giovedì 25 ottobre 2012

IdV finge di non sapere che...


Italia dei Valori continua a fare "il sordo del compare" e indice referendum su cose già fatte. Come se non sapesse che un referendum c'è già stato sul finanziamento pubblico dei partiti e che gli italiani lo hanno pagato milioni di euro ed hanno risposto NO. 

Sempre facendo "i finti tonti" chiedono, a coloro che non hanno ancora capito l'antifona, cosa ne pensano dei quesiti referendari che vanno proponendo, fra cui le prebende dei politici (come se loro fossero altro e non avessero preso fino ad ora tali prebende zitti zitti e come se non avessero votato, ad esempio, di aumentare i fondi a disposizione dei Gruppi Consiliari in Regione Lazio da un milione di euro a 14 milioni di euro come la "generosa" Polverini aveva proposto).

Questa la mia risposta al loro sondaggio:

C'è una Legge di iniziativa popolare che giace presso la Commissione Parlamentare preposta al suo esame. Basta esaminarla e non farla giacere. Riguarda l'adeguamento delle prebende degli eletti italiani a quelle della media europea. Il referendum sul finanziamento ai partiti c'è già stato ed il popolo si è espresso per il NO. Non serve rifarlo: è una presa in giro.

Queste le ultime notizie  su tale legge pubblicate su questo sito:


Legge di iniziativa popolare dal titolo: 
«Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».


La proposta di legge è la C1505 ed è attualmente  alla I Commissione Parlamentare Affari Istituzionali in attesa di discussione.

Costruire secondo le Leggi Antisismiche

Da: Repubblica.it

Terremoto L'Aquila, scienziati divisi sulla sentenza contro la Grandi rischi

Per alcuni esperti americani e giapponesi si tratta di una decisione "pericolosa". Ma per Scientific american "il giudizio non è sugli studi o sulla previsione, ma sulla comunicazione".

di PIERA MATTEUCCI


ROMA - La condanna degli scienziati italiani della Commissione Grandi Rischi , colpevoli per il tribunale dell'Aquila di aver sottovalutato il pericolo e fornito informazioni "imprecise e incomplete" sul sisma che sconvolse il capoluogo abruzzese ad aprile del 2009, ha aperto all'estero il dibattito tra gli scienziati.



I membri della Union of Concerned Scientists, una influente Ong statunitense, si schierano contro la sentenza, definendola una decisione "assurda e pericolosa" e dicono:"Il presidente Napolitano dovrebbe intervenire". "Dopo che l'Aquila è stata investita da terremoti di piccola intensità, gli scienziati hanno affermato che un sisma di grande potenza era improbabile ma possibile, sottolineando l'incertezza in questo campo", si legge in un comunicato sul sito della Ong. "Quando il forte sisma ha colpito, causando vittime, gli scienziati sono stati messi sotto processo. In quell'occasione l'American Geophysical Union ha messo in guardia sul fatto che le accuse potevano mettere in crisi gli sforzi internazionali per capire i disastri naturali, perché il rischio di un contenzioso scoraggia gli scienziati e i funzionari dall'avvisare il proprio governo o anche lavorare nel campo della previsioni rischi in sismologia".

"Immaginate se il governo accusasse di reati criminali il metereologo che non è stato in grado di prevedere l'esatta rotta di un tornado. O un epidemiologo per non aver  previsto gli effetti pericolosi di un virus. O mettere in carcere un biologo perché non è stato in grado di prevedere l'attacco di un orso. Gli scienziati devono avere il diritto di condividere ciò che sanno e ciò che non sanno senza la paura di essere giudicati criminalmente responsabili se le proprie previsioni non si avverano", continua il testo. "Ciò arriva dalla terra natale di Galileo. Crediamo che alcune cose non cambieranno mai", è la polemica conclusione.



"Se fossi stato io lì avrei detto le stesse cose perché non è possibile stabilire quando può verificarsi una forte scossa sismica", è la posizione di Shinichi Sakai, professore associato dell'Earthquake Research Institute di Tokyo, che non nasconde i dubbi per la sentenza. 


Completamente diversa è l'analisi della sentenza fatta da Scientific American: "Il processo non era alla scienza, né alla sismologia né alla capacità o incapacità degli scienziati di prevedere i terremoti. Gli imputati sono stati accusati di aver dato informazioni 'inesatte, incomplete e contraddittorie' sul fatto che le piccole scosse prima del terremoto del 6 aprile potessero rappresentare un avvertimento". Non è stato mai messo in discussione, si legge nel blog, se gli scienziati potessero prevedere o meno i terremoti: sotto accusa è il comportamento degli esperti che, al termine dell'ennesima riunione, non fornirono alla popolazione elementi sufficienti per valutare il rischio: "La scarsa comunicazione è stata una grave mancanza, anche se gli scienziati dividono la responsabilità con il governo italiano". La 'colpa' degli scienziati, dunque, per Scientific American, è quella di aver lasciato che le informazioni alla popolazione arrivassero da persone non esperte. In questo, si legge ancora nell'articolo, parte della responsabilità è del governo che non ha incluso nella Commissioni Grandi rischi qualcuno in grado di comunicare adeguatamente il pericolo.
La decisione del giudice dell'Aquila ha lasciato meravigliati gli scienziati svizzeri e molte voci si sono alzate per difendere gli esperti che avrebbero agito secondo i principi scientifici. "In una situazione simile, non mi sarei comportato diversamente dai miei colleghi italiani", ha dichiarato oggi in un'intervista all'Ats Stefan Wiemer, direttore del Servizio sismico svizzero (SED). A suo avviso, è poco comprensibile che gli esperti italiani siano stati giudicati sulla maniera in cui hanno informato dei rischi. "In futuro dovremo comunicare con maggiore prudenza",
(23 ottobre 2012

Solo una nota su quanto scritto in questo articolo relativamente agli esempi di altri campi della Scienza dove non si possono fare previsioni certe: calzante quello del meteorologo, troppi i parametri variabili in gioco, calzante anche quello dell'epidemiologo, meno quello sul biologo, essendo il comportamento dell'orso materia dell'etologo, piuttosto che del biologo.
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Prendo lo spunto da questo articolo, che sottolinea come il capo di imputazione per la Commissione Grandi Rischi non sia "di non aver "previsto" la grande scossa, (fatto impossibile per tutta la comunità scientifica internazionale) quanto di: " 
Gli imputati sono stati accusati di aver dato informazioni 'inesatte, incomplete e contraddittoriesul fatto che le piccole scosse prima del terremoto del 6 aprile potessero rappresentare un avvertimento"."
Ora mi dispiace per Scientific American (che io conosco come rivista scientifica generica e non specializzata su uno specifico ramo della Scienza, come sono molte riviste internazionali) ma trovo l'affermazione quanto meno illogica.
Infatti, se non posso prevedere come quando e dove si verificherà una scossa devastante della terra, come mi si può imputare di "non aver correttamente informato" la Protezione Civile incaricata di una eventuale evacuazione dei luoghi? 
Si pretende qualcosa che non si poteva dare.
La Repubblica.it, poi, pubblica un audio di una telefonata intercettata fra il Responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, e il Prof. Enzo Boschi titolandola: "Bertolaso a Boschi "Non si deve dire la verità". Come se ci sia una verità da nascondere! Il TG3 delle h. 14:20 di oggi ha informato che tale telefonata è successiva alla prima devastante grande scossa e che, sembra, dagli scienziati Bertolaso voleva sapere se ce ne potevano essere altre. 
Ma se i terremoti non possono essere previsti per i numerosi parametri in gioco, quale verità si sarebbe voluta nascondere?
Se avessero avuta in mano una VERITA' stavano a cavallo: evacuazione e stop, con plauso di tutti ed oggi Bertolaso lo facevano Presidente della Repubblica e a Boschi davano il Premio Nobel per essere stato, unico al mondo, in grado di fare un'esatta previsione dell'intensità di un terremoto con giorno e luogo.
Ascoltando la telefonata si sente invece Bertolaso che usa la parola "verità" probabilmente in modo improprio, come spesso facciamo tutti quando parliamo e le parole ci escono non sempre adeguate ai concetti che vogliamo esprimere. E Boschi che, rispettoso per il ruolo del Responsabile Nazionale della Protezione Civile, prova ad obiettare qualcosa che l'altro neppure gli fa dire, perché è evidentemente preoccupato di procurare allarme e teme che il pronunciamento degli scienziati possa incrementare il panico. Boschi gli dice di non preoccuparsi, non perché sia un criminale che vuole sterminare gli aquilani, ma perché non ha, come non ce l'ha nessuno al mondo, gli strumenti per dichiarare un simile allarme.
Se non si è capito questo c'è da preoccuparsi sempre più per la capacità di giudizio di certi magistrati.

Nel luogo dove vivo per due lunghi anni, molto tempo fa, c'è stato uno sciame sismico ininterrotto. La sera vedevamo la TV su un divano che ballava... Debbo denunciare qualcuno perché non ci hanno evacuato? Anche allora la gente aveva paura. Ricordo una donna anziana che, al mercato, impaurita chiedeva ad un vigile urbano: "Ma è vero che aspettano la scossa?!" E quello che le rispondeva: "Ma và!"

Qui si spostano i termini del problema: ed il problema è che si debbono rispettare i parametri antisismici per la costruzione di edifici, muri di recinzione ecc. ecc. nelle zone dichiarate a rischio sismico, praticamente in quasi tutta l'Italia.
In galera, ma veramente, dovrebbero andarci gli Amministratori dei comuni che non operano i dovuti controlli sull'abusivismo o che, peggio, consentono che si rilascino concessioni edilizie senza rigidi controlli.

Quanti sanno che, anche per un muretto di recinzione, si deve presentare il progetto, stilato da un geometra, all'Ufficio Tecnico del comune di zona a rischio sismico?
Quanti sanno che un tale muretto NON può superare i cm. 50 di altezza?
Nel 1978 in una tale zona, a km. 40 da L'Aquila, ho dovuto pagare un geometra per una semplice recinzione che DOVEVA essere sottoposta all'approvazione della Commissione edilizia del comune. Fu concessa l'autorizzazione, ma il muro non poteva essere costruito più alto di cm. 50.
Abito in una zona sismica e sottoposta al previo controllo delle Belle Arti per avere una concessione edilizia, eppure intorno a me, in  33 anni, ho visto e continuo a vedere sorgere edifici senza che appaia neppure l'ombra di un cartello con il numero di concessione edilizia, Direttore dei Lavori o quant'altro. I muri di recinzione superano di gran lunga i cm. 50... Qualcuno mi informa (ma non ho controllato) che persino il sindaco sta facendo costruire un muro di recinzione della sua casa piuttosto alto... Forse le leggi antisismiche sono cambiate dal 1978? Oppure questa zona, pur essendo a rischio sismico, è soggetta a limiti di edificabilità diversi dalla zona a km. 40 da L'Aquila?

Può un Paese serio lasciare la briglia sul collo di chiunque voglia costruire come gli pare e piace, infischiandosene delle leggi che rimangono sempre solo scritte, e poi prendersela con la Scienza?
Puo' se ha smarrito insieme al senno ogni sentimento di responsabilità.    

martedì 23 ottobre 2012

I geologi USA: "Scienziati condannati nel Paese di Galileo"

Continua la discesa agli inferi dell'Italia.
Quando inizia la decadenza si rotola sempre più per il pendio dell'assurdo: la Storia lo insegna.
Un tizio che voleva far evacuare Sulmona non so se sia mai stato accusato di procurato allarme... ma sento che il Tribunale dell'Aquila, in compenso, ha condannato uno scienziato come Boschi...
Un senso di desolazione, più che di vergogna, pervade chiunque abbia un minimo di cultura scientifica. 
Capisco fino in fondo lo smarrimento di Boschi.
Da: RAINews24.it
Boschi: non capisco
"Non capisco ancora di cosa sono accusato, di quale negligenza. Proprio io, che ho dedicato una vita alla ricerca sismica". Così, intervistato dal Messaggero, l'ex presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Enzo Boschi commenta la sentenza di condanna da parte del giudice del tribunale dell'Aquila per i membri della Commissione Grandi rischi.

"Io non ho mai rassicurato nessuno - spiega - Vi sfido a trovare un solo articolo di giornale, una sola trasmissione televisiva, una dichiarazione alla stampa in cui io l'abbia fatto. Né a L'Aquila, né altrove". "Registravamo uno sciame sismico diffuso in quel periodo - prosegue - e ne informavamo ogni volta, tempestivamente, la Protezione civile. Questo facemmo".

Chi decide l'evacuazione?
Non sono gli scienziati a decidere le evacuazioni di massa, precisa, "ma i politici, gli amministratori, la Protezione civile. A noi toccò il compito di dare tutte le informazioni possibili sulla potenzialita' sismica di questa regione".

Boschi sottolinea che è "impossibile" prevedere i terremoti: "Non c'è nessuno nel mondo scientifico che oggi sostenga il contrario". " In Italia ogni anno si registrano cinque-seimila scosse di terremoto. Ma non per questo si decidono evacuazioni. In Calabria, nella zona del Pollino, se ne sono registrate duemila negli ultimi mesi, altri fenomeni importanti nel Gargano e sui Monti Nebrodi, in Sicilia, ma nessuno ha fatto niente". L'unica arma contro i terremoti, aggiunge, è "fare prevenzione".
Gli esperti californiani: assurdo
"E' assurdo condannare gli scienziati per il terremoto dell'Aquila. Il problema era che non esisteva un sistema efficace per comunicare il pericolo, e prendere misure, e non mi sembra che il governo italiano abbia fatto passi concreti per crearlo", dice Tom Jordan, direttore del Southern California Earthquake Center, sismologo che ha presieduto la Commissione Internazionale sulla Previsione dei Terremoti per la Protezione Civile, riunita all'Aquila dopo il disastro.

Come possiamo stare tranquilli con una magistratura che sembra aver perso il senno?
Ma debbono per forza aver nominato dei consulenti del Tribunale prima di prendere una simile decisione.
Chi sono costoro? Il magistrato ha studiato Legge, Codici e procedure, ma può essere in scienza un totale ignorante, dunque deve per forza farsi illuminare da consulenti.
Quale consulente al mondo in materia di sismologia può affermare che Boschi ha sbagliato, che DOVEVA prevedere il terremoto?
Viviamo in un'Italia kafkiana ormai.
Ogni giorno un arresto ed uno scandalo di rappresentanti delle Istituzioni che hanno rubato, malversato...
Ogni tanto una sentenza che manda a casa assassini, oppure li condanna a pene offensive tanto sono lievi...
Cittadini scontenti su tutto, vessati da Apparati Pubblici che dovrebbero erogare servizi e che risultano impunibili ed impuniti, aggirando leggi, regolamenti...
Ed ora questa allucinante sentenza che lascia esterrefatto il mondo scientifico internazionale.
Ragazzi, ma qua lo Stato non esiste più! 

PREDIZIONE!

Boschi non può essere questo!

Boschi è questo


Una vita per la Scienza, che ha i suoi limiti. La chiromanzia, la cialtroneria,  invece, non ne hanno






Fornero: l'ira del web e le contestazioni per le frasi sui "giovani schizzinosi"

Roma, 23 ott. (TMNews)
La frase lanciata ai giovani in cerca di lavoro dal ministro del Welfare, ieri, ha prima fatto partire la rivolta sui social network e poi ha dato il via ai tanti fischi e slogan che si sono alzati contro la ministra a Torino. Le contestazioni ricevute in un convegno a Nichelino hanno costretto Fornero ad abbandonare la stanza "avvilita". Tutto è iniziato a un convegno di Assolombarda dove alla ministra è partita l'infelice sortita sui ragazzi troppo "choosy" per cui "è meglio prendere la prima offerta che capita e poi da dentro guardarsi intorno perché non si può aspettare il posto di lavoro ideale". Subito sono partite le critiche via social network. Poi nel pomeriggio, Fornero, è stata bersaglio di un'accesa contestazione a un incontro pubblico nel torinese.

Ci risiamo, dopo Padoa Schioppa, ora defunto, che li chiamò bamboccioni,  ora ci ricasca Fornero, mamma di un genio di ricercatrice che ha vinto concorsi universitari e riceve finanziamenti da fondazioni per le sue ricerche!
Ci risiamo, questi sono distanti anni luce dalla nostra realtà e fanno come Marie Antoinette, l'austriaca, che si stupiva che, non avendo pane, il popolo non mangiasse le brioches! Stesso distacco psicologico!
I miei figli hanno più di 40 anni e sono tutti e tre laureati. Ma la loro lotta e sofferenza per entrare in un mondo del lavoro fatto di raccomandazioni e conseguente corruzione è stata costellata di ingiustizie e di dolore, il loro merito calpestato, ma non si sono mai arresi, hanno lottato e, soprattutto, accettato ogni tipo di lavoro. 
Penso dunque, da madre, che i miei figli sono come tanti altri quarantenni e  italiani più giovani in questa Italia divisa in due: da una parte le Fornero, i Padoa Schioppa e le loro protette discendenze e dall'altra noi tutti e i nostri figli.

Lourdes allagata, forza simbolica della speranza


Il lungo Gave de Pau completamente allagato
La Grotta inondata dall'acqua del fiume che vi scorre davanti
 Lo spazio, fra il Gave de Pau e la Grotta, in cui si raccolgono i visitatori con i malati e gli accompagnatori degli stessi, inondato dal fiume.

La Basilica vista dal lato del fiume Gave de Pau: lo spazio dove di solito transitano le carrozzelle è completamente allagato



Non sono più credente, non riesco più ad illudermi che ci sia qualcosa di invisibile e trascendente oltre questa materia di cui siamo fatti, eppure, in un momento di grande disperazione, in cui temevo di perdere una piccola persona cara, ho chiesto in modo irrazionale, irragionevole, la sua salvezza e in cambio sarei andata a compiere i servizi più umili sul treno bianco.

E' andata bene e una promessa è una promessa, anche al nulla, è comunque una promessa  a sé stessi, come dice mio marito.

Sono partita. Era un ottobre come questo. Non sono tornata toccata dalla Grazia di una fede ormai persa, ma ho visto la grande suggestione della Speranza, che non si può togliere alle persone che non riescono a sopportare tutto il dolore della vita.

Dal mio Diario di Lourdes, alcuni brani:


Giovedì 21 ottobre 2010
(omissis).... 
Lourdes è un luogo in cui si concentra la Speranza del Soprannaturale, come in altri grandi luoghi di culto. Non solo cattolico. Ritengo che anche il Muro del Pianto a Gerusalemme sia un luogo del genere, ed anche la Mecca.
Non importa dunque quale sia l'oggetto che richiama la speranza, che la concentra e la esalta fino, forse, ad arrivare meglio al Pensiero Soprannaturale......
Alla Mecca la moderna scienza ha scoperto che la Pietra Nera altro non è che un meteorite caduto molto tempo fa sulla Terra. Doveva essere molto grande e deve aver fatto un gran fuoco nell'impatto con l'atmosfera, che l'ha assottigliato sicuramente limitandone la massa giunta al suolo. Gli uomini, senza spiegazioni scientifiche, hanno interpretato quel bolide di fuoco come un messaggio di Allah. Per gli atei, dunque, la Pietra Nera non è altro che un segno di ignoranza di uomini primitivi e paurosi in cerca di consolazione. E l'apparizione di una Madonna dalla pelle bianca, di bianco vestita, con una elegante fascia azzurra, icona perfetta dell'immaginario di una pastorella montanara che così era stata abituata a vederla, più o meno, nei quadri religiosi, altro non è che una proiezione consolatoria della sua mente?  Una mente fantasiosa, forse un pò malata di isteria o, peggio, di schizofrenia?
Mia madre ha sempre sostenuto che un mattino, passando dal sonno al risveglio, si era trovata accanto al letto un angelo con le ali spiegate e le mani giunte e sapeva descriverne la postura ed il colore della veste. Era assolutamente vero che lei l'aveva visto: la sua mente aveva proiettato come su uno schermo l'immagine tridimensionale che aveva nel cervello, intriso di una cultura cattolica a cui lei credeva senza dubbi, citando a memoria tutte le gerarchie degli angeli. Per lei i cherubini, i serafini ecc. esistevano veramente. 
(omissis).... 
Dunque la pastorella, in modo più eclatante, può aver subito un simile fenomeno della mente. Ma ha questo importanza se poi è riuscita  a dare tanta Speranza a milioni di persone e tanta ricchezza economica per il suo paesino anche per le generazioni future? Oppure il Pensiero Soprannaturale esiste veramente e si serve di questi canali per concentrare tanta Speranza in un punto? Nessuno sa la risposta.
Venerdì 22 ottobre 2010
Mi avevano detto: “Vedrai, quando sarai davanti alla Grotta, a tutte quelle carrozzelle nella spianata davanti alla statua della Madonna, vedrai cosa proverai, un’emozione fortissima, un’esperienza che ti cambierà!”
Sono andata con la massima disponibilità a farmi cambiare…. Magari! Eccomi qui! Non è accaduto nulla, ...
(omissis)... 
La statua è lì, ma è una statua: opera di un artista che ha riprodotto l’immagine descritta dalla ragazzina Bernadette. Null’altro che questo. La sorgente che trasuda dalla roccia e che la gente raccoglie in taniche e bottigliette o, religiosamente, tamponando la roccia con i fazzolettini, altro non è che una sorgente di montagna, in una zona ricca di acqua, con il fiume Gave de Pau che scorre a pochi passi.  Dunque è la gente infelice o disperata che ripone la propria speranza in questo luogo. I miracoli non li discuto, non ho le cartelle cliniche, ma certo le stampelle potrebbero voler dire tanta sofferenza psichica, tanta isteria guarita per suggestione.
Non ho visto qui all’ospedale Saint-Frai malati gravi: ho visto solo tante vecchiaie mal vissute e alcune malattie genetiche. Tutte che comportano anche malattie della psiche. Ho visto bimbi, ragazzi, su cui la natura si è accanita: suoi prodotti malriusciti che abbattono nel dolore le vite dei genitori che si chiederanno per sempre: “Come ho fatto a generare un essere umano così pieno di anomalie?” Colpevolizzandosi per tutta la loro vita ormai sconvolta dalla sofferenza.

Alcuni hanno anche figli sani e questo li rassicura un po’ sulla loro capacità di generare. Ma la natura impasta male a volte i suoi prodotti e nemmeno la medicina sa spiegare il perché. 

Mentre ero in attesa che finisse la funzione alla Grotta per riportare indietro una malata in “risciò”, la mia attenzione è stata attratta dai versi agitati ed inconsulti che provenivano da un passeggino in cui era un esserino dall’apparente età di 6 o 7 anni, forse anche meno o forse di più, che emetteva grida inconsulte e si contorceva. La madre era giovane, alta, opulenta, con un bel viso ed una borsa “Laura Biagiotti”. Cosa poteva sperare per quella creatura la cui genetica era riuscita così male? Che un evento prodigioso la trasformasse in un essere pensante cancellando le urla ed i contorcimenti tormentosi? Non credo che un simile miracolo sia mai riuscito…

2010 - Lungo Gave de Pau





A Lourdes, oltre ad un'infinità di negozi che vendono statuette, immagini, ampolle e bottigliette di acqua della sorgente della Grotta, c'era anche questo: dei pellerossa che facevano spettacolo sul lungo Gave de Pau e vendevano la loro musica in CD...



Fiaccolata notturna dei fedeli nello spazio intorno alla Basilica che in questo ottobre 2012 si è allagato.




La stessa suggestiva fiaccolata vista dai bastioni della Basilica




La Grotta durante la fiaccolata


La Fiaccolata vista dai bastioni della Basilica mentre i fedeli sfilano fra il fiume e la sottostante Grotta


Folklore di fedeli provenienti dalla Camargue

I fedeli della Camargue sfilano con i loro costumi della tradizione sul ponte che attraversa il fiume


Il Cimitero di Lourdes: una visita solitaria e una foto al cartello che indica la tomba della famiglia di Bernadette che di cognome si chiamava Soubirous


lunedì 22 ottobre 2012

Scampato pericolo

Da: PANORAMA.IT 17 ottobre 2012
di Claudia Daconto 

Idv: ecco perché Maruccio ha potuto far sparire 781 mila euro


Slittato l'interrogatorio da martedì a domani, a causa della morte del procuratore aggiunto Alberto Caperna, finalmente l'ex capogruppo Idv alla Regione Lazio Vincenzo Maruccio potrà fare quello che promette da oltre una settimana: spiegare a tutti, magistrati, giornalisti, elettori e cittadini come mai ha prelevato dalle casse del suo gruppo 781 mila euro di soldi pubblici e soprattutto dove diavolo sono finiti visto che sui suoi dieci conti corrente non c'è rimasto più un centesimo.
Nonostante sia accusato di peculato, con chi ha potuto sfogarsi in questi giorni, Maruccio è apparso dilaniato da un cruccio in particolare: "Le accuse contro di me cadranno - si è sempre detto convinto - ma la mia carriera politica è comunque finita". Una carriera davvero fulminea quella del pupillo di Antonio Di Pietro, giovane avvocato cresciuto nello studio Scicchitano e lanciatissimo verso i vertici di un partito di cui, a soli 34 anni, era già diventato segretario regionale.
Nei giorni scorsi Panorama.it ha incontrato i collaboratori più stretti dell' enfant prodige di Vibo Valentia, i quattro consiglieri che per due anni e mezzo hanno lavorato gomito a gomito con lui alla Regione, il segretario romano e un rappresentante della cosiddetta “base”. Abbiamo preso visione del conto corrente del gruppo, ci siamo fatti spiegare il meccanismo con cui i soldi entravano in cassa, abbiamo cercato di capire come uscivano.
Abbiamo appreso, per esempio, che Maruccio ha sempre gestito in totale autonomia il contributo regionale destinato al gruppo Idv pari, nel 2011, a 1 milione 217 mila euro e che non ha mai fatto vedere né bilancio né singole fatture agli altri consiglieri che, d'altra parte, non lo hanno mai preteso visto che, questa è stata la giustificazione di tutti, “ci siamo sempre fidati ciecamente di lui”. Ma è legittimo "fidarsi ciecamente" quando in ballo ci sono non tanto i propri soldi e interessi quanto quelli dei cittadini che si rappresentano? E' proprio questo che oggi i militanti non perdonano ai quattro consiglieri e per cui pretendono che non siano più ricandidati.
E pensare che, fino alla pubblicazione del rendiconto sul nostro giornale, loro nemmeno avevano idea, giurano, che a disposizione ci fossero così tanti soldi.
Ma a quali fonti attingeva Maruccio?
Ogni mese su un conto del Credito Artigiano intestato all'Idv il Consiglio regionale versava delle somme, alcune fisse altre variabili. Quelle fisse erano relative al contributo al gruppo (8.736, 07 al mese) e all'articolo 8 della legge 6 del 1973 a titolo di rimborso delle spese sostenute al fine di mantenere il rapporto tra eletto ed elettori (20.950 euro che diviso per cinque – il numero dei consiglieri – fa appunto 4.190 euro a testa al mese). Le somme variabili erano quelle per il cosiddetto “funzionamento del gruppo” ed erano determinate dal famoso accordo verbale tra tutti i partiti raggiunto in seno alla commissione Bilancio – dove sedeva anche lo stesso Maruccio – e poi presso l'Ufficio di Presidenza – dove siede l'altro consigliere Idv Claudio Bucci – e che ha fatto lievitare la cifra da 1 milione di euro (Giunta Marrazzo) a 14 milioni (Giunta Polverini). Per quanto riguarda l'Idv un mese troviamo 38.750 euro, un altro mese 125 mila, quello dopo ancora 45 mila e così via. In totale, in un anno, si tratta di 861 mila euro, “la cifra dello scandalo” come l'ha definita la neo capogruppo Anna Maria Tedeschi mentre Giovanni Colagrossi, ex capogruppo Idv e membro del Coreco (Comitato controllo contabile) ricorda: “Avevo espresso a Maruccio tutto il mio disappunto sulla modalità di assegnazione ai gruppi di questa cifra e per l'entità della stessa, ma lui mi rispose che si trattava di un accordo tra tutti i partiti e che quindi andava bene così”.
Come rivelato da Panorama oggi in edicola, Giulia Rodano, Giovanni Colagrossi, Anna Maria Tedeschi e Claudio Bucci sostengono inoltre che Maruccio non abbia mai versato loro con regolarità i famosi 4.190 euro al mese dell'articolo 8. Colagrossi aggiunge di non aver affatto percepito le ultime 4/5 quote mentre Bucci, cui ne mancano almeno un paio, dichiara che Maruccio giustificava i ritardi incolpando il Consiglio regionale di non versargli le quote con regolarità. Una scusa che non sta in piedi visto che il “contributo art.8 consiglio regionale”, pari a 20.950 euro totali al mese da dividere tra i cinque consiglieri Idv, è proprio una delle due somme versate sul conto del gruppo stesso all'inizio di ogni mese e con assoluta regolarità.
Non ho mai pensato che Maruccio potesse non versarci quei soldi - cade dalle nuvole Giulia Rodano -  Ho sempre notato, però, che i pagamenti non erano mai puntuali. Per mesi non arrivava niente, poi magari arrivavano due quote insieme”. Anche Tedeschi, che incontriamo nell'ufficio che fu di Maruccio, sembra risvegliarsi da un lungo sonno: “Ho sempre trovato piuttosto anomalo il fatto che questa quota non ci venisse versata direttamente in busta paga ma dovesse passare per le mani del capogruppo. Comunque anch'io non sono certa di aver ricevuto tutte le quote, per molti mesi consecutivi il pagamento saltava”.
A proposito di come venivano gestiti i soldi del gruppo, Tedeschi inoltre ammette: “Non ho mai chiesto di prendere visione delle singole fatture”. Altrettanto Rodano: “E' vero, non ho mai chiesto di vedere una fattura. Mi sono sempre fidata. Sono stata una cretina? Comincio a pensare di sì”.
Come si permette la Rodano di dire che si è fidata? - sbotta il consigliere municipale dell'Idv Andrea Montanari quando gli riportiamo la posizione assunta dalla consigliera  - Per le iniziative sul territorio non c'era mai una lira. Proprio per questo a Roma, a quanto mi risulta, se ne sono fatte pochissime, o comunque io non sono stato invitato”.
A questo proposito appare interessante anche quanto rivela Roberto Soldà, "tutte le iniziative sul territorio - spiega il segretario romano - costano al massimo 1.500 euro, la maggior parte non più di 500; quelle promosse dai sei circoli sono addirittura sempre state autofinanziate dai membri stessi del circolo; per le altre a pagare di solito è il partito, non il gruppo alla regione. Nonostante ciò era comunque Maruccio, in qualità di segretario regionale (e non di capogruppo alla Regione), a occuparsene. Non gli sono mai state presentate fatture per ottenere rimborsi. Era lui a organizzare sempre tutto".
La domanda dunque è: se Maruccio ha speso pochi spiccioli per le iniziative sul territorio, per cui tra l'altro pagavano i militanti di tasca propria o direttamente il partito con i suoi fondi, cosa ci ha fatto davvero Maruccio con quasi 600 mila euro rendicontati come spese per convegni e manifesti?
Quando per la prima volta presi visione del rendiconto pubblicato da Panoramaracconta uno stretto collaboratore del gruppo - sono rimasto molto sorpreso, quasi scioccato, nel leggere che per convegni, riunioni e conferenze erano stati spesi nel 2011 oltre 222 mila euro. In realtà, fino ad oggi, quando si è trattato di dover scegliere tra le location per gli eventi, Vincenzo Maruccio ha sempre optato per quella più economica. Era attento a spendere il meno possibile”.
La stessa fonte riferisce anche di aver constatato da parte di Maruccio “una gestione caotica del denaro” dovuta a una continua “commistione tra pubblico e privato. Maruccio, in sostanza, anticipava di tasca sua dei soldi per poi rientrarci attraverso bonifici sul suo conto dai fondi del gruppo. Tuttavia, sia Tedeschi che Rodano affermano di non averlo mai saputo. “Per quanto mi riguarda – dichiara Giulia Rodano – non gli ho mai presentato mezza fattura. Per le iniziative di cui io stessa mi facevo promotrice ho sempre pagato tutto di tasca mia. Non avevo la minima idea che ci fossero tutti quei soldi a disposizione”. Anna Maria Tedeschi aggiunge: “Anche l'altra sera ho organizzato una pizza nella mia città con gli iscritti di zona, ma ho pagato io, come sempre”.
Anche Giovanni Colagrossi non ha mai avanzato richieste per rimborsi e ricorda che quando era lui capogruppo, e si ritrovava a gestire poco più di 40 mila euro in un anno contro 1 milione e 200 mila, ogni uscita era certificata e messa agli atti. Alla domanda sul perché non abbia preteso da Maruccio la stessa cosa, Colagrossi così risponde: Perché mi fidavo di lui. Ho peccato d'ingenuità. Sono stato negligente”. E non ha mai pensato che trattandosi di soldi dei cittadini lei e i suoi colleghi avevate il dovere di “non fidarvi”?Ora sì. Ma anche quando è scoppiato lo scandalo Fiorito e tutti noi abbiamo chiesto a Maruccio se in casa nostra era tutto a posto, lui ci ha detto che potevamo stare assolutamente tranquilli”.

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Questo articolo merita più di un commento. Perché questi signori io li conosco tutti e non ho avuto bisogno di questo bubbone che è scoppiato per capire che tutto si svolge in un'atmosfera falsa dentro quel partito. I militanti che se ne sono andati delusi e anche disgustati lo dicono, lo sanno. E se ne sono andati, come me, dopo aver provato e riprovato a testare la sincerità delle intenzioni di questo partito che dice, a parole, di essere diverso dagli altri.
Il primo responsabile è lui: Antonio Di Pietro, che ora cerca di mettere la foglia di fico su quello a cui non crede più nessuno, primi fra tutti quelli che stanno ancora dentro.
Comincio dalla fine, dalle giustificazioni da scolaretti dei Consiglieri Regionali.
Ma con i soldi che prendono e la responsabilità che si sono voluta prendere per meritarsi quei soldi pensano che la gente sana di mente possa credere che: "Non avevo la minima idea che ci fossero tutti quei soldi a disposizione..." oppure "Ho peccato d'ingenuità. Sono stato negligente”.?
Poveri scolaretti !!! Come minimo si puo' dire che NON SONO DEGNI DI ESSERE RIELETTI perché NON ADATTI AD UN RUOLO COSI' DELICATO ED IMPORTANTE.
La verità però è un'altra: nessuno poteva toccare Maruccio perché era il  pupillo di Antonio Di Pietro! Il padre padrone del Partito e del suo marchio! Marchio che molti portano come un "franchising". Tanto da aprire sedi sotto elezioni a spese proprie (il partito non gli dà una lira) per chiuderle una volta raggiunta la poltrona. Tanto che i più ingenui militanti (loro sì possono fregiarsi di ingenuità per aver creduto alla faccia televisiva di Di Pietro) chiedevano come mai tali sedi sparissero dopo le elezioni e non fossero invece un luogo di incontro per fare attività di partito. 
"la mia carriera politica è comunque finita" dice Maruccio. Ce lo auguriamo tutti! E spero che la gente dia una sonora lezione a queste persone, che ingannano il prossimo, non dando a quel simbolo che tanti soldi maneggia, (mentre il proprietario del marchio tuona ipocritamente sul risparmio del denaro pubblico per la povera gente), il suo voto!
E voglio terminare con quanto scrive Flores D'Arcais, uno che a Di Pietro ci aveva creduto:

Anche dalla “faccenda Maruccio” Di Pietro non imparerà nulla. Ogni volta che un suo protetto viene preso con le mani nella marmellata (chiamiamola così) cade dal pero. E garantisce che non accadrà più. Ma quando un’inchiesta giornalistica gli segnala decine e decine di casi di suoi dirigenti locali che non olezzano di onestà, prende cappello e li difende. Quella di Marco Zerbino su MicroMega (“C’’è del marcio in Danimarca: l’Italia dei valori regione per regione”) è di tre anni fa. Quella di Ferruccio Sansa, sempre su MicroMega, focalizzata sulla Liguria, dell’altro ieri, e la risposta di Di Pietro è stata: “So chi ce l’ha con l’Idv ligure, chi ha dato l’idea di questo articolo. Le solite persone”. 
Avesse realizzato tre anni fa il “big bang” che gli proponevamo, verso il 20% oggi ci sarebbe Di Pietro anziché Grillo. Potrebbe farlo ora, con più radicalità (vista la diminuita credibilità): liste elettorali Idv di sola società civile, con i mille candidati fatti scegliere da personalità indipendenti come Camilleri, Barbara Spinelli, Gallino, Padellaro, e il tentativo di avere come leader un prete (don Ciotti, don Gallo), un sindacalista (Landini, Airaudo), un magistrato (Caselli, Scarpinato, Ingroia). Non lo farà. E’ troppo insicuro, preferisce “gente fidata”.
Il Fatto Quotidiano, 12 Ottobre 2012
Flores D'Arcais

E' vero che poteva raggiungere il 20% come scrive Flores D'Arcais, ne ho avuto la netta sensazione anch'io qualche anno fa... Ma l'uomo va visto per quello che è, non per quello che sembra, e lui, perseverando a scegliere e difendere certo tipo di persone, ha rivelato di essere quello che sceglie.

Meglio così, allora, meglio così... Almeno non lo avremo al governo di questo disastrato Paese.


Verso il buio... in ogni senso


CAUSA LA CORIORETINITE MACULARE CUI SONO AFFETTA DALLA NASCITA,  SONO ISCRITTA ALLA NEWSLETTER DI UN'ASSOCIAZIONE DI IPOVEDENTI A CUI MI HA INDIRIZZATA UN'AMICA IPOVEDENTE DI TORINO. PUBBLICO QUI UNA NEFANDA NOTIZIA CHE DIMOSTRA COME LA NOSTRA SOCIETA' SI UNIFORMI SEMPRE PIU' VERSO OGNI FORMA, ANCHE TRUFFALDINA, CHE FACCIA PREVALERE IL DIO DENARO SU OGNI RISPETTO UMANO, COMPLICE, SEMPRE, CHI DETIENE IL POTERE POLITICO: L'UNICO CHE PUO' INTERVENIRE PER EVITARE SIMILI SPECULAZIONI.

EDITORIALE: SIAMO SCANDALIZZATI MA... INTERESSA ANCORA A QUALCUNO? 
La notizia di oggi è di quelle che, in tempi normali, avrebbe scatenato sicuramente i giornalisti, le TV e, con tutta probabilità,  anche le Procure della Repubblica. 
Oggi però, con la media di dieci scandali al giorno... possiamo aspirare al massimo ad una "breve" su un giornale locale. Speriamo allora almeno in quella e raccontiamo la storia che a noi appare davvero incredibile. Eccola in estrema sintesi:  
Tutti ormai sanno che la Degenerazione Maculare  Senile di tipo essudativo, una malattia purtroppo assai diffusa ed in costante aumento, può essere spesso positivamente trattata, anche se non guarita, da alcuni farmaci detti "antiangiogenici".
Fino a poco tempo fa veniva comunemente utilizzata, per queste terapie, una sostanza chiamata commercialmente "Avastin" che è venduta al prezzo di circa 20 euro a fiala. Tale medicina, originariamente utilizzata per curare il cancro, si scoprì, nel 2003, che poteva rivelarsi assai benefica  anche in campo oculistico. 
Senonchè, qualche mese fa, la casa farmaceutica che produce "Avastin" è stata acquistata da un'altra  multinazionale, evidentemente più sensibile ai benefici influssi del "Dio denaro".
Con la nuova azienda dunque è misteriosamente comparsa una scritta, sul bugiardino di "Avastin": essa sconsigliava  l'utilizzo del prodotto per problemi oftalmologici e, subito dopo, ne rilanciava un'altro, al prezzo di circa euro 1.200 a fiala, sostanzialmente uguale, ma con l'indicazione specifica per le maculopatie.
Risultato: L'Agenzia Italiana  del Farmaco non rimborserà più alle ASL ed agli ospedali i 20 euro di prima ma, compatibilmente con le disponibilità di bilancio delle regioni, i 1.200 del nuovo prodotto.   
Questa brillante operazione di "maquillage" costerà dunque, dato il numero dei malati e dei trattamenti comunemente praticati, la bellezza di circa seicento milioni in più al Servizio Sanitario Nazionale. Oppure..., se i soldi non ci saranno,..., come probabile..., i malati rimarranno senza cura e..., di conseguenza, o pagheranno di tasca loro, oppure, diverranno ciechi. Ciechi veri, verissimi, a cui lo Stato verserà ovviamente la pensione e l'indennità di accompagnamento.
Questi i fatti. Lasciamo a voi il commento. Il nostro dovere è quello di far sapere le cose. Poi, come è ormai consuetudine, non succederà nulla... saremo i soliti disabili "piagnoni" e pieni di pretese!

Marco BONGI   



domenica 21 ottobre 2012

Tutti contro tutti e in mezzo l'Italia che soffre

La garbata Gabanelli ancora una volta ci mostra le storture italiane: vecchi pensionati più che benestanti che ottengono poltrone superpagate di Presidenze, Amministratori Delegati, e quant'altro migrando di poltrona in poltrona, accumulando cariche  e soldi pubblici che non ci sono per la scuola, non ci sono per la sanità, non ci sono per le pensioni... ma ci sono SEMPRE per loro, per i gruppi consiliari dei partiti, per le prebende, benefit ecc. ecc. ecc. che ci siamo stufati pure di elencarli.
Andiamo ai fatti: questa non è una democrazia, non lo è più ammesso che lo sia mai stata!
C'è una classe egemone che è costituita dai dirigenti dei partiti, dai loro amici, protetti per benemerenze varie, che vengono imposti sulle poltrone superpagate. I soldi pubblici per loro ci sono SEMPRE, per loro non si bada a spese: pensioni d'oro, incarichi di platino, introiti annui di centinaia di migliaia di euro...
Però si risica sulle pensioni, la scuola, la sanità! Non c'è crescita, i giovani sono sfiduciati, i quarantenni pure, i cinquantenni depressi... 
Ma non lo vedete che esiste una classe egemone che ingrassa con i soldi pubblici e del resto non gliene importa nulla?
Ma non vedete che ci danno parole, parole, parole in cambio del loro arricchimento?
Mai ho sentito tanta desolazione, rabbia e sfiducia nella gente di ogni età e mestiere, professione... perché non di classe sociale si può parlare, essendo ormai una classe indistinta: artigiani, professionisti, impiegati, avvocati, medici, muratori... Tutti dicono le stesse cose! Sono quelli che vengono spremuti da tasse su tutto e sono sempre gli stessi. Sono quelli che cercano di ricavare dal loro lavoro (se ce l'hanno!) un reddito decente per assicurare alla propria famiglia un minimo standard dignitoso per vivere.
Gli altri, quelli che non hanno problemi, sono quelli che gravitano intorno ai partiti che hanno invaso come un cancro tutta la vita pubblica, uccidendo il merito e sostituendo ad esso il loro potere che impone, suggerisce, chiede ed ottiene: stasera la Gabanelli ce ne ha dato un altro saggio, per non dimenticarcene.
Ormai esistono solo due classi sociali: quelli dei partiti che pensano solo ad arricchirsi con il denaro pubblico, che si votano leggi ad hoc, che se ne infischiano del resto della gente perché loro hanno le chiappe al caldo e quelli che cercano di fare bene il proprio lavoro, studiando, applicandosi e sperando in un futuro che è sempre più nero per loro.
Forse possiamo considerare in questa analisi una terza classe sociale: quella degli innumerevoli piccoli parassiti che, se stessero al posto di quelli dei partiti, farebbero uguale e peggio.
Quiz: chi regge questa povera Italia sotto l'attacco anche della speculazione? 
Risposta: la classe delle professioni, mestieri, impiegatizia, che paga le tasse spremuta fino all'impoverimento.

Deve tornare il merito. Su tutto. Deve essere punito chi ha un lavoro ma non fa il proprio dovere, scaricando sulle spalle degli altri il carico dell'impegno.
Perché mi dicono che ancora in luoghi pubblici c'è chi timbra il cartellino e se ne va: e non parliamo solo di impiegati, ma anche di professioni nel campo sanitario... 
Perché questo continua ad avvenire con la complicità di chi vede e tace? Con l'assenso dei capi?
Perché anche nel privato c'è chi lavora dodici ore al giorno e c'è chi si dà malato continuamente, con metodo, ma non viene licenziato e deve essere pagato ugualmente? Questo mette a rischio di chiusura le strutture e va sulla strada sia l'assenteista che chi lavorava anche per lui.
Ci sono sistemi per controllare e sanzionare tutto questo? Io dico di sì. Potrei suggerirne diversi.
Ma non si fa. Non si premia chi si spacca la schiena e non si punisce chi sfrutta la situazione lavorativa con cinismo. E ci sono tanti senza lavoro che sarebbero felici di averne uno, pronti ad impegnarsi per un proprio futuro dignitoso.
E' una società che si è ammalata perché il pessimo esempio veniva dall'alto, da chi gestiva il potere.
Ma la gente onesta, che si impegna e che lavora è stanca, prova rabbia, si sente schiacciata, deprivata dei propri diritti.

sabato 20 ottobre 2012

Per chi votare?

Questo signore si chiama Michele Boldrin ed è un Professore Universitario di Economia.
Professore non in Italia, dove i concorsi universitari non si vincono per bravura, salvo eccezioni, ma dopo carriere di portaborse del professore già in carica  e attraverso strade che raramente passano per il merito.
Ha fondato un Movimento, di ispirazione liberista. 
In assenza della Politica pulita nascono movimenti.
Chissà come andrà a finire. Ricordo un Movimento che nacque dopo le inchieste di "Mani pulite": ci abbiamo sperato in molti, ma si è visto come è andata.
Dunque perché sperare ancora? Ci hanno tolto anche la speranza. Rinunciamo a votare? Votiamo per i puri (per ora) sponsorizzati dal comico-guru Beppe Grillo? Non so. Da chi ci facciamo rappresentare?
Renzi, che piace a mio marito, mi lascia perplessa. Bersani mi piace e vorrei non sapere quello che mi ha detto una persona che lavorava con lui in Regione Emilia Romagna: avrebbe dato il posto in regione ad una persona che gli stava a cuore. Non dico altro. Non è un santo neppure lui. Però mi ha fatto piacere apprendere dalla direttrice della mia banca che debbo a lui se oggi non pago spese esose quando estinguo un mutuo. Forse voterò per Bersani: il meno peggio. Sperando che non si faccia abbindolare da Italia dei Disvalori e compagni, che non si faccia trascinare dal buon Vendola nella difesa dei diritti di chi questa Italia non l'ha pagata, che si ricordi che l'hanno pagata gli italiani, che senta la gente che si è stufata di pagare case agli zingari, nomadi che diventano stanziali a spese degli altri, che non continui a soccorrere barconi con furbe donne incinte che vengono a partorire in suolo italico, che difenda i pescatori italiani che nelle acque dove noi salviamo la gente dei barconi vengono attaccati violentemente da nordafricani che hanno esteso unilateralmente le loro acque territoriali, che capisca che non possiamo sempre ritagliarci la parte dei "Buoni con gli altri" e feroci con noi stessi, perché persino l'India si permette di sequestrare in acque internazionali due nostri militari e tenerseli da un anno senza neppure una prova che siano stati loro ad uccidere i pescatori, l'India che però non ferma i suoi pirati che assalgono le nostre navi commerciali...
Insomma essere di sinistra non vuol dire essere a favore degli stranieri e sadici con gli italiani che non ne possono più. Per questo si erano rivolti con il voto ad una destra che non esiste. Per queste ingiustizie che, pensavano, la destra sanerà. Pensavano: la sinistra si preoccupa dei  matrimoni omosessuali, degli zingari che non pagano ma consumano, degli stranieri che si insediano nel nostro Paese senza permessi, ecc. ecc..
Bisogna dare un segnale che non è così, che si può essere di sinistra ma di buon senso. Capisco Vendola che vuole sposarsi con il suo compagno, ma gli ricordo che l'istituto del matrimonio è stato creato per la famiglia naturale per troppe ovvie ragioni. Che si accontentasse delle Unioni Civili, un Istituto accettabile per le coppie dello stesso sesso, e che non chieda altro per favore!

Ergastolo per Parolisi

Da: Il Sole 24Ore

 Melania Rea, PM chiede ergastolo per Parolisi con tre aggravanti.  

Ergastolo. E senza attenuanti. Anzi: con tre aggravanti particolarmente pesanti. È questa la richiesta della Procura di Teramo nei confronti di Salvatore Parolisi accusato di aver ucciso con 35 coltellate la moglie Melania Rea il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano, in Abruzzo. Carcere a vita, quindi, nonostante il rito abbreviato, perchè oltre all'omicidio, al caporalmaggiore capo, Parolisi, vengono imputati anche la minorata difesa, la crudeltà, e il vilipendio aggravato sul corpo per depistare le accuse da sè.


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 Per arrivare alla richiesta di condanna di Salvatore Parolisi il PM Rosati ha ammesso da un lato che "non abbiamo la prova provata", ma secondo l'accusa è altrettanto evidente che "la nostra ricostruzione è come un un puzzle con tante tessere che se messe tutte insieme fanno un quadro preciso di quello che è a tutti gli effetti un processo indiziario", che porta inevitabilmente, secondo la Procura, e i familiari alla colpevolezza di Parolisi.

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Per avere "la prova provata" bisognerebbe assistere alla scena del delitto, cosa che è assurdo pretendere. Ma tanti indizi concordanti fanno prova. E di indizi questo militare ne ha sparsi in abbondanza. Il quadro che si era fatto lo ha perseguito con tenacia. Quello che non gli è riuscito è dovuto solo al fatto che non è una persona intelligente, dunque ha costruito tutto il suo crimine sulla base della sua elementare intelligenza, scoprendosi miseramente agli occhi dei più.
Speriamo di avere, una volta tanto, una sentenza esemplare.
Ci sono troppe "sparizioni" di mogli tradite che sono rimaste impunite. Si capisce benissimo come sono andate le cose ma, in mancanza del corpo della povera vittima, i Barbablù la fanno franca.
Temo comunque che, se non in Assise, la farà franca in Appello, come questa nostra giustizia con la g minuscola ci ha abituato a vedere.


 Ravenna: Un monumento per dire Stop al Femminicidio