sabato 8 dicembre 2012

Rocca Priora incassa: ma cosa mi dà?

Il Comune nel quale risiedo da oltre 33 anni dimostra, a dir poco, una totale indifferenza alle istanze dei cittadini come la sottoscritta, cioè quei cittadini che pagano le tasse ma non vedono alcun ritorno da esse.
Rocca Priora
Ho pagato l'ICI fin dalla sua istituzione, quando, all'inizio, fu chiamata ISI: acronimo di Imposta Straordinaria sugli Immobili che, come tutte la imposte e tasse in Italia, una volta introdotta non è stata più "Straordinaria" ma è diventata Ordinaria! Tranne per il periodo in cui Berlusconi l'ha tolta sulla prima casa ma, comunque, ne abbiamo dovuta pagare la metà sulla parte di proprietà di mio marito, che aveva spostato la residenza nel comune della casa al mare per risparmiare un po' sull'ENEL e su qualche altro balzello.
Una nota: nel 2000, in corso d'anno, il comune di Rocca Priora abbassò l'aliquota ICI e, per nostra ignoranza o scarsa informazione, noi pagammo il saldo alla medesima aliquota dell'acconto di giugno. NESSUNO CI SCRISSE PER RIDARCI LE CIRCA Lit. 45.000 CHE IL COMUNE AVEVA INCASSATO.
Perché?
Invece il Comune ci ha scritto chiedendoci la differenza di aliquota sulla metà della nostra casa pagata al 5 per mille invece che al 7, essendo mio marito residente in altro comune, con in più la sanzione per il nostro errore.
Morale: se il Comune di Rocca Priora incassa in più si tiene il denaro, se ti sbagli a dargliene di meno te lo richiede con la mora. Dov'è il corretto rapporto democratico fra cittadino ed Istituzione?    

Oltre a questi bei soldi che il Comune di Rocca Priora prende sulla nostra casa, incassa anche quelli della TARSU che, a causa di disavanzo di bilancio (è stato commissariato almeno 2 volte), è particolarmente esosa: per una casa di circa mq. 160 scarsi paghiamo euro 470 annui.
Non abbiamo la raccolta differenziata e spesso i cassonetti abbondano di rifiuti speciali che gente incivile vi lascia intorno.
Esistono varie leggi che consentono di elevare multe a chi lascia i rifiuti speciali dove non deve, essendoci isole ecologiche che il comune ha creato ed in cui noi abbiamo sempre conferito questo tipo di rifiuti, in passato anche pagando una piccola somma in più che veniva richiesta qualora si volesse il ritiro a domicilio.
Il Comune si è attivato per sanzionare gli incivili? Non lo sappiamo, ma ci appare inane.
Alcuni anni fa si attivò per scovare gli evasori. E questo è davvero un argomento interessante ed anche divertente.
Dovetti andare in comune con la documentazione della mia casa per scoprire che i metri quadri che avevo dichiarato erano superiori a quelli reali. Dunque stavo pagando di più!
Abbiamo poi dovuto chiudere alcuni ingressi che facevano entrare acqua quando pioveva a vento e li abbiamo condonati versando il dovuto. 

A condoni scaduti, però, abbiamo continuato a vedere sorgere dépéndences ovunque, tettoie, piccoli edifici nei giardini, ampliamenti vari... La domanda che si pone al contribuente che, come me, paga fino all'ultimo metro quadro di casa ICI e TARSU è: cosa fa il Comune di Rocca Priora per far pagare a questi disinvolti abusivisti i metri quadrati fatti in più?
Cosa fa per recuperare ICI e TARSU che sono legate strettamente ai metri quadrati di casa?  
Oppure conta soltanto sui soldi della gente come me?

Perché allora non adotta il sistema di far pagare la TARSU in base al numero degli abitanti nella casa?
Noi siamo in 2 e produciamo rifiuti per due persone, non sono i nostri scarsi mq. 160 che producono rifiuti, come è ovvio.

Paghiamo sulla bolletta ENEL tasse che vanno al comune.
Paghiamo l'IRPEF comunale fra me e mio marito, pensionati, che per il 2011 ammonta, da CUD, a circa euro 600.

Non abbiamo le fognature: hanno finito di mettere le tubazioni da poco e forse potremo richiedere l'allaccio fra un paio di anni: ci è stato detto da un geometra che dirigeva i lavori e che conosciamo... Però il Comune di Rocca Priora, da delibere comunali che il Comitato per l'Acqua di questo comune ha in fotocopia, incassa da ACEA ATO2, che funge da riscossore, i soldi della depurazione fognature che vengono fatturati dal 2007 a chi le fognature, il Sindaco lo sa, non le ha.
Abbiamo i pozzi, nel nostro caso l'abitabilità rilasciata dal comune con il timbro dell'Ufficiale Sanitario, e provvediamo alla loro manutenzione.
Certo ci si chiede se il Comune controlla l'abusivismo edilizio non solo per l'evasione fiscale di cui sopra, ma anche per l'inquinamento ambientale, per il dissesto idrogeologico che la cementificazione non controllata da concessioni edilizie provoca, e se ricorda, il Sindaco, che questa zona è soggetta a rischio sismico e dunque alle sue regole edilizie, nonché al controllo delle Belle Arti: lo so in prima persona per vicende che hanno riguardato la concessione edilizia data alla Società C.E.S.I., costruttore della lottizzazione dove ho acquistato la mia casa.

Credo che tutte queste riflessioni siano più che legittime, dato che a me questo Comune NON RESTITUISCE NULLA IN SERVIZI DI ALCUN GENERE del fiume di denaro che ho versato in questi 33 anni.
Passiamo ad esempi concreti.
Abbiamo chiesto più volte, anche di persona e garbatamente, al Sindaco, di provvedere alla viabilità della nostra strada in cui per l'aumento del traffico, dovuto all'asfaltatura della strada che attraversa il bosco di Colle Iano, esistono delle criticità. Una di queste è proprio all'imbocco con la S.S. 215, dove, causa un'edicola posta subito dopo una curva, sostano auto di solita gente incivile a chiudere il lume del senso di marcia.
Trentatré anni fa, quando qui era solo pace e silenzio, esisteva un'isoletta spartitraffico che, qualora ripristinata adesso che esiste un grosso flusso automobilistico, salvaguarderebbe l'incolumità di chi transita sia in uscita che in entrata dalla strada statale, impedendo parcheggi abusivi, entrate contro mano ecc. ecc..
Ma il Sindaco ci ha comunicato di persona che, dopo consulto con l'ufficio tecnico comunale, ha appreso che l'isola spartitraffico è diventata proibita (?) perché "qualcuno potrebbe farcisi male".
E se invece nell'entrare nella strada comunale dalla statale o viceversa si sbatte, a causa dell'assembramento delle auto parcheggiate malamente davanti all'edicola, "qualcuno non si    fa male"??? 
Strane analisi davvero! 
Non c'è più neppure la segnaletica orizzontale che divide i due sensi di marcia, in modo da favorire meglio chi vuole parcheggiare a spina occupandone interamente uno, oppure entrare ed uscire contromano! Il segnale di STOP non si legge più! Forse la vernice bianca costa troppo!!

Infine parliamo  dei dossi messi lungo la via comunale per evitare le corse folli dell'aumentato flusso di auto.
Benemeriti. 
Ma non ho fatto in tempo a congratularmene con il Sindaco e a ringraziarlo con apposita e-mail che conservo, che uno di questi è stato smantellato: motivo, (appreso direttamente da un anziano operaio che, insieme ad altri, con camion e grossi mezzi stava eseguendo il lavoro), il dosso dava fastidio al proprietario di una villa che affacciava sulla strada, perché lì le auto dovevano rallentare e nel passarvi sopra facevano vibrare la sua casa.
Senza parole.
In una via laterale, Via Olimpia, invece, sono stati messi 2 dossi alti e stretti, con tanto di cartelli ravvicinati per segnalarli, pur non riguardando il tratto di via in cui passa il maggior traffico proveniente da Rocca di Papa e diretto verso la statale 215. 
Qualcuno si è chiesto: "Chi ci abiterà per ottenere questi trattamenti speciali?"

Per la raccolta delle acque piovane sulla via comunale il condominio dove abito ha fatto una causa al comune che è durata 10 anni. Appena fuori dal piccolo comprensorio, nei giorni di grosse piogge, si entrava in un lago impercorribile a piedi. In questo lago, chiamato dai miei figli adolescenti spiritosamente "il Lago Mediano" (dal nome della via), spesso rimanevano impantanate auto, dato che l'acqua arrivava anche a cm. 50! Più di una volta c'è rimasta anche la camionetta dei Carabinieri.
Sembra una barzelletta, e forse lo è tanto la realtà è paradossale.
Avrebbe dovuto fare causa al Comune chiunque passava per la via comunale per ragioni varie: l'abbiamo fatta noi Condominio per tutti. Non credo che abbiamo mai ripreso le spese, anche se la causa l'abbiamo vinta.
Il Comune di Rocca Priora, costretto dalla magistratura, ha fatto dei lavori rabberciati, che non sono quelli che il nostro perito di parte aveva suggerito, creando una tubatura per il deflusso delle acque piovane che nessuno viene mai a pulire.
Risultato: passati un po' di anni il  "Lago Mediano" c'è di nuovo.
I miei figli, intanto cresciuti, hanno acquistato le loro case altrove! 

Servizio fotografico sulle "bellezze" e le "cure" che il Comune elargisce in cambio dei miei soldi (e di quelli dei cittadini come me!!):


Questo è un marciapiede all'inizio di Via Mediana, poco prima dell'imbocco sulla S.S. 215. E' in queste condizioni da almeno un anno. A cosa serve un marciapiede se non ci si può transitare senza rischiare storte o fratture?


Sempre sulla via Mediana i marciapiedi del tratto vicino alla S.S. 215. Lo scivolo, fatto per legge per i portatori di carrozzina, è completamente ricoperto di terra e fango, dunque inusabile. Giustamente nessuno viene a rimuovere la sporcizia perenne tanto nessuna carrozzella potrebbe transitarvi: guardate come sono stretti e come i vari pali in esso infissi riducano il già esiguo spazio. Cosa li hanno fatti a fare gli scivoli? Ma per rispettare la legge sulla carta naturalmente! Poi se possono transitarvi solo le carrozzelle di inesistenti portatori di handicap lillipuziani poco importa!!
Quanto delle mie tasse e delle tasse di quelli come me è finito nella parcella per questo progetto ridicolo? 
Questo secondo tratto di marciapiede è lasciato alla ricopertura delle erbacce che vi crescono fino a ricoprirlo.


Questa a lato è Via Olimpia, defilata strada di scarso traffico. In Via Mediana i dossi sono bassi, larghi e radi, nonostante l'elevato traffico. Uno, come illustrato, è stato rimosso, con grande dispendio di mezzi e di costi per il contribuente, perché dava fastidio al proprietario di una villa (??). Stranamente quello che dà fastidio a me ed al mio condominio lo possiamo ottenere solo facendo causa al Comune... Chissà come avrà fatto quel solitario proprietario ad ottenere camion, ruspe, operai per eliminargli il fastidio... E chissà perché solo in un breve tratto della lunga via Olimpia sono stati messi, invece, 2 dossi, particolarmente alti e stretti, tanto che l'auto che vi transita deve quasi fermarsi altrimenti spacca tutto... Due dossi e due cartelli stradali per un tratto di soli m. 100 al massimo, più o meno all'altezza del civico 34... Mi hanno detto che un cartello stradale può costare anche euro 1000 e per segnalare i due dossi ce ne sono due! Uno per ogni senso di marcia. Solo in quei 100 metri, dopo possono pure correre... Eppure ci sono ville in ambo i lati della via per tutto il suo lungo percorso... Mistero!  










Via Olimpia, secondo cartello per il senso di marcia inverso.


Via Olimpia: primo dosso
  Via Olimpia: secondo dosso dopo non più di 100 metri... poi possono pure correre...

venerdì 7 dicembre 2012

Suicidio pietoso ed assurdo


Da: Il Fatto quotidiano

Kate incinta, suicida infermiera dell’ospedale dopo la finta telefonata

Jacintha Saldanha era stata vittima di uno scherzo da parte di due dj australiani che si sono finti Carlo e la regina Elisabetta. La donna era finita nella bufera perché aveva passato la chiamata a un altro paramedico dell'ospedale dove lavorava e dove era ricoverata la duchessa di Cambridge

E’ stata trovata morta Jacintha Saldanha, l’infermiera dell’ospedale di Londra Edward VII, dove era ricoverata Kate Middleton. Qualche giorno fa era stata vittima di uno scherzo telefonico da parte di Michael Christian e Mel Greig, due dj di una radio australiana che si erano finti il principe Carlo e la Regina e avevano chiesto notizie della duchessa di Cambridge. Secondo le prime ricostruzioni, pare che si tratti di suicidio. (video di “Zoominit”) 

Il Mirror ha riferito che alle 9.30 della mattina i soccorsi hanno trovato la donna priva di sensi in un appartamento vicino all’ospedale, nel quartiere londinese di Marylebone, nella zona di Regent’s Park. L’infermiera era finita nella bufera perché aveva passato la telefonata a un’altra infermiera senza fare le opportune verifiche. In questo modo la radio aveva poi trasmesso in diretta un aggiornamento sulla gravidanza di Kate.
Jacinta lavorava al King Edward da più di quattro anni. Da quanto si apprende ha risposto lei al telefono perché alle 5.30 del mattino non c’erano centraliniste in servizio. Secondo quanto riferito dal sito della Bbc l’ospedale, comunque, non aveva avviato nessun procedimento disciplinare nei suoi confronti. In un comunicato il King Edward Hospital ha confermato la morte e ha espresso “profondo cordoglio” definendo la vicenda “uno shock”. Dopo l’episodio della telefonata “lo staff dell’ospedale le è stato vicino in questo momento difficile” si legge nel comunicato in cui la si descrive come “un’infermiera esperta e molto stimata dai colleghi”.
Un altro comunicato diffuso da St. James Palace riferisce che Kate e William “esprimono profonda tristezza nell’apprendere della morte di Jacintha Saldanha” e inviano “pensieri e preghiere alla famiglia, gli amici e i colleghi in questo momento così triste” sottolineando come la duchessa di Cambridge sia stata “meravigliosamente accudita da tutti e in ogni momento al King Edward VII”.

!!!!!!!!!!
Inaccettabile, assurdo, allucinante e insieme pietoso e amaro il suicidio di questa giovane infermiera, al pensiero dei suoi figli bambini lasciati soli, senza la loro mamma!
Ho letto i commenti più svariati sotto questo articolo.
Assurdo dare la colpa alla Famiglia Reale, ma certo il fatto che lo scherzo riguardava loro ha avuto il suo peso sulla psiche di questa donna, sicuramente molto fragile, e loro dovrebbero tenerne conto, e dato il lignaggio e la fortuna pensare a quei bambini concretamente e non cavarsela solo con un comunicato "di tristezza", sentimento che colpisce chiunque legga questa notizia. 
Per il resto ritengo che gli autori dello scherzo avranno avuto un trauma che resterà per sempre nella loro mente e nelle loro coscienze, anche se non potevano certo immaginare che potesse avere simili conseguenze... Quindi non getterei loro la croce addosso...
E' un gesto abnorme, esagerato, la vita non si getta via così, per un ingenuo errore, soprattutto se si hanno figli: a loro doveva pensare la giovane infermiera e non alla figuraccia, ai rimbrotti o alla paura di perdere il posto. Un posto si può ritrovare, ma i suoi bimbi non avranno più la madre. 

Sanità Pubblica cancellata per lo spread


Da: La Repubblica.it

Ospedali, ecco il piano di Bondi tagliati 1770 posti letto

Il fronte più caldo è quello della ristrutturazione del San Filippo Neri: in pericolo la cardiochirurgia. A rischio chiusura l'Eastman (Odontoiatria)

di ANNA RITA CILLIS
Questa mattina, alle dieci in punto, Enrico Bondi incontrerà i manager delle aziende sanitarie del Lazio. La partita che si gioca in queste ore è tra le più delicate: la rimodulazione di ospedali e Asl con inevitabili accorpamenti e, in alcuni casi chiusure, che già hanno portato a una catena di proteste.

Tra le ipotesi messe sul tavolo giusto una settimana fa dal commissario ad acta, c'era il taglio di circa 1770 posti letto di cui oltre 110 per l'oncologia, 450 nel campo dell'ortopedia e traumatologia, 350 in chirurgia generale, 77 per la pediatria e un centinaio per la cardiologia e la dermatologia. In più: la riconversione in strutture residenziali di ospedali come il Nuovo Regina Elena e quelli di Subiaco, Amatrice, Anagni e Acquapendente.

Ma il fronte più caldo riguardava la "ristrutturazione" ipotizzata per il San Filippo Neri che, secondo le proposte messe in campo da Bondi lo scorso 30 novembre, avrebbe potuto dire addio a 130 posti su circa 500 e, a farne le spese sarebbero stati reparti di alto livello come quello di cardiochirurgia, la cardiologia, la chirurgia vascolare e quella toracica oltre a neurologia. Ma nel piano di massima di Bondi non erano state escluse neppure le unità complesse e quelle territoriali per le quale si paventava la riduzione di 605 strutture (da 1670 a 1065) e il taglio di altrettanti primari.

Ipotesi fin qui e che comprendevano, tra l'altro, la chiusura dell'ospedale Eastman, l'unico nella Capitale specializzato in odontoiatria e con annesso pronto soccorso (ogni anno accoglie circa 300mila pazienti), come il trasferimento delle specializzazioni del Forlanini al San Camillo, la chiusura dell'attività di ricovero dell'Inrca sulla Cassia, il trasloco di tutti i reparti di ricovero del Cto al Sant'Eugenio. Il tutto potrebbe essere completamente riscritto, però: nelle scorse ore, infatti, i tecnici di Bondi si sarebbero rimessi al lavoro per elaborare un nuovo documento anche in vista dei "suggerimenti" presentati l'altro ieri dai direttori sanitari.

Ma le contestazioni dilagano: al San Filippo Neri, Spallanzani, Cto e Pertini (che potrebbe perdere 70 posti letto) i dipendenti sono in stato di agitazione. E questa mattina nei primi due ci saranno delle assemblee pubbliche.

E a scendere in campo, oltre ai sindacati, è anche il fronte politico che fa muro  -  in maniera bipartisan  -  contro il rischio chiusure e possibili accorpamenti. I tagli dei posti letto non convincono, infatti, Esterino Montino, capogruppo in Regione del Pd: "Avvertiamo il commissario Bondi che i tecnici della Polverini, i dirigenti dell'assessorato e quelli dell'Agenzia della sanità pubblica del Lazio, stanno fornendo indicazioni sbagliate  -  fa notare  -  il piano predisposto seguendo le loro indicazione vorrebbe tagliare il doppio dei posti letto necessari a rientrare nei limiti imposti dalla legge: 1800 invece di 900. Secondo i nostri numeri invece, i posti in eccedenza sono solo 956".

L'invito a "scendere in piazza a tutti i cittadini" arriva invece da Enzo Foschi e Massimiliano Valeriani, del Pd: "Dobbiamo essere in tanti per far arrivare un chiaro segnale a Bondi perché comprenda che è possibile razionalizzare la sanità con strumenti come l'istituzione di una centrale unica di acquisti, eliminando consulenze d'oro e utilizzando risorse interne". Per Francesco Storace, segretario de La Destra "non si può andare avanti a colpi di forbici nella sanità. Il commissario Bondi non può prendere a rasoiate le nostre strutture". Intanto la direzione del Gemelli ha siglato l'accordo con  i sindacati per il nuovo contratto di lavoro per i dipendenti del policlinico.
(07 dicembre 2012) 
//////////////////////////////

Fino a poco tempo fa qualcuno continuava a riempirsi la bocca con concetti di questo tipo:
Bisogna dare l'assistenza sanitaria a tutti! Anche a chi non ha versato mai una lira di contributi, certo! Agli zingari, agli immigrati che arrivano con i barconi dall'Africa, a quelli che arrivano dai Paesi dell'Est! A tutti, se siamo un Paese civile!
Se opponevi un ragionamento pragmatico eri un fascista come minimo!
Qui bisogna finirla di dire scemenze e bisogna fare i conti con la realtà.
Gli ospedali sono stati costruiti con i soldi dei contribuenti, non dei nomadi, non di coloro che arrivano all'arrembaggio delle nostre coste.
I soldi non ci sono più: lo spread vuol dire questo.
Lo Stato ha speso più di quello che aveva. Sicuramente i contribuenti sono stati derubati dai politici, che hanno gonfiato a dismisura la spesa pubblica per le note ragioni che conosciamo e che siamo stufi di ridirci e ripeterci... Ma il risultato è che prima di cominciare a tagliare con il "machete" sale operatorie che abbiamo pagato, professionalità costruite con anni di sacrifici, e tutto il resto, allora togliamo immediatamente i "regali" a chi non ha mai tirato fuori una lira per costruire questa Italia!
Non si può pagare un carrozzone governativo, definito "Casta", che costa più che in ogni altro Paese, non si può continuare ad elargire ad un furbo parassitismo italiano e proveniente dall'estero assistenza sanitaria gratuita e tagliare con l'accetta a destra e a manca il meglio di quello che il Paese ha.
Tagliamo i parassiti non le eccellenze!
Tagliamo le consulenze milionarie agli "amici" degli "amici"...

Questo che sta facendo Bondi e pure quello che ha fatto in questo anno Monti lo so fare pure io: prendo l'accetta e taglio indiscriminatamente! Faccio pagare tutto a chi già paga!
Ma che esperti di Economia sono mai questi?!!
Macellai sono, perché di macelleria sociale si tratta! 

giovedì 6 dicembre 2012

Disabilità


Da: La Stampa 03/12/2012 

“Siamo tutti imperfetti, ecco perché”




A Torino un grande evento contro i pregiudizi sulla disabilità: 
“Ognuno è portatore di talenti”
GIANLUCA NICOLETTI
TORINO
Per la prima volta in Italia si sentirà parlare di disabilità come di un tema che interessa tutti, non solo chi la soffre sulla pelle o chi ne ha «in appalto» la gestione materiale. Questa sera a Torino - in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità istituita dall’Onu - vede la luce ufficialmente una «macchina da guerra»: aiuterà a diffondere il concetto che non esiste uno «stato di natura perfetto», a cui debba tendere chiunque, e che diverse possono essere le proprie risorse psico-fisiche. 

Una rete di 220 università, italiane e di altri 45 Paesi europei e dell’area del Mediterraneo, garantirà la diffusione del principio secondo il quale nessuno deve essere messo in difficoltà di fronte a un modello di «normalità» per lui irraggiungibile, ma ognuno deve essere valutato come portatore di un patrimonio sorprendente di talenti, anche se «fuori standard», sia nel suo fisico sia nella sua capacità cognitiva o relazionale.  

E’ finalmente un salto avanti fondamentale, fuori dalla stagnazione, di un pensiero civile sull’umanità «imperfetta» e che non può essere limitato a un solo e concreto problema di welfare. Capita spesso, in ognuno di noi, di sentire riaffiorare un ottuso pregiudizio: è quella rassicurante certezza che il «diverso» sia figlio di un dio minore e che non debba interferire con il nostro, già problematico, quotidiano. E’ un inconfessabile pensiero che mai pubblicamente nessuno esternerebbe, ma che galleggia spesso nel sentire comune, anche se avevamo sperato di poterlo seppellire sotto la calce del politicamente corretto. La cosmesi lessicale, quella che ci fa dire «diversamente abile» o «neuro-diverso» o «non vedente», poco ha cambiato nella sostanza la nostra cultura generale sulla diversità.  

Ora il progetto torinese della Fondazione Ircdd -Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio - potrebbe essere una risposta concreta all’indifferenza che, per esempio, costringe i malati di Sla a fare lo sciopero della fame in diretta streaming, perché i media ufficiali si accorgano di loro. Il presidente della Fondazione è il professor Liborio Termine, che racconta di aver avuto l’ idea dopo aver letto un’intervista alla cantautrice inglese Corinne Bailey Rae: lì l’artista diceva che, per lei, il vero tabù sarebbe stato l’essere disabile. Tutto nasceva da un sondaggio fatto nel Regno Unito tra i bambini con handicap, in cui molti si dicevano convinti che, crescendo, sarebbero guariti o morti. E questo solo perché in televisione non era mai capitato loro di vedere un adulto disabile.  

E’ perciò importante che nasca proprio da un network di università il pensiero di una nuova comunicazione tra mondo della «normalità» e quello della «disabilità e del disagio». Oggi è fatale che le risorse pubbliche siano alla lesina, ma questa situazione deve attivare il principio di una risposta specializzata, non puramente assistenziale, ma dotata di strumenti culturali capaci di valorizzare ogni talento ed esperienza che il diverso può offrire ai cosiddetti normodotati. 

Lo spauracchio della congiuntura economica non deve ingenerare un atteggiamento selettivo, basato su parametri di normale efficienza: sarebbe figlio di quella mentalità distorta, secondo la quale nella Germania del 1936, in un libro scolastico, si poneva questo problema di matematica: «Sono 300 mila i malati mentali di cui si prende cura lo Stato. Quanto costano in tutto queste persone a 4 marchi a testa? E quanti prestiti matrimoniali a 1000 marchi l’uno potrebbero venire concessi, utilizzando questo denaro?». 

Nessuno porrà mai più la questione in termini così crudi, ma, perché non ci sia nemmeno un’eco dell’idea che il disabile sia un peso, non basterà commiserare e predicare una caritatevole comprensione. La Fondazione si propone di elaborare modelli e canali di comunicazione nei due sensi: dalla «normalità» alla «disabilità» e dalla «disabilità» alla «normalità», con l’ambizione di diffondere la percezione che tutti noi abitiamo un universo condiviso, le cui dinamiche più felici non sono generate dall’omologazione, ma dalla «varietà». Solo così essere disabile per qualcosa significherà essere abile in qualcos’altro. Nulla di meno di una delle tante possibili maniere di sentirsi comunque parte dell’umanità. 


Questa sera alle ore 20.30 al Teatro Carignano di Torino si terrà una serata-spettacolo per la presentazione della Fondazione Istituto di ricerca per la comunicazione della disabilità e del disagio – I.R.C.D.D. Con il titolo «Punti di vista» saranno presentate opere realizzate per l’evento da grandi artisti come Bernardo Bertolucci, Pippo Delbono, Franco Fontana. Interverranno anche Martina Caironi, Giancarlo Caselli, Alessandra Comazzi, Ernesto Ferrero, Gianluca Nicoletti (autore dell’articolo di questa pagina), Amara Lakhous, Gianluca Pessotto, Gustavo Zagrebelsky: personaggi provenienti da mondi professionali diversi che porteranno il loro contributo sul tema della disabilità e del disagio. Lo spettacolo di questa sera intende costituire un primo momento di apertura e avvio di confronti e colloqui tra realtà strettamente connesse e tuttavia percepite come separate. La serata è gratuita e aperta al pubblico fino a esaurimento posti. 

////////////////////////////

L'evento era a Torino, dunque poteva andarci solo chi era in quella città. La Fondazione però ora c'è e questo conta. 
La persona disabile può avere doti che chi non è disabile magari non ha.
Le disabilità possono essere di tante specie.
La disabilità psichica, ad esempio, non vuol dire necessariamente che chi ne è affetto non possa essere migliore di chi ha la fortuna di essere sano.
Ho conosciuto una madre affetta da una forma di schizofrenia che ha saputo dare a sua figlia valori e insegnamenti che madri sane, ma meno intelligenti e moralmente meno dotate, non hanno saputo dare alle loro figlie.
Nella persona disabile si nascondono tesori...

4 anni, disabile, ma guardate che sorriso

E' disabile mentale, ma è felice con il suo PC
  

Subdoli attacchi alla Libertà

La mia libertà individuale ha diritto di essere fino a che non invade la tua.
Questa semplice regola di civiltà consente civile convivenza fra gli uomini in una società evoluta e democratica.
Le Istituzioni debbono garantire questa libertà con il solo limite sopra riportato.
Un giovane studente che distribuisce volantini durante una manifestazione non invade la mia libertà individuale, eppure questo giovane e altri compagni e compagne, che facevano la stessa cosa, sono stati identificati dalla polizia che prestava il servizio d'ordine ad una manifestazione contro la TAV e, a distanza di un paio di mesi, i genitori sono stati posti, insieme ai loro figli, sotto osservazione dei Servizi Sociali. Necessariamente con un mandato del Tribunale dei Minori.
Volantinaggio
Questo caso è stato discusso oggi nella trasmissione di RAI3 "Brontolo" condotta dal bravo Oliviero Beha che qui dà il meglio di sé, mentre in altre trasmissioni (quando parla di calcio ad esempio) mi annoia un po'. "Brontolo" va in onda di solito dopo "Agorà" condotta da Andrea Vianello, che in un post di qualche tempo fa ho lodato ma che ora, causa le sue continue interruzioni mentre i suoi ospiti stanno parlando e causa il suo lasciarli parlare dandosi sulla voce, non piace più molto e si tende a chiudere perché produce "effetto gallinaio" in cui non si capisce niente.
Tornando sulla garbata trasmissione di Oliviero Beha oggi il servizio sulle famiglie indagate dai Servizi Sociali, perché i loro figli minorenni erano andati alla manifestazione "No TAV" a distribuire i volantini, ha meravigliato un po' tutti i presenti in studio: persino Gasbarri!
I genitori, intervistati nelle loro case pulite ed ordinate, erano insegnanti e un padre lavorava anch'egli nel settore come Educatore, dunque anche lui nei Servizi Sociali e, per questo, aveva a che fare con Assistenti Sociali e tutte le altre figure "professionali" del ramo...  
Che senso può avere far entrare i Servizi Sociali dentro l'intimità di queste famiglie? Cosa debbono accertare gli Assistenti Sociali con le loro interviste e con le loro successive relazioni da trasmettere al magistrato del Tribunale dei Minori?
A tutti appare come una intimidazione. Non sarà per il tema della TAV tanto cara al Presidente delle FF.SS., che se ne fotte  invece dei treni a corto raggio, forse perché servono ai plebei che vanno a lavorare ogni giorno e per questo sono sporchi, inaffidabili negli orari e malmessi?
E' apparsa come una intimidazione, per l'assurdità della risoluzione presa dal Tribunale, al Sociologo Marco Revelli, mentre il giornalista Vittorio Feltri ha espresso un sentimento che è sempre stato anche mio nei riguardi degli Assistenti Sociali: figure che più che altro spaventano e lasciano grandi dubbi sulla enorme discrezionalità di giudizio che viene loro conferita a fronte di una professionalità non si sa da cosa supportata. Non basta infatti il Diploma Universitario biennale che una volta si conseguiva, né altri titoli successivi, per decidere di argomenti così delicati e complessi come la vita delle famiglie.
Figuriamoci poi nel caso di ragazzi dai quali si può anche dissentire, ma che hanno diritto di manifestare le loro idee senza violenza in un Paese che si dice civile e democratico.
Ma lo è ancora? O c'è qualcosa di strisciante che, insinuandosi nelle famiglie con una subdola violenza, preme per comprimere? Ferrero ha parlato di "atto arbitrario", Revelli di "invadenza nei fatti familiari" che "è pericolosa". Mimmo Locasciulli, medico e cantautore, ha parlato apertamente di "professionalità discutibile" dei Servizi Sociali.
Tutte opinioni che condivido pienamente.

Non a caso mi colpisce la drastica ingerenza dei Tribunali e dei relativi Servizi Sociali nella piccola vita di Anna Giulia Camparini, a cui hanno tolto i genitori naturali, (uniti e non belligeranti come tante, troppe, coppie che si contendono i figli come se fossero pacchi), i nonni naturali, il nome e, dopo averla "resettata", l'hanno resa adottabile. 
Motivo, forse, un passato uso di cocaina da parte dei genitori.
Perché non hanno tolto la patria potestà all'ex Presidente della Regione Lazio Marrazzo addirittura filmato con cocaina mentre si intratteneva con dei prostituti travestiti?
Non ha dato forse pubblico scandalo? Non ha nuociuto per questo alla psicologia dei suoi figli? 
Tutto è stato pubblico: anche quando mentiva all'obiettivo televisivo dicendo che era tutto un complotto contro di lui!
Il Tribunale non ha trovato tutto questo sufficiente a togliergli la patria potestà sui suoi figli. A Gilda Fontana e a suo marito sì. Forse perché esistono ancora "nobili" (la Casta) e "plebei"?
Nei fatti sembrerebbe di sì.

La Rete simbolo di Libertà


Da: La Stampa.it
Dubai, 06/12/2012 - I ”regolatori” delle telecomunicazioni

La grande sfida per il controllo di Internet


193 sono i paesi che partecipano a Dubai alla super conferenza dei “regolatori” delle telecomunicazioni


Il summit dei rappresentanti di 193 nazioni. Usa, Russia e Cina litigano su sicurezza e censura
Anna Masera
Internet è patrimonio di tutti. Ma chi ne detta le regole di funzionamento? Man mano che diventa sempre più fondamentale nella vita di tutti, i governi vogliono controllare questo meccanismo di interconnessione globale: ma il rischio è di rovinarlo. Si vuole decidere sul futuro di Internet nei prossimi giorni alla «World Conference on International Telecommunications» (Wcit), che si è aperta lunedì scorso a Dubai e proseguirà fino al 14 dicembre.  

E’ una mega-conferenza dei «regolatori» delle telecomunicazioni dei governi di 193 Paesi, riuniti nell’emirato arabo per rivedere il trattato sulle comunicazioni mondiali alla luce della rivoluzione portata da Internet. E’ organizzata dall’Itu («International Telecommunication Union»), l’agenzia Onu con sede a Ginevra. Schiera i poteri in campo nella battaglia per il controllo - soprattutto economico - di Internet. Finora infatti è stata gestita dagli Usa - dove si è sviluppata - attraverso l’Icann («Internet Corporation for Assigned Names and Numbers»), una partnership pubblica-privata che risponde al dipartimento del Commercio Usa e quindi Washington ha pochi interessi a modificarne lo status quo.  

Ovviamente gli Usa difendono la loro posizione dominante ed è naturale che il resto del mondo voglia la sua parte. Da quanto emerge dalla bozza presentata dalla delegazione russa si vuole stabilire il principio in base al quale «gli Stati membri devono avere uguali diritti nell’allocazione internazionale degli indirizzi di Internet e nell’identificazione delle risorse». Ma Russia e Cina battono sul tasto della sicurezza per non parlare di censura: vogliono maggiore controllo su quello che circola in Rete e guardano a un modello di Internet ritagliato sui confini nazionali. 

Poi c’è un’altra partita, ancora più delicata: riguarda l’interesse della lobby degli operatori europei di telecomunicazioni (Telecom Italia in testa), che vedono i loro guadagni dalle telefonate diminuire grazie alla nuova tecnologia e che chiedono di abolire il principio di neutralità della Rete e far pagare ai fornitori di servizi Web (Google, Facebook, Twitter e così via) il traffico che generano, passando sulle reti di proprietà. 
«Internet rimane un privilegio del mondo ricco», ha affermato Hamadoun Touré, segretario generale dell’Itu. «L’Itu vuole cambiare questa cosa - ha aggiunto - per garantire investimenti in infrastrutture, per aiutare più gente ad avere accesso a Internet». Ma c’è chi teme che il Web possa risultarne danneggiato: a partire da Google nella persona del suo «chief evangelist» Vint Cerf, uno dei padri di Internet, che si è fatto portavoce delle proteste contro la proposta di alcuni Stati membri dell’Itu di permettere la censura su alcuni tipi di contenuto. Secondo Cerf, l’incontro minaccia la «rete aperta» e anche l’Ue si è chiesta perchè «sistemare» il sistema attuale, se funziona. 

Touré ribatte garantendo che «la libertà su Internet non verrà limitata nè posta sotto controllo: nulla può fermare la libertà di espressione oggi e nulla lo farà in questa conferenza. Io non ho mai menzionato alcuna ipotesi di controllo su Internet». Ma gli amici di Cerf non si fidano. 
Da un punto di vista teorico, l’appuntamento si preannuncia quindi della massima importanza, con schieramenti ben decisi a far valere le proprie posizioni. Da una parte gli Usa che tramite l’Icann controllano attualmente le regole del gioco, nello specifico l’assegnazione degli indirizzi sul Web e la gestione del traffico.  

Dall’altra parte le nazioni del blocco orientale che per erodere il potere degli Usa auspicano un trasferimento di poteri a favore dell’ Itu. Da un punto di vista pratico, però, la conferenza difficilmente porterà a risultati significativi. L’Itu opera per consenso e quindi prevede che l’adozione delle nuove misure avvenga tramite l’unanimità: basta un voto contrario per far naufragare ogni nuova proposta. 

//////////////////////////////////////

Come tutte le persone che hanno percorso un bel tratto di vita, di fronte alle novità nutro qualche diffidenza e qualche resistenza. Il contrario dei giovani che assorbono tutte le novità con piacevole disinvoltura. Per non parlare dei bambini: sono delle vere "spugnette".
Però, se sei una persona intelligente, le difficoltà le superi con la curiosità che sempre accompagna l'intelligenza.
Dunque, dopo una prima diffidenza, qualche anno fa ho scoperto Internet.
Internet è una finestra sul mondo e come tale c'è tutto quello che di male e di bene c'è nel mondo.
Ognuno può prendere ciò che vuole dalla Rete secondo chi è: come nella vita di ogni giorno.
Il tentativo di limitare la Rete può attenere solo all'uso criminale di essa: un esempio ovvio è la ripugnante ed ignobile pedofilia.
Per tutto il resto, a mio avviso, il tentativo di limitarla, incanalarla, vietarla è un attentato alla libertà.
Nell'interessante articolo di Anna Masera si apprende che Telecom è in "pole-position" nel regolamentare la comunicazione via WEB per questioni economiche.
Ho una pessima opinione di Telecom e dei suoi sistemi, ampiamente documentata dai miei numerosi post ad essa dedicati con fatti incontrovertibili.
Telecom fa parte di quel sistema Italia che considera il cittadino una fastidiosa pulce da spremere e NON ascoltare nei suoi giusti diritti. Quindi fa parte di quella NON DEMOCRAZIA strisciante che ci rende la vita difficile ed amara.
Non mi stupisco, quindi, della posizione assunta.
Il carrozzone vorrebbe passare per privato, ma sappiamo bene che così non è, altrimenti non potrebbe permettersi disservizi ed abusi verso gli utenti come fa di "default". La "protezione" politica è l'unica strada che consente gli abusi.

mercoledì 5 dicembre 2012

Recupero commenti

Con pazienza sono riuscita a recuperare quasi tutti i commenti, tranne forse uno sotto il post "Marilyn Monroe un mito? Perché?" del 3 agosto 2012.
Evidentemente lo avevo cestinato e dunque non era in "Tutti i messaggi". Ricordo però che era anonimo e diceva più o meno che per lui (o lei) Marilyn era un mito già solo per quello che scrivevo nelle ultime tre righe del post, "il resto è gossip", scriveva testualmente il commentatore o commentatrice.
La mia risposta l'ho recuperata e la ripubblico qui, non avrebbe senso reinserirla sotto il relativo post visto che il commento testuale manca.

Rita Coltellese ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Marilyn Monroe un mito? Perché?":

Il gossip non sempre contiene cose vere. Ho cercato su di lei solo cose accertate. Ciascuno poi mitizza chi vuole, anche secondo il proprio mondo interiore. Ad esempio io trovo mitico chi ha il coraggio di sfidare i nostri limiti fisici, ma con intelligenza e preparazione: ultimo quell'uomo che si è gettato da 39 Km. di altezza con una tuta speciale ed ha "rotto" il cosiddetto muro del suono.

Postato da Rita Coltellese in Rita Coltellese *** Scrivere alle 15 ottobre 2012 20:08 

Recupero di qualche commento

Leggendo sul forum di Guida di Blogger ho trovato una risposta di Fabrizio Castelli, un Master del forum, ad un altro blogger che per errore aveva cancellato i commenti: l'unico modo, scrive Fabrizio, è recuperarli dalla posta, se li abbiamo conservati, facendo taglia-incolla.
Sto tentando di farlo: almeno gli ultimi in ordine di tempo.

ERRORE: COMMENTI CANCELLATI

A CAUSA DI UNO SPAM CHE ERA RIUSCITO A SUPERARE IL FILTRO E NEL TENTATIVO DI CANCELLARLO, HO CANCELLATO I COMMENTI SOTTO I POST: DA OGGI indietro FINO ALLA DATA DEL 16 agosto 2012.
Praticamente tutti quelli che il formato del blog metteva nella 1^ pagina dell'elenco commenti.
L'ultimo, fatto alla data del 16 agosto 2012, che è scampato all'errore è di "lucechearde" sotto il post dal titolo "Romina ed Albano".
Infatti ho accertato che è la data in cui è stato fatto il commento che conta e non quella del post.
Non vi è modo di ripristinarli. 
Pensavo di recuperarli da back-up che a volte eseguo, ma ho verificato che non è possibile e me ne dispiace molto perché ai commenti tengo in modo particolare.
Essi sono il sale di questo blog che compie fra poco 2 anni ed ha superato le 25.000 visualizzazioni, fatto che mi spinge a rinnovarlo per un altro anno.
Gestire il blog non è facile per me e, ho scoperto, neppure per persone che si occupano per lavoro di software da decenni e, in alcuni casi, anche di hardware.
Evidentemente dover gestire una piattaforma informatica costruita da altri non è facile neppure per questi esperti.
Mi stupisco, dunque, di esserci riuscita assolutamente da sola senza fare, fino ad ora, errori marchiani.
L'assistenza da parte di Google Blogger è limitata ad un forum di non agevole uso e comprensione. Dunque mi scuso con chi non ritroverà i propri commenti nell'arco di tempo sopra descritto e sarei felice se potessero reinserirli i diretti interessati.


BOH??

lunedì 3 dicembre 2012

Perché ho votato per Renzi


La famiglia Riva e il finanziamento da 98 mila euro che imbarazza Bersani

La somma risale alla campagna elettorale del 2006, molto prima della lettera inviata dal patron Ilva al segretario per ammorbidire il senatore democratico Della Seta sulle misure anti-inquinamento nel 2010. L'ex ministro, sempre lecitamente ha ricevuto 110 mila euro da Federacciai, che annovera tra i membri anche i gruppi Marcegaglia e Amenduni

Pier Luigi Bersani

Il finanziamento che oggi politicamente imbarazza di più Pier Luigi Bersani risale a sei anni fa ed era stato rivelato nel 2008 sull’Espresso da chi scrive, insieme con Primo Di Nicola. Solo nell’agosto 2012, in occasione dei primi provvedimenti giudiziari sull’Ilva, il contributo di 98 mila euro di Riva era stato ritirato fuori come arma polemica contro Bersani nello scandalo tarantino, prima da Antonio Di Pietro e Beppe Grillo e poi più di recente da Matteo Renzi. Quei 98 mila euro donati dal gruppo che controlla l’Ilva a Bersani in occasione della campagna elettorale del 2006 erano già imbarazzanti allora, perché accettati nonostante Emilio Riva avesse già subito una condanna (per reati più lievi di quelli che oggi lo hanno portato agli arresti domiciliari) e fosse finito nuovamente sotto processo per inquinamento.
Diventano un macigno ora che il giudice per le indagini preliminari di Taranto ha spedito agli arresti domiciliari il patron del gruppo, Emilio Riva, di 86 anni. Un macigno politico, soprattutto, perché dagli atti è emersa la lettera scritta dal vecchio Riva in persona a Bersani nel settembre del 2010 per chiedere di allentare la pressione mediatica sul gruppo Riva favorita anche dagli interventi dell’ambientalista del Pd, Roberto Della Seta, il quale ha negato qualsiasi pressione del segretario su di lui. Per studiare meglio i finanziatori ufficiali delle attività politiche di Pier Luigi Bersani, Il Fatto ha consultato gli elenchi pubblici depositati presso la Camera dei Deputati dove sono riportati tutti i contributi elargiti dai finanziatori di Pier Luigi Bersani nelle campagne elettorali più recenti (2006 e 2008) e anche negli anni precedenti quando ancora esisteva l’obbligo di registrare tutte le donazioni anche sotto la soglia dei 50 mila euro.
Si scopre così che l’associazione di categoria della quale fa parte il gruppo Riva, Federacciai, ha donato 110 mila euro in 4 anni a Bersani. Nel 2004 dona 20 mila euro. Altri 50 mila euro arrivano nel 2006 e Federacciai non si dimentica dell’ex ministro dell’Industria e dello Sviluppo economico neanche nella campagna del 2008 quando dona appena un po’ meno: 40 mila euro. L’associazione padronale che ha versato questi 110 mila euro all’attuale leader del Pd annovera, ovviamente, i Riva tra i suoi membri più influenti, accanto ad altre famiglie d’acciaio come gli Amenduni e i Marcegaglia. Il figlio di Emilio Riva, l’ex presidente Ilva per il quale il pm aveva chiesto l’arresto però rigettato dal Gip, Nicola Riva, è tuttora il vicepresidente della Federazione mentre il nipote Cesare Riva è il presidente dell’associazione di comparto. L’altro figlio, quel Fabio Riva che è irreperibile da ieri e sul quale pende un’ordinanza di arresto, stavolta in carcere e non ai domiciliari, è stato per molti anni vicepresidente di Federacciai.
Pier Luigi Bersani ovviamente poteva lecitamente accettare i soldi dei padroni dell’acciaio come Emilio Riva, che però poteva poi legittimamente scrivergli una lettera confidenziale per chiedergli un intervento sulla questione Ilva, cosa che i malati di tumore o i cittadini pieni di polvere del quartiere Tamburi di Taranto forse non hanno mai fatto, non potendo vantare un versamento così cospicuo alle casse del segretario. Se si scorrono i nomi delle imprese che hanno sostenuto (lecitamente) negli anni passati Bersani si scoprono altri contributi che, come quello di Riva, con il senno di poi sono imbarazzanti. Per esempio i 20 mila euro ricevuti nel 2004 dalla Interconsult di Franco Pronzato, arrestato nel 2011 per corruzione in relazione alla vicenda delle mazzette Enac, genovese, già responsabile trasporto aereo del Pd, un uomo molto legato a Bersani del quale era consigliere al ministero per il settore dei trasporti.
Nel 2008 Bersani ha ricevuto 5 mila euro anche dalla società assicurativa genovese Italbroker di Franco Lazzarini, uomo vicino da un lato a Massimo D’Alema e dall’altro lato in ottimi rapporti con Lorenzo Borgogni, al punto che l’ex direttore centrale di Finmeccanica ha raccontato ai pm di avere incassato proprio da Italbroker ben 2 milioni di euro, un affare discutibile dal punto di vista dell’etica pubblica anche se lecito per i magistrati. Per il resto Bersani conferma il suo profilo di uomo di sinistra che piace ai padroni che effettuano donazioni ai partiti senza guardare troppo allo schieramento per garantirsi buoni rapporti bipartisan. Era questo il caso di Riva che ha donato con generosità a Forza Italia, 575 mila euro dal 2004 al 2006, più 50 mila euro nel 2006 versati da Federacciai a Forza Italia di Imperia, feudo di Claudio Scajola. Ed è questo il caso per esempio della società israeliana Telit che aveva donato poco meno di 20 mila euro a Maurizio Gasparri nel 2006 e ne dona 10 mila a Bersani nel 2008.
Nell’ultima campagna elettorale Bersani riceve 10 mila euro dal Comitato Nazionale Caccia e Natura (che gli aveva già donato 15 mila euro nel 2006), altri 10 mila euro dalla Engineering Ingegneria Informatica, e 20 mila euro dalla Pittaluga Servizio Container di Genova. Altri 20 mila euro Bersani li ha incassati dalla Siram Spa, una società che si occupa di energia e appartiene a una multinazionale francese e che però vantava rapporti di affari anche con Stefano Bonet, incappato nell’inchiesta sull’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito. Infine ci sono i 15 mila euro donati dalla Modena Fiere. Non sono presenti nella lista dei contributi versati per la campagna delle elezioni del 2008 i tradizionali finanziatori di Bersani, come Air One del gruppo Toto che aveva donato 20 mila euro nel 2004 e altri 40 mila euro nel 2006 (nonostante fosse in causa con le organizzazioni dei lavoratori per condotta anti-sindacale) o le coop rosse, che nel 2006 avevano donato poco meno di 100 mila euro, o il Gruppo Gavio che aveva donato 12 mila e 500 euro a Bersani nel 2004.
da Il Fatto Quotidiano di mercoledì 28 novembre 2012
_____________________________________________________________________________

Questo articolo lo ha pubblicato "Il Fatto Quotidiano" non "Il Giornale": non si può dire quindi che sia di parte.

Apprendiamo dunque che, nonostante milioni e milioni di euro estorti agli italiani malgrado un referendum da loro pagato ed in cui hanno detto NO al finanziamento pubblico ai partiti, i politici come Bersani beccavano le cifre sopra esposte.
Non faccio commenti: i fatti sono, già così, eloquenti.

Nonostante il fiume di denaro pubblico e privato, per la scelta del candidato Premier del PD, agli italiani pieni di buona volontà, (è indubbio che così sia) che sono usciti di casa per andare a votare spendendo tempo e carburante dell'auto, sono stati chiesti euro 2, equivalenti a quasi 4000 vecchie lire.
Giustamente qualcuno l'ha fatto rilevare: "Ma come mai, con tutti i soldi dei finanziamenti, chiedete pure la tassa sul voto a chi (bontà sua) si mobilita per scegliere il candidato della sinistra?"
La risposta non manca mai, si adatta sempre alla situazione come un vestito: "Perché si tratta di una coalizione."
Bastava, allora, fare coalizione anche delle spese: un po' SEL, un po' PD, un po'... per Tabacci non saprei, perché dall'UDC è uscito, ha aderito al Gruppo Misto... quindi non so da quali finanziamenti si potevano prendere i soldi per la sua parte... ma sono certa che si potevano prendere...
Il popolo paziente e, nonostante tutto, speranzoso, è andato a votare comunque.
Io compresa.
Perché?
Dal confronto con tanta gente con cui parlo credo di uscirne come campione di quella parte di italiani che non è del PD ma sperava nella novità Matteo Renzi.
Matteo Renzi, dichiara Lino Paganelli del suo Comitato, "Dice quel che pensa e fa quello che dice."
Sembra sia opinione generale e non solo di Lino Paganelli.
L'ha fino ad ora dimostrato con quello che ha detto dopo la sconfitta.
Sincerità, coerenza. Se ne sente tanto il bisogno.

Il PD non canti vittoria. Alle politiche non saremo tutti quelli che hanno votato per la scelta del Premier.
Io sono sempre stata una persona moderata, di idee di centro con simpatie per alcune cose della sinistra, ma attenta anche a certi valori della destra (quando sembrava che ci fossero!).
Visto che i Politici di ogni colore hanno dimostrato con fatti continui e continui di essere solo degli opportunisti senza ideali, gli italiani, che sono pazienti ma non scemi, si sono schifati di loro e hanno deciso di non votare più.
C'è tanta gente che io conosco che non vota più da anni! Altri  lo hanno deciso nell'ultimo periodo, causa le ruberie continue e gli intoccabili privilegi dei politici e delle varie cariche statali superpagate, mentre alla classe media e agli operai veniva tolto tutto!
La gente è stanca. Eppure, davanti a questo giovane Renzi, anche persone di idee tutt'altro che di sinistra, ma magari repubblicane, liberali, hanno pagato la tassa per votare ed hanno votato per due volte...
Parlo di persone anziane... ma che avevano capito benissimo il senso della parola "rottamazione".

Quello di cui deve tener conto la sinistra di Bersani:
La sinistra la deve smettere di difendere tramite i sindacati gli assenteisti, i lavativi, nel lavoro pubblico ma anche nel privato.

La sinistra deve capire che non può tassare la casa senza tener conto del reddito di chi l'ha comperata e ci abita: la gente non può vendersi la casa per pagare le tasse ad uno Stato che allora diventa solo un oppressore, come lo erano i signorotti, i monarca assoluti, i dittatori che operavano una spoliazione del popolo riducendolo in miseria.

La sinistra non può soffocare ogni iniziativa privata con balzelli e burocrazia tali da disincentivare ogni tentativo. Menti preparate, brillanti, che potrebbero creare lavoro, per sé ed eventuali altri, desistono già dall'esame dei lacci e lacciuoli che uno Stato soffocante mette a chi ha delle idee e vuole metterle in pratica.

La sinistra deve prendere atto che l'economia di questo Paese si regge solo e sempre con il denaro pubblico.
Nascono dal nulla ragioni sociali, associazioni, perfino onlus, al solo scopo di fottersi il finanziamento che gli farà avere il politico amico e/o connivente. Creano così una pseudoeconomia, senza idee, senza vera innovazione, che costituisce carrozzoni pretestuosi al solo scopo di acchiappare denaro pubblico.
Bisogna lasciare ossigeno  e la possibilità di lavorare a chi vuole solo creare qualcosa, senza denaro pubblico, ma con l'ingegnosità personale. Ma se si uccide l'iniziativa già dal suo nascere con richieste di balzelli insostenibili, divieti insensati, proibizioni immotivate... l'economia che rimane è solo quella sopra esposta: che economia non è, crescita non è, ma soltanto la solita rapina di denaro pubblico.

Mai come ora la gente che lavora veramente, che vuole lavorare, si è trovata con le braccia legate dallo Stato. 
Uno Stato opprimente solo con gli onesti, mentre intorno si assiste all'arricchimento proprio di chi le regole non le rispetta affatto.
Si assiste all'impoverimento dei migliori di noi: chi ha lavorato veramente per tutta la vita ed ora non ce la fa a pagare una specie di affitto sulla casa che ha acquistato rinunciando a molte cose, ora che con la pensione deve pagarsi anche medicine che il Servizio Sanitario pieno di debiti non può più garantirgli.
Giovani che debbono pagare un mutuo e su quella casa che debbono ancora finire di pagare hanno un carico quasi insostenibile, dati i magri stipendi o le difficoltà della perdita del lavoro... 
Artigiani, commercianti che, di fronte al lavoro che diminuisce, ricorrono agli usurai per disperazione...
Per contro si assiste a tenori di vita inspiegabili dal solo reddito dichiarato (usura? droga?), lo Stato deve controllare. Perché non lo fa?
Perché si tollera un abusivismo edilizio sparso ovunque che crea dissesto del territorio? I comuni (non tutti per fortuna) chiudono entrambi gli occhi. Questo comporta disuguaglianza fiscale (IMU, TARSU ecc.), e pagano solo i soliti che rispettano le regole.

Ecco, la sinistra deve tener conto di quello che esiste di scorretto in questo Paese e NON premiarlo consentendogli di continuare. Per contro non deve punire le persone corrette, che hanno sempre pagato, solo perché sono facilmente individuabili.