venerdì 18 maggio 2012

Telecom zero in condotta!

Non ricomincio la storia dell'ultimo disservizio: rimando ai post precedenti sull'argomento, cliccando sull'etichetta del post in basso a sinistra: Servizi e Cittadino.

Povero cittadino se non ha le competenze per capire...
Pubblico la Raccomandata inviata dal cittadino a Telecom, omettendo dei dati per la privatezza (privacy non mi piace, mi piace l'italiano). 

A: Telecom Italia S.p.A.
     Direzione Generale e Sede Secondaria
     Corso D'Italia, 41
     00198 Roma

Oggetto: pratica aperta per disservizio su linea ADSL e server alice.it, ETT872101632820 - Contratto ADSL Alice 7  Mega, n. telefonico 06 94........ intestato a G. N., Via ..........n.  cap....  . 

Il 1 maggio 2012, mi accorgevo della impossibilità di accedere al web tramite la linea ADSL citata in oggetto. Il non funzionamento riguardava tutti i computer dell'abitazione connessi ad un router interno. In particolare meno del 5% dei siti erano raggiungibili, gmail.com inviava e riceveva regolarmente, mentre le caselle di posta ALICE non venivano aperte.
Chiamavamo telefonicamente il Vs. servizio 187 spiegando all'operatore il problema. Sembrava essere un rallentamento della linea e ci veniva assegnato il numero di pratica ETT872101632820.
Venivamo in seguito richiamati da un altro operatore che controllava l'effettivo rallentamento e prometteva il ripristino entro 24 ore.
Notando un peggioramento della situazione, chiamavamo di nuovo il 187 per un aggiornamento. L'operatore Daniele BH486 dichiarava che a lui non risultava alcun problema per Alice, nemmeno sulla e-mail alice.it. 
Abbiamo fatto presente che le e-mail dell'account gmail.com continuavano ad arrivare regolarmente. L'operatore offriva l'intervento di un tecnico Telecom al prezzo di euro 90,00. Facevo presente che, essendo un Fisico del CNR,  avevo ben chiaro che il problema prospettato da tale operatore era frutto di errore, in quanto tutto il sistema della ns. connessione rete senza fili alla linea ADSL ha sempre dato potenza segnale “Eccellente” e stato “Connesso”.
Debbo dire che ho pensato seriamente di dare disdetta dall'abbonamento ADSL Alice 7  Mega , anche per un grosso problema precedente che ci ha creato molte difficoltà e che Telecom ha riconosciuto con lettera di scuse datata 03/04/2012 N:185516-P - TI-Roma /Ufficiale e rimborso sulle prossime fatture che dobbiamo ancora ricevere.
Per estremo scrupolo abbiamo staccato il router Wi-Fi ed abbiamo fatto delle prove in un'altra abitazione, in un altro comune, dove già esisteva una linea ADSL con un router uguale al nostro.
Abbiamo staccato il router e messo il nostro al suo posto: funzionava alla perfezione e finalmente abbiamo potuto leggere la nostra posta sui nostri due indirizzi e-mail alice.it e raggiungere tutti i siti WEB che volevamo.
Abbiamo inviato n. 6 fax al Vs. servizio 800000187 aggiornando la situazione del disservizio e precisando che avevamo anche fatto la prova con il cavo Ethernet senza risultato.
Un tecnico inviato dal Vs servizio nella nostra abitazione ha verificato che con un router Telecom in sua dotazione il sistema funzionava regolarmente. Le due evidenze sperimentali descritte sono evidentemente incompatibili!

Il giorno stesso, assistito da un mio tecnico informatico, ho scoperto che Telecom aveva cambiato in vari distretti telefonici, ma non in tutti, il protocollo di trasmissione PPPoA sostituendolo con quello PPPoE, senza dare alcun avvertimento o messaggio agli utenti, e che l'odissea da me sperimentata era stata già vissuta da altri utenti.
Modificato il settaggio del mio router da come era e doveva essere prima del 1 maggio 2012, al nuovo e mai comunicato PPPoE , tutti i computer della mia abitazione hanno potuto di nuovo accedere al web ed alla posta.
A seguito di quanto descritto, con la presente intendo stigmatizzare il comportamento di Telecom, che ha modificato senza avviso o preavviso il protocollo di trasmissione ADSL e dell'apparato di supporto tecnico che, alle nostre richieste, invece di notificare l'avvenuto cambiamento si è limitato a proporre l'affitto di un nuovo router Telecom (chiaramente già predisposto sul nuovo protocollo).

Pertanto, chiedo formalmente il rimborso dovuto per il mancato funzionamento della linea ADSL da me regolarmente affittata, in quanto tale mancato funzionamento è stato causato non da malfunzionamento delle mie apparecchiature, ma dalla Vs non comunicata modifica dei protocolli di trasmissione rispetto a quelli esistenti in precedenza.

Firma



giovedì 17 maggio 2012

Le persone corrette non esistono più?

L'ex-Sottosegretario Malinconico, il Ministro Corrado Passera, ed ora il Sottosegretario Zoppini...




I PROF CI TASSANO E POI FRODANO IL FISCO
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini accusato di aver aiutato alcuni imprenditori a realizzare una frode fiscale. È il terzo scivolone dell'esecutivo
Un membro del «governo delle tasse» accusato di frode fiscale è come un cieco messo a fare il vigile o un astemio in casa Antinori. Non ci si crede. Non c’azzecca nulla, direbbe Antonio Di Pietro.
Peggio: ti rovina l’immagine, demolisce in un attimo quello che hai costruito. Ecco, nel tecnoesecutivo dei professori, tra i ministri che hanno innalzato la pressione fiscale a livelli borbonici, non c’era soltanto un sottosegretario (Carlo Malinconico, presidenza del Consiglio) ospitato in vacanze di lusso da un imprenditore indagato per tangenti che sghignazzava nella notte del terremoto in Abruzzo. O un secondo sottosegretario (Roberto Cecchi, Beni culturali) che per la Corte dei conti dovrebbe restituire 600mila euro all’erario per il discusso acquisto di un crocifisso attribuito a Michelangelo.
C’era anche un terzo sottosegretario (alla Giustizia) sotto indagine per il sospetto di aver truffato l’erario. Il quale ieri ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire, e dopo un breve giro di telefonate ha dovuto dare le dimissioni. Il suo nome, sconosciuto ai più fino a ieri sera, è Andrea Zoppini, romano, 47 anni, docente di Diritto privato all’università di Roma Tre, studi a Cambridge, Heidelberg, Yale e New York, avvocato cassazionista, collaboratore del Sole24Ore. Il ministro Paola Severino gli aveva attribuito deleghe quali «l’assegnazione di reperti confiscati di interesse storico-archeologico-scientifico» o il «conferimento onorificenze al Corpo di polizia penitenziaria».
Secondo la procura di Verbania, il professor Zoppini attraverso le sue attività di consulenza avrebbe aiutato alcuni imprenditori del Piemonte orientale a realizzare una frode fiscale internazionale e avrebbe ottenuto compensi in nero versati su conti esteri. L’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe stata presa dopo l’esame di documenti «extracontabili» della ditta Giacomini (produttrice di rubinetterie e impianti di raffreddamento) acquisiti dalla Guardia di finanza durante un’ispezione fiscale. «Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e ritengo di poter chiarire ogni aspetto che mi riguarda – ha detto Zoppini – ma la situazione che si è creata è incompatibile con la funzione di sottosegretario».
Malinconico, Cecchi, Zoppini. Tre scivoloni gravi per il governo dei risanatori d’Italia. Tre sottosegretari (due dimissionari) con imbarazzanti scheletri negli armadi. E si potrebbe aggiungere la polemica sul ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, proprietario di una casa vicina al Colosseo acquistata dall’Inps a un quarto del suo valore effettivo di mercato. Ma quest’ultimo è il caso più clamoroso: nel governo che tartassa gli italiani e si gioca tutta la sua autorevolezza nella lotta agli evasori fiscali, con i contribuenti drammaticamente spremuti dalle agenzie di riscossione, sedeva un professore accusato di aver frodato il fisco, di aver intascato soldi in nero e su conti esteri.
Zoppini è il meno noto al grande pubblico, ma non alla nomenklatura romana. I maligni mormorano che il suo asso nella manica sia lo stretto rapporto professionale e di amicizia con il professor Giulio Napolitano, secondogenito del capo dello Stato, anch’egli docente di Diritto a Roma Tre (il cui rettore, Giulio Fabiani, è parente della signora Clio). I due hanno anche scritto assieme un apprezzato saggio giuridico, Le Autorità al tempo della crisi (Il Mulino, introduzione di Enrico Letta). Zoppini è stato anche consulente della lista Prodi e della Banca d’Italia, consigliere giuridico della presidenza del Consiglio scelto dal sottosegretario Enrico Letta e confermato nell’incarico dal governo Berlusconi.
Ma, come ha scritto in febbraio il settimanale Panorama, Zoppini era già inciampato tre volte da quando è approdato in via Arenula. A metà gennaio aveva presentato – e ritirato precipitosamente – un emendamento in materia di deliberazioni societarie che si sarebbe applicato soltanto al caso dell’impresa Salini, un gigante delle costruzioni dilaniato da una contesa sulla proprietà che avrebbe beneficiato uno dei due rami della famiglia.
Successivamente si è saputo che il professore era impegnato come arbitro in una lite tra Ferrovie e Fiat sui lavori per i binari ad alta velocità tra Novara e Milano.
Ai membri del governo è vietato ricoprire incarichi o funzioni in enti pubblici come le Fs. Alle accuse di conflitto d’interessi Zoppini replicò con un telegrafico «Valuterà l’Antitrust». Secondo Panorama gli arbitrati del docente sarebbero una decina, per un valore di alcuni milioni. Infine, nel pieno della bagarre sul caso Lusi (il parlamentare accusato di essersi appropriato dei soldi della Margherita di cui era tesoriere), saltò fuori che proprio in virtù di un parere «pro veritate» di Zoppini l’allora presidente del partito, Enzo Bianco, convocò soltanto 12 dei 398 membri dell’assemblea federale per discutere del bilancio del partito.

Incomprensibile

La bimba dei coniugi Camparini di cui ho già scritto è stata dichiarata adottabile!

Sembra una Giustizia kafkiana!

Le cronache ci mostrano un padre che getta la propria creatura nel fiume dopo averla sottratta alle braccia della nonna, averla portata col solo pigiamino nel freddo di una Roma da neve,  fregandosene del terrore, del freddo e del pianto di questa creatura... per poi dargli una morte orrida.

Le cronache ci mostrano madri che si drogano e lasciano i propri figlioletti con il convivente di turno che li massacra di botte fino a farli morire...

Le cronache ci mostrano un Presidente di Regione beccato con la cocaina e dei travestiti... che è padre...

Le cronache ci mostrano mariti e padri che fanno sparire le madri dei loro figli lasciandoli nell'angoscia e nell'assenza delle carezze materne, perché hanno un'amante ed il loro egoismo è più forte dell'amore filiale.

A tutti questi casi non è stata tolta la patria potestà, il diritto naturale è stato rispettato.

Allucinante.

La trasmissione di RAI3 "Chi l'ha visto" ospita da anni figli adulti, a volte vecchi, abbandonati dai genitori naturali, che li cercano pateticamente implorando con le lacrime agli occhi, dicendo che li perdonano, che non vogliono niente, solo conoscerli e magari anche aiutarli...

E un Tribunale cancella i genitori Camparini, appassionati, disperati, cancella il diritto naturale della nonna... Che vogliono, invocano la bambina, che non l'hanno mai abbandonata, anzi, se la sono ripresa e sono scappati con lei...

Spero che la Cassazione, la Corte Europea... il Presidente della Repubblica, chi ha intelletto, restituisca la bambina ai suoi genitori imperfetti.

Dove sono queste famiglie perfette? Chiedetelo a chi insegna nelle scuole: tanti bambini hanno problemi e capisci perché quando conosci certe realtà familiari.

Dunque contro i genitori e la nonna Camparini c'è un accanimento in cui più che la Giustizia si sente un puntiglio irresponsabile di qualcuno che esercita un potere.
Fa paura.

Solo in due casi è giusto togliere un figlio ai genitori: per abusi sessuali o per sevizie e minaccia di incolumità fisica.
Evidentemente chi ha preso una così terribile decisione ha ritenuto che anche la nonna fosse indegna, tanto da cancellare in toto l'identità di questa bambina!   


Un'altra defezione in IdV


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– 2 aprile 2012
Raccontate la verità, gli italiani hanno il diritto di sapere che Italia dei Valori sta appoggiando, soprattutto con il proprio silenzio, la proposta del governo Monti di trasferire 125 miliardi di euro (minimo) ad una organizzazione finanziaria intergovernativa, l’ESM, ambiguamente definita “fondo salva-stati”, che, fra immunità, esenzioni, condoni ed altri privilegi, si propone di concedere finanziamenti agli stati in difficoltà in cambio della possibilità di potere imporre “rigorose condizionalità” da far gravare sulle spalle del popolo.
Sapete benissimo che la ratifica del trattato ESM (non ancora in vigore) comporterà l’incremento delle politiche di austerity, ossia l’imposizione di ulteriori interventi “lacrime e sangue” che colpiranno soprattutto le fasce più deboli e che metteranno in crisi anche coloro che ancora oggi riescono ad arrivare a fine mese.
Un obiettivo politico che ovviamente travolgerà anche la vita dei vostri elettori, compresi quelli della sua amata Palermo, prof. Orlando.
L’IMU? L’art. 18? E’ solo l’inizio.
Per comprendere la pericolosità di tale scelta, basta semplicemente osservare ciò che è accaduto in Grecia. La Troika ha concesso i piani di salvataggio in cambio di una serie di richieste che per Atene si sono tradotti in cessione di sovranità. Si pensi alle condizioni imposte in materia di tagli alla spesa, ai dipendenti pubblici e alle pensioni. In tal senso, la politica nazionale diventa oggetto di contrattazione finanziaria.
Appoggiare questa idea di politica europea del governo Monti significa essere contro i lavoratori, gli imprenditori, i giovani, le donne, i bambini e gli anziani.
Che senso ha “strapparsi i capelli” pubblicamente per dimostrare di essere contrari alla corruzione politica, al potere delle banche, alla riduzione dei diritti dei lavoratori e all’aumento delle tasse e, contemporaneamente, sostenere la creazione di una struttura sovranazionale che pretende di gestire le risorse dei cittadini godendo di immunità di giurisdizione ed altri benefici “di casta”. Tutto ciò agendo fuori dai canali democratici con lo scopo di lucrare sul debito pubblico imponendo ulteriori sacrifici agli italiani.Chi si avvantaggerà dell’entrata in vigore dell’ESM? I poteri finanziari, in primis le banche.
Lo Stato in difficoltà potrà usufruire dei piani di finanziamento concessi dal “fondo salva-stati“ soltanto se, oltre a cedere pezzi di sovranità riguardanti scelte di politica interna, si impegnerà a pagare un tasso di interesse il cui limite non è stato nemmeno definito nel trattato, e intanto le banche hanno ottenuto un trilione di euro dalla BCE all’1%. Poiché l’organizzazione intergovernativa si riserva la possibilità di attingere al mercato finanziario per potere a sua volta erogare il prestito allo Stato, chi garantisce che non saranno le stesse banche (con un guadagno “politico” netto di almeno il 3%), o addirittura la criminalità organizzata a lucrare, mediante i finanziamenti dell’ESM, sul debito pubblico e ad incidere sulle decisioni politiche della nazione debitrice?
E’ questa la vostra visione di cambiamento, di uguaglianza e di democrazia?
Perché IDV non ha sollevato tali questioni nelle sedi istituzionali competenti, considerato che il trattato è disponibile almeno dal mese di marzo del 2011? Il parlamento europeo si è già espresso a favore dell’ESM con 494 voti, non credo sia necessario aggiungere altro. Quello nazionale, invece, deve ancora decidere, ed è per tale ragione che, fra mille sacrifici, ho lavorato tantissimo per realizzare una mozione parlamentare che toccasse l’argomento. La richiesta è partita proprio da lei, prof. Orlando, e l’ho accolta con grande entusiasmo, anche perché è stata frutto di una lunga conversazione sulla politica internazionale. Fidandomi del suo atteggiamento propositivo ho elaborato la bozza finale, che sostanzialmente richiama il contenuto del dossier che ho successivamente realizzato per informare la gente. Da questo momento in poi il nostro dialogo si è praticamente interrotto e, qualche giorno dopo, il partito si è espresso sul fondo “salva-stati” con le mozioni di fine gennaio dove è stato omesso il contenuto del trattato ESM ampiamente argomentato nella mia proposta.
Ho scritto anche a lei, on. Di Pietro, chiedendole di sostenere questa battaglia, ma non ho ricevuto nemmeno una risposta, e non è la prima volta.
Tantissime altre persone di IDV conoscono la vicenda, anche perché, per fortuna, cittadini, associazioni, movimenti e mezzi di informazione hanno appoggiato la battaglia, comprendendola e condividendola.
Ho ricevuto da questo partito due incarichi (responsabile nazionale di una sezione del dipartimento Lavoro e responsabile regionale del dipartimento Lavoro Sicilia) che ho portato avanti gratuitamente e con grandi sforzi per circa due anni, seguendo importanti vertenze sul territorio nazionale.
Ho lavorato tanto, ma l’impegno non è stato ricambiato, e non mi interessa esporre in questo momento altre questioni, valide ma meno importanti dell’ESM.
Non meritavo un simile trattamento, e non lo meritano nemmeno i cittadini.
Lei, prof. Orlando, mi ha delusa più di tutti, perché possiede lo spessore culturale e politico per poter affrontare battaglie grandi come questa. Nonostante ciò, non penso che lei abbia agito in malafede, ma questo non giustifica la sua indifferenza, che abbinata alle sue capacità si trasforma in una colpa imperdonabile.
Ogni tanto penso a Scilipoti, e mi chiedo quali straordinarie capacità possieda quest’uomo per aver meritato di diventare parlamentare con IDV.
Mi auguro che vi fermiate a riflettere, da soli, sul fatto che qui c’è in gioco la vita di intere generazioni, compresi i vostri familiari.
Talvolta vi osservo, e vedo degli uomini talmente affannati a vincere le elezioni da perdere di vista se stessi e il vero significato della politica.
Mi dimetto.
Lidia Undiemi

Mali Comuni


Ospito volentieri sul mio blog la sottostante denuncia a cui, come ambientalista, credo sia giusto dare risalto.

 In allegato il comunicato sul degrado del quartiere frascatano di Fontana Vecchia.

Cordiali Saluti

Nicola Gallo

Responsabile Circolo Territoriale Futuro e Libertà di Frascati














Questo è niente caro Nicola Gallo, vuoi vedere come è ridotta Rocca Priora?
Eccone alcuni esempi:

In alto: fili telefonici aggrovigliati
Telecom da Terzo Mondo
Come si vede anche noi abbiamo dossi a metà.


Questa è più carina e la sottoscritta l'ha segnalata da tempo al Sindaco, ai Vigili Urbani e ai Carabinieri:
Lo stop è rivolto verso chi percorre la Via comunale principale, dove passa anche il bus, e non già verso chi vi si immette proveniente da una strada a minor traffico
A cosa serve una simile sciatta e fuorviante segnaletica stradale?
Per vedere il resto basta cliccare in basso a sinistra del presente post sull'etichetta Rocca Priora e appariranno i post precedenti a questo sull'argomento.  


mercoledì 16 maggio 2012

Comportamenti singolari


Gli imbarazzanti amici di Passera
Dall'Espresso
di Marco Travaglio
Il super ministro va a discutere gli atti del governo nella tenuta (abusiva) di un parlamentare ex dc ed ex Forza Italia condannato per aggiotaggio, insieme a un potente banchiere intimo di Bisignani, nonché indagato per ricettazione

Dieci anni fa Cherie Blair, moglie dell'allora premier inglese Tony, si presentò in televisione e recitò in lacrime il mea culpa davanti ai sudditi di Sua Maestà britannica: "Ho commesso due errori: ho respinto le domande dei giornalisti per proteggere la privacy della mia famiglia e ho permesso a qualcuno che appena conoscevo di intromettersi negli affari della famiglia. Non sono una superdonna: la mia vita quotidiana è come quella di un giocoliere che si destreggia tra mille palline. Ogni tanto una cade a terra. Vorrei correre a nascondermi, ma non lo farò: mi spiace se ho messo in imbarazzo Tony, ma posso assicurare che non intendevo abusare della mia posizione".

Che aveva fatto di tanto terribile la first lady? Aveva acquistato due mini-appartamenti per i figli tramite un mediatore australiano, compagno di una sua amica, che poi la stampa scoprì essere stato condannato per truffa. Di qui le insistenze dei giornalisti, che la tampinarono fino a costringerla al pubblico atto di contrizione.

Per dire invece com'è ridotta l'Italia, il "Fatto quotidiano" ha rivelato che Corrado Passera, ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ora ministro dello Sviluppo economico, Infrastrutture, Comunicazioni, Trasporti, Industria e Marina mercantile, aveva incontrato il giorno prima a Monterosso (Cinque Terre) un'allegra brigata di parlamentari, banchieri, presidenti di porti, sindaci, prefetti, generali dei Carabinieri e della Finanza, e i massimi dirigenti della Protezione civile (Gabrielli) e del Cipe (Signorini). In una sede istituzionale? No, nella tenuta privata di Luigi Grillo, senatore Pdl.
Secondo Grillo, il summit pubblico-privato aveva per tema "lo sviluppo delle Cinque Terre". Secondo uno degli illustri ospiti, "un decreto del governo". Chissà quale. Ma già il fatto che si discuta un decreto del governo in un'abitazione privata è curioso. La stranezza, diciamo così, aumenta se si pensa a chi è il padrone di casa: parlamentare da sette legislature, nel 1994 l'ex dc Grillo fu rieletto senatore con il Centro di Segni e Martinazzoli, ma subito dopo passò con Forza Italia in cambio di un posto di sottosegretario al Bilancio. Nel 2006 fu indagato per una presunta truffa sul Tav Milano-Genova in concorso con dirigenti Fs e col costruttore Gavio, sospettati di aver ottenuto illecitamente 100 miliardi di lire grazie a studi e interventi idrogeologici tanto inutili quanto costosi e inquinanti deliberati dall'allora sottosegretario: lo salvò la prescrizione dimezzata dalla legge ex Cirielli.
L'anno scorso, poi, Grillo è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi per aggiotaggio in concorso con l'amico ex governatore Antonio Fazio e il compare banchiere Gianpiero Fiorani, il quale confessò di avergli girato 200 mila euro in cambio della sua attività di lobbying in favore dei furbetti del quartierino e del loro protettore. Senza contare che il comune di Monterosso ha contestato a Grillo "opere edilizie senza il permesso" proprio nella tenuta del vertice. Lì, insieme a Passera e a tutto il cucuzzaro, c'era anche Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, consigliere di Abi e Mediobanca, presidente di Aeroporti di Roma e dell'Aiscat (Associazione delle società concessionarie autostrade), ampiamente citato nelle intercettazioni della P4 per i suoi rapporti intimi con Bisignani, ma soprattutto indagato a Milano e poi ad Alessandria per ricettazione per 5 miliardi di lire che Fiorani disse di avergli versato.

Ecco: che ci fa il ministro Passera, che ha competenza su banche, autostrade, aeroporti e grandi opere, con un condannato e un inquisito, per giunta noti per le loro mani in pasta in tutti quei settori? In un paese normale Passera avrebbe subito chiarito le circostanze di quell'infelicissima rimpatriata, spiegato i temi discussi e la posizione del governo in merito, chiesto scusa e promesso di non farlo più. Ma, siccome nei paesi normali ci si dimette e si fa mea culpa per molto meno, i ministri evitano di trovarsi in così imbarazzante compagnia. In Italia invece è tutto normale. Anche perché il pericolo pubblico non è Luigi Grillo, ma Beppe.

?!?!?!?!?!?!?!

Berlusconi non è l'unico male dell'Italia. L'ho scritto in qualche commento tempo fa. I mali sono tanti, è questo il guaio. I comportamenti disinvolti come quello descritto da Travaglio in questo articolo di inchiesta, perché riporta fatti precisi e circostanziati, sono molto gravi.
Se un Ministro della Repubblica va a fare riunioni istituzionali in tenute private di parlamentari inquisiti per alcuni reati, prescritti, condannati per altri reati, con denunce per abusi edilizi... perché ci dovremmo meravigliare se poi la gente comune si comporta in un certo modo? E' solo la coscienza morale di pochi che resiste sulla retta via. Il resto pensa "Che c'è di male? Lo fa anche chi ci governa!" E chi pretende il rispetto delle leggi e delle regole è ritenuto un rompiscatole, nel caso migliore, uno stupido o uno scemo in generale.
Ecco perché non c'è da stupirsi dello sbracamento di tutto intorno a noi.

Piccolo racconto dello sbracamento quotidiano:
un condominio di villette, causa l'incuria del comune che non compie alcuna opera per la canalizzazione delle acque di impluvio sulla via comunale, si allaga. A nulla valgono denunce e proteste. Sulla via si forma un lago in cui non può passare nessuno a piedi. Chi non possiede un'auto è sequestrato in casa. Un giorno di grande pioggia in quel lago rimane impantanata addirittura la camionetta dei Carabinieri. Ma nulla accade. La strada comunale continua ad essere abbandonata a sé stessa. Non si vede neppure l'ombra di un operaio comunale che pulisca i sassi che dilavano, la terra ecc. ecc.. 
Il condominio fa causa al comune. Dopo 10 anni e tante spese la vince. Il Comune non segue il suggerimento del perito pagato dal condominio, ma fa un'opera orribile per far defluire le acque in un terreno privato dove esiste una vecchia tubazione fatta da privati.
Il condominio, comunque,  non risolve totalmente le problematiche alluvionali e tutta la rete privata per le acque di impluvio all'interno di esso sta in precario equilibrio.
Una villetta viene venduta ad un poliziotto e costui, uomo di legge, comincia una serie di lavori abusivi: aprendo finestre, costruendo tettoie ed infine, visto che nessuno lo ferma, costruisce una vera villetta in miniatura a confine della strada condominiale e pensa di scaricare le acque scure e chiare nel condotto condominiale per le acque di impluvio, visto che è proprio lì sul confine dove lui ha pensato bene di costruire... Qualcuno però lo ferma: a parole ma, non sperando che desista dal suo proposito, pensa bene di rivolgersi ai Vigili Urbani.  Consegna i suoi timori al protocollo del comune e attende. Non si fa vivo nessuno. Nel frattempo il poliziotto viene convinto a desistere dall'insano proposito e chiude il condotto delle acque scure (esiste documento fotografico del prima e del dopo fatto da chi l'ha convinto, bontà sua!). Però ci si continua  a chiedere come mai i Vigili non si siano fatti vivi e, per curiosità, si telefona. Il Vigile che risponde cade dalle nuvole, traccheggia sulla competenza, dice che forse la segnalazione andava fatta all'Ufficio Tecnico del Comune! Purtroppo per lui il cittadino con cui parla conosce le leggi ed i regolamenti e gli ricorda che è compito dei Vigili Urbani controllare. Miracolosamente ritrova la segnalazione protocollata dall'Ufficio Protocollo del Comune, ma non sembra molto intenzionato a fare il suo dovere. Dà il suo nome solo su insistenza del cittadino e finisce lì.
Il 15 di maggio suona al cancello di chi aveva fatto la segnalazione in data, da protocollo, 20 marzo, una vigilessa dall'aria severa e con fare accusatorio chiede all'interlocutore:
"E' lei che ha fatto una segnalazione per  uno scarico abusivo?"
"Sì, ma nel frattempo è stato risolto, la segnalazione è del..."
"4 aprile." Proferisce la vigilessa sempre con aria molto professionale e molto severa, guardando il foglio che ha davanti. 
L'interlocutore non ha in quel momento copia del foglio con la data del protocollo, anche perché sono passati 56 giorni... dunque non puntualizza e dice: "Comunque nel frattempo lo scarico è stato chiuso, l'abbiamo convinto a chiuderlo."
"Dove era?" Chiede sempre severamente la vigilessa, come se a commettere l'abuso fosse chi le sta davanti.
Chi le sta davanti però è ben cosciente delle leggi e di quelli che dovrebbero essere i comportamenti e registra quello che appare come un atteggiamento non consono a chi dovrebbe far rispettare la legge. Incomprensibile infatti è il tono quasi accusatorio che la vigilessa inalbera nei confronti di chi ha fatto il suo dovere di cittadino, per evitare abusi che potrebbero causare danni al denunciante stesso. Forse la vigilessa, fra l'altro, non conosce l'articolo del Codice Civile che parla "del danno temuto".  
"Era qui." Indica l'interlocutore.
"Questa costruzione qui? Lei ha scritto che è abusivo, se ne assume la responsabilità." Dice con tono di minaccia, sempre più scura in viso.
L'interlocutore la guarda con aria ironica tanto appare assurdo un simile comportamento. La costruzione è sorta in un terreno di mq. 1500 circa, dove già esiste una villetta. Il piano regolatore non prevede rilascio di licenze edilizie né tanto meno di concessioni per altre cubature e la zona è anche soggetta al preventivo controllo delle Belle Arti. Tutto questo è ignoto alla severa vigilessa? 
"Me l'assumo." Risponde non senza un sottile sorriso ironico l'interlocutore. Ma poi aggiunge: "Dovete sapere voi se lo è: esiste un piano regolatore."
Non avendo ottenuto l'effetto dell'intimidazione che forse sperava, la vigilessa chiede un poco scorbutica: "Sa di che anno è?"
L'interlocutore fa una pausa, guarda la costruzione ancora fresca di cemento e tace, pensando che la vigilessa vuole addossare a lui quello che dovrebbe essere un suo dovere: gli occhi li ha anche lei e la testa pure si spera, in quei luoghi non si rilasciano licenze per quei piccoli terreni; non conosce i coefficienti di edificabilità, non conosce le leggi ed i regolamenti del comune che le passa uno stipendio?
"Non lo so." Dice calmo scuotendo la testa piano piano. Il tono e l'atteggiamento dicono: "Che ci state a fare tu e questo tuo collega che passeggia a naso per aria con aria di sufficienza? Volete saperlo da me? Credete  che io viva appuntandomi le date delle costruzioni che, come funghi, in questo comune sorgono ovunque? Non ci sto alla vostra ipocrisia infingarda che ha la stizza verso chi pretende che facciate il vostro dovere."
Con aria di riprovazione la vigilessa guarda la persona che ha fatto la segnalazione e proferisce: "Assurdo!" 
Al segnalante viene da ridere e pensa: "Assurdo io?!" Ma non dice niente e con lo stesso sorriso ironico saluta e chiude il cancello, lasciando la vigilessa al suo forzato dovere.





martedì 15 maggio 2012

Malinconico gestisce i nostri soldi... tanti

L'11 gennaio 2012 ho scritto un post sull' elegante malinconico che non è un signore un po' triste ma molto elegante, bensì uno di quelli che ha approfittato del suo ruolo per farsi pagare una elegantissima e costosissima vacanza!!
Certo non è che gliela hanno pagata per beneficenza! No! Vogliono indietro qualcosa che compensi la spesa della vacanza offerta e pagata, ma non solo! Vogliono guadagnarci e bene! Con i soldi nostri!!! Tutto chiaro, tutto come da copione!
Ora il mio Agente all'Avana mi ha fatto avere la seguente notizia:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/dimise-vacanze-insaputa-malinconico-commissario-fondazione/228083/

Malinconico torna da commissario

L'ex sottosegretario era stato costretto alle dimissioni dal governo Monti per il soggiorno all'Argentario pagato da Piscicelli (l'imprenditore che rideva del terremoto aquilano). Ora l'esecutivo lo mette a capo della fondazione Valore Italia, affidandogli 25 milioni di euro pubblici. E con un atto illegale...

Cosa dobbiamo pensare di questo Governo? Ditemi voi!
assalto alla diligenza postale portavalori da parte dei briganti

Riciclano sempre gli stessi comunque si comportino. Nemmeno li lavano nella candeggina per riproporli, sempre a maneggiare denaro pubblico... a decidere a chi darlo e come... E' affidabile uno che si faceva pagare le vacanze da un imprenditore cinico, pronto a dare l'assalto alla diligenza che porta sempre e soltanto i nostri soldi?

lunedì 14 maggio 2012

Non solo la mia modesta penna lo scrive...


Nel 2013 quando ci sarà da giudicare l’operato dei politici nazionali l’astensione potrebbe diventare valanga. I partiti sembrano non rendersi conto che stanno ballando sull’orlo di un vulcano in eruzione. Ho sentito esponenti del Pd, dell’Idv, del Sel dichiarare trionfalmente di aver vinto. Sì, hanno vinto, ma su un elettorato dimezzato, l’altra metà li butterebbe nel cratere insieme al Pdl e alla Lega. La crisi ha aperto gli occhi ai cittadini che si sono finalmente accorti di essere presi in giro da almeno trent’anni, governasse le destra o la sinistra o tutte e due insieme. Negli anni Ottanta ci sono state le elargizioni clientelari ai fini del voto di scambio, le casse integrazioni protratte all’infinito, l’inflazione a due cifre, che hanno dissanguato le casse dello Stato, cioè le tasche dei cittadini che non partecipavano alla baldoria, mentre non c’era appalto senza tangente politica, il che ci è costato secondo stime molto prudenziali, 630 miliardi. Nel 1993-94 la nascita della Lega e le conseguenti inchieste giudiziarie avrebbero dovuto suonare come un avvertimento ai partiti perché rientrassero nelle loro, limitate, funzioni. E invece sono state cambiate, ancora una volta, le carte in tavola; i magistrati sono diventati i veri colpevoli, i ladri, le vittime, e, per sopramercato, giudici dei loro giudici. Poi è venuta la lunga stagione berlusconiana che alle antiche malefatte ha aggiunto quelle di un regime personale che ha tolto al popolo italiano quel poco di senso della legalità e della responsabilità che ancora gli restava. Ma con la crisi ci si è resi conto che se tutti rubano non resta più nessuno a cui rubare e si va a picco. Ecco perché le elezioni del 2013, Grillo o non Grillo, potrebbero segnare, con un’astensione colossale, la fine della democrazia rappresentativa all’italiana.
Massimo Fini


Debbo dire che fa piacere che una penna importante scriva (meglio) quello che scrivo io su questo piccolo blog.
Anch'io ho trovato risibile e falso il trionfalismo di certi partiti. Soprattutto, debbo dire, Antonio Di Pietro ha confermato che è come tutti gli altri. Parlo spesso di lui perché è un punto sensibile per me: mai avevo preso una tessera di un partito, mi ero caricata di volantini,  ero andata in giro con la bandiera (ora riposta nel vano lavanderia della mia casa), e, tanti anni fa, all'inizio di questo Movimento IdV, avevo dato un contributo oltre la spesa della tessera pur avendo pochi soldi. E' brutto rendersi conto che non era come diceva. Parla, parla ma sempre sull'onda del momento, quello che di più la gente vuole sentirsi dire...
Ora dice, come fanno tutti i politici che si creano una realtà da sbattere in faccia ai cittadini, che lui (IdV) ha vinto e cita i due sindaci di Napoli e Palermo.
Ora io so che quando De Magistris e Sonia Alfano si sono permessi di criticare certo andazzo di un partito che di Valori aveva solo il nome, fecero una riunione della Dirigenza a porte chiuse in cui si sono sbranati. De Magistris diceva cose giuste, dunque come mai al Presidente non andava bene, quando in giro si riempiva la bocca della parola "TRASPARENZA"?
Leoluca Orlando, politico di professione di lungo corso, è già stato sindaco di Palermo. Dunque dove sta la novità? Prima aveva la casacca del partito da lui creato, La Rete, ormai estinto, ora ha la casacca di IdV. Trasformismo politico. Ho conosciuto un dirigente di Libera che li ha conosciuti bene entrambi e di uno ha detto "che ha rovinato La Rete" e dell'altro che "è un Giano Bifronte".
Questo spiega perché si fa bello con  De Magistris (che l'avrebbero votato con qualsiasi partito si fosse presentato) e con il riciclato Orlando, che i palermitani hanno ripescato perché, evidentemente, disperati.
Antonio Di Pietro dimentica i Razzi e gli Scilipoti, che lui si è tirato dentro, per non parlare del lombrosiano De Gregorio di cui oggi Lavitola conferma che fu acquistato. Uomini in vendita dentro un partito che si chiama Italia dei Valori... Il valore dei soldi.
Nel piccolo, nel regionale, ho scritto e ripetuto a tutti la storia che migliaia di cittadini del mio territorio pagano ad ACEA ATO2, che lo fattura, un Servizio di Depurazione fognature + IVA al 10% per fognature mai costruite. 
Ho scritto a Di Pietro, a due Consiglieri Regionali di IdV, all'On. Rota... Nessuno sa spiegare perché, pur avendo come Vicepresidente del C.d.A. di ACEA ATO2 un uomo di Italia dei Valori, viene imposto questo vergognoso balzello ai cittadini. Il primo a non rispondere, se non cose fumose e a non fare nulla, è stato proprio l'ex-Segretario Politico Regione Lazio IdV  poi messo su quella poltrona. Di cose e cosette ne avevo viste tante e con altre militanti ci eravamo chieste se   Di Pietro sapesse o non sapesse... Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché ho scoperto che IdV si comportava come tutti gli altri partiti e forse, in molte cose, anche peggio. Di Pietro non ha mai risposto, a differenza di altre circostanze del passato. L'On. Rota ha risposto attraverso la sua Assistente Parlamentare che, ignara di tutti i precedenti, mi ha detto ingenuamente di rivolgermi al nuovo Coordinatore regionale Lazio IdV. Sapendo già il risultato, gli ho semplicemente girato la e-mail compresa del suggerimento dell'ingenua Assistente. 
Ha risposto un assordante silenzio.
Ora, se fossero in buona fede, potrebbero rispondere con argomenti che bisogna comunque pagare per questa e quest'altra ragione... Ma il silenzio è un'altra cosa.
D'altra parte ho largamente illustrato su questo blog la situazione legale della faccenda: BRIANZACQUE, analogo di ACEA ATO2 per altri territori della Nazione, in analoga situazione, applica le leggi e toglie tale balzello, rifondendo chi  è stato costretto a pagare nel timore di, emesse le indebite fatture per un servizio inesistente, finire, non pagandole, sotto la persecuzione di Equitalia!
Per chi vuole capirci di più rimando all'etichetta ACEA ATO2 che, cliccando sotto un post qualsiasi che la riporta, richiama in sequenza tutto quello che riguarda questa Municipalizzata che ha come Vicepresidente un uomo IdV.
Loro sono vicini al cittadino? Lo dice Antonio Di Pietro: a parole. Nei fatti lui dichiarava in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera del 16/07/2011 le seguenti cose sottoriportate: 

Però?
“Però quella era una Tangentopoli quasi banale. Da mazzetta nascosta nel cesso del Pio Albergo Trivulzio o nel puf di casa Poggiolini. Ora sta tutto nelle pieghe della consulenza, dell'incarico. E' una tangente fatturata. Io da pm ho fatto il radiologo e ho scoperto un tumore sociale. Loro hanno creato un antidoto al medico, non al tumore”.
Una Tangentopoli quasi legalizzata?
“Allora un cittadino imprenditore pagava un politico per avere un vantaggio. Ora sono tutti i cittadini a pagare, senza volerlo. Una corruzione più diffusa e meno visibile. Un esempio: le 7 mila società partecipate dagli enti locali hanno assunto 25 mila consiglieri di amministrazione. Bastava un amministratore unico”.

E uno di questi sta, con l'etichetta Italia dei Valori, nel C.d.A. di ACEA ATO2. Una cosa dice e un'altra cosa fa. Forse è per questo che quel dirigente di Libera disse a me ed a mio marito: "E' un Giano Bifronte"?
Sono d'accordo con Massimo Fini: l'altra metà dell'elettorato li butterebbe nel cratere del vulcano insieme agli altri partiti.

Equitalia non è lo Stato

Non so se riuscirò a pubblicare questo post, perché dal 1° maggio abbiamo una linea ADSL che dire quasi inesistente è dire poco. Comunque ci provo.
La Cancellieri e quell'altra, la Severino mi pare che si chiami, quella che vive in una casa da 7 milioni di euro sull'Appia Antica mi sembra, hanno detto che Equitalia e Finmeccanica sono lo Stato e dunque chi colpisce questi due simboli colpisce lo Stato.
Premetto che non sono un'aspirante terrorista e sono stata per tutti i miei 65 anni una persona dalle idee moderate, ma credo che queste due anziane donne parlino arroccate nelle loro posizioni istituzionali perché non possono fare altrimenti. Certo non possono dire sparate contro... Va bene. Ma lo Stato non sono né Equitalia né Finmeccanica. Lo Stato sono i cittadini in carne ed ossa prima di tutto e se lo ricordino le due anziane signore. I cittadini che pagano le tasse, anche in più come è successo a me, ma a cui gli Apparati Burocratici non scrivono dicendo: "Per errore lei ha pagato in più, le riaccreditiamo la somma in eccesso." Eppure dovrebbe essere ovvio e normale visto che per un euro pagato in meno mio marito ha ricevuto una cartella di pagamento con la mora. Noi non siamo eccezioni, noi siamo comuni cittadini e dunque siamo un campione di questa umanità che è stufa, stufa e arcistufa!!!
Perché dunque il cittadino in carne ed ossa, che è lo Stato, dovrebbe considerare un Monumento alla Vessazione come è Equitalia lo Stato al posto suo?  Uno Stato che incassa ciecamente sotto minaccia ma non restituisce quando incassa in più? Allora tace e tutto va bene? Ma tacete per vergogna per favore!!
L'esasperazione arma certe mani, eliminate queste vergogne e non ci sarà gente esasperata.
Finmeccanica, poi!! 
Da Il Fatto Quotidiano: ...."il presidente di Finmeccanica indagato per corruzione e riciclaggio..." ecc.
Da: www.linkiesta.it/: Finmeccanica-Enav-Selex-Guarguaglini "Un'azienda controllata al 30% dal Ministero del Tesoro al centro di almeno tre indagini delle Procure: ricchi appalti da Enav per i radar degli ..." 
E questo sarebbe lo Stato secondo Cancellieri?

No! Lo Stato siamo noi, noi che veniamo vessati, calpestati, che vediamo i nostri splendidi figli che si sono preparati con sacrificio e che hanno titoli e competenze ma che guadagnano poco, con un futuro incerto, mentre vedono i soldi delle tasse pagate dai loro genitori andare ad alimentare soggetti semideficienti, incompetenti, ma protervi, perché l'Apparato dei Partiti glielo consente, pronti ad arraffare somme enormi senza pudore, anzi con arroganza, infischiandosene della cultura, del sacrificio che impone la preparazione ad una qualsivoglia professione, della serietà e della dignità, ma cercando disoneste scorciatoie per avere quello che considerano solo un "pezzo di carta", tanto, senza saper fare niente, sono arrivati ad affondare le loro squallide e rapaci mani nel denaro pubblico!!


Non difendano, Cancellieri e Severino, questi simboli che nulla hanno a che fare con il vero Stato che sono i cittadini, coloro che vorrebbero identificarsi con le Istituzioni, ma che non possono perché codeste istituzioni o sono immerse troppo spesso in scandali oppure sono dei monoliti chiusi, a senso unico, che considerano il cittadino solo una pulce da niente, solo da spremere.
Non ci siamo. Non volete proprio capire.

Quello che penso io lo ha detto con chiare parole la figlia del sindacalista Rossa, ucciso dai vigliacchi che credevano di essere rivoluzionari, domenica a "1/2 h.", il programma dell'Annunziata: "Serve credibilità delle Istituzioni" ed ha citato le parole di Enrico Berlinguer che ho già  pubblicato 2 volte su questo blog. Oggi lei è un deputato del PD.

Oggi come ieri penso che questi rivoluzionari se la prendano sempre con i bersagli sbagliati. Le Brigate Rosse, quelli di Prima linea... sparavano a chi non aveva un vero potere... Oggi pure. O sono cretini oppure fanno vendette personali circoscritte a certi ambienti, quindi non sono veri rivoluzionari. Che senso ha sparare ad un dirigente dell'Ansaldo? Come un tempo quando sparavano ad un giornalista, ad un professore universitario... Non comprendo.

sabato 12 maggio 2012

Il mondo di François Cheng

Amo François Cheng, il suo mondo poetico. C'è poesia anche nella sua prosa. Penso che il suo libro più bello in assoluto è Le dit de Tianyi: un romanzo ampio nelle descrizioni dei luoghi, sensibile nella descrizione dei sentimenti, che sa scendere nel dolore imposto dalla vita, mai cercato, con lucida e serena analisi.
Penso che Tianyi sia un poco François o, meglio, Baoyl... Questo è il suo vero nome, quello che scelsero per lui i suoi genitori.
Egli è un Grande anche e soprattutto per la semplicità dei suoi modi: tipico dei Grandi. Non v'è narcisismo in lui, né compiacimento di sé, né affettazione... Semplice e discreta anche la sua compagna di vita: sua moglie.
E' raro incontrare persone di così discreta eleganza.

Mi ha inviato una delle sue Opere in prosa, ancora in francese, non tradotta, edita da Albin Michel: sulla copertina c'è uno dei suoi ideogrammi... Quand reviennent les âmes errantes... questo il titolo.

Vi ricorrono tre figure che mi ricordano la triade di Le parole di Tianyi: lui, il protagonista, Tianyi, l'Amante, Yumei, da lui amata di un amore mai compiuto, e l'amico del cuore Haolang...
Qui la triade è composta da Chun-niang, dolce fanciulla povera vittima degli altri, Jing Ko, uomo d'azione che va incontro alla sua sventura, Gao Jian-li, suonatore, musicista...
Nell'immaginario di Cheng la triade dunque ricorre... c'è amore da parte di entrambi i due maschi per la femmina, ma non c'è gelosia.. bensì accettazione della felicità della coppia che si compone, perché grande è anche l'amore dell'amicizia.