domenica 4 dicembre 2011

Ridicolo

Da: La Repubblica.it - 4 dic. 2011

La Lega rilancia la secessione
"Facciamo come in Cecoslovacchia"

Si è aperta tra le note del 'Va pensiero' la seduta del cosidetto parlamento della Padania alla fiera di Vicenza. Calderoli: "Il 15 in piazza a Milano". "Maroni farà il culo a Monti a Roma". Zaia: "Dovevamo far saltare il banco"

ROMA - 'Secessione, secessione. Fabrizio Bricolo prende la parola per dare il via ai lavori del cosidetto 'parlamento padano' e dalla platea parte il coro che ormai caratterizza tutte le ultime iniziative della Lega Nord. Militanti ed esponenti del Carroccio hanno riempito il padiglione che ospita la manifestazione: all'ingresso della Fiera campeggia uno striscione bianco con caratteri verdi "L'indipendenza parte da Vicenza" del movimento giovani padani. E l'ex ministro Roberto Calderoli, dal palco rilancia le istanze leghiste e attacca Monti: "Il Parlamento ha abdicato al suo ruolo, al suo potere costituente e in questo caso il potere deve tornare al popolo. E noi questo faremo. Monti ha cancellato il ministero delle riforme, ha messo una pietra tombale sul federalismo, ma se non ci viene concessa un po' di libertà, noi siamo titolati ad andarci a prendere tutta la libertà. Creeremo una task force contro quello che ci verrà addosso dal governo Monti".

Le tasse? "Che genio che ci voleva ad aumentare le tasse. Così come l'aumento dell'Iva. Per sistemare le cose a loro, fanno pagare gli altri". Le pensioni? "Raccoglieremo le firme per un referendum abrogativo della riforma delle pensioni". Monti è avvertito: "A fargli il culo a Roma ci sarà Maroni".
Calderoli punta ad una secessione "morbida",  "sul modello della Cecoslovacchia che noi cerchiamo da tempo". "Domani - prosegue il leghista - incontreremo Formigoni per vedere se
 ci sta. Poi tocca al Friuli, al Trentino per formare quella macroregione che è la Padania". Calderoli ha anche annunciato una "grande manifestazione" della Lega per il 15 gennaio a Milano. E in futuro anche a "a Bruxelles" e "a Roma". "Voglio rifare il 'Nerone express' - dice l'ex ministro - ma stavolta non voglio dimenticare i fiammiferi". Il 'nerone express' è il nome di una iniziativa leghista contro il governo D'Alema organizzata il 5 dicembre del 1999.

Poi tocca al governatore leghista Luca Zaia. E anche in questo caso il destinatario degli affondi è il premier: "La Lega non ha scelta ma deve far saltare il banco, e anche presto, per proteggere la povera gente che da questa manovra è massacrata".
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Per troppo tempo non si è applicata la legge di questo nostro povero Stato Italiano che condanna chi oltraggia la bandiera, simbolo dell'unità della nazione, e chi va contro l'articolo n. 5 della nostra Costituzione che dichiara "la Repubblica una ed indivisibile".

Per troppo tempo si è irresponsabilmente sorriso delle uscite di Bossi e di chi lo segue su "presa delle armi", "i fucili sono sempre caldi" e altre simili espressioni, mentre andavano perseguite come minacce allo Stato, sia pure, per il momento solo verbali. 


Errato lasciar correre, prendere queste espressioni come uno straparlare folcloristico, perché, se è vero che queste espressioni vengono usate da Bossi e compagni per attrarre i voti di persone incolte, chiuse in un'idea ottusa ed egoista dell'economia di un Paese, è anche vero che uno Stato non deve tollerare l'attacco alla sua Costituzione.


Se la critica a Monti: Le tasse? "Che genio che ci voleva ad aumentare le tasse. è fin troppo facile da condividere, non è altrettanto condivisibile il rimedio che costoro propongono: secessione "morbida",  sul modello della Cecoslovacchia. E questo è un altro esempio dell'ignoranza di fondo dei dirigenti leghisti e del popolo che li segue e li vota.
Per dieci lunghi anni mi sono occupata per lavoro di un accordo culturale fra una nostra università ed il Politecnico di Praga. Ho conosciuto molti studiosi dell'allora Cecoslovacchia e con loro ho lungamente parlato del loro Paese. Quando da Cecoslovacchia si è trasformata in Repubblica Ceca l'Accordo Culturale è proseguito solo con questa e l'opinione generale degli studiosi, sempre diversi e di tutte le età, era che la Slovacchia era proprio diversa da loro, che non era questione di Nord o Sud, ma era una popolazione più dedita all'agricoltura e con una mentalità completamente differente da quella dei Cechi.
La Storia d'Italia e la sua formazione non sono assolutamente comparabili alla unione che avvenne nel 1918 fra la Repubblica Ceca e quella Slovacca. Quanti degli incolti non pensanti che inneggiano a queste stupidaggini lo sanno?


Si chiedono costoro che votano Lega cosa ne pensano i milioni di abitanti della Lombardia, del Veneto e delle altre Regioni citate dell'imposizione, che loro ventilano, di farli diventare Padani invece che Italiani?
Cosa pensano di fare di tutte le persone serie che si sentono italiani, nonostante i difetti di gestione di questo Paese, gestione, bisogna ricordarglielo, di cui sono responsabili anche loro? Visto che hanno parlato varie volte di fucili, pensano di sparare a chi non è d'accordo? O di cacciarli dalle loro proprietà in un esodo biblico?


Il ridicolo viene fuori da solo. Un mio familiare ha vissuto alcuni anni a due passi da Ponte di Legno, patria della Lega, per ragioni di lavoro: ha dovuto prendere una casa in affitto, poi ha cambiato paese, sempre nella zona, ed ha preso un'altra casa in affitto. I due contratti gli sono stati imposti rigorosamente in nero, senza registrazione, altrimenti niente casa! Ma per i bugiardi leghisti gli evasori lì non ci sono e noi viviamo con le loro tasse!!! 


Eppure anche fra loro ci sono persone intelligenti: uno è Maroni, un altro è Tosi. Personalmente ho conosciuto un sindaco leghista di un grosso centro del Veneto che supera i 40.000 abitanti: persona intelligente, capace, colta, gran lavoratore pieno di pregevoli iniziative. Mi regalò un libro che parla di suo padre e che ho molto apprezzato e conservo. Disse senza mezzi termini che tutte le uscite "folcloristiche" dei dirigenti del suo partito miravano a raccogliere i voti degli ignoranti del "profondo Nord", e questo era l'unico scopo per cui le dicevano. Disse che gli avevano offerto un posto in Parlamento ma che gli avevano detto pure "se vai lì devi dire e fare quello che ti diciamo noi" e, a queste condizioni, lui non aveva accettato. Credo che i voti di "quei rozzi del profondo nord" siano indispensabili per Maroni e Tosi e, per questo, assecondano Bossi e Calderoli. 

venerdì 2 dicembre 2011

Ora tutti parlano di tagliare i privilegi

da: L'Unità.it

Grilli al tesoro, rinuncia al doppio stipendio

Vittorio Grilli, neo vice di Monti all'economia, prenderà il 70% in meno di quanto guadagnava al Tesoro. Il  ruolo di direttore generale era incompatibile.
vittorio grilli


28 novembre 2011

E' cominciata con un'ora di ritardo la riunione di governo che ha portato alla nomina dei viceministri e dei sottosegretari. Con i ministri riuniti in una sala di palazzo Chigi e il Professore al lavoro per limare la lista. Poi il presidente del Consiglio ha chiamato uno ad uno i componenti del suo governo per spiegare le sue scelte e sottolineare l'esigenza di mantenere snella la squadra e di non poter accontentare tutte le richieste. Infine davanti a tutti ha letto l'elenco: ora - ha osservato Mario Monti -, potrete lavorare al meglio, dobbiamo superare le difficoltà tutti insieme e portare il Paese fuori dalla crisi. I responsabili dell'esecutivo, nell'attesa di conoscere la lista, hanno avuto anche modo di scambiare idee e opinioni sui vari provvedimenti in cantiere.

Le misure arriveranno sul tavolo del Consiglio dei ministri il 5 dicembre e si fa sempre più concreta la possibilità che la manovra sia corposa: la cifra si dovrebbe avvicinare intorno ai 20-25 miliardi. Monti oggi ha avuto contatti con i leader di partito e nn mattinata ha visto il Capo dello Stato. Il Professore, riferiscono fonti ministeriali, ha chiesto a tutti di tenere una linea di 'austerity' (questa mattina è arrivato a Roma da Milano in treno, rinunciando all'aereo presidenziale). Vittorio Grilli, per esempio, ha scelto di prendere lo stipendio solo da viceministro, mentre si è messo in aspettativa per quanto riguarda il suo ruolo di direttore generale del Tesoro e prenderà così il 70% in meno di quanto guadagnava al dicastero di via XX settembre. Il ruolo di direttore generale è infatti incompatibile con il nuovo incarico di viceministro.
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Stamane, nella trasmissione Agorà della terza rete RAI (bello ed azzeccato il nome, bravo il conduttore Andrea Vianello), c'erano due giovani ed intelligenti donne di opposte fazioni: la ex Ministro Giorgia Meloni e la deputata Debora Serracchiani che dicevano le stesse cose: equità per tutti, sacrifici per tutti, a cominciare dai privilegiati. Debbo dire che sembravano tutte e due comuniste del tramontato PCI, e la Meloni era più comunista della Serracchiani quanto a giustizia sociale.
Mi sono appuntata una sua frase che mi è piaciuta molto: "I soprusi non possono essere diritti acquisiti".
Trovo questa affermazione non solo giustissima, la trovo MITICA!!!
Se sono state fatte leggi ingiuste, argomentava con logica stringente la Meloni, non possono essere ritenute diritti acquisiti. Diritti di chi mantiene questi privilegi a discapito dei giovani e del loro futuro.
Monti ha capito, e spero che lo capiscano anche tutti i PRIVILEGIATI di Montecitorio e di Palazzo Madama, che non si possono chiedere sacrifici al Popolo se non si dà un sostanzioso esempio dall'alto. Non basta agire sui vitalizi, si deve agire su tutto, portando questi rappresentanti politici, che poco rappresentano noi Popolo, alla DECENZA di prebende e servizi gratuiti  come quelli dei politici di altri Paesi europei.
Equità è la parola che tutti gridano: ma che sia VERA EQUITA'! Non vogliamo sentire quegli sciocchi o finti tali che dicono: Ma si tratta di incidere su mille persone... Una cifra che non è nulla di fronte al taglio su milioni di persone!"
La risposta a costoro è: "E chi se ne importa che incide poco (che poi non è vero), comunque debbono dare il buon esempio e si DEVE cominciare da lì: ma i vitalizi non sono l'unica voce da ridimensionare. "
Questi debbono capire che appartengono ad una specie di Ancien Régime fuori dalla Storia. Hanno condotto le cose alle estreme conseguenze, facendo pagare al Popolo, profumatamente, governi imbelli, incapaci, con una classe politica di cui si scopre continuamente qualche scandalo dovuto alla corruzione: male che corrode l'economia come la ruggine il ferro.
Da tempo la gente era stanca di questo marciume e lo manifestava, lo scriveva, lo diceva, c'era un malessere diffuso, un non credere più a niente, un non aspettarsi alcuna giustizia, ma la Casta continuava sorda e cieca senza autocorregersi nel suo cammino: loro da una parte, noi da un'altra. 
Poi è arrivata la crisi finanziaria internazionale che chiede ancora sacrifici a chi già ne ha fatti.... e, come d'incanto, tutti parlano di equità sociale, di privilegi.... Tutti fanno a gara a dimostrare come siano i paladini di questi ideali di ridimensionamento dei LORO benefit. 

Un po' di poesia...

IO VENGO
IN CERCA ALL' ACQUA
CHE  FEMMINA  
SI ESPANDE  E NON SI SPEGNE
E RUBO
IL CANTO AGLI  ALBERI L'AUTUNNO
E POI LE LORO FOGLIE 
E I TANTI  CERCHI
DRAGANDO  IN MEZZO A QUELLI
LE TRACCE DELLA STORIA
IN CERCA
NELLE FOGLIE
DEL COME CHE SI CADE  
DEL COME CHE SI TORNA
IN CERCA
SEMPRE ANCORA 
DI COME FAR LA MENTE SENZA MURA
DI DOLCEMENTE COME FARSI  FLUSSO
E DARE SENSO AL MOTO
E COME CHE SI TOLGA 
IL GIRO A VUOTO A PERNO DI SE STESSO 
E COME CI SI GETTI  GIU' DAL NIDO
INSIEME ALLA PAURA
CHE NON SI PUO' LASCIARLA Lì DA SOLA 
E COME CHE SI PORTA
IL SENSO DEL SOSPESO
CHE  PESA DENTRO IL PASSO COSI' TANTO 
IN CERCA
VADO INCONTRO ALL'ARMONIA
SPERANZA CHE CI VEDA
E  CURVI TUTTA SOPRA COME ALA 
LA FRONTE  SFIORI
CONTRO NOSTRA FRONTE
DI UN GESTO  LIEVE
COME FA UNA MADRE

Anita Menegozzo

LEGGERO' ALCUNE MIE COSE IN ONORE AI DIPINTI  DI FERNANDA FACCIOLLI
ALLE ORE 18.00 DEL DIECI DICEMBRE
NELLA SUA GALLERIA IN CAMPIELLO DEL SOLE VENEZIA  ZONA S. SILVESTRO


CHI HA UNA FOGLIA AUTUNNALE  CHE GLI SOMIGLIA  LA PORTI
(O A CUI VORREBBE SOMIGLIARE )
MA L'IMPORTANTE E' CHE PORTI SE STESSO
CONDIVIDEREMO QUALCHE EMOZIONE

Anita Menegozzo 

mercoledì 30 novembre 2011

L'amante di Parolisi scrive un libro


DA: Edizioni Oggi Notizie





Melania Rea - Ludovica Perrone torna a parlare
La soldatessa indicata come l'amante del caporalmaggiore Salvatore Parolisi, ancora in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere, torna a raccontare la sua versione sui fatti e lo fa tramite le pagine di un libro, dal titolo "La donna del soldato", in uscita in questi giorni, redatto secondo tutti gli atti delle indagini e fedele allo svolgersi degli eventi: "Le menzogne di Salvatore mi hanno rovinato la vita, ......omissis.......
eppure, nonostante sia andato anche in televisione a giurare di non avere alcuna amante, la notte in cui è nata sua figlia era insieme a me...

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Che tristezza! Una storia infame e triste di cui è meglio parlare meno possibile, ma l'agire dei protagonisti sorprende sempre più. Scrivere un libro con l'aiuto di qualcuno è brutto, fa pensare che è un'esposizione che va oltre la decenza e che era meglio evitare. Tanti penseranno che vuole lucrare su una vicenda in cui lei non ha certo un ruolo edificante. Meglio fermarsi ai verbali degli inquirenti e, al massimo, a qualche dichiarazione giornalistica per comunicare le proprie ragioni.... Ma un libro... E' troppo. Che tristezza!

martedì 29 novembre 2011

Lucio Magri

DA:


Intervista di Cesare Lanza su “Sette” a Marta Marzotto -  Data: 2 -8-01     
 ......omissis....... 
Lanza: "Arriviamo a Magri. Da un amore a due, da due a tre. Contemporaneamente."
Marta Marzotto: “Come ti ho detto, tutti sapevano tutto. Renato mi scrisse una lunghissima poesiola, che cominciava con: “Ave Martina, madre di Dia…” e finiva con “ma liberaci dal Magri e così sia."          
Lanza: "Com’era?"
Marta: “ Un formidabile rivoluzionario da salotto, Magri. Guai se per il gigot d’agneau non c’erano il purè di mele e la salsa di menta: non ci si poteva sedere a tavola. O se i chicchi di caviale non erano g-g-g… grossi grani grigi.
       Lanza: "Sento il perfido profumo del sarcasmo."                                                                        Marta: "Fu di un’abilità diabolica, nell’accendermi. Chissà, psicologicamente, la castellana voleva prevalere sulla Castellina. Penso che lui sia stato fedele soltanto a Luciana. Per il resto, si sentiva in dovere di andare a letto con chiunque.”
Lanza:  "Com’era?"
     Marta: “Bello, intelligentissimo e infelice. Forse perché ce l’aveva con il mondo: rimproverava al mondo intero il suo sogno di essere a fianco di Che Guevara. Impossibile fargli capire, per quanto mi riguarda, che non era colpa mia."
Lanza: "Durò molto anche questa terza storia."
Marta: “Dieci anni. Dormivamo abbracciati, quasi senza respirare. Voleva un figlio da me. Ma non potevo accontentarlo.. Lui in fondo amava solo se stesso, il resto era tutta una posa plastica.”
  Lanza: "Puoi definire in tre sole parole i tre uomini della tua vita?
  Marta: “Il fascino di Umberto. La fantasia di Renato. La stronzaggine di Magri.”
  Lanza:  "Escludendo, pare di capire, il terzo, chi ti manca di più?
  Marta: “Guttuso. Anche per la qualità culturale della vita, al suo fianco. Mi fece conoscere Sciascia, Moravia che addirittura mi intervistò, e ne fui lusingatissima, per un settimanale.”
 Lanza:  "Verso Marzotto e Guttuso hai parole affettuose, rispettose. Verso Magri no. Sei risentita.
  Marta: “Di più: schifata.”
 Lanza: "Cosa gli rimproveri?
 Marta: “La grettezza, l’egoismo, il cinismo. 
Lanza: "Come vi conosceste?"
Marta: "A casa di Eugenio Scalfari, il giorno in cui nacque la Repubblica, il 14 luglio1976."
Lanza: "E, in conclusione, tanto rancore."
Marta: "Per la sua meschinità. Non si può fingere di essere puri, se… Non mi far andare avanti. Anche se non temo querele.”
Lanza: "La responsabilità è tua."
Marta: “Mi limito al rapporto che ti interessa. Dopo lo scandalo e il chiasso successivo alla morte di Guttuso, lui si impaurì. Pensa, mi propose di vederci di nascosto: dopo dieci anni!”
Lanza:  "Mai più visto?"
Marta: “Una volta, in coda all’aeroporto. Volse lo sguardo, per far finta di non avermi visto. Gli diedi un colpetto sulla spalla: 'Guardi onorevole, sarei io a dover far finta di non vederla,  non certo lei'.”

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Dal blog di Luigi Crespi: il suo commento sulla morte di Lucio Magri

Ma Lucio Magri ha rappresentato, soprattutto per i ragazzi della mia generazione, qualcosa di piu’. Lui, la Castellina, Valentino Parlato, il Manifesto, hanno mantenuto fervida, lineare, la volonta’ di cambiare, il coraggio di essere controcorrente e anche di sbagliare. E anche il gusto di essere consapevolmente in errore.

Ma l’omicidio assistito, nella liturgia melodrammatica degli amici e dei compagni che aspettano la telefonata del boia bianco svizzero, la descrizione asettica della casa, dei parenti, dei ricordi, della morte innaturale, taglia la dignita’ di chi “va in culo” alla vita buttandosi dalla terrazza come ha fatto Monicelli. Mostra quel pelo di vilta’ e di mancanza di coraggio di quei rivoluzionari che rimangono solo una massa di sconfitti. Romantici, belli, ma sconfitti.
Un pezzo della mia vita, del mio percorso umano, professionale e politico e’ legato a questa fine cosi’ poco rivoluzionaria e che lascia tanto amaro in bocca.

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Tutti sanno chi è Marta Marzotto, meno chi sia Luigi Crespi.
NOTIZIE SU Luigi Crespi 
DA REPUBBLICA.IT 4/01/2010:
Milano, arrestato Luigi Crespi ex sondaggista di Berlusconi
L'imprenditore è accusato di bancarotta fraudolenta per il crac della sua ex società di comunicazione, la Hdc
Una carriera all'ombra del premier, poi il dissesto finanziario
"Non sono un ladro né un criminale, e lo dimostrerò"
Luigi Crespi

MILANO - L'analista e sondaggista Luigi Crespi è stato arrestato questa mattina nel capoluogo lombardo, da agenti della Guardia di finanza. L'inventore della precedente campagna elettorale di Silvio Berlusconi (quella del contratto con gli italiani e di "meno tasse per tutti"), è finito in manette nell'ambito dell'inchiesta sul crac da 35 milioni di euro della sua Holding di comunicazione, la Hdc, che contava circa 400 dipendenti, e che poi è finita in bancarotta.
Per questa vicenda l'imprenditore risultava indagato da oltre un anno. Il reato che i due magistrati incaricati dell'indagine, Roberto Pellicano e Laura Pedio, gli contestano è bancarotta fraudolenta aggravata e falso in bilancio per aver distratto circa 15 milioni di euro e aver "truccato" il bilancio di esercizio del 2002 di Hdc, la holding della comunicazione dichiarata fallita nel marzo dell'anno scorso.


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RIPORTO SOLO I COMMENTI DI DUE PERSONE CHE HANNO CONOSCIUTO LUCIO MAGRI PER COMPLETARE IL RITRATTO DELLA PERSONA.
SULLA SCELTA DI COME USCIRE DALLA VITA NON FACCIO ALCUN COMMENTO. 


domenica 27 novembre 2011

Per la Famiglia Russo non c'è limite alla sopportazione





Per i poveri genitori di Marta Russo non c'è limite a quello che debbono sopportare. Ora prendono la parola i suoceri di Scattone scrivendo addirittura una lettera aperta a queste due provate e dignitosissime persone, non la riportiamo nella sua interezza ma solo poche frasi già sufficienti a recepire l'incommensurabile violenza morale in essa contenuta, ammantata di un autoincensarsi perché "cristiani" e "dediti ai disabili".
Se si può comprendere che vogliano bene alla loro figlia che ha voluto fare una simile scelta e, siccome le vogliono bene, l'hanno accettata, NON si può altrettanto comprendere l'equazione: "pensate veramente che una ragazza educata, limpida, proveniente da una famiglia come la nostra, abbia potuto mentire ai suoi genitori sull'innocenza di chi la stava portando all'altare?
A questo punto è inutile fare i processi, forzare la vigliacca omertà dei testimoni, fare perizie, perché bastava sentire la giovane Giorgio che, investita della Verità Assoluta, non mente e lei è certa che l'uomo che ha scelto di sposare è innocente!! 
Credo non ci sia altro da aggiungere.
Solidarietà alla Famiglia Russo. 


Da: Diritto di critica - Giornale online di Politica ed attualità - da cui è ripresa anche la foto dei genitori di Marta. http://www.dirittodicritica.com/ 
Le frasi prese dalla lettera in questione sono in corsivo nero, il commento in blù:
...."Per questa sua propensione verso il prossimo, ne abbiamo parlato più volte, è stata spinta prima a dare la sua solidarietà ai due assistenti e poi a sposare Giovanni. (La "propensione verso il prossimo" è più naturale esprimerla verso i parenti delle vittime: i genitori e in particolare la sorella di Marta, che per il dolore quasi non voleva più vivere, ma ognuno la esprime come crede, sono scelte).  
Voi, genitori di Marta, pensate veramente che una ragazza educata, limpida, proveniente da una famiglia come la nostra, abbia potuto mentire ai suoi genitori sull'innocenza di chi la stava portando all'altare?...."


Fra l'altro questi signori che si autoincensano e sanno tutto non sanno neppure che Ferraro e Scattone non erano e non sono mai stati "Assistenti" di un bel Nulla: la figura dell'Assistente Universitario è stata rimossa dalla Riforma Universitaria e sostituita con la figura del Ricercatore Universitario, entrambe le figure sono di dipendenti pubblici dell'Università. Esistevano nel 1997 le figure degli Assistenti Universitari ad Esaurimento, che voleva dire che chi già lo era continuava ad esserlo fino alla pensione. Mentre Scattone e Ferraro erano dei Dottorandi, persone cioè che avevano vinto un Concorso per fare un Dottorato di Ricerca e conseguire, di solito dopo tre anni, il titolo di Dottore di Ricerca col quale, se non vinci poi un concorso di Ricercatore e/o Professore, fai poco o niente, è solo un titolo di studio come un altro che può, in taluni concorsi, essere oggetto di punteggio.

sabato 26 novembre 2011

Marta vittima di insensati

(16 dicembre 2003) - Corriere della Sera


LA TESTIMONE CHIAVE


Gabriella Alletto: «Non gioisco ma ho la coscienza a posto»

«Nella mano destra Scattone impugnava una pistola nera come quella della polizia» L' avvocato Pietro Cerasaro: «Questa vicenda è stata un calvario per tutti». La drammatica confessione della donna in questura, dopo che pochi giorni prima aveva giurato «sui suoi figli» di non essere stata nell' aula di Filosofia del Diritto «Ferraro si portò una mano alla fronte, come in un gesto di disperazione»

Il suo avvocato, Pietro Cerasaro, adesso dice solo: «È finita, ma non c' è soddisfazione, questa storia ha segnato per sempre tutti quanti noi...». Lei, Gabriella Alletto, la supertestimone del processo Marta Russo, la donna che ha inchiodato per sempre Scattone e Ferraro, si è sfogata con il suo legale: «Io non ho mai gioito per le condanne di Scattone e Ferraro, ma ho sempre avuto la coscienza a posto», ha detto. «E' questo - ricorda l' avvocato Cerasaro - è il suo stato d' animo. La coscienza a posto, la coscienza tranquilla. È un' arma necessaria, quando si pone uno stigma incancellabile sulle vite altrui. Il 14 giugno del ' 97, dopo aver sostenuto per più di un mese di non sapere assolutamente nulla dell' omicidio dell' università, la signora Gabriella Alletto, romana, 51 anni appena compiuti (è nata, infatti, il 10 dicembre ' 52) all' epoca segretaria dell' istituto di Filosofia del Diritto, raccontò in Questura una storia del tutto diversa: «Vidi Ferraro portarsi la mano sulla fronte in segno di disperazione. Scattone nella mano destra impugnava una pistola nera simile a quelle della Polizia...». E fu così che sotto i piedi dei due dottorandi incominciò ad aprirsi la botola dell' inferno. Solo tre giorni prima, l' 11 giugno, però, la signora Alletto, negli uffici della Procura, interrogata da Italo Ormanni, aveva giurato sulla testa dei suoi figli di non essere mai entrata il 9 maggio in quella stanza, la fatidica Aula 6 riservata agli assistenti. Scoppiò pure in un pianto dirotto e singhiozzante. C' era una telecamera nascosta, in quell' ufficio. La sequenza divenne poi, per tutti, il «video-choc». Il mattino dopo la sua «confessione», la superteste, intervistata dai cronisti nella sua casa di Centocelle, offrì la seguente spiegazione per motivare il lungo silenzio dei giorni precedenti: «Un blocco psicologico» dovuto alla paura, al trauma appena vissuto, all' incredulità, allo stupore per ciò che aveva visto. Scattone e Ferraro, due insospettabili. Sono passati più di 6 anni e mezzo da allora. Come dice l' avvocato Cerasaro, «questa storia è stata un calvario per tutti», la signora ha dovuto affrontare molte prove, l' accusa di favoreggiamento, il sospetto di calunnia, l' imbarazzo di alcune intercettazioni ambientali prodotte dalla difesa (lei che in ufficio continuava a negare). Però ha giocato la sua parte fino in fondo, fino al confronto diretto in aula, in Corte d' Assise, con i due imputati: «Su avanti, perchè non confessate?». Molti anni dopo, la signora Alletto ha cambiato ufficio, lavora sempre alla Sapienza ma è passata alla segreteria generale, dove i colleghi le fanno pronto scudo appena vedono sopraggiungere un cronista. Aggrappata alla sua vita normale, marito e due figli da crescere, oggi ha solo un desiderio: essere dimenticata. Fabrizio Caccia

Caccia Fabrizio
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La reticenza a dire ciò a cui aveva assistito della Alletto, insieme a quella di Liparota, mi turbò moltissimo all'epoca: mi chiesi fino a che punto la gente non aveva più coscienza e, pur di non "essere messa in mezzo", preferiva mentire per non esporsi.
Basta scorrere i vari resoconti su questa orribile storia, sui testimoni e sui tre gradi di giudizio (due processi d'appello) più la Cassazione, per capire quanto siano stati bravi i magistrati Italo Ormanni e Carlo La Speranza a spezzare l'omertà paurosa della Alletto, non altrettanto di Liparota che aveva addirittura confidato alla madre quanto aveva visto, per poi ritrattare sia lui che la madre, la quale aveva ingenuamente riferito la rivelazione avuta da suo figlio. 
Un omicidio assurdo, compiuto certo inconsapevolmente, ma compiuto irresponsabilmente per dimostrare non si sa bene cosa in una stupida sfida fra Ferraro, che fornì la pistola, e Scattone che volle impugnare l'arma per misurarsi con l'arbitrio della sorte.
Il disprezzo per questi irresponsabili, che hanno potuto godere di ben quattro sentenze visto che c'è stato un appello bis, nasce dal danno irreparabile che hanno fatto e, soprattutto, dalla loro vigliaccheria nel continuare a negare.
La Alletto, non certo un'eroina, avrebbe voluto essere altrove, avrebbe voluto non aver visto, ciò nonostante e suo malgrado ha dovuto alla fine dire la verità e non ci ha guadagnato se non la sua coscienza; questi due autori della morte insensata di Marta, invece, non ammettono il loro delitto e per questo sono personaggi inquietanti. Il fatto, poi, che uno di questi sia in un ruolo così delicato come quello del docente a contatto con i giovani, rende anche la nostra società che lo consente inquietante.   

Condivido ogni parola

25 Novembre 2011

A Monti chiedo solo la "Legge del buon esempio"

leggebuonesempio.jpg
Ecco qui di seguito l'intervista che ho rilasciato oggi al Corriere della Sera.
La prima cosa da chiarire a questo governo è che di Ici e patrimoniali ed eventualmente pure di pensioni parleremo solo dopo aver presentato agli italiani la legge del buon esempio.
La legge del buon esempio? E che cos’è?
L’ho chiamata così io, mi piace, è un nome eloquente.
Sì, ma che legge è?
È la prima legge che il presidente Monti deve varare. È la legge contro la casta, contro noi politici... deve essere la legge che ci mette in riga, che ci sottrae benefici, prebende, privilegi, auto blu, grigie, viaggi gratuiti, rimborsi spesa e tutto il resto. 
Qualcosa del genere dovrebbe essere allo studio dell’esecutivo.
Allo studio? No, scusi, allora non mi sono spiegato: questa deve essere una legge obbligatoria capito? E sa perché è obbligatoria? Perché è l'unica legge che consentirà poi al governo di presentarsi agli italiani e chiedere i sacrifici necessari. Noi politici dobbiamo essere i primi a dare l'esempio
Ne ha parlato con il presidente Monti?
Certo. E poi, guardi, con il presidente Monti sono stato chiaro: questo è un governo di emergenza. Che deve durare solo il tempo di risolvere, appunto, l'emergenza. Se no, da governo istituzionale, diventa governo incostituzionale.
Quindi?
L’ho detto al professore: risolva i nostri guai economici, facciamo il referendum, cambiamo la legge elettorale e, consentendo finalmente agli italiani di scegliersi i propri rappresentanti, andiamo a votare.

E il presidente Monti?

Gentile, mi ha detto: ‘Io non posso garantire la data certa del referendum… sa, devo risolvere tante di quelle emergenze…’. A quel punto gli ho risposto che, va bene, presidente, convengo, non le chiedo una data certa: le chiedo solo di non pretendere di risolverle proprio tutte le emergenze, se no invece che ‘senatore a vita’ avrebbe dovuto farsi nominare ‘presidente del Consiglio a vita’.
Parla come uno del Pdl. Risolvere l’emergenza e poi andare subito al voto.
Ma che c’azzecca, eh? Il Pdl non è nel comitato referendario, e io invece parlo a nome di un milione e duecentomila cittadini.
Parliamo di Ici
Io dico no ad una Ici indistinta.

Si spieghi.

Beh, non si può chiedere di pagare l'Ici ad una giovane coppia che il mutuo l'ha appena acceso, e nemmeno ad un pensionato che, con la sua pensioncina, vive in una casa di proprietà. Insomma i sacrifici non devono essere chiesti alle fasce sociali più deboli.
Patrimoniale.
Sacrosanta! Ma solo su grandi patrimoni. E poi, vede, io penso che per fare quadrare i conti si possano trovare soldi anche in altre maniere... tipo, non so: risparmiando sulle spese militari, colpendo gli evasori, rinunciando a quella follia del ponte sullo Stretto di Messina.
Sottosegretari.
Ci hanno contattato, offrendoci qualche tozzo di pane… Ma ho mantenuto il punto: non ci coinvolgerete. Dev’essere un governo tecnico? E che siano allora tecnici i sottosegretari… il guaio è che bisognerà stare con gli occhi ben aperti, sono dei furbastri… mica me lo dimentico che volevano infilare Gianni Letta a Palazzo Chigi! In quel caso fui durissimo.
Durissimo?
E certo! Dissi: oh, ma scherzate? Quello è stato il braccio destro di Berlusconi! Non vogliamo più vederlo. E devo dire che anche il segretario del Pd, Bersani, convenne.

La foto di Vasto, con lei, Bersani e Vendola: che dobbiamo farci?

Conservatela. Sulla scena politica bipolare, l’accordo programmatico è tra IdV, Pd e Sel. Poi chi si dovesse riconoscere…

Sta pensando a Casini e al Terzo Polo?

Scusi: ma se quello si chiama Terzo, come fa a stare dentro un sistema che ha già due poli?
Postato da Antonio Di Pietro in 

venerdì 25 novembre 2011

La mamma di Marta Russo

Roma, 25 nov. (Adnkronos) - L'assegnazione a Giovanni Scattone della cattedra di storia e filosofia nel liceo Cavour di Roma "e' per noi la profanazione del luogo in cui nostra figlia ha trascorso gli ultimi anni prima di iscriversi all'universita' La Sapienza" dove ha trovato la morte. "E' una notizia che ci sconcerta e ci addolora, perche' crediamo che una persona cosi' non possa e non debba insegnare ai ragazzi. Definirlo educatore e' davvero un controsenso". Cosi' Aureliana Russo, mamma di Marta, la studentessa uccisa nel maggio del 1997 da un colpo di pistola nell'ateneo capitolino, commenta all'Adnkronos l'assegnazione della cattedra nel liceo romano all'ex assistente della facolta' di Giurisprudenza, Giovanni Scattone, condannato a 5 anni e 2 mesi per omicidio colposo.

"Non e' la prima volta che Scattone insegna nei licei - riferisce la signora Russo - e per noi ogni volta e' una notizia sconcertante e dolorosa. Anzi, rischiamo anche di incontrarlo nelle scuole dove andiamo a parlare di donazione degli organi, obiettivo principale della Fondazione Marta Russo. E' un fantasma che ci perseguita, e anche in questo caso, la sua presenza nell'ex scuola di Marta rappresenta uno strano destino. Purtroppo pero' non possiamo fare nulla - spiega - perche' la sentenza della Cassazione ha eliminato la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici". Dunque puo' insegnare.

"Quando abbiamo saputo la cosa, a inizio anno scolastico - racconta - abbiamo ricevuto le telefonate di tanti genitori sconvolti e indignati per il fatto che questa persona insegnasse ai loro figli. Erano tutti determinati a protestare - aggiunge - ma la legge glielo permette e noi non possiamo fare nulla. Io stessa sono preoccupata per i ragazzi che dovranno subire questa presenza ambigua e inquietante. Scattone dovrebbe vergognarsi. Ma come si puo' chiedere di vergognarsi a una persona che ha fatto cio' che ha fatto?", si chiede.
+++++++++++
Quanto è difficile avere giustizia, e non solo in Italia, con il nostro sistema giuridico. Lo dicono gli avvocati, lo dice la gente... Peggio per chi ci capita! E' la frase più frequente.
I credenti in una Giustizia Divina sperano in quella. Ma è difficile sopportare le mostruosità delle sentenze che la forma del diritto, interpretata da uomini fallaci, riesce ad esprimere.
Inoltre questa persona, a cui la Cassazione ha dato la facoltà di entrare nei pubblici uffici con pieno diritto, è molto fortunata, perché ci sono migliaia di giovani che, pur avendo superato l'ultimo concorso a cattedre, una cattedra non ce l'hanno. Persone del mondo della Scuola Pubblica mi dicono che sono disponibili frequentemente cattedre per le materie scientifiche ma, data la maggiore offerta, quelle di letteratura e storia sono in numero minore.
Tutta la mia solidarietà alla Signora Aureliana Russo.

Legge di iniziativa popolare

Copia dalla Gazzetta Ufficiale

29-9-2011 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 227

ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352, si annuncia che la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 28 settembre 2011 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da 10 cittadini italiani, muniti dei prescritti certificati di iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

Dichiarano, altresì, di eleggere domicilio presso Mario Rigli, in via XXVII Aprile n. 19 - 52028 Terranuova Bracciolini (Arezzo) -

Tel. 055973130 - 3313014854.

11A12780
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FINALMENTE!!!!!!!


Fate girare il più possibile.

Inizia ufficialmente la raccolta FIRME per rendere illegale il trattamento privilegiato della classe politica

http://www.comunicatistampa.name/comunicati/inizia-ufficialmente-la-raccolta-firme-per-rendere-illegale-il-trattamento-privilegiato-della-classe-politica/

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: «Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

L'iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook Nun Te Regghe Più, dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo: i parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell'unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell'unione per incarichi equivalenti.

La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l'elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare: http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm

L'iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebook http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/ o all'indirizzo di posta elettronica legge.ntrp@gmail.com

50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali. Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più.

Andate a firmare nel vostro comune e non fatelo da soli.

Da lunedì tutti i municipi sono attivi per la raccolta delle firme.

Ognuno di voi vada accompagnato almeno da 3/ 5 persone . Parenti, amici , colleghi chi volete. Roma è la tana del lupo e abbiamo incontrato grandi problemi , rispetto al resto dell'Italia.

Vi invito a firmare con consapevolezza e senso del dovere, per il nostro bene , per i nostri figli, per il nostro Paese.

Grazie

...Elenco dei Municipi di Roma

Municipio I: Via Petroselli, 50 – tel. 06 69 601 333

Municipio II: Via Dire Daua, 11 – tel. 06 69 602 333

Municipio III: Via Goito, 35 – tel. 06 69 603 333

Municipio IV: Via Rocchetta 10-14 – tel. 06 69 604 333

Municipio V: Via Tiburtina, 1163 – tel. 06 69 605 333

Municipio VI: Via Torre Annunziata, 1 – tel. 06 69 606 333

Municipio VII: Via Prenestina, 510 – tel. 06 69 607 333

Municipio VIII: Viale Cambellotti, 11 – tel. 06 69 608 333

Municipio IX: Via T. Fortifiocca, 71 – tel. 06 69 609 333

Municipio X: Piacca Cinecittà, 11- tel. 06 69 610 333

Municipio XI: Via Benedetto Croce, 50 – tel. 06 69 611 333

Municipio XII: Via Ignazio Silone, 100 – tel. 06 69 612 333

Municipio XIII: Via Celli, 2/b Lido di Ostia – tel. 06 69 613 333

Municipio XIV: Via Portuense, 2498 Fiumicino – tel. 06 65 210 245/244

Municipio XV: Via Portuense, 579 – tel. 06 69 615 333

Municipio XVI: Via Fabiola, 14 – tel. 06 69 616 333

Municipio XVII: Circ. Trionfale, 19- tel. 06 69 617 333

Municipio XVIII: Via Aurelia, 475 – tel. 06 69 618 333

Municipio XIX: Via M. Battistini, 464 – tel. 06 69 619

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Ricevo dai promotori di questa proposta di legge di iniziativa popolare e diffondo.
Per chi è a Roma sarà più facile visto che sono indicati i Municipi (o Circoscrizioni), per tutti gli altri c'è il link a cui collegarsi per sapere in quali comuni si può firmare.
Non aspettiamo che Monti tolga i privilegi alla Casta: da Bertinotti a Fini la stampa ci informa che si trincerano dietro "i diritti acquisiti" e, al massimo, toglieranno il vitalizio solo alla Casta eletta nella prossima legislatura, mentre a noi stanno togliendo tutto: il lavoro, il futuro dei nostri figli, forse la casa comperata con sacrifici se non avremo un reddito sufficiente a pagare le tasse su di essa.  Sentiamo notizie vergognose come quella che arriva dalla Regione Lombardia che per togliere l'auto blù agli Assessori di quella Regione hanno loro proposto in cambio un bonus annuo di euro 50.000, perché così la Regione risparmierebbe, dato che allo stato attuale il mantenimento di questo privilegio per ogni Assessore costa molto di più!
E' uno schiaffo in faccia a noi tutti! La domanda ovvia e sana è: "Perché non si può togliere l'auto blù sic et simpliciter ? Non possono costoro andare in taxi o con il mezzo proprio per servizio e poi chiedere il rimborso? Oppure andare in bicicletta come certi politici dei Paesi del Nord Europa?"
 
Basta! Non aspettiamo che lo facciano per noi, facciamolo noi, firmiamo per questa legge.