domenica 22 febbraio 2015

La Scuola lasciata sola

Da: Il Messaggero - di Raffaella Troili

Torre Maura, pugni a maestra e compagni: bullo di 5 anni terrorizza la scuola

In classe ieri c'era solo Marco (nome di fantasia), perché i genitori dei piccoli della sezione B e i loro figli hanno paura di prendere altre botte. Ha dell'incredibile quel che accade da mesi nella materna ed elementare Bachelet di via del Fringuello, Torre Maura. C'è un bambino di 5 anni che ha girato diverse scuole, che è considerato «violento» e sua madre che non ne vuol sapere e che appena può tira pugni alla maestra, calci ai papà, morsi ai bambini, minacce un po' a tutti. Da ieri le tre classi di materna sono quasi vuote, alla maestra dopo l'ennesimo ko è stato consigliato di mettersi in aspettativa. I carabinieri vanno e vengono dall'istituto. Alle 17 i genitori di materna ed elementare si riuniscono: «Abbiamo paura per i nostri figli, non solo Marco mena a tutti ma sua madre ora li minaccia di morte». Mamme e papà hanno intenzione di picchettare la scuola, finché «la preside non attiverà il servizio di vigilanza del Provveditorato agli studi». Intanto la direttrice ha inviato una relazione ai carabinieri dell'Alessandrino. Sempre ieri un papà e una nonna aggrediti sono stati refertati all'ospedale Villa Irma. Il bambino è arrivato a settembre, la situazione è presto degenerata. Pugni, sassi e forbici verso i bambini, sembra impossibile eppure un piccolo fomentato dalla mamma è in grado di tenere sotto scacco una classe.
«TORNANO IN LACRIME»
«Finché la preside non prende provvedimenti non li mandiamo più a scuola: hanno paura, tornano piangendo, alcuni hanno ricominciato con il pannolino. Il problema è che il ragazzino viene istigato dalla mamma, è lei che gli dice vai a colpire il figlio di quello o di quell'altro. Ha girato le scuole del quartiere, anche alla Corradi ha collezionato denunce: spintona, prende per il collo, tira quel che capita». Serve un sostegno, un supporto, alla famiglia, alla scuola, al bimbo, prima che accada qualcosa di più grave. Se il bambino se la prende soprattutto con i piccoli, la mamma pensa ai grandi: la maestra ha rimediato due pugni allo stomaco, è svenuta, sporto denuncia. Altri genitori dopo aver incassato testate e braccia rotte, sono andati dai carabinieri: si è scoperto che il compagno della donna, romeno, aveva tre procedimenti di custodia cautelare e pur latitante, era presente al consiglio di classe dove sono andati ad arrestarlo. Da allora la signora gira minacciando: «Io non ho più il marito, voi non avrete più i figli». «E noi bloccheremo la scuola, quella dice che va ad ammazzare i bambini». Intanto è saltata la festa di Carnevale, le aule sono deserte, qualcuno ha attivato Save the children.
Venerdì 13 Febbraio 2015, 05:54 - Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 01:41

Roma, «mio figlio autistico chiuso in un'aula». La denuncia della mamma: «Negata anche la gita»

di Lorenzo De Cicco
«Mio figlio disabile vive a scuola isolato da tutti, costretto a stare in una classe separata dai compagni. E ora non potrà neanche partecipare alla gita scolastica che la sua classe farà in Vaticano». Questa è la denuncia della mamma di un bambino di 11 anni, Christian, affetto da una grave forma di autismo, che studia alla scuola elementare Sant'Anna di Valmontone, in provincia di Roma. La preside della scuola, Antonietta Fusillo, respinge le accuse: «La malattia del bambino è molto grave. Putroppo è molto irrequieto, in passato ha lanciato sedie contro i suoi compagni. Per questo, insieme alla neuropsichiatra della Asl, abbiamo deciso di spostarlo in un'aula dedicata a lui. In ogni caso speriamo di riuscire a portarlo in gita in Vaticano, ci stiamo organizzando».
IL RACCONTO
Due versioni discordanti. Una, quella della mamma di Christian, che mette duramente sotto accusa l'istituto. Dall'altra quella degli insegnanti e del Comune che respingono con forza l'idea della discriminazione e parlano di «una soluzione nell'interesse primario del bambino».
La mamma di Christian racconta che il figlio è costretto a studiare da solo in un'auletta separata da tutti. La chiama «stanza del silenzio degli innocenti», per rendere l'idea quasi di una reclusione. «Lo tengono lontano dai suoi compagni per tutto il giorno» ha detto la donna al portale dei disabili ”Redattore Sociale”. «Finché andava a scuola a Ostia era ben integrato: passava tutto il tempo in classe. Solo quando aveva una crisi l'insegnante lo portava fuori e, appena si calmava, rientrava in classe. Da quando ci siamo trasferiti a Valmontone, due anni fa, la scuola è diventata una tragedia. Dicono che disturberebbe e che è pericoloso». Per questo la psichiatra della Asl ha suggerito di farlo studiare in un'aula separata. «Ma mio figlio non è pericoloso - ribatte la madre - Il pomeriggio va ad atletica e nessuno si lamenta».
La denuncia della famiglia del bambino non si ferma qui: «A maggio, la classe di Christian andrà in visita al Vaticano, ma ci è già stato detto che lui dovrà restare a casa, perché farebbe troppa confusione. La psicologa, poi, vuole che Christian resti alle elementari altri due anni. In questo modo, passerebbe alle medie a 13 anni. A me non sembra giusto, non credo che gli farebbe bene restare così indietro. Voglio che vada avanti fino al liceo, insieme ai suoi compagni». La preside della scuola, Antonietta Fusillo, fornisce una versione diversa: «Quando è arrivato il bambino ha lanciato sedie contro i suoi compagni. C'era una situazione di pericolo. La stessa Asl ci ha suggerito di dedicargli una stanza a parte, che peraltro è proprio accanto a quella dei suoi compagni. E non è un bunker: c'è lo stereo, il lettore dvd, i colori».
«L'aula - spiega Giulio Pizzuti, delegato alla Scuola del Comune di Valmontone - è stata anche foderata di cuscini l'anno scorso, su suggerimento della Asl, perché altrimenti il bambino rischiava di compiere atti di autolesionismo». Del caso ora si occuperà la Commissione parlamentare per l'infanzia.
Domenica 22 Febbraio 2015, 06:18 - Ultimo aggiornamento: 12:49
La scuola esiste principalmente per dare una formazione culturale ed educativa agli Italiani e agli immigrati regolari. Ma anche ai figli dei nomadi, sia di nazionalità italiana che non.
Tutto questo ha un costo enorme e richiede un impegno umano enorme.
Come molte cose di questa nostra Italia, che sembra aver smarrito il buonsenso per scivolare sempre più in una follia sociale, la scuola va male. 
Qualche volta per incapacità professionale e/o umana di qualche suo componente: maestri, professori, presidi... Ma queste persone, che esistono in ogni categoria di lavoratori, possono essere arginate in parte dai meccanismi correttivi dell'organizzazione nel suo insieme... Quello che sfugge a chi emana regole e decreti dall'alto però è la realtà nella quale educatori e presidi si trovano ad operare.
Si può chiedere e pretendere l'impossibile?
Penso di no. Visto che i primi a non chiederlo a sé stessi sono proprio coloro che decidono Leggi, Regole e Normative.
Gli esempi riportati in questi due articoli sono all'ordine del giorno nelle nostre scuole e creano situazioni al limite. Perché se è vero che il bambino alterato da genitori anormali sfoga la sua aggressività in classe, è altrettanto vero che i genitori dei bambini aggrediti hanno il diritto di mandare i propri figli a scuola serenamente ad imparare qualcosa e senza rischio per la loro salute ed incolumità.
Come possono gli insegnanti trasmettere il sapere se debbono fronteggiare scene di violenza quotidiane?
Dove finisce il diritto di integrazione del bambino disturbato nel comportamento? Penso dove inizia il diritto di un altro bambino di stare sereno in classe, in modo da apprendere quello per cui va a scuola, e di non essere aggredito e ferito.
Come possono degli insegnanti, presidi, psicologi della ASL di competenza, fronteggiare questi problemi confliggenti dei diritti degli uni e degli altri?
Scaricare tutto sulle spalle dei Presidi a cui il governo Renzi ora ha tolto anche la figura del Vicepreside per me è pura follia sociale. 
Siamo passati nell'arco di poco più di 60 anni dalle ghettizzanti "classi differenziali", in cui veniva messo sia il bambino un poco più tardo nel rendimento scolastico sia il bambino che ne sapeva più delle maestre, all'immissione totale di bambini e adolescenti a cui la sorte ha inflitto gravi carenze psichiche e comportamentali al punto tale che non riescono neppure a giovarsi della sacrosanta integrazione.
Dalle stalle alle stelle, ma queste stelle debbono davvero essere utili per brillare, e non lo sono per certi casi in cui l'esserino disturbato non è proprio raggiungibile dal contorno e dunque non può averne miglioramento per sé, mentre il resto dei bambini ne ha un abbassamento di serenità e di apprendimento.
Gli insegnanti ed i presidi, anche i migliori e motivati, non sono ancora attrezzati per i miracoli, dunque chi stabilisce Leggi, Regole e Norme inizi col mettere i piedi per terra.

Vergogna senza fine

Da: TGCOM 24

L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Il comandante della Costa Concordia aveva dichiarato che era stato il legale a riferirgli di una proposta di partecipazione all'Isola dei Famosi


L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Dopo l'ultima puntata del programma tv Le Iene, Schettino ha dichiarato che fu Domenico Pepe a riferirgli a novembre di una proposta di partecipazione al reality "Isola dei Famosi" e di un possibile compenso da oltre 2 milioni di euro.

Il legale, però, ha spiegato che "nel novembre 2014 ci fu un solo contatto telefonico con un funzionario di Mediaset che mi chiamò per un programma televisivo a cui avrebbe dovuto partecipare Schettino. Ma poi la cosa da parte mia non ebbe alcun seguito".

Commenti

soresina21/02/2015 - 14:33
si è reso conto adesso chi stava difendendo? Meglio tardi che mai.
Pupi197021/02/2015 - 11:18
Questo personaggio lo dovrebbero mettere si in un isola ma da solo per il resto della sua vita e senza niente da mangiare !!! Vergogna !!!
74Davide21/02/2015 - 10:14
Personalmente metterei Schettino in piazza alla gogna ed alla mercè dei parenti delle vittime del disastro causato,in primis,da quel codardo che è il personaggio in questione !
fabrizio4921/02/2015 - 10:04
ci credo ad un mostro come schettino non bastano gli anni che gli hanno dato , ma bensi 40 anni con tutti i morti che ha sulla coscienza si dovrebbe vergognare, capisco il legale, si sara accorto di tutte le bugie che fino ad ora a raccontato.
Emigrato in Francia21/02/2015 - 09:50
Non avrebbe nemmeno dovuto accettarne la difesa...
Fornarina21/02/2015 - 08:55
Finalmente ha capito che l'uomo che ha difeso finora è INDIFENDIBILE!!!!
Da ogni punto di vista la si guardi.....
Come ci sarebbe andato in Honduras Schettino sotto processo? Perché pare che codesta squallida trasmissione si svolga lì!
Ritiro del passaporto? A quando? Aspettiamo che costui scappi in Sud America e continui a far parlare di sé su come fa soldi con il disastro che ha provocato?
C'è gente che non ha vergogna e non ha limiti. Fa di tutto ma continua a dare scandalo perché non ha il senso del limite. L'unica cosa che conta è il proprio ipertrofico IO da difendere a tutti i costi... e ci vogliono SOLDI!!! 

sabato 21 febbraio 2015

Gli scrittori russi

Da un po' di tempo nella mia zona si riesce a prendere, per brevi periodi di tempo, RAI 5. 
Paghiamo il "canone" per intero ma non prendiamo tutti i canali RAI per intero.
Misteriosamente e felicemente questo pomeriggio è apparsa RAI 5 e stavano trasmettendo uno di quei meravigliosi sceneggiati televisivi in bianco e nero, ispirati ad opere letterarie, che oggi non sanno fare più così bene.

Con una breve introduzione a colori del bravissimo Umberto Orsini come è oggi: invecchiato, ma sempre un gran signore con un'ottima dizione che nulla ha a che fare con la dizione farfugliata di certe "scuole" di recitazione attuali, ha illustrato lo sceneggiato "I Fratelli Karamazov" diretto da Sandro Bolchi e tratto, ovviamente, dall'omonimo libro di Fëdor Dostoevskij.
In quella edizione che alla RAI oggi non costa niente, in quanto basta semplicemente trarla dalle preziose Teche RAI, egli vi interpreta la parte di Ivan, l'intellettuale tormentato dei fratelli Karamazov. La sua interpretazione è spettacolare. Ma d'altronde egli è sempre stato un grandissimo attore, come ebbi modo di apprezzarlo in Teatro tanti anni fa all'Eliseo di Roma. 
Ma riflettevo sugli scrittori russi, di cui ho letto molto, ma solo quelli che mi hanno preso appassionandomi... E fra questi senz'altro Dostoevskij.

"I Fratelli Karamazov" l'ho letto da giovane e oggi, con una maggiore maturità e conoscenza della vita, ne colgo la potenza del messaggio universale, in quanto lo scrittore mette in bocca ai suoi personaggi delle realtà stupefacentemente attuali... 
Del grande scrittore ho letto, sempre in gioventù, "Delitto e castigo"; in età più matura "Il giocatore", fortemente autobiografico, e pochi anni fa "L'idiota", quest'ultimo mi è piaciuto moltissimo, forse più de "I Fratelli Karamazov".
Se da giovane potevo capire meno le psicologie dei personaggi di Dostoevskij per le loro intemperanze, errori ed eccessi trovandoli moralmente riprorevoli, oggi che capisco quanta verità della vita c'è in essi sono più indulgente e li trovo più veri..
Ho letto i racconti di Cecov, bellissimi, mentre di Tolstoi ho letto un solo romanzo "Anna Karenina"; ho provato più volte a leggere "Guerra e pace", ma non c'è niente da fare: non è proprio nelle mie corde. Di lui ho letto solo dei brevi racconti. Ho letto Gogol e il più recente nel tempo Bulgakov che mi piace molto. Un discorso a parte è Pasternak ed il suo unico libro "Il Dottor Zivago" che ho letto abbastanza recentemente: a parti bellissime alterna pezzi lunghi di vera noia...

L'Olanda non paga?!! Ma quale Europa?

L'Europa Unita era un sogno di pace possibile: difficile che i popoli si facciano la guerra se uniti in un progetto comune. Ma si è trasformata in una Unione Economica basata sulla Finanza e sugli egoismi.
I confini violati da chi arriva dall'Africa più per motivi economici che per ricerca di rifugio per stato di guerra, sono stati a lungo ignorati con molta ipocrisia... Ricordo quando gli immigrati clandestini sono stati fermati al confine fra Italia e Francia perché i lasciapassare, rilasciati dal Paese Europeo Italia, per la Francia non erano validi!!
Il confine Ucraino sono andati a difenderlo, diplomaticamente, i Capi di Stato Tedesco e Francese... Quando caso mai dovevano andarci il Presidente dell'UE e il Ministro degli Esteri Europeo Mogherini...
Già basta questo per percepire che questa Europa è claudicante se non proprio zoppa e, se non si rafforza e non cambia, è destinata a finire entro questo secolo.
Il bubbone Greco sta per scoppiare ed era sintomo più che annunciato. Gli egoismi e la mancanza di controlli hanno permesso alla Grecia, con una dracma che non valeva nulla, di far parte dell'Europa. La Germania ha pensato di poterla spremere all'infinito facendola indebitare sempre più. Ora l'usurato si ribella allo strozzino che potrebbe almeno abbassare i tassi di interesse ma non lo fa.
In questo quadro arrivano i barbari in Italia e devastano la Città Eterna. L'Olanda chiede scusa (lo richiede il minimo della decenza e dei rapporti diplomatici) ma dice rozzamente CHE NON PAGA I DANNI.

Se lo facesse uno Stato non Europeo sarebbe comunque una gravissima mancanza di rispetto fra Popoli e Paesi, che lo faccia uno Stato Europeo nei riguardi di un altro Stato Europeo E' VERGOGNOSO!!!!

Piacerebbe all'Olanda se venissimo a devastare un campo di tulipani?
Ci chiederebbero i danni?

E' come dire che sono entrato dentro casa tua, ho devastato tutto, sporcato indecentemente, danneggiato oggetti di grande valore e non voglio pagare nulla!! Devi pagarti i danni fatti da me da solo!

Bene: questa è delinquenza!!
DELINQUENZA e SFACCIATAGGINE.

Il Dott. Ignazio Marino Sindaco di Roma: incazzato nero!
Debbo dire che, sarà che ho avuto la fortuna di nascere e crescere nel cuore di Roma, ma questa vicenda la vivo come una INAUDITA VIOLENZA CHE MI TOCCA NEL PROFONDO perché i luoghi violati sono i luoghi della mia primissima infanzia, quei luoghi che ciascuno custodisce in sé come sacri.

Dopo le obbligatorie scuse l'Ambasciatore dell'Olanda, invece di rispondere in codesto modo al dignitosissimo Sindaco della Capitale d'Italia, doveva rivolgersi alla Presidenza della squadra di calcio olandese e concertare con essa come rimediare all'inciviltà olandese pagando i danni.


Spero che intervenga il Governo perché la Politica Estera sta facendo acqua da tutte le parti: con le scuole senza soldi e gli ospedali a minaccia di chiusura (praticamente la frontiera dei servizi ai cittadini italiani) siamo andati a dare 12 milioni di dollari per due screanzate quando USA e Giappone hanno perso gente di valore, reporter che lavoravano in zona di guerra, senza cedere; mandiamo la nostra Marina Militare a prendere la gente dei gommoni in acque libiche e quando arrivano qui assistiamo a buonismi umanitari nocivi per noi ed incentivanti per chi si imbarca sui gommoni. A tale scopo vorrei ricordare un episodio a cui ho assistito in diretta televisiva della trasmissione Agorà: il giornalista in collegamento da Lampedusa dichiarava di aver ceduto il suo cellulare ad un immigrato clandestino appena arrivato, il quale tutto felice ha potuto comunicare ai suoi genitori che era arrivato all'agognata meta e che era vivo! Il suo cellulare si era perso nel faticoso viaggio... Tutti felici in studio per tanto italico buonismo e A NESSUNO E' VENUTO IN MENTE CHE I GENITORI DI QUELL'IMMIGRATO CLANDESTINO TANTO POVERI E DISGRAZIATI NON POTEVANO ESSERE SE POSSEDEVANO UN TELEFONO!!
Pensano i buonisti a come stavano le famiglie italiane solo pochi decenni fa?
Se sei alla fame non hai i soldi per il telefono perché ti servono per tante cose più importanti prima della spesa per la comunicazione. 
Infine i nostri due Militari della Marina sequestrati senza rinvio a giudizio da tre anni dall'India!!!
Se siamo davvero UN GRANDE PAESE come mai ci defecano in testa tutti?

Altri barbari: questa volta contro l'Olanda

venerdì 20 febbraio 2015

Chi si deve vergognare?

Da: Il Tempo
20/02/2015 06:04

A VOLTE RITORNANO

Luigi Lusi: «Annullata l’espulsione Ora rientro nel Partito democratico»

L'ex tesoriere della Margherita è stato condannato a 8 anni per appropriazione indebita dei fondi del suo ex partito

CASO LUSI: DA MANI PULITE AL SENATORE DEL PD, TESORIERI NELLA BUFERA / SPECIALE
«In un qualsiasi partito a base democratica bisogna ascoltare i soggetti nei confronti dei quali si adottano delle sanzioni. Solo che si doveva dare in pasto alla pancia del Paese arrabbiata per tanti motivi un bandito e quindi é stata fatta un'operazione il più veloce possibile, con una fretta che qualcuno dovrebbe oggi spiegare. Che cosa si voleva nascondere?». Gronda soddisfazione e torna a farsi sibillino Luigi Lusi, ex tesorerie della Margherita, sulle spalle una condanna a otto anni per appropriazione indebita dei fondi del defunto partito. Il giudice civile ha annullato la sua espulsione dal Pd, arrivata a sei giorni dalla deflagrazione mediatica dell'inchiesta nei suoi confronti. E lui, adesso, chiede al partito di Renzi di trarre le dovute conseguenze.
Avvocato Lusi, cosa significa per lei questa sentenza?
«Intanto vediamo se il Pd la onorerà, sono stati condannati anche a pagare le spese legali ma non mi stupirebbe se facessero ricorso in appello. Poi vedremo il da farsi. Di sicuro è una vittoria morale, una soddisfazione postuma. Ma soddisfazione è, la conferma di un'ingiustizia. Si voleva tappare la bocca ad un esponente politico».
Perché volevano tapparle la bocca?
«Se un partito non vuole ascoltare la tua versione dei fatti, come è accaduto nel mio caso, significa che c'è qualcosa che vuole nascondere. Lo chieda a quelli del Pd il perché della fretta con cui sono stato cacciato. Vediamo se qualcuno ha il coraggio di dirle perché, con un esimio professore universitario che presiedeva la commissione, le regole non siano state rispettate. È stato fatto apposta, e la loro fretta va da loro giustificata».
Ci risiamo con le accuse, mai riscontrate dai magistrati, a Rutelli e agli ex dirigenti della Margherita...
«Lei sbaglia a definirle accuse, in sede penale io ho raccontato una verità storica. E anche lei dovrebbe conoscere la differenza tra verità storica e giudiziaria. Io ho raccontato come funzionava la vicenda politica di un partito in Italia. Davanti a quel racconto si sono tutti turati le orecchie».
E la condanna nei suoi confronti a otto anni?
«Quella non è affatto piacevole, e continuerò a difendermi dalle accuse. Nessuno ha detto che sono stato assolto dall'accusa di associazione a delinquere, che è poi quella che mi ha portato in carcere, 90 giorni in isolamento totale come al 41bis. E poi a me non è entrata in tasca una lira, mentre la Margherita di Rutelli continua ad opporsi a restituire i soldi allo Stato per tenerseli per sé. Dovrebbe essere lei a spiegare che cosa ci fa con i milioni rimasti in cassa a gennaio 2012 e non ancora resi».
Lei oggi cosa fa?
«Sono tornato a fare l'avvocato, difendo molti clienti in gratuito patrocinio. Faccio una vita molto più spartana di prima, questo è ovvio, ma ci ho guadagnato sul piano personale e famigliare. I domiciliari in convento sono stati un'esperienza fondamentale, la vera Grazia di Dio».
Prova disagio a farsi vedere in pubblico?
«Assolutamente no. Io ai magistrati ho raccontato tutto, non ho nascosto niente. La stragrande maggioranza di queste persone che mi hanno cacciato dal partito non stanno raccontando niente. Di che cosa dovrei vergognarmi io?».
E del governo, del Pd, targato Margherita cosa pensa?
«Sono tutte persone squisite, le conosco bene e le stimo. Ma con Rutelli non c'entrano nulla».
Martino Villosio
Non c'è da stupirsi se l'ex-tesoriere del partitino della Margherita dica: "Di che cosa dovrei vergognarmi io?".
Né c'è da stupirsi che tiri in ballo Dio.
Se vivi in quel modo, adoperando il denaro pubblico come se fosse tuo, e nel farlo non ti poni problemi etici finché ti va bene, vuol dire che ti adatti tutto secondo il tuo comodo: anche un possibile Dio.
Detto questo, leggendo attentamente l'ennesima sentenza che lascia perplessi, si scopre che si tratta del solito appiglio di forma: il PD non ha rispettato la procedura nell'espellere il suo componente. Ha avuto fretta, evidentemente troppo preoccupato dell'immagine .
Questo nulla toglie al fatto che il soggetto aspetta l'Appello per quanto riguarda la sua condanna per APPROPRIAZIONE INDEBITA ad 8 anni di carcere. Nel frattempo, e fino alla Cassazione (quindi hai voglia! C'è tempo...) egli può esercitare la sua professione di Avvocato!
Non è prevista la sospensione dall'Albo... Per il momento.. Aspettiamo dunque la Cassazione.

Come hanno ridotto la mia "fontanella"

Da: SKY TG 24

Roma, fontana della Barcaccia danneggiata da ultras olandesi

Scheggiata e riempita di spazzatura la scultura del Bernini in piazza di Spagna da supporter del Feyenoord, in città per l'Europa League. Il restauro concluso a settembre era costato 200mila euro. Marino: "Sono infuriato, non finisce qui".

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Dovremmo amarci di più noi Italiani e, per quanti difetti ci dobbiamo riconoscere, non siamo barbari che arrivano a devastare le altrui città. 
E che città! La bellezza di Roma a cui noi siamo abituati è incommensurabile: per archeologia, monumenti, architettura... Insieme a Venezia e Firenze costituisce una ricchezza da preservare, insieme a tutto il resto beninteso: borghi e cittadine, villaggi e bellezze naturali...
Oltre ai nostri incivili che di nascosto gettano la loro mondezza ovunque, ora arrivano questi barbari olandesi e sembra che sono discesi di nuovo gli Unni, i Goti e i Visigoti!!
L'Ambasciata dell'Olanda ha chiesto scusa per i suoi barbari cittadini: mi sembra il minimo!! Ma adesso che paghino i danni con le tasse degli olandesi! Perché noi avevamo appena speso euro 200.000 per restaurare la bellissima fontana del Bernini. Che paghino le società sportive olandesi per la ripulitura delle zone di Roma imbrattate della sporcizia dei loro "tifosi"!!
Spero che le nostre Autorità politiche sappiano essere ferme in questa richiesta di risarcimento.

Siamo sempre così occupati a criticare i nostri difetti e a prendere ad esempio gli altri Paesi che dimentichiamo i loro difetti e mali!!
Nell'estate del 1971 raggiunsi mio marito in Olanda. Lui stava lavorando all'ESTEC a Noordwijk, una cittadina olandese affacciata sul zee del nord. Allora in Italia era impensabile assistere ad una scena come quella a cui assistetti io quell'estate: in una fontana al centro della cittadina si gettarono alcuni giovinastri tirandosi acqua e oggetti e vi restarono a lungo, bagnando di spruzzi la piazzetta tutto intorno, sotto gli occhi vigili di un poliziotto di città, teso e pronto, ma che non intervenne. Mi stupii, perché da noi non avrebbero lasciato una simile libertà a dei cittadini di entrare nella vasca di una fontana di abbellimento guardandoli a distanza senza farli smettere con dissuasiva fermezza.
Poi la società si è involuta, a mio avviso, anche in Italia.
Ma loro a quanto pare sono andati molto avanti con l'involuzione.

Un altro ricordo, tenero, l'ho per la mia "fontanella", chiamavo così la Barcaccia del Bernini quando avevo circa 5 anni... Ero assolutamente inconsapevole del valore storico ed artistico di quella "fontanella" che mi piaceva tanto perché per bere dalla cannella dell'acqua, dopo i giochi accaldati su al Pincio, entravo dentro camminando sulla pietra e avendo l'acqua in entrambi i lati... 

giovedì 19 febbraio 2015

Question time sul caso Nicole della deputata Giulia Grillo M5S


Da: quotidianosanità.it

 Prima interrogazione. “Orientamenti del Ministro della salute in ordine all'ipotesi di nominare un commissario ad acta ai sensi dell'articolo 120 della Costituzione in relazione al drammatico episodio del decesso di una neonata verificatosi in Sicilia il 12 febbraio 2015”


Riporto solo il titolo dell'interrogazione parlamentare della Dott.ssa Giulia Grillo del Movimento 5 Stelle, prima di 4 interrogazioni presentate al Ministro della Salute anche da altri 3 rappresentanti di formazioni politiche, in seguito al tragico fatto della neonata morta a Catania.
Ho assistito in diretta televisiva alla risposta del Ministro Lorenzin, visibilmente toccata dal problema anche personalmente in quanto in stato di gravidanza ella stessa.
Non riporto l'interrogazione della Dott.ssa Grillo che, come si può ben immaginare, chiedeva conto dei numerosi quesiti che l'accaduto ha suscitato in tutti, con la competenza, però, del medico, dunque conoscitrice tecnicamente delle problematiche connesse all'avvenimento.
Non riporto neppure la risposta del Ministro che tendeva a dare conto di palesi disfunzioni, ma riporto la replica della Dott.ssa Grillo che mi ha colpito in modo particolare in quanto ella sventolava un documento di cui è venuta a conoscenza che risale a due anni fa e a cui, purtroppo, l'Assessore Borsellino non ha dato il giusto ascolto e peso:

Da: quotidianosanità.it


GIULIA GRILLO. Signor Presidente, Ministro, se io non ho sentito male, da alcune dichiarazioni è emerso che anche lei era di quest'avviso. Dagli accertamenti che lei sta facendo e dagli accertamenti che abbiamo potuto fare anche noi – io sono un medico e la mia città è la città di Catania – , secondo me ci sono tutti gli elementi per commissariare l'assessorato.
Voglio anche dire che, nel 2013, il Presidente della Società italiana di neonatologia mandava una lettera all'assessore Borsellino. Mandava questa lettera dove le scriveva: si ritiene di dovere rilevare con forza a codesto assessorato regionale alla salute i rischi per la donna e la salute dei neonati, riguardo alla mancata attuazione della razionalizzazione della rete dei punti nascita regionali e alla mancata attivazione dei centri STEN.
Questa era una morte annunciata! Ma di che cosa stiamo parlando ? Che cosa deve succedere per mandare via una persona che sbaglia, che ha fatto un errore ? Doveva andarsene lei a gambe levate e dimettersi e dire: mi vergogno. Lei è l'esecutivo, l'assessore è l'esecutivo ! È lei che deve controllare ! È possibile che in questo Paese non c’è mai nessuno che si prenda le responsabilità di quello che fa ?
Io porto la rabbia della mia città. Porto la rabbia della mia terra. Non ne possiamo più ! Mi chiamano i miei colleghi medici, gente che viene umiliata da persone incapaci che occupano il loro posto e che pagano al posto degli altri, persone vittime ed innocenti. Io questo non lo ammetto, Ministro. Io, come Movimento 5 Stelle, le dico che non mollo la presa fino a che non viene commissariato l'assessorato regionale della salute siciliano per la verifica e l'adempimento dei LEA, perché gli accertamenti che lei ha fatto sono già più che sufficienti per potere dire che l'assessore Borsellino non è stata capace, nonostante gli avvisi che avesse ricevuto anche dalla Società italiana di neonatologia per la firma del suo presidente, nonostante quegli avvisi, nonostante tutti i moniti. Due anni di tempo aveva e non ha fatto quello che doveva fare. Quindi, adesso si alza e se ne va da quella sedia perché ha dimostrato di non essere capace.

Mi spiace davvero per Lucia Borsellino perché figlia di un Eroe della lotta alla Mafia e toccata dunque personalmente da un dolore che accomuna tutti i cittadini onesti, ma certo la lettera portata in Aula dalla Dott.ssa Grillo dimostra un vuoto di responsabilità grave.
Dovrà dimostrare quali atti ha compiuto dopo quella lettera del Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) e, se li ha compiuti, quali ostacoli ha trovato sul suo cammino per realizzare quanto giustamente veniva richiesto. Sarebbe tragico se lei non avesse fatto proprio nulla da allora: 2 anni fa.

Lucia Borsellino Assessore alla Sanità della Regione Sicilia

mercoledì 18 febbraio 2015

Contestare! Che lucrosa attività!!

Michele Brambilla: «Il ’68? È stato l’unico anno di lavoro di Capanna. Aver guidato il movimento e megafonato fuori dalle università gli è valso un bonus di quarant’anni di pensione»


Da: Huffington post
 

Il curioso caso di Mario Capanna: da leader studentesco a difensore dei vitalizi

"Don't trust anybody over 30" urlavano in strada i ragazzi del '68! E Mario Capanna, barba nera e sigaretta in bocca, era il mitico leader del movimento studentesco che non guardava in faccia nessuno e combatteva per il futuro di una generazione. Certo, che strano ritrovarlo ieri all'Arena, imbiancato e molto a suo agio nei panni del difensore di ricche pensioni, a litigare con Massimo Giletti.

Da: Il Fatto Quotidiano

Capanna – Giletti: ‘Poveretto, ha fatto figura di merda e gli danno 330mila euro l’anno’

“Giletti? Un poveretto, un mentitore, un giornalista minus. Merita di essere assistito”. Così Mario Capanna definisce Massimo Gilettidopo il feroce scontro tra i due avvenuto a “L’Arena”, su Rai1. Ospite de “La Zanzara”, l’ex leader di Democrazia Proletaria appella il conduttore Rai “Gilletti”, suscitando l’ilarità diCruciani e Parenzo, a cui rivolge un monito stizzito: “Se mi interrompete, chiudo la comunicazione e vi mando a quel paese”. Poi affonda il coltello su Giletti: “Ha fatto una figura di merda? Sì, è indiscutibile. Gli vengono dati 330mila euro all’anno di soldi pubblici, perde la trebisonda, fa un gesto volgare e totalmente indegno. Vespa non avrebbe mai fatto una cazzata come questa. Chiedo che il cda Rai e lacommissione parlamentare di Vigilanza aiutino Giletti a darsi una calmata. E’ stato beccato a impostare una trasmissione su 3 dati falsi e dovrà rendersi conto della sua sceneggiata obiettivamente indegna”. Capanna ribadisce poi che la sua azione di difesa del vitalizio è anche a favore dei più deboli e si scontra a lungo coi conduttori, che lo accusano di essere un privilegiato: “E’ una stronzata, questa categoria è una segata che usate voi. Quei 5mila euro, scarsi peraltro, me li sono guadagnati. Voi vi ostinate, a guisa del tapino Giletti, a non capire questa cosa elementare”. Alle critiche insistenti di Cruciani, il politico replica piccato: “Vergognatevi, non fate una pippa lì con quella radio e spargete minchiate alla Giletti. Io con voi sono stato longanime, vi ho dato molto del mio tempo. Forse conviene che ci salutiamo” 

di Gisella Ruccia




Confesso apertamente che non ne posso più di ipocriti comunisti o pseudo tali che amano vivere bene facendo la morale agli altri con un'impudenza insopportabile.
Confesso che non ne posso più di tutti i cretini che non si rendono conto della loro ipocrita, sfacciata contraddizione.
Mario Capanna si sapeva che era fra questi.
Ma questa gente se non avesse i cretini che li vota e che li appoggia sarebbe rimasta con l'eskimo e con il barbone da finto proletario a vivacchiare senza combinare niente, con laurea presa fuori tempo massimo e con voti spesso scritti sul libretto sotto minaccia da Professori imbelli: come ho visto fare alla Sapienza con i miei occhi e che ho documentato nel mio libro "Il Romanzo dell'Università". Quanto tempo ho perso a causa di questa gente che occupava le Aule il giorno che dovevo dare il sudato esame, tutto memorizzato e rinviato a causa loro!
L'ho scritto su questo blog: mio marito se lo ritrovò nello stesso scompartimento in treno pochi anni fa e dovette sorbirsi lo sfoggio narcisistico del "rivoluzionario dei miei stivali" che diceva: "Stasera sono ospite della Gruber".
Un divoide come era Lucio Magri, o quell'altro con la "r" moscia che faceva cadere i governi perché lui si batteva per "le 35 ore settimanali"!!
Ma chi le fa?!!!
Balle, balle, balle!! E questa gente sta su grazie ai cretini!
Qualcuno lo informi che NOI TUTTI CITTADINI, tranne lui e la Casta di cui fa parte, possiamo cumulare non più di 2 pensioni dallo Stato, e la seconda viene grandemente decurtata! 

Giletti, alla faccia sua, mi sta simpatico, è bravo e gli raccomando la sua salute perché se la prende troppo: va a suo onore.. Però siamo in molti a preoccuparci per i suoi malori, il suo sudare..
Giletti è garbato, ben educato, parla bene ed è anche un bel ragazzo. Cosa che Capanna non è mai stato, anzi ha un aspetto decisamente sgradevole, parla male, come se avesse un sasso in bocca, e sembra un barbone vestito a festa e ripulito per l'occasione. 




Mario Capanna in giacca, cravatta e tanta vanità.
Girava in eschimo e dava del fascista a chi vestiva in giacca e cravatta; all'Università 
invece di studiare disturbava quelli che volevano studiare e dare gli esami. Gente come me che, avendo una famiglia, il tempo per studiare doveva rubarlo a varie faticose incombenze legate ai propri doveri; o gente come mio marito, che per aiutare la sua famiglia in difficoltà economiche, è andato a lavorare in fabbrica e studiava solo quando aveva finito il suo orario di lavoro.
Beato lui!! In questo Paese deve molto a tutti i cretini che vanno dietro a chi urla di più e fa il contestatore facendosi molto bene gli affari propri.
Ogni tanto qualcuno si sveglia e si rende conto di aver perso tempo e molte altre cose... Mentre il Leader di turno si è piazzato più che bene.