giovedì 17 aprile 2014

Telecom recidiva

Telecom condannata all’allaccio del telefono fisso con provvedimento di urgenza
Tribunale Arezzo, sentenza 19.11.2008 (Enrico Ancillotti)
Una signora americana, proprietaria di una un’abitazione nelle campagne di Arezzo, nel marzo del 2008 si rivolse alla Telecom per ottenere l’allacciamento alla rete telefonica fissa.
La compagnia telefonica, però, nonostante l’invio di tutta la documentazione richiesta e nonostante i vari solleciti formulati, non ha mai provveduto né ad effettuare i lavori, né a giustificare la motivazione del ritardo.
Gli avvocati Della Giovampaola e Benincasa cui si è rivolta la signora hanno richiesto alla Telecom di eseguire immediatamente i lavori.
Rispondeva la compagnia telefonica sostenendo che lo spostamento della data di attivazione era da ascriversi non a Telecom, bensì alla mancanza di permessi necessari alla realizzazione dell’impianto.
I legali provvedevano allora ad accertarsi presso il Comune di Cortona, primo se non unico organo amministrativo al quale dovevano essere richiesti i necessari permessi, se effettivamente Telecom si fosse attivata in tal senso, sentendosi rispondere che, al contrario, nessuna richiesta risultava essere pervenuta.
A questo punto i legali hanno richiesto un provvedimento urgente ex art. 700 c.p.c. presso il Tribunale di Arezzo per avere l’immediata esecuzione dei lavori necessari per ottenere l’agognato allacciamento alla rete telefonica.
I legali, tra l’altro, hanno sottolineato che, pur non sussistendo più un monopolio di diritto in capo alla Telecom, quest’ultima agisce sempre in posizione di “monopolio di fatto”, per cui tale Società, essendo la reale proprietaria del c.d. “ultimo miglio”, cioè di quel tratto di linea telefonica che unisce materialmente le centrali telefoniche alle abitazioni, è la sola che può e deve provvedere all’allaccio.
Senza contare che l’art. 52 del D. LGS. 259/2003 (Codice per le Comunicazioni Elettroniche) impone che i servizi di comunicazione elettronica debbono essere messi a disposizione di tutti gli utenti finali ad un livello qualitativo stabilito, a prescindere dall’ubicazione geografica dei medesimi.
Il giudice del Tribunale di Arezzo ha pienamente accolto le istanze della ricorrente.
La dottoressa Labella, ha riscontrato i due elementi caratterizzanti il procedimento di urgenza:
- il fumus, in quanto Telecom non ha provato che i ritardi non fossero imputabili a sé stessa;
- il periculum, in quanto la donna, abitando da sola in un luogo isolato e malservito anche con la telefonia mobile, e non potendo usufruire di un servizio essenziale come quello telefonico fisso, non avrebbe potuto, in caso di incidente o di pericolo, aiuto ad alcuno.
Per tali motivi il Giudice ha ordinato alla Telecom di provvedere, immediatamente, o nel più breve tempo possibile, allo svolgimento dei lavori necessari per l’allacciamento presso l’abitazione della ricorrente della linea telefonica, con la condanna della stessa società resistente al rimborso delle spese legali.
(Altalex, 5 dicembre 2008. Nota di Enrico Ancillotti)





Tribunale di Arezzo
Sentenza 19 novembre 2008
Udienza del 19/11/08 nella causa n.1017 /2008
Avanti al G.I. dott sono comparsi
L’Avv. Della Giovampaola e Benincasa per la ricorrente. L’Avv. Salvatore per la Telecom SpA il quale si costituisce con deposito di comparsa alla quale si riporta
I procuratori della ricorrente insistono per la concessione del provvedimento d’urgenza sussistendone i presupposti
Il Giudice
Rilevato che nel caso di specie sussiste il fumus attesa l’evidente disagio dell’utente ed allo stato la controparte non ha provato che i ritardi sono dovuti a cause non imputabili a Telecom;
che inoltre sussiste il periculum del grave ed irreparabile danno atteso che la resistente non ha specificamente contestato (e dunque le circostanze devono ritenersi come pacificamente ammesse) che nel luogo per cui è causa non vi è copertura con il cellulare: trattasi di luogo isolato e vi è copertura solo da parte della Telecom ed infine la ricorrente vive da sola;
che dette circostanze costituiscono pericolo di grave ed irreparabile danno per la persona della ricorrente se solo si pensi ad un eventuale incidente domestico o altro che rendesse indispensabile l’utilizzo del telefono per la richiesta di aiuto
P.Q.M.
ordina alla Telecom Italia S.p.A. di provvedere immediatamente e comunque nel più breve tempo possibile allo svolgimento dei lavori necessari per l’attivazione presso l’abitazione della ricorrente sita in Cortona (AR) località ***** della linea telefonica relativa al n.******* assegnato alla ricorrente e non ancora attivato.
Visto l’art.669 octies VI comma cpc condanna la Telecom a rimborsare alla ricorrente le spese del presente procedimento che liquida in complessivi €.943,00 di cui €.93,00 per spese €.400,00 per diritti ed €.450,00 per onorari oltre Iva e cap come per legge, ed il 12,5 % per rimborso delle spese in generale.
Dott. ssa Carmela Labella

Nonostante questa sentenza, a cui qualsiasi avvocato può richiamarsi per azioni simili e successive ad essa, Telecom continua ad agire nei riguardi dell'utenza in modo non conforme alla legge rifiutando l'allaccio per fumosi "motivi tecnici", in quanto non spiegati, anche a chi non si trova in una landa desolata (ammesso che in una Italia densamente popolata ce ne possano essere) ma alla periferia, ad esempio, di una ridente cittadina e con utenze in atto da anni sia nel lotto di fronte che di lato a chi ha richiesto l'allaccio alla rete.
Come il semplice buonsenso e l'aderenza sana alla realtà può suggerire a chiunque (ma a quanto pare non a Telecom), dato che per le infrastrutture essa agisce in base al "monopolio naturale" e dunque è l'unica in Italia ad esercitare questa facoltà, non può negare il diritto alla linea telefonica fissa a nessun cittadino italiano, a meno che egli non sia l'unico abitante di una cima di montagna. Ma, in mancanza del sano senso della realtà, esiste la Legge: l’art. 52 del D. LGS. 259/2003 (Codice per le Comunicazioni Elettroniche) impone che i servizi di comunicazione elettronica debbono essere messi a disposizione di tutti gli utenti finali ad un livello qualitativo stabilito, a prescindere dall’ubicazione geografica dei medesimi.


Matteo ha dovuto turarsi il naso?

Da: L'Espresso

Quanti impresentabili
nel sottogoverno di Matteo Renzi

Ex berlusconiani di ferro, inquisiti, incompetenti. Fra i 44 sottosegretari e i 9 vice-ministri spunta di tutto. Col rischio che, per accontentare partiti e correnti, l’esecutivo si dimostri una truppa allo sbaraglio


martedì 15 aprile 2014

Buona Pasqua

Buona Pasqua a tutti coloro che entrano in questo blog!!

lunedì 14 aprile 2014

Renzi e Beppe Grillo a confronto

Da: Il Fatto Quotidiano


Carla Ruocco brava e sincera.


Questa bella donna di circa 40 anni è il deputato che io ho votato in quanto era il candidato a 5 Stelle della mia zona.
Sono contenta di lei perché è intellettualmente onesta e assolutamente sincera.
Non su tutto quel che dice sono d'accordo, ma questo non toglie la validità del suo operato ai miei occhi. 
Intanto, come si vede da questo video, è una persona di ormai rara buona educazione, moderazione e finezza, sempre più scarsa in Aula, come in televisione, come anche nella vita di tutti i giorni.
Nonostante Carla, però, alle elezioni europee di maggio non tornerò a dare il voto al Movimento di Beppe Grillo e non solo perché ho constatato che non sono tutti come Carla gli eletti del Movimento.
Questo vuol dire che non basta selezionare delle persone con i voti degli iscritti ai Meet-up (gli unici di cui si accetta il voto attraverso la rete) per avere persone valide ad occuparsi dei problemi comuni della gente: quei cittadini di cui i rappresentanti del Movimento si riempiono la bocca.
Questo non vuol dire che il Movimento 5 Stelle non sia valido, anzi, esso è necessario, perché senza questi quasi 9 milioni di voti oggi la Palude ristagnerebbe nelle proprie rendite di posizione.
Sicuramente il PD non avrebbe dato spazio a Matteo Renzi se non ci fosse stato questo forte voto al Movimento fuori dagli schemi. Si sono rassegnati e piegati al FARE di Matteo anche perché c'era Grillo che premeva con i suoi voti, fra cui il mio, e anche per i 3 milioni di voti che Matteo ha preso come Segretario del PD, fra cui il mio.
L'intelligenza del PD è stata far votare anche i non iscritti, come me, così ha conquistato forse anche un voto alle Europee per il partito: il mio.
Non volendo rivotare per il M5S per i motivi che ho illustrato in altri post, avevo deciso di non andare proprio a votare. In fondo l'ho fatto, nauseata, per diversi anni, come molti. Poi ho pensato che, se voglio che Matteo abbia forza di governo per cambiare le cose, il mio voto serve: perché la sua linea si rafforzerà conquistando un voto in più per un partito che, mancando lui, non avrei mai votato. Molti faranno come me credo. Matteo mi piace: ha coraggio. 
Non comprendo fino in fondo l'ostilità di Beppe Grillo nei suoi confronti. O lui sa di Matteo Renzi cose provate che non sappiamo, oppure il suo atteggiamento mi è incomprensibile.
Come mi è incomprensibile il suo favore al secessionismo...
Non si può cancellare il Risorgimento, si deve cambiare l'Italia, ripulirla, non è tornando indietro che si rimedia allo sfascio.
Non ha visto Salvini dentro casa sua come si rubava bene? I mali sono tutti a Roma? A Roma sono arrivati da ogni parte del Paese per mangiare, sporcarla, violentarla... magari ci fossero rimasti solo i romani veri che sono lavoratori, che vivono e lasciano vivere, che sono tolleranti e si accontentano di poco: i ladri furbi e corrotti hanno molto poco del vero spirito romano.
Dunque Grillo non lo seguo, non lo capisco. Anche l'uscita dalla moneta unica, dovrebbe sapere che è un'operazione impossibile senza far pagare i costi al popolo: e che costi!!
Non dovevamo entrarci allora, come hanno fatto la Danimarca e la furba Gran Bretagna. 
L'Europa va cambiata, come dice Matteo. Non è fuggendo, uscendo dalla porta che si risolvono i problemi. Ci vuole più coraggio ed intelligenza ad affrontarli.
Dunque fa bene Matteo Renzi a dire: "Lampedusa è la frontiera dell'Europa."
Il messaggio è chiaro. L'Europa degli egoismi, dei nazionalismi deve cambiare. Pena la sua fine. Non può e non deve esistere un'Europa di comodo: ci sto finché mi conviene.
Inoltre bisognerebbe finirla di mandare in economia i Fondi Europei visto quanti ne versiamo nelle casse comuni.
Sta ai politici decidere i Programmi per l'accesso ai Fondi Europei.
Un politico di IdV, che è stato al Consiglio Europeo fino ad ora anche grazie al mio voto, in questi anni mi ha sempre inviato i Programmi per avere accesso ai Fondi Europei. Ho notato cose fumose ed inutili: mai un qualcosa di concreto, la possibilità di accedere ad esempio a finanziamenti per una innovazione fondata su idee tecnico scientifiche, per realizzare apparecchiature realmente innovative, ad esempio in campo sanitario... Solo fumosi progetti di informatizzazione per iniziative volte a ricadute sociali... Ma così non si fa innovazione! Vorrei vedere una concretezza che fino ad ora non ho visto.  Così questi Fondi, quando non vanno in economia, vanno a finire nelle tasche di venditori di fumo che non sollevano in niente né l'economia né l'immagine dell'Italia. 
Infine, sempre valutando i fatti senza partigianerie, non sopporto gli ipocriti cronisti che fermano la gente che va agli spettacoli itineranti di Beppe chiedendo: "Ma lei si rende conto che paga per ascoltare un comizio?"
Ma questi idioti non si rendono conto che i comizi degli altri partiti li paghiamo noi con il finanziamento che ci hanno estorto? E siccome non gli basta si fanno dare anche i soldini da gente come Riva, quello di Taranto per capirci, per le loro campagne elettorali? Ricordo a tutti, ad esempio, i 90.000 euro dati da Riva a Bersani per la sua campagna elettorale di qualche anno fa. Almeno Grillo si finanzia da solo e i suoi spettacoli-comizio sono anche molto divertenti.   

martedì 8 aprile 2014

Giugno, luglio e settembre

Ripropongo l'annuncio già pubblicato in precedenza aggiornandolo, giacché il mese di agosto non è più disponibile perché occupato da amici.

Euro 1000 mensili per giugno e settembre
Euro 600 per gg. 15      "              "

Euro 1500 mensili per luglio 
Euro 800 per gg. 15       "

Dal balcone si vede il mare

Posti letto 5-6

Casa su due piani con giardino, doccia esterna con acqua calda, 2 bagni, elettrodomestici, patio coperto con affaccio sul giardino attrezzato con tavolo  e piccolo barbecue.

Località Sabaudia (LT) mare raggiungibile in bicicletta.
Patio coperto
Se interessati chiamare 3497878211 

Mondo pazzo che di più non si può!

Da: La Voce

Allucinante caso in Pakistan

Bambino di 9 mesi arrestato e accusato di tentato omicidio

Libero solo dietro pagamento di una cauzione

Lahore - Allucinante vicenda in Pakistan dove un bambino di appena 9 mesi è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio. L'incredibile vicenda è avvenuta ieri a Lahore, la seconda città del Pakistan, dopo Karachi, con circa 11 milioni di abitanti. Muhammad Mosa Khan, il piccolo di soli 9 mesi, è stato arrestato insieme a tutta la sua famiglia dall'ispettore di polizia Kashif Ahmed con l'accusa di aver partecipato a un violento lancio di sassi e bastoni contro degli agenti tale da poterli ferire e uccidere.

Il mese scorso si erano presentati a casa di Muhammad Mosa Khan degli agenti per perquisire la casa dei genitori, rei di non aver pagato la bolletta della luce. Secondo quanto riportato dagli agenti stessi, un nutrito gruppo di persone, tra cui il bambino, avevano opposto resistenza con un lancio di pietre e bastoni. 
Gli agenti di polizia hanno provveduto a prendere le impronte digitali del bambino e lo hanno rilasciato dietro cauzione. Muhammad Mosa Khan, attualmente libero, dovrà comunque presentarsi in tribunale il prossimo 12 aprile per difendersi dal procedimento a suo carico per tentato omicidio.

Il piccolo mentre gli prendono le impronte digitali


Povero piccolo amore... In quale folle e stupidissimo mondo ti tocca vivere!

Ho letto che il funzionario di polizia che ha fatto questa insensata operazione è stato sospeso.
Speriamo che sia vero!

Da: Il Secolo XIX

....Secondo la polizia, all’arrivo degli agenti, tutti, compreso il lattante, avrebbero scagliato pietre e oggetti vari.
Il padre del bambino sostiene invece che l’assalto alla polizia è dovuto al fatto che gli agenti stavano cercando di bloccare con violenza una manifestazione contro la carenza di energia elettrica.
Sia come sia, l’infante è comparso in Aula seduto sulle ginocchia di suo padre e stringendo un biberon. In un video molto popolare in questi giorni, si vede addirittura il bambino sottoposto al prelievo di impronte digitali.
Tutti gli indagati sono stati poi rilasciati su cauzione, mentre il piccolo Mosa è stato proscioltoSospeso il funzionario di polizia che ha istruito il caso.

venerdì 4 aprile 2014

ENEL con il trucco

Da: Milano Finanza.it


Elettricità: mercato tutelato batte mercato libero per convenienza


Qual è il mercato dell'energia elettrica più conveniente per le micro e piccole imprese, il mercato libero o il mercato tutelato? Quest'ultimo, almeno secondo uno studio dell'Acquirente Unico, la società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici (GSE), cui è affidato il compito di acquistare energia elettrica alle condizioni più favorevoli sul mercato e di cederla ai distributori o alle imprese di vendita al dettaglio, per la fornitura ai piccoli consumatori che fanno parte del cosiddetto "mercato tutelato" cioè che non acquistano sul mercato libero. 

Lo studio ha rilevato che a sette anni di distanza dalla apertura del mercato elettrico ai piccoli consumatori, il prezzo del mercato tutelato per le micro e piccole imprese è da 4 anni inferiore ai prezzi praticati dal mercato libero, in concomitanza con un regime di prezzi discendenti. Prezzi che, tuttavia, non si traducono in effettivo risparmio. "In tutta Europa i prezzi dell'energia sono in calo, ma ovunque i consumatori non beneficiano di questo fenomeno per via dei crescenti oneri fiscali e para fiscali che si scaricano in bolletta", ha spiegato Paolo Vigevano, presidente e amministratore aelegato dell'Acquirente Unico.
Lo sapevo che sul Mercato Libero l'energia sarebbe costata di più. Lo dice la parola stessa "Mercato Tutelato", vuol dire calmierato, che c'è un controllo.
Ebbene leggete cosa può accadere oggi a chi chiede un allaccio all'ENEL. Voi credete che basti fare la normale procedura ormai esclusivamente on-line e tramite call-center? Assolutamente no e ne ho le prove.
Un aspirante utente chiama il numero verde 800900800 e chiede un allaccio ENEL domestica a settembre 2013. 
Dopo pochi giorni gli arriva una lettera con la seguente carta intestata: 
ENEL - L'Energia che ti ascolta 
Casella Postale 1100 - 85100 Potenza  
ENEL Servizio Elettrico SpA - Società con unico socio 
Sede Legale 00198 Roma, Viale Regina Margherita 125

Nella lettera si comunica il preventivo di spesa e si scrive che daranno corso al contratto al ricevimento dell'istanza compilata nei moduli inviati in allegato e sottoscritta dall'interessato.
Tutto viene eseguito a puntino.
Gli anonimi esseri umani che rispondono al call-center (danno un codice e un nome ma non un cognome) rassicurano la persona contraente che tutto è arrivato e l'allaccio avverrà entro e non oltre il 5 novembre 2013, verrà contattata da un tecnico per un sopralluogo a cui, se crede, potrà essere presente: loro hanno il suo numero di casa e di cellulare. Non possono dare i numeri di telefono del Servizio tecnico, saranno loro a contattarlo.
L'aspirante utente alla luce elettrica domestica viene chiamato al telefono da un tizio che dice di essere un tecnico ENEL incaricato del sopralluogo. L'utente concorda un giorno e un'ora per farsi trovare sul posto della casa senza luce. Apprende poi che il tecnico è andato in un altro giorno ed in un'altra ora di quella concordata e, facendo il sopralluogo, si è lamentato con un operaio edile che sta lavorando all'esterno dell'abitazione dell'aspirante utente "perché bisognerà anche mettere un palo della luce".
Passa il tempo ma il desiderato allaccio non avviene. I solleciti al call-center ricevono tranquillizzanti rassicurazioni da parte degli addetti: "Tranquillo, i documenti sono tutti a posto, avrà la luce entro il 5 novembre 2013 come promesso."
Il 5 novembre mattina, non vedendo nessun tecnico ENEL, l'interessato contraente chiama di nuovo: la risposta, appuntata con l'ora ed il codice di chi risponde, è: "Verranno in giornata, stia tranquillo, qui sul monitor leggo che devono metterla entro oggi."
Passa il 5 novembre 2013 e non si vede nessuno. Proteste e si apprende che IL CONTRATTO E' STATO ANNULLATO.
"Ma da chi?!!! Io non ho annullato niente!" Dice esasperato il contraente. Manda fax di protesta disconoscendo tale annullamento. 
Il Codice Civile stabilisce che un contratto non può essere sciolto in modo unilaterale!
Un tale Alessandro del call-center dice polemicamente che "Deve inviare fotocopia di un documento insieme al fax, che altrimenti potrebbe aver inviato chiunque!"
Il poveretto (lo hanno fatto diventare tale!) invia di nuovo il fax con la fotocopia del documento di identità.
ENEL, invece di riattivare il contratto annullato NON SI SA DA CHI E QUANDO, rinvia i documenti per una nuova istanza.
"Ma non posso ricominciare tutto d'accapo! E' da settembre che mi serve la luce e siamo a novembre!" Dice esasperato il poveretto. Quelli del call-center, 800900800, mossi a pietà gli danno il numero del tecnico che ha fatto il sopralluogo e dicono che risulta che è proprio il Servizio Tecnico che ha annullato il contratto dicendo che lui la luce non la voleva più!
L'indignazione del  contraente, a cui era ovviamente stato assegnato un numero cliente, è alle stelle. Pensa che quelli del Servizio Tecnico sono pazzi. Li chiama e si sente dire che è stato lui a dire che non voleva più la corrente elettrica, anzi, che lo ha ribadito tramite "un suo uomo di fiducia". Il poveretto cade dalle nuvole e trasecola: egli NON HA NESSUN UOMO DI FIDUCIA, mica è un boss con gregari al seguito... Né si è mai sognato di non volere più la luce elettrica! Ma come si fa a vivere oggi senza luce elettrica?!! Pensa che il tecnico che lo ha detto è pazzo, ne girano tanti! Però, anche se potrebbe dargli querela per una affermazione assolutamente falsa, vuole solo la luce a casa sua e non vuole perdere soldi e tempo per tribunali per anni con un oscuro tecnico mitomane. Dunque ci parla per telefono e quello si offre di inviargli dei documenti che, se lui li riempie e li firma, avrà la luce. L'utente lo asseconda e firma tutto. Ma il tempo passa e la luce non viene.
Ricomincia a telefonare all'800900800 ma, quando gli chiedono il numero cliente, dicono che risulta annullato.
L'uomo si indigna, rifà la storia, prende le carte e chiede cosa ne è stato del suo fax con documento che disconosceva l'annullamento. Si trova davanti un muro senza spiegazioni plausibili, se non che doveva ricominciare daccapo con i moduli nuovi inviatigli.
"Ma allora è una nuova istanza, con un nuovo numero cliente! A cosa sono serviti allora la mia firma e il mio documento? Avete accettato un annullamento senza mia firma, contraente, e senza mio documento e non accettate la mia smentita con firma e documento?"
INCOMPRENSIBILE, a termini di Codice Civile!
Legge le carte che gli ha fatto firmare il tecnico e scopre che il numero cliente è diverso. Il Call-Center dice che per quel numero cliente deve chiamare un altro numero verde: 800900860. 
Scopre così che il tecnico che ha annullato il suo  contratto al posto suo, annullamento accettato da ENEL che però NON HA RIATTIVATO TALE CONTRATTO nonostante la sua firma corredata da documento di identità, l'ha dirottato sul Mercato libero di ENEL!
Questa storia è vera e documentabile, quanto inspiegabile sul piano logico e giuridico.
Vi risparmio il carteggio con ENEL che paga del personale per rispondere alle e-mail, alle raccomandate, ai fax con un linguaggio della serie: "mi non so, mi son foresto".
In pratica non spiegano perché accettano annullamenti di contratto sulla parola del Servizio Tecnico e spiegano che in realtà è proprio un'altra Società creata da ENEL: ENEL Distribuzione S.p.A. che, guarda caso, serve sia ENEL Maggior Tutela (contratto annullato dal tecnico senza firma del contraente) sia ENEL Mercato Libero.
Insomma fanno come gli pare e si trincerano dietro le parole di un tecnico e che l'utente se la vedesse in Tribunale con lui.
Una vera follia! Se a casa vostra viene un tecnico dell'ENEL non è che è venuto in veste privata, ma nell'esercizio di una funzione di cui l'ENEL deve rispondere.
Invece l'ENEL non ne risponde.
Ma c'è di meglio!
L'utente si è rivolto all'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) che dovrebbe tutelare il consumatore!
Dopo aver aperto una pratica con un numero ed una sigla a cui fare sempre riferimento, ha chiesto tutta la documentazione che il poveretto che voleva la luce domestica ha inviato, il risultato, alla fine di una montagna di carte vera e propria fra fax all'ENEL e reclami, è stato che l'AEEG gli dice che deve rivolgersi alla Magistratura contro il tecnico!!!
Ma mica ha litigato con il vicino di casa il contraente!!!!
Si è rivolto all'ENEL e tutte le persone con le quali è venuto in contatto, dai "risponditori" dei Call-Center al personale incaricato dei sopralluoghi, per l'utente sono ENEL!!!
E, aggiungo, ma cosa gliene importa al cittadino degli impicci che fa l'ENEL con le Società che ha figliato?
Se si chiamano ENEL SERVIZIO ELETTRICO, ENEL DISTRIBUZIONE o come gli pare è comunque un'organizzazione che si è data ENEL e di questo deve rispondere. Non può dire: io sono ENEL Maggior Tutela e gli allacci li fa un'altra Società che si chiama ENEL Distribuzione, dunque non mi riguarda. Però accetta l'annullamento dei contratti, che ha sottoscritto con l'utenza, fatti da personale di questa Società che si occupa della Distribuzione che non la riguarda!!!
E' talmente assurdo tutto questo che sembra inventato!
Il Diritto del cittadino, poi, è sotto i piedi!!
Concludo con la pubblicazione della risposta del contraente ENEL all'AEEG a cui si era rivolto per avere giustizia: 

Prendo atto che tutto è stato inutile e, dunque, dispiace constatarlo, anche il mantenimento sulla spesa pubblica di codesta struttura.
Non era mia intenzione chiedere un risarcimento per il danno ricevuto dall'annullamento della mia richiesta di allaccio all'energia elettrica fatto ad ENEL Servizio elettrico Maggior Tutela che mi aveva assegnato il numero cliente 687270622.
La mia denuncia mirava a cercare la spiegazione di un fatto inspiegabile in un Paese civile in modo che, sanzionando chi l'ha causato, potesse non ripetersi più.
Ma, nonostante Vi abbia inviato ampia documentazione della mia vicenda con un fax di pagg. 1 + 26 Allegati, Voi rispondete come se l'utente non abbia detto nulla, senza tenere conto del fatto che chi ha annullato la mia pratica NON SONO STATO IO.
Non avete fatto altro che girare e me le difese d'ufficio dell'ENEL riscrivendomi qui sotto CHE IO HO ANNULLATO IL MIO CONTRATTO: dimostrazione lampante della Vs. inutilità.
Ritengo, inoltre, insultante che mi si rigiri una menzogna, nonostante le prove, anche logiche, del contrario senza tenere in NESSUN CONTO le mie dichiarazioni suffragate da testimonianze.
Di fatto codesto Sportello non difende affatto il consumatore-utente ma fa da passacarte duplicativo della corrispondenza che avviene fra chi ha ricevuto il danno e l'Ente che doveva erogare il servizio.
Infine la Vs. inutilità è dimostrata dall'invito all'utente di rivolgersi alla Magistratura (implicitamente è come ammettere che ho perso solo del tempo con Voi), quando nelle innumerevoli dichiarazioni da me fornite (ricordo che,per avere il contatore, sono stato costretto a rivolgermi anche ai Carabinieri che hanno telefonato al Servizio Tecnico di ENEL Distribuzione) ho affermato che non potevo perdere tempo e soldi per querelare il tecnico che ha fatto tutto questo.
Un cittadino che chiede un'utenza, che accetta il preventivo, che attende solo l'allaccio, secondo la Vs. inchiesta è in balìa di un tecnico mandato dall'ENEL e la faccenda non può che risolversi fra l'utente e la persona-tecnico dell'ENEL Distribuzione davanti alla Magistratura?
Una faccenda fra privati dunque secondo lo Sportello dell'AEEG?
Chi ha ostacolato il mio allaccio ad ENEL Maggior Tutela annullandolo con menzogne (ma ENEL lo ha accettato senza mia firma né mio documento) poi dirottandomi ingannevolmente ad altra Società, ENEL Mercato Libero, si è presentato a nome di ENEL, non come un privato cittadino. Perché ENEL Servizio Elettrico S.p.A. consente queste manipolazioni dell'utenza da parte del suo personale? Non ne è forse responsabile? 
In conclusione, ritengo molto più esaustiva e completa l'ultima missiva dell'ENEL Servizio Elettrico S.p.A. datata 20 marzo 2014 in cui, almeno, si ammette che è ENEL Distribuzione che deve rispondere dell'annullamento e del tecnico inviato.

giovedì 3 aprile 2014

M5S: un candidato alle Europee: Francescomaria Evangelisti

Da: CIVONLINE

CRONACA, TARQUINIA

Evangelisti vantava crediti ma nessuno lo pagava più

TARQUINIA. Lo rivela il figlio sul social network facebook. L’imprenditore nautico di 67 anni aveva per questo difficoltà economiche. Nel biglietto lasciato ai famigliari: «Spero che dove vado ci sia qualche cosa da fare e la gente paghi»

CAPANNONE MORTE EVANGELISTI
TARQUINIA –  Lo sconcerto continua a travolgere gli abitanti di Tarquinia e del comprensorio afflitti per la morte dell’imprenditore nautico Francesco Evangelisti di 67 anni, trovato morto nelle prime ore del pomeriggio di mercoledì appeso alla catena di un paranco utilizzato per sollevare barche all’interno della sua azienda situata nella zona artigianale di Tarquinia. Gli inquirenti, dopo aver raccolto testimonianze e carte (diverse sarebbero anche le lettere lasciate dall’imprenditore), non avrebbero più dubbi sul fatto che sia trattato di suicidio. Per questo, con ogni probabilità, non verrà più eseguita l’autopsia ma soltanto l’ispezione esterna sul corpo di Evangelisti che è stato trasforito a Roma e resta ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per tutta la giornata di mercoledì i Carabinieri di Tarquinia hanno ascoltato i famigliari e controllato tutte le carte relative all’azienda di proprietà dell’imprenditore romano, una piccola rivendita e riparazione barche che purtroppo non andava più tanto bene, soprattutto a causa dei mancati incassi, che a quanto pare avrebbero paralizzato l’attività. Ad esprimere rabbia e dolore è il figlio dell’imprenditore che ha affidato le sue esternazioni al social network facebook. «Essere il figlio unico di un imprenditore che si è suicidato è un’esperienza che spero debbano vivere in pochi- scrive Francescomaria Evangelisti, noto per essere il coordinatore della comunicazione del Movimento cinque stelle alla Regione Lazio - In sintesi la mia giornata è stata questa: sveglia, colazione nel consiglio regionale del Lazio e seguente visione della seduta, da tre giorni bloccata sul fatto che per non far dispiacere il centrodestra e i democristiani del listino e del PD è meglio non usare la parola ‘‘genere’’. Dopo pranzo, mentre si commentavano le solite amenità dell’orribile baraccone mi è arrivata una telefonata: ‘‘Francesco, tuo padre si è sentito male o si è impiccato’’». «La frase – prosegue il figlio - naturalmente aveva le sue ambiguità, non risolte con la chiamata all’ospedale e con quella ai carabinieri di Tarquinia, quindi nel dubbio mi sono messo in marcia verso nord. Durante il viaggio ho avuto modo di leggere sul Messaggero che si, mio padre si era suicidato e di ricevere la telefonata dei carabinieri che mi chiedevano di passare da loro, visto che tanto il corpo era a disposizione giudiziaria». «Non ho espresso alcun tipo di obiezione – prosegue Francescomaria -  dato che mi rifiuto di ricordare mio padre in quella posizione, sicuramente più adatta a dittatori e rockstar che a uno che nella vita ha fatto l’archeologo subacqueo, il fotoromanziere, il commerciante e l’imprenditore nautico. Se esiste un settore deprecabile, soprattutto per la moralità di chi lo popolava prima della caccia alle streghe, è quello della nautica, lo dice uno che è stato concepito in mare che su come solcarlo è stato visto semi obbligato a basare le proprie estati e che è cresciuto a debita distanza da quella feccia che negli anni ha fregato mio padre, abusando di questa maledetta signorilità tipica degli Evangelisti». «Sull’articolo del Messaggero c’era scritto che papà si era suicidato per la crisi ma il problema è molto più complesso». «A prescindere dalle sue doti imprenditoriali , uomo più di visione che di numeri – spiega il figlio -  il fatto che un uomo di 67 anni con una compagna amorevole, un figlio simpatico e una serie di amici e fans decida di mettere termine alla propria vita dipende da numerosi fattori, oltre che dalla solitudine. Prima della “grande crisi” decise di abbandonare la nautica da diporto e di concentrarsi su quella professionale, avendo visto che nell’Adriatico avevano sostituito i pescherecci di piccole dimensioni in legno con quelli di vetroresina. Prende un ingegnere rumeno e gli fa progettare il modello, considerando la possibilità di dotarlo di motori inclusi nelle licenze più accessibili. Inizia a vendere i primi, nel frattempo scopre che c’è un problema legato ad una regia legge sulla costruzione di piccoli scafi, mai abrogata ed interpretata in maniera eterogenea. I primi non pagano, i secondi aspettano il mutuo dalla banca, i terzi che si sblocchino i fondi europei. I primi continuano a non pagare dopo un paio d’anni, il mutuo è ormai un miraggio e i fondi europei sono finiti nelle tasche di qualche zoticone ben piazzato nei giusti uffici regionali. Ha lasciato una lista dettagliata dei crediti che vantava, abbastanza, una volta riscossi, per fargli godere una specie di tranquillità prima della morte naturale. Ma se non entrano i soldi, soprattutto se vuoi mantenere attiva la produzione, finisce la liquidità, i fornitori bisogna pagarli, come?». «Ricordo con gioia – conclude Franscescomaria - la soluzione che mi offrì uno zelante impiegato di banca più vicina allo strozzinaggio fraudolento che a quella spinta di credito per le PMI tanto amato da chi inietta miliardi in istituti malati e gestiti da malfattori tracotanti. A questo si aggiungano i molti altri mascalzoni che hanno sempre abusato di quel che era mio padre, ‘‘un uomo mite, amava il mare come me’’ lo ha definito oggi il maresciallo, anche lui con una tristezza che esulava dai doveri di ufficio ed è la stessa che traspare dagli altri con cui ha condiviso la sua mirabolante vita e che non lo hanno tradito per tre denari. Nel biglietto che ha lasciato sotto di se c’è scritto ‘‘Spero che dove vado ci sia qualche cosa da fare e la gente paghi’’. Buon viaggio papà che la tua speranza sia realtà perché nessuno debba mai più provare questo dolore». (a.r.)
(06 Mar 2014 - Ore 14:53)

Cercando informazioni sull'abrogazione del reato di immigrazione clandestina e su chi aveva votato a favore e chi contrario e, in particolare, cercando di approfondire come ha votato il M5S, mi sono imbattuta in questa notizia che già conoscevo nella sua incommensurabile tristezza, sapendo che si trattava del padre di un addetto stampa del M5S. 
Ora ho appreso particolari più precisi su di lui in quanto è fra i candidati, di prima scrematura, alle elezioni europee per il Movimento 5 Stelle. Ho letto il suo curriculum: un ragazzo che si è dato da fare, dunque lo merita. Il suo dramma personale è un dolore atroce, eppure egli ne ha parlato con grande equilibrio non attribuendo ad una sola causa il suicidio di suo padre.
In effetti è così: la causa non è mai solo una, ma c'è sempre quella che costituisce la spinta finale.
Come il giovane Eduardo De Falco. 
Certo la colpa di leggi e regolamenti che soffocano ogni iniziativa imprenditoriale e che non garantiscono alcuna giustizia (a meno di non spendere montagne di soldi in ricorsi giudiziari e avvocati) esiste ed è concreta. Troppo diffusa nella gente è questa percezione: qualsiasi sia l'attività che si svolge o il servizio che si richiede.
In Italia rimane in piedi una grande verità, sotto gli occhi di tutti: il diritto del cittadino NON esiste, per ottenerlo deve rivolgersi ai Tribunali, che costano.
In una democrazia vera e compiuta il diritto del cittadino, sia che riguardi una pratica burocratica, sia che riguardi crediti vantati, sia che riguardi la richiesta di un Servizio essenziale come l'allaccio di Luce, Acqua, linea telefonica ed altro, viene fisiologicamente rispettato. Invece in Italia si entra in un incubo per qualsiasi cosa.
Temo che NESSUNO riuscirà a cambiare questo: neppure il fattivo attuale Presidente del Consiglio dei Ministri. 
Auguro a Francescomaria Evangelisti di entrare in Europa, anche se io non lo voterò proprio a causa dell'agire (o meglio NON agire) del Consigliere Regionale Lazio Davide Barillari di cui egli è addetto stampa.
I cittadini si ascoltano, soprattutto se si è detto in premessa e se le istanze che portano sono di carattere generale e non personale.

mercoledì 2 aprile 2014

Aveva ragione Antoine



L'indimenticato Antoine, cantante corso di lingua francese ma di cognome di origine italiana, cantava questa canzone che esprime una grande realtà filosofica della vita...
Prima lo capiamo vivendo e meglio è. 

In questo momento l'esempio vivente di questa realtà è Matteo Renzi.
Tutti d'accordo, a parte i compagni di partito che lo appoggiavano anche prima e tanta gente comune che dice: "Ma lo lasciassero lavorare visto che fino ad ora non hanno fatto niente!"
Tutti d'accordo a criticare e a dargli addosso.
Meglio non fare niente! Restiamo fermi così, con le rendite di posizione intoccabili, aspettando Godot!
Intanto il popolo muore. Parte del popolo naturalmente! Perché poi c'è anche il popolo dei SUV che costano al momento dell'acquisto ma costano anche tanto per mantenerli: bollo, assicurazione e consumi!!
Chi sono costoro? 
Oggi ad Agorà parlavano di evasori: tanti, troppi!
Da anni mi segnalano che mamme, andando a prendere i figli a scuola, vedono genitori, che sanno non pagare la mensa scolastica per reddito basso, arrivare a ritirare i figli su macchinoni mantenuti non si sa con quale reddito nascosto.
E' un esempio, uno dei tanti visibili.
Esistono dunque i contribuenti che tirano la carretta ammazzati di tasse e gli scrocconi che, risultando quasi indigenti, vanno a visita ambulatoriale senza pagare il ticket.

Il lavoro da fare è enorme per Matteo, ma "chi ben comincia è a metà dell'opera" dice il proverbio.
Fra le critiche per la riforma del Senato, trovo pertinente quella dell'ottimo Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle. In una lettera aperta al Corriere della Sera, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, egli scrive:
 La vita parlamentare degli ultimi anni ci insegna poi come una maggioranza parlamentare compatta sia in grado di approvare in pochi giorni anche leggi importanti e contestate dall’opinione pubblica, come nel caso del cosiddetto “lodo Alfano” approvato in soli 20 giorni nel luglio 2008. La Costituzione e i Regolamenti parlamentari vigenti contengono gli strumenti che consentono ad una maggioranza parlamentare di legiferare in tempi rapidi: dai procedimenti decentrati (sede legislativa e deliberante) fino ad arrivare alla deliberazione d’urgenza sui progetti di legge e ai decreti-legge per le situazioni di straordinaria necessità e urgenza.
Va tutto bene così? No, il testo costituzionale necessita senz'altro di una manutenzione. Penso, innanzitutto, alla riduzione del numero dei parlamentari: 945 sono decisamente troppi. Occorre, altresì, limitare il ricorso alla decretazione d’urgenza e inserire nuovi strumenti di partecipazione popolare, nonché rivedere il nuovo riparto di competenze tra Stato e Regioni che dal 2001 ad oggi ha provocato tanti contenziosi.
Fondamentale è quindi non confondere i cosiddetti "costi della politica" con quelli della democrazia. Trovo semplicistico trattare la questione delle riforme con la calcolatrice, anche perché – in questo caso – i risparmi sarebbero davvero trascurabili. Basti pensare che il Senato verrebbe trasformato e non soppresso, per cui sarebbe sempre necessaria una Amministrazione servente, il cui costo non sarebbe quindi eliminato. Al contempo, il numero dei deputati rimarrebbe invariato.

Ecco una critica che è seria e porge spunti di riflessione perché basata su fatti concreti.
E' verissimo, Berlusconi aveva quella che in gergo giornalistico viene chiamata "maggioranza bulgara" e l'ha usata solo per leggi a suo uso e consumo (e questo la gente che lo vota sembra esserselo dimenticato), ma Di Maio nel ricordarlo mette l'accento sul fatto che, se si ha una buona maggioranza, il "bicameralismo perfetto" non è impedimento al FARE, come Matteo Renzi teme e, per questo, motiva la sua riforma non soltanto sul risparmio economico ma anche su una più agevole legiferazione.

A proposito dell'emanazione delle leggi ricordo a tutti quello che qualcuno ha detto di recente, mi sembra a Ballarò, "In Italia abbiamo 120.000 leggi, al confronto ad esempio della Francia che funziona con 7.000".

Ecco, una riforma giusta per togliere un'eccessiva discrezionalità nell'applicazione, è quella di sfrondare e accorpare codeste leggi in Testi Unici di più agevole applicazione.  

martedì 1 aprile 2014

Virus Ebola

Da: Corriere.it

Allerta Oms per l’epidemia di Ebola in Guinea, già 80 vittime e 122 contagiati

di Mario Pappagallo


Il virus che causa febbre emorragica è quasi sempre letale e non esiste terapia. Il contagio si sta diffondendo in Sierra Leone e Liberia. Msf si mobilita.

Ginevra. Sede dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). La prima epidemia di Ebola in Guinea preoccupa gli esperti. Se non li allarma. Un dirigente del ministero del Paese africano aggiorna i casi: 122 malati sospetti e 80 morti, per ora in un’area del Sud. Ma il virus che causa la febbre emorragica (vi sono diversi ceppi, rapidi nel contagio e altamente letali: è il destino del 70-90 per cento dei colpiti) questa volta sta contagiando anche la Sierra Leone e la Liberia. Il via vai ai confini ne è la causa e i casi, pochi al momento, sospetti si stanno registrando anche in questi altri due Paesi dell’area equatoriale. Ed è arrivato nella capitale della Guinea, Conakry: otto casi confermati. L’ospedale di Donka è diventato il quartier generale e la struttura principale di isolamento. Medici senza frontiere (Msf) parla di un’epidemia senza precedenti nei termini della distribuzione dei casi in diverse località della paese. «A diffondersi in Guinea è il ceppo Zaire del virus di Ebola: il più aggressivo e mortale. Uccide più di 9 pazienti su 10», dice Michel Van Herp, epidemiologo di Msf attualmente a Guekedou. E continua: «Per fermare l’epidemia, è importante tracciare la catena di trasmissione. Tutti i contatti dei pazienti che potrebbero essere stati contagiati dovrebbero essere monitorati e isolati al primo segno dell’infezione».

La strategia
Strategia prioritaria: isolare la zona e contare i colpiti. I numeri in Africa sono approssimativi e le organizzazioni sanitarie sono spesso solo di facciata. Difficile quindi fare diagnosi, difficile contare i colpiti e le reali cause di morte. L’unica certezza è che in poco tempo l’emorragia causata dal virus dilaga nell’organismo colpito e che la morte è il finale più frequente a cui assistono medici e infermieri impotenti, a rischio loro stessi di contagio. Non a caso Ebola è uno dei più temuti virus sul fronte del bioterrorismo. Anzi, quando ha dato i primi segnali della sua presenza, c’è chi ha pensato alla “creazione” di un qualche laboratorio militare da testare sul campo. In Africa appunto, dove la vita - si sa – vale poco o nulla. Dove spesso si muore prima di nascere.

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L'Africa non è così lontana. Lo sappiamo bene. Sbarca continuamente sulle nostre coste e la provenienza è da ogni dove. I cosiddetti Centri di Accoglienza altro non sono che luoghi di primo soccorso ma anche di tentativo di capire CHI sono gli individui che arrivano e da DOVE vengono.
Quanto questo sia arduo lo lascio immaginare a chi ha intelligenza e fantasia.
Nel frattempo non è disumano difendersi dalle malattie che queste persone, che vengono da Paesi che non danno loro nulla e men che meno assistenza sanitaria, portano necessariamente con sé.
Ha fatto scandalo e scalpore il filmato preso da un cellulare di un immigrato clandestino (dovrebbe essere paradossale che chi viene da povertà e privazioni estreme abbia un cellulare moderno) che mostrava una persona seminuda a cui veniva spruzzata acqua con medicamenti per disinfezione...
Sono le solite meraviglie farisaiche di chi è buono solo per criticare senza entrare nel merito delle difficoltà che chi porta soccorso può incontrare. Un medico mi ha spiegato che quelle persone avevano la scabbia, detta anche rogna... Forse oltre al soccorso bisogna prendersi anche le malattie che hanno? Non si può pretendere dagli altri quello che non faremmo noi stessi. Il sacrificio cristiano è una scelta molto personale e non si può chiederlo alla popolazione di un Paese come l'Italia che ne ha passate, fra l'altro, tante ma tante.
Chi si scandalizza non ha memoria e non ha conoscenza.

Ora che questo terribile virus Ebola si è riaffacciato con tanta rapidità e che sappiamo privo di controlli che ne garantiscano il blocco della diffusione, cosa pensa di fare l'Italia e, dietro di essa, l'Europa con gli sbarchi?
Non è il caso di mettere un cordone sanitario?
Negli USA, immigrati che venivano accettati perché le loro braccia servivano e non per arrembaggio alle coste come avviene qui da noi, c'era la quarantena a Long Island. 
Vogliamo rischiare? Ne basta uno che porti qui questa peste senza cura.