giovedì 27 novembre 2014

Federica Sciarelli e la trasmissione "Chi l'ha visto"


L'INCHIESTA DI Q.NET 26 novembre 2014 Sciarelli: "Da 11 anni cerco scomparsi, ma i mostri mi tormentano"


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Archivio Storico del Corriere della Sera (10 ottobre 1996) 
Federica Sciarelli va a nozze. Testimone Francesco Cossiga
Neomamma, ha deciso di convolare a nozze con il padre del suo bambino, un cameraman Rai. Testimone d' eccezione sara' l' ex presidente Francesco Cossiga. Federica Sciarelli, anchorwoman del Tg3, il cui ritorno in video post parto fu salutato da un' impennata dell' audience, e' sempre stata molto parca di notizie sulla sua vita privata. Solo una volta, suo malgrado, ha violato la stretta consegna del silenzio, a causa proprio di Cossiga, sospettato da Panorama di essere legato da "affettuosa amicizia" alla giornalista. Ma torniamo indietro, alle ultime fasi del settennato Cossiga, quando la Sciarelli, cronista parlamentare del Tg3, si occupava proprio delle cronache dal Colle. Tutto comincio' nell' agosto del ' 91 con un articolo sul settimanale Panorama nel quale la Sciarelli veniva cosi' definita: "Protagonista di una carriera fulminante all' ombra del direttore del Tg3 Sandro Curzi". Due settimane dopo, sempre su Panorama, la cronista fu nuovamente citata, questa volta nell' ambito di un articolo sulle simpatie femminili del presidente della Repubblica. Un divertissement tutto estivo, intessuto di voci e pettegolezzi. Ma ecco il punto sotto accusa: "...Il mirino dei soliti beninformati si e' poi spostato verso Federica Sciarelli, giovane redattrice del Tg3, piu' volte inviata al seguito di Cossiga e da lui nominata cavaliere della Repubblica...". Lei si "indigno' per questa storiaccia" e decise di querelare il settimanale. All' inizio del ' 93, la sentenza (confermata in appello): Panorama dovette risarcire i danni morali (70 milioni) e pagare le spese processuali. Da quel momento in poi la vita privata della Sciarelli e' rimasta tale, gravidanza inclusa. Ora la notizia (non data da lei) delle nozze alla presenza di Cossiga.
Pagina 7
(10 ottobre 1996) - Corriere della Sera
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(22 settembre 2002) - Corriere della Sera

FEDERICA SCIARELLI, GIORNALISTA DEL TG3: «SENETTE HA DETTO CHE SONO MATERNA? LE MIE AMICHE MI CONSIDERANO UNA SELVAGGIA»

«Da giovane militavo in un gruppo filocinese, ora do del tu a Cossiga»

«In Rai tutti sono "in quota" di qualche partito», aveva detto al Corriere della Sera Cesara Buonamici, conduttrice del Tg5. E nelle redazioni dei telegiornali la frase non è risultata gradita. «La lottizzazione c' è stata, nessuno lo nega. Ma c' è anche un sacco di gente che è entrata in Rai per concorso oppure dopo anni di duro precariato», spiega Federica Sciarelli, conduttrice del Tg3. E lei, Federica, è una lottizzata? «Ho fatto il concorso per una borsa di studio. Sono arrivata seconda, dietro a Dario La Ruffa, su 10 mila partecipanti. Come prima destinazione mi mandarono al Tg1, ricordo che c' era Mentana giovane praticante. Ma alla fine dell' anno di borsa di studio né io, né gli altri 29 vincitori fummo assunti. Anzi, due furono assunti. Meglio non indagare». E quindi? «Andai a lavorare al Senato. Ma pressata dal sindacato, otto anni dopo, la Rai assunse i famosi borsisti. Io andai al Tg3, con qualche titubanza perché persi metà dello stipendio. Al Senato guadagnavo 2 milioni al mese». Abbiamo capito: lei non è lottizzata. Ma è politicamente schierata? «Non ho mai detto a nessuno per chi voto. Ma alla fine il tuo orientamento traspare. Una volta Curzi me lo chiese. Io risposi: il voto è segreto. Ma dicono che mi si legge in faccia che sono di sinistra». Da giovane ha militato in qualche gruppo? «Ho dei trascorsi buffissimi. Militavo in un gruppo che nessuno ha mai immaginato. Non mi ha mai sgamato nessuno». E adesso, finalmente, farà outing. «Non ci indovinerebbe nessuno». Non ci tenga sulle spine. «Stella Rossa». I filocinesi? «Sono passati 25 anni. C' era Calò, l' agopunturista. Li conobbi nella mia scuola, dove erano forti loro e i giocatori di hockey su prato. Io mi iscrissi a Stella Rossa, praticai l' agopuntura e giocai ad hockey su prato. L' attività principale consisteva nell' andare all' aeroporto con un mazzo di fiori ad accogliere i leader del partito comunista cinese». Torniamo alla professione. Il problema è l' auricolare. Voi lo usate? «Certo che lo usiamo. Serve per le comunicazioni di servizio. Poi al Tg3 siamo un po' scazzafrulloni...». Scazzafrulloni? «Scherziamo. Dalla regia, ogni tanto, tra un servizio e l' altro, ci pigliano in giro». Lei è diventata famosissima per la sua amicizia con Cossiga. Per non parlare dei pettegolezzi... «Una volta Montanelli chiese a Cossiga chi fosse la sua amante. Cossiga si avvicinò all' orecchio di Montanelli e gli disse qualcosa. Divenne il tormentone dell' estate. Panorama lo fece diventare un gioco e mise la mia fotografia sotto la domanda: "Chi è l' amante di Cossiga?". Ci rimasi malissimo». Che cosa aveva detto Cossiga all' orecchio di Montanelli? «Sono diventata molto amica di Cossiga poi. E ne approfittai per chiedergli che nome avesse detto a Montanelli. Lui mi confessò che era tutto uno scherzo e che non aveva fatto nessun nome». Che impressione fa dare del tu al presidente della Repubblica? «E' bellissimo. Cossiga è una persona simpaticissima. Anche se mi telefona alle sei di mattina». Secondo lei è matto come dicono? «E' completamente matto. I politici della prima Repubblica erano molto più simpatici di questi qui. De Mita, Cirino Pomicino... continue battute». Si sta bene con Baldassarre o si stava meglio con Zaccaria? «Baldassarre la prima intervista televisiva l' ha data a me. Si è presentato con un cachemirino giallo fichissimo e io lì a fare domande, come Fracchia. Il Tg3 sta avendo degli ascolti altissimi. Questa situazione ci giova». Lavorare è faticoso per una donna? «Io ero una felice inviata. Poi mi sono messa col mio compagno, Sergio, ho fatto un figlio, Giovanni, e ho smesso di viaggiare. Ma senza nessun rimpianto». E' gelosa? «Sì, ma senza scenate». Si rode il fegato insilenzio? «Qualcosa del genere». Ha mai tradito? «Mai». Me lo direbbe se avesse tradito? «Mai». Che cosa piace di lei? «Che vedo sempre il bicchiere mezzo pieno». Che cosa le piace di un uomo? «Che cosa non mi piace: l' uomo fatto a fiasco. Piccole spalle e grande sedere». Chi le piace dei colleghi? «Mi fa morire dalle risate Pierluigi Battista». E' mai stata corteggiata come la Capulli da un intervistato? «La cosa più carina che mi è capitata è quando davanti a me hanno chiesto a Cossiga: "Ma allora è vero che ha avuto una storia con la Sciarelli?". E lui ha risposto: "No, purtroppo"». I più bravi giornalisti televisivi? «Mentana, Mannoni, Moretti. Italo Moretti, gli puoi dare anche un elenco del telefono da leggere e rimani lì incantata». E le giornaliste? «Mi piaceva moltissimo Angela Buttiglione, rassicurante, chiara». Lei è litigiosa? «Io non ho il senso dell' autorità e sono attaccabrighe. Ho litigato con tutti i miei direttori. Litigavo spesso con una mia collega, Daniela Vergara. Poi un giorno ci siamo stufate, ci siamo baciate e abbracciate e abbiamo fatto pace. Adesso ci vogliamo molto bene». Senette ha dichiarato che lei è materna e rassicurante. Si riconosce? «Le mie amiche si sono fatte una risata. Di me dicono che sono una selvaggia». La papera più bella? «Avevo il raffreddore e dovevo dare la notizia di una donna che aveva avuto sette bebè. Col naso completamente chiuso dissi: "La signora ha avuto sette babà". Dall' auricolare mi arrivò la voce di Fabio Cortese, che stava in regia: "Sì, col rhum"». La Carlucci sostiene che a Mediaset sono tutti comunisti. Sarà mica che i berlusconiani sono da voi al Tg3? «Le lottizzazioni, quando vengono fatte, vengono fatte bene». Coraggio, quanti sono? «Si contano sulle dita di una mano». Claudio Sabelli Fioretti www.sabellifioretti.blogspot.com
Sabelli Fioretti Claudio
Pagina 20
(22 settembre 2002) - Corriere della Sera
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Da: Il Giornale.it 20/01/2008 di

Cossiga reo confesso: "Aiutai la Sciarelli e Bianca Berlinguer"

Il presidente Cossiga ironizza sulle raccomandazioni alla tv pubblica

Lei si autodenuncia come «raccomandatore-confesso». A favore di chi spese la sua influenza?
«Dopo la vittoria del centrosinistra intervenni a favore di Donna Bianca Berlinguer, ovvero di mia nipote, perché le fosse assicurata una posizione di maggior rilievo nel Tg3, e della signora Federica Sciarelli, già peraltro premiata con l’affidamento della conduzione della brillante trasmissione “Chi l’ha visto?”. E ciò al fine di rafforzare la sua influenza nella Rai».
Federica Sciarelli le manda a dire che lei, in Rai, è entrata per concorso.
«Guardi che è tutto vero quello che dico, non me lo sto certo inventando! Non ho raccomandato per l’assunzione Federica Sciarelli perché lei era dipendente del Senato e poi ha vinto una borsa di studio e siccome è brava è passata in Rai. Comunque non rispondo alla signora Sciarelli perché non voglio vedermi notificato un avviso di garanzia da parte di qualche sostituto procuratore della Repubblica di Potenza».
Bianca Berlinguer nega di aver mai richiesto il suo intervento. E la prega di astenersi per il futuro da simili raccomandazioni.
«Da sardo pronipote di un pastore e di un aristocratico della piccola nobiltà giacobina sarda non posso permettermi di replicare a una ragazza, anzi a una già ragazza, dell’aristocrazia sardo-catalana. Comunque Donna Bianca può stare tranquilla: con il cognome che porta non avrà alcun problema né danno. Anzi se torna Berlusconi la promuoverà subito e, anche se non ce n’è bisogno, sarò io stesso a richiederlo».
Ma questi interventi da chi le furono sollecitati?
«Ma da loro due in persona! La signora Sciarelli venne a chiedere che intervenissi sul capo del personale affinché le fosse aumentato lo stipendio. Donna Bianca Berlinguer venne a chiedere una posizione più eminente». 
Il suo intervento andò a buon fine?
«Le raccomandazioni a favore di Donna Bianca Berlinguer non partorirono alcun risultato positivo. Quelle a favore della signora Sciarelli ebbero sul piano economico un risultato largamente positivo».
Perché a distanza di anni ha tirato fuori questa vicenda?
«Venerdì ho sentito Donna Bianca condurre una trasmissione di insulti su Mastella con la consueta faziosità e mi è tornata in mente questa vicenda».
Non le dà fastidio essere etichettato come «raccomandatore»?
«Ascoltai personalmente l’omelia di un cardinale che definiva le raccomandazioni un atto di carità cristiana. D’altra parte le segnalazioni sono un istituto mondiale. Erano la prassi nella burocrazia britannica. Così come a West Point si entra soltanto dietro segnalazione dei senatori dei diversi Stati della Confederazione».
Non ha mai fatto mea culpa per qualche raccomandazione concessa alla persona sbagliata?
«Ma no. E poi nelle campagne elettorali tutti usano le raccomandazioni. D’altra parte mi sa dire uno che in Rai non sia raccomandato? Io non ne conosco».
Al di là dell'opinione che ciascuno può formarsi leggendo le notizie sulla attuale conduttrice della trasmissione di servizio pubblico "Chi l'ha visto?", le riconosco un piglio anticonformista ed un coraggio che vanno oltre il formalismo di altri conduttori che l'hanno preceduta.
Sono stati tutti ottimi conduttori, ma mai così coraggiosi da esporsi come Federica Sciarelli.
Capisco che possa sentirsi stanca, "avvelenata" da tanta sofferenza e tragedie...
Capisco anche che la sua notorietà le possa apparire spendibile sul piano politico. Altri suoi colleghi sono entrati in politica sfruttando la loro immagine televisiva: Corradino Mineo, David Sassoli, Emilio Fede... 
La politica però può anche bruciare, perché si è più esposti e visibili, per quel che si è veramente, rispetto alla professione giornalistica.

mercoledì 26 novembre 2014

Foraggiare la RAI: Attenzione a non creare altro malcontento

Da: La Stampa, 26 novembre 2014, LUIGI GRASSIA

Più del 25% non paga il canone Rai, il governo cerca un modo per stanarli

Dubbi su pc, tablet, smartphone e seconde case

Che cos’è il canone Rai?  
In origine (quando la Rai era l’unica televisione italiana) il canone veniva presentato come l’abbonamento da pagare per ricevere i programmi della tv di Stato. In realtà, questa è sempre stata una finzione giuridica. Quando sono comparse le televisioni private, sono stati inventati dei dispositivi per escludere la ricezione dei programmi della Rai, continuando a ricevere tutti gli altri canali. Ma l’escamotage non è stato accettato e lo Stato ha continuato a pretendere il canone, smascherandone così la natura: non si tratta di un abbonamento alla Rai ma di un vero e proprio tributo. Secondo la Corte costituzionale il canone è un’imposta che deve pagare chiunque disponga di un apparecchio idoneo a ricevere programmi televisivi, che siano trasmessi dalla Rai o da altri.  

Ma «apparecchi idonei a ricevere programmi tv» sono anche i pc, i tablet gli smartphone eccetera? 
Finora no, anche se esisteva un’incertezza legislativa e interpretativa, ma adesso si discute se estendere l’obbligo a tutti gli apparecchi con i quali si può vedere la tv, compresi gli smartphone e così via . Peraltro non si pagherebbe un canone distinto su ognuno di questi apparecchi ma soltanto un canone per persona, a prescindere che l’utente sia dotata di uno o più strumenti idonei alla ricezione del segnale televisivo. 

Il sondaggio 
 Il governo sta pensando di far pagare il canone Rai attraverso la bolletta elettrica, ma sta incontrando problemi tecnici. Voi che soluzione preferite?

4%
Continuare a pagare con gli attuali bollettini
28 vote(s)

26%
Inserirlo nella bolletta e ribassarlo
201 vote(s)

6%
Inserire la tassa nella dichiarazione dei redditi
47 vote(s)

64%
Il canone andrebbe abolito del tutto
485 vote(s)
Quanti italiani pagano davvero il canone Rai?  
L’evasione è percentualmente altissima, ma non si hanno cifre precise: la platea delle persone teoricamente obbligate non è facile da circoscrivere, inoltre non è interesse delle autorità far sapere quanto sia estesa l’evasione, perché si teme che sempre più persone siano incoraggiate a non pagare il tributo quanto più si scopre che è facile farla franca. Comunque si ritiene che non paghino il canone dal 25 al 50 per cento delle famiglie tenute a farlo. Le associazioni di consumatori credono che la quota più alta sia la più probabile.  

Che ipotesi si fanno per cambiare sistema?  
Un’eventualità è richiedere il canone a tutti coloro che ricevono a casa una bolletta elettrica, allegando il mandato di pagamento alla bolletta stessa. Chi rifiutasse di pagare dovrebbe dichiarare di non avere in casa «apparecchi idonei», inoltre sembra (siamo ancora alla fase delle ipotesi) che spetterebbe all’utente l’onere di provare che dice il vero. L’Autorità dell’energia, che veglia sulle bollette della luce e del gas, ha fatto sapere che questo meccanismo sarebbe probabilmente illegale e anche difficilissimo da gestire; le compagnie elettriche dovrebbero assumersi oneri tec nici e legali molto complessi non a vantaggio di se stesse ma della Rai. Perciò si è fatta strada l’idea di far pagare il canone con la dichiarazione dei redditi.  

Far pagare il canone con l’Irpef sarebbe facile?  
Se non altro avrebbe una sua logica, vista la natura tributaria del canone; ma anche in questa ipotesi le difficoltà non mancherebbero. E i problemi si moltiplicherebbero se si cercasse anche di incrociare i dati del reddito per legare il canone all’Irpef, come qualcuno ha ipotizzato.  

Quanto verrebbe a costare il nuovo canone?  
Il governo dice che rendendo impossibile l’evasione si recupererebbero centinaia di milioni di euro che però non verrebbero girati alla Rai: invece li si userebbe per alleviare il carico di chi già pagava il canone. L’importo potrebbe così dimezzarsi a 60-65 euro. Sarebbero escluse dall’obbligo le case sfitte, ma al momento neanche su questo ci sono certezze. Fra l’altro i tecnici prospettano ulteriori complicazioni sulle terze e quarte case, e un altro ginepraio se ai poveri con agevolazioni in bolletta si volesse far pagare un canone ridotto.  

I soldi del canone a chi vanno?  
L’imposta chiamata canone finisce nelle casse della Rai, che in cambio è obbligata a svolgere un servizio pubblico, cioè a fornire alla collettività anche dei programmi televisivi che non le converrebbe produrre in base a un puro calcolo economico. Però la Rai può cercare risorse anche sul mercato pubblicitario, e lo fa. 

Un grande giornale come La Stampa dice chiaramente quello che ho scritto tante volte su questo piccolo blog.
Perché la stampa in genere invece scrive spesso, troppo spesso, cose non chiare in modo che tanta gente abbia confusione in testa?
E' una tecnica che vale per tutto: fare finta informazione per obnubilare il giudizio.
Beppe Grillo che tanto l'ha con i giornalisti, su questo tema ha fatto confusione anche lui, incitando la gente a non pagare più "il canone". Le imposte purtroppo invece non puoi non pagarle e questo Grillo non lo diceva. E il falso canone, come ribadisce l'articolo de La Stampa, è invece un tributo. Dunque bisogna pagarlo a meno che... non accetti di farti sigillare il televisore dalla G.d.F..
Ma l'evoluzione della tecnologia ha reso folle e penso anche incostituzionale questa possibilità che lo Stato vuole arrogarsi.
Come ho più volte scritto nei post dedicati a questo argomento lo Stato non può sigillarmi un televisore che ho diritto di usare anche per gli altri usi che tale elettrodomestico consente: con i dovuti supporti infatti posso vederci i DVD, le cassette VHS..., ad esempio io ho anche il lettore per cassette video8.. Può lo Stato impedirmi di vedere le cassette degli eventi della mia famiglia se decido di non usarlo più per vedere la RAI? Può impedirmi di vedere SKY o MEDIASET o La7?
Il problema poi che anche senza televisore si può vedere la RAI con altri apparecchi come quelli elencati nel titolo dell'articolo de  La Stampa fa sì che tutto il sistema di "difesa" del cosiddetto Servizio Pubblico faccia acqua sul tema della libertà del cittadino.
Già ieri sera dopo le h. 23:00 circa l'ANSA dava la notizia di un ripensamento del Premier, secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, sulla questione annunciata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico.
Mi fa piacere che Matteo Renzi sappia correggere là dove si esagera.
Ho risposto al sondaggio di La Stampa e sono nel 4%, percentuale minima, che fra i vari mali preferisce lo statu quo.
Colpisce che la maggioranza non lo vorrebbe pagare affatto.
Figuriamoci se glielo mettessero in bolletta della luce!!
Credo che la soluzione migliore sarebbe la decodifica ed ognuno che vuole la RAI paga attraverso la tesserina.
Meglio! Metterei un codice in più ad trasmissione televisiva! Così avrebbero incorporato anche il sondaggio Auditel: due piccioni con una fava!!

Personalmente vedrei solo "Chi l'ha visto", schifando "le scatole" di Endemol ad esempio.

Fino all'aprile del 2012 - lo confermano fra gli altri il Corriere della Sera [1]La Repubblica [2]Il Sole 24 ORE [3] - Mediaset controllava poco più del 33% di Endemol (l'11% direttamente, il resto attraverso controllata spagnola tramite scatole cinesi). Un comunicato dell'ottobre del 2013, diffuso dalla stessa società, ha ribadito il cambiamento dell'assetto societario avvenuto oltre un anno e mezzo fa. [4]

martedì 25 novembre 2014

L'isola ricca chiamata RAI

Da: Il Sole 24Ore
25 novembre 2014

Canone Rai in bolletta da gennaio: si pagheranno 60-65 euro, escluse le seconde case

«Il canone Rai sarà nella bolletta elettrica dal gennaio 2015». Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ai microfoni di 24 Mattino di Alessandro Milan su Radio 24. «Contiamo di presentare in Senato un emendamento alla legge di stabilità per inserire questa norma - ha spiegato il sottosegretario - con l'intenzione di renderlo effettivo già da gennaio dell'anno prossimo. Con questo strumento consideriamo di recuperare in modo pressoché totale l'evasione. C'è un'evasione per cui siamo tra i primi in Europa che è attorno ai 600 milioni per un canone che è oggettivamente tra i più bassi in Europa. Questa situazione non è più tollerabile». 
Mossa per recuperare l’evasione «La scelta vera – ha continuato Giacomelli - è che, d'accordo con Rai, la nostra intenzione è di non trasferire alla Rai in aggiunta al gettito attuale l'evasione recuperata ma abbiamo deciso di restituirla interamente ai cittadini, abbassando fortemente il canone». Si pagheranno 60, 65 euro? «Una cifra plausibile. Certamente pagheremo molto meno. Questa non è una riforma contro nessuno. È per recuperare l'evasione. Chi evadeva ci rimette, questo è sicuro», ha detto Giacomelli Pagherà chi possiede un contratto di fornitura elettrica Chi dovrà pagare il canone? «Chi possiede un contratto di fornitura elettrica», ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico. «La norma prevede la tassa in base al possesso del televisore - ha spiegato Giacomelli - ed è una norma anacronistica. Se (il canone ndr) rimanesse  legato a quel concetto dovrei dire ‘il possesso di un apparecchio televisivo, oppure di un pc, oppure di un tablet, oppure di uno smartphone, oppure di ogni altro device atto a ricevere il segnale'. Vuol dire fare una norma con prescrizioni molto ampie e molto dure ma sostanzialmente inapplicabile, in altre parole prendere in giro e continuare a consentire l'evasione. Quindi noi identifichiamo l'elemento unificante, che è l'alimentazione dei diversi device e quindi, il contratto di fornitura elettrica». Non si pagherà sulla seconda casa.  Giacomelli ha però escluso il pagamento per le seconde case: «tendenzialmente l'idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso. Qui si tratta di capire - ha precisato Giacomelli - come introdurre qualche punto di equità.
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Sulle aziende elettriche non graverà un costo aggiuntivo.
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Meravigliati per il ricorso Rai contro i tagli «Il ricorso del cda Rai? Più che arrabbiati siamo un po' meravigliati. Non si capisce il senso del ricorso», ha detto Antonello Giacomelli, spiegando la sua posizione sul ricorso presentato dal cda Rai contro i tagli di 150 milioni di euro imposti dal governo. «Esattamente il giorno in cui il direttore generale va nel Cda per dire che ‘l'operazione che era stata immaginata, ovvero il contributo di 150 milioni per aiutare le famiglie, in cambio della privatizzazione di una parte di Rai Way, ha dato un ottimo risultato ben superiore dei 150 milioni, quindi non c'è danno di nessun tipo' non si capisce bene il senso del ricorso». Per Giacomelli «la modalità per il contributo dei 150 milioni è stata certamente eccezionale, però il senso era quello di intervenire per una situazione generale del Paese  di difficoltà. Il mondo Rai dovrebbe capire che non si vive in un'isola ma si vive dentro un Paese, il ricorso è un po' incomprensibile». 

COMMENTI

E se io non intendo pagare il canone inserito nella bolletta, per i più svariati motivi, magari anche perchè non possiedo alcun apparecchio atto a ricevere la trasmissioni, che succede? Enel mi interrompe la fornitura di energia elettrica? Se il canone va a coprire i costi del servizio sarebbe certamente più giusto che la RAI trasmettesse criptato e chi vuole riceverla si dota di decoder. E uno è liberissimo di ricevere tutti gli altri canali in chiaro. Oppure la RAI è un servizio di stato, obbligatorio e allora si paga con la fiscalità generale. Quello che stanno partorendo mi sembra un grande pasticcio, ma questi ormai stanno solo pasticciando e vogliono spacciarcelo come nuovo che avanza. CBR62551.1 25-11-2014 11:28:19 


Alberghi e ristoranti quanto dovranno pagare? E dovranno pagare pure se non TV? Non sarebbe meglio mettere a carico della fiscalità la RAI oppure renderla visibile a pagamento con una scheda tipo SKY? MyRiver 25-11-2014 11:20:51 

Il rumor, (lo uso nella sua originale forma latina ed al singolare), fatto girare ad arte sulla riforma del cosiddetto canone RAI, si va appalesando sempre più, in attesa di sentire le reazioni della plebe (termine efficace per come siamo trattati, usato frequentemente da una mia intelligente amica).
Poi lo aggiusteranno forse, in base alle reazioni.
Ho riportato alcuni dei commenti dei lettori dell'articolo de Il Sole 24 Ore, con cui mi trovo d'accordo.
La mia reazione è la seguente: intanto questo Giacomelli che invece di usare il termine "dispositivo", comprensibile a tutti i plebei, usa "device"... Puah!!
Poi continua ingannevolmente a chiamare "canone" quella che è un'imposta, come ho più volte ricordato su questo blog. Le parole sono importanti e servono a far capire le cose, l'uso diverso distorce la realtà.
Natura giuridica del Canone RAI
Si basa su quanto disposto dal regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246 relativo alla Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.78 del 5 aprile 1938). Questo provvedimento non è stato abrogato dal cosiddetto decreto Taglia-Leggi (con cui nel marzo 2010 il Ministro della Semplificazione Normativa Roberto Calderoli ha provveduto ad abrogare circa 375.000 leggi[1][2]) poiché è stato incluso fra le norme non suscettibili di abrogazione nella detta forma[3].

Ora dovranno abrogarlo per forza se vogliono dargli un'altra forma. 
E da quello che dichiara il Sottosegretario allo Sviluppo Economico la forma che vuole dargli il Governo è sempre la stessa: per ridurre la spesa pubblica si riduce di 150 milioni di euro il finanziamento della RAI con i nostri denari pubblici, "per aiutare le famiglie", le quali famiglie non si sa come beneficino di codesto aiuto visto che dalle più povere in su dovranno foraggiare, attraverso il loro allaccio alla corrente elettrica, l'isola ricca e luccicante chiamata RAI!
Non importa se tali famiglie abbiano o meno i "devices"! La corrente elettrica è un fatto di civiltà irrinunciabile ormai! Neppure ti riscaldi senza corrente elettrica! Serve per l'apparato elettrico della caldaia anche se è a gas, ad esempio... Non se ne può più fare a meno dell'elettricità...
Dunque hanno fatto proprio una bella pensata davvero!!!
Il Sottosegretario arriva a dire impunentemente che così si recupera l'evasione! 
Quando basterebbe far pagare, chi vuole vedere trasmissioni melense ed obnubilanti, tramite un meccanismo semplice e collaudato come la scheda Sky! Qualsiasi italiano glielo può suggerire un metodo migliore di questo truffaldino che si sono inventati. Come dimostrano i commenti dei lettori che ho riportato sotto l'articolo de Il Sole 24 Ore!
Poi ecco il contentino della seconda casa!
Che generosità! Cosa vuol dire, che si pagherà solo sul contratto elettrico della casa di residenza?
Bene! Dunque dovranno imporre alle Società erogatrici di segnalare quei contratti con la dicitura "non residente"! E se si sbagliano? Come lo recuperiamo il secondo "canone" che ci tocca pagare?!
E come la mettiamo con quelle famiglie che nella seconda casa hanno messo la residenza di un familiare per proprie ragioni (di lavoro o altro): pagheranno due "canoni" alla luccicante RAI, volenti o nolenti!
Cosa giuridicamente intende per "seconda casa" il Sottosegretario allo Sviluppo Economico?
Riassumendo: per risparmiare il Governo toglie 150 milioni di sperpero alla RAI e li riprende da noi tutti per ridarglieli, a meno che non si abiti in una capanna senza luce, prendendoci pure per scemi perché ci dice "che così risparmiamo" giacché, dove pagavamo Euro 113,50, i più ne pagheranno 130 sommando 2 contratti elettrici!
Contenti Italiani che avete lasciato al paesello natio la casetta per le vacanze e per la vecchiaia e magari ci avete messo la residenza di un familiare per non farvi mangiare l'anima dalle tasse sugli allacci "seconda casa"??!!
Guarda Matteo Renzi che non va bene così! Non va bene affatto!
Hai tolto 150 milioni nostri alla RAI ed hai fatto bene, ma non puoi tornare a raschiare il fondo del barile per ridarglieli!
Il fondo del barile si è sfondato a furia di raschiare, Matteo Renzi, e la casa crolla sotto il peso delle spese e delle tasse.
Non te ne sei accorto che le case non si vendono più? Che gli agenti immobiliari sono alla fame? Che chi riceve in eredità una casa riceve un debito se già ne ha un'altra su cui paga il mutuo? Queste realtà diffusissime non ti sfiorano? 
Torna sulla Terra Matteo, che ad andare a vederla da fuori ci pensa Samantha che forse, però, i "piedi per terra" ce li ha più di te, perché è una che si è fatta il mazzo per arrivare dove è arrivata, essendo mète, quelle, dove si arriva solo con intelligenza, studio fortissimo e fortissima disciplina!

E dulcis in fundo (ma è latino per modo di dire..), meglio in cauda venenum, ricordo alla luccicante Televisione di Stato la fine che ha fatto la Televisione di Stato in Grecia..
Il barile è sfondato... Se continua così andrete tutti a casa pure voi!






La VERA STORIA vista da vicino

CAMALEONTI.
13 giugno 1944
I MaiMorti (Decima MAS) al comando del tenente Umberto Bertozzi, massacrano 70 ragazzi in quel di Forno (Massa-Carrara).
Se ne salvano due con uno stratagemma.
Fine guerra. Il Bertozzi viene processato anche per altri crimini.
E' condannato a morte, poi, trasformata in ergastolo, poi, ridotta a 18 anni, poi, ridotta a 9 anni.
Fine anni 50, stabilimento chimico Montecatini s.p.a. 750 operai. Il superstite della strage, chiede di andare a parlare con il responsabile Concimi Chimici (non c'era sicurezza per gli operai).
Arriva davanti alla porta dell'ufficio, bussa; da dentro una voce:
“Avanti”.
Il superstite entra, si gira a chiudere la porta alle sue spalle,mentre con l'altra mano si toglie il cappello.
“ Tenete, tenete pure il cappello, e che diamine, non siamo mica più ai tempi del fascio”.
Il superstite si gira.
Seduto alla scrivania c'è il Bertozzi.
Francesco D., Carrara Commentatore certificato 25.11.14 08:41 
La vera Storia è quella vista da vicino, da molto vicino. Questo post, firmato da Francesco D., di Carrara, è pubblicato fra i commenti sotto il post del blog di Beppe Grillo di sapore revisionista.
I poveretti che hanno creduto nel Movimento fino ad essere attivisti ed iscritti sono sconcertati ma, di certo, più intelligenti del Capo che dà sempre più segnali di aver funzionato bene come catalizzatore, meno, molto meno come condottiero.
Non capiscono il senso di quel post su Matteotti, ma qualcuno ha visto una luce nella nebbia e ha tentato una interpretazione, per me possibile quanto folle ed inaccostabile.
Matteotti fu ucciso perché denunciò i brogli elettorali di Mussolini e le sue squadracce. Un parallelo folle che si vuole suggerire ai grillini? Loro che sono sani di mente lo hanno rifiutato fino al punto di non capirlo.
In effetti il Movimento 5 Stelle ha perso perché fa scelte non concrete e credibili. La gente non è andata a votare non perché c'erano intimidazioni da parte di qualcuno (delirio persecutorio dello staff del M5S?), ma perché non crede più in niente, nemmeno a Grillo che straparla e non capisce più la gente.
Pubblico questo post di Francesco D. di Carrara perché riporta davvero qualcosa di VERO quanto di inquietante che avvenne dopo la fine del fascismo: gente che si riciclava in tutti i modi, anche mettendosi la camicia rossa (ricordate il caso Argan? Foto alle adunate in camicia nera, poi, dopo, una brillante carriera di Critico d'Arte in camicia rossa che scambiò dei sassi scolpiti per scherzo da alcuni ragazzi per opere del primo Modigliani!!). Nefandezze del passato prossimo troppo facilmente dimenticate: perché all'assassino Bertozzi furono graziosamente scalati gli anni di carcere? Non bastando fu messo al comando di qualcosa... Perché?

lunedì 24 novembre 2014

M5S sempre peggio

Peccato! La presunzione, gli errori che denunciavo... Questo è il risultato. Sempre più giù.
Da questo blog:

sabato 1 novembre 2014 Movimento 5 Stelle in contraddizione

Dal blog di Beppe Grillo Il M5S toglie il vitalizio al condannato Cuffaro, ora tocca agli altri

La contraddizione stava e sta nelle cose che Beppe Grillo ha detto sulla Mafia quando è andato in Sicilia: grossomodo che, secondo lui, aveva un'etica... che poi l'aveva guastata la Finanza...
Poi esce questo post sul suo blog, di cui riportavo il titolo, in cui si dà, giustamente, giù al filomafioso Cuffaro...
Il mio commento fu censurato, segno di debolezza e di paura di guardarsi e confrontarsi.
Pazienza, per me non cambia niente, per Grillo ed il Movimento molto: e si è visto.
Oggi esce un post fantastorico:

Passaparola: Mussolini non ha ucciso Matteotti, Arrigo Petacco

Segue intervista al Petacco. Non dico niente, riporto solo dei commenti degli stravolti grillini:
Ed io ti ho fatto anche guadagnare dei soldi con il mio click sul link per leggere che Mussolini è vittima.... No comment!
Stefano Morelli 25.11.14 13:07

Post di una ignoranza e stupidità sbalorditiva, che non tiene conto di una realtà storica comprovata. Che ancora oggi si metta in dubbio l'oggettiva responsabilità di Benito Mussolini nell'assassinio di Giacomo Matteotti è assurdo oltre che ignobile.
Capisco che Grillo sia un ammiratore del duce, ma si sta andando ben oltre le soglie del ridicolo.
Emanuele Aini 25.11.14 12:47

Non ho capito cosa si vuole dimostrare dicendo che è stata la frangia di Farinacci e non Mussolini a volere la morte di Matteotti.
Ciò non toglie che Mussolini non ha fatto nulla per trovare i colpevoli ed ha continuato con le purghe.
Il fatto non lo ha certo danneggiato.
Non revisioniamo la storia in modo che poi tutto sembri lecito.
Il fascismo è stato ciò che tutti sappiamo e non mi sembra il caso di ripulirne il ricordo.
Che poi anche il comunismo, con Stalin sia stato altrettanto è puramente accertato.
Purtroppo le dittature, di qualsiasi colore le si voglia tingere, hanno sempre lo stesso scopo ovvero 
"di favorire solo le caste".
giuseppa L'Episcopo 25.11.14 10:56

Ho capito che non volevate parlare del tonfo del Movimento
Ma da qui a celebrare il tanfo di Mussolini...
viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 25.11.14 08:13

Ciao Blog, vi do una notizia BOMBA il duce è morto, lo sapevate! ambe, forse siete voi in ritardo, il post é roba vecchia.
non è che da un pò di tempo vi fate di droga, per tirare fuori argomenti del genere, mi sa tanto di si.
Roberto Santi 24.11.14 22:13

Davvero? Non credo ai miei occhi. Vi siete veramente rincitrulliti.
Al di là del merito della questione, che vista la rilevanza storica, politica e sociale meriterebbe quantomeno un dibattito e non un monologo. Soprattutto un monologo che dice il contrario di una versione storica piuttosto consolidata.
Ma dico: davvero oggi vi sembra l'idea buona di uscirvene con questa roba?
Neanche Achille Occhetto sarebbe riuscito nell'impresa autodistruttiva che state portando avanti. La cosa che fa più incazzare è che chi ci rimette per queste assurdità siamo noi, condannati a sorbirci Renzi per altri 6 anni almeno.
Spero di veder rimosso questo mio commento perché vorrà dire che almeno qualcuno dello staff lo ha letto. E quindi ribadisco: citrulli.
Davide 8arbieri  24.11.14 19:40

Giacomo Matteotti ha messo in gioco la sua vita per smantellare il regime Fascista totalitario e corrotto, se Petacco fosse in buona fede gli consiglierei di guardare “Fascismo: dossier, ricatti e tradimenti - La Grande Storia del 22/08/2014” negli archivi Rai TV (gratuito), molto esaustivo, documentato e professionale al riguardo, mentre le sue (di Petacco) sono banali racconti con palesi superficialità ed omissioni. Matteotti fu prima aggredito e pedinato per intimorirlo perché Matteotti indagava sul malaffare. (Elezioni aprile 1924 svolte con violenza, 30 maggio 1924 Matteotti denunzia e chiede di invalidarle in Parlamento.) Quando venne aggredito il 10/6/1924, il giorno prima del suo discorso alla camera, Matteotti, sul lungo Tevere perde fogli sull’asfalto e guarda caso uno degli aggressori con molta accuratezza raccoglie i fogli uno per uno assieme alla sua cartellina (la borsa con le prove) e li porta via, borsa che non si ritroverà più. 
Viva Matteotti! Politico onesto!
RAIMONDO BRUNELLO 24.11.14 19:31

Prima del movimento sono stato 25 anni senza votare.
Dopo questo post torno nel limbo.
Ci avete preso per il culo.
Addio comunque sto ancora aspettando la Mongolfiera lo scudo e l'italietta.
20 euro a botta era meglio che andavo a troie.
Dino L.. Commentatore certificato 24.11.14 19:25

Come volevasi dimostrare?

Da: La Repubblica Regionali al centrosinistra: eletti Bonaccini in Emilia-Romagna e Oliverio in Calabria. Ma trionfa l'astensione
Voto all'insegna del non-voto: alle urne il 37% in  E.R. e il 44% in Calabria, con le coalizioni guidate dal Pd che ottengono la guida della regione. Renzi: "Vittoria netta, e i partiti che sostengono lo sciopero hanno percentuali da prefisso telefonico"


Continua la sfiducia ed il disincanto degli Italiani nei confronti dei nostri rappresentanti politici ed aspiranti Amministratori della Cosa Pubblica.
Il mio post  del 23 maggio 2012 è quanto mai attuale, tanto è vero che continua a stare in pole-position nella classifica settimanale dei post.
Anche se gente che mi vuole bene, dunque senza cattiveria, continua a dirmi che sono quantomeno ingenua nello sperare in Renzi, io continuo a sperare che lui riesca a fare qualcosa, qualunque cosa che ridia speranza agli Italiani, sfiduciati, schifati, incarogniti ed altro ancora, con cui mi capita di parlare ogni giorno.
Bisogna rimettere in piedi la Giustizia, soprattutto verso chi ha dato e da di più in questo Paese.
E' giusto rispettare le minoranze, dare un minimo di tutela sociale a chi ha VERAMENTE bisogno, ma è giusto ancor di più restituire serenità alle famiglie italiane che, oltre al problema del lavoro, vorrebbero veder riconosciuto il loro ruolo di cittadini, dunque i loro diritti a vedere che i loro soldi vanno a chi questa Italia l'ha costruita con il sacrificio, anche e soprattutto, di chi ci ha preceduto.
Invece gli Italiani pagano, pagano e pagano ma mancano poi i Servizi più essenziali.
Bisogna ripristinare il rigore, far pagare chi ha responsabilità e non paga mai, dire a chi grida "ci ho diritto!" che ci sono prima i doveri e che come si sono rimboccati le maniche con umiltà quelli che ci hanno preceduto, a cui nessuno ha regalato niente, (posso portare migliaia di esempi, ma basta ripassare un poco di storia sociale recente) se le debbono rimboccare anche quelli che pensano di vivere alle spalle di chi paga le tasse.
Bisogna ripristinare il DOVERE.

domenica 23 novembre 2014

Giustizia sempre più zoppa...

Da: Mediaset - TGCOM24

Fratellini Gravina, risarcito il padre
Accuse ingiuste, avrà 65mila euro

Gravina, Filippo Pappalardi fu accusato dell'omicidio dei due bambini, ma la loro fu una morte accidentale

Lo sguardo amaro di Filippo Pappalardi arrestato ingiustamente
Non vide per l'ultima volta i corpi dei suoi figli, morti in una cisterna nel giugno 2006 e ritrovati 20 mesi dopo. Partecipò ai loro funerali, il 9 aprile 2008, dopo essere stato in carcere e ai domiciliari con l'accusa di averli sequestrati e poi uccisi. Dopo essere stato scagionato, e a più di otto anni da quella tragedia, Filippo Pappalardi, padre dei fratellini di Gravina Ciccio e Tore, sarà risarcito con circa 65mila euro.
Accogliendo la richiesta del difensore di Pappalardi, l'avvocato Angela Aliani, la seconda sezione penale della Corte d'Appello ha riconosciuto all'uomo un'indennità pari a circa 20.500 euro per la "privazione della libertà personale" (235 euro per 75 giorni in carcere e 117 euro per 25 giorni agli arresti domiciliari), oltre a 45mila euro complessivi per i "gravissimi danni morali" dovuti "al clamore mediatico della vicenda", per i danni "personali per non aver potuto vedere almeno per un'ultima volta i corpi dei propri figli", per i danni sul piano della salute, "avendo sofferto di depressione", ed economici, "essendo stato sospeso dal posto di lavoro". 

Per la Corte d'Appello "grande è stato il danno morale patito" soprattutto per la "sofferenza psichica indotta dal sacrificio della libertà personale" e aggravata dall'accusa "infamante" di aver ucciso i propri figli.

L'uomo fu arrestato il 27 novembre 2007 per i reati di sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere. E' rimasto in carcere fino all'11 marzo 2008 quando, dopo il ritrovamento dei figli, il gip gli concesse i domiciliari derubricando le accuse in abbandono di minore seguito da morte. E' libero dal 4 aprile 2008, dopo che le autopsie sui corpi dei due bambini rivelarono che la morte fu conseguenza di una caduta accidentale. Anche la Corte di Cassazione, nel giugno successivo, annullò l'arresto di Pappalardi per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Dopo alcuni mesi, tramite l'avvocato Angela Aliani, l'uomo ha chiesto un risarcimento da 516mila euro per ingiusta detenzione a cui, nell'udienza del 10 giugno, l'avvocatura dello Stato si è opposta ritenendo che al momento dell'arresto la Procura avesse fondati sospetti per ritenere Pappalardi responsabile della morte dei due bambini.

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Da: Corriere della Sera.it 

di Luigi Ferrarella

Sfruttava le minorenni, risarcimento e sconto per la cella sovraffollata

Prima applicazione del decreto legge di giugno. Ad un carcerato albanese condannato a 6 anni, liquidati 4.808 euro: era stato detenuto 701 giorni in meno di 3 metri

MILANO Risarcimento di 4.808 euro per 601 giorni di detenzione in condizioni inumane di sovraffollamento carcerario, e 10 giorni di detrazione della pena sui residui 100 giorni che ancora gli restavano da scontare: è la prima applicazione a Padova del «rimedio compensativo» introdotto dal decreto legge 92 del 26 giugno 2014 per placare Strasburgo ed evitare una raffica di condanne dell’Italia da parte della Corte europea dei Diritti dell’uomo, che con le sentenze Sulejmanovic il 16 luglio 2009 e Torregiani l’8 gennaio 2013 aveva indicato in 3 metri quadrati per detenuto lo spazio minimo in cella sotto il quale la detenzione diventa automaticamente «trattamento disumano e degradante», cioè tortura.
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Ma avveniva anche prima del Decreto Legge del 2014

Da: La Repubblica.it di Chiara Spagnolo, 12 settembre 2011

Celle affollate, detenuto a Lecce
risarcito per danno esistenziale

Il carcere è sovraffollato e il Tribunale di Sorveglianza condanna l'amministrazione penitenziaria a risarcire il danno esistenziale provocato a un detenuto straniero. 
.......
Nell'ordinanza con cui viene accolto il ricorso si precisa che nel penitenziario salentino "si sono verificate lesioni della dignità umana, intesa come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell'insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione", e si dispone, in favore del recluso, un risarcimento di natura economica dei danni non patrimoniali a carico dell'amministrazione penitenziaria per 220 euro. La cifra in sé è risibile ma il precedente importantissimo. Per il detenuto che ha presentato l'esposto e per gli altri che lo hanno seguito a ruota, almeno una quarantina, tutti ristretti nel carcere di Lecce, dove si guarda con preoccupazione all'effetto domino che la decisione del Tribunale di sorveglianza potrebbe causare. 


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Un padre carcerato ingiustamente, risarcito con una cifra ridicola se commisurata al danno morale e materiale patito.
Per contro assistiamo al risarcimento di chi delinque e in Italia ci sta solo per delinquere. Le celle sono sovraffollate anche per l'enorme numero di delinquenti, cresciuto anche grazie alle presenze straniere.
Lo sfortunato padre dei due sventati e ancor più sfortunati bambini di Gravina di Puglia ha subito dallo Stato, nell'angoscia della sparizione dei suoi figli, una tortura gravissima, invece di essere aiutato  a ritrovarli. 
L'errore della sua compagna di contravvenire a quanto da lui stabilito per i due ragazzini, di non uscire a giocare per strada ma di stare in casa, ha comportato che i due storditamente andassero a cacciarsi nel guaio che li ha portati alla morte.
E nessuno ha pensato di andarli a cercare lì finché non ci è caduto un altro stordito bambino, più fortunato, salvato dai compagni di giochi che avevano assistito alla caduta.
Così questo padre incolpevole ha subito angoscia, solitudine, sospetti ingiusti, fino al carcere.
Lo Stato non solo non è stato in grado di trovare i suoi bambini, ai quali la sua compagna aveva concesso su loro richiesta di uscire a giocare, ma lo ha perseguito e perseguitato sbattendolo in carcere e facendogli perdere il lavoro. I danni esistenziali sulla sua psiche oltre quelli economici sono stati largamente sottovalutati e la motivazione addotta che ... "al momento dell'arresto la Procura avesse fondati sospetti per ritenere Pappalardi responsabile della morte dei due bambini" la trovo inaccettabile.
Su cosa mai si fondavano codesti sospetti?
Sulla testimonianza di un compagno di giochi di strada di Ciccio e Tore che una volta aveva visto il padre riprenderli e sgridarli perché stavano giocando con lui presso una fontana, schizzandosi e bagnandosi tutti. Il padre aveva fatto il padre e dopo averli sgridati se li era portati via.
Ebbene il ragazzino aveva fatto risalire l'episodio alla sera in cui poi i due sfortunati bambini erano spariti. 
Così non era.
L'altra base di sospetti sul povero Filippo era fondata sulle accuse della ex-moglie, persona inaffidabile per il Giudice del Tribunale dei Minori che aveva ritenuto di affidare i due bambini al padre e non alla madre.
Insomma, come al solito, la magistratura decide "come gli pare" e stavolta, come tante altre volte, "gli è parso proprio male"!!!
A fronte di un fallimento dello Stato, che non ha saputo far altro che perseguitare un padre innocente invece di ritrovargli i figli e che lo risarcisce con una cifra con la quale il povero Filippo potrà al massimo pagare l'avvocato che ha dovuto mettere  per difendersi e per tentare il risarcimento dei dannileggiamo che le nostre tasse debbono andare a risarcire stranieri venuti in Italia per delinquere perché le celle sono troppo affollate...
Non può l'Italia stabilire accordi con Paesi come la Romania, europeo, l'Albania idem, da cui provengono tanti occupanti le nostre carceri, per far scontare loro la pena nei Paesi d'origine?
Così gli Italiani non rischiano di pagare pure perché stanno scomodi! Se le regole dell'UE stabiliscono un tot di metri quadri per galeotto, saranno i loro Paesi a pensarci ed eventualmente a pagare le penali se lo spazio non sarà sufficiente!
Mi aspetto che chi ci governa provveda in tal senso, perché non se ne può più!

E non vi meravigliate se poi Matteo Salvini conquista voti!!