Assistendo al proseguimento della indagine portata avanti dal Procuratore Napoleone, che dovrebbe essere attinente al Processo nelle Aule di Giustizia, che in buona fede egli riprende in mano cercando una prospettata verità diversa da quella pur raggiunta dalla Giustizia italiana, si apprende che Andrea Sempio si è prestato di buon cuore a farsi prelevare il suo DNA, dato che quello presentato dagli avvocati della madre di Stasi non era legalmente utilizzabile alla bisogna, essendo prelevato con l'inganno da privati al soggetto successivamente iscritto nell'Avviso di garanzia.
La PROVA che deve cercare il Procuratore Napoleone è dunque la comparazione fra l'aplotipo del cromosoma Y ricavato dal taglio di due unghie delle mani del cadavere di Chiara Poggi e il DNA di Sempio.
Ma, allo stato, tale prova non è ancora stata fatta e tutto rimane come i CTU dei giudici del processo hanno stabilito: non è attribuibile a Sempio essere unico portatore di quella breve sequenza genetica.
Dunque? Il volgo pensante e pragmatico, sia pure percentualmente in numero inferiore a quello preda del PROCESSO MEDIATICO, si chiede perplesso perché il Procuratore Napoleone chieda ai VV.FF. di dragare un piccolo corso d'acqua di un borgo vicino a Garlasco cercando l'arma del delitto. I paesani assistono ridendo ad un dispiegamento di uomini e mezzi per dragare quel rigagnolo maleodorante che in 18 anni il Comune ha dovuto pur far pulire ogni tanto!
Ridono a buon diritto giacché è inverosimile che dopo precedenti pulizie si possa ancora trovare qualcosa. Infatti non si trova nulla di credibilmente attinente.
Poi c'è un primo piccolo colpo di scena: un operaio si presenta dai Carabinieri con della ferraglia che egli aveva raccolto da quel corso d'acqua che passa fra i muri delle case del borgo, e che aveva tenuto pensando in buona fede che non erano di nessuno e a lui potessero servirgli. Visto che interessavano la Legge lui li ha consegnati.
Inutile dire che nessuno di quegli attrezzi, più quelli recuperati dal lavoro dei VV.FF., sembra possano appartenere all'arma che ha ucciso Chiara.
Di sicuro Napoleone, ritenuto persona scrupolosa dal Ministro della Giustizia Nordio, avrà una idea scientifica dell'arma che ha ucciso Chiara, in base alle perizie del processo Stasi, l'autopsia del corpo di Chiara fatta nell'immediato, con la descrizione delle ferite riportate al capo e tenendo conto di quanto dichiarato all'epoca del delitto dal padre della vittima agli inquirenti che gli chiesero cosa mancava dalla casa: pochi asciugamani e un martello a due facce che lui teneva a portata di mano sul davanzale interno di una finestra.
Sempre quella parte del volgo che non fantastica si è chiesta perché, se l'indagato è Sempio, Napoleone ha dato credito alle voci nate da una testimonianza, all'epoca data e ritrattata, della visione di una ragazza bionda in bicicletta con in mano un attrezzo che al testimone sembrò un attizzatoio? E di altra voce che avrebbe visto la luce accesa a tarda sera nella casa della nonna materna (?) delle cugine di Chiara, quando la nonna non vi abitava più, e poi avrebbe sentito un tonfo nel rigagnolo che passa dietro detta casa?
Ha dato credito se ha mandato i VV.FF. a fare il dragaggio dopo 18 anni, e non si comprende cosa leghi Andrea Sempio alle cugine di Chiara. Lui avrebbe ucciso Chiara con una delle cugine che poi sarebbe andata a disfarsi dell'arma a casa della nonna?
Napoleone è la legge e non ha nulla a che vedere con le fantasie del Processo Mediatico.
Le cugine Cappa sono cugine di Chiara essendo figlie della sorella del padre di Chiara: per questo si chiamano come il loro papà.
Questa storia delle ricerche nel ruscello che scorre in mezzo alle case e, più precisamente, dietro la casa della nonna, ha creato nelle menti del volgo, ormai deliranti per star dietro a mille notizie che NULLA DICONO SU CHI HA UCCISO CHIARA, SE NON STASI COME ACCLARATO DA PROCESSO LEGALE, confusione nella confusione.
Essendo la nonna materna l'hanno in comune con Chiara, essendo la loro mamma e il padre di Chiara fratelli. Ma scorrendo i giornali più diversi si trova tutto e il contrario di tutto: la casa che confina con la roggia fatta dragare dal Procuratore Napoleone è in alcuni articoli della nonna comune con Chiara, dunque madre dei fratello e sorella Poggi, in altri della nonna materna di Chiara, dunque madre di Rita Preda in Poggi, in altri delle sole gemelle Cappa quindi nonna di parte paterna!!! Come si può arrivare a questi livelli di confusione?
Può chiamarsi questa INFORMAZIONE? Oppure disinformazione totale?
Tutto ciò che riguarda questo Processo mediatico è così.
La colpa di un pessimo giornalismo c'è tutta.
IL LEGITTIMO DUBBIO CHE SI STIA USANDO LA VOGLIA DI RIABILITARE UN ASSASSINO PER VOLONTA' DI SUA MADRE, legittimamente fino ad un certo punto, CON L'AIUTO DI QUELL'ANIMA PERSA DI VITTORIO FELTRI, CHE LO DICHIARA INNOCENTE SULLA BASE DEL NULLA, PER DIMOSTRARE CHE LA GIUSTIZIA E' UN CASINO E CHE LA PANACEA SIA LA RIFORMA NORDIO NON E' PIU' UN DUBBIO: E' CERTEZZA.
Nessun commento:
Posta un commento