Menzogne senza smentita su Roberto Saviano
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In questo post, che chiunque può rileggere andando a cercarlo alla data di pubblicazione tramite il calendario a destra della Home Page, commentavo una notizia denigratoria quanto falsa sul padre dello scrittore pur se, personalmente, non sono una sua lettrice, non amando gli argomenti di cui si occupa. Per me è normale difendere sempre e comunque la verità, senza essere di parte e, in questo caso, senza essere un'ammiratrice di Saviano scrittore. Come, d'altronde, non lo sono di molti altri scrittori che scrivono di cose che non mi sono congeniali e non incontrano il mio interesse. Ad esempio, restando nel campo dei giornalisti di inchieste-scrittori, non ho mai letto un libro di Oriana Fallaci. Ebbene ho scoperto esserci un conformismo culturale, soprattutto in chi legge poco e a senso unico, e particolarmente nel senso dei libri più pubblicizzati e cosiddetti "di cassetta", insofferente alle persone come me che scelgono magari fra gli scrittori meno in vista negli scaffali delle librerie... Un conformismo intransigente e aggressivo che mi stupisce, anche perché, mi si perdoni la cattiveria, spesso queste persone, che si scandalizzano perché ti permetti di ignorare il loro idolo, scrivono con errori grammaticali e sintattici che ne svelano la primitività linguistica.
Detto questo ho apprezzato molto la recensione del liceale Jeff; per me i lettori migliori sono proprio i giovani liceali amanti della lettura, giacché sono scevri da influenze conformiste e, penso, liberi da riscatti dall'ignoranza attraverso il libro famoso scritto dallo scrittore televisivo.
La massa ha bisogno di idoli a cui inneggiare: calciatori, scrittori, cantanti del rock, attrici e presentatrici televisive onnipresenti sui rotocalchi.
Non leggerò il libro di cui riporto i commenti, e la recensione di Jeff mi conforta in questa scelta. Ma mi conforta anche quello che scrive Saviano stesso su IBS sotto la presentazione commerciale del suo libro:
"Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra - incredibile, ma vera - prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?" (Roberto Saviano)
Ecco egli stesso confessa di una "assuefazione" all'argomento droga e relativi trafficanti.
Ebbene io credo quello che ho sempre ripetuto a chi mi fermava per strada chiedendomi "Una firma contro la droga!" Risposta: "Non serve nessuna firma: BASTA NON PRENDERLA E I TRAFFICANTI ANDRANNO PER STRACCI."
ZeroZeroZero. Roberto Saviano compone un prefisso, e da sette anni noi aspettiamo di sentire chi risponderà a quella chiamata. La chiamata viaggia su una linea rossa. Priorità assoluta. Anzi, è una linea bianca che mette in comunicazione, come su una carta geografica appesa alla parete di un commissariato, ogni città del mondo in cui uomini e donne, giovani e anziani cercano di dimenticare, e nella quale qualcuno è pronto a dar loro una mano a farlo.
Sì, la gente vuol dimenticare la fatica di vivere, le delusioni, le amarezze e le frustrazioni; e per regalare questa illusione a chiunque abbia di che pagarsela è nata un’alleanza modernissima e di smisurata efficienza. La chimica si è alleata con la logistica; l’economia si è alleata con la politica; la criminalità – la criminalità più spietata e implacabile che il mondo abbia mai conosciuto - ha stretto una blasfema, inedita alleanza con quella che è una vera e propria filosofia, il racconto della quale apre la danza macabra in cui Saviano ci condurrà lungo le quasi cinquecento pagine di ZeroZeroZero.
Ho volutamente evidenziato queste righe del recensore di Zero Zero Zero per IBS giacché è lì il fulcro della faccenda: i finanziatori dei trafficanti, e di chiunque sia implicato in questo immane giro di denaro a qualsiasi titolo, SONO I CONSUMATORI, LORO PER ME I MAGGIORI COLPEVOLI, giacché la fatica di vivere, le delusioni, le amarezze e le frustrazioni le abbiamo tutti, fanno parte del vivere, anzi tanti ne hanno più degli altri, eppure cercano la forza di andare avanti dentro si sé o aiutando chi è più sfortunato che non manca mai. Inaccettabile poi quel "regalare questa illusione a chiunque abbia di che pagarsela".
Correggerei con "chiunque sceglie di obnubilarsi il cervello piuttosto che affrontare la realtà con umiltà", e anche se non ha "di che pagarsela" ruba, ammazza, si prostituisce e fa altro male a chi con la sua debolezza non c'entra niente. Giacché Saviano sappia che c'è tanta gente che si impegna, anche con pochi mezzi, a crescere i figli lontani dalla droga, cominciando fin da bambini a spiegare ininterrottamente che è un veleno autodistruttivo, che ti espropria di te stesso, della tua capacità di autodeterminarti. Quindi trovo inquietante quel che scrive lui stesso o chi per lui sul sito di Feltrinelli, quasi come in una nemesi ineluttabile:
La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa... Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio... Se non è lui, è l’infermiera che sta cambiando il catetere di tuo nonno e la coca le fa sembrare tutto più leggero, persino le notti. Se non è lei, è l’imbianchino che sta ritinteggiando la stanza della tua ragazza, che ha iniziato per curiosità e poi si è trovato a fare debiti. Chi la usa è lì con te. La usa il portiere del tuo palazzo, ma se non la usa lui allora la sta usando la professoressa che dà ripetizioni ai tuoi figli... Il sindaco da cui sei andato a cena. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire... Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo.
Come diceva il grande Totò: "Ma mi faccia il piacere, mi faccia!!"
Ce ne accorgiamo e come delle teste vuote che ne fanno uso, basta vedere con quale stupida arroganza temeraria guida l'auto certa gente, correndo senza ragione, trasgredendo con spavalderia ogni regola, quindi mettendo in pericolo sé stessi (il che non sarebbe grave perdita per la Società quanto per i venditori di coca) e il prossimo lucido e presente a sé stesso!!