lunedì 13 maggio 2013

Povera Italia lo diciamo noi... quelli che non sono berluscones

Da: La Repubblica

Sulla manifestazione pro-Berlusconi a Brescia

ROMA - La presenza di Alfano e di altri ministri a Brescia? "Polemiche inconsistenti". Così il coordinamento del Popolo delle libertà replica alle critiche avanzate ieri dalle opposizioni - ma anche dai democratici - sulla partecipazione del ministro dell'Interno e vicepremier al comizio del Cavaliere. E la questione tiene banco in apertura del ritiro del governo nell'abbazia di Spineto: dopo uno scontro tra Letta e Alfano durante il viaggio, il premier annuncia che fino alle amministrative nessun ministro andrà a manifestazioni o programmi tv che non hanno a che fare con l'attività dell'esecutivo. 

Da: La Repubblica

Sul processo per il caso della ragazza marocchina

MILANO - Sei anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. E' questa la dura condanna chiesta per Silvio Berlusconi dal pubblico ministero Ilda Boccassini al termine della sua requisitoria al processo per il caso Ruby. Secondo la pubblica accusa, l'ex premier, che deve rispondere dei reati di concussione e prostituzione minorile, vista "la gravità dei reati commessi", non merita neppure la attenuanti generiche. "Nonostante gli attacchi che possiamo ricevere - ha proseguito il pm - siamo consapevoli che il nostro lavoro e il nostro rigore processuale emergono dalle carte processuali, come è giusto che sia".

Quello che avviene non è normale:
il Ministro dell'Interno e Vicepremier che va ad un comizio in cui il capo del suo partito parla male dell'istituzione Magistratura;
un processo per concussione e prostituzione minorile non è una bella cosa ed il rigore serve, dato che non si tratta di un cittadino qualsiasi, ma di una persona che pretende di rappresentare il Paese, di incarnare in vari ruoli le Istituzioni.

A parole si vorrebbero cambiare i fatti: e questo non può essere accettato.
Come quando si minimizzavano i cappi, i fucili, le offese alla bandiera di Bossi e compagni.
Se il Paese esiste debbono essere difese le istituzioni.
Gli italiani che votano PD, M5S, SEL e altri partiti non schierati con il berlusconismo, non ne possono più di questo indegno carnevale che, unito al sacco delle casse pubbliche ed alla corruzione che mina la sana economia e le speranze di chi vuole lavorare, crea una miscela esplosiva. 

Però, come ho già scritto su questo blog, c'è un'Italia furba, che non ama le regole ed il rigore, a cui Berlusconi piace e lui se ne compiace.
Sono dieci milioni di persone...
Sono quelli a cui piace non rispettare le regole, a cui sono insofferenti, e ritengono chi ne vuole il rispetto un insopportabile scemo, un rompiscatole...
Le regole, si sa, sono fatte per non essere rispettate... Questo è il loro ragionamento. E dunque se si possono evadere le tasse si evadono, se si vuole ampliare la casa senza permessi si fa... e poi cos'è tutto questo "moralismo": un po' di concussione la fanno tutti, via!


La pena di morte per chi segrega, stupra e tortura è giusta


Da: Il Moderatore

Il caso Cleveland continua a rivelare particolari agghiaccianti facendo così ancor più chiarezza sui dieci anni vissuti da incubo.
Un portavoce del settore investigativo ha così spiegato «la raccapricciante brutalità delle torture che queste ragazze hanno subito lungo questi dieci anni sono al di là di ogni umana comprensione».
Infatti Ariel Castro, il mostro che ha messo in atto tutto ciò, ha allestito nella sua abitazione una camera dove effettuava le torture nei confronti delle ragazze. Una casa-prigione per dieci anni lunghi e crudi. Dopo i primi interrogatori la polizia può dare già alcuni dettagli. Si parla di “raccapricciante brutalità delle torture” subite dalle ragazze che vanno oltre ogni umana comprensione.
Le tre donne, dopo il rapimento, sono state incatenate in cantina e dopo del tempo Castro ha permesso loro di poter vivere in casa limitando comunque i rapporti tra di loro. Infatti vivevano in tre stanze differenti. Inoltre  aveva, nel corso degli anni, testato la disciplina delle ragazze facendo finta di uscire di casa così da capire se le tre prigioniere avevano provato a fuggire dalle mura di casa.  La polizia inoltre ha ritrovato una lettera scritta dallo stesso Castro in cui confessava i rapimenti e si autodefiniva “predatore sessuale”. Nella lettera del 2004: «non so spiegarmi perché ho continuato a cercare un’altra ragazza, quando ne avevo già due in possesso: sono un predatore sessuale che ha bisogno di aiuto». In realtà chi aveva bisogno di aiuto erano le povere donne che subivano tali violenze senza alcuna pietà.
Castro utilizzava catene, lucchetti e corde ed una delle tre donne, rimasta incinta cinque volte, ha raccontato alle autorità i calci che riceveva sull’addome proprio per abortire. Inoltre Castro si era segnato le date di ogni sequestro sul calendario. Ogni anno quindi festeggiava queste ricorrenze con una torta, in quanto erano gli anniversari dell’arrivo nella sua vita delle schiave. Gesto a dir poco maniacale e da brivido. Lui festeggiava quando in realtà le sue vittime subivano stupri, violenze fisiche e psichiche, oltre a calpestare la loro dignità di donne. Contemporaneamente il “mostro Castro” si attivava affinché la ricerca di Gina DeJesus non venisse sospesa e addirittura raccoglieva fondi. In realtà la scomparsa era in casa a fare la schiava delle sue perversioni maniacali. Addirittura Castro partecipò ad una veglia in onore della ragazza scomparsa, confortando e abbracciando la madre. Tanto reale quanto ancor più scandaloso e raccapricciante.
Il giudice ha fissato una cauzione da 8 milioni di dollari e il procuratore Tim McGinty ha chiesto la pena di morte.

///////////////////////////////////////////////////////

E per fortuna che per questi orrendi reati in alcuni Stati degli USA la pena di morte c'è.
Meglio cancellare dal consesso umano simili mostri.
Non c'è molto altro da dire oltre quello che siamo stati costretti a sentire dai telegiornali. Il mostro fingeva anche di partecipare alle iniziative delle famiglie di alcune delle ragazzine rapite per ricordare i loro casi. Inutile cercare di capire simili squallide menti, sbagliato ritenerli pazzi nel senso di incapaci di intendere e di volere. Sono mostri e basta. Orribili dentro.
L'inferno che può vivere chi viene privato della propria libertà personale, segregato, pensando all'angoscia dei propri cari, costretto a subire il contatto sessuale del mostro ecc. ecc. ecc. non si può immaginare, cercare di farlo è insostenibile.
Invito, invece, a riflettere sulla apparente normalità del mostro, con cui i vicini intrattenevano anche rapporti...
Troppa superficialità non fa notare le minime anomalie; c'è gente che è totalmente incapace di capire chi ha davanti. Eppure i segnali ci sono: basta non ignorarli più o meno volutamente.

Cronache di pazzie quotidiane

Da: Il Messaggero
Martedì 15 Marzo 2011

Addio a Giancarlo Del Re, voce e cuore di Roma

Morto a 80 anni il giornalista che per Il Messaggero inventò “Avventure in città”, rubrica tenuta oltre mezzo secolo


... Chissà quante volte i lettori meno giovani de "Il Messaggero" hanno letto le storie grottesche e divertenti di Avventure in città, in prima pagina sulla Cronaca di Roma: ebbene, le ha scritte Giancarlo Del Re, ogni giorno dal 1958, per oltre mezzo secolo. (Quando doveva partire per un viaggio, o le vacanze, diventava come isterico: ne doveva lasciare una in anticipo per ogni giorno d’assenza).

La quotidianità è genericamente peggiorata da quando ne prendeva spunto Giancarlo del Re per scrivere le sue divertenti "Avventure in città": lo diciamo e constatiamo tutti, ovunque, non solo nella Città Eterna. Quale ispirazione migliore per creare una rubrichetta ripetitiva su questo blog?
La chiamerò: "Cronache di pazzie quotidiane".
La realtà che viviamo ogni giorno offre materiale in abbondanza, basta avere lo spirito per coglierne il lato assurdo, contraddittorio, a volte addirittura surreale.

Cominciamo con: 
"Persone chiuse"

"Sono persone chiuse... Se ne stanno per conto loro..." Disse Nora con una smorfietta alla collaboratrice domestica.
"Ma nemmeno salutano?" Chiese la colf.
"Sì, quello sì... Ma so' io che non li saluto più! Che li saluto a fà! Se nun vieni mai a casa mia!"
"Ma lei invece ci andava a casa loro?"
"No! Ma che c'entra... Io ci devo andare apposta. Ma loro ci passano qui davanti! Passi? Allora te fermi a fa' du' chiacchiere no?"
Continuando a spazzare la donna semplice disse una cosa ovvia: "Ma forse, se si riferisce alla signora, non avrà tempo... Con tutti quei figli... poi mi dice mia cognata, che ci va una volta alla settimana, che spesso c'è anche la madre anziana che non l'aiuta a fare niente e deve star dietro pure a lei."
"Ma è che sta sempre a pulì! E' fissata matta per la casa!"
"E' pure vero che tutti quei figli, la madre, il marito... è tanto lavoro: panni, pulizie... Mia cognata le fa solo tre ore a settimana. E che ci fai con tre ore!" E intanto pensava che lì erano in tre e lei ci andava due giorni a settimana.

Un anno dopo all'Assemblea Condominiale.
La madre piena di figli entrò e vide la vedova che non la salutava più perché lei non aveva tempo per "fare due chiacchiere", le si avvicinò e le disse: "Condoglianze Nora ... Ho saputo. Mi dispiace."
Quella ringraziò continuando a fumare.
La donna ritenuta "persona chiusa", pur abitando non proprio vicino alla vedova, aveva appreso, parlando con un vicino, della dipartita del marito sei mesi prima. Dato che non aveva avuto modo di incontrarla, le faceva le condoglianze in quella circostanza della riunione annuale del Condominio.
Arrivò un'altra condomina: abitava vicinissima alla vedova, praticamente attaccata!
Sorridendo le si sedette vicino tutta salottiera. Per molti l'Assemblea di Condominio era un'occasione per scambiare due chiacchiere.
Dopo i primi convenevoli sulla giornata, il tempo e "la noia di questo condominio", la vicina della vedova le chiese con un sorriso: "E suo marito come sta, come sta?"
Quella, senza fare una piega e sempre continuando a fumare, rispose laconica:
"E' morto sei mesi fa."
La donna "persona chiusa" guardava in silenzio allibita: "Ma come, non lo sapeva?" Pensò.
Intanto l'inconsapevole vicina, sorpresa, stava chiedendo come fosse successo... e che le dispiaceva tanto... ma proprio tanto...  

domenica 12 maggio 2013

Roberta Ragusa e le attività anche a lei intestate


Da: "La Nazione"

Pisa, 12 aprile 2013 - Il tribunale di Pisa ha nominato un curatore di persona scomparsa chiamato a vigilare sugli interessi di Roberta Ragusa, la donna svanita nel nulla la notte del 13 gennaio 2012 a Gello di San Giuliano Terme (Pisa), e dei suoi figli minori, dando corso a una richiesta avanzata nel dicembre scorso dal marito Antonio Logli, unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. La nomina, effettuata dal giudice tutelare Franco Piragine, e' avvenuta a febbraio e l'incarico e' stato assegnato all'avvocato Stefano Borsacchi.
''Si tratta di una procedura prevista dalla legge - ha spiegato il presidente del tribunale, Salvatore Lagana' - che serve a individuare una figura terza che possa rappresentare gli interessi di una persona scomparsa e dei suoi eredi minorenni. E questo atto puo' essere richiesto sia dalla procura che conduce le indagini sia da altre persone. E' stato Logli a farlo e ne aveva pienamente diritto''.
Roberta Ragusa era socia dell'autoscuola di famiglia e risulta proprietaria di altri beni immobiliari attualmente nella disponibilita' della famiglia del marito.

+++++++++++++++++++++++++++

Roberta Ragusa aveva perso il padre e la madre: presumibilmente quello che potrebbe aver ereditato dai suoi genitori l'ha messo in beni comuni.
Da quando lei non c'è più e non se ne trova neppure il corpo per poter dichiararne la morte legalmente, la famiglia Logli ha le mani legate per qualsiasi iniziativa possa o debba essere intrapresa in assenza di Roberta sui beni e le attività anche a lei intestate.
Facendo nominare un curatore legale in nome e per conto dei suoi eredi minori, la famiglia Logli potrà, ogni volta che ce ne sarà bisogno, rivolgersi a tale figura nominata dal giudice che potrà agire per la parte mancante.
Altrimenti sarebbero impastoiati per l'assenza della comproprietaria che non si sa che fine abbia fatto. 

giovedì 9 maggio 2013

Giallo Roberta Ragusa


Da: La Nazione

.......... In quel momento invece, secondo i tabulati, era al telefono con Sara, perlomeno fino a mezzanotte e 17. Quindi una terza telefonata, quella più misteriosa: dura pochi secondi e segue le prime due (una di 45 minuti e una di venti). La seconda tra l’altro potrebbe essere stata fatta dall’autoscuola dove Logli ha detto di essere andato a mettere in ordine. L’ipotesi finora era che quella telefonata potesse essere stata interrotta da Roberta, che sente e trova conferma dei suoi dubbi sul tradimento del marito. E magari ne scopre anche l’identità, dando così il via alla lite che il testimone ha sentito. Ma quei pochi secondi le potevano bastare per capire con chi stava parlando Antonio? L’altra ipotesi, a cui gli investigatori stanno lavorando, è che sia stata proprio Roberta, esasperata dalle bugie, a prendere il cellulare del marito e fare quel numero. In questo caso un semplice «Pronto» di pochissimi secondi sarebbe stato sufficiente per capire chi c’era all’altro capo del telefono. E la scoperta non poteva essere più scioccante.

Plausibile: bastava ripremere per far richiamare il medesimo numero con cui, poco prima, suo marito stava parlando.

Da: Chi l'ha visto

"Sono arrivati i cani qua, hanno annusato un indumento, hanno seguito nel giardino un percorso e sono arrivati sul piazzale retrostante fino ad una recinzione, fino ad un palo dal quale è possibile superare la recinzione che è molto bassa. Poi i cani sono andati alla ferrovia subito dietro hanno percorso tutta la ferrovia, fino ad una strada che è qui dietro, via Gigli, e sembra che qui si sono perse le tracce. I cani si sono fermati. Come se fosse salita su una macchina. E' una strada che si trova 100 metri più avanti”. Due giorni dopo la scomparsa della moglie, Antonio Logli aveva ricostruito a “Chi l’ha visto?”, nello stesso luogo, praticamente la stessa scena descritta recentemente dal testimone che ha riferito di averlo visto proprio a via Gigli la notte della scomparsa. È una delle novità che sono emerse nella puntata nella quale “Chi l’ha visto?” ha ripercorso cronologicamente le dichiarazioni e le azioni del marito di Roberta Ragusa dopo il 14 gennaio 2012.

Da: PisaToday

Roberta Ragusa: incidente probatorio Loris Gozzi
L'uomo nei mesi scorsi, ascoltato dai Carabinieri, riferì di avere visto il marito di Roberta Ragusa fuori dalla sua abitazione ben oltre la mezzanotte smentendo quindi ciò che ha sempre sostenuto l'indagato, che invece diceva d'essersi addormentato quella sera alle 23.45 e di essersi accorto solo il mattino seguente della scomparsa della moglie. "Ha ribadito in modo incisivo ciò che aveva già detto più volte agli inquirenti" ha spiegato l'avvocato Natascia Marini che oggi l'ha accompagnato in aula ma non ha assistito all'esame come prescrive il codice di procedura penale. "Mi ha però riferito - ha aggiunto il legale - di essere stato preciso nei riferimenti e di avere risposto compiutamente alle domande che gli sono state poste".

In aula c'era anche Antonio Logli, rimasto gelido, impassibile anche in questa circostanza. Gozzi aveva detto in passato di temerlo ma oggi, ha concluso la Marini, "ha incrociato più volte il suo sguardo senza farsi condizionare e ha continuato a riferire con serenità ciò che aveva visto. Quando la difesa di Logli ha provato ripetutamente a farlo cadere in errore con argomenti non attinenti al processo, sia il Gip che le parti civili hanno bloccato questo tentativo".


Sicuramente gli inquirenti avranno ricostruito un possibile quadro della tristissima ed infame vicenda riguardante la sfortunata madre di due figli, privati di lei. Lei non soffre più, presumibilmente, ma i suoi figli soffriranno per tutta la vita poveri innocenti.
Dato che le tracce dei cellulari sembrano fermarsi alle h. 0:17 del 14 gennaio 2012 è difficile capire lo scenario descritto dal testimone: il marito fermo in macchina in Via Gigli (senza cellulare, altrimenti forse gli inquirenti avrebbero ricostruito dalle celle la sua presenza lì, o forse no, essendo la medesima cella che serve il luogo dove è la sua abitazione) come avrà fatto a essere raggiunto da Roberta per la scena successiva della lite descritta dal testimone? Se lui era lì e dopo è arrivata lei come si sono dati appuntamento in quel punto? Avevano i cellulari allora. Ma se così fosse ci sarebbe traccia dello scambio di chiamate. Credo che questo sia un quesito a cui gli inquirenti dovranno dare risposta nella ricostruzione del fatto, per farlo collimare con la testimonianza di  Gozzi. Altrimenti la testimonianza potrebbe presentare una debolezza.
La strada dove il testimone ha visto prima il marito fermo in auto da solo e poi, successivamente, con lei, ma con un'auto diversa, dista qualche centinaio di metri dalla casa dove i due coniugi vivevano: come si sono trovati lì? E perché? Questa sequenza, qualora non chiarita bene dagli inquirenti, potrebbe costituire un appiglio per la difesa per demolire la testimonianza di Gozzi e famiglia. 

mercoledì 8 maggio 2013

Fantastica interpretazione della realtà


Ricevo da chi segue questo blog il sottostante racconto fantastico di autore ignoto (ma da una frase della conclusione credo di averne individuato l'Autore) che immagina di far parlare il Marchese del Grillo dall'aldilà, il quale interpreta la realtà tutta in chiave dietrologica-massonica con il divertente cinismo romanesco attribuito al personaggio.

ER MARCHESE DER GRILLO DAR MONNO DE LI MORTI. 
A guardalla dall'Empireo sta situazzione se capisce abbastanza bene. Armeno noi, ar tempo de la Questione Romana, quanno ero uno dei capi della Guardia Nobile der Santo Padre, 'o sapevamo che c'ereno li Massoni. Er conquibus se discuteva pubblicamente a quer tempo. Nun era, come adesso, 'na cosa che se ne parli te guardeno male. Er Papa l'aveva puro scomunicati. Da subbito.
Famo a capisse: in quer primo Loggione torinese fatto ner 1859 nun erano tutti uguali. Garibardi era 'n bravo ragazzo, Mazzini era 'n po' buio ma serio, Vittorio Emanuele II e Cavour però erano du' paraculi de sette cotte. Quer loggione, l'Ausonia, c'aveva 'n mandato secco. Un mandato profano: pijate er Regno de Napoli e poi, quanno sarà ora, fate fori er Papa. E così hanno fatto. Coi sordi, co' le armi e co' le navi de li Massoni che li finanziavano, sia da Londra che da Parigi.
Dar 1870 alla fine de la Prima Guera Mondiale in Italia c'è stato anche er "two parties system": la famosa destra e sinistra storica. Era già una bella presa pe' li fondelli. Erano già du' Logge che s'arternavano ar Governo, ma pareva 'na specie de' democrazia. Er problema vero cominciò quanno er Puzzone diventò Primo Ministro, doppo la marcia su Roma. Anche er Puzzone aveva preso li sordi dai massoni e sperava de diventà Gran Maestro, ma Quarcuno da Londra je disse: "Nun se po' fa' ... te puzzano li pensieri. Nun solo, ma te chiudo tutte le Logge italiane" .
Er Puzzone a quer punto prese talmente d'aceto che pensò: "Ah sì? Me chiudi le Logge? E io m'envento er Concordato co' li vecchietti de' la Santa Sede. Te li tiro fori da quel fortino ch'e' diventato er Vaticano e me gioco 'n mozzico de' sovranità nazionale. Te brucio puro er debito pubblico 'n piazza".
Poi se sa come so' annate le cose: er Fascio ha perso la partita e ha messo l'Italia 'n brachette de tela, ovverosia 'n mutande . Ner dopoguera li Servizi segreti e li militari anglo-americani se guardaveno intorno e se dicevano: "e mò a chi a lasciamo sta nazzione? Qui c'è rischio che ce diventeno comunisti."
Allora hanno riaperto le Logge, co' na certa fatica perchè nel frattempo 'na ventina de micchi s'erano autonominati Gran Maestro e nun se sapeva più co' chi parla'. Hanno fatto fori quel nano de Vittorio Emanuele III. J'hanno detto a Gelli e a Cuccia, "fate 'n po' come ve pare, basta che restate drento a la Nato". Hanno assicurato ai Giudei italiani un futuro de' prosperità.
Poi je s'è presentato Andreotti. L'hanno squadrato e j'hanno fatto er test: "Te la senti de tenè er mazzo co' quattro pali. Devono da giocà e vince 'n po' tutti". " E chi sarebbero?" "Li Massoni de certo, sia Piazza der Gesù che er GOI; li Cattolichi che è robba tua, li Giudei e quelli de Cosa Nostra". "Puro Cosa Nostra?" "E' ovvio".
"Ce penso io" - ja detto er Gobbo- "Famo finta che ce stanno li Partiti Politici e intanto manno avanti er vapore co' sti quattro. Però me dovete da dà 'n sacco de sordi ... er Piano Marshall, er rilancio de l'IRI e tutto er resto e io v'assicuro che li comunisti nun li vedrete mai, né ar Colle né a Palazzo Chigi. Quarcosina in Parlamento però je la
dovemo dà".
"Vabbè" - je dissero l'anglo-americani - " Vai e faccè sapè. Te raccomannamo Cosa Nostra che ce deve ave' er suo perchè sinno cor cazzo che sbarcavamo in Sicilia e risalivamo a liberavve da li Crucchi". " Macchè me li devo abbraccià?" "Se serve!" - je risposero - "Fa te! Basta che restate drento a la Nato."
La partita sur tavolo Italia è cominciata così e intanto li Massoni grossi se giocavano la partita cor Monno intero.

E c'è da dì che so' stati bravi... No come li massoni italiani, che so' nati e resteno all'obbedienza de le Logge internazionali. Quelli de Londra, de Washington, de Parigi, de Francoforte, de Bruxelles, pe' timona' bene er seguito de la II Guerra Mondiale, se so' messi d'accordo co li capi de ogni possibile tribbù: giudei sionisti e meno sionisti, mafiosi, cattolichi 'nnanzi tutto e poi co' carma, a botte de petrodollari, hanno fatto entra' drento er casinò dell'ONU e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio tutti l'artri: sauditi, giordani, eggizziani, africani, sudamericani ...
So' stati bravi a convince' thailandesi e sudcoreani ... so' stati bravi a fa casca' er muro de Berlino ... e hanno ritirato fori la bandiera russa de na vorta, co' quei tre colori: bianco, rosso e blu, che come li vedi capisci che er capo a da esse' n' Fratello, "n'fijo de la vedova", come je piace dì a lloro.
Aho so' stati così bravi che puro Fidel e Putin nun hanno disdegnato er grembiulino. So' stati così bravi che puro un ber numero de' cardinali je danno de' compasso e majetto. E fin qui tutto bene, ce mancherebbe artro... so' stati bravi ... hanno preso er piatto e chi pija er piatto, se sa che c'ha raggione... scrive e riscrive 'a Storia, fa i firms a Hollywood, lancia li razzi, s'enventa er web e, già che ce sta, cambia puro la geografia. Qui ner monno de li morti nesuno ce l'ha co' loro. Je se riconosce la parte che hanno fatto... come l'artri. Ognuno ar tempo suo.
So' stati bravi. Loro ! Quarcuno dice che hanno puro 'ncontrato quarche tribbù de' extraterestri e se so' fatti spiegà quel'è la mejo arma da usa' quanno sarà er momento che er dollaro diventerà carta straccia. Stamo aspettà che more Kissinger pe' capì bbene de che se tratta.
Ma tornamo a casa nostra. Quer popolo de pavidi che se chiamano italiani nun s'è reso conto che je annata a burro e alici fino ar 1990. Sarvo quarche stragge e diversi morti ammazzati strani, hanno magnato, bevuto, hanno fatto er Festival de Sanremo e de Venezia, hanno fatto er Campionato de Carcio, se so seduti ar tavolo der G 8 e all'ONU, hanno messo quarche ber papavero ar Fondo Monetario Internazionale e insomma: c'hanno avuto un Passaporto rispettato e rispettabile.
Poi è successo l'incredibile! E' cascato er Muro de Berlino, è finita la Guera Fredda e so' cominciate a arrivà le telefonate da Washington: "Nun contate più un cazzo " - je dicevano- "sete stati 'na bella vetrina pe' fa di' all'Orso Russo: "anvedi come stanno bene li servi der capitalismo". Mo' è finita la Festa" . Puro Agnelli, che la sapeva lunga perchè era uno dei capi dei Bilderberg, glielo disse all'Italia. Chiaro e tondo. In tv, ar TG1: " Vagazzi è finita la festa." Era il 1991.

Bisognava ridà i sordi a tutti quelli che l'avevano fatti ricchi. Era 'n ber problema. Andreotti ner frattempo s'era messo insieme a du' compari gajardi: Craxi e Forlani. E, in 3 se magnavano quasi tutto. "Ah sì?" - dissero le Logge internazionali - " er CAF dice che nun c'è na lira ? Date li dossier a quer magistrato abbruzzese e fateje sistemà sta storia." Fu così che nacque la II Repubblica.
Però basta co' sta stronzata der sistema elettorale proporzionale. Sti italiani so' troppo paraculi e speciarmente li cattolichi ce impediscono er "two parties system", ar punto che nun potemo fa alternà du' Logge ar potere. Chiamate quarcuno ... magari er fijo de 'n ex Presidente de fidata Loggia sarda e fateje fa' un ber referendum.
In Italia devono da succede arcune cose chiare. 1) Ce dovete venne i gioielli de stato. E quello lo fa Prodi; 2) Un ex comunista deve da fa' la sponda de la loggia de sinistra. E quello lo fa D'Alema; 3) Uno dei nostri deve comincia a fa' le grandi manovre sui risparmi der ceto medio in banca. E quello lo fa Amato. 4) Bisogna fa l'Elezzioni che prevedono l'alternanza delle Logge: 4 anni la Loggia de destra, l'anglo americani, coll'Aspen Institute e la Trilateral e 4 anni la Loggia de sinistra, i brussellesi coi Bilderberg. Se fa così e basta. In ogni grande nazione massonica se fa così. "E 'a Santa Sede ?" "Sti cazzi. Che se aggrappi de quà e de là. E questo lo fanno Casini da 'na parte e Rutelli dall'artra. Ciao, se sentimo."

Ner frattempo li Massoni mondiali sereno stancati de fa li Capitalisti tradizionali. Er braccio de fero tra chi mette li Baiocchi e chi mette er Lavoro già puzzava de stantio. Cominciava er tempo in cui i Baiocchi grossi nun se faceveno più 'n fabbrica ma drento a li supermercati e quindi in Italia avevano messo in pista un brianzolo, allevato da Gelli, e j'avevano detto: "Te damo la pubblicità. Tanta. Vai ... fa la tv commerciale. Faje fa' la bocca ar popolo, falli abituà a tutta la cacca murtinazionale e fai scansà da sopra li scaffali la robba italiana. Ce serve spazio."
Er brianzolo, cresciuto nella Loggia angloamericana, s'era dato 'n gran da fa e stava a vince, ma je piaceva 'mbroja' e l'artre Logge, che facevano finta de esse più lige e ossequiose de la legge, cercavano da azzannallo, speciarmente da quando i vecchi Editori, quasi tutti massoni de' sinistra che faceva più chic, s'erano visti passà le camionate de pubblicità
sotto ar naso senza potecce mettè le mani e se l'erano presa veramente a male.
"Ma come" - diceveno- " ariva sta 'nfornata de miliardi e se la pija tutta lui. Sti cazzi nun vanno. Er brianzolo sta a stecca puro co' uno che odora de Cosa Nostra e noi dovemo sta a guardà." Nun potevano immagginà che, a 'n ber pezzo de' Logge americane, Cosa Nostra nun solo je stava bene, ma la consideravano 'na garanzia che i sordi de la pubblicità tornaveno, in quarche modo, a casa.
Voi o nun voi se scatenò 'na guera tra Massoni italiani che era destinata a durà. Le Logge de' sinistra, chissà perchè, c'avevano 'n ber numero de' magistrati all'obbedienza e quindi li scatenarono contro er brianzolo. Ma lui era 'na lenza e quanno er fijo der presidente, che aveva vinto er referendum, disse co 'n accento sardo: "Avevo vinto la lotteria ma ho perso er bijetto", pur de nun annà in galera er brianzolo se presentò all'Ambasciata Americana a Roma e se lanciò: " A fratè che volete ? Er "two parties system" ? Voo faccio io, ho già scatenato 'n famoso conduttore de' talks shows che sta' a convince D'Alema".
Alle Logge anglo americane j'annava bene tutto e je dissero le stesse cose che avevano detto a Andreotti. "Taa senti?" L'omo der network accettò e trasformò ogni loggetta esistente qui e là 'n sezioni der partito suo. Ce mise 'n attimo: la struttura c'era, i sordi puro ... lo chiamò Forza Italia.
L'Italia, c'aveva -se fa pe' di'- n' po' d'ossigeno. Ma: l'italiani nun c'avevano capito 'n cazzo. Le Logge j'avevano messo alle carcagna l'omini der Fondo Monetario Internazionale e er
monno se cominciava a preparà pe' nantra fase: da lo sfruttamento 'n fabbrica, a "ridamme i sordi ne li supermercati", a "te spremo co' le tasse e si nun basta te vengo a levà quei quattro risparmi dar conto corente". 'Na squadretta de esattori se cominciò a allena'.
Eravamo entrati in un brutto labirinto senza uscita. Da 'na parte l'anglo americani ce facevano prestà li baiocchi dal Fondo Monetario e dalle Banche e guardavano er debbito pubblico come un pupone che cresceva pronto a fa' danni. Dall'artra parte le Logge brussellesi se preparavano a mazzolà l'italiano gargarozzone quanno che sarebbe stato er turno loro.
Ce furono molti Su e Giù pe' diversi anni. Quer mozzico de sovranità, de cui c'è traccia all'articolo 1 de quer po' po' de Costituzione, se sbriciolò sempre de più. Prodi fece er mestiere suo e cominciò a svende: l'IRI e altri gioielli de stato. Co' na botta sola riuscì a svendè anche er 25% de' tutta la valuta italiana pe' fa contenti quelli che volevano fa' l'Unione Monetaria. Riuscì perfino a svende la Borsa agli inglesi, che è una cosa che nun se fa mai.
A meno che nun sei costretto da un Gran Maestro co' la Corona 'n testa. Uno che hai incontrato sur Britannia per esempio, insieme a Draghi e a Monti. Però litigava co' D'Alema. Parevano cane e gatto. Er secondo lo fecero puro sedè pe' 'n po' de tempo a Palazzo Chigi, ma je toccò fa' la guera in Kosovo. Er brianzolo intanto inciarmò qualche legislatura ma perdeva 'n sacco de tempo a parla' coll'avvocati per nun anna' 'n galera .
L'americani e Cosa Nostra lo reggevano da 'na parte (così pareva), 'a Magistratura de' sinistra je sparava addosso tutti i giorni. La Santa Sede, che Dio l'abbia sempre in gloria, c'aveva un Papa polacco santo e questo je permise de sopravvive, aggrappata a na Loggia de qua e a 'na Loggia de là. C'avevano puro er Presidente de la Repubblica massocattolico. La finanza però le Logge nun je la lasciarono. Je la fecero a pezzi. Prima lo IOR, poi Fazio, l'Antonveneto e tutto er resto. Je rimase quarcosa solo in Sudamerica, grazie a li Gesuiti.
Prodi tornò da Bruxelles pe' fasse la staggione sua a Palazzo Chigi. Je diedero la vittoria ar fotofinish, ma era fraggile. Per di più fece 'n casotto co' la Loggia de San Marino e je scatenarono addosso De Magistris, che poi pe' premio diventò sindaco de Napoli. Er brianzolo allora se rimise in sella 'nantra vorta.
Sempre pe' nun anna' 'n galera, se ritrovò a Palazzo Chigi co' 'n branco de nani, ballerine e guitti che, nun sapendo più che acchiappà, cominciarono a mannà diverse migliaia di poveri cojoni 'n guera. Più le guere erano lontane, più erano stronze, più interessavano le Logge mondiali e più insistevano. Dicevano "E' 'n sostegno all'export." Export de che? "Export de' democrazia". E invece annavano a piantonà er barile ... er barile de petrolio e l'oleodotto. E più facevano così più er prezzo della benzina saliva. Strano !
E mentre le Logge italiane s'addobbavano, er Monno se gonfiava de turbolenze. Nasdaq faceva er primo botto. Zompavano 'du grattaceli importanti a Nuova Yorke. L'Islam pijava foco. La Cina, la Russia, l'India, er Brasile ... un serbatoio fori misura de produttori e consumatori crescevano. Crescevano e 'nchiodavano er vecchio Impero Usa a la croce de tutte le cazzate che aveva fatto e che continua a fa'. Arrivò er conto salato a quello che chiameno "Occidente".
Nel 2008, dovendo sceglie' tra chi buttà giù da 'n arta Torre de' 'npicci, er Governo Usa buttò giù la più grossa Banca d'Affari masso-giudea, la Lehman Brothers, gente che comunque se lo meritava e sarvò invece la Merril Lynch ch'era massonica a 24 carati. Schioppò la guera. Se ruppe 'n alleanza che annava avanti da Hiroshima. Alla finanza giudea je se 'ncazzarono i nervi e attaccò su li Mercati facenno carne de porco un po' qui un po' là.
La povera Unione Europea, senza Costituzione, senza esercito, senza politica estera comune, se trovò col culo scoperto e co' 'na Banca Centrale che se comportava come 'na SrL e scaricava li buffi, fatti dai Governi, sui Popoli. Caro italiano, tu nun lo sapevi, ma i cambialoni firmati dai Governi e approvati dai Parlamenti che hai eletto tu, ar dunque so' garantiti anche da quei quattro sordi che c'hai in banca. Nun è proprio giusto giusto ... però è così.

Tornamo a casa nostra. Doppo er Presidente massocattolico sale ar Colle 'n omo de le Logge de sinistra. Pare 'n equilibrio. Er solito: er brianzolo anglo americano a Palazzo Chigi e 'n brussellese ar Quirinale. Se scazzano, ma se sopportano anche perchè, un fidato de Prodi, Bersani aspetta er turno suo in tranquillità. C'è 'na specie de legge elettorale che dovrebbe garanti' er two parties system? Tra 'n po' tocca a lui.
Pare tutto chiaro fino a quando quarcuno s'accorge che, in piena guera finanziaria schioppata ar centro dell'Impero, noi italiani (e tanti artri) stamo fori coll'accuso. "Chi cazzo li paga quei 2000 miliardi de euro der debbito pubblico?" Ar G 20 de Cannes ar brianzolo i tedeschi e i francesi je dicono che le chiacchere stanno a zero. Bigna scassa' li dindaroli!
Er brianzolo fa spallucce. Nun se po' move. In fin de' conti er suo è er partito der lavoro nero. A fa pagà le tasse nun ce pensa pe gnente. "Ah sì !" - dicono li Mercanti - " pensi de potè svicola'? Te famo er culo a strisce in Borsa sur titolo de casa tua". Mediaset è ridotta 'n pedalino in un paio de' giorni. Er brianzolo molla, anche perchè a forza de' tromba' regazzine s'è messo 'n mezzo a guai seri. Er brussellese der colle nun po' fa artro (dice lui): chiama 'n esattore de stato internazionale che c'ha tutte le medaje possibili: Bilderberg, Trilateral, Goldman Sachs, Commissione Europea, Bocconi ... che voi de più?
Je dice: "Fa finta de fa' 'n governo tecnico. Così, solo pe' fa vedè che l'Italia comincia a pagà li buffi." Ma sti buffi so' troppi. Se capisce subito che er problema der fiscal compact nun se risolve coll'IMU, né co' le mazzate ai pensionati, né co le scampagnate de la Guardia de Finanza a Cortina e a Capri.
Passa 'n anno e nun succede gnente de serio. Le cose peggiorano: la gente se suicida, l'azziende chiudono, la benza costa più der vino, le banche se mettono 'n panza vagoni de sordi presi da le tasche der popolo e manco glieli riprestano più. Però, come sempre, mentre er bastone bastona se sventola 'na carota. Annamo all'elezzioni. Er brianzolo affretta i tempi. Er brussellese Bersani va da quer gremlin de Van Rompuy e je dice "'o faccio io l'esattore, state in un ventre de vacca". L'omo è sicuro che è arrivato er momento suo.
Er momento che aspetta da quattro anni. Ma dar nulla digitale appare er Movimento 5 Stelle. Er capo è un comico (e nun potrebbe esse' artrimenti). Li sondaggi impazzeno. Le logge de destra e de sinistra se trovano da subbito 'n difficorta'. Er comico li pija per culo, er popolo lo segue. Alla fine l'urna se pronuncia : n'terzo a ognuno. So' cazzi ! "Stamo ae solite - dicono le Logge mondiali - artro che two parties ... se so' 'nventati er three parties system e stavorta er terzo 'ncommodo nun'è la Santa Sede".
Er brusselese Bersani, de corta misura, se fa da' l'incarico dall'artro brussellese der colle e je dice ar comico: "Daje, sali su carro". Er comico se mette a ride: "Nun se ne parla proprio" . Er Monno se interroga. Er Movimento se spacca, ma poi se ricompone. Er brussellese riesce a fa nomina' i Presidenti de Camera e Senato, ma er Governo nun se fa. Passano 50 giorni. E' un grosso guaio. Li buffi intanto crescheno. Qui se finisce de ride e de scherza'. Er comico dice: "Fate pure la mappata... tanto nun durate" Nun dice però fate la mappata massonica. Lo sa o nun lo sa? Lo sa e fa finta de nun sapè ? Er monno s'enterroga.
Se dice ar bar: "E' un gran giocatore". Se dice: " pe' forza, gioca cor culo der popolo !". Se dice " vole fa solo l'opposizione e così pe' legge je devono da' anche la Commissione de Controllo sui Servizi Segreti ". Sarà pe' questo che er sottosegratario americano è venuto in Italia er giorno doppo l'elezzioni ? S'è raccomannato de pija tempo? De trova 'na scappatoia? Chissà ... dovemo aspetta' che more Kissinger pe' capi' anche st'aspetto.
Bersani intanto s'è logorato. Er brianzolo invece aspetta che quarcuno je dica: "Ok famo la mappata" Ma la mappata nun se po' fa': er Libero Muratore nun mischia le Logge. So' cazzi profani. Eppoi c'è vecchia ruggine tra li maestri. Quarcuno allora dice: "Ariannamo alle elezzioni" Er comico fa sape': "So' cazzi vostri ... se riannamo a votà io faccio er pieno". E nun se sa se è vero. Però ... potrebbe esse! A un certo punto, er brussellese der Colle, uno che se ne dovrebbe annà perchè je scade er mandato, comincia a fa' na serie de stranezze.
Dice: "Vabbè è inutile che chiedo a quarcuno de fa er Governo. C'è già un Premier" e richiama l'esattore internazionale, che non solo s'era dimesso co tutto er Governo suo de' tecnici, ma s'era pure presentato co' 'n partito suo alle Elezzioni. " Insieme a 'sto Premier" - dice l'omo der Colle - "nomino 'na decina de Saggi che se devono occupà de un po' de emergenze".
L'Italia sobbarza. "Se occupano de lavoro?" "No, de buffi!". Er popolo pija sta bastonata ma sogna già 'nantra carota. E già perche' ner frattempo è arrivato anche er momento de elegge er nuovo Presidente de la Repubblica. "Sarà quarcuno che risorve" se dicono tutti. E invece no ! Arriva 'nantra bastonata: er vecchio Presidente, visto che er Parlamento nun ce riesce a fanne uno novo, "accetta" de rimanè.
E viene liberamente rieletto. Ma da chi? Stavorta è chiaro: da li massoni tutti insieme, de destra e de sinistra. 736 su quasi 1000 parlamentari. Che vor di'? La mappata sur Presidente del Consijo no, la mappata sur Presidente de la Repubblica si' ? Allora ditelo che volete 'na Repubblica presidenziale. Er monno se interroga.
Ner partito der Brussellese Bersani intanto schioppa er casino totale e er povero segretario, doppo ave' aspettato 4 anni pe' fa' er Primo Ministro, se dimette e lascia la palla a chi nun vede l'ora de fa la mappata anche de Governo.
Er comico a sto punto, che sperava in quarche giro de carte 'n più, grida "è 'n golpe" e chiama le piazze a raccolta. Poi j'arriva quarche telefonata e se corregge: "Ma no! Volevo di' è 'n golpetto fatto da furbetti" e placa er popolo. Mica tutti però perchè quarche piazza se riempie. Ma so' pochi e meno male che so' Gandhiani sennò j'avevano già menato.
Comunque sia la frittata è fatta. Ar Colle ce rimane un ber massone. "Come sempre!" - me dicono tutti li presidenti che incontro qui ner monno de li morti. E er Governo se farà ? Certo che se farà... a Washington e a Bruxelles nun ne possono fa' a meno. Ma il Primo Ministro e li vice saranno Massoni? Mbè, perchè no? E saranno esperti de debbito pubblico? Un paro senza dubbio. Cari taliani preparateve a 'no scippo da 100-120 miliardi. "Ma - dice er ceto medio - dar conto corente ?" Po' esse !

Qui da noi, ner monno de li morti ce pare tutto chiaro. Ma voi vivi ? Sete stupidi ? Nun volete capì! E' vero che li massoni so' stati bravi a recuperà l'antica pratica der segreto che je consente de sapè , a loro, co' chi stanno a parlà e a voi invece no. Ma mò c'e' er web. C'è scritto 'ggni cosa. Studiate. 'Nformateve. Ce stanno 'e foto, 'e date, li nomi, li cognomi, l'indirizzi. Nun dico de legge Dagospia, che puro se sforza, ma manco de continuà a guardà Porta a Porta e Ballarò.

martedì 7 maggio 2013

L'orco e a volte anche l'orchessa

Da: Il Messaggero

Usa, liberate 3 ragazze rapite 10 anni fa
erano segregate nella stessa casa
Una era riuscita a scappare: tre arresti
La telefonata choc alla polizia /Audio



WASHINGTON - Tre donne, rapite dieci anni fa quando erano poco più che adolescenti, sono state ritrovate in una casa di Cleveland, Ohio, non lontano da dove sono state viste l'ultima volta prima della loro drammatica sparizione. Arrestato il proprietario della casa: si tratta di Ariel Castro, un autista di scuola bus di 52 anni. Le donne sono state ricoverate in ospedale tuttavia, secondo gli inquirenti, sono in perfette condizioni.

Nella casa dell'orco è stata trovata anche una bambina. E' la figlia di una delle donne segregate, Amanda Berry. Lo ha reso noto la Polizia. Le tre vittime di questo rapimento sono state dimesse dall'ospedale in perfette condizioni fisiche. Confermati gli arresti di tre 'latinos', Ariel Castro, 52 anni, il proprietario della casa sin dal 1992, ex autista di uno scuola bus, e i suoi due fratelli di 50 e 54 anni.

«Aiutatemi, sono Amanda Berry, sono stata rapita, sono scomparsa da 10 anni, ora sono qui e libera», ha detto la donna alla polizia chiamata dalla casa del vicino che l'ha aiutata a scappare, dopo aver notato una donna che chiedeva aiuto da una finestra. La polizia è immediatamente intervenuta liberando la altre due donne: Gina DeJesus che era scomparsa nel 2004 quando aveva 14 anni e Michele Knight, scomparsa nel 2002 all'età di 21 anni. Il vicino che ha aiutato la Berry a fuggire ha detto di non aver mai avuto il sospetto che vi fosse qualcun altro nella casa dell'uomo dove si era recato a volte per dei picnic nel giardino. La casa-prigione delle tre donne si trova in un quartiere, a maggioranza ispanico, poco distante dai luoghi della loro scomparsa.

L'incredibile storia che è breaking news in tutti i notiziari americani è ancora avvolta dal mistero: le tre donne, Gina De Jesus, Amanda Berry e Michelle Knight, non si conoscevano prima.



Agli agenti avrebbe implorato di far presto nel liberare le sue compagne di prigionia prima che il loro 'orco' tornasse a casa. Tutti gli abitanti della zona, si sono quindi riversati per strada per vivere in prima persona l'incredibile ritrovamento. Le donne sono state ricoverate all'Ospedale ma gli inquirenti hanno fatto sapere che si trovano in ottimo stato.

«È una cosa straordinaria che le abbiamo ancora con noi, è una benedizione per la comunità e la polizia e per le famiglie che siano ancora vive, non posso dire quanto sia felice», ha detto in una commossa dichiarazione il capo della polizia della città dell'Ohio, Ed Tomba. Le tre donne e la bambina sono state ricoverate in ospedale dove sono state trovate in buone condizioni. «Continuavano a piangere e gridare, chiamate la polizia, aiutateci, per favore», hanno raccontato alla polizia i vicini che hanno aiutato la Berry.

La madre di una delle scomparse, Gina DeJesus, non aveva mai perso la speranza di ritrovare la figlia viva: «ha sempre detto che lo sentiva che Gina fosse viva, è una cosa che una mamma sente». La polizia non ha diffuso l'identità del proprietario della casa prigione, ma secondo un consigliere comunale locale citato dalla Cnn, si tratta di un uomo che fino a qualche tempo fa lavorava per il Cleveland Metropolitan School District come autista. Non è stato precisato se l'uomo sia stato licenziato o abbia lasciato volontariamente il lavoro. «Vedevo questo tipo ogni giorno, abbiamo fatto i barbecue insieme, mai visto niente di sospetto, mai visto le ragazze, solo lui», ha detto il vicino.

Il sindaco di Cleveland, Frank Jackson, ha detto che vi sono «molte domande a cui dare risposte riguardo a questo caso, ma sono felice del fatto che queste tre giovani donne siano state ritrovate vive».
«Tutti noi dobbiamo chiederci come è stato possibile che non abbiamo trovato queste ragazze per 10 anni», ha aggiunto il sindaco aprendo la conferenza stampa all'indomani dell'incredibile ritrovamento delle tre giovani rapite 10 anni fa. «Posso dirvi che la polizia è stata due volte in questa casa, nel 2000 per una rissa per strada e nel 2004 perchè Castro s'era dimenticato una bimba nello scuola bus. Ma in ambedue i casi - ha concluso il sindaco - non sono stati rilevati motivi di sospetto».

«Ieri è finito un incubo durato dieci anni: le ragazze hanno dato una immensa prova di coraggio, volontà e perseveranza». Lo ha detto il responsabile del Fbi di Cleveland, incaricato delle indagini su questo incredibile caso. «La vera eroina è Amanda Berry: è lei che con la sua bambina di 6 anni in braccio ha urlato, ha attirato l'attenzione, è scappata dalla casa e ci ha chiamato». Lo ha detto il capo della Polizia di Cleveland, aggiungendo che si sta indagando anche su altri appartamenti di Ariel Castro, il padrone della casa in cui sono state rinchiuse per 10 anni le tre donne.

La polizia di Cleveland ha confermato che la bambina di 6 anni ritrovata insieme alle tre donne rapite, Amanda Berry, Gina DeJesus and Michelle Knight, è la figlia della Berry. La polizia non ha voluto dare indicazioni su chi sia il padre della bambina. Le autorità hanno anche annunciato che presto verranno emesse le accuse formali contro i tre fratelli di 50, 52 e 54 anni sospettati di avere tenuto sotto sequestro per anni le tre donne. «Stiamo per emettere le accuse contro i sospettati, pensiamo di avere messo le mani sui responsabili», ha detto il vice capo della polizia di Cleveland Ed Tomba.

«Queste ragazze meritano di riprendersi e riconnettersi con il mondo: lo spirito umano è incredibilmente resistente. Tutto ciò conferma che non dovremmo mai perdere la speranza». Così Jaycee Dugart, rapita all'età di 11 anni e liberata 18 anni dopo, nel 2009, si rivolge così alle tre ragazze di Cleveland, che hanno vissuto una tragedia molto simile alla sua. Per una strada coincidenza, Dugart proprio oggi si trova a Washington dove è stata premiata con l'Hope Award.
___________________________________

Viviamo in un mondo illusorio in cui crediamo che ogni persona dall'aspetto umano sia come noi, invece no, esistono gli orchi e le orchesse come nella favola di Pollicino che maschera proprio questo pericolo per i bambini.
Da bambina mi chiedevo come potesse una mamma, l'orchessa della favola di Pollicino, mangiare dei bambini. Pollicino si salva fuggendo con i suoi fratellini dopo aver messo i cappellini loro sulla testa dei figli dell'orchessa e dell'orco.
E' difficile da accettare per una mente bambina, ma anche per una mente di una  donna di 66 anni!
Sono sempre esistiti nella specie umana e sempre esisteranno. Dunque bisogna essere sempre molto prudenti e diffidare, diffidare... 
Mia madre mi superproteggeva sotto questo aspetto quando ero bambina, poi adolescente, ed io ne provavo fastidio e pensavo che fosse fissata. Invece aveva ragione ed ho capito dopo che la vigilanza non è mai abbastanza... Io stessa, come madre, pur proteggendo molto i miei figli, pure ho rischiato... Una volta, alla fermata del bus, mia figlia adolescente ha visto fermarsi un'auto con due uomini che volevano che lei salisse. L'ora del primo pomeriggio e la strada quasi deserta l'hanno messa a rischio. Un uomo poteva sollevarla di peso mentre l'altro era al volante... Ha avuto paura.. per fortuna hanno desistito e si sono allontanati. Sono stata fortunata.
I due recenti casi accaduti in Austria, uno riguardava addirittura un orco-padre, riempiono di orrore e fanno capire che non c'è Paese civile che tenga: le menti mostruose esistono ovunque.
Il caso, riportato nell'articolo, di Jaycee Dugart, rapita all'età di 11 anni, vede coinvolta e condannata anche la moglie dell'orco, come nel caso Dutroux in Belgio.

Nemmeno il "Manuale Cencelli"!

Da: Il Messaggero

Commissioni, c'è l'accordo Pd-Pdl. M5s escluso: porcata

L'ex presidente della Lombardia in pole per l'Agricoltura. La Russa alla Giunta per le Autorizzazioni. Boccia al Bilancio



ROMA - Dopo giorni di trattative, bracci di ferro, tensioni e ripetuti aggiustamenti, il quadro delle presidenze delle commissioni permanenti al Senato si è consolidato. Alla commissione Affari Costituzionali dovrebbe andare l'ex capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro. Sciolto il nodo della Giustizia, casella occupata dal Pdl con l'ex ministro Francesco Nitto Palma. Confermato il nome di Pier Ferdinando Casini al vertice della commissione Esteri, mentre la Difesa verrà guidata da Nicola Latorre (Pd). Confermato anche Antonio Azzollini (Pdl), che già nella scorsa legislatura aveva presieduto la commissione Bilancio. Al democratico Mauro Marino è stata assegnata la presidenza della commissione Finanze e Tesoro. La presidenza della giunta delle autorizzazioni della Camera, secondo quanto si apprende, dovrebbe andare a Fratelli d'Italia con Ignazio La Russa.

Rispunta Formigoni.
Il Pdl avrebbe sciolto anche l'ultimo nodo nello scacchiere delle presidenze delle commissioni al Senato. Roberto Formigoni, secondo fonti parlamentari, avrebbe vinto il 'ballottaggio' con Anna Maria Bernini per la guida della commissione Agricoltura di Palazzo Madama. Gli accordi raggiunti all'interno della maggioranza prevedono inoltre che che la commissione Istruzione e Beni culturati vada al Pd, che ha scelto Andrea Marcucci. La complessa partita per la designazione del presidente della commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, si è chiusa a favore del Pdl che ha inserito nella casella il nome di Altero Matteoli. L'ottava commissione è considerato uno snodo strategico per la politica delle telecomunicazioni e delle tv. Ragione per cui il Pd aveva posto un veto sul nome di Paolo Romani, considerato troppo inserito nell'orbita berlusconiana. Francesco Boccia del Pd è stato eletto presidente della commissione Bilancio della Camera.

Le altre poltrone
. Sulla poltrona della commissione Industria, commercio e turismo si siederà il senatore Pd Massimo Mucchetti. Nessuna novità per la commissione Lavoro e previdenza sociale che è stata attribuita all'ex ministro Maurizio Sacconi del Pdl. Al Pd è andata invece la commissione Igiene e Sanità, che verrà presieduta da Emilia De Biasi, mentre alla commissione Territorio e Ambiente dovrebbe venire eletto Giuseppe Marinello, senatore del Pdl. Si comincia a votare nel pomeriggio, a partire dalle ore 15 per le commissioni dalla I alla VII mentre, dalle 16 sono convocati i componenti delle restanti commissioni.

M5s esclusi, è bufera. «Anche solo immaginare di dare le presidenze che ci spettano a Sel e Lega, significa tentare di fare un Gran Premio facendo correre gli avversari con il muletto, ma il risultato non sarebbe tagliare il traguardo, bensì schiantarsi contro le tribune alla prima curva seria, essendosi privati dei freni». Lo scrive il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi sul blog di Beppe Grillo in un intervento titolato appunto 'le riserve all'opposizionè. «L'opposizione parlamentare non si sceglie (né tantomeno la si costruisce) tra quelle che fanno più comodo. L'opposizione è quella uscita dalle urne e dalla legge elettorale: ogni altra alchimia ispirata al gioco delle tre carte è una manovra di palazzo innaturale e dannosa, che mira a indebolire gli anticorpi del sistema Paese e, così facendo, prende in giro gli elettori e mortifica la loro intelligenza e le loro speranze di cambiamento» afferma Crimi che ricorda: «la prassi vuole che le presidenze del Copasir e della Vigilanza Rai vadano all'opposizione». Ovvero, osserva, «al MoVimento 5 Stelle e quindi ai quasi nove milioni di cittadini che lo hanno votato, non a due movimenti che rappresentano una frazione infinitesimale del Paese e che hanno fatto campagna elettorale al fianco di Berlusconi e di Bersani, come costole di uno stesso organismo. O la prassi vale solo quando serve a congelare la formazione delle commissioni permanenti?». 

La Casta Politica, contro cui hanno votato oltre otto milioni di cittadini italiani dando un mandato di cambiamento e pulizia al Movimento 5 Stelle, resiste sfacciatamente e antidemocraticamente negando il diritto del M5S ad avere la presidenza delle Commissioni e tenta di darlo a due partiti che rappresentano un piccolo numero di elettori, immensamente meno significativi e rappresentativi rispetto al Movimento 5 Stelle.

Michaela Biancofiore e "l'omofobia"


Da RAGIONPOLITICA: 05/maggio/2013

La dittatura del pensiero eterofobico


Di Francesco Natale

    Il fuoco di sbarramento a cui è stata sottoposta l'Onorevole Michaela Biancofiore negli ultimi due giorni assume connotati prossimi al surreale. Già fatta oggetto da mesi di pesanti attacchi mediatici di fronte ai quali non si può non riscontrare la sostanziale indifferenza delle istituzioni. Quelle stesse istituzioni che si sono mosse, legittimamente per carità con una celerità al fine di tutelare l'onorabilità della Presidente della Camera Laura Boldrini, vittima di un «fake» di gusto certamente discutibile.
    La colpa oggettiva imputata all'On. Biancofiore è, in primo luogo, quella di essere berlusconiana senza mai averne fatto mistero. Non solo: l'On. Biancofiore ha, come tutti del resto, idee proprie in materia di famiglia, unioni civili, matrimonio. Con la medesima trasparenza e la medesima chiarezza con cui ha sempre dichiarato senza mezzi termini le proprie generalità politiche ella non ha mai fatto mistero della sua contrarietà ai cosiddetti matrimoni «gay», alle adozioni da parte delle coppie omosessuali, alle ipotesi di legge che prevedono che il Servizio Sanitario Nazionale si faccia carico delle operazioni di cambio di sesso per coloro che ne facciano eventualmente richiesta. Posizioni motivate che possono essere condivise o meno, ma comunque posizioni. Posizioni politiche. Chiare, nette, definite.
    Posizioni che possono essere oggetto di dibattito e confronto, magari, ma che in nessuna circostanza possono essere censurate. Michaela Biancofiore è stata derisa, sbeffeggiata, insultata con trivialità da caserma, per il semplice fatto di avere dichiarato che come donna non riusciva a comprendere come un uomo potesse provare attrazione verso un transessuale e perché, a suo giudizio, le associazioni a tutela dei «diritti dei gay» agiscono troppo spesso in risposta ad interessi lobbistici.
    Michaela Biancofiore è stata accusata per questo della colpa che il collettivo virtuale, omologato ad un pensiero unico non solo divergente ma per fortuna agli antipodi del variegato pensiero della comunità reale, ovvero quella fatta di cittadini e non di server, ritiene la più infamante in assoluto: la cosiddetta «omofobia». Un costrutto concettuale estremamente evanescente che tuttavia viene spacciato per vangelo puro: un dogma fondato sul nulla, poiché scientificamente e clinicamente inesistente. È infatti il concetto stesso di «omofobia», una aberrazione creata ex abrupto da certo pessimo giornalismo, che si presta alle peggiori strumentalizzazioni politiche pur nella totale assenza di criteri anche solo blandamente oggettivi che ne attestino l'esistenza.
    Perché per potersi parlare di fobia in termini concreti, secondo il DSM (Manuale dei disordini mentali) quattro tra i seguenti sintomi devono contemporaneamente manifestarsi: tachicardia, palpitazioni, disorientamento, nausea, sudorazione, tremori, dispnea, dolore al petto, paura di morire o di impazzire, depersonalizzazione, disturbi addominali, parestesia, sbandamento. È quindi possibile definire clinicamente qualcuno come «omofobo»? Ciascuno, in coscienza, si risponda da sé.
    Eppure il termine, grazie al quotidiano bombardamento mediatico, è diventato ormai di uso comune e nell'ambito di una diatriba politica arriva a svolgere funzioni quasi demiurgiche: chi è rimasto completamente a corto di argomenti accusa la controparte di «omofobia» e il gioco è fatto. Una comoda via di fuga buona per tutte le stagioni. I critici meno sbavanti e più posati hanno imputato a Michaela Biancofiore di non ritenere una priorità la «legge antiomofobia» così come una disciplina organica sulle unioni «moderne».
    Ebbene, non è solo l'On. Biancofiore a pensarla così: ma è in buona compagnia della maggioranza assoluta degli italiani. I quali secondo recenti sondaggi (Bidimedia e Lorien tra gli altri) hanno indicato come priorità critiche della agenda Letta le seguenti: provvedimenti contro la disoccupazione (riforma del mercato del lavoro), detassazione sistematica, rilancio dell'economia, rimodulazione delle prerogative di Equitalia e infine, riforma della legge elettorale.
    Per nessun campione significativo le cosiddette «battaglie civili» sono all'ordine del giorno. Stando a taluni Soloni del Web, quindi, sono proprio gli italiani ad essere sbagliati, non solo Michaela Biancofiore. Ma c'è di più: chi pone una questione fenomenologica (unioni civili ad esempio) come «questione politica», e in quanto tale meritevole di analisi e discussione, alle regole scritte e non scritte del dibattito politico deve sottostare. In nessun caso può pretendere l'annientamento pregiudiziale della controparte poiché non rispondente alla propria visione, adducendo magari motivazioni dadaiste e assolutamente false quali «la maggioranza degli Italiani è con noi» o, peggio, «l'Italia intera insorge contro le dichiarazioni di...».
    Sondaggi e termometro situazionale alla mano è vero il contrario, casomai. Reazioni, per altro, la cui rabbiosa scompostezza indurrebbe a pensare che, sempre stando alla definizione del DSM di cui sopra, se l'omofobia è una chimera ideologica l'eterofobia pare invece assumere connotati sempre più reali giorno dopo giorno.

La bella Biancofiore confesso tranquillamente che non mi piace: la trovo molto bella, elegante, fine nel porsi in un mondo ormai votato alla più fastidiosa ostentazione della volgarità, ma non mi piace per la sua visione settoriale della morale.
Perché se certe sue idee, improntate ad una visione morale che potrei condividere, sono accettabili, non si può non notare che di morale settoriale si tratta. Infatti ella stravede per Silvio Berlusconi non solo come leader del suo partito, ma anche come persona, come uomo.
Ora, se il discorso sulla omosessualità da non riconoscere al rango matrimoniale può essere da me condiviso, non capisco come ella non si adonti di fronte ad un uomo che desidera sessualmente donne che potrebbero essere per età sue nipotine e anche pronipotine. Infatti Berlusconi è un ultrasettantenne a cui piaccionio giovani ventenni (o giù di lì), cosa riprorevole anche per chi moralista non è, e che gli provoca guai giudiziari e danneggia la sua immagine anche e soprattutto all'estero. 
La bella Biancofiore "come donna non riusciva a comprendere come un uomo potesse provare attrazione verso un transessuale" però riesce a comprendere il nonno che corre dietro alle ragazzine? Non le appare un poco sconcia questa tendenza?
Diverso è il discorso che pone in alcuni punti l'articolista sul matrimonio fra persone omosessuali, che anche l'estensore dell'articolo indulge a chiamare pudicamente "gay".
Ho già scritto in proposito su questo blog: ritengo una forma di ipocrita foglia di fico scrivere "gay", esattamente come quando i giornalisti scrivono "escort", parole che, per il loro fumoso significato esterofilo, vorrebbero sfumare una realtà che, evidentemente, imbarazza. Ma, allora, se imbarazza perché non si prende coscienza del contenuto non proprio nobile della materia che si vuole sfumare?
Io parlo invece esplicitamente di persone omosessuali. Ho scritto che l'omosessualità è sempre esistita dunque dobbiamo prenderne atto. Questo non vuol dire che, siccome è sempre esistita, tutto di essa sia lecito.
Anche la pedofilia è sempre esistita, ma è e rimane un aspetto orribile della sessualità deviata dalla strada naturale, in quanto coinvolge i piccoli innocenti ed indifesi. Dunque nella nostra società è e rimane un orrendo crimine.
Se l'omosessualità si svolge fra due adulti consenzienti di uguale tendenza e se sfocia in un affetto dignitoso e duraturo, si può concedere una legislazione che riconosca un patto fra loro, ma nulla può avere a che fare con il matrimonio naturale fra due persone di genere diverso e che è alla base della costruzione della società per la continuazione della specie.
I Paesi che hanno ritenuto di darsi normative per il cosiddetto "matrimonio fra omosessuali" a mio avviso hanno sbagliato, qualora tali Patti abbiano la medesima connotazione del matrimonio naturale.
Non è detto che se hanno ceduto a questa corrente di pensiero siano nel giusto. Ritengo dunque alcune delle cose scritte nell'articolo, che ci ha inviato un sacerdote, giuste: "la cosiddetta «omofobia». Un costrutto concettuale estremamente evanescente che tuttavia viene spacciato per vangelo puro: un dogma fondato sul nulla, poiché scientificamente e clinicamente inesistente." Perfettamente d'accordo. Il giornalismo moderno elabora spesso termini, che poi entrano nel vocabolario comune, con la sola intenzione di forzare la realtà. 
"Se sei omofobo hai torto", punto e basta! Con quel termine ti hanno spinto nel ghetto di colui che ha quell'etichetta e dunque qualsiasi cosa dice non può che sbagliare! Un modo come un altro per bloccare con prepotenza verbale, che diventa però violenza sul piano psicologico, le tue opinioni e le tue idee.

Giulio Andreotti: fortunato, ha avuto una bella vita

Da: L'Epresso

Intervista

'La Storia non lo assolverà'

di Mauro Munafò
«Andreotti ci ha consegnato uno Stato pieno di segreti inconfessabili. Oggi lo santificano tutti, da destra a sinistra, ma lo fanno solo per autoassolversi». Il durissimo giudizio di Nando Dalla Chiesa, ex parlamentare, sociologo e figlio del generale ucciso dalla mafia
(06 maggio 2013)
Nando Dalla Chiesa Nando Dalla Chiesa  «Non credo che la Storia lo possa assolvere. Lo assolverà la ragion di partito forse, ma non quella di Stato. Giulio Andreotti non era un uomo di Stato». Non ci sta ad omologarsi ai cori della politica Nando Dalla Chiesa, ex parlamentare, figlio del generale Carlo Alberto ucciso da Cosa Nostra nel 1982 e sociologo da anni impegnato nella lotta alle mafie e nell'istruzione alla legalità. Non ci sta ad unirsi al coro di chi oggi dipinge Andreotti come uno statista al di sopra dei sospetti e che prova a derubricare i suoi rapporti con la mafia o i suoi silenzi sui misteri nazionali come fatti minori.

«Giulio Andreotti ci ha consegnato uno Stato pieno di segreti inconfessabili e persino di violazioni dello spirito di quella Costituzione che aveva contribuito a stendere. Non si è uomini di Stato solo perché si ricoprono più cariche istituzionali di chiunque altro nella storia repubblicana. E' una cosa diversa e anzi i veri uomini di stato hanno pagato un prezzo enorme, e anche 'definitivo', dal suo modo di gestire i potere. Se il suo nome è finito regolarmente in tutte le pagine più oscure della storia repubblicana non è certo per caso».

Un giudizio molto duro.

«Per capire la persona basta ricordare quello che Andreotti disse di Giorgio Ambrosoli. Dichiarò che 'se la era andata a cercare'».

Eppure oggi si sprecano gli elogi.
«E' stata una figura omaggiata da destra e da sinistra, tanto che si è arrivati a un passo dal votarlo come Presidente del Senato nel 2006, senza che l'idea scatenasse reazioni particolarmente scandalizzate in nessuna delle fazioni. Si sono fermati solo per un senso di inopportunità. E' stato difeso dalla Prima e dalla Seconda Repubblica, che proprio nella sua figura hanno trovato un punto di contatto: hanno fatto l'impossibile per far credere fosse stato dichiarato innocente al processo palermitano, tanto che a un certo punto facevano quasi pena in questo tentativo. Dopo la prima sentenza di Palermo, e anche dopo la seconda che ne ha confermato i rapporti con la mafia fino al 1980, sono giunti in suo soccorso da tutte le parti politiche: un'autopurificazione di gruppo. Se è innocente lui, hanno pensato, lo siamo anche noi che siamo nati e cresciuti sulla sua scia».

Molti dei suoi silenzi o delle sue scelte vengono però giustificati come necessità in una situazione internazionale molto complessa, in cui i compromessi furono indispensabili.
«Questa è un'ipocrisia da sfatare, e lo faccio subito con un esempio che non riguarda il mio caso personale e quindi non mi vede direttamente coinvolto. Qualcuno potrebbe spiegare qual era la necessità di stare dalla parte di Sindona? Perché ricordiamo che Andreotti è stato con Sindona dall'inizio alla fine e ne ha anche coperto la latitanza. Parliamo di un criminale che gli Stati Uniti volevano fosse arrestato. Quindi non c'entrava niente il mondo diviso in due, non c'entravano nulla gli equilibri e le alleanze internazionali. Questa storia delle scelte necessarie è solo un'ipocrisia».

Una pagina della storia italiana si chiude, ma i misteri rimangono.

«Andreotti si porta via molti segreti, troppi segreti. Mi piacerebbe leggere nei prossimi giorni che nel suo testamento c'è qualcosa in questo senso, ma conoscendone la figura ne dubito. Si sarebbe dovuto andare a fondo quando si poteva: purtroppo i conti con il suo sistema, con il suo metodo di potere e con la sua persona non sono stati fatti».

+++++++++++++++

La Storia è piena di inesattezze ed ingiustizie: la verità è sempre vista da punti di vista di parte.
Quello che conta sono i fatti concreti là dove si riesce ad accertarli.
Spero che la Storia renda giustizia a questa controversa figura nel senso dato da Nando Dalla Chiesa.
Personalmente sono pessimista: c'è ancora chi rimpiange Mussolini, ad esempio. C'è chi ritiene Pio IX un Santo e così lo ha beatificato. Eppure hanno provocato la morte di uomini per il Potere.