domenica 18 ottobre 2015

Emigrazione Africa-Europa: perché?

Pongo a chi legge una domanda che mi sono posta io e che ho posto a qualcuno con cui ho avuto modo di parlare: perché gli africani del Mali, del Gabon, del Niger, della Nigeria, del Togo, della Liberia, della Somalia vengono in Europa in una immigrazione non richiesta dai Paesi dove entrano, quindi senza rispettarne le leggi sull'immigrazione?
I giornalisti allineati con il sistema Italia rispondono: "Per bisogno economico." Dopo aver smesso da poco, perché tanati dagli Italiani che hanno ancora gli occhi, di mostrarci come "profughi siriani" barconi pieni di umanità dalla pelle nerissima.
Bene, prendiamo per buono il "bisogno economico", tralasciando l'altra menzogna mediatica del paragone con l'emigrazione italiana per vero bisogno, che avveniva con il permesso e la necessità di braccia dei Paesi  accoglienti e non irregolarmente come questa africana, ma la riflessione è: PERCHE' EMIGRANO IN EUROPA E NON NEI PAESI DEL LORO STESSO CONTINENTE AFRICANO CHE HANNO UN CERTO BENESSERE?



Parlo del Kenia, della Repubblica Sud Africana, dello Zambia e di altri Paesi dove c'è molto da fare tanto è vero che, ad esempio, nello Zambia c'è una massiccia presenza dei cinesi nell'economia. Dunque tutti questi giovani africani che non si trovano bene nel loro Paese, non sempre per ragioni di guerra, bensì perché aspirano a migliorare la loro vita economica, perché non cercano di darsi da fare nei Paesi del loro stesso continente?
Una città africana: Lambaréné nel Gabon, Paese da cui provengono molti giovani uomini sbarcati sulle nostre coste senza nessuna richiesta da parte dell'Italia, senza un contratto di lavoro già in tasca, come veniva richiesto ai nostri migranti in Belgio, Germania, Canada, USA.

Qualcuno mi ha risposto: "Perché vogliono quel che rimane a noi del nostro welfare!"
Già... quel che rimane, visto che ci dobbiamo pagare tutto ormai e le pensioni sono bloccate. Almeno la mia. Non è stata bloccata come quella di mio marito perché non arrivava al lordo minimo del blocco, era sotto... Dunque a me non è stato restituito niente. Nemmeno a mio marito però, perché la restituzione ha riguardato solo le pensioni che dal lordo minimo di euro 1.415 (circa) arrivano a circa 1.900 euro... Mio marito sta sopra, dunque niente restituzione del blocco.. Rimane bloccata e basta!
In compenso, se la mia non è bloccata perché nemmeno cresce?
Mi sembra che sia perché sono aumentati i prelievi IRPEF comunale e regionale...
In compenso, siccome cumulo il reddito con mio marito, ho pagato più di euro 50 per fare un ecocardiogramma nel primo posto libero trovato dal Recup: a Nettuno. Io risiedo a Rocca Priora... Più di 50 Km., Google Maps da con i mezzi pubblici un tempo di percorrenza di oltre 2 ore e fino a 3 ed oltre, dipendendo dal giorno e dall'ora... Ma forse siamo noi l'Africa?  
Dunque restringeranno sempre più il sudato welfare a noi, ai nostri figli e nipoti, perché dobbiamo dare spazio nei nostri ospedali, nelle nostre scuole, nelle nostre mense scolastiche... agli africani che non vogliono emigrare in Kenia, in Sud Africa, e negli altri Paesi dove, se si vuole costruire una civiltà come la nostra, bisogna faticare.
Qui gli ospedali ci sono già, si buttano soldi per opere pubbliche lasciate a metà, le scuole le abbiamo ma non le curiamo abbastanza... Politici disonesti e in confusione mentale dicono che dobbiamo accogliere... accogliere.. Poveri noi! 

Sanità Lazio: esenzione per reddito

REGIONE LAZIO
Le categorie di esenzione per reddito sono le seguenti:
E01: Soggetto con meno di 6 anni o più di 65 anni con reddito familiare inferiore a 36.165,98 euro (ex articolo 8 comma 16 della Legge 537/1993 e successive modifiche ed integrazioni).

Ho 69 anni e un reddito personale molto ma molto inferiore ai 36.000 e passa euro sopra riportati, avendo contributi per poco più di 26 anni, ma dato che la legge parla di reddito familiare ed io sono sposata con un uomo che ha 48 anni di versamenti contributivi (anche se la legge blocca la crescita economica della sua pensione ai soli 40 anni incamerando l'INPS gli altri 8, a mio avviso incostituzionalmente), debbo pagare i ticket sanitari.
Dunque per la legge di questo Paese il nucleo familiare conta per togliere le esenzioni, vediamo se il nucleo familiare conterà anche per il pagamento dell'Imposta chiamata "Canone di Abbonamento RAI" oppure se dal papocchio verrà fuori l'ennesima truffa a danno dei cittadini, che si troveranno a pagare sui contratti elettrici, intestati a componenti diversi di uno stesso nucleo familiare, più Imposte a favore della RAI. Pensate alle seconde case: chi al paesello natìo, chi al mare, chi in montagna sulla neve... 


Partiti che scompaiono e riappaiono per "magia" in Parlamento

Il "ritorno" in Parlamento wikitesto

Il 30 ottobre 2014 l'Italia dei Valori torna ad avere un proprio rappresentante in Parlamento alla Camera dopo che, come comunicato tramite conferenza stampa, Nello Formisano decide di lasciare il Centro Democratico e di ritornare ad aderire all'Italia dei Valori (di cui era stato già deputato fino al 2012), collocandosi nel gruppo misto[86].
Il 1º aprile 2015 l'Italia dei Valori torna ad avere un proprio rappresentante anche al Senato: si tratta del parlamentare Michelino Davico (ex Lega Nord), il quale, però, abbandona il partito dopo quattro mesi.
Il 16 luglio 2015, tuttavia, durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, due senatori ex Movimento 5 StelleMaurizio Romani e Alessandra Bencini, aderiscono all'IdV. Entrambi, il 6 agosto 2015, costituiscono al Senato della Repubblica la componente del gruppo misto "Italia dei Valori", a cui hanno poi aderito.
Attualmente, quindi, il partito conta un deputato e due senatori.

Che balletto! A questi il dettato costituzionale "senza vincolo di mandato" serve per cambiare casacca secondo le convenienze, non secondo coscienza sul merito delle scelte come i Padri Costituenti avevano pensato.
Quando ero iscritta all'Italia dei Valori del finto riformatore, finto trasparente Antonio Di Pietro e praticavo il suo blog, leggevo quello che i simpatizzanti IdV campani scrivevano su Nello Formisano: non erano cose carine. Io non sapevo proprio chi fosse, ma loro evidentemente si e, ingenuamente, ne informavano il creatore di Italia dei Valori.
Fuggito dopo gli scandali (ricordate Maruccio giovanissimo avvocato dello Studio Scicchitano tanto vicino a Di Pietro?) più evidenti, ora ricambia casacca e grazie a lui IdV si rincarna in Parlamento alla Camera dei Deputati!
Chissà cosa gli ha promesso Ignazio Messina?

In Senato il Segretario di questo partitino residuale aveva pubblicizzato il cambio di casacca di un senatore ex-leghista (sono tutti ex, ex, riex qualcosa) con grande soddisfazione di essere così entrati in Senato! Nessun imbarazzo per non esserci entrati tramite il VOTO degli elettori: ormai un vero optional!!

Rita Coltellese *** Scrivere: Politica dissennata e familista

Poi si meravigliano che la gente rinuncia ad andare a votare ritenendolo tempo perso e una presa per il culo.
Ma, dopo appena 4 mesi, qualcosa deve essere andato storto negli accordi con la Segreteria e l'ex-leghista ha abbandonato il brand IdV. C'è ancora in giro qualche ingenuo (o demente?) che pensa che in 4 mesi si possa aderire ad un ideale politico per poi ripudiarlo? Ma parliamo appunto di brand, non di ideali.
Hanno però perso 1 e recuperato 2: transfughi del Movimento 5 Stelle. Pure lì non sono tutte rose e fiori!
Con questo sparuto manipolo di cambia casacca, o insegna o negozio, IdV riappare sui telegiornali in continuazione, i quali danno grande risalto ai voti alla Camera o al Senato di questo Partito NON votato a sufficienza dagli elettori alle politiche 2013  tanto da poter stare in Parlamento.
Più che una Repubblica Parlamentare fondata sul voto del Popolo l'Italia è diventata una Repubblica Parlamentare fondata sul CAMBIO DI CASACCA, O BRAND... Scegliete voi.


sabato 17 ottobre 2015

Vitalizi ai Ladri di Stato?

Da: QN

Abolizione dei vitalizi, sette politici ricorrono. "Teniamo famiglia". C'è pure De Lorenzo

Roma, 17 ottobre 2015 - C'è l'ex ministro tangentista, c'è il governatore accusato di corruzione, c'è il parlamentare condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Tutti, , malgrado le alterne vicende giudiziarie, destinatari di lauti vitalizi. Almeno finché il Parlamento, a luglio di quest'anno, non ne ha deciso l'abolizione. E loro? Non l'hanno presa bene: all'inizio hanno provato col "tengo famiglia", poi sono passati alle vie legali. Facendo ricorso. 
Lo riporta La Stampa. I ricorrenti - sette - sono vecchie conoscenze della Prima Repubblica ma anche volti noti delle recenti cronache politico-giudiziarie: Francesco De Lorenzo, ex ministro coinvolto in Tangentopoli (4.013 euro mensili); Giulio Di Donato e Raffaele Mastrantuono, entrambi ex Psi; Giancarlo Cito, ex Psdi, già sindaco di Taranto, Gianmario Pellizzari, ex Dc; Giancarlo Galan (ex ministro FI e governatore del Veneto, invischiato nella corruzione del Mose, ha patteggiato 2 anni e otto mesi e dai domiciliari) e Amedeo Matacena (parlamentare FI), 5 anni da scontare per concorso esterno in associazione mafiosa, ora a Dubai in attesa di essere estradato. Gli ultimi due non hanno ancora maturato il diritto per la pensione, ed hanno pensato bene di cautelarsi con un ricorso 'preventivo', affindandosi all'avvocato Mario Paniz, ex collega di FI, già in prima linea contro i tagli dei vitalizi dei consiglieri veneti e friulani: "La delibera è illegittima - tuona -. Il sussidio non può essere cancellato da un semplice atto regolamentare e perché la norma è retroattiva e tocca diritti acquisiti".
Ma oltre alle motivazioni giuridiche ci sono ragioni, per così dire, umanitarie: "Come possiamo permettere – si chiede Paniz - che De Lorenzo, quasi ottantenne, venga privato di una risorsa di cui vive da 21 anni?". Per Mastrantuono e Di Donato, invece, il problema sono le ex mogli: la cessazione del vitalizio (3.884 e 4.035 euro mensili a testa) non permetterebbe loro "di far fronte agli obblighi di assistenza familiare". Mentre per Pellizzari e Cito, l’assegno di 5.481 per il primo e 2.390 euro e per il secondo, rappresenterebbero "l’unica fonte di sostentamento". 
A valutare l'accoglibilità dei ricorsi sarà il Consiglio di giurisdizione, organo interno della Camera composto da tre deputati-giudici, Alberto Losacco del Pd, Antonio Marotta di Ap e Tancredi Turco, ex grillino di Alternativa libera che proprio sull'abolizione dei vitalizi ha presentato un proposta. 
In tutto sono 18 gli ex deputati e senatori colpiti dalla delibera: tra loro Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, Cesare Previti.
Che non si vergognino di niente è pacifico: gente che ha approfittato della propria posizione politica, ben pagata, per rubare il denaro pubblico, non si ferma davanti a nulla.
Chi dovrebbe fermarsi, per non scadere nel fango, è lo Stato nella forma giuridica delle sue Istituzioni che debbono esaminare tali INDECENTI ricorsi.
Questi "signori" hanno commesso dei reati contro i Beni Pubblici, a danno dei cittadini, dunque che si risponda che i loro vitalizi, privilegi INDEGNI rispetto a tutti gli altri cittadini di una Repubblica che è democratica e che deve rispettare il principio di uguaglianza, qualora qualche cavillo giuridico consentisse ai loro avvocati di riottenerne la fruizione, debbono essere sequestrati a vita per risarcire il danno allo Stato e ai cittadini contribuenti. 

Renzi voleva fare la guerra alla burocrazia? Invece i burocrati sbagliano e pagano gli altri!!!!

Da: La Repubblica.it

Errore del ministero: decurtati gli stipendi a presidi di Lazio e Abruzzo. E vanno in piazza

La mobilitazione davanti alla sede di Roma, in viale Trastevere. Trattenuti dalla busta paga fino a 250 euro al mese, che rischiano di diventare 500

venerdì 16 ottobre 2015

Agorà e gli ENTI INUTILI

Nella trasmissione "Agorà", della terza rete RAI, stamane si è parlato per l'ennesima volta degli Enti Inutili, da abolire giacché si pagano stipendi a gente ormai inutile, essendo diventata vuota di senso, di funzione e di lavoro la struttura per la quale sono stati assunti.
Sono stati mandati in onda vari servizi effettuati da giornalisti della redazione che sono andati in loco presso alcuni di questi Enti: gli intervistati hanno ammesso che non avevano nulla da fare visto che le funzioni dell'ente inutile erano cessate.
I commenti seguiti in studio si possono riassumere nel concetto che "come si fa a mandare a casa queste persone senza lavoro"!

E come si fa allora a mandare a casa tanta gente di Ditte e Società che vendono a stranieri i quali licenziano per delocalizzare altrove?
Figli e figliastri?
In molti casi si trattava di Aziende che producevano prodotti buonissimi, che si vendevano bene.. Eppure quei lavoratori sono stati mandati a casa.
Non debbo qui fare l'elenco, visto che ogni giorno i telegiornali ci informano e vediamo questi lavoratori con bandiere che protestano inutilmente per essere stati mandati a casa, nonostante i prodotti che l'Azienda sfornava si vendessero bene.
Per contro ci dobbiamo preoccupare di fare assistenzialismo a gente che non fa niente tutto il giorno?
Se sono stati assunti per concorso e non si possono licenziare si mandino là dove il lavoro ristagna e la lamentela è sempre la stessa: "Siamo pochi e non fanno concorsi!" Che peccato! Così non possono raccomandarsi per far entrare il figlio, il parente, la moglie casalinga semianalfabeta per avere uno stipendio in più, l'amante ecc.. 
Se invece si tratta di gente assunta nell'Ente inutile per altre vie, essendo un Ente che beneficia del Finanziamento Pubblico ma che poteva assumere anche senza concorso pubblico, la si mandi a casa come i lavoratori delle Aziende che smantellano anche se il lavoro da fare c'era e lo facevano pure bene!

Da: Il Tempo.it  30 marzo 2015
Gli invincibili 500 enti inutili sanguisughe da 10 miliardi

La cancellazione è sparita dall’agenda di Renzi

Senato - Audizione di Carlo Cottarelli
il commissario Cottarelli
È un tema spinoso che era stato inserito tra le priorità del governo, insieme alla riforma della pubblica amministrazione e alla riduzione delle imposte. Invece dopo circa un anno di legislatura il nodo dell’abolizione degli enti inutili è ancora nel cassetto di Renzi, così come l’ha lasciato il commissario Cottarelli. E mentre la riforma della pubblica amministrazione marcia a rilento in Parlamento e di tagliare le tasse non se ne parla più, anche questo capitolo importante della spending review sembra sparito dall’agenda del governo. Resistere, è il mantra di questa miriade di medie e piccole strutture mangiasoldi sopravvissute a tutte le velleità di cambiamento dei diversi governi. Il caso del Cnel è solo la punta di un’iceberg.
Prima del commissario Cottarelli fu l’allora ministro della Semplificazione Roberto Calderoli a individuare 1.612 enti da eliminare perchè «dannosi». Non se n’è fatto nulla. Vivono ancora i Tribunali delle acque, i Bacini imbriferi montani, gli Ato e i 138 enti parco regionali nonché la pletora dei consorzi di bonifica.
I carrozzoni sono ricchi di storie paradossali. Una «autodenuncia» è stata raccolta dall'Adnkronos. «Sogno di andare a casa, di lasciare l'ente autonomo Fiera dell'Ascensione, è medievale. Si sbrighino a chiuderlo», si sfoga il commissario straordinario Donato De Carolis dell'ente autonomo Fiera dell'Ascensione di Francavilla Fontana nel brindisino, finito più volte negli elenchi, sempre ufficiosi, degli enti inutili. «Il mio incarico era per sei mesi - racconta De Carolis - è durato sei anni e sono ancora qui. Non ci sono più dipendenti, perché sono andati in pensione, ma il patrimonio resta ed è inutilizzato. Va chiuso, non ha più ragione di vita».
Il Codacons mettendo insieme diversi censimenti ha calcolato che sono oltre 500 questi casi sanguisuga che pesano sulle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro all'anno. Dall'Unione italiana Tiro a Segno fino al Centro piemontese di studi africani, passando all'Istituto di sviluppo ippico per la Sicilia e a quello per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere a Venezia. Resiste l'Istituto Regionale per le Ville Tuscolane. Qui nessuno teme la soppressione e invitano a leggere la mission strategica sul sito: l'ente è chiamato a «promuovere, divulgare e incentivare la conoscenza delle Ville», oltre a curarne la manutenzione, dello stabile, e anche dei giardini.
Peccato che alcune aprono solo qualche giorno all'anno in occasioni speciali, altre si possono vedere solo su appuntamento.
Tra gli enti miracolosamente scampati ai diversi tentativi di riordino c'è anche l'Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo. Un problema, quello dell'analfabetismo, che resta secondo, gli ultimi dati Istat, ma in modo estremamente ridotto. Se nel 1961 riguardava l'8,7% degli italiani nel 2011 circa l'1% della popolazione.
Continua a esistere Arcus, creata dieci anni fa dall’ex ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. Il governo Monti l’aveva chiusa, poi durante la discussione di un decreto del governo di Enrico Letta un emendamento della forzista Elena Centemero l’ha resuscitata, con l’assenso bipartisan.
Sopravvive pure l’Istituto per lo sviluppo agroalimentare, anch’esso decretato inutile da Monti e poi rianimato in Parlamento. Al pari dell’Istituto per il commercio estero, che poi se l’è cavata con la trasformazione in Agenzia.

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Libero Quotidiano.it ha pubblicato un elenco lunghissimo delle nostre Aziende vendute a capitale straniero chiamandole PREDE. Ne ricordo solo alcune di inizio elenco:

  • Avio S.p.A (aviation business)
  • Plastici Affini s.p.a.
  • Applicazioni Rivestimenti
  • Aprilia Solar Srl; BS Solar Srl; PN
Alcune del lunghissimo elenco hanno mantenuto il personale, ma molte hanno licenziato senza pietà.
E il Governo Italiano si preoccupa di non mandare a casa gente che sta tutto il giorno senza fare niente a spese dei contribuenti?

L'assistenzialismo continua, ma solo per gli Enti Inutili creati dai politici per avere serbatoi di voti in cambio di soldi nostri.

Annunci elusivi

Cos'è l'IMU?

IMU è l'acronimo di Imposta Municipale Unica. Ha sostituito la vecchia Ici, l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati.
Tale imposta è stata istituita anticipatamente ed in via sperimentale dall'art. 13 del Decreto Legge del 6 dicembre 2011, n.201, convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n.214 e disciplinata dal medesimo articolo 13 e dagli articoli 8 e 9 del D.lgs. 14 marzo 2011, n.23.
Ulteriori modifiche si sono avute con la legge di Stabilità 2014 che ha abolito l'Imu sulla prima casa, tranne alcune eccezioni.

Chi paga l'IMU?

Dovrà essere pagato dai proprietari di immobili o i titolari di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie.
In particolare sono soggetti all'IMU:
  1. Il proprietario di immobili, cioè colui che ha il diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo;
  2. i titolari di usufrutto, consistente nella facoltà di godere e usare il bene “come se ne fosse il proprietario”;
  3. i titolari di uso, consistente nella facoltà di servirsi dell'immobile, limitatamente ai bisogni della propria famiglia;
  4. i titolari di abitazione, consistente nel diritto di abitare l'immobile solo per i bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia;
  5. i titolari di superficie, che consiste nell'edificare e mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo di proprietà altrui;
  6. i titolari di enfiteusi, cioè il godimento di un bene altrui con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico;
  7. l’ex coniuge assegnatario dell’immobile, a seguito di separazione, divorzio o annullamento di matrimonio, in quanto titolare del diritto di abitazione.
  8. il locatario, cioè colui che fruisce del bene, nel caso di immobili concessi in locazione finanziaria (leasing) per tutta la durata del contratto;
  9. il concessionario di aree demaniali ( es., il concessionario di uno stabilimento balneare).
L'Imu con la legge di Stabilità 2014 non è più dovuta sulla prima casa e relative pertinenze. L'unica eccezione riguarda il caso in cui l’immobile è indicato come di lusso, quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8 per le quali continua ad applicarsi l'aliquota ridotta e la detrazione di 200 euro.
L'Imu resta invece in vigore sulla seconda casa.
E' elusivo tutto ciò che manca di particolari che fanno la differenza.
Renzi strombetta che toglie l'IMU sulla prima casa. Ma la gente, bombardata da informazioni su cambiamenti continui, si chiede: "Ma non era stata già tolta?"
Si che lo era stata: come si legge sopra, dalla Legge di Stabilità del 2014.
Ora siamo nel 2015 e Renzi ripropone una cosa già fatta l'anno passato come un regalo che fa adesso! Ricicla i regali anche agli amici e parenti?
In realtà dovrebbe dire, e con lui l'informazione più elusiva di lui, che toglie la TASI che pagavano i proprietari anche di prima casa ai Comuni!
Che bello fare confusione! Così la gente meno capisce e meglio la imbrogliano.

La novità, questo l'hanno detto chiaro, è che ha tolto l'IMU anche a chi l'anno passato la pagava, sia pure con aliquota ridotta e con detrazione di euro 200, avendo prima casa in categoria LUSSO!

In compenso chi ha una seconda casetta, non di lusso, paga un botto!!!

giovedì 15 ottobre 2015

SENZA PUDORE! Repubblica peggio dell'Unità

Da: La Repubblica.it

Finanziamento dei partiti, Boccadutri (Pd): "Ma noi abbiamo rispettato la legge e presentato i conti"


ROMA - "Ma quale sanatoria! Ma lo sanno che serve comunque il via libera della commissione, altrimenti non verrà erogata neanche una lira? Parlano senza leggere i testi". Il deputato del Pd Sergio Boccadutri difende la legge di cui è autore .

Il M5S sostiene che non volevate presentare i bilanci.
"Altra sciocchezza dei grillini. Pensi che il bilancio del Pd è stato depositato un anno e mezzo fa. Il problema è che la commissione ha interrotto i suoi lavori  -  all'inizio senza dire nulla  -  e i tempi si sono allungati".

E voi sareste rimasti senza soldi, vero?
"I partiti hanno fatto tutto quello che dovevano fare. Pensi che quando ci hanno chiesto gli scontrini, noi diligentemente li abbiamo consegnati".

E ora i grillini lanciano la "Boccadutri Card". Ci è rimasto male?
"Molto carino, davvero. Avrei preferito che mostrassero i loro bilanci, però. Sa, l'esigenza di presentarli non è solo quella di ottenere i rimborsi elettorali, ma soprattutto quella di garantire la trasparenza. Perché non farlo?".





Questo sotto è il mio commento a questo articolo comparso su La Repubblica.
Sono registrata ed ho fatto, come sempre, il login tramite facebook con tanto di richiesta di password regolarmente data. Per 2 volte è comparsa la scritta: 
Si è verificato un errore, ti preghiamo di riprovare più tardi (400006)
Ora ci riprovo, ma intanto pubblico sul mio blog il commento: 

Si vergogni costui! Gli ricordo che il Popolo, quello di cui se ne sono infischiati TUTTI i partiti tranne il M5S, ha detto quasi all'unanimità che non voleva il Finanziamento Pubblico ai partiti. Perché, come i fatti hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno, fanno un uso indecente del denaro pubblico, per poi rifarsi sui contribuenti! Hanno fatto una legge che calpesta il Referendum ed ora fintamente l'hanno abolita diluendo nel tempo il distacco dalla mammella pubblica. Dovevano rendicontare: sono o non sono "RIMBORSI elettorali"? Così hanno chiamato il raggiro della volontà popolare. Questo signore dice che hanno rendicontato, che è colpa delle commissioni che dovevano ESAMINARE i rendiconti prima di sganciare altri milioni di euro... Ma da chi sono composte le commissioni? Ma da loro! Fanno "ammuina" e chiedono che il M5S rendiconti!! Cosa se hanno rifiutato il denaro pubblico?

Aggiornamento

Ci ho riprovato più e più volte: stessa scritta delle prime 2 volte.
Mi viene da ridere. Non c'è che 1 solo commento sotto questo articolo, eccolo:
Stefano FontanaL'assenso della commissione, cioè degli stessi percettori dei quattrini.
Ha un bel coraggio davvero il signor Boccadutri.


Poverini avranno difficoltà a riceverli! Forse temono che siano come quelli comparsi sotto un articolo in cui distruggevano Ignazio Marino con un gossip di scontrini di quando faceva solo il chirurgo: la gente gliene ha dette di tutti i colori nei commenti. Persone che erano lettori abituali di La Repubblica scrivono che non la leggeranno più; che Marino il PD prima lo esaltava ed ora sono scesi così in basso da farlo a pezzi con storie già sanzionate dalla Giustizia in favore di Marino stesso; che sono servi del Governo ecc. ecc.   

Da: Il Messaggero

Soldi ai partiti, via libera alla sanatoria. M5S protesta: «Un furto»

Da: Primocanale.it

Soldi ai partiti, ecco la sanatoria: ma M5s e il ligure Rossi non ci stanno

Da: RAI News

PARTITI, IL SENATO SBLOCCA IL FINANZIAMENTO PUBBLICO. PROTESTA DEL M5S