domenica 24 settembre 2017

I Racconti di una cattivissima vecchia 1° - Racchie e racchi


Racchie e racchi

No, da giovane non ero cattiva, da piccola si, ma poi con l'educazione religiosa cristiano-cattolica ero diventata buona.
Da piccola menavo, si menavo. Anche ai maschi. Una volta tirai così tanto i capelli ad un bambino di nome Giovanni che mi rimase una ciocca dei suoi capelli biondi in mano.
Ero così intimamente buona da aver introiettato il messaggio cristiano totalmente.
Non pensavo mai male di nessuno, per me erano tutti puliti, onesti e buoni. Mi riusciva difficile accettare che così non fosse di fronte a palesi dimostrazioni del contrario.
Se qualcuno mi derideva, mi insultava, pensava male di me o mi calunniava ero serena, mi dispiaceva, però pensavo che Dio avrebbe provveduto a ristabilire la Verità e non mi preoccupavo.

Poi cominciai a notare che questo mio non reagire, lungi dal far smettere l'insulto, la derisione, la critica o la calunnia, rafforzava in chi si comportava male verso di me la convinzione di avere ragione.
Notai anche che, mentre io evitavo di toccare argomenti che potessero ferire le persone nei loro punti deboli, queste stesse persone mi criticavano e mi deridevano proprio su quei punti che in loro erano macroscopici .
All'inizio me ne stupivo, chiedendomi come non potessero rendersi conto che quel difetto era proprio il loro, ed era un vero problema, molto evidente. Ma non glielo facevo notare perché, essendo vero, mi sembrava cattiveria pura il farlo, mentre la loro critica o la derisione su un mio difetto inventato o su una mia pecca inesistente mi apparivano inimportanti... Tanto la Verità e la Giustizia avrebbero prevalso ed io ero nel giusto, dunque dalla parte vincente.
Ci sono voluti più di 40 anni e un accumulo di fatti a farmi capire che l'educazione religiosa cristiano-cattolica era stata una fregatura per me e un vantaggio per il mio prossimo che io avevo veramente "amato come me stessa", ma che non aveva applicato lo stesso precetto nei miei riguardi, se non in rarissimi casi.
Una sequenza di piccole e grandi carogne aveva attraversato la mia esistenza approfittandosi largamente di questa mia cristiana disposizione interiore.
Poi il vaso è travasato, non all'improvviso, ma goccia a goccia e il cambiamento in me è stato irreversibile!
Intanto ho cominciato a pensare spietatamente a quanto erano brutti, mentre prima compassionevolmente cercavo di vedere qualcosa di accettabile anche nel più orribile degli individui della specie umana. Non sembrandomi cristiano pensare con cattiveria: "Ammazza che mostro!"
Adesso non ne salvo uno! Inoltre la moda di questi anni, non dettando regole rigide, fa si che la gente si combini nei modi più orribili, esaltando i propri difetti, piuttosto che attenuarli con abbigliamenti adeguati...
Osservo donne giovani, con figli in età scolare, fasciarsi l'enorme culo in jeans o pantaloni elasticizzati che mostrano la mostruosità deforme che si trascinano dietro... E penso che sono meglio io pur con i miei anni: non ho deformità, sono proporzionata, non ho cellulite né smagliature e, soprattutto, mi so vestire con sobrietà pur non rinunciando agli accessori e ad un moderato trucco..
Quante racchie! Ma non hanno uno specchio per guardarsi prima di uscire?
E che dire degli uomini! Giovani o vecchi si vestono in prevalenza con calzoni tagliati al ginocchio! La figura, spesso grassa quando non anche tozza, ne esce spezzata: la capoccetta, il toracione, quando non anche la panza, poi spuntano le gambe troncate al ginocchio dal calzone orribile, da cui rispuntano le gambette, spesso stortignaccole, che finiscono in brutte scarpe da ginnastica con para enorme per sembrare più alti, il tutto condito qua e là, tanto per completare la bruttezza della figura caricaturale che ne deriva, da orridi tatuaggi: sulle gambe, sulle braccione, quando non sul collo!  

Somigliano ai bantù di una tribù africana, con i loro tatuaggi, le loro collanine... Uguali! Poi dice perché gli africani vengono qua: avranno visto qualche foto di questi bori e avranno pensato: "Lì siamo a casa! Sono come noi." 

22 dicembre 2016 Il Sindaco della Capitale d'Italia timida scolaretta fra palloni gonfiati

Quirinale: in mezzo alla quintessenza dei resti della storia d’Italia si aggira il sindaco di Roma capitale. In “mezzo” a pacche sulle spalle, discorsini di sottocchio, puntini sulle i vietati oppure troppi, pancette tonde al mercato nel tempio della democrazia.
Dove, pacatamente svenduta la sovranità, restano espressioni sempre più vuote e disorientanti.
Virginia Raggi non è ignorata complottisticamente, ma invisibile: come i cittadini a questo potere sempre più inconsapevole delle sue responsabilità.
Un potere irresponsabile non può organizzare dei veri complotti ma sopravvivere soltanto a se stesso. Come tanti pezzi di un grosso verme che non si vede il culo da una vita intera, un verme solitario, che abita la pancia di questo Paese sempre con gli stessi segmenti: Napolitano & Sons, pallidi -sebbene straviziati nel resort di Montecitorio- e ciechi ai cittadini che neppure si sognano di rappresentare o sognare.
Un nugolo di parassiti che aspetta un treno di regalie prenatalizie, lei sembra quello che immagino nei miei incubi peggiori: non essere visto. Non puoi mica andare tutti i giorni dal concessionario travestito da cliente della Lamborghini per avere l’impressione di essere ascoltato! Ma cosa deve fare un cittadino al di sotto di ogni sovranità?!?!
Lasciarsi deridere da dei deretani? No Olimpiadi No Happy Hours? Come funziona questa democrazia di soffitta? Funziona così, come la vedete, se ti ci ha mandato il popolo sei Truman: ti guardano sperando che ti faccia male.
I Malagò sono i filosofi di quella nebbia umana nella quale si sentirebbe disperso pure Cristoforo Colombo. Virginia sta lì… in mezzo a quei monelli invecchiati male che la fissano per un attimo, come un barbone alla prima della scala: “oh poverina… meglio a lei che a me“. Fosse soltanto per lei mi limiterei a considerarlo un episodio di maleducazione collettiva: purtroppo è la fotografia esatta di come la casta vede i cittadini. (Fonte: www.beppegrillo.it)
FATE VEDERE QUESTO VIDEO A TUTTA LA POPOLAZIONE, E’ UNA VERGOGNA ASSOLUTA!!


Ha fatto degli errori: dare fiducia a Marra che si vantava di avere in mano tutta l'Amministrazione del Campidoglio e permettere che promuovesse il fratello favorendolo. Stessa cosa con il funzionario reso Dirigente contro ogni regola di Legge triplicandogli lo stipendio. Ma questo non è sufficiente per snobbarla, soprattutto gente che ha molte cose da guardarsi... Una corte di leccaculi, come minimo. Onore a Brunetta e ad Orlando che si sono comportati con un minimo di stile.


mercoledì 20 settembre 2017

Piccola rassegna stampa sulle "risorse" della Boldrini

Da: La Repubblica 20 settembre 2017

Roma, distrugge arredi di chiesa e danneggia supermercato a colpi di piccone: arrestato

Il trentunenne nigeriano è stato arrestato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e continuato
Ha danneggiato per tre giorni consecutivi gli arredi di una chiesa in via di Torrenova, poi i vasi di un condominio, infine ha sfasciato un supermercato a colpi di piccone. Alla fine è stato arrestato per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e continuato. L'uomo, un 31enne nigeriano,
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Bergamo, violenza sessuale nel centro di accoglienza: 26enne aggredita, salvata da due profughi

Un richiedente asilo ha chiuso la donna in bagno e ha cercato di stuprarla. Ma due migranti sono intervenuti in sua difesa. Ora la donna è in ospedale, un mese di prognosi


Sierra Leone: Politica
La Sierra Leone elegge a livello nazionale un Capo di Stato, il Presidente, e il Parlamento. Il Presidente è eletto per cinque anni dal popolo. Il Paese ha un sistema multipartitico, con due o tre partiti più forti più un altro di minor successo.
Economia
In Sierra Leone dominano le industrie estrattive (ferrobauxite e soprattutto diamanti), nonostante la presenza di scambi commerciali d'altro genere (palma da olio). Le prospettive economiche si basano sulla risorsa che finora ha più influito in negativo sulle vicende del paese: i diamanti. Il governo ha già dato in concessione alcune aree per l'estrazione delle pietre preziose, sperando così di migliorare la bilancia commerciale e poter destinare buona parte degli introiti alla ricostruzione del paese. Però sembra che questa risorsa cominci a scarseggiare, infatti pare che molti cercatori di diamanti si lamentino del fatto che non ci sono più molti diamanti e lo Stato ha fatto delle ricerche per verificarlo.
La strega dice... non credete alle bubbole... anche noi abbiamo avuto i nostri guai.. economici, la guerra civile fra rossi e neri... ma non siamo fuggiti e pure se lo facevamo nessuno ci avrebbe accolti gratis... Vitto, alloggio e pulizie! Ma in quale sogno???!!!
E abbiamo ancora guai... e tanti... chi ci accoglie? Ci dobbiamo pagare tutto... e ci stanno togliendo tutto.. anche i diritti più elementari.. Non so voi.. ma a me si, e posso documentarlo. 

L'arroganza insopportabile di questo sistema

Vorrei scrivere cose divertenti o alte su questo blog... Ma l'amarezza che mi suscitano i tempi che stiamo vivendo e la rabbia conseguente mi inducono purtroppo a scrivere altro...
Sono di idee moderate, non sono un'estremista, l'ho scritto e lo ribadisco. Ricordo a tutti quel genio di Giorgio Gaber, che non era solo bravo nell'arte musicale, e quello che diceva nelle sue canzoni: grandi verità e profonda filosofia di vita. "Cos'è la destra cos'è la sinistra?". Aveva capito già allora che le ideologie sono fatte per fottere gli stupidi e non far vedere loro la realtà con il dovuto pragmatismo.

Bisogna misurarsi con il reale ed il reale in questo momento è una dittatura strisciante, una democrazia sospesa, che tanta gente vive sulla propria pelle.
Il governo attuale esiste per scaldare il posto a Matteo Renzi che a tanti sembrava una ventata di cambiamento ma non era così.
Si potrebbe scrivere un volume sulle cose imposte al popolo con il dispregiativo insulto di "populismo" qualora dimostri che tali imposizioni non gli stiano bene.
Cominciamo con alcune di codeste imposizioni.
La sua Buona Scuola è stata buona solo per la moglie, che da supplente è diventata di ruolo sotto casa.
Tutti gli altri hanno chiesto conto del criterio con cui è stato impostato il famoso algoritmo: la dittatura ha scelto il silenzio.
Promesse di fare chiarezza, Legge sulla trasparenza, alla dittatura non gliene frega niente. Ha promesso, ma non ha mantenuto.
Ed ecco che agli oppressi, a coloro che hanno ricevuto un danno, non rimane che il ricorso agli avvocati o ai sindacati (questi ultimi fanno parte del potere oppressore e spesso fanno solo gli affari loro). Il lavoro dei vari Tribunali aumenta a dismisura. Ma al Potere Oppressore non gliene fotte niente, anzi, gli impiegati dei vari Provveditorati, burocrati al sicuro del posto di lavoro a vita, rispondono ai danneggiati che protestano: "Fate ricorso, tanto non otterrete niente!" 
E l'hanno fatto ricorso: ad oggi il Perito nominato dal Tribunale ha valutato che l'algoritmo non era impostato in modo giusto.
Il Perito nominato dal Tribunale, badate bene, non quello di parte!
Intanto su questo punto è già passato più di un anno scolastico e siamo fermi alla perizia del Tribunale. I danneggiati debbono attendere ancora nel Paese a democrazia sospesa
Intanto hanno messo sulla poltrona dell'Istruzione e della ricerca una sindacalista senza diplomi di maturità che, grazie al suo sindacalismo, ha scalato il Potere fino a diventare Ministro. Quanto avrà fatto di bene per i lavoratori costei? Valutate che ha fatto molto per sé stessa se è arrivata dove l'hanno messa. Parla con la voce impostata, molto piena di sé, e assume in sé tutta l'arroganza dell'attuale potere.

Lei e il Ministero che dirige per l'anno scolastico 2017-18 hanno deciso che l'anno doveva iniziare in ordine già il 14 settembre 2017!
Giusto! Che brava questo Ministro! Ha scudisciato i nullafacenti dei Provveditorati e degli Ambiti Territoriali del suo Ministero!
Però ecco le contraddizioni: ad agosto, ad esempio, al Provveditorato di Roma giornalisti e rappresentanti degli insegnanti che volevano vederci chiaro hanno trovato che non c'era quasi nessuno. Chi ha concesso le ferie senza considerare la circolare della Ministro? E lei si è preoccupata di sapere come avrebbero lavorato alacremente i dipendenti del MIUR per attuare quanto da lei richiesto?
Sembrerebbe di no se a Roma, ad esempio, hanno varato un simile piano ferie!
Risultato: alla fatidica data del 14 settembre 2017 non erano uscite TUTTE LE GRADUATORIE DI TUTTE LE CLASSI DI INSEGNAMENTO.
Dovrebbero pagare i burocrati inadempienti.
Questo in un Paese Democratico, non in una dittatura strisciante.
La Ministro aveva previdentemente messo un diktat per gli inadempienti, peccato che sia un diktat che non pagano loro: nella dittatura sbagliano gli altri e paghi tu vittima dell'errore!
Il diktat era che se entro il 14 settembre 2017 le cattedre, i posti, non fossero stati ancora assegnati a chi ha fatto domanda di utilizzazione o assegnazione provvisoria (di diritto) su quei posti sarebbero stati chiamati i supplenti e chi se ne fotte degli aventi diritto ad una risposta!
Ora penso che anche l'ultimo idiota capisca che, sopra la testa di migliaia di docenti che hanno fatto domanda, si è disposto che se i burocrati non facevano in tempo a far uscire le graduatorie i loro posti sarebbero andati in supplenza!
Come può un Ministro di un Paese Democratico, con una Costituzione come la nostra, disporre della vita di lavoratori subordinandola ad eventuali errori o mancanze dei burocrati del Ministero da lei diretto?!
Eppure questo è avvenuto.
I docenti non hanno avuto alcuna risposta alle loro domande di utilizzazione o assegnazione provvisoria e i loro posti sono andati in supplenza perché i burocrati non hanno fatto in tempo a rispettare il diktat del Ministro! 
Anche un povero idiota avverte che è stato calpestato il Diritto!
Che è stato perpetrato un vero arbitrio!
L'indifferenza e il silenzio del Ministero danno un'unica risposta: siamo in Dittatura ed io faccio come mi pare dei tuoi diritti.
Il Ministro ha fatto bella figura con il Governo della dittatura strisciante perché l'anno scolastico in questo anno 2017 è partito in tempo! 
Non importano i docenti aventi diritto! Quelli sono "effetti collaterali"!
Renzi, quello che doveva interessarsi a capire e seguire gli effetti della sua Buona Scuola, uno dei suoi vantati successi, non se ne cura affatto, è informato naturalmente, ma fa finta di non sapere!   

Pensierino del mattino

Non c'è nessun Dio che aiuti i giusti, ma solo la loro ostinazione.
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domenica 17 settembre 2017

Democrazia?

Da: TGCOM24


Caso Consip, Gentiloni: "Non si può accettare chi scredita le istituzioni"

La condanna del premier: "Si tratta di comportamenti gravissimi". Alfano: "Serve chiarezza, a rischio è la tenuta democratica del Paese"


"Comportamenti che screditano queste istituzioni", ossia la Giustizia e le istituzioni militari, "non possono essere accettati e sono fiducioso che proprio queste stesse istituzioni" siano in grado di "combatterli". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo sul caso Consip. "Per noi - ha aggiunto - la credibilità e l'autorevolezza di queste istituzioni sono un bene prezioso da tutelare".

Dalla festa dell'Unità di Imola, Gentiloni avverte che "se ci sono dei comportamenti che screditano le autorità penso che siano gravissimi". Il Capo del governo, facendo appello agli "anticorpi" presenti nelle istituzioni per eliminare questi comportamenti, si dice comunque certo che quanto accaduto "non riuscirà ad incriminare la forza delle istituzioni".

Una sicurezza che è sembrata albergare nel ministro degli Esteri e leader di Ap, Angelino Alfano che, senza mezzi termini ha chiesto "chiarezza" in quanto "è in gioco la tenuta democratica del Paese". Secondo il leader centrista, infatti, le notizie emerse dalla deposizione al Csm sui metodi di indagine di Woodcock sono "scandalose e inquietanti" e devono essere approfondite "perché in ballo non c'è il destino di una persona o di una famiglia ma la tenuta delle istituzioni democratiche".

E se l'ex magistrato e presidente della Camera, Luciano Violante vede una "strategia contro la politica", il ministro Delrio parla di "notizie davvero inquietanti e preoccupanti per la nostra democrazia" chiedendo "di stabilire la verità perché la democrazia vive solo se si stabilisce la verità dei fatti".

Da: La Stampa
... questione Consip, il presidente del Consiglio ha detto in chiaro quasi tutto quel che ha pensato in queste ore: «La credibilità e l’autorevolezza di istituzioni che amministrano la giustizia e assicurano la sicurezza è un bene prezioso da tutelare. Se c’è chi le scredita, questo è gravissimo, ma io credo che queste istituzioni possano avere gli anticorpi per mantenere la propria credibilità». E dunque, ecco il punto, ecco la presa di distanza da tutti coloro che nel Pd in queste ore parlano di «eversione» e di golpe: «Non mi abbandono a giudizi di questo tipo».

Da: La Repubblica 17settembre 2017

Consip, Ultimo dice basta alle accuse: "Nessuna minaccia a istituzioni, pronto a confronto pubblico"


Il colonnello dei Carabinieri, dopo le polemiche seguite alle rivelazioni dei colloqui con la procuratrice di Modena Musti e alle reazioni del presidente del Consiglio e degli altri vertici delle istituzioni, chiede di poter "esercitare il diritto di difesa e di informazione al cittadino"
Basta con le "gravissime accuse infondate", sì a un "pubblico confronto" per "esercitare i diritti di difesa e informazione al cittadino". Il colonnello dei Carabinieri Sergio de Caprio, meglio conosciuto come il Capitano Ultimo, interviene nella polemica che lo ha coinvolto, legata alla vicenda Consip (i colloqui con la procuratrice di Modena Lucia Musti, la replica di Matteo Renzi, le reazioni del presidente del Consiglio Gentilonie degli altri vertici delle istituzioni), e si dice pronto a un confronto pubblico il cui obiettivo è quello di dissipare ogni dubbio rispetto a "paventate minacce alle istituzioni ed altre azioni eversive" cui hanno fatto riferimento "diversi parlamentari", il "ministro della Difesa e infine il premier".

Risultati immagini per rita coltelleseBrutto clima. Guerra fra Istituzioni. La già scarsa fiducia che gli Italiani depongono verso la classe politica, ma anche nei confronti della magistratura, si riduce ai minimi termini.
Il potere politico se l'è guadagnata sul campo la sfiducia, dando spettacolo indegno di tenere solo ai soldi, senza valori, senza ideali, sommersa da scandali e a volte da condanne che raramente scontano in galera.
E qui c'è la sfiducia verso i giudici le cui sentenze appaiono sempre diverse, mai sicure, insomma non c'è la certezza della applicazione della Legge.. In galera mandano raramente i politici ladri.. La gente ha dimostrato quel che pensa della magistratura votando un referendum in cui ha chiesto quasi in modo plebiscitario la responsabilità civile dei giudici, fatto che dimostra in modo concreto la scontentezza dei cittadini Italiani nei confronti del Potere della Magistratura.
Questi due Poteri sono i più importanti per la nostra Costituzione.
I Carabinieri, ma anche la Polizia di Stato, sono il baluardo fra i cittadini onesti e la delinquenza in ogni sua forma.
Toglieteci questo e siamo alla fine!
Cosa pensare di questa storia?
Che Woodcock è un eversore? Che i Carabinieri sono degli eversori? Che volevano rovinare politicamente Renzi? E perché? Renzi si è dimesso da tutto dopo la sconfitta politica del Referendum costituzionale. Dunque? Non è il padrone di un partito come Berlusconi, né un imprenditore miliardario con la forza del denaro: è un politico del PD come tanti altri. Cosa c'è da rovesciare che già non lo faccia da solo con gli sbagli che commette?
Golpe? E mica siamo all'epoca di un Partito Comunista così forte che rischiava di prendersi il Governo del Paese spostando l'Italia dal Patto Atlantico al Patto di Varsavia! Lì si parlava di equilibri internazionali e quelli di destra temevano e tramavano.. ma sul serio. 
Ma ora a chi può dare fastidio il Segretario di un partito peraltro diviso al suo interno, con gente che se ne va e fonda altri partitini..?
L'unica cosa degna di risposta è quella che ha detto Delrio:
"la democrazia vive solo se si stabilisce la verità dei fatti".

Allora è bello e morta caro Delrio: stiamo ancora aspettando la verità dei fatti sulla strage alla stazione di Bologna, Piazza Fontana, Ustica, l'assassinio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta, l'uccisione dei giudici Falcone e Borsellino ecc. ecc. ecc.............

sabato 9 settembre 2017

Allucinante!

Da: Il Sussidiario.net

L'INTERVISTA/ Di Pietro: con Mani pulite ho distrutto la politica senza costruire nulla

In una intervista televisiva che ha fatto scalpore, ANTONIO DI PIETRO denuncia le responsabilità del suo ruolo politico in passato. Ne abbiamo discusso con lui
Antonio Di Pietro (LaPresse)Antonio Di Pietro (LaPresse)
"Ho fatto l'inchiesta Mani Pulite con cui si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima Repubblica: il male, che era la corruzione e ce n'era tanta, ma anche le idee". A dire così è Antonio Di Pietro, in diretta televisiva al programma di La7, "L'aria che tira estate", scatenando l'incredulità dei presenti, per primo l'imprenditore Luigi Crespi che mormora "pazzesco". "Ho fatto politica basandola sulla paura e ne ho pagato le conseguenze" ha aggiunto sempre nella diretta televisiva Di Pietro, "ho costruito la mia politica sulla paura delle manette, sul concetto che erano tutti criminali". Parole che riscrivono un'epoca storica. Abbiamo raggiunto Di Pietro al telefono per approfondire l'argomento.
Come è giunto a queste riflessioni? Ci sono stati degli episodi particolari che hanno smosso la sua persona?
Sono arrivato a queste riflessioni prima ancora che sul piano individuale, su quello collettivo.
Cosa intende?
Nella mia vita ho cambiato mille mestieri cercando ogni volta di imparare qualcosa di nuovo e cercando di fare qualcosa di diverso. Nella mia attività di magistrato ritengo di aver fatto il mio dovere e non ho da sentirmi colpevole. Anche l'inchiesta Mani Pulite non la rinnego, rifarei oggi tutto quanto feci allora. E stata invece la mia attività politica a portarmi a queste riflessioni.
Un'attività politica cominciata grazie alla spinta ricevuta dalle inchieste, però. Ci spieghi cosa intende.
Nel fare politica ho accentrato su di me tutte le decisioni senza costruire una idea politica di governo, di responsabilità, ma solo di contrapposizione e di opposizione. Questo ha comportato che nel breve tempo io ottenessi il consenso, ma poi, nel momento in cui dovevo assumermi le responsabilità, mi venissero a mancare la squadra, la professionalità, l'esperienza. In questo senso, se dovessi tornare in politica, la rifarei in modo diverso.
Come farebbe politica oggi?
Innanzitutto scegliendo diversamente i collaboratori, in secondo luogo presentando me stesso in un altro modo. Mi sono presentato in modo confuso e confusionario. Ho fatto contemporaneamente l'uomo di governo e l'oppositore. Stavo nelle piazze a manifestare contro le decisioni in materia di giustizia prese dallo stesso governo di cui facevo parte.
Non mi ha risposto del tutto: la sua avventura politica è stata o no una conseguenza del suo modo di fare il magistrato?
Mani Pulite doveva essere fatta anche prima di quando la facemmo noi. L'anno prima, nel 1991, uscì il film di Nanni Moretti "Il portaborse": raccontava per filo e per segno tutto quello che è stata Mani Pulite. Tutti sapevano il livello a cui si era arrivati.
Se è per questo Gassman e Sordi già negli anni Sessanta facevano film in cui si denunciavano le tangenti e la politica corrotta.
Esatto, tutti sapevano, ma nessuno riusciva a trovare il bandolo della matassa. Noi lo abbiamo trovato.
E poi cosa è successo? Via i cattivi, avanti i buoni?
Purtroppo da quell'inchiesta si è creato un vuoto, non solo un vuoto di figure politiche, ma dell'idea stessa della ricostruzione della politica. L'inchiesta era doverosa, ma chi voleva fare o restare in politica doveva costruire una idea politica. Invece si è cercato il consenso sul piano individuale, sul personalismo. Sono nati i Bossi, i Berlusconi, i Di Pietro, i Salvini, i Renzi. Persone che basano il loro consenso su chi urla più forte. Io sono stato uno di quelli. Ho peccato di personalismo, senza creare un'idea politica.
Non ha citato Grillo…
Guardi, io i grillini li ringrazierò sempre per essere riusciti a portare la protesta e la disperazione della gente nelle urne invece che nelle strade, tra macchine sfasciate e vetrine infrante. Oggi però, nel momento in cui devono assumersi una responsabilità di governo, non possono pensare di farlo senza idee, senza un programma, senza sapere con chi farlo. 
E' d'accordo nel dire che con la vostra inchiesta avete colpito sì il male, ma anche il bene che c'era nella Prima Repubblica?
La colpa non la do all'inchiesta, la do a una mancanza di idee politiche. Allora c'erano idee, c'erano liberali, cattolici, comunisti, gente che veniva dall'esperienza dei padri costituenti. Invece dopo di loro sono arrivati il dialetto di Bossi, la sgrammaticatura di Di Pietro, il tupé di Berlusconi e l'idea politica è sfumata. Come ha detto il mio amico imprenditore Luigi Crespi: "Chi realizza successo sull'urlo ha un successo effimero". Sono d'accordo, ho avuto molto successo ma perché era tutto basato sulla mia persona e così è finito nel nulla.
Il personalismo in politica oggi va di moda non solo in Italia, pensiamo a Trump ad esempio...
O a Macron, uno che spende 30mila euro per truccarsi. Fino a prima delle elezioni era osannato perché si presentava bene, dopo le elezioni tutti si chiedono: e adesso che fa? Che programma ha?
Recuperare i valori fondanti della nostra Repubblica, come il dialogo fra forze diverse, è la strada per uscire dal pantano in cui ci troviamo?
Nelle loro diverse forme, in quel pentapartito pieno di corruzione, le idee erano giuste, erano i comportamenti a essere sbagliati. Allora ci si basava sul senso di democrazia, solidarietà, economia, bene del popolo. La Democrazia cristiana è nata sull'idea delle convergenze popolari, il Partito comunista si basava sull'idea di solidarietà popolare. Tutti valori ottimi e necessari.
Oggi invece?
Bisogna superare la mentalità, così di moda, che chi non la pensa come te è un delinquente e non capisce niente; bisogna saper ascoltare. Oggi sono più propenso ad ascoltare che a parlare.
Con chi dialogherebbe oggi?
Non pongo riserve, vorrei dialogare anche con chi mi ha contrastato. Per capire dove ho sbagliato. Alla mia età bisogna tirare i conti.
C'è personalismo in politica, ma anche in magistratura. Che ne pensa?
Tra i tanti effetti di Mani Pulite c'è stato anche l'effetto emulazione, sono nati i magistrati dipietristi. E' uno dei rischi che la magistratura deve evitare. La magistratura fa lo stesso lavoro che fa il becchino. Il becchino interviene quando c'è il morto, la magistratura deve intervenire quando c'è il reato, la magistratura invece che vuole sapere se c'è il reato è una magistratura pericolosa, perché con le indagini esplorative si crea il delinquente prima che ci siano le prove.

(Paolo Vites)

Risultati immagini per rita coltelleseNon ci sono parole per commentare chi è quest'uomo che ha illuso tanta gente che gli ha creduto.
Fasullo fino in fondo, anche quando dice che ha sbagliato evitando accuratamente di dire dove e come, e inventando fintamente errori inesistenti ma adatti a darsi, secondo lui, un'immagine di persona redenta da una politica "manettara"...
Forse qualcuno della sinistra gli ha offerto una poltrona? Una speranza di rientrare in circolo?
Prima ci ha provato con Grillo, ma Grillo non ha tirato dentro il suo Movimento i Razzi, Scilipoti, De Gregorio, Maruccio per voti o interessi personali, e questi elencati erano i più visibili, ma quanti di mezza tacca, anche provenienti da Forza Italia, ne abbiamo visti noi militanti! La sua politica furbetta e tutt'altro che onesta e trasparente era quella del conto della serva: questi figuri gli portavano voti e lui era di bocca buona e non guardava tanto per il sottile. Un calcolo della serva che non ha quadrato perché chi gli aveva creduto, vedendo lo schifo e le contraddizioni, se ne andava e i voti degli idealisti Di Pietro se li perdeva per strada.
Beppe Grillo, che pure con lui all'epoca andava d'accordo, ha messo dentro gente qualsiasi controllando continuamente che fosse pulita.
Tutta un'altra aria, tutta un'altra storia e alle sue "avances" non ha risposto.
Con questa allucinante uscita ha gettato la maschera di ciò che egli era veramente.
Ma la gente non è stupida: basta leggere i commenti sotto gli articoli che riportano codesta bella uscita!

venerdì 8 settembre 2017

Propaganda governativa come fake news




Da: La Stampa

Lorenzin: “E ora con Google ripuliremo la rete dalle fake news”


Risultati immagini per rita coltelleseDetesto questo uso da provinciali dei termini inglesi per parlare a tutti gli Italiani: anche a chi l'inglese non lo conosce e, spesso, non sa parlare bene neppure l'italiano, quando ci sono chiarissimi termini in lingua italiana per far capire a tutti il concetto, che così invece rimane a molti nebuloso.
NOTIZIE FALSE, SOLO QUESTO VUOL DIRE.
La Lorenzin ovviamente intende sui vaccini e sulle stupidaggini in generale riguardanti notizie scientifiche e su questo ha ragione, giacché l'ignoranza imperante in troppa gente non consente di discernere il vero dal falso.
Da: Huffingpost

Bimba morta di malaria: Imposimato insinua nesso con i vaccini. La risposta dell'Iss: "Pura Fantasia"

Il magistrato, proposto dai 5 Stelle per la presidenza della Repubblica, chiede di accertare se i vaccini siano la causa della morte della bimba e scatena la discussione

Ecco un recentissimo esempio di ignoranza, imperdonabile data la cultura giuridica e l'età del personaggio, pericolosa perché detto da persona esposta anche politicamente.
Se l'ha detto cinicamente pur sapendo di dire una castroneria fa pensare male, molto male della sua onestà intellettuale e rabbrividire al pensiero che sia stato un magistrato che decideva della sorte della gente.
Se invece parla per crassa ignoranza scientifica allora vada a leggersi umilmente qualche libro di microbiologia, biologia o medicina.. E prenda atto che se si ha cultura giuridica ma si è totalmente ignoranti in Scienza è meglio tacere per non fare figure barbine.

Dunque è vero, girano notizie fasulle e pure tante, e l'unica difesa è la cultura. Chi non ce l'ha ha bisogno di essere tutelato, ha ragione la Ministro della Salute con la sua non deprecabile maturità classica.
Cosa dire allora delle fake news che tutti i giorni sentiamo dai TG della RAI, che è nostra solo per pagarla, ma è dei politici al potere e si sente? Dalle notizie fasulle, la realtà edulcorata che ci presentano, le forzature a volerci rappresentare i fatti secondo il punto di vista del potere, che difesa abbiamo?
Anche qui aiuta molto la cultura, ma anche l'intelligenza: l'una è un patrimonio personale costruito, ma l'altra se non ce l'hai di natura sei spacciato: ti bevi tutta la visione deformata della realtà.
Il Potere in questo momento ha a cuore l'extracomunitario, lo difende, se ne preoccupa, non bastando mantenerlo, e ogni notizia che riguarda l'argomento data dai TG RAI ne risente.
I violentatori brutali di Rimini diventano così "dei ragazzini"...
Il papà dei due marocchini minorenni un padre morale che li convince a costituirsi: poi si scopre che è un marocchino pregiudicato, condannato e agli arresti domiciliari... Vedete bene come si possa rappresentare in modo diverso la realtà, facendo apparire il suggerimento del padre qualcosa di nobile semplicemente omettendo che è ai domiciliari, aspetto che potrebbe far pensare ad un opportunistico suggerimento da parte di uno che con la Giustizia ha a che fare e allora è meglio che...
Oppure basta leggere, soprattutto sul quotidiano "La Repubblica" dove Mario Calabresi si è messo al servizio di Renzi, come viene riportata la notizia, tristissima, sulle indagini in corso per la morte della bambina italiana di 4 anni per un plasmodio portatore di malaria non presente in Italia. Vengono gettati là e qua dubbi sul contagio avvenuto nel reparto di Pediatria, dove erano ricoverate anche due bambine del Burkina Faso proprio con quel plasmodio addosso.
Bisogna addolcire tutto intorno alla presenza africana in Italia... attenuare tutto... E questa NON E' INFORMAZIONE: una notizia drogata dalla propaganda è una NOTIZIA FASULLA.
E mentre sono occupati a proteggere il popolo dalle fake news a senso unico, ne spargono contro gli Italiani: loro non stanno a cuore ai governi renzi-gentiloni.
L'insofferenza verso gli Italiani l'aveva già dimostrata il Ministro del Lavoro, quel ciccione amico di Buzzi, dicendo che i laureati italiani, addottorati, specializzati e pure con i master, che non trovano lavoro in Italia, "non stessero a rompere le balle e siamo contenti se se ne vanno all'estero". Tanto a lui cosa gliene frega, suo figlio a 40 anni circa senza laurea aveva il "lavoro" in una Cooperativa rossa foraggiata con i soldi dei contribuenti.
Ora il commento di oggi su un TG 1 sugli insegnanti della martoriata Scuola Pubblica ha costituito un altro lampante esempio di deformazione della realtà, presentandoli come "dei rompiballe" che vogliono avere il "lavoro sotto casa" per "avere il ruolo".
FAKE NEWS!
Le cose stanno in modo ben diverso e più sotto lo illustrerò con alcuni articoli esplicativi comparsi su pubblicazioni che non scrivono notizie fasulle.
Renzi ha fatto la legge 107 del 2015 e se ne è disinteressato: la moglie, supplente, con tale legge è diventata di ruolo, come molti, ma lei ha avuto il lavoro sotto casa, dove aveva lavorato da supplente fino a quel momento. Poi è stata chiamata in una bella scuola di Firenze quando la loro figlioletta è stata iscritta in una scuola americana o inglese di Firenze, usufruendo di quell'aspetto della legge che dava facoltà ai Presidi di chiamare in base al curriculum. La mattina mamma e figlia a Firenze in due scuole diverse, ma insieme.
Oggi, grazie ai Sindacati che insieme ai politici distruggono l'Italia, i Presidi debbono prima sottoporre al Collegio dei Docenti un curriculum di un docente che vogliono chiamare: chi lavora già 12 ore al giorno dice, giustamente, "Ma chi me lo fa fare? Mi mandassero chi vogliono." Perché gravarsi di un Collegio in più?
Ma i Sindacati, insieme all'inefficienza del MIUR, l'anno passato hanno consentito che gente perdente cattedra, senza presentare titoli, restasse nella provincia dove vive. 
L'orrore giuridico dell'accordo fra il MIUR, che non ha saputo valutare il numero delle cattedre a disposizione, e i Sindacati ha comportato che gente con titoli zero sia rimasta vicino casa, perché in fondo alla graduatoria, e gente con titoli e famiglia con figli piccoli non abbia così potuto ottenere né trasferimento, né utilizzazione, tantomeno assegnazione provvisoria per l'anno scolastico 2017-18 giacché, non si sa in base a quale Diritto, questi perdenti cattedra a titoli zero sono stati confermati nella provincia dell'anno passato.
Questo strame del Diritto fa il paio con il misterioso algoritmo della distribuzione iniziale, che è rimasto misterioso nonostante richieste anche legali sul criterio di impostazione.
Siamo al solito IMPICCIO ALL'ITALIANA, e si sente puzza di incapacità se non peggio.
E parliamo di Fake news? Dite la verità su quello che avete fatto alla vita di tanta gente!
Da: La Tecnica della Scuola
Assegnazioni provvisorie: storia di un “pasticcio” annunciato. La data del 1° settembre sbugiarda il crono-programma ministeriale del “tutti in classe”.
Perché diversi insegnanti, soprattutto quelli che hanno presentato domanda alle province più grandi, rimangono in attesa di conoscere il loro destino.
I dubbi e i timori intorno al contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie si sono rivelati fondati, anche alla luce dell’infruttuoso incontro tra sindacati e Miur del 31 agosto.
Sugli ultimi sviluppi della mobilità annuale, La Tecnica della Scuola ha intervistato Leonardo Alagna, direttore dell’Osservatorio Diritti Scuola.

Alagna, sembra che l’anno sia partito con i soliti problemi legati agli spostamenti dei docenti. Perché non si riesce a voltare pagina?
La scuola non funziona più perché non ci sono le risorse. Inoltre, gli Uffici Scolastici Provinciali sono stati lasciati soli con pochissimo personale e senza strumenti.

Quindi, ci conferma che il problema è anche negli organici ridotti degli uffici scolastici?
Sì. Ci sono situazioni in cui il personale è composto da due sole persone che devono addirittura stilare le graduatorie a mano.

E ora partiranno pure i ricorsi…
Infatti: nella maggior parte dei casi le graduatorie sono provvisorie e gli stessi Ambiti territoriali potrebbero ricevere dei reclami che potrebbero stravolgere le posizioni e quindi le assegnazioni di sede. È chiaro che in una situazione di carenza estrema di personale addetto, il margine di errore è altissimo.

Bisogna anche considerare che nei giorni scorsi molti dipendenti (giustamente) erano in ferie…
Venerdì scorso sono stato al Miur e non ho avuto la possibilità di confrontarmi con nessuno: erano tutti al mare.
Risultati immagini per rita coltelleseCommento: quando si fa il "piano ferie" si deve tener conto delle esigenze dei carichi di lavoro della struttura per la quale si lavora. Gli Ambiti Territoriali del MIUR, così come gli Uffici Scolastici Regionali, non dovrebbero andare in ferie proprio in agosto quando inizia il lavoro sul materiale umano, i docenti, per assicurare la partenza dell'anno scolastico. Irresponsabile chi, in codeste strutture dello Stato, programma le ferie consentendo lo svuotamento degli uffici proprio quando c'è il maggior lavoro per far partire l'anno scolastico in modo decente e regolare.

Da: Il Gazzettino Vesuviano.com

Scuola, i docenti: Corte europea dei Diritti dell’Uomo invasa dai ricorsi

Già stamattina si contavano più di mille raccomandate spedite a Strasburgo dagli insegnanti campani di ogni ordine e grado delle fasi 0, a, b, c e di chi, ancor prima del 2015 aveva fatto domanda di trasferimento.
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Il primo settembre si avvicina e i docenti meridionali invece di preparare la valigia, dichiarano guerra al Governo e inviano una lettera di formalizzazione di richiesta di ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Già stamattina si contavano più di mille raccomandate spedite a Strasburgo dagli insegnanti campani di ogni ordine e grado delle fasi 0, a, b, c e di chi, ancor prima del 2015 aveva fatto domanda di trasferimento. Ma il numero è destinato a crescere: all’appello si sono unite Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tutti uniti nel Coordinamento Educatori e Docenti Italiani (CEDI).
Eterni precari in balìa di un algoritmo «confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante», i docenti del Mezzogiorno d’Italia sono costretti ogni anno a giocare alla roulette russa delle assegnazioni provvisorie. La stabilità sembra diventata un’utopia, nonostante l’immissione in ruolo ottenuta dopo anni di gavetta, e precariato, già accumulati.
Con la legge 107 del 2015, i lavoratori della scuola, in mancanza di un’alternativa, sono stati costretti ad aderire al piano straordinario di mobilità rischiando, in caso di rifiuto della nuova destinazione, la cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento, o addirittura il licenziamento.
Una situazione che non sembra migliorare, al contrario, peggiora ad ogni nuovo piano di mobilità, che viola la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, che offende la dignità umana. Di qui, la decisione di chiedere l’intervento dell’Europa attraverso la sua principale istituzione, la Corte Europea, nel tentativo di costringere il Miur ad un programma straordinario di rientro immediato. Se da Roma non cederanno, i docenti proseguiranno con il ricorso. E sarà l’ennesimo contro una normativa che ha fallito ogni tentativo di porre fine al continuo vagabondaggio.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato lo scarso numero di trasferimenti avvenuti dalle altre regioni e le sole 20 cattedre provvisoriamente assegnate alla Scuola dell’Infanzia di Napoli e provincia a fronte delle centinaia e centinaia di richieste.
Martedì 22 agosto i “deportati” hanno manifestato dinanzi alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale chiedendo di ricoprire i posti in deroga sul sostegno. La risposta data dai dirigenti è stata quella di coinvolgere la Regione, che, però, nulla può fare al riguardo.
Eppure, l’ordinanza n. 848 del 27/03/2017 del Tar di Reggio Emilia parla chiaro. Per quei posti non possono essere nominati i supplenti collocati nelle graduatorie ad esaurimento e d’istituto, poiché hanno priorità i docenti di ruolo richiedenti l’assegnazione provvisoria. Così un’insegnante di Cutro, titolare di cattedra in Emilia, ha ottenuto l’assegnazione ad una scuola della provincia di Crotone facendo valere il proprio diritto al ricongiungimento familiare.
Tale diritto le era stato negato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che si è opposto all’accoglimento del ricorso. Il Tribunale, invece, ha dato ragione alla docente, ordinando al dicastero di assegnarla ad una scuola ubicata nell’ambito provinciale di Crotone.
Dunque, in migliaia anche quest’anno, come ogni anno, saranno costretti a tornare ad insegnare nelle scuole del nord. Le conseguenze della deportazione si riflettono negativamente sui docenti, sulle loro famiglie che, oltre al trauma della separazione, devono sostenere i costi della trasferta, poiché 1300 euro al mese non bastano a pagare le spese per il trasporto e il sostentamento lontano da casa. Ma, soprattutto, cala la qualità dell’insegnamento in quanto non viene garantita nemmeno la continuità didattica. Effetti che ricadono tutti sugli studenti.
Sembra delinearsi una chiara volontà politica che rifiuta ogni possibilità di investire nelle scuole del sud. Il bisogno di trasferirsi è dovuto ai tagli effettuati negli ultimi anni dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, non dalle necessità scolastiche. Nelle aree più difficili e degradate a causa della mancanza di personale non si effettua il tempo pieno, nemmeno nella Scuola dell’Infanzia, rendendo impossibile il raggiungimento delle 40 ore settimanali previste.
Una volontà avallata e perpetrata dai sindacati che, avendo firmato, anche stavolta, il contratto collettivo nazionale di lavoro, non permettono ai docenti richiedenti il trasferimento nemmeno l’assegnazione provvisoria in deroga, nonostante i posti disponibili solo per Scuola dell’Infanzia e Primaria siano ben 6mila. Considerando che la stessa titolare del dicastero, Valeria Fedeli, è una sindacalista, è facile capire che, nella logica corporativistica, l’unico a perdere – a dover perdere – è il lavoratore.

Roberta Miele