venerdì 8 marzo 2013

SOFIA NON PUO' ATTENDERE!!!


"Non c'è tempo di sperimentare, la nostra Sofia sta morendo"

Videochat con i genitori della bimba-farfalla: "Non ci arrendiamo"

A Sofia è stata diagnosticata la ‘leucodistrofia metacromatica’, malattia neurodegenerativa terminale
di Patrizia Lucignani

 I genitori della piccola Sofia alla Nazione
I genitori della piccola Sofia in videochat a La Nazione (FOTO/PressPhoto)
I genitori della piccola Sofia alla Nazione
Firenze, 8 marzo 2013 - Sofia, con i suoi tre anni e mezzo, è piccola, troppo piccola per portare sulle sue spalle tanto dolore. E infatti accanto ha due persone forti che lottano con lei, per lei, per aiutarla a sostenere un peso così enorme, per aiutarla ad andare avanti. Due persone che un brutto giorno hanno visto il loro mondo sgretolarsi all’improvviso, ma non si sono arrese. Mamma Caterina e babbo Guido, da quel 26 luglio 2011 in cui alla loro bellissima bambina di un anno e mezzo (fino a quel momento perfettamente normale) è stata diagnosticata la ‘leucodistrofia metacromatica’ - malattia neurodegenerativa terminale priva di qualsiasi possibilità di cura farmacologica -, hanno tentato di tutto per aiutare Sofia, divenuta una bimba-farfalla: destinata a una vita brevissima. E quando finalmente hanno visto accendersi una piccola luce di speranza, purtroppo poco dopo quella luce è stata spenta.
Ieri Caterina (che tra l’altro è una collaboratrice de La Nazione, e nei giorni scorsi ha parlato della vicenda su queste pagine) è venuta in redazione insieme a suo marito Guido, e in diretta web sul nostro sito www.lanazione.it/firenze i due giovani genitori di Sofia hanno raccontato la loro storia. "Dopo i buoni risultati ottenuti con la prima infusione di cellule staminali con protocollo Stamina Foundation agli Spedali Civili di Brescia, una sentenza del Tribunale del lavoro di Firenze ha bloccato tutto. E così Sofia, che il 2-3 febbraio avrebbe dovuto ricevere la seconda infusione, ora ha cominciato a stare di nuovo molto male. Ha sempre febbre e vomito di natura neurologica - dice Caterina -. Per questo abbiamo voluto dare visibilità alla nostra situazione lanciando un appello attraverso il programma ‘Le Iene’, perché a Sofia sia permesso di continuare le cure che le hanno fatto bene.
È stato bloccato tutto perché dicono che queste cure possono essere nocive, ma intanto a nostra figlia hanno fatto solo bene, così come stanno facendo bene ad altri 18 bambini italiani per i quali sono state autorizzate. Mentre si discute di cavilli burocratici nostra figlia sta morendo". "Mercoledì abbiamo avuto un incontro col ministro della Salute Renato Balduzzi - continua Caterina - che però ci ha proposto cure con altre cellule staminali prodotte nelle cell factories approvate dal Ministero. Non sono tutte uguali, e a noi non interessano le cure con altre staminali, perché abbiamo già sperimentato il metodo Stamina con ottimi risultati e non c’è tempo per sperimentare altre soluzioni. La situazione è urgente. La bimba sta malissimo. Anche noi come le altre diciotto famiglie abbiamo diritto di utilizzare le stesse cure per nostra figlia".
"Vogliamo portare avanti la nostra battaglia - sottolinea Guido - che da personale è diventata pubblica, civile. Il problema di Sofia riguarda tanti bimbi che in futuro potrebbero trovarsi senza sostegno. Faremo tutti gli incontri necessari ma dobbiamo stringere i tempi". Intorno a Caterina e Guido cresce la solidarietà di tante persone, note e comuni. "Dopo Celentano e Claudia Mori e altri personaggi famosi ci ha chiamato l’assistente di Gina Lollobrigida - confida Caterina -. L’attrice si è detta disponibile a fare qualsiasi cosa per Sofia. Ma allora perché, ci chiediamo, chi davvero dovrebbe fare qualcosa non lo fa? Ripeto: nostra figlia sta morendo". Intanto, altrove, qualcosa si muove: un giudice del tribunale del lavoro di Torino ha autorizzato le cure della Stamina foundation per un uomo di 39 anni. È un altro passo avanti anche per Sofia?
di Patrizia Lucignani

VI PREGO GUARDATE IL VIDEO!
ASCOLTATE I GENITORI!
Parlano di protocolli, di burocrazia mentre la bimba muore! Se non intervengono subito sono denunciabili per omicidio secondo me.

Malattia genetica sconosciuta


Da: La Stampa.it

Una casa per Beatrice la “bambina di pietra”

Colpita da un male misterioso è rigida come una bambola
Il suo corpo si calcifica per un difetto genetico. I genitori di Beatrice, 3 anni e mezzo, hanno scoperto la malattia quando la bimba aveva 7 mesi di vita: «Massaggiandola dopo il bagnetto le ho rotto un polso, la radiografia in ospedale ha svelato il suo male sconosciuto»
di: marco accossato

Beatrice muove gli occhi guardandosi attorno, con la curiosità dei bambini. Il suo lettino è zeppo di peluche colorati, ma lei non può afferrarne neppure uno. Muove gli occhi e niente altro, guardando i disegni sulla parete della cameretta, rigida come una statua, da quando il suo corpo trasforma in ossa le parti molli di tutte le articolazioni. 

Beatrice, 3 anni e mezzo, vive in un corpo-armatura. Ma la sua malattia non ha un nome. Quindi neanche una cura. Così mamma Stefania e papà Alessandro hanno deciso di lanciare un appello, una richiesta d’aiuto: «Siamo seguiti in maniera egregia e amorevole all’ospedale Regina Margherita - racconta Stefania Fiorentino, 31 anni, che per assistere la figlia da quando al settimo mese di vita si è scoperta la malattia ha dovuto rinunciare al suo lavoro in cartolibreria -: magari, nel resto d’Italia o in altri Paesi del mondo, c’è qualche medico in grado di aiutarci, o qualche famiglia che vive la stessa nostra situazione e può aiutarci ad affrontarla». 

Un male misterioso  
Che cosa abbia reso così rigida Beatrice non si è scoperto. Una statua di pietra, una bambolina che mamma e papà girano sul lettino o sul fasciatoio senza che lei pieghi nulla. «I medici ci hanno spiegato che si tratta di un’anomalia genetica mai vista prima, che calcifica tutto ciò che avvolge le articolazioni». Beatrice non può piegare il collo, le braccia, i gomiti, le ginocchia, i piedi né le dita. Anche il viso non ha quasi espressione, se non fosse per le lacrime che ogni tanto scendono insieme a un lamento o per i sorrisi che riesce ancora a fare, malgrado tutto, cantando una canzoncina allegra con mamma e papà: «Nostra figlia è nata al termine di una gravidanza normale; nulla faceva presagire la sua malattia. Durante i primi due mesi di vita, in realtà, sembrava un po’ più rigida degli altri bimbi, non apriva bene le manine, ma non ci siamo allarmati, perché gli esami non rivelavano nulla di anomalo». Poi, a 7 mesi, «massaggiandola dopo il bagnetto le ho rotto un polso. E in ospedale, alla prima lastra total-body, si sono accorti delle strane calcificazioni articolari». 

Beatrice va a scuola, ovviamente con un’insegnante dedicata. Ma è una bimba contemporaneamente rigida come un sasso e delicata come la porcellana. Nonostante tutto papà e mamma hanno una forza straordinaria, sorridono e la coccolano con un amore delicato. Non si danno per vinti. «La malattia progredisce, sappiamo bene che cosa l’aspetta e ci aspetta - prosegue mamma Stefania, senza mai dare un segno di rassegnazione -: prima o poi si irrigidirà completamente, e i polmoni non la faranno più respirare». Ma ora allontanano quell’incubo e, tenaci, cercano aiuto. 

L’appello al sindaco  
Beatrice vive giorno e notte nell’armatura di se stessa. Alessandro e Stefania Naso abitano in una casa di proprietà in via Mattie, dietro corso Montecucco. Hanno le rate di un mutuo di 30 anni da pagare, ma quella casa per Beatrice non è più adatta. Non si può più stare lì. 
«Ha bisogno di un posto dove non ci sia la minima barriera architettonica». Per questo i genitori lanciano un appello anche al sindaco Fassino, perché li aiuti a trovare una sistemazione «a misura di Beatrice». «Noi potremmo anche vendere la casa dove abitiamo, ma dovendo comunque rimborsare il mutuo non saremmo in grado di comprarne un’altra», dice la mamma. 
Beatrice è la loro prima figlia. Papà fa l’operaio, mamma sta con lei tutto il tempo. «Beatrice è il nostro amore», ma anche stringerla forte fra le loro braccia è un rischio che non possono correre. 

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Due giovani belli e sani hanno la loro prima figlia e un inimmaginabile scherzo genetico riduce la loro felicità in pezzi.
Crudele natura, è l'unica cosa che si può dire ricordando Leopardi.
E' incredibile quello che può fare una minima alterazione dei geni che compongono il DNA e danno l'informazione perché tutto funzioni secondo un equilibrio frutto di un milione di anni di selezione naturale.
Sicuramente la Società e le Istituzioni li aiuteranno là dove possono, ma loro già sanno che il tempo in cui potranno stare con la loro amata e sfortunata bambina sarà breve...

giovedì 7 marzo 2013

Il Papa della rinuncia

Da: La Repubblica.it

Famiglia Cristiana, agenda per il nuovo Papa:
"Basta con lo Ior, sì alle banche etiche"

Sul settimanale dei paolini un dossier dedicato alle sfide che attendono il successore di Benedetto XVI. Fra le priorità da cui ripartire individuate da esponenti autorevoli del mondo cattolico c'è anche la liberazione da ogni legame e compromissione con la finanza

ROMA - Un'agenda per il nuovo Papa: Famiglia Cristiana stila una lista di priorità da cui ripartire per una Chiesa alle prese con una "crescente perdita di credibilità", e fra queste figura anche la liberazione per il nuovo Pontificato da ogni legame e compromissione con la finanza: "Basta con lo Ior, sì alle banche etiche", questo il consiglio che, in un intervento sul settimanale dei paolini, rivolge al Papa che verrà lo storico e sociologo Giorgio Campanini.

Nell'editoriale di presentazione del dossier, il direttore don Antonio Sciortino sottolinea il "coraggio profetico" della scelta di Benedetto XVI che "dopo gli scandali e le 'sporcizie', ha riconciliato la Chiesa con i credenti e il mondo intero". La rinuncia di Ratzinger "rilancia la Chiesa sulla via della purificazione, della richiesta di perdono e del rinnovamento", scrive Sciortino.

Il settimanale ha chiesto ad autorevoli esponenti del mondo cattolico di suggerire una serie di punti prioritari da cui partire per riportare la Chiesa ad una dimensione "più profetica e meno diplomatica", pulita e trasparente, "vicina ai poveri e agli ultimi". Fra questi, viene inserita l'istanza "fortemente avvertita dall'opinione pubblica, anche ecclesiale, della liberazione del Pontificato da ogni legame (e ancor più da ogni compromissione) con la finanza".

"Oggi esistono, in Italia e in numerosi Paesi, le banche etiche, nelle quali il credito è accordato con criteri di grande severità e finalizzato soprattutto a progetti di sviluppo, con la totale esclusione di finalità speculative. Perché non delegare a esse, o a consimili strumenti, ciò che ha a che fare con la finanza (fatta salva una snella Commissione di controllo?). La più totale trasparenza sarebbe in tal modo assicurata e i fedeli, che continuano a offrire generosamente il loro obolo, saprebbero che il denaro dato alla Chiesa, soddisfatti i bisogni legati al suo funzionamento, è destinato prioritariamente ai poveri del mondo", scrive nel suo intervento Campanini che si definisce un "modesto laico" che osa dare consigli al nuovo Papa nello spirito di franchezza del Concilio.

Tra le altre priorità individuate ci sono la necessità di una maggiore unità fra fede e vita, rilevata da Gianfranco Brunelli, direttore del quindicinale "Il Regno"; una "maggiore trasparenza per chiudere l'era del sospetto", invocata da Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose; un nuovo linguaggio adatto alla società e all'uomo di oggi, suggerito da padre Antonio Spadaro, gesuita e direttore del quindicinale Civilità Cattolica; e un nuovo ruolo attivo, non più da comprimari, per i laici nella Chiesa e maggiore collegialità, sottolineato da padre Barolomeo Sorge, gesuita e direttore emerito di Aggiornamenti Sociali.

Un'indagine condotta da Swg per Famiglia Cristiana, rileva, infine, le aspettative degli italiani dal Conclave: al nuovo Papa chiedono soprattutto di farsi interprete dei tempi, riportando alla centralità i valori del Vangelo, una carità accompagnata dalla giustizia e una chiesa unita e dialogante con le altre religioni.


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Belle intenzioni e commendevoli suggerimenti, ma mi si consenta un certo scetticismo.
E' da troppo tempo che la Chiesa Cattolica altro non è che un centro di potere ed il Papa un Capo di uno Stato che mantiene privilegi pagati con le tasse dei cittadini di un altro Stato: l'Italia.
Molti cattolici, che poco hanno capito della scelta del Papa tedesco, l'hanno con lui perché "ha abbandonato i fedeli".
Io penso che egli se ne è andato proprio perché non si è sentito in grado di piegarsi ai compromessi politici ed economici che il ruolo di Capo dello Stato Vaticano esige.
Penso che egli è un uomo di religione e di fede soltanto, e il Direttore di "Famiglia Cristiana" scrive qualcosa che dà ragione al mio pensiero:  il "coraggio profetico" della scelta di Benedetto XVI ... La rinuncia di Ratzinger "rilancia la Chiesa sulla via della purificazione, della richiesta di perdono e del rinnovamento", scrive Sciortino.
Ma se la Chiesa voleva seguire proprio la strada descritta da padre Sciortino avrebbe dovuto adeguarsi al Papa di fede e non creare le condizioni perché lui rinunciasse.
Invece ha fatto in modo che il Papa si sentisse solo e si facesse da parte per consentire alla Chiesa di eleggere non un Papa che "rilanci la Chiesa sulla via della purificazione, della richiesta di perdono e del rinnovamento" come auspica Don Sciortino, bensì un Papa statista.

Non Scienza ma barbarie

Rogo distrugge "Citta' Scienza" Napoli: dipendenti senza stipendio da 11 mesi

10:40 05 MAR 2013

(AGI) - Napoli, 5 mar. - Non e' bastata una notte per spegnere l'immenso rogo che ha distrutto il polo della "Citta' della Scienza" di Bagnoli, l'area museale e scientifica piu' importante di Napoli e simbolo della rinascita di un'area (ex Italsider) devastata da anni di inquinamento e degrado ambientale. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo d'inchiesta e sottoposto a sequestro l'area, come di prassi, ma solo questa mattina, mentre i vigili del fuoco sono impegnati nello spegnimento degli ultimi focolai, la polizia scientifica sta eseguendo i primi rilievi. Al momento non si esclude nulla, ne' la pista dolosa ne' l'incendio accidentale, anche se viene sottolineata da piu' parti un'evidenza molto significativa e inquietante: i 160 dipendenti della "Citta' della Scienza" erano in attesa di stipendio da 11 mesi. Una situazione che oggi appare drammatica visto che la vita del centro scientifico dipende da finanziamenti regionali e del Miur. Il consigliere delegato Enzo Lipardi ai giornalisti sottolinea che mai nei mesi scorsi ci sono stati episodi sospetti. In ogni caso la polizia sentira' anche vertici e lavoratori, oltre al custode che ieri ha dato l'allarme.
Tre squadre di vigili del fuoco sono ancora al lavoro per ultimare le operazioni di spegnimento dell'incendio violento che ieri notte ha distrutto quattro dei sei padiglioni di Citta' della Scienza a Napoli, danneggiando in parte anche un quinto. L'allarme era stato dato da un custode alle 21,40. La struttura, che ospita incubatori di imprese e un Museo della Scienza sul modello di quello di Parigi, era chiusa, come tutti i lunedi'. A bruciare sono stati gli ex capannoni industriali della Perfosfati-Fertilgest, risalenti ai primi del '900, e della vetreria LeFevre, del primo '800, monumenti di archeologia industriale recuperati e restaurati lasciando le alte capriate di legno e i vetri. A salvarsi solo il teatro delle nuvole e il complesso per i convegni sorto dall'altro lato della strada. Ad alimentare le fiamme, molto violente, soprattutto il legno, materiale impiegato per un restauro di ex capannoni industriali del primo Novecento.
Ieri sera, oltre ai pompieri, sul posto anche la Polizia e il magistrato di turno per i primi rilievi, ma le indagini sulle cause del rogo potranno cominciare solo dopo il completo spegnimento delle fiamme. La "Citta' della Scienza" era nata da un'idea di Vittorio Silvestrini, fisico e docente dell'ateneo "Federico II", attuale presidente della Fondazione Idis, cui fanno capo 80 dei 160 dipendenti di Citta' della Scienza. Era stata inaugurata nel 2001, aveva 160 dipendenti e vantava 350mila visitatori l'anno, con una manifestazione di punta, futuro remoto, che anticipava temi e problemi della scienza contemporanea. Nel 2011 ha fatturato oltre 6,4 milioni di euro.

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Sicuramente gli investigatori arriveranno a capire se è stata la Camorra o se è stato altro.
Ma che interessi poteva avere la Camorra?
Dicono mire di speculazioni edilizie.
Ma ci sono leggi che vietano abusi edilizi in quel luogo.
Come farebbe la Camorra ad ottenere che si costruiscano case da vendere speculandoci?
Quesiti da cui si parte per le indagini. Gli inquirenti hanno i loro informatori e non dovrebbe essere difficile sapere se c'è dietro la Camorra o no.
Debbo dire che mi ha colpito che da 11 mesi i dipendenti non prendevano lo stipendio! 
Comunque, chiunque ci sia dietro, è un barbaro.
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Orrore e dolore


Da: RAI News 24
I bambini siriani le prime vittime della guerra
 I bambini siriani le prime vittime della guerra
Ginevra, 06-03-2013
Sono ormai un milione i siriani che hanno lasciato la Siria per sfuggire alle violenze in
corso da quasi due anni. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), la metà dei rifugiati sono bambini, molti dei quali hanno meno di 11 anni.
"Con un milione di persone in fuga, milioni di sfollati interni e migliaia di persone che ogni giorno continuano a oltrepassare i confini, la Siria sta andando verso un disastro su larga scala", ha detto da Ginevra l'Alto Commissario Antonio Gueterres, citato
dall'agenzia di stampa Dpa.
Secondo le Nazioni unite, dallo scoppio della guerra, a marzo 2011, sono gia 70mila le persone che hanno perso la vita. Il numero dei rifugiati, ha spiegato ancora Guterres, è aumentato moltissimo nel corso di quest'anno, in direzione di Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto. Dal primo gennaio si registrano 400mila nuove fughe all'estero. Persone che, spiega l'Alto commissario, arrivano nei Paesi vicini "traumatizzate, senza alcun bene e avendo perso gran parte della proprie famiglie".

Circa la metà sono bambini, per lo più sotto gli 11 anni. "Stiamo facendo il possibile per dare aiuto ma - ha proseguito Gutierres - la capacità di risposta umanitaria internazionale si è pericolosamente ristretta. Questa tragedia deve essere fermata". A dicembre l'Onu aveva stimato che entro la fine di giugno sarebbero fuggiti dalla Siria 1,1 milioni di persone. In quel momento, il suo piano di emergenza per la regione era finanziato solo per il 25%.

RICHIAMO da questo blog:

lunedì 2 aprile 2012 Fermare la belva siriana

Dopo questo post, che risale a quasi un anno fa, non ho scritto più niente sull'argomento per evitare di entrare in equilibri internazionali che, speravo, le Nazioni avrebbero cercato di risolvere.

E' noto a tutti che potenze come Russia, Cina ed Iran appoggiavano colui che ho chiamato "la belva siriana" e se l'occidente avesse assunto posizioni dure poteva scatenarsi un conflitto mondiale. 

Sicuramente sono state condotte esplorazioni diplomatiche per cautela e senso di responsabilità verso un maggior numero di esseri umani che, qualora i due blocchi contrapposti non avessero trovato un accordo sulla Siria, potevano essere coinvolti in una tragedia di maggiori dimensioni.

Intanto, però, i siriani morivano. I bambini venivano straziati e traumatizzati.

Piccoli cadaveri di bambini avvolti in sudari improvvisati
In questa povera, piccola Terra, che piroetta da milioni di anni intorno alla sua stella, l'uomo è comparso un milione di anni fa e non riesce ancora a dirimere i suoi conflitti senza uccidere: soprattutto gli innocenti.
Un senso di impotenza invade l'uomo giusto.
Poco importa se la Storia di questo Essere pieno di presunzione che è l'uomo tende poi a dare la pagella di Buoni e Cattivi. Questo non restituirà la vita né ripagherà il dolore dell'Ingiustizia. Un'etica la Storia cerca di darsela, per questo la maggioranza degli Uomini scrive e dice che Hitler, ed aggiungo i suoi uomini, era un mostro. Ma c'è sempre una minoranza che dice il contrario e per loro l'etica è qualcosa di diverso: una morale in nero.
Dunque Assad per me è una belva, perché se amasse il suo popolo darebbe le dimissioni.
Invece, per mantenere il suo potere, si circonda di rovina.
Il popolo si risveglia  e chiede giustizia, ossigeno, perché si sente oppresso... Ma alcuni uomini vedono solo sé stessi ed il loro malato potere e della maggioranza se ne infischiano.
Un milione di anni fa è cominciata la Storia della specie umana, ma il bruto, la bestia, c'è ancora.

Cuccioli siriani davanti ad una scuola
Una bimba siriana mostra il suo disegno
Disegno di bambino siriano: questa è la realtà che Assad ha dato al suo mondo infantile che avrebbe dovuto essere fatto di immagini di giochi, di farfalle e di casette...

Disegno di bambino siriano: pistole, fuoco, proiettili, sangue rosso... Questo Assad dà ai bambini siriani e questo hanno nella testa...

Bambini siriani morti

mercoledì 6 marzo 2013

Insicurezza, burocrazia con inglesismi, sparatorie USA: ed ecco la follia!


Da: La Repubblica.it


Uccide 2 impiegate Regione Umbria e si suicida, gridava: "Mi avete rovinato" 

Le vittime sono Margherita Peccati e Daniela Crispolti. L'episodio avvenuto all'interno del palazzo del Broletto, nel centro della città. L'uomo, Andrea Zampi, un quarantenne, ha fatto fuoco negli uffici al quarto piano. Il sindaco Boccali: "Clima sociale insostenibile"
PERUGIA - Un uomo, Andrea Zampi, è entrato stamani negli uffici della Regione a Perugia e ha ucciso a colpi d'arma da fuoco due impiegate, Daniela Crispolti, 46 anni (precaria con contratto di collaborazione) e Margherita Peccati, 61 anni, prossima alla pensioneEntrambe lavoravano all'ufficio accreditamento del settore formazione. L'uomo, un piccolo imprenditore di 43 anni, si è poi suicidato con la stessa arma. Secondo quanto riferito dal sindaco, Wladimiro Boccali, l'aggressore è figlio di titolari di una piccola impresa di formazione cui la Regione non avrebbe confermato l'accreditamento per mancanza dei requisiti previsti dalla legge. ''È una tragedia immmane, frutto di un clima orribile legato all'attuale momento economico - ha detto il primo cittadino -. Una tragedia per le famiglie e per tutti noi - ha aggiunto - uno dei momenti più brutti e forse dovremmo riflettere tutti, a partire da voi''. L'uomo si sarebbe già presentato negli uffici di via del Broletto per la lamentarsi della situazione. L'imprenditore aveva anche dei problemi psichici per i quali ultimamente era stato ricoverato in ospedale. 
L'episodio è avvenuto all'interno del palazzo del Broletto, a ridosso del centro di Perugia nella zona della stazione ferroviaria. Nell'edificio si trovano uffici di vari assessorati. Appena appresa la notizia, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha lasciato la direzione del Pd a Roma ed è arrivata a Perugia. In questura ha incontrato i familiari delle due impiegate uccise.
Un testimone: "Urlava: 'Mi avete rovinato'". "Ho sentito dei colpi vicino al mio ufficio, mi sono chiuso dentro, nascosto sotto la scrivania". Così un impiegato che si trovava a poche stanze di distanza dove sono state uccise le due colleghe, al quarto piano degli uffici della Regione Umbria, ha raccontato i minuti della sparatoria. "Ho sentito sparare anche in corridoio - ha aggiunto - urlava: 'Mi avete rovinato, ne ho già fatte fuori due'. Allora ho temuto il peggio". "Mi sono accorto che l'omicida si era suicidato - ha raccontato ancora l'impiegato - solo quando è arrivata la polizia, che ha aperto le porte degli uffici. Ho vissuto i momenti più tragici della mia vita". Secondo alcune testimonianze, le due donne si trovavano in sala riunioni e non c' entravano niente con le pratiche relative all'azienda di famiglia dell'imprenditore.


Dieci colpi con semiautomatica. Ha sparato con la sua pistola Beretta semiautomatica regolarmente denunciata Andrea Zampi. L'uomo avrebbe esploso una decina di colpi. Alcuni si sono conficcati nelle pareti di una sala riunioni, del corridoio e altri in quella dove l'uomo si è suicidato.

Al Gr1 disse: "Sono finito". Andrea Zampi, era stato intervistato a dicembre dagli studenti della scuola di giornalismo Rai della città umbra nell'ambito di un'inchiesta su corsi di formazione e finanziamenti. Già allora Zampi manifestava il suo disappunto per una burocrazia, spiegava, che ha fatto sì che i fondi a lui stanziati fossero stati sospesi. Queste le sue parole: "Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata: mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160 mila euro di finanziamento approvato". ''Potremmo dire: è stata una bella botta'', replicava l'intervistatore. "No, io sono finito", aggiungeva Zampi.

Lutto cittadino. A seguito dei drammatici fatti avvenuti nella sede della Regione Umbria, il Comune di Perugia ha deciso di annullare tutte le manifestazioni pubbliche in programma per oggi mercoledì 6 marzo e proclamare il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

Il precedente di Bergamo. La sparatoria di Perugia ha un precedente fortunatamente conclusosi non in maniera tragica il 3 maggio dello scorso anno a Romano di Lombardia in provincia di Bergamo. Un uomo di 50 anni, un piccolo imprenditore della zona, aveva fatto irruzione armato di fucile  nella sede dell'Agenzia delle entrate e preso in ostaggio 15 dipendenti. Poco dopo ne aveva liberati 14, ma ne aveva tenuto uno sotto tiro per quasi sei ore, Luigi Martinelli, 54 anni, imprenditore originario di Calcio, in provincia di Bergamo. L'uomo si arrese al vice brigadiere, Roberto Lorini, della locale compagnia dei carabinieri, e a un militare del Gis, arrivato da Livorno.


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Stiamo diventando sempre più come gli USA. Li scimmiottiamo da dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma sempre sulle cose peggiori però! Mai che noi li si imiti sulle cose positive, e sarebbero tante, bensì solo su quelle negative.

Ora un tizio esasperato, a torto o a ragione, con squilibri psichici, non si sa se preesistenti o causati dallo stress lavorativo insicuro ed incerto, entra e "ammazza tutti", non importa se causa o meno dei suoi guai: spara all'impazzata.

Come possiamo sentirci sicuri nei luoghi di lavoro? Ormai non più. Anche l'attività impiegatizia, apparentemente una delle più innocue, è diventata a rischio.

Due notazioni:
1 - Non sarà stato il caso del tragico assassino-suicida, ma spesso questi Corsi Regionali, che tanto costano alle tasche degli Italiani, sono delle vere "ciofeche" in cui dei tizi dicono cose ovvie e spiegano l'aria fritta.
2 - La Legge 166/2001 che regola questi accreditamenti, insieme ad altre normative in cui c'è sempre di mezzo la normativa CEE, è un incubo di burocrazia!

Ho esplorato i siti di alcune regioni e, solo per spiegare questi accreditamenti e come vengono regolamentati, devi leggere degli interi volumi, scritti in un italiano "burocratichese" che deve sicuramente mandare al manicomio chi cerca di capire cosa deve fare e a cosa deve attenersi per poter "essere accreditato" e dunque lavorare con la Regione.
Un esempio: la Regione Molise pubblica 61 pagine di spiegazioni solo per "La Struttura del Nuovo Sistema di Accreditamento"! Infarcite, per di più, di inglesismi del tipo: Lifelong Learning!
Non basta un italiano contorto e non semplice e lineare! Pure l'inglese in un Paese che ha una sua lingua: l'italiano!
Alcuni giorni fa, mi sembra fosse domenica mattina, sulla rete RAI 1, c'era un anziano e benemerito professore di glottologia che ha detto quello che capita di rilevare criticamente anche a me: è ridicolo questo uso spinto degli inglesismi senza ragione, visto che ci sono i vocaboli italiani a tutti comprensibili. Perché uno si deve alzare e andare a prendere il vocabolario per capire cosa l'idiota di turno sta dicendo? Nella mia famiglia siamo dei privilegiati, perché tutti, chi più chi meno, conosciamo la lingua inglese! Ma ci chiediamo perché, ad esempio, chi parla in una TV italiana deve usare vocaboli o spezzoni di frasi in inglese, quando chi paga il canone magari non lo sa, non l'ha mai studiato, e non si capisce perché lo deve andare a studiare per compiacere dei provinciali, come li ha giustamente definiti il benemerito professore, esplicitando anche il mio pensiero. Ancora più grave è che si usi nelle normative o spiegazioni di esse! Ma siamo matti?!

Comunicato del Comitato Acqua Pubblica Castelli Romani


COMUNICATO STAMPA
CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE

CASTELLI ROMANI:  PARTE LA CAMPAGNA PER LA QUALITA’ DELL’ACQUA  IN DIFESA DELLA SALUTE DEL CITTADINO
I COMITATI CHIEDONO CONTO AI SINDACI PER LA PUBBLICAZIONE DELLE ANALISI DELL’ACQUA IN TUTTO IL TERRITORIO

Dal 1° gennaio 2013 in alcuni comuni dei Castelli Romani, tra cui Lanuvio, Lariano e  Velletri, è scattata l’ordinanza di non potabilità dell’acqua: rubinetti di casa non utilizzabili, se non per docce e pulizie domestiche, e approvvigionamenti tramite autobotti. È il nodo dell’arsenico e della sua alta concentrazione nelle acque che perdura oramai da un decennio.
Il 31 dicembre scorso sono scadute infatti le le ultime deroghe possibili, alla Direttiva 98/83 (recepita con il D. Lgs. 31/01) concesse dall’Unione europea, rispetto ai valori massimi di arsenico presenti nell'acque alimentari attestanti a 10 μg/l; dunque ai sindaci non è rimasta altra scelta che dichiarare la non potabilità dell'oro blu, facendo fioccare ordinanze di divieto di utilizzo dell'acqua come neve. Ma dopo anni di noncuranza di amministratori e Gestore non si può certo dire che sia una sciagura inaspettata.
Cosa si è fatto in questi anni?
Quando nel 2010 l'UE ha rispedito al mittente la terza richiesta consecutiva di concessione di deroga per presenza di arsenico per valori superiori a 20 μg/l, si sarebbe dovuto intervenire in modo drastico, invece  le deroghe, previste solo come misura transitoria, sono diventate un espediente per non fare i necessari interventi di potabilizzazione.
In questi due anni di emergenza è stato nominato commissario straordinario all’arsenico la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che non ha minimamente provveduto ad adottare, con urgenza, le misure necessarie per far fronte ai disagi della popolazione.  
I lavori per i dearsenificatori sono iniziati (e in alcuni casi conclusi) solo per quei comuni che sforavano i 20 μg/l (soprattutto nel territorio viterbese) - quelli che, in pratica, erano “fuorilegge” già dal 2010 - cosa che non è stata fatta per i comuni in regola fino al 31 dicembre 2012, che non lo erano più dal primo gennaio di quest’anno. Secondo la Giunta uscente i lavori dei nuovi dearsenificatori, già appaltati, procede a gonfie vele ed entro dicembre 2014 dovrebbero entrare in funzione. I dearsenificatori sono l’ennesima presa in giro solo per spendere i soldi pubblici. L’unico sistema per far si che l’arsenico diminuisca sensibilmente è effettuare la giusta miscelazione delle acque di superficie con quelle di profondità. Concludendo il commissario ha fallito la sua missione: “Il Lazio è l’unica regione che non è riuscita a ripristinare i parametri delle acque potabili stabiliti per legge entro la scadenza previsto dalla CE”.
Studi scientifici rivelano che l'assunzione, anche in minime quantità(2/3 μg/l),di arsenico distribuita nel tempo è dannosa per la salute umana e può portare a patologie croniche e, in casi estremi, anche alla morte.

Nonostante questi problemi di carattere sanitario, i cittadini sono completamente ignari di cosa è presente nell'acqua fornita che esce dal rubinetto di casa. I comuni, con la complicità della ASL RMH, non rendono pubbliche le analisi che a norma di legge devono essere effettuate periodicamente dall'ARPA Lazio nei punti di prelievo prestabiliti .
Alcuni comuni, tra cui Albano e Genzano, solo da pochi giorni hanno  provveduto a pubblicare, sui loro siti istituzionali le analisi ufficiali prodotte dall’ARPA. Per tutto il periodo di deroga questi dati non comparivano sui siti istituzionali oppure apparivano in modo anonimo su fogli bianchi.
Già nel 2011 i comitati cittadini si sono impegnati per rendere giustizia a questa "inefficienza" delle parti, presentando centinaia di moduli, compilati dai cittadini dei Castelli romani, alla ASL RMH,  per rendere pubblici i risultati delle analisi effettuate periodicamente, utilizzate per la composizione della tariffa attraverso il parametro MALL, senza avere esito positivo.
Il Coordinamento Acqua Bene Comune Castelli Romani contesta questo modus operandi fatto di negligenze e disinteresse per garantire la qualità dell'acqua ed accusa amministratori ed Acea Ato2 di essere complici nella malagestione del problema ARSENICO provocando un vero e proprio scandalo su scala estesa a discapito del cittadino, attentando alla salute umana di ognuno di noi.
Oggi ripresentiamo la stessa Campagna, stavolta indirizzata direttamente ai Sindaci che, anche se continuano a fare orecchie da mercante, sono a norma di legge i Responsabili sanitari dei propri cittadini ed in caso di emergenza sanitaria, come effettivamente si è verificato, devono essere in grado di prendere provvedimenti celeri e risolutivi.
Anche i singoli cittadini possono fare richiesta, per ribadire il diritto alla propria salute, inviando direttamente al Primo Cittadino la lettera in fac-simile allegata alla comunicazione in oggetto.

Noi, in quanto cittadini chiediamo:
1) che sia effettuato un monitoraggio periodico della risorsa idrica, costante ed esteso a tutto il territorio comunale degli inquinanti comuni quali Arsenico, Vanadio, Fluoruri come dichiarato dal D. Lgs. 31/2001.
2) che sia resa nota alla popolazione dei Castelli romani la pubblicazione periodica (almeno mensile) sui siti comunali dei risultati dei prelievi effettuati da ARPA Lazio su richiesta del Servizio di Prevenzione della ASL.
3) che le analisi pubblicate dovranno essere ufficiali e inoltrate dall'ente preposto, inoltre dovranno essere indicati luogo, data e ora del prelievo, e laboratorio di analisi.
4) i comitati controlleranno che tali richieste siano portate a termine ogni mese nei siti internet e, in caso contrario, chiederanno spiegazione ai sindaci (primi responsabili della salute umana e ambientale) e alla ASL stessa che è l'ente preposto ad effettuare i prelievi. Nel caso in cui si presentasse lo sforamento di livelli di inquinanti presenti nell'acqua, a partire dal 1 Gennaio,  i comitati  garantiranno la verifica che la ASL territoriale competente abbia provveduto, se ancora non è stato fatto, ad applicare le sanzioni previste per legge al Gestore negligente.

I comitati dei Castelli romani pretendono che sia difesa la salute dei cittadini.
Basta con le emergenze, basta con le negligenze!
L'acqua potabile è un diritto di tutti!
Coordinamento Acqua Bene Comune Castelli Romani
acquapubblica.castelliromani@gmail.com
http://acquabenecomunecastelliromani.com




in allegato è presente il modulo che i  cittadini possono utilizzare per chiedere ai sindaci informazioni sull'acqua per il consumo umano che utilizzano.



Al Sindaco del Comune di ………………




Oggetto: richiesta di accesso alle informazioni ambientali (d.lgs 19 agosto 2005, n. 195)

Il/La sottoscritto/a ………………….., residente in …………………………., in qualità di …………………………………………………….., ritenendo che sia diritto dei cittadini conoscere in maniera esaustiva le caratteristiche chimico-fisiche e le condizioni igienico-sanitarie dell’acqua potabile erogata,


Chiede

al Sindaco del Comune in cui risiede, in quanto primo responsabile della salute dei cittadini amministrati, di farsi carico di indicare in maniera visibile, accessibile e comprensibile sul sito internet del Comune i risultati di tutti i controlli interni periodici delle acque potabili eseguite dal gestore del S.I.I. e dei controlli esterni eseguiti dall’Azienda Sanitaria Locale RMH.

In particolare, ai sensi del D.Lgs.2 febbraio 2001, n. 31 ("Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano") , si chiede che vengano resi noti i controlli di routine (che mirano a fornire ad intervalli regolari informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano) e di verifica che mirano a fornire le informazioni necessarie per accertare se tutti i valori di parametro, fissati dalla legge sono rispettati, con riferimento ai :

 parametri indicatori quali odore, colore, sapore, pH, durezza etc…(vedi allegato I, parte C del D.Lgs. nr.31/2001).

 parametri chimici concernenti sostanze tossiche e tra questi in particolare:, antiparassitari, etc. (vedi allegato I, parte B del D.Lgs. nr.31/2001).

 parametri microbiologici quali escherichia coli ed enterococchi (vedi allegato I, parte A del D.Lgs. nr.31/2001).

Inoltre si chiede che vengano resi noti (con pubblicazione sui portali comunali), oltre ai risultati delle verifiche analitiche complete, anche le tempistiche, le metodologie utilizzate ed i laboratori, predisposti a tale controllo sull’intero territorio comunale (e non esclusivamente di alcune strade) per i relativi controlli.

Si chiede inoltre che il Sindaco, nella qualità di garante della salute pubblica, garantisca la puntuale e frequente pubblicazione dei dati sopra citati, provvedendo, in mancanza di comunicazioni da parte della ASL RMH, a pretenderle.

Distinti saluti  

Data Firma

………………………. …………………………



martedì 5 marzo 2013

Berlusconi e la sua filosofia di vita

 Da: Il Sole 24 Ore  

Il sistema prostitutivo «a vantaggio di Berlusconi» prevedeva la retribuzione delle ragazze da parte dell'ex premier come corrispettivo degli atti sessuali compiuti. Denaro in contanti o con bonifici, le case in via Olgettina, ma anche «prospettive di inserimento professionale e anche politico delle giovani donne». È uno dei passaggi della requisitoria del pm Antonio Sangermano al processo Ruby, che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile.
Per il magistrato, le cene di Arcore erano «eventi organizzati al fine di compiacere la concupiscenza  intesa come desiderio di incontri intimi». «È totalmente falso - dice - che le cene di Arcore fossero incontri conviviali allietati da qualche scena di burlesque».


Con il pm Sangermano è iniziata nel pomeriggio la fase requisitoria che verrà conclusa venerdì 8 marzo. In quella data il procuratore aggiunto, Ilda Boccasini, chiederà la pena per Silvio Berlusconi imputato per concussione e prostituzione minorile.  Lunedì 11 marzo, invece, saranno i difensori di Berlusconi Niccolò Ghedini e Piero Longo a intervenire in aula per le loro arringhe difensive. I due legali dell'ex premier e leader del Pdl avevano chiesto ai giudici più tempo per mettere a punto la loro linea difensiva, considerato soprattutto che sabato 9 dovranno intervenire nell'aula del processo sui diritti tv di Mediaset sempre per l'arringa difensiva di Berlusconi. Ma il tribunale di Milano non ne ha voluto sapere. Lunedì 18 marzo i giudici potrebbero ritirarsi in camera di consiglio per la sentenza su Berlusconi.
 Il pm Sangermano: le serate erano espressione di sistema prostitutivo «Gli elementi di prova convergono univocamente ad attestare la responsabilità dell'imputato». È cominciata con queste parole la requisitoria del pm Antonio Sangermano che ha aggiunto «Le serate organizzate ad Arcore erano espressione di un collaudato sistema prostitutivo organizzato per il soddisfacimento del piacere sessuale di Silvio Berlusconi». «La vera anomalia del processo è che l'imputato Berlusconi abbia cominciato a versare ad alcune donne testimoni a suo carico 2500 euro al mese...
  Dalle carte dell'inchiesta emerge «un apparato per reperire, reclutare, organizzare, compattare e istigare ragazze alla prostituzione. In questo contesto l'ex consigliere regionale del Pdl in Lombardia, Nicole Minetti, rivestiva «un ruolo fondamentale». Non solo per «atti sessuali avuti con Silvio Berlusconi e retribuiti in denaro, ma soprattutto perché l'ex soubrette ha avuto un ruolo di «intermediazione e agevolazione dell'altrui prostituzione». Nelle serate erano anche coinvolti Lele Mora ed Emilio Fede che sarebbero stati «disponibili a trafficare sesso a pagamento.
 Le tre fasi delle serate: cena, bunga bunga e ancora sesso nel lettone Erano tre le fasi che scandivano le serate ad Arcore secondo la ricostruzione del pm: «la cena, che talora vedeva già contatti di natura sessuale tra Berlusconi, Fede che era presente e intermediario, e le ragazze; il bunga bunga, che non é un'invenzione ma é stato così definito dalle ragazze, dove i momenti di natura sessuale diventavano più espliciti con spogliarelli e atti di natura erotica;  la terza fase in cui alcune ospiti s'intrattenevano nella villa di Berlusconi, ottenendo un quid pluris economico,( denaro, benefit o prospettive di inserimento professionale) tanto da scatenare una competizione tra loro».
La testimonianza della pm dei minori Fiorillo.
La pm Fiorillo ha confermato che la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010 diede disposizione affinché la minorenne Ruby fosse collocata in comunità e non affidata alla consigliera regionale Nicole Minetti. E anche dopo la quarta telefonata in arrivo dalla questura di Milano per dire che la giovane era in realtà la nipote del premier Hosni Mubarak «non ho mai cambiato le mie disposizioni. E' molto raro che una minore venga affidata a persona che non sia una parente, a me non è mai capitato», ha aggiunto la dottoressa. La ricostruzione: «Io facevo fatica a farmi ascoltare, dalla questura la dottoressa Iafrate era un fiume in piena, parlava, un monologo, sembrava avere un suo obiettivo nella procedura». Con queste parole Anna Maria Fiorillo  ha ricostruito le quattro telefonate intercorse con la polizia la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010: «In base alle informazioni che mi riferì l'agente di polizia Cafaro, sospettai che la ragazza facesse la prostituta. Per me doveva andare in comunità oppure essere affidata ma a certe condizioni: e cioè l'intervento del consolato egiziano, una nota per confermare che la ragazza fosse effettivamente la nipote di Mubarak». Fiorillo ha anche spiegato di non aver mai saputo da chi arrivò la prima notizia relativa alla presunta  parentela con l'allora leader egiziano. «Quando dalla questura me lo dissero io replicai: Ma non mi avevate detto che era marocchina? Tuttalpiù è figlia del re del Marocco».
Maroni non disse il vero «Quando l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni andò in Parlamento a dire che la polizia aveva affidato a Nicole Minetti la minorenne Ruby secondo le mie disposizioni riferì cose non vere». Lo ha detto in aula Annamaria Fiorillo parlando del procedimento aperto  nei suoi confronti davanti al Csm. «È stato un attacco alla mia onorabilità - ha spiegato il pm - perchè in una situazione simile nessun magistrato avrebbe preso una decisione diversa dalla mia», cioè la comunità.
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La vera Anna Maria Fiorillo - Magistrato

Nell'articolo sopra riportato "Il Sole 24 ore" non si è accorto di aver pubblicato la foto della ragazza marocchina, oggetto del processo, con sotto la definizione Annamaria Fiorillo (ImagoEconomica) Il Sole24 Ore
Annamaria Fiorillo (ImagoEconomica)Annamaria Fiorillo (ImagoEconomica)

Mi sembra grave ed infamante nei riguardi di questa coraggiosa magistrato del Tribunale dei Minori di Milano che ha mantenuto la schiena dritta di fronte ad attacchi di ogni genere e che, a causa di decisioni NON SUE, ma a lei attribuite per coprire decisioni di ALTRI, è sotto inchiesta del CSM, in quanto, come è ovvio, la procedura adottata NON era quella corretta. Il fatto è che quella procedura NON è quella che aveva adottato la Dott.ssa Fiorillo. Dunque il CSM le chiede conto di ciò che lei NON ha mai fatto, ma che ALTRI hanno disposto disattendendo le sue indicazioni e assumendosi una veste ed un ruolo che non avevano: parlo dei funzionari della Questura di Milano che hanno affidato la minore alla Consigliera Regionale Minetti.
Nicole Minetti - Igienista dentale e Modella - Consigliere della Regione Lombardia

Queste non sono cose di poco conto. Sono precise procedure di legge che in questo Paese a poco a poco sono state ritenute aggirabili, ridicole e superflue, calpestando la legalità ed il diritto e dunque tutti noi che vogliamo e reclamiamo la corretta applicazione di esse.
Il lassismo che irride a chi invece esige il rispetto è frutto di una filosofia berlusconiana in cui molti si riconoscono: infatti lo hanno votato di nuovo.
Per Berlusconi conta lo scopo e, per raggiungerlo, passa sopra a tutto. Per Berlusconi tutti hanno un prezzo. E la scarsa moralità imperante gli darebbe ragione. Ma la Società Civile non può accettare di diventare un Mercato e chi accetta denaro, vendendosi in qualsiasi forma, deve essere sanzionato severamente.
Infine Maroni. La maggioranza dei Lombardi l'ha voluto suo Governatore.
Pongo a chi l'ha votato un quesito: "Cosa ne pensano di quanto ha dichiarato in Aula rispondendo all'interrogazione parlamentare sul caso Ruby?" Ha mentito, infangando un onesto Magistrato che, se fossi io, oggi lo querelerei per i danni che tali dichiarazioni le hanno comportato, sia per l'inchiesta su di lei del CSM, sia per l'immagine.
Maroni si può salvare dal pagarle i danni soltanto rimpallando la responsabilità a chi, come Ministro dell'Interno, aveva chiesto una relazione sull'accaduto per poter riferire poi alla Camera.
Auspico che codesti Funzionari della Questura paghino quanto fatto disattendendo le disposizioni della Dott.ssa Fiorillo. 
Purtroppo, da quanto riportato sul "Il Fatto Quotidiano", Un’attività, quella tra Fiorillo e gli uomini della Questura, “meramente orale”, ossia “conversazioni telefoniche”, poi “non ho più avuto visione degli atti che arrivarono molto dopo”, cioè a giugno.
Ecco, la prudenza non è mai troppa e, personalmente, l'ho sempre applicata, dunque non capisco perché la Dott.ssa Anna Maria Fiorillo non ha mandato tali disposizioni per fax o per e-mail, in modo che ne rimanesse traccia scritta. Spero per lei che abbia testimoni che possono confermare quello che lei disse, purtroppo solo verbalmente.     
  

lunedì 4 marzo 2013

Poveri ricchi! Come faranno a campare?


28/02/2013 Il «prezzo» dell’esclusione

Onorevoli liquidazioni d’oro

Gli ex parlamentari che non entreranno alla Camera o al Senato riceveranno un importo al netto delle imposte
Per ex deputati e senatori bocciati o non più candidati arriva il ricco “assegno di fine mandato”

francesca schianchi
ROMA

Poco più di 41mila euro come minimo: per chi, come la deputata democratica Paola Concia, paladina dei diritti gay, torna a casa dopo solo una legislatura. Ma c’è anche chi, come il presidente della Camera Gianfranco Fini, con i suoi trent’anni di Parlamento ha diritto a circa 250 mila euro.  

Se chi ha deciso di non ricandidarsi o chi, come improvvidamente è scappato detto in un tweet poi cancellato dall’account della presidenza del Consiglio, è stato «trombato» dal voto, dovrà dire addio a stucchi e velluti di Montecitorio e Palazzo Madama, è pur vero che una consolazione se la vedrà accreditare sul conto corrente. Si chiama assegno di fine mandato, o di «solidarietà»: praticamente la liquidazione, che spetta agli ex parlamentari. Un gruzzoletto che consiste nell’80% dell’indennità lorda (10.435 euro alla Camera; 10.385,31 al Senato) moltiplicato per gli anni di mandato effettivi, o frazione superiore ai sei mesi. È vero, come si affrettano a ricordare dai Palazzi, che ogni mese dallo stipendio dei parlamentari viene accantonata una quota da destinare a questo fondo (784,14 euro alla Camera e circa 695 al Senato), ma è vero anche che le cifre che incasseranno alla fine i parlamentari cessati dal mandato sono esentasse. Migliaia di euro netti, arrivederci e grazie. Così, per esempio, se Fini potrà consolarsi con 250 mila euro su per giù, il democratico Franco Marini, ex presidente del Senato, 21 anni in Parlamento, potrà contare su una cifra che si aggira sui 174 mila euro. 141 mila spettano a Italo Bocchino, il colonnello di Fini che, come tutta Fli, resta fuori dalla Camera, dopo averla frequentata dal 1996. Più basse le buonuscite di altri futuristi, da meno tempo in Aula: circa 58 mila per Flavia Perina, deputata dal 2006, così come per l’avvocato Giulia Bongiorno; 41 mila euro o giù di lì per l’ex falco finiano Fabio Granata. 

Antonio Di Pietro, il leader di Italia dei valori, rimasto fuori, causa mancato quorum della lista «Rivoluzione civile», ha diritto alla liquidazione per due legislature, di cui una interrotta dopo due anni: circa 58 mila euro. All’incirca 100 mila euro è quello che invece spetta dopo 12 anni tra i banchi a Guido Crosetto, ex sottosegretario del Pdl, poi diventato fondatore, insieme con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, della nuova formazione «Fratelli d’Italia». Stessa indennità di fine mandato per l’ex sottosegretario Giuseppe Cossiga. E anche per Maurizio Paniz se, in bilico in Veneto, alla fine non ritornerà alla Camera, dove è diventato un volto noto del Pdl quando ha arringato l’Aula sulla convinzione di Berlusconi che Ruby fosse la nipotina di Mubarak. Prima dei non eletti in Campania anche Anna Maria Carloni, la moglie di Bassolino: se non entrerà, incasserà un assegno di circa 58 mila euro. 

Anche chi ha rinunciato alla candidatura di sua volontà, ovviamente, ha diritto all’indennità. Circa 217 mila all’ex premier Massimo D’Alema, 26 anni nel Palazzo, sette legislature, così come per la collega Livia Turco. Per l’ex ministro Beppe Pisanu, che riscuote «solo» per gli ultimi 19 anni in Parlamento (ne aveva fatti altri venti prima, dal ’72 al ’92, poi un’interruzione), circa 157 mila euro. Sui 141 mila euro per Marcello Dell’Utri come per Claudio Scajola, entrambi con 17 anni di carriera parlamentare; 100 mila per l’ex candidato premier Francesco Rutelli e per l’ex segretario del Ppi Pierluigi Castagnetti. Walter Veltroni, invece, ha diritto unicamente all’indennità di questa ultima legislatura, un po’ più di 41 mila euro, perché una parte, per i suoi primi anni di attività parlamentare, l’ha avuta quando nel 2001 abbandonò lo scranno per fare il sindaco di Roma. 
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La moglie di Antonio Bassolino, che tanti soldi ha preso per fare il Sindaco di Napoli, il Governatore della Campania, poi il Commissario Straordinario per i Rifiuti... e si è visto il risultato su Napoli e sulla Campania.
E' stato inoltre un vero comunista che il giornalista miliardario Santoro intervistava come fosse un oracolo collegandosi con le piazze dove era il fido Ruotolo! E stato parlamentare e Ministro del Lavoro quando uccisero D'Antona, che aveva incaricato di trovare soluzioni per rendere il lavoro più precario: ricordate i Co.Co.Co.?
Un vero benefattore della società italiana! Ha raggiunto mete e successi!

Le leggi ed i regolamenti che si sono votati negli anni, tesi esclusivamente ai loro privilegi che non hanno eguali in Europa, fanno sì che di fame questi signori non moriranno!

Suona beffardo, dunque, il lamento giornalistico di certi commentatori televisivi che continuano ad informarci che:
Di Pietro non rientra in Parlamento!
Fini non rientra in Parlamento!
Persino il figlio di Cossiga non rientra!
E se la ride sì: continua a beccare bei soldi!
Ma chi se ne fregaaaaa! Non sentiremo la mancanza; l'unica mancanza che sentiremo sarà nel bilancio dello Stato, che ha succhiato anche la tassa sulla casa dei pensionati, di chi ha solo quel bene comperato con sacrifici di una vita, per i soldi che questi si portano via! Paghiamo addirittura Dell'Utri, condannato per Mafia e Scajola, quello che non sapeva chi gli aveva pagato la casa con vista Colosseo!

Ma ci sono stati pure troppo in Parlamento, in Senato, nelle case degli Enti ai Parioli pagando un affitto da due soldi come il protettore dei lavoratori, l'ex-sindacalista Marini!
Basta! Ma che schifo!
Franco Marini in posa con la sua pipa
O la pipa o il sigaro non mancano mai in certi soggetti: fa tanto "pensatore" di sinistra

Spero che Grillo faccia qualcosa, con guru o senza guru, insieme a questi giovani che abbiamo votato!
DEVE fare qualcosa! Non butti via questa occasione e la prossima volta (che non deve essere troppo prossima però!) avrà il doppio dei voti!
Se la deve giocare fina però! Altrimenti tutto si squaglierà come neve al sole e la gente, non grillina ma esasperata, tornerà a non votare più, ormai demotivata, rassegnata a farsi spolpare viva dalle banche, dalla loro finanza di rapina e da questi parolai impresentabili ma sempre pronti a ripresentarsi perché hanno la faccia come quello con cui si siedono!

sabato 2 marzo 2013

L'ultima guerra distrugge ancora


Da: La Stampa
02/03/2013

Trovano una bomba in un prato L’ordigno esplode: gravi due ragazzi un terzo ferito al volto


L’arrivo dei feriti in elicottero all’ospedale Cto

Nell’esplosione uno ha perso la mano, due dei giovani trasportati in elicottero al Cto di Torino
marco accossato, francesco falcone e massimiliano peggio
NOVALESA
Tre ragazzi (due di 16 e uno di 18 anni) sono rimasti feriti a Novalesa nell’esplosione di una granata, probabilmente un residuo bellico.  

I tre hanno raccolto l’ordigno sopra i resti di un vecchio muretto lungo una strada abbandonata: la bomba è esplosa dopo pochi istanti, spappolando la mano a uno dei ragazzi, N.M., di 16 anni.  

L’esplosione ha travolto in pieno anche Stefano Clemente, l’amico diciottenne del giovane che ha raccolto la bomba, e - in maniera meno grave - il terzo ragazzo che era con loro (L.B.). I due feriti più gravi sono stati trasportati a bordo dell’elicottero del 118 al Cto di Torino. Il ferito meno grave è stato invece portato all’ospedale Susa, poi trasferito a Torino: è rimasto ferito al volto dalle schegge della bomba, ma le sue condizioni non preoccuperebbero i medici. Sono intervenuti anche i carabinieri.
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(AGI) - Torino - Rischia di perdere la vista il ragazzo 15enne che oggi pomeriggio ha perso la mano destra a causa dell'esplosione di una bomba a mano "Breda modello 35", residuato bellico della seconda guerra mondiale trovata nelle campagne di Novalesa (Torino). All'oculista che ha appena finito di visitarlo le sue condizioni sono apparse critiche per entrambi gli occhi, rimasti colpiti dalle schegge. Entro domani sarà trasferito all'ospedale Oftalmico del capoluogo, dove sarà operato agli occhi. Nel frattempo sarà sottoposto a un'operazione di microchirurgia della mano al Cto di Torino per l'estrazione delle schegge ancora presenti nell'arto sinistro e per definire il moncone della mano destra. La sua prognosi resta riservata. .
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Sono passati più dei miei 66 anni dalla fine dell'ultima guerra vissuta dall'Italia sul proprio suolo e ancora gli ordigni sparsi un po' ovunque colpiscono e distruggono giovani innocenti ed ignari.
Poco tempo fa, a due passi dalla zona dove abito, dovettero bloccare la strada statale per far brillare in loco un ordigno molto grande ritrovato scavando per dei lavori.
Artificieri del nostro esercito al lavoro per neutralizzare una bomba di aereo risalente alla  Seconda  Guerra Mondiale
Colpisce per quanto tempo un male terribile come la guerra continui a lasciare i suoi effetti devastanti. E il pensiero va a tutti quei bambini e ragazzi devastati ed uccisi dalle mine in zone di guerra continua sparse per il pianeta.
E' l'orrore della follia umana di chi decide delle vite di moltitudini di persone e non riesce a dirimere i conflitti se non devastando persone, cose ed ambiente.

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale mio padre assistette ad un episodio simile a questo accaduto a questi tre ragazzi: un giovane, più o meno della stessa età, trovò una bomba in campagna e non capì cosa fosse. Si mise a batterla con un sasso pensando di aprirla e quella esplose devastandolo. Mio padre lo soccorse e pensava fosse morto: vedeva solo sangue dappertutto.
Invece il giovane si salvò ma non aveva più un braccio, né il bene della vista ed il suo corpo, raccontava mio padre, era un reticolo di cicatrici. Riuscirono a fargli avere una pensione anche grazie alla testimonianza del mio genitore che disse, mentendo a fin di bene, che la bomba era esplosa semplicemente da sola, senza l'accanimento dello sfortunato adolescente nel tentativo di aprirla per capire cosa fosse.