condanne: ma non dicono nei particolari a cosa si riferiscono.
Chissà perché i salernitani gli vogliono bene. Perché risolve i problemi anche forzando l'imbecillità della nostra burocrazia!
Da qualche parte sul WEB ci sono i miei commenti su Italia dei Valori e su quelli che storcevano il naso per l'accordo di sostenere allora De Luca alle elezioni.. A volte mi meraviglio io stessa della mia lungimiranza... 
Guardate dove sta IdV e dove sta Vincenzo De Luca.
I cretini sono partigiani, la gente intelligente guarda i FATTI. 

domenica 1 marzo 2015

Salvini in Piazza

Da: Formiche.it



Ecco la piazza fascio-grillina di Matteo Salvini

01 - 03 - 2015Gianluca Roselli

L’effetto non lascia indifferenti. E’ la prima volta che le bandiere della Lega Nord sventolano nel centro di Roma. A piazza del Popolo. Nella città che un tempo il Carroccio voleva espugnare come fecero i barbari durante l’impero romano.
Ora invece è da qui che Matteo Salvini lancia la sua sfida per la costruzione di un centrodestra molto più di destra che di centro, insieme a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e, soprattutto, a Casa Pound, il centro sociale romano dichiaratamente fascista. Presente in piazza con il suo simbolo, la tartaruga. Alcuni di loro indossano delle pettorine rosse, tipo servizio d’ordine. Anche se il servizio d’ordine ufficiale della manifestazione spetta alla Lega, con le pettorine gialle.
In un angolo della piazza, completamente emarginato, Flavio Tosi assiste al comizio di Salvini con un sorriso amaro. “Non mi hanno invitato sul palco, ma non importa, sto meglio in mezzo ai militanti”, dice. Diversa, e poco credibile, la versione del vertice leghista: “Lo abbiamo invitato a salire, ma lui ha declinato per evitare il rischio di essere fischiato”. Alla fine del comizio arriva Salvini e i due si salutano sorridenti, ma è una sceneggiata a uso e consumo dei fotografi.
Lunedì, al consiglio federale a Milano, ci sarà la resa dei conti tra il sindaco di Verona e il segretario.
Sabato, comunque, la manifestazione è stata un successo. Con una piazza non strabordante, ma comunque piena. Una piazza fortemente di destra. Dove non sono mancate foto del Duce e croci celtiche a far capolino tra le tante bandiere della Lega e del Leone di San Marco. “Mi dicono che ho spostato la Lega a destra. E chi se ne frega. La lotta tra comunisti e fascisti la lascio ai libri di storia. Io divido le persone tra chi produce e chi non fa un c….”, la risposta di Salvini. “Oggi lasceremo la piazza più pulita di come l’abbiamo trovata. Perché noi non sfasciamo vetrine e non bruciamo cassonetti, come invece fanno le zecche, che per fortuna sono state tenute alla larga”, continua, fugando ogni dubbio su dove vada a parare il suo comizio tutto incentrato sulle parole d’ordine “no euro”, “stop immigrati” e “prima gli italiani”. Dove i “vaffa…” un po’ grillini si sono sprecati, rivolti a Bruxelles, ma anche alla Fornero, colpevole di aver creato migliaia di disoccupati. E naturalmente a Renzi, nemico pubblico numero uno.
Insomma, quella Lega che un tempo Massimo D’Alema definì una costola della sinistra è lontana. Almeno quanto quella di Roma ladrona. Intendiamoci, i leghisti non sono cambiati, ce l’hanno sempre con la Capitale e con il Sud, ma ora le priorità sono altre. Bruxelles e gli immigrati, specie quelli musulmani. Salvini pesca ancora a piene mani nel cielodurismo cafonal di Bossi, cambiando solo gli obbiettivi. “Strano, io non ho mai gridato Roma ladrona e ho sempre esposto il Tricolore e venivo osteggiato. Ora Salvini è venuto sulle mie posizioni e l’eretico sono io”, l’acido commento di Tosi. Mentre il segretario dal palco fa sfoggio di cultura. E cita “La masseria delle allodole”, il “Vajont” di Marco Paolini e “Un uomo” di Oriana Fallaci. “Al contrario di quelli di sinistra, che leggono tanti libri e non li capiscono, io ne leggo pochi ma li capisco. E li consiglio pure”, dice Matteo.
Intanto i centri sociali e gli antagonisti, “le zecche”, non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla piazza ben controllata dagli agenti in assetto anti sommossa. Mentre i romani che il sabato pomeriggio fanno shopping in via del Corso passano, si fermano con sorriso sornione, poi riprendono la passeggiata. “Alla fine ce l’hanno fatta, ‘sti leghisti, a piasse piazza der popolo”, sussurra un sessantenne con la moglie fresca di parrucchiere sotto il braccio.
Da un mega schermo arriva il saluto di Marine Le Pen. “Questa è la più bella piazza della nostra vita. Qui nasce la nuova destra italiana. Di là ci lasciamo volentieri Berlusconi e Alfano, che sono al pari, se non peggio, di Renzi”, afferma Simone Di Stefano, vicepresidente di Casa Pound Italia. Che esclude le primarie e taglia fuori dalla leadership la Meloni. “Noi ci riconosciamo solo in Salvini. Le primarie non servono”, aggiunge.
Oltre Salvini parlano alcuni rappresentanti della società civile (un pescatore, un allevatore, una studentessa, un imprenditore), poi Souad Sbai, Di Stefano, Meloni e Luca Zaia. Ci sono, ma non intervengono, Maroni e Calderoli. Mentre Bossi sta in disparte, ascolta in silenzio. Nessuno se lo fila, ma Salvini dal palco non lo dimentica. “Se sono qui è grazie a Bossi, che mi ha dato la sveglia vent’anni fa”.
Il sole cala e il comizio finisce. Senza incidenti. I barbari tornano al Nord mentre Casa Pound si gode la sua consacrazione nazionale. La lunga marcia della nuova destra italiana è iniziata.

Ho scelto questo articolo quale cronaca dell'evento, non condividendo tutti i punti di vista dell'Autore che necessariamente vi traspaiono. 

La Lega nacque in contrapposizione al furto della ricchezza comune perpretata dai Partiti al potere.
Roma Ladrona era riferita ai Ministeri, al Parlamento, alla sede del Governo. Non certo ai romani che, soprattutto quelli veraci, non hanno mai rubato a nessuno e per loro spirito tipico vivono e lasciano vivere.
Senonché si è visto nei fatti cosa il suo creatore è e gli scandali e le ruberie a lui legate. Inutile riassumerle qui: le conoscono tutti.
Quindi egli è squalificato peggio di Antonio Di Pietro nella sua Italia dei Valori.
Ma la sua creatura sopravvive con le dovute mutazioni che, però, non piacciono affatto.
Salvini non ruba i soldi pubblici e non li malversa come Bossi? Però lo ringrazia: gli deve l'esistenza di un Logo politico che può sempre rivendersi, riciclare. Soprattutto gli deve che sono anni ed anni che becca bei soldoni come deputato europeo della Lega.
Cosa viene a proporre a Roma?
La solita contrapposizione al Governo di turno.
Come mai non al governo Monti?
Come mai non ha mandato a ....fancul... Letta?
Ci manda Renzi. Chissà perché?

Non ha in comune con i grillini che questo vaffa..., non altro. Per questo non sono d'accordo con l'articolista. 
Beppe Grillo gridava contro la corruzione e la disonestà!
Anche Di Pietro lo faceva. Ma la coltivava poi all'interno del suo Partito.
Tutti e tre però hanno una cosa in comune: dare addosso a chi governa.
Per poi fare cosa una volta al timone del vapore?

Salvini propone una tassazione univoca. Bene. Paghiamo tutti il 15% sul reddito. Ma chi stabilisce quanto reddito ha ciascuno di noi?
L'evasione rimane se io occulto parte delle mie entrate.
Il problema è l'evasione e l'alleggerimento delle tasse a chi produce reddito e dà lavoro. Il problema è che lo Stato non può sbranare di tasse il piccolo imprenditore, l'artigiano fino ad ucciderlo: deve solo evitare che evada facendogli pagare il giusto e non il 70% delle sue entrate! 

Salvini raccoglie il malcontento di chi si sente non difeso dallo Stato che esige le sue tasse per poi sperperarle in lavori faraonici lasciati a metà e nell'incuria; di chi si vede insidiato in casa propria da delinquenti di ogni risma da cui si difende come può, ma guai se fa del male a chi gliene vuole fare!! 
E qui Salvini ha ragione e prenderà voti se il Governo in carica non prenderà provvedimenti che rispondano alle istanze del sentire comune così diffuso. 

Però attenzione all'accoglienza di gentaglia come Casa Pound!
Non è dando spazio e voce a una destra barbara e becera che si risponde alle giuste istanze di probità e giustizia dei cittadini!
Qui cadiamo in errori storici! E qui la Lega di Salvini non decollerà.

Tosi potrebbe essere il volto di una Lega moderata ed onesta che si contrappone a certe ingiustizie sociali.
Ma l'hanno messo nell'angolo. Peggio per loro perché prevedo che questa Lega non raggiungerà le sue ambiziose mete.