sabato 16 maggio 2015

Zingari, Sinti e Rom: siamo tutti uguali nei DOVERI, poi nei diritti

Da: La Repubblica

Violini e bandiere della Pace: la marcia dei Rom e Sinti

BOLOGNA - Parte cantando l'inno d'Italia il corteo rom e sinti organizzato oggi a Bologna per la manifestazione nazionale delle due etnie. Con chitarre, trombe, violini e bandiere della pace, sono alcune centinaia le persone che hanno cominciato a sfilare da pochi minuti per le strade della città. In coda al corteo anche qualche decina di esponenti dei centri sociali. Il corteo, che sfila fuori dalle mura del centro cittadino, è organizzato in difesa delle minoranze, per i loro diritti e contro la xenofobia e cade nel giorno dell'anniversario della rivolta nel campo di sterminio di Birkenau.

Il presidente dei sinti: "Non siamo ladri". "Le contro manifestazioni di oggi sono la dimostrazione di politiche razziste. Devono capire che possono venire a dialogare con noi. Siamo stanchi di essere oggetto delle campagne elettorali di Salvini e altri. Siamo stanchi di essere considerati dei ladri e delinquenti, Hitler faceva queste politiche". Così Davide Casadio, presidente dell'associazione sinti italiana, a margine della manifestazione. Prima della partenza del corteo - a ritmo di alcune canzoni suonate dai manifestanti, tra cui l'inno nazionale e Bella ciao - alcuni sinti hanno depositato una corona di fiori nel luogo in cui la Banda della Uno bianca uccise due sinti italiani, nel campo di via Gobetti. "Siamo qui per dire che abbiamo subito come popolo - ha aggiunto Casadio - noi siamo per il dialogo. Salvini è un razzista, perché il razzismo è sentire gli altri meno importanti. Ma noi abbiamo combattuto per la Resistenza e per il Paese. Vogliamo dire che ci siamo anche noi". "Noi siamo d'accordo con la chiusura dei campi - ha spiegato - ma non con le ruspe. Noi non li abbiamo mai voluti i campi, siamo stati costretti da varie politiche".

Da: Cerca Notizie
Miss Italia 1997
E quest’anno fra le concorrenti c’e’ una zingara, Vincenza Di Rocco, che legge la mano e che chiede l’elemosina.
Per i miei sono diventata il disonore della famiglia , dice.
Solo che e’ troppa la voglia di entrare qui, nel regno degli occhi, e di farsi vedere.
Vincenza Di Rocco io l'ho conosciuta: ero nel parcheggio di "Toys" a Romanina e una bella ragazza dai lunghi capelli biondi, con un lungo vestito verde acqua, chiedeva l'elemosina fra le auto e venne al mio finestrino. Forse l'ho già raccontato in un altro post dove parlavo di zingari.
Io cerco sempre il dialogo e ascolto le ragioni degli altri. La riconobbi perché l'avevo vista nei servizi televisivi in cui quel gran signore che era Mirigliani la presentava come concorrente al concorso di Miss Italia. Non vinse ma successivamente vidi un altro servizio televisivo su di lei e la sua famiglia: ricordo un suo fratellino minore che sperava di riuscire nella boxe.
Quel giorno le dissi che l'avevo riconosciuta e le chiesi cosa ne aveva tratto da quell'occasione che le era stata data da Mirigliani, e cosa ne era stato delle speranze del suo fratellino con la boxe. Lei fu negativa in tutto: niente di niente, per lei e per il fratello minore.
"Non capisco però - le dissi - perché aspettate sempre che siano gli altri a darvi qualche cosa. Non puoi fondare la tua cultura sul fatto che gli altri ti debbano dare, a me nessuno da niente e debbo lottare, darmi da fare per ottenere di che vivere."
Lei mi rispose più o meno quello che mi aveva risposto in una circostanza analoga una bella zingara giovane, dall'aspetto pulito, con il suo bambino ben tenuto in braccio: che nessuno dava loro lavoro perché non avevano fiducia.
"La fiducia bisogna conquistarsela, - dissi loro in entrambe le circostanze - e non vi aiutano i vostri simili, che sono tanti, troppi, rubando. Perché questo avviene, è nei fatti".
Alla ex partecipante a Miss Italia che mi disse che le servivano i soldi per i pannolini del suo bambino chiesi quanto costavano, ricordo che disse Lit. 5000. Gliele diedi, dicendole però che non poteva fondare la sua vita sui soldi degli altri.
So che la loro cultura non prova vergogna per l'elemosina, ma come dissi una volta ad un mio amico, un ingegnere americano, che li giustificava proprio con questo argomento, nessuna cultura può essere accettabile se fonda il suo sostentamento sul parassitarne un'altra che, invece, si fonda sul lavoro. Giacché se tutti scegliessero di vivere così non ci sarebbe nessuno da parassitare.
Detto questo ognuno ha il diritto di vivere come vuole, ma non può invocare il rispetto e la considerazione se non paga i servizi e pretende che glieli paghino gli altri.
Intendo ad esempio la raccolta dei rifiuti, ma anche le tasse in generale, se si pretende di essere curati negli ospedali, camminare sulle strade asfaltate con le auto, mandare a scuola i propri figli ecc. ecc. ecc. bisogna contribuire.
Non ho nulla contro gli zingari, sinti o rom che siano, non è questione di razza, ma questione di come si vive.
Se un italiano non sinto, non rom, non zingaro, lascia i propri rifiuti in giro, dove non deve, mi fa schifo, se non paga le tasse e scrocca i Servizi che io pago con le tasse, mi fa schifo, se mi entra in casa per rubare quello che io ho comprato con il mio lavoro... beh, mi viene voglia di prenderlo a tortorate. Ma questo non è razzismo, con il razzismo non c'entra proprio nulla.
Dunque mi sta bene:  Il corteo, che sfila fuori dalle mura del centro cittadino, è organizzato in difesa delle minoranze, per i loro diritti ma prima debbono venire i doveri, e spiace che di questi non se ne parli nell'articolo.

Il frutto avvelenato del Governo Monti

Il Governo Monti, messo su in quattro e quattrotto dal vecchio ex comunista Napolitano che, per lo scopo, ha dato l'investitura di Senatore a Vita al Grande Economista Mario Monti, ha fatto più danni che altro.
L'unica cosa giusta l'ha fatta per il Monte dei Paschi di Siena dandogli i soldi giusti per evitarne il disastro.
Il popolo, che pensa sempre a male come Andreotti, pensò che i soldi racimolati spremendolo erano giusti giusti per la cifra salva-MPS.
Pensate che a me non passava nemmeno per la testa e fu un mastro-muratore, padre di famiglia, che stava lavorando in casa mia, che mi aprì gli occhi. Lui (e tanti altri come lui) erano pacificamente sicuri che quei soldi a noi spremuti erano serviti per quello e solo per quello. 
Ora una delle mele avvelenate del "Salvatore della Patria" è arrivata al giovane Renzi-Biancaneve che deve racimolare i soldi necessari per porvi rimedio, mentre i sindacati, come condor, lo guatano dall'alto ammonendolo a "restituire il maltolto a tutti, ma proprio a tutti"!

Il nemico in casa

Da: ADN KRONOS

"Togliti il crocifisso", 12enne senegalese aggredisce coetanea a Terni.

Un bambino di 12 anni di origine senegalese, secondo quanto comunicano i carabinieri di Terni in una nota, avrebbe aggredito una sua coetanea ieri all'uscita da scuola dicendole di togliersi il crocefisso che portava al collo e colpendola con una mossa di Karate alle spalle. La ragazzina è stata portata in ospedale per una forte contusione e giudicata guaribile in 20 giorni.
Secondo quanto si apprende lo studente senegalese vive a Terni con la famiglia da diversi anni, non solo regolarmente presente in città ma anche ben integrata con il tessuto sociale. Sul fatto indagano i carabinieri di Terni.

E' un povero bambino, sicuramente condizionato da discorsi di adulti.
Mi ha fatto comunque tornare in mente un altro fatto, accaduto anni fa in televisione, nella solita "trasmissione salotto", non ricordo condotta da chi. 
Credo di averne già parlato in un altro post in passato: un rappresentante palestinese in Italia, ospite in studio, così si espresse sul crocefisso: "Cosa mi significa un cadaverino appeso al muro." Lo disse con una smorfia di disprezzo che ancora ricordo.
Ora, a fronte di una intolleranza assoluta di certo credo musulmano nei riguardi di qualsiasi pensiero diverso dal proprio, noi italiani siamo tolleranti fino al masochismo. Chi mi legge sa che ormai non credo neppure che esista un Dio che tenga conto in qualche modo dell'Uomo e delle sue vicende, ma ritengo che il credo e la tradizione di ciascuno vadano rispettati, purché non aggressivi e intolleranti verso gli altri. In Italia il Crocefisso è il simbolo di una tradizione religiosa consolatoria per milioni di persone e mi stupii che nella nostra RAI si fosse consentito al rappresentante palestinese di parlare in modo sprezzante ed offensivo su un simbolo sacro per i Cristiani. In casa nostra! Quando con certo credo musulmano devi stare attento a parlarne anche se stai a casa tua!
E' evidente che non c'è un rapporto di parità.
Inoltre abbiamo "il nemico in casa" costituito da magistrati che decidono che il crocefisso deve essere rimosso dalle scuole perché "i bambini di altre religioni si traumatizzano"!
Gesù Cristo era ebreo e fu crocefisso dai Romani, occupanti della Giudea.
Gli altri non c'entrano e sono ben altri i traumi che debbono subire nei loro Paesi di provenienza.

venerdì 15 maggio 2015

Di Pietreide: questa mi mancava!!

Da: Dagospia, 2012

 DI PIETRO - TONINO HA UN MOROSO IN CASA
Pur chiedendone le immediate dimissioni, Antonio di Pietro ha difeso l'operato di Vincenzo Maruccio, accusato di aver sottratto fondi del gruppo alla Pisana per 700 mila euro: «Non abbiamo avuto mai nulla da obiettare per come ha svolto la sua attività». Ma non è affatto vero. A fine settembre l'ex pm è stato costretto a scusarsi proprio per le inadempienze del suo pupillo.
MARUCCIO DI PIETROMARUCCIO DI PIETRO
È successo a Latina, dove la segreteria regionale dell'Idv Lazio retta da Maruccio ha affittato una sede nel centralissimo corso della Repubblica. Dopo aver saldato le prime mensilità, Maruccio ha interrotto i pagamenti. Esasperato, il proprietario ha deciso di scrivere a Di Pietro, lamentando i quattro mesi arretrati, i due di anticipo non versati e la mancata voltura delle utenze. In tutto, circa 6 mila euro.
E il leader Idv ha dovuto fare ammenda in una lettera, inviata per conoscenza al segretario regionale e a quello cittadino Enzo De Amicis: «Sono mortificato dalle inadempienze del nostro partito. Mi tenga informato». Maruccio sembra essere recidivo: a Latina l'Idv era infatti rimasto senza sede proprio per morosità. Stanco di aspettare l'affitto, il proprietario precedente aveva deciso di cambiare le serrature. P. Fa.


Disinformazione continua

E' bastato vedere un poco en passant un pezzetto della trasmissione "Otto e Mezzo" condotta dalla Gruber per farsi due risate.
Pagliaro, giornalista mai in video, che fa i servizi informativi per la trasmissione condotta dalla Gruber, ha detto che non è vero che i Sindaci possono far lavorare gli immigrati clandestini che manteniamo in attesa di capire se hanno o meno lo status di rifugiati politici, lo impedisce la Legge Bossi-Fini che dice che i richiedenti asilo NON POSSONO LAVORARE!

La deprecata (dalla sinistra) Legge Bossi-Fini fa comodo quando pare e piace a certa disinformazione televisiva!
I respingimenti in pratica non mi pare che ci siano più, ad esempio, ma bisogna applicare questa regola detta da Pagliaro per coadiuvare le tesi di Lilli Gruber che, con la sua spocchietta "radical chic", vuole far passare l'idea che Alfano è un cretino disinformato sulla Bossi-Fini e la sua corretta applicazione!!
Al Ministero dunque non c'è un Funzionario che abbia tirato per la giacchetta il Ministro dicendogli che la circolare per i Sindaci non la poteva fare!! Che la Bossi-Fini vieta ai richiedenti asilo di lavorare!!

Se davvero da qualche parte è scritto qualcosa del genere non è certo interpretabile come fa comodo alla Gruber e al buon Pagliaro che lavora per lei!
Dare un lavoro retribuito, con relativa contribuzione come da legge, ad una persona che è entrata clandestinamente nel nostro Paese è ovvio che sia sconsigliabile dalla Legge, dato che si deve accertare se trattasi di furbacchione che vuole emigrare senza rispettare le leggi del Paese dove arriva o di povero disgraziato minacciato di morte nel suo tragico Paese.
Ma cosa c'entra con l'occupare gratuitamente l'essere umano mantenuto in attesa di capire chi è e cosa è entrato a fare in Italia?  Credo proprio che la circolare del Ministro Alfano sia assolutamente compatibile con qualsiasi Legge di questo Paese.

Nel frattempo Lilli Gruber con Pagliaro facciano una telefonatina a Migliore, quello del PD, che non conosce nemmeno lui la norma dai due bravi giornalisti invocata... tanto è vero che lui ha detto che "se lavorano non debbono farlo gratis"!
Insomma, lui li vuole anche pagare e... naturalmente versargli i contributi!
  

giovedì 14 maggio 2015

Il migliore amico dell'uomo

Da: ANSA.it

Cane veglia padrone morto, muore di fame

Nel Bolognese. L'uomo sarebbe morto per cause naturali

BOLOGNA, 14 MAG - Ha vegliato il padrone, ed è morta con lui. Penelope, Pinscher nano di 10 anni, è stata trovata ieri accanto al corpo di un pensionato 82enne di Imola, nel Bolognese, deceduto nel suo appartamento. A trovarli due parenti dell'uomo, avvertiti da una vicina, preoccupata di non vederli da alcuni giorni. Erano sul letto, morti. Dagli accertamenti l'uomo sarebbe morto per cause naturali e Penelope lo avrebbe vegliato per giorni senza abbaiare, fino a morire, probabilmente di fame.

Lettera di Matteo Renzi agli insegnanti

Gentilissime e gentilissimi insegnanti,
 
oggi per la prima volta dopo undici trimestri il PIL italiano torna a crescere. È un risultato di cui dovremmo essere felici, dopo anni di recessione. Ma personalmente credo non basti questo dato: l'unica strada per riportare l'Italia a crescere è investire sulla scuola, sulla cultura, sull'educazione. Non ci basta una percentuale del PIL, ci serve restituire prestigio e rispetto alla scuola.
 
Stiamo provando a farlo ma purtroppo le polemiche, le tensioni, gli scontri verbali sembrano più forti del merito delle cose che proponiamo di cambiare. Utilizzo questa email allora per arrivare a ciascuno di voi e rendere ragione della nostra speranza: vogliamo restituire centralità all'educazione e prestigio sociale all'educatore. Vogliamo che il posto dove studiano i nostri figli sia quello trattato con più cura da chi governa. Vogliamo smetterla con i tagli per investire più risorse sulla scuola. In una parola, vogliamo cambiare rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. Dopo anni di tagli si mettono più soldi sulla scuola pubblica italiana.
 
L'Italia non sarà mai una superpotenza demografica o militare. Ma è già una potenza superculturale. Che può e deve fare sempre meglio. Per questo stiamo lavorando sulla cultura, sulla Rai, sul sistema universitario e della ricerca, sull'innovazione tecnologica. Ma la scuola è il punto di partenza di tutto. Ecco perché crediamo nel disegno di legge che abbiamo presentato e vogliamo discuterne il merito con ognuno di voi.
 
Intendiamoci. Non pensiamo di avere la verità in tasca e questa proposta non è “prendere o lasciare”. Siamo pronti a confrontarci. La Buona Scuola non la inventa il Governo: la buona scuola c'è già. Siete voi. O meglio: siete molti tra voi, non tutti voi. Il nostro compito non è fare l'ennesima riforma, ma metterci più soldi, spenderli meglio e garantire la qualità educativa.
 
Per questo con il progetto La Buona Scuola:
 
I.              Assumiamo oltre centomila precari. Ovviamente chi non rientra nell'elenco si lamenta, quelli del TFA non condividono l'inclusione degli idonei del 2012, quelli della GAE chiedono di capire i tempi, quelli del PAS fanno sentire la propria voce. Tutto legittimo e comprensibile. Ma dopo anni di precariato, questa è la più grande assunzione mai fatta da un Governo della Repubblica. E non è vero che ce l'ha imposta la Corte di Giustizia: basta leggere quella sentenza per capire che la Corte non ci ha certo imposto questo.
 
II.            Bandiamo un concorso per altri 60 mila posti il prossimo anno. Messa la parola fine alle graduatorie a esaurimento si entra nella scuola per concorso. Ma i concorsi vanno fatti, non solo promessi. Altrimenti si riparte da capo.
 
III.           Mettiamo circa quattro miliardi sull'edilizia scolastica. Ancora non sono sufficienti a fare tutto, ma sono un bel passo in avanti, grazie anche all'operazione Mutui BEI che vale circa 940 milioni di euro. Costruire una Buona Scuola passa anche dai controsoffitti e dagli infissi, non solo dalle previsioni normative. É il più grande investimento in edilizia scolastica mai fatto da un Governo della Repubblica.
 
IV.          Diamo più soldi agli insegnanti. Ci sono 40 milioni di euro per la vostra formazione. A questi si devono aggiungere 500 euro netti a testa per la Carta del Professore: musica, libri, teatro, corsi per pagare ciò che ritenete utile per aiutarvi nella vostra crescita culturale. E ci sono 200 milioni di euro per il merito. Possiamo discutere sui criteri con cui applicare il merito, ma questi soldi non possono essere dati in parti uguali a tutti.
 
V.           Attuiamo l'autonomia. Dopo anni di ritardi completiamo il disegno dell'autonomia attribuendo libertà educativa e progettuale alle singole scuole e impedendo alle circolari ministeriali di governare in modo centralistico gli istituti. Si rafforzano responsabilità (e conseguenti valutazioni) del dirigente scolastico che non è certo uno sceriffo ma un primus inter pares dentro la comunità educativa.
 
VI.          Realizziamo la vera alternanza scuola-lavoro. Abbiamo il 44% di disoccupazione giovanile e un preoccupante tasso di dispersione scolastica. Segno evidente che le cose non funzionano. Replichiamo le esperienze di quei Paesi come Germania, Austria e Svizzera che già sono presenti sul territorio nazionale in Alto Adige con il sistema duale, puntando a un maggior coinvolgimento dei ragazzi nelle aziende e ad un rafforzamento delle loro competenze.
 
VII.         Educhiamo cittadini, non solo lavoratori. L’emergenza disoccupazione giovanile va combattuta. Ma compito della Buona Scuola non è solo formare lavoratori: è innanzitutto educare cittadini consapevoli. Per questo reintroduciamo spazio per la musica, la storia, l’arte, lo sport. E valorizziamo la formazione umanista e scientifica.
 
VIII.       Affidiamo a deleghe legislative settori chiave. Ci sono temi su cui da decenni si aspetta un provvedimento organico e che finalmente stanno nelle deleghe previste dal testo. In particolar modo un maggiore investimento sulla scuola 0-6 e gli asili nido, sulla semplificazione normativa, sul diritto allo studio, sulla formazione iniziale e l’accesso al ruolo degli insegnanti.
 
Ho letto tante email, appassionate, deluse, propositive, critiche. Mi hanno aiutato a riflettere, vi sono grato. Leggerò le Vostre risposte se avrete tempo e voglia di confrontarvi. Da subito posso fare chiarezza su alcune voci false circolate in queste settimane:
 
-       Le aziende non hanno alcun ruolo nei consigli di Istituto;
 
-       I giorni di vacanza non si toccano:
 
-       Nessuno può essere licenziato dopo tre anni;
 
-       Il preside non può chiamare la sua amica/amico, ma sceglie tra vincitori di concorso, in un ambito territoriale ristretto.
 
         
 
C'è un Paese, l'Italia, che sta ripartendo. Con tutti i nostri limiti abbiamo l'occasione di costruire un futuro di opportunità per i nostri figli. Sciuparla sarebbe un errore. Conosco per esperienza di padre, di marito, di studente l'orgoglio che vi anima, la tenacia che vi sorregge, la professionalità che vi caratterizza. Mentre scrivo sul computer scorrono nella mente i volti e i nomi dei professori che mi hanno accompagnato come credo accada spesso a ciascuno di voi: le storie di chi all'elementare Rodari, alla media Papini, al Liceo Dante si è preso cura della formazione mia e dei miei compagni di classe. Un professore collabora alla creazione della libertà di una persona: è veramente una grande responsabilità. Vi chiedo di fare ancora di più: darci una mano a restituire speranza al nostro Paese, discutendo nel merito del futuro della nostra scuola. Il nostro progetto non è “prendere o lasciare” e siamo pronti a discutere. Ma facciamolo nel merito, senza la paura di cambiare. L'Italia è più forte anche delle nostre paure.
 
 
 
Aspetto le Vostre considerazioni.
 
Intanto, buon lavoro in queste settimane conclusive dell'anno scolastico.
 
Molto cordialmente,
 
 
 
Matteo Renzi

Ancora sulla Scuola: confusione e sottile intimidazione

La Repubblica scrive:

Non sparate sulla scuola. Renzi l'innovatore non può diventare un normalizzatore

Conviene prendere sul serio il disagio della scuola. Che unisce maestri, professori e studenti di ogni ordine e di ogni grado. Dal Nord a Sud passando per il Centro. Conviene fare attenzione al malessere che alita forte sulla scuola. Nella scuola. Nonostante tutto. Anche se - sostiene il governo, per prima la ministra Giannini, che è una "professoressa" - i professori, i maestri e gli studenti non hanno capito o non hanno letto, se non in modo superficiale, il testo della riforma. Che contribuirà a regolarizzare molti precari. Molti supplenti a tempo pieno. E renderà più efficiente e manageriale tutto il sistema.

Ma se insegnanti e studenti non hanno capito, se non ci credono:  è anche, anzitutto, un problema del governo. Di "questo" governo, in particolare. Perché la scuola non è un settore come gli altri. È il crocevia delle generazioni. Il passaggio fra integrazione e cambiamento. Fra tradizione e innovazione. Fra genitori e figli. Non per caso dispone di un consenso molto elevato. Nonostante tutto.

Se salta il rapporto con la scuola, si perde anche la confidenza con i giovani. E con i genitori. Con i luoghi della ricerca e della cultura. Non con settori di nicchia: ma di massa. Che, per  questo, rischiano di "contaminare" e deteriorare in fretta il clima d'opinione. Se lo può permettere il governo guidato da Renzi? L'innovatore ipercinetico? Il rottamatore, che ha messo in un angolo la classe politica del PD, vecchia ma anche, solo, adulta? Pierluigi Bersani, Massimo D'Alema, Rosy Bindi, ma anche Enrico Letta? Liquidati in fretta e senza troppi problemi  -  un colpo e via.

Può, l'innovatore, il rottamatore, il giovane: entrare in guerra con i giovani? Con gli studenti? Che, per definizione, annunciano il futuro? Dubito. Nonostante l'incomprensione degli studenti e dei professori  -  che boicottando i test di autovalutazione Invalsi boicottano se stessi. E al di là dei contrasti con i sindacati, Renzi non può diventare il "nemico della scuola". Non solo perché, incidentalmente, la scuola offre una base elettorale fedele alla Sinistra e al Centrosinistra. Da sempre. Anche quando il vento di destra soffiava forte. Renzi non può chiudere il mondo della scuola in un recinto, farne un "nemico". Non gli conviene. Per ragioni estetiche, oltre che di interesse e di strategia. Per non invecchiare all'improvviso. Colpito da un "coup de vieillesse".

D'altronde, la Scuola, gli insegnanti, i professori chiedono, anzitutto e soprattutto: riconoscimento. Status. Dopo essere stati spinti, per molto tempo, ai margini. Poche risorse, pochi investimenti, poca attenzione. Se non ottenessero, dal governo e dal PD, l'attenzione che chiedono, la otterrebbero - comunque: la cercheranno - "contro". È già avvenuto in passato. È nella tradizione della Scuola: coltivare lo spirito dell'alternativa. In un Paese dove l'alternativa sembra essere una parola fuori moda. Meglio non coltivarla. Meglio (o peggio): fomentarla. All'Innovatore non conviene: indossare gli abiti e la maschera del Normalizzatore. Venire sospinto nel passato.

La Repubblica ammonisce il Presidente del Consiglio, lo avverte...
Secondo chi scrive, ma non c'è firma, Matteo Renzi deve ascoltare la "piazza" anche se, riporta, la Ministra Giannini dice che insegnanti, studenti e bidelli (personale ATA) non hanno capito bene la Legge.
In effetti credo che non l'abbiano capita bene davvero e, spinti dalla demagogia dei sindacati, attaccano. Mi stupisco che non scioperino i Presidi, soffocati di incombenze: già non più comode guide della didattica ma veri e propri Manager della struttura scolastica, con la Riforma si ritrovano gravati anche del recepimento degli insegnanti... Senza più il valido aiuto del Vicepreside. Bisogna entrare nella quotidianeità di questo lavoro per scoprire di quante e quali responsabilità sono gravate le figure dei Presidi e scoprire, anche, quanto molti, troppi insegnanti siano totalmente digiuni sul piano legislativo-normativo e, a volte, anche sul piano dell'equilibrio che si richiede a chi deve essere una guida adulta e cosciente dei giovani, non solo sul piano culturale.
In questo articolo l'insinuazione è evidente: Renzi si è dichiarato innovatore.. ma stia attento a non diventare invece normalizzatore!
Parola che per la sinistra è un'accusa!! Dunque questo articolo è un monito!
Io dico che se Renzi riesce, nonostante gli attacchi, a rendere NORMALE la Scuola io lo voterò a vita, qualsiasi sia il partito nel quale deciderà di stare!
Ma cosa ha fatto di buono negli ultimi decenni la sinistra per la Scuola?
Si è inventata i "Decreti delegati", mi pare si chiamino così, che sono diventati una sequela di interminabili riunioni in cui si parla di aria fritta, in cui massaie che non hanno nulla da fare passano ore a parlare, parlare, parlare del nulla, in cui uomini, evidentemente liberi da impegni lavorativi pressanti e pesanti, si dilungano su argomenti infinitesimali cercando di far valere il loro piccolo potere di "rappresentante" di classe per i genitori... Ho vissuto queste interminabili riunioni  come genitore e raramente ho assistito a discussioni e relative decisioni che apportassero qualcosa di utile e costruttivo per l'andamento della Scuola, piuttosto ho visto stupide ripicche e impedimenti, critiche pretestuose e non risolutive, giacché i Presidi potevano fare ben poco.

I Fatti sono questi

Piaccia o non piaccia i Fatti sono concreti visibili ed accertabili, ma a molti che gestiscono trasmissioni televisive in RAI o su La7 non piacciono, e allora cercano di interpretarli come se fossero opere letterarie e non Fatti puri e semplici.
Nell'interpretarli si servono di opinionisti i più svariati, sperando che quello che dicono possa influenzare chi si ferma a guardare la trasmissione da loro condotta, oppure usano la tecnica dell'irrisione usando comici così orientati che non fanno ridere più, giacché la comicità, come si sa, è un'arte vera e spontanea che mette in risalto quanto di falso, dunque ridicolo, c'è nei comportamenti umani. L'opinionista protervo di solito viene coadiuvato dal conduttore per dimostrare la propria tesi e sempre c'è qualcuno invitato per essere "messo in mezzo", cioè per fare la parte di colui che è portatore del pensiero da aborrire come assolutamente sbagliato, anche se quello non porta che semplici Fatti.

I Fatti, in questo nostro momento storico che sarà ricordato dai posteri, sono semplicemente questi:
dai Paesi Africani, ma non solo, anche dai Paesi dell'Est Europa e dai Paesi Asiatici, noi, un Paese di circa 300.000 Kmq. di territorio, in gran parte montuoso, importiamo esseri umani non richiesti, che non ci servono ma dobbiamo mantenere nonostante i soldi, i Fatti lo dicono, scarseggino tanto da dover effettuare tagli al nostro Sistema Sanitario Nazionale, alle nostre pensioni e a tanto altro mentre le Scuole in atavica incuria cadono a pezzi.

Come possa dunque un Crozza, coadiuvato dal conduttore di Ballarò che gli fa da spalla, deridere il Ministro Alfano che incita i Sindaci, costretti all'accoglienza degli immigrati clandestini, a utilizzarli in un qualsiasi lavoro per guadagnarsi quello che viene dato loro gratis, è un mistero della logica che puzza di sciocca demagogia e, mentre irride a tale saggia ed ovvia determinazione, arriva a dire che il Ministro è un negriero che vuole far lavorare "gli schiavi". La gente in studio ride e batte le mani... La deformazione della realtà è riuscita!

L'estremizzazione di un concetto serve a dimostrarne la debolezza, dunque dico, a chi ride senza pensare, che hanno ragione Crozza e Floris, che va benissimo!! Facciamo stare questi poveracci che arrivano in questo Paese, ormai senza frontiere, tutto il giorno a bighellonare senza far niente, a giocare a pallone, tanto mangiano, hanno un letto, un riparo, chi pulisce tutto e se stanno male chi li cura! E' giusto!

Sanitari del nostro SSN da anni hanno registrato che la Tbc, quasi scomparsa in Italia, è tornata prepotentemente, portata dall'immigrazione di gente indebolita dagli stenti e dalla mancanza di cure dei Paesi dell'Est ex-comunista. Sono Fatti. A chi non piace questa realtà la potrà negare, ma chi lavora da anni negli ospedali lo sa. Il fenomeno è stato evidente già anni fa proprio negli Ospedali Italiani del Nord Est.

Dall'Africa importiamo il virus Ebola, la cui cura, dei fortunatamente scarsi casi, ci costa un botto di soldi. Sono Fatti: basta vedere l'imponente apparato militare e sanitario che viene messo in campo per scongiurare l'orribile epidemia.
Il materiale umano proveniente dall'Africa più profonda, senza cure e misure igieniche civili, ha portato la scabbia.
Sanno i commentatori televisivi cosa è la scabbia, altrimenti chiamata rogna?
Basta chiederlo ad un medico: è un acaro, un parassita che si incunea sotto la pelle e  La femmina scava dei cunicoli nell’epidermide nei quali depone ogni giorno 1-3 uova, morendo dopo 1-2 mesi; alla nascita dei nuovi acari, questi creano a loro volta dei cunicoli. 
Certo i sofisticati giornalisti televisivi non si troveranno mai compressi dentro un treno sporco e sovraffollato di pendolari!! Costretti ad una promiscuità forzata! Oppure dentro una Metropolitana nelle ore di punta, o su un autobus idem...
Dunque che gliene frega!

Infine c'è il fantasma, nonché complesso atavico, del fascismo!
Sempre richiamato per soffocare qualsiasi riflessione di buonsenso e SENSO DELLA REALTA' di chi si ferma ai FATTI.
Chi scrive, l'ho detto più volte, è stata cresciuta da un padre che parlava del fascismo come "della rovina dell'Italia", di Mussolini come di un pazzo, indicando a prova di ciò i suoi atteggiamenti grotteschi sul balconcino di Piazza Venezia, raccontando con rabbiosa frustrazione quando le camice nere gli strapparono i documenti perché non aveva la tessera del Partito Fascista e per questo lo mandarono a dormire una notte "al tavolaccio", raccontando con rabbia e desolazione di quando era stato costretto a partire per "una guerra di aggressione" non condivisa in nulla, avendone la salute rovinata per sempre...
Dunque non mi si può accusare di essere fascista se dico che mi sono rotta le scatole di questo sventolio di fascismo per chiudere la bocca alla REALTA' e al BUONSENSO.
Il fascismo ci portò alla rovina e questi sinistroidi da salotto ma non da vita vissuta vogliono portarci ad un'altra rovina e ci riusciranno se non avremo un Governo, sia pure attaccato da costoro, che sappia guardare in faccia alla realtà dei FATTI.     

martedì 12 maggio 2015

Vigliacchi violenti

Da: Il Fatto Quotidiano

Simone Borgese, il raptus e il racconto della tassista: “Io rovinata per sempre”

Il 30enne, al termine della corsa nei pressi di Ponte Galeria (periferia di Roma), ha picchiato la donna costringendola a un rapporto orale. Dopo il fermo ha confessato ed è stato portato al carcere di Regina Coeli. La tassista dice: "Tornerò a lavorare, ma rimarrà sempre la paura e il ricordo di quella maledetta corsa in taxi". La madre dell'uomo: "Non è un mostro, è il figlio di un padre alcolizzato"
Simone Borgese: violentatore e rapinatore

“La mia vita è rovinata per sempre. Quello che ha lasciato in me non passerà mai, continuerò sempre ad avere paura. Dovrebbe rimanere in carcere a vita”. È la voce della tassista abusata venerdì scorso a Roma, intervistata da Repubblica. Non si sarebbe mai aspettata la violenza, non a quell’ora, né in quel luogo: “La mia terribile esperienza è cominciata in un quartiere tranquillo di Roma e di mattina”. Ma la donna è certa, non lascerà il suo lavoro: “Quella sensazione di sentirmi davanti a lui inerme ed implorante mi ha distrutto. Piango di continuo ripensando a ciò che ho provato durante quella maledetta corsa in taxi. Tornerò a guidarlo, è il mio lavoro, non so quando ma ricomincerò”.
Dall’altra parte, l’aguzzino racconta la stessa storia, dal suo punto di vista. E le sue parole, messe a verbale dagli inquirenti, sono riportate sul Messaggero. Simone Borgese ha confessato quasi subito, in Questura, di essere il responsabile dell’abuso: “La violenza è stato un raptus improvviso, neanche io so perché l’ho fatto”. Lui, Simone, un ragazzo 30enne, un volto pulito con alla spalle l’esperienza della separazione dalla moglie e l’affido a lei della sua bambina. Fino al fermo viveva con i nonni a Piana del Sole, proprio nei pressi del luogo della violenza. La mattina del raptus, l’ 8 maggio, stava aspettando l’autobus. Il mezzo non passava, quindi ha deciso di fermare il taxi: “Sapevo che vicino a casa dei nonni c’era una strada chiusa.  Ho chiesto alla donna di lasciarmi lì anziché sotto casa. Il prezzo della corsa era circa 30 euro. Sono balzato sul sedile davanti. Mi sono sbottonato i pantaloni ed è successo quello che è successo. L’ho costretta ad un rapporto orale”.
La tassista racconta così la stessa storia: “Avrebbe dovuto pagare poco più di una ventina di euro. Ha iniziato a gridare, offendermi, insultarmi. Ha voluto salire sul sedile davanti per controllare il tassametro. Appena entrato in auto dal lato del passeggero  mi ha subito dato un pugno sul viso che mi ha fatto sbattere la testa sul finestrino. Con una mano continuava a spingermi la testa con violenza e con l’altra mi prendeva a schiaffi e pugni. Ad un certo punto mi ha afferrato per i capelli, avevo iniziato a sanguinare dal naso e quasi non ci vedevo più. Ricordo solo l’odore e il sapore del sangue che perdevo e avevo ovunque mentre abusava di me. Aveva una forza sovrumana e mi guardava fisso con due occhi spiritati. Temevo di morire “.
Borgese non ha saputo dare una vera spiegazione per il suo gesto: “Non so cosa mi sia successo, ero molto nervoso quella mattina e mi sono sfogato su quella donna. Era così attraente“. Uno stato d’animo di tensione questo, di cui si era accorta anche la tassista: “Aveva iniziato a sudare e a essere molto irrequieto. Teneva lo sguardo basso e si agitava. Mi metteva fretta dicendomi di sbrigarmi e di accelerare”. Lui aveva l’apparenza del ‘tipico bravo ragazzo‘. Aveva frequentato l’istituto alberghiero, lavorava in un bar come cameriere. Poi c’era la passione per la Roma, per i film comici, per i videogiochi. I colleghi lo descrivono come un tipo  “tranquillo e solare, sempre positivo e molto professionale. Nelle foto su facebook rideva, si metteva in posa, come un normale ragazzo della sua età. Poi il suo profilo è stato chiuso, per via della pioggia di insulti che stava ricevendo. Ma Simone aveva anche un’altra faccia: quella del duro che scriveva sui social: “A me i piedi in testa non li mette nessuno”. Anche per il suo datore di lavoro c’era qualcosa che non andava: “Chiedeva spesso anticipi sullo stipendio, una volta ha detto che era per il funerale del padre”.
A parlare di Borgese è anche sua madre, che su Il Tempoafferma: “Mio figlio deve pagare per quello che ha fatto. Però vi prego di credermi, vi supplico: Simone non è un mostro, è il figlio di un padre alcolizzato, un barbone, un violento con il quale ha vissuto da quando me ne sono andata via di casa nel 2005, stanca di essere picchiata e maltrattata ogni giorno”.  La donna aggiunge: “È un ragazzo che ha sofferto, e anche se voi pensate che le parole di una mamma non contano niente, è quella la causa di tutto. Non è cattivo. Io non voglio giustificarlo ma insisto, Simone non ha avuto una vita facile. Quando me ne sono andata di casa, lui è cresciuto con il padre che ci ha lasciato tantissimi debiti”. La madre poi sottolinea come il figlio sia peggiorato dopo la separazione dalla moglie: “Si è sentito abbandonato due volte. Prima da me, dieci anni fa, poi dalla moglie. Soffriva da morire”.
E' giusto che una madre difenda suo figlio: ma ci fermiamo qui, al rispetto di una madre.
Per il resto, premetto, sarò molto dura.
Nessuna disgrazia, ripeto nessuna, può essere portata a motivazione o giustificazione di un efferato atto delinquenziale. Basta con la deresponsabilizzazione dell'individuo tanto cara a certa sinistra ipocrita radical-chic.
Non certo la sinistra operaia e laboriosa del vecchio PCI.
Gli operai in tuta, con le mani callose e pulita dignità avevano un'etica che certa sinistra se la sogna!!!
Questo soggetto non è altro che un vigliacco, squallido ed immorale come ce ne sono tanti, che cerca improbabili spiegazioni ai suoi atti "nel raptus", come se commettere atti immondi e violenti per un "raptus" possa costituire una giustificazione. Spero che la lassa giurisprudenza attuale non consenta ai magistrati di turno di essere indulgenti con questo soggetto. Spero, altresì, che l'incomprensibile Decreto Legge sulla depenalizzazione dei reati "tenui" non comprenda anche la violenza sessuale con percosse e rapina!!! Questo della depenalizzazione è uno degli atti più sbagliati del Governo Renzi.
A questo aggiungo la critica sarcastica su certi commenti giornalistici  di incommensurabile idiozia sulla "faccia da bravo ragazzo così normale!" Come se codesti commentatori vivessero in un mondo diverso da questo che ci ospita, in cui assistiamo a "facce di bravi e sorridenti ragazzi" che uccidono a coltellate la moglie e i piccoli figlioletti per poi andare a vedere la partita al bar per crearsi un alibi, oppure a "facce di buonuomini" che recitano ripetutamente davanti alle telecamere la loro patetica storia sulla "moglie o compagna scomparse", che invece hanno fatto scomparire loro uccidendole ed occultandone il cadavere!!
Siamo all'asilo?! Siamo alle menti infantili che si aspettano che il delinquente, il mostro cinico o pazzo abbia l'aspetto dell'Orco brutto e cattivo? Così le menti affette da infantilismo acuto si sentono rassicurate! Perché se chi commette delitti ha un aspetto NON normale, è repellente e ha modi odiosi, le menti infantili si sentono rassicurate! Possono regolarsi! Possono distinguere il buono dal cattivo!
Che crescano costoro e capiscano che non è dalla faccia e dall'apparente normalità che si distinguono i malvagi e perversi, ma dalle azioni, anche da piccole cose, forse impercettibili per chi non ha empatia o NON vuole vedere, o è superficiale... Non sempre esplode nell'azione eclatante, ne deve avere l'occasione, ma dietro la pirandelliana maschera il malvagio-perverso c'è sempre! Dopo che ha commesso la sua pessima azione non si pente e non corre a confessarla a meno che non venga scoperto! Allora iniziano le recite della serie: "Non so perché l'ho fatto.."
"Non ero in me...!
Mi viene da dire alla romana: "Perché n'do stavi? Eri uscito? Bussate sulla testa e vedi se ce stai!"
In realtà è tutta una manfrina difensiva di cui la Giustizia non deve tener conto, in quanto costituisce un copione noto e ripetuto: sono sempre tutti innocenti o si fanno passare per pazzi, ma solo QUANDO VENGONO SCOPERTI!
Questo sapeva benissimo che messo a confronto con la povera signora offesa ed umiliata lei lo avrebbe riconosciuto: purtroppo per lei che è stata costretta a vederlo da vicino e a subirne l'odiosa fisicità!