mercoledì 21 maggio 2014

Il becco rosicone

Dalla raccolta di novelle un po' amare e un po'divertenti (come è appunto la verità) "Le verità nascoste" ripubblico, come ho fatto per altre novelle di questa raccolta, questa novella pubblicata tre anni fa.

Il becco rosicone

- “Ma dai! A me fa pena poveraccio!”
- “A me no.”
- “E’ una vittima. Lo dice pure lui!”
- “Lo so, l’ho sentito dirlo anch’io, dunque è pienamente cosciente.”
- “E allora!! Che pretendi. Sapessi quanti vivono così! Sono umiliati ma non trovano il coraggio di andarsene.”
- “Guarda per me vivesse come gli pare ma, a parte che io non so fare finta di niente… e perché poi…, perché mai dovrei fingere di non sapere, essere ipocrita e poi farmi quattro risate dietro le sue spalle? Ma a parte tutto questo, che lo debbo a me stessa, alla mia dignità di persona perbene….”
- “Oh, ma ora esageri! Allora siamo tutti ipocriti secondo te perché non gli diciamo in faccia: “Sei un cornuto!” ?”
- “Eh sì che lo siete, scusa!”
- “Ma fammi il piacere, dai! Bisogna anche saper vivere!”
- “Io ho scelto di vivere essendo sincera sempre!”
- “Ma non si può dire in faccia a tutti quello che sono, dai, se no sei pure cafona!”
- “Per questo evito di frequentare persone che non stimo, così non debbo fingere. Poi non è solo un cornuto, è anche una persona rosicona, nel senso che rosica, si rode, anche se freddo e moscio come è non te lo fa vedere, ma ha dei rigurgiti di meschino veleno dietro la sua apparente flemma…. Finge gentilezza, disponibilità, perché è costretto dalla sua condizione umiliante a mostrarsi servizievole e amabile con tutti, e un po’ lo sarà pure di carattere, ma molto secondo me se lo impone e dietro questa maschera c’è una persona che striscia davanti alla sua aguzzina e odia chi sa, chi è consapevole della sua condizione. Su di me ne ho sentite….”
- “Eh, ma tu glielo hai fatto capire troppo bene quanto lo disprezzi.”
- “Fa le viste di fregarsene, però….”
- “Se ne frega, ma non tanto. Certo è una psicologia complessa da capire…. Lei si lamentò che l’ha anche picchiata… Però forse all’inizio, poi deve essere successo qualcosa… Non so neppure immaginare cosa… Io l’ho sempre visto paziente con lei, servizievole….”
- “Dì pure schiavo.”
- “Ma cosa hai sentito su di te?”
- “Se debbo cominciare dall’inizio, quando ancora pensavo che sopportasse perché, un po’ per la sua nevrosi ossessiva e un po’ per gli evidentissimi disturbi psichici di lei, non poteva fare altrimenti, ti racconto questo episodio: stavo tentando di raccogliere delle ciliegie e lui, dal suo giardino, vedendomi in difficoltà, mi ha chiesto se avevo bisogno di aiuto, gli ho risposto di no, ringraziandolo naturalmente, poi ha squillato il telefono e mi sono scusata e sono dovuta correre dentro casa per rispondere. La finestra era aperta e deve aver sentito la conversazione: era uno dei miei figli.”
- “E allora?”
- “Dopo una mezz’oretta squilla di nuovo il telefono e indovina chi era?”
- “E che ne so?”
- “Era quella squilibrata della moglie che mi chiamava dall’ufficio con l’aria di prendermi in giro sul banale episodio appena accaduto.”
- “Ma non mi dire!! E come faceva a saperlo se era in ufficio?”
- “Si telefonano. Lui la informa di tutto. Pure delle scemenze. L’ho notato anche in un’altra circostanza; senza che ti racconto pure questa ora…. Se no la facciamo troppo lunga.”
- “Va bèh, va bèh! Ma che c’era da prendere in giro?”
- “Ma figurati! Chi possono prendere in giro quei due visto quel che sono?!! E’ una lesa al cervello, che ti aspetti? Mi ha preso in giro accomunandomi a sua madre, dice che è depressa e pure lei passa il tempo sotto un albero ad attendere una telefonata dei figli!”
- “Che stupida! E scemo lui che le telefona per raccontarle un episodio inconsistente. Me lo immagino: “Stavo parlando con la vicina che stava sotto un albero a raccogliere le ciliegie, poi ha suonato il telefono ed è corsa a rispondere e ho sentito che era uno dei figli..” Ma questi sono matti bella mia!”
- “Sono matti ma dicono che matti sono gli altri cara mia.”
- “E’ ovvio. Se fossero coscienti di ciò che sono non potrebbero vivere così. La strada più facile è dire che i pazzi sono altrove. Ma perché dicevi che è rosicone?”
- “Segue in tutto e per tutto le invidie ossessive di sua moglie.”
- “Si sarà ammalato dietro a lei: chi va con lo zoppo…ecc. ecc.” “
- “Il marito della figlia bivaccava all’università dopo la laurea, pagato quando se ne ricordavano e con la speranza di un posto di ricercatore universitario…..”
- “…che non è venuto mai!” Sogghignò la vicina di casa.
- “…e lui già strombettava ai conoscenti che “si era inserito all’università” tutto tronfio e vanesio.”
La vicina scoppiò in una fragorosa risata:” Te lo dico io dove si era inserito quello: in quel posto! Ah, ah, ah!!! Pensa che mi fece ridere quella folle della moglie perché, per tentare di aiutarlo quando partecipò ad un concorso di ricercatore, disse che aveva “fatto una telefonata”! Ah, ah, altro che telefonata ci vuole! Ma questi sono proprio suonati se pensano che diano un posto di ricercatore con una telefonata di raccomandazione! Là dentro è tutto un do ut des  e, o ti fai il culo in anni ed anni di schiavismo intellettuale e ti rendi utile, quasi indispensabile e stai prono, oppure devi essere figlio di… , parente di…e così via col tango!”
- “Oppure chi fa la telefonata deve anche promettere in cambio qualcosa di molto, molto grosso e la telefonata è solo per ricordare un colloquio che deve esserci stato prima, con accordi precisi.”
- “Quella povera scema, matta più che scema, perché è mentalmente instabile ma gli affari suoi se li sa fare molto bene, pensa di risolvere tutto chiedendo la “telefonata” a tutti gli omuncoli a cui si struscia, più o meno importanti, ma sono solo mezze tacche.”
- “Può trovare qualche lavoretto, questo si, infatti poi un lavoro a quel deficiente del genero l’ha trovato… Perché da solo non era buono a niente. Ma un posto di ricercatore universitario è un’altra cosa. Eppure anche su questo…”
- “Cosa?” Chiese la vicina piena di curiosità.
- “Un giorno stavo parlando con mio marito che, lo sai, è dell’ambiente, e dicevo che un ricercatore universitario non conta niente, mentre quelli degli Enti di Ricerca sono più autonomi, in generale, perché all’università contano solo i professori ordinari, e solo quelli più potenti… Ebbene, lo sai, lei si è sempre messa  ad origliare dall’altra parte del confine… e deve aver sentito. E’ andata in crisi si vede, perché quello era il periodo che per il genero ci sperava…”
- “Eh certo!! Si era inserito!! Ah, ah, ah!!”
- “Ho sentito allora lui che la tranquillizzava dicendole: “Ma che ne sa questa, che ne sa questa, che ne capisce.” 
L’altra rise di gusto. “Sono venti anni che lavori dentro l’università e non ne sai niente! Certo, come no!”
- “E sono quaranta anni che vivo nell’ambiente attraverso mio marito.”
- “Dunque che ne puoi sapere tu!” E rise ancora di cuore.
- “Comunque è maligno il cornuto, credimi. Quando mio figlio lavorava alla Metro come Responsabile di Stazione la squilibrata disse che sicuramente avevamo avuto una raccomandazione e lui assentiva.”
- “Se loro vivono così, chiedendole… E’ come per la pazzia… Che vuoi che pensano?”
- “Con una laurea, povero figlio mio, aveva preso quel lavoro, passando una selezione, solo perché il lavoro non si trovava… Pure raccomandato doveva essere?”
- “Che schifo.” Scosse la testa la vicina.
- “Poi la squilibrata si preoccupava, chissà perché, di cosa avrebbe potuto farle mio figlio quando avesse preso la Metropolitana e lui, il cornutone, con aria sorniona e cinica le disse: “E che te pò fà? Te controlla er bijietto!” “
- “Pronto a pompare quello stupidone del genero e a prendere in giro il lavoro degli altri.” Disse seria la vicina.
- “Capisci perché non merita pietà?”
- “E’ un viscido, certo. Un verme che accetta tutto e nasconde nell’animo la sua miserabile vergogna, da cui pensa di rifarsi provando soddisfazione per le difficoltà degli altri.” Assentì la vicina.
- “Ma ha avuto da ridire anche sull’altro mio figlio, il medico. Era all’inizio della carriera e aveva un contratto a tempo determinato presso un pronto soccorso di un ospedale. Un giorno ci stava raccontando uno dei tanti interventi che aveva fatto: un incidente stradale in cui una madre era morta e lui aveva stabilizzato la sua bimba di cinque anni, prestandole le prime cure di urgenza, poi l’aveva fatta trasferire presso un altro grande nosocomio, specializzato per le lesioni che la bambina aveva riportato nell’incidente. In seguito l’era andata a trovare per sapere se si era ripresa bene. Sai è un animo generoso…. Poi quando si è giovani, all’inizio, si resta colpiti di più… Insomma il cornuto di là, nel suo giardino, ha sentito e si è permesso di commentare: “Sta facendo il teatro!” “
- “Nooo!!!! Ma che miserabile! Ma se c’è qualcuno che fa il teatro, recitando dalla mattina alla sera la parte del marito sereno e contento, è proprio lui?!! Incredibile!”
- “Incredibile ma vero, mia cara.”
- “Comunque hai visto? Ora si sono fatti la piscina.” Sogghignò la vicina.
- “Avrà cambiato idea la moglie, perché di sicuro l’ha voluta lei.”
- “Ci puoi giurare: lui non conta niente, decide tutto lei. Ma perché dici che avrà cambiato idea?”
- “Perché criticò la piscina dell’architetto con cui confina di là. Lo derideva perché diceva: “La piscina, la piscina, che ci fa con la piscina qui, in questo posto?!”  “
- “Certo, qui fa freddo, al massimo la puoi usare un paio di mesi l’anno.”
- “Ma l’architetto aveva comperato quella villa da un privato che l’aveva fatta costruire. Già c’era, dunque perché deriderlo.”
- “Perché rosica, è invidiosa in modo malato, e lui è come lei, ma di riflesso, lui non ha niente di suo, vive di riflesso tutte le ossessioni della moglie.”
- “Più le sue, che la moglie critica!”
- “Ha ragione la loro serva ad ore che dice che è un marito eccezionale!” E la vicina rise di nuovo.
- “Comunque è carina, la piscina, l’hanno messa bene.”
- “Più che una piscina è un vascone verniciato di azzurro. Uno che sa nuotare con tre bracciate già è arrivato dalla parte opposta e se non sta attento sbatte pure la testa!”
- “Va beh! Però è meglio così che quelle vascone fuori terra che sono proprio brutte. Almeno è uno specchio di acqua in cui rinfrescarsi; io non ne sento l’esigenza e ritengo che richieda tempo per la manutenzione, però se a loro piace…”
- “Basta mettere una doccia in giardino, come ha fatto tuo marito, per quando vuoi prendere il sole in costume e dopo vuoi rinfrescarti.”
- “Sì, ma io non ho mai usato neppure quella. E’ una questione di esigenze. Se a loro piace così…”
- “Ma è lei, la pazza fedifraga, che ha le manie di grandezza, lo sai.”
- “Si lo so, ma qui intorno, se vedi le foto della zona prese dall’alto, per esempio sulle mappe di Google, scopri che di piscine, vere, grandi, ce ne sono molte sparse per le ville. Quindi in questo è in buona compagnia. Comunque anche su questo ne ho sentita una su di me dal cornuto rosicone.”
- “E cosa?”
- “Stavano interrando il vascone prefatto e ha detto con aria di importanza: “Poi qui intorno mettiamo una siepe, così “la matta” non ci vede.” “
La risata della vicina fu fragorosa.
- “E che non lo sai che mi chiamano “la matta” ?” Chiese con un lieve sorriso.
Continuando a ridere la vicina rispose: “Sì che lo so, ma è veramente comico… Lo scemo pensava che tu ti mettevi a guardare loro che facevano il bagno… Soprattutto lui…. Un vero Adone!” E non smetteva di ridere.
- “Una quindicina di anni fa mi è capitato di vederlo in costume, al mare, dove, ahimé, quella folle della moglie mi aveva trascinato per una breve gita giornaliera. Era uno schifo già allora, figurati adesso. Aveva le gambe bianchicce, molli, sembravano gonfie e con delle vene quasi varicose.”
- “Ma dai! – Scherzò la vicina. – Dì la verità che ti piace! Lui l’ha capito e per questo paventa che lo scruti mentre è in costume!!!”
L’altra sorrise. “I soldi, non si sa come, l’ha detto tante volte, li porta lei per condurre il livello di vita che conducono. E questo spiega tante cose. Anche che il genero incapace, beccandola mentre da dietro la siepe ci origlia, le dica: “E’ pazza eh?”  “
- “Lei origlia e sei pazza tu?” Disse seria la vicina.
- “Ma non capisci? La deve giustificare. Lei dirà che si mette in ascolto perché si diverte a sentire, perché io sono pazza e chissà che scemenze posso dire.”
- “Ma lo sa il genero che sua suocera gira per le case, qui e altrove, dicendo bugie e follie di ogni tipo? Che è una vera barzelletta per chiunque abbia un minimo di discernimento? Oppure è matto pure lui?” Continuò seria la vicina.
- “Non lo so. Penso lo faccia per i soldi che lui non ha e lei elargisce: villa, piscina sia pure piccola, lavoro, casa in città….. Deve tutto a lei, certo poco allo stipendio o pensione del cornutone.”
Si salutarono. La donna tornò a casa. Di là della siepe si sentiva un rastrello passare e ripassare sempre sullo stesso punto: un uomo impassibile, con un lungo viso, con un naso all’ingiù e gli occhi sporgenti pure, era intento in un inutile ed ossessivo lavoro. Cominciava a piovigginare sempre più, ma il rastrello non smetteva.

mercoledì 14 maggio 2014

L'Italia paralizzata

In questo post di cui riporto data e titolo:

giovedì 20 marzo 2014 David-Matteo contro Golia-Sistema Italia

scrivevo delle difficoltà che il decisionismo coraggioso di Matteo Renzi incontra in una Italia ridotta ad una melmosa palude e, fra gli innumerevoli mali, riportavo l'esempio documentato dell'ottenimento dei Servizi più elementari in un Paese che vuol dirsi sviluppato. L'esempio che portavo era quello di una semplice richiesta di linea telefonica fissa a Telecom. Un vero calvario assurdo. Se volete potete leggere lo svolgimento di codesta via crucis nel post sopra riportato ed ora pubblico l'ultima lettera che l'utente ha ricevuto da Telecom, qualcosa che non può che far ridere, ma sul serio, perché ogni limite di logica e senso della realtà è stato largamente superato:


Se non si legge bene spiego: l'utente riceve a maggio 2014 una lettera in cui gli si chiede di dettagliare non si sa bene cosa in quanto il poveretto ha compiuto tutti gli atti amministrativi richiesti da Telecom per avere un telefono fisso fin da dicembre 2013!!!
Ora, a maggio 2014, gli si chiede di "tornare a scrivere dettagliando ulteriormente la problematica riscontrata" !!!!
Nel sottostante post, di cui pubblico qui sotto solo data e titolo, riportavo i termini legislativi entro i quali Telecom si deve muovere ma che, è evidente, non ritiene di dover rispettare, perché siamo in "palude" e nella palude tutto è fermo; gli apparati burocratici, che esistono solo per sé stessi ignorando i diritti e gli interessi del cittadino, paralizzano il Paese, sia che siano totalmente o parzialmente sotto il controllo dello Stato, sia che godano di particolari concessioni da parte di esso:

giovedì 17 aprile 2014 -Telecom recidiva

Tutto si traduce in volumi di carta inutile e dispendiosa per l'utente ma anche per la stessa Telecom. Cosa mai dovrà
dettagliare chi ha richiesto una linea telefonica che è stata annullata dalla stessa Telecom "perché il Servizio Tecnico doveva mettere dei pali"?! Informazione che l'utente ha ricevuto da una degli innumerevoli "consulenti" che ha contattato sul 187! Il poveretto si è visto poi recapitare una lettera (pubblicata nel post del 20 marzo 2014) in cui lo si informava dell'annullamento e contemporaneamente gli si chiedeva: "Ma la vuoi ancora la linea telefonica?". 
Uno dei personaggi creati da quel genio che è Corrado Guzzanti, "Lorenzo", direbbe: "Ma che me stai a pijà per cu'?"

No, Telecom queste cose le scrive sul serio!!!
Ribadito che il telefono certo che lo vuole, il malcapitato utente lo fa sapere sia a voce che per scritto sul sito on-line del 187.
Invia anche dei fax riassumendo la situazione all'800000187: gli telefonano dicendo che ora c'è un altro motivo per cui Telecom non può dargli la linea telefonica, il numero civico s.n.c.!
Follia pura! Il cittadino fa presente che il Comune deve ancora assegnare il numero civico ma quel s.n.c. non ha impedito ad ENEL ed Acqua Latina (sia pure con difficoltà burocratiche che vi risparmiamo NON dovute al s.n.c.) di allacciare i Servizi che gestiscono. Comunica che, con ogni evidenza, basandosi sull'abitazione che precede la sua nella via, il suo numero sarà 25: quello che precede essendo 23 e dopo non esistendo altra costruzione fino all'incrocio con altra via.  Ma Telecom non può accettare: il numero civico deve essere assegnato dal Comune!
Lo sanno anche i bambini che è così ma in Italia hanno il telefono anche abitazioni che hanno l'indirizzo seguito da s.n.c., dunque?
Dunque è un'altra scusa, assurda, insultante per l'intelligenza di chiunque.
Prima di concludere questo esempio di "palude" dovuta all'arroganza folle degli italici Apparati o Carrozzoni, chiamateli come volete, faccio notare che nella lettera che qui pubblico si parla di un contatto del giorno 6 maggio 2014 MAI AVVENUTO, essendo l'ultimo contatto dell'utente con Telecom un suo fax del 5 maggio 2014 a seguito della telefonata dello stesso giorno effettuata da Telecom all'aspirante utente in cui comunicava che "non si può mettere la linea telefonica senza l'assegnazione del numero civico da parte del comune"
Ebbene, il 9 maggio 2014 il Comune ha assegnato il numero civico che, naturalmente, è 25, ma l'utente non ha chiamato Telecom né sul 187 a voce, né sul 187 on-line, né sul 187 via fax: ha portato tutto dall'avvocato della Federconsumatori e attende che sia applicata la Legge.
Ma può un Paese che non è la Somalia, o la Libia, far perdere tempo, pensieri e produrre scartoffie su scartoffie per una semplice linea telefonica fissa?
E se l'utente doveva avviare un'attività produttiva?
Può essere accettabile questa PARALISI?
Paralisi che si avverte in tanti altri settori del Paese, in cui ogni elementare diritto viene violato ed il ricorso ai tribunali diventa allora inevitabile ingolfando il lavoro dei giudici.
Povero Matteo, che impresa titanica ti sei assunto: ma sei davvero la nostra ultima speranza!  

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lunedì 12 maggio 2014

Le spese della Regione Lazio

Agenzia ASCA

Cinema: Zingaretti, Regione Lazio torna in Film Commission

12 Maggio 2014 - 18:30

(ASCA) - Roma, 12 mag 2014 - La Regione Lazio, dando seguito alla nuova legge sul cinema del 15 novembre 2013, e' rientrata oggi ufficialmente a far parte, con un impegno finanziario pari a 300mila euro annui, della Fondazione Film Commission. Il 4 marzo scorso, infatti, il presidente Zingaretti, con una lettera indirizzata al sindaco di Roma, Ignazio Marino, al Commissario della Provincia di Roma, Riccardo Carpino e alla Fondazione Film Commission di Roma e Lazio, aveva avanzato formale richiesta d'ingresso nell'assemblea dei soci della Fondazione: ''Un atto che dimostra ancora una volta - spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti - l'impegno della Regione Lazio nei confronti di un settore di importanza strategica come quello dell'audiovisivo. La Film Commission in questi anni ha sostenuto e incentivato la crescita di un comparto che, anche soprattutto attraverso il cinema, risulta di fondamentale importanza per il rilancio dell'economia del nostro territorio. Mediante la realizzazione di film e produzioni, anche a carattere internazionale, e in modo particolare grazie alle moltissime professionalita' che operano nel Lazio, offrendo spesso lustro e visibilita' alle bellezze della nostra regione, la Fondazione puo' cosi' continuare a svolgere un ruolo preziosissimo. La Regione Lazio non intende far mancare il proprio supporto e continuera' a fare investimenti perche' l'audiovisivo, cosi' come ogni settore attiguo, possa incentivare l'occupazione e spronare la crescita economica del nostro territorio. Questo atto rappresenta l'ultimo importante passo di un percorso preciso che avevamo gia' iniziato lo scorso anno rimodulando la legge sul cinema e rifinanziando il fondo cinema''

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Viene il legittimo sospetto che il Presidente Zingaretti si occupi di finanziare il cinema perché ha il fratello, il bravo Luca, che lavora in quel campo.
Vorrei però che Zingaretti spendesse un po' di soldi anche per cose necessarie e serie, come la cura del patrimonio proprietà della Regione, come ad esempio le fasce frangivento del Pontino in assoluto abbandono, come possono documentare anche eventi calamitosi recenti che hanno abbattuto eucalipti in strade dove transitano auto e in proprietà private in cui solo fortuitamente non ci è scappato il morto.
Vuole il morto Zingaretti? Oppure fra un finanziamento e l'altro per attività culturali e ludiche può fare il suo dovere ed attivare CHI materialmente deve curare queste strisce di terra di proprietà e responsabilità della Regione su cui sorgono gli enormi e fragili eucalipti?
A chi delega la Regione questa cura? All'Ente Bonifica? Comunque trattasi di proprietà della Regione. Il Comune di Sabaudia cura le strade e le cunette di scolo delle acque piovane e non si può che parlare bene dell'ottimo sindaco Lucci.
Vorremmo parlare bene anche del Presidente della Regione e vedere una cura che per ora non c'è.  

Un recente intervento dei Vigili del Fuoco di Latina causato dalla caduta di grossi rami degli eucalipti della fascia frangivento su strade e proprietà private, con grave rischio per la incolumità delle auto in transito e delle persone.

Comitato per l'Acqua Pubblica di Rocca Priora (RM)

Pubblico volentieri qui sul mio blog  l'iniziativa del Responsabile del Comitato per l'Acqua Pubblica di Rocca Priora (RM) Alessandro Bacco, dato che egli stesso ha pubblicizzato questa sua iniziativa sul suo sito facebook.
Sono felice che la mia testardaggine nel perseguire la giustizia a tutti i costi abbia trovato nella Federconsumatori l'appoggio, richiesto in passato ad altre Associazioni di Consumatori che non hanno risposto alla mia segnalazione, riguardante l'illegale pretesa di ACEA ATO2 di far pagare all'utenza un servizio non reso, la depurazione fognature, con l'IVA al 10%.
L'incontro con Alessandro ha prodotto questo risultato, oltre al successo della mia battaglia personale che è sfociata finalmente nell'applicazione della Legge: non pago più la depurazione per fognature inesistenti ed ho ottenuto il rimborso delle quote indebitamente richiestemi fin dal 2007.
Aggiungo una mia nota personale: non è bastata la benemerita Associazione della CGIL, in quanto, come illustrato negli innumerevoli post che ho dedicato a questo problema (leggibili cliccando sulle etichette ACEA ATO2 oppure Servizi e Cittadino), altri avvocati di altre sedi di Federconsumatori del Lazio non avevano saputo inquadrare il problema sul piano legale disincentivando la mia iniziativa, ma la mia testardaggine, unita alla coscienza del diritto violato, mi ha fatto insistere ed ho avuto la fortuna di incontrare un'avvocato donna molto brava:  l'Avv. Gianna Valeri. 

Alessandro Proffe BaccoAlessandro Bacco

FEDERCONSUMATORI ROMA
Sede legale: Via Cernaia 47 – 00185 Roma
Tel.: 06.44340366 Fax: 06.44340709
E-mail: romalazio@federconsumatori.lazio.it
www.federconsumatori.lazio.it
gianna.valeri@federconsumatori.lazio.it

Roma 9 maggio 2014
Spett.le
ACEA ATO 2 spa
P.le Ostiense 2
00154 ROMA

Spett.le
Comune di Rocca Priora
In persona del Sindaco p.t.
P.zza Umberto I
000 40 Rocca Priora ( RM)

Spett.le
GARANTE REGIONALE DEL
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Regione Lazio
Viale del Tintoretto 432
00142 ROMA
A/m fax 06/510779238

Formo la presente in nome e per conto del sig. Bacco Alessandro nella qualità di
rappresentante del Comitato Acqua Pubblica Rocca Priora che sottoscrive in calce per
adesione e ratifica per segnalare alcune criticità emerse in relazione alla gestione del servizio
idrico nel territorio comunale.
Rimborso tariffa di depurazione e fognatura Acea Ato 2
Per quanto riguarda la questione dell’esenzione dal pagamento degli oneri di fognatura
e depurazione ed il rimborso delle somme corrisposte negli anni precedenti al Gestore Idrico pur
in mancanza di allaccio al servizio di pubblica fognatura, alla luce dei ben noti precedenti
giurisprudenziali della Corte Costituzionale ( Sent. 335/2008) che hanno sancito l’illegittimità del
cd. “doppio canone fognario” e chiaramente stabilito che l’esborso dell’utente non ha natura
tributaria ma di corrispettivo di una prestazione commerciale complessa quale è il Servizio Idrico
Integrato, composto dal servizio di fornitura d’acqua e servizio di depurazione e scarico delle
acque reflue, gli addebiti in bolletta a tale titolo a carico di immobili che non risultano allacciati
alla pubblica fognatura e comunque non serviti dal servizio di depurazione devono ritenersi non
dovuti.
Come noto, ACEA ATO2 è subentrata per la gestione della fornitura idrica nel
Comune di Rocca Priora al Consorzio “Acquedotto della Doganella” a partire dal 1° Marzo
2006, ed è stato previsto l’affidamento della fornitura idrica all’Autorità d’Ambito mantenendo,
però, al Comune la gestione del servizio di fognatura e depurazione delle acque reflue. Allo stato
attuale Acea ATO2 non ha la proprietà degli impianti dei reflui, di conseguenza non presta
servizio di manutenzione degli stessi.
Dal 2006 tutti gli utenti del Comune versano attraverso le fatture ora trimestrali canoni
di depurazione e fognatura direttamente ad ACEA ATO2 mentre la maggior parte del territorio
comunale non è servito dalla rete fognante che, allo stato attuale, risulta in fase di ampliamento
sia per la parte del centro storico (da parte del Comune) che per la zona a valle che è interessata
da un grande progetto redatto dalla Regione Lazio nel 2008 e non ancora completato.
Il comitato segnala la difficoltà da parte dei cittadini di ottenere dagli uffici comunali
l’elenco riepilogativo delle vie servite dalla rete fognante in modo da verificare quali siano le
utenze collegate agli impianti di depurazione. Risulta inoltre evidente che l'ampliamento delle
infrastrutture della rete fognaria non significhi automaticamente un allaccio delle utenze alla
fognatura e al depuratore, visto che gli allacci fino alla strada saranno a carico di ogni cittadino
che vorrà ottenere il servizio di rete comunale delle acque reflue.
Il comitato fa presente che nel 2010 i depuratori della Beccaccia e del Fosso del Portone
furono sequestrati dalla procura della Repubblica di Velletri e che il comune ha speso circa 900
mila euro solamente per lo svuotamento delle vasche del depuratore Beccaccia.I lavori di
adeguamento e messa a norma dell'impianto in questione sono stati completati in data
28/10/2013, così come si evince da Delibera Comunale n. 4 del 06/02/2014, e sono stato eseguiti
da ACEA ATO2 che ha stabilito l'affidamento temporaneo al comune che dovrà provvedere alla
manutenzione in tutte le sue parti.
Il comune annualmente delibera in consiglio comunale l'adeguamento della tariffa dei
canoni di depurazione e fognatura mentre le determinazioni annuali del settore manutenzione,
Patrimonio e igiene pubblica illustrano la somma degli oneri che ACEA ATO2 spa versa nelle
casse del comune per le voci di depurazione e fognatura presenti nelle bollette degli utenti. Per
l'anno 2013 la somma ammonta a 120.000 euro.
La determinazione enuncia che le somme accumulate con i canoni suddetti verranno
utilizzati esclusivamente per la manutenzione degli impianti di depurazione esistenti.
Il comitato associato segnala il mancato impegno degli Enti interessati nel fornire ai
cittadini informazioni circa la possibilità di ricevere il rimborso dei canoni sopracitati per gli
utenti non serviti da fognatura e quindi da depurazione. Gli utenti che utilizzano sistemi
domestici per la raccolta delle acque reflue, pagano due volte il servizio di smaltimento in quanto
pagano una ditta privata di autospurgo per lo svuotamento nelle vasche presenti nella proprietà e
pagano ACEA ATO2 attraverso i bollettini postali.
Il Comitato inoltre segnala le difficoltà incontrate dagli utenti agli sportelli locali di
Acea al momento della domanda di esenzione e di rimborso dal momento che viene richiesta la
produzione delle fatture pagate, il progetto delle vasche o fosse imhoff e le fatture delle ditte di
svuotamento reflui. Nel caso in cui le vasche domestiche non siano conformi alle ultime
normative, si richiede che esse siano adeguate alla normativa vigente, con relativo incremento
delle spese che andrebbero ad annullare la somma rimborsabile.
Da circa 3 mesi sul sito di ACEA ATO2 si presenta la possibilità di verificare se la
propria utenza idrica abbia diritto al rimborso sui canoni pagati e non dovuti con il sistema
dell'immissione del codice di utenza idrica in una casella ricerca dati Inoltre il gestore richiede la
compilazione di una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà da inviare a mezzo A/R
ovvero da consegnare alla sede centrale di Roma in P.le Ostiense.
Le istruzioni di rimborso espongono che il limite massimo per inviare la richiesta
sia il 30/09/2014 e che il rimborso sarà effettuato per le utenze attive sotto forma di
compensazione degli importi da pagare sulle fatture emesse successivamente e si dice che il
rimborso prevede:
- la restituzione all’utente dell’intero importo pagato per la depurazione se
contemporaneamente al pagamento a suo tempo effettuato non era in corso la
realizzazione di un depuratore a servizio dell’utenza interessata allacciata alla pubblica
fognatura;
- la restituzione all’utente dell’importo pagato ridotto delle spese per la realizzazione in
corso al momento del pagamento di un depuratore a servizio dell’utente.
Il Comitato contesta tale limitazione nel rimborso atteso che rispetto alla mancanza di
erogazione del servizio non possono essere accollati ai cittadini i ritardi e le inerzie nella
realizzazione dei depuratori mentre non si fa riferimento al caso delle utenze non allacciate alla
pubblica fognatura.
Si è verificato che in molte circostanze nell’inserire il codice utenza nell’apposito campo
della pagina “335 richiesta rimborso tariffa di depurazione” si riceve come indicazione che
l’utenza risulta allacciata alla pubblica fognatura quando invece tale circostanza non sussiste. Il
Comitato segnala inoltre che nel Comune di Frascati sono pervenute lettere di Acea Ato2 che
informa gli utenti del diritto al rimborso trascrivendo il numero di utenza idrica ( diverso dal
codice utente) inserendo il quale nella maggioranza dei casi il rimborso indicato non superava i
due euro, importo inferiore al costo della raccomandata per la spedizione della richiesta, a fronte
di un importo medio di € 100,00 di rimborso visualizzato inserendo il codice utente .
Il comitato intende pertanto evidenziare che allo stato dei fatti il Comune detiene le
somme dei canoni di depurazione e fognatura inviate dal Gestore ACEA e ne utilizza i proventi
per la manutenzione degli impianti. Si richiede inoltre di voler fornire alla cittadinanza in modo
capillare informazioni sulla possibilità di ottenere il rimborso in questione al fine di attuare la
nota sentenza C. Cost. 335/2008.
Interruzioni improvvise di fornitura idrica Comune di Rocca Priora.
Il Comitato inoltre riferisce delle inefficienze del servizio di fornitura idrica del Comune di
Rocca Priora tenuto conto del verificarsi di continue interruzioni senza preavviso della fornitura
idrica a causa del malfunzionamento del sistema di pompe elettromeccaniche che consentono la
fornitura di acqua nella parte alta del paese.
A quanto si legge dai giornali locali, si evince che i guasti continui si verificano in
concomitanza con forti temporali ( ciò è avvenuto da ultimo il 18 aprile, 14 aprile, 28 marzo, 11
febbraio, 29 gennaio); il gestore ritiene non sussistente la propria responsabilità per l’interruzione
del flusso idrico e non effettua rimborsi se non nel caso di interruzione continua per 15 giorni e
solamente per la componente fissa della tariffa.
Si invita pertanto ad un immediato intervento in tal senso da parte dell’Autorità
comunale.
Tariffazione idrica
Il Comitato fa presente che non risultano disponibili i moduli aggiornati per la richiesta di
tariffazione agevolata in base al valore ISEE familiare e afferma che gli operatori telefonici di
Acea rispondono che la modulistica è del 2013 e non è stata aggiornata e come tale non è
utilizzabile vanificando dunque l’utilizzo del fondo di solidarietà istituito nel 2011 ed alimentato
dai contributi degli utenti; sul sito il relativo servizio informativo risulta sospeso.
Si chiede pertanto un immediato intervento in merito.
Il sig. Bacco fa inoltre presente che nella fatturazione che avviene su base stimata il
consumo idrico viene fatturato per metà con tariffa agevolata e per metà con aliquota con tariffa
base in attesa dei conguagli ed evidenzia che sul sito di Acea Ato2 non è caricato il file allegato
con i valori di tariffazione per l’anno 2014 ma si è fermi al BURL 2013.
Dato quanto precede, si richiede a ciascuno degli Enti in indirizzo per quanto di
propria competenza di voler provvedere a fornire gli interventi e/o chiarimenti richiesti ed al
Garante di intervenire in relazione a quanto segnalato.
Valga la presente quale atto di diffida e messa in mora ad ogni effetto di legge.
Distinti saluti
PER ADESIONE E RATIFICA PER FEDERCONSUMATORI ROMA
Sig. Bacco Alessandro n.q. Avv. Gianna Valeri

martedì 6 maggio 2014

Il Bene ed il Male

Da: Il Sole 24 Ore

La vedova Raciti: stasera 30mila magliette pro Speziale? Non si giochi 
Marisa Grasso, vedova di Filippo Raciti, l'ispettore di polizia morto nel 2007 durante gli incidenti scatenati dagli ultras catanesi contro la polizia alla fine di un derby con il Palermo parla di «vergogna», commentando in diretta a "24 Mattino" su Radio 24 la notizia delle 30mila magliette con la scritta "Speziale libero" che i tifosi del Napoli starebbero preparando per la partita di stasera Napoli-Cagliari (con riferimento ad Antonino Speziale, condannato proprio per l'omicidio di Raciti) . «A questa notizia dovrebbe una risposta il presidente del Consiglio. Deve dare una risposta - ha aggiunto la vedova Raciti, che alla domanda del conduttore Alessandro Milan su quale tipo di risposta si attende, ha aggiunto - chiudete, non fate giocare, basta. Uno Stato forte prende delle misure forti, non è essenziale una  partita di calcio, se ne può fare anche a meno. Ognuno sta a casa sua e si evitano problemi, vabbè c'è una perdita economica ma non è colpa mia. Un lavoro non può creare così tanti problemi, il lavoro deve rendere a una persona dignità perché porta onestamente a casa i soldi, ma alcuni lavori tolgono serenità a chi dovrebbe svolgere un servizio che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini. Questa delle magliette invece è la risposta che incassa lo Stato».
Marisa Grasso ha continuato: «Se lo Stato fosse forte, queste cose non sarebbero accadute. Io purtroppo mi aspetto che oltre a mio marito, che avrei voluto fosse l'unico sacrificio, ci siano altri Filippo Raciti. Lo Stato è debole, aspettiamoci di tutto. È davvero una vergogna sentire anche questa cosa delle magliette. Questo Speziale, che non io non nomino mai, è un assassino e uno spacciatore di droga. È un mercante di morte. Questo si pubblicizza».

Marisa Grasso è tornata sugli scontri di sabato all'Olimpico: «Questo Genny ‘a Carogna non ha nessun diritto di parola sulla vicenda di mio marito, può parlare solo dei suoi fatti personali. Io ho chiesto giustizia in un'aula di tribunale presenziando ogni giorno per 6 anni. E ho saputo la verità, non c'è nessun dubbio sulla vicenda giudiziaria. Due persone sono state condannate per omicidio fino alla Cassazione. In più, mentre era in attesa di giudizio, Speziale aveva la piena libertà di poter parlare e lo hanno arrestato i colleghi di mio marito per spaccio di droga. Non parliamo di sante persone ma di persone mai pentite. Questa cosiddetta "Carogna" che non è mai venuto in tribunale non può indossare una maglietta con quella scritta». Infine la vedova Raciti ha fatto un appello alle istituzioni: «Le telefonate di solidarietà mi stanno bene, ma io attendo risposte. Va bene che si faccia una nuova legge, forse dovremmo parlare della violenza degli stadi come di una nuova forma di terrorismo, il terrorismo da stadio. Comunque è un problema da sconfiggere, le risposte le vogliamo tutti, non solo io».

Mi associo alle parole di questa donna piena di dignità, intelligenza e dolore.
Le risposte le vuole la Società Civile così come si è organizzata con le sue Leggi volte all'ottenimento del Bene comune di tutti i facenti parte la Società medesima.

Altrimenti si sarebbero fatte leggi che consentivano la violenza insensata, che giornalisti da radiare dall'Albo avvalorano continuando a chiamare dei malati di violenza "tifosi", e la sopraffazione degli altri.
Altrimenti si accetterebbe (e purtroppo in parte si accetta) la libertà di obnubilarsi la mente con le droghe che alterano il comportamento sfociando in eccessi che creano male ad altri.
Insomma la Società della vedova, per violenza, dell'Ispettore Raciti è la mia idea di Società, quella del figlio di camorrista, come detto dai telegiornali, che chiamano "a Carogna" non è la mia idea di Società, essa è l'organizzazione volta al Male degli altri per far emergere con la violenza e la sopraffazione alcuni su tutti gli altri. 

Oggi c'è la scuola pubblica per tutti, eppure rimane una sacca di esseri umani che odia la scuola, odia la cultura e sceglie altre mete immediate, superficiali, poco cerebrali per vivere e queste menti dall'orizzonte limitato necessariamente non hanno dubbi su quel che fanno, il dubbio attiene alle menti evolute: questi sono ottusamente brutali, convinti che le loro pulsioni siano giuste e che possano esprimersi senza limite alcuno.

Un tempo il senso del limite lo dava il cosiddetto "timor di Dio", una specie di religiosa superstizione unita ad una certa umiltà..
Ora l'imbarbarimento unito alla assoluta mancanza di cultura e al lassismo dello Stato che, grazie agli interessi dei Partiti Politici, è ondivago nell'applicazione delle Leggi e non assicura la certezza delle sanzioni e delle pene, ogni essere senza freni si permette di tutto.
Conseguenza: il Bene viene schiacciato dal Male.

mercoledì 30 aprile 2014

Il PD contro se stesso

Da: Il Messaggero.it

Renzi: «O mi fanno fare le cose, o prendano un altro. Voto sul Senato il 10 giugno»


«Se posso fare le cose che posso fare le faccio, se hanno bisogno di uno che nasconde le cose, prendano un altro», non resto qui «a tutti costi». Lo ha affermato il premier Matteo Renzi a "Porta a Porta", soffermandosi sull'assemblea con i senatori Pd sul tema delle riforme. «Vado avanti perchè penso che questo Paese se risolve questioncine come il fisco e la giustizia diventa un Paese leader mondiale». Se non riesco «mi fanno fuori politicamente, più di così non posso fare».

Senza Matteo il PD, a parte Giachetti e quelli che seguono la sua linea, non è niente.
Meno di niente.
Alle Europee non vado a votare a questo punto.
Volevo rafforzare la linea del Segretario dando il mio voto turandomi il naso... Solo per lui lo avrei fatto.
Ma visto che questi..... (meglio che non scrivo cosa sono) lo boicottano, si facessero votare dagli illusi che gli sono rimasti.
Mi dispiace per Matteo e per noi tutti perché lui era l'ultima speranza.

Passi per le scaramucce di Berlusconi, da uno come lui c'è da aspettarselo che gli metta i bastoni fra le ruote, ma da quelli del suo partito... che dire... sono quelli che sono e che, giustamente, hanno perso voti a rotta di collo... Lui è "il diversamente abile" che piace anche a chi del PD non è mai stato, tanto da conquistare il voto di un ex-liberale, ex-repubblicano come mio marito.

Il mio voto no, l'ho dato per due volte a lui, Matteo, prima alle primarie con Bersani, poi per il Segretariato PD, pagando i 2 euro per le spese, ma a loro che gli mettono i bastoni fra le ruote non lo do. Morissero con i loro fedelissimi, con le loro Finocchiaro, D'Alema, Veltroni, Marini ecc. ecc...

Mi spiace per gente di valore come Giachetti.

Da: Il Fatto Quotidiano

Giachetti scrive a Renzi: “Chi te lo fa fare? Chi ce lo fa fare? Andiamo a votare subito”

Già, chi glielo fa fare? Forse la passione politica per il Paese e dunque l'attuazione di un'idea. Quella che quelli del PD non hanno più: solo potere, privilegi e denaro!
Cambiare questo Paese è difficilissimo. Gli rimproverano di aver fatto un accordo con Berlusconi per le Riforme che non gli fanno fare... Ma l'accordo Matteo Renzi non l'ha fatto con Berlusconi, bensì, con lucido pragmatismo, con i 10 milioni circa di italiani che lo votano!! 
Questo è il suo consenso e questa è la sua forza!
Stamane la trasmissione Agorà su RAI3 ha fatto vedere un campionario di italiani che votano Berlusconi: si era ad Ostia, cittadina del litorale laziale, con il candidato alle Europee per Forza Italia Armando Cusani. Chi è Cusani l'ha ricordato in studio soltanto Antonello Caporale, giornalista. Io lo ricordo con questo post che potete trovare in Archivio tramite la data di pubblicazione:

mercoledì 13 febbraio 2013


Sentenza depositata

Da: Circolo Larus Legambiente Sabaudia
Sentenza Cusani
Scritto da Administrator   
Martedì 12 Febbraio 2013 15:33
Questa gente esiste, vota per queste persone. 
Proprio lunedì passato parlavo con un avvocato, donna preparata ed intelligente, assolutamente del PD, che accennando a Renzi ed alle difficoltà che incontra per FARE ha ammesso che: "Non c'è niente da fare, abbiamo la classe politica che ci rappresenta, perché noi siamo così, come loro."
Dunque siamo noi italiani che creiamo il nostro male, da soli.
Basta vedere come abbiamo votato alle ultime politiche.
Il mio voto ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle è stato sprecato solo per la Regione Lazio, con prove del nulla che ho votato, ma non per i rappresentanti del Parlamento. E non è affatto vero quello che dice la giovane opportunista oggi renziana Pina Picierno, che il M5S non ha fatto nulla fino ad oggi: vero è, al contrario, che tutte le leggi, emendamenti e mozioni ottimi vengono regolarmente bocciati, respinti dall'Aula.
Persone come Renzi e Giachetti vengono respinte da un Sistema Paese che ci porterà a fondo e, purtroppo, anche chi non è d'accordo con tale storto sistema annegherà con tutta l'Italia.
Ecco un esempio di stortume:

Da: 06 Blog - Il magazine romano di 

I vigili e Giachetti: no allo scooter, sì all'autoblu

Roberto Giachetti arriva in scooter per le celebrazioni del 25 aprile, ma i vigili lo fermano: "si passa solo in auto blu".

Dal sito Facebook di:
Roberto Giachetti
 · Seguito/a da 4.927 persone
 ·25 aprile alle ore 10.36 · 
Altro che cambia verso…
Questa mattina prendo la moto per recarmi a Piazza Venezia per rappresentare la Camera dei Deputati alla celebrazione per il 25 Aprile con il Presidente della Repubblica. Arrivo a Piazza della Bocca della Verità e c'è un blocco dei vigili urbani. Mi accosto ed educatamente dico loro: buongiorno sono il vicepresidente della Camera e dovrei andare a Piazza Venezia per la cerimonia con il Presidente della Repubblica. Risposta del primo vigile: qui possono 
passare solo auto di servizio, lei con la moto privata no. Provo a replicare:si ma guardi io ho rinunciato all'auto di servizio giro solo ed esclusivamente con la mia moto. Insorge il secondo vigile: e ha fatto male, se vuole va a piedi qui passano solo le auto di servizio. 
Così solo per raccontare come vanno le cose in questo meraviglioso Paese. Buona giornata a tutti!

Avevano degli ordini, certo!! Ma non l'elasticità mentale e civile di accettare un cambiamento logico, visto che si trattava di un rappresentante delle Istituzioni che dava un esempio che dovrebbero seguire tutti.
Quando vogliono chiudono un occhio ed anche tutti e due in alcune circostanze, dunque una certa discrezionalità viene loro lasciata, potevano usarla per un esempio di fresco cambiamento delle abitudini della Casta: non l'hanno fatto, e con questa scelta hanno qualificato il loro pensiero.
L'Italia andrà a fondo anche a causa di questo tipo di pensiero, di modo di essere e di pensare.  

martedì 29 aprile 2014

Rivedere la Legge Merlin

Da: Il Messaggero.it - Sabato 26 Aprile 2014 - 10:17

Prostituzione, il racket con 5mila schiave del sesso. Un giro alimentato da centomila clienti

Romene e nigeriane sono le più numerose. In aumento le cinesi nei centri massaggi. Una su cinque è minorenne Oltre un miliardo l’anno il guadagno degli sfruttatori delle ragazze


Centomila clienti l'anno, cinquemila ragazze schiavizzate. I numeri del racket del sesso nella Capitale crescono di anno in anno. Un mercato florido che non conosce crisi. E una prostituta su cinque è minorenne quando mette piede per la prima volta a Roma. Un giro d'affari che a livello romano muove oltre un miliardo di euro l'anno.

La maggior parte delle squillo, circa il 65 per cento, si prostituisce in strada, secondo l'ultimo rapporto della comunità Giovanni XXIII. Dalla Salaria alla Tiburtina, dalla Palmiro Togliatti all’Eur. Strade dove il mercato del sesso non si accende più con le luci dei lampioni, ma molto prima. Perché i primi clienti ormai arrivano già durante la pausa pranzo.

LE BANDE
Le ragazze ridotte in schiavitù provengono per il 60% dall’Est Europa. Quasi tutte dalla Romania. Dopo l'ingresso nell'Unione europea nel 2007, le ragazze di Bucarest hanno sostituito le albanesi. Non hanno problemi di passaporto, nessuno le può mandare via. Il racket in genere è gestito da micro-bande, quasi tutte formate da connazionali, che sfruttano dalle 5 alle 15 ragazze. In alcuni casi, spiegano dalla Questura, lo sfruttatore è lo stesso fidanzato della prostituta. E la dinamica del fidanzamento-sfruttamento è anche la più difficile da disarcionare a livello legale.

RITI VOODOO
Subito dopo le romene ci sono le nigeriane. Sono il 35% delle lucciole da marciapiede. In questo caso la struttura che gestisce la tratta è di tipo matriarcale. C'è sempre una “madame” a capo della banda.

Queste organizzazioni clandestine si accollano le spese del viaggio delle ragazze dalla Nigeria e poi, quando sono arrivate in Italia, le costringono a prostituirsi per riscattare il debito. In genere le lasciano libere dopo che hanno “restituito” una cifra che va dai 20 ai 30mila euro. In alcuni casi anche le famiglie in patria sanno che le ragazze si prostituiscono. Di più: questi viaggi sono anticipati da una serie di riti voodoo compiuti dallo stregone del villaggio. Ecco perché, oltre alla questione economica, c'è un altro grottesco “debito” che le ragazze sentono di dover estinguere: quello con il rito magico.

RISCATTI D'ORO
In aumento anche le ragazze che vengono dalla Cina: oggi sono il 5%, ma sono in forte crescita. Le ragazze asiatiche non si prostituiscono in strada, ma quasi sempre nei centri massaggi, dove spesso si pratica una prostituzione soft. Oppure in appartamento - stesso discorso per le ragazze del Sud America - con il racket che organizza gli incontri e amministra le case. Anche in questo caso, come per le nigeriane, spesso le ragazze sfruttate devono riscattare il debito per il viaggio che le ha portate in Italia, pagato da chi le sfrutta. Anche qui per essere libere devono dare a chi le schiavizza intorno ai 30 mila euro.

E i clienti chi sono? Quasi sempre di ceto piuttosto elevato: reddito medio alto nel 56% dei casi, età fra i 40 e i 55 anni nel 43%. In genere professionisti e spesso sposati, oltre il 70%. Il cliente romano poi è piuttosto abitudinario: nel 75% dei casi va a caccia di sesso in cambio di soldi una volta ogni due settimane. E il 70% chiede una prestazione non protetta.


Ricordo quanto già scritto nel sottostante post di poco tempo fa, di cui riporto solo il titolo e l'immagine, che potete rileggere prendendolo dall'Archivio di questo blog.

L'unico Partito che ha recepito questo problema è stata la Lega Nord di Salvini.

Tutti si lamentano e nessuno agisce per paura di critiche.

Siamo chiusi in un'"impasse" permanente: guai a chi prova a fare cose di buonsenso!

lunedì 9 settembre 2013

Legge Merlin superata dai fatti

7 settembre 2013 - SP 215 dal Km. 34 al 38 - Foto fatta da Rita Coltellese


Inviai questo post alla Presidente della Camera dei Deputati, Boldrini, con una nota sulla fine che fanno molte emigrate e/o rifugiate anche minorenni.
Poche settimane fa forse c'era stato qualche controllo perché le più giovani erano sparite e le poche più grandi (ma di poco) si tenevano in dentro rispetto al margine della strada.
E' durato poco: pochi giorni fa sono ricomparse e ce ne era una che sembrava una bambina.
Ma è inutile documentare con foto visto che lo fanno illustri giornali e nulla cambia.
Bisogna inasprire le pene per gli sfruttatori e vietare la prostituzione in strada recisamente, consentendola in zone limitate e controllate: vere e proprie "zone a luci rosse".
Voglio vedere quali saranno i partiti che si opporranno ad un simile iter legislativo.

lunedì 28 aprile 2014

Italiani dovete subire e pagare

Ho firmato per la petizione voluta dalla sfortunata ma coraggiosa mamma di questo ragazzo, Carlo, ucciso da un indiano a cui la Comunità di S.Egidio aveva dato una roulotte sistemata al Gianicolo (neanche fosse un campeggio) che, ritenendo di essere disturbato da Carlo e da suo fratello che si erano fermati alle 2 di notte, di ritorno da una serata insieme, proprio lì, ha ficcato un lungo cacciavite nella pancia di questo giovane davanti agli occhi sgomenti e orripilati del fratello.

Ciao Rita,

Sono qui per annunciarvi che grazie alle vostre firme avremo un albero per Carlo. Grazie! 
Due giorni dopo il lancio della petizione sono stata contattata dal Sindaco Marino, il quale sabato mattina è venuto a visitarmi a casa. È stata una visita ufficiale, nella quale il Sindaco ci ha annunciato che l’amministrazione capitolina è al nostro fianco. E tutto grazie alla petizione. 
L'assessore all'urbanistica Caudo ha effettuato con me un sopralluogo in Piazza di San Pietro in Vincoli per stabilire dove mettere a dimora un albero in memoria di Carlo. In attesa dei passaggi burocratici, il professor Giovanni Longobardi dell’Università di Roma Tre si è già messo al lavoro per un nuovo disegno della piazza, che preveda il posizionamento dell’albero. Inoltre una targa ricorderà Carlo nel luogo dove ha perso la vita
Il nostro avvocato infine sarà contattato dall’avvocatura comunale per capire quale tipo di sostegno l'amministrazione potrà dare nel percorso giudiziario. 
Cinquantaduemila grazie. 
Giuliana
++++++++++++++++++++++++++++++++

Questa la petizione dal mio sito su facebook:

Rita Coltellese
24 aprile tramite Change.org

Sono tutt'altro che razzista ma l'accoglienza non 

vuol dire SOCCOMBENZA.

Ai politici dico: diamoci una regolata!

A tutte queste organizzazioni cattoliche che si 

danno tanto da fare per gente che qui non

dovrebbe starci perché senza lavoro, senza

cittadinanza italiana, senza permesso di

soggiorno, dico metteteli tutti dentro il Vaticano 

se siete tanto caritatevoli.

Il Vaticano, Stato che non accoglie nessuno, che 

mantiene le sue strade ed i suoi giardini pulitini,

perfetti! Ma dice a noi di accogliere gente che

non ha motivo di risiedere nel nostro disastrato

Paese: pieno di immondizia nei giardini, nelle 

strade... senza soldi neppure per chi ci è nato e 

paga le tasse da 4 generazioni!