giovedì 31 gennaio 2013

Maruccio libero (per ora): I commenti dei lettori sono stupendi!

Da: Il Quotidiano.it

venerdì 11 gennaio 2013 

Roma, torna in libertà Vincenzo Maruccio
Era in carcere per i fondi al gruppo regionale Idv

L'ex consigliere regionale del Lazio, Vincenzo Maruccio, è stato scarcerato questa mattina dal tribunale di Roma il cui gip ha rigettato la richiesta dell'accusa di prolungare di ulteriori 30 giorni la sua permanenza in prigione. Maruccio era stato arrestato per la presunta appropriazione dei fondi regionali di competenza del gruppo consiliare del Lazio dell'Idv Vincenzo Maruccio

ROMA – Torna in libertà il vibonese Vincenzo Maruccio, ex capogruppo dell’Idv alla Regione Lazio, che era finito in manette 12 novembre scorso con l’accusa di peculato. Lo ha deciso oggi il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Flavia Costantini che oggi doveva pronunciarsi sulla richiesta di altri trenta giorni di detenzione per Maruccio avanzata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Stefano Pesci. Per i magistrati era necessaria ancora la detenzione per svolgere ulteriori accertamenti. «Tornerà materialmente libero domani», ha riferito l'avvocato Luca Petrucci, legale di Maruccio. In sede di interrogatorio, questa mattina, il penalista aveva chiesto di non prorogare la detenzione o in subordine di disporre gli arresti domiciliari.

"Amici calabresi" dietro il consigliere dell'Idv

C'è l'ombra del riciclaggio dietro la sottrazione dei fondi del Consiglio regionale laziale che ha portato in carcere a Roma l'ex capogruppo dipietrista Vincenzo Maruccio, originario del Vibonese. Si indaga su nuovi soggetti e uno di loro sarebbe implicato in un giro di usura.

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Vincenzo Maruccio News

Regione Lazio, l’ex capogruppo dell’Idv Maruccio tornerà libero

Redazione Il Fatto Quotidiano
di | 11 gennaio 2013

Visualizzo 40 di 47 commenti

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  • VOCE DEL VERBO FARE : FARE,FARE,FARE E POI FARE... PENSATE SE AVESSE PARLATO DI DI PIETRO, POVERO GIP, QUANTE GATTE DA PELARE!!!! 

  • dove e la VERA GIUSTIZIA ,e proprio questo uno dei motivi principali perche TUTTI RUBANO dopo 3 settimane sono liberi,POVERA ITALIA bisogna sbattere dentro i giudici che fanno queste porcherie, CHE SIATE MALEDETTI FINO ALLA FINE DEI VOSTRI GIORNI.                                                                                                                                                                                                                                      (un padre disperato)

  • Io questo non lo capirò mai. Berlusconi, Lusi, er Bartman de Anagni, i Bossi (tutta la famiglia, se ne salvasse uno) e tutti gli altri che rubano allo stato per arricchirsi, cinquanta sono pezzi di merda sia chiaro, ma almeno rubano per arricchirsi, per fare la bella vita... nella loro disonestà arrivi a comprenderne i motivi: non hanno morale, non hanno ideale e si comportano di conseguenza.
    Ma questo? Ha rubato un milione di Euro per cosa? Per buttarli nei videopoker! ma cosa voleva fare, inventare una nuova categoria di fessi per entrare nel guinness?

  • Angelo55 Moderatore 2 settimana fa
    Uei, e un premio di buon'uscita no???????

  • giannino64 Moderatore 2 settimana fa
    Di Pietro ha proprio la stoffa di un talent scout! 
    Lui batte tutti nel reclutare autentiche chiaviche ! 



  • Scarcerato? assoluzione? chi ha avuto Ha avuto, chi ha dato ha dato..... tutto in prescrizione? Galera lavori forzati fin tanto che non hai restituito fino all'ultimo centesimo. Anche vero che un Croupier in parlamento fa sempre comodo. Una volta tanto non possiamo essere noi il banco?

  • EquaItalia Moderatore 2 settimana fa
    Giusto in tempo per candidarlo alle politiche, magari come capolista.
    Speriamo che facciano uscire anche er batman, per riservargli un posto al Senato.

  • Maruccio starebbe bene in Parlamento perchè lo trasformerebbe in Sala Giochi. Come in effetti lo é!


  • A me la facoltà di non rispondere non piace. troppo comodo. Ma se una persona è chiamata in tribunale DEVE rispondere alle domande. Copiano tutti dal Capostipite che si avvalse della facoltà di non rispondere sulla provenienza dei tanti tanti tanti soldi portati alla banca rasini.
    Se ci chiama equitalia possiamo avvalerci dello stesso diritto?
    a 3 persone piace questo commento.

  • ha ragione berlusconi la giustizia in italia non funziona ma perchè lui sta ancora fuori? e perché quest'altro esce??????????????????? Che schifo di paese, tutti pronti a volere la pena di morte per il falso  cieco e per questi ci vorrebbe un altro piazzale loreto


  • picasso74 Moderatore 2 settimana fa
    la voce del fare.....cassa


  • SCFRO24613 Moderatore 2 settimana fa
    Con un milione di Euro disponibili hai voglia ad ungere ruote; dovrà stornare qualcosa dal malloppone, ma è da secoli risaputo che la libertà ha un costo; vero signori magistrati?


  • mi servirebbero 120 mila euro per finire di pagare casa, sono disposto pure a tre mesi di lavori forzati......... pure 4 va' !!!! a.a.a. cercasi posticino giusto il tempo di fare qualche buco di cassa, astenersi da perditempo !!!!!  A QUESTO ARRIVEREMO SE MOVIMENTO5STELLE NON VINCERA' !!!!


  • un milione di euro..due mesetti di un esperienza che può essere definita un isola dei famosi un pò piu bruttina..et voilà..da oggi carte bollate e vita da nababbo..magari l alternativa delle povere persone oneste che non possono pagare le tasse fosse il carcere 


  • Fabrizio Corbera di Salina Moderatore 2 settimana fa in risposta a emanuele
    Metterei uno striscione di 50 mq davanti casa sua con la parola gigantesca : LADRO.


  • cinquanta Moderatore 2 settimana fa
    Se lo trovo per strada lo metto sotto e poi faccio anche marcia indietro


  • Si dice nei Promessi Sposi che i poliziotti alla fine prendono il vizio dei ladri. Di Pietro poliziotto, magari non ha preso il vizio, ma le frequentazioni si. Comunque Maruccio in confronto a DeGregorio è un ladruncolo di elemosine.


  • restituisse quanto ha RUBATO dai cittadini. i partiti restituissero i finanziamenti pubblici che costituiscono attività di ESTORSIONE alla pari delle COSCHE MAFIOSE (quali sono realmente queste associazioni di delinquenti)


  • Le carceri scoppiano ? E chi vanno a liberare? Mica quello che ha rubato per mangiare, manco pe' la capa....quello che aveva il vizietto e s'è fumato centinaia di migliaia di euro. Come sempre in questo marcio paese se sei un ladro meglio essere un ladrone che un ladroncello affamato....


  • Romano Prodi risolse il problema con l'indulto, salvando kompagni e kamerati. Ora Pannella vuole l'amnistia, mentre  Napolitano chiede pene alternative. E allora facciamo contento il vegliardo e mandiamo tutti gli ospiti delle carceri italiane al Quirinale!


  • Pier Angelo soorbole Moderatore 2 settimana fa 
  • Ora si proporrà per le prossime elezioni, con  "la voce del verbo rubare"!


  • Stefano Cecchini Moderatore 2 settimana fa
    Speriamo lo facciano al piu presto,  altrimenti non potra' partecipare alla grande ammucchiata elettorale in corso...dai che un delinquente in piu in parlamento nemmeno si nota.....e noi paghiamo !!
    a 3 persone piace questo commento.

  • mobbasta veramente Moderatore 2 settimana fa
    "Denuncio il degrado delle carceri italiane, il sovraffollamento e la mancanza di servizi essenziali:
    pensate un solo videopoker per oltre 600 detenuti..."


  •  In tempo per entrare in parlamento.


  • Angelix1975 Moderatore 2 settimana fa
    Ma con tutta sta gente che viene scarcerata e messa ai domiciliari, com'è possibile che le carceri siano così affollate come sostiene Pannella?


  • Ogni volta che lo vedo, dopo Razzi e Scilipoti per giunta, mi chiedo: ma Di Pietro alla sua età non ha imparato a capire le persone? Questi sono un aggregato di segnali subliminali ad alta intensità, un minuto di colloquio e poi un: "no, mi dispiace, provi con il partito di Mastella, è senz'altro più adatto per lei."
    E invece niente e poi il solito "maledett Mariucc, maledett, maledett", per citare Crozza. E questa volta già è andata bene che ci ha risparmiato l'autoceffone  penitenziale in diretta televisiva.




  • Un momento ... non è giusto e....Di Pietro sono curiosa di sentire le sue dichiarazioni. LADRI DI PARTITO e degli ELETTORI.


  • non ce nessun partito  che vuole candidarlo? ha un ottimo curriculum


  • Badklaus Moderatore 2 settimana fa
    Mi pareva strano che fosse ancora al fresco...


  • magamelia Moderatore 2 settimana fa
    Se non si cambia il concetto del rubare nel codice penale dovremo assistere sempre a questi episodi. Non deve essere messo sullo stesso piano chi ruba per necessità e chi invece pur vivendo nell'agio e nel benessere "approfitta" del ruolo pubblico che ricopre per far man bassa dei soldi della collettività. Il politico preso con le mani nel sacco oltre al reato del rubare ha approfittato e tradito la fiducia di chi lo ha eletto. quindi rubando anche a loro. E' urgente apportare queste modifiche per allontanare dalla politica i miserabili che già circolano nel Palazzo ed i miserabili che sperano di entrare in quel Palazzo.


  • il codice penale puo' anche essere fatto rispettare da certi giudici.


  • I magistrati tengono famiglia. Paghe alte, ferie lunghe, fatica poca e, per il resto, tarallucci e vino!


  •  Certo, ma se l'attuale codice prevede che ci siano i termini per la scarcerazione sono impotenti anche loro.
    mostra altro mostra meno

  • e no anzichè poltrire si danno da fare.
    mostra altro mostra meno

  • Se io rubassi una matita avrei l'ergastolo (ci scommetto!) se loro rubano un milione di euro sono in libertà con tante scuse (arriveranno,arriveranno...).
    Peccato che io non possa fare ciò che vorrei e che neanche possa dirlo....


Da leggere e meditare prima del voto!


Il vitalizio è stato abolito? Sì, per i prossimi parlamentari. Quelli che escono dal Parlamento adesso (con un po’ di amarezza e qualche lamento ad alta voce) si possono consolare con le vecchie regole che consentono loro di incassare da subito un assegno significativo, come rivela Franco Bechis su Libero: 6.500 euro netti di vitalizio per Beppe Pisanu (oltre alla liquidazione di 175mila euro sempre netti), 6.500 euro netti per Mario Tassone (oltre alla liquidazione da 158mila euro netti), 6.200 euro netti per Filippo Berselli (oltre alla liquidazione da 278mila euro netti), 6mila euro netti per D’Alema (oltre alla liquidazione da 64mila euro netti),, 5.500 euro per Roberto Castelli (oltre alla liquidazione da 195mila euro netti), 5mila euro netti per Stefano Stefani (oltre alla liquidazione da 176mila euro netti), 5mila euro per Pierluigi Castagnetti (oltre a 111mila euro netti di liquidazione), 6.500 euro netti per Veltroni (oltre a 44mila euro netti di liquidazione), 4.700 euro netti per Claudio Scajola (oltre a 158mila euro netti di liquidazione). 3.600 euro netti per Furio Colombo (oltre a 64mila euro netti di liquidazione) e 3.600 euro netti per D’Antoni (oltre a 111mila euro netti di liquidazione). D’Antoni, fra l’altro, prende anche una pensione Inpdap come ex professore universitario da  5233 euro netti al mese. Fate voi la somma. E poi aiutatemi a trovare qualche studente che sia andato a lezione da D’Antoni, che sono due anni che lo cerco e non l’ho ancora trovato…
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Hai voglia a cercare caro Giordano!!
Questi ex sindacalisti, difensori dei lavoratori!!!, buoni solo a sistemare sé stessi molto bene arricchendosi!
Dalle case degli Enti ad affitti risibili ai Parioli (il più esclusivo e costoso quartiere di Roma!) date per anni a gente come Marini (che poi ha avuto l'opzione per comprarsela la casa che occupava ad un prezzo ridicolo rispetto al valore effettivo dell'immobile), fino a quelli come Ottaviano Del Turco, ora sparito dopo le note vicende giudiziarie...


martedì 29 gennaio 2013

Mi arrendo all'illegalità


PUBBLICO LA LETTERA DI TELECOM A CUI L'UTENTE NON RISPONDE PIU' PER SFINIMENTO. L'UNICA STRADA PRATICABILE ORMAI SAREBBE QUELLA LEGALE CHE RICHIEDE ALTRI SOLDI, TEMPI LUNGHISSIMI, RISULTATO INCERTISSIMO DATO LO STRAPOTERE DI QUESTI APPARATI TUTTI GESTITI IN FINTA PRIVATIZZAZIONE, IN REALTA' INQUINATI DA UN POTERE POLITICO CHE FA QUELLO CHE VUOLE DI NOI CITTADINI RIDOTTI A SUDDITI.
L'ALTRA SCELTA E' MOLLARE TELECOM PER UN "LIBERO MERCATO" CHE LIBERO NON E', PERCHE' TUTTE LE INFRASTRUTTURE SONO IN MANO A TELECOM. PERSONALMENTE LO FAREI SUBITO, MA NON VIVO DA SOLA E CHI VIVE CON ME TEME ALTRI DISSERVIZI, CHE MOLTI UTENTI HANNO AVUTO LASCIANDO TELECOM, MA HO ALTRI ESEMPI CHE, INVECE, SI TROVANO MOLTO BENE CON TISCALI O INFOSTRADA

Asti, 22/01/2013
N.Prot. C9522094
Oggetto: Contatto del 19/01/2013 n. 101270609
Gentile (nome omesso),
in riferimento alla sua segnalazione del 19/01/2013 e come già comunicato nelle mail
precedenti, siamo spiacenti di informarla che la sua richiesta non può essere accolta, in quanto
da verifiche effettuate risulta che il guasto Adsl non sia imputabile a Telecom Italia ma, come da
prove eseguite in data 15/05/2012 con nostro tecnico presso la sua abitazione, il disservizio era
causato dal Modem di sua proprietà.
Le ricordiamo che la sezione "Contattaci" nasce come servizio informale di assistenza
clienti ed il dare del tu non è una scortesia nei confronti del cliente ma un adeguamento al
linguaggio del mondo web
Le ricordiamo che in qualsiasi momento, nella sezione "Le mie richieste" dell’Area Clienti,
potrà seguire lo stato d'avanzamento delle sue pratiche.
Grazie per averci contattato sul sito.
Carlo
Servizio Clienti telecomitalia.it
Distinti saluti Telecom Italia S.p.A.
Servizio Clienti Residenziali
Telecom Italia
Servizio Clienti Residenziali
Casella Postale 211
14100 ASTI
Per la storia che ha condotto a questa ultima e-mail rimando, a chi non avesse letto i post precedenti, ai sottostanti link che aprono i post che hanno trattato questo argomento: 
http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2012/11/telecom-inquietante.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2012/05/telecom-zero-in-condotta.html

La schifosa scatoletta "router" che Telecom ci voleva rifilare (e con molti utenti ci è riuscita con questo scherzetto di cambiare il settaggio di trasmissione in certe zone senza dire niente) valeva, tecnicamente parlando, molto meno del nostro router che funziona presentemente e che ha SEMPRE funzionato.
Anche se mio marito è un Fisico Sperimentale, è diventato scemo a cercare di capire quello che avevano fatto e lo ha aiutato anche un tecnico informatico esperto di trasmissione dati. Alla fine la scoperta! Avevano cambiato il settaggio. Modificato tale settaggio e rifiutata la "sola del loro router" che il loro tecnico, addestrato all'uopo, ci ha offerto quando è venuto a casa nostra, tutto ha funzionato benissimo.
A nulla sono serviti i ragionamenti tecnici opposti da mio marito e dal tecnico, il "piazzista" dei router Telecom ha applicato il "muro di gomma": "Io non so, per me questo funziona e quest'altro no... ecc. ecc." 
Eh certo che il loro funzionava! Era settato sul nuovo codice che Telecom aveva cambiato e che non ha comunicato, anzi, non l'ha neppure mai ammesso!
D'altra parte ammetterlo significa confessare che fa questi cambi senza informare l'utenza ed offrendo al povero cliente-suddito il suo router di merda a euro 90, oppure in affitto a un tanto al mese!
Che vergogna fare questi squallidi giuochini!
Parlando con diverse persone ho appurato che a loro era accaduto e, non avendo le competenze che ha mio marito, avevano solo constatato che il loro router presso il loro rivenditore di fiducia funzionava benissimo! Mentre a casa loro non più! Ed erano stati costretti ad acquistare quello che il tecnico Telecom aveva loro proposto come UNICA soluzione al loro problema!

Siamo inermi di fronte a tanta sfacciataggine. Fare causa portando la testimonianza di due persone esperte per euro 70 di rimborso e contro un ufficio legale di un simile Apparato... è impossibile.
Mi arrendo all'illegalità.

lunedì 28 gennaio 2013

Ustica, vergogna d'Italia!

Ustica, la Cassazione: "Fu un missile" Lo Stato condannato al risarcimento
Il relitto del DC9  Il relitto del DC9
ultimo aggiornamento: 28 gennaio, ore 19:41
Roma - (Adnkronos/Ign)  
La Suprema Corte ha reso definitivo il risarcimento danni nei confronti dei familiari dei morti nella strage, avvenuta il 27 giugno 1980 sul volo Bologna - Palermo. Per gli ermellini non fu quindi "un'esplosione interna al Dc9 Itavia" che volava con 81 persone a bordo. Il verdetto per non aver garantito "la sicurezza dei cieli con il controllo dei radar civili e militari"

Lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno del 1980 a causa di un missile e non di una esplosione interna al Dc9 Itavia sul volo Bologna - Palermo con 81 persone a bordo, per non aver garantito con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli. Questo in sintesi il verdetto della Cassazione che, con la sentenza numero 1871, della Terza sezione civile, depositata oggi, condanna lo Stato al risarcimento. Per la Corte, "da un lato è abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile accolta dalla Corte d'Appello di Palermo".
In particolare, la terza sezione civile ha convalidato la decisione della Corte d'appello di Palermo dell'anno scorso che aveva dato il via libera ai risarcimenti, condannando dunque il ministero della Difesa e dei Trasporti a risarcire i familiari. Nella pronuncia di oggi, la Corte afferma che "non c'è dubbio che le amministrazioni avessero l'obbligo di garantire la sicurezza dei voli". Inesistente anche la questione della prescrizione visto che, come spiegano gli ermellini, "è ravvisabile la sussistenza del reato aviatorio colposo".
In conclusione, la Suprema Corte spiega che "l'attività volta a garantire la sicurezza della navigazione aerea civile è pericolosa quando risulta esercitata in condizioni di anormalità". Da qui l'ok al risarcimento per i familiari delle vittime.
"Adesso cerchiamo di leggere anche questa sentenza per vedere quali passi avanti si siano fatti sulla strada della verità. Certamente, le famiglie e l'Italia aspettano ancora una parola definitiva, la Cassazione potrebbe averla data" ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
Per Walter Veltroni del Pd "la Cassazione ha scritto una pagina importante sulla strage di Ustica. Finalmente la lunga teoria dei depistaggi e delle false teorie viene spazzata via". "Si riconosce che quella terribile strage è stata causata da un missile, che attorno a quell'aereo abbattuto col suo carico di vittime e di dolore fu combattuta una battaglia sui cieli italiani".

"Non poter mai sapere verità sulle stragi - scrive Nichi Vendola su Twitter - è una delle malattie del nostro Paese. Bene quindi decisione Cassazione su Ustica: un po' di luce".

''Bene la sentenza della Cassazione sulla strage di Ustica - dichiarano in una nota congiunta Paolo Ferrero e Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista -, ma da 32 anni mancano giustizia e verità su quanto accadde, sui depistaggi da parte di settori dello Stato, sulle stragi come sui rapporti tra mafia e politica. Bisogna abolire completamente il segreto di Stato per far luce su Ustica come sugli altri aspetti oscuri della storia del nostro Paese".
''La Cassazione oggi, dopo 33 anni - dichiara Giorgia Meloni, fondatore di 'Fratelli d'Italia - Centrodestra nazionale' -, riconosce finalmente che Ustica fu una strage procurata da un missile e che quel governo della Prima Repubblica coprì e tentò di depistare le indagini. Un governo che evidentemente non faceva gli interessi dell'Italia, ma quelli di alcune potenze straniere, responsabili di quel tremendo atto terroristico. Ciò dimostra come l'Italia in quel periodo fu succube inerte di poteri forti che premevano dall'esterno''.

''Lascia allibiti l'incapacità dello Stato di difendersi in un giudizio civile - dice il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica all'Adnkronos -, soprattutto dopo che la Cassazione penale aveva consegnato alla storia un giudizio diametralmente opposto''.''Con questa sentenza -avverte Tricarico- scopro che ai tanti poteri oscuri dell'Italia bisogna aggiungere il 'Partito del Missile', in grado di far prevalere presso un giudice monocratico quella stessa tesi che il lunghissimo procedimento penale aveva rigettato come fantascienza''. ''Il prezzo di questa sentenza - aggiunge l'ex consigliere militare a palazzo Chigi con i governi D'Alema, Amato e Berlusconi - non si misurerà soltanto in milioni di euro, ma in perdita di credibilità per lo Stato tutto''.

"Si può tirare un sospiro di sollievo su questa sentenza, che finalmente mette la parola 'fine' alla vicenda" dice all'Adnkronos il giudice Rosario Priore, protagonista dell'inchiesta sulla strage nei cieli di Ustica.

"La sentenza definitiva della Cassazione secondo cui ad abbattere il Dc9 dell'Itavia è stato un missile - fa notare il giornalista Giampiero Marrazzo, direttore dell''Avanti!' e autore insieme al collega Gianluca Cerasola del film inchiesta dal titolo 'Sopra e sotto il tavolo' -, coincide perfettamente con la tesi, affermata dal Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, nell'inchiesta da me condotta e nel procedimento portato avanti dall'avvocato Daniele Osnato, legale dei familiari delle vittime di Ustica".

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Uno dei passeggeri dell'aereo dell' ITAVIA abbattuto da un missile non italiano
Dopo il Giorno della memoria di un orrore senza fine, celebriamo un giorno di una Triste e Vergognosa Storia che ha attraversato più di 30 anni della storia della Repubblica Italiana che, stupidaggini politiche e giornalistiche, continuano a suddividere in prima, seconda e di recente hanno iniziato ad introdurre anche terza repubblica!
La Repubblica è sempre la stessa: quella che fondammo alla fine della Seconda Orribile Guerra Mondiale.
Quello che non è mai cambiato è quello che ha twittato Nicola Vendola e che potete leggere riportato nell'articolo di Adnkronos/Ign. E se non è mai cambiato non è per "ragioni superiori di interesse ed opportunità politica in sede internazionale", come dicono figuri politici di ogni colore per giustificare le loro scelte scellerate, ma perché non ci governano uomini intellettualmente onesti.
Ecco dunque una sentenza che dice quello che avevamo capito tutti ma che, se non lo dice la sentenza di un giudice, NON SI PUO' DIRE.
Hanno trovato un escamotage per dare almeno il risarcimento alle famiglie: il botto, la deflagrazione è stata provocata dall'esterno, dunque E' STATO UN MISSILE e siccome lo Stato deve garantire "la sicurezza dei cieli con il controllo dei radar civili e militari",  e NON l'ha garantita, adesso paga, deve pagare.
Ergo: paghiamo sempre noi con le nostre tasse come per il Cermis.
Speriamo che (chissà, potrebbe essere!) gli Stati esteri che hanno provocato "quell'azione di guerra" sui nostri cieli, abbattendoci un aereo civile e provocando il fallimento ingiusto di una nostra compagnia aerea, vittima innocente, e la conseguente disoccupazione dei suoi dipendenti, ci abbiano risarcito sottobanco con finanziamenti in forme varie e a noi popolo sconosciute!
Ma questo è nel campo delle ipotesi molto remote...
Quello che sappiamo per certo che noi abbiamo i morti, fra cui 11 BAMBINI, noi abbiamo l'ITAVIA parte lesa, che andrebbe anch'essa risarcita, noi abbiamo la gente che ha perso il lavoro, e NOI PAGHIAMO ANCHE CON I SOLDI DI NOI TUTTI.

Chi sono questi politici che consentono tutto questo? Sono i politici che abbiamo avuto al potere dal 1980 ad oggi!!
Tutti! Senza eccezione alcuna.

Leggete cosa si è permesso di dire il generale Tricarico: ex consigliere militare a palazzo Chigi con i governi D'Alema, Amato e Berlusconi! E traetene le ovvie conseguenze del caso! Il giudice Priore, che ha a lungo avuto in mano le carte processuali, disse: "questa è la verità processuale, non quella reale. Che può essere diversaLo disse in un'accesa discussione, trasmessa per radio dalla RAI, con il politico Giovanardi sulla verità su Ustica (da un mio post del 6 ottobre 2011).
Sapeva bene, Priore, che non puoi affermare la verità, palese per tanti fatti, se non la incastri bene in una realtà processuale.

Ma gli italiani l'hanno capita benissimo la verità dei fatti, l'hanno capita grazie ai tanti tasselli del mosaico che sono venuti fuori, nonostante gli insabbiamenti, i depistaggi e... peggio! Come gli italiani sanno bene... purtroppo!
I depistatori hanno cancellato alcuni tasselli, altri ne hanno fatti mancare... ma i pezzi visibili del puzzle, come i pezzi del povero aereo che, pur non essendo tutti, mostrano che è l'aereo dell'ITAVIA, fanno vedere benissimo come sono andati i criminosi fatti!


domenica 27 gennaio 2013

Immigrazione e malattie

Da: Il Messaggero.it

Tbc, San Camillo: «Nel Lazio 600 nuovi casi l'anno»

Presentato il progetto per la prevenzione contro la tubercolosi




ROMA - La tubercolosi rappresenta ancora oggi un problema sociale, in aumento nelle fasce di popolazione che vivono in condizioni economiche disagiate. È stato presentato questa mattina nell'aula magna dell'ospedale Forlanini, il progetto «Prevenzione contro la Tbc», per formare medici e infermieri sulla prevenzione e sul trattamento di questa malattia.
«Ogni anno si ammalano 9 milioni di persone: 450 mila casi in Europa, 4.500 in Italia, 600 nuovi casi l'anno nel Lazio» annuncia il prof. Aldo Morrone, direttore generale dell'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini. «Il primo passo per combattere qualsiasi malattia rimane sempre la conoscenza e l'informazione - continua Morrone - Per quanto riguarda la Tubercolosi, la prevenzione va realizzata in centri specializzati o nei grandi ospedali polispecialistici, prima di tutto perché la malattia è difficile da individuare, in quanto si confonde con altre patologie polmonari e in secondo luogo perché, se si tratta per esempio di una forma che colpisce le ossa o altri organi, c'è bisogno della collaborazione di ortopedici e altri specialisti».

Nella U.O.C. di Broncopneumologia e Tisiologia del San Camillo Forlanini i pazienti stranieri affetti da tubercolosi sono il 55% «Solo perché in città grandi come Roma c'è un numero maggiore di stranieri, ma gli italiani contraggono la Tbc esattamente quanto gli immigrati. La Tbc è una malattia che interessa le classi più povere» precisa il dott. Mario Giuseppe Alma, direttore del reparto.

«Accade quando si vive in condizioni igieniche disagiate, in case sovraffollate, quando si mangia poco o male, ingerendo cibo con scarso apporto vitaminico o proteico - aggiunge l'esperto - oppure se si fa un abuso di alcolici o ci si sottopone a forti stress psichici che favoriscono l'insorgere della malattia». «Le situazioni che più frequentemente troviamo associate alla Tbc sono l'etilismo cronico, il diabete, stati di immunodepressione da malattie o da farmaci, stati di stress psichici o fisici - continua il dott. Alma -. La povertà è stata spesso riscontrata come causa dell'insorgere e del diffondersi della malattia: la Tubercolosi è un problema sociale».

«Il fumo aumenta del 50% il rischio di contrarre la Tbc» ha aggiunto intervenendo all'incontro, il dott. Alfonso Altieri della U.O.C. di Broncopneumologia e Tisiologia del San Camillo Forlanini. «Il fumo da tabacco paralizza il sistema immunitario che non riesce più a reagire a sufficienza per combattere il batterio - ha continuato Altieri -, quindi, in condizioni che favoriscono l'insorgere della tubercolosi, come la scarsa igiene, l'alimentazione non corretta, l'abuso di alcool, il fumo contribuisce a contrarla».

L'agente infettivo responsabile della Tbc è il Mycobacterium Tubercolosis, detto anche «Bacillo di Koch». Il contagio avviene più frequentemente per via aerea: attraverso le minuscole goccioline di saliva che contengono il bacillo, espulse nell'aria quando si tossisce. La malattia colpisce più spesso il polmone, ma può essere coinvolto qualsiasi altro organo. La diagnosi si effettua mediante un test cutaneo o un esame del sangue.

Sviluppare la Tbc, e anche guarirne, dipende spesso dalle condizioni generali di salute. «Se il paziente non è resistente ai farmaci e si cura nella maniera adeguata, guarisce completamente. Il rischio di recidiva (5%, a 2-3 anni) - prosegue il dott. Alma - aumenta in condizioni socio-economiche disagiate». «È necessario - aggiunge Morrone - che i pazienti seguano scrupolosamente le terapie e i controlli prescritti dal medico per tutto il tempo utile alla guarigione».

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Non vorrei apparire presuntuosa né ostile verso gli immigrati, ma alcune cose scritte in questo articolo, anche se dette da medici specialisti in malattie polmonari, non mi convincono del tutto.
Per quel che risulta a me, nata nel 1946, la Tbc era stata quasi debellata in Italia.
Ricordo mio padre che, incontrando per la strada un suo conoscente il quale, dopo i saluti, voleva baciare la bambina di circa 6 anni che allora io ero, fu respinto con ansioso timore dal mio genitore ricordandogli che lui aveva avuto la Tbc. Fu un gesto che ricordo perché mi sembrò molto scortese da parte di mio padre verso un gentile signore che, però, all'apparenza non se ne offese. Dopo mio padre commentò con mia madre, offeso invece lui: "Ma come si fa a voler baciare una bambina se sa quello che ha?!" Era scandalizzato dal comportamento imprudente di quel suo conoscente.
Questo nei primi anni '50 era ancora il timore verso questa malattia che tante vite aveva falciato in passato.
Con gli Enti mutualistici prima e con il SSN dopo era stata resa curabile perché diagnosticata per tempo. Ricordo la prevenzione nelle scuole. Durante la scuola primaria, ma mi pare anche nella secondaria, la mia classe veniva condotta a fare questo genere di controlli in ambulatori attrezzati per la prevenzione nelle scuole: ci facevano i raggi x ai polmoni e la reazione alla tubercolina.
Tutto questo mi pare che non avvenga più da anni.
Forse perché con il SSN per tutti si è pensato che non era più necessario.
In questo modo si è perso il controllo sulla prevenzione.
Ciò nonostante mi è capitato di conoscere casi, sporadici, di persone, a mio avviso predisposte, che hanno contratto questa malattia.
Intorno ai primi anni '60 ricordo un caso di un mio coetaneo che si ammalò di una grave forma di tubercolosi ossea.
Più o meno nella stessa epoca, una giovane che aveva 6 anni più di me si ammalò di tubercolosi delle vie genitali. Si curò ma pensava di non poter avere figli per questo: invece ne ebbe ben due.
Nei primi anni '70 una giovane mamma dovette lasciare i suoi due bimbi in tenera età per andare a curarsi in sanatorio per un attacco di Tbc polmonare...
Dunque posso credere a quello che dicono questi medici e cioè: "gli italiani contraggono la Tbc". Ma è mia convinzione che l'ingresso indiscriminato di persone provenienti dai Paesi più poveri abbia necessariamente riproposto il problema riportandolo a statistiche del primo dopoguerra.
Non dirlo esplicitamente fa parte di quei tabù sociali imposti dal timore di sembrare fascisti o razzisti.
Non mi piacciono i tabù, non mi piace il condizionamento sociale e politico che vorrebbe privare la gente della libertà di esprimere concetti ovvi, con la minaccia inespressa, ma sempre lì pronta, di esecrazione per un inesistente razzismo.
Qui non c'entrano né il bieco e stupido sentimento razzista, né il fascismo: c'entra solo la realtà dei fatti.
Masse di persone entrano dall'Africa, dai Paesi dell'Est, dai Paesi Sudamericani, dall'India, dal Pakistan, ma anche dalla Cina e si tratta di persone povere, poverissime, dunque cresciute malnutrite, non controllate nella salute affatto... ed entrano senza alcun filtro sanitario, e si spargono per la Penisola portando con sé quel che ne consegue.
Non tenere conto di questa immigrazione incontrollata vuol dire essere ipocriti.
Non a caso i nostri emigranti non entravano negli Stati Uniti se prima non venivano visitati da medici e messi in quarantena a Ellis Island.

sabato 26 gennaio 2013

Il Giorno della Memoria

Da: Wikipedia
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In questo giorno si celebra la liberazione da parte dei sovietici del campo di concentramento di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945.


Da: CASTELLINEWS.IT



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Da: Castellinews.it
Bandiere a mezz'asta su Palazzo Colonna
Redazione
Marino ricorda la Shoah
(Marino - Attualità) - La Città di Marino si prepara a celebrare il Giorno della Memoria, ricorrenza nella quale il pensiero della comunità internazionale è rivolto alle vittime della Shoah. Istituito dal Parlamento Italiano con la legge 211 del 20 luglio del 2000, nel Giorno della Memoria si ricorda «la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che subirono la deportazione, la prigionia e la morte e tutti quelli che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, mettendo a rischio la propria vita per salvare tante altre vite e proteggere i perseguitati». Nel ricordo di quel 27 gennaio di sessantotto anni fa, in cui i soldati dell'Armata Rossa, abbattendo i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz in Polonia e liberando i prigionieri sopravvissuti allo sterminio, resero noto al mondo intero il più atroce degli orrori nella storia dell'umanità: il genocidio nazista contro il popolo ebraico.

La Città di Marino, nel ricordo delle tantissime vite spezzate e del pianto della comunità ebraica che la guerra ha colpito nei suoi affetti più cari per la follia omicida perpetrati dalla dittatura nazista, si unisce a tutti i Comuni italiani nelle celebrazioni onorando il cerimoniale che vuole, per questa data, le bandiere nazionale ed europea esposte a mezz'asta. In segno di memore omaggio alle vittime dell'olocausto e alle persecuzioni del popolo ebraico. L'Amministrazione comunale auspica che, in prossimità delle celebrazioni del 2 febbraio promosse per il 69 anniversario del Bombardamento di Marino in vista della giornata in Ricordo dei Martiri delle Foibe Istriane del 10 febbraio, gli anni trascorsi da quei tragici eventi che hanno unito in un unico pianto i popoli, possano favorire il moto d'animi mirato ad una memoria sempre più realmente condivisa in nome dell'unico popolo italiano da noi tutti formato, come recita la Costituzione, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.





Giulia Spizzichino, la farfalla impazzita che ha fatto estradare Priebke

  • cover_spizzichino
© casa editrice Giuntina

Giulia Spizzichino è una bella signora romana che potrebbe tranquillamente barare sulla sua età. A 86 anni ha l'energia e la vitalità di una donna ben più giovane, e tutto l'entusiasmo di una scrittrice esordiente. Ha appena pubblicato con Giuntina La farfalla impazzita, romanzo autobiografico che ha riacceso i riflettori sulla sua storia personale.
Giulia Spizzichino, infatti, è stata testimone della più grande tragedia del Novecento, la Shoah. Ebrea romana, da ragazzina ha visto sparire 26 persone della sua famiglia, alcune trucidate alle Fosse Ardeatine, altre ad Auschwitz. Benché i suoi genitori e i suoi fratelli si siano salvati – grazie alla lungimiranza del padre e a un po' di fortuna – la perdita di nonni, zii, cuginetti ha pesato per tutta la vita su Giulia, e si è tramutata in un dolore sordo che l'ha accompagnata costantemente. Senza farle perdere la sua grande forza d'animo: grazie a lei, che negli anni Novanta non ha esitato ad andare in Argentina a perorare la causa dell'estradizione di Erich Priebke, il criminale nazista ha interrotto il suo esilio dorato e ha affrontato la giustizia.
Giulia Spizzichino non ha avuto una vita facile: due matrimoni finiti male, un figlio perduto in tenera età. “Oggi ho un compito che non mi aspettavo”, scrive, “quello di testimoniare. Devo raccontare ciò che è stato, non può cadere tutto nell'oblio”. E il suo libro ci riesce benissimo.
-Perché questo titolo, “La farfalla impazzita”?
«È il soprannome che mi ha dato un caro amico, Stefano Persiano. Mi sono ritrovata in questa definizione. Dopo la tragedia che ho vissuto, ho volato e volato senza sapere cosa cercare».
-Quando è iniziata per la ragazza Giulia l'esperienza del dolore?
«Avevo 11 anni quando per le leggi razziali sono stata cacciata da scuola. Poi mio padre fu inviato al confino, solo per aver tentato di aiutare uno zio rimasto senza lavoro a ottenere una licenza per il commercio. Mia madre si trovò d'improvviso sola, senza papà che era il nostro pilastro, a occuparsi di noi bambini e del negozio. Fu terribile. Ma il peggio doveva ancora arrivare: il rastrellamento nel Ghetto, la retata del 21 marzo 1944 che portò via sette maschi adulti della famiglia di mia madre... Io avevo 17 anni, e vissi fino al 1945 nell'illusione che tutti sarebbero tornati a fine guerra. Fu mia madre a stroncare le mie speranze, dicendomi erano tutti morti».
–Nel suo libro, c'è un passaggio scioccante: lei dice che la morte del suo bambino fu sconvolgente, ma il dolore provato per il massacro dei suoi familiari è “una vetta che non si può sfiorare”...
«Sulla tomba di mio figlio ho potuto piangere. Ma i miei familiari sono diventati polvere, non c'è un luogo dove io possa piangere per loro».
-Il suo ruolo è stato decisivo per l'estradizione di Priebke.
«Dopo la morte di mia madre, ho sentito il dovere di essere testimone. Non c'era in me desiderio di vendetta, ma di giustizia. Quando ho saputo che Erich Priebke viveva tranquillo in Argentina, sono partita e ho fatto di tutto perché fosse processato. Ho partecipato a incontri, trasmissioni televisive. Ho incontrato ambasciatori, vescovi. Credo che Priebke sia stato costretto a lasciare l'Argentina nel 1995 anche per il lavoro che ho svolto, raccontando la mia storia».
-Lei ha presenziato a tutti i processi al criminale nazista. Che impressione ha avuto di lui?
«Credeva di potersene andare. L'ho sentito chiedere in spagnolo, che io parlo, a persone a lui vicine durante il processo, di comprargli camicie, vestiti, che voleva portarsi in Argentina, al suo rientro. Ho pianto disperata quando è stato assolto, al primo processo. Per due anni, finita la vicenda Priebke con la condanna all'ergastolo, mi sono stati assegnati degli agenti della Digos per proteggermi, perché ho ricevuto minacce di morte».
–Come è nata l'idea del libro?
«Ce l'avevo nel cassetto da tempo. Ho sempre amato scrivere. Da ragazza scrivevo racconti, poesie e canzoni, ho collaborato con il giornale “Bella”. Come scrivo nel libro, mi piacerebbe che mandasse un messaggio, che riesca a trasmettere qualcosa a chi lo leggerà».
Un messaggio di speranza: perché una storia raccontata, come quella di Giulia Spizzichino, non sarà una storia dimenticata. Preservare la memoria è un dovere nei confronti di chi – ebreo come la famiglia di Giulia, partigiano o vittima innocente scelta dal caso – si è tentato di cancellare.

Info: La farfalla impazzita. Dalle Fosse ardeatine al processo Priebke di Giulia Spizzichino, con Roberto Riccardi. Giuntina, 12 euro
24 Gennaio 2013, Maria Tatsos



Mai dimenticare. Io, di certo, non ho bisogno delle ricorrenze per ricordare. Non perché sia stata toccata personalmente da questo orrore, dato che non sono di cultura o religione ebraica, ma perché sono stata toccata nella parte più intima di me stessa, a 14 anni, dalle immagini dei filmati girati nei campi dagli Americani. Fino a quell'età avevo sentito solo degli accenni a quanto era successo prima che io nascessi. Né la mia famiglia, di cultura e formazione cattolica, né la Scuola, né la Parrocchia che frequentavo, mi avevano mai parlato della realtà di quell'orrore. Forse per preservarmi?
So soltanto che l'idea del mondo che fino a quel momento avevo introiettato era di un mondo evoluto, gli orrori erano esistiti nel passato, quando gli uomini erano più ignoranti e quindi più brutali...
Lì, davanti a quelle immagini in bianco e nero trasmesse da un piccolo televisore della mia casa di Via Ottaviano a Roma, scoprii con sgomento che l'orrore era a pochi anni da me, non nel buio Medio Evo, non relegato nelle pagine lontane della Storia, ma a pochi passi dalla mia nascita: ed io provai un sentimento devastante, pensai che non avrei mai voluto nascere in un mondo che era stato capace di fare questo. Nel secolo in cui l'Uomo sembrava aver fatto passi da gigante rispetto ai secoli precedenti, levandosi in volo, scoprendo la Relatività e come fosse fatto l'Universo, e le cellule che compongono la vita biologica e tante altre scoperte, agiva peggio di ogni bestia della Terra sui propri simili, senza pietà, senza umanità... Ecco era l'Umanità stessa che veniva negata e uccisa dalle azioni mostruose di uomini su altri uomini. L'insensatezza di un simile agire mi sprofondava in un rifiuto totale di quegli uomini. Non potevo difendermi se non elaborando un concetto diverso del mondo da come me lo avevano rappresentato fino a quel momento la mia famiglia, i miei insegnanti, i cultori della mia educazione religiosa, per i quali il massimo dell'orrore rappresentatomi era la crocifissione di Gesù Cristo. Orribile condanna a morte che, scoprii in seguito, era stata comminata ad un numero infinito di poveracci e non solo a Gesù...
Nessuna ideologia, nessuna guerra, possono spiegare quell'orrore. L'unica spiegazione che sono riuscita a darmi, ormai giunta  a 66 anni, è che esistono esseri umani fuori fatti apparentemente come noi e dentro mostruosi e cercano solo una scusa, appunto una guerra, un'ideologia folle, per sbranare altri uomini, godendo della loro sofferenza.

Bambini da stringere al cuore


L'Addio Infinito.

http://www.fanpage.it

Nel Giorno della Memoria. 

L'Addio Infinito

La mano che l’aggrappa,

il fucile che scalpita,

gli occhi sgranati di un bambino impaurito,

le urla di mamma a scandire l’addio.

Le lacrime scendono, il cuore si spezza,

con le mani giunte prega l’Iddio

che finisca il tormento, l’orrore in oblio.

L’uomo finisce, la bestia che insorge,

risposte non trova la mente violata,

solo un abbraccio diventa la vita,

la luce si è spenta, il sole a mezzogiorno.

Scende la notte, in cielo la luna,

il freddo pungente non è una tortura,

solo un pensiero che blocca il respiro:

dove sei o mia piccola creatura?

Mamma ti penso, vorrei averti accanto,

tra il filo spinato di un campo smarrito

ovunque ti cerco, la tua voce, il sorriso.

L’epilogo è pronto, il mio cuore è già morto,

la più grande tra le pene,

perché mai più potrai sentirmi dire:

Mamma ti voglio bene!

Tu che scrivi non puoi immaginare,

solo una prece per rimembrare:

io non muoio da solo, con me l’Umana Ragione

soccombe al delirio di un solo padrone,

alza il capo, grida forte che dal cielo ti possa sentire:

“Mai più così in basso l’uomo possa finire!”

Vincenzo Basile