domenica 7 ottobre 2012

Ezio Mauro e Adriano Sofri

E' evidente che Adriano Sofri è molto amico del Direttore di "La Repubblica" per i frequenti articoli che questo quotidiano gli pubblica.
In quello di lunedì 24 settembre 2012 c'è un articolo lunghissimo di Sofri, annunciato già dalla prima pagina, di carattere etico-morale sulla pena senza fine in Italia: praticamente l'ergastolo ostativo, cioè quello per cui non è ammessa la Grazia richiesta al Presidente della Repubblica, atto che presuppone l'accettazione della sentenza.
Adriano Sofri dietro le sbarre

Tale ergastolo ha un'unica eccezione: la collaborazione pentitistica. 
Sofri si dilunga sull'analisi "morale" della delazione contenuta in questa formula.
Premetto che il mio pensiero, la mia idea morale della vita, non mi fa accettare una persona che ha vissuto come Adriano Sofri, per cui trovo il suo "moralismo" intellettualmente ipocrita.
Dovrebbe scrivere e riflettere sull'arroganza dei suoi errori e delle conseguenze che essi hanno provocato, invece preferisce disquisire sulle scelte morali di certe regole di giustizia.
A sua differenza, che riflette sulla pena inflitta, io rifletto sul Male fatto da chi, qualche volta, è chiamato a pagare.
Ha mai riflettuto Sofri e quelli che la pensano come lui sulle vittime del Male fatto?
La loro pena è Eterna: è NON VITA.
Per i loro cari, ugualmente, si tratta di  pena  Eterna: privazione della vicinanza, dell'amore, della comunicazione con la persona che NON ESISTE PIU'.
Ha  riflettuto Sofri sulla differenza fra  NON ESISTERE PIU', per mano e scelta di qualcuno, e l'essere VIVO in carcere per sempre di questo qualcuno?
Se potesse scegliere fra le due condizioni, quale delle due sceglierebbe?
E andiamo alla delazione, alla collaborazione ed all'ipocrita termine di "pentito".
Ma certo che costoro "si pentono" perché a loro conviene e non certo per qualcosa di intimamente provato.
Certo che non vi è nulla di nobile in questo, ma lo Stato non ha altro modo per entrare nel sottosuolo mafioso, per scardinare omertà ed alleanze fra le cellule di un cancro che, comunque, non si riesce mai ad estirpare definitivamente.
Insomma: la visione "morale" di uno come Sofri è decisamente opposta alla mia. 

sabato 6 ottobre 2012

Le Regioni

Se si vuole fare un'analisi equilibrata dei fatti e delle cose non si deve farsi influenzare dalle ideologie.
Le Regioni le volle la sinistra: fortemente.
Non riuscendo ad arrivare al Governo del Paese (ci sarebbe riuscita se non avessero ammazzato Aldo Moro) pensò bene di frantumare il potere e di prenderselo almeno nelle Regioni "rosse".
Così si sono numericamente moltiplicati gli eletti dei Partiti da mantenere.
Mi fermo solo a questa considerazione: da mantenere.
Quindi stipendi a loro e spese di funzionamento delle strutture che dovevano ospitare i "Parlamenti" Regionali. Trascuro i soldi che si sono inventati che dovessero essere dati ai gruppi politici... Ho già scritto molto e ripetutamente su questa rapina.
Fermiamoci ai loro stipendi, benefit, vitalizi...
Mio marito, pensionato dello Stato con 43 anni di versamenti, di cui 3 incamerati dall'INPS senza che la sua pensione potesse essere incrementata neppure di 1 centesimo, mi ha fatto ridere commentando l'assurdo a cui assistiamo da parte di questi figuri politici "eletti":
"Domani riunisco un po' di pensionati e insieme deliberiamo di aumentarci la pensione."
"Se lo fanno i Consiglieri Regionali è giusto, perché non lo potete fare pure voi?" Ho risposto divertita.
"Poi potremmo anche decidere per votarci un vitalizio in più per quelli che hanno versato i contributi a fondo perduto oltre i 40 anni di servizio..." Ha continuato serio in modo faceto.
Ecco, il paradosso è questo: perso ogni ritegno, ragione e vergogna, questi signori si votano (qui sì tutti d'accordo) gli aumenti, i benefit ecc. ecc..
Ebbene, come queste "leggi" se le sono votate ora le possono "abrogare", cancellare con leggi successive: come con leggi hanno cambiato, a livello governativo nazionale, i nostri diritti.

Alla manifestazione dei cittadini a Madrid davanti al loro Parlamento c'erano cartelli significativi. Uno di questi mi ha colpita in modo particolare  per il contenuto della frase che era  scritta in stampatello:

Cuando la injusticia es ley,La rebeliòn es un deber.

Quando l’ingiustizia è legge, la ribellione è un dovere.

L'ingiustizia si è fatta Legge nel nostro Paese anche di più che in Spagna.
Tutti lo dicono. Non sanno più per chi votare. Pensano, e giustamente, che sono tutti uguali.
Continuano il loro inutile teatrino delle critiche reciproche preparandosi ad acchiappare di nuovo il potere alle prossime elezioni, per poi usarlo non per il Servizio alla nazione, ben pagati e dunque gratificati dal lavoro importante da svolgere, amministrare il denaro pubblico, bensì per approfittare al massimo di quel potere per sé e per la loro corte partitica.

UOMINI e non-uomini

L'ho scritto tante volte e non mi stanco di ripeterlo: sono stata educata da due persone buone, cattoliche, mia madre profondamente religiosa e credente, mio padre credente in Dio e diceva: "Cristo è stato un grand'uomo." Sì, penso anch'io che, al di là della bella favola della Resurrezione, Gesù Cristo, detto il Nazareno, è stato un Grand'Uomo perché ha dato solo messaggi di Amore e di Rispetto fra gli Esseri Umani.
Ma fra gli Uomini, intesi nel senso più alto del concetto di Umanità, ci sono e ci saranno sempre dei non-uomini. L'aspetto non li distingue, magari li distinguesse... L'orrore ce l'hanno dentro la testa, là dove non si vede. Se una società gli dà la possibilità di tirare fuori questa loro non-umanità troveranno una scusa per esprimerla.
Così è stato per il nazismo. Ho sentito fare tante analisi storiche: "i tedeschi sono stati umiliati dopo la prima guerra mondiale del XX secolo", "Hitler ha fatto leva su questo" ecc. ecc.. Ma quello che hanno fatto non ha alcun senso... Alcuna spiegazione né storica, né logica, né umana...
Già da ragazzina, quando appresi dell'orrore attraverso le immagini girate dagli Americani all'apertura dei Campi di Sterminio, il semplice buonsenso mi faceva dire: "Hitler era un pazzo, un paranoico, un mostro. E' rassicurante dire questo, ma i milioni di persone che in suo nome hanno commesso orrori quotidiani e gratuiti chi sono?" Credo siano dei non-uomini, esseri diversi dentro.
Quando ci fu la guerra in Jugoslavia mio figlio dopo la laurea prestava servizio militare: era tenente di complemento. Ricordo il suo quasi muto smarrimento di fronte ad una orrenda notizia che veniva da là: una bimba di 5 anni violentata e poi uccisa con una sventagliata di mitra a forma di croce.
"Che c'entra la guerra con questo? - Si chiedeva smarrito il giovane tenente. - Come può un Uomo, un soldato, anche nell'orrore della guerra fare questo: violentare una bambina e ucciderla in un modo orribile?"
Ho sentito in lui lo stesso smarrimento che io ebbi a 14 anni davanti a quel televisore in bianco e nero che mi mostrava l'inimmaginabile dei campi nazisti. Cercava una risposta in noi genitori che avevamo vissuto più di lui. "Se mi mandassero in guerra potrei sparare per difendere la mia postazione ma non potrei trasformarmi fino a tal punto." Tentai io di dargli una risposta: "Chi agisce così ce l'ha dentro e nella società si trattiene, la guerra gli dà la possibilità di farlo, è la scusa per farlo."
Ecco, penso questo dei non-uomini del nazismo.
Questo concetto doveva essere in embrione in me già quando sentii per la prima volta il titolo del libro di Primo Levi "Se questo è un uomo": pensavo, finché non lo lessi, che la frase dubitativa del titolo si riferisse all'uomo nazista, non all'ebreo ridotto a pelle e ossa. In me si era fissato quel concetto: che chi era capace di tanto non era un uomo e su questo essere si poteva dubitare che lo fosse, Uomo nel senso datogli dalla filosofia a cui io ero stata educata. Invece Primo Levi si riferiva alla visione di come era stato ridotto l'Essere Umano privato di tutto e rinchiuso in quei campi. Quando si è ucciso mi è venuto da piangere e mi sono sentita tradita da quel suo gesto di resa: l'orrore a cui aveva assistito lo aveva depresso dentro. Aveva cercato di liberarsene scrivendo, lui che era un Chimico, ma alla fine la resa. Ecco che invece Venezia ce l'ha fatta: ha atteso la morte naturale e di questo lo ringrazio perché quei maledetti non-uomini non hanno vinto.


Primo Levi giovane quando fu rinchiuso dai non-uomini nei campi di sterminio

Metropolitana

Ho in coda vari post su argomenti più importanti di questo, ma data la contingenza, il fatto è accaduto ieri, un resoconto ed un commento ci vogliono.
Premetto che non sono fra quelli che sono costretti a servirsene ogni giorno, la prendo ogni tanto... Eppure è successo varie volte che il servizio si interrompesse senza preavviso alcuno e che ci facessero uscire senza alcuna informazione su quale mezzo prendere per raggiungere la meta per la quale eravamo saliti su quel mezzo. 

Una volta era dovuto all'imponderabile: una donna disperata che si era gettata sotto il treno... Accade anche questo, a Roma come a Milano, come ovunque...

Quello che è avvenuto ieri non è paragonabile a ciò che è accaduto pochi giorni fa alla Metropolitana di  Milano, ma è ugualmente un copione già da me vissuto, pur non avendo, statisticamente parlando, una grande frequentazione con questo mezzo.

Sono entrata alle h. 15:40 circa al capolinea sud della linea A diretta in centro.
Alla fermata di Furio Camillo i passeggeri si accorgono che essa si prolunga oltremodo... Le porte sono aperte. Nessuno dice nulla. Eppure esiste un sistema di altoparlanti. 

Si è saputo dopo che si trattava di un guasto sulla linea elettrica avvenuto, così ha detto il conducente del nostro treno, all'altezza di Ponte Lungo.

Scesa, e guadagnata l'uscita, ho visto il Responsabile di Stazione di turno assediato da gente che entrava e da noi che, uscendo, chiedevamo informazioni su quale mezzo prendere per raggiungere le rispettive mete.

Il poveretto era nel pallone totale: rispondeva a ciascuno una parola senza completare l'informazione, ottenendo il risultato che così nessuno se ne andava e restava lì nella speranza che finisse la frase. Alla fine, non governando la situazione, si arrabbiava, dichiarava che "ora non c'è neppure il collega", che chissà dove era dovuto correre data l'emergenza, e la sua funzione veniva vanificata anche grazie alla totale indisciplina della gente che, egoisticamente, poneva la domanda che gli interessava personalmente senza attendere che il poverino finisse di dare la risposta ad un altro utente.

Quello che mi preme sottolineare, comunque, è la totale disorganizzazione in emergenza.
Un guasto può verificarsi ma la dirigenza lo deve prevedere e creare un iter, un protocollo a cui attenersi addestrando allo scopo il personale.
Ma la dirigenza, ovunque in questo Paese, è selezionata non per merito ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Il conducente del nostro treno è sceso e se ne stava andando tranquillamente senza dare spiegazioni ai passeggeri: riconosciutolo per la camicia celeste è stato circondato da alcuni e si è limitato a dire con un sorriso distaccato e rassegnato: "C'è stato un guasto elettrico".
Il protocollo, invece, dovrebbe prevedere che il conducente, dotato di un microfono udibile in ogni carrozza del treno, dia ai passeggeri le informazioni ricevute in cabina di pilotaggio prima di scendere.
Questo non necessita di particolari dotazioni tecniche mi sembra e il protocollo comportamentale, una volta stabilito, deve prevedere sanzioni per il conducente che non lo rispetta.

Una volta tornati in superficie i passeggeri chiedono sempre "che autobus va a...?" Nelle mie esperienze del genere ho verificato sempre che il Responsabile di Stazione non sa dare codeste ovvie informazioni!!!
L'organizzazione deve dotare di un elenco dei mezzi pubblici, con le varie linee, ogni cabina di ogni Stazione, di modo che il Responsabile di turno può leggere e dare le informazioni. Per evitare smarrimenti e sciatterie della serie "il collega del turno precedente l'ha spostato", basta inchiodare tale elenco in un punto della cabina.

E andiamo avanti con la cronaca di questo, a quanto pare frequente disservizio: l'agitato Responsabile di Stazione ci dice: "Andate a Colli Albani".
Ora il personale dovrebbe essere addestrato, qualora il semplice buonsenso non gli venisse in aiuto, a pensare che non tutti coloro che entrano dentro una linea della metropolitana  la conoscano tutta: c'è chi non è della città, c'è chi la prende per la prima volta, c'è chi la prende abitualmente da un punto ad un altro ignorando totalmente le altre fermate... Dire in malo modo, perché non si è in grado di far fronte ad un'emergenza (peraltro ripeto, mi dicono frequente), "andate a ....." significa mandare la gente allo sbando.
Dunque a Colli Albani poteva andare, secondo questa informazione, solo chi doveva tornare indietro, verso Anagnina.
Arrivata a Colli Albani a piedi una fiumana di persone ne usciva bofonchiando: "Ve piasse un corpo a tutti quanti!" "Li mortacci vostra!", ho sentito i più crudeli dire "Je deve venì un tumore, je deve venì!!" I più civili e dotati di spirito solidale mi informavano che era inutile scendere, la metropolitana era guasta. Convinta dell'unica informazione avuta dal Responsabile di Stazione di  Furio Camillo rispondevo: "Devo tornare ad Anagnina." Pensando che quello che mi veniva detto riguardasse solo l'andata verso il centro, e considerando che la gente spesso tiene conto solo di una parte della realtà: quella che la coinvolge in prima persona. Invece, finita di scendere la rampa di scala, vedevo che già avevano chiuso i cancelli della rampa di fronte. Continuavo, comunque, a scendere per verificare la veridicità di quanto detto e, nell'andare, incrociavo un giovane in camicia celeste e gli chiedevo se era un dipendente Cotral, avuta risposta affermativa gli dicevo dell'informazione avuta dal suo collega, ma egli mi rispondeva: "Arco di Travertino, deve andare ad  Arco di Travertino". Un'altra fermata a tornare indietro... Di fronte al mio disappunto si giustificava educatamente: "In questo momento io sono un passeggero come lei." Forse perché finito il turno tornava a casa?
Arrivata ad Arco di Travertino traversavo sulle strisce mentre un'auto della Polizia transitava rallentando, mentre il conducente ed il collega che gli sedeva accanto guardavano dalla parte opposta alla mia, verso la fermata dell'autobus, subito fuori della metropolitana, ora affollatissima. Ho pensato: "Bene, sono venuti ad aiutare gli addetti e le guardie giurate per mettere un po' d'ordine." Invece l'auto si ferma sulle strisce, fa una leggera retromarcia senza guardare indietro e quasi investe due donne che mi precedono sulle strisce, le quali si scostano spaventate e, superato così il pericolo, si girano verso il conducente che non se le fila affatto, non si scusa e le due donne, forse intimorite perché è la Polizia, se ne vanno. Arrivata all'auto che mi taglia la strada sulle strisce ne scende un giovanotto in divisa e io con aria severa gli faccio: "Stavate per investire quelle due donne." Lui mi guarda e non mi risponde. Va verso la folla ferma civilmente (almeno in quel momento) davanti alla fermata dell'autobus e mi guarda di nuovo di sfuggita ed io, girando dietro l'auto, che è ferma sulle strisce pedonali, rincaro la dose con tono polemico: "Sulle strisce... Eh, certo loro sono la Polizia!"
L'ultima puntata di questo pomeriggio interrotto, un appuntamento con un avvocato della Federconsumatori perso, ha per protagonista il  Responsabile di Stazione di Arco di Travertino, un giovanotto gentile che non porta la divisa che lo potrebbe rendere riconoscibile: solito caos, gente con domande incalzanti e disordinate, due guardie giurate che, interrogate, rispondono ad altri, una inserviente che è nella cabina ed io che con voce chiara chiedo: "Chi è il dipendente Cotral qua dentro?" Si fa avanti il giovane in maglietta chiara, sorridente e mi dice "Sono io - non mi fa parlare e aggiunge - chieda il rimborso." Riferendosi al biglietto già timbrato ad Anagnina che ho in mano.
"Se mi fa parlare non perdo tempo io e nemmeno lei..."
Lui, con un bel sorriso: "Non perdo tempo, è un piacere."
"Posso entrare con il biglietto timbrato ad Anagnina, visto che mi hanno fatto scendere a Furio Camillo e voglio, almeno, tornarmene a casa?"
"Vada pure." Mi dice sempre con tono gentile.

Mappa Roma

giovedì 4 ottobre 2012

Piccoli criminali


DA: Il Sole 24 Ore

In Sardegna lanciano sassi da cavalcavia, fermati due minori. Tragedia sfiorata, auto colpita ma conducente illeso

  Sono stati colti sul fatto dai carabinieri, mentre lanciavano sassi da un cavalcavia della Statale 131, la più importante arteria stradale della Sardegna. Due ragazzini di 14 e 15 anni per poco non combinavano (combinavano??!!) una tragedia: un'auto è stata centrata sul parabrezza da una grossa pietra....

La notizia prosegue con l'informazione che l'auto, condotta da un insegnate di Oristano, aveva un parabrezza che ha retto all'urto (per fortuna!). Il conducente, sotto comprensibile choc, ha accostato più avanti e ha chiamato i Carabinieri che (sempre benemeriti!) sono prontamente intervenuti, cogliendo i due adolescenti ancora sul posto con altri sassi, pronti per continuare il loro criminale gioco.
Ancora dall'articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore:
Portati in caserma e informato dell'accaduto il magistrato della Procura dei minori del Tribunale di Cagliari, Rita Manganiello, sono stati affidati ai rispettivi genitori. Per i due ragazzini è scattata una denuncia per il reato di danneggiamento aggravato. 

Imputazione sbagliata a mio avviso: il reato è tentato omicidio.
Non è con l'indulgenza che si evita il ripetersi di queste azioni barbare, che già hanno creato lutti e rovinato le vite di chi amava chi è morto in modo tanto assurdo e crudele.

L'occasione fa l'uomo ladro

"L'occasione fa l'uomo ladro". Lo diceva spesso mio padre: uomo onesto e gran lavoratore.
Io pensavo che se uno è profondamente onesto può avere tutte le occasioni che vuole ma non ruba. E lo penso ancora.
Sono più rigida di mio padre nella comprensione delle umane debolezze e non riesco ad assumere la sua filosofia che constatava un fatto ricorrente.
Tutto il denaro pubblico che i partiti SI SONO MESSI A DISPOSIZIONE, CALPESTANDO LA VOLONTA' POPOLARE ESPRESSA CON UN REFERENDUM, ha indotto i LADRI NELL'ANIMA ad approfittarne.

LUSI

Eppure il Paese soffre per mancanza di denaro per:
1) Investimenti per dare lavoro alle nuove generazioni che debbono costruirsi un futuro;
2) Dare alle nuove generazioni Scuole che non crollino loro addosso, con adeguati mezzi per l'insegnamento, sufficienti insegnanti, anche di sostegno per i bambini in difficoltà;
Torino, crolla tetto di un liceo muore studente di 17 anni
Vito Scafidi, la giovane vittima

3) Possibilità di curarsi  senza eccessivo dispendio di denaro per chi ha versato i contributi....
Potrei continuare con la lista, ma ho toccato tre argomenti fondamentali:
LAVORO, SCUOLA, SALUTE.
Non ci sono soldi per questi aspetti fondamentali della VITA PUBBLICA di un Paese, ma ci sono stanziamenti di ogni tipo e di ogni forma in MILIONI DI EURO per i PARTITI !!!
Ecco che i profittatori che si chiamano LUSI e compagni, BELSITO e compari, FIORITO e altri, AFFONDANO LE LORO MANI NEL DENARO PUBBLICO CHE DOVEVA ESSERE STANZIATO PER LE VOCI SOPRA ELENCATE.

BELSITO con BOSSI padre
FIORITO
E' un anno che da questo piccolo blog lo scrivo. Ora il telegiornale, dando voce al coro generale dopo l'ennesimo tombino scoperchiato sulla fogna dell'ignobile "magna-magna", dice che BISOGNA ABROGARE il finanziamento ai partiti.
Tardivi censori, tipo Antonio Di Pietro, puntano il dito vilmente sulle incaute Polverini che "solo ora" parlano di Champagne bevuto da membri della Giunta Marrazzo a nostre spese, non bastando la cocaina e la macchina blù con autista per andare nelle case dei travestiti.
Queste sono cose da "bassissimo impero".
Questo periodo storico che stiamo vivendo verrà ricordato per la sua immoralità pubblica, per il decadimento ed il disordine.
BRUTTA PAGINA STORICA.

Confindustria Cultura Italia

Credo di aver dato l'etichetta giusta a questo post, "Scrivere", giacché credo sia dovuto solo alla mia inclinazione, nata con me, allo scrivere l'invito che ho ricevuto e che pubblico qui sotto:



CONFINDUSTRIA CULTURA ITALIA

è lieta di invitarLa al Convegno

“L’Agenda Digitale per lo sviluppo dei contenuti culturali”

Roma, 3 ottobre 2012, ore 10.30
                                                                                
Auditorium Parco della Musica – Sala Risonanze
Viale Pietro de Coubertin, 30

Aziende leader, esponenti dei settori coinvolti, vertici delle associazioni confindustriali, protagonisti pubblici del dibattito sull’agenda digitale faranno il punto della situazione e tracceranno i nuovi capitoli di una agenda per lo sviluppo dell’offerta digitale del prodotto culturale italiano.

In allegato il Programma del Convegno


R.S.V.P. Segreteria Organizzativa Confindustria Cultura Italia Tel 06.95222160 Fax 06.95222161 www.confindustriaculturaitalia.it

Credo che sia dovuto a questa  inclinazione a scrivere, che mi ha spinto a trovare in questo mezzo di comunicazione che è il blog, il fatto che mi abbiano trovato e, con la mia e-mail messa a disposizione di chi vuole contattarmi, abbiano ritenuto che forse questo piccolo blog "ha qualche contenuto culturale".
Al Convegno c'era molta gente importante e, fra questi, Riccardo Tozzi, Presidente dell'ANICA, il quale rappresentava quel prodotto culturale che è il Cinema. Il Cinema che, dopo aver dominato quasi tutto il secolo appena passato, ha iniziato a vedersi "insidiato dai marziani": intendendo per invasori marziani, e ha citato scherzosamente Flaiano  per "Un marziano a Roma", la TV e ora Internet.
Ovviamente Internet solo là dove c'è la pirateria del prodotto culturale che così viene insidiato: i siti illegali che consentono di scaricare film ancora nelle sale, provocando un danno economico all'industria del Cinema. 
E rifacendosi a questo problema Enzo Mazza, Presidente FIMI, ha lamentato la mancanza di un regolamento e il fatto che i siti illegali vengano anche foraggiati da chi attraverso essi si fa pubblicità. Il settore che egli rappresenta, la produzione musicale, nonostante non goda di contributi di tipo assistenziale, riesce a vivere nel campo digitale.
Infine Stefano Parisi, Presidente Confindustria Digitale, ha parlato del fine dell'Agenda Digitale: diffondere i contenuti culturali, rafforzando le possibilità di Internet.
Il loro problema è l'assetto normativo. Posso capire là dove c'è il furto sopra citato, ma non vorrei che questo assetto normativo levasse la libertà di espressione, che è una ricchezza, relegandola dentro confini protezionistici del tipo: iscrizione all'Albo dei Giornalisti, tasse ecc. ecc.
Di fatto vogliono un'Autorità Amministrativa che intervenga subito per bloccare i siti illegali (e questo va bene) che utilizzano i prodotti culturali altrui.
Diverso è, a mio avviso, se si prende spunto da notizie pubblicate, dunque rese "di tutti", e le si approfondisce e le si commenta. Questo lo possono fare tutti in rete, purché rispettino il codice penale naturalmente. Né si può pretendere che un blogger diventi giornalista per esprimerle, anche perché molti di noi sanno come si diventa giornalista. Basta avere un amico compiacente che ti faccia scrivere su un giornale, (a volte un politico che lo finanzia con soldi pubblici), dimostrando che ti ha pagato per la prestazione, passare un esamino, (che ho visto superare anche da persone che non sanno affatto scrivere), e hai la patente di giornalista.

Il brigantaggio legalizzato ormai si è radicato dappertutto ...

Il titolo di questo post non è farina del mio sacco: l'ho preso testualmente da un messaggio di una mia intelligentissima amica.
Non importa l'argomento per cui ha scritto questa frase, l'ho presa perché riassume una situazione generale.
Ad esempio: ricordate i numerosi post che ho dedicato ad ACEA ATO2? 
Questa Società Municipalizzata che agisce al di sopra delle leggi italiane che, invece, altre Società identiche, esempio BRIANZACQUE, rispettano?
Collegatevi con il link, che ho pubblicato molte volte, dei Comitati per l'acqua Pubblica, e ne leggerete delle belle!
In teoria ACEA ATO2 è pubblica! Eppure agisce in modo da calpestare i cittadini facendo finta che referendum, sentenze della Cassazione e realtà tangibili... non esistano.
Si ripara di volta in volta dietro "mancanza dei decreti applicativi" per una legge non rispettata, oppure chiede al cittadino di dimostrare che "non è attaccato alla rete fognaria in una certa via", dove la stanno costruendo ora, via che il Comune, su pressione dei cittadini, ha comunicato da tempo ad ACEA ATO2 come PRIVA di rete fognaria.
ACEA ATO2 fa "il sordo del compare" anche di fronte alle lettere dei cittadini, e addirittura a quelle degli avvocati di Associazioni dei Consumatori.
Chi gli consente di agire in codesto modo? Cosa accadrebbe se i cittadini, invece di rivolgersi alle Associazioni dei Consumatori, presentassero denuncia formale alla Procura della Repubblica chiedendo se esiste il reato di abuso d'ufficio o di falso ideologico?
Siamo in uno Stato di Diritto oppure nel selvaggio Far West?

martedì 2 ottobre 2012

EVENTI "fondamentali" organizzati dai Consiglieri


A titolo di esempio di come si attivano i Consiglieri Provinciali e Regionali del Lazio pubblico la sottostante iniziativa
ad opera del Consigliere Provinciale Danilo Amelina ed a cui partecipa suo cognato, il Consigliere Regionale di Italia dei Valori Claudio Bucci.

L’evento “Sportsolidiamo” – organizzato dal network sociale di Roma e Provincia Consolidiamo.org - nasce per riaffermare  lo sport quale componente fondamentale nella vita dell’individuo per lo sviluppo di valori positivi, quali l’amicizia, il divertimento, una sana competizione, la salute fisica, la cultura. Lo sport quindi visto quale collante in una comunità territoriale.
"SportSolidiamo" sarà un evento suddiviso in due giornate:

Roma 19 Ottobre 2012
Palazzo Valentini - Sala “Mons. Luigi Di Liegro”

Via IV Novembre n. 119/A dalle ore 15:00 Convegno, con la partecipazione di società ed associazioni sportive dilettantistiche, presenti sul territorio di Roma. Assieme a relatori esperti nel settore verranno raccolte istanze e proposte operative al fine di promuovere ed incrementare la presenza delle organizzazioni sportive territoriali a favore della cittadinanza.
Il programma completo sarà presente sul sito: www.consolidiamo.org

Roma 21 Ottobre 2012
Circolo del Golf “Casal Palocco”

Via Niceneto n. 2 dalle ore 10:30 Giornata all’insegna dello Sport e dello stare insieme, dove campioni sportivi, famiglie, ragazzi e tutti gli interessati al mondo dello sport, avranno occasione di stare insieme, conoscere realtà diverse, confrontarsi, divertirsi.
Sarà possibile per i giovani presenti effettuare una prova gratuita di golf con maestri Federali.
Per informazioni rivolgersi alla Segreteria del Circolo al numero 06.9337 9279 oppure sul sito www.circologolfpalocco.it
Coordina l'evento "SportSolidiamo" il campione olimpico Daniele Masala.
Prenderanno parte all'evento il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, l'Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Claudio Cecchini, il Vice Presidente della Commissione Servizi Sociali della Provincia di Roma, Danilo Amelina, il Consigliere Regionale Claudio Bucci.

Viene naturale domandarsi CHI sponsorizza il network sociale di Roma e Provincia Consolidiamo.org , nel senso di CHI sono i soldi di tale sponsorizzazione e CHI ne beneficia e a cosa serve, se per caso si trattasse di denaro pubblico.
In questa ipotesi, date le ristrettezze finanziarie ed i sacrifici chiesti ai contribuenti, non appare inutile ai più l'uso che se ne fa? Cui prodest?
Si vuole avvicinare al golf la gioventù in cerca di un lavoro?

lunedì 1 ottobre 2012

Nardone in fiction

        
La storia  nella fiction è quella di Mario Nardone avellinese, poliziotto, trasferito a Milano nel 1946. Rimane in Questura fino al 1962 dapprima con l'incarico di aggiunto, poi di capo della Squadra Mobile e poi di dirigente della Criminalpol. Dal nulla crea la Squadra Mobile a Milano negli anni 50, risolve casi famosi come quello della «banda dovunque», di Rina Fort detta la belva di San Gregorio, della Banda di Via Osoppo. Soprannominato dai giornali il «Maigret italiano» per la sua sensibilità nel condurre le indagini, muore a Milano nel luglio del 1986 dopo lunga malattia (sopra dagli archivi Rai una lunga intervista realizzata con Enzo Biagi).

Ecco un altro sceneggiato televisivo RAI curato nella scelta degli attori, nella ricostruzione ambientale, nella sceneggiatura: buona regia ed ottimi attori. Però, come per lo sceneggiato "Una grande famiglia", ci sono ricascati: gli è sfuggita una sciocchezza nell'episodio della settimana passata che dimostra.. fretta? sciattume? da parte del regista a cui sono preposti certi controlli. Luigi Di Fiore, (foto sotto), interpreta uno degli uomini più vicini al Commissario Nardone. Nella puntata incriminata viene gravemente ferito dal criminale Bosso, che cercano di prendere ma sfugge. 

Segue la drammatica scena in cui Nardone apprende da un medico dell'ospedale, in cui il suo uomo è stato portato, che le sue condizioni sono gravissime e che "il proiettile è andato molto vicino al cuore". Dopo di che l'immagine filmica mostra a più riprese il ferito in coma con il torace libero ed intatto al centro ed a sinistra, ma con una grossa garza fissata a destra...
Senza commenti...  Oppure voglio infierire e li faccio: ma come si fa a fare uno svarione così stupido? Anche i bambini sanno che il cuore è a sinistra, salvo rarissime anomalie...  Potevano allora far dire al medico "il proiettile è andato molto vicino al polmone", e senza fare i pignoli poteva andare bene anche senza specificare "polmone destro"... tanto ne abbiamo due.. dove cojo cojo con la fasciatura... Peccato per gli attori che sono bravi.