sabato 10 gennaio 2015

Povera Roma mia!

Dal BLOG: Basta Cartelloni - Associazione Basta Cartelloni Francesco Fiori

domenica 28 dicembre 2014


Lo stupore di un lettore quando scopre che vive in una città incredibile. La bancarella di via Taranto

Buongiorno,

ho letto il vostro articolo sulle licenze delle bancarelle e ho deciso di mandarvi le foto di questa bancarella incredibile che si trova sulle strisce pedonali e che non permette di usare il marciapiede. Le foto le ho fatte a settembre ma sta ancora lì. Ero convinto che fosse una bancarella abusiva, ma ho capito che invece ha la licenza. E' alla fine di via Orvieto

Nicolò B.






Eh già Nicolò, questa ed altre bancarelle "incredibili" (per usare le tue parole) sono autorizzate. Ed è per questo che abbiamo proposto di portare a scadenza tutte le licenze e di riassegnarle tramite bando di gara sull'esempio di quanto fatto per i cartelloni.

Questa bancarella si trova in via Taranto, angolo via Orvieto. Basta guardare le foto per capire che non rispetta una manciata di leggi e non solo per l'assurda posizione. Se a parcheggiare sulle strisce e sul marciapiede fosse stata un'auto giustamente sarebbe stata multata e rimossa. E invece oggi, questa oscenità è inamovibile. L'attuale normativa le permette di restare lì a vita. Una follia solo romana che va riformata subito.

Red

3 commenti:

  1. Ottimo Nicolò : il primo passo per risolvere il problema è che i cittadini abbiano consapevolezza che questo genere di commercio non è normale né ineluttabile.
    Il commercio ambulante a Roma va debellato per ridare qualche speranza a quello svolto nei normali locali commerciali, quello sì decoroso e sostenibile.
    Rispondi
  2. Purtroppo invece anche molte auto sulle strisce e sui marciapiedi ci rimangono tutto il giorno senza essere multate. Vogliamo parlare poi dei cassonetti poco prima delle strisce che non consentono visibilità a pedoni e automobilisti? E' pure citato nel codice della strada che in prossimità di attraversamenti pedonali si dovrebbe lasciare una striscia zig zag dove è vietata la sosta per favorita la visibilità.

    Toccherebbe proprio aprire un blog apposta per lo scandalo delle bancarelle, ormai Roma soffoca sotto di esse, da Termini al Policlinico, dalle fermate metro in periferia a Piazzale Flaminio a pochi metri dal centro storico. E' evidente che non siamo degni del patrimonio che ci è stato lasciato per degradarlo in questa maniera autolesionista.

    BASTABANCARELLE! ! !
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  3. Anche se la Bancarella fosse "autorizzata" - da quello che si vede - è sicuramente gestita in modo del tutto irregolare e dovrebbe essere sanzionata con la sospensione dell'"autorizzazione e con la revoca della stessa in caso di recidiva.

    E adesso vi sottopongo questa considerazione: il fatto che la bancarella sia "AUTORIZZATA" non esclude affatto che lo sia stata nel rispetto delle leggi, ovvero l'autorizzazione potrebbe essere stata rilasciata con modalità NON conformi alle leggi comunali e nazionali. Gli attuali fatti di MafiaCapitale forse ci sta insegnando qualcosa in proposito.
    Rispondi
  4. Le lodevoli iniziative di questo blog meritano di essere riportate.
  5. Chiunque ami Roma non può che essere d'accordo sulle iniziative di denuncia che esso porta avanti riguardo al degrado che offende la bellezza della città.
  6. Comunque, personalmente, ritengo che i temi trattati da questo blog possono riguardare ogni città italiana offesa dagli stessi problemi di abbandono che lascia spazio alla bruttura.

  7. In questa foto di un incontro fra i blogger e parte della Giunta Comunale si riconoscono il nuovo Comandante dei Vigili Urbani di Roma, Clemente, e all'estrema destra della foto, dietro la signora con la sciarpa azzurra, il blogger Tonelli che fu condannato per la sua campagna sui cartelloni abusivi e a cui io dedicai il post  del 14/05/2013

    Lo stesso blog pubblica la sua solidarietà al Comandante Clemente:

    giovedì 25 dicembre 2014

    Buon Natale a tutti e soprattutto al Comandante dei vigili Clemente. Ecco perchè anche in questo caso #iostoconclemente
    E' indubbio che l'Associazione che pubblica questo sito ami Roma, e se chi ama Roma è con Clemente vuol dire che Clemente è la persona giusta.
    Per questo è sconcertante la ribellione dei Vigili Urbani di Roma che prima non si era mai vista!!!
  8. Non si era vista nei riguardi di Giovanni Catanzaro:
  9. che non si vergognava di usare un permesso per disabili per fare il suo comodo al centro di Roma ed il Sindaco Veltroni giustamente lo sollevò dall'incarico di Comandante;
  10. ma non si è vista alcuna ribellione neppure nei confronti del successivo Comandante Giuliani:

  11. indagato per un giro di mazzette legate all'appalto per la pulizia delle strade di Roma dopo ogni incidente. La Procura ipotizza il reato di corruzione a carico dell'ex-Comandante che avrebbe preso 30.000 euro.

    Altra accusa che pende su Giuliani è il falso ideologico: riguarda la candidatura dell’ex comandante a Presidente della Commissione giudicante del concorso per l’assunzione di vigili nel 2012: secondo l'accusa erano stati commessi dei falsi perché fosse lui a presiederla. Entrambe le ipotesi di reato sono state riunite in un unico fascicolo ed a giorni in Procura è attesa la chiusura indagini con le possibili richieste di rinvii a giudizio.
  12. Dunque appare quantomeno non etica tale ribellione, ma appare, oltre che legata ad egoistici motivi di pecunia, anche di una arroganza preoccupante in quanto costoro chiedono le dimissioni del loro Capo e quelle del Sindaco addirittura.
  13. Quanti lavoratori vorrebbero cambiare il loro Capo che non gli sta bene? Però se lo debbono tenere come debbono tenersi il prezioso lavoro che non tutti hanno la fortuna di avere!
  14. Ma questi signori si sentono così sicuri sulla poltrona di Vigile Urbano conquistata con Pubblici Concorsi accessibili a tutti, naturalmente..., che si permettono di chiedere le dimissioni di chi deve impartire loro gli ordini e del Sindaco eletto dai cittadini con libere elezioni!!! 
  15. Una arroganza che fa paura! Romani state attenti a girare per Roma da ora in poi!! 

venerdì 9 gennaio 2015

La barbarie nella mente

(ANSA) - SASSARI, 9 GEN - "Potete morire ammazzati tutti, compresi i bambini". Ha scatenato un polverone lo sfogo su Facebook dell'assessore alla Cultura di Bonorva (Sassari), Giovanna Tedde, dopo la strage di Parigi. Il post poi è stato cancellato, ma troppo tardi per non sollevare polemiche. "Non accetto richieste di amicizia da parte di musulmani" ha scritto l'assessore che ha aggiunto: "Spero solo che il mondo vi elimini come Hitler ha sterminato i poveri Ebrei". In serata l'assessore si è dimessa e chiesto scusa.


Ma come può una persona adulta e sana di mente scrivere queste cose, per poi a stretto giro di posta doversi scusare e dimettersi?
Cos'è, non sapeva controllarsi? Ha scritto queste parole obbrobriose senza collegare alla mano il cervello? Oppure l'ha collegato ma non sa pensare meglio di così?
Assessore alla Cultura per di più!
Sa l'ormai dimissionaria (più che giustamente) Assessore alla Cultura che è esistito un tempo in cui in nome di Gesù Cristo gli uomini uccidevano per "liberare il Santo Sepolcro"?
Un obbrobrio anche quello, visto il comandamento, valido prima per gli ebrei e poi per i cristiani che da loro discendono, NON UCCIDERE. Sa la signora, visto che le avevano affidato le attività culturali del suo Comune, che i preti benedicevano le armi prima della partenza? Non è forse orrida questa storia visto che Gesù Cristo aveva predicato l'Amore e il perdono? Eppure uomini che si dicevano seguaci della sua Parola e in suo nome facevano esattamente il contrario di quello che lui aveva predicato.
Bisognava per questo maledire, condannare tutti i Cristiani, anche i loro bambini?
Sicuramente la incauta ex-Assessore ricorderà cosa hanno fatto i preti cattolici ai poveri cristiani, e non solo, durante l'Inquisizione... Avrà letto e visto di antichi orribili strumenti di tortura che i sacerdoti, in nome di Gesù che predicava di "porgere l'altra guancia", usavano invece per torturare sadicamente poveri esseri umani, fino a che quelli confessavano di tutto, cose mai fatte e pensate, ma dai massacratori stessi suggerite in terrificanti interrogatori?
Per fortuna le pagine buie della Storia della religione Cristiano Cattolica sono passate, non fanno più parte del nostro tempo, ma ci sono state.
Oggi esiste l'integralismo islamico, che tutto fa meno che rispettare INTEGRALMENTE il messaggio di Maometto.
Maometto il saggio che ha dettato le regole di vita dell'Islam per farlo vivere meglio, non certo per vivere uccidendo con la stessa ferocia dei nazisti che non riconoscevano nell'altro un altro essere vivente con la loro stessa capacità di soffrire.
Il mondo musulmano pacifico per fortuna c'è, esiste, come esistevano i cristiani pacifici al tempo delle Crociate o dell'Inquisizione.   

Il prestito con garanzia alla Chil Post Srl

Da: Il Fatto Quotidiano

"I debiti dell'azienda della famiglia Renzi sono stati pagati dal governo Renzi, con i soldi dei cittadini". Così il capogruppo FdI nel consiglio regionale della Toscana, Giovanni Donzelli, denuncia i trascorsi economici della "Chil" - l'azienda di famiglia del premier Matteo Renzi che attualmente ha cambiato nome - fuori dalla sede di Fidi Toscana, la finanziaria regionale che avrebbe reso possibile un prestito di circa 400mila euro. 

"Dopo la scissione del ramo aziendale, il finanziamento è stato lasciato alla 'bad company' che è andata in fallimento - spiega Donzelli - con questo fallimento i soldi ce li ha rimessi Fidi, ma Fidi aveva una controgaranzia: quindi l'erogatore finale è stato il governo Renzi tramite il Fondo di garanzia nazionale". Il consigliere, infine, conclude: "Quando è stato chiesto il finanziamento Renzi era presidente della Provincia - che è socia di Fidi - quando il finanziamento è stato erogato era sindaco di Firenze - socio di Fidi - e la controgaranzia viene erogata quando Renzi è presidente del Consiglio". Poi chiosa: "Renzi dica qualcosa, dovrebbe renderli questi soldi"


Per la gente che ha riposto in lui una speranza di vero cambiamento, il Presidente del Consiglio DEVE chiarire
questa questione: assolutamente.

Il Blog di Grillo e la dietrologia

La strage di Parigi, i conti non tornano #CharlieHebdo

Intervento di Aldo Giannuli
"Come in tutti i “grandi casi” (Kennedypiazza FontanaPalme11 settembre, morte di Osama bin Laden ecc. ec.), anche in questo di Parigi, i conti non tornano e ci sono un sacco di cose da spiegare:
1. Come mai un obiettivo sensibile -come la redazione di Charlie Hebdo- era così debolmente protetto? Vista da questo angolo visuale, la vignetta che presagiva l’attentato appare come una cosa più sinistra di un semplice presentimento.
2. I servizi francesi sono fra i migliori del mondo ed hanno una scuola di pensiero molto avanzata, ma poi si fanno fregare in questo modo da tre ragazzi che vanno in giro armati di kalashnikov a fare strage di giornalisti? A quanto pare, sembra che non abbiano alcun controllo dell’ambiente jihadista presente sul proprio territorio, al punto di non essere capaci di monitorare neppure i reduci dalle guerre mediorientali.
3. E le armi, gli attentatori, dove se le sono procurate? Portate appresso dalla Siria? E i francesi se le sono fatte passare sotto il naso? Bella groviera sono i controlli! La mala vita, come suggerisce Loretta Napoleoni sul Fatto? Ma, da sempre la malavita è la cosa più infiltrata dalla polizia, per cui, se anche la cosa è sfuggita prima, ora dovrebbe essere relativamente (dico relativamente) agevole risalire agli attentatori.
4. “Gli attentatori sono provetti professionisti del mitra”, anzi no, “sono principianti che fanno errori da recluta come intrecciarsi sulle rispettive traiettorie di tiro durante la ritirata” e sbagliano pure indirizzo al primo colpo. La maggioranza dei giornali è del primo parere (professionisti), il Corriere della sera (8 gennaio) invece mette in risalto i diversi errori che fanno pensare a persone di recente addestramento. Mi sembra più plausibile la seconda ipotesi.
5. A proposito di errori: ma voi dove avete mai visto dei terroristi che vanno a fare un’azione portandosi appresso la carta di identità che, poi, dimenticano in auto? L’unico caso che mi ricordo è quello dello “sventato” brigatista che smarrisce il borsello a Firenze con dentro le chiavi del covo milanese di Montenevoso. Ma non stava andando a fare un’azione e nel borsello non c’era un documento di identità. Non è che, per caso, qualcuno ha volontariamente lasciato la carta di identità di un altro per depistare le indagini?
6. Meno che mai si ricordano terroristi che agiscono perdendo tanto tempo durante la fuga e dopo aver avuto ben due scontri a fuoco con auto della polizia: si attardano a dare il colpo di grazia ad un agente, raccattano scarpe, poi lasciano un guanto….
7. E’ ragionevole supporre che i giornalisti della sovrastante agenzia, fuggiti sul tetto e che hanno registrato le immagini che vediamo, abbiano subito telefonato alla polizia avvisando di quel che stava accadendo. Ed altrettanto avranno fatto, via radio, le prime due auto della polizia direttesi in rue Appert. Considerando il tempo necessario al completamento dell’azione, alle manovre per risalire in macchina, sostenere due scontri a fuoco a distanza di poco (il primo in Alèé Verte, il secondo in boulvard Richard Lenoir), fare inversione di marcia, freddare l’agente, raccattare la scarpa, ecc. debbono essere passati diversi minuti (stimiamo non meno di 20-25) per arrivare in boulevard Voltaire e poi via sino a Porte de Pantin. E non è scattato alcun blocco della zona? Nel pieno centro di Parigi, non devono essere state poche le auto della polizia in zona. E Parigi non ha un traffico scorrevolissimo.
8. Poi il preteso autista del complotto è arrestato, cioè si è arreso, o meglio si è costituito e, peraltro, avrebbe un alibi: non si capisce niente. Ovviamente è possibile che il giovanotto sia effettivamente fra gli attentatori e che, vistosi perduto, si sia volutamente consegnato, dopo aver messo insieme un qualche alibi ovviamente da verificare. Ma potrebbe anche darsi che effettivamente non c’entri, il che farebbe traballare tutto l’impianto investigativo attuale dando fiato all’ipotesi della carta di identità lasciata per depistare.
Insomma, resto dell’idea che la pista della strage jihadista sia quella nettamente più probabile, perché coerente con tutto un quadro formatosi da 10 anni in qua, questo però non vuol dire che nella questione non possano esserci altre “manine” di ben altra qualità. E neppure che gli attentatori non siano stati lasciati fare, magari perché qualche sentore c’era, ma non ci si aspettava una cosa di questa gravità. O che gli organi inquirenti non abbiano altri scheletri nell’armadio, che non c’entrano con la strage, ma che qualche aspetto della strage potrebbe portare alla luce e che, invece, occorre tener nascosti. O anche che nella vicenda le mani che intervengono a vario titolo (mandanti, organizzatori, utilizzatori occasionali, infiltrati, esecutori, intervenuti marginali ecc.) siano decisamente più di due, quattro o sei…
Insomma, molto probabilmente la strage è islamica, però… che gran puzza di bruciato!" 
Aldo Giannuli






Non volevo scrivere altro su quanto sta avvenendo in Francia: quello che dovevo dire l'ho espresso nel post dal titolo "Pena di morte", ma di fronte all'ennesima presa di posizione assurda del blog che rappresenta il Movimento per cui ho votato alle ultime politiche, non sono riuscita a trattenermi e pubblico qui quello che ho risposto ad uno dei pochi commenti che hanno parlato di paranoia sotto il post di Giannuli, il commento è firmato da:
Christian Sardo 09.01.15 14:46. Questo è il mio sotto, in
discussione :
Dietrologie non supportate dai fatti che stanno avvenendo: i due fratelli si sono asserragliati con un ostaggio. Minacciano di morire per "il martirio".
L'ostaggio può considerarsi già morto poveretto: uno che si guadagnava la vita facendo il tipografo. Vedete bene che farsi "le pippe mentali" rende solo ridicoli, tragicamente ridicoli. I due sono due balordi senza cultura, orfani dei genitori algerini, che hanno cercato in questa idea delirante, che nulla ha a che fare con gli insegnamenti di Maometto, il loro riscatto. Dunque i dietrologi che hanno visto chissà cosa nella perdita del documento di identità riflettessero che questa gente non è così intelligente.. Non si deve essere intelligenti per imparare a premere il grilletto di un'arma uccidendo chiunque si ha davanti. La dietrologia fantastica cade di fronte a quell'altro "martire islamico" che ieri ha ammazzato una povera vigilessa parigina e che ora tiene ostaggi ebrei fra cui bambini in un negozio: con Maometto non ha niente a che spartire, essendo un pregiudicato per spaccio di droga, fra l'altro.. I veri musulmani non spacciano droga e questi sono i primi ad offendere il Profeta che dicono di "vendicare".
Rita Coltellese 09.01.15 15:30 

giovedì 8 gennaio 2015

Affitto casa vacanze


Villetta in quadrifamiliare - Sabaudia, Località Bella Farnia
A minuti 5 dal mare in bicicletta: pista ciclabile
Negozi di alimentari e bar raggiungibili a piedi a m. 200 circa
Fermate autobus urbano e/o per Roma e Latina a m. 100 circa
Parte del giardino con piante e doccia esterna con acqua calda. Fontanella con sola acqua fredda

Patio coperto
Patio visto dall'interno
Altra vista del patio, sullo sfondo piccolo barbecue

La villetta è su 2 piani

Affitto tutto l'anno anche quindicinale. Bassa stagione euro 250 a settimana, media 300, alta 400.
Riscaldamento autonomo con termosifoni e termostato regolabile.
Per l'estate è provvista di ventilatori elettrici.
Consumi ENEL ed Ultragas economici non compresi: lettura contatori all'entrata e all'uscita verificata congiuntamente dalle parti.
Consumo acqua totalmente compreso nel prezzo.
Tel. e fax 069406613
e-mail: rita.coltellese@gmail.com

Astenersi perditempo!!!


Pena di morte

"Je veux offrir aux Français un référendum sur la peine de mort. A titre personnel, je pense que cette possibilité doit exister."

martedì 6 gennaio 2015

Dopo Mango se ne è andato anche Pino Daniele

Per ricordare questo Grande Artista, vero Musicista, vero creatore di talento di musica e parole, scelgo questo articolo pubblicato su Il Secolo XIX a firma di chi lo ha conosciuto bene ed è uno sincero: Gino Paoli.
Pino Daniele suona insieme ad Eric Clapton, che egli ammirava molto

Genova - Un artista, uno di quelli veri, è come una mosca sulle ali di un’aquila. Sale in alto, ma non dimentica mai come è arrivato lassù. Qualcuno ce l’ha portato. Quelli che sono venuti prima di lui. Pino Daniele era un artista vero. E morire così giovane è una cosa tremenda . Soprattutto in Italia dov’è facile dimenticarsi delle persone, che si chiamino Sergio Endrigo o Umberto Bindi. Ogni tanto qualcuno mi chiede se è vero che un artista vorrebbe sempre andarsene mentre è sul palco. Credo di sì. Che sia una vittoria perché in quel momento la gente è venuta ad ascoltarti. È la conferma che sei ancora vivo.
A Pino non è successo, ma ogni volta che entrava in scena, e lo ha fatto sino all’ultimo, sapeva di dover stare attento. In quei momenti un artista vero palpita di adrenalina, che al cuore non fa per nulla bene. E lui aveva un cuore malandato da anni. Eppure rischiava. Ha fatto quello che voleva sino in fondo, anche sapendo a cosa andava incontro.
Lo conoscevo quasi da sempre. Quasi quarant’anni fa ho fatto una serata al Teatro Tenda con un gruppo chiamato Napoli Centrale. Pino era il bassista. All’epoca avevo un impresario, Willy David, che voleva fare anche il produttore. Qualche tempo dopo mi dice: «Puoi venire ad ascoltare questo ragazzo, non riesco a capire se devo portarlo avanti oppure no…». Credo fossimo a un Premio Tenco: Pino cantava “’Na tazzulella ’e cafè” accompagnato alle percussioni da Tony Cercola. L’ho ascoltato con attenzione, poi ho detto a David «con questo sì che te la cavi, è sicuramente uno che vale qualcosa…». In seguito ci siamo visti spesso, e per il mio album “Appropriazione indebita”, nel 1996, gli ho chiesto se potevo cantare “Napule è”: poche volte ho visto un collega così sinceramente contento di affidare una sua canzone a un altro. Che volete che vi dica? Pino Daniele era proprio un buon ragazzo.
A volte lo scambiavano per scorbutico ma era solo un equivoco: non ci vedeva bene e dava questa impressione. La gente mi chiedeva: ma non guarda mai in faccia? E io sorridevo perché capivo la sua tensione ad andare sul palco, con quel suo cuore, ma anche la sua voglia di starsene concentrato a pensare alla musica. Pino viveva per suonarla davanti alla gente, oggi invece ci si rifugia dietro un disco, che è più facile. Era assorto sulla propria vena creativa, quindi poteva sembrare scontroso o indifferente. La sua vita d’artista era più importante di tutto il resto.
Così imparava tutto da tutti, macinava Napoli ma anche il resto del mondo. Ed è così che si fa. Illudersi di inventare qualcosa è da idioti, avere l’umiltà di fare proprie tante idee di chi è venuto prima invece è il modo giusto di fare questo mestiere. Pino cantava se stesso, e così raccontava Napoli. E lo faceva tutto da solo. Come un vero cantautore. Categoria un po’ autistica, se ci pensate bene. Ci chiamò così Maria Monti, volendo trovare un nome a gente che non voleva spartire nulla con gli altri. Pino aveva imparato alla perfezione, mi diceva che scriveva di getto musica e parole. In questo modo oggi continua a vivere nella musica. Lo so, sembra una consolazione perché se pensi che non c’è più ti si stringe il cuore. E vale per tanti altri bravi artisti. Però è anche vero che quando se ne vanno quelli davvero bravi, ti senti più povero, ti manca la loro compagnia, la loro creatività. Ecco perché ogni giorno, ogni volta che vai su un palco pensi che ciò che dai alla gente ti farà vivere ancora, anche dopo che non ci sarai più. E vale anche per uno scienziato, un pittore, uno bravo nel suo lavoro. Mentre quello che hai preso agli altri scomparirà con te. Sulle ali dell’aquila, la mosca potrà essere anche pochi millimetri più in alto. Ma dovrà sempre mostrargli gratitudine.
Gino Paoli

Gino Paoli è uno sincero. Venne nella Università degli Studi "Tor Vergata" per uno di quegli incontri che il lodevole Maestro Lanzillotta organizzava presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula "Ennio Morricone".
Non cantò: parlò tutto il tempo, solo sul palcoscenico seduto.. come se fosse fra amici. 
Ebbi la netta percezione, da ciò che disse, che era un uomo anticonformista e sincero. Uscimmo dall'Aula e capitò che mi camminasse accanto: più alto di quello che sembra in TV, semplice nei modi ma con il quid inconfondibile di chi ha qualcosa in più della massa.
Questa gente non diventa famosa per caso: come Pino Daniele.

M5S: i ragazzi costruiscono e Beppe disfa




Da: Tzé Tzé.it

Volo di stato, Di Battista: ecco come abbiamo smascherato Renzi

Oggi tutti i quotidiani parlano di Renzi che va a sciare a spese nostre. E' successo perché un cittadino alla Camera, Paolo Romano, 30 anni, di Asti, membro della Commissione Trasporti, si è messo a studiare delle carte.

Si è scaricato i dati del Radar del 30 gennaio, ha confrontato i codici dell'aeroporto di Firenze e di Aosta e quello relativo alla presenza del Premier sul Falcon 900. Poi ha cercato informazioni sui costi della sciata. Un'ora di Falcon costa 9000 euro al contribuente (lo stesso contribuente dissanguato da Equitalia). Ha denunciato tutto e nelle prossime produrrà atti parlamentari al riguardo. Ha fatto il suo dovere, e l'ha fatto bene. Oggi milioni di italiani conoscono questa vicenda. Ognuno farà le sue valutazioni - ciononostante - sappiamo che il Presidente del Consiglio e famiglia sono andati in vacanza con un "aereo blu".

Mesi fa io e Luigi Di Maio presentammo un'interrogazione parlamentare sul Patto del Nazareno. Già Roberto Fico aveva denunciato che la svendita di Rai Way (la società - controllata RAI - che gestisce la rete dove passa il segnale televisivo) fosse un regalo a Mediaset frutto dell'accordo "Renzusconi". 


Noi abbiamo sempre sospettato che il Patto nascondesse molto altro. Ci infuriammo quando il PD abbassò le pene sul reato di scambio politico-mafioso e pensammo che fosse frutto di "indicibili accordi" (FI, lo ricordo, è stata fondata da un mafioso). Abbiamo sempre pensato che B. avrebbe barattato qualsiasi riforma costituzionale (se sono di stampo piduista ancor meglio) in cambio di un "salvacondotto", della possibilità di essere rieletto in Parlamento dato che a suo carico pendono nuovi procedimenti giudiziari (tra i quali un processo per la corruzione dell'ex-Senatore De Gregorio) e i "privilegi della casta" gli farebbero comodo. Ebbene, oggi si scopre che il 24 dicembre scorso, la vigilia di Natale, da Palazzo Chigi usciva una norma - probabilmente - utile a cancellare l'interdizione dai pubblici uffici del Boss di Arcore.

Senza polemica alcuna domando ai detrattori e ai critici: ma senza la presenza di cittadini nelle Istituzioni quando mai sarebbero venute a galla certe notizie (parlo del volo di Renzi)? Chi avrebbe mai fatto opposizione a questo sistema? Capite perché ci odiano così tanto? Perché un cittadino curioso e onesto come Paolo che si mette a spulciare carte su carte e scopre la ‪vacanzarenziana‬ è un rompicoglioni per il sistema e chiunque disturba i potenti va neutralizzato. C'è sempre tempo per aprire gli occhi. Io una volta votai il PD, poi mi sono disintossicato. A riveder le stelle!


Matteo Renzi ha parlato di protocollo di sicurezza... a giustificazione del volo di Stato per andare in vacanza con la sua famiglia...
Ha sbagliato. Foto lo mostrano in giro con la sua famiglia tenendo per mano i suoi bambini...
Dunque l'insicurezza sorge solo per andare a Courmayeur?




Sempre da: Tzé Tzé.it

Il primo ministro britannico David Cameron, nel 2011, ha portato la moglie Samantha in vacanza a Granada, per un breve soggiorno. I due, particolare non da trascurare, hanno viaggiato a bordo di un volo Ryanair. 

Trenta dicembre 2013. Per andarsene in Slovenia a godersi qualche giorno di riposo, l'ex premier Enrico Letta aveva imbarcato moglie e figli su un volo di linea Alitalia, come un cittadino qualsiasi. 

Trenta dicembre 2014. Lo stesso giorno, un anno dopo, Matteo Renziper raggiungere con la famiglia la Val d'Aosta ha scelto di utilizzare un volo di Stato. Il premier si è imbarcato con moglie e figli su un Falcon 900, un aereo che costa ai cittadini italiani 9000 euro l'ora quando viene utilizzato. 

"Non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza regole", si è giustificato l'ex sindaco di Firenze su Twitter. Ma quali regole, caro Renzi. Il suo predecessore Letta ha avuto la decenza di andarsene in vacanza a spese sue.
Ma se Di Battista, (svarione sulle "ragioni" dell'ISIS a parte), e gli altri si danno da fare per costruire il filo diretto con la gente che anela ad un'Italia pulita, Beppe Grillo non perde occasione per disfare la "sua creatura". Ora difende le ragioni degli assenteisti della Polizia Locale romana.
Si vede che non è romano... Ma per un leader politico questa non può essere una giustificazione. Né è credibile che si dia addosso a questi signori per coprire l'indagine sulle Cooperative tenute da un assassino che ha scontato la pena, ma sempre uno che ha dato più di 30 coltellate ad un suo amico rimane, e sul celebre Carminati!!
La gente a volte è un poco stupida, è vero, ma non demente al punto che uno scandalo copra l'altro... 
Dunque non capisco Grillo e le sue "cause perse"!
Perché non parla invece della "depenalizzazione" di reati come l'Omicidio Colposo ad esempio?
E' di ieri l'ennesimo morto quotidiano che non aveva neppure 20 anni e il suo assassino, un marocchino con precedenti penali, è fuggito con l'auto investitrice e un complice seduto accanto che poi ha commesso un furto di lì a poco, e solo grazie a questo fatto, unitamente alle benemerite telecamere tanto invise a certe "teste guaste" per la malintesa legge sulla privatezza, l'assassino è stato individuato e si è presentato all'Autorità Giudiziaria accompagnato dal suo avvocato (vigliacco per omissione di soccorso ma attento alle sue garanzie legali).
Ora è accusato di Omicidio Colposo naturalmente: ma come la mettiamo con il fatto che vogliono togliere questo reato senza sostituirlo con Omicidio Stradale con pene ben più pesanti e serie?
Ci sono cause importanti per cui battersi, Grillo, lasci stare i "pizzardoni" che a Roma li conosciamo bene...