https://www.youtube.com/watch?v=L-s9H6GWQjw
In scena Eduardo, Elena Tilena, Carlo Lima, Enzo Petito, Nina De Padova, Pietro De Vico, e tanti altri...
https://www.youtube.com/watch?v=L-s9H6GWQjw
In scena Eduardo, Elena Tilena, Carlo Lima, Enzo Petito, Nina De Padova, Pietro De Vico, e tanti altri...
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/assolto-tizzani-1.5846441
Tizzani è stato assolto, ma non solo: con formula piena.
Personalmente penso che i giudici abbiano applicato la formula che "quando non v'è certezza di colpevolezza è meglio che il giudice accetti il rischio di assolvere un colpevole piuttosto che quello di condannare un innocente".
Quando uscirà il dispositivo della sentenza si saprà perché.
Restano inspiegate diverse circostanze: sembra assurdo che il ladro, colto sul fatto da Tizzani e dopo aver ucciso la Del Gaudio, si sia premurato di mettere arma e guanti in un sacchetto prima di fuggire, per poi nascondere il tutto in una siepe distante soltanto 400 metri dall’abitazione del delitto.
Che il sacchetto in cui era l'arma e i guanti provenisse dalla casa del delitto è accertato e davvero non so come i giudici abbiano potuto spiegarsi perché un ladro abbia perso tempo a mettere tale materiale nel sacchetto invece di fuggire e basta. Né come abbiano potuto rispondere al fatto che Tizzani ha dichiarato che aveva mani scure, dunque senza guanti, e quindi la loro provenienza.
Personalmente penso che quei guanti sono stati raccolti chissà dove e messi con l'arma lì e che il sacchetto che aveva contenuto le mozzarelle, non essendo certo a chiusura stagna, ha subito il lavaggio della pioggia con il suo contenuto, favorendo l'assassino.
Ora che hanno sentenziato l'estraneità del marito tutti gli abitanti delle villette vivranno nella paura che uno può essere ammazzato in modo repentino in casa propria anche avendo a pochi metri un familiare.
Giustamente nessuno potrà più sentirsi sicuro in casa propria.

Una nuova ipotesi shock si fa largo sulla morte delle tre donne brutalmente uccise. Gianna Del Gaudio, Daniela Roveri e Marilena Negri sono state sgozzate dallo stesso uomo incappucciato?
https://images.app.goo.gl/isSqFqaSLTM1ek728
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2018/12/antonio-tizzani-rinviato-giudizio.html
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/12/gianna-del-gaudio-il-ladro-che-non-ce.html
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/11/gianna-del-gaudio-un-vero-giallo.html
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/10/giallo-su-uccisione-profssa-gianna-del.html
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2016/09/omicidio-gianna-del-gaudio.html
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Il giornalismo ha grandi colpe per l'uso del linguaggio. Giacché il linguaggio orienta il pensiero. Con il linguaggio si può indurre il pensiero a minimizzare o, al contrario, ad esagerare. Meno la gente ha strumenti culturali e più è influenzabile dal linguaggio giornalistico. Bullismo, l'ho già scritto in post sul mio blog, è parola riduttiva di un fenomeno umano sempre esistito, ovunque, non solo nelle Aule Scolastiche. Si chiamano bassezze persecutorie, operate da persone che non hanno spessore morale né etico, comportamenti che possono presentarsi anche in luoghi dove sembrerebbe esserci una preparazione culturale, ma più frequentemente sono operanti in contesti dove la cultura latita, sostituita da una generica aderenza al branco.
Questo esiste ed è fortunato chi nella vita non l'ha mai sperimentato. Forse proprio perché facente parte di quell'umanità che è branco, che non ha maturato una coscienza individuale, che nel profondo sa di non valere niente e cerca per questo l'uniformità del branco dove può nascondersi in una collettiva ed anonima responsabilità dalle proprie infime azioni. I miserabili ne ricavano una soddisfazione meschina, in cui si crogiolano, più colpiscono più sono soddisfatti. Non aspettatevi che abbiano schifo di sé, non aspettatevi coscienza morale: se l'avessero mai agirebbero in tal modo.
Michele non lo sapeva, Michele pensava che quell'umanità che lo respingeva era quella giusta, che sbagliato fosse lui perché non camminava benissimo, perché non era bellissimo... Tanti hanno difetti e non sono bellissimi ma vivono benissimo... Ma Michele non lo sapeva. Michele non sapeva che esiste una parte dell'umanità che è miserabile e si manifesta fin dall'infanzia per la sua propensione a cercare di ghettizzare qualcuno, sempre ha bisogno del branco, e sempre trova seguaci e fiancheggiatori essendo questa genìa diffusa ovunque.
Michele
Michele, come avrei voluto conoscerti, dirti che eri bello invece, fuori e dentro. Che stavi scoprendo solo quella parte di umanità che è feccia.. Che dovevi solo imparare che questo esiste e che bisogna solo tenerlo lontano da noi, dedicandogli solo la nostra indifferenza ed il nostro disprezzo.
Per tutti i ragazzi che si trovano ad essere oggetto di rifiuto e di oltraggio: non è quella l'umanità che vi merita, quella è la feccia, un tipo di feccia. Non soffrite perché vi rinfacciano i vostri difetti veri o presunti, sappiate che anche se foste perfetti ve li inventerebbero e troverebbero sempre qualcuno pronto a crederci, al di là della più chiara evidenza! Solo perché a quel tipo di persone piace sbranare, perché questa è la loro natura.
Vivere è accettare che esiste gente brutta, orribile, ma non per questo non vale la pena di vivere.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Ci sono libri letti in gioventù che riletti, quando l'esperienza di vita ti ha svelato la realtà, trovi ancora più veri, ed altri che ti appaiono infantili, tanto sono privi di spessore reale. Accetto l'irrealtà solo dai libri di fantasia o di fantascienza, non da libri che parlano di psicologia umana. Leggo dall'alto dei miei 74 anni di vita e questo libro trovo che è infantilmente irreale, perché l'Autore pretende di far vivere dei ragazzi liceali, rendendoli reali, chiamando i loro nomi in un Appello e facendo raccontare loro i personali guai in classe, davanti a tutti, in una Psicoanalisi di Gruppo, piuttosto che fare lezione. Le figure che ne vengono fuori, lungi dall'uscire vive dalla pagina, sono "bidimensionali", di maniera, irreali. L'elenco dei loro dolori è un elenco, come una deposizione sciorinata davanti a tutti. Casi di maniera come la giovane che ha abortito, il ragazzo che deve dividersi fra due genitori e i loro problemi psicologici più o meno gravi ecc.. Lo scrittore non è riuscito a far sentire le pieghe del loro dolore, le sfumature.. Solo un elenco. Irreale la situazione: non credibile che ragazzi di quell'età possano accettare di parlare di cose intime davanti all'intera classe. Irreale la figura del Preside: impensabile che un professore possa rivolgersi al suo superiore con "lei è una gran testa di cazzo" e che un Preside, per di più laureato in Filosofia, non abbia mai sentito parlare de "La Rosa Bianca" e chieda come un idiota "cosa è". Stupisce che lo scrittore sia di professione un Professore di Scuola. A dir poco ardite le similitudini che fa con la fisica dei quanti e le vicende umane. Libro penoso. Unico merito: scritto con buona sintassi. Voto 2
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Mi piaceva disegnare e creare modelli, molti dei miei vestiti dei miei primi 25 anni sono stati da me disegnati ed eseguiti da due sarte che abitavano nel mio stesso palazzo di Via Ottaviano, a Roma: erano due sorelle pugliesi, nubili ed anziane, si chiamavano sorelle Fanelli, ed io le chiamavo affettuosamente "le mie sorelle Fontana". Hanno avuto con me molta pazienza.
Comperavo le stoffe in un negozietto a "grottino" di via Cola di Rienzo, solo una volta, consigliata da un'amica, andai da "Bises" in Via Nazionale.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2017/06/malcostume-quotidiano-al-supermercato.html
Riporto sopra il link ad un altro mio post di 3 anni fa.
Sempre di maleducazione si tratta.
Rispetto alla spesa precedente, sempre nel medesimo supermercato, oggi non ho dovuto arrabbiarmi dicendo a gente che ti si accosta a meno di 1 metro: "Stia lontano per favore! Mantenga la distanza consigliata!"
Segno che batti e batti quello che ripetono in televisione gli è entrato in testa finalmente!
La maleducazione registrata oggi è la solita, quella che certa gente ha connaturata insieme ad un egoismo ed egocentrismo che io ormai trovo insopportabili!
Banco del pesce. Prendo il numeretto e accosto il carrello standovi accanto a distanza di altri clienti già presenti. Una la stanno servendo, l'altro sbircia il pesce ed è evidente che ha ignorato il numero di coda.
A differenza di quanto è accaduto a me, quando in altre circostanze distrattamente non l'ho preso e chi è arrivato dopo prendendolo mi è passato avanti e peggio per me se non l'avevo preso prima, io ho aspettato che quel distratto signore fosse servito. L'attesa è stata un po' lunga perché a servire c'era solo un'anziana signora e, nel frattempo, dietro di me è arrivata una tizia dall'aspetto fine ma, come si è rivelata, affatto educata. Non sono invisibile, e nemmeno il carrello a cui ero attaccata, ma quando finalmente la commessa si è rivolta a noi chiedendo chi c'era, invece di azionare il numeratore visibile a tutti sul display, la apparentemente fine signora si è fatta avanti con il suo numerino, quando era ovvio che c'ero prima io. Forse la apparente elegante signora apparteneva alla serie di quelli che sperano che tu il numero non l'hai preso e peggio per te e ti passano avanti, anche se tu sei lì, visibilmente da prima. Ma purtroppo io lo avevo e l'ho letto a voce alta e chiara. La signora si è indispettita ed ha spinto in avanti il mio innocuo carrello con gesto alquanto sgarbato, come se all'improvviso le desse fastidio.
Cafoni ben vestiti, ma cafoni.
Ma il guaio di questo supermercato, che non nomino per non fare né buona né cattiva pubblicità, sono i maleducati all'esterno e l'assoluto non controllo dei Vigili Urbani, dei Carabinieri (che però assolvo perché fanno tante altre cose per proteggerci), ed eventualmente delle Guardie Giurate che prestano servizio sia all'interno che all'esterno del Supermercato, queste ultime però hanno delle regole contrattuali che, forse, limitano le loro competenze.
Fuori c'è parcheggio selvaggio, nonostante segnaletica orizzontale e verticale.
Oggi un vecchio (più di me che pure non sono una ragazzina) si è infilato contromano dentro il parcheggio di tale supermercato. Gli ho fatto notare la segnaletica e lui, dopo aver fatto finta di non capire o essere realmente rincoglionito, si è scusato ma intanto io non sono potuta entrare nel parcheggio che egli ostruiva con la sua auto contromano...
In un'altra zona del parcheggio delimitato da strisce a "pettine", se pieno, niente paura, i cafoni parcheggiano "a pettine" sull'altro lato della stretta corsia di percorrenza, invadendo in parte il marciapiede pedonale coperto, rendendo difficoltosa la manovra a tutti... Ma basta che stiano comodi loro!
Infine parcheggiano sulla strada limitrofa dove è vietato parcheggiare in entrambi i lati. Bene! I maleducati parcheggiano in entrambi i lati, con il rischio che, distrattamente, aprano lo sportello all'improvviso per scendere mentre transita, necessariamente piano visto che deve passare in mezzo a due file di auto in una strada che è transitabile a doppio senso di marcia, la mia auto tranvandola letteralmente, come infatti è accaduto.
Oggi una signora stava addirittura scaricando il carrello della spesa non dietro l'auto magari, zona portabagagli, no! Accanto allo sportello, così una strada che dovrebbe essere a due corsie, per due sensi di marcia, con due file di auto parcheggiate sui due lati e un carrello accanto ad una di esse era a mala pena transitabile dalla mia auto..
Chiamare i Vigili Urbani è inutile: più di un cittadino lamenta che non rispondono al telefono..
Così la maleducazione impera e diventa pericoloso anche andare al Supermercato per chi le regole le rispetta.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Il fazzolettino a sua madre aveva donato,
slamato sul bordo, il ricamo staccato,
all'angolo rimasto forma delicato fiore..
A lungo aveva guardato con dolore
le donne sui Bastioni di Buda e i loro ricami
contando i soldi che aveva fra la mani.
A sua madre un ricordo di Budapest,
da quel viaggio in un Paese dell'Est.
Scelse un leggero fazzolettino,
ne prese due.. costavano pochino.
Poco distante guardò una vetrina,
una camicia per la sua bambina..
A lungo ci pensò, i soldi contò
si fece coraggio e la comperò.
Una vita dentro di lei viveva
ma per la miseria non la voleva.
Triste ora il fazzolettino guardava,
tornato a lei conservato lo aveva,
venticinque anni prima la morte
della madre ne aveva segnato la sorte.
Sua madre ne aveva avuto cura,
con l'altro, ne era sicura,
e entrambi erano a lei tornati,
così delicati, così ornati..
Ora di quel povero dono pensato
solo questo era rimasto ..slamato,
della vita che dentro le viveva
invece nulla rimaneva.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Da: L'UNITA' di lunedì 16 gennaio del 1967
"I pratoni del Vivaro, per esempio, e la macchia che nascose i corpi dei due fidanzati Laura Pomardi ed Egidio Bergnesi. uccisi a revolverate nell'estate del 1965 da qualcuno che puo' ancora camminare per le stesse strade, per gli stessi boschi. E i maniaci che — si racconta — continuano a spiare (e spesso rapinare) le coppie che cercano rifugio, senza timore, nello stesso luogo."
Da: L'UNITA' di mercoledì 9 maggio 1973
«Giallo» dei Pratoni: perizia su una pistola
L'arma e stata sequestrata ad un uomo, già condannato per il porto abusivo a tredici mesi di reclusione —
Egidio Bergnesi e Laura Pomardi furono uccisi a revolverate il 31 luglio del 1965 —
II delitto ancora insoluto Torna alla ribalta il «giallo» dei Pratoni: i carabinieri hanno arrestato un uomo che si aggirava nella zona del Tuscolo, pochi chilometri dai Pratoni e da Velletri, avendo in tasca una pistola, un coltello acuminato, un passamontagna. Adesso, più che altro per scrupolo, si e deciso d! sottoporre quest'arma ad una perizia tecnica, per capire se possa essere l'arma — una calibro 7,65 — che quasi otto anni fa uccise due fidanzati, Egidio Bergnesi e Laura Pomardi, che si erano recati in gita nella zona. Come è noto, I'assassino, o gli assassini non sono mai stati identificati. L'uomo arrestato si chiama Nello Bencivenga ed ha 48 anni. Originario di Velletri, si e trasferito adesso a Lariano, dove abita in via Colle Fiorentino 121. E' stato bloccato giorni orsono da alcuni carabinieri che stavano indagando su alcuni episodi avvenuti in località frequentate da coppiette. Dalla sua auto sono saltate fuori questa pistola automatica calibro 7,65, un coltello a serramanico, alcuni cacciaviti con la punta ricurva, capaci cioè di forzare i deflettori delle auto, un passamontagna. Informato, il pretore di Frascati ha disposto I'immediato arresto dell'uomo. Nello Bencivenga e stato processato per direttissima e condannato a tredici mesi di reclusione. Ha raccontato di aver trovato in campagna la pistola, ma non e stato creduto. L'arma ha comunque i numeri di matricola limati e basta questo particolare per renderla sospetta, comunque non "pulita". Adesso è stata consegnata ai periti balistici, che dovranno accertare se i bossoli che furono trovati accanto ai cadaveri dei due fidanzati sono stati esplosi proprio da quest'arma. E' un controllo che viene effettuato soprattutto per scrupolo, non perché ci siano sospetti di nessun genere contro il Bencivenga. II delitto avvenne il 31 luglio 1965 in una macchia ai margini della via dei Laghi.
Egidio Bergnesi e Laura Pomardi, che si conoscevano da bambini, fidanzati da anni, avrebbero dovuto sposarsi entro pochi mesi: furono freddati a revolverate forse da un "guardone" scoperto e minacciato dal giovane, forse da un rapinatore di coppiette. Le indagini andarono avanti per mesi ma alla fine non portarono a nessun traguardo: e è ancora mistero intorno al nome dell'assassino.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
Solitudine al terzo piano
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
La Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati, all'art.33, sancisce il principio di non-refoulement prevedendo che
"Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche".
Il divieto di respingimento è applicabile a ogni forma di trasferimento forzato, compresi deportazione, espulsione, estradizione, trasferimento informale e non ammissione alla frontiera. È possibile derogare a tale principio solo nel caso in cui, sulla base di seri motivi, un rifugiato venga considerato un pericolo per la sicurezza del Paese in cui risiede o una minaccia per la collettività.
Tale principio costituisce parte integrante del diritto internazionale dei diritti umani ed è un principio di diritto internazionale consuetudinario.
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SULLA BASE DI QUANTO SOPRA RIPORTATO, ALLA LETTERA, I GIORNALI DI SINISTRA COME "LA REPUBBLICA" SCRIVONO:
ORA RILEVO VARIE AFFERMAZIONI IN
CODESTI SCRITTI:1 - L'ART. 33 DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA SULLO STATUS DEI RIFUGIATI
E' CHIARO: "Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in
qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua
vita o la sua libertà sarebbero minacciate Ed elenca i motivi di
codeste minacce.Ora chi si avventura a sbarcare in Europa, in primis in Italia, è
accertato che è in maggioranza chi cerca di migliorare la propria
condizione economica non essendo minacciato da alcuno, né per la sua vita né
per la sua libertà. Avendo alla spalle solo governanti occupati ad arricchirsi
che ignorano i propri cittadini e i loro bisogni di lavoro, economici, di
salute.DUNQUE ALLORA COSA C'ENTRA L'ART. 33 DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA CON I
RESPINGIMENTI DI GENTE CHE VUOLE ENTRARE PER FORZA IN ITALIA SOLO PER VIVERE
MEGLIO DI COME VIVE NEL PROPRIO PAESE?
CERTO CHE POSSIAMO E DOBBIAMO RESPINGERLI!
Scrivere, come fanno
Scrivere la parola profughi è
fatto falso, giacché chi ha stabilito che trattavasi di profughi, non
risultando provenienza da nazioni in guerra?
L'affermazione generica che "i
respingimenti sono vietati dal diritto internazionale" non trova riscontro
nella realtà, ma è un uso distorto e fuorviante dell'art. 33 già esaminato che
definisce specifiche situazioni.
Questo è il giornalismo del pensiero di sinistra in questo momento storico del nostro Paese.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.