martedì 20 settembre 2011

Italia dei Valori, Marrazzo e Storace......

Dal quotidiano "La Repubblica.it"

"Sanità nel Lazio, 10 miliardi di debiti"

Marrazzo pronto ad andare in procura
di CARLO PICOZZA
27 ottobre 2006

ROMA - "Il debito della sanità ereditato dalla giunta di centrodestra guidata da Francesco Storace è di dieci miliardi 196 milioni di euro". Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, convoca gli stati generali della sanità regionale e tutti gli assessori per annunciare la scoperta del buco a 18 mesi dal suo insediamento, minacciare il rinvio delle carte alla magistratura ("di fronte a prove di illeciti") e chiedere aiuto al governo.
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Questo alla fine del 2006. Marrazzo ha rimediato agli sprechi di Storace chiedendo i soldi a noi: paghiamo analisi, ricette, farmaci tutto di più......
Oggi Italia dei Valori Lazio organizza, con i corposi soldi dei rimborsi elettorali che gli italiani NON volevano dare (si ricordi il referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti), una manifestazione in cui invita a confronto Marrazzo e Storace.
Leggete i commenti della gente sotto il video dell'incontro pubblicato su You Tube. Non tutto è perduto, perché, a quanto pare, nonostante il tentativo di alterare il giudizio morale sulle vicende dei due ex governatori della Regione Lazio facendoli giustificare ed assolvere sé stessi fra salamelecchi vari, la gente, per fortuna, pensa ancora con la propria testa e vede che "il Re è nudo".
Marrazzo ha ragione, non deve certo cancellarsi dalla vita, ma vivesse la sua vita come gli pare NON da uomo pubblico e andasse agli appuntamenti con i maschi vestiti da donna (e basta con gli eufemismi ipocriti tipo transessuale, escort, gay ecc.!!) con la sua auto e non con quella pagata da noi poveracci e compresa di autista!! Non pretendesse di decidere se un reparto ospedaliero deve essere chiuso, calpestando chi ha passato la vita a studiare duramente e a crearsi una professionalità eccellente, dopo aver assunto cocaina. Se dal palco messo su da Italia dei Valori (valori??) con i soldi dei contribuenti questi signori pensano di manipolare la moralità, l'etica come se fossero degli elastici, si sbagliano.
E che dire di Storace!! Fra lupi non si mordono, si sa, e il fascistone assolve l'amico di sinistra: "Hai già pagato troppo!" Incredibile! Abbiamo visto e sentito tutti le dichiarazioni immediate sui telegiornali del faccia di bronzo Marrazzo: "E' un complotto contro di me!" Più o meno queste le parole. Si è visto poi davanti alle prove che non di complotto si trattava ma di vizio contro natura.
Siamo stufi di queste facce di bronzo che, scoperti nelle loro bassezze, parlano di ipocrisia e di debolezze. Ipocrisia loro! Che vorrebbero apparire migliori di ciò che in realtà sono, che mentono ed ammettono solo quando sono scoperti platealmente. Ci sono milioni di persone pulite che vivono con poche migliaia di euro al mese, quando va bene, e che non hanno nulla da nascondere visto che la loro vita è pulita e semplice. Non è certo per ipocrisia che si scandalizzano per le vite sudice di chi pretende di occupare poltrone da dove decide delle loro vite, di quelle dei loro figli e dei loro nipoti.
Giù dai palchi pagati con i nostri soldi!!!

venerdì 16 settembre 2011

Walter Bonatti


E' morto un Grande Uomo: uno di quelli che sentono la spinta a sfidare il limite che all'uomo mette la sua stessa biologia. Lui come i Maiorca o come gli astronauti. Volontà inflessibile, spirito di sacrificio, preparazione certosina, serietà, professionalità, queste le doti, ma anche altro ancora, servono ad ottenere il risultato di essere un Uomo con qualcosa in più rispetto alla grande massa.
Quello che mi induce ad una riflessione "filosofica" sulla vicenda umana di questo Grande Uomo è l'ingiustizia di cui è stato fatto oggetto e che, sicuramente, ha influito su tutta la sua esistenza, segnandola con uno strisciante dolore sotterraneo che deve aver tolto serenità alle sue gioie e ai suoi successi, che pure ci sono stati. 
Nessuno sfugge all'ingiustizia: non vi è successo, intelligenza, capacità che possano difenderti dagli esseri ingiusti.
Lo scopriamo tutti prima o poi e, inevitabilmente, cambiamo.
Walter Bonatti l'ha scoperto a 23 anni, tanti ne aveva quando, entusiasta, riuscì ad  inserirsi nell'équipe italiana, finanziata con denaro pubblico, che doveva scalare la cima del K2. 
Le vicende sono note. Il Prof. Desio, capo della spedizione, scrisse nella sua relazione quello che, evidentemente, sostenne Compagnoni, membro della spedizione designato da Desio ad arrivare in vetta. Quello che scrisse, dopo oltre mezzo secolo, è stato dichiarato palesemente falso da esperti dell'alpinismo, giudizio suffragato da un inoppugnabile documento fotografico: Compagnoni in cima aveva la maschera per le bombole di ossigeno. Fatto che egli aveva negato, attribuendo a Bonatti la colpa di aver usato l'ossigeno e che, di conseguenza, egli era salito fino in cima senza usufruirne. Desio, dunque, scrisse che l'impresa era riuscita in assenza dell'uso di ossigeno.
Sia pure con un assurdo ed inumano ritardo, la verità in questo caso è venuta fuori. Ma quanti, vittime di ingiustizia, muoiono senza che questa verità tanto agognata venga messa a nudo?
Chi mente è sempre in malafede, perché, pur conoscendo la verità, la nasconde e la nega, sempre per motivi non certo nobili: per interesse personale, per gelosia o invidia nei confronti di chi beneficierebbe della verità, per malignità pura che gode delle altrui sofferenze.... Chi afferma il falso in buonafede, pensando che sia il vero, commette comunque un delitto di superficialità e dimostra carenza di intelligenza. Chi ha una mente limpida, libera ed indipendente da giudizi e pregiudizi si forma autonomamente la sua opinione sulla base di fatti.
Dal Corriere della Sera.it: "Aveva ragione Bonatti. Cinquant' anni dopo, in un libro e in un' intervista al Corriere, lo ammise lo stesso Lino Lacedelli: lui e Compagnoni non ce l' avrebbero mai fatta senza le bombole d' ossigeno portate dal compagno; e lasciarlo fuori dalla tenda nella drammatica notte all' addiaccio fu un errore che poteva costargli la vita."
Lacedelli era con Compagnoni quando questi decise di non rispettare l'accordo preso con Bonatti di trovarsi ad un preciso appuntamento, ad una precisa quota, per fare il bivacco in cui Bonatti, insieme ad un altro, avrebbe portato loro le bombole per l'ultima parte della salita.
Arrivati all'appuntamento, sfiniti, Bonatti ed il suo compagno non trovarono Compagnoni e Lacedelli. Compagnoni, con Lacedelli che dichiarò in seguito di non essere stato d'accordo con tale decisione ma di avervi ceduto, decise di salire ancora di m. 200 circa e di mettere il bivacco più in alto. Bonatti ed il suo compagno con il peso delle bombole non potevano raggiungerli, era notte e la passarono senza tenda, appesi, a rischio di vita.
In condizioni così estreme non rispettare un preciso accordo e prendere una decisione autonoma è di inaudita gravità: è davvero strano che questo Desio nella sua relazione non l'abbia messo in evidenza.
I motivi erano la gloria della spedizione italiana e, quello più personale e meschino, dell'individualismo di Compagnoni il quale, per giustificarsi dell'irresponsabile autonoma decisione, accusò. Un classico: accusare per giustificare e coprire sé stessi. Accusò Bonatti di aver usato l'ossigeno per sopravvivere alla notte. Se l'avesse fatto, a mio avviso, sarebbe stato anche giusto, visto che Compagnoni aveva messo lui ed il suo compagno nelle condizioni di morire..... Ma Bonatti non aveva la maschera indispensabile per respirare l'ossigeno delle bombole.
Il giovane Bonatti scoprì che anche negli uomini che non dovrebbero essere meschini esiste la slealtà: la delusione fu profonda e per sempre. Come fidarsi in futuro degli altri? Soprattutto nelle imprese che richiedono sempre un lavoro di équipe. Anche Maiorca, che scendeva in solitaria negli abissi, aveva un contorno di persone che collaboravano alla riuscita dell'impresa. 
Mi piace ricordare questo Grande Uomo in questo spazio perché egli è stato anche un valente giornalista e scrittore.
Mi piace il gesto del rifiuto dell'Onorificenza che il Presidente della Repubblica volle dargli quando scoprì che la stessa la dava anche a Compagnoni.
Due considerazioni "filosofiche": i pubblici riconoscimenti e le pubbliche cariche vengono dati indifferentemente a chi le merita e a chi le merita molto, molto meno, per questo perdono di valore assoluto; l'Uomo che sa di essere dalla parte del giusto offeso ha la forza morale per farne a meno.

Comunicato Cobas INPDAP

Per il regime la protesta non deve esistere.


C’è ancora chi ha l’illusione che in questo paese ci siano spazi praticabili per poter esprimere democraticamente il dissenso. La repressione che è stata applicata ieri contro la manifestazione-presidio del sindacalismo di base a Piazza Montecitorio dovrebbe chiarire una volta di più che questi spazi sono ormai sostanzialmente inesistenti.

Mentre il regime varava l’ennesima bastonata finanziaria che graverà solo sulle spalle dei ceti popolari, le forze dell’ordine bastonavano chi esprimeva la sua rabbia a nome di tutti quelli che verranno colpiti e che sono stati già colpiti in questi anni dai licenziamenti, dalla disoccupazione, dai tagli ai servizi sociali, alla scuola, alla sanità ecc.

Gli strati sociali che verranno colpiti da questa manovra non tarderanno ad accorgersi, purtroppo, della sua gravità .

E si dovranno accorgere, ma pensiamo che già se ne siano accorti, che le centrali sindacali o gruppi di potere politico che apparentemente si oppongono ad essa, recitano solo una parte in un copione già replicato tante volte.

Fatalmente episodi come quello di ieri sono destinati a ripetersi, in quanto l’alzare la voce, e magari anche qualche altra cosa, per difendersi contro questo regime non è più solo un diritto che va rivendicato e praticato, ma un dovere ed una necessità a cui per moltissimi è legata la propria sopravvivenza nei prossimi anni.

Roma, 15 settembre 2011 -- Cobas Inpdap
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L'insopportabile scelta di continuare gli sprechi per i privilegi di una CASTA ormai lontanissima dal vivere delle persone comuni, a fronte della richiesta di SACRIFICI al popolo, rende conto della rabbia che rivolta gli animi.
Si potrebbe costruire con una cassetta della frutta o una grossa scatola di cartone una base su cui innalzare due assi di legno per imballaggi e, in cima ad essi, con del cartone o un'asse più corto di legno, mettere un'argentea finta lama trasversale a formare un simulacro di ghigliottina e con essa, (facilmente smontabile per il trasporto e ricostruibile in loco), andare in Piazza Montecitorio del tutto pacificamente, montare il tutto e rimanere lì: caricherebbe la polizia? La Piazza è ancora di tutti? Oppure è extraterritoriale? Sarebbe il messaggio esplicito? Il tutto si potrebbe corredare con cartelli "sandwich" con su scritto: per le Marie Antoniette e per i Luigi XVI del c......"
Potrebbe essere un pacifico segnale di protesta. Voi che dite?


martedì 13 settembre 2011

Comunicato CISL Università Tor Vergata

" DOVREBBERO SOLO VERGOGNARSI"


Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks.

Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio. Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche.

Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.

Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.

Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini - quanti e quali importi sono stati spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non accessibili? Cosa c'è da nascondere?

Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste". "Non ritengo - spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.

Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce perché questa mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno".Mentre a noi tagliano sull'assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private - è il commento del presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini - e sempre nel massimo silenzio di tutti.

...E NON FINISCE QUI...

Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare), commento di Rita Coltellese: ricordo che il figlio di Bossi di primo letto, il più grande dunque, era il portaborse ben pagato del deputato europeo della Lega Speroni (sempre soldi italiani sono). Lo lessi in un articolo che parlava del matrimonio di questo giovane, matrimonio in "tight"!!! Ci sono le foto con questo primogenito con la tuba addirittura!! Poi, per chi lo vota, Bossi si fa vedere in canottiera proletaria.

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE.

COME SE CIO' NON FOSSE GIA' ABBASTANZA SI SONO CONCESSI:
TELEFONO CELLULARE gratis TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo SOLTANTO 35 MESI di attività in parlamento. Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti, commento di Rita Coltellese: e alla faccia di un costoso referendum in cui avevamo detto NO), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) commento di Rita Coltellese: mi viene da vomitare, sarà grave?

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Commento di Rita Coltellese: ci manca solo che non ci mandino a dire "SE NON AVETE PANE MANGIATE BRIOCHES". A quella tale però tagliarono la testa.


IMPORTANTE
LEGGERE ATTENTAMENTE:
Pochissimi sanno che entro il 25 settembre si può andare in Comune o in circoscrizione, per firmare a favore del referendum che abroga l'attuale legge elettorale; quella che consente ai capi di partito di scegliere chi mandare in Parlamento.
Se vuoi essere tu a scegliere chi ti rappresenti vai a firmare!
Servono almeno 500.000 firme.
Pochi sanno che è in corso questa raccolta di firme.



domenica 4 settembre 2011

Pesaro

Ho ascoltato su RAI GR Parlamento un dibattito fra Ignazio Marino e Luigi De Magistris svoltosi durante la manifestazione di Pesaro del PD.
Belle parole e bellissime intenzioni. Luigi De Magistris l'ho visto da molto vicino a Vasto, quando ancora militavo in IdV. E' stata un'ottima scelta di Di Pietro. Ora è sindaco di Napoli, bella città ricoperta di rifiuti, e l'ex-magistrato ha detto che ha trovato che nel comune di Napoli lavorano 21.000 dipendenti, ciò nonostante si è sentita l'esigenza di dare decine e decine di contratti di consulenza: lo fanno dappertutto nella Pubblica Amministrazione, e solo in rarissimi casi sono necessarie queste costose consulenze, avendo nelle strutture personale che potrebbe esercitare quelle mansioni pagate extra. Luigi De Magistris ha detto, con orgoglio, che quei contratti di consulenza che pagava il comune di Napoli li ha stracciati.
Marino era d'accordo in tutto con De Magistris e ha detto parole coraggiose, tipo: non deve esistere il politico di mestiere ed è ora che certa gente se ne stia a casa. Dopo tre legislature, se non ricordo male, debbono non essere più rieletti. Il moderatore gli ha chiesto: "Anche D'Alema e Veltroni?" E Ignazio Marino ha risposto senza timori: "Sì".
Vorrei aggiungere a queste belle intenzioni che non deve essere una Casta e, per non esserlo, fate fare ai vostri figli qualcosa d'altro: Craxi è morto in latitanza ma abbiamo i suoi due figli pagati come sottosegretari. Ma perché? Per diritto dinastico? Stiamo tornando ai titoli nobiliari trasmissibili? Bossi ha il "Trota", molto tardo negli studi ma non fa niente perché guadagna migliaia di euro di denaro pubblico al mese. Il padre potrebbe istituire "L'Ordine della Canottiera" (esistendo quello della Giarrettiera), per rendere ancora più nobiliare la successione. In Siria ed in Libia queste successioni sono state istituite, ma la gente a quanto pare ne aveva piene le balle. Ebbene: pure noi.
Mediti Antonio Di Pietro, mediti, mediti, mediti..... Si accorge di essere sempre meno credibile?
Tornando al bravo chirurgo e al bravo magistrato, oggi politici, spero davvero che le loro parole si concretizzino nel reale. Mentre li sentivo parlare uno strisciante ricordo mi tornava alla mente: Marino e De Magistris erano in una piazza che li acclamava, galvanizzata dalle belle parole, come Bassolino, re della piazza quando Santoro faceva i suoi collegamenti con il buon Ruotolo, con la piazza dove c'era questo comunista che prometteva così bene.... Poi si è visto come è andata finire: Sindaco, Commissario per i Rifiuti, Presidente di Regione.... e Napoli sempre sotto la "monnezza"!
Speriamo bene!

sabato 3 settembre 2011

ANCORA INCENDI

Comunicato stampa:

GRAVISSIMO ATTO INTIMIDATORIO AI DANNI DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

E' LA RISPOSTA A CHI DIFENDE L'AREA PROTETTA E RICONOSCE LA LEGALITA' QUALE LIMITE INVALICABILE?

NON CI FAREMO INTIMIDIRE ED ESPRIMIAMO LA MASSIMA SOLIDARIETA' A TUTTO L'ENTE PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

Un nuovo attentato incendiario ha colpito questo pomeriggio, 2 settembre 2011, l'area del Parco Nazionale. Solo la pronta azione degli operai del Corpo forestale del Circeo e degli addetti dei vari corpi preposti all'antincendio hanno scongiurato il peggio.

Ben 8 inneschi incendiari pare siano stati trovati lungo il sentiero didattico che conduce alle Lestre, i quali avevano come scopo evidente quello di arrecare più danno possibile all'area protetta, colpendola in uno dei luoghi più noti e di maggiore transito di cittadini e turisti. Un innesco ha tentato di incendiare, stando alle nostre informazioni, la stalla delle Lestre, un'altro il relativo pollaio, un'altro ancora un albero antistante il villaggio ricostruito, mentre gli altri 5 sarebbero stati in ordine sparso nell'area limitrofa.

Si tratta di un gravissimo atto intimidatorio in pieno stile mafioso che va denunciato con forza e che obbliga ad uno sforzo congiunto tra amministrazioni, forze dell'ordine e inquirenti perché i responsabili vengano presto individuati e arrestati. Legambiente non mancherà di fornire il proprio sostegno.

L'area del Parco è sempre stata oggetto di interessi speculativi, in alcuni casi anche mafiosi. È arrivato ora il tempo che la politica, insieme alle associazioni ambientaliste e a quelle che si battono per la legalità e contro le mafie, facciano fronte comune in difesa, come denunciamo da anni, di un patrimonio inestimabile che non possiamo permetterci di perdere. La speculazione, le mafie, la logica dell'abusivismo quale strada della violenza e matrice di mafiosità devono essere sconfitte quanto prima. Lo abbiamo denunciato in ogni occasione e solo qualche mese fa abbiamo messo in evidenza, con una conferenza stampa alla Camera dei Deputati con Ermete Realacci, come vi sia oramai un'emergenza legalità che interessa l'intera provincia di Latina e che vede nel Parco nazionale l'obiettio privilegiato delle mafie e della criminalità ambientale più vile e spietata.

La nostra massima solidarietà va all'Ente Parco, al suo Presidente e a tutti i lavoratori del Parco nazionale e davvero complimenti agli uomini dell'anticendio che hanno saputo fronteggiare l'emergenza al meglio.

Nessuna intimidazione ci farà indietreggiare e di certo il Parco nazionale può contare ora più che mai sulla vicinanza e l'impegno di Legambiente.

Il Direttivo del Circolo Larus Legambiente di Sabaudia

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Ecco uno dei sentieri magici del bosco del Parco del Circeo. Solo dei folli piromani o dei criminali possono aver compiuto un gesto tanto sconsiderato.
Ma la LEGGE n. 353 del 2000 Art. 10, di cui ho già scritto nel post del 28 agosto u.s., che stabilisce una serie di Divieti, prescrizioni e sanzioni, rende vani i gesti criminali, che hanno sempre una finalità economica: dunque? Non ho risposte e voi?



 

venerdì 2 settembre 2011

Imprenditori in che senso?

Ennesimo scandalo. Dalle intercettazioni effettuate su ordine della Magistratura e pubblicate dal "Corriere della sera":
........Tarantini lo invita a non sottovalutarlo: «Ricordati che io a vent'anni andavo in barca con D'Alema e a trenta dormivo da Berlusconi»

Che dire? Gli italiani sono da tempo consapevoli di venire derubati dei loro diritti e dei loro soldi da una partitocrazia famelica e senza remore morali. Il sottobosco di prostitute (non escort, parola che, essendo esotica per chi non conosce l'inglese e l'uso eufemistico che se ne fa, è una ipocrita foglia di fico), gestori di meretrici (altro sinonimo della bella e chiara nostra lingua significante sempre prostituta), faccendieri con un'unica cultura, la rapina del denaro pubblico grazie all'assenza totale di decenza, etica, e morale, è di molto peggiore anche dei nostri politici, perché come vermi si infilano nelle loro debolezze.
Chi ci rimette siamo noi tutti che paghiamo le tasse, gli evasori no, loro evitano di mettere i loro soldi nel mucchio, usano comunque la mensa scolastica per i loro figli, l'asfalto delle strade, gli insegnanti della scuola di stato, i medici del Servizio Sanitario Nazionale e tutto ciò che si paga con i soldi di tutti noi che paghiamo le tasse.
Ci rimettiamo perché le ricche commesse per le opere pubbliche non vengono date a chi presenta l'offerta qualitativamente ed economicamente più conveniente, ma vengono date a "imprenditori" (chissà perché così definiti) che forniscono prostitute prepagate, a volte con corredo di cocaina e connivenze varie.
Ci rimettono gli imprenditori VERI, le persone perbene che rischiano i loro capitali, i loro investimenti ed offrono la loro professionalità VERA di imprenditori.
Come può così vivere l'imprenditoria VERA in Italia? Vessata da faccendieri corrotti e corruttori da una parte e dalla mafia in altri territori? Recentemente si ricordava il limpido Libero Grassi. L'Italia onesta e laboriosa deve piegarsi alla prostituzione e a faccendieri senza scrupoli che vengono definiti "imprenditori"? Se si ribella a dare parte del proprio sudato guadagno alla malavita parassita ed assassina deve morire come Libero Grassi?
Ci rimettiamo perché i nostri figli dove troveranno lavoro? I valori fondanti di una Società Civile e Democratica che insegnamo ai nostri figli e nipoti, i quali costituiscono il futuro, sono studiare, imparare un mestiere o una professione bene, poi cercare un onesto lavoro nel pubblico o nel privato. Nel pubblico da decenni tutti sappiamo dello sbarramento della corruzione nei pubblici concorsi, i trucchi per far passare chi è raccomandato contro chi è autenticamente preparato e valevole, nel privato cosa mai potranno trovare in questo putrescente panorama che ogni giorno ci offre uno scandalo e fa fuoriuscire una mota putescente il cui fetore è insopportabile?

mercoledì 31 agosto 2011

I nostri politici pensano che il popolo italiano è costituito in gran parte da poveri scemi

Da "Il Messaggero.it" Martedì 30 Agosto 2011


«Io non sono mai stato ascoltato da nessuno - sottolinea ancora l'ex ministro - Non ho mai dato spiegazioni perché la magistratura non me le ha mai chieste. Ora, dico la verità, non vedo l'ora di poter consultare tutte le carte, per ricostruire definitivamente quel che è accaduto e poterlo spiegare». Scajola si dice «convinto di uscire con un'archiviazione che finalmente metterà la parola fine a questa vicenda». «Più di una volta mi sono chiesto se ho fatto bene a dimettermi - conclude -. Ma una cosa la ribadisco: quella che diedi allora («Non posso avere il sospetto di abitare una casa non pagata da me», ndr) è una spiegazione che, per quanto possa essere apparsa surreale, è la pura verità. Così come questa iscrizione sul registro degli indagati conferma un'altra verità: io non sono un corrotto».
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Tutti abbiamo notato l'aria fiera e sicura con cui Scajola afferma: "Sono sereno." Tutti abbiamo pensato, (PERCHE' SCEMI NON LO SIAMO AFFATTO), che bisogna proprio essere costruiti in modo singolare nella testa per essere così sicuri di sé stessi, qualsiasi ribalderia si faccia. Ecco perché arrivano dove arrivano: perché sono costruiti così. A loro pare tutto giusto, tutto normale, anche quello che è assurdo per la logica più semplice. Sono abituati a permettersi di tutto tanto la sfangano sempre: in galera, ammesso che qualcuno riesca a mandarceli, sanno che ci staranno poco. Nei casi peggiori si ammalano immediatamente ed altrettanto immediatamente ottengono i domiciliari o una lussuosa clinica (tanto i nostri soldi non gli mancano).
"L'innocenza" e "l'ingenuità" di Scajola sono sorprendenti in un uomo scafato alle malizie della politica e del potere: egli acquista una casa davanti ad un notaio (UFFICIALE DELLO STATO) senza conoscerne il prezzo che va dichiarato nell'Atto Notarile!! Non sa dunque, il poveretto, che qualcuno, tramando CONTRO di lui, ha pagato la metà della cifra per suo conto! Egli l'ignora! "per quanto possa essere apparsa surreale, è la pura verità" dice Scajola e ha ragione: E' SURREALE!











lunedì 29 agosto 2011

Novità fiscali: chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Il bombardamento di informazioni a cui siamo sottoposti fa sì che, alla fine, non sappiamo nulla di preciso sui vari argomenti che ci riguardano. Ho letto sui quotidiani lettere di lamentele di cittadini sul mancato rilascio dello scontrino fiscale da parte di vari esercizi commerciali, oppure sul rilascio parziale: "Ho pagato euro 40 ma sullo scontrino il negoziante ha battuto euro 10 soltanto." Prima di scrivere ad un giornale c'è un atto molto più semplice: denunciare il fatto al 117. Hanno fatto molta pubblicità a questo numero della Guardia di Finanza in passato, allo scopo, dicevano, di sconfiggere l'evasione fiscale. Una volta ho aderito e fui richiamata da un maresciallo della finanza che pretendeva che andassi in una certa caserma della GF a firmare la denuncia. Gli risposi che il mio compito si esauriva nella segnalazione come pubblicizzato sulla TV di Stato e non poteva il cittadino perdere tempo oltre la segnalazione medesima, essendo compito loro fare gli accertamenti. Sono pagati per questo. Non so se, oltre le parole, si voglia realmente fare una politica seria avverso l'evasione delle tasse in questo Paese. Nella confusione qualcuno pensa che addirittura lo scontrino fiscale non sia più obbligatorio. Ebbene lo è. Per questo pubblico qui sotto la Circolare del 5 agosto u.s..

Circolare dell'Agenzia delle Entrate 5 agosto 2011, n. 41 che chiarisce gli aspetti fiscali regolati dal D.L. 6 luglio 2011, n. 98

Ricevuta e scontrino fiscale: Soggetti esonerati e obbligati


Alcune categorie di soggetti passivi IVA sono esonerati, per legge, dall’obbligo di emissione della fattura, a meno che questa non sia richiesta espressamente dal cliente (ovvero di tratti di operazioni non relative all’attività di commercio esercitata, quali le cessioni di beni strumentali ovvero le autofatture per acquisti da parte di soggetti non residenti), ma sono in ogni caso tenuti a certificare il corrispettivo dei beni o servizi ceduti mediante l’emissione della ricevuta o scontrino fiscale (salvi specifici casi di esonero anche da tali adempimenti - art. 3, c. 147, lett. e, L. n. 549/1995 e D.P.R. n. 696/1996). Per i soggetti obbligati alla certificazione dei corrispettivi, l’emissione dello scontrino fiscale è equiparata all’emissione della ricevuta fiscale (D.P.R.n.696/1996).

Se contemporaneamente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione viene emessa la fattura immediata su richiesta del cliente, non occorre emettere lo scontrino o la ricevuta; se, invece, la fattura è emessa in un momento successivo, è obbligatorio emettere (anche) lo scontrino o la ricevuta al momento della consegna del bene o dell’ultimazione del servizio (circ. 4.4.1997, n. 97/E).

Soggetti esonerati dall’obbligo di emissione della fattura e obbligati al rilascio della ricevuta o scontrino fiscale

L’emissione della fattura non è obbligatoria per i soggetti di seguito indicati, a meno che tale documento non sia richiesto dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione e cioè non oltre il momento della consegna o spedizione dei beni o del pagamento del corrispettivo (art. 22, D.P.R. n. 633/1972; circ. 9.8.1975, n. 27/501706):

1) commercianti al minuto e artigiani - Sono coloro che effettuano cessioni di beni in locali aperti al pubblico o in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante (ris. 23.12.1994, n. 43/E; ris. 12.7.1996, n. 119/E);

2) soggetti assimilati ai commercianti al minuto - Sono assimilati ai commercianti al minuto coloro che effettuano le seguenti operazioni:

-prestazioni alberghiere, somministrazioni di alimenti e bevande effettuate in pubblici esercizi (bar, ristoranti), nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;

-prestazioni di trasporto di persone e di veicoli o bagagli al seguito;

-prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti; l’esonero opera solo se i servizi sono resi nell’abitazione del cliente non soggetto passivo d’imposta;

-prestazioni di custodia e amministrazione di titoli rese da aziende di credito, da società finanziarie e da società fiduciarie;

-le operazioni esenti indicate ai nn. da 1) a 5) e ai nn. 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972 (operazioni di credito e di assicurazione; operazioni su valute estere; operazioni relative ad azioni, obbligazioni ed altri titoli; riscossione dei tributi; giochi di abilità e simili, mandato, mediazione e intermediazione relative alle precedenti operazioni; locazioni immobiliari; servizi postali; prestazioni di biblioteche, gallerie, pinacoteche, e simili).

Soggetti esonerati dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante ricevuta o scontrino fiscale

Per i soggetti che effettuano talune operazioni non sussiste l’obbligo di certificazione dei corrispettivi.
Inoltre, per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale (art. 33, D.L. n. 269/2003) è stata prevista la sospensione dell’obbligo di certificazione delle operazioni mediante scontrino o ricevuta fiscale, fermo restando l’obbligo di emissione dei predetti documenti nei confronti dei clienti che ne fanno espressa richiesta. La sospensione dell’obbligo opera per le operazioni effettuate dopo la data di presentazione della comunicazione di adesione.

Operazioni esonerate

a) le cessioni di tabacchi e di altri beni commercializzati esclusivamente dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato;

b) le cessioni di beni iscritti nei pubblici registri, di carburanti e lubrificanti per autotrazione;

c) le cessioni di prodotti agricoli effettuate dai produttori agricoli cui si applica il regime speciale previsto dall’articolo 34, c. 1, D.P.R. n. 633/1972, e successive modificazioni;

d) le cessioni di beni risultanti dal documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione (art. 21, c. 4, D.P.R. n. 633/1972), se integrato dell’ammontare dei corrispettivi;

e) le cessioni di giornali quotidiani, di periodici, di supporti integrativi, di libri, con esclusione di quelli d’antiquariato;

f) le prestazioni di servizi rese da notai per le quali sono previsti onorari, diritti o altri compensi in misura fissa ai sensi del decreto del Ministro di grazia e giustizia 30.12.1980, nonché i protesti di cambiali e di assegni bancari;

g) le cessioni e le prestazioni effettuate mediante apparecchi automatici, funzionanti a gettone o a moneta; le prestazioni rese mediante apparecchi da trattenimento o divertimento installati in luoghi pubblici o locali aperti al pubblico, ovvero in circoli o associazioni di qualunque specie;

h) le operazioni relative ai concorsi pronostici e alle scommesse soggetti all’imposta unica di cui al D.Lgs. n. 504/1998 e quelle relative ai concorsi pronostici riservati allo Stato, compresa la raccolta delle rispettive giocate;

i) le somministrazioni di alimenti e bevande rese in mense aziendali, interaziendali, scolastiche ed universitarie nonché in mense popolari gestite direttamente da enti pubblici e da enti di assistenza e di beneficenza;

j) le prestazioni di traghetto rese con barche a remi, le prestazioni rese dai gondolieri della laguna di Venezia, le prestazioni di trasporto rese con mezzi a trazione animale, le prestazioni di trasporto rese a mezzo servizio di taxi, le prestazioni rese con imbarcazioni a motore da soggetti che svolgono attività di traghetto fluviale di persone e veicoli tra due rive nell’ambito dello stesso comune o tra comuni limitrofi;

k) le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli ed altri servizi resi da aziende o istituti di credito da società finanziarie o fiduciarie e dalle società di intermediazione mobiliare;

l) le cessioni e le prestazioni esenti di cui ai nn. da 1) a 5) e ai nn. 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, anche se effettuate occasionalmente e non nell’esercizio dell’attività propria dell’impresa (si tratta, in sintesi, di operazioni di credito e di assicurazione, operazioni su valute estere e operazioni relative ad azioni, obbligazioni ed altri titoli, riscossione dei tributi, giochi di abilità etc., mandato, mediazione e intermediazione relative alle operazioni che precedono, locazioni immobiliari, servizi postali, prestazioni di biblioteche, gallerie, pinacoteche, etc.).

m) le prestazioni inerenti e connesse al trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito (art. 12, c. 1, L. n. 413/1991) effettuate dal soggetto esercente l’attività di trasporto;

n) le prestazioni di autonoleggio da rimessa con conducente, rese da soggetti che, senza finalità di lucro, svolgono la loro attività esclusivamente nei confronti di portatori di handicap;

o) le prestazioni didattiche, finalizzate al conseguimento della patente, rese dalle autoscuole;

p) le prestazioni effettuate in caserme, ospedali od altri luoghi stabiliti, da barbieri, parrucchieri, estetisti, sarti e calzolai in base a convenzioni stipulate con pubbliche amministrazioni;

q) le prestazioni rese da fumisti, nonché quelle rese, in forma itinerante, da ciabattini, ombrellai, arrotini;

r) le prestazioni rese da rammendatrici e ricamatrici senza collaboratori o dipendenti;

s) le prestazioni di riparazione di calzature effettuate da soggetti che non si avvalgono di collaboratori e dipendenti;

t) le prestazioni rese da impagliatori e riparatori di sedie senza dipendenti e collaboratori;

u) le prestazioni di cardatura della lana e di rifacimento di materassi e affini rese nell’abitazione dei clienti da parte di materassai privi di dipendenti e collaboratori;

v) le prestazioni di riparazione di biciclette rese da soggetti che non si avvalgono di collaboratori e dipendenti;

w) le cessioni da parte di venditori ambulanti di palloncini, piccola oggettistica per bambini, gelati, dolciumi, caldarroste, olive, sementi e affini non muniti di attrezzature motorizzate, e comunque da parte di soggetti che esercitano, senza attrezzature, il commercio di beni di modico valore, con esclusione di quelli operanti nei mercati rionali;

x) le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate in forma itinerante negli stadi, stazioni ferroviarie e simili, nei cinema, teatri ed altri luoghi pubblici e in occasione di manifestazioni in genere;

y) le cessioni di cartoline e souvenirs da parte di venditori ambulanti, privi di strutture motorizzate;

z) le somministrazioni di alimenti e bevande, accessorie al servizio di pernottamento nelle carrozze letto, rese dal personale addetto alle carrozze medesime;

aa) le prestazioni rese dalle agenzie di viaggio e turismo concernenti la prenotazione di servizi in nome e per conto del cliente;

bb) le prestazioni di parcheggio di veicoli in aree coperte o scoperte, quando la determinazione o il pagamento del corrispettivo viene effettuata mediante apparecchiature funzionanti a monete, gettoni, tessere, biglietti o mediante schede magnetiche elettriche o strumenti similari, indipendentemente dall’eventuale presenza di personale addetto;

cc) le cessioni e le prestazioni poste in essere dalle associazioni sportive dilettantistiche che si avvalgono della disciplina di cui alla L. n. 398/1991, nonché dalle associazioni senza fini di lucro e dalle associazioni pro-loco di cui all’art. 9-bis, L. n. 66/1992;

dd) le prestazioni aventi per oggetto l’accesso nelle stazioni ferroviarie;

ee) le prestazioni aventi per oggetto servizi di deposito bagagli;

ff) le prestazioni aventi per oggetto l’utilizzazione di servizi igenico-sanitari pubblici;

gg) le prestazioni di alloggio rese nei dormitori pubblici;

hh) le cessioni di beni poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza, limitatamente a dette cessioni;

ii) le cessioni di prodotti agricoli effettuate dalle persone fisiche (agricoltori produttori diretti, mezzadri, fittavoli, coloni, etc.: art. 2. L. n. 59/1963), se rientranti nel regime di esonero dagli adempimenti di cui all’art. 34, c. 4, D.P.R. n. 633/1972;

jj) le cessioni e le prestazioni poste in essere da regioni, province, comuni e loro consorzi, dalle comunità montane, delle istituzioni di assistenza e beneficenza, dagli enti di previdenza, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni pubbliche di cui all’art. 41, L. n. 833/1978, nonché dagli enti obbligati alla tenuta della contabilità pubblica, ad esclusione di quelle poste in essere dalle farmacie gestite dai comuni;

kk) le prestazioni di servizi rese sul litorale demaniale dai titolari dei relativi provvedimenti amministrativi rilasciati dalle autorità competenti, escluse le somministrazioni di alimenti e bevande e ogni altra attività non connessa con quella autorizzata;

ll) le prestazioni relative al servizio telegrafico nazionale ed internazionale rese dall’Ente poste;

mm) le attrazioni e gli intrattenimenti indicati nella sezione I limitatamente alle piccole e medie attrazioni e alla sezione III dell’elenco delle attività di cui all’art. 4, L. n. 337/1968, escluse le attrazioni installate nei parchi permanenti da divertimento di cui all’art. 8, D.P.R. n. 394/1994 qualora realizzino un volume di affari annuo superiore a € 25.822, 84.

Non sono, altresì, soggette all’obbligo di documentazione, le categorie di contribuenti e le operazioni che, a norma dell’art. 22, c. 2, D.P.R. n. 633/1972, sono esonerate dall’obbligo di emissione della fattura in virtù dei seguenti decreti del Ministro delle finanze:

a) associazione Italiana della Croce Rossa (D.M. 4.3.1976);

b) settore delle telecomunicazioni (D.M. 13.4.1978);

c) enti concessionari di autostrade (D.M. 20.7.1979);

d) esattori comunali e consorziali (D.M. 212.1980);

e) somministrazione di acqua, gas, energia elettrica e manutenzione degli impianti di fognatura, i cui corrispettivi sono riscossi a mezzo ruoli esattoriali (D.M. 16.12.1980);

f) somministrazione di acqua, gas, energia elettrica, vapore e teleriscaldamento (D.M. 16.12.1980);

g) società che esercitano il servizio di traghettamento di automezzi commerciali e privati tra porti nazionali (D.M. 22.12.1980);

h) utilizzo di infrastrutture nei porti, autoporti, aeroporti e scali ferroviari di confine (D.M. 19.9.1990).

i) enti e società di credito e finanziamento (D.M. 26.7.1985).



Casistica

- Per la somministrazione di alimenti e bevande nelle mense aziendali, per le quali non vi è obbligo di certificazione, è necessario che il servizio di somministrazione di pasti e bevande sia prestato esclusivamente a favore del personale dipendente dell'azienda, a nulla rilevando le seguenti circostanze: - che il servizio sia svolto all'interno dell'azienda o fuori; - che la mensa sia gestita dall'azienda stessa o da società appaltatrici (ris. 20.6.2002, n. 202/E; circ. 19.1.1980, n. 3; circ. 14.2.1980, n.9; circ. 13.6.980, n. 25);

- l’esenzione dall'obbligo di certificazione dei corrispettivi corrisposti dal vettore per le prestazioni rese dalle agenzie di viaggio e turismo concernenti la prenotazione di servizi in norme e per conto del cliente persegue lo scopo di esonerare tutte le prestazioni aventi ad oggetto non l'organizzazione di viaggi o la loro intermediazione, ma la mera esecuzione di servizi connessi alla prenotazione del servizio turistico e prestati nell'interesse del cliente dell'agenzia, in considerazione della loro estrema marginalità economica (circ. 4.4.1997, n. 97/E; circ. 24.12.1997, n. 328/E). Ciò vale anche per le prestazioni di cambio e rimborso dei biglietti aerei dei percorsi nazionali e internazionali (ris. 26.6.1998, n. 66; ris. 17.4.2001, n. 48). Viceversa, i compensi che le agenzie di viaggio percepiscono direttamente dai clienti per l'attività di intermediazione, riferita al servizio di prenotazione ed emissione di biglietteria aerea, svolta in nome e per conto del cliente stesso, non è riferibile a prestazioni di marginale importanza (poiché non è destinata a coprire le spese direttamente connesse alla mera esecuzione del servizio) e, quindi, non può trovare applicazione la disposizione di esonero. Tali compensi possono essere certificati con dei tagliandi annessi al biglietto di trasporto (ris. 29.9.2004, n. 125/E);

- le riserve naturali statali sono esonerate dall'obbligo di certificazione dei corrispettivi, sempreché le stesse siano qualificate enti e siano obbligate alla tenuta della contabilità pubblica a norma di legge o di statuto (ris. 8.9.1998, n. 141; 26.6.2000, n. 94; 4.10.2001, n. 149 del 4 ottobre 2001; 21.7.2003, n. 155/E);

- gli ambulanti che utilizzano un automezzo come sostegno delle tende da mercato non possono beneficiare dell'esonero dall'obbligo di rilasciare scontrino o ricevuta fiscale (circ. DRE Lombardia 13.2.2002, n. 1).






 

domenica 28 agosto 2011

LEGAMBIENTE CONDANNA IL GRAVE INCENDIO DOLOSO AL QUARTO CALDO DEL PROMONTORIO DEL CIRCEO

LEGGE n. 353 del 2000

Art. 10.
(Divieti, prescrizioni e sanzioni)

1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.
2. I comuni provvedono, entro novanta giorni dalla data di approvazione del piano regionale di cui al comma 1 dell’articolo 3, a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato. Il catasto è aggiornato annualmente. L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni. E’ ammessa la revisione degli elenchi con la cancellazione delle prescrizioni relative ai divieti di cui al comma 1 solo dopo che siano trascorsi i periodi rispettivamente indicati, per ciascun divieto, dal medesimo comma 1.
3. Nel caso di trasgressioni al divieto di pascolo su soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco ai sensi del comma 1 si applica una sanzione amministrativa, per ogni capo, non inferiore a lire 60.000 e non superiore a lire 120.000 e nel caso di trasgressione al divieto di caccia sui medesimi soprassuoli si applica una sanzione amministrativa non inferiore a lire 400.000 e non superiore a lire 800.000.
4. Nel caso di trasgressioni al divieto di realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive su soprassuoli percorsi dal fuoco ai sensi del comma 1, si applica l’articolo 20, primo comma, lettera c), della legge 28 febbraio 1985, n. 47. Il giudice, nella sentenza di condanna, dispone la demolizione dell’opera e il ripristino dello stato dei luoghi a spese del responsabile.
La legge c'è e sembra non facile aggirarla. Dunque quali sono i tortuosi meccanismi che spingono certa gente a compiere questi gesti criminali?