domenica 17 novembre 2013

Parlamento europeo en sesión.

ESTO SI ES PRODUCTIVIDAD Y BIEN REMUNERADA POR CIERTO !!!

PRODUCTIVIDAD EN EL PARLAMENTO EUROPEO...

 ¡COBRAN 12.000 EUROS AL MES! 

European MPs at work in Brussels 









Y TÚ TRABAJANDO COMO UN BURRO Y ENFERMANDO POR ESTRES... Y HASTA LOS 67 AÑOS.
¡¡PANDILLA DE SINVERGÜENZAS !! 


SI SEÑOR, QUE CIRCULE...........UNA Y MIL VECES...........NO TE CANSES DE ENSEÑARLO. 


E poi parlano degli italiani???!!!

Perché?

Da: Il Fatto Quotidiano

Cancellieri-Ligresti, Civati (Pd): “Presento mozione di sfiducia, basta ipocrisia”

"Non possiamo votare con i Cinque Stelle? E' l'argomento più stupido del mondo", dice il candidato alla segreteria. 

Cuperlo: "Il ministro valuti se ci sono condizioni per continuare".

 La renziana Rossi: "Deve dimettersi". Il ministro Franceschini frena


Per quale oscura ragione illogica, sciocca, infantile e politicamente immatura Renzi e compagni NON POSSONO VOTARE la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle e debbono presentarne un'altra?
Non ci siamo allora! Non ci siamo proprio!
Se una cosa è giusta e condivisibile si vota anche se la presenta l'opposizione.
Perché presentarne una propria sposta forse i termini del problema?
Sempre si vota contro un ministro del proprio governo!
Il problema che il ministro (volutamente con la m minuscola) non voglia con dignità, buon gusto e senso dell'opportunità, andarsene da sola, dimostra che, appunto, manca delle predette qualità e dunque sta mettendo in imbarazzo il fragile governo Letta.
Vorrei sapere da Renzi se egli la voterebbe la mozione presentata dal M5S a cui ha aderito persino la Lega Nord: voglio sperare di sì!!
Renzi ci piace ma non se si "appecorona" ai diktat dei D'Alema, degli Epifani ecc.. Egli ci piace proprio perché da tempo, a parole, dice cose diverse da questo partito che si dice di sinistra ma che non "sente" la base.
Non credo che la base dei nostalgici del PCI possa avere in simpatia una come la Cancellieri, una figura uscita dal "governo tecnico" di Mario Monti!
I timori di D'Alema che costoro possano disamorarsi se diventasse segretario Renzi, a mio avviso, sono meno fondati che se si lasciasse dov'è l'amica dei Ligresti.
Staremo a vedere e in base alle verifiche voteremo.    

Rifiuti pericolosi

Da: Il Manifesto

BIOCIDIO I MILITARI USA NON BEVONO L'ACQUA CONTAMINATA DI NAPOLI, PERÒ SMALTISCONO LE LORO SCORIE NEL NOSTRO PAESE. AFFIDANDOSI A DITTE ITALIANE
Quanto inquinano gli americani
ARTICOLO - ANDREA PALLADINO




Metalli pesanti, pesticidi, Pcb: sono i rifiuti delle basi di Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza. Un dossier del Pentagono: smaltiti in Italia
Andrea Palladino
Non basterebbero tutti i camion indicati da Carmine Schiavone per contenere la montagna di veleni che ogni anno le basi Usa producono in Italia. È l'altra faccia - tenuta debitamente riservata - della presenza militare d'oltreoceano. Mentre il dipartimento di Stato per la difesa spende trenta milioni di dollari in studi pensati per tutelare la salute dei militari e delle loro famiglie in servizio a Napoli, elaborando il dossier del 2010 ripubblicato ieri dall'Espresso, il servizio di logistica dell'esercito statunitense cerca il miglior modo per smaltire i materiali classificati come «hazardous waste». Resti di idrocarburi, solventi, vernici di ogni tipo, sostanze chimiche residuali nella gestione del munizionamento: quello che esce da una base militare potrebbe fare la felicità dei migliori broker di rifiuti.
Non è facile mettere il naso nella catena della logistica delle caserme Usa. Per farlo dobbiamo partire dalla porta di servizio. In un documento del 6 ottobre del 2010 firmato dalla Defence Logistics Agency che il manifesto ha consultato è riportato il capitolato d'appalto per la «gestione, il caricamento, lo scarico, la rimozione, il trasporto, lo stoccaggio e lo smaltimento» delle sostanze pericolose delle installazioni Usa in Italia. Cinque le città coinvolte: Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza, sedi delle principali basi. Nell'allegato al bando c'è il dettaglio delle sostanze prodotte da smaltire: più di dieci tonnellate di batterie esauste di ogni tipo, centinaia di chili di acidi inorganici, ammoniaca, agenti decontaminanti, solventi (quasi due tonnellate all'anno solo dalle basi di Sigonella e Napoli), idrocarburi aromatici (i temibili benzene e xilene), metalli pesanti come il cromo esavalente, il cromo, il mercurio e il piombo, il Pcb, pesticidi ed erbicidi, lubrificanti, oli esausti ed altri veleni.
Il lungo documento del 2010 specifica nei dettagli come dovranno essere smaltite le scorie pericolose: trattamento, incenerimento e discariche. Ogni tipo di veleno ha la sua destinazione: tutte le strade, però, portano in Italia. È vietatissimo, ad esempio, smaltire i rifiuti nelle stesse basi. Ma se sorgono controversie di qualsiasi tipo, a decidere non saranno i tribunali italiani: il giudizio è riservato ad un apposito foro statunitense. Una questione, questa, molto delicata, che ci riporta all'epoca delle navi dei veleni.
Era il febbraio del 1986. Dal porto di Marina di Carrara partiva una nave, la Lynx, con un carico di migliaia di fusti tossici diretti in Venezuela. Dopo un anno e mezzo quei rifiuti sono tornati in Italia, con la nave Zanoobia sbarcata a Genova. Nella perizia effettuata all'arrivo risultano anche residui targati ministero della difesa Usa. Rifiuti partiti dalla basi militari, che hanno utilizzato gli stessi canali delle aziende chimiche italiane dell'epoca, finendo - nelle intenzioni degli smaltitori - sulle colline di una spiaggia venezuelana, abbandonati e non controllati. Negli anni successivi il governo italiano ha chiamato in causa i produttori e il trasportatore dei fusti, chiedendo i danni derivati da quel traffico di veleni: quasi tutti sono finiti davanti al tribunale civile; all'appello mancavano, però, proprio gli statunitensi. Esisteva un accordo specifico segreto?
Dopo la convenzione di Basilea sul traffico transfrontaliero dei rifiuti le cose in parte sono cambiate. Oggi la gestione delle scorie pericolose delle basi Usa viene affidata a società che lavorano soprattutto con gli impianti italiani e europei. Come la bresciana Ecoservizi. Secondo fonti autorevoli del settore consultate dal manifesto, la società ha avuto in gestione lo smaltimento dei rifiuti pericolosi della base Camp Darby, tra Livorno e Pisa, quando era ancora controllata da uomini della Compagnia delle opere, il braccio economico di Comunione e liberazione. Dove sono finiti? Ecoservizi si avvaleva di diverse discariche per rifiuti pericolosi a Brescia. Oggi uno di quei siti - chiuso nel 2000 - è considerato ad alto rischio e attende una bonifica. Chi pagherà il conto? Molto difficile dirlo, ma si possono tranquillamente escludere i produttori. È la faccia ancora sconosciuta delle terre dei fuochi del nord Italia.
Se il rapporto sulla qualità delle acque di Napoli rimane in bella vista sul sito della Us Navy di Napoli, difficile - se non impossibile - è trovare notizie sulla filiera di smaltimento delle scorie made in Usa. Eppure si tratta, come abbiamo visto, di sostanze estremamente pericolose, che richiederebbero la massima trasparenza, ad iniziare dai nomi dei contractor. Come trasparente dovrebbe essere l'informazione sull'impatto ambientale della presenza militare statunitense e Nato nel nostro paese. Tema estremamente delicato, visto il tipo di armamento utilizzato. Sempre a Camp Darby gli sversamenti e le contaminazioni non sarebbero un'eccezione, secondo il Rapporto sullo stato dell'ambiente del Comune di Pisa del 2006. Nell'elenco dei siti da bonificare la base appare diverse volte, con segnalazioni di perdite di idrocarburi e problemi alla piattaforma per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi. Inutile ricordare che un monitoraggio ambientale indipendente in queste installazioni è di fatto impossibile. Certi segreti di certo non si mettono sul web.
 
Ho ricevuto questo articolo molto interessante e lo pubblico con qualche riflessione. 
Di rifiuti pericolosi, in particolare di sostanze radioattive, mi sono occupata nel 2009 quando ho scritto su una rivista, "Color City", il seguente articolo:



Molte delle informazioni contenute nell'articolo che scrissi mi vengono direttamente dall'esperienza di lavoro, essendomi occupata del Servizio di Radioprotezione dell'Ateneo per il quale lavoravo al momento della sua istituzione. 
I rifiuti di cui si parla nell'articolo di Palladino non sono quelli radioattivi, ma comunque pericolosi e dunque soggetti a precise regole di smaltimento e al rispetto di rigidi protocolli i quali prevedono documentazioni controllabili. 
Ecco, è questo il punto: controllabili.

sabato 16 novembre 2013

Addio...ai miei ricordi

Da: Repubblica.it

E' morto Raimondo d'Inzeo, leggenda dell'equitazione

E' morto Raimondo d'Inzeo, leggenda dell'equitazione
Raimondo D'Inzeo
Aveva 88 anni, oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960, partecipò a otto edizioni consecutive dei giochi. Un'ombra nella sua vita quando da tenente colonnello dei carabinieri a cavallo dovette caricare i manifestanti contro il governo Tambroni a Porta San Paolo in 

ROMA - Lutto per lo sport italiano. E' morto Raimondo D'Inzeo, oro olimpico nell'equitazione a Roma 1960. Aveva 88 anni. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha disposto un minuto di silenzio, per sabato e domenica, in tutte le manifestazioni sportive. La Camera ardente per Raimondo D'Inzeo sarà aperta oggi, dalle ore 14.00 alle ore 18.00, al Salone d'Onore del Coni al Foro Italico. Domenica sarà possibile rendere omaggio dalle 10.00 alle 13.00 al campione olimpico di equitazione scomparso.

Nato a Poggio Mirteto (Ri) il 2 febbraio 1925, Raimondo d'Inzeo, oltre all'oro di Roma, ha vinto altre cinque medaglie ai Giochi (1 oro, 2 argenti e 3 bronzi), in un arco di tempo che va dal 1956 al 1972 a Monaco. E' stato anche due volte campione del mondo (1956 e 1960).

Il destino di Raimondo D'Inzeo era scritto. Figlio di un ufficiale di cavalleria e maestro di equitazione, ha iniziato prestissimo a praticare la disciplina. Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, era specialista nella disciplina del salto ostacoli. Con il fratello maggiore Piero ha formato una coppia irripetibile: sono stati infatti i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 a Londra al 1976 a Montreal, raggiunti in seguito solamente da Josepa Idem. Nel 1968 a Citta del Messico, Raimondo D'Inzeo è stato anche il portabandiera.  E' stato uno dei massimi campioni nella storia mondiale del salto ad ostacoli con Winkler, D'Oriola, Pessoa padre e figlio. In Italia, lo hanno avvicinato 
soltanto suo fratello Piero (per il quale vale ugualmente il discorso sul destino, ma che comunque non vinse mai un oro olimpico individuale) e Graziano Mancinelli.
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Un'altra figura legata a Via Ottaviano n. 105 a Roma se ne è andata.
I genitori dei fratelli D'Inzeo abitavano infatti nel mio stesso palazzo nel quartiere Prati.
Era lì, dunque, la loro casa paterna da cui ormai erano andati via, vi abitavano solo gli anziani genitori. Ma venivano spesso a far loro visita e ricordo, soprattutto Raimondo, sempre vestito in divisa e anche con il frustino in mano a volte, che quando ci incontravamo sul portone salutava sempre in modo franco e cordiale. Io ero una ragazzina e lui un uomo fatto, eppure nessuna alterigia, nessuno sfiorarti indifferente con gli occhi, come fanno tanti pidocchi che non sono nessuno, invece lui e il fratello già allora erano famosissimi e comparivano spesso nella televisione in bianco e nero.
Addio ad un'altra persona perbene che se ne va. 

Ricevo e diffondo




COMUNICATO STAMPA

Referendum acqua: un altro
Giudice di pace dà ragione ai cittadini. Anche ad Arezzo il gestore dovrà restituire i profitti illegittimamente riscossi in bolletta ai cittadini


Il referendum per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico di giugno 2011 ha stabilito l'abrogazione della cosiddetta “remunerazione del capitale investito” dalle bollette idriche degli italiani. I gestori non si sono adeguati a questa disposizione e l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) ha avviato un vero e proprio boicottaggio agli esiti del referendum. La magistratura però sta dando ragione ai cittadini che avevamo fatto ricorso a questo vero e proprio furto di democrazia.
Dopo la sentenza del giudice di pace di Chiavari che aveva obbligato il gestore a rimborsare la quota di remunerazione del capitale investito incassato nel periodo tra luglio e dicembre del 2011, arrivano due sentenze del giudice di pace di Arezzo che obbligano il gestore Nuove Acque a rimborsare la quota di profitto da luglio 2011 a gennaio 2013 (data di presentazione dei ricorsi).
Le sentenze confermano la correttezza di quello che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre sostenuto: dopo l’esito referendario tutto il profitto – comunque denominato – deve essere eliminato dalle bollette.
Dopo questi nuovi pronunciamenti che derivano anche da quella molto esplicita del Consiglio di Stato del gennaio scorso, il Forum invita ancora una volta l’AEEG a tornare sulle proprie deliberazioni e a predisporre un sistema tariffario in piena conformità con l’esito referendario. È evidente che lo stratagemma che l’AEEG ha adottato nel disciplinare il metodo tariffario transitorio chiamando “costo della risorsa finanziaria” quello che prima si chiamava “remunerazione del capitale investito” è risultato inefficace.
Ormai da più parti d'Italia i cittadini - stanchi di non vedere rispettato il volere del 96% degli elettori che poco più di 2 anni fa sancirono che sull’acqua non si può fare profitto - si stanno attivando per la tutela dei loro diritti.
E le sentenze sopracitate - come è ovvio e giusto che sia - ristabiliscono il primato della legge e bocciano le alchimie di politici e burocrati. 


16 Novembre 2013.


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua


Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
ufficiostampa@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00
www.acquabenecomune.org

Crozza e..."La migliore offerta"

L'imposta sul possesso del televisore, chiamata "Canone di abbonamento RAI" per giustificare che i soldi se li prende solo la RAI, la dobbiamo pagare per forza perché, appunto, è un'imposta, ma spesso non vediamo affatto i canali della RAI.
Codesti pubblicizzati canali: 4, 5, RAI STORIA, RAI MOVIE, RAI PREMIUM, beato chi li vede! A malapena noi riusciamo a vedere anche RAI 3 che ci ha dato non pochi problemi, tanto da chiedere l'intervento del servizio tecnico della RAI che è anche venuto per dire "non possiamo farci niente, questa è una zona con poca copertura"! E siamo ai Castelli Romani, mica sui monti della Barbagia! La dessero la copertura allora, visto che si incassano l'imposta!
Con questa limitata scelta, a parte il mercoledì in cui vedo l'imperdibile trasmissione "Chi l'ha visto?" di vero Servizio ai cittadini in difficoltà e alle forze dell'ordine, che coadiuvano con ottimo giornalismo d'inchiesta, per il resto ci spostiamo inevitabilmente su canali che l'imposta non la percepiscono, ma che riceviamo benissimo, segno che loro la "copertura" la danno, spendendo un po' di più sull'emissione evidentemente.
Inevitabilmente perché non è possibile per menti appena pensanti interessarsi alla finta sofferenza di persone che aprono scatole bramando di trovarci tanti soldi, oppure a domande sceme che il bravo Carlo Conti è costretto a proporre ai concorrenti de "L'Eredità", che ci fanno rimpiangere quelle, un po' più intelligenti, che il fuoriclasse Mike Bongiorno proponeva nelle sue trasmissioni.... Oppure vedere sceneggiati, prodotti e pagati dalla RAI a varie società di fiction, in cui si osservano sceneggiature improbabili pur non essendo di fantascienza, perché allora sarebbe comprensibile, ma di fantarealtà.... fatte di dialoghi e situazioni inverosimili, tanto da rinunciarci anche quando sono impiegati bravi attori come Piera Degli Esposti e Stefania Sandrelli. 
Per questo ieri sera siamo approdati su "La7" a vedere "Crozza delle Meraviglie". Attore bravissimo proveniente dal Teatro Stabile di Genova come la sua bella e brava moglie Carla Signoris e gli altri due attori, altrettanto bravi, con cui aveva formato il gruppo comico Broncoviz,  nel quale io ho iniziato a conoscerlo ed apprezzarlo come gli altri tre.
Ieri sera abbiamo iniziato a ridere per la sua satira intelligente che accostava il Presidente dell'Uruguay al nostro e le spese per mantenere la sua dimora al Quirinale (che ci costa più di Buckingham Palace). Tutto ciò che è assurdo e paradossale infatti fa ridere.  Poi è scivolato sull'altro argomento inconcepibile che è il caso Cancellieri. Abbiamo riso finché non ha detto la frase "se cade la Cancellieri cade il governo"... più o meno così...
Ecco, a me non è venuto affatto da ridere. Vedo che la gente ride senza pensare. Io rido ma non spengo mai il cervello. E la frase non mi è piaciuta. Perché è forse la Cancellieri il Capo del Governo? E' un Ministro come lo era la Josefa Idem, dimessa per un abuso edilizio e ICI non pagata ma di cui aveva chiesto il condono, come lo era Scajola dimesso per la frase su "Biagi che girava per i corridoi del ministero pietendo consulenze in modo insistente" ecc. ecc.. I governi di cui facevano parte non sono caduti mi pare... Dunque la frase era da comico dell'establishment.
Poi ha iniziato a fare la caricatura di Matteo Renzi che, a dire il vero, di esagerazioni, assurdità, indecenze di cui poter ridere non ne offre... Dunque più che una satira ne è risultato un dileggio un poco sciocchino e privo di veri spunti di comicità. Il pubblico però, in parte, rideva. Forse sono come quei fideisti acritici ed entusiasti che si accodano come pecore al dileggio che Beppe Grillo fa sul suo blog su Renzi...
Penso che Grillo abbia paura della pulizia che vuol fare Matteo nel PD, teme che gli onesti che votano per il suo Movimento si possano spostare dietro Renzi, mentre Crozza, che è del PD credo, forse vuole sminuire Renzi per compiacere baffetto-arrogante e quelli come lui: Finocchiaro, Zanda, l'ingrato Bersani...
Visto che non rideva nemmeno mio marito abbiamo deciso di vedere un film che già avevamo visto al cinema, che ci era piaciuto molto e che avevamo in DVD: "La migliore offerta".
Addio a Crozza: meglio  "La migliore offerta". 

venerdì 15 novembre 2013

Omicidio Stradale

Da: La Gazzetta del Sud



Cinque morti in scontro d'auto, conducente al volante drogato

14/11/2013

Giovanni Titone, che era alla guida della Ford Focus che si è scontrata ieri con una Fiat Punto sulla Palermo-Sciacca causando cinque morti e due feriti, era sotto l'effetto di cannabis. Lo dicono gli esami tossicologici eseguiti sull'uomo ricoverato in coma al trauma center dell'ospedale Villa Sofia di Palermo.

Cinque morti in scontro
d'auto, conducente al
volante drogato
Giovanni Titone, che era alla guida della Ford Focus che si è scontrata ieri con una Fiat Punto sulla Palermo-Sciacca causando cinque morti e due feriti, era sotto l'effetto di cannabis. Lo dicono gli esami tossicologici eseguiti sull'uomo ricoverato in coma al trauma center dell'ospedale Villa Sofia di Palermo.

La Ford, all'altezza del bivio per Giacalone, si è scontrata con la Punto proveniente in direzione opposta. Nell'impatto sono deceduti il figlio più piccolo di Titone, Alberto, 2 anni, la moglie Maria Luisa Mergola, 25 anni, la madre di Titone, Rosa Pilo, 51 anni. L'altro figlio di quattro anni, Vito, è sopravvissuto alla strage ed è ricoverato nell'ospedale dei Bambini. Sull'altra vettura c'erano due coniugi di Roccamena che sono morti sul colpo: Maria Ciaccio, 71 anni, e Rosario Lo Re, 73 anni. La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo sulla vicenda nel quale potrebbe essere presto iscritto il nome di Titone fra gli indagati. (ANSA)

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Questo è l'ennesimo incidente dovuto a chi si mette al volante sotto l'effetto di alcool e droghe.
Oltre a questa irresponsabile scelta consapevole da parte di chi guida, ce ne sono altre che creano lutti e distruzione di vite: correre dove non si deve, fare manovre azzardate dove non si può ed ogni genere di follia mentre si conduce un mezzo. Tutto questo non può essere definito omicidio colposo, reato che presuppone la non volontarietà di uccidere guidando: tutto questo ha la volontarietà dell'azzardo, del non rispetto delle regole. Dunque ha bisogno di specifiche punizioni.


info@omicidiostradale.it

Questo che pubblico è l'indirizzo del sito WEB che raccoglie varie Associazioni che vorrebbero l'istituzione del reato di Omicidio Stradale, e fra queste l'Associazione Lorenzo Guarnieri la cui petizione firmai molto tempo fa.
La lodevole iniziativa della trasmissione "Chi l'ha visto" di riproporre il problema, invitando spesso in trasmissione rappresentanti della Polizia Stradale, mi ha spinto a scrivere all'Associazione creata in nome di Lorenzo, ucciso a 17 anni, chiedendo se la raccolta di firme si era tradotta in una proposta di legge e a che punto era. Questa la risposta:

 In realtà la nostra proposta di legge è già stata presentata nel 2011 dal dott. Valducci della Commissione Trasporti ma i ministri Severino e Cancellieri bloccarono la discussione perché entrambe erano contrarie al nuovo reato, dichiarandolo non necessario. Tutt'oggi l'atteso decreto su indulto e amnistia andrà in direzione completamente opposta alla nostra proposta (il reato di omicidio stradale porterebbe ALMENO 1500 detenuti in più ogni anno) …. diciamo che i tempi non sono ancora maturi, la mentalità dei politici è ancora annebbiata e non capisce l'ovvietà di ciò che chiediamo. Però non molliamo. Continuiamo a parlarne e a raccogliere firme per aspettare il momento in cui i politici capiranno che un reato di omicidio stradale serve per dare giustizia alle vittime e per prevenire e evitare che la strage continui.
Grazie ancora per il suo supporto e per l'aiuto che ci potrà dare nel diffondere l'iniziativa sul suo blog o in qualsiasi altro modo lei ritenga opportuno.
un caro saluto
Stefania Guarnieri



giovedì 14 novembre 2013

Belle e vere parole.. bella musica

Nassiriya: questo il vero intervento della rappresentante del M5S



Dunque non ha detto, come riportato dai telegiornali e da certi giornali, che il kamikaze "è sullo stesso piano dei Carabinieri morti a Nassiriya": ha detto un'altra cosa.
Il kamikaze è anch'egli vittima dei suoi mandanti: tutto qui.
Il ragazzo che si è fatto esplodere è vittima della sua incoltura islamica, perché Maometto nel Corano dice altre cose.
E' l'ignoranza che uccide.
La deputata ha poi precisato meglio il suo pensiero che è stato da molti non compreso.
La sua analisi era più profonda della superficiale interpretazione che ne è stata data. Era una riflessione che vale per tutta la Storia, fatta sempre di Pupari e di Pupi comandati.

Ricordo ancora la mia sorpresa nel sentire l'analisi storica della figura di Napoleone fattami da mio padre: "Era un sanguinario assassino che ha mandato a morire migliaia di uomini. Ognuno di quegli uomini che è morto per la sua gloria era unico ed irripetibile per sua madre, sua moglie, i suoi figli.." Mio padre era stato costretto a partire per una guerra di aggressione dichiarata dal "pazzo", come lo chiamava lui, Mussolini. "Perché io ho dovuto uccidere chi non mi aveva fatto niente?" Io ascoltavo e trovavo un'analisi diversa dalla Storia che studiavo a scuola... Che mi facevano studiare a scuola: Napoleone sul cavallo bianco rampante era l'effige sul mio testo scolastico... in carattere con il resto.

Il significato profondo di quello che ha voluto dire questa deputata è scomodo per molti, ma chiaro. Posso capire i parenti dei Carabinieri... se si sono sentiti colpiti dipende dalla loro ferita. Altri hanno gridato allo scandalo fraintendendo volutamente per attaccare. 
Ha fatto bene la deputata a ricordare anche i 9 iracheni morti nell'attentato: erano anche loro "figli di mamma"!

Bisogna però pensare che Saddam Hussein in Iraq e Gheddafi in Libia hanno fatto morire e soffrire tanta gente... Oggi i loro due popoli stanno male? Ma prima stavano bene? Possibile che la scelta sia solo fra due mali?
Anche la "primavera" egiziana non ha dato i risultati sperati... Ma questo vuol dire che era giusto come li teneva Mubarak? Sono stata in Egitto quando c'era lui ed ho visto con i miei occhi villaggi in cui la gente viveva come 2000 anni fa, senza esagerazione! Dunque come cambiare il destino di certi popoli?
Può essere a volte necessaria la violenza? E, se non basta, può essere giusto farsi aiutare? 
Ricordi la deputata del Movimento 5 Stelle le quattro giornate di Napoli dell'ultima guerra mondiale: il popolo meraviglioso riuscì a cacciare l'oppressore tedesco, ma se non sbarcavano gli Americani l'Italia non sarebbe stata liberata.
E' mai stata la deputata al Cimitero militare americano di Anzio dove c'è una sterminata fila di croci bianche con l'età di quei ragazzi scritta su ogni croce? Ci vada. A me vennero le lacrime agli occhi: avevo 15 anni.
La scelta è: se ne dovevano stare a casa loro o venire a morire a vent'anni qui? Ma se non fossero venuti noi come saremmo stati? Come mai gli italiani li accolsero pieni di gioia?
La Storia è una commistione di cose su cui bisogna sempre riflettere, per non rischiare di dire sciocchezze.

Pubblicità spacciata per informazione scientifica

Oggi sulla prima rete della RAI nella trasmissione "UNO Mattina" abbiamo assistito ad uno degli esempi di "Pubblicità Editoriale" (significa un articolo scritto o in video, a seconda del mezzo utilizzato, che fintamente informa ma in realtà pubblicizza per fini economici) sulla Salute.
La bella ed inconsapevole presentatrice (o giornalista qualora iscritta anche lei all'ordine) ha annunciato come una scoperta prima nel mondo l'uso della Radiofrequenza per la cura non invasiva dei tumori da parte di un anziano professore e della sua équipe.

Purtroppo, vivendo in mezzo a fisici e medici, so troppe cose che la bella presentatrice di cotanta scoperta non sa.
Ad esempio che da almeno 9 anni si usa abitualmente questa tecnica in un grande ospedale romano di cui non faccio io il nome, ma gli addetti ai lavori lo sanno, e che era nel mirino di chiusura da parte del "Grande Economista e Grande Uomo Politico Mario Monti"!!!

Questa tecnica, mi dice un chirurgo che la usa da anni, viene usata ad esempio nei casi in cui non è possibile, per ragioni di salute del paziente, attuare l'anestesia e si basa sul calore, già sperimentato con le microonde, che genera la radiofrequenza.
Dunque il "Grande Professore" che ci è stato pubblicizzato come lo scopritore di codesta tecnica è frutto della informazione alterata tipica della nostra RAI. 

Dato che nella mia vita, purtroppo per chi disinforma il volgo, ho anche studiato Medicina, vedendo cotanta procedura nella ablazione di alcuni tumori, mi sono chiesta: "Ma chi garantisce che una cellula tumorale non possa essere andata comunque in circolo e quindi generare metastasi?"  Dato che ho solo studiato Medicina ed ho un grande rispetto per chi la pratica con tutti i titoli accademici del caso, ho posto il quesito ad un chirurgo che pratica anche  questa tecnica, a seconda dei casi, per eliminare certi tumori e la risposta è stata lapidaria: "Non lo garantisce nessuno." Quindi la mia perplessità era legittima.

Ma il volgo inconsapevole ora si rivolgerà sicuramente al Centro in cui opera cotanto Professore per avere le sue cure: essendo il "Primo al Mondo"


PUBBLICO QUI SOTTO ALCUNI DEI NUMEROSI DOCUMENTI, REPERIBILI ANCHE SUL WEB, CHE ILLUSTRANO LA TECNICA PRESENTATA "IN PRIMA MONDIALE COME SCOPERTA PRIMA NEL MONDO" STAMANE SU "UNO MATTINA" RETE 1 DELLA RAI.... (sob, sob, ahimé!)

Nel 2007 la rivista OdV - Gli ospedali della vita - ha cessato le pubblicazioni per decisione comune delle aziende sanitarie proprietarie della testata. Grazie a tutti i lettori che hanno seguito la rivista in questi anni.
Nel lontano 2002 però pubblicava l'articolo che parla della tecnica "inventata" dal professore pubblicizzato stamattina da RAI 1
Numero: 3 - 2002  - odv@zadig.it 

La termoablazione con radiofrequenze dell'epatocarcinoma

I tumori maligni del fegato, primitivi e secondari, rappresentano un tema di notevole rilevanza clinica ed epidemiologica. A partire dalla seconda metà degli anni ottanta, le conoscenze sulla storia naturale e sulla stadiazione di queste neoplasie sono notevolmente progredite e sono state proposte numerose opzioni terapeutiche in alternativa alla terapia chirurgica, nei casi in cui questa sia controindicata o presenti un rischio elevato. Fra queste, hanno suscitato recentemente un notevole interesse le tecniche di termoablazione percutanea, che soprattutto con l'impiego delle radiofrequenze costituiscono un'alternativa all'alcolizzazione percutanea. L'epatocarcinoma (HCC) è al quinto posto fra le principali neoplasie nel mondo e ha registrato un sensibile aumento negli ultimi anni, in relazione in particolare alla diffusione dell'infezione da virus dell'epatite C. Nel 1990 sono stati stimati 437.000 nuovi casi nel mondo[1], mentre in Italia l'incidenza è stimata in circa 12.000 nuovi casi all'anno. L'epatite cronica e la cirrosi sono considerate condizioni predisponenti. Dal punto di vista evolutivo, l'HCC presenta un ritmo di crescita estremamente variabile[2] e la prognosi risulta influenzata in maniera significativa dalla malattia epatica sottostante[3]. Riguardo la terapia, la resezione chirurgica è considerata di prima scelta in caso di tumore singolo di piccole e medie dimensioni in pazienti con buona funzionalità epatica e senza ipertensione portale[4], pur essendo associata a una elevata incidenza di recidive, pari all'83-100% a 5 anni[5, 6, 7]. Il trapianto di fegato fornisce eccellenti risultati in termini di sopravvivenza e di assenza di recidive in pazienti selezionati[8]. Tuttavia, la limitata disponibilità di donatori e la progressione della malattia in molti pazienti con HCC mentre sono in lista d'attesa, riducono l'efficacia di questa scelta terapeutica[9]. Nella pratica clinica, soltanto il 10-25% dei pazienti con HCC possono giovarsi di una terapia radicale.

Tecniche di termoablazione

L'impiego della termoablazione nel trattamento dei tumori epatici sfrutta l'effetto necrotizzante esercitato dal calore sui tessuti biologici. E' noto, infatti, che temperature di 43-45 °C producono un danno reversibile degli enzimi cellulari che diviene irreversibile per tempi di esposizione superiori ai 25 minuti[10] L'entità della lesione è tanto più evidente nei tessuti ad alto grado di proliferazione come i tumori. Temperature superiori ai 60 °C determinano in pochi minuti una necrosi coagulativa dei tessuti, mentre a temperature superiori a 100 °C si verificano rapidamente fenomeni di evaporazione e successiva carbonizzazione. L'ipertermia della lesione tumorale può essere indotta mediante diverse fonti di energia, quali le onde a radiofrequenza, le microonde e il laser. Queste tecniche prevedono l'introduzione di un ago elettrodo o di una fibra laser all'interno della neoplasia per indurre l'effetto termico.  In un circuito elementare monopolare, l'elettrodo attivo è costituito dall'estremità dell'ago posto all'interno della lesione epatica, mentre l'elettrodo dispersivo è costituito da una piastra posta sulla superficie cutanea della coscia. L'elettrodo, cioè la punta esposta dell'ago, determina il passaggio di una corrente alternata al tessuto circostante con agitazione degli ioni e conseguente riscaldamento resistivo del tessuto. Con questa tecnica si utilizzano solitamente aghi di 1,2 millimetri di calibro. Le microonde hanno un meccanismo d'azione analogo a quelle delle onde a RF, determinando un riscaldamento del tessuto attraverso la polarizzazione delle molecole conseguente al passaggio di onde elettromagnetiche ad alta frequenza (2.450 MHz). Esse sono state utilizzate in alcuni studi preliminari con risultati promettenti[11, 12] anche se necessitano dell'impiego di aghi di calibro maggiore (14 G, pari a 1,6 mm). Il laser è una sorgente che produce un fascio monocromatico, collimato e coerente di radiazioni elettromagnetiche, in grado di trasmettere elevate quantità di energia in maniera estremamente precisa e focalizzata. La fonte di energia laser maggiormente utilizzata in ambito medico è in Nd-YAG laser, che emette un fascio di fotoni con lunghezza d'onda di 1.064 nm. L'energia dei fotoni viene assorbita dal tessuto epatico sotto forma di energia termica. Il fascio laser viene condotto all'interno della lesione mediante una o più fibre ottiche di 0,2-0,6 millimetri di calibro, inserite in aghi sottili tipo Chiba. L'area di necrosi determinata da ogni singola fibra è, tuttavia, abbastanza limitata[13] e la distruzione di una lesione di 3 cm richiede l'introduzione contemporanea di più fibre (di solito 4) utilizzando un beam-splitter, che permette di suddividere l'energia del fascio laser in 4 fibre ottiche[14]. Un'importante limitazione comune a tutte le tecniche di termoablazione è rappresentata dalla ridotta estensione dell'area di necrosi coagulativa che si ottiene con una singola sessione di trattamento. Infatti, utilizzando un ago-elettrodo RF convenzionale di 1 mm di calibro, si ottiene una necrosi con un diametro di circa 1,6 cm[15, 16]. Studi condotti su tessuto epatico e muscolare, hanno identificato i fattori che influenzano l'estensione dell'area di necrosi, che risulta correlata al diametro dell'ago-elettrodo, alla lunghezza della punta esposta e alla durata dell'applicazione dell'energia termica e, in ultima analisi, alla temperatura media locale ottenuta durante la procedura[17]. Una necrosi ottimale viene ottenuta con temperature fra i 70 e i 95 °C, mentre per temperature superiori ai 100 °C si verificano fenomeni di carbonizzazione del tessuto, che comportano un aumento eccessivo dell'impedenza tessutale, limitando conseguentemente la trasmissione di energia termica e l'area di necrosi. Un altro fattore che influenza l'estensione della necrosi è costituito dai fenomeni di convezione tessutale in relazione alla dispersione del calore operata dal flusso sanguigno nei tessuti tumorali e peritumorali[18, 19]. Per aumentare l'area di necrosi, sono stati sperimentati diversi accorgimenti tecnici, alcuni dei quali rivolti ad aumentare la superficie radiante, come l'infissione di elettrodi multipli[20], l'impiego di due elettrodi con tecnica bipolare, che ha peraltro lo svantaggio di determinare una necrosi di forma ellittica, scarsamente corrispondente alla reale forma rotondeggiante del tumore[21], l'impiego di aghi provvisti di uncini che fuoriescono dalla punta dell'ago all'interno del tumore[22], o l'impiego di elettrodi con tre aghi coassiali (cluster) distanziati di 5 mm uno dall'altro[23]. La conducibilità elettrica e termica del tessuto tumorale può essere aumentata mediante l'infusione di soluzione fisiologica all'interno del tumore durante il trattamento. Questa procedura si è dimostrata in grado di produrre sperimentalmente lesioni superiori a 5,5 cm[24], tuttavia presenta lo svantaggio di determinare un focolaio di necrosi di forma irregolare e di estensione difficile da prevedere[25]. Per prevenire i fenomeni di carbonizzazione e il conseguente aumento dell'impedenza tessutale, è stata proposta l'applicazione di corrente RF pulsata, che aumenta la dismissione di energia termica nel tessuto attorno all'elettrodo mediante brevi periodi di dissipazione del calore[26]. Un'importante innovazione in questo ambito è rappresentata dall'impiego di aghi provvisti di un sistema di raffreddamento con soluzione fisiologica a 0 °C, che scorre in canalicoli coassiali interni all'elettrodo stesso[27, 28]. Al fine di limitare la dispersione di calore determinata dal flusso ematico tumorale e peritumorale, è stata proposta l'associazione della termoablazione con l'occlusione del flusso arterioso con catetere a palloncino o con l'embolizzazione dell'arteria segmentaria[29].

Modalità d'esecuzione

Fra le tecniche di termoablazione, la più utilizzata è quella che impiega le radiofrequenze come sorgente di energia termica, per una serie di vantaggi operativi riconducibili essenzialmente alla possibilità di trattare efficacemente una lesione tumorale mediante l'infissione di un singolo ago. La procedura di termoablazione con radiofrequenze viene eseguita, solitamente, introducendo l'ago-elettrodo per via percutanea sotto guida ecografica, che è la modalità più semplice ed economica (figura 1).
Figura 1. Il trattamento di termoablazione con radiofrequenze viene eseguita introducendo l'ago-elettrodo per via percutanea sotto guida ecografica. (back)
SCOPRO CHE LA FOTO CHE AVEVO PUBBLICATO E' SCOMPARSA DAL SITO DOVE ERA PUBBLICATA SOTTO IL RELATIVO ARTICOLO. CHE STRANO.....
SCOPRO, DAI LINK CHE RIMANDANO AL SITO DOVE ERA PUBBLICATO L'ARTICOLO SCIENTIFICO, CHE ESSO NON SI TROVA PIU' CON IL MIO SERVER... CHE STRANO.....
MA QUESTE TECNICHE SONO PUBBLICIZZATE ANCHE SU ALTRI SITI SCIENTIFICI E SONO CONOSCIUTE ED APPLICATE DA ANNI. COMUNQUE SI POSSONO TROVARE ANCHE ARTICOLI INFORMATIVI SUL WEB.