venerdì 6 dicembre 2013

ACEA sempre pessima

Comunicato stampa

ACEA CONDANNATA A RIALLACCIARE L’ACQUA



Il Giudice del Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso ex articolo 700 presentato dagli avvocati Fiorini e Di Sora, ha dato ragione ad un utente cui ACEA ATO 5 S.p.A. aveva distaccato l’acqua, ordinando l’immediato ripristino del servizio e condannando ACEA ATO 5 S.p.A. al pagamento delle spese.

Ancora una volta è la magistratura che si deve sostituire alla politica a tutela dei diritti dei cittadini.

Infatti, mentre l’Autorità d’Ambito, gli 86 sindaci che dovrebbero tutelare i cittadini e pretendere dal gestore il rispetto delle leggi e del contratto, tutto fanno meno quello che dovrebbero, è il giudice che taglia gli artigli di un gestore che in questi ultimi mesi ha aggredito con minacce ed azioni di ogni genere i cittadini che hanno l’unica colpa di difendere il loro buon diritto.

Ora, dopo questa sentenza, le decine di migliaia di raccomandante che minacciano distacchi, le lettere di società di “gestione del credito” che fanno altrettanto, le telefonate minatorie, le “visite” a domicilio di operatori mandati a minacciare gli utenti se non ha sottrarre come “ladri di notte” il contatore acquistato dall’utente, vanno a sbattere contro il muro della legalità.

Oggi l’acqua della nostra provincia è tornata ad essere un po’ più limpida.

Frosinone, 6 dicembre 2013



                                                           per il    COORDINAMENTO ACQUA PUBBLICA

                                                                                 PROVINCIA DI FROSINONE

                                                                                          Severo Lutrario
coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio@yahoogroups.com

La Lepre e la Tartaruga

A sentirne tante contro Matteo Renzi mi stavo quasi convincendo a non andare a votarlo domenica prossima: "In fondo io non voto neppure PD." Mi sono detta. Poi ho sentito Civati (Cuperlo non l'ho mai considerato perché lo ritengo il classico funzionario di partito) e debbo dire che non mi dispiaceva... Ho pensato: "Sta guadagnando terreno: ha fatto come la tartaruga che ha raggiunto la lepre Matteo Renzi.." Però è troppo a sinistra per le mie idee e dunque stavo pensando proprio di non andare a votare. Mio marito andrà comunque: mi ha detto che "deve avere almeno una speranza". Anche mia figlia andrà con mio nipote 18enne.
Poi, però, è venuta fuori la sentenza della Corte Costituzionale, non grazie al nostro costosissimo apparato politico, bensì per un ricorso presentato da un benemerito cittadino come tutti noi, mi dicono un avvocato.
A questo punto la classe politica, che pensa solo a sé stessa e se ne frega altamente del Paese, ha ricominciato con il ritorno alla legge precedente, detta "mattarellum", che pare non dispiacerebbe neppure a Civati.
La fatica di fare una legge come la propone Renzi non la vogliono fare. Per capirci di più: 
Da: Il Post.it

La “mozione Giachetti” e la legge elettorale

Su quale faccenda stanno litigando da ieri – ma anche da prima – Enrico Letta e il Movimento 5 Stelle

giovedì 5 dicembre 2013

Cronache di pazzie quotidiane... ma non è una novellina

Roma, autista della linea Atac 44 litiga al telefono con una donna: fa scendere i passeggeri e va via con il bus



Ha accostato l'autobus. È sceso in strada con il telefonino in mano, lasciando a bordo i passeggeri che lo guardavano allibiti. 
E al termine di una drammatica telefonata, presumibilmente con una donna, è risalito e ha ordinato a tutti di scendere. Quindi ha richiuso gli sportelli, ha inserito sul display la scritta “Deposito” ed è sfrecciato via. È successo questa mattina a Monteverde Vecchio, sulla discesa di via Dandolo, linea 44. L'episodio è stato riferito dai passeggeri, che alle otto del mattino si sono ritrovati in mezzo alla strada ad aspettare la corsa successiva, costretti ad arrivare in ritardo al lavoro o a scuola.

«Lo abbiamo visto spegnere il motore e telefonare» racconta Alice, una delle vittime dell'autista disperato. «Da quello che abbiamo sentito si intuiva che dall'altra parte del telefono c'era una donna, una ex moglie immagino. Gridava: "Mi hai rovinato la vita. Vaffanculo tu e le tue richieste, lo vuoi capire che non ciò una lira?" e giù insulti. Quando è tornato sull'autobus stava piangendo. Ci ha urlato “Scendete subito, brutti stronzi”. Siamo scesi». L'autobus era pieno, a occhio si potevano contare una cinquantina di passeggeri. Nessuno ha osato opporsi alla furia del conducente: uno alla volta sono scesi tutti e infine hanno guardato il loro 44 allontanarsi in direzione viale Trastevere. Qualcuno ha chiamato un taxi, gli altri si sono pazientemente messi in attesa alla fermata di via Dandolo. Qualcuno ha comunque dato atto all'autista di non aver parlato al telefono mentre guidava.
DA: IL MESSAGGERO.IT

Lo dico sempre: non c'è bisogno di inventare giacché la realtà supera di gran lunga la fantasia!

Per i marò no per i teppisti si

Sicuramente è una semplice concomitanza temporale il fatto che il nostro Capo del Governo, Enrico Letta, sia in visita ufficiale in Polonia e, contemporaneamente, ci siano dei pseudotifosi della Lazio nelle galere polacche. Dunque può essere ovvio che abbia speso delle parole per il rilascio dei facinorosi che, se si fossero limitati ad una allegra trasferta dietro la propria squadra del cuore fatta di risate e sventolamento di bandiere, ora non sarebbero rinchiusi in cella.
Ma è anche vero che i telegiornali ci hanno mostrato già prima della partenza di Letta, per una visita, pare, programmata da tempo, una Ministro degli Esteri che parlava in favore degli arrestati.
La deludente Emma Bonino sembra aver perso tutta la sua grinta da quando siede su quella poltrona e per i marò mantiene un bassissimo profilo. Però si spende per gente che invece di sedersi tranquillamente allo stadio preferisce far casino per le strade.
Bisogna dire che il teppismo italiano dei cosiddetti "tifosi" di calcio non è il solo: basta ricordare gli inglesi ad Heysel.
Ma non scherzano nemmeno i nostri:
2007 - Da: La Repubblica.it

Follia a Catania, agente arresta ultrà
viene aggredito ed ucciso da bomba carta

<B>Follia a Catania, agente arresta ultrà<br>viene aggredito ed ucciso da bomba carta</B>
CATANIA - Un colpo di spranga e poi una bomba carta tirata dentro l'auto di servizio. E' morto così l'ispettore del reparto Mobile, Filippo Raciti, di 38 anni, sposato con due figli





2010 - ANSA.it

CATANIA - La prima Corte d'assise di Catania, accogliendo integralmente la richiesta del pm Andrea Bonomo, ha condannato a 11 anni di reclusione, per omicidio preterintezionale, Daniele Natale Micale, 23 anni, a conclusione del processo per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, 

Non risulta ci sia ancora stato il Processo d'Appello.


2011 - Da: Attualissimo.it

La Corte di Appello per i minorenni di Catania ha ridotto a 8 anni la pena carceraria di Antonino Speziale, uno degli assassini dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti, morto a seguito degli scontri intervenuti nel corso del derby calcistico tra Catania e Palermo del 2 febbraio 2007.

In Assise gli avevano dato 14 anni.

Gli esempi di quanto la nostra Polizia debba sopportare per un tifo che tifo non è sarebbero tantissimi.

Ho in famiglia un figlio che è tifoso della Roma fin da bambino in modo quasi maniacale,  ma mai è andato allo stadio per menar le mani.
Dunque è evidente che la squadra di calcio è per questi soggetti una scusa per sfogare una violenza repressa che non trova altrimenti sfogo.

Spero dunque che le famiglie di costoro si paghino avvocati e quant'altro riflettendo bene che forse in altri Paesi le regole le fanno rispettare.

mercoledì 4 dicembre 2013

Immoralità delinquenziale diffusa

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/425004/roma-i-fannulloni-del-comune-di-napoli.html

Questo video è stato mandato ieri sera, 3 dicembre 2013, sulla rete "Italia UNO" di Mediaset nella trasmissione "Le Iene". Basta cliccarvi sopra e vedrete con quale protervia, come se fosse un diritto, tanta gente ruba lo stipendio pagato con le tasse dei cittadini che le pagano (poi ci sono gli evasori che rubano in altro modo: usufruendo dei servizi ed altro che pagano i soli contribuenti). 
Questo malcostume è visibile anche in altre strutture dello Stato, non soltanto nel Comune di Napoli, e sarebbe inutile e lungo farne l'elenco.
A questa sfacciata protervia delinquenziale si aggiunge l'assenteismo coperto da finte malattie, finti infortuni sul lavoro, che sono altri modi per intascare un introito mensile sicuro senza doversi recare al lavoro.
I medici non sono sempre conniventi ma, per certi particolari "infortuni" non documentabili da lastre o esami clinici che possano provare ed accertare il conseguente "malessere", sono costretti a certificare quello che il paziente dice di "sentire", anche per mettere sé stessi al riparo da eventuali sottovalutazioni del danno che il "lavoratore" denuncia.
Dunque non soltanto la classe politica e dirigenziale deruba il popolo, ma anche questi ignobili profittatori al riparo del "posto statale sicuro".
Questo in una Italia dove gente qualificata il lavoro non lo trova, oppure, quando lo ha ma non è statale, vive nella paura di perderlo e subisce per questo sfruttamento che non può certo denunciare ai sindacati perché rischierebbe di non vivere più. Ci sono mille modi per fiaccare un lavoratore, mille tecniche che si possono riassumere nella parola tanto di moda "mobbing", fino al punto da indurre il lavoratore alle dimissioni per non morire.
I sindacati sono esperti nel difendere gli assenteisti, gli infingardi, quando non addirittura i truffatori come nel caso, non raro, documentato da "Le Iene". Chi lavora veramente senza difese è il lavoratore del privato, il quale è solo.
Anche quando si riesce a documentare con prove inconfutabili il reato commesso da questi parassiti della società, trovano incredibilmente magistrati che li reintegrano nel posto di lavoro indegnamente ricoperto. E' accaduto molte volte.
Questo mina la struttura di un Paese: nessuno paga, dall'alto in basso.
La corruzione vince con l'assenso dei magistrati che non ratificano il licenziamento.
Prova ne è che il filmato mandato in onda ieri è successivo a quanto già accaduto in corso d'anno e sempre nello stesso posto: il Comune di Napoli. Segno inequivocabile della sicurezza di queste persone, come di altre, che nulla accade di definitivo a loro danno... Tutto si risolverà con un nulla di fatto e loro non li caccerà via nessuno.

Dal sito ufficiale di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli

del 19/07/2013

14 dipendenti del Comune di Napoli e un privato cittadino sono stati arrestati dalla Polizia Municipale nell'ambito di un'indagine condotta dalla stessa Polizia Municipale e coordinata dal Procuratore Aggiunto Greco e dal P.M. Novelli della seconda Sezione della Procura della Repubblica di Napoli. 

L'indagine ha preso le mosse da un servizio di Luca Abete di Striscia la Notizia mandato in onda nel mese di aprile 2013; il filmato originale era stato richiesto dal Comandante della Polizia Municipale Attilio Auricchio che in qualità di Direttore Generale era stato intervistato dal giornalista di Mediaset. 

Il servizio http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?17556 

Le riprese di Striscia - realizzate con telecamera nascosta - evidenziavano che, all'interno dei locali marcatempo-rilevatori della presenza per il personale del Comune di Napoli, diverse persone effettuavano la timbratura in entrata ed in uscita, utilizzando più di un badge: in alcuni casi due, in altri tre. 

Dall' attenta analisi del filmato, si accertava che le riprese erano state effettuate in Piazza Cavour n. 42, nell' androne posto al piano terra dell'ingresso laterale (prospiciente Via M. Longo) dell'immobile di proprietà del Comune di Napoli che ospita i servizi comunali. 

L'Amministrazione comunale dopo aver richiesto ed ottenuto il filmato " non pixellato " informava l'Autorità giudiziaria; s u disposizione della Procura della Repubblica veniva così installata, debitamente occultata, una microcamera fissa, puntata su due dispositivi marcatempo per il personale dipendente del Comune di Napoli; le videoriprese, venivano poi acquisite e registrate su PC ubicato presso gli uffici della Polizia Municipale . 

La visione delle riprese evidenziava sin da subito che molti soggetti risultavano in possesso di diverse tessere badge e - in modo abituale, sistematico e regolare - realizzavano timbrature multiple. Dopo tre mesi di serrate indagini, anche tecniche ed appostamenti, si è deciso di intervenire stamani in più turni di lavoro. Le operazioni sono iniziate alle ore 4,00 e sono ancora in corso. Sono state arrestate in flagranza di reato 15 persone e tradotte nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli . 

I reati contestati sono gli artt. 110 (concorso) 640 cc. 1, 2 n. 1 c.p. e art. 61 n. 9 c.p.) truffa aggravata- 340. c.p. ( interruzione di un ufficio o servizio pubblico) 494 c.p. ( sostituzione di persona) art. 81 c. 2 c.p. ( condotta continuata ) art. 55 quinquies D. lgs 165/2001 ( false attestazioni o certificazioni). 

I quattordici dipendenti arrestati appartengono ai Servizi Fognature, Statistica, Sicurezza abitativa, Terza Municipalità, Napoliservizi

Saranno stati licenziati definitivamente?
E' difficile crederlo se ieri, 3 dicembre 2013, "Le Iene" hanno potuto dimostrare con altri filmati che la truffa ai danni dello stato continua.

martedì 3 dicembre 2013

Lotta legale per ottenere il rispetto del Referendum per l'Acqua

E ADESSO COME LA METTIAMO ??
La sentenza del T.A.R. di Latina n. 97/2013, sul ricorso proposto dalla Autorità d’Ambito
Territoriale Ottimale n. 5 Lazio Meridionale Frosinone, (in persona del legale
rappresentante pro tempore, On.le Antonello Iannarilli) è lapidaria, di importanza
Nazionale ma al tempo stesso inquietante per i motivi che diremo in seguito. E’ di
importanza Nazionale perché è lo stesso ATO5 Frosinone che promuove una azione
contro lo Stato e ottiene che venga riconosciuta la decurtazione in bolletta della
remunerazione del capitale come da esito referendario.
Intanto contro chi è stata emessa questa sentenza?
Contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri ovvero contro il commissario ad Acta allo
scopo nominato per sopperire alla inerzia dei Sindaci che avrebbero dovuto approvare
una nuova tariffa, dopo che per anni era stata adottata una tariffa provvisoria a margine
delle vicende collegate alla famosa transazione tra ATO5 e ACEA del 2007. Il commissario
Dell’Oste infatti aveva emanato la determinazione commissariale n. F66 dell’8 marzo 2012
con la quale definiva la T.R.M. per il 2012, ancora vigente, pari a 1,359 €/mc.
Nei confronti di chi ?
ACEA ATO5 S.p.A.
Consulta dei Sindaci dell’A.A.T.O. n. 5 (non costituita in giudizio)
Comune di San Donato Val di Comino (non costituito in giudizio)
Regione Lazio (non costituita in giudizio)
Cosa dice la sentenza ?
Testualmente: “Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Sezione staccata di Latina
(Sezione I^), così definitivamente pronunciando sul ricorso originario e sui motivi aggiunti,
….., accoglie in parte il ricorso originario, nei limiti specificati in motivazione, e per l’effetto
annulla il decreto commissariale con esso gravato nella parte in cui ha tenuto conto del
criterio dell’adeguata remunerazione del capitale investito ai fini della determinazione
della tariffa del S.I.I. per il 2012.”
Cosa ha comportato l’applicazione della tariffa commissariale?
Che i cittadini hanno pagato e stanno pagando tariffe illegittime, come avevamo
sempre sostenuto. Tariffe che andavano decurtate di un buon 20-25%. La T.R.M. da
applicare effettivamente era in realtà oscillante tra 1,019 €/mc a 1,087 €/mc. (saremo più
precisi in seguito). La questione è molto più grave se si riflette che la T.M.P. (tariffa media
ponderale) quella effettivamente applicata ai cittadini, per effetto della articolazione
tariffaria, non è di 1,359 ma bensì di 1,491€/mc.
Cosa succede adesso?
Che necessariamente i cittadini che hanno pagato dovranno essere rimborsati. Che a
cascata cade il castello di carte del nuovo commissario Passino succeduto a Dell’Oste
che come tutti ormai sanno aveva determinato, in modo scandaloso, un conguaglio a
favore di ACEA stimato tra 57 e 75 milioni di €. In questa determinazione, come avevamo
contestato in tempi non sospetti, anche Passino aveva omesso di eliminare la quota della
remunerazione del capitale abrogata nel 2011 dal Referendum acqua Pubblica..
Chi deve rimborsare?
Necessariamente il gestore ACEA che non solo sta incassando queste somme ma che era
tenuta, secondo il Commissario dell’Oste ad accantonarle in vista dei rimborsi.. Sapendo
cosa è successo con il fondo di accumulazione per i depuratori, dove il Gestore non ha
versato neanche un € c’è da ritenere che questi indebiti introiti difficilmente torneranno
nelle tasche dei cittadini Utenti.
Perché questa sentenza è inquietante?
Perché non si sa chi deciderà la nuova tariffa e le modalità di rimborso. Difficile che lo
possa fare il Commissario ad acta in rappresentanza dell’Aeeg cioè la massima autorità
Nazionale in materia di tariffe Idriche visto che l’Aeeg risulta “sbugiardata” da questa
sentenza.. Ammesso che lo debba fare quali sarebbero i tempi ?? Impossibile che lo
possano fare i Sindaci essendo stati commissariati proprio perché non decidevano le
tariffe. Improponibile che se possa occupare la Regione Lazio e tanto meno che l’iter
possa essere promosso dal Commissario reggente della Provincia Patrizi.
Chi ne pagherà le conseguenze?
Ovviamente i cittadini.
A chi va rigirata la responsabilità morale e patrimoniale di questa situazione?
Ai Sindaci senza se e senza ma, del resto erano loro che dovevano deliberare la tariffa.
Questa sentenza fa emergere, se ancora ce ne fosse bisogno, la loro totale responsabilità.
Li 03/12/2013
Coordinamento Acqua Pubblica di Frosinone

lunedì 2 dicembre 2013

Gianluca Nicoletti - "Il Libro Infame"

6 dicembre - ore 18.00 - Sala Turchese 
Presentazione de Il Libro Infame  di Gianluca Nicoletti e Roberto Ronchi 
intervengono gli autori 
a cura di Tunué - Editori dell’immaginario
Questo è il nuovo libro di Gianluca Nicoletti: autore di programmi radiofonici e televisivi, giornalista e scrittore.
Di prossima uscita nelle librerie, verrà presentato dall'autore il 6 dicembre prossimo alle h. 18:00 presso la "Sala Turchese" del Palazzo dei Congressi a Roma in occasione della manifestazione annuale della Piccola e Media Editoria "Più Libri, più Liberi".
Il testo si avvale delle illustrazioni di Roberto Ronchi di cui pubblico poche note biografiche:
Roberto Ronchi
(Firenze, 5 maggio 1960) è illustratore, creatore di personaggi e progetti editoriali. Collabora con Walt Disney Italia, USA e Giappone, Mondadori, Hachette e Piemme, e in ambito pubblicitario principalmente con Ferrero, MACDUE, Corriere della sera e Motta.




Subito, dalla prima pagina, Nicoletti ti affascina con la sua scrittura bella, elegante, che necessita della massima attenzione, che si rilegge là dove non ne hai afferrato il senso, che è fantastico, ma basato fortemente sul reale. Ecco un periodo che serve per capire la chiave di lettura di questo testo sorprendente

"Senza saperne il perché, sono padrone e succubo perfetto di un demone. Un essere silenzioso che mi ha inchiodato affinché, qui, io mi consumi. Spesso mi accorgo della sua presenza come misura del tempo che è passato; dovrei provare rimorso, invece ciò mi mette allegria, perché solo i ricordi che si affastellano mi consentono di mettere l’uno sull’altro il maggior numero possibile di futili pensieri.
Costui è una moltitudine che riempie lo spazio esiguo a mia disposizione; è un numero, una cifra, un codice, un progetto… Insomma, è qualcuno che per ordinare i ricordi m’impone un «tempo a castello», sovrapposto e vivibile a più livelli.
Sono passati esattamente venti anni da quando attribuii per la prima volta a questa presenza le caratteristiche di un Golem. Mi rendo conto di avere seguito in ogni dettaglio le tappe operative degli antichi costruttori di schiavi d’argilla; anch’io non riesco più a ricordare la formula per rendere inoffensivo quello che pensavo fosse solamente un mio robot faccendiere".

Cos'è un golem: 
il Golem  è una figura antropomorfa immaginaria della mitologia ebraica e del folklore medievale.
Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza della cabala della tradizione ebraica, e in particolare dei poteri legati ai nomi di Dio, può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo, impiegato per svolgere lavori pesanti e come difensore del popolo ebraico dai suoi persecutori. Può essere evocato pronunciando una combinazione di lettere alfabetiche.
In tempi più recenti si assimila questa figura fantastica ad un robot.
Ed ecco che si inizia a capire meglio la figura che appare nei disegni di Ronchi, che sono parte integrante di questo libro, come spiega lo stesso Nicoletti: 

"Il testo è continuamente spezzato da figure; i ricordi sono visioni, a volte nitide a volte confuse, quindi bisognose di una «legenda» che ne bilanci i vuoti. Le compensazioni sono narrazioni pa-rallele, derive improvvise, ricongiungimenti inaspettati. Questo è un po’ il mio metodo di racconto dell’attualità, almeno come uso da decenni farlo alla radio.
Il felice incontro con Roberto Ronchi mi ha permesso di ancorarmi realmente a delle illustrazioni, che mi hanno aiutato a riprendere il passo ogni volta che mi fermavo. I suoi disegni sono stati come i sassi che attraversano un guado: solo saltando dal proprio punto fermo si può andare avanti. Roberto ha disegnato dove più si è sentito ispirato, e da lì io riuscivo a recuperare i codici che mancavano per accedere a un successivo livello del mio «tempo a castello".
Alcune illustrazioni di Roberto Ronchi: in basso a sinistra è visibile il golem come lui lo vede


Stiamo entrando nel libro e nella testa di Nicoletti  affascinati dalle sue parole di affabulatore:

"Ogni giorno della nostra vita ha un suo modo di farsi percepire esclusivo e irriproducibile, tutti lo proviamo, ma raccontarlo non è facile. Eppure, quel particolare gusto che ha ogni epoca ognuno di noi l’ha assaggiato e lo può ricordare. Il ricordo della vita sbocconcellata è per me tradotto nel tempo a castello, come fosse un continuo cambio della guardia, tra militi che hanno appena vigilato, con altri che hanno appena dormito".

Eh, no! Raccontarlo non è facile! Lo so bene io che scrivo da sempre ma che non ho il dono di Nicoletti! Lui scrive e pensa per immagini per questo si è trovato bene a costruire questo libro con Roberto Ronchi.
E ancora:
"Quando scrivo sono circondato da molti dei miei frammenti di vissuto. Le frazioni di tempo sono appoggiate l’una sull’altra come i tanti soldati addormentati sulle loro brande a castello. Io posso solo cogliere dal loro sonno piccoli sprazzi sui quali costruisco fili narrativi fatti di pensieri, storie, immagini".
Oppure:
... una porzione navigabile del lago senza fondo del mio tempo perduto ...
Ecco: questa per me è poesia...





domenica 1 dicembre 2013

Poteva e potrebbe accadere ad ognuno di noi

Da: Il Messaggero

Centauro morto sulla Colombo a Roma, il fratello: albero senza radici

Rabbia e dolore per i familiari di Gianni Danieli, il motociclista di 42 anni morto dopo essere stato centrato da un pino sulla Colombo, a Roma. Sul posto è arrivato il fratello Alessandro che in lacrime ha urlato tutta la sua rabbia e la sua disperazione. «Chi me lo ridà mio fratello adesso - ha urlato - come è possibile morire in questa maniera. Gianni stava tornando dal lavoro, faceva il fisioterapista, era una persona buona».


«Le radici praticamente non ci sono». Alessandro, apparso lucido pur nella rabbia e nel dolore, ha puntato il dito sulle condizioni della pianta: «Guardate - ha detto ai giornalisti - le radici praticamente non ci sono, era legato a un cartello pubblicitario. Paghiamo le tasse e succedono queste cose - ha imprecato - pensano solo a prendere le multe e non fanno niente. Ora aspetto le istituzioni, voglio vedere se avranno il coraggio di farsi vedere in faccia, voglio delle risposte da Roma».
La scena dell'atroce fatto: l'albero era tenuto con un cavo arrugginito legato ad un cartello stradale

Una vita nel pieno del suo svolgimento finita in modo così atroce per la criminale inadempienza di chi era preposto alla cura ed al controllo degli alberi prospicienti le strade.
Come si può rassegnarsi a tanta criminale superficialità? Quante vite sono state cambiate dalla fine tragica di questo giovane uomo? La moglie, i suoi piccoli figli, il disperato fratello che con il suo dolore, giustamente gridato, ci ha fatto sentire che questo poteva e può accadere a ciascuno di noi.
Non basta l'ineludibile risarcimento in denaro... che non ridarà l'uomo ai suoi cari... qualcuno deve pagare, andare in galera per omicidio, decidesse il magistrato se colposo o volontario, ma non si poteva legare un albero ad un cartellone pubblicitario con un cavo di ferro che si è arrugginito e si è spezzato! E' di una irresponsabilità criminale!
La domanda disperata e disperante è: "Perché non è stato tagliato?"
Gli alberi sono bellissimi ma o si curano o si tagliano se malati. Chi è stato il folle che pensava che un albero pericolante si potesse legare come un arbusto a qualcosa che lo tenesse?
Non si può mantenere il verde a tutti i costi, anche a quelli delle vite umane.
  

Ma regista... in che senso?


Non capita solo a noi, sento tanta gente che dice: "In TV non c'è niente nemmeno stasera, è uno schifo!"
Si può fare altro: leggere, chiacchierare e se proprio uno vuole giacere riposando sul divano, mettere una cassetta o un DVD.
Stasera, visto che sui canali RAI che riusciamo a prendere non c'era che il NULLA, abbiamo tentato di vedere sul canale IRIS un film: "Sbirri".
Ora su IRIS non ho nulla da dire e da pretendere, visto che non incassa come la RAI l'imposta chiamata impropriamente "canone", ma il film che mandava stasera era, come molti del suo genere, invedibile!
La camera viene mossa tanto da far venire una sgradevole sensazione di mal di mare. Senza motivo espressivo, giacché non si sa cosa si vuole dimostrare muovendo l'immagine come se avesse "il ballo di S. Vito"!
Le riprese sono sui particolari ravvicinati del viso degli attori; di volta in volta: parte di un occhio, per di più lungamente, poi la bocca dell'attrice, poi altre parti sempre con la telecamera in ballo su e giù, oppure in rapidissima carrellata che nemmeno nei filmini di casa si fanno riprese così!
Siamo andati a leggere il nome del regista: Roberto Burchielli!
"Ma chi è questo cane?" Ci siamo chiesti. Ho fatto una rapida ricerca e ho saputo chi è: era meglio che continuasse con "Paperissima"! 
Intendiamoci, purtroppo non è solo lui a girare film così! Ci sono altri che pretendono di chiamarsi registi e che girano in questo modo. Hanno mandato anche film americani in cui il "regista" di turno riteneva di essere originale facendo riprese sul foruncolo del viso dell'attore, oppure su un pezzo di viso, riprese continuate e ballonzolanti su una scena invedibile. Infatti non resistiamo più di cinque minuti, sperando che la ripresa si riassesti... Poi cambiamo.
E' blasfemo chiamarsi regista. Questi non sono un bel nulla.

Anche la recitazione imposta agli attori è innaturale, isterica, improbabile... Ci chiediamo come fanno questi a trovare chi li finanzia.
Eppure in Italia abbiamo ottimi registi, veri, e attori strepitosi. 

Questi pseudo innovatori della regia dovrebbero vedere a pranzo, cena e colazione i film di Sergio Leone, che faceva anche lui le riprese ravvicinate sui visi degli attori, ma in ben altro modo!
Oppure dovrebbero ripassarsi le riprese di Hitchcock.
Hitchcock al lavoro spiega come deve essere fatta un'inquadratura

Si gira una scena di Psyco

Hitchcock prepara una scena de "La finestra sul cortile"


venerdì 29 novembre 2013

Un prete dagli occhi buoni...


La gente ha bisogno di consolazione, la gente ha bisogno di verità, la gente ha bisogno di pulizia e questo Papa dà consolazione...
Non tutti si riesce ad accettare che non c'è alcuna giustizia divina, alcun essere soprannaturale che possa rimediare alle ingiustizie, al sudiciume... Dunque ben venga un Padre Consolatore come Bergoglio, che ha voluto chiamarsi Francesco come il grande mistico di Assisi che parlò ai papi del suo tempo di povertà della chiesa.