mercoledì 20 maggio 2015

Della serie: "Lei non sa chi sono io!!!"


Da: Bergamonews il Video




Da: Il Messaggero l'articolo

Formigoni perde il volo, sfuriata e minacce in aeroporto 

di Simone Pierini
Roberto Formigoni fuori di sé in aeroporto per aver perso il volo. L'ex governatore della Lombardia perde la pazienza e al telefono si infuria scaraventando insulti all'altro capo della cornetta.
«Figli di pu….a», «Banda di co….i», «Teste di ca..o». Urla Formigoni che poi minaccia l'interlocutore: "Vi denuncerò". Una volta terminata la conversazione sfoga la sua rabbia scagliando in terra il telefono del gate. La scena è stata ripresa con un cellulare da un passante che ha pubblicato il filmato su Facebook.
Il motivo scatenante la rabbia è la perdita del volo. Secondo l'autore del video «ci sono dei voli in ritardo. Un gruppone è arrivato e li hanno imbarcati tutti. Dopo un bel pezzo è arrivato lui, solo lui, il solo rimasto a terra». E lo difende, almeno fino alla sfuriata. «Non aveva torto - scrive - almeno fino a quando non ha dato in escandescenza».

«La compagnia italo-araba ha dato ieri sera sfoggio di inefficienza, incompetenza e incapacità». È il commento del senatore Roberto Formigoni sull'odissea vissuta tra i varchi dell'aeroporto di Fiumicino. «Ero arrivato in anticipo al varco di imbarco indicato che è poi stato cambiato quattro volte - racconta - e alla fine, dopo avere percorso chilometri di corridoi in aeroporto, insieme con altri tre passeggeri, sono stato costretto a restare a Roma un'altra notte». Formigoni ribadisce, come già aveva detto ieri sera in aeroporto, di non avere nulla contro i dipendenti: «non ce l'ho con voi, ho detto ieri sera - sottolinea il senatore - che dovete rispettare delle disposizioni ma con la Compagnia». L'ex governatore della Lombardia spiega di essere giunto «al varco B02, indicato sulla carta d'imbarco, alle 21.25, quindi in anticipo rispetto al termine richiesto per il volo delle 22, ma di esser stato indirizzato ad un altro varco, il B11, dove invece stavano imbarcando un altro volo, quelle delle 21, che era in ritardo. Dopo aver provato ad essere imbarcato su quell'aereo ('mi hanno detto prima sì e poi nò), Formigoni è stato mandato al varco B6. «Da lì, insieme con altri due passeggeri, sono stato mandato al B27 dove ho trovato il volo chiuso e l'ultimo bus dei passeggeri che stava per partire. I dipendenti, ma non è colpa loro, non hanno voluto sentire ragioni e io, con gli altri, siamo stati costretti a tornare a Roma, prendere un albergo e ripartire stamani. Ciliegina sulla torta: il volo delle 8 di stamane è partito alle 9...». 
Il Senatore Formigoni, cattolico di Comunione e Liberazione, ha rotto un telefono pagato anche con le mie tasse e dunque lo deve ripagare. Tanto con la politica, che consente prebende ricche come nessun'altra carica equivalente in Europa, è così ricco che sarà per lui una spesa minima...
Per il resto si vede che è cattolicissimo dal comportamento tenuto: umile, niente parolacce...
Egli non sa che quello che è avvenuto a lui è pane quotidiano per noi "Terzo Stato"!
Fra i diecimila aneddoti che potrei raccontare io, una qualsiasi del "Terzo Stato", ne scelgo uno molto attinente: 
nave per la Sardegna, Porto di Civitavecchia, ogni anno, dal 1987, parte sempre con un poco di ritardo "per aspettare qualche ritardatario", ma davanti al portellone aperto e con la nostra auto quasi imbarcata siamo in attesa dell'auto di nostra figlia con due bambini che ha sbagliato l'uscita dell'Autostrada, spostata in avanti per non far attraversare la città alle auto che si recano all'imbarco, preghiamo di attendere qualche minuto, sta arrivando, spieghiamo... Alle 8:30 in punto il Comandante dà ordine di tirare su il portellone e noi dobbiamo fare retromarcia. I marinai sono dispiaciuti e non possono dire che il Comandante è uno stronzo, non lo diciamo neppure noi quando mia figlia arriva un attimo dopo, in tempo per vedere il portellone che si sta chiudendo e i bambini si mettono a piangere.
Quante volte dal 1987 ad oggi abbiamo atteso anche mezz'ora ed oltre, già imbarcati, per aspettare non si sa cosa prima della partenza: oltre 20 anni di esperienza di partenze per quella bella terra.. Una volta che mia figlia ha tardato meno di 5 minuti la nave è partita in perfetto orario.
Io non sono un Senatore della Repubblica e dunque non abbiamo i soldi di un Formigoni: abbiamo pagato una grossa differenza per poterci imbarcare su una nave che partiva alle h. 10:00 ed era più lenta. Non sappiamo perché costava di più: abbiamo pagato e basta, passeggiando per il porto in attesa e cercando di consolare i nostri nipotini in lacrime. 

1789: eliminazione delle basi economiche e sociali del cosiddetto Ancien Régime

Da: Il Fatto Quotidiano

Vitalizi politici, Boeri: “Slegati dai contributi versati, faremo trasparenza”

“I politici hanno sempre giustificato le retribuzioni molto vantaggiose che si sono dati”, con motivazioni che, analizzate, “non reggono. E reggono ancora meno i vitalizi che si concedono e che sono in gran parte slegati dai contributi da loro versati. Anche su questo faremo una operazione di trasparenza“. Lo ha promesso il presidente dell’Inps Tito Boeri intervistato davanti alle telecamere di DiMartedì“Sento spesso parlare di diritti acquisiti, ma uno acquisisce il diritto ad avere una pensione versando i contributi durante tutta la vita lavorativa. Se ci sono persone che hanno versato pochi contributi e poi hannopensioni altissime, non li chiamerei diritti acquisiti“, aveva detto poco prima ribadendo che quello di avere “pensioni molto più alte dei contributi versati” è un sistema “insostenibile” e che andrebbero “riallineate le pensioni alte ai contributi versati”. 
Commento condivisibile


io non ho mai capito che cosa fanno di tanto speciale per aver diritto al vitalizio che sarebbe un premio a chi ha operato per il bene comune; questa gentaglia non ha mai lavorato per il bene comune ma solo per loro e per gli amici degli amici

Francia 1789: La società era suddivisa in tre ceti o classi sociali: clero,nobiltà e terzo stato. Il terzo Stato costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata, in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva consistenti privilegi per la nobiltà e il clero.
Li chiamavano sicuramente DIRITTI ACQUISITI: se li erano dati da soli e li avevano "acquisiti".
Questa Casta attuale inqualificabile ha fatto lo stesso, come se la Rivoluzione, che cambiò la Storia, non ci fosse mai stata!!!

E Franco Di Mare.. Floris.. minimizzano con il sorrisetto di intelligenza


Da: Il Messaggero

Strage Bardo, fermato marocchino a Milano. In Italia con barcone migranti




Un cittadino nordafricano di 22 anni, Touil Abdel Magid, presumibilmente marocchino, è stato arrestato nel Milanese perché ritenuto coinvolto nella strage al Museo del Bardo a Tunisi. Ne ha dato notizia, stamani, la Polizia di Stato. L'uomo è arrivato in Italia a inizio 2015 a bordo di uno dei barconi partito dalla Tunisia carico di migranti. 
Il marocchino arrestato era ricercato a livello internazionale dalle autorità Tunisine che lo ritengono coinvolto nell'attentato costato la vita a 24 persone, tra cui quattro italiane. È stato catturato dalla Digos e dai Ros a Gaggiano (Milano) ieri sera. Gli investigatori nel corso delle perquisizioni hanno sequestrato alcune pen drive con all'interno materiale informatico.

I reati contestati nel mandato di cattura emesso dal Tribunale di Tunisi sono: omicidio volontario con premeditazione, cospirazione al fine di commettere attentati contro la sicurezza interna dello Stato e commettere un attentato allo scopo di mutare la forma di governo, incitamento della popolazione ad armarsi l'una contro l'altra e provocare disordini sul territorio tunisino, sequestro di persona a mano armata, partecipazione ad addestramento militare all'interno del territorio tunisino al fine di commettere reati terroristici, utilizzo del territorio della Repubblica al fine di reclutare e addestrare persone per commettere atti terroristici.

Il marocchino arrestato a Gaggiano, nel Milanese, in quanto ritenuto del gruppo che ha messo a segno l'attentato al museo del Bardo è irregolare ed è stato trovato in un'operazione congiunta di Ros e Digos presso dei parenti che invece hanno un permesso di soggiorno.

Touil Abdel Magid non era conosciuto alle forze dell'ordine in Italia. Su di lui c'è solo un decreto di espulsione del 17 febbraio scorso, un mese prima dell'attentato a Tunisi. Nell'appartamento in cui vivono la madre e i fratelli (estranei all'inchiesta, ndr) è stato sequestrato del materiale da parte degli agenti della Digos di Milano. Materiale su cui gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.

Sarà la corte d'appello a valutare la richiesta di estradizione attesa da Tunisi per il marocchino arrestato. Prima della segnalazione da parte dei servizi di intelligence italiani, Abdelmajid non era conosciuto dalle forze dell'ordine italiane, così come i suoi due fratelli, che a quanto si apprende in ambienti investigativi svolgono attività di spaccio e comunque sono ignari dell'attività terroristica contestata al 22enne e non sono stati colpiti da provvedimenti.

Le congratulazioni di Alfano. L'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi dimostra «l'eccellente lavoro delle Forze di Polizia: congratulazioni ai nostri uomini in divisa, agli inquirenti e all'intelligence, che hanno saputo tessere con alta professionalità la rete investigativa, senza escludere alcun canale di possibile infiltrazione». Poi la replica alle critiche provenienti da Fi, M5S e Lega: «Leggo dichiarazioni surreali o deliranti di indignazione perchè abbiamo avuto l'abilità di arrestare un sospettato di terrorismo. Questa è l'opposizione. Anche questa è la ragione per cui governiamo».

I premier via Twitter. Renzi invece ha affidato ai Social le sue congratulazioni.«Grazie alle forze dell'ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati della strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità».

Tutti contro Renzi colpevole di voler fare

Da: Repubblica.it   
Renzi-Zingaretti, scintille sugli aumenti delle tasse nel Lazio

Scintille tra il premier Matteo Renzi e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Ad innescare la polemica è  stato il presidente del Consiglio parlando a Porta a Porta: "In Lazio, Piemonte, Liguria, Abruzzo hanno portato l'addizionale al livello massimo, loro volevano alzare il tasso dell'addizionale ma noi abbiamo messo una forchetta. Lo spieghino perché aumentano le addizionali: i comuni devono essere messi in condizioni di spiegare le tasse e noi abbiamo creato il sito Soldipubblici.it". 

La risposta di Zingaretti è arrivata poco dopo. Dai toni molto espliciti: "E' molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali" attacca il presidente del Lazio. Ed ecco la nota completa: "Spiego con piacere al Presidente del Consiglio il motivo per cui nel Lazio, ma solo per i redditi superiori a 35 mila euro, è stata aumentata l'aliquota Irpef: perché il governo ci ha tagliato circa 725 milioni di euro di trasferimento in due anni. Se ce li restituisce, siamo pronti ad abbassare subito  Irap e Irpef. Voglio anche evidenziare che, grazie a politiche virtuose di bilancio, per il rimanente 80% degli abitanti del Lazio non ci sarà alcun incremento dell'Irpef ma addirittura per gli scaglioni da 28mila a 35mila una riduzione.  E' giusto poi ricordare che in questi due anni, oltre ad aver tagliato circa 1 miliardo di euro di sprechi, abbiamo anche pagato 8,7 miliardi di debiti ereditati e fatti negli ultimi 15 anni dalle precedenti amministrazioni.  Mi capitò di dirlo qualche mese fa: è molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali. Lo sanno fare tutti".

19 maggio 2015 a "Ballarò"
Primo ospite l'ex premier Enrico Letta. Comincia l'intervista e Letta esordisce: "Ho fatto del mio meglio. L'Italia di oggi? Son cambiate molte cose in positivo, mai stato una condizione per la quale la moneta è messa molto bene. Abbiamo occasioni, nella situazione dell'Italia possiamo cogliere delle opportunità. Sentenza sulle pensioni? Situazione complessa, io penso bisogna essere onesti e il governo ha preso la decisione che andava presa. Riforma della scuola? Anche questa si sta via via raddrizzando".

Sono contenta dell'equilibrio dimostrato da Enrico Letta, nonostante il meschino tentativo di chi lo intervistava di far leva su un suo eventuale rancore nei riguardi del compagno di partito che lo rasserenava incitandolo però a fare di più e, vista la sua cautela, gli ha levato il bastone del comando dalle mani.
Ripeto che se le riforme di Matteo Renzi saranno buone lo sapremo in futuro. Diamo tempo al tempo. Gli effetti del Governo Monti li vediamo ora e li paga proprio il suo Governo. Se la Corte Costituzionale si fosse pronunciata quando era al Governo Letta la patata bollente l'avrebbe avuta in mano lui: e Letta, da persona onesta, lo sa e l'ha riconosciuto.

Intorno una canea di critiche aprioristiche. Ritengo questo, da parte delle opposizioni e di certo giornalismo, assolutamente
irresponsabile. 
Quanto a Zingaretti, stesso partito del Presidente del Consiglio, dice bene:"E' molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali". Ma le Regioni in passato hanno scialacquato e da qualche parte bisogna iniziare ad operare il risparmio della spesa! 
Quanto all'IRPEF è aumentata anche sulle pensioni non eccelse come la mia che, avendo iniziato a versare i contributi solo a 40 anni di età, necessariamente non è elevata: eppure dal primo cedolino del dicembre 2011 ad oggi il netto che percepisco è diminuito proprio a causa delle ritenute dell'IRPEF Regionale e dell'IRPEF comunale. 


Paesi prepotenti e Paesi sciocchi

Da: Lettera 43 - 19 maggio 2015


Irlanda, storico incontro tra Carlo e Gerry Adams

Il leader dello Sinn Fein e il principe a colloquio nel primo giorno di visita sull'isola dell'erede al trono.

Una cordiale stretta di mano e un affabile scambio di battute. Si è aperto così l'incontro - definito storico da media britannici - fra il principe Carlo e il leader repubblicano nordirlandese dello Sinn Fein, già braccio politico dell'Ira, Gerry Adams. Teatro dell'evento, l'università di Galway, nella prima delle quattro giornate di visita dell'erede al trono nell'isola d'Irlanda.

Si tratta del primo faccia a faccia in Eire tra il vertice del partito nordirlandese e un membro della famiglia reale.
VISITA IN ULSTER. Con fonti dello Sinn Fein che hanno sottolineato la cosa come un nuovo passo verso la «riconciliazione»: in continuità, ha evidenziato lo stesso Adams, con la stretta di mano di Belfast nel 2012 fra la regina Elisabetta e Martin McGuinness, altra figura di spicco dello Sinn Fein ed ex comandante storico dell'Ira. Carlo, accompagnato da Camilla, dopo la Repubblica d'Irlanda sarà anche nel Nord, in Ulster. E vivrà un momento per lui particolarmente emozionante a Mullaghmore, nella contea di Sligo, dove nel 1979, in un attentato terroristico, proprio l'Ira uccise con una bomba piazzata sulla sua barca Lord Louis Mountbatten, ammiraglio e già vicerè delle Indie che del principe era prozio e fu l'influente e affezionato precettore.
Gli Inglesi stanno ovunque, anche dove proprio non dovrebbero stare. Infatti che ci fanno "col piedino" nella bella Irlanda? Da alcuni anni le cose sono cambiate un po', ma sempre il Regno Unito tiene "il piedino" dove non deve.
Pensate alle isole Falkland, in realtà Malvine: geograficamente Argentine.
E c'è chi ha il coraggio di chiamare colonialisti gli Italiani! Pensate se noi avessimo fatto la guerra che ha fatto il Regno Unito nel 1982 contro l'Argentina per riaffermare la sua prepotenza colonialista...
L'Inghilterra è uno dei Paesi più colonialisti in assoluto: vuol dire prepotenti nel sottomettere i popoli ed occupare territori che sono lontani dal Regno.
Il loro egoismo si palesa anche sull'Europa. Hanno voluto mantenere la loro Lira Sterlina, dunque sono entrati in Europa solo  "col piedino", ed ora i confini dell'Europa a loro non li riguardano. Gli africani e gli asiatici che sconfinano in Italia se li tenesse l'Italia. Loro non ne vogliono sapere: i colonialisti accolgono, tuttalpiù, gli indigeni delle loro colonie o ex tali.
I Francesi non sono da meno. Presenti con i loro interessi in Africa, dei "rifugiati" loro non ne vogliono sapere e lo hanno dimostrato, come ho ricordato con più post su questo blog, rifiutando i lasciapassare che l'Italia invasa aveva dato, quale Paese dell'UE, ai rifugiati anni fa. Furono tutti respinti a Ventimiglia. Ora apprendo, da esperienze di italiani dirette, che sui treni italiani che attraversano la frontiera "europea" a Mentone i gendarmi francesi, trovando africani clandestini fuggiti dopo essere entrati in Italia, li manganellano e li rispediscono in Italia.
Dalla mia fonte pochi giorni fa:
"A Mentone la polizia francese ha bloccato tutte le uscite e le vie di fuga. Li ha individuati e li ha costretti a scendere. I poliziotti erano armati con pistole e manganelli. La volta precedente li avevano scaraventati giù dal treno di peso! Penso che quelli di oggi li abbiano rimessi sul treno in senso contrario per farli rientrare a Ventimiglia. I francesi non li vogliono! Rispediti al mittente!"
Ma di quale Europa parliamo?
L'Europa degli indebitamenti della Grecia e di chi lucra in modo usuraio su di essa?
Prevedo che una Europa così non arriverà alla fine del Secolo: finirà molto prima.
Bisogna che l'Italia si svegli ed inizi ad attrezzarsi.   

martedì 19 maggio 2015

Stralci da un Romanzo



Nascere e morire, null'altro

CAPITOLO I  - Rione Colonna e Rione Ponte intorno al 1949-1952


Il primo pensiero che io ricordi: una figura d'uomo in controluce, con il cappello in testa, è china verso di me: è mio padre. Alla mia sinistra un'altra figura in controluce, mia madre, cerca di aiutarlo a sistemarmi addosso qualcosa, forse il cappottino. Sono molto soddisfatta, mi piace che si occupino di me. Penso:
"Ma loro esistono solo per me? Sono coscienti di esistere come mi sento Io? Oppure soltanto Io mi sento così, cosciente di esistere, e loro sono solo figure che esistono solo per Me?"

Sono in una piccolissima camera da letto, in un letto ad una piazza e mezza che occupa quasi tutta la larghezza della stanza; le coperte mi schiacciano, mi pesano addosso, voglio essere tolta da qui. Piango, ho capito che piangere fa sì che qualcuno venga. Non viene nessuno ed io mi lascio cadere pian piano dal letto, le coperte e le lenzuola mi trattengono un po', mi fasciano e mi depositano dolcemente a terra restando, in parte, sotto di me. Ora sono soddisfatta e mi riaddormento.

Mia madre cucina su di un fornello a carbone, tutto nero, è di ferro. Sul davanti ci sono due aperture quadrate nelle quali mamma mette il carbone che prende da una busta di carta. Per far prendere il fuoco usa una ventola dal manico di legno con attaccate tante piume scure. Quando il fuoco è bruciato resta una cenere grigia e a me piace mettere un cucchiaio da minestra in quella cenere e girare; a volte il cucchiaio si incastra e io mi arrabbio e strillo nel tentativo di tirarlo fuori.
Il fornello sta accanto ad una finestra dalla quale si vedono solo i tetti delle case ed il cielo. I coppi dei tetti sono di vari colori, nelle sfumature del marrone-rossiccio. A me piace guardare i tetti ed il cielo nel quale volano le rondini. Che strani giochi fanno: si rincorrono, tornano repentinamente indietro, per poi fuggire di nuovo. A volte danno anche una leggera malinconia, quando volano nel cielo rosato del tramonto, prima che scenda la sera, ed aumentano il loro verso stridulo come se fossero prese dall'angoscia per il buio che avanza.
Nel vano della finestra, sulla destra, c'è murato un uccello morto; la nicchia nella quale giace con le ali aperte ed il capo reclinato è chiusa da un vetro. La mamma con voce dolce dice che ce lo ha messo chi abitava questa soffitta prima di noi, e che doveva averlo amato tanto quell'uccello per creargli quella tomba.
"Lì lo poteva vedere sempre." Dice.
"Ma come fa a rimanere così. E' intatto."
"L'aria rimasta nella nicchia è poca per indurre la putrefazione. Doveva essere solo chi lo ha murato lì e l'uccello deve essere stata la sua unica compagnia. Prima che venissimo noi c'era la guerra. Chissà chi abitava quassù."
Questa cucina ha un caminetto piccolo piccolo. Non lo accendono mai. Non capisco perché visto che qui fa freddo. Però la Befana scende da lì perché i giocattoli li ho trovati proprio sul pavimento davanti al camino.
Alla camera dove dormiamo si accede mediante due scalini. E' piccolissima. C'è soltanto il letto dove dormiamo tutti e tre insieme, un piccolo armadio ad una sola anta con lo specchio rotto, un mobile a cassetti ed una sedia impagliata. L'armadio papà l'ha comperato così, con lo specchio già rotto, da una sua cugina che lo ospitò appena giunto a Roma dal paese. In fondo alla stanzetta c'è una finestra che dà su uno stretto cortile pieno di fili di ferro tesi da un muro all'altro per stendere i panni ad asciugare.
Questa stanza è l'unico angolo intimo per noi giacché la cucina è anche l'ingresso della soffitta e qui non ci abitiamo solo noi.
Dopo la nostra cucina c'è la cucina degli zii, a cui si accede con un gradino. La porta, a due ampie ante, è aperta solo quando loro ci sono. Di lato, a sinistra di questa grande porta, c'è un passaggio per chi abita oltre quella stanza e deve passare da lì.
La soffitta è fatta a scatola cinese: a sinistra della cucina degli zii c'è uno stanzone buio dove abita la madre di zio Gianni con suo marito. Lei si chiama Giuditta ma il marito non è il padre dello zio, perché Giuditta l'ha avuto senza marito lo zio Gianni. Oltre lo stanzone, anch'esso di passaggio, ci sono ancora altre stanze dove abitano due coppie. Tornano solo per dormire la sera ed escono presto la mattina. Sono educatissimi e molto calmi e silenziosi. Nel passare salutano sempre. Nella cucina della sorella di mia madre gli zii non ci sono quasi mai, perché gestiscono una trattoria. Sono tre anche loro ed io amo molto la mia cuginetta Lalla. Lei è più grande di me, è bella, vivace, allegra ed è più ricca di me, infatti lei possiede tanti giornalini che io non ho. Lei quando li legge me ne dà qualcuno ed io li guardo, mi piacciono le figure a colori, a volte le guardo capovolte, me lo dicono, io non so ancora leggere. Lalla ha anche gli album delle figurine: dei fiori, che è noioso, degli animali e quelli più belli di Cenerentola e di altre favole. E' bellissimo quando compera le bustine di figurine, l'emozione di sapere quali nuove figurine ci saranno, e se ci saranno dei doppioni. Poi Lalla ha tanti giocattoli, io voglio giocare con tutti, sono capricciosa, lei a volte non vuole, ma gli zii la sgridano e lei cede. Gli zii sono buoni: zio Gianni mi permette anche di fare la pipì per terra nella sua camera da letto; io gli chiedo il permesso: "Falla falla?" e lui mi dice sorridendo: "E falla un po'!"
La zia un giorno stava stirando e teneva una boccettina con dentro un liquido trasparente come l'acqua, sul tavolo accanto a lei. La boccettina era chiusa con un tappo di sughero sul quale era infilato uno spillone. La bottiglietta mi incuriosì ed io faticosamente allungai una mano e la presi. Appena l'ebbi aperta l'annusai e mi girò la testa. La zia mi prese con la mamma e mi portarono a respirare aria pura davanti alla finestra aperta sui tetti. Mi ripresi subito. Mi spiegarono che quello che avevo respirato era ammoniaca. Imparai che non si doveva fare.


Il mestiere di giornalista

Da: Il Corriere della Sera
NOTIZIA DEL 2013 - di Alessandro Fulloni

Giulia Innocenzi k.o. all’esame da giornalista
Ironie e sfottò. E lei: «Mi fanno pena, poracci»

La cronista di «Servizio pubblico» non passa la prova scritta. Il web s’infiamma con le prese in giro. Ma c’è molta solidarietà

Giulia Innocenzi a «Servizio Pubblico»Lo sfogo è quello di Giulia Innocenzi, 29 anni, riminese, giornalista di «Servizio Pubblico» e volto noto della trasmissione anche per le polemiche in diretta con direttori come Augusto Minzolini e Maurizio Belpietro. Il 15 ottobre Innocenzi non ha passato lo scritto dell’esame di Stato per l’iscrizione all’albo de i giornalisti professionisti. Prova severissima che una certa ansia la mette, figurarsi, anche alle firme eccellenti tra le quali si conteggiano,anche in tempi recenti, bocciature non pronosticabili.

Prendo lo spunto da questa notizia (vecchia) per alcune considerazioni e riflessioni.
Primo: per la mia esperienza non mi risulta quello che scrive il giornalista che firma l'articolo: Prova severissima che una certa ansia la mette... Intende l'esame per l'iscrizione all'Albo.
Quando scrivevo su una rivista sponsorizzata da un Consigliere Regionale Lazio, allora di IdV, c'era nella Redazione un ragazzetto di belle speranze, scarsa cultura ed intelligenza, ma grandissima ambizione, che dette l'esame: lo passò. Ricordo che prima di tale impresa si informava da altri, più esperti, durante le riunioni periodiche della Redazione su questo esame. All'epoca parlavano anche di quiz... E comunque se l'ha passato quel ragazzetto che molto sperava nella politica (ed aveva ragione, visto che molti politici di lungo mestiere, ma senza un vero mestiere, hanno passato tale esame presentando le fatture a loro pagate dai giornali di partito dove scrivevano articoli "politici") penso che lo possa passare chiunque.

Stupisce, solo me che voglio stupirmi sempre delle cose non logiche, che la ragazzetta che accompagna il tribuno Santoro nelle sue trasmissioni "giornalistiche", ultima in ordine di tempo di una lunga serie di biondine che gli hanno fatto da spalla nelle sue trasmissioni, non fosse iscritta all'Albo. Non si ha notizia se abbia ritentato e sia riuscita, ma di sicuro scrive anche su importanti quotidiani.
Pare che abbia dichiarato che lei, come Beppe Grillo, è contraria all'Ordine dei Giornalisti.
In linea di massima dovrebbe essere giusto, se non che un Ordine dovrebbe servire a garantire almeno una deontologia professionale che qualora non rispettata dovrebbe portare ad un richiamo o ad una sanzione. Insomma una garanzia di serietà. Oltre a questo l'Ordine non serve ad altro.
Quando scrivevo in quella rivista di cui sopra, qualcuno mi propose di fare l'esame e dunque di diventare "professionista". Ma a me non interessava e non lo feci. Scrivo libri e tengo questo blog e mi basta. La cosa più bella in assoluto è la Libertà di Pensiero e di Espressione. Quanto alla deontologia, come persona e come blogger, cerco di scrivere con onestà nel rispetto di tutti, senza partigianerie ed eccessi, dunque la rispetto comunque, anche nel mio stesso interesse.
Mi fa tristezza vedere come i giornalisti professionisti, nonostante i proclami di "assoluta libertà", siano invece sempre piegati alla tesi di chi li paga.
Nel mio piccolo mi vidi bocciare un articolo su un'iniziativa del cantante Claudio Baglioni, che poi pubblicai qui, sul mio blog:

martedì 9 luglio 2013

Un articolo rifiutato

Tutti parlano della visita del Papa in carica a Lampedusa ed io mi sono ricordata di questo articolo, che scrissi nel 2009 per una rivista dove pubblicavo, che fu rifiutato dalla Direttrice Editoriale con questa motivazione: "Claudio Baglioni è di destra e la nostra rivista non lo è."

"Gli Uomini della Storia accanto....."
                                                           di Rita Coltellese

Se volete leggerlo basta cercarlo in Archivio o tramite la data o tramite l'Etichetta "Scrivere" . 
Questo per dimostrare che se si fa parte di una Redazione non si è liberi affatto.
Comunque, soprattutto i giornalisti televisivi, cercano di formare la pubblica opinione, sempre più con difficoltà, soprattutto grazie al WEB che ha immensamente allargato la possibilità di informarsi e di formarsi un'opinione personale senza influenze.
Questo comporta che i loro sforzi spesso appaiono risibili a molti: i più intelligenti naturalmente. Basta leggere i commenti dei lettori sotto gli articoli dei giornali on-line.
Certo una gran parte di spettatori, che non ha la possibilità di accedere alla rete, rimane inerme e influenzabile... soprattutto se di scarsa intelligenza e capacità culturale. 
Quello che è sconcertante è vedere "gli ospiti in studio" che dovrebbero servire, negli intenti dei conduttori, a "formare l'opinione" del pubblico!
Dopo lo scandalo della mitomania di un Oscar Giannino ancora lo invitano per fare opinione!
Ma se una persona qualsiasi si inventa titoli accademici mai conseguiti, e dice un mucchio di risibili panzane, come può essere credibile nei suoi giudizi? Fra tanta gente che ha una preparazione culturale, una credibilità non inquinata, una serietà ed una moralità perché scegliere certi soggetti? Perché la gente deve stare a sentire le opinioni di un tipo simile? Forse perché ha delle conoscenze in ambito giornalistico che vogliono aiutarlo facendogli pagare "le ospitate"?
Dopo la vergognosa débacle del Movimento poi Partito personale da lui creato, usando la sua fama di magistrato anti-corruzione, Antonio Di Pietro si è buttato a fare  "le ospitate" anche lui. Ora leggo che Santoro vuole fare una nuova trasmissione avendo come ospite fisso lui e... Alba Parietti... Altro soggetto di cui la gente deve sorbirsi le arroganti opinioni non si sa perché..
Ci sono tante attrici (brave), donne intelligenti, che non vengono invitate a fare le opinioniste con la frequenza annosa di questa modesta attrice.. Misteri dei conduttori-giornalisti televisivi. 

domenica 17 maggio 2015

Mai sentito parlare del Cavallo di Troia?

Da: La Repubblica

Libia avverte: accordo tra Is e scafisti, miliziani tra i migranti sui barconi

Libia avverte: accordo tra Is e scafisti, miliziani tra i migranti sui barconi
Migranti accompagnati a terra dopo essere stati soccorsi dalla Guardia di finanza italiana. Mediterraneo, 22 aprile 2015 (ansa)
L'allarme di un consigliere governativo libico che cita come fonti alcuni 'traghettatori': i jihadisti permettono l'imbarco dei profughi dai territori sotto il loro controllo in cambio della metà dei guadagni, poi sfruttano i viaggi della speranza per inviare terroristi in Europa. Domani vertice Esteri-Difesa per il via alla missione navale contro i trafficanti. Francia frena su quote rifugiati


ROMA - L'allarme ritorna periodicamente, ma stavolta sembra meno generico del solito. Parlando alla Bbc, il consigliere governativo libico Abdul Basit Haroun ha detto che i combattenti dello Stato Islamico arrivano in Europa anche a bordo dei barconi che attraversano il Mediterraneo e che ne ha avuto conferma da alcuni scafisti che operano in zone del Nord Africa controllate dall'Is. Gli scafisti avrebbero spiegato che i miliziani si nascondono tra i profughi, ma a bordo restano separati dalla massa, non hanno paura della traversata e sono "convinti al cento per cento" della loro missione.

sabato 16 maggio 2015

Zingari, Sinti e Rom: siamo tutti uguali nei DOVERI, poi nei diritti

Da: La Repubblica

Violini e bandiere della Pace: la marcia dei Rom e Sinti

BOLOGNA - Parte cantando l'inno d'Italia il corteo rom e sinti organizzato oggi a Bologna per la manifestazione nazionale delle due etnie. Con chitarre, trombe, violini e bandiere della pace, sono alcune centinaia le persone che hanno cominciato a sfilare da pochi minuti per le strade della città. In coda al corteo anche qualche decina di esponenti dei centri sociali. Il corteo, che sfila fuori dalle mura del centro cittadino, è organizzato in difesa delle minoranze, per i loro diritti e contro la xenofobia e cade nel giorno dell'anniversario della rivolta nel campo di sterminio di Birkenau.

Il presidente dei sinti: "Non siamo ladri". "Le contro manifestazioni di oggi sono la dimostrazione di politiche razziste. Devono capire che possono venire a dialogare con noi. Siamo stanchi di essere oggetto delle campagne elettorali di Salvini e altri. Siamo stanchi di essere considerati dei ladri e delinquenti, Hitler faceva queste politiche". Così Davide Casadio, presidente dell'associazione sinti italiana, a margine della manifestazione. Prima della partenza del corteo - a ritmo di alcune canzoni suonate dai manifestanti, tra cui l'inno nazionale e Bella ciao - alcuni sinti hanno depositato una corona di fiori nel luogo in cui la Banda della Uno bianca uccise due sinti italiani, nel campo di via Gobetti. "Siamo qui per dire che abbiamo subito come popolo - ha aggiunto Casadio - noi siamo per il dialogo. Salvini è un razzista, perché il razzismo è sentire gli altri meno importanti. Ma noi abbiamo combattuto per la Resistenza e per il Paese. Vogliamo dire che ci siamo anche noi". "Noi siamo d'accordo con la chiusura dei campi - ha spiegato - ma non con le ruspe. Noi non li abbiamo mai voluti i campi, siamo stati costretti da varie politiche".

Da: Cerca Notizie
Miss Italia 1997
E quest’anno fra le concorrenti c’e’ una zingara, Vincenza Di Rocco, che legge la mano e che chiede l’elemosina.
Per i miei sono diventata il disonore della famiglia , dice.
Solo che e’ troppa la voglia di entrare qui, nel regno degli occhi, e di farsi vedere.
Vincenza Di Rocco io l'ho conosciuta: ero nel parcheggio di "Toys" a Romanina e una bella ragazza dai lunghi capelli biondi, con un lungo vestito verde acqua, chiedeva l'elemosina fra le auto e venne al mio finestrino. Forse l'ho già raccontato in un altro post dove parlavo di zingari.
Io cerco sempre il dialogo e ascolto le ragioni degli altri. La riconobbi perché l'avevo vista nei servizi televisivi in cui quel gran signore che era Mirigliani la presentava come concorrente al concorso di Miss Italia. Non vinse ma successivamente vidi un altro servizio televisivo su di lei e la sua famiglia: ricordo un suo fratellino minore che sperava di riuscire nella boxe.
Quel giorno le dissi che l'avevo riconosciuta e le chiesi cosa ne aveva tratto da quell'occasione che le era stata data da Mirigliani, e cosa ne era stato delle speranze del suo fratellino con la boxe. Lei fu negativa in tutto: niente di niente, per lei e per il fratello minore.
"Non capisco però - le dissi - perché aspettate sempre che siano gli altri a darvi qualche cosa. Non puoi fondare la tua cultura sul fatto che gli altri ti debbano dare, a me nessuno da niente e debbo lottare, darmi da fare per ottenere di che vivere."
Lei mi rispose più o meno quello che mi aveva risposto in una circostanza analoga una bella zingara giovane, dall'aspetto pulito, con il suo bambino ben tenuto in braccio: che nessuno dava loro lavoro perché non avevano fiducia.
"La fiducia bisogna conquistarsela, - dissi loro in entrambe le circostanze - e non vi aiutano i vostri simili, che sono tanti, troppi, rubando. Perché questo avviene, è nei fatti".
Alla ex partecipante a Miss Italia che mi disse che le servivano i soldi per i pannolini del suo bambino chiesi quanto costavano, ricordo che disse Lit. 5000. Gliele diedi, dicendole però che non poteva fondare la sua vita sui soldi degli altri.
So che la loro cultura non prova vergogna per l'elemosina, ma come dissi una volta ad un mio amico, un ingegnere americano, che li giustificava proprio con questo argomento, nessuna cultura può essere accettabile se fonda il suo sostentamento sul parassitarne un'altra che, invece, si fonda sul lavoro. Giacché se tutti scegliessero di vivere così non ci sarebbe nessuno da parassitare.
Detto questo ognuno ha il diritto di vivere come vuole, ma non può invocare il rispetto e la considerazione se non paga i servizi e pretende che glieli paghino gli altri.
Intendo ad esempio la raccolta dei rifiuti, ma anche le tasse in generale, se si pretende di essere curati negli ospedali, camminare sulle strade asfaltate con le auto, mandare a scuola i propri figli ecc. ecc. ecc. bisogna contribuire.
Non ho nulla contro gli zingari, sinti o rom che siano, non è questione di razza, ma questione di come si vive.
Se un italiano non sinto, non rom, non zingaro, lascia i propri rifiuti in giro, dove non deve, mi fa schifo, se non paga le tasse e scrocca i Servizi che io pago con le tasse, mi fa schifo, se mi entra in casa per rubare quello che io ho comprato con il mio lavoro... beh, mi viene voglia di prenderlo a tortorate. Ma questo non è razzismo, con il razzismo non c'entra proprio nulla.
Dunque mi sta bene:  Il corteo, che sfila fuori dalle mura del centro cittadino, è organizzato in difesa delle minoranze, per i loro diritti ma prima debbono venire i doveri, e spiace che di questi non se ne parli nell'articolo.

Il frutto avvelenato del Governo Monti

Il Governo Monti, messo su in quattro e quattrotto dal vecchio ex comunista Napolitano che, per lo scopo, ha dato l'investitura di Senatore a Vita al Grande Economista Mario Monti, ha fatto più danni che altro.
L'unica cosa giusta l'ha fatta per il Monte dei Paschi di Siena dandogli i soldi giusti per evitarne il disastro.
Il popolo, che pensa sempre a male come Andreotti, pensò che i soldi racimolati spremendolo erano giusti giusti per la cifra salva-MPS.
Pensate che a me non passava nemmeno per la testa e fu un mastro-muratore, padre di famiglia, che stava lavorando in casa mia, che mi aprì gli occhi. Lui (e tanti altri come lui) erano pacificamente sicuri che quei soldi a noi spremuti erano serviti per quello e solo per quello. 
Ora una delle mele avvelenate del "Salvatore della Patria" è arrivata al giovane Renzi-Biancaneve che deve racimolare i soldi necessari per porvi rimedio, mentre i sindacati, come condor, lo guatano dall'alto ammonendolo a "restituire il maltolto a tutti, ma proprio a tutti"!