sabato 22 novembre 2014

Bonus nascite: prevale il buonsenso

Da: Il Secolo XIX

Bonus bebè, meno soldi ma più concentrati sui meno abbienti

Roma - Il bonus bebè previsto dalla legge di stabilità cambia forma. La platea dei destinatari si restringe ma il beneficio si concentra sui redditi più bassi, arrivando a raddoppiare per le famiglie in difficoltà economica. 
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In una sessione fiume, la Commissione Bilancio della Camera ha sfoltito di molto la massa di emendamenti alla manovra, approvando modifiche importanti che riguardano alcune delle misure cardine della legge. La prima è proprio quella del bonus mamme, nato come intervento per favorire la natalità anche per i redditi medio-alti e che sarà invece ora destinato soprattutto alle fasce basse, quelle cioè con un reddito Isee sotto i 25.000 euro. Sotto i 7.000 euro Isee l’assegno raddoppierà, arrivando a 160 euro al mese.

Bene. Ha prevalso il buonsenso.
L'avevo scritto in ben 3 post che era assurdo il tetto di euro 90.000 lordi di reddito annuo per chi poteva usufruire di un simile aiuto.




domenica 19 ottobre 2014

Renzi svalvola

Da: AGI.it

L. Stabilita': bonus bebe' per redditi fino a 90mila euro

20:43 19 OTT 2014

(AGI) - Roma, 19 ott. - Il bonus di 80 euro per le nuove mamme sara' garantito per i redditi fino a 90mila euro per tre anni.
  E' quanto specificano fonti di Governo dopo l'annuncio fatto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a Domenica live.
  L'operazione per il 2015 vale circa 500 milioni di euro.

Fammi capire Matteo: tu alleggeriresti il prelievo fiscale sui redditi fino a euro 90.000 alle donne che fanno un figlio?
Fino a euro 90.000??!!!
Qualcuno già ha scritto: "Guarda Matteo che chi ha un simile reddito i soldi per i pannolini ce li ha!!"

O stai svalvolando o ha ragione chi mi dice che spero invano su di te!! 

martedì 28 ottobre 2014


A proposito del bonus bebé...

Dato che credo nella buona volontà di Renzi e dissento da chi lo critica con sfiduciato pessimismo, la mia critica sul tetto di reddito di euro 90.000, messo per le famiglie che potranno accedere al bonus di euro 80 mensili mettendo al mondo un bambino a partire dal 2015, è al di fuori del coro dei detrattori.

Per quella che è la mia esperienza di persona che evidentemente non frequenta un mondo di ricchi, euro 90.000 di reddito annuo di una famiglia sono una cifra considerevole.


giovedì 30 ottobre 2014


Capisco perché i 90.000...

Da: TZE' TZE'
Se il marito Matteo Renzi porta al polso un bel Audemars piguet da 15 mila euro, non è da meno sua moglie Agnese. Alla Leopolda, la tre giorni fiorentina del PD, la consorte del premier ha sfoggiato, come documento oggi Dagospia, un costosissimo Rolex al polso.

Insomma, se Matteo Renzi è passato da un economico swatch, indossato nelle passate edizioni della Leopolda, ad un orologio da 15 mila euro, sua moglie è saltata direttamente al Rolex. Segno che fare il presidente del consiglio porta in dote notevoli vantaggi economici.

Scrive Dagospia
Se il marito porta al polso un bel audemars piguet da 15 mila euro, provate a guardare il rolex della moglie agnese (insegnante precaria). Lo si vede anche nelle foto recenti alla Leopolda. Per carità, ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede, però...
Ora capisco perché Matteo Renzi ha messo il tetto di reddito annuo familiare ad euro 90.000 per poter usufruire del bonus bebé: ha già perso il senso della realtà del Paese e chi ha questo reddito deve apparirgli un miserabile...

Sicuramente come Presidente del Consiglio prende un appannaggio adeguato in un Paese dove l'ambasciatore italiano a Berlino guadagna più del doppio del Primo Ministro Angela Merkel... Si sa, noi italiani spendiamo e spandiamo per le cariche politico-amministrative e non si riesce a correggere questo andazzo, ma forse glieli hanno anche graziosamente regalati codesti costosissimi orologi... magari nei viaggi all'estero... dai rappresentanti dei governi che hanno ricevuto il nostro Capo del Governo e la sua graziosa signora... Chissà...

venerdì 21 novembre 2014

Registro Pubblico delle Opposizioni: telenovela con giallo!!

Mi corre l'obbligo di informare chi segue questo blog del risultato da me ottenuto dopo essermi iscritta al Registro Pubblico delle Opposizioni, con il nome del familiare a cui i nostri numeri telefonici sono intestati, per non essere più molestati dalle chiamate di offerte commerciali indesiderate: tale Istituzione ha risposto che tali numeri non risultano negli elenchi abbonati e che sono dunque riservati, per cui esclusi dalla possibilità di essere tutelati.

Non risultando a nessuno dei miei familiari e tantomeno a colui a cui le utenze sono intestate di aver mai richiesto la riservatezza ho verificato sull'elenco cartaceo della Provincia di Roma 2013/2014 ed il numero c'è!!
Il secondo numero, della Provincia di Latina, non può ancora esserci in tale elenco cartaceo in quanto ci è stato assegnato nel corso del 2014, ma non ci risulta di aver chiesto la riservatezza!! 

Entrambi codesti numeri sono oggetto di chiamate di offerte commerciali!!

Ho continuato la mia indagine-verifica telefonando al 187: alle h. 16:37 mi ha risposto un gentilissimo operatore AA132 con il nome umano di Paolo. Egli ha verificato e i due numeri intestati alla mia famiglia RISULTANO RISERVATI!!
Ho chiesto come mai allora il numero  della Provincia di Roma è negli elenchi??!!
Paolo non se lo sa spiegare.
Ho chiesto in quale data e quando è stata chiesta la riservatezza: Paolo non lo può vedere da nessuna parte, gli risulta che sono riservati e basta!!
Ovviamente tale riservatezza non la può chiedere chiunque, nel caso, ma solo colui a cui l'abbonamento è intestato!
Paolo mi informa che la richiesta di riservatezza si può fare anche telefonicamente a voce, ma per toglierla bisogna inviare un fax a Telecom con la richiesta di TOGLIERE LA RISERVATEZZA allegando fotocopia di un documento dell'abbonato!!
Strana procedura davvero! Non tracciabile in un senso e tracciabile nell'altro....
Dunque, in conclusione, per essere iscritti nel Registro Pubblico delle Opposizioni bisogna prima che noi si tolga la RISERVATEZZA che NON ci risulta di aver mai chiesto, pur essendo il numero di più antica assegnazione negli elenchi cartacei 2013/2014!!!

Non vi viene da ridere? A me si! Avete mai visto un numero telefonico RISERVATO che appare sugli elenchi?
BOH?! Ma la cosa più comica in assoluto è che Telecom non ha traccia della richiesta che nessuno di noi ricorda di aver mai fatta!
L'avranno fatta le Società che molestano con le offerte commerciali per ostacolare l'iscrizione al  Registro Pubblico delle Opposizioni?
Scherzo, ma mica tanto... E' un piccolo giallo, uno dei tanti del rapporto fra il cittadino e le Istituzioni.
Comunque Paolo del 187, che è un povero Cittadino come tutti noi soggetto come tutti noi agli abusi più astrusi, mi ha detto con il suo bell'accento del Nord: "Io sono iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni, ma continuano a chiamarmi lo stesso le Società Commerciali tramite i call-center, solo che appena dico che sono iscritto mettono giù il telefono, questo è l'unico vantaggio."
"Non c'è difesa dunque, - ho risposto io - nonostante il D.P.R. n. 178/2010, e voi come Telecom non potete fare nulla? Ho letto da qualche parte che rivolgendosi al 187 si poteva ottenere una tutela.. La compagnia telefonica non può fare niente per l'abbonato?"
"No, signora, - ha risposto educatamente Paolo - l'unica cosa è quella che le ho detto: tolta la riservatezza può iscriversi al Registro..!
"Ma ti chiamano lo stesso... Lei ne è la prova!"


Dunque c'è una Legge che non viene rispettata, c'è un Registro delle Opposizioni che non blocca le chiamate e dunque quando ormai sei andato a rispondere e ti hanno fatto uscire dalla doccia o lasciare i fornelli se stavi cucinando te ne importa poco se dici:
"Sono iscritto al  Registro Pubblico delle Opposizioni!"
invece di: "C'è una Legge che vieta che lei mi chiami!"
invece di: "Non mi interessa!"
oppure... "Ma vaffanc....!"

Offerte commerciali telefoniche in aumento nonostante la Legge

Da: La Stampa  22/06/2014

L’assalto dei call-center, boom di denunce

Cause triplicate nell’ultimo anno. Il Garante fissa le regole, ma poche società le rispettano

FLAVIA AMABILE

Se all’improvviso arrivano sul vostro telefono fisso o sul cellulare diverse chiamate mute, non spaventatevi: più che i ladri o la vendetta di un ex, è probabile che si tratti di un operatore di call center. Si chiama stalking telefonico ed è il frutto dell’esasperazione commerciale a cui sono costretti coloro che lavorano nelle aziende di telemarketing. I centralini sono calibrati in modo tale da continuare a chiamare in automatico per eliminare i tempi morti tra una chiamata e l’altra e aumentare la produttività. 

Il Garante per la Privacy è intervenuto ponendo limiti precisi all’attività dei call center, dal numero massimo di telefonate mute ogni 100 andate a buon fine all’obbligo di lasciare il rumore in sottofondo quando si è in attesa. Eppure, dopo mesi, siamo ancora qui a parlarne perché dai centralini continuano ad arrivare le telefonate mute e i consumatori continuano a lamentarsi.  
«Accade anche tre, quattro volte al giorno, secondo quanto denunciano i consumatori», spiega Francesco Luongo, vicepresidente del Movimento di Difesa del Cittadino. Secondo il Codacons tutti gli abusi da parte degli operatori sono in aumento, le denunce alla nostra associazione sono triplicate negli ultimi tempi. «Riceviamo 400 segnalazioni al mese», sostiene il presidente nazionale, Carlo Rienzi. 

E, quindi, gli italiani ne sono vittime da anni, chi doveva intervenire è intervenuto più volte ma i call center restano una piaga quotidiana per milioni di persone sia che le telefonate restino mute sia che dall’altra parte ci sia un operatore a tentare di piazzare l’offerta del giorno.  
Nulla sembra essere in grado di arrestare l’invasione. Ci sono almeno 500 aziende agguerritissime, la maggior parte delle quali pronte a tutto pur di catturare un cliente e ci sono diecimila istruttorie in corso davanti al Garante per la Privacy per abusi. Più di un milione e duecentomila sono le persone che hanno chiesto ufficialmente di non essere chiamate dalle aziende di telemarketing grazie all’iscrizione al Registro delle Opposizioni ma sono infinitamente di più quelle che non si sono potute iscrivere perché non avevano il numero negli elenchi telefonici, condizione richiesta per entrare nel Registro. Forse molti di loro speravano che la mancanza di visibilità fosse sinonimo di protezione. «Ed invece in questo campo c’è ancora molta disinformazione. Basta una firma di troppo quando si va in vacanza in albergo ed è finita», spiega Luongo.  
Molto spesso, infatti, le molestie telefoniche prendono il via da qualche firma di troppo, posta perché è facile confondersi: la legge sulla privacy ha imposto il consenso a molte clausole e può capitare di non accorgersi di aver autorizzato una società al trattamento dei dati personali per scopi commerciali. Il Codacons ha già presentato tre esposti contro i centralinisti molesti.  

«E’ un fenomeno che non può che diventare cronico - conferma Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc - perché la qualità dei call center è sempre peggiore. In tanti delocalizzano le attività all’estero e il livello di preparazione e formazione degli operatori non è lo stesso garantito da chi opera in Italia. Ormai il dramma è che non svolgono più la funzione per cui erano nati, e cioè di aiutare i consumatori quando hanno un problema. Ormai sono soltanto un materasso contro cui far rimbalzare le proteste creando ulteriori fastidi e problemi ai consumatori». 

Il 15/02/2012 ho pubblicato su questo blog un post dal titolo "Molestie telefoniche commerciali".
Nonostante il Decreto "Milleproroghe" di cui parlo in quel post sia stato convertito in Legge, ed esattamente il D.P.R. 178/2010, continuo come molti a ricevere offerte telefoniche a tutte le ore e, come dice bene l'articolo che sopra riporto, alcune sono mute e si sente solo un rumore di fondo tipico di un luogo di lavoro. Subito dopo, appena avete riattaccato, il telefono squilla di nuovo ed ecco che la voce dell'addetto, spesso uno straniero che parla un pessimo italiano, vi importuna con l'ennesima offerta commerciale.
Fino ad ora si è dimostrato inutile il mio oppormi citando all'operatore di turno il D.P.R. 178/2010, il poveretto o la poveretta è totalmente inconsapevole di codesta Legge dello Stato e, forse indottrinato fraudolentemente, oppone argomenti che non stanno né in cielo né in terra.
Porto l'ultimo esempio di oggi h. 11:28:
voce di donna, italiana, mi assale subito con una domanda:
"La Vodafone le vuole fare un'offerta, lei ha Telecom vero?"
Oppongo subito una domanda a mia volta:
"Lei conosce il Decreto Milleproroghe convertito in Legge nel 2010?"
"No, cosa vuol dire?"
"Vuol dire che lei non può chiamare a casa della gente per fare offerte commerciali, è vietato, pena multe."
"No, signora, si aggiorni! C'è il libero mercato!!"
"Il libero mercato c'è per me, che se voglio io chiamo Vodafone per chiedere un'offerta, ma lei non può usare il mio numero telefonico."
"Non è così signora!"
"E invece è così e la Legge mi consente di fare denuncia.."
"Faccia come vuole."
"Anzi, la Legge dice che lei deve darmi il suo nome e..."
L'operatrice chiude il telefono riattaccando.
Eppure la Legge dice proprio questo.

Da: Persona e danno a cura di Paolo Cendon

03/11/10

"TELEMARKETING" - Il regolamento del registro pubblico di chi si oppone all'uso del numero è uscito in GU 2 novembre 2010- Deborah BIANCHI

Sulla Gazzetta Ufficiale del 2 novembre 2010 n. 256 è stato pubblicato il Dpr 7 settembre 2010 n. 178 contenente il «Regolamento recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali». 
Gli interessati, iscrivendosi al registro, possono opporsi all'utilizzo delle proprie numerazioni, riportate negli elenchi di abbonati disciplinati dall'articolo 129 del Codice in materia di protezione dei dati personali, da parte di addetti all'invio di materiale pubblicitario, alla vendita diretta, a ricerche di mercato, a comunicazioni commerciali attraverso il telefono.

ISCRIZIONE AL REGISTRO L'iscrizione, gratuita, potrà essere effettuata telematicamente, per telefono o a mezzo raccomandata A/R e cesserà solo in caso di revoca da parte dell'interessato (o qualora l'utenza venga modificata o cessata). 

ENTRATA IN VIGORE
Il provvedimento entrerà in vigore il 17 novembre 2010.
Concludendo: oggi ho fatto via e-mail l'iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni.
Questo il link al sito:
http://www.registrodelleopposizioni.it/
vi troverete tutte le indicazioni per iscrivervi chiedendo che il vostro numero telefonico sia tutelato dalle intrusioni commerciali.
Speriamo che facciano rispettare una Legge dello Stato che esiste dal 2010!!

giovedì 20 novembre 2014

Prescrizione: salvacondotto per chi calpesta la legge

Da: La Stampa

RENZI: INCUBO PRESCRIZIONE, SI CAMBI  
«Da cittadino mi colpiscono le interviste ai familiari e mi fanno venire anche un po’ di brividi. Perché mostrano un’abilità straordinaria perché credono nella giustizia più di quanto ci creda talvolta un servitore dello Stato e continuano a combattere non perché le morti siano consolate - sono inconsolabili - ma per l’idea di attaccarsi fortemente alla giustizia come etica di un Paese. È un dolore e una bellezza senza fine», dice Matteo Renzi a Rtl. Il premier sostiene che non si può “vivere con l’incubo della prescrizione” e che forse è venuta l’ora di cambiare: «Non è possibile su alcune vicende avere regole che col tempo fanno saltare la domanda di giustizia, perché ci sono dei dolori che non hanno tempo», sottolinea. «Dobbiamo far sì - aggiunge - che i processi siano più veloci e non ci sia modo di chiudere la partita più velocemente perché è passato tanto tempo come se le domande di giustizia venissero meno. No, non vengono meno». 

La giustizia deve essere tempestiva. Non possiamo cedere davanti alla prescrizione. I processi devono essere veloci e giusti @rtl1025

lunedì 17 novembre 2014

I Magistrati ed il Caso Garramon

Dal sito della trasmissione "Chi l'ha visto?"

Josè Garramon: Il Papa incontra ancora la madre e chiede delle indagini

Città del Vaticano, 21/5/2014 - Al termine dell'udienza generale di questa mattina, Papa Francesco si è trattenuto qualche minuto con Maria Laura Garramon, la madre di Josè, salutandola con calore e chiedendole quale assistenza le stia dando il Vaticano, attraverso gli organi da lui incaricati dopo il loro precedente incontro a Santa Marta del novembre scorso. La madre del dodicenne ucciso nel 1983, nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” aveva denunciato la mancata richiesta formale di collaborazione da parte dei magistrati italiani al Vaticano, vista la disponibilità ribadita ancora oggi al massimo livello dallo Stato Pontificio. L’uomo condannato per la morte di Josè, Marco Accetti, secondo la madre del bambino “mette in mezzo il Vaticano, una presunta rete di pedofili, la vicenda di Emanuela Orlandi e altri elementi 'piccanti' e di richiamo solo per gettare confusione”: “Ho atteso che fosse la magistratura a verificare, ma ho constatato che non viene fatto quanto sarebbe dovuto”, ha dichiarato Maria Laura Garramon dopo l’incontro con il Papa.




















Come sempre quello che riguarda i bambini, gli innocenti, mi colpisce profondamente.
Il caso del piccolo e bellissimo Josè Garramon, 12 anni, figlio di un diplomatico  uruguayano di stanza a Roma, ucciso in circostanze misteriose nel 1983, mi colpì e continua a colpirmi nella speranza che, occupandosene, dopo tanti anni, la trasmissione "Chi l'ha visto?", gli sia data finalmente Giustizia.
Quella Giustizia che fa tanta fatica ad affermarsi, non solo in Italia, soprattutto quando si vanno a scoperchiare le fogne della pedofilia. Questo caso si è perso dietro piste sbagliate, dovute a fuorvianti fatti riguardanti la vicinanza, al luogo del ritrovamento del corpicino agonizzante del bambino, della villa di un magistrato, in un'epoca di terrorismo.
Sfumate quasi subito codeste piste, la Polizia e i Carabinieri incastrarono l'assassino, ma le sue bugie difensive fuorviarono l'imputazione, da rapimento a scopo di libidine con conseguente omicidio volontario, in omicidio colposo ed omissione di soccorso.

Da un articolo di Pino Nicotri su Blitz Quotidiano del 10 febbraio 2014

.... accusa a Marco Fassoni Accetti di pedofilia e omicidio volontario. Accuse che verranno in seguito derubricate in quelle di omissione di soccorso e omicidio colposo.

... Marco Fassoni Accetti, nato a Tripoli nel novembre 1955, venne processato e condannato per omicidio colposo e omissione di soccorso: arrestato il 21 dicembre 1983. detenuto fino a maggio 1985 e poi ai domiciliari fino a giugno 1986. In effetti, Marco Fassoni Accetti, dopo avere investito il piccolo Josè, non si fermò.

La trasmissione "Chi l'ha visto?" ha mandato in onda dei filmati, fatti dall'assassino che si definisce un artista dell'immagine, che dire inquietanti è poco. Senza essere psichiatri o psicopatologi la personalità di chi li ha eseguiti vi appare in tutta la sua patologia.
Non è solo la mia personale opinione, ma quella di tanti, ad iniziare dai giornalisti che si sono occupati del caso per la trasmissione. Posso aggiungere che persino un Maresciallo dell'Arma con il quale mi trovavo a parlare d'altro, accennando alla trasmissione "Chi l'ha visto?" come di servizio che aiuta il lavoro di chi indaga, fece cenno con un brivido di orrore alle apparizioni in detta trasmissione dell'autore della morte di Josè, dicendo che era evidente la sua patologia e che si sperava venisse processato al più presto e messo in condizione di non nuocere più agli innocenti.
Purtroppo questo non sta avvenendo e qualcuno ha detto che non può essere processato più per la morte di Josè, avendo avuto per quell'uccisione già una condanna che ha espiato in carcere. Non sono una studiosa del Diritto Penale, dunque non so se questo è tecnicamente vero. Quello che so è che, se hanno sbagliato imputazione, visto che Josè non è stato ucciso sotto casa sua, né nel tratto di strada fra casa sua ed il barbiere dove si doveva recare, bensì a chilometri di distanza in un luogo isolato non raggiungibile se non in auto, è legittimo dire che qualcuno l'ha rapito e portato fin lì. Come abbiano potuto escludere che non fosse stato il suo assassino, derubricando il tutto in un investimento fortuito, è qualcosa di incomprensibile, alla luce dei mille indizi, sia di quella sera, sia successivi della personalità del soggetto.
La pena che ha espiato l'assassino è per altro reato, dunque perché non si può processare per un reato diverso, più grave e plausibile alla luce di tanti fatti?  

Da un articolo di Pino Nicotri su Blitz Quotidiano del 10 febbraio 2014
La signora Garramon ha chiesto la riapertura delle indagini sulla morte del figlio. Nessuno ha mai saputo spiegare come Josè quel 20 dicembre sia arrivato a vari chilometri di distanza da casa, zona Eur, dopo esserne uscito attorno alla 18 per andare dal barbiere, finendo invece mortalmente investito da un furgone. Per l’esattezza, da un furgone Ford Transit 100 color celeste targato Roma R-01011, tra le 19:30 e le 19:40, su viale Castelporziano all’altezza della Casina del Bosco, agro di Casalpalocco, zona cioè tra Roma e Ostia.
Alla guida del furgone c’era Marco Fassoni Accetti. Che già allora, 28 enne, aveva la passione e si dilettava come fotografo e regista anche se nel rapporto stilato dai carabinieri il giorno successivo all’investimento viene definito “impiegato, pregiudicato per reati vari contro la persona e contro il patrimonio”.
La madre del piccolo assassinato

Renzi, le Regioni e l'abusivismo edilizio

Ci risiamo: i Presidenti delle Regioni si sono indignati per quello che ha detto Renzi.
La colpa del disastro del territorio non è di chi governa la Regione ma del Governo centrale a Roma!
Mai che avessero la dignità (cos'è?) di assumersi la loro parte di responsabilità.
E' vero che i condoni li decidono a Roma (vedi i governi Berlusconi) ma è vero che il condono, fatto per fare cassa, sana ABUSI SORTI SOTTO GLI OCCHI (ciechi?) DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI!!!!!
Primi fra tutti i COMUNI!!!
Poi le inutili PROVINCE e infine le REGIONI!!!
Non hanno forse voluto la DECENTRALIZZAZIONE per gestire meglio il territorio??!!

E' indecente questa alzata di scudi! Ogni problema, creato dalla loro incapacità (connivente con chi abusa) a gestire in modo corretto il territorio, lo risolvono chiedendo FONDI, altri SOLDI, per continuare a sprecarli visto che i cittadini esasperati e distrutti non vedono nulla per loro!! Nulla dalle loro tasse!

I cittadini, ovviamente, hanno le loro colpe. 
Costruiscono case, le ampliano senza permessi, trovano giusto non pagare le dovute tasse su quello che hanno costruito in abuso e che nemmeno si preoccupano di sanare in molti casi, vendendole, dunque lucrando, come manufatti diversi dal reale, con la compiacenza di notai a cui lo Stato, se fosse serio, dovrebbe ritirare il sigillo notarile.
Oltre la corruzione dei Pubblici Amministratori che dietro mazzetta chiudono gli occhi sull'abuso, fatto anche oltre scadenza dei condoni, c'è una diffusa accettazione della ILLEGALITA', e questo è stato permesso proprio dalla mancanza di controlli e della conseguente denuncia penale e obbligo di abbattimento e ripristino.
Chi chiede la legalità è visto come una possibile spia, un possibile nemico, un deprecabile individuo che "non si fa gli affari propri".

E vogliamo continuare a parlare di legalità? Prima guardatevi dentro casa cari italiani: la morale facciamola prima di tutto a noi stessi.

Da questo blog, per chi vuole ridere un po' dell'ipocrisia di chi è preposto ai controlli:

venerdì 24 ottobre 2014

Indovinate di quale comune si tratta...

Da questo blog:

mercoledì 16 maggio 2012

Comportamenti singolari



Trattasi di un racconto, veritiero, pubblicato, come da date sopra riportate, il 16 maggio 2012 e ripubblicato il 24 ottobre 2014.
Basta scorrere a lato destro della Home Page gli anni, cliccare, appaiono i mesi, cliccare, appaiono i giorni e i titoli dei post pubblicati a quelle date....

domenica 16 novembre 2014

Arsenico nell'acqua potabile

Acqua pubblica Castelli: esposizione cronica ad Arsenico. Invito alla conferenza stampa di sabato 22 novembre 2014 , presso la sede dell'Ordine dei Medici - Chirurghi ed Odontoiatri di Viterbo.
Presentazione del nuovo studio del DEP della Regione Lazio

Sabato 22 novembre 2014 , presso la sede dell’Ordine dei Medici – Chirurghi ed Odontoiatri
a Viterbo, verrà presentato lo studio “ Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili : studio di coorte nella popolazione residente nella provincia di Viterbo, 1990-2010”.
Allo studio seguirà una conferenza stampa sul problema arsenico nelle acque ad uso potabile.


Per iniziativa dell’Ordine dei medici di Viterbo e delle sezioni  viterbesi della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e dell'Associazione italiana medici per l’ambiente - Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia ), si svolgerà Sabato 22 novembre 2014 alle ore 10.30, presso la sede dell’Ordine dei Medici – Chirurghi ed Odontoiatri in via Genova n. 48  a Viterbo, la presentazione dello studio  “ Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili : studio di coorte nella popolazione residente nella provincia di Viterbo, 1990-2010” a cura del Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio.
I risultati dello studio saranno illustrati dalla Dr.ssa Paola Michelozzi.
Interverranno alla conferenza stampa il dottor Antonio Maria Lanzetti presidente dell’Ordine dei medici di Viterbo, il dottor Luciano Sordini segretario della Fimmg - sezione di Viterbo, la dottoressa Antonella Litta referente dell’Associazione italiana medici per l’ambiente -  Isde.
Lo studio che verrà presentato fa parte di una serie di indagine realizzate  nell’ambito del programma di attività di sorveglianza epidemiologica  coordinato proprio dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR.
Una prima  fase di indagine conclusa nell’aprile 2012, includeva 91 Comuni del Lazio con richiesta di deroga per i livelli di arsenico (As) nelle acque destinate al consumo umano (Direttiva 98/83/EC).
Lo studio che sarà presentato sabato 22 novembre 2014 riporta i risultati della seconda fase della ricerca ed utilizza un disegno di coorte, relativo a 17 Comuni della provincia di Viterbo. 
La coorte è rappresentata da 165.609 soggetti residenti in 8 Comuni esposti a livelli di arsenico nelle acque ad uso umano superiori  a 20 microgrammi per litro (As>20 μg/L, livello medio As=36.4) e in Comuni con esposizione a valori di arsenico meno elevati   (As<10 nbsp="" span="">μg/L, valori medi As=8.7 μg/L). 
Lo studio ha valutato  l’associazione tra esposizione cronica ad arsenico ed effetti sulla mortalità in un periodo di 20 anni (1990-2010)  ed  ha definito  indicatori di esposizione individuale  a questa sostanza tossica e cancerogena per valutare nelle popolazioni esposte possibili effetti sulla mortalità per tumori (polmone, vescica, prostata, fegato, rene) e per malattie croniche (cause cardiovascolari, respiratorie e diabete).
I risultati dello studio evidenziano effetti significativi su diverse patologie ed un gradiente di rischio al crescere del livello di esposizione. Tali risultati hanno importanti implicazioni di sanità pubblica poiché  il mancato adeguamento ai parametri di arsenico previsti dalla legislazione  (Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano)  ha avuto come effetto l'aumento dell'esposizione ad As della popolazione residente nell'area. 


Viterbo, 12  novembre 2014

Per comunicazioni ed informazioni:

Ordine dei medici-chirurghi ed odontoiatri di Viterbo tel. 0761342980
Federazione italiana medici di medicina generale - Fimmg  di Viterbo tel.fax 0761342644,