giovedì 5 giugno 2014

Corruzione, corrotti, cancro d'Italia

Da: Il Fatto Quotidiano

di  | 4 giugno 2014

Inchiesta Mose, 35 arresti: Giorgio Orsoni ai domiciliari. Chiesto il carcere per Galan

“All’ex governatore veneto ed ex ministro Galan uno stipendio di un milione di euro l’anno più altri due milioni una tantum per le autorizzazioni”. “Al sindaco di VeneziaGiorgio Orsoni560mila euro per la campagna elettorale”. E poi mezzo milione di euro per “il consigliere politico di Tremonti”Marco Milaneseperché facesse arrivare i finanziamenti. Sono queste alcune delle accuse, pesantissime, che laprocura di Veneziaha inserito nei capi di imputazione dell’operazione che ha portato oggi a 35 arresti in relazione agli applti per ilMose, il sistema di dighe mobili per proteggere la città dall’acqua alta, un’opera del valore di oltre 5 miliardi di euro. Oltre 100 gli indagati. In manette lo stesso sindaco Orsoni, l’assessore regionale alle Infrastrutture Chisso, il consigliere regionale del Pd Marchese, gli imprenditori Morbiolo e Meneguzzo nonché il generale in pensione della Guardia di Finanza Spaziante. Una richiesta di arresto è stata presentata nei confronti diLia Sartori,europarlamentare uscente di Forza Italia.       

Secondo il gip di Venezia Alberto Scaramuzza, Galan e altri indagati, tra cui il generale a riposo della Guardia di Finanza Vincenzo Spaziante, “per anni e anni”, hanno “asservito totalmente l’ufficio pubblico che avrebbe dovuto tutelare, agli interessi del gruppo economico criminale, lucrando una serie impressionate di benefici personali di svariato genere”. 
Il sintomo che l’inchiesta sul Mose – sotto traccia o quasi negli ultimi mesi – stesse per esplodere era stata la notizia che i pm di Venezia avevano inviato atti al Tribunale dei ministri perché valutassero l’incriminazione dell’ex ministro Altero Matteoli. Una marea giudiziaria che impiegherà molto a ritirarsi e che ha portato ad arresti eccellenti e – come confermato dall’inchiesta Expo– bipartisan. I fondi neri “sono stati utilizzati percampagne elettoralie, in parte, anche per uso personale da parte di alcuni esponenti politici. Hanno ricevuto elargizioni illegali persone di entrambi gli schieramenti” dice il procuratore aggiunto di VeneziaCarlo Nordio.       
Arrestati il sindaco Pd e l’assessore regionale di Forza Italia. Ed ecco che oggi la politica – secondo gli inquirenti corrotta dalle mazzette degli imprenditori – finisce nuovamente sotto accusa e in manette: da destra a sinistra. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno arrestato il sindaco PdGiorgio Orsoni (ai domiciliari) e l’assessore regionale alle Infrastrutture di Forza Italia Renato Chisso, insieme ad altre 33 persone. Il primo cittadino deve rispondere difinanziamento illecitorelativo alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010. Il sindco avrebbe ricevuto 50mila euro di persona da Giovanni Mazzacurati e Federico Sutto, rispettivamente dirigente e dipendente del Consorzio Venezia Nuova, entrambi coinvolti nell’inchiesta. 
La Procura, che ha iscritto nel registro degli indagati un centinaio di persone, ha chiesto anche l’arresto per l’ex governatore e ministro e Giancarlo Galan, attualmente parlamentare e per il quale è necessario il via libera dell’apposita commissione. Il gip Alberto Scaramuzza – che in dicembre aveva respinto le richieste - ha firmato, in totale, 35 misure cautelari dopo una integrazione di indagine. Sonocorruzione, finanziamento illecito e frode fiscalei reati contestati. La Finanza ha sequestrato beni per un valore di circa40 milioni di euro. L’ex comandante della Gdf del VenetoBruno Burattiha spiegato che “il sistema che ha prodotto 25 milioni di euro di fondi neri”e di questi si è “accertata la destinazione” risalendo a responsabilità soggettive.     
Le presunte tangenti, con i soldi accumulati secondo il classico meccanismo dei fondi neri, finivano nelle tasche dei politici per gli appalti del sistema di dighe mobili progettato per difendere Venezia dall’acqua alta e realizzato dal Consorzio Venezia Nuova quale concessionario unico. Tra gli altri nomi eccellenti finiti in manette ci sono quelli del consigliere regionale del PdGiampiero Marchese, e degli imprenditoriFranco MorbioloeRoberto Meneguzzo(vicepresidente e amministratore delegato di Palladio), oltre al generale della Guardia di Finanza in pensioneEmilio SpazianteTra le persone colpite dalla misura cautelare c’è anche (domiciliari) Alessandro Cicero,direttore editoriale de Il Punto la cui sede fu perquisita nel marzo del 2013 proprio dalle Fiamme Gialle. Nei guai anche Vincenzo Manganaro cui Cicero aveva ceduto il 50% delle quote dell’editoriale del settimanale.     
Raggiunti da misura anche due ex presidenti del magistrato alle acque emanazione del Ministero delle infrastrutture: Patrizio Cuccioletta eMaria Giovanna Piva.Manette per Giovanni Artico(ex commissario straordinario per il recupero territoriale e ambientale di Porto Marghera),Stefano Boscolo “Bacheto”(Cooperativa San Martino di Chioggia),Gianfranco Boscolo “Contadin”,Maria Brotto(ex del consorzio Venezia Nuova),Enzo Casarin,Gino Chiarini,Luigi Dal Borgo,Giuseppe Fasiol,Francesco Giordano,Manuele Marazzi,            Alessandro MazziLuciano Neri,Federico Sutto (dipendente del Consorzio Venezia Nuova),Stefano Tomarelli,Paolo Venuti. Domiciliari anche per   Nicola Falconi, Corrado Crialese,Vittorio Giuseppone,Dario Lugato,Andrea Rismondo,Amalia Sartori(parlamentare europea di Forza Italia per cui è stata chiesta l’autorizzazione a procedere),Danilo Turato.      
Nella prima tranche dell’inchiesta arrestata anche l’ex segretaria di Galan. Il pool di pm Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonino della Direzione distrettuale antimafia aveva scoperto che l’ex manager della Mantovani Giorgio Baita, con il beneplacito del proprio braccio destroNicolò Busonaveva distratto dei fondi relativi al Mose in una serie di fondi neri all’estero. Baita e Buson erano statiarrestati, il 28 febbraio 2013, nella prima tranche dell’inchiesta che aveva portato in carcere anche l’ex segretaria di Galan.    Il denaro, secondo l’accusa, veniva portato proprio da Claudia Minutillo, imprenditrice ed ex assistente dell’ex ministro della Cultura, a San Marino dove i soldi venivano riciclati da William Colombelli grazie alla propria azienda finanziaria Bmc.
Secondo gli inquirenti pagate almeno 20 milioni di tangenti. Le Fiamme gialle avevano scoperto che almeno20 milioni di euro, così occultati, erano finiti in conti esteri d’oltre confine e che erano indirizzati alla politica, circostanza che ha fatto scattare all’alba di questa mattina l’operazione. Dopo questa prima fase, lo stesso pool, aveva portato incarcereGiovanni Mazzacuratiai vertici del Consorzio Venezia Nuova (Cvn). Mazzacurati, poi finito ai domiciliari, era stato definito “il grande burattinaio” di tutte le opere relative al Mose. Dopo una serie di interrogatori Mazzacurati – insieme a Baita, Buson, è tornato libero. Indagando su l’ex presidente del Consorzio erano spuntatefatture falsee presunte bustarelle che avevano portato all’arresto diPio SaviolieFederico Sutto, rispettivamente consigliere e dipendente di Cvn, e quattro imprenditori che si spartivano i lavori milionari.        
L’inchiesta parte da lontano e aveva preso avvio da un filone dell’indagine per mazzette relative ad opere autostradali lungo la A4 riguardanti una società presieduta daLino Brentan. Patteggiata la pena per quella vicenda, Brentan oggi risulta tra gli arrestati ai domiciliari. Da quel filone la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Venezia, è giunta ai presunti fondi neri creati da Baita, all’epoca dei fatti ai vertici della Mantovani, la società leader nella realizzazione del Mose e all’interno del concessionario unicoConsorzio Venezia Nuova (Cav). Gli inquirenti sono riusciti poi a risalire agli allora vertici della Cav, con l’arresto (ai domiciliari) del presidente Mazzacurati e di altre persone.  
Il sistema poteva contare su informazioni riservate. Oltre al filo rosso della corruzione che imprenditori e politica e finanza il sistema poteva contare – secondo gli inquirenti – suinformazioni riservaterelative alle indagini. Secondo i magistrati, infatti, il gruppo aveva messo a libro paga  un vicequestore della polizia di Stato, l’ex generale della Guardia di Finanza ed ex appartenenti ai  servizi segreti. Durante il suo iter, il lavoro della Procura è stato ostacolato dacontinue fughe di notizie e ingerenze.  
Soldi anche a un magistrato della Corte dei Conti. Nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip Alberto Scaramuzza anche uno ‘stipendio’ di 300-400mila euro all’anno – nel 2005 e 2006 arrivato a 600mila euro – che sarebbe stato percepito dal magistrato della Corte dei ContiVittorio Giuseppone, indagato nell’inchiesta per aver “compiuto atti contrari ai suoi doveri”.  
I legali di Orsoni: “Accuse poco credibili. E Galan: “No comment non ho visto le carte. Gli avvocati di Orsoni – Daniele Grasso e Mariagrazia Romeo – definiscono “poco credibili le vicende contestate ed esprimonopreoccupazione per l’iniziativa assuntae confidando in un tempestivo chiarimento della posizione dello stesso sul piano umano, professionale e istituzionale. Le circostanze contestate nel provvedimento notificato paiono poco credibili, gli si attribuiscono condotte non compatibili con il suo ruolo ed il suo stile di vita. Le dichiarazioni di accusa vengono da soggetti già sottoposti ad indagini, nei confronti dei quali verranno assunte le dovute iniziative”.  Francesca Chiocchetti, portavoce del presidente della Commissione cultura della Camera, ha fatto sapere che Galan “è a Roma enon ha potuto ancora vedere le carte”. Più tardi, però, il deputato si dichiara del tutto “estraneo” alle accuse “inverosimili” che gli sono state mosse e dichiara che si difenderà “a tutto campo nelle sedi opportune con la serenità ed il convincimento che la mia posizione sarà interamente chiarita. Chiederò di essere ascoltato il prima possibile con la certezza di poter fornire prove inoppugnabili della mia estraneità”.  
“Dalle prime informazioni che ho assunto e da quanto leggo sui mezzi d’informazione – spiega in una nota Galan – nel dichiararmi totalmente estraneo alle accuse che mi sono mosse, accuse che si appalesano del tutto generiche e inverosimili, per di più, provenienti da persone che hanno già goduto di miti trattamenti giudiziari e che hanno chiaramente evitato una nuova custodia cautelare, mi riprometto, dopo approfondita disamina degli atti con il mio Collegio di Difesa, di difendermi a tutto campo nelle sedi opportune, con la serenità ed il convincimento che la mia posizione sarà interamente chiarita”. “Spiace – sottolinea ancora – non essere stato ascoltato prima, dato che sono molti mesi che si indaga intorno a questa vicenda e mi sono sempre dichiarato più che disponibile a fornire le informazioni necessarie nella trasparenza più assoluta. Chiederò di essere ascoltato il prima possibile con la certezza di poter fornire prove inoppugnabili della mia estraneità”.     



Mose, Cantone: “Legge appalti va cambiata”. Grillo: “Noi vinciamo poi, ma arrestano voi”

Il presidente dell'autorità anticorruzione suggerisce il commissariamento delle imprese delle grandi opere coinvolte in indagini. E sull'inchiesta sul Mose: "Inquieta il coinvolgimento trsversale di soggetti diversi"

Raffaele Cantone
Il Presidente dell'Autorità Anticorruzione




Chi si documenta sa che di corruzione  e corrotti ce n'è in abbondanza anche in altri Paesi nel mondo.
Basti pensare ai funzionari indiani che, come abbiamo appreso di recente, avevano preso mazzette per far andare a buon fine l'acquisto di elicotteri Agusta da parte del loro governo.  

Elicotteri Augusta, mazzette italiane a politici indiani. Sullo sfondo il caso marò

Al processo Finmeccanica in corso a Busto Arsizio, il pm Eugenio Fusco mostra la lista delle personalità di New Delhi su cui il gruppo industriale made in Italy voleva fare pressioni: si va dal braccio destro di Sonia Gandhi al premier Singh

Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del 2010. La lettera che potrebbe complicare le relazioni tra i due Paesi la pubblichiamo accanto ed è stata trovata nella villa sul lago di Lugano del consulente italiano residente in Svizzera, Guido Ralph Haschke, imputato per corruzione insieme all’ex presidente di Finmeccanica Giusppe Orsi e ad altri consulenti e manager, con l’accusa di avere pagato 30 milioni di euro di mazzette a pubblici ufficiali indiani per favorire Agusta Westland nella gara per la commessa degli elicotteri AW101. Quando nell’aprile del 2012 entrarono nella sua casa gli inquirenti italiani e svizzeri, Haschke finse un malore e si accasciò sul suo letto. Sotto c’era una valigia piena di documenti che il consulente di origini piemontesi aveva lasciato lì, convinto che la sua cittadinanza svizzera fosse uno schermo contro l’invadenza dei carabinieri del NOE guidati da Sergio De Caprio, alias Ultimo, e dei pm napoletani Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock.
Certo, anche in questo caso, sono coinvolti italiani, ma i soldi gli indiani li hanno accettati: si sono fatti corrompere. 
In genere la cronaca storica e recente ci informa che, comunque, la corruzione è più diffusa nei Paesi in cui scarseggiano la democrazia e la civiltà. Insomma, nei Paesi più arretrati.
Di recente la Comunità Economica Europea ha segnalato che la corruzione in Italia ha un indice più alto che in qualsiasi altro Paese dell'Unione.
Questo fa riflettere sulla psicologia, sul costume del cittadino italiano.
Ho sentito che le domande che io mi pongo riflettendo se le pongono anche altri in dibattiti televisivi fra giornalisti, politici e personaggi della società civile.
Come mai l'italiano ha la tendenza a non rispettare le regole e a voler sempre approfittare qualora ne abbia la possibilità?
Come mai, anche a livello basso, si assiste ad un disprezzo ironico nei confronti di chi, avendone la possibilità, non approfitta?
Perché chi vive del piacere di fare il proprio dovere e di guadagnare solo quello che gli spetta senza trucchi e senza inganni viene ritenuto mediamente una specie di scemo, un cretino e non bensì ammirato per il suo rigore e la sua onestà?
Viene da rispondere che in Italia l'onestà non è più un valore e da molto tempo.
Dunque non c'è professione o carica che garantisca che, dietro una maschera pirandelliana, non si nasconda un farabutto, un mascalzone. Prova ne è che in questo scandalo veneziano è coinvolto un generale della Guardia di Finanza.
Cosa possiamo fare per non annegare in un mare di mota?
Prima di tutto dobbiamo essere severi e inamovibili con le pene. Molto più di quanto non lo si sia stati fino ad ora da Tangentopoli in poi. Secondariamente, l'ho già scritto su questo blog a proposito della Città del Nuoto qui a Roma, bisogna cambiare il sistema degli appalti.

mercoledì 9 ottobre 2013

Inutile aumentare le tasse se non si cambia registro

Da: RomaToday

Tor Vergata, tavolo in Campidoglio per terminare la Città dello Sport


Il prossimo 28 ottobre ci sarà un nuovo incontro tra gli assessori competenti e il rettore uscente Lauro. Per completarla mancano 500 milioni di euro


Redazione 8 Ottobre 2013

Dopo anni di abbandono, qualcosa si muove attorno alla Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata. Ieri in Campidoglio è stato avviato un tavolo tecnico per valutare la possibilità di riavviare i lavori per terminare la grande opera che, da progetto iniziale, doveva essere pronta per i Mondiali di Nuoto del 2009. Sul tavolo ci sarebbero dei capitali privati intenzionati a finanziare il completamento della struttura che ad oggi necessiterebbe di 500 milioni di euro. I particolari però, così come il nome della realtà interessata, non sono ancora stati rivelati. Il tavolo tornerà a riunirsi il 28 ottobre e sarà composto dagli assessori di Roma Capitale Luca Pancalli, Paolo Masini e Giovanni Caudo ed i rappresentanti dell'Università di Tor Vergata assieme al rettore uscente Renato Lauro.
L'opera, la cui realizzazione è stata affidata alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, è già costata oltre 200 milioni di euro anche se il prezzo iniziale previsto era di 60. Ora all'appello mancano almeno 500 milioni di euro. Era stata commissionata nel 2005 all'architetto spagnolo dall'allora sindaco Walter Veltroni quale struttura di punta per le competizioni dei Mondiali di Nuoto del 2009. Ma il futuristico palazzetto a forma di vela non venne mai completato e finiti i soldi è stato abbandonato a sé stesso.
Ecco, è questo il punto. A commento scrivevo:
Sui Lavori Pubblici è da decenni sempre la solita storia: c'è un preventivo in base al quale si inizia un progetto poi leggi sbagliate consentono "l'adeguamento lavori" e si cominciano a pompare soldi all'infinito e molte opere restano incompiute.
Qui siamo passati da un  prezzo iniziale previsto di 60 milioni di euro a 200 milioni di euro già pagati al solito Caltagirone, ma oltre a non aver completato i lavori per quando erano previsti e servivano, il 2009, per rendere l'opera completa servono altri 500 milioni di euro!

Più di 10 volte! 60 milioni preventivati che diventano 700!!
Il saccheggio delle casse pubbliche è vergognoso: basta cambiare le leggi che regolano gli appalti e mettere un tetto di tempo, penali severe e un tetto di adeguamento spesa in base a dati reali di mercato!

Questo commento fatto da una donna qualsiasi come me non viene in mente a chi deve legiferare?
E' così difficile? Io non lo credo: non si fa perché non si vuole farlo.
Basta cambiare le regole. Oggi Cantone dice: “Opere fatte con deroghe finiscono quasi sempre con fatti di corruzione"
Niente deroghe!!
Vinci l'appalto per una certa cifra, firmi un contratto con lo Stato e lo porti a termine nei tempi previsti dal contratto e per QUELLA CIFRA! Altrimenti paghi salate penali!
Invece così come è ora lo Stato firma un ASSEGNO IN BIANCO a chi riesce ad acchiappare un appalto.
Se l'offerta era troppo bassa e l'imprenditore ci rimette peggio per lui! Il prezzo si fa valutando tutti i rischi d'impresa: maltempo con perdita di giorni lavorativi, lievitazione costi dei materiali ecc. ecc.. Sono cose ovvie per chi ha un'impresa, soprattutto se pretende di concorrere per le grandi opere. 

Sono sicura che, con queste regole, i corrotti non avrebbero tanto margine di operatività. 

mercoledì 4 giugno 2014

O Renzi e le sue scelte o... il nulla

Quello che dice Beppe Grillo sul suo blog, e cioè che il successo renziano alle urne per le europee, sia dovuto a brogli è totalmente infondato e dimostra la difficoltà di Beppe Grillo a capire, a fare una lucida analisi del risultato delle urne.

Già Paola Taverna, senatrice dal carattere forte e di rivendicata estrazione superpopolare (sono di Torre Maura) in un telegiornale di ieri era più cauta del suo leader e si esprimeva più o meno così: "No, brogli no, ma certo il Partito Democratico ha saputo operare per accattivarsi i voti...."
Beh! Questo è quello che debbono fare tutti gli schieramenti che si presentano per gestire la Cosa Pubblica, mi sembra... Che dovevano fare altrimenti? Dire al possibile elettorato "Votate 5 Stelle?"

Beppe Grillo si sbaglia di nuovo, di nuovo perché si è sbagliato quando trionfalmente diceva "Vinceremo noi!" Una frase che come slogan andava bene, poteva servire da stimolo, ma solo come slogan, e non poteva contenere una certezza. 

La mia analisi del voto, nel mio piccolo piccolo, è la seguente.
Io ho una numerosa famiglia: siamo 9 persone votanti. Ho constatato in altre circostanze che, mediamente, siamo nello standard di questo Paese: in fondo siamo scontati e banali. Dunque, basandomi su questo piccolo campionario umano, posso dire che Renzi avrebbe potuto avere anche qualche voto in più, piuttosto che in meno.
Io, se fossi andata a votare, avrei votato per lui, ma non l'ho fatto grazie a quelli del suo partito che gli fanno la fronda: l'ho già scritto, sono stata in forse fra dargli il mio voto per rafforzare la sua linea o non darlo perché avrei premiato un PD che, senza di lui, mi fa schifo. Ho scelto di non votare, dunque un voto in meno al suo successo.
Ho già scritto che ho votato Renzi alle primarie con Bersani, ho votato Renzi per il Segretariato del suo partito, visto che era aperta a tutti la possibilità di votare, ed ho pagato per farlo. Dunque una scelta voluta e sentita. Alle europee non dovevo certo pagare per votare: eppure, dopo qualche oscillazione interiore, ho scelto di non farlo. Quelli del PD non renziani hanno fatto perdere un voto al PD. Se lo moltiplico per tanti come me, si fa un certo numero...

Non avrei potuto ridarlo al M5S per le ragioni che ho già scritto: il test del Consigliere Regionale che, preso il mio voto, se ne infischia altamente di ben due temi posti per il territorio, l'Acqua Pubblica e le fasce frangivento di proprietà della Regione lasciate in pericolosissima incuria, è stato emblematico delle promesse elettorali sfumate nel NULLA alla prova dei fatti.

Dunque o Renzi o il nulla. Una persona della mia famiglia, sempre stata di destra, ha votato per Renzi dicendomi "non sapevo proprio per chi altri votare.. certo il PD... ma o così o il nulla", un'altra non è andata a votare, pur stravedendo per Renzi, per stanchezza, un'altra, infine, si è vista rifiutare il voto dal seggio perché "nella tessera elettorale non c'erano più quadratini per mettere il timbro"! Erano le nove di sera e la persona, sempre stata del PD, era stanchissima dopo una domenica di lavoro e all'esortazione di quelli del seggio di "andare in circoscrizione a farsi dare una nuova tessera tanto sono aperti fino alle 10 di sera", non ha potuto consentire e non solo per la stanchezza... Il seggio, per chi conosce Roma, era in zona Vermicino e la circoscrizione è a Piazza Cinecittà, zona Subaugusta... Per chi non conosce Roma praticamente a diversi chilometri che, fra andata e ritorno, più il tempo di raggiungere l'Ufficio preposto a piedi, sostare per la bisogna e ritornare, avrebbero consumato l'ora rimasta.
Un altro voto perso per Renzi. 

Dunque se noi siamo una cellula di un corpo elettorale e se la cellula riproduce le caratteristiche dell'intero corpo, più o meno, Renzi, per  circostanze diverse, avrebbe potuto avere anche più voti di quanti ne ha presi.
Abitudini di un popolo dovute ad una specifica mentalità: quanti dei nostri politici usano guidare un'utilitaria come il Primo Ministro tedesco risparmiando sullo stipendio pagato agli autisti?

Stamane ho seguito un poco la pregevole trasmissione Omnibus su La7 e di nuovo ho sentito critiche su questo giovane coraggioso che tenta di salvare l'Italia: Freccero, Autore televisivo, lamentava la disoccupazione intellettuale, diceva che il lavoro intellettuale è pagato pochissimo o nulla. Freccero ha ragione ma, visto che anche lui ha un'età matura come me, dovrebbe sapere che così è sempre stato. Strano che un uomo intelligente come lui non abbia riflettuto su questo.
Renzi, come ho già scritto, non è Gesù Cristo che fa i miracoli, ammesso che persino questo meraviglioso predicatore di etica potesse farne su questa materia,  dunque come fa a correggere questo disinteresse storico della società per il lavoro intellettuale? 

Sempre nella mia piccola esperienza di vita risalgo a mio nonno che, pur avendo studiato fino alla quinta ginnasio in un'Italia con un altissimo tasso di analfabetismo, per trovare lavoro dovette emigrare negli Stati Uniti d'America nel lontano 1907.
Negli anni cinquanta, sempre del secolo scorso, mio padre, impiegato del Telegrafo, mi diceva che fra i suoi fattorini aveva giovani laureati in Legge che, pur di lavorare, avevano accettato di consegnare telegrammi e raccomandate girando Roma su uno scooter.
Fino ai giorni nostri di alcuni anni fa, in cui un Direttore di un Istituto Statale di Ricerca si è visto rifiutare i soldi  necessari per brevettare una invenzione di un suo Ricercatore dal Presidente di quella Istituzione.  La risposta fu "che non c'erano soldi".
Dunque che Freccero lamenti la mancanza di brevetti e di innovazione è giusto: non c'è attenzione in questo Stato per l'ingegno, esso è ignorato.
Potrei portare altri esempi, come un'invenzione brevettata con soldi propri da uno scienziato e proposta per un risparmio energetico sui trasporti pubblici ad un Assessore storico del Comune di Roma che non è stata applicata. 
Ricordo che i brevetti vanno rinnovati a suon di soldi, altrimenti scadono e diventano patrimonio di tutti. Ricorro di nuovo alla Storia: non è così che il povero Meucci  si è visto soffiare l'invenzione del telefono da Bell? 
Dunque il "Sistema Italiano", il  "Sistema Paese", la mentalità della classe dirigente e non solo, debbono cambiare e, forse, a cascata, piano piano, cambierà tutto il resto.
Renzi può essere la Speranza di un Inizio. Ma gli altri debbono collaborare.

Invece quello che vedo intorno a me, nel mio piccolo piccolo, è che il Sindacato non ha capito ancora che la Contrapposizione non va più, che la situazione Lavoro richiede Collaborazione fra le parti.
Il senso di responsabilità individuale latita: continuo ad apprendere che in un Dipartimento di una Università romana vedono gente timbrare il cartellino e poi uscire, tanto in quel Dipartimento non c'è molto lavoro da fare... Perché nessuno controlla i carichi di lavoro? 
Dipendenti pubblici vengono visti usare i mezzi di servizio ed il relativo carburante per fini personali: antiche abitudini tollerate che vengono percepite come "diritti".
Come cambiare le coscienze? Sono le coscienze individuali che formano una Nazione.
Certo se le coscienze deboli continuano ad essere informate di uno scandalo al giorno, l'esempio di una classe dirigente corrotta non aiuta. Le piccole coscienze si allineano.  
Troppa disonestà uccide l'Economia

mercoledì 28 maggio 2014

Chiusura dei Manicomi Giudiziari, rinominati OPG

Situazione dei malati mentali che non hanno commesso reati:

Da: Wikipedia

La riforma del 1978

La riforma italiana nota come legge 180 o legge Franco Basaglia ha abolito il manicomio e ha eliminato la pericolosità come ragione della cura. Il Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) doveva essere effettuato "se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici e se gli stessi non vengano accettati dall'infermo (art. 34)"[27]. La legge si costituisce di 11 articoli:
  • Art. 1 - Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori;
  • Art. 2 - Accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale;
  • Art. 3 - Procedimento relativo agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale;
  • Art. 4 - Revoca e modifica del provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio;
  • Art. 5 - Tutela giurisdizionale;
  • Art. 6 - Modalità relative agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera;
  • Art. 7 - Trasferimento alle regioni delle funzioni in materia di assistenza ospedaliera psichiatrica;
  • Art. 8 - Infermi già ricoverati negli ospedali psichiatrici;
  • Art. 9 - Attribuzioni del personale medico;
  • Art. 10 - Modifiche al codice penale;
  • Art. 11 - Norme finali.
I principi che la nuova legge afferma, cioè prevenzione e riabilitazione del malato, risultarono nuovi e i processi di adattamento molto lunghi. Tutto ciò che fino al 1978 era affidato alle province diventa responsabilità delle unità sanitarie locali e delle regioni. La legge 180 del maggio 1978 rappresentava l'anticipazione della più generale legge istitutiva del servizio sanitario nazionale del 23 dicembre 1978, n. 833.

Dopo la legge 180

Dopo l'approvazione della legge 180 si iniziò a modificare lentamente il disinteresse nei confronti dei bisogni di risocializzazione dei pazienti. In alcune realtà territoriali non vi furono delle modifiche sostanziali del carattere residenziale degli ospedali psichiatrici[28], mentre in altre si iniziò a costituire la rete dei servizi di salute mentale territoriali. Nel 1994 ilgoverno Berlusconi I introduce nella legge finanziaria un insieme di norme che impongono la chiusura definitiva dei manicomi e nel 1996 il governo Prodi I ne dà attuazione.

Situazione attuale

I 76 manicomi attivi nel 1978 sono stati sostituiti da:
  • 320 SPDC (servizio psichiatrico diagnosi e cura);
  • 1.341 strutture residenziali (C.T.R. comunità terapeutica riabilitativa - G.A. gruppo appartamento - C.A. comunità alloggio);
  • 257 Strutture semiresidenziali (D.H. Day hospital);
  • 433 imprese sociali (residenziali e semiresidenziali);
  • 481 strutture semiresidenziali (C.D. centri diurni);
  • 695 centri di salute mentale[29].


Situazione dei malati mentali che hanno commesso reati


Da: Il Mediano.it 19/07/2012

La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari: primi effetti della scelta legislativa

Con il decreto legge n.211 del 2011 il Governo ha deciso per la progressiva e totale abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, con una popolazione che supera le 1500 unità, che dovranno essere conseguentemente ricollocate altrove. Ma dove?

Difficilmente chi non ha dimestichezza con il pianeta giustizia e le sue innumerevoli sfumature può comprendere, con sincera profondità, le sensazioni e le emozioni dell’uomo comune a contatto con la realtà di un ospedale psichiatrico giudiziario: un mondo irreale, chiuso alla società civile, volto a contenere una popolazione carceraria difficile, quella dei soggetti afflitti da patologie psichiatriche.
Persone spesso sole, abbandonate a loro stesse ed al loro destino, senza voce, costrette a rimanere recluse fintanto che il giudizio di pericolosità sociale a loro carico, presupposto per l’applicazione della misura di sicurezza, rimanga concreto ed attuale

Quella degli internati è una realtà non solo triste, ma difficile da districare e gestire, specie alla luce delle ultime riforme legislative intervenute in materia.
Con il decreto legge n.211 del 2011, difatti, il Governo ha deciso per la progressiva e totale abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari presenti sul territorio italiano, con una popolazione che conta e supera attualmente le millecinquecento unità, che dovranno essere conseguentemente ricollocate e ridistribuite altrove. Ma dove?

Il 1 febbraio 2013 tutte gli Opg dovranno necessariamente chiudere i battenti. Nel marzo 2012 era prevista la prima scadenza imposta dal decreto, ovvero lo stabilire requisiti strutturali ed organizzativi destinati ad accogliere gli internati; dal marzo 2013, successivamente alla chiusura degli stabilimenti, le misure dovranno essere scontate esclusivamente all’interno dei presidi sanitari, mentre per coloro la cui pericolosità sociale risulti esclusa non vi saranno che dimissioni e la previsione di presidi sanitari sul territorio.

In attesa che i provvedimenti governativi prendano forma la magistratura, allineandosi alla ratio della norma, sta già interrompendo l’invio di nuovi soggetti presso gli OPG, ai quali non resta che fare ritorno alle proprie abitazioni, con tutti gli inevitabili rischi in materia di tutela della collettività e degli stessi familiari conviventi.

Si tratta, nel caso concreto, proprio del caso di A.: afflitto da una grave forma di schizofrenia, stava scontando una condanna a una pena detentiva per reati commessi contro i propri familiari, con applicazione della misura di sicurezza del ricovero in OPG per i sei mesi successivi alla stessa.
Scontata la sua pena per intero, sarebbe stato almeno formalmente da ricollocare presso l’Ospedale Psichiatrico ove, tra le altre cose, avrebbe ricevuto un trattamento sanitario adeguato ed idoneo alle sue patologie: del tutto inaspettatamente, invece, oggi ha fatto ritorno presso la sua abitazione, seminando il panico tra i propri familiari, incapaci di arginare e gestire le sue complesse problematiche, già palesando atti di violenza estrema e di insofferenza.
Allo stato purtroppo nessuno, men che mai il legale, appare in grado di poter fornire una risposta concreta a questo ed altri casi, in attesa di chiare ed evidenti soluzioni legislative che, si spera, non arrivino in un momento di definitiva compromissione degli interessi in gioco e della vita delle stesse persone coinvolte.


Da: senato.it - Legislatura 16ª - Disegno di legge n. 2876
La XVI Legislatura della Repubblica Italiana è stata in carica dal 29 aprile2008[1] al 15 marzo 2013
....Dal 1978 appositi accordi col Ministero di grazia e giustizia conducono gli operatori del servizio di salute mentale di Trieste in carcere a salvaguardia del diritto alla cura del detenuto e della continuità terapeutica per il detenuto già malato di mente. Già oggi nella pratica è possibile non discriminare la possibilità di cura, il luogo della cura e la qualità della stessa per il cittadino detenuto. Spesso il servizio di salute mentale, il centro di salute mentale 24 ore, si è offerto come luogo di cura in corso di custodia cautelare e in attesa della fine del procedimento giudiziario. In alcuni casi modalità di alternativa alla detenzione per il detenuto al termine dei tre gradi di giudizio sono stati concordati dal servizio con i magistrati di sorveglianza e le autorità carcerarie. La persona che abbia commesso un reato grave e che presenti severi problemi psichiatrici, laddove tale condizione sia incompatibile con la detenzione, viene trattato, secondo un progetto terapeutico riabilitativo articolato e per un periodo di tempo prestabilito, ovvero fino al raggiungimento di un equilibrio psichico adeguato all'interno del centro di salute mentale 24 ore o di strutture residenziali comunitarie in regime di detenzione domiciliare, di libertà vigilata o di sospensione della pena.
In ogni caso le misure alternative alla detenzione e tutte le modalità di flessibilizzazione del regime detentivo (visite, lavoro in carcere, corsi di formazione) costituiscono un canale preferenziale attraverso il quale i servizi di salute mentale col magistrato di sorveglianza e con la direzione e gli operatori del carcere cercano di trattenere nel tessuto sociale (e cittadino) la persona che deve scontare una pena».

Da: Huffington Post
Ileana Cathia Piazzoni

"...attività volte a incrementare percorsi terapeutico-riabilitativi individuali, prevedendo anche la dimissione di tutti coloro per i quali l'autorità giudiziaria avesse escluso, o escludesse successivamente, la pericolosità sociale.

La ratio umana e sociale si capisce e si apprezza...
Ma chi pensa alle vittime?
Chi pensa ai familiari che di sovente sono le prime vittime?
In molte norme la Società, lo Stato, dimenticano le vittime, sembrando tesi più a salvaguardare chi, sia pure per malattia, infligge il male a qualcuno che chi senza colpa lo subisce.  

Droga libera e danni agli altri

Dal sito della trasmissione "Chi l'ha Visto?"

Riccardo Magherini morto a Firenze durante un arresto

Data pubblicazione:10/04/2014

La notte fra il 2 e il 3 marzo 2014 Riccardo Magherini, 40 anni, ex calciatore del Prato e delle giovanili della Fiorentina, è arrivato in arresto cardiaco al pronto soccorso di un ospedale di Firenze. Poco prima era stato immobilizzato a terra e ammanettato a faccia in giù sull’asfalto da due pattuglie dei carabinieri, accorse nelle strade di Borgo San Frediano. Intorno all’una l’uomo era entrato in una pizzeria molto agitato, sfondando una porta a vetri. Si sentiva inseguito, braccato, aveva paura che qualcuno potesse ucciderlo. Tornato in strada, terrorizzato e in preda al panico, ha fermato un’auto. Poi è arrivata una pattuglia dei carabinieri che sono riusciti a fermarlo solo dopo l’arrivo di rinforzi. Magherini era a terra, a torso nudo nel freddo. Un abitante del quartiere ha fatto con il cellulare una registrazione audio di quei momenti, che stata è pubblicata su Repubblica.it. Grazie ai tecnici esperti della Rai è stato possibile migliorare l’audio della registrazione. Si sente l’uomo gridare: “Aiutatemi… Mi sparano… Sto morendo…”. Poi la sirena dell’ambulanza, senza medico che arriva dopo, quando Magherini non si agita più perché è in arresto cardiaco. La procura di Firenze sta indagando. Dopo la diffusione della registrazione i familiari hanno dichiarato all’Ansa: “È davvero difficile darsi pace, perché è evidente che quella sera Ricky stava male. Aveva bisogno di aiuto, e lo chiedeva disperatamente, ben prima che intervenissero le forze dell'ordine e i soccorritori. Ed è morto, invece, nelle mani di costoro. Occorre fare piena luce sull'accaduto. Confermiamo la nostra fiducia nell'opera degli inquirenti”. “Chi l’ha visto” ha lanciato un appello a chiunque possa fornire elementi utili.

Non vorrei apparire come il difensore d'ufficio delle Forze dell'Ordine, anche perché conosco molti casi singoli di uomini che ne fanno parte che si comportano molto male, però per il ripetersi di casi di persone che, sotto l'effetto di droghe, danno in escandescenze perché presi da delirio, alterazione e sconvolgimento dovuto al brutto effetto di esse, sarebbe il caso di cambiare i protocolli di azione a cui tali Forze debbono attenersi.
Ad esempio: stendere a terra il soggetto a faccia in giù, mani dietro la schiena, eventuali manette. E' una posizione in cui anche chi sta bene potrebbe avere qualche difficoltà a respirare, figuriamoci chi è alterato da sostanze tossiche. Il cuore pulsa di più per l'agitazione psico-motoria, il respiro è dunque più corto, la pressione arteriosa sale... Il soggetto che si agita va fermato ma in modo che possa respirare. Certo non è facile il lavoro di chi deve fermare una persona in agitazione psico-motoria e parlo anche dei medici stessi che, però, forse capiscono qualcosa di più di come si trova l'organismo umano in tali frangenti. Tutto ciò detto però non si può nemmeno gettare la croce addosso a chi è costretto, suo malgrado, ad intervenire per evitare che il drogato causi danni a terzi.
Nel caso qui riportato, trattato più volte da "Chi l'ha Visto?",  l'ex-calciatore si sentiva minacciato da qualcosa che esisteva solo nella sua mente alterata e, come ha raccontato un tassista in un servizio di "Chi l'ha Visto?", dentro il cui taxi era entrato Magherini agitatissimo dicendogli che volevano ucciderlo,  il conducente ha provato a chiedergli chi mai.. ma il drogato nella sua agitazione psicomotoria fuori da ogni controllo gli ha dato un colpo sulla nuca, sicuramente senza l'intenzione di fargli male, ma il tassista si è spaventato ed è sceso dalla sua vettura, da cui è sceso anche l'agitato continuando a fuggire dai suoi fantasmi lungo la strada fino a colpire un vetro di una pizzeria rompendolo. Qualcuno ha chiamato le Forze dell'ordine, è ovvio, e chi ha ripreso con il cellulare ha ripreso le urla di una persona che già stava male ed il suo male non l'avevano certo creato i carabinieri né i medici che, mi sembra di aver letto, sono stati anche loro indagati.
Insomma bisogna, a mio avviso, cambiare qualcosa nei protocolli di intervento, ma non è nemmeno giusto che "la LIBERTA' di drogarsi" ricada su Carabinieri, Polizia e Medici.

Dietro le quinte dei Movimenti per l'Acqua

Da Barbara Grimaudo,
una donna in gamba, un'analisi lucida
Astrid
Da: Barbara <cittadiniinvisibili@hotmail.it>
Data: 27 maggio 2014 19:38:48 CEST
A: COORDINAMENTO NAZIONALE ACQUA COORDINAMENTO NAZIONALE ACQUA <coordinamentonazionale@acquabenecomune.org>
Oggetto: RE: [Coord-Naz] R: [Coord-Naz] Il movimento/Forum è studiato in tutta Europa (e non solo). Questo è il frutto di un lavoro di approfondimento di un ricercatore europeo: Prof. Andreas Bieler
Rispondi a: coordinamentonazionale@acquabenecomune.org

 
Non so quanti comitati fossero stati a conoscenza del fatto che un Professore tedesco di un'università inglese e che attualmente sta lavorando presso un centro norvegese, ha soggiornato alcune settimane in Italia per conoscere ed approfondire le dinamiche e le relazioni interne al movimento/Forum.
Non so quanti comitati ne fossero stati a conoscenza in quanto a noi aretini, tale professore, ci ha contattato solo a seguito dell'incontro avuto con la Fondazione Basso. Solo qui gli avevano consigliato di incontrarci per approfondire certe tematiche:
Copio ed incollo in grassetto da una mail precedentemente inviata a chi so io:
Ha detto di aver incontrato nell'ordine:
       1)  Paolo Carsetti
2) Marco Bersani
3) Corrado Oddi
4) Severo Lutrario
5) un tale Minucci che mi sembra di ricordare che era del Crap
6) Poi e' andato a parlare con la fondazione Basso e loro gli hanno suggerito di venire a parlare con noi di Arezzo.

 
CARO LUCIO E CARI TUTTI, scusate se intervengo, da tanto tempo ormai lo faccio di rado, come non seguo più le diverse e-mail. 
Ma questa discussione , unitamente a qualche risposta che ho letto, mi ha coinvolto particolarmente. Ho aspettato che qualcuno esprimesse nei confronti del povero Professore Bieler una forma di solidarietà oppure una benché minima forma di preoccupazione per il suo lavoro. Infatti se e è vero  che il  Professore tedesco di un’università inglese che attualmente lavora in Norvegia ha intervistato in ordine quelli che leggo, chissà cosa riporterà nel suo lavoro, che naturalmente ho la curiosità di leggere. Ad occhio e croce dovrebbe riportare un mare di enormi cavolate, ma talmente grosse che probabilmente qualche mal mostoso dopo la lettura del testo,  magari lo contesterà alla grande.
Sul numero 4 e 5 non intervengo perché non mi costa personalmente, ma sui primi tre, accidenti, il povero Belier è riuscito ad intervistare parte delle persone responsabili della morte del forum Italiano  dei Movimenti per l’Acqua, e la sua trasformazione in una struttura a metà tra un partito politico e un sindacato, di natura autoritaria e autoreferenziale. Ho avuto la possibilità di conoscere queste persone tanti anni fa e difficilmente avrei avuto la sorpresa di incontrare nel mio percorso di vita  soggetti che in maniera scientifica riescono a riportare menzogne ad altissimo livello e a screditare gli altri solo per problemi di “acquisizione di potere”.
O con me o contro di me. Non posso dire che all’inizio i soggetti in questione fossero proprio così, ma hanno avuto il tempo di organizzarsi, compiacersi tra loro e seguire una loro strada. Accidenti se hanno avuto seguito. Naturalmente da noi in terronia vale un proverbio che dice così “nuddu si ppigghia  si nnu’ si rassumigghia " (nessuno si prende se non si somiglia).
Ma sono veramente curiosa di sapere cosa hanno riportato al povero ed ignaro professore. Per esempio, mi chiedo. avranno mai parlato della nascita del Forum? Di come questo sia avvenuto? Dell’esistenza ai tempi di una certa Sara Giorlando (ex Attac un motivo ci sarà). Avvocato in gambissima da tutti i punti di vista, dal suo attivismo alla sua cultura e tanto altro ancora. Sara è stato il nostro primo collante in Sicilia,e la prima donna ad organizzare convegni internazionali sul tema acqua. Eppure non esiste più. E avranno detto come è nata la rete dei movimenti, con quali modalità e con quali principi e valori? E avranno mai riportato che la CGIL, quando Marco Bersani non prendeva più soldi da Rifondazione comunista, ha provveduto al sostentamento di quest’ultimo? (a detta di Corrado Oddi). E avranno mai riportato al prof. Belier che Corrado Oddi E Marco Bersani avevano deciso di “dividersi la zone per  loro presenza in rappresentanza del Forum italiano dei Movimenti per l’acqua ? Marco Bersani il nord e Corrado Oddi il Sud . (Detto a me  e a mio marito a Roma in un bar)
Se avranno mai detto che con le loro menzogne sono riusciti, in maniera scientifica  a rovinare il mio stupendo rapporto con Alex Zanotelli, esattamente l’uomo che mi ha fatto intraprendere la lotta contro la privatizzazione dell’acqua al suo rientro da Corococho. Lo hanno convinto che io insieme ad altri movimenti ed attivisti eravamo tanto cattivi e mal mostosi che come nostro unico obiettivo avevamo era di creare malmostosità all’interno del Forum. Alex persona che adoro  e che mi ha messo in contatto con tutti quelli che avevano iniziato molti anni prima questa attività. E mi riferisco a  Alberto De Monaco e poi ancora a Emilio Molinari e a Rosario Lembo, e ancora a Margherita Ciervo e altri ancora.
E Chissà se i tre intervistati avranno raccontato al professore Belier, di essere responsabili con  la loro ingerenza in Sicilia dell’andamento e del pessimo risultato che abbiamo ottenuto  con la legge di ripubblicizzazione dell’acqua. Secondo me non gli hanno riferito di essere stati complici e conniventi con parte di soggetti , Sindaci, politici e Antonella Leto (CGIL ) del famoso “refuso” introdotto nella legge, che ha avuto proprio, la storia più orribile di lotta.
Cioè nulla nessuna lotta. Bisognava ottenere il massimo possibile, quindi zitti e buoni, perché altrimenti si sarebbe potuto dire che il Forum Italiano di Movimenti per l’acqua, non era il più grande movimento di lotta  mai esistito nella storia.
 I tre intervistati,  che potremmo definire il  Consiglio d’amministrazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, hanno piuttosto bastonato chi voleva portare alla ribalta ed in maniera pesante questa orribile menzogna. Anche Padre Alex ha creduto che io insieme agli altri fossimo i mal mostosi della situazione.   E mi chiedo ancora se il Consiglio d’amministrazione ha  parlato del bluff e della vergogna  del coordinamento nazionale svoltosi a Catania.
 E se ancora avranno riportato al povero Belier le modalità di svolgimento e di come vengono prese le decisioni a livello nazionale?. Naturalmente sempre riempiendosi la bocca di sta’ parola “DEMOCRAZIA”. Aiuto.
Detto questo , per la felicità di tanti non riesco più a scrivere, sono stanca. Immagino quanto lo sarete voi, ma non credo tanto che la leggerete. Avrei tanto altro da dire, naturalmente vero, ma adesso vi saluto. Con grande tristezza saluto tutti, un bacio ad Astrid  e ad  Andrea Palladino, due persone che ingiustamente sono stati oggetto di fatti inenarrabili. Non so se è stato intervistato anche Valerio, sarebbe carino, soprattutto se presentava come il Forum tiene i Bilanci. Con la forma dei Bilanci di Cip e Ciop.
Buona strada a tutti, il Forum vero rinascerà perché quello non è mai morto, anzi è vivo e molto attivo.
Complimenti a tutti i movimenti e attivisti che faranno rinascere il Forum, anche se distante sono con voi. Con il mio cuore certamente.
Scusate gli errori di grammatica o altri errori similari.
 barbara grimaudo 


Per lungo tempo si sono confuse le mafie e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale. Giovanni Falcone  1991“Cose di Cosa Nostra”

martedì 27 maggio 2014

Uomini di Buona Volontà e bruti

ANSA.it


Padre Dall'Oglio ucciso in Siria, lo dice testimone

Il gesuita italiano sarebbe stato ucciso subito dopo la cattura da parte di miliziani qaedisti nel luglio dello scorso anno a Raqqa, nel nord della Siria. Mancano pero' elementi di prova


Il gesuita italiano Paolo Dall'Oglio sarebbe stato ucciso subito dopo la cattura da parte di miliziani qaedisti nel luglio dello scorso anno a Raqqa, nel nord della Siria. Lo afferma un disertore dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) citato dall'ong Lega siriana per i diritti umani. Per ora mancano però elementi di prova.
Sulla sorte di Padre Paolo, scomparso a Raqqa il 29 luglio del 2013, si sono gia' susseguite notizie contrastanti da varie fonti dei ribelli siriani: alcune lo hanno ripetutamente dato per vivo secondo, mentre altre ne hanno annunciato la morte. In questo caso la presunta testimonianza e' rilanciata da una piattaforma di attivisti in esilio dotata di una rete di informatori nel Paese. Secondo la Lega siriana per i diritti umani, il racconto, particolareggiato, e' stato fatto da Abu Mohammad Assuri, presentato come un disertore dalle file dell'Isis. Assuri afferma che il gesuita romano e' stato ucciso con 14 colpi di pistola calibro 9 nel quartier generale dell'Isis a Raqqa, citta' nelle mani dell'organizzazione di ispirazione qaedista. L' 'esecuzione', sempre secondo Assuri, sarebbe avvenuta due ore dopo la cattura di Padre Paolo. A sparargli sarebbero stati due fratelli jihadisti sauditi: Kassab e Khilad Al Jazrawwi. L'informazione non e' verificabile né ha al momento ulteriori conferme, mentre non sono state diffuse immagini. Il presunto disertore non fornisce inoltre notizie su cosa sia stato fatto del corpo del religioso italiano. 
Da altre fonti ho appreso che Al Jazrawwi significherebbe "il Macellaio". Probabilmente, anche se non confermata data la situazione grave in Siria, la morte del Padre Gesuita è molto probabile, altrimenti i bruti che l'hanno sequestrato avrebbero utilizzato la sua persona per trarne qualche vantaggio, cosa che non hanno fatto, dunque è morto.
Da sempre gli Uomini di Buona Volontà cercano di dare messaggi di Pace e uomini bruti li uccidono.
Ieri le immagini delle tre Religioni nate nel Medio Oriente hanno trasmesso messaggi di pace per tutti coloro che le seguono: se Dio c'è è necessariamente lo stesso Dio per tutti, chiunque si costruisca un Dio ad personam è un pazzo insensato.
Il commovente abbraccio dei rappresentanti di tre religioni monoteiste

I bruti di Al Qaeda, e non solo, fanno proprio questo.
Nessun Profeta, tantomeno Maometto nel Corano, ha mai detto di agire come agiscono questi bruti: anzi, ha scritto tutt'altro.
Pensate ai bruti che hanno rapito le ragazzine in Nigeria, si dicono musulmani, ma non certo musulmani che seguono l'insegnamento di Maometto il quale nel Corano esalta e rispetta la donna. I bruti invece la coprono dalla testa ai piedi con il burka, la vogliono ignorante e sottomessa peggio di una bestia. 

L'UNITA' di oggi 27 maggio 2014: Copioni!!!!

Mi avete copiato il titolo! Il mio post è uscito prima: la data è messa in automatico dalla piattaforma di Google per i blogger!
Naturalmente scherzo... io ho scritto Matteo... voi Renzi....

lunedì 26 maggio 2014


Effetto Matteo!