giovedì 11 febbraio 2016

TERZA DIAPOSITIVA


Bisogna fare di più, perché a causa di chi evade pago di più io che non evado, con tutti quelli come me.
Mi sono stufata di pagare per i parassiti: dunque il Governo deve fare di più.
I controlli sono possibili ed i meccanismi per attuarli ci sono.
Basta la volontà.
Ad esempio: imporre ai Comuni di usare le foto aeree fatte (so per certo che il comune dove abito le ha) per tassare chi ha ampliato case che non risultano al catasto, non avendo chiesto alcun permesso e, in molti casi, non avendo usufruito di condoni, un po' perché già scaduti, trattandosi di abusi fatti successivamente, e un po' per non spendere soldi per condonare.
Questi evasori pagano poco di Tassa dei rifiuti rispetto all'effettiva superficie, poco di IMU qualora seconda casa, ma producono rifiuti per molti metri quadrati ad esempio; oppure hanno piscine, visibili dall'alto, non accatastate, senza permessi, senza controlli ambientali relativi a dove le acque clorate vengono riversate.
Il Governo può, se vuole, chiedere ai Comuni di recuperare l'evasione, prefigurandosi altrimenti un danno erariale, oppure una omissione d'atti d'ufficio, non avendo usato le foto aeree incrociandole con i dati del territorio presenti in catasto.
   

SECONDA DIAPOSITIVA


LA MIA FAMIGLIA, COMPOSTA DI 2 PERSONE PENSIONATE NON E' FRA QUELLE CHE HANNO BENEFICIATO DEGLI 80 EURO IN PIU' AL MESE.
Non fa nulla, però la mia pensione è diminuita a causa dell'aumento dell'IRPEF comunale, di cui non mi torna niente in Servizi giacché il Comune non pulisce nemmeno una volta l'anno la strada dove abito. Per i rifiuti pago altra tassa a parte di euro 500 l'anno. Per non denigrare sempre e per forza debbo ammettere che il Comune, l'anno passato, ha messo finalmente un palo della luce pubblica nel punto buio della Via comunale dove affaccia l'uscita del mio condominio: lo aspettavo dal 1979.
L'altra voce che è aumentata facendo diminuire la mia pensione è l'IRPEF regionale. La Regione invece non solo non mi dà nulla, ma attenta alla mia incolumità (ed a quella di molte altre persone) non ottemperando al suo dovere di cura e potatura di enormi alberi piantati su terreno regionale prospiciente strade e abitazioni. Nessuno può tagliarne i rami pericolanti, pena multe da parte della Regione medesima, che è perfettamente informata della pericolosità avendo io inviato raccomandata con ricevuta di ritorno corredata di foto e verbali dei VV.FF.; dato che l'efficientissimo protocollo regionale non la trovava, l'ho rinviata per PEC, infine, dato che l'efficienza del protocollo corrispondenza PEC della Regione è uguale a quello delle raccomandate, ho dovuto rinviare alcuni allegati per fax... 
Per ora essa si limita a pagare stipendi a funzionari seduti sulle poltrone della Regione che si scambiano e-mail scaricando le responsabilità gli uni sugli altri, oltre che a pagare stipendi a chi protocolla la corrispondenza e la smista nei vari uffici a cui è limpidamente indirizzata!

Bilanci con diapositive


Questa è una delle slides (ma io preferisco scrivere diapositive) inviatemi tramite e-mail, e non solo a me,  dal nostro Presidente del Consiglio facendo una sintesi dei suoi due anni di Governo.
Non sono fra i suoi detrattori, anzi, ma tengo gli occhi ben aperti e commento solo le cose che mi interessano di più.
Fra i DECRETI ATTUATIVI IN ATTESA ci sono quelli che riguardano la RAI.
Continuano a ripeterci "che pagheremo meno" e io ancora non so, (e non mi fido di inviare raccomandate senza conoscere l'esatta procedura), come si deve fare per comunicare su quale contratto elettrico deve essere caricato il cosiddetto canone per le famiglie che hanno più contratti elettrici.
Avevo pubblicato in un post del 19 gennaio u.s. la mia richiesta scritta alla RAI, come da procedura, qualora non avessi trovato la risposta fra le FAQ (acronimo dell'ennesimo inglesismo per non dire "Domande più frequenti"); questo il quesito posto il 15 gennaio scorso:

La bolletta elettrica della dimora famigliare è intestata
alla scrivente Rita Coltellese in N.. L'abbonamento
RAI/TV a mio marito, G. N., il quale ha
intestati a suo nome 2 contratti ENEL per altrettante
case vacanza. Qual'è la procedura per NON avere un doppio
addebito dell'IMPOSTA CANONE ABBONAMENTO RAI?

Nessuna delle risposte alle FAQ lo dice.

Dopo un messaggio in cui dicevano che avrebbero risposto "a breve", 24 giorni dopo è arrivata la risposta:
From: "RAI - Radiotelevisione italiana - Gestione Abbonamenti" <abbonamentitv@rai.it>
Sent: Monday, February 08, 2016 3:13 PM
Subject: Codice=1000 - ABBONAMENTI TV

Gentile Signora Coltellese,
in merito alla Sua richiesta del 15/01/2016, La informiamo che il Canone Tv è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.
Pertanto non è dovuto il pagamento del Canone Tv per le seconde abitazioni.
Per ulteriori informazioni La invitiamo a ricontattarci prossimamente al seguente indirizzo  http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/Scriveteci.aspx , porgiamo cordiali saluti.

24 giorni per avere una NON risposta: questo che scrivono ce lo ripetono tutti i giorni a fine telegiornali, quindi?
Mi sembra che io avevo chiesto altro, precisando la nostra situazione familiare.
Potevano dirmi che lo dovevo pagare 2 volte visto che i contratti sono tre, ma allora NON SAREBBE VERA LA PROPAGANDA CHE PAGHEREMO MENO, PERCHE' LA MIA FAMIGLIA, COMPOSTA DI 2 PERSONE, DOPO PIU' DI 40 ANNI CHE PAGA, SI TROVEREBBE A PAGARLO DOPPIO. Oppure potevano dirmi qual'è la procedura per pagarlo su una sola bolletta intestata all'intestatario del cosiddetto abbonamento! 
Questa è una NON risposta INUTILE che, peraltro, è già fra le FAQ! Doveva essere una risposta NON già contenuta in esse!
Aspetto di sentire cosa mi diranno attraverso l'altro canale informativo RAI: l'appuntamento telefonico del giorno 16 febbraio p.v. h. 16:30!
Ma saranno usciti i DECRETI ATTUATIVI per quella data?

Questioni delicatissime...

Da: Dagospia

UN RENZISMO LAVA L'ALTRO - ROBERTO ROSSI, CAPO DELLA PROCURA DI AREZZO CHE INDAGA SUL CASO ETRURIA, HA UNA CONSULENZA AGLI AFFARI GIURIDICI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO - NESSUN CONFLITTO D’INTERESSE?

La struttura di riferimento di Rossi, da consulente, è il cosiddetto Dagl, Dipartimento degli affari giuridici e legislativi, che ha come capo Antonella Manzione, l'ex comandante dei vigili urbani di Firenze chiamata dal premier a Palazzo Chigi - L'incarico di Rossi scade alla fine dell' anno, il 31 dicembre 2015…

Da: Il Messaggero
Banca Etruria, il tribunale di Arezzo dichiara lo stato di insolvenza: accolto il ricorso del liquidatore
di Valentina Errante
Il tribunale civile di Arezzo, presieduto da Clelia Galantino, ha accolto il ricorso del commissario liquidatore di Banca Etruria, Giuseppe Santoni,  e ha dichiarato lo stato di insolvenza. Le perdite sono state stimate per un miliardo e 167milioni di euro. Una decisione che sarà determinante per l'inchiesta giudiziaria, il procuratore di Arezzo Roberto Rossi potrebbe ipotizzare a breve l'ipotesi di bancarotta per gli ex vertici dell'istituto, tra i quali figura anche Pier Luigi Boschi, padre del ministro per le Riforme.
2016-02-11


Non si può nascondere la polvere sotto il tappeto, e il fatto è grave e sotto gli occhi di tutti.

Dagospia scrive che il Procuratore Rossi ha concluso il suo mandato a Palazzo Chigi il 31 dicembre scorso, dunque eventuali influenze e favoritismi debbono essere esclusi e, comunque, di fronte ad uno stato tale di insolvenza e in una vicenda che ha comportato la disperazione con suicidio di un piccolo risparmiatore, non si può sottrarsi alle proprie responsabilità.

Per chi non avesse chiaro chi è un liquidatore ricordo a tutti la splendida figura umana dell'Avv. Ambrosoli, che fu ucciso dalla Mafia, a cui era legato Sindona, mentre stava controllando i conti della Banca Privata Italiana.

Giustizia insoddisfacente


Da: Il Fatto Quotidiano

Sapete perché non funziona la giustizia? 14 novembre 2012

di   

Perché gli avvocati (i quali hanno grandi responsabilità se svolgono senza diligenza il mandato, ovvero se incorrono in violazioni deontologiche tali da danneggiare il cliente, ed anche l’incompetenza lo è) sono il terminale (nervoso) ultimo verso il quale si proiettano gli strali delle parti danneggiate. Sono l’interfaccia della malagiustizia ma spesso (quasi sempre) non dipende da essi se la causa è durata molti anni, se il giudice ha omesso di valutare fatti importanti, se vi sono stati errori procedurali (notifiche, comunicazioni, slittamenti etc.), se la sentenza sposa tesi insostenibili.
Eppure nell’immaginario (dopato da pessima disinformazione, vedi da ultimo la Vespa ronzante che ha sostenuto giorni fa come gli avvocati non vogliono la mediazione perché ci guadagnano dai processi lunghi, al quale ha ben replicato il Cnf  sottolineando “il disprezzo per la funzione e il ruolo costituzionale dell’avvocatura, come garante dell’esercizio del diritto di difesa, disprezzo che si rivolge anche alla straordinaria storia degli avvocati che tanto hanno contribuito a costruire un sistema democratico nel nostro Paese”) gli avvocati sono responsabili di tutto. Ma essi non sono anche giudici e macchina amministrativa. Allora spieghiamo cosa accade dentro ed intorno al Palazzo.
Il legislatore da qualche anno sta aumentando in modo esponenziale i contributi unificati rendendo inaccessibile la giustizia ai cittadini poco abbienti. Solo una parte delle entrate rimane al Ministero della Giustizia.
Perché si vuole rendere inaccessibile la giustizia?
magistrati togati sono circa 8000 e quelli fuori ruolo (dediti a politica, assegnati ai ministeri etc.) circa 1000. Quelli non togati (onorari) sono in numero maggiore ma sono sottopagati. La giustizia nei numeri si regge soprattutto sulle spalle dei secondi. Spesso non sono ben organizzati perché non esiste un manager della giustizia. Spesso i magistrati sono dediti ad arbitrati, insegnamenti all’università, a scrivere libri.
Il processo telematico è ancora una chimera, tranne qualche città, dove però non è a pieno regime. Abbiamo un divario abnorme nella qualità, tra tribunali che funzionano e tribunali dissestati. Da ultimo il legislatore ha tagliato a raso centinaia di tribunali, senza distinzioni sull’efficienza. Perché tutto ciò?
Il processo mostra le sue falle sin dall’avvio. Gli atti introduttivi (e non solo) del processo vanno notificati e ci si deve servire degli ufficiali giudiziari e/o a sua volta della Posta, tranne i casi in cui l’avvocato abbia ottenuto l’autorizzazione a notificare da sé. Le notifiche possono avere tempi lunghissimi (nell’attesa di richiederle e nella resa degli atti, a Milano dopo 30 giorni! E nel mentre non si sa se la notifica sia andata a buon fine). A volte si può notificare anche per fax o email ma il procedimento è scoraggiante. Spesso i processi saltano a causa degli errori o mancate notifiche, oppure anche perché non vengono restituiti gli atti. Basterebbe dotare ogni soggetto di Pec e consentire agli avvocati di procedere da se alle notifiche via Pec. Una riforma semplicissima a basso costo e con la certezza del diritto. Perché non si fa? 
Le cancellerie sono spesso disorganizzate, con i fascicoli accessibili da chiunque (infatti alle volte spariscono), e le funzioni dei cancellieri e degli ausiliari spesso vengono assolte dagli avvocati (perché? Abbiamo indennità al riguardo?). La maleducazione e l’arroganza regnano spesso sovrane contando sull’impunità. Gli orari sono flessibili (per loro) e inflessibili (per noi).
Nel processo accade di tutto e di più. I giudici puntuali, educati e non arroganti non sono molti. Capita spesso che vi siano rinvii d’ufficio, non comunicati alle parti (sempre), a date incredibilmente lontane (6 mesi, 1 anno), senza giustificazione. I giudici tengono in riserva le decisioni senza alcun termine (mesi, a volte anche un anno) e depositano le sentenze quando gli aggrada. Per i giudici i termini sono ordinatori (dunque fan quel che vogliono) mentre per gli avvocati sono perentori (se li violi, paghi), ed è come se in una partita le regole valessero solo per una parte. Perché?
I giudici hanno in mano le redini del processo, ne decidono la fase istruttoria e la durata. L’avvocato ha solo facoltà di chiederli. Finiamola dunque con l’addebitare all’avvocatura colpe che non ha. E riformiamo seriamente la giustizia, invece di tentare di privatizzarla, espropriando i diritti dei cittadini. La giustizia efficiente è patrimonio di tutti.


Questo articolo, scritto nel 2012 da un addetto ai lavori, conferma le mie impressioni e quelle di tanti e spiega perché, tanti anni fa, gli Italiani espressero in un Referendum, come al solito disatteso dalla Legge in seguito partorita, la volontà che i magistrati rispondessero dei loro errori e mancanze in prima persona. La Legge partorita dal Parlamento disinnescò la volontà popolare, riducendo la responsabilità civile dei giudici ad una eventuale ammenda o risarcimento pagato dallo Stato, e dunque dal popolo stesso contribuente e non dal giudice che arreca il danno per suo dolo, errore, o inadempienza, il quale deve contribuire solo in piccola parte con i suoi soldi  e dopo accertamento da parte del Ministero di Grazia e Giustizia della sua effettiva responsabilità.
Una cosa che puzza di inaccettabile privilegio, insieme ad altri (ferie lunghissime rispetto ad altre categorie di lavoratori, retribuzioni altissime), che unita al potere a volte anche superiore a quello politico fa della Magistratura un Potere temuto, anche e soprattutto dagli onesti, in quanto non sottomettibile a verifiche.   
A questo si aggiunga l'enorme quantità di sentenze contrastanti e contraddittorie rispetto alla Legge scritta che aumenta la sfiducia che il popolo nutre nei riguardi di questo Forte Potere dello Stato.
Se è vero quello che scrive l'Avv. Adriano Mazzola, che l'ottenimento della Giustizia molto dipende anche dalla competenza o incompetenza dell'avvocato, è vero anche che le Leggi dovrebbero essere quanto più possibili chiare e ridotte di numero in modo da ridurre la discrezionalità dei giudici.
L'incompetenza degli avvocati, come quella dei giudici d'altra parte, attiene alle qualità personali, comuni in ogni professione: c'è il medico bravo che, con la sua intelligenza, riesce a fare una sintesi analitica usando le sue conoscenze e a rendere una corretta diagnosi, e cani anche titolati che non capiscono un tubo. Esistono avvocaticchi incapaci di cogliere le finezze del Diritto che consentono il miglior risultato e avvocati con un fiuto unico, illuminato ed illuminante... Ma di fronte a un giudice mediocre che sbaglia i danni sono forse a livello del medico incapace, con una differenza, che il medico viene denunciato e risponde con le sue tasche dell'eventuale errore, solo in parte coperto dalla struttura, qualora lavori per una struttura complessa,  mentre il giudice, allo stato attuale, è indenne nel suo patrimonio personale.

mercoledì 10 febbraio 2016

Adozione criminale

Ricordate questo post?

giovedì 24 luglio 2014

Bimbi uccisi: vittime innocenti

Da: Il Messaggero


Bimbo ucciso dal padre adottivo psicolabile, Mosca avvia un'inchiesta sull'affidamento


Il piccolo Maxim, soffocato con un cuscino a 5 anni dal padre adottivo psicotico



E' uscita la sentenza: il padre adottivo è stato dichiarato incapace di intendere e volere perché malato di mente e non punibile.
Quindi deve solo presentarsi un paio di volte a settimana in un centro di Igiene Mentale.
E' libero.
Un tempo almeno qualche hanno in un Manicomio Giudiziario se lo facevano...
Nessuna Giustizia per questo piccolo fiore umano sfortunato strappato dalla sua Patria ed adottato da un pazzo.
Non si capisce come la malattia mentale di costui sia potuta sfuggire agli psichiatri che, secondo la prassi, fanno i colloqui agli aspiranti genitori adottivi... 

lunedì 8 febbraio 2016

Viviamo in un incubo di Kafka?

LICENZIAMENTO PROF. STEFANO RHO, FLC-CGIL DI BERGAMO: “PUNIZIONE SPROPORZIONATA PER UN ERRORE FORMALE”. “Certificato penale diverso a seconda di chi lo richiede. Da inizio anno 20 casi in provincia di Bergamo”

on .
L'incredibile vicenda di Stefano Rho, docente licenziato per "dichiarazione falsa" rilasciata in un'autocertificazione al Ministero dell'Istruzione in cui non veniva riportato il fatto di essere stato "destinatario di un decreto penale passato in giudicato" (era stato sorpreso undici anni fa a urinare in un cespuglio) non è l'unica accaduta a Bergamo durante l'ultimo anno scolastico. A rivelarlo è la FLC-CGIL di Bergamo che, alla notizia del licenziamento del proprio iscritto prof. Rho, ha cercato di approfondire la questione.
"Sono già almeno 20 i casi di licenziamento per questo tipo di 'dichiarazione falsa' registrati in provincia di Bergamo dall'inizio di quest'anno scolastico" ha dichiarato oggi pomeriggio Elena Bernardini, segretario generale provinciale della FLC-CGIL di Bergamo. "Chi ha detto che nel pubblico impiego non si licenzia mai nessuno? La realtà è ben diversa".
Tutti coloro che vengono assunti a scuola, insegnanti o personale amministrativo, tecnico e ausiliario che siano, devono sottoscrivere un'autocertificazione in cui dichiarano di non aver mai riportato condanne penali. "Ci sono casi, ad esempio quello di una multa inferta dal giudice per un incidente stradale con feriti lievi, in cui accade che, quando l'interessato chiede al Tribunale il Certificato penale del Casellario giudiziario, gliene venga rilasciato uno dove non si fa cenno a condanne che godono del 'beneficio della non menzione'. Dunque nell'autodichiarazione al Ministero finisce per non risultare alcuna condanna in capo al lavoratore. Tuttavia, quando a richiedere il Certificato del Casellario giudiziario, in fase di verifica, è la Pubblica Amministrazione, queste condanne lievi compaiono. Ed ecco che l'incongruenza viene giudicata 'dichiarazione falsa'".
Già in diverse occasioni il sindacato aveva assistito i propri iscritti in casi simili presso l'ufficio legale dell'Ufficio Scolastico (ex Provveditorato). Il lavoratore, però, se la cavava con una multa o un provvedimento disciplinare: "Non era mai successo che si giungesse a misure così drastiche. Lo scorso anno è intervenuta in materia la Corte dei Conti, chiedendo di applicare rigidamente le regole. Da qualche mese, dunque, per 'dichiarazione falsa' scatta il licenziamento" continua Elena Bernardini.
"È inaccettabile la sproporzione tra la misura adottata e l'errore formale d'origine. Tra l'altro, si colpisce il lavoratore per questioni che non avrebbero per nulla inciso né sul diritto all'assunzione né sulle graduatorie, insomma penalizzando persone che hanno tutte le carte in regola per lavorare. Per questo facciamo appello a Giudici e Parlamentari: si interessino del caso del prof. Rho e di riflesso dei casi di tutti coloro sono stati colpiti così duramente per un'inesattezza procedurale" conclude Bernardini.

Ma se sul certificato penale c'è scritto NULLA e se so che non ho rubato, né ucciso, né truffato, come posso pensare che se dichiaro che non ho sentenze penali dichiaro il falso perché ho preso una multa tanti anni fa con risvolti penali?!
Spero che la CGIL con i suoi avvocati del lavoro trovi le strade legali per sanare questa ingiustizia che indigna tutta l'Italia.
L'Italia avvilita, umiliata da scandali quotidiani di cui non ottiene mai giustizia, mai nessuno paga e mai nessuno è responsabile: fiumi di denaro pubblico sperperati in opere costate 10 volte quanto previsto dal bando di assegnazione di appalto, lasciate non finite o inusate, al degrado...
Miliardi sprecati e poi non ci sono soldi per le cose essenziali e giuste per i cittadini.
Gli Italiani soffrono di questo scempio... 
Poi i piccoli ladri, i piccoli profittatori, i piccoli malfattori, che giornalisti idioti definiscono "furbetti", un grazioso e minimizzante modo di definire i "ladri di stipendio", mentre c'è chi è senza lavoro e chi, come questo giovane professore figlio di Medici Idealisti, la crema della Società Italiana che si è fatta onore all'estero, viene trattato in un modo incomprensibile anche in un Paese rigido, figuriamoci in questa Repubblica dei timbratori che vanno a spasso e vengono reintegrati!!! 
Tutti gli Italiani onesti, che magari hanno preso una multa o un'ammenda per cose che non dovrebbero nemmeno essere considerate penali, sentono un urlo innalzarsi dentro di sé di fronte al mare di Ingiustizia che sommerge l'Italia! 

mercoledì 3 febbraio 2016

Buttiamo a mare la Natura e costruiamo una Società inventata dall'uomo.

Dagli studi di Jean Liedloff  osservando la nascita e la crescita dei bambini in comunità primitive dove tutto è naturale
Il bisogno di mamma soprattutto nel primo anno di vita non è un capriccio ma necessità biologica, strettamente connessa all’equilibrio mentale futuro dell’individuo. Se l’uomo non sazia questo primo e fondamentale bisogno, rimane tendenzialmente avido, sofferente e infantile a vita.
Il bambino preso in braccio si sente sicuro, desiderato, buono, giusto, a suo agio nel bel mezzo della vita che ha intorno. 

Senza queste certezze l’essere umano è privato di stima di sé, di senso pieno dell’io, di spontaneità. Ogni bambino interiorizza il proprio valore di riflesso al modo in cui viene trattato. 
“Il violento lacerarsi del continuum madre-figlio, così saldamente stabilitosi nelle fasi della vita uterina, può a ragione sfociare in depressione per la madre e in angoscia per il bambino ”. 
I sentimenti che un bambino prova quando è molto piccolo, rimanendo registrate nel proprio sistema nervoso, continueranno a rimanergli dentro per tutta la vita, nel bene e nel male.
Durante la fase in braccio, che dura finché il bambino inizia a gattonare spontaneamente, egli fa esperienze che soddisfano le sue aspettative innate e avanza sicuro verso altre aspettative o desideri, appagandoli a loro volta. 
Questa “catena di benessere” formerà il suo subconscio, prima che sia in grado di pensare consapevolmente, e rimarrà dentro di lui come bagaglio positivo, che darà forza completamente diversa nell’affrontare la vita, rispetto a chi non ha potuto registrare in sè certe esperienze positive. I bambini del mondo occidentale vivono generalmente, fin da molto piccoli, esperienze di distacco dalla madre molto brusche, di insoddisfazione dei propri bisogni, di desideri inappagati cui piano piano si abituano a costi che purtroppo pagheranno tutta la vita.
Note di psicologia dell'età evolutiva: sviluppo affettivo
Studiare lo sviluppo affettivo significa analizzare il tipo di rapporti che il soggetto instaura con l'ambiente e le caratteristiche individuali, evidenziando i fattori che influenzano l'evoluzione.
Aspetti di ordine ambientale che condizionano la qualità delle relazioni affettive possono essere:
- il comportamento dei genitori, in modo specifico quello della madre nei primi anni di vita; - l'atteggiamento di accettazione o di rifiuto dell'ambiente.

Particolarmente importante è la relazione madre-figlio, infatti la madre offre la prima relazione oggettuale del bambino, sull'esperienza della quale egli costruirà le successive relazioni interpersonali. Se questo rapporto manca o viene significativamente alterato precocemente, nel bambino si genereranno, dal punto di vista emozionale, stati carenziali che influenzeranno negativamente e spesso irreversibilmente, il suo sviluppo psicofisico.
Per carenza affettiva si intendono diverse sindromi caratterizzate da una condizione prolungata di non soddisfazione dei bisogni primari del bambino nel rapporto diadico con la madre.

Di cosa si sta discutendo nel nostro Parlamento?
Riconoscere la possibilità di unirsi legalmente agli omosessuali sta diventando lo stravolgimento di fatti naturali, come il bisogno di un bambino di avere il contatto fisico e psicologico con la madre.
Ho scritto già abbastanza sull'argomento e portare ad esempio altre Società, che hanno accettato la forzatura di far crescere bambini con due donne-madri o con due uomini, non è dimostrazione di appropriatezza né di cosa giusta.
Hanno fatto così? Ebbene questo non dimostra nulla, tantomeno che si debba seguirne l'esempio.
Trovo deludente la presa di posizione del Governo che ha fatto della Legge Cirinnà un dogma intoccabile, avrei voluto che il Presidente del Consiglio avesse avuto la stessa cura, ostinazione ed intransigenza per la Legge sull'Omicidio Stradale, di gran lunga interessante la maggior parte della popolazione che non guida ubriaca, non si droga ma rischia, come le cronache di ogni giorno testimoniano, di morire ammazzata da gente che continua imperterrita a guidare ubriaca e drogata.
Altra delusione sono i 5 Stelle che, mi ripeto, sputano su tutto quello che fa il Governo ma declamano che voteranno la Cirinnà "così com'è" perché evidentemente anche loro gettano alle fiamme libri di Psicologia, studi di Pedagogia e se ne infischiano altamente delle recenti dichiarazioni ufficiali dei Pediatri.

Bravi! Il mio voto di certo non lo avrete più.
Renzi lo aspetto al varco, sperando che si ravveda su questo fronte ma non solo.   

Uso improprio del Potere

Giannini di Ballarò: la Rai può licenziarmi, il Pd no
Il giornalista: "Il servizio pubblico non è per chi governa"

Roma, 2 feb. (askanews) - Massimo Giannini al contrattacco: ha aspettato una settimana il conduttore di Ballarò, per rispondere all'ondata di dichiarazioni durissime che lo ha investito la scorsa settimana per il modo in cui ha trattato il caso di Banca Etruria e il presunto conflitto d'interessi del ministro Maria Elena Boschi. Prima della trasmissione Giannini aveva già twittato una anticipazione del suo editoriale, di fatto le parole conclusive: "La Rai mi può licenziare. Il Pd, con tutto il rispetto, proprio no". In onda, ha preso la parola ricordando la polemica della scorsa settimana, parlando di un "profluvio di dichiarazioni dei parlamentari del Partito democratico, innescati come spesso succede dal membro della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi" di fronte al quale "non so se ridere o piangere. Anzaldi mi accusa di aver 'offeso' il ministro Boschi, perché durante l'ultima puntata di questa trasmissione ho usato la formula 'rapporti incestuosi' per definire il pasticcio che si è creato, tra management, politica, massoneria e finanza, intorno a Banca popolare dell'Etruria. Per questo - dice Anzaldi - la Rai mi dovrebbe 'licenziare'. Altri esponenti del Pd, generosi, mi offrono almeno una scappatoia: 'Giannini chieda scusa'". Il conduttore di Ballarò ha ricordato che Ernesto Carbone del Pd, presente in studio, "non ha battuto ciglio, né obiettato alcunché" ma "ventiquattrore dopo deve aver cambiato idea, forse folgorato dall'accusa postuma di Anzaldi". A giudizio di Giannini "è penoso che, per contestare un programma evidentemente, per qualche ragione, viene considerato 'fuori linea', si usi un argomento così strumentale. E si trasformi in un'offesa personale al ministro Boschi una frase che, per il significato e il contesto nel quale io l'ho pronunciata, non poteva e non può prestarsi ad alcun 'equivoco'". "Nel partito di maggioranza - ha detto ancora il giornalista - c'è chi fa finta di non capire, e utilizza questo episodio come una 'clava' contro Ballarò (vezzo non nuovo, per altro). La cosa mi indigna. E mi dispiace molto. Ma non capisco proprio di cosa dovrei 'chiedere scusa', pubblicamente, dal momento che, come si direbbe nel gergo dei tribunali, 'il fatto non sussiste'". Giannini ha lanciato la sua accusa al "Palazzo che, di fronte ai tanti problemi in cui si dibatte l'Italia e ai tanti interrogativi che assillano il mondo, perde tempo a sollevare polveroni del genere. Ma quello che sussiste, va detto e lo voglio dire, è anche l'ennesimo attacco a chi cerca di fare solo informazione. E' l'ennesima torsione del concetto di 'servizio pubblico', utile se serve a chi governa, molto più che a chi guarda la televisione. Lo sapete, e l'ho detto già più di una volta. Io non sono paladino di niente, non voglio vestire i panni del martire che non sono, meno che mai per un episodio assurdo come quello che si è appena verificato. Ma resto convinto di un fatto. Non spetta alla politica decidere i palinsesti. Non spetta ai partiti decidere chi può lavorare nella più importante azienda culturale del Paese. A meno che non si debba dar ragione a Roberto Saviano, quando scrive 'ciò che sotto Berlusconi era inaccettabile, adesso è grammatica del potere'. La Rai mi può licenziare. Il Pd, con tutto il rispetto, proprio no".

Mi rimane sempre più difficile difendere il nostro Presidente del Consiglio dagli appunti (è un eufemismo) che gli vengono mossi.
Personalmente vorrei che continuasse a lavorare per il bene del Paese e certe critiche mi sembrano pretestuose, però di fronte ad un giornalista come Giannini, che ha le sue idee come tutti noi ma certo non lo sento SERVO di nessuno, attaccarlo per i motivi esposti nell'articolo sopra riportato rende un volto del Potere brutto, da bavaglio.
La TV che il Governo PRETENDE CHE NOI MANTENIAMO, dovendo cibarci caterve di pubblicità da fare invidia a Mediaset, continua ad essere ritenuta dal Potere di turno uno strumento al suo servizio e non al servizio di chi mantiene codesto carrozzone.
Non va bene, come non mi va bene che, dopo mezzo secolo che pago il canone, con le nuove disposizioni date dal Governo Renzi per recuperare l'evasione io che l'ho sempre pagato rischio di doverlo pagare 2 volte!
Sembrava che i decreti attuativi di questa trovata della bolletta elettrica fossero usciti, invece mio marito mi informa che in una trasmissione televisiva in cui c'erano vari "papaveri" hanno detto che dovrebbero uscire intorno alla metà di febbraio.
E' forse per questo che la RAI, nonostante l'apparato che pubblicizza di porre quesiti per avere chiarimenti, non mi ha ancora risposto?
Che si mettessero d'accordo sul concetto di FAMIGLIA, di NUCLEO FAMILIARE, di RESIDENZA che i coniugi secondo il Diritto di Famiglia possono eleggere anche in luoghi separati per la loro comodità, e si mettessero bene in testa che io non posso essere accomunata a mio marito solo sul 730 per fare CUMULO DEI REDDITI, di modo che non posso usufruire degli sgravi sui ticket sanitari che con la mia sola pensione potrei avere, e poi, invece, SECONDO A CHI E' INTESTATA LA BOLLETTA ELETTRICA PAGARE 2 VOLTE IL CANONE: PERCHE', ALLORA, RENZI CI STA PRENDENDO PER I FONDELLI!
Non mi basta "che non si paga sulla seconda casa", e vorrei vedere, perché, non è il mio caso, ma c'è chi per le vacanze magari ne ha due, una al mare ed una in montagna!
Stiano attenti a non restringere troppo i Diritti e le Libertà dei cittadini mentre ci sbandierano altre libertà e diritti di una minoranza che, dopo aver chiesto le Unioni Civili, si allarga sempre più e chiede sempre più a nostro discapito.
Si parla di ridurre ancora le pensioni di reversibilità per risparmiare sul bilancio dello Stato, ma si vuole dare la pensione di reversibilità al superstite della coppia omosessuale! 
La "ratio" che sta dietro queste scelte politiche NON MI APPARTIENE e la propaganda martellante non mi convince.
Quali patti abbia fatto Renzi con Scalfarotto non mi interessa, e i 5 Stelle, che sputano su tutto quello che fa il governo Renzi ma che per la Cirinnà si fanno andare bene tutto, non avranno più il mio voto. Stiano attenti perché l'elettorato è fluido e guarda alla sostanza delle scelte, al netto dei ciechi e ottusi entusiasti che si fanno andare bene tutto ma che non costituiscono la maggioranza degli Italiani. I 5 Stelle hanno raccolto i voti della gente come me perché la corruzione e il malcostume in questo Paese sono andati oltre ogni sopportazione. 
Quanto a Renzi ha risollevato le sorti del PD per il suo FARE, per la ventata innovativa che portava.. Ma non creda che, anche se la faccenda Boschi è passata senza dimissioni di un Ministro a cui ha affidato le riforme, la gente sia scema in toto e non ricordi che Ministri precedenti sono stati fatti dimettere per molto molto molto meno: 
De Girolamo:  Il caso Asl di Benevento riguarda presunti favoritismi da parte del ministro nella scelta dei dirigenti e degli appalti dell’Asl di Benevento. De Girolamo non è indagata. C'è la gestione della sanità sannita e una storia di registrazioni rubate, fatta di presunte pressioni esercitate sul direttore generale dell'Asl di Benevento e un interessamento per la gestione del bar di famiglia dentro un ospedale privato.
Josefa Idem: Josefa Idem si e' dimessa.  Il ministro delle Pari Opportunità, al centro della bufera per presunti abusi edilizi e Ici aggirata.
"La canoa ministeriale di Josefa Idem si è ribaltata. Le dimissioni del ministro, sono un gesto dovuto verso i cittadini italiani che hanno regolarmente pagato l'ICI prima l' IMU poi": così Nicola Morra portavoce capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato.



martedì 2 febbraio 2016

Scelte discutibili

Da: La Repubblica

La Faranda invitata alla scuola dei magistrati. Protesta la figlia del giudice Galli

"Sono attonita e amareggiata, noi magistrati abbiamo giurato fedeltà allo Stato". Ma Piergiorgio Morosini, del Csm, difende l'iniziativa: "Clamore esagerato. È una iniziativa interna della magistratura. Serve per comprendere scelte criminali e percorsi collaborativi. No a ex terroristi nelle scuole dell'obbligo"