giovedì 12 dicembre 2013

Lo Stato si piega al detenuto Riina

Da: Nano Press


Nino Di Matteo, nuove minacce dalla mafia: biografia del magistrato sotto scorta

Nino Di Matteo di nuovo nel mirino della mafia, con nuove minacce che piombano sul Pm della trattativa Stato-mafia da parte di Totò Riina, la rinuncia del magistrato a essere presente in tribunale a Milano per sentire il pentito Giovanni BruscaUn’accelerazione di violenza che ha messo in allarme gli alti vertici dello Stato: il boss dei Corleonesi ha lanciato la sua sfida al magistrato, tutto era pronto per colpirlo anche durante una trasferta. Davanti al tribunale del capoluogo meneghino c’è un presidio di cittadini con uno striscione “Milano sta con Di Matteo” a esprimere la solidarietà al pm. Per lui però non è stato possibile andare in trasferta a Milano per un’udienza importante del processo: la mafia lo ha messo sotto tiro e non sembra aver intenzione di fermarsi.

Dal sito: Radicali Italiani

Dichiarazione di Maurizio Turco, già deputato radicale:
"Da anni denunciamo che è una inutile misura afflittiva il vetro divisorio nei colloqui tra detenuti in 41bis e famigliari; per cautelarsi dal fatto che i detenuti affidino ai propri famigliari ordini da portare all'esterno è sufficiente registrare i colloqui alla presenza degli agenti, come già accade.
Ma accade anche che due detenuti in 41bis, peraltro in area riservata, ovvero un 41bis nel 41bis, che hanno diritto ad 1 ora d'aria al giorno, senza alcuno sforzo sono in grado di far pervenire messaggi all'esterno peraltro senza che il messaggero sia immediatamente trattato come sono trattati detenuti e parenti accusati di dare e ricevere ordini magari sulla base di articolate e complesse "decodificazioni" di parole, gesti, smorfie, disegni.
In questo caso non c'è nulla da decodificare.
Totò Riina parla ma non minaccia perché lui dovrebbe avere la certezza che quelle parole finiranno al massimo sul tavolo di un magistrato, non su tutti gli organi di stampa, pubblici e privati, cartacei, radiofonici, televisivi e negli orari di massimo ascolto. Che se minaccia concreta fosse stata la si sarebbe tenuta segretissima e si sarebbe fatto di tutto per non farla pervenire a chi avrebbe dovuto o potuto eseguirla, con tutte le varianti più o meno logiche del caso."

Indubbiamente tutto sembra essere stato fatto per impedire che il magistrato Di Matteo potesse recarsi dove la legge lo chiamava a compiere il suo dovere.
Uno Stato impotente di fronte ad un criminale rinchiuso in carcere che dovrebbe essere ristretto nelle sue azioni dal regime 41 bis?
Che garanzie dà un simile Stato ai suoi cittadini?
Che senso di sicurezza?
Ma c'è ancora uno Stato in Italia?
Cioè qualcosa che è organizzato in nome di una Costituzione e delle Leggi e Regolamenti che da essa discendono, le quali vengono fatte rispettare dalle Istituzioni?
Esiste nella realtà oggettiva? 
Oppure è una parvenza, un'accozzaglia che a volte funziona, a volte no, dunque la certezza del diritto si è totalmente persa?
Una classe politica che incarna le Istituzioni, staccata dal resto del popolo, vive in una sua realtà ricca e sicura, sorda alle istanze di verità della gente, a cui risponde con parole di accusa come "populismo" e "fascismo" nell'intento di allontanare da sé la comprensione di tali istanze.
Mentre ancora si trattano nei processi le innominabili ma tangibili collusioni di parte di tale classe politica con la criminalità organizzata.
La gente, che il Capo del Governo bolla con "populismo" e "fascismo", intervistata in strada, dichiara ai giornalisti: "Ho votato Lega", "Io sono del Movimento 5 Stelle", "Ho votato Forza Italia", "Io non voto da 4 anni".... Mandato in onda questa mattina su RAI 3 durante la trasmissione Agorà.
Una volta tanto è andata in onda la VERITA': non c'è colore, non c'è partito che accomuni la gente stanca dei soprusi della classe dirigente inetta, incapace di assicurare al popolo il dettato costituzionale.
Sul popolo mangiano i politici e i criminali.
Il popolo fatica e lavora e la criminalità impone con la violenza il suo "pizzo" e la classe politica divora la ricchezza imponendo altre tasse.
Da decenni non c'è denaro per dare agli italiani che crescono scuole dignitose e sicure, ma c'è per dare soldi alla classe politica in innumerevoli forme, di cui è inutile fare qui l'elenco, perché le conosciamo tutti: colti e non.
Stamane parlavo con una dolce, lucida, intelligente moglie di un muratore con semplice partita IVA, madre di tre figli, che si arrangia a lavorare in casa come sarta.
La sua figliola più grande era a casa: fa il primo anno delle scuole superiori. Le ho chiesto perché fosse a casa. Fanno i turni. Le classi non bastano e dunque un giorno a settimana c'è riposo!
L'adolescente silenziosa ed attenta ascoltava i nostri discorsi. L'ho stimolata a parlare vincendo la sua timidezza. Parlavo della scuola media superiore che avevano vissuto i miei figli, oggi tutti e tre ultraquarantenni: studenti e genitori facevamo le manifestazioni per avere un edificio per il Liceo "Bruno Touschek" di Grottaferrata (RM), perché lo Stato non dovesse più pagare un esoso affitto alla Chiesa per dei locali in cui spesso i bagni erano inagibili, la palestra umida e bagnata in terra dove non era possibile svolgere gli esercizi di Educazione Fisica, né pagare l'affitto di una succursale allocata in una villa fatiscente, in cui i miei figli dovevano portare il soprabito seduti nei banchi per non morire di freddo, in cui le prese di corrente pencolavano fuori dal muro con i fili elettrici pericolosamente in mostra... La fanciulla allora ha parlato della sua scuola: si è staccata l'anta di una finestra ed è caduta addosso ad una compagna, ci sono i topi anche se hanno fatto la disinfestazione... La madre è intervenuta dicendo: "Poi l'hanno fatta a scuola iniziata... Un giorno a casa... Scuola chiusa, lezioni perse.. Non capisco perché non si poteva fare prima dell'apertura dell'anno scolastico... Perché dopo che sono iniziate le lezioni... Non capisco." 
E' solo uno stralcio di conversazione con persone che, di tutte le età, assistono con lucida intelligenza ad una realtà incomprensibile.
L'incomprensibile, da Di Matteo che non può andare a fare il suo dovere a Milano perché un carcerato lo minaccia, alla quattordicenne e sua madre che denunciano altre cose assurde, è comprensibile se tutto questo si legge come DISONESTA' di chi decide come debbono andare la cose nel nostro Stato. 

martedì 10 dicembre 2013

Ennesima giustizia inesistente

Da: Il Giorno


Vigile travolto e ucciso da suv: pena ridotta da 15 a 9 anni per il giovane rom


Pena ridotta da 15 a 9 anni. E' stato infatti condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione Remi Nikolic, il giovane rom che nel gennaio 2012, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, a bordo di un suv travolse e uccise l’agente di polizia locale Niccolò Savarino

Milano, 9 dicembre 2013  - E' stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione Remi Nikolic, il giovane rom che nel gennaio 2012, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, a bordo di un suv travolse e uccise l’agente di polizia locale Niccolò Savarino. Lo ha stabilito la sezione minorenni della Corte d’Appello di Milano. In secondo grado è arrivata, dunque, per l’imputato, assistito dall’avvocato David Russo, unasensibile riduzione della pena rispetto ai 15 anni che gli erano stati inflitti in primo grado dal Tribunale per i Minorenni, lo scorso marzo.
Nello stabilire l'entità della condanna i giudici avrebbero confermato l'imputazione di omicidio volontario ma scelto di comminare il minimo della pena prevista. Gia' in primo grado erano state concesse delle attenuanti in considerazione del "contesto familiare" in cui il giovane era cresciuto. Dai 26 anni chiesti dal Pm si era quindi scesi a 15 anni.
Una sentenza destinata da subito a far discutere. “Aspettiamo di leggere le motivazioni - ha dichiarato l’assessore alla Sicurezza, Coesione locale e Polizia locale del Comune di Milano Marco Granelli -. Un omicidio efferato che sconvolse tutta la citta’”. Esprimendo vicinanza alla famiglia e a tutti i colleghi, l’amministrazione comunale ricorda ai milanesi l’appuntamento per commemorare Niccolo’, a due anni dalla scomparsa, il prossimo 12 gennaio. “Lo ricorderemo - ha concluso Granelli - nel Parco che abbiamo dedicato a lui vicino al Comando della Polizia Locale di Zona 9 dove prestava servizio.
L’OMICIDIO - Risale al 12 gennaio 2012 l’omicidio, da parte di Remi Nikolic del vigile Nicolò Savarino. Una morte che commosse Milano. L’assassino, all’epoca ancora minorenne, travolse e uccise Savarino che era in bicicletta e dopo l’impatto fuggi’ con il suv che guidava insieme al complice. Fu fermato tre giorni dopo, il 15 gennaio, in Ungheria, dove figurava con il nome di Goico Jovanovic. Il giovane fu portato prima nel carcere di San Vittore, poi nel penitenziario minorile Beccaria, perche’ ancora diciassettenne.
SAVARINO - Savarino, 42 anni, stava effettuando un normale servizio di controllo in un parcheggio di via Vare’, in zona Bovisa. Milano ricordo’ il vigile ucciso proclamando una giornata di lutto cittadino il 21 gennaio, giorno dei funerali in Duomo. A un anno di distanza dalla sua morte, la giunta di Giuliano Pisapia decise di intitolargli un parco in quella zona dove lavorava. “Non esito a chiamarlo eroe”, disse il sindaco di Milano. Il 22 marzo di quest’anno il tribunale per i minorenni ha condannato, in primo grado, Nikolic a 15 anni di reclusione, mentre l’accusa ne aveva chiesti 26. Al giovane furono concesse le attenuanti generiche sulla base del “contesto di vita famigliare” nel quale “e’ cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento” e dalla “totale assenza di scolarizzazione”.
Foto da Crimeblog: Funerale di Niccolò Savarino

Se tanti anni fa la maggioranza dei cittadini che votarono per il Referendum sulla responsabilità civile dei giudici votò SI, un motivo ed un comune sentire deve esserci. 

La gente normale, quella che vive senza fare del male a nessuno, non si sente garantita da questa magistratura sia penale che civile, ma nemmeno da quella che decide in materia economica.

E non perché la maggior parte di noi non vuole soggiacere alla Legge, ma perché non capisce la sovente interpretazione distorta di essa.
Quando apprendiamo notizie come questa lo scoramento è totale e ci riteniamo fortunati che non è capitato a noi.
La vita è il bene unico e prezioso che è: la banalizzazione che ne fanno simili sentenze è atroce.

Mi ritengo dunque fortunata di essere incappata nell'ingiustizia dei giudici solo per essere stata condannata a pagare euro 2.600 di spese legali e per aver speso inutilmente euro 400 di registrazione della causa intentata contro IKEA nel cui parcheggio caddi fratturandomi un braccio, subendo un'operazione per frattura scomposta, perdendo soldi per cure e assenza dal lavoro, dunque delle indennità di presenza ed altro, perché per la giudice donna "dovevo guardare per terra", là dove era "l'insidia", riconosciuta sia dal mio perito di parte che da quello della Toro Assicurazioni che rappresentava IKEA.
Dopo quella dotta sentenza guardo, quando posso, per terra se qualcuno, come IKEA, ha ritenuto di mettere tubi di ferro a dieci centimetri circa da terra senza riparo ed adeguate segnalazioni, sperando di non incrociare un palo verticale, magari di lato, altrimenti lo stesso giudice sentenzierebbe che "dovevo guardare davanti".  
Non feci ricorso per tema di avere altri guai: e sono stata fortunata perché l'avvocato ha pagato lui il perito di parte, dato che lavorava "all'americana", cioè senza spese per il cliente ma con compenso a percentuale sul risarcimento. E' andata male anche a lui... forse. 

lunedì 9 dicembre 2013

Recenti Delibere dell'AEEG

Autorità per l'energia elettrica e per il gas
NovitÀ
Provvedimenti
Delibera  561/2013/R/idr del 05.12.2013 servizi idrici
Ordine di restituzione agli utenti finali della componente tariffaria del servizio idrico integrato relativa alla remunerazione del capitale, abrogata in esito al referendum popolare del 12 e 13 giugno 2011 e intimazione ad adempiere per i soggetti che non hanno adempiuto agli obblighi

Delibera  560/2013/R/idr del 05.12.2013 servizi idrici
Approvazione delle tariffe 2012 e 2013 per le gestioni ex-Cipe - primo gruppo

Delibera  559/2013/R/idr del 05.12.2013 servizi idrici
Approvazione delle tariffe e del correlato piano economico-finanziario proposto dall'Autorità d'ambito n. 3 torinese, per l'anno 2013

Delibera  549/2013/R/idr del 28.11.2013 servizi idrici
Approvazione delle tariffe e dei correlati Piani Economico-Finanziari proposti dall'Autorità d'Ambito 1 Verbano Cusio Ossola e Pianura Novarese

Delibera  548/2013/R/idr del 28.11.2013 servizi idrici
Approvazione delle tariffe e dei correlati Piani Economico-Finanziari proposti dal Consiglio di Bacino Veronese
Documenti di consultazione
DCO 550/2013/R/idr del 28.11.2013 servizi idrici
Provvedimenti tariffari, in materia di servizi idrici, relativi al primo periodo regolatorio 2012-2015, per il riconoscimento dei costi e la definizione di ulteriori misure a completamento della disciplina
Segui@AutoritàEnergia su Twitter
la redazione del sito www.autorita.energia.it

Dovere di cronaca - Legambiente

Dai Comitati per l'Acqua Pubblica dei Castelli Romani in data 2 dicembre 2013 ho ricevuto il sottostante articolo del settimanale "L'Espresso":


Espresso: 

Legambiente: indovina con chi siamo in affari

Legambiente promuove imprese per ricavare biogas dai rifiuti. Ma sceglie un partner già coinvolto con i Casalesi. Ed è polemica



Un percorso non sempre virtuoso, con soci industriali imbarazzanti, come è accaduto a Latina, terra che i collaboratori di giustizia definiscono “provincia di Casal di Principe”. Da qualche anno l’associazione ecologista ha deciso che nella partita dei rifiuti vuole giocare un ruolo non più da osservatore e di denuncia, come ha sempre fatto attraverso i rapporti annuali sulle ecomafie.

Con la società di consulenza AzzeroCO2 srl - costituita nel 2007 - sta promuovendo imprese in tutta Italia per la gestione diretta di impianti in grado di estrarre gas metano dai rifiuti urbani e industriali. Tecnologia con ricche commesse, grazie all’aumento della parte umida separata durante la raccolta differenziata. Far soldi nel mondo dei rifiuti vuol dire scegliere partner industriali navigati. Ed è qui che Legambiente è inciampata. In una delle joint venture della controllata AzzeroCO2 - la Recall Latina srl, costituita il 10 settembre scorso - si muove una vecchia conoscenza dell’associazione, la famiglia Traversa di Latina, da decenni attiva nel settore rifiuti, con una fitta rete di società, alcune in mano a fiduciarie.

Il capostipite Giuseppe - che ha passato il controllo dell’impero nel 2010 ai due figli - aveva già incontrato Legambiente nel corso di un processo conclusosi nel 1999 in primo grado. Nessun rapporto d’affari all’epoca: gli ambientalisti erano parte civile e l’imprenditore, con la sua Mad, era imputato per aver truffato diversi comuni laziali, sversando l’immondizia nelle discariche campane.

Processo finito con una condanna per Giuseppe Traversa, che all’epoca era in affari con i principali protagonisti degli sversamenti criminali nelle Terre dei fuochi. I giudici di primo grado evidenziavano i suoi stretti rapporti con gli emissari dei Casalesi: «Era perfettamente a conoscenza del settore dei rifiuti, delle persone che vi lavoravano anche legate alla criminalità organizzata e ciononostante ha preferito, pur di assicurasi i profitti previsti, continuare a operare in maniera illecita. Del resto lo stesso Traversa ammette di aver saputo dall’avvocato Chianese che il Cerci gestiva tutte le discariche. Traversa dunque era pienamente consapevole della irregolarità degli smaltimenti», scrivono.
segue: http://bit.ly/1bd0Zi0

___________________________________________________________

Da: PONTINIA ECOLOGIA E TERRITORIO - PONTINIA (LT) DALL'AMBIENTE, ALLA DIFESA DEI DIRITTI CIVILI E SOCIALI, DALLA POLITICA ALLA TECNICA

VENERDÌ 29 NOVEMBRE 2013

Affari in nome del biogas Legambiente e il numero due di Confindustria insieme per gli impianti

Le contestazioni sulle quote societarie di Recall che vuole costruire una centrale allo Scalo Latina Oggi 29 novembre 2013 DI GRAZIELLA DI MAMBRO 

Nella battaglia tra chi è a favore e chi contro le centrali a biomasse spunta un tassello mancante che riguarda i rapporti tra una delle più importanti e accreditate associazioni ambientaliste e i costruttori delle centrali. Si tratta di Legambiente, da sempre favorevole a questa nuova modalità di produzione di energia, alternativa a quella più diffusa che sfrutta fonti esauribili. Solo che le teorie favorevoli al biogas, in grandissima espansione in provincia di Latina, dotata da anni di un piano energetico, sono diverse e proprio in queste settimane si sta consumando una polemica durissima tra i residenti nelle due aree interessate, Maenza e Borgo Bainsizza, e le società autorizzate alla costruzione. I Verdi, contrari e assai critici nei confronti del biogas e delle modalità con cui si arriva alle autorizzazioni che sono in molti casi piuttosto blande, sono andati a spulciare nella catena societaria che sta dietro la proprietà dell’impianto di Bainsizza che è stato realizzato dalla Agri Power, una centrale definita più volte «modello » da Legambiente. Ma l’associazione ambientalista, come risulta dalle visure della Camera di Commercio, ha quote di «AzzeroCO2» che, a sua volta, partecipa in Recall-Escolazio; quest’ultima è, appunto, collegata ad Agri Power che gestisce la contestata centrale a biogas di Bainsizza. In realtà alcuni controlli su quell’impianto non sono andati benissimo e sono tuttora in corso verifiche di Arpa Lazio. «Sembra evidente - dice Giorgio Libralato dei Verdi - che un giudizio di Legambiente sulla validità di questi impianti possa essere definito interessato. Legambiente in questo contesto è un’azienda che partecipa ai vantaggi economici ». Ma comunque il sodalizio commerciale prosegue e ingloba anche il numero due di Confindustria Latina, Francesco Traversa. Infatti è stata appena costituita una società che dovrà realizzare un altro impianto a biogas nell’area industriale di Latina Scalo. La società è stata iscritta in Camera di Commercio il 10 settembre 2013 e vi partecipano Esco Lazio, AzzeroCO2 (quella di Legambiente) e Mad Pontina srl di Francesco Traversa. Qualche giorno fa sempre a Latina si è tenuto un incontro sul futuro del biogas organizzato, tra gli altri, da Legambiente, e tra i relatori ci doveva essere Francesco Traversa che però ha disdetto all’ultimo minuto. Pare che l’assenza sia legata a pressioni che Legambiente nazionale avrebbe fatto dopo le polemiche sollevate dai Verdi proprio sugli affari comuni portati avanti da Legambiente con i costruttori di impianti come quello di Bainsizza. Francesco Traversa sarebbe dovuto diventare presidente di Confindustria Latina e fino alla fine ha combattuto una dura battaglia contro l’attuale presidente Paolo Marini. Tra i motivi che dividevano le due candidature l’adesione a Confindustria Lazio, cosa che adesso è diventata imminente. Traversa era contrario prima che le polemiche interne rientrassero. Al momento né la Regione Lazio né la Provincia di Latina possono dire di avere il controllo di cosa sta succedendo nella realizzazione degli impianti a biogas; quelli più piccoli vengono costruiti dopo una semplice comunicazione, gli altri in seguito a conferenze di servizi.

venerdì 6 dicembre 2013

ACEA sempre pessima

Comunicato stampa

ACEA CONDANNATA A RIALLACCIARE L’ACQUA



Il Giudice del Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso ex articolo 700 presentato dagli avvocati Fiorini e Di Sora, ha dato ragione ad un utente cui ACEA ATO 5 S.p.A. aveva distaccato l’acqua, ordinando l’immediato ripristino del servizio e condannando ACEA ATO 5 S.p.A. al pagamento delle spese.

Ancora una volta è la magistratura che si deve sostituire alla politica a tutela dei diritti dei cittadini.

Infatti, mentre l’Autorità d’Ambito, gli 86 sindaci che dovrebbero tutelare i cittadini e pretendere dal gestore il rispetto delle leggi e del contratto, tutto fanno meno quello che dovrebbero, è il giudice che taglia gli artigli di un gestore che in questi ultimi mesi ha aggredito con minacce ed azioni di ogni genere i cittadini che hanno l’unica colpa di difendere il loro buon diritto.

Ora, dopo questa sentenza, le decine di migliaia di raccomandante che minacciano distacchi, le lettere di società di “gestione del credito” che fanno altrettanto, le telefonate minatorie, le “visite” a domicilio di operatori mandati a minacciare gli utenti se non ha sottrarre come “ladri di notte” il contatore acquistato dall’utente, vanno a sbattere contro il muro della legalità.

Oggi l’acqua della nostra provincia è tornata ad essere un po’ più limpida.

Frosinone, 6 dicembre 2013



                                                           per il    COORDINAMENTO ACQUA PUBBLICA

                                                                                 PROVINCIA DI FROSINONE

                                                                                          Severo Lutrario
coordinamento-regionale-acqua-pubblica-lazio@yahoogroups.com

La Lepre e la Tartaruga

A sentirne tante contro Matteo Renzi mi stavo quasi convincendo a non andare a votarlo domenica prossima: "In fondo io non voto neppure PD." Mi sono detta. Poi ho sentito Civati (Cuperlo non l'ho mai considerato perché lo ritengo il classico funzionario di partito) e debbo dire che non mi dispiaceva... Ho pensato: "Sta guadagnando terreno: ha fatto come la tartaruga che ha raggiunto la lepre Matteo Renzi.." Però è troppo a sinistra per le mie idee e dunque stavo pensando proprio di non andare a votare. Mio marito andrà comunque: mi ha detto che "deve avere almeno una speranza". Anche mia figlia andrà con mio nipote 18enne.
Poi, però, è venuta fuori la sentenza della Corte Costituzionale, non grazie al nostro costosissimo apparato politico, bensì per un ricorso presentato da un benemerito cittadino come tutti noi, mi dicono un avvocato.
A questo punto la classe politica, che pensa solo a sé stessa e se ne frega altamente del Paese, ha ricominciato con il ritorno alla legge precedente, detta "mattarellum", che pare non dispiacerebbe neppure a Civati.
La fatica di fare una legge come la propone Renzi non la vogliono fare. Per capirci di più: 
Da: Il Post.it

La “mozione Giachetti” e la legge elettorale

Su quale faccenda stanno litigando da ieri – ma anche da prima – Enrico Letta e il Movimento 5 Stelle

giovedì 5 dicembre 2013

Cronache di pazzie quotidiane... ma non è una novellina

Roma, autista della linea Atac 44 litiga al telefono con una donna: fa scendere i passeggeri e va via con il bus



Ha accostato l'autobus. È sceso in strada con il telefonino in mano, lasciando a bordo i passeggeri che lo guardavano allibiti. 
E al termine di una drammatica telefonata, presumibilmente con una donna, è risalito e ha ordinato a tutti di scendere. Quindi ha richiuso gli sportelli, ha inserito sul display la scritta “Deposito” ed è sfrecciato via. È successo questa mattina a Monteverde Vecchio, sulla discesa di via Dandolo, linea 44. L'episodio è stato riferito dai passeggeri, che alle otto del mattino si sono ritrovati in mezzo alla strada ad aspettare la corsa successiva, costretti ad arrivare in ritardo al lavoro o a scuola.

«Lo abbiamo visto spegnere il motore e telefonare» racconta Alice, una delle vittime dell'autista disperato. «Da quello che abbiamo sentito si intuiva che dall'altra parte del telefono c'era una donna, una ex moglie immagino. Gridava: "Mi hai rovinato la vita. Vaffanculo tu e le tue richieste, lo vuoi capire che non ciò una lira?" e giù insulti. Quando è tornato sull'autobus stava piangendo. Ci ha urlato “Scendete subito, brutti stronzi”. Siamo scesi». L'autobus era pieno, a occhio si potevano contare una cinquantina di passeggeri. Nessuno ha osato opporsi alla furia del conducente: uno alla volta sono scesi tutti e infine hanno guardato il loro 44 allontanarsi in direzione viale Trastevere. Qualcuno ha chiamato un taxi, gli altri si sono pazientemente messi in attesa alla fermata di via Dandolo. Qualcuno ha comunque dato atto all'autista di non aver parlato al telefono mentre guidava.
DA: IL MESSAGGERO.IT

Lo dico sempre: non c'è bisogno di inventare giacché la realtà supera di gran lunga la fantasia!

Per i marò no per i teppisti si

Sicuramente è una semplice concomitanza temporale il fatto che il nostro Capo del Governo, Enrico Letta, sia in visita ufficiale in Polonia e, contemporaneamente, ci siano dei pseudotifosi della Lazio nelle galere polacche. Dunque può essere ovvio che abbia speso delle parole per il rilascio dei facinorosi che, se si fossero limitati ad una allegra trasferta dietro la propria squadra del cuore fatta di risate e sventolamento di bandiere, ora non sarebbero rinchiusi in cella.
Ma è anche vero che i telegiornali ci hanno mostrato già prima della partenza di Letta, per una visita, pare, programmata da tempo, una Ministro degli Esteri che parlava in favore degli arrestati.
La deludente Emma Bonino sembra aver perso tutta la sua grinta da quando siede su quella poltrona e per i marò mantiene un bassissimo profilo. Però si spende per gente che invece di sedersi tranquillamente allo stadio preferisce far casino per le strade.
Bisogna dire che il teppismo italiano dei cosiddetti "tifosi" di calcio non è il solo: basta ricordare gli inglesi ad Heysel.
Ma non scherzano nemmeno i nostri:
2007 - Da: La Repubblica.it

Follia a Catania, agente arresta ultrà
viene aggredito ed ucciso da bomba carta

<B>Follia a Catania, agente arresta ultrà<br>viene aggredito ed ucciso da bomba carta</B>
CATANIA - Un colpo di spranga e poi una bomba carta tirata dentro l'auto di servizio. E' morto così l'ispettore del reparto Mobile, Filippo Raciti, di 38 anni, sposato con due figli





2010 - ANSA.it

CATANIA - La prima Corte d'assise di Catania, accogliendo integralmente la richiesta del pm Andrea Bonomo, ha condannato a 11 anni di reclusione, per omicidio preterintezionale, Daniele Natale Micale, 23 anni, a conclusione del processo per la morte dell'ispettore Filippo Raciti, 

Non risulta ci sia ancora stato il Processo d'Appello.


2011 - Da: Attualissimo.it

La Corte di Appello per i minorenni di Catania ha ridotto a 8 anni la pena carceraria di Antonino Speziale, uno degli assassini dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti, morto a seguito degli scontri intervenuti nel corso del derby calcistico tra Catania e Palermo del 2 febbraio 2007.

In Assise gli avevano dato 14 anni.

Gli esempi di quanto la nostra Polizia debba sopportare per un tifo che tifo non è sarebbero tantissimi.

Ho in famiglia un figlio che è tifoso della Roma fin da bambino in modo quasi maniacale,  ma mai è andato allo stadio per menar le mani.
Dunque è evidente che la squadra di calcio è per questi soggetti una scusa per sfogare una violenza repressa che non trova altrimenti sfogo.

Spero dunque che le famiglie di costoro si paghino avvocati e quant'altro riflettendo bene che forse in altri Paesi le regole le fanno rispettare.

mercoledì 4 dicembre 2013

Immoralità delinquenziale diffusa

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/425004/roma-i-fannulloni-del-comune-di-napoli.html

Questo video è stato mandato ieri sera, 3 dicembre 2013, sulla rete "Italia UNO" di Mediaset nella trasmissione "Le Iene". Basta cliccarvi sopra e vedrete con quale protervia, come se fosse un diritto, tanta gente ruba lo stipendio pagato con le tasse dei cittadini che le pagano (poi ci sono gli evasori che rubano in altro modo: usufruendo dei servizi ed altro che pagano i soli contribuenti). 
Questo malcostume è visibile anche in altre strutture dello Stato, non soltanto nel Comune di Napoli, e sarebbe inutile e lungo farne l'elenco.
A questa sfacciata protervia delinquenziale si aggiunge l'assenteismo coperto da finte malattie, finti infortuni sul lavoro, che sono altri modi per intascare un introito mensile sicuro senza doversi recare al lavoro.
I medici non sono sempre conniventi ma, per certi particolari "infortuni" non documentabili da lastre o esami clinici che possano provare ed accertare il conseguente "malessere", sono costretti a certificare quello che il paziente dice di "sentire", anche per mettere sé stessi al riparo da eventuali sottovalutazioni del danno che il "lavoratore" denuncia.
Dunque non soltanto la classe politica e dirigenziale deruba il popolo, ma anche questi ignobili profittatori al riparo del "posto statale sicuro".
Questo in una Italia dove gente qualificata il lavoro non lo trova, oppure, quando lo ha ma non è statale, vive nella paura di perderlo e subisce per questo sfruttamento che non può certo denunciare ai sindacati perché rischierebbe di non vivere più. Ci sono mille modi per fiaccare un lavoratore, mille tecniche che si possono riassumere nella parola tanto di moda "mobbing", fino al punto da indurre il lavoratore alle dimissioni per non morire.
I sindacati sono esperti nel difendere gli assenteisti, gli infingardi, quando non addirittura i truffatori come nel caso, non raro, documentato da "Le Iene". Chi lavora veramente senza difese è il lavoratore del privato, il quale è solo.
Anche quando si riesce a documentare con prove inconfutabili il reato commesso da questi parassiti della società, trovano incredibilmente magistrati che li reintegrano nel posto di lavoro indegnamente ricoperto. E' accaduto molte volte.
Questo mina la struttura di un Paese: nessuno paga, dall'alto in basso.
La corruzione vince con l'assenso dei magistrati che non ratificano il licenziamento.
Prova ne è che il filmato mandato in onda ieri è successivo a quanto già accaduto in corso d'anno e sempre nello stesso posto: il Comune di Napoli. Segno inequivocabile della sicurezza di queste persone, come di altre, che nulla accade di definitivo a loro danno... Tutto si risolverà con un nulla di fatto e loro non li caccerà via nessuno.

Dal sito ufficiale di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli

del 19/07/2013

14 dipendenti del Comune di Napoli e un privato cittadino sono stati arrestati dalla Polizia Municipale nell'ambito di un'indagine condotta dalla stessa Polizia Municipale e coordinata dal Procuratore Aggiunto Greco e dal P.M. Novelli della seconda Sezione della Procura della Repubblica di Napoli. 

L'indagine ha preso le mosse da un servizio di Luca Abete di Striscia la Notizia mandato in onda nel mese di aprile 2013; il filmato originale era stato richiesto dal Comandante della Polizia Municipale Attilio Auricchio che in qualità di Direttore Generale era stato intervistato dal giornalista di Mediaset. 

Il servizio http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?17556 

Le riprese di Striscia - realizzate con telecamera nascosta - evidenziavano che, all'interno dei locali marcatempo-rilevatori della presenza per il personale del Comune di Napoli, diverse persone effettuavano la timbratura in entrata ed in uscita, utilizzando più di un badge: in alcuni casi due, in altri tre. 

Dall' attenta analisi del filmato, si accertava che le riprese erano state effettuate in Piazza Cavour n. 42, nell' androne posto al piano terra dell'ingresso laterale (prospiciente Via M. Longo) dell'immobile di proprietà del Comune di Napoli che ospita i servizi comunali. 

L'Amministrazione comunale dopo aver richiesto ed ottenuto il filmato " non pixellato " informava l'Autorità giudiziaria; s u disposizione della Procura della Repubblica veniva così installata, debitamente occultata, una microcamera fissa, puntata su due dispositivi marcatempo per il personale dipendente del Comune di Napoli; le videoriprese, venivano poi acquisite e registrate su PC ubicato presso gli uffici della Polizia Municipale . 

La visione delle riprese evidenziava sin da subito che molti soggetti risultavano in possesso di diverse tessere badge e - in modo abituale, sistematico e regolare - realizzavano timbrature multiple. Dopo tre mesi di serrate indagini, anche tecniche ed appostamenti, si è deciso di intervenire stamani in più turni di lavoro. Le operazioni sono iniziate alle ore 4,00 e sono ancora in corso. Sono state arrestate in flagranza di reato 15 persone e tradotte nelle carceri di Poggioreale e Pozzuoli . 

I reati contestati sono gli artt. 110 (concorso) 640 cc. 1, 2 n. 1 c.p. e art. 61 n. 9 c.p.) truffa aggravata- 340. c.p. ( interruzione di un ufficio o servizio pubblico) 494 c.p. ( sostituzione di persona) art. 81 c. 2 c.p. ( condotta continuata ) art. 55 quinquies D. lgs 165/2001 ( false attestazioni o certificazioni). 

I quattordici dipendenti arrestati appartengono ai Servizi Fognature, Statistica, Sicurezza abitativa, Terza Municipalità, Napoliservizi

Saranno stati licenziati definitivamente?
E' difficile crederlo se ieri, 3 dicembre 2013, "Le Iene" hanno potuto dimostrare con altri filmati che la truffa ai danni dello stato continua.