martedì 29 luglio 2025
ROMANZO "Con il tempo capirai..." INGANNI SENZA RIMORSI
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 24 luglio 2025
ANDREA SEMPIO: UNA VERGOGNOSA PERSECUZIONE
PRENDO SPUNTO DALLE PAROLE DELL’avvocato David Leggi: “..coloro che, senza avere la certezza del vero e per meri fini di lucro, non esitano a travolgere l’esistenza altrui,..” lette oggi su un giornale per altri casi per riflettere su quello che sta accadendo nella Giustizia Italiana in questi giorni: il governo vuole fare una ennesima Riforma che, come le precedenti, a parte il Decreto Spazzacorrotti di Alfonso Bonafede a cui hanno poi impedito di completare il lavoro, alla gente onesta non hanno portato alcun beneficio. E la Giustizia deve servire la gente onesta e le vittime di reati: nessun altro.
La maggior parte dei cittadini non addetti ai
lavori non capisce assolutamente se la separazione delle carriere dei giudici
porterà loro vantaggio o beneficio.
La
Repubblica: “Mario Venditti, il magistrato che archiviò l’indagine su
Sempio: “Resto a guardare”
Mario
Venditti
L’ex procuratore di Pavia che nel 2017 decise di
archiviare la prima indagine su Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi
sei anni dopo è andato in pensione, e dal 15 luglio 2023 è
presidente del casinò di Campione
COME AL SOLITO QUELLO CHE E’
INTERESSANTE SONO I COMMENTI DEI LETTORI:
pedro194620 MAGGIO 2025
Tutte le nomine del
Casinò di Campione sono mercanteggiate e decise politicamente alla Regione
Lombardia. Non ci si arriva lì per meriti ma per appartenenza politica.
1538503wRXiG20 MAGGIO 2025
Leggere i giornali e
certi articoli serve solo a far crescere la sfiducia in chi rappresenta o ha
rappresentato Istituzioni che sono, dovrebbero essere, il fondamento dello
Stato di Diritto!
MI FERMO QUI E PENSO SIA
SUFFICIENTE.
A QUESTO AGGIUNGASI CHE
L’ATTUALE PROCURA DI PAVIA STA PROCESSANDO ELEMENTI DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
PRECEDENTEMENTE ATTIVA PRESSO QUELLA PROCURA CHE, PARE, USASSERO DEL LORO POTERE
ILLECITAMENTE PER FATTI PRIVATI DI VARIO GENERE.
DUE RIFLESSIONI: 1)
Perché gli italiani dovrebbero fidarsi degli attuali uomini dello Stato che
occupano oggi i posti che costoro occupavano ieri?
2) Cosa c’entra questo
con l’indagine, per ora fondata su niente, su un ragazzo che non aveva alcun
rapporto con la fidanzata di Alberto Stasi processato e riconosciuto nel
processo assassino della stessa?
PER QUEL CHE FINO AD ORA
E’ DATO SAPERE E’ CHE SU DUE MARGINI DELLE UNGHIE DELLA VITTIMA E’ STATA TROVATA
UNA MINIMA PARTE DI CROMOSOMA Y IN PARTE SOVRAPPONIBILE A QUELLO DI Andrea
Sempio. PENSO CHE ANCHE GLI IGNORANTI AVRANNO CAPITO CHE UNA SIMILE TRACCIA
GENETICA PUO’ ESSERE SOVRAPPONIBILE A QUELLA DI MOLTE ALTRE PERSONE.
NONOSTANTE LE
RACCOMANDAZIONI TARDIVE DEL DOTT. FABIO NAPOLEONE IL FACCIONE DELL’AVVOCATO DI
STASI MI E’ COMPARSO ANCHE OGGI SUL CELLULARE IN UNA PUBBLICAZIONE DI GOOGLE IN
CUI DICEVA CHE LA STORIA DELLO SCONTRINO DI SEMPIO “E’ GRAVISSIMA”.
ANDIAMO A VEDERE COSA
C’E’ DI GRAVE: I CARABINIERI GLI HANNO CHIESTO COME A TUTTE LE DECINE DI INTERROGATI DOVE FOSSE NEL GIORNO E
NELL’ORA DEL FATTACCIO, LUI SI E’
RICORDATO DELLO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO E LORO GLI HANNO DETTO DI ANDARE A
PRENDERLO.
DUNQUE TUTTE LE FAVOLE
CHE L’AVESSE PRESENTATO DOPO UN ANNO E PORTATO SPONTANEAMENTE CADONO, CON
DISPIACERE DI CHI CI AVEVA RICAMATO
SOPRA.
MA L’AVVOCATO CIARLIERO,
NONOSTANTE NAPOLEONE, ESALTA COME GRAVISSIMO IL FATTO PERCHE’ IL VERBALE DEI
CARABINIERI DOVEVA ESSERE CHIUSO E RIAPERTO SOLO AL RITORNO DEL RAGAZZO CON LO
SCONTRINO, CHE TANTO NON POTEVA ESSERE CONSIDERATO UN ALIBI ESSENDO SENZA TARGA
DI RIFERIMENTO.
E SEMPIO COSA C’ENTRA SE
I CARABINIERI, SFINITI DAGLI INTERROGATORI DI TUTTI I FREQUENTATORI DI CASA
POGGI, HANNO CERCATO DI SEMPLIFICARE CON UN UNICO VERBALE? SARA’ UNA
SCORRETTEZZA BUROCRATICO-FORMALE MA NON E’ CERTO PROVA CHE DIMOSTRA CHE ANDREA
SEMPIO HA AMMAZZATO CHIARA POGGI.
POI QUESTO DNA CHE,
SECONDO LO STESSO AVVOCATO, MIRACOLOSE TECNICHE NUOVE AVREBBERO POTUTO
RICOSTRUIRE IL DNA DI SEMPIO PARTENDO DA UN APLOTIPO Y DOVE STA?
INTANTO I GIORNALI
SCRIVONO CHE C’E’.
MA NON C’E’. DOVE LO
PRENDONO IL CROMOSOMA X DEL DNA DI ANDREA?
LO SCONTRINO CHE NON
PROVA, NULLA, IL DNA CHE NON C’E’, LA MADRE CHE “forse” L’HA PROCURATO LEI LO
SCONTRINO VEDENDOSI CON UN UOMO AMICO O CONOSCENTE… SI, VABBE’.. MA COSA
C’ENTRA TUTTA QUESTA PACCOTTIGLIA CON SEMPIO SULLA SCENA DEL CRIMINE? AH! C’E’
LA FAMOSA IMPRONTA CHE NON SI PUO’ PIU’ ESAMINARE. MA FU ESAMINATA E NON E’
UN’IMPRONTA DIGITALE MA PARTE DEL PALMO DI UNA MANO DI QUALCUNO CHE SI POGGIO’
AL MURO SCENDENDO LE SCALE NON SI SA QUANDO.
MA CI SONO DEI PUNTI UGUALI ALLA MANO DI SEMPIO DICONO. MA QUEI PUNTI
POSSONO APPARTENERE ANCHE AD ALTRI NON ESSENDO IMPRONTE DIGITALI. E DI CHIUNQUE
SIA QUELL’IMPRONTA, QUALORA FOSSE DELL’ASSASSINO, AVREBBE NECESSARIAMENTE AVUTO
LE SCARPE INTRISE DI SANGUE PERCHE’ PER APPOGGIARSI IN QUEL PUNTO, NON VOLANDO,
DOVEVA AVERE I PIEDI SUI GRADINI LORDI DEL SANGUE DI CHIARA.
ANDREA SEMPIO PORTA
SCARPA N. 44 E L’IMPRONTA LASCIATA SICURAMENTE DALL’ASSASSINO IN BAGNO E’ N.
42.
POI IL MOVENTE CHE
CERCANO DI INVENTARSI: ATTRAZIONE DI ANDREA PER LA SORELLA DEL SUO AMICO, PIU’
GRANDE DI LUI E NON CERTO UNA BELLEZZA…
OPPURE UN COMMANDO DI
PIU’ PERSONE IMMAGINANDO DAL NULLA CHISSA’ QUALI SEGRETI DOVESSE NASCONDERE
CHIARA…
MA E’ UN’INDAGINE O UNA
FICTION? COMINCIA AD ESSERE PIUTTOSTO COSTOSA PERO’.
ORA SI CERCANO IMPRONTE
DIGITALI SULLA SPAZZATURA NON AVENDO TROVATO DNA DI NESSUNO SE NON QUELLO DEI
DUE FIDANZATI.
INTANTO LE CALUNNIE SULLE VITTIME VIVENTI DI QUESTO DELITTO SI SCATENANO PARLANDO DI SOLDI DA RESTITUIRE ALL’ASSASSINO DA PARTE DEI POGGI: LA GENTE CHE DELIRA NON SA CHE L’ASSASSINO HA PRUDENTEMENTE RINUNCIATO ALL’EREDITA’ IN MODO CHE I BENI DEI SUOI GENITORI, NON PASSANDO IN EREDITA’ A LUI, NON POSSONO ESSERE AGGREDITI DAL RISARCIMENTO.
Pensierino mio mentre scrivo: la tastiera del PC è lurida.. Dovrò pulirla, se la dovessero esaminare chissà quanti DNA ci trovano... Ma so che pulirla non è facile: una volta che pulii quella dell'ufficio dopo non funzionava più e il bravissimo e paziente Antonio, tecnico e mio collega, la dovette smontare tutta e metterla ad asciugare sul termosifone...
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
martedì 22 luglio 2025
ROMANZO "Con il tempo capirai..." INCONTRO CON LA MORTE
INCONTRO CON LA MORTE
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 11 luglio 2025
ROMANZO "Con il tempo capirai..." APPARENZA E REALTA'
APPARENZA E REALTA'
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 10 luglio 2025
ROMANZO "Con il tempo capirai..." SORPRESE E DOMANDE
SORPRESE E DOMANDE
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
mercoledì 9 luglio 2025
ROMANZO "Con il tempo capirai..." SCOPERTE E PRIME RIFLESSIONI
SCOPERTE E PRIME RIFLESSIONI
Non
vide più Pietro e il suo modo, che a lei piaceva tanto, di chiamarla
"Veva" per via della erre moscia e per il quale le piaceva prenderlo
in giro un po' per vendicarsi della sua indifferenza, lo ricordò sempre.
Una sua compagna di classe, che aveva fatto con lei anche le
elementari e le scuole medie, ora era con lei anche alle superiori; era di
carattere mite, precisa nei compiti, quanto lei, Vera, era invece manesca e
dispettosa almeno fino alla fine della scuola elementare.
Non si sa come e perché dunque Maria Letizia le fosse diventata
comunque amica e perché le consentisse a volte di andare a casa sua a prendere
i suoi quaderni per copiarne alcuni compiti da fare a casa, visto che lei in
alcune materie era svogliata e discontinua.
Il non reagire di Maria Letizia la indusse a dispetti meschini,
come quella volta che, spostandosi un po' per volta nel banco comune, cercò di
farla uscire dall'altra parte non avendo più spazio nel sedile. Ricordò poi per
sempre lo sguardo ferito di lei e la sua espressione di mite indignazione che
stava per sfociare in pianto.
Eppure Maria Letizia continuò ad esserle amica e a prestarle i
suoi quaderni perfetti anche nei primi anni delle scuole superiori.
Abitava nel suo stesso quartiere, in Via Germanico, a pochi
passi a piedi da casa sua. Una volta arrivò a prendere in prestito uno dei suoi
quaderni, dopo averle preventivamente telefonato chiedendole se poteva
darglielo e, prima di suonare il campanello, sentì la voce della sua amica
gridare istericamente. Sorpresa, attese che quell'inusitato sfogo finisse, poi
suonò. La sua amica si mostrò sorridente e gentile come sempre, non fece
trasparire niente dell'agitazione che aveva provocato quello sfogo. Vera non le
chiese nulla.
Dopo pensò però, perché era riflessiva e, crescendo, i lati
aggressivi del suo carattere stavano lasciando il posto sempre più alla
sensibilità e all'empatia verso gli altri.
Maria Letizia aveva un fratello poco più grande di lei, una
madre graziosa ed attenta, un padre che girava in mutande per casa anche in
presenza di un'amica come lei. Ecco questo fatto l'aveva colpita come una
stonatura, perché aveva notato il lieve sorriso di imbarazzo della sua amica
quando questo era avvenuto, giacché negli anni '60 del 1900 i costumi erano
contenuti e si teneva un certo decoro nell'abbigliamento nelle varie
circostanze e nei luoghi. Gli uomini portavano mutande a calzoncino largo, in
seguito vennero chiamate boxer ma di taglio più contenuto. Vera pensava che, se
suo padre avesse girato per casa davanti ad una sua amica in visita in quella
tenuta, lei si sarebbe sentita sprofondare.
Eppure il padre di Maria Letizia aveva sulla targhetta della
porta inciso il titolo di Rag. prima del suo nome e, a quell'epoca, insieme a
Geom. erano titoli professionali di un certo valore. Il padre di Vera, ad
esempio, non aveva nessuno di quei titoli, ed era un semplice impiegato dello
Stato. Vera e Maria Letizia, pur abitando entrambe nel medesimo quartiere
borghese ed essendo entrambe le loro famiglie proprietarie degli appartamenti
che abitavano, l'una abitava in un appartamento più piccolo e meno pregiato
rispetto a quello dell'altra.
Di certo Maria Letizia era più sola di Vera, il cui carattere
vivace ed intraprendente le consentiva di allacciare amicizie anche al di fuori
di quelle della classe e questo la salvava da una situazione familiare in parte
infelice per i dissapori fra i suoi genitori, dovuti a fragilità psicologiche
di suo padre e psichiatriche di sua madre.
Avvenne così che un giorno che Maria Letizia l'attendeva sul
portone ad un'ora che avevano preventivamente concordato per andare insieme al
cinema, Vera scese e non ve la trovò. L'attese pensando ad un contrattempo
sapendola molto precisa. Ma l'attesa si prolungò fino ad una mezz'ora e Vera
risalì in casa e telefonò: le rispose strillando la sempre gentile e sorridente
mamma della sua amica dicendo indignata che "Maria Letizia non aveva
bisogno della sua amicizia per quello che le aveva detto sua madre scendendo
sul portone mentre lei la stava aspettando.. e sua figlia era tornata a casa in
lacrime!" La povera Vera riuscì così a capire a stento in quel fiume in
piena che sua madre, nei suoi frequenti irrequieti andirivieni a cui lei
nemmeno più faceva caso, era uscita non per fare una delle sue rapide
passeggiate o visite alla vicina Chiesa, ma vedendo la timida Maria Letizia già
in attesa sul portone l'aveva apostrofata dicendole che "Vera non aveva
bisogno di amici, aveva sua madre, non c'era bisogno dunque che lei
l'aspettasse!"
Fu Vera a quel punto a scoppiare in lacrime al telefono cercando
di rimediare all'ennesimo problema che la patologia di sua madre le provocava.
Non fu facile svelare qualcosa che, pur nell'amicizia che durava da tanti anni,
era non palesemente visibile, giacché la patologia di sua madre si manifestava
in azioni rare ed anomale, quanto imprevedibili, come questa che aveva vissuto
Maria Letizia, e che creavano a lei problemi e dolore. Si scusò più volte,
disperata, nel tentativo di recuperare quell'amicizia a cui teneva. La signora
sembrò capire, certo "non si vedeva" il disturbo di sua madre,
sembrando del tutto normale.. Certo sua madre andava ai colloqui con le maestre
prima e con i professori poi, non essendoci suo padre mai andato.. Per fortuna
la patologia di cui soffriva sua madre non aveva danneggiato totalmente la sua
personalità né la sua intelligenza e nemmeno l'affettività, ma c'era e si
manifestava in comportamenti immotivati ed incongrui.
Vera soffrì molto, dispiaciuta per la sua amica, per il
dispiacere che sua madre le aveva provocato senza senso e senza motivo.. Si
sentì umiliata di doversi scusare e di dover dare tutte quelle spiegazioni fra
le lacrime al telefono, ma riuscì a recuperare quell'amicizia e quell'amica a
cui voleva bene.
Accadde poi che Maria Letizia stesse male con
"l'acetone" e Vera l'andò a trovare. Era a letto, la pelle del viso
giallina.. La mamma si mostrò gentile, forse aveva capito davvero il dramma
dell'amica di sua figlia. Vera era dispiaciuta che la sua amica stesse male:
nonostante i temperamenti molto diversi Vera, dopo quell'episodio traumatico,
aveva scoperto quanto le volesse bene.
Fu a casa di Maria Letizia, che dette una festa per il suo
compleanno, come si usava allora nelle famiglie della piccola, media ed alta
borghesia, che Vera conobbe Giuliano. Fra gli invitati c'era suo cugino, che
aveva un cognome buffo, Zampone, e un suo compagno di liceo: appunto Giuliano.
Aveva solo sei mesi più di Vera e rimase colpito dal suo
aspetto: indubbiamente era molto carina e fine e piaceva molto ai ragazzi.
Anche Giuliano era carino, dai modi molto fini. Lei accettò di rivederlo e
fecero qualche passeggiata insieme, né più né meno di quelle che faceva prima
con Pietro e Mario.
Ma lui si era innamorato di lei ma lei non di lui. Ciò nonostante
accettò quando lui le chiese se "voleva essere la sua ragazza".
Le piaceva la sua dolcezza, i suoi modi educatissimi e lo baciò
volentieri apprezzando le sue labbra morbidissime: baci senza lingua,
bellissimi.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
giovedì 3 luglio 2025
L'amico ritrovato - di Fred Uhlman
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 6 giugno 2025
Ritratto di Signora di Henry James
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
sabato 31 maggio 2025
ROMANZO "Con il tempo capirai..." IL TEMPO PRIMO
IL TEMPO PRIMO
Il tempo Vera l'aveva avuto ed era riuscita ad arrivare quasi alla fine senza rinunciare a sé stessa, a quello che le appariva giusto.
Gran parte della giovinezza l'aveva trascorsa nel dubbio che quello che pensava lei su qualcosa fosse sbagliato, che bisognava tener conto del parere o dell'opinione di qualcun altro. Alla verifica poi si accorgeva che il suo punto di vista era quello giusto.
Capitava, si, che apprendesse qualcosa di nuovo che non conosceva ed era pronta a correggere il suo pensiero grazie a quella esperienza che le veniva da altri. Era crescere. Ma le era insopportabile cambiare un suo pensiero accettando un'altrui opinione per poi scoprire che aveva ragione lei e l'aver abdicato ad una cosa giusta per una sbagliata detta da altri la faceva arrabbiare con sé stessa.
Come quella volta che delle amiche e compagne di scuola insistettero con sicurezza che la parola "harem" non si pronunciava con l'acca muta, ma "carem", e lei dubbiosa cedette e pronunciò quella parola come dicevano loro provocando l'ilarità dei due amici con cui usciva facendo lunghe passeggiate pomeridiane, entrambi liceali del prestigioso Liceo "Righi" di Roma: era il 1961.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.
venerdì 10 gennaio 2025
NON PIU' IL DOMINIO MA RESTA IL BLOGSPOT
Il bravissimo System Manager Fabrizio Castelli, che tante volte mi ha aiutato con i suoi preziosi suggerimenti, su mia decisione di non rinnovare il Dominio per i motivi che ho pubblicato in diversi Post, mi ha dato un ennesimo prezioso suggerimento:Buongiorno Rita e buon anno anche a te! Sì, ti confermo che il tuo blog rimarrà comunque online all'indirizzo .blogspot.com che aveva prima di acquistare il dominio; dovrai solo scollegarlo dal dominio che non rinnoverai dalle "Impostazioni" di Blogger.
Nata a Roma nel 1946. Ha pubblicato "Normalità Apparente" nel 2006 e "Il Romanzo dell'Università" nel 2007 per i tipi dell'Editore MEF-Firenze; "L'Uomo Cane" nel 2010 e "Mostri e Ritratti" nel 2011 per i tipi dell'Editore Universitalia di Onorati S.r.l.-Roma. Una sua poesia è stata pubblicata nell'Antologia "Fili di Parole " di Giulio Perrone Editore S.r.l.-Roma nel 2008.


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