mercoledì 26 ottobre 2016

Giallo su uccisione Prof.ssa Gianna Del Gaudio

Da: Il Giorno Ultimo aggiornamento: di FRANCESCO DONADONI E GABRIELE MORONI









Il Dna sui guanti non è del marito di Gianna Del Gaudio: si cerca tra amici e parenti
Seriate (Bergamo), 25 ottobre 2016 - Come una costante nei gialli, nei delitti bergamaschi. Il Dna a lungo indicato come “Ignoto 1” rappresentò il tassello decisivo per risolvere l’enigma della fine di Yara Gambirasio. Un Dna maschile sconosciuto spariglia e potrebbe aprire nuovi scenari nell’enigma della morte di Gianna Del Gaudio, l’ex professoressa sgozzata nella sua casa di Seriate la sera del 26 agosto. Il marito Antonio Tizzani, 68 anni, ferroviere in pensione, è l’unico indagato (a piede libero) per l’omicidio della moglie. Il Dna non gli appartiene e Tizzani segna un punto a suo favore. Le indagini del Ris hanno segnato una svolta. I risultati.
Un sacchetto delle mozzarelle ritrovato il 6 ottobre nella siepe di un piccolo condominio a 400 metri dalla villetta dei coniugi Tizzani. Nel sacchetto un cutter da elettricista e un paio di guanti in lattice. Da questi ultimi è uscita la nuova tessera del rebus. Il sangue sull’esterno dei guanti appartiene alla vittima. C’è però una traccia mista: al sangue della professoressa è sovrapposto un Dna maschile (nonè sangue, forse di saliva o di sudore). Questo codice genetico non porta ad Antonio Tizzani né ai figli, Paolo e Mario. E’ il Dna dell’assassino? Da ricordare che Antonio Tizzani ha parlato di un killer incappucciato e privo di guanti, tanto che notò la pelle scura. O il Dna è trasmigrato dal sacchetto ai guanti e allora potrebbe appartenere a chi ha venduto il sacchetto o a chi lo ha ritrovato? E quale è stato il percorso del sacchetto fino alla siepe dove è stato lasciato? Quanto al taglierino solo certezze. Quello sulla lama e sull’impugnatura è sicuramente sangue di Gianna Del Gaudio e ha contaminato anche il sacchetto. Non ci sono tracce biologiche, né impronte digitali di altri.
Si apre una nuova, complessa fase investigativa. Come per il caso Yara c’è un Dna senza nome da attribuire. Per questo viene messo a confronto con quello di parenti, amici, vicini, persone comunque in rapporto con i Tizzani. Una cerchia di una trentina di persone. Per il momento. «Abbiamo sempre proceduto - dice il colonnello Biagio Storniolo, comandante provinciale dei carabinieri - con prudenza, senza mai tralasciare la pista dell’incappucciato. E’ chiaro che i risultati del Ris aprono un nuovo scenario».
Giorgio Portera, genetista del Dipartimento di biotecnologie mediche dell’Università Statale di Milano, è il consulente della difesa di Tizzani: «L’ultimo accertamento genetico sui guanti in lattice evidenzia la presenza di un soggetto maschile diverso dall’indagato. Questo dato è ovviamente a favore della posizione da indagato di Antonio Tizzani. Il risultato genetico conferma quanto emerso subito dalla scena del crimine. Ricordiamo che i vestiti dell’indagato sono privi di qualsiasi traccia ematica, in una scena del crimine interessata invece da numerose perdite e schizzi di sangue. E’ ovvio che adesso si cercherà chi ha depositato questa traccia e quali sono le circostanze in cui è avvenuto il deposito».
Quello che sembrava semplice prende la connotazione di un vero e proprio giallo.
Una rispettabile signora anziana viene uccisa in casa sua, quasi sotto gli occhi del marito, in modo efferato, tagliandole la gola fino quasi a staccarle la testa dal collo.
Donna come tante, in cui tante persone possono identificarsi per stile di vita: dedita al lavoro e alla famiglia; affettuosa con figli ormai fuori di casa ma sempre in rapporto con lei e con il padre; innamorata dei suoi nipotini che le abitano vicino.. Gentile con la nuora e con la nuova compagna del figlio separato dalla moglie, avendo portato loro dei doni da un viaggio anche religioso: da Padre Pio!
Chi può volere il male di una donna del genere, una donna come tante?
Il marito parla di un ladro che egli ha colto in azione e che poi è fuggito. Potrebbe essere un pazzo, un drogato, non si spiegherebbe altrimenti un simile cruento omicidio per rubare poco o niente..
Ma chi indaga dice che non è possibile, giacché le telecamere intorno avrebbero dovuto registrare la fuga dello sconosciuto e, invece, non hanno registrato nulla.
Ma i giornalisti vengono a sapere che dal 6 ottobre scorso chi indaga aveva un elemento importantissimo: un sacchetto, inequivocabilmente proveniente dalla casa della povera uccisa, rinvenuto a 400 metri circa dalla casa del delitto, gettato dentro una siepe. Dentro oggetti che analizzati riportano senza dubbio il sangue della professoressa. Dunque non può che essere stato occultato dall'assassino o da un suo complice.
Ma se il sangue è certamente della vittima, ora viene fuori da altre analisi che non vi è traccia del DNA del sospettato: il marito.
Come poteva egli toccare il sacchetto, l'arma rinvenuta all'interno con il sangue di sua moglie, i guanti di lattice, senza lasciare alcuna traccia biologica di se?
Chi indaga parla di contaminazione riguardo al DNA maschile ignoto invece rinvenuto.. Analizzeranno ancora.. Ma di chiunque sia come può essersi cancellato quello del marito mentre è rimasto quello dell'ignoto soggetto maschile? Se, come riflettono gli inquirenti, può essersi cancellato per effetto degli agenti atmosferici in più di un mese, perché sui guanti è rimasto quello del soggetto ignoto?
E ancora: se le telecamere quella sera, a quell'ora, non hanno visto il ladro che invece il marito ha descritto, non hanno visto nessun altro però.. Allora il sacchetto con il suo macabro contenuto non ha viaggiato dalla casa del delitto al luogo dove è stato ritrovato quella sera, altrimenti le telecamere lo avrebbero visto. 
Dunque il sacchetto viene sicuramente da quella casa ma altrettanto sicuramente, se gli inquirenti escludono il ladro per via delle telecamere in cui non vi è nulla, è giunto nel luogo del ritrovamento in un momento successivo a quello del delitto.  
Sicuramente chi indaga ha chiesto al figlio Mario e alla sua compagna, che avevano cenato con la povera vittima e con il marito ed erano appena usciti da quella casa, se gli abiti indossati da Antonio Tizzani dopo il delitto erano gli stessi che aveva prima del delitto. Secondo tale risultanza si ha o una prova a carico o a discarico, data l'abbondanza di sangue che fuoriesce al taglio di arterie del collo a cuore battente.
Altrettanto sicuramente gli inquirenti avranno mostrato l'arma del delitto rinvenuta nel sacchetto ai figli, chiedendo loro se il padre ne possedeva una simile: un cutter da elettricista, in uso anche a chi non lo è per lavoretti e riparazioni casalinghi.
In ultima riflessione, alla luce dell'assenza di DNA di Tizzani e alla presenza di DNA ignoto maschile, può ravvivarsi la pista del ladro incappucciato: ma allora forse va rivista anche la ritrattazione della nuora che ha detto di esserselo inventato. 
Il luogo del ritrovamento del sacchetto
Pensierino della sera: non sarà che qualcuno della mortuaria o degli addetti ai rilievi ha dimenticato in qualche angolo della casa un paio di guanti di lattice? Sicuramente chi indaga l'avrà già pensato e a tutti coloro che sono stati a vario titolo in quella casa verrà fatto il DNA per esclusione...




Beppe Grillo e Roberto Casaleggio 3 anni fa

10 ottobre 2013 (3 anni fa!)

Rita Coltellese *** Scrivere: Reato di clandestinità

Ma la consultazione con gli iscritti certificati del M5S sconfessò, in parte ma in maggioranza dei circa 25.000 votanti, quanto scritto da Grillo e Casaleggio:

da: Giornalettismo 2014

I FATTI - Ricordiamo il passato. Era gennaio di quest’anno quando in Senato ci fu il via libera all’emendamento del governo che abroga il carattere penale del reato di immigrazione clandestina e lo trasforma in un illecito amministrativo. I sì furono 182, i no 16 e gli astenuti 7. Il 13 dello stesso mese gli attivisti del MoVimento 5 Stelle hanno votato sulla depenalizzazione del reato di clandestinità, in una consultazione online attivata sul blog. Era stato proprio il Semplice Portavoce a pubblicizzare la possibilità di votare, da parte di tutti gli «iscritti certificati», per decidere la linea dei parlamentari delle Cinque Stelle in vista del voto in Senato. La vicenda, che smentì di fatto le posizioni di Grillo e Casaleggio in merito, diede ragione all’iniziativa dei senatori pentastellati Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella. I due presentarono un emendamento che fu approvato in Commissione giustizia. Soltanto qualche ora più tardi Grillo e Casaleggio si erano dissociati dall’iniziativa, spiegando che si trattava di una «posizione espressa in modo del tutto personale» e che lo stop al reato di clandestinità non faceva parte del programma del MoVimento, condannando anche i due senatori per essersi «arrogati il diritto» senza essersi prima consultati con nessuno. Ma il risultato fu contrario alle aspettative del Capo del Movimento:
Dalle 10 alle 17 di oggi gli iscritti certificati hanno espresso il parere vincolante sul voto che il Gruppo Parlamentare del Senato dovrà esprimere domani 14 gennaio sul “reato di clandestinità“. 15.839 hanno votato per la sua abrogazione, 9.093 per il mantenimento. I votanti sono stati 24.932. Gli aventi diritto erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a 80.383. Con l’abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull’ingresso e il soggiorno nello Stato.

Per tutti i Paesi riportati in cartina il reato di clandestinità è rimasto uguale.
Per l'Italia dal 2014 non esistono più le restrizioni riportate a sinistra della cartina.
Il M5S, nonostante il parere di Grillo e Casaleggio, votò a favore dell'abrogazione delle norme previste dalla Bossi-Fini rimanendo solo le sanzioni amministrative. Questo per il parere contrario di 
15.839 iscritti...
Una percentuale infinitesimale rispetto agli 8 milioni e mezzo circa di votanti per il M5S alle ultime elezioni politiche, fra cui anche il mio voto.
Inutile specificare che quei 
15.839 voti non rappresentano le mie idee e che in un simile sistema di orientamento delle scelte del M5S NON VI E' NULLA DI DEMOCRATICO!
Lo dicono i numeri.

martedì 25 ottobre 2016

Mantenuti senza vergogna: debito pubblico? Chi se ne frega!

Da: La Repubblica.it

Stipendi dei parlamentari, Italia in testa ai Paesi Ue


Le buste paga di deputati e senatori italiani sono più pesanti di quelle dei colleghi europei. A dimostrarlo diversi studi che mettono a confronto il Bel Paese con il resto d’Europa

lunedì 24 ottobre 2016

Referendum: le mie ragioni del SI e le mie ragioni del NO

L'Italia è un Paese che avrebbe tutto: bellezze naturali, artistiche, storiche, la migliore cucina del mondo, ingegni, e un clima che bisogna girare un po' di mondo per rendersi conto di quanto questa penisola immersa nel Mediterraneo sia privilegiata rispetto ad altri luoghi della Terra.
Ovunque ci sono uomini può esserci corruzione e latrocinio: ma quando queste piaghe sono troppo diffuse si precipita nel degrado sociale, civile ed economico.
Ecco perché ho votato alle ultime politiche M5S, sperando nel contempo anche in uomini di altri partiti, perché non ho fanatismi, non abbraccio una fede in modo acritico, giacché so che nessuno è indenne da esagerazioni ed errori.
Dunque ho sperato anche in Renzi che, nonostante il suo darsi da fare, non ha cambiato l'Italia. La cambierebbe con la Riforma Boschi?
Le mie ragioni del SI:
1 - Perché premierebbe Matteo Renzi che ostinatamente crede che così conteremmo di più in Europa.
2 - Perché Matteo Renzi ancora mi piace per il suo decisionismo ed il suo mettersi in gioco rischiando anche.
3 - Perché si eliminano 320 senatori con relative troppo alte prebende e contorno di spese.
Altre ragioni però non ne trovo.
Le mie ragioni del NO:
1 - Perché non credo che l'Europa ci tenga tanto in conto, sia con la riforma che senza. Perché vedo un'Europa che tiene conto moltissimo del nostro debito pubblico e solo di quello. Perché è un'Europa troppo chiusa a riccio sugli interessi dei rispettivi Paesi, e gli esempi sono sotto gli occhi di chi non vuole tenerli chiusi, quindi è inutile che io li elenchi qui.
2 - Perché Matteo ha tanta buona e forte volontà ma non ha scalfito la burocrazia né semplificato le procedure, né la Riforma da speranza di risolvere veramente codesti aspetti: mali dell'Italia. Esempi fallimentari dei suoi cambiamenti sono la Riforma della Scuola e i soldi tolti alla RAI con il tentativo di recuperarli sulle bollette della luce. Inutile scendere nel particolare giacché l'ho fatto più volte su questo blog. 
3 - Il Senato doveva sparire: così è peggio. Ho già scritto in altri post il perché. Inoltre la Riforma lascia inalterato il numero dei Deputati: 630 a rappresentare una popolazione di 59.433.744 cittadini, in base al censimento riportato nella G.U.18-12-2012 Supplemento ordinario n. 209 alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 294,  mentre gli USA, a cui Matteo Renzi è andato a chiedere sostegno politico, hanno in tutto il Congresso 535 rappresentanti di cui 100 sono i Senatori, ogni Stato (per estensione un solo Stato degli USA è grande più o meno quanto il territorio italiano)  ha 2 senatori a rappresentarlo. La popolazione rappresentata da questo esiguo numero di persone è composta da 318,9 milioni di cittadini da censimento del 2014. Dunque la Riforma che dovrei approvare scalfisce appena i problemi lungi dal risolverli.

Vedo che la mia bilancia pende per il NO.
Se si deve incidere la ferita infetta e piena di pus il taglio deve essere deciso e profondo, scalfendola si rischia e non si sa come l'infezione si evolverà.

Appendice alle mie riflessioni: sono stanca di essere presa in giro da un'informazione diffusa dalla RAI, che contribuisco a mantenere dal 1970, asservita al potere di turno e per niente "al mio servizio".
Argomento: immigrazione, accoglienza, necessità di accogliere perché "sono una ricchezza", ci servono perché qui non nascono bambini, fuggono dalle guerre (?), dalla fame, sono tutti siriani pure gente nerissima di pelle...
Governo, guarda che, a parte qualche vecchietto rimbambito, la gente non dice più "è vero perché l'ha detto la televisione"! Governo, guarda che di gente ignorante ce ne è tanta, ma è arrivata a capire che i siriani non sono neri come gli africani, giacché la Siria non è un Paese africano.
Dunque falla finita di sparare stronzate per convincere gli Italiani che a noi questa gente serve. Dove serve la richiediamo e entra con flussi regolari.
Questa invasione insensata, destabilizzante per il Paese, non va bene a me, ma anche a tutti quelli che sento e, a quanto pare, anche all'Europa che ci accusa di essere una falla di ingresso e lo siamo.
La propaganda non sa più a cosa attaccarsi per farci digerire l'indigeribile: l'ultima è che sono stati messi sotto accusa degli Ufficiali della nostra Marina per non aver caricato transfughi su una barca che stavano nelle acque prossime a Malta. 
Malta non li voleva (come tutti a quanto pare tranne l'Italia) e siccome le navi militari italiane non li hanno caricati gli Ufficiali saranno processati.
Pare che per il nostro Governo l'Africa sia una nemesi a cui non si può sfuggire, un destino ineluttabile!
La Francia e la fuggitiva Gran Bretagna, colonialiste alla grande nei Paesi africani da cui fuggono in cerca di miglior fortuna donne incinte, ragazzoni ben messi e donne in carne (altro che fame!), se ne lavano le mani, Renzi no!
Fino a ieri la propaganda proclamava "che non ci costano niente"..
Ora, per giocarsi la carta dello sfondamento del bilancio di previsione, come niente ammettono che ci costano miliardi!!!
Una popolazione italiana sbigottita vede e sente gente che straparla, come Emma Bonino, parlando di "almeno un milione e mezzo l'anno di individui che ci servono"!!!
La follia della propaganda fascista è stata superata!!!
Siamo fuori dalla realtà.
Qualcuno, inascoltato e deriso, dice che questi miliardi di spesa per i neri mantenuti potrebbero invece essere investiti sui giovani italiani, così potrebbero farsi una famiglia e aumentare il numero degli italiani medesimi, altro che importare donne incinte africane!

Questa riflessione ulteriore non solo mi fa propendere per il NO, ma penso che il mio voto sarà per quelle rappresentanze politiche che portano avanti le mie idee e non le follie alla Bonino!!!  

domenica 23 ottobre 2016

La destra contro il Parco del Circeo creato da Mussolini!

Da: Latina Oggi

Legambiente e Carelli in difesa del Parco

Sabaudia - Circeo

Bocciata l'ipotesi di commissariamento avanzata da Fazzone

L’associazione Legambiente e l’onorevole Rodolfo Carelli (Pd) si sono schierati apertamente in difesa del Parco nazionale del Circeo, attaccato duramente con l’ennesima interrogazione parlamentare - questa a firma del senatore Claudio Fazzone - con cui viene chiesto il commissariamento dell’ente in seguito alle denunce del sindaco di Ponza Piero Vigorelli per presunte inadempienze in merito alla gestione dell’isola di Zannone.

L’affondo di Carelli
Per l’ex parlamentare, oggi Pd, l’attacco di Fazzone rappresenta «una costante dell’elaborazione ecologica di Forza Italia». Carelli, infatti, rammenta come in passato sia stato chiesto di eliminare quello del Circeo dall’elenco dei parchi nazionali per le sue ridotte dimensioni (ipotesi respinta al mittente) e come poi l’allora presidente della Provincia Armando Cusani abbia chiesto il commissariamento dell’Ente «per non aver recepito “sic et sempliciter” lo studio della Provincia e per essersi intestardito a fare il piano di sua stretta competenza con una consultazione di base, la più rilevante “full immersion” ecologica dalla nascita del Parco ad oggi». «Fedele alla tradizione, Fazzone - scrive Carelli - richiede l’atto di forza del commissariamento del Parco» per le presunte inadempienze evidenziate dal sindaco di Ponza Piero Vigorelli. L’onorevole coglie la palla al balzo e ricorda come lo stato di sofferenza dell’ente dipenda dai tagli lineari voluti dall’allora ministro Tremonti e conclude: «Suggerirei al senatore Fazzone di confrontarsi valorizzando la Comunità del Parco allargata a tutti gli interessati sulle sacrosante esigenze del territorio per arrivare, superando ogni tentazione autarchica, a progetti comuni degni di essere proposti ai livelli superiori, fino ad attingere ai fondi strutturali europei».

«L’area protetta venga ampliata»
Da Legambiente, oltre a bocciare duramente l’ipotesi di commissariamento, rilanciano e chiedono l’estensione dell’area protetta, inglobando ad esempio Palmarola o aree quali Torre Astura e il bosco di Fogliano. In merito alla questione di Zannone, l’associazione ambientalista parla di «polemica inutile e strumentale», dal sapore quasi di una «autodenuncia», dal momento che la competenza in materia di smaltimento dei rifiuti non è in capo ai Parchi, ma di pertinenza delle amministrazioni comunali. Antonio Nicoletti (responsabile aree protette di Legambiente) afferma che le richieste di commissariamento e sottrazione di Zannone sono fuori da ogni logica e che, al contrario, occorre dare dei segnali di «lungimirante e rispettosa gestione delle vocazioni territoriali», aumentando gli strumenti di tutela. A fargli eco anche Roberto Sacchi (presidente Legambiente Lazio), che chiede «decisi segnali di inversione di tendenza». Dura presa di posizione anche del circolo Larus di Sabaudia. «Alle incaute richieste di restituzione dell’isola di Zannone a Ponza - dichiara il presidente Stefano Raimondi - rispondiamo che non c’è nulla da restituire, essendo già il Comune titolato a intervenire in tutti gli ambiti di pertinenza per quelle che sono le sue prerogative che la legge gli affida, tra cui appunto la competenza territoriale in materia dei rifiuti». Poi l’esortazione ad abbandonare «idee assurde» che sono state paventate, come ad esempio la realizzazione di un resort di lusso sull’isola. Per Legambiente bisognerebbe invece favorire progetti che coinvolgano l’imprenditoria locale e il mondo produttivo isolano, con iniziative d’accoglienza sostenibile e ben integrata col valore naturalistico e ambientale dei luoghi.

Non conosco Carelli, ma conosco Stefano Raimondi e so quanto lui, con un valente gruppo di giovani, ha fatto per il Parco del Circeo insieme al Presidente Benedetto e alla bella e brava giornalista e proprietaria del lago di Sabaudia Anna Scalfati.
Forza Italia pensa di cementificare persino l'isola di Zannone!
Fazzone d'accordo con Cusani su codesti progetti contro l'ambiente. Un'opera benfatta di Mussolini oggi viene difesa dalla sinistra, mentre la destra vuole distruggerla.

PRO-MEMORIA da Il Fatto quotidiano di  | 11 ottobre 2013

Antimafia, Fazzone: l’ex autista di Mancino che non voleva far sciogliere Fondi


L'ex presidente del consiglio regionale del Lazio, Pdl, entra nella commissione. Si fece in quattro per bloccare la richiesta di commissariare il suo Comune. E continua a essere sotto processo per abuso d'ufficio per aver invaso l'Asl di Latina di lettere di raccomandazione

Ha iniziato la carriera – da poliziotto – come autista dell’allora ministro dell’interno Nicola Mancino, negli stessi anni dellatrattativa Stato-mafia. Vent’anni dopo entra, da senatore, nella commissione antimafia, in quota Pdl. Claudio Fazzonedecisamente di strada ne ha fatta. Partito dal piccolo feudo del centrodestra in provincia di Latina, Fondi, ha sempre difeso l’operato dei suoi fedelissimi nel sud Pontino. Anche quando di mezzo c’era una richiesta di scioglimento del suo Comune. Per mafia. Era il 2008 quando il prefetto Bruno Frattasi, preoccupato dalle tante indagini della Dda, volle approfondire cosa stava avvenendo in quel piccolo Comune ad un centinaio di chilometri da Roma.
Fondi – raccontavano tante indagini – c’era un intreccio pericolosissimo tra pezzi di ‘ndrangheta e amministratori pubblici, ad iniziare dall’ex assessore all’urbanistica di Forza Italia, Riccardo Izzi. Il sindaco, Luigi Parisella, aveva chiuso troppe volte gli occhi, raccontarono gli ispettori, dopo alcuni mesi di attenta analisi degli atti amministrativi. Un primo cittadino che con Fazzone non aveva solo un rapporto politico e di amicizia: erano proprio soci. Il neo componente della commissione antimafia non ebbe un solo attimo di tentennamento. Giurò che quel prefetto lo avrebbe querelato per le dure parole scritte sulla relazione che chiedeva lo scioglimento. Si fece in quattro, usò tutto il suo peso politico di uomo più votato della Regione Lazio per bloccare quella richiesta caduta sul suo piccolo feudo. E alla fine vinse: pochi giorni prima della decisione del consiglio dei ministri sul caso Fondi, il sindaco Parisella si dimise, evitando l’arrivo dei commissari prefettizi. Caso chiuso.



sabato 22 ottobre 2016

Ministro Giannini: "Tutto bene signora la marchesa..."



 "Saremmo in ritardo se fossimo a Natale" così afferma l'incredibile Giannini 

Da: CGIL Scuola

“Giannini si dimetta”, Pisano (Flc-Cgil) avversa le parole del ministro
Paola Pisano, segretaria provinciale Flc Cgil Firenze, replica con questa nota alle parole del ministro dell’istruzione Stefania Giannini rilasciate ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo:
“Con rammarico leggiamo le Sue dichiarazioni rese ieri a Firenze in occasione degli Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo, con cui giustifica, negandolo, il caos generato dall’applicazione della L.107 denominata “Buona Scuola”. A più di un mese dall’avvio dell’anno scolastico la quasi totalità delle scuole fiorentine ha un orario ridotto e la mancanza di centinaia di docenti non permette di svolgere regolarmente le lezioni delle varie discipline.
Le Sue dichiarazioni sul fatto che non si possa parlare di ritardo – perchè ogni anno le operazioni iniziali si protraggono oltre il mese di settembre – sono irricevibili e inadeguate per un Ministro della nostra Repubblica. Con le Sue parole Lei giustifica un grave disservizio che peserà sull’efficacia del nostro sistema di istruzione. Le ricordiamo che le norme sulla validità dell’anno scolastico prevedono di dover svolgere le lezioni per non meno di 200 giorni con orario pieno e rispettando il monte ore di ogni disciplina di studio.
Ancora più grave è la superficialità con cui affronta il problema della mancanza di insegnanti di sostegno. Una situazione, questa, che impedisce agli alunni diversamente abili l’accesso alle pari opportunità di apprendimento e mette in seria difficoltà le famiglie degli alunni più gravi i quali svolgono, da oltre un mese, orari ancora più ridotti.L’affermazione che il Governo ha incrementato il numero degli insegnanti di sostegno (peraltro ancora da nominare) non può bastare a minimizzare – giustificandolo – lo stato di evidente difficoltà in cui versano le scuole.
Ricordiamo e sottolineiamo che tale aumento di organico è un atto dovuto conformemente ai principi costituzionali in tema di integrazione di cittadini che si trovano in una condizione di svantaggio.
Per questo, Ministro, le chiediamo di prendere atto della Sua inadeguatezza e di rassegnare le dimissioni”.
18 Ottobre 2016

Mi accorgo di essere in ottima compagnia nel mio giudizio su questa donna...
Ministro senza spessore, di facciata.
Si presenta, dice sciocchezze, ride ... e crede che fare il Ministro sia questo:
negare l'evidenza pensando che tutti quelli che l'ascoltano (tanti!) abbiano la sua stessa capacità intellettiva... e quindi tutti felici, di fronte alla sua parola di Ministro, se ne vadano a casa felici e contenti!!! 
Pensieri della testolina della Ministra: "Sono troppo occupata a studiare le mie "mises"... gli accessori che debbo abbinare ai cambiamenti vorticosi dei miei abitiniiiii..."
In occasione della presentazione della Buona Scuola ho indossato questo tailleurino bianco e nero con inserti lilla!

Qui sono in grigio con applicazioni in nero, mise sobria con sfondo del mio partitino che tanto mi ha fruttato...

Qui sono in bianco con deliziosi disegni e.. collana adeguata all'abito

Questo dover scegliere le mises mi impegna molto. Qui sono in grigio chiaro con collana su due toni di colore...

Qui ho una mise molto impegnativa, seria, tutta in nero ma... notate la collana! Che studio!

Giacchino Chanel con collana in tinta, non mi poteva mancare...


Lo so... sono molto sexy.. Che sforzo però mi costa abbinare sempre perfettamente gli accessori giusti: qui la collana ha inserti alternati del colore dell'abitino...
A proposito, ho un problema assillante che occupa tutti i miei pensieri:
non ho quasi più posto nei miei armadi per la quantità enorme degli abitini e degli accessori!