martedì 17 giugno 2014

Mostri "normali"

Omicidio Motta Visconti, madre e due figli uccisi. Padre: “Condannatemi all’ergastolo”

Ha sterminato la famiglia, poi è andato a vedere la partita in un pub. Un amico: "Non era nervoso, sorrideva e parlava di calcio". Carlo Lissi dopo un lungo interrogatorio ha confessato il triplice omicidio e ha fatto ritrovare in un tombino il coltello usato per il delitto. Il 31enne ha raccontato di amare un'altra donna. Ora si trova in carcere a Pavia

Omicidio Motta Visconti, madre e due figli uccisi. Padre: “Condannatemi all’ergastolo”
“Voglio il massimo della pena”. Con queste parole Carlo Lissi ha confessato di aver ucciso la moglie Cristina Omes di 38 anni e i figli Giulia di 5 e il piccolo Gabriele di 20 mesi, nella villetta diMotta Visconti (Milano). Ai carabinieri del Comando provinciale di Milano e della compagnia di Abbiategrasso che lo hanno incalzato per tutta la domenica, Lissi ha raccontato di aver fatto l’amore con la moglie prima di sterminare l’intera famiglia e di essere poi andato a vedere la partita. Ha ricostruito con precisione la dinamica del massacro: ha colpito alle spalle Cristina che guardava la televisione e che ha gridato: “Carlo, Carlo perché mi fai questo?”.
Con lo stesso coltello ha ucciso Giulia nella sua cameretta, e il piccolo Gabriele, che si trovava nel lettone di mamma e papà. Il movente rimane ancora da definire, ma l’uomo avrebbe avuto una passione non corrisposta per una collega. Agli investigatori ha anche indicato il tombino dove ritrovare il coltello. Dopo la confessione, il commercialista 31enne è stato trasferito nel carcere diPavia.
Lissi aveva raccontato ai carabinieri di aver trovato i cadaveri dei famigliari al suo rientro nell’abitazione intorno alle 2 di domenica, dopo aver guardato la partita dell’Italia a casa di amici. All’inizio gli uomini del Nucleo investigativo, guidati dal tenente colonnello Alessio Carparelli, non hanno escluso nessuna ipotesi: dalla rapina finita nel sangue all’omicidio-suicidio. Ma dopo aver sentito l’uomo più volte per tutta la domenica e confrontato il suo racconto con le dichiarazioni di amici e testimoni hanno cominciato a concentrarsi sulla pista famigliare.
A far crollare il racconto dell’uomo sono stati i riscontri scientifici e medico-legali emersi dalla scena del delitto, ma gli investigatori hanno avuto sentori anche di forti tensioni all’interno della coppia. Un particolare che ha confermato i sospetti sul commercialista. Tutti questi tasselli, raccolti e messi in fila con precisione dai carabinieri – coordinati dal procuratore capo di Pavia Gustavo Cioppa - hanno portato al fermo di Lissi dopo l’interrogatorio nella caserma dei carabinieri diAbbiategrasso.
Uno degli amici ha raccontato che Carlo non ha mostrato nessun segno che potesse far pensare a quello che era successo: “Non tremava, non era nervoso, sorrideva e parlava di calcio, come tutti”. “Ha anche esultato in occasione dei gol di Marchisio e Balotelli”, hanno precisato gli inquirenti. Il clima nel pub è festoso, con battute, urla, gli occhi incollati al maxischermo, rituali normali in occasione dei Mondiali. Ma l’uomo, dietro di sè, ha lasciato una scia di sangue, e mentre beve una birra e segue con trepidazione le azioni di gioco, a casa Cristina, Giulia e Gabriele giacciono morti da meno di mezz’ora. 
“Abbiamo sentito un urlo poco prima delle 23. Io e mia moglie eravamo in casa – ha raccontato agli investigatori poco dopo il delitto Paolo Pettinelli, un vicino di casa -, abbiamo pensato fossero i ragazzi che di solito si trovano alla sera nel parco in fondo alla via a giocare. Abbiamo sentito anche un urlo ‘aiuto’ ma abbiamo pensato fossero sempre i ragazzi. Solo dopo abbiamo associato la voce a quella di Cristina. Le grida sono cessate di colpo poi c’e’ stato silenzio. Attorno alle due abbiamo sentito il grido d’aiuto di Carlo e siamo usciti. Io ero in taverna – continua il testimone – e mi ha chiamato mia moglie Anna. Carlo era vestito con maglietta e pantaloni, non abbiamo visto se corti o lunghi dal giardino. Urlava: “Hanno ammazzato tutti. Sono stati i ladri’. Poi ho chiamato il 112″. Intanto erano usciti anche gli altri vicini e qualcuno ha visto Carlo telefonare ai carabinieri”.
I carabinieri che hanno risolto il triplice omicidio in meno di 48 ore hanno sottolineato che “qualche autorità locale di Motta Visconti poteva attendere la fine delle indagini prima di avvalorare una tesi rispetto a un’altra”. Il riferimento è alle dichiarazioni del sindaco eletto, in carica da pochi mesi, Primo De Giuli che a caldo aveva associato il delitto all’escalation di furti in abitazioneche a suo dire si sono registrati in paese nell’ultimo periodo. 
“Non c’è stato un raptus o un elemento scatenante - hanno aggiunto gli inquirenti – come una lite, o una brutta notizia: Lissi ha agito in modo lucido, nonostante il folle gesto”. A spingere l’uomo a uccidere la moglie e i suoi due bambini potrebbe essere stata, secondo gli investigatori “una costruzione mentale maturata da tempo”. Il 32enne, spiegano, potrebbe aver visto nella moglie ma anche nei figli un ‘fardello’ che gli impediva di liberarsi da una costrizione e iniziare una nuova vita con la collega che corteggiava da tempo. Per questo, gli investigatori non escludono che l’omicidio sia stato preparato e organizzato nei dettagli.
Ha collaborato Andrea Ballone

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    stesso trattamento a lui........ma questo INCIVILE paese lo metterà ai....DOMICILIARI.... le carceri sono PIENE di tutta quella PORCHERIA STRANIERA che alloggia a nostre spese come in hotel rapportato.....da dove vengono.....................retata giornaliere botte chi delinque e ESPULSIONI VELOCI.



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        ....."Lissi ha raccontato di aver fatto l’amore con la moglie prima di sterminare l’intera famiglia ..."
        per favore NON chiamatelo amore.......



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            A me sembra il gesto di un pazzo, uno che lo è sempre stato (ma che vive la sua pazzia in un contesto di folle normalità fatta di amici, vicini e parenti che hanno sempre sorvolato), aggravata, molto probabilmente, dall'assunzione di coca.
            Non lo dicono, ma io mi ci gioco le ralle che era pure strafatto.
            Comunque la pena di morte sarebbe il minimo. Speriamo ci pensi da solo.



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                Se avesse gli attributi, dovrebbe sbrigare la faccenda da solo in quattro e quattr'otto.
                Ma questi infami non hanno gli attributi. Chi ha gli attributi non uccide la moglie ed i figlioletti piccoli a coltellate, per poi andare a vedere una partita di calcio.



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                  tristezza...tanta! E ora, rispettoso silenzio.



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                      Dobbiamo finalmente renderci conto che, purtroppo, la mente umana (tuttora sconosciuta per la maggior parte) può essere un abisso di ferocia, cattiveria, abominio.
                      Non penso che l'autore, se confermato, di questo massacro sia un pazzo.
                      Farebbe comodo a noi tutti, lo incaselleremmo in una categoria, lo allontaneremmo da noi. E questo ci rassicurerebbe sulla nostra normalità. No, ahinoi, questo individuo è il nostro prossimo, colui il quale incrociamo per strada, colui con il quale ci scambiamo magari il segno della pace, colui il quale ci siede accanto in metro, siamo noi. E' paradigmatico rispetto alla tragedia umana.
                    • Riporto solo pochi dei molti commenti sotto questo articolo del Fatto Quotidiano, come saggio dello smarrimento che fatti come questo creano in tutti noi.
                    • Di queste poche riflessioni, riportate come esempio del pensiero comune, sposo quella di Silvano De Lazzari.
                    • E' proprio così: come scrive lui.
                    • Questi fatti atroci cancellano le nostre sicurezze, quei puntelli mentali che ci servono per vivere. Affidando alla malattia mentale l'azione atroce ci rassicuriamo, "chiudiamo" in un luogo mentale spiegabile l'orrore.

                    Invece spesso i malati di malattie psichiatriche sono assolutamente innocui, non farebbero male a nessuno, soffrono soltanto nella loro psiche per alterazioni biochimiche del funzionamento del cervello. Al contrario sono di sovente vittime dei soprusi della gente sana di mente ma priva di etica e malvagia e meschina.
                    Dunque non di pazzia si deve parlare ma di criminalità, di personalità criminale. Infatti l'uomo ha creato una disciplina che studia il comportamento criminale che, non necessariamente è legato ad una alterazione psichiatrica, ma è solo una devianza abnorme dalla norma, intendendosi per NORMA tutto quello che la maggioranza dell'umanità SENTE essere giusto ed equo nel vivere comune. 
                    Certamente chi compie l'azione criminale non è da ritenersi, dunque, NORMALE, ma la sua alterazione non è pazzia, non sempre, è invece una devianza dalla NORMA.

                    Fa male pensare alle vittime. All'indifesa sposa del mostro che, dopo che l'ha tenuta fra le braccia, alza la mano assassina e lei lo vede e gli grida: "Perché mi fai questo?!" Nei pochi atroci istanti prima di morire scopre, senza capire, che ha vissuto per sei anni con un essere alieno. E non sa la povera creatura che il mostro annichilirà di lì a poco anche le sue creature indifese nel sonno.
                    Incomprensibile. Inutile cercare una spiegazione. Inutile. Il fatto, l'azione criminale non è spiegabile con nulla, tanto è orrenda e il suo orrore è fine a sé stesso: connota il mostro che la compie.
                    Un tenero bimbo di 20 mesi siamo tutti portati a proteggerlo perché non si faccia male, perché non abbia paura... Suo padre prova un istinto contrario: riesce ad affondare un coltello nella sua tenera gola... 
                    Come si può capire?
                    Per tutta la vita i poveretti che si sono trovati con lui a vedere la partita, che gli hanno parlato senza "vedere" nessun segno di anormalità nel suo comportamento, senza sospettare neppure lontanamente l'incubo che colui si era lasciato alle spalle e nel quale sapeva di dover rientrare per mettere su la sua tragica commedia per discolparsi, sentiranno un brivido di smarrimento nel ripensarci e si chiederanno cosa ha nella mente il vicino che magari li saluta sorridendo...

                    La stessa tragica commedia che recitò l'assassina della madre e del fratellino a Novi Ligure, la stessa che recitò la massacratrice del suo povero bimbo di tre anni nella villa di Cogne...

                    Inutile parlare poi di "personalità narcisistica" o di qualsiasi altra alterazione, inutile parlare di "ora sta prendendo coscienza"... dissento da questo buonismo di certi operatori del "recupero" dei criminali: la personalità criminale che è stata capace di superare l'ostacolo dei tabù non cambia nel fondo, non diventa "altro da sé", sembra cambiare, ma l'essenza rimane la stessa. Sembra cambiare per sua convenienza, perché non può fare altrimenti una volta scoperta nel suo orrore, ma quale lucidità ha dimostrato nel tentare di coprire lo sfascio che ha compiuto!!! 

                    venerdì 13 giugno 2014

                    Renzi e il FARE

                    Continua l'opposizione al FARE di Matteo Renzi.
                    I suoi compagni di Partito sono abituati a parlare, parlare, parlare.
                    Quello per loro è lavorare.
                    Riunioni su riunioni... Chiacchiere su chiacchiere...
                    Quando militavo in Italia dei Valori una delle prime cose che mi dettero subito fastidio fu che di concreto, di FARE qualcosa per risolvere i problemi del territorio, a me più vicino, visto che a ciascuno vanno i temi di competenza, non si faceva nulla: riunioni su riunioni, chiacchiere su chiacchiere. Quando ho provato a stringere andando sul concreto si è visto subito che si menava il can per l'aia: pur avendo un uomo del partito in un Consiglio di Amministrazione di una Municipalizzata in cui si prendevano le decisioni (altrimenti a cosa serve un C.d.A.?) costui non ha mai pensato di porre a tale Consiglio il quesito di come mai si facesse pagare un Servizio di depurazione fognature a migliaia di cittadini che non le avevano fatturandolo con IVA al 10%...
                    Ha ascoltato, ha detto che avrebbe fatto qualcosa... poi niente.... Chiacchiere per arrivare in un posto qualsiasi dove si viene ben pagati e si possono gestire denari pubblici e potere per dare posti di lavoro a chi raccoglie voti ecc. ecc..
                    Dopo il voto al Movimento 5 Stelle, credendo di avere a che fare con soggetti diversi da quelli di Italia dei Valori, ho posto di nuovo problemi di giustizia riguardanti il territorio: proprietà della Regione Lazio malgestite nel Pontino, presidi dei Comitati per l'Acqua Pubblica davanti alla Regione per la legge regionale sulla sua gestione.. Il Consigliere Regionale Capogruppo 5 Stelle ha semplicemente contraddetto quello che aveva detto in campagna elettorale, me presente a pochi metri da lui a Grottaferrata RM. Se ne fotte di chi gli ha dato il voto, preferendo forse interessarsi soltanto a chi è iscritto ai Meet up.
                    Allora si facesse votare SOLO dagli iscritti al Movimento, visto che ritiene di non dover rispondere del voto preso dai cittadini qualsiasi.

                    Basta chiacchiere vuote: vogliamo la concretezza.
                    Renzi dà fastidio ai parolai, ai narcisi della parola, ai venditori di fumo fautori del "NULLA DI FATTO".
                    Oggi nella trasmissione della terza rete RAI Agorà c'era il risultato del sondaggio su Renzi fatto dalla Società di sondaggi a cui quella Redazione commissiona tale statistica: Renzi piaceva al 58% della popolazione.

                    Questo vuol dire che il mio sondaggio personale e "cellulare" corrisponde perfettamente al sondaggio su più vasta scala.
                    A me non c'è nessuno che mi dica: "Non va." Gente di destra e di sinistra indifferentemente mi dice: "Mi sta bene, ma glielo faranno FARE?"
                    I più pessimisti, e non sono pochi, mi dicono: "Va bene. Ma non glielo faranno FARE! Vedi che già si oppongono i suoi stessi?"
                    Semplicemente entrando in un bar per comperare il latte frequentato da agricoltori e camionisti nel Pontino, mio marito ha sentito la seguente conversazione: "Non glielo faranno FARE... Vedrete!" Detto con tono sicuro. Poi un altro: "Lo faranno fuori... Sicuro!"
                    Quest'aria gira ovunque. La gente crede in Renzi ma non nell'establishment che lo circonda, sia del suo stesso partito sia degli altri che, se avessero a cuore l'Italia e non sé stessi, dovrebbero solo collaborare.

                    Ora il problema è il Senato non eletto dal popolo!!
                    Ma se ci mette i Sindaci, i Presidenti di Regione, qualche Consigliere Regionale in un Senato non eletto DIRETTAMENTE DAL POPOLO, queste figure secondo i suoi oppositori chi le elegge?
                    Non vengono forse eletti dal Popolo per codeste cariche?
                    E il popolo non saprà, fatta la Riforma, che quella carica potrà andare anche in Senato?
                    Basta che si paghi la prebenda per una sola carica e per il Senato un gettone di presenza.
                    Inutile ammantare di ipocriti timori per la tenuta della democrazia!
                    La democrazia in questo Paese è moribonda da un po'?
                    Non se ne sono accorti costoro?

                    giovedì 12 giugno 2014

                    RAI fra scandali ed egoismi


                    Da: L'Ultima Ribattuta

                    Fallito lo sciopero, la Rai si concentra su Tarantola ed Esclapon


                    Clima molto teso in viale Mazzini. Non certo per lo sciopero, parzialmente fallito dopo il defilamento di CISL, USIGRAI e ADRAI, ma per i guai giudiziari di Anna Maria Tarantola e per l’inarrestabile scalata di Costanza “milleborsefirmate” Esclapon.

                    La Presidente, malgrado le apparenze, ha incassato molto male l’avviso di chiusura delle indagini per il reato di usura bancaria continuata e aggravata (che equivale, in pratica, ad una richiesta di rinvio a giudizio) notificatole dalla Procura di Trani insieme al gotha bancario italiano.  L’essere in compagnia di altre 61 persone, tra le quali Alessando Profumo, Luigi Abete, Giuseppe Mussari, Federico Ghizzoni, Dieter Rampl e Fabrizio Palenzona, non la conforta. Anche perché il suo coinvolgimento riguarda le vecchie competenze di responsabile della Vigilanza di Bankitalia e quindi mette in discussione la mancanza di controllo, un sospetto gravissimo. E il fatto che, insieme a lei, siano finiti nel calderone pure l’ex-ministro Fabrizio Saccomanni e diversi altri alti dirigenti di via Nazionale, non fa che rendere ancora più delicata la posizione della Tarantola (già abbastanza inquieta per i risvolti che la riguardano nello scandalo MPS).
                    Oggi, durante le riunioni preparatorie al CdA di domani, la Presidente era visibilmente tesa e dispensatrice di tiratissimi sorrisi di circostanza.
                     

                    Foto presa dal WEB - Divertente questo lifting fatto da qualcuno al viso della Tarantola
                    con i tratti del viso di Mario Monti

                    A poco a poco gli elementi scelti da Mario Monti per il suo governo, accolto dagli Italiani con un misto di diffidenza e speranza a cui era seguita poi una timida fiducia, si sono rivelati tutt'altro che adamantini e facenti gli interessi del popolo pagante le tasse.

                    Ricordate le vicende, seguite poi, di cui queste facce sono state protagoniste?

                    Fornero


                    L'autrice del post, classe 1946, a Firenze nel 2013

                    A proposito della responsabilità civile dei magistrati....

                    Dal mio post del 18 gennaio 2013 sullo sciopero dei ginecologi nelle sale parto:


                    E' invalso l'uso delle denunce contro i medici, anche quando non c'è errore ma altri fattori. Intanto il medico deve pagarsi un avvocato e, una volta uscito dal lungo iter legale, forse riavrà le spese legali, cosa che dipende dal magistrato il quale, anche in caso di non sussistenza del fatto, può decidere di compensare le spese.
                    Gli ospedali sono assicurati e, per l'errore dei sanitari nel posto di lavoro, tale assicurazione dovrebbe sopperire alla bisogna. Ma questo non sempre avviene e i medici non riescono più a svolgere con la dovuta serenità il loro lavoro.
                    In un Paese dove le uniche categorie di persone garantite da leggi che le proteggono sono i politici ed i magistrati (non a caso mi dicono che le prebende di quest'ultimi sono equiparate a quelle dei parlamentari), i medici del SSN, a cui si chiedono competenze non indifferenti e che esercitano una professione di grande responsabilità, non sono garantiti affatto da denunce, anche per cose che esulano dalle loro capacità di controllo, come ad esempio l'insieme della capillare organizzazione ospedaliera.
                    Questa è un'altra pesante prova della totale sperequazione sociale in questo Paese. I Politici pagano solo quando rubano pesantemente il denaro pubblico, ma non rispondono delle innumerevoli opere pubbliche lasciate a metà, dello spreco enorme delle risorse pubbliche e di molte altre azioni sciagurate che danneggiano la nostra economia. I magistrati, pur essendoci stato un referendum popolare che ha espresso la volontà degli italiani a che ci sia una legge sulla responsabilità civile dei giudici, sono garantiti da una legge che li copre con i soldi dei contribuenti e solo in minima parte con i loro fondi personali. Insomma, quando sbagliano e si vuole tentare la strada della denuncia e, in rari casi, si riesce ad avere ragione, il risarcimento per conto del giudice chiamato in causa lo paga lo Stato. 
                    Questo è gravissimo: perché è stato calpestato l'ennesimo referendum popolare, perché sbagliare in mezzo alle scartoffie è dimostrazione di pessima saggezza e competenza; mentre sbagliare quando si è continuamente sotto stress come i medici del SSN, inseriti spesso in un'organizzazione sanitaria che fa acqua da tutte le parti a causa di scelte politiche clientelari, di mancanza di investimenti, di mala organizzazione ecc., tutte cose che certo non attengono alla capacità individuale del medico, è evento che andrebbe tutelato molto di più dell'agire dei magistrati.
                    Ma la realtà ora è questa: Politici e Magistrati sono ben pagati e tutelati dalle leggi. Altre competenze altissime che hanno la responsabilità della vita e della morte di persone, invece, vengono lasciate ad ogni attacco e non pagate come i magistrati, ma molto meno. 
                    Vogliamo poi soppesare i rischi? Un chirurgo, un ginecologo, ad esempio, è a rischio di contrarre malattie; basta che si rompa un guanto (evento che può accadere) e se il paziente in urgenza ha l'HIV c'è rischio di contagio. E' un esempio, ma la casistica è vasta.
                    I magistrati cosa rischiamo in mezzo alle scartoffie: l'allergia alla polvere? 

                    E' evidente che il Parlamento Italiano è pieno di deputati e senatori ex-magistrati e che le resistenze alla legge in discussione in questi giorni vengano anche da lì.
                    Vietti così si è espresso:
                    (ANSA) - ROMA, 11 GIU - "E' in gioco non un privilegio, ma l' indipendenza di giudizio del magistrato". Così il vicepresidente del Csm, Michele Vietti esprime la sua contrarietà alla responsabilità civile diretta delle toghe prevista dalla norma approvata oggi dalla Camera. "Come il Csm ha ribadito più volte - ha aggiunto - esporre il singolo magistrato a un'azione diretta di responsabilità metterebbe a repentaglio il suo libero convincimento e produrrebbe un numero indefinito di processi su processi".

                    Caro il mio vicepresidente del Csm, i magistrati valutassero secondo diritto e non temano nulla! Chiunque si senta in diritto di denunciare un magistrato per il suo giudizio, dovrà portare prove in appoggio alla sua denuncia che siano sostenute da reali violazioni del diritto, pena la non accettazione del ricorso ed il pagamento delle spese del tribunale e degli avvocati della controparte.
                    Dunque nessun:  "processi su processi"!
                    Avranno paura di sbagliare?
                    Perché oggi tanti medici, cosa crede questo avvocato e deputato membro laico del CSM, che non "abbiano paura" di svolgere con sapienza e coscienza la loro professione?
                    Non conosce Vietti le valutazioni che bisogna fare per affrontare il cosiddetto "rischio operatorio"?
                    Ci sono chirurghi, anche di valore, che per non affrontare il rischio preferiscono non operare. Il rischio c'è sempre, soprattutto se il paziente è in una situazione avanzata del male. Molti non operano per non affrontare il rischio e dichiarano il paziente non operabile perché, per strapparlo alla morte e regalargli qualche altro anno di vita, potrebbe morirgli sul tavolo operatorio o subito dopo e ormai è invalso l'uso di denunciare questa categoria del SSN anche senza ragione alcuna, pure quando non c'è alcun dolo. 
                    Solo i magistrati poverini potrebbero "sentirsi inibiti nell'esercizio della loro professione" e "non avere una serena possibilità di emettere il loro giudizio"?
                    Ha ragione chi li definisce una Casta!

                    martedì 10 giugno 2014

                    Orrore e tristezza

                    Da: L'Arena.it  05.06.2014




                    Irlanda, fossa comune
                    con i corpi di 800 bimbi

                    Irlanda, la Casa vicino a cui è stata scoperta la fossa comune
                    Irlanda, la Casa vicino a cui è stata scoperta la fossa comune
                    LONDRA. La chiamavano semplicemente «la Casa» ed era un luogo di soprusi e sofferenze che custodiva «l’ultimo terribile segreto dell’Irlanda cattolica». Quel segreto è stato finalmente svelato: una fossa comune che potrebbe contenere fino a 800 corpi di bimbi è stata localizzata vicino a dove sorgeva un centro gestito da un gruppo di suore a Tuam, Irlanda nord occidentale, in cui venivano ospitati tra il 1925 e il 1961 le madri non sposate e i loro figli considerati illegittimi.
                    Secondo il britannico Daily Mail, molti dei piccoli sarebbero morti per malattia e malnutrizione nel più totale abbandono, e i loro corpi vennero gettati all’interno di un serbatoio di cemento, senza nemmeno avere una bara e una lapide. La Casa è stata chiusa e distrutta da decenni, ma solo ora si sta facendo finalmente luce sulla sua storia. Nel sito si potrebbe presto iniziare a scavare dopo che un familiare di uno dei bimbi che sarebbero stati seppelliti nella fossa comune lo ha denunciato come persona scomparsa. Non solo, le autorità di Dublino potrebbero aprire un’inchiesta sulla vicenda mentre la chiesa cattolica discute la costruzione di un monumento per ricordare i bimbi sepolti.
                    Si calcola che migliaia di donne coi loro figli siano passate negli anni da lì. Era infatti il loro unico modo per sopravvivere in una società che le odiava e le isolava, solo perchè erano diventate madri al di fuori del matrimonio. Le suore non erano di certo comprensive. Le «ospiti» facevano i lavori più umili in una condizione di servitù, mentre i loro figli, come risulta anche da un’ispezione condotta nel centro durante gli anni Quaranta, erano malnutriti ed emaciati, soggetti a tutti i tipi di malattie. Molte donne riuscivano poi ad andarsene da quel luogo e a rifarsi una vita.
                    Ma per centinaia di bambini non è stato così. Circa 300 morti vennero registrate solo fra il 1943 e il 1946, uno dei periodi più terribili per la Casa. «Le ossa sono ancora lì», ha detto una storica locale, Catherine Corless, che ha scoperto i fondamentali documenti sulla fossa comune. Anche i locali non risparmiarono il loro odio per quelli che venivano chiamati «i bambini della Casa». I piccoli venivano segregati perfino dai coetanei, additati come diversi, maltrattati nella totale indifferenza. I sopravvissuti hanno continuato ad avere terribili incubi su quegli anni in cui vivevano in balia di una società crudele.
                    Fonte immagine: tgcom24


                    Da: L'Unità 4 giugno 2014

                    Irlanda: trovati 800 corpi bimbi
                    Erano figli di ragazze madri

                    Orrore in Irlanda: scoperta una fossa comune con 796 cadaveri di bambini presso una struttura gestita da suore cattoliche che accoglieva ragazze madri. I piccoli sono stati seppelliti in un contenitore di cemento fra il 1925 e il 1961, anni in cui il convento di Saint Mary a Tuam, nella contea di Galway, nell'ovest dell'isola. L'arcivescovo di Dublino ha invocato un'inchiesta. Il ritrovamento è avvenuto dopo una denuncia. 

                    Come ha raccontato bene il film “Philomena”, tratto da una storia vera, la Chiesa cattolica osteggiava duramente le ragazze madri, che venivano inviate in apposite strutture per partorire. Le donne, spesso costrette dalla Chiesa e dalle suore a dare i figli in adozione, dovevano vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie e spesso si ammalavano gravemente. 

                    Il contenitore di cemento era venuto alla luce già molti anni fa, ma fino a oggi si pensava che ci fossero seppellite le vittime della grande carestia del 1840, che uccise centinaia di migliaia di persone e fu una delle cause della grande emigrazione verso l'America. 

                    La struttura è stata chiusa molti anni fa per fare spazio a nuove abitazioni, ma la zona attorno alla fossa comune è rimasta intatta. A Tuam si è formata una commissione per la raccolta di fondi per costruire un memorial con i nomi dei bambini morti. 


                    Bella, verde, splendida Irlanda...
                    Che tristezza leggere una simile notizia. Anni di sofferenze e creature innocenti morte e le loro mamme perseguitate da uno spregio che non meritavano...