venerdì 25 dicembre 2015

La pagella di Renzi: seconda parte

Le Tasse secondo Renzi diminuite, la burocrazia a cui lui ha detto "Farò una guerra spietata"...

Le tasse non sono affatto diminuite purtroppo. Almeno per gente come noi.
E' la mia pensione da dicembre 2011 ad oggi che è diminuita di circa euro 100, causa prelievo dell'IRPEF comunale e regionale. Stessa cosa mi denunciano altre due mie amiche, pensionate che hanno lavorato una per un Ente diverso dal mio e una che ha lavorato presso strutture private... 
Comune e Regione CHE NON MI DANNO NULLA IN SERVIZI.
La Regione Lazio non ottempera nemmeno ai suoi più elementari doveri: curare gli alberi di sua proprietà mettendo a rischio l'incolumità della gente della zona dove ho una casa nel Pontino.
Il ramo di un grosso eucalipto è caduto nel mio giardino rompendo un muro di recinzione appena fatto e non uccidendo nessuno per pura casualità.
Da almeno 2 anni la Regione ha ricevuto una mia raccomandata con ricevuta di ritorno, corredata dal verbale dei VV.FF. di Latina che descrive il loro intervento insieme a quello dei Vigili Urbani e della Protezione Civile, per l'evento provocato dall'incuria della Regione verso detti alberi e con foto di tale gigantesco ramo. Non si capisce dove finisce la posta in entrata della Regione Lazio, eppure paga lo stipendio a chi registra in un protocollo in entrata la corrispondenza. Ho inviato anche per PEC la stessa missiva con i medesimi allegati. Dopo un anno hanno inviato per 2 volte un tecnico che ha stilato relazioni. Dopo 2 anni ho inviato e-mail chiedendo dove era finita la pratica e alla fine sono venuti in 5 o 6 a "vedere" ma gli alberi sono sempre senza cura e sempre pericolosi. Non ci sono soldi, sembra. Dove finisce la mia IRPEF? Forse per pagare gli stipendi di chi siede nei vari uffici della Regione perdendosi la corrispondenza sotto pile di burocratiche ed inutili carte, mentre i VV.FF. invece debbono correre a rimediare ai danni creati dalla inadempienza della Regione? Allora la mia IRPEF deve andare ai VV.FF. e non alla Regione.
Sull' IRPEF comunale stendo un velo pietoso. Il comune dove risiedo si pappa la mia IRPEF erodendo la mia pensione senza darmi NULLA. Fino ad ora intascava anche la TASI, sempre senza darmi alcun Servizio. L'unico Servizio che ho è il ritiro della spazzatura per la quale pago altra Tassa, la Tari: euro 500 l'anno per una villetta di medie dimensioni. 
Ora da quello che mi dice l'esperto in Economia e Diritto di cui ho parlato nel post "Pagella Renzi: prima parte" dovrò pagare il canone in bolletta 2 volte. L'ho pagato per 45 anni regolarmente, abbiamo un numero di abbonamento antichissimo, ma ora Renzi mi dice che pagherò meno e NON E' VERO perché lo dovrò pagare su due bollette quindi pagherò euro 200!!
Mi si può obiettare di riunire le due residenze in una: quella mia e quella di mio marito. Ma mi sembra che esista una legge dello Stato che consente ai coniugi di avere residenze diverse per ragioni di lavoro o altro: perché punire chi usufruisce di codesto diritto facendogli pagare 2 canoni RAI?
Credo che sul piano legale questo aspetto vada approfondito, giacché non è costituzionale punire con un raddoppio di imposta chi usufruisce di un diritto sancito dalla Legge dello Stato. E lo approfondirò con la benemerita Associazione dei Federconsumatori a cui sono iscritta. Sono certa che è un abuso e, se resterà tale, sarò costretta a subire codesto abuso, ma terrò conto di quella che ritengo una presa per i fondelli di Renzi, che fa la riduzione di spesa togliendo alla RAI i fondi che spreca per poi dare la fregatura a noi.
Infatti non si recupera l'evasione facendo pagare due volte il canone alle famiglie che sono nella mia stessa situazione, per di più dicendo "che pagheremo meno"! Renzi ci prende realmente per i fondelli!!
Poteva consentire alle famiglie che hanno un regolare abbonamento di certificare quel numero di iscrizione mediante Legge di autocertificazione e, con i codici fiscali dei due coniugi, accertarne facilmente  l'autenticità, visto che il coniuge è sempre nella denuncia dei redditi dell'altro (lì siamo lo stesso nucleo familiare!). Insomma, se l'abbonamento è a nome di mio marito e il contratto per la fornitura elettrica di dove lui ha la residenza anche, non si capisce perché io, moglie, che ho la residenza altrove, debbo pagare una seconda volta sul contratto elettrico intestato a mio nome. E' negarmi il diritto ad avere la residenza anche separatamente pur essendo lo stesso nucleo familiare.
Ed ora passiamo alla burocrazia e alla "Guerra spietata" che Renzi aveva promesso di fare.
Con tutta l'onestà possibile IO NON NE VEDO NEPPURE IL MINIMO ACCENNO!
E passo a raccontare un esempio, di appena ieri, vissuto da un cittadino, che sembra tratto da un libro di Orwell, altro che guerra alla burocrazia, qui siamo oltre la più sfrenata fantasia di quello che un cittadino deve subire semplicemente per riprendere i PROPRI SOLDI LA' DOVE L'ENTE STATALE, PER IL QUALE LAVORAVA, HA DEPOSITATO LA SUA LIQUIDAZIONE o se preferite TFS. 
Il cittadino in questione si reca nell'Ufficio PP.TT. dove sono riscuotibili i Titoli di Stato in cui l'Ente per cui lavorava ha investito il suo TFS. Tali Titoli sono in scadenza e vanno riscossi con i dovuti interessi maturati.
Con lui c'è uno dei suoi figli, un uomo sui 40 anni che, mi dice, ha anticipato a suo padre una certa liquidità per l'acquisto di una casa, per non fargli perdere gli interessi dei Titoli qualora riscossi prima della loro naturale scadenza.
Prima sorpresa. L'anziano pensionato si sente chiedere dall'impiegato: "Perché li incassa?"
Nell'immediato verrebbe da rispondere: "La cosa non la riguarda". Ma il povero impiegato dice che QUELLE DOMANDE LUI LE DEVE FARE, PERCHE' QUALCUNO SOPRA DI LUI GLIELO HA ORDINATO! CI SONO DELLE NORME, DELLE PROCEDURE CHE LUI DEVE RISPETTARE!  
Il figlio fa notare che sono scaduti e che dunque vanno riscossi, dato che oltre la data di scadenza non maturano più alcuno interesse!
Seconda domanda dell'impiegato: "Che ci deve fare?"
Vi stupite? Guardate che è tutto vero e documentabile con luogo, ora e carte scritte. Lo stupore dei due uomini, padre e figlio era al massimo.
"Ma siamo in Italia o dove?"
"Siamo in una democrazia? Oppure...?"
Calcolate che su codesto TFS il pensionato ha pagato già le seguenti tasse: 27% IRPEF, 12,5% sui Titoli dal 1986.
In imbarazzo ed un poco umiliato l'uomo è costretto a dire all'impiegato gli affari suoi: che per non perdere gli interessi sui titoli non ancora scaduti e dovendo comperare una casa il figlio gli ha prestato una liquidità che ora lui restituirà con parte di quella che è la sua liquidazione.
Mentre l'uomo parla l'impiegato scrive avendo davanti un monitor. Sembra che tali informazioni siano richieste, (UDITE! UDITE!) dalla BANCA D'ITALIA!!!
Quella Banca D'Italia che in questi giorni si è rivelata tutt'altro che fiscale con certe Banche che hanno piazzato titoli carta straccia a piccoli risparmiatori!!!
Che rigore invece, che controllo, che a mio avviso lede addirittura il diritto costituzionale del rispetto del cittadino, sui privatissimi soldi stratassati di un TFS!!!
Ma andiamo avanti perché tale burocrazia invasiva, che fino a due anni fa non c'era, (testimonia il pensionato in questione che proprio 2 anni fa ha riscosso altri Titoli che scadevano), ha altri aspetti alla Orwell!
L'impiegato sottopone al pensionato un questionario di 5 pagine: "Questionario di adeguata verifica del cliente persona fisica".
Alcune delle domande: "Qual'è l'utilizzo di questo capitale?"
Suggerisce alcuni utilizzi: "Per investimenti immobiliari? Per viaggi?..."
"Altro? Che cosa?"
La risposta è: "Per bonifico in c/c a figlio".
Scusate, so che qualcuno si scandalizzerà conoscendomi, ma quello che è troppo è troppo: mi viene da pensare a risposte tipo "Per andare a puttane. Lo Stato me lo permette visto che sono soldi miei?" Nella voce Altro? si deve scrivere la verità e se un uomo, che ha vissuto come probo risparmiatore tutta la vita, decide di sputtanarsi la sua liquidazione andando a puttane lo Stato si scandalizza e non lo scrive??!! Deve scriverlo! Altrimenti è falsa dichiarazione a pubblico ufficiale e in atti pubblici!
E', ovviamente, una estremizzazione per dimostrare, qualora non bastassero i fatti, l'abuso assurdo sul cittadino!
Ma il pensionato in questione fa un bonifico al figlio. E allora, dopo aver firmato il primo questionario, l'impiegato è costretto dalla procedura burocratica a sottoporgliene un altro: "Questionario di adeguata verifica rafforzata del cliente persona fisica".  
Folle? Secondo me si. Pensate solo al burocrate che si è inventato codesta dicitura! Che tipo di pensiero produce costui?
Boh!
Al momento di effettuare il bonifico, l'ultima domanda: "Qual'è il suo Patrimonio Finanziario ed Immobiliare?".
Infine: pagare Imposta di Bollo: su n. 8 Buoni Postali euro 29!!!

giovedì 24 dicembre 2015

La pagella di Renzi: prima parte

Saranno contenti tutti coloro che mi prendevano in giro per la mia fiducia ed aspettativa su Matteo Renzi, perché iniziano un poco a vacillare.
Eppure persino una persona che si intende di Economia e Diritto e che ha sempre votato a destra oggi, ascoltando le mie riflessioni su alcuni fatti, lo ha difeso.
Ha detto che per quanto un Presidente del Consiglio voglia far bene non ha gioco così facile nel cambiare la complessa macchina dello Stato, la prima opposizione la trova nella burocrazia, questa macchina folle che sembra governare da sola le cose..
"Ma la burocrazia applica leggi e norme che decide qualcun altro, cioè il Potere politico!"
Ho obiettato io. La persona in questione ha ribadito che non è facile.
Io, però, mi tengo le mie perplessità.
Inizio dalla Legge 107/2015 cosiddetta della Buona Scuola.
D'accordo, non è stata colpa del Capo del Governo se la sua uscita in G.U. è arrivata a luglio, con ritardo per l'inizio dell'anno scolastico. Mi dicono che molto prima di tale inizio vengono varati atti amministrativi necessari per far partire quella che dall'esterno sembra una macchina semplice, ma che non lo è affatto. Visto che la discussione nelle due Camere ha portato ad un simile ritardo, si poteva applicarla a partire dall'anno scolastico 2016-17, in modo che gli Uffici Scolastici Regionali potessero assimilare le nuove disposizioni e il Ministero inviare le Circolari esplicative, necessarie ad orientare i provvedimenti, in modo univoco e senza errori interpretativi.
Invece il Governo ha voluto la sua immediata applicazione.
La conseguenza è stata una sequenza di disguidi, molti passibili di ricorsi al TAR.
Vado ad un esempio: il Ministero ha emesso un'unica Circolare per il reclutamento in fase C, la riporto: 
 Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio
Ufficio VI - Ambito territoriale di Roma
Via Luigi Pianciani, 32 – 00185 Roma
sito: http:/www.atpromaistruzione.it

A V V I S O
Ai docenti di ogni ordine e grado che partecipano all’ immissione in ruolo ai sensi
dell’art.1 comma 98 lettera c) -FASE C - e che saranno convocati per l’assegnazione
della sede provvisoria per la provincia di Roma
In riferimento alle prossime immissioni in ruolo relative alle c.d. FASE C , e per le quali il MIUR ha già avanzato la proposta di nomina , si fa presente che dal 23 novembre p.v. verrà pubblicato sul sito www.atpromaistruzione.it il calendario di convocazione per l’ assegnazione della sede provvisoria per l’a.s.2015/16 a coloro che avranno accettato la proposta di nomina, nonché a seguire la pubblicazione delle sedi disponibili.
I docenti saranno convocati presso le scuole polo, di cui al DDG n.518 del 13 novembre 2015, già pubblicato sul sito www.atpromaistruzione.it, e dovranno presentarsi personalmente con un documento in corso di validità .
Qualora impossibilitati a scegliere personalmente la sede di servizio potranno delegare persona di propria fiducia ovvero questo Ufficio, per il tramite della scuola polo.
Alla DELEGA SCELTA SEDE, da compilarsi secondo l’allegato modello, e che dovrà espressamente contenere i recapiti anagrafici e telefonici, dovrà essere allegata copia del documento d’identità, nonché copia dell’eventuale proposta di supplenza già accettata in questa o altra provincia fino al 30.6.2016.
Non è pertanto sufficiente la mera trasmissione del contratto a TD in corso, ed eccezione dei docenti che hanno stipulato un contratto fino al 31 agosto 2016 i quali faranno pervenire la sola proposta di contratto, restando confermato che per questi ultimi la sede verrà assegnata con la procedura di mobilità per il prossimo a.s. 2016/17.
Il DIFFERIMENTO DELL’ASSUNZIONE IN SERVIZIO potrà essere richiesto, utilizzando l’allegato modello, anche da docenti che abbiano in corso rapporti di lavoro con privati o enti pubblici, nazionali ed esteri . A tale istanza, indirizzata all’Ambito Territoriale di Roma, ma che dovrà essere inoltrata alle Istituzioni scolastiche sede di convocazione, dovranno essere allegati gli atti posti a base del differimento richiesto, sia in forma di autocertificazione che in altra forma ritenuta utile.
Ad ogni modo sarà consentito agli interessati la presa di servizio differita al 1° settembre 2016.
Per coloro che non si avvarranno del differimento, l’assunzione in servizio , presso la scuola assegnata, avverrà entro il 1° dicembre 2015 .
Infine , si precisa che al docente, il quale, pur avendo accettato la proposta di nomina in ruolo, risulterà assente alleconvocazioni, e non abbia presentato apposita delega, verrà attribuita una sede d’ufficio.
Si elencano di seguito le scuole Polo, presso le quali si effettueranno le convocazioni per le assegnazioni di sede provvisoria, ed alle quali i docenti interessati, man mano che comunichino l’accettazione on - line della proposta di assunzione, possono, sin da subito, presentare istanza di delega e/o differimento dell’assunzione in servizio.

Ora molti Professori, in attesa da anni di un insperato inserimento in ruolo, hanno dovuto accettare la presa di servizio immediata al 1° dicembre 2015, temendo, dati i cambiamenti politici e legislativi di questo Paese, che non danno certezze ai cittadini nemmeno quando lo Stato ha fatto precisi patti con essi (vedi la Legge Fornero), di perdere la possibilità dell'entrata in ruolo dilazionando la presa di servizio al prossimo anno scolastico. Per la stessa ragione, fino a quando non sono stati espressamente chiamati a novembre, i professori in questione non potevano lasciare i precedenti incarichi di lavoro rischiando di rimanere senza lavoro. Una volta convocati hanno dovuto dunque lasciare il lavoro senza poter dare i preavvisi di legge: risultato perdita di ingenti somme di danaro. 
Alcune Scuole Polo hanno però detto A VOCE ai docenti che avrebbero potuto dilazionare la presa di servizio fino a  febbraio 2016, alcuni hanno detto marzo, altri al 7 gennaio 2016 e solo per coloro che avevano un contratto di supplenza...
Anche senza essere un avvocato esperto in Diritto del Lavoro, si vede bene che ci sono gli appigli per chiedere i risarcimenti per i mancati preavvisi dati al lavoro in atto, e la conseguente perdita in denaro ad essi legati, giacché molti, fidando su quanto detto a voce nelle Scuole Polo, hanno rinviato di qualche mese, fino a febbraio o marzo!
Qualora il Ministero convalidasse codesti rinvii, anche se non esiste Circolare a riguardo, si verificherebbe una disparità di trattamento tra coloro a cui è stata applicata l'unica circolare emessa e coloro che si sono fidati di disposizioni solo verbali. In questo caso chi ha perso i soldi del mancato preavviso di tre mesi potrebbe invocare la disparità di trattamento fra pari aventi gli stessi diritti e chiedere il risarcimento del danno.
Qualora il Ministero invece non convalidasse codesti rinvii, invocando le disposizioni della Circolare, potrebbero chiedere i danni della perdita del ruolo, o eventuale altro, i docenti che si sono fidati di quanto detto verbalmente nelle Scuole Polo.
Si vede bene che la fretta, dopo il ritardo, ha prodotto motivo di contenzioso che affollerà i Tribunali.

Le Tasse secondo Renzi diminuite, la burocrazia a cui lui ha detto "Farò una guerra spietata"...

La pagella è lunga e, per non annoiare chi mi legge, la rimando ad un secondo post sull'argomento.  

mercoledì 23 dicembre 2015

Prostituzione consentita in strada

Da: Il Mamilio

Rocca Priora-Artena, i cittadini: ''Chi interviene contro la prostituzione?''

lunedì 21 dicembre 2015

Episodio III - Elena e Gregorio-Furio "Tazze, vassoi e cucchiaini"

La “Maschera” Furio.


Carlo Verdone è un genio e nel suo attento studio dei caratteri umani ha saputo cogliere un aspetto che riguarda molti tipi umani e l’ha raffigurato caricaturalmente nella figura di “Furio”.

“Furio” può avere varie facce e svolgere professioni o mestieri diversi, ma sempre ha una connotazione ossessiva, paradossale che, in percentuale diversa, da un’impronta inconfondibile al suo agire: da lì nasce il personaggio di Verdone che suscita il riso e lo sconcerto perché il suo Autore ne fa, appunto, un’immagine caricaturale, quindi estrema.

Quello che fa ridere di più è il rapporto di Furio con la malcapitata che lo ha sposato, dipinta come una vittima che, nel caso estremo interpretato da Veronica Pivetti, si getta in mare suicida per sfuggire al suo inconsapevole aguzzino.

Oppure, come in un altro episodio, fugge con un bel tenebroso che la insidia lasciando persino i figli o, anche, in una delle prime scenette in cui Verdone abbozzava il personaggio, egli parla alla moglie che non gli risponde ormai più, annichilita dalla sua incapacità di percepire le esigenze dell’altro, e lui si risponde per lei, ottusamente inconsapevole dello stato di depressione in cui l’ha gettata e, in tale scenetta, Verdone interpreta anche il figlio di Furio il quale, uscito il padre, si rivolge con lo stesso metodo alla sempre più annichilita madre che, tristissima, continua a sferruzzare muta, e le dice con foga: “Io con quell’uomo non voglio parlare più, capito? Io quell’uomo non lo sopporto più!” Poi, senza aspettare risposta, esce dimostrando in sostanza di essere “Furio” anche lui.

Ora, come dicevo, ci sono tantissimi tipi umani che hanno in sé in percentuali diverse “Furio”: io conosco una moglie di un “Furio” il quale è posseduto da questa maschera fortunatamente in minima percentuale, ma è anche lui inconfutabilmente un “Furio” !

Vorrei prendere spunto dagli innumerevoli episodi che “La Moglie di Furio”, che io conosco, vive e racconta per scrivere delle gustose scenette comiche, a volte anche un po’ amarognole, per riderne insieme.

Li chiamerò “Episodi” e darò loro solo un numero progressivo.

La moglie del nostro  “Furio” si chiama Elena e lui Gregorio.

Episodio III

Elena al telefono la sento veramente stanca.
"Rita, non ne posso più!"
Rido: "Sembri davvero la Magda del film!"
Ma lei stavolta non ride. "Non riesco nemmeno più a riderne. Sarà l'età, gli anni che passano, ma proprio non ce la faccio più!"
Cerco di sdrammatizzare: "Dai, ora non esagerare! Gregorio è un uomo buono, onesto, ti vuole bene... Guardati intorno: ma non vedi che soggetti capitano ad altre donne?"
La voce però è sempre lamentosa. "Si, è buono, gli voglio bene e vedo quello che c'è in giro... Ma credimi.. certe volte è insopportabile!"
"Andiamo sputa il rospo, racconta cosa ha fatto questa volta!" La incito a sfogarsi un po'.
"Non quello che ha fatto... Ma quello che fa ormai continuamente!"
"Elena! Gregorio è sempre stato un "Furio", un po'... Mica tanto! Adesso cosa c'è di nuovo?"
"C'è che stiamo invecchiando tutti e due e io vado per accumulo e lui si fa sempre più ossessivo e dice che invece sono io insopportabile!"
"Tu hai i tuoi lati.. E certo che invecchiando tutti noi non miglioriamo di certo."
"Ma lui si impunta all'improvviso su assurdità e di botto cambia umore e me lo fa cambiare anche a me.. In peggio naturalmente!" La voce è quasi piagnucolosa.
"Fammi qualche esempio in modo che mi possa rendere conto.."
La voce si fa un poco più animata mentre racconta: "Sono andata a fare delle compere con mia figlia. Ero così felice! Sai lei è sempre così occupata con il suo lavoro che uscire insieme è quasi una festa. Prima di uscire Gregorio mi fa: "Compera dei cucchiaini. Non abbiamo più cucchiaini, e pure un vassoio."
Rido: "Un vero casalingo! Non avete davvero cucchiaini?"
"Ma de che!!!" Sbotta Elena-Magda. "Li abbiamo, anche d'argento, ma quelli non li tengo nel portaposate della cucina e allora, quando la lavastoviglie è carica per il lavaggio, può succedere che nel portaposate ce ne è magari uno solo! Anche perché le nostre abitudini di vita sono cambiate, ora con i figli ci vediamo molto di più nella casa al mare, i pranzi tutti insieme ora li facciamo lì, ed io ho trasferito un po' di cose là... Cosa me ne faccio di tanta roba qui... Siamo solo in due.. Ogni tanto passa qualche figlio, qualche nipote, qualche amico o conoscente, ma in piccoli numeri, dunque i cucchiaini che ho, compresi quelli in argento, mi bastano!"
"Lui vuole comprarne degli altri?"
"Lui ha la mania di comperare cose inutili che affollano le mie credenze inusate! Per stizza li usa solo lui!"
Sorrido. "Per esempio?"
"Per esempio un giorno è tornato a casa con due tazzoni da caffè e latte tipo refettorio, con un piatto che è più grande di quelli da frutta!"
"E che ci fa?"
Esasperata: "Ci fa colazione solo lui!!! Come i bambini! Io prendo la mia colazione con le tazze da cappuccino!"
"Mangia eh?" Dico ridendo.
"E si lamenta che ha la pancia e dice che deve mangiare di meno!!"
"E tu non gli fai notare la contraddizione?"
"Me ne guardo bene! Diventa un Furio-Mannaro!"
Scoppio in una sonora risata. "Addirittura! E che ti fa?!"
"Si arrabbia, alza la voce, parla senza interruzione accusandomi di tutti i miei difetti veri o presunti! In modo irragionevole, senza specificare, in modo che io possa ribattere. Mi attacca e basta difendendo se stesso aggressivamente!"
"Allora lascialo perdere con i suoi tazzoni da refettorio." Dico arrendendomi.
"Non ho più posto nella credenza! Ogni tanto torna con qualche tazza che compera, poi decide che non gli piacciono più e le vuole buttare! Butta i soldi così!"
"Abbi pazienza Elena, mi sembrano fissazioni innocue in fondo.."
"Mi da fastidio l'insensatezza, mi da! Aveva comperato delle tazze da thè grigio scuro: orribili. In credenza nemmeno ci entravano e non ne avevamo bisogno. Le ha usate per un po' poi si è stufato e per utilizzare la spesa fatta le usavo io. Voleva gettarle via, allora io, che vedo i soldi stupidamente gettati nella spazzatura,  le ho trasferite nella seconda casa dove ho più posto nelle credenze... Ma ti pare possibile? Poi se voglio fare un acquisto per la casa, utile, tipo gettare un mobile vetusto, mi dice di no! Che non possiamo spendere!"
"Insomma, glieli hai comperati  poi i cucchiaini per farlo contento?"
"No. Ogni tanto provo a contraddirlo e gli avevo detto prima di uscire che ne avevamo a sufficienza e che erano al lavaggio in lavastoviglie; sia pure malvolentieri gli ho comperato il vassoio.." Fa con aria di sopportazione.
"Allora l'hai in parte accontentato?"
"Neanche per sogno! Sono tornata tutta contenta, gli stavo parlando di nostra figlia quando mi fa: "Hai comperato i cucchiaini?" Gli ho detto di no ma che avevo comperato il vassoio; si è immediatamente rabbuiato, io, che pure lo conosco, spero sempre in un miracolo e così non lo avevo preso molto sul serio sulla storia dei cucchiaini... Ma purtroppo questo peggiora sempre più! Credevo scherzasse.. forse volevo illudermi che scherzasse.. invece si è messo a declamare "che lui non poteva avere niente... " e che..."
A questo punto debbo dire che anch'io, pur conoscendolo, ho detto meravigliata: "... Ma per i cucchiaini..?! Ma che è un bambino che fa i capricci?"
"Capisci???!!! Io non ne posso piùuuuu!! Sembra pazzo! Si è andato a sedere in salotto continuando a sbraitare! Allora ho cercato di rabbonirlo con il vassoio..."
"Ma che ci doveva fare con il vassoio?" Chiedo un po' sbalordita.
Sospira: "Aveva comperato due vassoi per mangiare noi due quando siamo soli. Li prepariamo in cucina poi possiamo spostarci in soggiorno dove c'è il televisore. Ma per la casa al mare, mica per qui, qui li abbiamo, ma li avevamo anche lì... Ma è come per le tazze.. Non gli va bene all'improvviso ciò che abbiamo e deve comperarne dei doppioni... Senza avvisarmi si presenta a casa con questi oggetti, - la voce si è rifatta quasi di pianto - io ho dei vassoi... Ma... ti ho spiegato.."
"Allora?"
"Allora un giorno uno mi si è rotto." Lo dice come se le fosse successa una disgrazia. "Allora a lui davo quello rimasto ed io usavo uno di quelli che avevo da prima."
"Capisco." Dico per consolarla un po'. 
"Non gli andava bene che io usassi un vassoio diverso... Diceva che era scomodo." 
"Ma se lo usi tu e ti va bene..."
"Ma allora non hai capito Rita!! Hai dimenticato Furio? Il Furio che dice alla povera Magda: "Ho deciso di fare questo e quest'altro, va bene cara vero? Lo vedi che è reciproco?" Reciproco un cavolo! Decide lui ed io debbo arrendermi alle sue fissazioni?! Eh no!"
"Fai bene a non arrenderti, - le dico comprensiva - ma certo è un urto quotidiano."
"Che debbo fare? Fuggire con un bel tenebroso come Magda?"
Rido di nuovo. "Beh, se è come Angelo Infanti ci si può fare un pensierino!"
"Di certo non mi butto di sotto come Veronica Pivetti!" Dice riprendendo un poco di animo.
"Insomma come è finita questa volta?"
"E' finita che ho cercato di rabbonirlo dicendogli che avevo però comperato il vassoio e l'ho sfilato dalla busta andandogli dietro in soggiorno, dove era andato a sedersi su una poltrona con un'aria offesa come se gli avessi fatto chissà cosa! Gli ho detto che non era uguale al vassoio superstite nel disegno, solo nello stampo; gli ha gettato solo un rapido sdegnoso sguardo ed io, che avevo voglia di togliermi le scarpe e mettermi le pantofole e dovevo fare la pipì, ho sentito che tutta la mia gioia stava sfumando via per dar retta ad un deficiente che cercavo di calmare per salvaguardare la mia serenità! "Cosa vuoi, - gli ho detto - se non li fanno più con quel disegno?!" Si è alzato in piedi fuori di sé urlando che ne potevo comperare due e che lui ora usciva e ne comperava quattro tutti uguali e che si comperava pure una BMW!!"
"Ma che c'entra la BMW Elena?" Chiedo sempre più sbalordita.
Lei mi risponde esasperata: "Ma che ne so Rita?!! Ma chi lo capisce?!! Mi ha guastato la serenità lieta che avevo accumulato uscendo nella mia breve mattinata con mia figlia, inutile è stato il mio sacrificio di trattenere il dolore dei piedi nelle scarpe, la pipì e tutte le cose giuste che deve fare uno quando ritorna a casa dopo un giro di spese, perché ha continuato nella sua reazione esagerata che gli è durata tutto il giorno!"
Non so più cosa dire. Ha ragione poveretta. Sarà pure buono, fedele, onesto... ma certo è assurdo, irragionevole e... pesante!!!  


domenica 20 dicembre 2015

"A Sacra Bottega che te scioje e te lega"

Da Bertone 150mila euro al Bambin Gesù

Formalmente sarà una donazione a favore delle cure per 50 bambini affetti da malattie rare, e non una “restituzione”. Fatto sta che il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato vaticano, ha preso l’impegno di versare all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù la somma di 150mila euro, con l’intento di risarcire a seguito della vicenda delle spese di ristrutturazione del suo appartamento in Vaticano, rivelata dal libro di Emiliano Fittipaldi e assurta ad una delle storie più emblematiche di Vatileaks-2. L’annuncio di questa decisione è stato dato dal presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, durante la visita nella sede del Gianicolo del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, da lui nominata, e che ha avviato un profondo rinnovamento del nosocomio pediatrico insediando tra l’altro un nuovo cda . 
" Il Sole 24 Ore "


giovedì 1 ottobre 2015


IDI, inchiesta chiusa a marzo 2015 per bancarotta fraudolenta

Da: Il Fatto Quotidiano

Scandalo Idi, pm Roma chiude indagini: 40 indagati e 144 capi di imputazione

Ottocentocinquanta milioni è la cifra indicata nella chiusura dell’inchiesta sulla scandalo romano della sanità cattolica. Il gruppo fu gestito - per i magistrati - da un manipolo di manager abili nel far sparire i soldi che la Regione Lazio erogava con cifre a sei, sette zeri ogni anno
di  | 4 marzo 2015

Peggio di ogni previsione. Tre e mezzo anni fa – quando scoppiò lo scandalo dell’Idi di Roma, l’ospedale dermatologico gestito dalla potente Congregazione dei figli dell’Immacolata - qualcuno azzardava un buco di seicento milioni di euro. 

giovedì 13 agosto 2015


Preti da salotto...e da finanziamenti

Mentre infuriano le polemiche ed i commenti per le uscite del Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Don Mazzi, prete dei salotti televisivi, ha fatto la sua comparsa nella estiva trasmissione del mattino su RAI 1.
Comunità Exodus, così si chiama la Fondazione creata da questo Prete che si occupa del "recupero" dei drogati, dei carcerati, di chi mal vive in generale. E per farlo chiede soldi a tutti. Allo Stato Italiano per primo, dato che si prende cura di quei carcerati ammessi ad una vita diversa dal carcere: la vita in comunità.
Il conduttore della trasmissione "Uno mattina estate" era molto interessato al delinquente Corona, a lui affidato, ed ha posto al dinamico prete varie domande sul carcerato: quello che faceva le foto compromettenti a personaggi noti per poi ricattarli. Quando stava ancora con la moglie, Nina Moric, almeno in un episodio descritto dalle cronache, la mandava a strusciarsi addosso a qualche personaggio noto per poi fotografarlo e proporgli l'acquisto (costoso) delle foto per farle sparire.
Lo stesso Don Mazzi ospita Lele Mora, parrucchiere sessualmente bivalente che ha dichiarato di aver avuto per amante lo stesso Corona che poi ha introdotto nel mondo dei VIP!
E per riabilitare questa bella crema della società Don Mazzi liscia tutti: in una delle tante trasmissioni a cui partecipa ricordo di aver assistito allibita ad una scenetta in cui egli diceva ad Aldo Busi e alla Marina Ripa di Meana, ex Lante della Rovere, ex per nascita Punturieri, "Siete due belle persone!" Perché? Mi chiesi. Perché gli hanno dato un po' di soldi per la sua fondazione? Dubitai. Un prete che dice a Busi, omosessuale sfrontato e dichiarato, che scrive libri non credo consigliati dalla Chiesa Cattolica, che "è una bella persona?" La Marina Punturieri, titolata per i vari matrimoni successivi, donna spregiudicata fino al punto di farsi fotografare nuda con un toupet sul monte di venere, per il prete è una bella persona.
La morale cattolica è per Don Mazzi, e non solo, un elastico...

Nello scrivere il post di ieri avevo derogato dal mio linguaggio abituale usando il termine "fregnacce" con un  poco di disagio: nel sentire Don Mazzi mi è passato del tutto, egli in piena trasmissione ha usato il termine "PUTTANATE"!

Questa è la Nuova (in realtà sempre stata) Chiesa Cattolica.
Una notazione: uno dei Coordinatori di Settore è il nipote di Don Mazzi.
Giovanni Mazzi nipote di Don Mazzi e Collaboratore nella Fondazione Exodus di cui lo zio è Presidente e fondatore


Lavorando per la Fondazione creata dallo zio ha risolto il problema della ricerca del Lavoro: sistemato! 
E meno male che i preti non hanno figli!
...Almeno ufficialmente...





sabato 22 agosto 2015

Qua drento ce sta solo 'nfamità

Da: Il Fatto Quotidiano

Mentre Bergoglio scomunica i mafiosi, alla parrocchia Don Bosco le sfarzose esequie del capoclan accompagnate dalle note del Padrino. La segreteria di Bergoglio: "Scene inedite per noi argentini". Ma le gerarchie scelgono di fare quadrato intorno al parroco: "I manifesti con il boss vestito come il Papa attaccati alla chiesa? Non si è accorto di nulla". Lo stesso luogo di culto era stato negato a Piergiorgio Welby, morto per eutanasia.

domenica 9 agosto 2015


Il Papa ci prende per i fondelli?

Da: Il Secolo XIX

Migranti, Calderoli: «Francesco? Un papa “alla Renzi”»

Il senatore leghista Roberto Calderoli interviene sulla polemica tra Matteo Salvini e il Vaticano in merito all’accoglienza dei migranti. «Io ho voluto conoscerlo all’inizio del suo mandato, perché ero rimasto affascinato da questo Papa che parlava come le persone normali e non dall’alto del Vaticano», premette l’ex ministro delle Riforme in un’intervista ad Affaritaliani.it. «L’ho conosciuto e gli ho parlato brevemente e avevo confermato questo mio innamoramento di questa persona. Però, con il tempo, è un pò venuto meno questa sorta di amore nei suoi confronti». Per quale motivo?
«Mi sembra un pò un Papa alla Renzi. Tutti i giorni una serie di comunicati, di slogan...ci mancano solo le slide e poi è come il segretario del Pd».
Ieri Matteo Salvini aveva dichiarato «Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non è un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no». Così il segretario della Lega Nord, al quotidiano online Affaritaliani.it a proposito delle parole del Papa, il quale ha detto che «respingere i migranti è un atto di guerra».
Non voterò mai Lega ma debbo dare loro ragione perché quello che dicono è semplice, ovvio buonsenso.
Il Papa sembra Pangloss, il personaggio del Candide di Voltaire che diceva sempre: "Tutto è bene!" Quando ovviamente non era bene affatto. A proposito del Candide ricordo che vi si descriveva come i gesuiti trattavano gli indigeni in Sudamerica... L'ho letto una trentina di anni fa e non me lo ricordo benissimo... Ma mi sembra che i gesuiti a cavallo e armati di spada tagliassero le teste agli indigeni che non si volevano convertire... La Chiesa ha fatto mea culpa di tutti i suoi crimini passati tramite il Papa polacco che andava a pregare con Pinochet, quindi ha fatto un reset e non vogliamo infierire... Anche se... Anche se... Pregare con un assassino come Pinochet... Bah!


sabato 13 aprile 2013


Ospedali di proprietà delle Congregazioni Religiose Cattoliche, quindi dello Stato Vaticano

IERI
Da: Sky.it
18 Luglio 2011 -  

San Raffaele, a Milano suicida il vice di Don Verzè

Mario Cal, storico braccio destro di Don Verzè nella gestione dell’ ospedale San Raffaele , si è suicidato.
Cal si sarebbe sparato un colpo alla testa nel suo ufficio all'interno dell'istituto con una calibro 38 regolarmente detenuta.
Ad avvisare i soccorritori è stata la sua segretaria che, dopo aver sentito l'esplosione, è entrata nella stanza trovando l'uomo disteso a terra. E' morto poco dopo al pronto soccorso dello stesso ospedale.

L'avvocato: "Era preoccupato" - Prima di togliersi la vita, Cal avrebbe lasciato due lettere. Lo ha affermato il suo avvocato e amico, Rosario Minniti, spiegando che per ora non si conosce il loro contenuto e sarebbero indirizzate una alla moglie Pina e l'altra, probabilmente, alla segretaria.
"Il San Raffaele non è coinvolto in nessuno scandalo di natura finanziaria – ha detto a SkyTG24 il legale  – il dottor Cal non è stato mai indagato, ma è stato sentito come persona informata sui fatti".
L'avvocato ha voluto anche precisare che il suo assistito non era preoccupato per l'inchiesta "ma per la situazione del San Raffaele, perché non c'era più la liquidità per pagare i fornitori". 

Aperta un'inchiesta - Il pm Maurizio Ascione ha aperto un fascicolo di indagine a modello 45, cioè senza ipotesi di reato né indagati, sul suicidio di Mario Cal. Il pm ha disposto l'autopsia sul suo corpo e ha ordinato agli uomini della polizia scientifica un'ispezione dell'ufficio in cui Cal si è ucciso, con relativi rilievi fotografici; inoltre, sentirà nelle prossime ore come testimoni tutte le persone che potrebbero dare un contributo alle indagini. Sia la lettera alla moglie che quella alla segretaria sono state sequestrate e il pm vuole verificarne l'autenticità.

Il giallo della pistola - La pistola con cui l'ex vice presidente del San Raffaele, Mario Cal, si è ucciso sarebbe stata spostata e infilata in un sacchetto da una persona che deve essere ancora identificata, probabilmente una delle prime ad entrare nella stanza dove l'ex braccio destro di Don Verzè si è ucciso. Per questo il pm di turno Maurizio Ascione ha disposto degli accertamenti per arrivare ad identificare chi, probabilmente in buonafede, ha spostato l'arma senza rendersi conto di aver inquinato la scena del suicidio.

Il buco del San Raffaele e l'audizione di Cal con il pm - Cal si era presentato nei giorni scorsi come testimone davanti al pm Luigi Orsi nell'ambito dell'inchiesta sulla crisi del gruppo ospedaliero e in relazione al buco da quasi un miliardo di euro nei conti dell'istituto di Don Verzè , prima che il Vaticano aggregasse alcuni soggetti economici intorno a un piano di salvataggio .
Settantuno anni, originario di Treviso, Mario Cal aveva per anni affiancato il fondatore dell'ospedale milanese. Storico braccio destro di Don Verzè e vicepresidente della Fondazione San Raffaele, solo venerdì scorso era stata sancita la sua uscita di scena con l'elezione di un nuovo cda per la fondazione e la nomina a vicepresidente di Giuseppe Profiti, presidente del Bambin Gesù di Roma, cui sono passate le deleghe operative per la gestione del gruppo ospedaliero.

OGGI
Da: RAI News 24
Milano, 12-04-2013

Sono circa una quarantina le lettere di licenziamento partite oggi per i lavoratori dell' ospedale San Raffaele di Milano, di cui 20 riguardano dipendenti dell'area amministrativa, e 20 dell'area sanitaria. E' quanto conferma Margherita Napoletano, delegato Usb e membro della rappresentanza sindacale unitaria.

"Tra le circa 40 lettere di licenziamento partite - spiega - una riguarda anche un delegato sindacale. Nelle prossime ore ci riuniremo insieme agli altri colleghi per decidere le iniziative, ma già da ora è stata fissata per lunedì mattina un'assemblea dei lavoratori, e ci attiveremo per avviare la procedura per una nuova data di sciopero".
Stamani invece una delegazione dei sindacati ha incontrato, presso la sede del consiglio regionale, il presidente del consiglio, Raffaele Cattaneo, l'ufficio di presidenza e i capi gruppo. "Abbiamo proposto come Usb e Usi - continua Napoletano - di chiudere la procedura di licenziamento, chiedere l' applicazione del contratto della sanità pubblica a tutto il privato convenzionato, maggiore trasparenza con lapubblicazione di bilanci e stipendi di dirigenti e consulenti. Cattaneo dal canto suo si è impegnato a far riaprire il tavolo della trattativa, mentre la commissione consiliare di sanità ci convocherà per una audizione".

San Raffaele: licenziamenti esito inevitabileL'ospedale San Raffaele "conferma chele lettere di licenziamento rappresentano l'inevitabile esito del mancato accordo con la rappresentanza sindacale unitaria (rsu) e rappresentano oggi uno strumento necessario per affrontare il grave stato di crisi dell'ospedale". E' quanto si legge in una nota. "Purtroppo - prosegue la nota - l'intesa raggiunta con la rsu il 21 gennaio 2013 al ministero del Lavoro e delle politiche sociali - intesa che consentiva, tramite altri strumenti, di evitare i licenziamenti - è stata respinta nel referendum interno con il 55% dei voti, e successivamente la rsu ha anche respinto la mediazione del prefetto di Milano e rifiutato di indire un nuovo referendum come richiesto da una petizione firmata da 919 dipendenti".

"In questo contesto i licenziamenti diventano pertanto necessari secondo la tempistica prevista dalla legge 223 - si conclude - anche se l'amministrazione ospedaliera non esclude che, in presenza di fatti nuovi, l'intera procedura possa essere rivista".
Cattaneo: scriverò una lettera a Maroni e agli assessori competentiSulla situazione dell'ospedale San Raffaele di Milano e delle lettere di licenziamento in arrivo per i primi 40 lavoratori "scriverò una lettera al presidente della Giunta" Roberto Maroni, "e agli assessori competenti, Mantovani e Aprea". Ad annunciarlo è Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale lombardo, in una nota diffusa nelle stesse ore in cui arrivavano le conferme dell'avvio della procedura per una tranche dei 244 licenziamenti annunciati.

Nella missiva, in cui si riassume quanto emerso durante l'incontro con i rappresentanti sindacali dell'ospedale, Cattaneo sottolineerà "la necessità di trovare il modo di riaprire un tavolo di trattativa per trovare una soluzione immediata ad una vicenda critica".

"La tempestiva convocazione dei rappresentati sindacali - spiega - è testimonianza concreta della grande attenzione e della disponibilita' all'ascolto da parte dell'Assemblea regionale lombarda e di tutte le forze politiche. Una disponibilita' che confido i lavoratori possano trovare ora anche nelle altre sedi competenti".
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Il 20 settembre 1870 ci siamo presa Roma ma non ci siamo liberati degli interessi economici del Vaticano che incassa sempre e non paga mai.
Gli Ospedali di proprietà dello Stato Vaticano, gestiti e amministrati dalle Congregazioni Religiose, agiscono dentro il nostro Stato Italia godendo di molte agevolazioni e privilegi e, quando fanno i buchi, quando i soldi spariscono, a loro gli incassi e a noi, Stato Italiano, le perdite.

sabato 19 dicembre 2015

Il libro dell'imbianchino pazzo nelle scuole?

Da: Il Messaggero Sabato 19 Dicembre 2015

Mein Kampf nelle scuole «per vaccinare i giovani»: braccio di ferro tra insegnanti e comunità ebraica

Il nuovo «Mein Kampf», il libro di Adolf Hitler commentato, non è ancora uscito in libreria ma in Germania già scoppia la prima polemica.

Vede di fronte l'associazione degli insegnanti tedeschi e la comunità ebraica e verte sull'ipotesi che il libro di Adolf Hitler, nell'edizione blindata da migliaia di note critiche, venga utilizzata nelle scuole superiori tedesche per vaccinare i giovani di oggi contro il virus dell'estremismo politico.

Gli insegnanti si sono detti favorevoli, la comunità ebraica è fortemente contraria. Il libro tornerà pubblico dal primo gennaio, a 70 anni dalla morte del dittatore, data in cui scadono i diritti che erano stati affidati dagli alleati al Land della Baviera.

È stata preparata un'edizione critica con una tiratura di 4.000 copie, curata dall'Istituto di storia contemporanea di Monaco (Ifz) e corredata da 3.500 note redatte da un pool di illustri storici che serviranno a contestualizzare le tesi contenute nel volume.

Il presidente dell'Associazione degli insegnanti tedeschi, Josef Kraus, ritiene che stralci del testo starebbero bene nelle lezioni di storia delle scuole superiori, per studenti oltre i 16 anni, e lo ha detto all'Handelsblatt: «La Conferenza dei ministri della Cultura dei Laender dovrebbe prendere posizione su come rapportarsi con questo testo traboccante d'odio», ha sostenuto Kraus, «e un'edizione commentata scientificamente potrebbe essere un utile contributo all'immunizzazione dei giovani contro l'estremismo politico». E ha concluso: «Le scuole non possono semplicemente ignorare il Mein Kampf».

Un'ipotesi che invece fa venire i brividi alla comunità ebraica. Charlotte Knobloch, ex presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania e oggi presidente della Comunità israelitica di Monaco e Alta Baviera, ha ribattuto sempre allo stesso quotidiano finanziario che è «irresponsabile utilizzare proprio il libro profondamente antisemita».

Per Knobloch, le scuole tedesche trattano ancora in maniera superficiale - «come se fosse un figlio della serva» - «l'ebraismo, i temi e le personalità ebree che hanno segnato in maniera determinante la Germania fino al 1933». Poi l'ultima stoccata: la rielaborazione dell'olocausto e del nazismo mirata a rendere gli alunni «persone consapevoli della storia e delle proprie responsabilità, animandoli alla difesa di valori di libertà e democrazia è ben pensabile e auspicabile anche senza la lettura del Mein Kampf».

Nel dibattito sono intervenuti anche i partiti. L'Spd si è schierata sul versante degli insegnanti: «Mein Kampf è un testo spaventoso e mostruoso», ha detto Ernst Dieter Rossmann, esperto Spd di politiche educative, «smascherarne i contenuti antisemiti è il compito di insegnanti qualificati». Più scettici i Verdi, che con il deputato Volker Beck vedono più pericolosi i testi populisti di scrittori contemporanei, «assai più accessibili ai giovani rispetto alla spazzatura di Hitler». Beck ha affermato: «È su questi testi che la scuola dovrebbe trovare il modo di dibattere attraverso insegnanti qualificati».
Il fatto che un libro scritto da un imbianchino, accertato paranoico, faccia ancor oggi discutere, rende desolante e senza speranza l'idea che ho dell'Uomo. Ci sono scrittori sconosciuti ai più, dimenticati, che hanno scritto cose bellissime. Sopravvive invece il parto di una mente malata, scritto pure male dato il livello culturale del soggetto, e questo per me è incomprensibile, come lo è il fatto che tanti milioni di persone abbiano seguito questo mostro della Storia coprendosi nel suo nome di crimini orrendi. Ne deriva il concetto di quello che sono tanti uomini: uno schifo, un vero orrore.
Fortuna che ogni tanto nascano persone che ci lasciano "La Norma", come Vincenzo Bellini, vissuto solo poco più di 30 anni... Poeti come Leopardi... Geni come Einstein... Ebreo!!!
Pensando a loro ci rimane la speranza che in mezzo agli uomini ci siano anche degli Uomini. Ma penso che siano proprio due specie diverse: non razza, ma specie si.
Adolf Hitler aveva solo un testicolo: ritrovata la cartella medica

Quella che era sempre apparsa come una sorta di leggenda metropolitana, sembra avere finalmente trovato conferma: Adolf Hitler aveva effettivamente un solo testicolo. Lo ha scoperto uno storico tedesco, il professor Peter Fleischmann, dell'Univesità di Erlangen-Norimberga, esaminando una cartella medica che si pensava fosse andata perduta. Il documento si riferisce alla visita medica alla quale venne sottoposto Hitler nel 1923, dopo l'arresto seguito al fallito Putsch di Monaco e indica che il futuro Fuhrer del nazismo era affetto da «criptorchidismo destro», vale a dire dalla mancata discesa del testicolo destro.
Un essere pieno di frustrazioni e di complessi, non sufficienti a giustificare la sua follia.