lunedì 9 gennaio 2012

Lega Nord: provenienza fondi

Da: Il Secolo XIX.it

I soldi della Lega emigrano all’estero

08 gennaio 2012
  | Giovanni Mari


Genova - La Lega Nord investe. Gestisce milioni di euro e compra quote di fondi, titoli di Stato, valuta straniera. Nell’ultima settimana di dicembre, tra il 23 e il 30, da un solo conto bancario, sono partiti una decina di milioni, almeno sette verso l’estero. La fetta più grossa è stata stanziata per un fondo basato in Tanzania da 4,5 milioni. Quindi 1,2 milioni per un altro fondo a Cipro e poco più di un milione di euro investiti in corone norvegesi. In tutti i casi si tratta dei quattrini di finanziamento pubblico dello Stato incassati dal Carroccio come “rimborsi elettorale”.
È un movimento vorticoso di denaro quello che gestisce il segretario amministrativo federale Francesco Belsito, appena sceso dalla poltrona di sottosegretario alla Semplificazione. Il respiro delle operazioni è nazionale, ma la centrale operativa è Genova, dove Belsito vive. E tutto ruota attorno al Banco popolare. I movimenti-base sono gestiti attraverso diversi conti correnti ordinari nelle varie filiali; i movimenti straordinari sono invece coordinati da Banca Aletti, il capillare sistema di private e investment banking dello stesso Banco popolare.
I movimenti-base sono vistosi spostamenti, in entrata e in uscita: nell’ultimo semestre dai soli conti liguri sono stati trasferiti almeno 700 mila euro ad altri conti della Lega Nord, sono stati emessi almeno 450 mila euro in assegni circolari e lo stesso Belsito ha ritirato in contanti almeno 50 mila euro. Più sostanzioso il programma di investimenti gestito per la Lega Nord attraverso Banca Aletti tra Natale e Capodanno. Anzi, gli spostamenti di massa di denaro sono cominciati a metà del mese scorso: un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per sei mesi a un interesse del 3,5%. Il fatto curioso, che emerge immediato, è che in quegli stessi giorni investire in Bot o Btp era più conveniente. Il primo, in ordine di tempo, porta a Cipro: 1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo “Krispa Enterprise ltd”. Il fondo è basato a Larnaca, città turistica della costa meridionale, vicina al confine con Cipro Nord. Più coraggioso, senza dubbi, il collocamento dei 4,5 milioni di euro per un’operazione in Tanzania.
È l’ultimo spostamento dell’anno appena trascorso e, nei fatti, svuota una delle dotazioni consegnate a Banca Aletti da Belsito per conto della Lega Nord: quasi otto milioni in una decina di giorni. L’operazione in purchase investment sui fondi africani coinvolge il consulente finanziario Stefano Bonet, coinvolto in un rocambolesco fallimento societario nel 2010 e in affari con l’ex ministro “meteora” dell’ultimo governo Berlusconi, Aldo Brancher (si dimise dopo 17 giorni perché indagato sulle scalate ad Antonveneta).
!!!!!!!!!!!
Sicuramente il giornalista del Secolo XIX ha delle fonti certe d'informazione, altrimenti rischierebbe la querela per sé e per l'Editore del quotidiano.
I cittadini ormai da un po' debbono soggiacere al controllo dei propri spostamenti di denaro nei propri c/c, anche per poche migliaia di euro. Già da un po' di tempo, infatti, ci si sente fare la domanda: "Cosa deve fare con questi soldi che ritira?" E' accaduto ad un mio familiare già qualche tempo fa e ne rimase esterrefatto, commentando: "E che debbo rendere conto alla mia Banca di quello che faccio con i miei soldi quando li ritiro?" 
Quindi immagino che questi grandi movimenti di denaro operati dalla Lega e che denuncia il Secolo XIX siano controllati e che il fisco ne sia perfettamente a conoscenza e che, inoltre, siano leciti. Ad esempio che NON siano investimenti operati con denaro pubblico del finanziamento ai partiti (contro il quale si è espresso un referendum popolare). Perché se così fosse la già gravissima scelta di chiamare tale finanziamento "rimborso elettorale", eludendo in modo incostituzionale il risultato di un Referendum popolare, sarebbe aggravata ulteriormente dall'uso improprio di denaro dei contribuenti che migrerebbe verso l'estero. 

 DA: eiacuelezioniprecoci.b...

venerdì 6 gennaio 2012

Roberto Straccia e gli altri

Roberto Straccia

Dal sito del Ministero dell'Interno:

Il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. L’Autorità è preposta a gestire e monitorare un fenomeno di rilevante allarme sociale. L'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, istituito con decreto del Ministro dell´Interno, è la struttura posta alle sue dirette dipendenze con compiti di supporto all’attività del Commissario, di monitoraggio, studio ed analisi dei dati e delle informazioni acquisite dai soggetti pubblici e privati, anche con riferimento ai singoli casi di persone per le quali non sia accertata la volontarietà della scomparsa.

La trasmissione "Chi l'ha Visto" della terza rete RAI, una se non l'unica che svolge un vero servizio pubblico mettendo a disposizione il potentissimo mezzo televisivo per le persone in difficoltà e riuscendo ad essere d'aiuto alle Forze dell'Ordine, si è battuta per avere l'Istituzione sopra riportata, di cui si sentiva l'effettivo bisogno. Una banca dati interforze, che possa consentire lo scambio di informazioni anche con le Morgue degli ospedali dove giacciono cadaveri senza identità per periodi lunghissimi, è costruzione non difficile con i mezzi informatici che abbiamo oggi.

Non vi è nulla di più raggelante ed angosciante che non sapere dove è una persona cara e cosa le è accaduto.
Quando si trova anche morta, pur essendo una scoperta terribile, si sa la realtà e inizia una sofferenza diversa, un lutto da vivere ma non un tunnel di angosciosa paura come quando non si sa assolutamente nulla.

Seguendo la trasmissione  "Chi l'ha Visto"  dal suo esordio, ho visto casi di ogni tipo e il mondo del vuoto terribile in cui si muovono i familiari degli scomparsi. La trasmissione è indispensabile perché, fatta la denuncia di scomparsa, i parenti vivono nel buio più assoluto, appesi a visite alle forze dell'ordine chiedendo notizie, mentre ogni minuto che passa è una sofferenza indicibile. La trasmissione li segue e li sostiene in questa agonia senza fine. Le loro sono vite sospese nell'attesa. I Carabinieri, la Polizia di Stato, fanno moltissimo, ma sappiamo bene che hanno anche altri carichi, altre indagini, e mezzi sempre troppo scarsi. Io credo moltissimo in queste istituzioni e vorrei che gli uomini e le risorse venissero usate per la società, mentre troppi di loro sono confinati in servizi di protezione ed accompagno della Casta dei politici.

Dal 1989 ho constatato che gli allontanamenti volontari sono in minoranza rispetto ad altre cause delle sparizioni. Questi sono in stragrande maggioranza costituiti da minori in fuga. Di sovente vengono ritrovati. Sono più rari quelli misteriosi ed uno di questi fu il piccolo Guido Coen Castellino che sparì sciando sul Plateau Rosa. Inutili furono le ricerche anche in primavera ed estate con il disgelo.
Spesso i bambini sono vittime dei mostri pedofili. A volte se ne ritrovano i corpicini, a volte mai più.
Poi ci sono le donne: nella stragrande maggioranza, se non si tratta di allontanamento volontario, ma allora si ritrovano quasi sempre vive o morte per incidente o suicidio, sono state vittime di omicidio e, purtroppo, gli autori sono spesso i mariti o i compagni. Escludendo le prostitute, la cui vita le espone anche a questa brutta sorte di venire uccise da clienti maniaci, le donne in genere sono vittime di violenza. Spesso ne fanno sparire i corpi in modo che il marito o il compagno, quantunque sospettato per molti indizi concordanti, la fa franca per l'assenza del corpo della vittima. 

Gli uomini sono anche loro vittime di sparizioni omicidiarie, a volte si tratta di suicidi, raramente di allontanamenti volontari i quali, quasi sempre, si risolvono con il ritorno alla luce dal buio che li aveva inghiottiti.

Ma quando una persona sparisce per lungo tempo ho visto che la ragione è che non è più in vita ed il corpo chissà dove è.

Quello che fa paura è che la grande variabilità dei soggetti che scompaiono e delle circostanze in cui avvengono le sparizioni, fa pensare che può avvenire a chiunque in qualunque momento di sparire o di perdere il contatto con una persona cara.

Un uomo, un padre di famiglia, va a pescare la mattina presto, come fa spesso la domenica, a Fiumicino. Sparisce e non se ne sa più nulla per un anno. La povera moglie deve rispondere a domande sulla loro vita coniugale senza ombre, si insinua il dubbio che avesse nascostamente un'altra donna e che se ne sia andato. Forse nella mente smarrita della povera donna si sarà affacciato anche questo sospetto, l'avrà sfiorata, non trovando alcuna spiegazione. L'unico indizio che si rivelerà, dopo un anno, come la chiave di tutto, lo danno da subito gli altri compagni occasionali di pesca mattutina sul molo: l'uomo se ne era andato prima del tempo accusando un forte mal di testa. Il corpo viene ritrovato fortuitamente da qualcuno dentro la sua auto in mezzo ad una macchia di cespugli della tenuta della Presidenza della Repubblica a Castelporziano. Si ricostruisce che l'uomo, che stava cercando di tornare a casa con il suo letale mal di testa, probabilmente ha avuto un'emorragia cerebrale che gli ha tolto parte delle capacità di vista e coscienza e, continuando a guidare, ha perso il controllo del mezzo che si è spostato a lato della strada abbattendo un palo della recinzione, la quale si è abbassata, consentendo all'auto di proseguire la sua corsa nello sterrato della tenuta che scorre parallelo alla strada che lui stava percorrendo, finché, persa totalmente la coscienza il poveretto, l'auto ha finito la sua corsa in un avvallamento a lato dello sterrato circondato da fitti cespugli che ne nascondevano la vista dalla strada, tante volte percorsa sia dalla famiglia che dalle forze dell'ordine nella sua disperata ricerca. La stranezza è che quel palo si è piegato con la rete ma non risultava giù. Ha funzionato come una molla rialzandosi da solo o qualcuno, inconsapevolmente, l'ha riaggiustato senza sapere che poteva essere l'unico indizio di un incidente? Comunque questo è avvenuto: banalmente.
Altri casi simili mi è capitato di sentire a "Chi l'ha visto": una donna che tornava a casa a mezzanotte in auto da una serata con le amiche in un paese vicino al suo, dopo aver preso un gelato insieme, spariva. La zona era di quelle in cui le strade spesso costeggiano dei canali. Lunghe ricerche in essi: senza risultato. Dopo mesi, la luce particolare del sole e l'acqua forse più chiara, facevano intravedere a qualcuno il tettuccio rosso della sua utilitaria mezzo metro sotto il pelo dell'acqua... Sempre dopo un anno ritrovarono un altro scomparso in Sardegna nel porto di Olbia: la sua auto con lui dentro era appena sotto il molo; era stato un incidente, una manovra sbagliata, ma nessuno aveva visto niente... 

giovedì 5 gennaio 2012

Roma nell'orrore

Uccisi: papà e cuccioletta di pochi mesi......... Quale orrore. 
Chi può, per rapinare, alzare la pistola sulla tenera testa di una piccola bambina che il giovane padre stringe al petto?
E' ancora un uomo un essere capace di un gesto così orribile e vile? Cosa è per lui la vita? Arraffare l'altrui denaro, frutto di lavoro, e nient'altro? Nulla lo ferma, neppure una tenera bimba di pochi mesi che ispira solo protezione?
Che vita può essere la sua? Non è meglio che la pistola se la punti alla tempia ed esca da una vita che non è più tale ma un cupo abbrutimento esistenziale?
Lo so che il mondo è pieno di orrore, ma Roma non è la Cina, dove ho visto immagini orrende di bambini morti abbandonati lungo le strade nell'indifferenza di chi passa... Spero siano casi estremi anche lì...
Sento una grande desolazione ed un grande senso di impotenza di fronte a questi avvenimenti.
Esseri abietti come quell'Alessi, che trucidò a palate un altro piccolo, bellissimo e febbricitante cucciolo di nome Tommaso, esistono e per loro il carcere non serve a nulla perché non può portare a nessuna riabilitazione o recupero. Non vi è nulla da recuperare in Alessi e nulla in chi ha puntato la pistola sulla piccola testa di Joy. Questi sono casi in cui la pena di morte è giusta, perché libera la società da un peso troppo grande: il peso della presenza di mostri irrecuperabili.
Mi spiace per tutti coloro che a priori sono contro la pena di morte in tutti i casi: in questi in cui si trucidano i piccoli sarebbe cosa buona e giusta, come in quelli di violenza sessuale sui bambini. L'ho sempre pensato, scritto e lo ripeto in questa circostanza.  

mercoledì 4 gennaio 2012

Monoliti Italiani: TRENITALIA

RICORDATE IL MIO POST DEL 06/11/2011 SU FF.SS.?

Mauro Moretti Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato
VI SI FACEVA UN'ANALISI DELLA SITUAZIONE DELLE FERROVIE DELLO STATO PARTENDO DA UNA CERIMONIA PER I 150 DELLA FONDAZIONE DELLA NAZIONE ITALIA A CUI AVEVO PARTECIPATO ED IN CUI FRA I VARI ORATORI C'ERA STATO MORETTI, L'AMMINISTRATORE DELEGATO DELLE FF.SS..
Avevo scritto quello che scrivono in tanti: va bene l'Alta Velocità, che sarà per pochi, e pensiamo a migliorare i trasporti regionali che interessano a molti.
Portavo esempi di una cattiva gestione partendo da esperienze personali.
Oggi voglio raccontarvi una brutta favola attuale, assolutamente vera, una favola kafkiana , che capita ad un utente di Trenitalia e che è il sintomo di come gli apparati statali e parastatali di questo Paese si reggano su tanti soldi nostri ma ci ignorino e ci trattino da sudditi e non da cittadini. E' sconcertante come tante, troppe storie quotidiane che ci riguardano e che ci indignano, di fronte al silenzio indifferente dell'apparato statale di turno, ci conducono ad una frustrante rinuncia dei nostri diritti.
Questa la favola brutta e vera:
C'era una volta un uomo di 72 anni che abitava in una zona d'Italia in cui per economia erano state chiuse le biglietterie e gli uffici informazione delle stazioni più vicine a casa sua (a Km. 10).
Doveva prendere una nave dal Porto di Civitavecchia e pensò di raggiungerlo in treno. Fece i biglietti on-line sia per la nave che per il treno, facendoli con gli orari in giusta sequenza, naturalmente! 
Al momento di partire il treno regionale che doveva portarlo a Civitavecchia fu soppresso per sciopero e disperatamente ne cercò un altro per la stessa ora. Lo trovò: era un treno nazionale a lunga percorrenza che fermava brevemente a Civitavecchia. Acquistò un altro biglietto: 
Riepilogo viaggio 
Treno: Eurostar City 35268 del 06/09/2011 
Partenza: Roma Termini (Ore: 12.10); Arrivo: Civitavecchia (Ore: 12.51) 
Carrozza: 5; Posto: 42 (Posti a sedere con prenotazione) ; Classe: 2a;
Tariffa: BASE; 1 Adulti; Codice Cambio Prenotazione (CP): 183501 
Info su Rimborso del Biglietto Info su Cambio prenotazione 
Codice prenotazione (PNR): BNVUR5
Codice Master: 112331302795
Prezzo: EUR 13,50 
Consegna del biglietto: Ticketless 
Carta fedeltà: Non Indicato
Intestatario biglietto/i: G. N.
Codice azienda (PIT): 
E' una brutta favola vera, quindi i documenti sono tutti veri!
Con un poco di affanno l'uomo settantaduenne riuscì a prendere dunque la nave della Moby Line che partì puntualmente.
Al ritorno l'uomo, fiducioso, telefonò a TRENITALIA al pubblicizzato numero verde (a pagamento) 199 892 021: erano le h. 10:00 del 12 settembre 2011, solo 6 giorni dopo la soppressione del treno regionale. All'opzione n. 4 gli rispose l'operatrice A372 che gli disse di chiamare il numero telefonico 06-88339547 (come si vede anch'esso non gratuito). 
L'uomo chiamò e chiamò ma non rispondeva mai nessuno e, dopo un po', cadeva la linea. Un poco arrabbiato per il tempo perso e per l'inutile informazione dell'operatrice A372 (sembra la sigla di un robot, ma forse lo sono, però li paghiamo!) questo anziano signore si consultò con la moglie che, pratica come tutte le donne, pensò di chiedere il rimborso on-line, come per i biglietti. 
Siccome l'anziana donna era un tipo preciso, lesse prima on-line tutto il regolamento dell'apparato TRENITALIA e scrisse a: direzione.lazio@trenitalia.it la seguente richiesta:
Sent: Monday, September 12, 2011 10:44 AM
Subject: Richiesta rimborso biglietto treno regionale soppresso per sciopero del 06/09/2011

Spett. Direzione Regionale Lazio
Trenitalia

Il 06/09/2011 mio marito, Prof. G.N., non ha potuto usufruire del biglietto fatto on-line a causa dello sciopero in quanto il Treno Regionale 2340 partenza Roma Termini alle h. 12:15 arrivo a Civitavecchia alle h. 13:14 è stato soppresso.

Il biglietto ha il codice KD68B7.

Si richiede il rimborso di tale biglietto per l'intero importo di euro 7,00 e a tale scopo si forniscono le coordinate bancarie del c/c (omissis) intestato a G. N. e R. C.: Codice IBAN (omissis).

Qualora le modalità di rimborso non siano quelle del bonifico bancario forniamo il ns. indirizzo di residenza: Via (omissis).

Prima di inviare la seguente e-mail di richiesta rimborso, alle h. 10:00 circa di oggi, abbiamo chiamato il n. 199 892 021 e, all'opzione n. 4, ha risposto l'operatrice A372 che, trattandosi di treno regionale del Lazio, ci ha fornito il n. telefonico 06-88339547 dal quale avremmo dovuto apprendere le modalità di rimborso e ci ha fornito anche la e-mail a cui stiamo scrivendo. Al n. tel. 06-88339547 non risponde nessuno e dopo un po' cade la linea. Non conosciamo, dunque, come Trenitalia intenda effettuare il rimborso ma, avendo le ns. coordinate bancarie ed il ns. indirizzo di residenza, pensiamo che qualsiasi sia la modalità i nostri dati consentano qualsiasi procedura.

Nel caso i dati forniti nella seguente richiesta non siano sufficienti si prega di segnalarlo alla e-mail a cui avete inviato la ricevuta di pagamento n. 16470302 del 03/09/2011 relativa al biglietto di cui si chiede il rimborso(omissis)
In attesa di un cortese riscontro, porgiamo
Distinti saluti.

R. C. in N. e G. N.

A questa e-mail i due anziani non ebbero alcuna risposta!
Eppure l'indirizzo e-mail era quello indicato nel Regolamento di TRENITALIA per chiedere il rimborso per i biglietti dei treni regionali soppressi per sciopero!
Voi penserete: "Ma per 7 euro!"
E se erano 70? Non è la cifra in sé quanto il principio di rispetto e di civiltà nei riguardi dell'utenza!
Siccome la moglie era ostinata, inviò almeno altre due volte la richiesta inevasa alla  direzione.lazio@trenitalia.it, e un giorno qualcuno rispose: guardate la data!

Sent: Monday, January 02, 2012 9:42 AM
Subject: R: Rita Coltellese *** Scrivere:FF.SS.

ai sensi dell’art. 13 del D.lgs 30 giugno 2003 n. 198, La informiamo che non avendo ricevuto la Sua dichiarazione di consenso al trattamento dei dati personali, non è possibile dare seguito alla Sua richiesta, pertanto La invitiamo ad inviarci reclami e suggerimenti, attraverso il sito www.trenitalia.com, nella sezione > Area Clienti > Assistenza clienti > inoltrare un reclamo; può utilizzare il modulo disponibile in stazione presso le biglietterie e negli uffici informazioni.

Le precisiamo che ogni altra modalità di invio diversa da quelle sopra citate per ragioni legali non potrà essere presa in considerazione da questa Direzione.
Cordiali saluti


Trenitalia SpA
Divisione Passeggeri Regionale
Direzione Regionale Lazio
Via di Villa Spada, 72
00138 Roma


Dato che "il modulo disponibile in stazione presso le biglietterie e negli uffici informazioni" era a Km. 30 circa da dove i due anziani abitavano, l'ostinata donnina seguì le indicazioni suggerite come opzione:  www.trenitalia.com, nella sezione > Area Clienti > Assistenza clienti > inoltrare un reclamo; rinviando la richiesta di rimborso del 12 settembre 2011 ed aggiungendo:
Abbiamo ottemperato a quanto suggerito e il sito indirizza le richieste di rimborso al presente destinatario rimborsi@trenitalia.it per il caso in specie di soppressione per sciopero.
Inviamo la dichiarazione del consenso al trattamento dei dati personali, come suggerito nella soprastante e-mail, ricordando che ogni sito accetta tale dichiarazione senza l'obbligo di firma, ma semplicemente apponendo un segno di croce o sul SI o sul NO.
Noi sottoscritti G. N., nato a Roma il 15/12/1939, e R. C., nata a Roma il 04/11/1946, richiedenti il rimborso del biglietto in oggetto per treno soppresso per sciopero, accettiamo il trattamento dei dati personali al fine di detto rimborso in base alla Legge ex art. 7 D.Lgs. 196/2003 e dichiariamo di aver ricevuto le informazioni di cui agli articoli 13 e 23 del D.Lgs. 196/2003.
Firmato: G. N. - codice fiscale (omissis)
Firmato: R. C. in N. - codice fiscale (omissis)
___________________________________________________
Abbiamo ritenuto di inviare la dichiarazione del trattamento dati entrambi, l'intestatario del biglietto e la cointestataria del c/c, qualora il rimborso possa avvenire per bonifico bancario. Qualora i dati forniti non siano consoni all'attuazione del rimborso, potete contattarci alla e-mail del mittente della presente oppure a quella dell'intestatario del biglietto (omissis)
Le altre modalità suggerite dalla Vs. e-mail di oggi: "utilizzare il modulo disponibile in stazione presso le biglietterie e negli uffici informazioni" è per noi impossibile come si evince dal ns. indirizzo sopra fornito nella richiesta di rimborso datata 12/09/2011, giacché nella zona non esiste Stazione FF.SS. fornita di biglietteria né ufficio informazioni, ragione per la quale il biglietto era stato fatto on-line.


La sua ostinazione ottenne la seguente risposta:
----- Original Message -----
Sent: Monday, January 02, 2012 1:27 PM
Subject: R: Biglietto KD68B7 - Treno regionale 2340 del 06/09/2011 soppresso per sciopero

Gentile Cliente,
la normativa sul rimborso dei biglietti regionali acquistati on-line è la seguente:

Rimborso
Il rimborso del biglietto è  consentito solo nei seguenti casi e con le modalità sotto riportate:
- in caso di sciopero
- in caso di errato acquisto (acquisto di due biglietti intestati alla stessa persona e validi sullo stesso treno) In questi casi il rimborso, previa verifica a cura della Sede centrale, avverrà esclusivamente attraverso il rilascio da parte della Direzione Regionale competente di biglietti a fascia chilometrica aventi le medesime caratteristiche di quelli acquistati e non utilizzati per i viaggi in ambito regionale mentre, per i viaggi con origine in una regione e destinazione in un’altra, verranno rilasciati biglietti a tagliando autoadesivo.


per l’eventuale rimborso è necessario rivolgersi presso la Direzione del Trasporto Regionale  della propria regione;

può verificare gli indirizzi scegliendo sul sito Trenitalia la voce “in regione”.

Distinti Saluti.

Michele Arciero
Vendita e assistenza Servizi di Base NI
POST VENDITA
RIMBORSI TRENITALIA.
Operatore

Esterrefatta l'anziana così rispose:
----- Original Message -----
Sent: Monday, January 02, 2012 3:16 PM
Subject: Re: Biglietto KD68B7 - Treno regionale 2340 del 06/09/2011 soppresso per sciopero

Gent.mo Operatore Michele Arciero,
Lei mi riporta quello che già sappiamo: che il rimborso ci è dovuto in caso di soppressione del treno per sciopero. Ha letto bene la nostra richiesta? E' inutile dunque che ce lo ridice.
Lei ci dice di rivolgerci alla sede Regionale: Lazio per l'esattezza e se legge bene è a quella sede che l'abbiamo inviata il 12/09/2011.
Rilegga bene le e-mail e la loro sequenza. Questo iter sta esponendo al ridicolo Trenitalia. Se fosse per i 7 euro mio marito ha da tempo detto di desistere, ma è una questione di civiltà e di equità: se fossero stati 70?
Non è possibile un simile ridicolo rimpallo di competenze e di scuse per non procedere al rimborso.
Rita Coltellese in N.

L'anziana donna rinviava il tutto, compresa la risposta di cui sopra, alla direzione.lazio@trenitalia.it.
E il cerchio si chiude e come in tutte le favole che si rispettino c'è una morale: come sempre gli APPARATI statali e parastatali sono dei MURI di GOMMA dove i tentativi di ottenere la normalità per un cittadino si infrangono e le persone preposte e pagate con i soldi di tutti noi sono come delle sfingi che non comunicano e non risolvono iter previsti dai loro stessi regolamenti.
Se i 7 euro incamerati fossero stati dovuti dal cittadino all'APPARATO egli sarebbe stato inseguito da cartelle di pagamento tipo EQUITALIA, gravate di spese e more.
Dunque qualcuno dovrebbe dire all'elegante Ing. Moretti che, a 150 anni dalla fondazione d'Italia e nonostante costosi software, due vecchietti dovrebbero andare alla stazione più vicina, appena Km. 30, fare la fila agli sportelli, riempire un modulo e FORSE, dopo aver speso ben più dei loro 7 euro non restituiti ed incamerati per un disservizio, poterli riavere un indietro!!
   L'ostinata anziana donna (foto di dicembre 2011)

martedì 3 gennaio 2012

Fanno "ammuina"

DA: TGCOM24

Gli stipendi dei politici non si toccano
I cittadini si infuriano, il Palazzo tace

Commissione Giovannini, nessun big del Parlamento entra nel merito. Da Schifani solo una dichiarazione "di procedura"

16:16 - Il cittadino è furioso, il Palazzo tace. E il silenzio è assordante. Perché in ballo ci sono gli stipendi d'oro dei politici che nessuno riesce a tagliare. Ha alzato bandiera bianca anche la commissione Giovannini istituita allo scopo di ridimensionare le buste-paga dei parlamentari. E, dopo questa decisione che suona come una beffa per l'Italia intera, nessuno tra i politici di primo piano dice nulla, mentre i lettori intasano i forum di Tgcom24.
L'indignazione tra i cittadini è grande. Quelle buste paga sono intoccabili: è questa la triste verità. E gli italiani che tutti i giorni devono fare i conti con bollette sempre più alte, prezzi sempre più insostenibili, tasse pesanti e, spesso, anche il lavoro che non c'è, non riescono a capirlo. Non si capacitano del fatto che i nostri politici, quelli che dovrebbero essere la guida della nostra società civile, che hanno in mano il potere di decidere, continuino a lasciar correre. A sfuggire il problema di una Casta che, giorno dopo giorno, si cristallizza nei suoi privilegi e nei suoi diritti acquisiti intoccabili.

AVEVANO RINVIATO A GENNAIO LA DECISIONE "PER QUESTIONI PROCEDURALI": NULLA DI FATTO.
TENETELO PRESENTE QUANDO VI CHIEDERANNO IL VOTO PER MANTENERE I LORO PRIVILEGI, L'UNICA COSA DI CUI GLI IMPORTA: IL RESTO SONO PAROLE, PAROLE, PAROLE... CHE PAGHIAMO A PESO D'ORO. 
RICORDATE CHE SENZA IL VOSTRO VOTO SONO COSTRETTI A TORNARE ALLE LORO OCCUPAZIONI E, FORSE, A LAVORARE... ANCHE SE ORMAI CON I SOLDI PUBBLICI ACCUMULATI POSSONO VIVERE DI RENDITA LORO, I LORO FIGLI, NIPOTI, E DISCENDENTI. 
NOTA esplicativa per chi non conoscesse il bellissimo dialetto napoletano:...il famosissimo facite ammuina presentato come un proclama, una disposizione del Regolamento della Flotta militare borbonica: marinai, facite ammuina, così facciamo credere che siamo attivi ed operosi! (da: "QuiCampania")

Pro-memoria

Ricevo dal Circolo Larus Legambiente di Sabaudia il sottostante messaggio di cui ha dato oggi notizia anche il TG Regionale Lazio delle h. 14:00


Furto e danneggiamenti alla sede di Libera a Sabaudia presidio Giancarlo Siani

Nella mattinata odierna, il coordinatore regionale di Libera Lazio ed il referente del presidio di Sabaudia, recandosi presso la sede di Libera ubicata in Corso Principe di Piemonte per lo svolgimento delle normali attività associative, hanno purtroppo scoperto che la porta della sede ( un immobile di proprietà comunale) era stata danneggiata e forzata. La catena che chiudeva la serratura era stata tagliata di netto, probabilmente con delle tronchesi. Immediata la chiamata ai Carabinieri di Sabaudia che, insieme ai colleghi della scientifica e della Questura, si sono recati sul posto per effettuare i rilievi del caso. Presente anche il sindaco di Sabaudia ed alcuni dipendenti degli uffici comunali. Da un primo inventario è emerso che dalla sede è stato sottratto un computer piuttosto datato del valore di circa 50 euro nonchè alcuni fascicoli appartenenti ad altre associazioni ed infine locandine e libri dell’associazione Libera. “E’ un furto sicuramente singolare – ha commentato il referente regionale di Libera Antonio Turri – qualsiasi ladro avrebbe saputo valutare quanto contenuto nella sede. Senza contare il fatto che gli immobili accanto sono occupati da altre associazioni ed anche dalla Capitaneria di Porto ma evidentemente interessava solo il computer da 50 euro dato in uso a Libera dal Comune insieme alla sede. C’era anche un televisore ma lo hanno lasciato. Però chi è venuto a farci vista la scorsa notte aveva tronchesi ed anche una macchina e chi conosce la zona sa benissimo che per arrivare alla sede, che non è illuminata occorre conoscere il posto. Da capire anche l’utilità del furto delle locandine dell’iniziativa recente al Cafè de Paris di Roma e dei libri sui beni confiscati. Una bravata? Spesso si dice così in questi casi. Molti aspetti di questo strano furto restano comunque da chiarire, sicuramente l’obiettivo non era quello di fare soldi con il materiale rubato. Ma Libera a Roma e nel Lazio continuerà senza fare alcun passo indietro 365 giorni l’anno come ci invita a fare Don Luigi Ciotti contro le ingiustizie, la corruzione e le mafie”.

Anche il coordinamento provinciale di Legambiente, appena avvertito dell'accaduto, si è immediatamente presentato nella sede di Libera di Sabaudia attraverso il suo coordinatore provinciale, Marco Omizzolo. Con Libera, dichiara Omizzolo "rinnoviamo l'impegno perchè giustizia e legalità vengano con ancor più forza riaffermate e atti di questo genere non abbiano più a verificarsi. La saldatura tra le due associazioni sarà d'ora in avanti ancor più forte e ci dichiariamo immediatamente disponibili ad organizzare iniziative insieme per rafforzare la nostra lotta contro le mefie, la corruzione e per la giustizia sociale".
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Questo è il precedente avvenuto in ottobre 2011

Accade anche questo - mio post del 23/10/2011 

"Hanno buttato tutti gli arredi per terra, rotto le porte, finestre, rubato del materiale, ecc....rotto anche l'amplificatore e cose abbastanza costose." 
Marco Omizzolo - Coordinatore provinciale Legambiente Latina

VANDALIZZATO DA VIGLIACCHI IL VILLAGGIO DELLLA LEGALITÀ“SERAFINO FAMÀ” A
BORGO SABOTINO
UN'INTIMIDAZIONE CHE NON FERMERÀ LA LOTTA E L'IMPEGNO PER UNA CULTURA
DELLA LEGALITÀ E DELLA SOLIDARIETÀ
Un'intimidazione gravissima, in pieno stile mafioso, che ha nelle sue intenzioni, l'arresto, con metodi violenti e vigliacchi, del percorso di legalità e impegno comune sul quale da anni Libera, Legambiente, l'Agesci e molte altre associazioni locali sono impegnate.


SONO BRUTTI SEGNALI CHE DA TEMPO SI VIVONO NELLA ZONA DELLA PROVINCIA DI LATINA. RICORDO CHE APPENA POCHI ANNI FA IL BENEMERITO PREFETTO FRATTASI INVIO' UNA CORPOSA INFORMATIVA AL MINISTRO DELL'INTERNO LEGHISTA MARONI.


Foto fatta da Rita Coltellese: zona naturalistica accanto al Lago di Fogliano (LT)

Grillo esprime un diffuso sentire

DA: IGN - Portale di ADNKRONOS

Equitalia, Grillo: ''Capire perché attentati'' Busta con proiettile nella sede di Torino

ultimo aggiornamento: 02 gennaio, ore 22:01
Roma - (Adnkronos) - Il comico blogger: ''Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano'', il premier ne ''riveda immediatamente il funzionamento''. La replica del presidente di Equitalia Befera: ''Stavolta non fa ridere, ''Occorrerebbe difendere gli uomini che fanno il loro dovere''. Capodanno di attacchi contro Equitalia: ordigno a Foggia, incendio a Modena

Tutti condannano Grillo, perfino Italia dei Valori, eppure Di Pietro lo ha appoggiato anche quando diceva castronerie e urlava come un ossesso ai raduni promossi da IdV a Piazza Farnese a Roma.
Befera dice che non fa ridere, ma si sbaglia, perché invece molta gente ride sotto i baffi perché ha pensato quello che Grillo strombazza ai quattro venti.
E non si tratta di evasori, ma di persone che vivono lo Stato ed i suoi apparati non come un Servizio ai cittadini, ma come qualcosa CONTRO i cittadini.
Chi ha in mano le maniglie del potere nei vari luoghi preposti alla gestione del Paese dovrebbe chiedersi PERCHE', e non scandalizzarsi con sussiego alle parole di Grillo.

Nel mondo in cui vivo io tutti i giorni sento di persone che si sono viste arrivare cartelle di pagamento per multe mai arrivate, forse neppure elevate con ragione, ad esempio. E il cittadino con il cuore in gola deve iniziare un iter pazzesco, kafkiano, in cui altri cittadini, solo perché dipendenti pubblici o di Enti parapubblici, si comportano come ufficiali burocrati sordi alla logica ed alla ragione.
Lo Stato così viene introiettato non come "Lo Stato siamo noi", ma come un nemico che non ascolta ragioni, se non quelle che "DEVI PAGARE E BASTA".

Questo apparato non democratico, che tratta il cittadino da suddito, è dovuto ad un difetto che viene dall'alto, ma anche ad una mentalità dei burocrati che dire borbonica è poco.
Chi scrive è un Funzionario della Pubblica Amministrazione che è stato in servizio fino al 30 novembre 2011 ed è da poco, dunque, in pensione. Parlo a ragion veduta.
Non ho mai fatto dormire le pratiche sulla mia scrivania e se c'era una difficoltà al disbrigo, che non dipendeva da me, cercavo comunque di risolverla bombardando di telefonate, e-mail e fax chi doveva inviarmi la parte mancante, affinché, ad esempio, un mandato di pagamento venisse fatto.
Troppo spesso ho sentito "non mi compete", "chi se ne importa, se non mandano questo o quello peggio per loro, non dipende da me". Per me è inammissibile questo modo di lavorare ed è causa dell'ottusità della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini che aspettano un chiarimento o un pagamento.

Questo apparato che, lungi dal facilitare la vita al cittadino gliela complica, è comune a molte istituzioni pubbliche.
Questa sera sulla TV7 nella trasmissione condotta da Lilli Gruber si ricordava che nella Regione Calabria i tempi di pagamento dei fornitori erano sui 900 giorni circa, mentre nella Regione Lombardia erano di 90 giorni circa!
Hanno accennato anche al fatto che questo avviene anche in apparati nazionali e non necessariamente localizzati a livello regionale.
Qui sotto vi riporto alcuni degli argomenti da me trattati su questo blog di natura kafkiana e che danno conto dello scollamento fra lo Stato, espresso dai vari apparati, ed il cittadino che risulta impotente di fronte all'ABUSO e, nel caso migliore, viene ignorato nelle sue giuste istanze e non ritenuto meritevole nemmeno di risposta.
09/12/2011 ACEA ATO2 E BRIANZACQUE OBBEDISCONO A LEGGI DI STA...
08/12/2011 Tasse giuste, tasse inventate...
06/11/2011  FF.SS.
30/09/2011 Acqua pubblica, acqua privata
03/04/2011 Lettere da "La Repubblica" del 3 novembre 2010

lunedì 2 gennaio 2012

Cacciari e Don Verzé

L'intellettuale comunista Massimo Cacciari  è andato al funerale dell'ultranovantenne Don Verzé il cui braccio destro si è suicidato (per i cattolici il suicidio è peccato) per le note vicende economiche fallimentari ed oscure del San Raffaele...
Non bisogna mai finire di stupirsi nella vita, fino all'ultimo, ed io mi sono stupita.
Ma, ancora di più, mi ha stupito quello che ho sentito dalla bocca di Cacciari al Telegiornale RAI. Al giornalista che gli porgeva il microfono ha detto più o meno testualmente:
"Chi non si è mai sporcato le mani in tutta la vita vuol dire che le ha tenute in tasca!"  
Riporto il commento ironico e tranquillo di mio marito con il quale stavo cenando:
"Si vede che tu ed io abbiamo tenuto le mani in tasca tutta la vita."
Mi è piaciuto e lo sottopongo al giudizio di chi legge.
Nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare qualcosa nella vita e certo le mani non le abbiamo tenute in tasca... eppure sono pulite. Mio marito è stato anche Assessore al Bilancio di un paese ma ci ha rimesso: non gli hanno pagato neppure la modesta prebenda di assessore e la benzina per andare in comune ed altre spese se le è pagate con i suoi soldi.

Si vede che Cacciari, comunista, appartiene al mondo di Don Verzé, cattolico. 
Un mondo in cui si sentono obbligati a sporcarsi le mani.

domenica 1 gennaio 2012

Chi sono i veri animali?

DA: Libero.it

Tragedia per gli animali: 132 cani uccisi, 105 gatti morti

Grave il bilancio per i botti di capodanno, ma inferiore rispetto a quello dello scorso anno. Un migliaio di animali in fuga

Si conferma meno grave il bilancio di animali morti, feriti e fuggiti a causa dei botti di Capodanno, alle ore 16 odierne le segnalazioni arrivate via email, ed al telefono amico di AIDAA parlano di 132 cani uccisi, 450 fuggiti, mentre sono 105 i gatti morti e oltre 500 quelli fuggiti. Per l’associazione, è "un dato assolutamente positivo rispetto ai 500 cani ed altrettanti gatti che erano risultati uccisi lo scorso anno sempre a causa dei botti di San Silvestro". 



Chi ha dimestichezza con gli animali in genere e con quelli domestici in particolare sa, conosce il loro terrore di fronte alle esplosioni esagerate che l'uomo si diverte a fare per festeggiare.


Il mio grosso cane lupo, scomparso per mano dell'uomo, dalla paura un ultimo dell'anno vomitò sul tappetino dell'ingresso. 


Qualche fuoco piccolo, per fare allegria, si può anche fare, ma tanti concentrati in una notte annientano queste povere creature.