martedì 27 novembre 2012

Viaggio in Irlanda - Dublino


Dublino è una bella città. Consiglio una gita al Faro della Baia da cui si gode una vista magnifica dell' Irish Sea.
Altra gita irrinunciabile è alla fabbrica della birra scura, di cui riesco a bere solo un po' della schiuma bianca in superficie, mentre intorno a me vedevo gente che trangugiava interi bicchieroni... Questo avveniva in cima alla torre in cui c'è la zona degustazione e da cui si gode della vista di Dublino a 360 gradi. Prima si fa un giro molto istruttivo che mostra tutti i passaggi per la formazione della birra irlandese.
Infine non si può non visitare la fabbrica del whisky Jameson, l'antica distilleria della famiglia della madre di Guglielmo Marconi. Anche qui si assiste a tutto il processo di creazione del whisky e si può anche partecipare ad una gara di degustazione.

Il nostro Bed and Breakfast non era distante dalla statua di James Joyce che sta in una via centrale.

Un altro luogo ameno è l'Half Penny Bridge sul fiume Liffey che attraversa la città.



Irrinunciabili sono le visite al Trinity College, alla St. Patrick's Cathedral e al Dublin Castle.


Trinity College


St. Patrick's Cathedral - vista dai Giardini


Dublin Castle

Lascio Dublino dopo aver acquistato una valigia da euro 30 per metterci i souvenirs: una "sola" dublinese, perché il manico si rompe praticamente subito, appena andata via da Dublino. Perché costava poco? No davvero! Ho una valigia romana pagata pochissimo che è durata anni!

lunedì 26 novembre 2012

Viaggio in Irlanda - Destinazione Dublino

Dopo aver visitato parte dell'Ulster, la zona occupata dagli inglesi, che ho sentito e trovato diversa dal resto dell'Irlanda, torniamo verso Sligo per andare in direzione est: verso la costa opposta a quella che abbiamo visto fino ad ora, destinazione Dublino.
Il percorso si svolge attraverso gli ambienti fluviali dell'Irlanda centrale. Nella Contea di Meath ci sono tombe di epoca preistorica risalenti a circa 5000 anni fa: abbiamo visitato il sito  di Newgrange.



Il dolmen è un tipo di tomba megalitica preistorica a camera singola 

Contea di Meath

Proseguendo verso sud arriviamo a Dublino. Alloggiamo nel B&B "Hazelbrook": niente a che vedere con le graziose villette con giardini fioriti che ci hanno ospitato fino ad ora. E' un alberghetto abbastanza centrale per cui potremo girare Dublino a piedi. A parte la visita che faremo al tempio della birra scura e a qualche zona che raggiungeremo facilmente in auto. 



Viaggio in Irlanda - Contea di Sligo e Donegal

Sligo, città della omonima Contea, dette i natali alla madre del poeta Yeats, che vi trascorse lunghi periodi nell'infanzia e vi tornò periodicamente.
Sligo - Ponte sul fiume Garavogue - Sullo sfondo la Yeat's Memorial Building
Lasciata la piccola contea cara al premio Nobel per la letteratura William B. Yeats, andiamo verso la contea di Donegal ad ammirare le Slieve League, scogliere che arrivano ad avere un'altezza di oltre m. 600.
In cima alle Slieve League
Il panorama è grandioso. Le falesie altissime consentono una vista di ampio respiro su un oceano le cui onde fanno sentire la forza della natura.
Dopo tanta bellezza abbiamo cercato un giusto riposo presso il B&B Drumgowan House.
Il giorno dopo abbiamo visitato i luoghi più suggestivi della contea di Donegal: soprattutto la costa.
Un'altra notte a Drumgowan House che sta un po' fuori Donegal ed è gestita da una signora incinta con una bambina (oggi, dopo sei anni, chissà...).  


Viaggio in Irlanda - da Galway a Westport


A 150 Km. da Galway, procedendo verso nord, c'è Westport nella contea di Mayo.


Cammin facendo e restando ancora nella Contea di Galway c'è il Parco Nazionale di Connemara, un luogo magnifico ricco di una flora variegata.
Panorama mozzafiato della costa
Sulla strada per Connemara si costeggia l'oceano e vi si godono dei superbi panorami; nella parte più interna si incontrano le torbiere.
Laghetti e torbiere

Parco Nazionale di Connemara - Ingresso

All'interno del Parco di Connemara - Panorama
All'interno di Connemara sorge, davanti ad un laghetto meraviglioso, l'Abbazia di Kilemore: nel 2006 adibita a Collegio Femminile.
Abbazia di Kilemore

Abbiamo alloggiato a Murrisk, a pochi chilometri da Westport, presso il Bed&breakfast "Tigh Beag".

domenica 25 novembre 2012

Viaggio in Irlanda - Galway

Contea di Galway: evidenziata in rosso nella sottostante cartina dell'Irlanda.


Abbiamo alloggiato in una località vicino alla città di Galway: Spiddal.
Era sul mare, fra la casa e la spiaggia c'era solo la strada asfaltata con scarsi passaggi di auto.
La famigliola che ci ha ospitato stava vendendo la casa, dunque forse oggi non è più adibita a Bed&breakfast il quale si chiamava "Radharc Arainn". Avevano dei bambini ma lui, il papà, era un poco in là con gli anni, mentre la moglie era più giovane. Se non ricordo male per lui doveva essere il secondo matrimonio.
Come tutte le case che ci hanno ospitato in Irlanda, aveva un piacevole giardino: tutti sono molto fioriti e curati.
Da Spiddal e da Galway ci si può imbarcare per visitare le isole Aran. Sono isole battute dai venti e dai marosi da cui non può difenderle neppure l'ampia baia di Galway. La gente che ci vive oltre che di pesca vive di pastorizia: la lana delle pecore di queste isole è pregiata e i manufatti, che vendono in loco sotto forma di abiti, golf, sciarpe, tappeti e coperte, si trovano anche nei Grandi Magazzini di Londra a prezzi alti. 
Nell'andare in battello abbiamo assistito ad una esercitazione di salvataggio in mare spettacolare, fatta proprio sopra le nostre teste da un elicottero della Guardia Costiera.  

Siamo sbarcati sull'isola maggiore, Inishmore, dove si gira su mulattiere percorribili quasi soltanto da caratteristici carretti tirati da cavalli. Il freddo ed il vento di luglio mi hanno fatto pensare a cosa deve essere la vita della gente che ci vive in inverno.
Cimiterino in riva al mare con iscrizioni sulle lapidi in gaelico


sabato 24 novembre 2012

Viaggio in Irlanda - da Shannon per Galway

Il 26 luglio 2006, con due auto prese a noleggio presso l'Aeroporto di Shannon, partiamo andando verso il nord e costeggiando la costa ovest. Il programma è di visitare le Cliffs of Moher e il Burren Land.
Le Cliffs of Moher sono scogliere a picco sull'Atlantico, bellissimo con le sue onde che si infrangono sugli scogli in spruzzi di spuma che danno il senso della libertà della natura selvaggia e indomita. E' luglio, ma scordatevi il tepore della dolce Italia, dove la natura è mite con l'uomo.
Le falesie strapiombano e l'uomo è solo un piccolo punto in cima ad esse.
Le Cliffs of Moher (Aillte an Mhothair, che significa “scogliere della rovina”, in gaelico irlandese) sono lunghe 8 chilometri e raggiungono un’altezza massima di 214 metri.
Le Cliffs of Moher
In Irlanda ogni nome inglese ha un nome corrispondente in Gaelico, la loro vera lingua.
Il Burren Land è un tavolato calcareo spoglio di vegetazione dove sono delle vestigia neolitiche chiamate Dolmen.
Burren Land - sullo sfondo un Dolmen

venerdì 23 novembre 2012

Viaggio in Irlanda - Shannon Contea di Clare

Per questo reportage userò il verde: colore dell'Irlanda.
In un momento economicamente difficile per l'Italia e l'Europa bisogna distrarsi un po', alleggerire la pesantezza della politica che riempie la nostra vita perché ne condiziona tutti gli aspetti.
Allora che cosa c'è di meglio che ricordare un bel viaggio che abbiamo fatto in un'epoca in cui i guai economici di questa Europa non erano giunti fino a questo punto?
Il viaggio in Irlanda l'ho fatto nel 2006 ed è uno dei viaggi della mia vita che ho amato di più.
Confesso che amo più i viaggi in Europa che, ad esempio, negli Stati Uniti d'America.
Sono, evidentemente, intrisa di cultura europea, dunque il viaggio in USA non tocca profondamente la mia fantasia, i miei sentimenti più piacevoli da ricordare, anche se certo può soddisfare delle curiosità. Ma non mi ha lasciato le sensazioni che mi ha lasciato, ad esempio, l'Irlanda.
Mi è piaciuta tutta, ne ho ammirato la natura selvaggia...
La parte che mi è piaciuta di meno è quella invasa dagli inglesi.
Perché di invasione si tratta, in quanto cosa ci fanno lì? 
Gli inglesi ce l'hanno nel sangue il colonialismo e si sono permessi di criticare noi, colonialisti da operetta, tragica, ma sempre operetta vicino a loro!
Non mi sono antipatici gli inglesi, beninteso, ho anche amici inglesi, ma questo pezzetto di Irlanda che occupano è una cosa ingiusta e non si può non dirlo.
Uccidere non va bene, però capisco le rivolte dell'IRA contro l'occupazione del loro suolo.

Siamo partiti il 25 luglio 2006 con un volo Ryanair nel tardo pomeriggio e siamo arrivati a Shannon, nel sud ovest dell'Eire, nella sera.
Abbiamo pernottato in un Bed&Breakfast in una località vicina all'aeroporto: New-Market-on-Fergus.
Siamo nella Contea di Clare.

Tutto il viaggio, organizzato alla perfezione tramite Internet da un mio familiare, si è svolto alloggiando nei Bed&Breakfast molto diffusi in Irlanda. Un modo per aiutare l'economia delle famiglie e per i viaggiatori un modo per conoscere meglio gli irlandesi e le loro varie realtà.
New-Market-on-Fergus - Bed&Breakfast "Country Haven",  gestito da una famiglia giovane e simpatica

Orrore!!


Da: Il Corriere della Sera.it
Quelle 90 poltrone in più per tagliare i parlamentari

Primo sì a un ddl per eleggere una commissione di riforma della Costituzione. Con stipendi da deputati: indennità incluse

Di SERGIO RIZZO


(Ansa)(Ansa)
ROMA - L'ultimo a rammaricarsi pubblicamente è stato Gianfranco Fini: «Abbiamo perso una grande occasione. La politica non ha capito che si doveva fare di più, per esempio con il taglio dei parlamentari». Dichiarazione di due mesi fa, quando il presidente della Camera certo ignorava l'esistenza di un'ipotesi suggestiva. Cioè che le politiche di marzo ci potrebbero regalare un numero di eletti addirittura superiore a quello attuale: 1.035 anziché 945. Novanta poltrone in più.
Non è uno scherzo. È quello che stabilisce un disegno di legge approvato a razzo dalla commissione Affari costituzionali del Senato con l'unica opposizione dell'Italia dei valori, il cui rappresentante Francesco «Pancho» Pardi ha invano cercato di demolirlo, e subito fiondato in Aula dove giovedì ha rischiato di essere ratificato al volo. Che cosa dice? Prevede semplicemente l'elezione a suffragio universale di una commissione Costituente che dovrebbe occuparsi della revisione della seconda parte della Carta costituzionale. Ne dovrebbero far parte novanta persone, che non potrebbero ricoprire altri incarichi elettivi, come quello di parlamentare o consigliere regionale. Con il risultato inevitabile di far crescere, sia pure per un solo anno (tanto dovrebbe durare l'incarico) il numero delle poltrone.
A loro saranno affidati interventi come il taglio dei parlamentari, l'abolizione del bicameralismo perfetto, i poteri del presidente della Repubblica... Il tutto mentre nei cassetti di Palazzo Madama giacciono proposte di legge a bizzeffe sugli stessi argomenti. Sulla riduzione del numero dei parlamentari si era perfino raggiunto un accordo fra tutti i partiti: 508 deputati e 254 senatori. Poi la cosa era sfumata.
Dunque il Parlamento non riesce a tagliare il numero degli eletti, pure in presenza di un accordo, poi però riesce a istituire a tempo di record, guarda caso, una commissione di novanta membri che deve provvedere al taglio.
Il disegno di legge è frutto dell'unificazione di numerose proposte variamente datate. E destinate probabilmente a sonnecchiare fino al termine della legislatura se il leader dell'Api Francesco Rutelli, autore di una di esse e relatore insieme a Pasquale Viespoli (prima Pdl, poi Fli, quindi Responsabile), non le avesse improvvisamente rianimate chiedendo e ottenendo il primo agosto scorso la corsia preferenziale della procedura d'urgenza. Che ha però conosciuto un intoppo ieri quando è mancato il numero legale. Se ne riparlerà la prossima settimana, e non si può escludere il moltiplicarsi dei mal di pancia, finora piuttosto isolati. Anche perché c'è la questione dei soldi. Questa commissione Costituente avrà infatti un costo che dovrà essere coperto, in parti uguali, dalla Camera e dal Senato. E lo stipendio dei Novanta? «Il trattamento economico dei membri della commissione Costituente è pari a quello dei membri della Camera dei deputati, ivi comprese le indennità accessorie», hanno proposto Luciana Sbarbati e il suo collega Giampiero D'Alia. Il conto? Una ventina di milioni in un anno. Per fare una riforma che, come ha ricordato Pardi, secondo l'articolo 138 della Costituzione è invece compito del Parlamento. Un po' caruccio di questi tempi, no?






secondo l'articolo 138 della Costituzione è invece compito del Parlamento".


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Quanto a Fini, che secondo questo articolo del Corriere della Sera, sarebbe: "L'ultimo a rammaricarsi pubblicamente è stato Gianfranco Fini: «Abbiamo perso una grande occasione. La politica non ha capito che si doveva fare di più, per esempio con il taglio dei parlamentari». Ricordo a tutti quanto da me riportato nel mio post del 25 ottobre 2011 dal titolo "Bossi: "La gente ci ammazza"
DA: LETTERA 43 quotidiano on-line
Martedì, 02 Agosto 2011

Camera, inammissibile tagliare il vitalizio


Scontro tra Fini e l'Idv Borghesi sull'abolizione del privilegio. 


Scontro nell'Aula di Montecitorio tra il presidente Gianfranco Fini e il deputato dell'Italia dei Valori, Antonio Borghesi. In discussione l'ammissibilità di un ordine del giorno, proposto dallo stesso Borghesi, sull'abolizione del vitalizio ai parlamentari. O meglio, come ha spiegato il deputato, per la sua sostituzione con una erogazione dell'Inps, l'Istituto nazionale previdenza sociale, commisurata ai contributi versati. 

QUESTIONE DI PRINCIPI. Fini, al contrario, ha parlato di una «soppressione di un diritto acquisito per gli ex parlamentari» che «sarebbe in contrasto con i principi generali dell'ordinamento, trattandosi di posizioni ormai consolidate».
Ancora, pur senza volersi esprimere sul merito della proposta, Fini ha aggiunto che «l'ordine del giorno interviene impropriamente in una materia, quale quella delle competenze degli enti pubblici previdenziali, che non può che essere regolata da una legge ordinaria dello Stato».

Borghesi: «Fini ha cambiato le regole a gioco iniziato»

Immediata, e dura, la replica di Borghesi. «Il 21 settembre dello scorso anno, un ordine del giorno esattamente uguale a quello che è stato qui da me depositato sui vitalizi è stato ammesso, è stato discusso, è stato votato da questa Assemblea», ha osservato il deputato Idv. «Devo arguire che è cambiato qualcosa da settembre ad oggi. Il fatto che il Presidente decida queste nuove regole dopo che gli ordini del giorno sono stati depositati mi lascia altamente perplesso, perché è come intervenire a gamba tesa quando il gioco è già iniziato».

L'analogo tentativo di eliminare il vitalizio per i parlamentari da parte di Borghesi era stato bocciato dall'Aula con 498 'no' e soli 22 'sì' a settembre 2010. 
Fini e tutti gli altri parlano come gli conviene di momento in momento, mentre non ci sono soldi per quello che serve a noi (scuole, mezzi pubblici, sanità ecc.) ma per loro sempre!

giovedì 22 novembre 2012

Berlusconi e Di Pietro sono stati i due unici prodotti di Tangentopoli (poiché pulizia morale quella stagione non l'ha prodotta) (Cacciari)

Nel medesimo articolo di Massimo Cacciari su "L'Espresso", da cui ho tratto il frammento che ho commentato nel mio post precedente a questo, c'è la considerazione che ho usato testualmente per il titolo del presente post.

Mi ha colpito perché sintetizza un pensiero che mi si è affacciato diverse volte nella mente in questi ultimi due anni...
Un parallelo fra queste due figure antagoniste che, però, mostrano strani punti di contatto.

Sul fatto che,  mentre si svolgevano i processi di Tangentopoli, sotto sotto tutto continuava come prima, ho già scritto, riportando anche la fonte di confidenze ricevute: una donna, nubile, che aveva una relazione adulterina con un avvocato urbanista con le mani in pasta in questa Italia che ritiene un diritto fingere correttezza e operare con spregiudicatezza. 

Dunque Cacciari non dice nulla di nuovo ammettendo che Tangentopoli NON HA PRODOTTO PULIZIA MORALE: ha prodotto, invece, due partiti costruiti da due uomini apparentemente opposti: Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro.

Entrambi hanno avuto un interesse a farlo.
Berlusconi perché non aveva più il suo sponsor politico: Bettino Craxi.
Di Pietro perché ha pensato bene di sfruttare la fama morale che il suo lavoro, ben protetto da Borrelli, gli aveva dato.
Entrambi si dichiarano, con faccia tosta, cattolici, pur avendo due mogli, una ex ed una in carica, viventi. Nessun cattolico vero si conduce in codesto modo, ritenendo l'unione matrimoniale un Sacramento.
Entrambi danno lavoro a molta gente.
Berlusconi con i soldi di imprenditore, ma non solo, anche con i nostri, visto che prende i soldi che il popolo non gli voleva dare per il partito e con quelli stipendia molta gente: una vera corte.
Di Pietro idem, tranne che lui usa solo i soldi del finanziamento al partito per pagare parecchi raccomandati che hanno trovato, ad esempio nelle sedi regionali di IdV, un modo per lavorare nelle segreterie.
Entrambi ci fanno pagare i loro avvocati.
Ghedini ha avuto in regalo una poltrona pagata da noi in Parlamento anche se ci informano che non ci va mai. Una bella rendita.
Maruccio veniva dallo studio di Scicchitano che segue tutti i processi per querele date o prese ed altro di Di Pietro. Un avvocato di IdV mi disse che la poltrona a Maruccio Di Pietro la doveva dare perché "doveva pagare pegno a Scicchitano".
Peccato che il lauto compenso di Consigliere Regionale a Maruccio lo paghiamo sempre noi contribuenti e, non bastandogli, ha anche rubato ed ora è in carcere.

Distanti, ma vicini.

Lezione di Diritto Costituzionale agli ignoranti


(AGI) - Parigi, 22 nov. - Monti "e' senatore a vita e non si puo' candidare al Parlamento perche' e' gia' parlamentare" spiega il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dall'ambasciata italiana a Parigi. " Non e' un particolare da poco, anche se qualche vota lo si dimentica" aggiunge il capo dello Stato rispondendo alle domande dei giornalisti sulla posizione del premier spinto da alcuni a candidarsi e sollecitato a mantenere una posizione di neutralita' da altri.
In punta di Costituzione puntualizza che innanzitutto l'attuale premier non si puo candidare per un seggio parlamentare, essendo gia' senatore a vita. Per il capo dello Stato, tra l'altro, "sicuramente in campagna elettorale" sarebbe preferibile preservare una condizione di terzieta' per il presidente del Consiglio.
  Discorso diverso, invece, per quanto riguarda la situazione dopo il voto.
Arriva poi una precisazione in risposta al senatore Pdl Carlo Giovanardi, che accusa Napolitano "di aver già dato a Monti l'incarico di formare il nuovo governo".  "Il presidente  non sponsorizza alcuna soluzione di governo per il dopo elezioni - si legge in una nota del Quirinale  - Ha solo richiamato in modo inconfutabile i termini obbiettivi in cui il problema della formazione del nuovo governo si porra' una volta concluso il confronto elettorale nel rapporto tra le forze politiche e il nuovo Capo dello Stato"
DOPO IL VOTO I PARTITI POSSONO COINVOLGERE MONTI
Monti, proprio per il suo status di senatore a vita, "ha un suo studio a Palazzo Giustiniani dove potra' ricevere chiunque, dopo le elezioni, volesse chiedergli un parere, un contributo, o un impegno". "E' verissimo - prosegue il Presidente della Repubblica - che ci sono alcune forze politiche o movimenti, non so come chiamarli perche' la situazione oggi e' fluida, che pensano che Monti potrebbe continuare a fare il presidente del Consiglio, dopo il voto, in un governo politico e non piu' tecnico. E' un diritto o una facolta' che ha qualsiasi partito".
  Ma il Capo dello Stato tiene a precisare quale potrebbe essere l'iter piu' corretto: "dopo le elezioni il mio successore alla Presidenza della Repubblica terra' le consultazioni e in quella sede ogni partito potra' esporre le sue preferenze e le sue proposte sulla personalita' a cui conferire l'incarico". "Bisognera' vedere che specie di governo si fara' - aggiunge il Presidente Napolitano - quali saranno i risultati del voto, altrimenti facciamo tutte ipotesi campate in aria". 

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull'ignoranza costituzionale di certi rappresentanti dei partiti Napolitano li ha dissolti ricordando quello che per molti è ovvio.
Ma prima di aprire bocca questa gente non riflette?
Non ricorda o non sa che un senatore a vita non può candidarsi a fare il deputato o per il Senato, visto che già ci sta "a vita"? 
Un esempio? Massimo Cacciari che così scrive su "L'Espresso" rivolto direttamente al Prof. Mario Monti:
"Presidente, ancora uno sforzo. Dia ascolto alla sua vocazione politica! E se non la possiede, la finga! Si candidi. Solo la sua candidatura a capo di un suo movimento può prosciugare molta astensione, e ancora più consensi attrarre da altre aree politiche in crisi. Solo la sua candidatura può sparigliare i giochi di questi agonizzanti partiti e costringerli a coerenti scelte di alleanza e governo. Lo faccia, se non altro, per salvare le fatiche sopportate fin qui. Virtù insegna che ci si ritira soltanto dopo aver vinto o aver fallito. Non resti a metà: i tiepidi, dice l'Apocalisse, saranno sputati nel giorno del Giudizio."
Cacciari sfoggia la sua cultura umanistica di filosofo con citazioni anche in latino, ma non ha il minimo dubbio sul fatto che un senatore a vita non può fare quello che lui gli chiede.
Faccia il professore di filosofia allora, Cacciari, e non pretenda di fare il politico: ignorante!