giovedì 26 giugno 2014

Bravo Renzi! Finalmente un Capo del Governo di cui essere orgogliosi

Da: TGCOM 24

Renzi: "Europa, diamoci una smossa" Ma non c'è l'accordo sulle nomine

Rinviata a venerdì la ricerca di un'intesa. Intanto il premier si scontra con la Merkel, e le rinfaccia lo sforamento di Berlino, nel 2003, del limite del 3% nel rapporto deficit-Pil. E nel toto-nomi spunta anche quello di Enrico Letta per la presidenza del Consiglio Ue

 - "Se vogliamo bene all'Europa, dobbiamo darci una smossa". Lo ha detto Matteo Renzi al suo arrivo all'incontro del Pse di Elverdinge, in Belgio, che precede l'inizio del vertice Ue di Ypres. A quanto pare, però, l'invito non è stato raccolto: l'accordo tra i 28 leader Ue sulla ricetta per rilanciare crescita, investimenti e occupazione non c'è, e la ricerca di un'intesa è stata rinviata a venerdì.
Nella notte gli "sherpa" torneranno al lavoro sulla bozza programmatica presentata dal presidente Ue, Herman Van Rompuy, per "esplicitare in modo più chiaro" il tema di una maggiore flessibilità rispetto al documento consegnato ai leader. Tra i promotori dell'incontro c'è stato il premier italiano, Matteo Renzi, convinto che ci siano spazi per rendere più evidente il legame tra riforme e flessibilità. "Non c'è una posizione dell'Italia contro altri. C'è una posizione del Pse e del Pd, il partito che ha preso più voti di tutti. Ed è la posizione di chiedere tutti insieme di scommettere sulla crescita preoccupandoci un po' di più dell'Ue e delle famiglie e non solo della burocrazia", ha ribadito il presidente del Consiglio.

Tensione tra Renzi e la Merkel - La discussione è però stata segnata da un momento di tensione tra Renzi e la Merkel: tra i due ci sarebbe stata "una discussione accesa". Il premier italiano, secondo fonti europee, si sarebbe rivolto alla cancelliera tedesca sottolineando che l'Italia non farà come la Germania nel 2003 (quando Berlino sforò il limite del 3% nel rapporto deficit-Pil) ma, al contrario, rispetterà i patti. I toni tra i due, però, si sono fatti più concilianti durante la cena.

I capi di Stato e di governo dell'Unione devono comunque ancora trovare un'intesa complessiva che consenta di sciogliere il nodo che lega la designazione di Jean-Claude Juncker (Ppe) per il posto di presidente della Commissione europea a un programma di lavoro per il prossimo esecutivo comunitario che soddisfi le richieste degli eurosocialisti di Renzi e Hollande. La richiesta è di andare oltre la formula sul "buon uso" dei margini di flessibilità, specificando come questo principio sarà applicato. Magari concedendo più tempo per la riduzione del debito, oppure eliminando le spese per investimenti produttivi dal calcolo del deficit o concedendo deroghe all'obbligo di cofinanziare con fondi nazionali i progetti che beneficiano degli aiuti Ue.

Il Pse spinge ancora Juncker - Renzi su questo è stato chiaro. "C'è un ok su Juncker - ha detto al termine del pre-vertice socialista - ma solo con un documento che indichi dove vuole andare l'Europa. Come Pse siamo d'accordo su questo, ora vediamo con gli altri". Poco prima Renzi aveva incitato l'Europa a occuparsi "di più di crescita e occupazione" spostando l'attenzione dalla burocrazia alle famiglie.

Renzi può contare anche sul pieno appoggio della Francia e di quello del vicecancelliere tedesco, l'Spd Sigmar Gabriel. Ma è con la Merkel che bisogna fare i conti: la cancelliera, pur avendo aperto al concetto di flessibilità, sembra restia ad andare oltre. E anche sul fronte delle nomine la partita non è semplice. Oltre alla candidatura Juncker ci sono infatti altre caselle importanti da riempire, a cominciare da quella del presidente permanente del Consiglio Europeo. Un fronte sul quale incide la posizione del premier inglese, David Cameron, fermamente deciso a dire "no" all'ex premier lussemburghese perché ritiene che "non rappresenti il cambiamento", bensì un errore che l'Europa sta commettendo.

Spunta il nome di Enrico Letta - L'opposizione di Cameron a Juncker potrebbe essere superata venerdì con un voto a maggioranza, ma intanto la posizione inglese sembra aver fatto cadere l'ipotesi di candidare al Consiglio la premier danese Helle Thorning-Schmidt, socialdemocratica liberista gradita al Downing Street, che ha però fatto sapere di non avere interesse a questo genere di "compensazioni". Il nome della premier danese è però rilanciato anche dal Financial Times, che indica pure per la presidenza del Consiglio l'ex premier italiano Enrico Letta. E mentre i leader socialisti insistono per arrivare entro venerdì a definire il pacchetto nomine, il premier irlandese, Enda Kenny, ritiene che "ci sarà un nuovo Consiglio europeo il 17 luglio", cioè solo dopo che il Parlamento Ue avrà votato il successore di Barroso.
Divertente l'immagine degli schiavi (sherpa) che scrivono alacremente correndo dietro a chi decide, cambia, valuta...
Grande il nostro Renzi che ha le palle per ricordare alla Merkel i loro "sforamenti": quando ha fatto comodo a loro si è potuto farlo.
Dunque continua ad essere un'Europa senza solidarietà e vera Unione: l'unione è solo di interessi, quanto più possibili della nazione di ciascuno...
Fa bene Renzi ad essere deciso e chiaro su "dove si vuole andare", verso "quale" Europa, perché così non va tanto bene.

mercoledì 25 giugno 2014

Calcio che da alla testa

Da: Libero quotidiano.it

Mario Balotelli: "I fratelli negri non mi avrebbero mai tradito"


Mario Balotelli
La risposta di Balotelli è arrivata proprio sui social,su Instagram. Dove scrive: "Sono Mario Balotelli ho 23 anni e non ho scelto di essere italiano - premette -. L'ho voluto fortemente perché sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA. Ci tenevo fortemente a questo mondiale e sono triste arrabbiato deluso con me stesso. Si magari potevo fare gol con la costa rica (minuscolo, ndr) avete ragione ma poi? Poi qual'è il problema? Forse quello che vorreste dire tutti è questo?".
"Non ho sbagliato niente" - Ribatte alle accuse, Balotelli, colpo su colpo. Non ha nulla da rimproverarsi, o quasi, o quantomeno non nei termini in cui stanno fioccando i rimproveri e le critiche. "La colpa - prosegue - non la faccio scaricare a me solo questa volta perché Mario Balotelli ha dato tutto per la nazionale e non ha sbagliato niente. (a livello caratteriale)". Frasi un po' scomposte e sgrammaticate, scritte di getto, probabilmente, nel pieno della furia e del rammarico. Ma rimbomba e rimbomberà a lungo quel "non ha sbagliato niente". E ancora: "Quindi cercate un'altra scusa perché Mario Balotelli ha la coscienza a posto ed è pronto ad andare avanti più forte di prima e con la testa alta. Fiero di aver dato tutto per il Suo Paese".
"I negri non mi tradirebbero" - Poi la parte finale. La più dura. La più accesa. La più rabbiosa. Quella che rimbomba e rimbomberà ancor di più. "O forse - riattacca -, come dite voi, non sono Italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro 'fratello'. MAI. In questo noi negri, come li chiamate voi, siamo anni luce avanti. VERGOGNA non è chi può sbagliare un gol o correre di meno o di più. VERGOGNOSE QUESTE COSE. Italiani veri! Vero?". Insomma, per Super Mario i "fratelli negri" non lo avrebbero mai tradito. Quegli italiani che lo chiamerebbero con disprezzo "negro" invece sì. Nessuno però lo ha attaccato per il colore della pelle, nessuno lo ha "tradito" o accusato per questo, ma solo per ciò che non ha fatto sui campi di calcio e che invece "ha fatto" - o meglio, combinato - negli spogliatoi, con i compagni di squadra, durante gli allenamenti, con chi ha creduto in lui senza mai essere ricambiato.

Ma basta con questa storia della "negritudine"! Basta!
Ogni volta che ci si deve difendere da qualcosa o giustificare di qualcosa si fa la vittima con il fatto di avere la pelle nera!
Eh! No! Allora si vuole essere degli intoccabili!
"Mi critichi perché sono nero, ce l'hai con me perché sono nero ecc. ecc."
A parte i pallidi sottosviluppati umani che girano e chiamano "negro" le persone della razza di Cam per reazione al sentimento di inferiorità che sentono, avvertendo la loro nullità intellettiva e culturale, nessuno in Italia è scioccamente e barbaramente razzista! Dunque Balotelli è un ragazzo immaturo e può dire "che non ha sbagliato in niente" solo se il suo comportamento in questo mondiale è dovuto a precise indicazioni tecniche del CT.
Se ha dovuto obbedire ad un tatticismo perdente e frenante di Prandelli allora ha ragione, se no cerchi di crescere e in fretta perché è pure padre!
Poi la frase "non ho scelto di essere italiano" è assurda, seguita da " L'ho voluto fortemente perché sono nato in ITALIA e ho sempre vissuto in ITALIA" ... Ah Balotè... ma guarda che ogni italiano può dire la stessa cosa eh?!
Ognuno nasce dove capita: e allora?
Poi questa storia degli africani che sono meglio di noi italiani ... ti prego leggiti un po' di cronaca e storia recenti per favore...
Ti sfugge che i peggiori nemici del popolo nero sono i loro governanti che li affamano e li costringono a fuggire dalla loro terra mentre loro vivono da nababbi?
Ti sfuggono i massacri in vari Paesi africani in cui neri massacrano altri "fratelli" neri?
Leggi bello di mamma, leggi documentati perché ti farebbe tanto bene!

Educazione stradale

Per gli idioti che non sanno comportarsi in rotatoria


Dalla Newsletter della Assicurazione LINEAR

Negli ultimi anni, le rotonde (o rotatorie) si sono diffuse su tutto il territorio nazionale perché utili a smaltire il traffico più velocemente. Ma i guidatori sembrano ancora in difficoltà nell’attraversarle. Come si guida nelle rotonde?

Ci sono diversi tipi di rotonde ma le più diffuse sono quelle “alla francese” (in cui la precedenza spetta sempre a chi è già dentro alla rotatoria) che hanno incontrato il gradimento degli amministratori locali italiani negli ultimi anni perché smaltiscono il traffico in modo più fluido e veloce. A patto di sapere come ci si deve comportare.
Cosa dice il Codice della Strada - Il Codice della Strada non prevede disposizioni specifiche per la circolazione nelle rotatorie: di conseguenza, il comportamento corretto può consistere soltanto in consigli generali, pur nel rispetto delle regole della circolazione disposte dal Codice della Strada.
Dare la precedenza, entrando - Di norma, all’imbocco della rotatoria “alla francese” c’è un segnale che impone di dare la precedenza a chi è già all’interno, e tale indicazione deve essere tassativamente rispettata, come in qualunque altro caso. Può sembrare un’ovvietà ma la realtà ci pone spesso di fronte a continue infrazioni. Provate a pensare all’ultima rotatoria che avete affrontato: quanti guidatori hanno effettivamente dato la precedenza a chi era già in rotonda, nonostante il cartello?
L’uso dei segnalatori di direzione (le cosiddette "frecce") - Per le sue caratteristiche, la rotonda alla francese va considerata come una carreggiata normale. Per questo, non è necessario segnalare con la freccia a sinistra l'entrata in rotonda ma è fondamentale, anzi, obbligatorio segnalarne l’uscita perché equivale alla svolta a destra su altra carreggiata (il Codice della Strada prevede l’obbligo di segnalarlo, art. 154).
In presenza di più corsie, l'uso delle frecce diventa ancora più utile perché chiarisce a chi deve entrare e a chi è già in rotonda quale traiettoria si intende tenere.
L'utilizzo delle frecce ha un valore pratico ed esalta la caratteristica della rotonda, quella cioè di velocizzare il traffico pur garantendo sicurezza. Infatti, chi è in attesa per entrare in rotonda ha un'indicazione precisa sulle intenzioni di chi la sta già percorrendo. Chi si trova a transitare nella rotonda, d'altro canto, potrà utilizzare al meglio le corsie a disposizione.
Link Utili:
- Consigliamo di consultare la voce "Rotatoria" su Wikipedia, dove è possibile vedere un'immagine di simulazione del traffico (e dell'uso delle frecce) su una rotonda, e una guida redatta da un’autoscuola.
- Segnaliamo che molti Comuni, nell'adottare le rotatorie, mettono a disposizione dei cittadini/automobilisti dei veri vademecum sul loro corretto utilizzo, attraverso il sito internet: consigliamo, perciò, di rivolgersi all'Ufficio Relazioni con il Pubblico del proprio Comune per verificare la disponibilità di tale documento. Ad esempio, quello tratto dal sito del Comune di Modena, ma un motore di ricerca potrà dare molti altri risultati.

Vorrei tanto che lo leggessero gli stupidi arroganti come quello che ho incontrato venerdì 20 giugno in Grottaferrata alla piccola rotatoria di Via XXIV maggio incrocio con Via Anagnina... Non è possibile non capire niente e guidare ugualmente. L'individuo non era in grado neppure di capire cosa vuol dire la segnaletica orizzontale e verticale visibilmente presente prima di entrare in rotonda!
Sapranno certi sottosviluppati cosa vuol dire questo cartello?

Sapranno cosa vogliono dire questi triangolini rovesciati che stanno prima di entrare in rotonda?

martedì 24 giugno 2014

Raccolta differenziata

Rocca Priora RM - Via Mediana una settimana fa
Oggi è ancora così.








Speriamo di non vedere più fra poco questi squallidi spettacoli grazie all'introduzione della raccolta differenziata in questo comune dal 30 giugno prossimo.
In realtà il materiale edile che si intravede accanto al sacco nero è lì da un preciso giorno in cui, quasi contemporaneamente, una signora che conosco, e che ha il figlio iscritto al Movimento 5 Stelle, l'ho involontariamente sorpresa a scaricare una grossa pianta con un altrettanto grosso apparato radicale, aiutata dal suo giardiniere, accanto agli indifesi cassonetti.
A motivazione di una non certo corretta scelta, la insospettabile signora mi ha detto che la discarica è aperta solo il sabato o la domenica e allora....
E allora noi che andiamo in discarica siamo scemi si vede! 
Qualche giorno dopo la pianta è stata portata via dai pietosi incaricati del ritiro della nettezza urbana, ma il materiale di risulta edilizia (non so da chi scaricato) è ancora lì!
Il livello di inciviltà è massimo e andrebbe sanzionato. Tanto questo tipo di persone non ha vergogna né remore: per loro conta solo la multa.

Per la differenziata ormai noi siamo rodati grazie al comune di Sabaudia che l'ha introdotta da un po'.
Anche lì, l'ho documentato con foto, gente incivile continua a volte a gettare sacchetti in giro: addirittura in zone protette e di interesse naturalistico. Ma credo che qualche sanzione fiocchi, perché i trasgressori sono pochi.

Vedremo cosa avverrà nel comune dove vivo più stabilmente.
Una gentile impiegata dell'Ufficio Tecnico mi ha spiegato stamane che stanno ancora distribuendo il kit agli abitanti porta a porta. Nel caso non trovino gli interessati in casa lasciano un avviso su dove poterlo ritirare.
Dal sito del comune, comunque, ho già scaricato l'ordinanza del sindaco con il calendario dei ritiri.  

Per la guida è importante il cervello, non gli occhi

Ravenna, pirata della strada travolge e uccide un bambino di 3 anni

L'automobile, probabilmente una Mercedes di colore scuro, l'ha colpito mentre stava attraversando la strada con la madre sulle strisce pedonali. Il proprietario del veicolo non si è fermato e ora è ricercato dalla polizia

Ravenna, pirata della strada travolge e uccide un bambino di 3 anni
Un bambino di 3 anni è stato ucciso ieri sera da un pirata della strada mentre stava attraversando sulle strisce pedonali insieme alla madre. Dopo averlo travolto l’automobilista non si è fermato a prestare soccorso e ora è ricercato dalla polizia. L’incidente è avvenuto intorno alle 21 di ieri sera aPonte Nuovo, alle porte di Ravenna, davanti all’abitazione della famiglia del bambino. Secondo le prime ricostruzioni a investirlo sarebbe stata una Mercedes di colore scuro, probabilmente con una targa straniera. Dopo essere stato travolto dall’automobile il piccolo è stato trascinato per un’ottantina di metri. Trasportato in ospedale, è morto poco dopo. 
Solo in questi primi sei mesi del 2014, le piraterie hanno provocato la morte di 47 persone e hanno fatto 473 feriti. Gli incidenti che hanno coinvolto anche i bambini sono 29, di cui 2 sono morti mentre 32 sono rimasti feriti. Tragico anche il bilancio 2013, con 52 bambini morti in 832 incidenti.

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Da: Il Messaggero
14 giugno 2014

Neonato in carrozzina investito sulle strisce pedonali, non è grave

Un neonato in carrozzina è stato investito sulle strisce pedonali stamattina a Roma, in via Salaria all'angolo con via Yser. Secondo quanto ricostruito dalla polizia municipale, il bambino di appena due mesi era con la madre e stavano attraversando sulle strisce quando l'auto ha investito la carrozzina. Il piccolo è stato trasportato in codice giallo al Bambino Gesù e non è in gravi condizioni. Il conducente della macchina si è fermato a prestare soccorso. Sul posto per i rilievi i vigili del II gruppo.
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Non voglio dilungarmi in altri esempi di cui la cronaca è tristemente piena: le statistiche già raccolgono i dati e ne traggono le conclusioni.
La legge sul rilascio delle patenti va cambiata, come molte cose in Italia.
Come molte cose in Italia si è severi con chi può fare poco male e si è permissivi con chi ne può fare molto.
I controlli sono inefficaci, fatti a caso e dunque inutili.
Mi baso su fatti concreti. Ogni giorno, anche nel fare un breve percorso, vedo trasgressioni ribalde del Codice della Strada. I trasgressori sono di tutte le età e arroganti. Perché? Perché sono sicuri dell'impunità.
La persona corretta ci rimette, giacché per evitare lo scontro si deve fermare per far passare il prepotente che non rispetta la precedenza che dovrebbe dare, il quale spesso parla sfacciatamente al cellulare, insulta chi protesta per il sopruso... e così via! A volte, accanto a questi microepisodi quotidiani e continui, passano auto della Polizia Municipale, della Polizia di Stato, dei Carabinieri.. e tirano dritto. Un tempo era impensabile che non si fermassero di fronte ad una evidente trasgressione, oggi i controlli vengono programmati: si ferma la pattuglia e fa i controlli fermando, più o meno a caso, gli automobilisti.

Pochi giorni fa, mentre transitavo dentro una rotonda all'europea, ho incrociato un tizio che si è immesso con prepotenza tagliandomi la strada a pochi metri dal muso della mia auto: ho suonato il clacson e ho preteso la mia precedenza ma il prepotente, un uomo sui trenta anni, mi ha gridato: "Devi da dà la precedenza a destra!"
Ho tentato di gridargli: "Ma quale precedenza a destra?! Questa è una rotonda all'europea! Ma hai i triangoli rovesciati prima di immetterti, che vogliono dire che devi dare la precedenza!"
Quello ha continuato ad urlare come un disco rotto:  "Devi da dà la precedenza a destra!"
Dietro di me guidava mio marito con un'altra auto ed ha visto la scena.
Dice che la bestia che, evidentemente, oltre ad essere un prepotente è anche all'oscuro di cosa è il Codice della Strada, mi si è attaccato al paraurti per farmi paura per un buon tratto di strada, cosa frequente nei bruti che guidano, ma è difficile che una automobilista esperta e con i nervi saldi come me si metta paura, tutt'altro, so attuare delle tecniche di guida che mettono in difficoltà gli idioti che provano a fare della strada un Far West.

Questa mia abilità e assenza di incidenti (ad eccezione di tre o quattro piccoli urti alle carrozzerie nell'arco  di 47 anni di guida) non mi salva dai "rigorosi" controlli medici sulla vista!
Ho già scritto della mia parziale disabilità visiva: già all'età di 9 mesi mia madre si accorse che strabizzavo l'occhio destro. Si scoprì in seguito che si trattava di una lesione alla retina che oscurava la visione centrale lasciando fortunatamente la visione periferica che consente di muoversi a piedi e dunque non è cecità totale. Grazie all'altro occhio, che in seguito ha avuto anch'esso delle lesioni periferiche, posso leggere e guidare l'auto.
Sempre per mia fortuna, queste lesioni si sono fermate e sono almeno 38 anni che i miei occhi presentano la medesima situazione. Da sempre debbo rinnovare la patente ogni 5 anni e passare la visita con la Commissione Medica Provinciale per gli invalidi: insomma quella per le patenti speciali. Le patenti speciali danno delle limitazioni: non solo per il controllo più frequente (5 anni contro i 10 delle patenti normali), ma anche, ad esempio nel mio caso, nel non poter guidare macchine sportive e superiori ad una certa cilindrata.
Pur guidando benissimo (cosa riconosciutami da molti) e anche in ore buie e con forte pioggia, sono soggetta a queste leggi vessatorie ed umilianti per una persona autonoma ed attiva come sono a 68 anni. Cinque anni fa, al penultimo rinnovo, hanno voluto un ulteriore esame della vista, oltre quelli sempre fatti in loco, la campimetria. Credevo fosse una cosa chiesta una tantum da un Presidente di Commissione pignolo, invece è una precisa richiesta di legge del tutto nuova. Anche oggi, al rinnovo quinquennale, hanno chiesto questo esame da fare però soltanto in una struttura pubblica!
Sappiamo tutti che gli esami nelle ASL del SSN si debbono prenotare con largo anticipo... mesi.. Nel frattempo non si guida più!
La frustrazione e la limitazione della mia libertà personale sono grandissime! E lo sono ancora di più nella consapevolezza che, se si è così rigorosi con chi ha disabilità visive, non lo si è altrettanto con chi ha il cervello bacato e guida in modo dissennato.
Anche scremando la popolazione automobilistica da drogati, gente che fa uso abituale di psicofarmaci, gente che beve alcool, rimangono le persone, frequentissime, che disdegnano il Codice della Strada inventandosi un Codice a loro uso e consumo personale: dunque di fatto degli alienati, degli asociali che non vogliono piegarsi alle Regole che una Società deve darsi per dirsi civile e vivere gli individui nel rispetto degli uni con gli altri. 
E sono soprattutto quest'ultimi che creano grossi incidenti e danni e non certo chi ha disabilità visive: giacché un buon cervello può usare molto bene poca vista, mentre un cervello balzano può usare molto male la migliore vista possibile!  

lunedì 23 giugno 2014

Vecchio Stile

DA: CORRIERE DELLA SERA  - 22 giugno 2014
Il nodo dell’immunità
Ma proprio sull’immunità il M5S, che mercoledì incontrerà il PD per un vertice sulle riforme, ha aperto nelle ultime 48 ore un intenso fuoco di fila. «Sembra incredibile - scrive ad esempio Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, sul blog di Beppe Grillo - ma a distanza di 10 anni il padre del porcellum Calderoli, colui che ideò la legge elettorale più incostituzionale della nostra storia, mette a segno un altro colpo da brividi: l’immunità parlamentare per sindaci e consiglieri regionali che siederanno in Senato». E ancora: «Nel Movimento 5 Stelle i nostri parlamentari hanno finora sempre rinunciato a qualsiasi immunità. Vogliamo essere cittadini comuni, senza godere di alcun privilegio, eccetto quello di essere portavoce di milioni di italiani. Il Pd voterà l’ennesimo vergognoso privilegio alla politica pur di tenere in piedi l’accordo (ancora in alto mare) con Berlusconi e Lega?». Il governo, dal canto suo, aveva precisato di essere stato contrario alle immunità e che queste erano state introdotte durante il dibattito in commissione. L’esecutivo sarebbe insomma anche pronto a rinunciarvi. Resta da vedere se lo saranno i partiti che la riforma la dovranno votare.

Da: Repubblica.it

Immunità Senato, Finocchiaro: "Sono disgustata dallo scaricabarile"

Parla il presidente della Commissione Affari Costituzionali: "L'esecutivo ha vistato due volte i nostri testi, sapeva tutto, e ora mi fanno passare per quella che protegge i corrotti e i delinquenti. Non c'è più gratitudine in politica".

ROMA - "Cosa vogliono da me? Vogliono dire che la Finocchiaro protegge i corrotti e i delinquenti? Ma stiamo scherzando. È questo il loro giochino? Sono disgustata. Allora racconto com'è andata davvero la storia dell'immunità".

Adesso però gli emendamenti del Senato che reintroducono l'immunità portano il suo nome. Nel testo del governo quella norma non c'era.
"Noi il Senato lo abbiamo ridisegnato. Il Senato del governo era completamente diverso. Non aveva le stesse funzioni, le stesse competenze...".

Sta dicendo che il ddl Boschi era un guscio vuoto quindi era normale che non ci fosse lo scudo?
"Lasciamo perdere. Questo lo dice lei".

Perché i nuovi senatori devono avere delle garanzie?
"Se attribuisci a una Camera alcune funzioni sulle politiche pubbliche, così com'è nella riforma emendata, non ci può essere disparità con l'altro ramo del Parlamento. E non lo dico io, lo dicono tutti i costituzionalisti. 


Io invece dico che alla Boschi e a Renzi stava bene il testo così come era stato steso dalla Boschi medesima.
Ma dato che anche quando provi a fare una cosa fatta bene se vuoi imporla così come è ti tacciano di "dittatura", il Governo si è dovuto piegare "democraticamente" alla Commissione dove, una persona come Calderoli e una come la Finocchiaro (ricordo 2 miei post su di lei con notizie pubblicate dai media: "Puah!" del 24/05/2012 e "MATTEO RENZI: se non esistesse bisognerebbe inventarlo!!!" del 15/04/2013) hanno "tanto lavorato con gli altri" per scrivere questa schifezza dell'immunità! 
non ci può essere disparità con l'altro ramo del Parlamento sostiene la "Signora", bene! Allora si toglie anche all'altro ramo del Parlamento e Giustizia è fatta!!
Cosa osta?!
La signora Finocchiaro e compagni che vogliono l'immunità si leggessero quello che dice Di Maio del Movimento 5 Stelle!

venerdì 20 giugno 2014

Scienza contro cattiva coscienza

Da: Il Fatto Quotidiano

La madre di Bossetti: “Non è un figlio illegittimo. Ma se è stato lui, deve pagare”
L’altra situazione di tensione dopo il fermo di Bossetti è proprio a casa dei genitori del principale indiziato dell’assassinio della tredicenne di Brembate di Sopra. I Bossetti hanno avuto anche un lieve malore, a fatica sopportano la pressione dei molti giornalisti che attendono in strada e anche i condomini della palazzina hanno chiamato i carabinieri per far allentare la pressione dei cronisti. Ma soprattutto al centro dell’attenzione c’è la madre di Massimo Giuseppe Bossetti, Ester Arzuffi. Quella che ora viene automaticamente “accusata” di aver avuto una relazione extraconiugale con l’ex autista morto nel 1999 (Giuseppe Guerinoni, padre naturale di Bossetti) arriva a negare anche il risultato delle analisi del dna: “Ester è devastata, non si spiega questa cosa. Dice che non può essere stato davvero suo figlio – dice un’amica di famiglia – Continuava a dirci che è vero che ha fatto il test del dna, ma sostiene che il figlio sia di suo marito Giovanni”. Ma Ester, definita come “devastata”, ha detto anche altro: “Poteva succedere a un nostro conoscente, invece è successo a noi. Se è stato lui, deve pagare”. 
I carabinieri: “No, il dna è lo stesso trovato sugli slip di Yara”
Ma il dna di Bossetti “coincide con quello trovato sugli slip e sui leggins della 13enne uccisa a Brembate il 26 novembre 2010″ conferma il colonnello dei carabinieri di Bergamo Antonio Bandiera, il comandante provinciale. In una breve ricostruzione di un’indagine “lunga e complessa che ha visto operare diversi reparti tra cui Ros, Ris e Polizia di Stato con il coordinamento eccellente della Procura di Bergamo”, Bandiera ha sottolineato come dall’analisi di “migliaia e migliaia di dna raccolti e analizzati in modo scientifico” si è arrivati a individuare Guerinoni, il padre di “Ignoto 1″ come è stato ribattezzato il dna dell’assassino della giovane ginnasta. Un lavoro quello dei militari che si è concentrato anche “nel riscontro delle celle agganciate dai cellulari” nel luogo in cui Yara è stata uccisa, ma anche in un’indagine che non ha tralasciato “le cerchie relazionali, la palestra frequentata dalla vittima, la zona dove è stata trovata” arrivando così a un numero di presunti sospetti piuttosto elevato che ha richiesto quasi quattro anni di indagini. “Abbiamo investito le nostre migliori risorse e non abbiamo mai abbassato la guardia, neanche un giorno. Sono orgoglioso – sottolinea il colonnello – di quanto fatto ogni giorno in silenzio e compostezza”. Un lavoro “difficile” che vede una svolta venerdì scorso con la conferma del dna della madre di “Ignoto 1″. 
Le menzogne di una vita smentite dalla Scienza per un evento tragico e drammatico.
L'ignoranza aiuta in questo caso, come in altri, a far dire alla protagonista di questa fallimentare esistenza, fondata sulle bugie e gli inganni, che le Scienza sbaglia.
Chi ha cultura sufficiente a capire trova ridicola e risibile l'ostinazione di questa donna a negare ogni evidenza.
Forte della sua ignoranza ella non può fare altro che continuare a negare, negare, negare, perché ha fondato la sua vita sulle menzogne, come molti, trovando in esse la strada più facile per vivere.
Ma il destino si è beffato di lei.  

giovedì 19 giugno 2014

Gemelli biovulari

Da: Mediaset TGCOM 24 Blog - Viva la mamma - Bimbi e Blog - a cura di Maria Nigo

Curiosità: due gemelli figli di padri diversi


E’ successo in Polonia: due fratelli gemelli, un maschio e una femmina, sono risultati essere figli di padri diversi. Quando ho letto questa notizia ho commentato ad alta voce in ufficio: “Ma come ha fatto!”. In coro mi hanno risposto: “Se vuoi te lo spieghiamo noi”. Ok, solita gaffe, sigh!
Di certo, però, ci vuole veramente “tanta fortuna” ad essere ingravidata da due partner diversi praticamente contemporaneamente.
La donna polacca ha ammesso la sua infedeltà ed ha detto di essere rimasta incinta quando ancora era sposata con il marito, ma aveva anche un’altra relazione.
Che dire: viva la sincerità!
Dopo la nascita dei gemelli ha divorziato e in seguito ha chiesto di accertare che l’ex marito non fosse il padre dei suoi figli. Dalle analisi fatte, invece, è emerso che l’uomo era in realtà il padre del gemello maschio, mentre l’amante della madre era il padre della bambina.
In termini tecnici si è trattato di una “superfecondazione eteropaternale“: la futura mamma ha rilasciato ovuli multipli e ha avuto rapporti con due uomini nello stesso periodo. Lo sperma di ognuno ha fecondato un ovulo diverso. Da qui i due “gemelli diversi”.
Una eventualità rarissima, ma non unica. Secondo i media, infatti, questo è il settimo caso al mondo.
L’ultimo caso che si ricorda risale a maggio del 2009 a Dallas, nel Texas. Qui una ventenne americana diede alla luce due gemelli, uno dei quali frutto di una scappatella!


Chi ha studiato Biologia sa che questo è possibile.
L'essere umano nasce da due gameti: la cellula uovo e la cellula spermatozoo.
Se una donna in periodo fertile ha rapporti sessuali a poca distanza di tempo prima con un uomo, poi con un altro e ha due ovulazioni e un uovo viene fecondato da uno spermatozoo di un uomo e l'altro oocita da uno spermatozoo del secondo uomo, darà vita in un'unica gravidanza a due gemelli biovulari di padri diversi.
L'evento è raro solo perché all'instaurarsi della gravidanza e della formazione del corpo luteo in teoria non è possibile l'insediamento di un altro zigote. Ma se la cosa avviene a distanza di poche ore, quando ancora non è avvenuto l'annidamento della blastocisti che è nella tuba nel suo percorso verso l'utero, può succedere di avere una seconda blastocisti formata dal secondo ovulo fecondato dallo spermatozoo entrato nel secondo coito avuto dalla donna.
Questa riflessione dovrebbe indurre il povero padre putativo dell'assassino di Yara Gambirasio, Giovanni Bossetti, a far fare l'esame del DNA alla gemella del figlio di Guerinoni, nella speranza che lei possa essere invece sua figlia anche biologica, dato che l'eventualità è rara ma possibile.

Da: Blitz quotidiano

Giovanni Bossetti, l’ira del padre “ufficiale”: “Mi hai rovinato, che vergogna”

BERGAMO – Alla fine lo hanno sentito gridare: “Che vergogna”. Il padre ufficiale, ma non biologico, di Massimo Bossetti è anziano e malato e nel giro di un attimo ha scoperto che quello che ha cresciuto per 44 anni come un figlio, suo figlio non è. E che, soprattutto, quel “non figlio” è il probabile assassino di una ragazzina.
Alla fine ha prevalso la rabbia, contro Ester Arzuffi, sua moglie, che per 44 anni gli ha taciuto quella storiella giovanile con l’autista di Gorno, Giuseppe Guerinoni, che le aveva dato due gemelli, Massimo Giuseppe e Laura Letizia, nati dopo che lei era già da 3 anni la signora Bossetti.
Giovanni è un uomo malato, lunedì era in ospedale: quando ha saputo dell’arresto del figlio ha chiesto di essere dimesso. Ma il giorno dopo Ester, la moglie, ha chiamato il 118: stavolta era lei a star male. Nella registrazione di quella chiamata è rimasta impressa la coda del loro litigio: “Mi hai preso in giro, mi hai rovinato“, gridava lui piangendo e anche lei piangeva.
Esito finale di una vita di bugie, eppure le voci in paese c’erano su quell’autista prestante e su Ester, anche se nessuno osava riferirle agli inquirenti che hanno impiegato due anni per collegare il Dna di Giuseppe Guerinoni a quello di Massimo Bossetti, da lunedì scorso potenziale assassino e figlio perduto di Giovanni.

Tanta melma da spalare

Sono felice che Beppe Grillo abbia deciso di collaborare al FARE di Matteo Renzi.
Sono felice perché i ragazzi puliti e motivati del M5S, che ho collaborato anch'io con il mio voto a far entrare in Parlamento, possono essere di valido aiuto al cambiamento.
Non dimentichi Beppe che sono stati i circa 8.600.000 voti dati al suo Movimento che hanno permesso di smuovere le acque melmose della politica italiana che, come  Renzi aveva detto, : «È stato superato il senso del pudore»

Ebbene di melma ce n'è ancora tanta e dovete aiutare Renzi a spalarla perché, l'ho testato personalmente, nel PD c'è una strisciante resistenza al suo Governo.
Mentre per la strada, ovunque, la gente più disparata spera in Renzi, forse per disperazione e alcuni con scetticismo nei riguardi dell'establishment che possa non lasciarglielo fare,  dentro gli apparati del PD e le sue filiazioni si respira un'aria di sfiducia nei suoi riguardi e in quelli delle persone da lui scelte per il suo Governo, non si sa motivata da cosa... se non che il cambiamento in realtà costoro non lo vogliono. Si piegano solo per i voti che Renzi attira mentre loro erano in discesa libera.

La melma è capillarizzata e l'impresa è difficilissima. Stamane ho visto fugacemente "Agorà" nel momento in cui intervistavano uno studente brillante di un liceo statale italiano prestigioso e in contemporanea ascoltavano i pareri della renziana Bonafé in collegamento da Bruxelles. 
Il giovane con contenuta timidezza rispondeva alle domande precise di Gerardo Greco anche su cosa dovrebbe cambiare e ha detto parole come "semplificazione dei Servizi", mentre la Bonafé, convintamente, ribadiva che bisognava procedere per quel verso e che tanto c'era ancora da fare.

Personalmente penso che lo sfascio nei Servizi è ora arrivato a livelli insopportabili e difficilmente riformabili.
Un poco lo è sempre stato e lo ricordava una gentile signora in metropolitana il giorno dopo l'alluvione a la chiusura di parte di essa a Roma.
Tutti commentavano lo sfascio di una Capitale, emblema del Paese che rappresenta, e i mali che ormai ci segnaliamo l'un l'altro, ma la compita signora, classe 1943, con voce pacata ha ricordato che quando aveva iniziato ad insegnare aveva avuto bisogno del Diploma di Laurea ed aveva fatto domanda per averlo agli Uffici preposti dell'Università, allora "La Sapienza", oggi e da diversi anni semplicemente "Sapienza": dopo 7 mesi ancora non riusciva ad ottenerlo, dunque si rivolse ad un suo ex compagno di liceo che lavorava lì per poterlo avere e scoprì così che la domanda giaceva buttata in mezzo ad altre senza che gli impiegati si preoccupassero di evaderla. 

 Per lungo tempo si sono confuse le mafie e la mentalità mafiosa, la mafia come organizzazione illegale e la mafia come semplice modo di essere. Quale errore! Si può benissimo avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale. Giovanni Falcone  1991“Cose di Cosa Nostra”

Ecco, quello che accade nel settore dei Servizi è come se il rispetto delle leggi e dei regolamenti fosse un optional, come se il rispetto dei cittadini e dei loro diritti fosse non dovuto... e questo non necessariamente è attribuibile soltanto ai boiardi di stato  messi lì, con i metodi fin qui usati, dai partiti, ma giù giù scendendo fino ai funzionari, agli impiegati, ai tecnici, agli operai c'è questa mentalità mafiosa che schiaccia il diritto del cittadino, lo calpesta, concependo al suo posto "il favore", perché l'altro, il cittadino che ha bisogno di un Servizio, è nelle sue mani...
Su questo blog ho documentato spesso quello che accade a me quale utente che si trova ad affrontare un sistema kafkiano dove la logica non esiste più e al suo posto c'è una follia burocratica vessatoria quanto insensata, e anche dispendiosa per la struttura che eroga "quel" servizio.
La mia pignoleria nel leggere leggi e regolamenti e il mio senso del diritto mi portano a combattere questo andazzo e ogni semplice pratica, legata ad una richiesta di un servizio, anche il più elementare, diventa un volume di carta.
La maggior parte della gente o non sa gestire il sopruso e chiede "un favore" al posto del diritto negato, oppure, come dice spesso: "ti prendono per stanchezza", che vuol dire RINUNCIARE e SUBIRE. 
L'andazzo è antico e, come ricordava l'insegnante in metropolitana, accadeva anche prima.
Basta ricordare il mio post sul Bollo Auto 2009 che richiama un caso anche peggiore che mi capitò più di trenta anni fa (per chi volesse rileggere è sotto l'etichetta "Servizi e Cittadino"), oppure un semplice telegramma con medesimo testo spedito nel 1971 dall'Olanda in Italia a due indirizzi diversi, di cui uno arrivò e l'altro non è arrivato mai. Non ho dubbi che l'errore non fu nell'ufficio postale di Amsterdam, bensì in Italia. Allora i telegrammi venivano spediti per telescrivente: una strisciolina con il testo e l'indirizzo usciva e veniva tagliata ed incollata sul modulo giallo del telegramma. Pagammo 9 fiorini, ricordo, per due telegrammi, dunque l'ufficio olandese ne ha spediti 2. Posso immaginare cosa può essere accaduto nell'ufficio italiano quando la telescrivente ha iniziato a "sputare" il messaggio, anche grazie al fatto che, avendo un padre che lavorava al telegrafo, ho visto con i miei occhi come funzionavano allora le trasmissioni dei telegrammi. L'impiegato italiano ha attaccato il primo testo uscito sul modulo, poi l'indirizzo e, quando ha visto ripetersi il testo identico ha pensato ad un doppione e ha staccato la striscia cestinandola... solo che dopo c'era un secondo indirizzo a cui spedire l'identico testo.
In Italia non paga nessuno per errori marchiani che creano danno all'utente cittadino. Questa omertà sull'agire del pubblico dipendente è un cancro difficilmente asportabile.
Oggi che hanno "privatizzato" creando Società S.p.A. tipo ENEL, TELECOM, ACEA, ecc. ecc. il discorso non cambia: perché sempre Servizi che lo Stato dovrebbe controllare sono. A capo di questi carrozzoni mettono figure non sempre adamantine: pensate alle recenti "scoperte" su Mastropasqua a cui avevano affidato l'INPS!

Dunque ci vorrebbe una vera "chemioterapia" d'urto rafforzando la responsabilità del singolo e facendogli pagare le conseguenze di questa responsabilità mal usata.
E' l'unica via.