lunedì 12 maggio 2014

Comitato per l'Acqua Pubblica di Rocca Priora (RM)

Pubblico volentieri qui sul mio blog  l'iniziativa del Responsabile del Comitato per l'Acqua Pubblica di Rocca Priora (RM) Alessandro Bacco, dato che egli stesso ha pubblicizzato questa sua iniziativa sul suo sito facebook.
Sono felice che la mia testardaggine nel perseguire la giustizia a tutti i costi abbia trovato nella Federconsumatori l'appoggio, richiesto in passato ad altre Associazioni di Consumatori che non hanno risposto alla mia segnalazione, riguardante l'illegale pretesa di ACEA ATO2 di far pagare all'utenza un servizio non reso, la depurazione fognature, con l'IVA al 10%.
L'incontro con Alessandro ha prodotto questo risultato, oltre al successo della mia battaglia personale che è sfociata finalmente nell'applicazione della Legge: non pago più la depurazione per fognature inesistenti ed ho ottenuto il rimborso delle quote indebitamente richiestemi fin dal 2007.
Aggiungo una mia nota personale: non è bastata la benemerita Associazione della CGIL, in quanto, come illustrato negli innumerevoli post che ho dedicato a questo problema (leggibili cliccando sulle etichette ACEA ATO2 oppure Servizi e Cittadino), altri avvocati di altre sedi di Federconsumatori del Lazio non avevano saputo inquadrare il problema sul piano legale disincentivando la mia iniziativa, ma la mia testardaggine, unita alla coscienza del diritto violato, mi ha fatto insistere ed ho avuto la fortuna di incontrare un'avvocato donna molto brava:  l'Avv. Gianna Valeri. 

Alessandro Proffe BaccoAlessandro Bacco

FEDERCONSUMATORI ROMA
Sede legale: Via Cernaia 47 – 00185 Roma
Tel.: 06.44340366 Fax: 06.44340709
E-mail: romalazio@federconsumatori.lazio.it
www.federconsumatori.lazio.it
gianna.valeri@federconsumatori.lazio.it

Roma 9 maggio 2014
Spett.le
ACEA ATO 2 spa
P.le Ostiense 2
00154 ROMA

Spett.le
Comune di Rocca Priora
In persona del Sindaco p.t.
P.zza Umberto I
000 40 Rocca Priora ( RM)

Spett.le
GARANTE REGIONALE DEL
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Regione Lazio
Viale del Tintoretto 432
00142 ROMA
A/m fax 06/510779238

Formo la presente in nome e per conto del sig. Bacco Alessandro nella qualità di
rappresentante del Comitato Acqua Pubblica Rocca Priora che sottoscrive in calce per
adesione e ratifica per segnalare alcune criticità emerse in relazione alla gestione del servizio
idrico nel territorio comunale.
Rimborso tariffa di depurazione e fognatura Acea Ato 2
Per quanto riguarda la questione dell’esenzione dal pagamento degli oneri di fognatura
e depurazione ed il rimborso delle somme corrisposte negli anni precedenti al Gestore Idrico pur
in mancanza di allaccio al servizio di pubblica fognatura, alla luce dei ben noti precedenti
giurisprudenziali della Corte Costituzionale ( Sent. 335/2008) che hanno sancito l’illegittimità del
cd. “doppio canone fognario” e chiaramente stabilito che l’esborso dell’utente non ha natura
tributaria ma di corrispettivo di una prestazione commerciale complessa quale è il Servizio Idrico
Integrato, composto dal servizio di fornitura d’acqua e servizio di depurazione e scarico delle
acque reflue, gli addebiti in bolletta a tale titolo a carico di immobili che non risultano allacciati
alla pubblica fognatura e comunque non serviti dal servizio di depurazione devono ritenersi non
dovuti.
Come noto, ACEA ATO2 è subentrata per la gestione della fornitura idrica nel
Comune di Rocca Priora al Consorzio “Acquedotto della Doganella” a partire dal 1° Marzo
2006, ed è stato previsto l’affidamento della fornitura idrica all’Autorità d’Ambito mantenendo,
però, al Comune la gestione del servizio di fognatura e depurazione delle acque reflue. Allo stato
attuale Acea ATO2 non ha la proprietà degli impianti dei reflui, di conseguenza non presta
servizio di manutenzione degli stessi.
Dal 2006 tutti gli utenti del Comune versano attraverso le fatture ora trimestrali canoni
di depurazione e fognatura direttamente ad ACEA ATO2 mentre la maggior parte del territorio
comunale non è servito dalla rete fognante che, allo stato attuale, risulta in fase di ampliamento
sia per la parte del centro storico (da parte del Comune) che per la zona a valle che è interessata
da un grande progetto redatto dalla Regione Lazio nel 2008 e non ancora completato.
Il comitato segnala la difficoltà da parte dei cittadini di ottenere dagli uffici comunali
l’elenco riepilogativo delle vie servite dalla rete fognante in modo da verificare quali siano le
utenze collegate agli impianti di depurazione. Risulta inoltre evidente che l'ampliamento delle
infrastrutture della rete fognaria non significhi automaticamente un allaccio delle utenze alla
fognatura e al depuratore, visto che gli allacci fino alla strada saranno a carico di ogni cittadino
che vorrà ottenere il servizio di rete comunale delle acque reflue.
Il comitato fa presente che nel 2010 i depuratori della Beccaccia e del Fosso del Portone
furono sequestrati dalla procura della Repubblica di Velletri e che il comune ha speso circa 900
mila euro solamente per lo svuotamento delle vasche del depuratore Beccaccia.I lavori di
adeguamento e messa a norma dell'impianto in questione sono stati completati in data
28/10/2013, così come si evince da Delibera Comunale n. 4 del 06/02/2014, e sono stato eseguiti
da ACEA ATO2 che ha stabilito l'affidamento temporaneo al comune che dovrà provvedere alla
manutenzione in tutte le sue parti.
Il comune annualmente delibera in consiglio comunale l'adeguamento della tariffa dei
canoni di depurazione e fognatura mentre le determinazioni annuali del settore manutenzione,
Patrimonio e igiene pubblica illustrano la somma degli oneri che ACEA ATO2 spa versa nelle
casse del comune per le voci di depurazione e fognatura presenti nelle bollette degli utenti. Per
l'anno 2013 la somma ammonta a 120.000 euro.
La determinazione enuncia che le somme accumulate con i canoni suddetti verranno
utilizzati esclusivamente per la manutenzione degli impianti di depurazione esistenti.
Il comitato associato segnala il mancato impegno degli Enti interessati nel fornire ai
cittadini informazioni circa la possibilità di ricevere il rimborso dei canoni sopracitati per gli
utenti non serviti da fognatura e quindi da depurazione. Gli utenti che utilizzano sistemi
domestici per la raccolta delle acque reflue, pagano due volte il servizio di smaltimento in quanto
pagano una ditta privata di autospurgo per lo svuotamento nelle vasche presenti nella proprietà e
pagano ACEA ATO2 attraverso i bollettini postali.
Il Comitato inoltre segnala le difficoltà incontrate dagli utenti agli sportelli locali di
Acea al momento della domanda di esenzione e di rimborso dal momento che viene richiesta la
produzione delle fatture pagate, il progetto delle vasche o fosse imhoff e le fatture delle ditte di
svuotamento reflui. Nel caso in cui le vasche domestiche non siano conformi alle ultime
normative, si richiede che esse siano adeguate alla normativa vigente, con relativo incremento
delle spese che andrebbero ad annullare la somma rimborsabile.
Da circa 3 mesi sul sito di ACEA ATO2 si presenta la possibilità di verificare se la
propria utenza idrica abbia diritto al rimborso sui canoni pagati e non dovuti con il sistema
dell'immissione del codice di utenza idrica in una casella ricerca dati Inoltre il gestore richiede la
compilazione di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà da inviare a mezzo A/R
ovvero da consegnare alla sede centrale di Roma in P.le Ostiense.
Le istruzioni di rimborso espongono che il limite massimo per inviare la richiesta
sia il 30/09/2014 e che il rimborso sarà effettuato per le utenze attive sotto forma di
compensazione degli importi da pagare sulle fatture emesse successivamente e si dice che il
rimborso prevede:
- la restituzione all’utente dell’intero importo pagato per la depurazione se
contemporaneamente al pagamento a suo tempo effettuato non era in corso la
realizzazione di un depuratore a servizio dell’utenza interessata allacciata alla pubblica
fognatura;
- la restituzione all’utente dell’importo pagato ridotto delle spese per la realizzazione in
corso al momento del pagamento di un depuratore a servizio dell’utente.
Il Comitato contesta tale limitazione nel rimborso atteso che rispetto alla mancanza di
erogazione del servizio non possono essere accollati ai cittadini i ritardi e le inerzie nella
realizzazione dei depuratori mentre non si fa riferimento al caso delle utenze non allacciate alla
pubblica fognatura.
Si è verificato che in molte circostanze nell’inserire il codice utenza nell’apposito campo
della pagina “335 richiesta rimborso tariffa di depurazione” si riceve come indicazione che
l’utenza risulta allacciata alla pubblica fognatura quando invece tale circostanza non sussiste. Il
Comitato segnala inoltre che nel Comune di Frascati sono pervenute lettere di Acea Ato2 che
informa gli utenti del diritto al rimborso trascrivendo il numero di utenza idrica ( diverso dal
codice utente) inserendo il quale nella maggioranza dei casi il rimborso indicato non superava i
due euro, importo inferiore al costo della raccomandata per la spedizione della richiesta, a fronte
di un importo medio di € 100,00 di rimborso visualizzato inserendo il codice utente .
Il comitato intende pertanto evidenziare che allo stato dei fatti il Comune detiene le
somme dei canoni di depurazione e fognatura inviate dal Gestore ACEA e ne utilizza i proventi
per la manutenzione degli impianti. Si richiede inoltre di voler fornire alla cittadinanza in modo
capillare informazioni sulla possibilità di ottenere il rimborso in questione al fine di attuare la
nota sentenza C. Cost. 335/2008.
Interruzioni improvvise di fornitura idrica Comune di Rocca Priora.
Il Comitato inoltre riferisce delle inefficienze del servizio di fornitura idrica del Comune di
Rocca Priora tenuto conto del verificarsi di continue interruzioni senza preavviso della fornitura
idrica a causa del malfunzionamento del sistema di pompe elettromeccaniche che consentono la
fornitura di acqua nella parte alta del paese.
A quanto si legge dai giornali locali, si evince che i guasti continui si verificano in
concomitanza con forti temporali ( ciò è avvenuto da ultimo il 18 aprile, 14 aprile, 28 marzo, 11
febbraio, 29 gennaio); il gestore ritiene non sussistente la propria responsabilità per l’interruzione
del flusso idrico e non effettua rimborsi se non nel caso di interruzione continua per 15 giorni e
solamente per la componente fissa della tariffa.
Si invita pertanto ad un immediato intervento in tal senso da parte dell’Autorità
comunale.
Tariffazione idrica
Il Comitato fa presente che non risultano disponibili i moduli aggiornati per la richiesta di
tariffazione agevolata in base al valore ISEE familiare e afferma che gli operatori telefonici di
Acea rispondono che la modulistica è del 2013 e non è stata aggiornata e come tale non è
utilizzabile vanificando dunque l’utilizzo del fondo di solidarietà istituito nel 2011 ed alimentato
dai contributi degli utenti; sul sito il relativo servizio informativo risulta sospeso.
Si chiede pertanto un immediato intervento in merito.
Il sig. Bacco fa inoltre presente che nella fatturazione che avviene su base stimata il
consumo idrico viene fatturato per metà con tariffa agevolata e per metà con aliquota con tariffa
base in attesa dei conguagli ed evidenzia che sul sito di Acea Ato2 non è caricato il file allegato
con i valori di tariffazione per l’anno 2014 ma si è fermi al BURL 2013.
Dato quanto precede, si richiede a ciascuno degli Enti in indirizzo per quanto di
propria competenza di voler provvedere a fornire gli interventi e/o chiarimenti richiesti ed al
Garante di intervenire in relazione a quanto segnalato.
Valga la presente quale atto di diffida e messa in mora ad ogni effetto di legge.
Distinti saluti
PER ADESIONE E RATIFICA PER FEDERCONSUMATORI ROMA
Sig. Bacco Alessandro n.q. Avv. Gianna Valeri

martedì 6 maggio 2014

Il Bene ed il Male

Da: Il Sole 24 Ore

La vedova Raciti: stasera 30mila magliette pro Speziale? Non si giochi 
Marisa Grasso, vedova di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia morto nel 2007 durante gli incidenti scatenati dagli ultras catanesi contro la polizia alla fine di un derby con il Palermo parla di «vergogna», commentando in diretta a "24 Mattino" su Radio 24 la notizia delle 30mila magliette con la scritta "Speziale libero" che i tifosi del Napoli starebbero preparando per la partita di stasera Napoli-Cagliari (con riferimento ad Antonino Speziale, condannato proprio per l'omicidio di Raciti) . «A questa notizia dovrebbe una risposta il presidente del Consiglio. Deve dare una risposta - ha aggiunto la vedova Raciti, che alla domanda del conduttore Alessandro Milan su quale tipo di risposta si attende, ha aggiunto - chiudete, non fate giocare, basta. Uno Stato forte prende delle misure forti, non è essenziale una  partita di calcio, se ne può fare anche a meno. Ognuno sta a casa sua e si evitano problemi, vabbè c'è una perdita economica ma non è colpa mia. Un lavoro non può creare così tanti problemi, il lavoro deve rendere a una persona dignità perché porta onestamente a casa i soldi, ma alcuni lavori tolgono serenità a chi dovrebbe svolgere un servizio che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini. Questa delle magliette invece è la risposta che incassa lo Stato».
Marisa Grasso ha continuato: «Se lo Stato fosse forte, queste cose non sarebbero accadute. Io purtroppo mi aspetto che oltre a mio marito, che avrei voluto fosse l'unico sacrificio, ci siano altri Filippo Raciti. Lo Stato è debole, aspettiamoci di tutto. È davvero una vergogna sentire anche questa cosa delle magliette. Questo Speziale, che non io non nomino mai, è un assassino e uno spacciatore di droga. È un mercante di morte. Questo si pubblicizza».

Marisa Grasso è tornata sugli scontri di sabato all'Olimpico: «Questo Genny ‘a Carogna non ha nessun diritto di parola sulla vicenda di mio marito, può parlare solo dei suoi fatti personali. Io ho chiesto giustizia in un'aula di tribunale presenziando ogni giorno per 6 anni. E ho saputo la verità, non c'è nessun dubbio sulla vicenda giudiziaria. Due persone sono state condannate per omicidio fino alla Cassazione. In più, mentre era in attesa di giudizio, Speziale aveva la piena libertà di poter parlare e lo hanno arrestato i colleghi di mio marito per spaccio di droga. Non parliamo di sante persone ma di persone mai pentite. Questa cosiddetta "Carogna" che non è mai venuto in tribunale non può indossare una maglietta con quella scritta». Infine la vedova Raciti ha fatto un appello alle istituzioni: «Le telefonate di solidarietà mi stanno bene, ma io attendo risposte. Va bene che si faccia una nuova legge, forse dovremmo parlare della violenza degli stadi come di una nuova forma di terrorismo, il terrorismo da stadio. Comunque è un problema da sconfiggere, le risposte le vogliamo tutti, non solo io».

Mi associo alle parole di questa donna piena di dignità, intelligenza e dolore.
Le risposte le vuole la Società Civile così come si è organizzata con le sue Leggi volte all'ottenimento del Bene comune di tutti i facenti parte la Società medesima.

Altrimenti si sarebbero fatte leggi che consentivano la violenza insensata, che giornalisti da radiare dall'Albo avvalorano continuando a chiamare dei malati di violenza "tifosi", e la sopraffazione degli altri.
Altrimenti si accetterebbe (e purtroppo in parte si accetta) la libertà di obnubilarsi la mente con le droghe che alterano il comportamento sfociando in eccessi che creano male ad altri.
Insomma la Società della vedova, per violenza, dell'Ispettore Raciti è la mia idea di Società, quella del figlio di camorrista, come detto dai telegiornali, che chiamano "a Carogna" non è la mia idea di Società, essa è l'organizzazione volta al Male degli altri per far emergere con la violenza e la sopraffazione alcuni su tutti gli altri. 

Oggi c'è la scuola pubblica per tutti, eppure rimane una sacca di esseri umani che odia la scuola, odia la cultura e sceglie altre mete immediate, superficiali, poco cerebrali per vivere e queste menti dall'orizzonte limitato necessariamente non hanno dubbi su quel che fanno, il dubbio attiene alle menti evolute: questi sono ottusamente brutali, convinti che le loro pulsioni siano giuste e che possano esprimersi senza limite alcuno.

Un tempo il senso del limite lo dava il cosiddetto "timor di Dio", una specie di religiosa superstizione unita ad una certa umiltà..
Ora l'imbarbarimento unito alla assoluta mancanza di cultura e al lassismo dello Stato che, grazie agli interessi dei Partiti Politici, è ondivago nell'applicazione delle Leggi e non assicura la certezza delle sanzioni e delle pene, ogni essere senza freni si permette di tutto.
Conseguenza: il Bene viene schiacciato dal Male.

mercoledì 30 aprile 2014

Il PD contro se stesso

Da: Il Messaggero.it

Renzi: «O mi fanno fare le cose, o prendano un altro. Voto sul Senato il 10 giugno»


«Se posso fare le cose che posso fare le faccio, se hanno bisogno di uno che nasconde le cose, prendano un altro», non resto qui «a tutti costi». Lo ha affermato il premier Matteo Renzi a "Porta a Porta", soffermandosi sull'assemblea con i senatori Pd sul tema delle riforme. «Vado avanti perchè penso che questo Paese se risolve questioncine come il fisco e la giustizia diventa un Paese leader mondiale». Se non riesco «mi fanno fuori politicamente, più di così non posso fare».

Senza Matteo il PD, a parte Giachetti e quelli che seguono la sua linea, non è niente.
Meno di niente.
Alle Europee non vado a votare a questo punto.
Volevo rafforzare la linea del Segretario dando il mio voto turandomi il naso... Solo per lui lo avrei fatto.
Ma visto che questi..... (meglio che non scrivo cosa sono) lo boicottano, si facessero votare dagli illusi che gli sono rimasti.
Mi dispiace per Matteo e per noi tutti perché lui era l'ultima speranza.

Passi per le scaramucce di Berlusconi, da uno come lui c'è da aspettarselo che gli metta i bastoni fra le ruote, ma da quelli del suo partito... che dire... sono quelli che sono e che, giustamente, hanno perso voti a rotta di collo... Lui è "il diversamente abile" che piace anche a chi del PD non è mai stato, tanto da conquistare il voto di un ex-liberale, ex-repubblicano come mio marito.

Il mio voto no, l'ho dato per due volte a lui, Matteo, prima alle primarie con Bersani, poi per il Segretariato PD, pagando i 2 euro per le spese, ma a loro che gli mettono i bastoni fra le ruote non lo do. Morissero con i loro fedelissimi, con le loro Finocchiaro, D'Alema, Veltroni, Marini ecc. ecc...

Mi spiace per gente di valore come Giachetti.

Da: Il Fatto Quotidiano

Giachetti scrive a Renzi: “Chi te lo fa fare? Chi ce lo fa fare? Andiamo a votare subito”

Già, chi glielo fa fare? Forse la passione politica per il Paese e dunque l'attuazione di un'idea. Quella che quelli del PD non hanno più: solo potere, privilegi e denaro!
Cambiare questo Paese è difficilissimo. Gli rimproverano di aver fatto un accordo con Berlusconi per le Riforme che non gli fanno fare... Ma l'accordo Matteo Renzi non l'ha fatto con Berlusconi, bensì, con lucido pragmatismo, con i 10 milioni circa di italiani che lo votano!! 
Questo è il suo consenso e questa è la sua forza!
Stamane la trasmissione Agorà su RAI3 ha fatto vedere un campionario di italiani che votano Berlusconi: si era ad Ostia, cittadina del litorale laziale, con il candidato alle Europee per Forza Italia Armando Cusani. Chi è Cusani l'ha ricordato in studio soltanto Antonello Caporale, giornalista. Io lo ricordo con questo post che potete trovare in Archivio tramite la data di pubblicazione:

mercoledì 13 febbraio 2013


Sentenza depositata

Da: Circolo Larus Legambiente Sabaudia
Sentenza Cusani
Scritto da Administrator   
Martedì 12 Febbraio 2013 15:33
Questa gente esiste, vota per queste persone. 
Proprio lunedì passato parlavo con un avvocato, donna preparata ed intelligente, assolutamente del PD, che accennando a Renzi ed alle difficoltà che incontra per FARE ha ammesso che: "Non c'è niente da fare, abbiamo la classe politica che ci rappresenta, perché noi siamo così, come loro."
Dunque siamo noi italiani che creiamo il nostro male, da soli.
Basta vedere come abbiamo votato alle ultime politiche.
Il mio voto ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle è stato sprecato solo per la Regione Lazio, con prove del nulla che ho votato, ma non per i rappresentanti del Parlamento. E non è affatto vero quello che dice la giovane opportunista oggi renziana Pina Picierno, che il M5S non ha fatto nulla fino ad oggi: vero è, al contrario, che tutte le leggi, emendamenti e mozioni ottimi vengono regolarmente bocciati, respinti dall'Aula.
Persone come Renzi e Giachetti vengono respinte da un Sistema Paese che ci porterà a fondo e, purtroppo, anche chi non è d'accordo con tale storto sistema annegherà con tutta l'Italia.
Ecco un esempio di stortume:

Da: 06 Blog - Il magazine romano di 

I vigili e Giachetti: no allo scooter, sì all'autoblu

Roberto Giachetti arriva in scooter per le celebrazioni del 25 aprile, ma i vigili lo fermano: "si passa solo in auto blu".

Dal sito Facebook di:
Roberto Giachetti
 · Seguito/a da 4.927 persone
 ·25 aprile alle ore 10.36 · 
Altro che cambia verso…
Questa mattina prendo la moto per recarmi a Piazza Venezia per rappresentare la Camera dei Deputati alla celebrazione per il 25 Aprile con il Presidente della Repubblica. Arrivo a Piazza della Bocca della Verità e c'è un blocco dei vigili urbani. Mi accosto ed educatamente dico loro: buongiorno sono il vicepresidente della Camera e dovrei andare a Piazza Venezia per la cerimonia con il Presidente della Repubblica. Risposta del primo vigile: qui possono 
passare solo auto di servizio, lei con la moto privata no. Provo a replicare:si ma guardi io ho rinunciato all'auto di servizio giro solo ed esclusivamente con la mia moto. Insorge il secondo vigile: e ha fatto male, se vuole va a piedi qui passano solo le auto di servizio. 
Così solo per raccontare come vanno le cose in questo meraviglioso Paese. Buona giornata a tutti!

Avevano degli ordini, certo!! Ma non l'elasticità mentale e civile di accettare un cambiamento logico, visto che si trattava di un rappresentante delle Istituzioni che dava un esempio che dovrebbero seguire tutti.
Quando vogliono chiudono un occhio ed anche tutti e due in alcune circostanze, dunque una certa discrezionalità viene loro lasciata, potevano usarla per un esempio di fresco cambiamento delle abitudini della Casta: non l'hanno fatto, e con questa scelta hanno qualificato il loro pensiero.
L'Italia andrà a fondo anche a causa di questo tipo di pensiero, di modo di essere e di pensare.  

martedì 29 aprile 2014

Rivedere la Legge Merlin

Da: Il Messaggero.it - Sabato 26 Aprile 2014 - 10:17

Prostituzione, il racket con 5mila schiave del sesso. Un giro alimentato da centomila clienti

Romene e nigeriane sono le più numerose. In aumento le cinesi nei centri massaggi. Una su cinque è minorenne Oltre un miliardo l’anno il guadagno degli sfruttatori delle ragazze


Centomila clienti l'anno, cinquemila ragazze schiavizzate. I numeri del racket del sesso nella Capitale crescono di anno in anno. Un mercato florido che non conosce crisi. E una prostituta su cinque è minorenne quando mette piede per la prima volta a Roma. Un giro d'affari che a livello romano muove oltre un miliardo di euro l'anno.

La maggior parte delle squillo, circa il 65 per cento, si prostituisce in strada, secondo l'ultimo rapporto della comunità Giovanni XXIII. Dalla Salaria alla Tiburtina, dalla Palmiro Togliatti all’Eur. Strade dove il mercato del sesso non si accende più con le luci dei lampioni, ma molto prima. Perché i primi clienti ormai arrivano già durante la pausa pranzo.

LE BANDE
Le ragazze ridotte in schiavitù provengono per il 60% dall’Est Europa. Quasi tutte dalla Romania. Dopo l'ingresso nell'Unione europea nel 2007, le ragazze di Bucarest hanno sostituito le albanesi. Non hanno problemi di passaporto, nessuno le può mandare via. Il racket in genere è gestito da micro-bande, quasi tutte formate da connazionali, che sfruttano dalle 5 alle 15 ragazze. In alcuni casi, spiegano dalla Questura, lo sfruttatore è lo stesso fidanzato della prostituta. E la dinamica del fidanzamento-sfruttamento è anche la più difficile da disarcionare a livello legale.

RITI VOODOO
Subito dopo le romene ci sono le nigeriane. Sono il 35% delle lucciole da marciapiede. In questo caso la struttura che gestisce la tratta è di tipo matriarcale. C'è sempre una “madame” a capo della banda.

Queste organizzazioni clandestine si accollano le spese del viaggio delle ragazze dalla Nigeria e poi, quando sono arrivate in Italia, le costringono a prostituirsi per riscattare il debito. In genere le lasciano libere dopo che hanno “restituito” una cifra che va dai 20 ai 30mila euro. In alcuni casi anche le famiglie in patria sanno che le ragazze si prostituiscono. Di più: questi viaggi sono anticipati da una serie di riti voodoo compiuti dallo stregone del villaggio. Ecco perché, oltre alla questione economica, c'è un altro grottesco “debito” che le ragazze sentono di dover estinguere: quello con il rito magico.

RISCATTI D'ORO
In aumento anche le ragazze che vengono dalla Cina: oggi sono il 5%, ma sono in forte crescita. Le ragazze asiatiche non si prostituiscono in strada, ma quasi sempre nei centri massaggi, dove spesso si pratica una prostituzione soft. Oppure in appartamento - stesso discorso per le ragazze del Sud America - con il racket che organizza gli incontri e amministra le case. Anche in questo caso, come per le nigeriane, spesso le ragazze sfruttate devono riscattare il debito per il viaggio che le ha portate in Italia, pagato da chi le sfrutta. Anche qui per essere libere devono dare a chi le schiavizza intorno ai 30 mila euro.

E i clienti chi sono? Quasi sempre di ceto piuttosto elevato: reddito medio alto nel 56% dei casi, età fra i 40 e i 55 anni nel 43%. In genere professionisti e spesso sposati, oltre il 70%. Il cliente romano poi è piuttosto abitudinario: nel 75% dei casi va a caccia di sesso in cambio di soldi una volta ogni due settimane. E il 70% chiede una prestazione non protetta.


Ricordo quanto già scritto nel sottostante post di poco tempo fa, di cui riporto solo il titolo e l'immagine, che potete rileggere prendendolo dall'Archivio di questo blog.

L'unico Partito che ha recepito questo problema è stata la Lega Nord di Salvini.

Tutti si lamentano e nessuno agisce per paura di critiche.

Siamo chiusi in un'"impasse" permanente: guai a chi prova a fare cose di buonsenso!

lunedì 9 settembre 2013

Legge Merlin superata dai fatti

7 settembre 2013 - SP 215 dal Km. 34 al 38 - Foto fatta da Rita Coltellese


Inviai questo post alla Presidente della Camera dei Deputati, Boldrini, con una nota sulla fine che fanno molte emigrate e/o rifugiate anche minorenni.
Poche settimane fa forse c'era stato qualche controllo perché le più giovani erano sparite e le poche più grandi (ma di poco) si tenevano in dentro rispetto al margine della strada.
E' durato poco: pochi giorni fa sono ricomparse e ce ne era una che sembrava una bambina.
Ma è inutile documentare con foto visto che lo fanno illustri giornali e nulla cambia.
Bisogna inasprire le pene per gli sfruttatori e vietare la prostituzione in strada recisamente, consentendola in zone limitate e controllate: vere e proprie "zone a luci rosse".
Voglio vedere quali saranno i partiti che si opporranno ad un simile iter legislativo.

lunedì 28 aprile 2014

Italiani dovete subire e pagare

Ho firmato per la petizione voluta dalla sfortunata ma coraggiosa mamma di questo ragazzo, Carlo, ucciso da un indiano a cui la Comunità di S.Egidio aveva dato una roulotte sistemata al Gianicolo (neanche fosse un campeggio) che, ritenendo di essere disturbato da Carlo e da suo fratello che si erano fermati alle 2 di notte, di ritorno da una serata insieme, proprio lì, ha ficcato un lungo cacciavite nella pancia di questo giovane davanti agli occhi sgomenti e orripilati del fratello.

Ciao Rita,

Sono qui per annunciarvi che grazie alle vostre firme avremo un albero per Carlo. Grazie! 
Due giorni dopo il lancio della petizione sono stata contattata dal Sindaco Marino, il quale sabato mattina è venuto a visitarmi a casa. È stata una visita ufficiale, nella quale il Sindaco ci ha annunciato che l’amministrazione capitolina è al nostro fianco. E tutto grazie alla petizione. 
L'assessore all'urbanistica Caudo ha effettuato con me un sopralluogo in Piazza di San Pietro in Vincoli per stabilire dove mettere a dimora un albero in memoria di Carlo. In attesa dei passaggi burocratici, il professor Giovanni Longobardi dell’Università di Roma Tre si è già messo al lavoro per un nuovo disegno della piazza, che preveda il posizionamento dell’albero. Inoltre una targa ricorderà Carlo nel luogo dove ha perso la vita
Il nostro avvocato infine sarà contattato dall’avvocatura comunale per capire quale tipo di sostegno l'amministrazione potrà dare nel percorso giudiziario. 
Cinquantaduemila grazie. 
Giuliana
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Questa la petizione dal mio sito su facebook:

Rita Coltellese
24 aprile tramite Change.org

Sono tutt'altro che razzista ma l'accoglienza non 

vuol dire SOCCOMBENZA.

Ai politici dico: diamoci una regolata!

A tutte queste organizzazioni cattoliche che si 

danno tanto da fare per gente che qui non

dovrebbe starci perché senza lavoro, senza

cittadinanza italiana, senza permesso di

soggiorno, dico metteteli tutti dentro il Vaticano 

se siete tanto caritatevoli.

Il Vaticano, Stato che non accoglie nessuno, che 

mantiene le sue strade ed i suoi giardini pulitini,

perfetti! Ma dice a noi di accogliere gente che

non ha motivo di risiedere nel nostro disastrato

Paese: pieno di immondizia nei giardini, nelle 

strade... senza soldi neppure per chi ci è nato e 

paga le tasse da 4 generazioni! 



venerdì 25 aprile 2014

Religione, misticismo, superstizione

Alla figura di Padre Guida Spirituale di Francesco si oppone l'Apparato della Chiesa con la sua storia millenaria fatta di pagine buie che tutti conosciamo. Il suo tentativo di rinnovarsi, di essere al passo con i tempi, cosa in cui ha dimostrato di essere maestra, non trova spazio nel misticismo se non presso alcuni spiriti eletti, misconosciuti, nascosti nei conventi o nelle missioni, oppure che si spendono nelle parrocchie per guidare gli spiriti smarriti. 

Il resto è Apparato Economico perché elargisce speranza alla superstizione.
La canonizzazione del Papa polacco ne è un esempio. Santo dovrebbe essere considerato chi nella vita ha vissuto come tale ed il Papa Karol Wojtyla ha vissuto in modo pulito svolgendo la sua missione ma non vi è stato nulla di santo e di mistico nel suo agire. Egli, è documentato, ha aiutato Solidarnosc:

Mafia, finanziamenti a Solidarność, il crack dell'Ambrosiano e lo IOR - Da: Wikipedia

Il giornalista Ferruccio Pinotti nel libro Poteri forti (BUR, 2005) ha indagato sulla morte di Roberto Calvi, dopo avere ripetutamente ascoltato il figlio di Calvi, che per anni ha ricostruito le vicende legate alla carriera e alla misteriosa morte del padre. Pinotti descrive le operazioni finanziarie con le quali Calvi riuscì a rendere il Banco Ambrosiano padrone di se stesso, così da poterlo gestire in piena autonomia. Operazioni tuttavia che rendono Calvi ricattabile e lo costringono a erogare cospicui finanziamenti a società dipendenti dallo IOR guidato dal vescovo Paul Marcinkus.
Quando si manifestano difficoltà finanziarie, l'Ambrosiano cerca, senza riuscirvi, di recuperare il denaro prestato all'Istituto vaticano, che presumibilmente usa il denaro ricevuto per aiutare in tutto il mondo e in particolare in Polonia gruppi religiosi e politici vicini alla Santa Sede. Calvi allora proverebbe a rivolgersi ad ambienti religiosi vicini all'Opus Dei, che sarebbero stati disponibili a coprire i debiti dello IOR per ottenere maggior peso in Vaticano. Tentativo senza successo, perché ostacolato da quanti, in Vaticano, temono che il potere dell'Opus Dei possa crescere e per impedirlo sono disposti a lasciare fallire il Banco Ambrosiano.
In una lettera del 5 giugno 1982 rilasciata dal figlio diversi anni dopo e pubblicata nel libro di Pinotti, Calvi scrive anche apapa Giovanni Paolo II cercando aiuto:
« Santità sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello IOR, comprese le malefatte di Sindona...; sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti Paesi e associazioni politico-religiose dell'Est e dell'Ovest...; sono stato io in tutto il Centro-Sudamerica che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l'espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io infine che oggi vengo tradito e abbandonato... »
I segreti e gli interessi economici legati alla mancata restituzione da parte dello IOR del denaro ricevuto dal Banco Ambrosiano a sua volta provenienti da Cosa Nostra per via del suo "banchiere" Pippo Calò e connessi alle operazioni finanziarie che lo IOR realizzava per conto di propri clienti italiani desiderosi di esportare valuta aggirando le norme bancarie sarebbero quindi all'origine della decisione di uccidere Roberto Calvi, che, disperato e temendo di finire in carcere, avrebbe potuto rivelare quanto sapeva ai magistrati. Roberto Calvi fu trovato impiccato in un ponte di Londra, per la sua morte rimane ancora imputato il mafioso Pippo calò.
Il Vaticano si oppose all'estradizione di Marcinkus e secondo quanto riportato nel libro "Wojtyla segreto" il motivo risiedeva nel fatto che Marcinkus aveva in pugno il papa in quanto da lui dipendevano i finanziamenti a Solidarność[16].
Secondo la moglie di Calvi
« Woityla aveva bisogno di distruggere il comunismo... per farlo aveva bisogno di soldi, così Marcinkus teneva in pugno il papa[16] »
Licio Gelli disse
« Nel settembre 1980 Calvi mi confidò di essere preoccupato perché doveva pagare una somma di 80 milioni di dollari al movimento Solidarność e aveva solo una settimana per versare il denaro[16] »

Come si vede di santità in tutto questo ce ne è poca.

Quello che sa di pensiero medievale, comunque, è che l'Apparato Chiesa mantiene in piedi il carrozzone dei miracoli per poter dichiarare un uomo Santo!
Come si possa credere che Giovanni Paolo II, intercedendo presso l'Altissimo che glielo concede, abbia salvato la vita ad una madre di 4 figli, mentre tante madri disperate nel mondo pregano che si salvino i loro bambini, affetti dalle malattie più crudeli e dolorose che li portano regolarmente a morte, non si sa. 

Comunque nei miei quasi 68 anni di vita ho sperimentato che la gente crede a qualsiasi cosa, purché lo voglia.
La paura, l'insicurezza del vivere, fa sì che l'autoinganno funzioni molto bene.
I credenti vedono segnali e simboli in ogni cosa, ma lo adattano a quello che più a loro piace.
Se così non fosse dovrebbero vedere nell'enorme Croce crollata su un ragazzo disabile ed innocente in gita con l'oratorio, voluta proprio per il Papa che canonizzano domenica prossima, un segno divino di dissenso su tale santificazione da parte dell'Apparato Chiesa corredata dalla cartella clinica della piacente signora miracolata!!


Il Cristo in pezzi della Croce voluta per Karol Wojtyla in Valcamonica

Uno Stato che se ne infischia dei risultati referendari

Da: elisabetta63@libero.it <elisabetta63@libero.it>
Date: 24 aprile 2014 22:36
Oggetto: [Comitatiterritorialiacqua] c.s. 25 aprile - la resistenza dell'acqua
A: comitatiterritorialiacqua@inventati.org





25 APRILE 2014
LA RESISTENZA DELL’ACQUA CONTINUA!

Circa 3 anni fa i referendum del 12 e 13 giugno 2011, con legge Costituzionale, sancirono che  l’acqua doveva rimanere  fuori dal mercato  e gestita  senza profitti.
Tale volontà popolare venne ribadita un anno dopo con un’ulteriore  sentenza della Corte Costituzionale, la  199/2012.
Con un colpo di spugna,  il decreto Monti – SalvaItalia, ha riportato  l’acqua nel regime di libera concorrenza, tale da poter essere oggetto di commercializzazione  dei privati, in primis Veolia e GdF Suez, ma anche noti imprenditori italiani come Caltagirone,  presenti all’interno dei principali gestori italiani, come ACEA di Roma, socio al 40% di Umbra Acque SPA.
Sono bastate poche righe, dell'art.21, commi 13 e 19, del decreto legge 201/2012, ed il “governo delle banche” ha trasferito “le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici” all’Autorità dell’Energia Elettrica e Gas (AEEG),  autorità con il compito di favorire lo sviluppo del mercato e della libera concorrenza, già di elettricità e gas, ora anche dell’acqua, attraverso meccanismi di  regolazione dei  prezzi che riconoscono come “costi finanziari”  gli interessi  ed altri elementi di  copertura della rischiosità, dell’“investimento del capitale proprio”, nonchè svariate altre forme di profitti come il fondo nuovi investimenti (FOni), vero e proprio finanziamento a fondo perduto al gestore,  oneri fiscali in aggiunta al costo delle imposte già riconosciuto, sopravalutazioni del patrimonio.
Le recenti sentenze del TAR Lombardia confermano questa logica e, come se il referendum non ci fosse mai stato, parlano della remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum come una  “componente a copertura del costo .. rappresentata da un tasso fisso pari al 7%” e, riguardo al tasso di rendimento previsto nel metodo tariffario AEEG di una “metodologia ........(che) determina un riconoscimento del costo variabile”.
A livello locale, la spinta verso la privatizzazione è continuata con la legge regionale  di istituzione dell’AURI (Autorità Umbra per i Rifiuti e risorse Idriche) che, ignorando le diverse delibere dei comuni e della provincia di Perugia in merito alla dichiarazione dell’”acqua bene comune”  e “servizio idrico privo di rilevanza economica”  ha espressamente previsto un metodo tariffario in linea con quello dell’AEEG, mentre Umbra Acque SPA, società principale gestore della regione, non contenta dei profitti garantiti dal metodo AEEG, ne ha ottenuti degli altri dal TAR Lombardia a seguito di ricorso contro la delibera dell’Assemblea dei Sindaci degli ATI 1 e 2.
In occasione del 25 aprile vogliamo  rilanciare  la campagna di “Obbedienza Civile”, come forma di resistenza alla palese violazione del diritto umano fondamentale e saremo presenti nelle piazze (domani pomeriggio a Perugia - Pian di Massiano) per invitare tutte e tutti alla riduzione della  bolletta dell’acqua in osservanza al referendum.
L’autoriduzione della bolletta sarà la pratica di resistenza del comitato umbro  fino alla “liberazione dell’acqua” dalle oligarchie dei privati  all’interno dei gestori e fino a non si tornerà ad una gestione  totalmente pubblica e partecipata da cittadini e lavoratori, una gestione che ponga l'Acqua definitivamente fuori dal mercato nel  rispetto dei referendum del giugno 2011.
Il Comitato Umbro Acqua Pubblica
Elisabetta De Persio 333.7826433
Michel Drouin 338.1912990
Può uno Stato di Diritto, uno Stato Democratico infischiarsene del risultato della consultazione popolare?
Nei fatti la risposta è sì.
E' già accaduto, ad esempio, per la Responsabilità Civile dei Giudici: hanno fatto una leggina che fa pagare ai cittadini i loro eventuali errori e, solo secondariamente e con una procedura che lo Stato deve attuare ad hoc, si chiede al magistrato che ha errato di pagare di tasca sua.
Mentre altre categorie, ad esempio i medici del SSN, sono protette da ormai innumerevoli denunce, spesso infondate, solo in parte dalla struttura per la quale lavorano, obbligando tale categoria, per sicurezza, a pagarsi con il proprio stipendio un'assicurazione che copra eventuali spese legali di difesa.
Per i magistrati non è bastato neppure un referendum, sono blindati, eppure i cittadini italiani erano scontenti di questa magistratura, altrimenti non avrebbero votato quasi in modo plebiscitario per una vera assunzione di Responsabilità nel loro agire.
In Italia il Diritto, anche quello più elementare, viene calpestato continuamente da Apparati burocratici che agiscono anche al di sopra della Legge scritta e al cittadino rimangono solo due vie: la rassegnazione al sopruso oppure il ricorso ad un legale.
Ovvio che così la Magistratura ha ragione a lamentarsi di avere tante scartoffie da smaltire!
Intanto manteniamo delle Autorità di controllo che non servono a nulla e tutto fanno tranne che difendere l'utenza. Un esempio è l'AEEG e recentemente ho portato un caso emblematico in un mio post del  4 aprile 2014 che riguarda l'ENEL.

giovedì 24 aprile 2014

Francesco come Matteo contro l'ipocrisia farisaica



Il Cardinale Tarcisio Bertone


Da: La Repubblica.it - 20 aprile 2014 - Città del Vaticano.
 
Papa Francesco abita a Casa Santa Marta in un bilocale di circa 70 metri quadrati. Il cardinale Tarcisio Bertone, da 6 mesi non più Segretario di Stato, inaugurerà presto il suo attico a Palazzo San Carlo, la cui ampiezza viene data di poco inferiore ai 700 metri quadrati. Circa 10 volte in più, comunque, di Sua Santità.

In Vaticano, entrando dalla Porta del Perugino, la Domus Sanctae Marthae e il Palazzo San Carlo sono edifici vicini. La prima di dimensioni ridotte, il secondo imponente. Quando Bergoglio, dopo aver osservato i complessi lavori di ristrutturazione nella struttura a fianco, è stato informato su chi sarebbe stato il suo vicino di casa, si è arrabbiato non poco. Ora non può certo cacciare di casa l'inquilino. Ma la sua ira su chi in Curia ancora resiste al suo titanico tentativo di cambiamento non è passata inosservata il Giovedì santo prima di Pasqua quando, davanti al clero riunito in San Pietro, si è scagliato contro i preti "untuosi, sontuosi e presuntuosi", che devono avere invece "come sorella la povertà".

La casa dove presto, prima dell'estate, il cardinale Bertone si trasferirà, ha dimensioni sontuose perché unisce due appartamenti: quello un tempo assegnato a Camillo Cibin, capo della Gendarmeria per tutto il pontificato di Karol Wojtyla, fra i 300 e i 400 metri, da cui è stata infine sloggiata la vedova; e quello di monsignor Bruno Bertagna, vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, deceduto alla fine del 2013, di metratura intorno ai 200. A questi metri interni vanno però aggiunti circa 100 di terrazzo.

In epoca ante Francesco l'assegnazione di alloggi di tutto rispetto per i prìncipi della Chiesa era una prassi consueta. Molti ricordano quando Bertone fu scelto come Segretario di Stato da Benedetto XVI, e dovette attendere quasi un anno prima che il suo predecessore, il cardinal Sodano, piccato per la rimozione, gli lasciasse l'appartamento nella Prima loggia del Palazzo Apostolico, dovendosi così l'altro accomodare nella Torre di San Giovanni. Sodano si trasferì poi in una casa di vaste proporzioni al Collegio Etiopico. Lì, il cardinale americano Szoka, presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, dimessosi dall'incarico lo stesso giorno di Sodano (15 settembre 2006), ottenne guarda caso l'appartamento gemello di quest'ultimo sempre al Collegio.

Così quando Bertone, nel vortice delle polemiche su Vatileaks e la seguente rinuncia di Benedetto XVI al pontificato, fu in odore di lasciare la Segreteria di Stato - proposito realizzato solo dopo l'arrivo di Bergoglio - e si cominciò a parlare di dove si sarebbe trasferito lasciando la casa nella Prima loggia, furono avviate le pratiche per l'assegnazione di un altro appartamento. L'éra di Francesco è cominciata solo dopo. Ora, nella maxi casa, il cardinale non vivrà comunque solo: con lui abiteranno le tre suore che lo seguono da quando aveva assunto l'incarico di Segretario di Stato. Il suo successore, il neo cardinale Pietro Parolin, si è conformato al nuovo corso di Bergoglio, andando ad abitare come il Papa in un bilocale nella Domus Sanctae Marthae.

L'assegnazione di appartamenti di ampia metratura agli ex Segretari di Stato, tuttavia, mostra con evidenza come in Vaticano il nuovo fatichi ancora ad avanzare, e il vecchio resista. Facile capire dunque il disappunto di Francesco, e l'opposizione di una Curia lenta a spogliarsi degli antichi privilegi. A meno che il Papa "venuto dalla fine del mondo" non prenda posizione, oltre le parole già pronunciate contro "i preti sontuosi". 



Grande Papa! Pure lui trova ostacoli