sabato 31 gennaio 2015

Abbiamo un Presidente della Repubblica Galantuomo

La parola galantuomo, inusata da troppo tempo, tanto da diventare quasi obsoleta, è stata rispolverata dai commentatori televisivi per il Prof. Sergio Mattarella.
Grazie Matteo Renzi, mi hai dato speranza, non bleffavi.  


Voterò per il PD solo per merito tuo. 

Sergio Mattarella con manifestanti della Coldiretti

venerdì 30 gennaio 2015

Bestiario Presidente della Repubblica

Il Movimento 5 Stelle, secondo il giornalista e attore teatrale Andrea Scanzi, ospite stasera nella trasmissione condotta dalla Gruber su La7, difficilmente voterà per il candidato al Quirinale Sergio Mattarella, (anche se è onesto, dico io!!), perché in una sua dichiarazione di circa 15 anni fa disse che l'uranio impoverito non poteva nuocere!
Questa è l'opinione di Andrea, simpatizzante come me per il Movimento e critico come me sullo spreco dell'enorme forza di voti che aveva ottenuto alle politiche il M5S; se fosse vero siamo alla solita carenza di cultura scientifica in Italia.
Mattarella, laureato in materie giuridiche, da persona seria immagino che si sia informato presso chi aveva cultura scientifica per rilasciare tali dichiarazioni.
Ho la fortuna di parlare con Fisici spesso e mi hanno spiegato che l'uranio impoverito, qualora respirato dopo un'esplosione, può nuocere come qualsiasi metallo pesante polverizzato e respirato, ma non può essere radioattivo più del tufo con cui si costruiscono muretti e muri in molte zone nelle quali viviamo tranquillamente. 
Se poi Grillo e Casaleggio non vogliono votare per l'uomo onesto che cercano disperatamente anche quando lo trovano e vogliono fare un dispetto a Renzi, facciano pure... Evidentemente per loro conta di più fare un dispetto a Renzi che avere un uomo sobrio ed onesto al Quirinale.
Poi ci sono  Salvini e la Meloni, due persone che dicono cose che spesso condivido, ma loro pure non votano per Mattarella, meglio Feltri!
Un direttore di giornale, per carità, va benissimo! Ma ne sa di Costituzione e di Istituzioni più di Sergio Mattarella?
Sicuramente no visto il curriculum dei due... Dunque anche qui non si sceglie il migliore, il più competente: come nei pubblici concorsi italici dove tutto conta meno che la preparazione.. contando "la spinta"!
Ecco lo specchio di un'Italia faziosa ed irresponsabile e Salvini e Meloni mostrano, come il M5S, le loro contraddizioni che tutto guardano meno che alla qualità della persona.
Infine ci sono i commenti dei cretini che dicono, sentendosi molto intelligenti: "L'avevamo detto! Moriremo democristiani!"
Forse è loro sfuggito che Sergio Mattarella, come tanti altri, è confluito in un progetto politico diverso e che la DC si è sciolta molto tempo fa, come il PCI d'altronde.
Io non sono mai stata della DC, ho dato sempre voti strategici, un calcio al cerchio ed uno alla botte per non far prevalere mai nessuno: magari al Senato PCI e alla Camera DC per controbilanciare i poteri. Non ho dunque reminiscenze di un tale passato, ma ritengo che il Presidente della Repubblica debba essere persona di equilibrio, preparazione e presenza, tutte qualità che il Prof. Sergio Mattarella ha.
Poi passiamo a Magalli, presentatore televisivo di simpatica bonomia... E' sufficiente per certa gente volerlo come Presidente della Repubblica...

Ed io che temevo di apparire stravagante nel pensare a Carlo Verdone!!!
Almeno è un attore, regista ed autore bravo che ha partecipato anche ad un film insignito recentemente del Premio Oscar, dunque conosciuto anche dagli statunitensi. 

La senatrice del PD e lo spogliarellista

Facendo distrattamente scorrere i canali della TV sono capitata casualmente sul programma della sulfurea Daria Bignardi e mi sono fermata un istante vedendo una tizia che assomigliava alla Presidente della Provincia dell'Aquila quando c'è stato il terribile terremoto..
Ricordavo che era un tipo un poco buffo data la sua esigua statura e il viso da nanetto dei Sette Nani. 
Però questa che vedevo e che le somigliava aveva un look tutt'affatto diverso, diciamo da "jeune fille": capello steso dalla "piastra", taglio sbarazzino all'ultima moda. Accanto le sedeva un giovanottone tutt'altro che bello e pieno di tatuaggi, dall'aspetto un poco "naif".
Apprendevo così che la ex-Presidente della sfortunata Provincia dell'Aquila era diventata senatrice della Repubblica e che era lì con il suo "boy-friend" che lasciava parlare solo lei guardandola attento con un'espressione un poco ottusa.
Lei piangeva, dando uno spettacolo poco politicamente corretto per una senatrice della Repubblica, dicendo un po' indecentemente: "Ma perché lui dovrebbe stare con me per i soldi? Quali soldi?"
Non ci voleva molto per capire che si doveva riferire a malignità dette su di loro, sia per la evidente differenza di età (che poi ho appreso essere di 24 anni, dunque letteralmente un rapporto madre-figlio), sia per l'aspetto non avvenente della Pezzopane.
Debbo dire che ho pensato che la senatrice deve essersi rincoglionita e forse è in crisi di menopausa per rendersi così ridicola.
Poi ho pensato tristemente a chi occupa gli scranni del Parlamento e a chi li ha occupati in passato: Razzi, Cicciolina... Tanto per rimanere nel campo caricaturale. E mi sono detta che in Parlamento c'è di tutto grazie al fatto che la gente vota di tutto!
Però poi, leggendo la carriera politica della Pezzopane, ho scoperto che è stata una politica di tutto rispetto, ha avuto incarichi importanti... dunque doveva essere proprio una caduta dovuta alla menopausa che le ha dato al cervello..

Scorrendo i giornali sul gustoso argomento ho a poco a poco pensato che questa è una donna intelligente e forse la sua intelligenza supplisce a quella che manca a lui, basta vedere le foto del giovanotto in mutande pieno di tatuaggi, e forse può essere vero che, insieme al sesso per lei che è senz'altro disinibita, anche per formazione culturale sinistrorza, c'è per lui la visibilità che cerca e che lei gli dà... E i soldi.. certo tutto è relativo, bisogna vedere da quale posizione economica li si considerano.. Certo con le cariche che ha ed ha avuto la Pezzopane povera non può essere: tutti sappiamo quanto prende un Senatore della Repubblica... Dunque, come no, può nascere un affetto in questo ultratrentenne che guadagna come fotomodello non certo tutti i mesi e che, pur essendo prestante, non è certo bello... E' un mutuo soccorso... Come molti amori brevi o lunghi, legalizzati o meno.
Sempre c'è qualcosa che uno guadagna dall'altro: bellezza, sicurezza economica o psicologica, posizione sociale, cultura, insomma.. l'amore è sempre un dare-avere.
Certo mi chiedo cosa sentirà dentro di sé la figlia di questa donna pubblica, perché data l'età della madre, ultracinquantenne, deve essere grandicella... 

giovedì 29 gennaio 2015

Un pregiudicato non può volere un uomo onesto al Quirinale

Quirinale, Berlusconi a FI: scheda bianca anche a quarto scrutinio


ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi ha detto ai grandi elettori di Forza Italia di votare anche al quarto scrutinio scheda bianca per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, escludendo quindi l'appoggio al candidato del Pd Sergio Mattarella, almeno per ora.


È quanto riferisce una fonte del partito presente alla riunione.
"Alla quarta votazione scheda bianca, vediamo se hanno i voti per eleggerlo [Mattarella] da soli", ha detto Berlusconi secondo la fonte.
L'ex presidente del Consiglio contesta al premier Matteo Renzi di non aver condiviso la scelta del candidato con Forza Italia e dice, secondo la fonte, di aver già avuto un colloquio con Mattarella, che "ha preso la decisione della scheda bianca come un atto di rispetto".
"Il rapporto con [Matteo] Renzi si è fermato a metà, abbiamo evitato di avere al Quirinale un segretario del Pd ma non abbiamo ottenuto un nome condiviso", avrebbe detto l'ex Cavaliere.
"Non ho preoccupazioni per quanto riguarda la nuova legge elettorale e le riforme, ma questa situazione segna comunque un altolà al patto del Nazareno", avrebbe sottolineato.
Oggi i grandi elettori del Partito democratico hanno accolto all'unanimità la proposta del segretario e premier Matteo Renzi di indicare Mattarella come proprio candidato alla presidenza della Repubblica.
Le votazioni sono un test cruciale sulla leadership di Renzi che deve tenere unito il suo partito e la maggioranza senza rompere con Berlusconi, con il quale sta portando avanti la riforma della legge elettorale e quella della costituzione.

(Roberto Landucci)

Grazie a 10 milioni di italiani un pregiudicato può decidere che un uomo onesto non è degno (per lui) di sedere al Quirinale. Grazie a questi 10 milioni di italiani siamo messi così.
La forza di un uomo è tutta qui.
Posso capire che lo votino tutti quelli che campano con Mediaset e con i suoi giornali, il resto ... non posso scrivere più di quanto ho già precedentemente scritto.
Tutti gli altri inseguono figure anche valide, ma spesso bisogna approfondire un po', esempio il giudice Imposimato, per scoprire che non è sempre stato una figura "tutta di un pezzo". Poi ha ragione chi pensa che troppi magistrati hanno cariche politiche e la magistratura sembra bene attenta ai propri privilegi... come stiamo osservando anche in tempi recenti.
Il Presidente della Repubblica non presidenziale che è l'Italia, Repubblica Parlamentare, deve essere solo una figura rappresentativa e garante della Costituzione!
Non siamo in Francia dove il Presidente della Repubblica Presidenziale ha ben altri poteri! Eppure assistiamo a questo squallido teatro di quest'uomo e di tutti quelli che si sentono rappresentati da lui a cui un costituzionalista onesto non va bene perché "non utile" per i suoi fini!
Un Paese in ostaggio di 10 milioni di .... non posso scriverlo...
Dobbiamo ringraziare loro di questo.
Roba che in questo Paese cercare un uomo onesto è come cercare l'Uomo Onesto di Diogene!
Ne abbiamo trovato miracolosamente uno e NO! Non va bene.
Bisogna anche ringraziare l'infantilismo acuto di Beppe Grillo che sta sprecando un patrimonio di voti che NON AVRA' MAI PIU', e me ne dispiace per tanti giovani validi del Movimento 5 Stelle! 
Glielo scrivono anche i suoi iscritti dei meetup più intelligenti  nel suo blog!!  







Sergio Mattarella non piace a Silvio Berlusconi e a Angelino Alfano

Da: Il Fatto Quotidiano

di  | 8 agosto 2013

Berlusconi, storia dell’evasore-corruttore da Craxi a Mills

Un impero fondato sui fondi neri: la carriera del Caimano che, dopo aver pagato politici, giudici e finanzieri, ha cambiato le leggi in suo favore
Secondo Angelo Panebianco, editorialista del Corriere (e non solo lui), la condanna definitiva di B. per frode fiscale non dipende dal fatto che B. è un frodatore fiscale, ma dallo “squilibrio di potenza fra magistrati e politica”. Perché in Italia la politica sarebbe “un potere debole e diviso” che non riesce a riformare il “potere molto più forte e unito” della magistratura. Solo separando le carriere, abolendo l’azione penale obbligatoria, trasformando il pm in “avvocato dell’accusa”, spogliando il Csm, cambiando la scuola e il reclutamento delle toghe e rimpolpando i poteri del governo nellaCostituzione si eviteranno sentenze come quella del 1° agosto. Forse Panebianco non sa che in tutte le democrazie del mondo, anche quelle che hanno da sempre nel loro ordinamento le riforme da lui auspicate, capita di continuo che uomini politici vengano condannati se frodano il fisco, con l’aggiunta che vengono pure arrestati e, un attimo prima, cacciati dalla vita politica. Ma soprattutto il nostro esperto di nonsisachè ignora la carriera criminale di B., che froda il fisco da quando aveva i calzoni corti. E se non fu scoperto all’epoca è perché con i fondi neri corrompeva politici, Guardia di Finanza e giudici che avrebbero potuto scoperchiare le sue frodi fin dagli anni 70. Chi conosce il curriculum del neo-pregiudicato non si stupisce per la condanna dell’altro giorno, ma per il fatto che un tale delinquente matricolato sia rimasto a piede libero fino a oggi.

La prima visita
Il 12 novembre 1979 una squadretta della Guardia di Finanza ispeziona l’Edilnord Centri Residenziali Sas che sta realizzando a Segrate la città-satellite di Milano2, sospettata di varieirregolarità tributarie. Nel cantiere, con alcuni operai, c’è un omino spelacchiato e imbrillantinato che si presenta come “semplice consulente” della società. È Silvio Berlusconi, il proprietario, iscritto da un anno alla loggia deviata P2. I finanzieri vogliono sapere perché abbia prestato fideiussioni personali in favore di Edilnord e Sogeat, società il cui capitale è ufficialmente controllato da misteriosi soci svizzeri. Ma lui fa lo gnorri e mette a verbale: “Ho svolto un ruolo molto importante nei confronti dell’Edilnord Centri Residenziali e della Società generale attrezzature Sas, perché entrambe mi hanno fin dall’inizio affidato l’incarico professionale della progettazione e della direzione del complesso residenziale Milano 2”.
Anziché ridergli in faccia e approfondire le indagini, il maggioreMassimo Maria Berruti che guida la squadra si beve tutto, chiude l’ispezione in meno di un mese, nonostante le anomalie finanziarie riscontrate e archivia tutto con una relazione rose e fiori. Poi, il 12 marzo 1980, si dimette dalle Fiamme Gialle. Per qualche mese lavora per l’avvocato d’affari Alessandro Carnelutti, titolare a Milano di un importante studio legale con sedi a New York e Londra, dove si appoggia all’avvocato inglese David Mackenzie Mills. Poi Berruti inizia a lavorare per il gruppo Fininvest, specializzandosi in operazioni finanziarie estere e in contratti per i calciatori stranieri del Milan. Gli altri due graduati che erano con lui nel blitz del ’79 sono il colonnello Salvatore Gallo e il capitanoAlberto Corrado. Il nome di Gallo verrà trovato nelle liste della loggia P2. Corrado verrà arrestato nel ’94 e poi condannato con Berruti per i depistaggi nell’inchiesta sulle mazzette Fininvest. Versate a chi? Alla Guardia di finanza, naturalmente. 
San Bettino vede e provvede
Nel 1980 Berlusconi rischia di ritrovarsi un’altra volta la Finanza in casa. Allarmatissimo, scrive una lettera all’amico Bettino Craxi, leader del Psi che sostiene il governo Cossiga: “Caro Bettino, come ti ho accennato verbalmente, Radio Fante ha annunciato che dopo la visita a Torino, Guffanti e Cabassi, la Polizia tributaria si interesserà a me… Ti ringrazio per quello che crederai sia giusto fare” (lettera pubblicata dal fotografo di Craxi, Umberto Cicconi, in Segreti e misfatti, Roma 2005). Che si sappia, anche quella volta le Fiamme Gialle si tengono alla larga dal Biscione. Che evidentemente ha sempre più cose da nascondere.
Giudici venduti e no
Il 24 maggio 1984 il vicecapo dell’Ufficio Istruzione di Roma,Renato Squillante, interroga B., assistito dall’avvocato Cesare Previti e imputato “ai sensi dell’articolo 1 della legge 15/12/69 n. 932” per interruzione di pubblico servizio a causa delle presunte antenne abusive sul Monte Cavo che interferiscono nelle frequenze radio della Protezione civile e dell’aeroporto di Fiumicino. Gli imputati sono un centinaio. Ma la posizione di B. viene subito archiviata il 20 luglio 1985, mentre altri 45 rimarranno sulla graticola fino al 1992 e se la caveranno solo grazie all’amnistia. Non potevano sapere che Squillante e Previti avevano conti comunicanti in Svizzera. Insomma, che il giudice romano era a libro paga dellaFininvest. Il 16 ottobre 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma, Giuseppe Casalbore, Nicola Trifuoggi e Adriano Sansa, sequestrano gli impianti che consentono a Canale 5, Italia 1 e Rete 4 di trasmettere in contemporanea in tutt’Italia in spregio alla legge. Craxi neutralizza le ordinanze con due “decreti Berlusconi”.
Mills e la Fininvest occulta
Nel 1989 l’avvocato Mills, consulente Fininvest da alcuni anni, costituisce per conto del gruppo Berlusconi la All Iberian e decine di altre società offshore (la Kpmg, per conto della Procura di Milano, arriverà a contarne 64) domiciliate nelle isole del Canale (all’ombra di Sua Maestà britannica), nelle Isole Vergini e in altri paradisi fiscali. Ordine è partito dai responsabili della finanza estera del gruppo, Candia Camaggi e Giorgio Vanoni. Nasce così il “Comparto B” della Fininvest, “very discreet”, cioè occulto e in gran parte mai dichiarato nei bilanci consolidati, alimentato perlopiù dalla Silvio Berlusconi Finanziaria Sa (società lussemburghese regolarmente registrata a bilancio), ma anche da denaro proveniente dal Cavaliere in persona (in contanti, tramite “spalloni” che lo portano da Milano oltre il confine elvetico).
Sul conto svizzero di All Iberian, in soli sei anni, transitano in nero quasi mille miliardi di lire. Usati per operazioni riservate e inconfessabili, come confermeranno le sentenze definitive All Iberian, Mills e Mediaset. Anzitutto, B. versa 23 miliardi a Craxi tra il 1990 e il ’91. Gira soldi di nascosto ai suoi prestanome Renato Della Valle e Leo Kirch: non potendo, per la legge Mammì, detenere piú del 10% di Telepiú, B. finanzia occultamente le teste di legno che rilevano le sue quote eccedenti. Acquista per 456 miliardi il capitale di Telecinco, la tv spagnola, di cui per la legge antitrust di Madrid non potrebbe controllare più del 25%. Presta soldi a Giulio Margara, presidente di Auditel e direttore di Upa, l’associazione utenti pubblicitari. Gira 16 miliardi a Previti, in parte per pagarlo in nero in parte perché versi tangenti a giudici romani come Squillante e Vittorio Metta (autore della sentenza comprata che nel 1990 scippa la Mondadori a De Benedetti per regalarla alla Fininvest). Scala di nascosto i gruppi Rinascente, Standa e Mondadori in barba alla normativa Consob .
E soprattutto, tramite alcune offshore, intermedia l’acquisto di film dalle major di Hollywood, facendone lievitare i costi per 368 milioni di dollari e dunque abbattendo gli utili di Mediaset per tutti gli anni 90, consentendo al gruppo di pagare meno imposte e al beneficiario dei conti esterni, cioè a se stesso, di accumulare una fortuna extrabilancio ed esentasse. E cosí via. Resta pure il sospetto che parte del denaro di destinazione ignota sia servito a pagare i politici del pentapartito per la legge Mammì del 1990 sull’emittenza: quella che consente a B. di tenersi tutt’e tre le reti Fininvest in barba a qualunque minimo principio antitrust. Lo testimoniano i responsabili della Fiduciaria Orefici, che aiuta il Cavaliere a foraggiare il conto All Iberian: il dirigente Fininvest Mario Moranzoni confidò loro che “i politici costano, c’è in ballo la Mammí”. Per le presunte tangenti Fininvest in cambio di quella legge, la magistratura romana indagherà Gianni Letta e Adriano Galliani, ma l’ufficio Gip guidato da Squillante negherà il loro arresto, e l’inchiesta finirà nel nulla.
Le Fiamme Sporche
Nel 1989 il responsabile servizi fiscali della Fininvest, Salvatore Sciascia, altro ex finanziere passato alla corte del Cavaliere, si libera di una verifica fiscale a Videotime (la società Fininvest che racchiude Canale5, Rete4 e Italia1) versando ai finanzieri una tangente di 100 milioni di lire. Lo stesso fa nel 1991 con 130 milioni scuciti per ammorbidire un’ispezione a Mondadori. E poi nel 1992 con altri 100 milioni per una visita delle Fiamme Gialle aMediolanum. E ancora nel 1994 con 50 milioni perché i finanzieri chiudano un occhio, o possibilmente due, durante un blitz disposto dalla Procura di Roma e dal Garante per l’editoria sulla reale proprietà di Telepiù: che, se dovesse risultare ancora in mano a B. tramite i soliti prestanome (così com’è nella realtà), porterebbe all’immediata revoca delle concessioni per Canale5, Rete4 e Italia1. Ma anche quella volta i finanzieri corrotti se ne vanno con gli occhi bendati.
Nel ’94, appena un sottufficiale confessa a Di Pietro di aver ricevuto parte di una tangente Fininvest, esplode lo scandalo Fiamme Sporche, che in poche settimane porta all’arresto di un centinaio di finanzieri corrotti e all’incriminazione di oltre 500 imprenditori e manager corruttori (il Gotha dell’imprenditoria milanese). Confessano quasi tutti. Tranne uno: Silvio B., che non può ammettere nulla perché è appena divenuto presidente del Consiglio. Sciascia dice che ha fatto tutto per ordine di Paolo Berlusconi, Silvio non c’entra nulla. Intanto l’avvocato Berruti chiama l’ex collega Corrado (quello dell’ispezione del 1979), ormai in pensione, perché tappi la bocca sulle mazzette Fininvest il capobanda, colonnello Angelo Tanca. E così avviene. Quando il pool Mani Pulite ha pronta la richiesta di cattura per Sciascia e Paolo, il governo di Silvio vieta la manette per corruzione col decreto Biondi.
È il 14 luglio ’94. L’Italia si ribella, Bossi e Fini si defilano, B. è costretto a ritirare il decreto a furor di popolo, così finiscono dentro Sciascia, Paolo, Corrado e Berruti. Il quale, si scopre, prima di orchestrare il depistaggio è volato a Roma per incontrare il premier a Palazzo Chigi. La prova che ha fatto tutto Silvio, non Paolo. Di qui l’invito a comparire durante la conferenza Onu di Napoli e poi il processo. Primo grado: condannati Silvio e Sciascia, assolto Paolo. Appello: prescritto Silvio, condannato Sciascia. Cassazione: condannato Sciascia, assolto per insufficienza di prove Silvio, perché potrebbe essere stato Paolo, che però non può essere riprocessato una volta assolto. La prova contro Silvio potrebbe, anzi dovrebbe fornirla Mills, sentito come testimone al processo: purtroppo è stato corrotto con 600mila dollari e mente ai giudici, salvando il Cavaliere.
9 processi aboliti per legge
Ma le tangenti c’erano, e quello che il gruppo Berlusconi ha da nascondere alla Guardia di Finanza è più che evidente. Lo dimostra la miriade di processi nati da quei fondi neri negli anni 90, quando i giudici e i finanzieri corrotti iniziano a scarseggiare. Non potendoli neutralizzare a monte a suon di mazzette, B. li cancella a valle con una raffica di leggi ad personam: falso in bilancio, condoni fiscali ed ex Cirielli. Risultato: 2 processi fulminati perché il reato non c’è più, cancellato dall’imputato (All Iberian-2 e Sme-2) e 8 caduti inprescrizione. L’ultimo, per il semplice decorrere del tempo, sulla divulgazione dell’intercettazione della telefonata segreta e rubata tra Fassino e Consorte.
Gli altri 7: corruzione del giudice Metta per la sentenza Mondadori e caso All Iberian-1 per i 23 miliardi a Craxi (prescritti grazie alle attenuanti generiche); falsi in bilancio Fininvest anni 90; altri falsi in bilancio per i 1550 miliardi di lire di fondi neri sottratti al consolidato col sistema All Iberian; fondi neri nel passaggio del calciatore Lentini dal Torino al Milancorruzione giudiziariadel teste Mills (prescritti grazie al-l’ex Cirielli); appropriazioni indebite e i falsi in bilancio e la gran parte delle frodi fiscali sui diritti Mediaset (prescritti grazie al combinato disposto della legge sul falso in bilancio e all’ex Cirielli). I reati superstiti, e cioè le frodi fiscali del 2002 e 2003, per un totale di 7 milioni di euro (su un totale di 360 milioni di dollari, ormai evaporati), sono miracolosamente giunti in Cassazione per la sentenza definitiva del 1° agosto prima della solita falcidie. Sarebbe questo il sintomo di una politica debole e di una giustizia forte? E che c’entra, con questa fogna, la politica?
da Il Fatto Quotidiano del 7 agosto 2013
A costo di scandalizzare chi mi legge abitualmente, confesso che Silvio Berlusconi non mi è antipatico, né provo nei suoi riguardi l'ostilità estrema su cui, ad esempio, un Antonio Di Pietro ha fondato un partito, e non ho quella rabbia contro di lui che leggo in tanti commenti, ad esempio nel blog di Beppe Grillo.
Tanti anni fa, come riporta nel suo articolo Marco Travaglio, quando seppi che corrompeva la G.d.F. pensai e dissi che non faceva schifo lui, ma chi, pur avendo uno stipendio sicuro (sorvolo sulla divisa), si vendeva peggio delle prostitute. 
Lui è quello che è: un furbacchione che con la sua intelligenza ha scelto un preciso stile di vita. Refrattario ad ogni regola di legge, volto a perseguire i suoi fini cercando sempre di arrivarci per le retrovie.
10 milioni di italiani si identificano con questo soggetto.
Per questo, qualsiasi decisione si deve prendere per il Paese bisogna scendere a patti con un uomo in cui 10 milioni di italiani si specchiano.
Sono quegli italiani che pensano di essere molto "fichi" se possono ottenere piccoli e grandi favori tramite la "conoscenza", evitando la strada diretta. Anche perché, diciamolo, la strada diretta in questo Paese, grazie ad uno Stato che non riesce a riformarsi, è tortuosa e difficile e pochi duri e puri si ostinano a perseguirla, soffrendo sulle piccole come sulle grandi cose.
Potremmo portare innumerevoli esempi anche della nostra quotidianeità:
la Sanità: un signore un poco greve in una sala d'aspetto di un ospedale romano, chiacchierando durante l'attesa della visita, apprende da me che fino a poco tempo fa lavoravo per un settore di quella struttura. Stupito, mimando simpaticamente una telefonata, davanti ad altri in attesa, mi dice: "E sta' qua a aspettà? Na telefonata no?"  
Risposta mia: "Odio questa mentalità. Voglio il mio diritto come tutti gli altri."
Lui con un sorriso comprensivo, ma quasi di compatimento, fa: "Ah! Er diritto, già..." 
Vogliamo parlare di tutti quelli che ritengono di avere diritto a tutto e che non conoscono la parola dovere che esiste anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo?

Articolo 29

1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

Vogliamo parlare di chi non rispetta le precedenze quando guida (tanti, tantissimi italiani) e ti fa gestacci se protesti? Di quelli che parlano al cellulare mentre guidano ecc. ecc.?
Insofferenza alle regole = berlusconismo.
Ora si riparla della legge Mammì  che aiutò Berlusconi per le sue TV private.
Si ricorda che Sergio Mattarella si dimise da Ministro per questo, in un Paese in cui non si dimette nessuno, tanto meno per questioni di principio... Dunque Silvio non lo vuole come suo Presidente della Repubblica, forte di quei 10 milioni di italiani che lo votano.
da Wikipedia
Nel 1989, con la formazione del governo Andreotti VI fu nominato ministro della Pubblica Istruzione. Si dimise dall'incarico il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro l'approvazione della legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo,[3]che venne soprannominata sarcasticamente legge Polaroid in quanto, a detta dei detrattori, si limitava a fotografare la condizione esistente legittimando la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.
Riassumendo: l'Italia subisce l'influenza delle vicende privatissime di Silvio Berlusconi anche nella scelta di chi la deve rappresentare nel massimo scranno:
La Presidenza della Repubblica

martedì 27 gennaio 2015

Più di questo orrore può esserci solo un uguale orrore..

Dal blog di: Giovanni Preziosi

“Come quadri alle pareti”: la triste storia dei 20 bambini di  Bullenhuser Damm


Il 20 aprile 1945, tra le mura della scuola amburghese di Bullenhuser Damm, 20 piccole vite di bambini ebrei – dieci maschi e dieci femmine – provenienti dalla Francia, Olanda, Jugoslavia, Italia e Polonia, venivano spezzate crudelmente. In queste immagini drammatiche si ripercorre il loro calvario che inizia dal momento della detenzione nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dalla separazione dai genitori, dagli esperimenti medici per giungere fino al triste epilogo.
I bambini, infatti, strappati dall’affetto dei loro cari, furono inviati al campo di concentramento di Neuengamme distante circa 30 chilometri da Amburgo dove, con la complicità dell’ineffabile angelo della morte Joseph Mengele, furono adoperati come cavie umane dal turpe medico nazista Kurt Heissmeyer, per i suoi aberranti esperimenti – avviati nel gennaio del 1945 – condotti senza alcun metodo scientifico, per trovare un vaccino sulla tubercolosi. Difatti, come gli eventi successivi si incaricheranno di dimostrare, falliranno miseramente nell’aprile i quello stesso anno. Tuttavia, poiché le truppe inglesi erano ormai alle porte di Amburgo, all’improvviso giunse l’ordine perentorio di eliminare quelle tenere vite innocenti allo scopo di cancellare tutte le prove dei loro orrendi crimini di cui si erano resi responsabili. Così, nella notte del 20 aprile, col favore delle tenebre, quei 20 bambini furono repentinamente trasferiti nella vicina scuola di Bullenhuser Damm, trasformata per l’occasione in un macabro luogo di sterminio, dove i nazisti provvidero dapprima a narcotizzarli con la morfina, dopodiché – senza alcun senso di umanità – li impiccarono “come quadri alle pareti”.
Di fronte a questi infami e spietati crimini verrebbe da rivolgere una sola domanda ai cosiddetti “revisionisti” nostrani che, accecati dall’odio, dimostrano di ignorare completamente questa triste pagina della storia, continuando pervicacemente a “negare” che tutto ciò sia realmente accaduto e che la Shoah sia soltanto un’invenzione degli storici…
Forse queste immagini potrebbero servire a fargli cambiare parere, se solo riuscissero ad immaginare lo stato d’animo e la terribile angoscia provata da queste bambini e dai loro genitori mentre i loro figli venivano barbaramente sottoposti a questi ignobili torture. Chissà, forse, qualche lacrima furtiva solcherà il loro viso, anche se francamente ne dubito…
Da una dichiarazione rilasciata dalla dottoressa Paulina Trocki, si apprende che: “Da fine settembre, primi di ottobre 1944 i bambini che arrivavano con i trasporti ad Auschwitz non venivano più mandati al gas (o meglio, non tutti). Alla fine dell’anno i bambini erano circa 300 in una baracca”. Ecco come viene raccontata questa sconvolgente storia, con dovizia di particolari, da Maria Pia Bernicchia nel suo bel libro dal titolo fin troppo eloquente: “I 20 bambini di Bullenhuser Damm”. 

È il 14 maggio 1944 quando alcuni bambini vengono visitati, vengono sottoposti a prelievo di sangue… È in questa occasione che al “bambino A 179614” viene fatto un prelievo di saliva per accertamenti sulla difterite. Quel bimbo è Sergio de Simone. Quel bimbo che era così bello… “Nessuno oserà fare del male a un bimbo così bello”… erano le parole che uscivano dal cuore di mamma Gisella. Per il cuore sono una ferita le parole che il carnefice di Auschwitz, il dottor Mengele inventerà… Servono dei bambini, ma come fare perché non si diffonda il panico, perché l’intervento sia il più asettico, il più chirurgico possibile? L’uomo nero si vestirà di infame cattiveria.
Il dottor Mengele, l’angelo della morte, si presenterà una fredda mattina di novembre del 1944 nella baracca 11 e dirà:
“Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti…”
La storia potrebbe finire qui… ma se lasciassimo al lettore il compito di trovare un finale, se anche gli dicessimo di immaginare la sorte più tragica, nessuno riuscirebbe ad avvicinarsi al vero!
… e i bambini si sono fatti avanti, sognano l’amore negato, sperano di ritrovare il calore dell’abbraccio della mamma, confidano nella dolce promessa di quelle parole, si affidano al sogno, assaporano i baci, si struggono dal desiderio, pregustano la gioia di quel volo, del tuffo fra quelle braccia tanto sognate…ritrovano per un attimo le gioie rubate… si fidano e… piombano nell’inferno più nero. Li aspettano non le braccia della mamma a far loro da culla, non i baci che consolano, non la ninnananna che scalda e accarezza… ma mesi di strazi, di febbre, di abbandoni, di interventi chirurgici alle ghiandole linfatiche. Dalla baracca 11 vennero presi 10 maschi e 10 femmine con la promessa delle “braccia della mamma”. I 20 bambini di età compresa fra i 5 e i 12 anni furono caricati su un camion che li portò da Birkenau alla stazione ferroviaria di Auschwitz.


Mi fermo qui, il resto lo potete leggere nell'articolo pubblicato dal Dott. Giovanni Preziosi sul suo blog "Gocce di memoria" alla data del 2 febbraio 2013.
Leggere tutto questo e molto altro ancora, corredato dalle foto delle creature dolcissime e innocenti torturate dagli uomini-mostri, mi ha dato un dolore difficile da sopportare, sentivo il cuore stretto fino a temere un infarto... Ma ho voluto continuare perché dai miei 14 anni ad oggi vedo che ho ancora altro orrore da scoprire.
Odio questi mostri che facendo tanto male sono riusciti a togliermi l'idea del mondo e degli uomini che mi avevano dato i miei buoni genitori. L'ho già scritto tante volte, sola davanti al televisore che mandava le immagini dei Campi girate dai liberatori, la quattordicenne che ero rimase sconvolta tanto da provare un sentimento forte e violento che si tradusse in un pensiero: "Non vorrei mai essere nata in un mondo dove è potuto accadere tutto questo!"
Così come mi avevano costruito i miei genitori la ferocia era relegata ai secoli bui dell'ignoranza, ma quello che vedevo in quel momento, che mi si rivelava, era accaduto solo poco prima che io nascessi... Nel secolo delle più importanti scoperte scientifiche... E' rimasto inspiegabile e lo è ancora di più leggendo questa ennesima cronaca storica che mi fa tanto male. E' la negazione di tutto, soprattutto di Dio, comunque lo si voglia immaginare, secondo il pensiero ebreo, cattolico, protestante, musulmano... Dio non c'è.
Non capisco poi la definizione che qualcuno ha dato e qualcun altro sempre riprende di "angelo della morte" per quel mostro di Mengele ... La parola angelo è in antitesi a questo essere deforme nel cervello: egli non dà la morte sic et simpliciter, egli tortura senza ragione alcuna, psicologicamente e fisicamente, nulla di scientifico c'è nel suo agire da mostro se non il pretesto... Cosa che rende ancora più orrendo il mostro che egli è.
Ma non è il solo, e questa è l'altra riflessione che mi ha sempre accompagnato nel corso della mia vita quando il pensiero andava all'orrore nazista. Un pazzo si isola, un mostro si disprezza, invece milioni di tedeschi l'hanno seguito.

Le sorelle Bucci, sopravvissute, con il loro cuginetto Sergio De Simone, abbindolato con la speranza di vedere la mamma dal mostro "sperimentatore", per poi essere sottoposto ad orride pratiche che oggi si fanno solo negli stabulari sugli animali da esperimento e vengono comunque contestate dagli "antivivisezionisti".
Il piccolo morì orrendamente. 

lunedì 26 gennaio 2015

Una voce angelica se ne è andata

Da: ANSA Cultura

E' morto Demis Roussos, la voce di Forever and Ever

Cantante e bassista degli Aphrodite's Child, aveva 68 anni

Se ne va un mito della musica: Artemios Ventouris "Demis" Roussos, la voce di Forever and Ever. 'Demis doveva molto all'Italia. L'ultima volta che lo abbiamo visto da noi, era ospite de "I migliori anni" di Carlo Conti. Ma il cantante - nato ad Alessandria d'Egitto e morto a 68 anni nella notte tra sabato e domenica ad Atene, dove viveva - doveva molto anche, in un certo senso, ai Procol Harum che nei tardi anni '60, all'alba del Progressive, avevano conquistato il mondo con "A Whiter Shade Of Pale", una rielaborazione dell'aria sulla quarta corda di Bach. Demis allora era il cantante e il bassista degli Aphrodite's Child, il gruppo che aveva formato con Vangelis, poi destinato a diventare un compositore di colonne sonore come quella da Oscar di "Momenti di gloria" o "Blade Runner". 






Con la sua mole imponente non si sospettava una simile voce angelica..
Non sapevo che avesse la mia stessa età..
Demis Roussos è una di quelle cose legate al ricordo di mia madre, perché piaceva tanto a lei...
Una voce speciale, come similmente aveva anche Mango, che invece piaceva molto a me.
Non che Demis Roussos non mi piacesse.. ma egli è legato particolarmente alle cose che piacevano a mia madre e questo lo lega al suo ricordo che mi commuove.
Ora se ne è andato anche lui... Era un musicista bravissimo, la sua voce era qualcosa in più.