venerdì 24 aprile 2015

Renzi: "Non tutti sui barconi sono famiglie innocenti"

Da: Il Sole 24 Ore

Al Qaeda in Sardegna, tra i 18 arrestati anche i responsabili della strage a Peshawar nel 2009


Chi 3 anni da ostaggio e morte, chi pochi mesi e milioni di euro per loro

Da: Il Messaggero

Cooperante italiano Lo Porto ucciso da un drone Usa: era stato rapito da al Qaida tre anni fa

L'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto, scomparso nel gennaio 2012, è rimasto ucciso nel corso di un raid americano contro al Qaida nel gennaio scorso, al confine tra Pakistan e Afghanistan. 
Lo rende noto la Casa Bianca. Nell'operazione è rimasto ucciso anche un ostaggio americano, Warren Weinstein.

Tre anni da ostaggio.
Le due inqualificabili cooperanti "siriane" invece ci sono costate 12 MILIONI di DOLLARI per pochi mesi di prigionia !!!
Prima piagnucolavano che la loro vita era nelle mani del Governo Italiano, che non si erano peritate di avvertire della loro autonoma impresa, poi tornate hanno detto che non erano mai state in vero pericolo.
Scelte del Governo inspiegabili! I soldi però sono nostri e noi ci siamo stufati di pagare le tasse per poi sentirci dire che bisogna tagliare la sanità, che non ci sono soldi per assumere i professori vincitori di concorsi abilitanti, che non ci sono soldi per le scuole!!! Bastaaaaaa!!!

mercoledì 22 aprile 2015

Renzi sull'immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani

Da: VocenuovaTV

22/04/15 Naufragi, Renzi alla Camera: ''basta sciacallaggio politico''

ROMA. Durante il suo intervento alla Camera, il premier Matteo Renzi ha chiesto alla politica italiana di farefronte comune per combattere il fenomeno degli immigrati. "Permettetemi un sorriso amaro: quando sento in tv 'dobbiamo scoraggiare le partenze', si sappia che non si fa con una dichiarazione nel talk show ma con l'alto commissariato dell'Onu in Sudan e Niger ed evitando di inseguire la demagogia come sta facendo larga parte opposizione.
C'è un limite allo sciacallaggio". "Combattere i trafficanti di uomini significa combattere gli schiavisti del ventunesimo secolo", ha proseguito. "Non è solo una questione di sicurezza o di terrorismo, ma di dignità umana. La storia ha già conosciuto un momento in cui si prendevano uomini e si infilavano nei barconi e ciò che sta avvenendo ora con la compravendita di uomini è esattamente una forma di moderno schiavismo". "E' importante - ha sottolineato - che le procedure di asilo siano gestite con un team europeo e dai ministri degli esteri e possano essere patrimonio non solo di un paese ma di tutti".


A fronte dell'indegno sciacallaggio politico delle opposizioni contro il Governo Renzi, usando questo esodo tragico dall'Africa, ma non solo, verso questa piccola Italia, risponde con parole sagge e costruttivi propositi Matteo Renzi.
Non soltanto dalla Libia, dall'Etiopia. dalla Somalia, dal Sudan, dall'Uganda e da altri Paesi africani arrivano orde disperate traghettate dai negrieri, ma anche dal Bangladesh, dalla Siria... Come si fa a dire assurdità come quelle dette dalle opposizioni alla Camera. Per loro questo dramma è solo una scusa per dare addosso al Governo senza dimostrare una collaborazione costruttiva.
E' uno spettacolo di vero squallore.
Se veramente si sentisse la necessità di aiutare a fronteggiare questo fenomeno epocale non ci si limiterebbe a vomitare critiche su Renzi, ma si cercherebbe tutti insieme di collaborare superando gli interessi di parte.
Invece si vola basso. Ho sentito critiche per aver abbandonato "Mare Nostrum", quando si sa che per coinvolgere l'Europa non si poteva fare altro: il risultato è "Triton". Se funziona meno bene della missione solo italiana non è certo colpa di Renzi. Non doveva secondo questi soloni costringere l'Europa ad assumersi le sue responsabilità? Doveva l'Italia fronteggiare tutto questo da sola?
E' assurdo.
In mezzo a questa canea di assurdità ne ho letto una più assurda di tutte le altre: Adriano Celentano, che se si limitava solo a cantare e recitare mi piacerebbe ancora, ha sparato sul suo blog una scemenza in più. Suggerisce a Renzi di "farsi scafista giusto": andare a prendere i poveri disperati con le navi e portarli tutti qui! Secondo lui il Mondo a questo punto sarebbe costretto a muoversi!
Non so in che mondo vive il molleggiato, perché non gliene fregherebbe niente a nessuno e ci direbbero "Ve li siete presi e mò ve li tenete!"

Italia matrigna dei suoi figli

Il recentissimo episodio della nave portoghese entrata in collisione con la carretta del mare dei trafficanti di esseri umani, affondando circa 900 persone, ha fatto tornare alla memoria analogo fatto avvenuto nel 1997 in Adriatico fra una corvetta della nostra Marina Militare e una barca di criminali che traghettavano disperati albanesi verso le nostre coste.

Da: Wikipedia
La Katër i Radës[era stata rubata al porto di Saranda da gruppi criminali che gestivano il traffico di immigrati clandestini.6] Partì da Valona nel pomeriggio del 28 marzo 1997 carica di profughi che cercavano di raggiungere le coste italiane, per fuggire dall'Albania in preda all'anarchia.[7] Sulla piccola imbarcazione, progettata per 9 membri dell'equipaggio,[8] avevano trovato invece posto verosimilmente 142 persone.
Alle 17:15 fu avvistata dalla fregata Zeffiro,[10] impegnata nell'operazione Bandiere Bianche, nome in codice con cui era nota l'operazione di blocco navale realizzata per limitare gli sbarchi delle cosiddette carrette del mare provenienti dalle costealbanesi. La Zeffiro intimò alla Katër i Radës di invertire la rotta, ma la nave albanese proseguì.[1]
Quindici minuti più tardi la nave viene presa in consegna dalla corvetta Sibilla, più piccola ed agile, che si occupò di effettuare le manovre di allontanamento, avvicinandosi in cerchi sempre più stretti alla Katër i Radës.[10]
Alle 18:45 avvenne l'urto;[8] alle 19:03 la nave affondò.[10] Secondo i giudici la colpa era da dividere tra i comandanti delle due imbarcazioni: sia la sentenza di primo grado, giunta nel 2005, che quella di secondo grado, del 2011, hanno stabilito che il comandante della Katër i Radës aveva effettuato delle manovre scorrette, non ascoltando le intimazioni, mentre la corvetta italiana cercava energicamente di impedire il passaggio. La condanna per Namik Xhaferi, alla guida della nave albanese, fu a quattro anni di carcere, poi ridotti in appello a tre anni e dieci mesi; quella per Fabrizio Laudadio, comandante della Sibilla, ammontava a tre anni, poi ridotti a due anni e quattro mesi.[1] Il relitto della nave, recuperato, è diventato a Otranto un monumento ad opera dell'artista greco Costas Varotsos.[3]
Il 26 gennaio 2000 è stata presentata alla Camera, l'interpellanza parlamentare (2-02197) a firma Nardini, Giordano,Vendola, Mantovani, De Cesaris per chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa di riferire in merito al "verbale della testimonianza del capitano di corvetta Angelo Luca Fusco i cui contenuti – se confermati – indicano una grave responsabilità dei vertici militari e politici nell'affondamento della nave albanese".[11] In una puntata della trasmissione televisiva Ballarò di qualche anno fa, viene riportata una dichiarazione di Romano Prodi, all'epoca dei fatti Presidente del Consiglio: "La sorveglianza dell'immigrazione clandestina attuata anche in mare rientra nella doverosa tutela della nostra sicurezza e nel rispetto della legalità che il governo ha il dovere di perseguire".
La corvetta Sibilla




Triste genìa questa italica: a differenza di altri popoli è sempre pronta a dare addosso ai propri connazionali, come e più di chi italiano non è.
Basta confrontare questi due episodi per capire il basso autolesionismo italico.
Come ricordano le cronache riportate sopra, il Governo italiano di allora aveva cercato di difendere le coste italiane dall'invasione degli albanesi attuando un blocco navale, dunque i comandanti delle unità navali interessate cercavano di attuare il blocco ubbidendo agli ordini. Come si legge il processo ha acclarato che chi comandava il traghetto illegale non ha obbedito all'alt facendo manovre che, contrastate come doveva essere dalla corvetta italiana, hanno portato all'urto.
Fa vergogna all'Italia leggere che la condanna del povero Comandante della corvetta, che faceva il suo dovere, è stata di poco inferiore a quella del criminale che aveva caricato 142 persone su una carretta abilitata per 9 e che non si era fermato all'alt intimatogli dall'Autorità italiana avente giurisdizione su quelle acque.
E' avvilente questo ingiusto trattamento che l'Italia riserva alle sue persone migliori, anche quando fanno il proprio dovere contro chi infrange regole e leggi con irresponsabile protervia.
Mi viene da scrivere che questa è la psicologia dei vigliacchi: piegarsi vilmente alle critiche ingiuste dei cani che abbaiano e per questo mettere sullo stesso piano chi agisce secondo le regole e chi le infrange.
All'epoca ci fu una invereconda campagna di stampa contro il povero Comandante della Corvetta italiana.
Oggi, invece, la colpa è tutta dei criminali che conducevano la carretta proveniente dall'Africa: la nave è portoghese e dunque nessuno la incolpa di incaute manovre e di concausa!!!

martedì 21 aprile 2015

Agorà oggi: informazione ridicola

Oggi sono in vena di ripubblicare quanto un piccolo blog come questo ha già esaurientemente pubblicato molto tempo fa.
L'ho fatto con le immagini dei tragici sbarchi del 2013 e lo faccio per l'argomento trattato stamane nella trasmissione "Agorà" su RAI3, brevemente e NON nella sua spoglia verità, che riguarda l'appalto-rapina della "Vela" incompiuta di Tor Vergata a Roma.

mercoledì 9 ottobre 2013

Inutile aumentare le tasse se non si cambia registro

Da: RomaToday




Tor Vergata, tavolo in Campidoglio per terminare la Città dello Sport

Il prossimo 28 ottobre ci sarà un nuovo incontro tra gli assessori competenti e il rettore uscente Lauro. Per completarla mancano 500 milioni di euro



Redazione 8 Ottobre 2013

Dopo anni di abbandono, qualcosa si muove attorno alla Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata. Ieri in Campidoglio è stato avviato un tavolo tecnico per valutare la possibilità di riavviare i lavori per terminare la grande opera che, da progetto iniziale,doveva essere pronta per i Mondiali di Nuoto del 2009. Sul tavolo ci sarebbero dei capitali privati intenzionati a finanziare il completamento della struttura che ad oggi necessiterebbe di 500 milioni di euro. I particolari però, così come il nome della realtà interessata, non sono ancora stati rivelati. Il tavolo tornerà a riunirsi il 28 ottobre e sarà composto dagli assessori di Roma Capitale Luca Pancalli, Paolo Masini e Giovanni Caudo ed i rappresentanti dell'Università di Tor Vergata assieme al rettore uscente Renato Lauro.
L'opera, la cui realizzazione è stata affidata alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, è già costata oltre 200 milioni di euro anche se il prezzo iniziale previsto era di 60. Ora all'appello mancano almeno 500 milioni di euro. Era stata commissionata nel 2005 all'architetto spagnolo dall'allora sindaco Walter Veltroni quale struttura di punta per le competizioni dei Mondiali di Nuoto del 2009. Ma il futuristico palazzetto a forma di vela non venne mai completato e finiti i soldi è stato abbandonato a sé stesso.
Una speranza era stata riaccesa in occasione della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 che tra i progetti vantava anche il completamento dell'opera. Questa eventualità venne però bloccata dalla bocciatura del Governo Monti alla candidatura della Capitale per il Grande evento. Nel febbraio 2012 l'allora sindaco Gianni Alemanno annunciò l'intervento di un gruppo straniero: la società Nec Group International, in associazione con Hrs Ltd,disponibile a versare 380 dei 500 milioni mancanti ottenendo in cambio la gestione per 25 anni degli impianti sportivi e 40 mila metri quadrati di attività commerciali. Ma il progetto non andò in porto.


Sui Lavori Pubblici è da decenni sempre la solita storia: c'è un preventivo in base al quale si inizia un progetto poi leggi sbagliate consentono "l'adeguamento lavori" e si cominciano a pompare soldi all'infinito e molte opere restano incompiute.
Qui siamo passati da un  prezzo iniziale previsto di 60 milioni di euro a 200 milioni di euro già pagati al solito Caltagirone, ma oltre a non aver completato i lavori per quando erano previsti e servivano, il 2009, per rendere l'opera completa servono altri 500 milioni di euro!
Più di 10 volte! 60 milioni preventivati che diventano 700!!
Il saccheggio delle casse pubbliche è vergognoso: basta cambiare le leggi che regolano gli appalti e mettere un tetto di tempo, penali severe e un tetto di adeguamento spesa in base a dati reali di mercato!
Inutile continuare ad aprire il rubinetto dell'acqua sempre più per immettere altra acqua se il buco nella vasca rimane lo stesso!! 

Personalmente posso solo aggiungere a questo esempio di dissanguamento di denaro pubblico, che i cittadini, ridotti a sudditi, si sono visti chiudere una strada comodissima (e che hanno pagato con le loro tasse) che collegava l'uscita dell'Autostrada Roma Napoli di Torrenova con la Banca D'Italia, l'Università di Tor Vergata, il relativo Policlinico, l'Area della Ricerca del CNR e molto altro, per questi lavori mai compiuti. Tale strada chiusa al pubblico traffico doveva servire a velocizzare i lavori della "Città dello Sport"!.....



lunedì 20 aprile 2015

Africa (e non solo) in fuga: già detto, già visto...niente fatto

DA QUESTO BLOG

martedì 1 ottobre 2013


Se questa è civiltà...

Scicli (RG) - Foto presa dal WEB

Ci deve essere un modo per fermare questa ignobile strage.
Altrimenti il tempo è fermo a quando gli schiavisti caricavano i poveri africani sulle navi per condurli in America a lavorare nelle piantagioni come schiavi.

Basterebbe proclamare la Legge Marziale per i cosiddetti "scafisti", criminali che lucrano sulla disperazione di tante povere creature umane.
Purtroppo la nostra Legge Marziale non prevede più la pena di morte che, a mio avviso, sarebbe giusta per esseri immondi i quali, dopo aver carpito ai disperati i pochi soldi racimolati, agiscono con una spietatezza disumana e cinica nei loro riguardi mandandoli a morte.

Ma nulla accadrà. Solo parole dai parolai che siedono nel Parlamento Italiano, ma anche in quello Europeo, e tanto, tanto nobile lavoro per Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Medici, Infermieri e... Pompe Funebri.

La Sacra Sindone: reliquia simbolica per i cattolici

Da: Il Fatto Quotidiano

Sindone, l’ostensione riaccende lo scontro tra sindonologi e scienziati

Dopo cinque anni l'esposizione del sudario che avrebbe avvolto il corpo di Cristo dopo la crocifissione riapre il dibattito scientifico sull'autenticità della reliquia. Un nuovo libro dello studioso Nicolotti mette in fila tutti i dubbi. Ma i fedeli accorrono, anche il Papa ci sarà: "La venererò il 21 giugno"


Più di un milione di visite prenotate. Tre milioni di pellegrini attesi. Da oggi migliaia e migliaia di persone arriveranno a Torino per l’ostensione della Sindone, la seconda fatta in corrispondenza di un’Esposizione universale dopo quella del 1898. “Mi auguro che i pellegrini tornino a casa con questo grande dono, questo grande segno di speranza che è la Sindone”, ha detto ieri l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Nonostante sia la quarta ostensione in 17 anni l’evento non perde “appeal”: il Comune e i commercianti festeggiano l’arrivo dei turisti, mentre in città compaiono gadgets, souvenir, cartoni animati, puzzle e pubblicazioni sull’autenticità del telo che avrebbe avvolto il corpo di Cristo. Sulla falsariga dei romanzi di Dan Brown e delle trasmissioni di pseudoscienza e complotti, tanti volumi hanno messo in rilievo gli aspetti più arcani anziché quelli fondati sulla scienza e sulla storiografia. E tuttavia l’attrazione resta forte così come l’attenzione della Chiesa che viene suggellata dall’alto, con Papa Francesco che ha annunciato che si recherà a venerare la reliquia nella giornata del 21 giugno.

C’è però un libro chesbugiarda un po’ di miti. Si intitola “Sindone. Storia e leggende di una reliquia controversa”, pubblicato da Einaudi. Lo ha scritto Andrea Nicolotti, un ricercatore dell’Università di Torino ed esperto di storia del cristianesimo che ha dedicato quattro anni di lavoro alla realizzazione di questo libro. Parte dal confronto di testi sacri, apocrifi, cronache medievali e altri documenti evidenziando le incongruenze: quali erano i tessuti che hanno avvolto il cadavere di Cristo? Era un lenzuolo oppure erano bende di lino con un sudario per il solo volto? I testi sono molto generici, così come è generica la storia del percorso della reliquia verso l’Europa, per alcuni arrivata dalla Terra Santa coi pellegrini, per altri portata dai crociati che saccheggiarono Costantinopoli nel 1204. Alla fine si perde il conto di bende, lenzuoli, sudari e simili: in Italia ci sono frammenti a Roma, Aosta, Brescia, Genova, Livorno e Milano; c’è una sindone a Cadouin e un’altra ad Aquisgrana, mentre a Oviedo c’è un sudario. In Francia già nel Medioevo due vescovi qualificano la reliquia oggi conservata Torino come un falso fabbricato a fin di lucro, e quando il papa Clemente VII di Avignone ne autorizza l’ostensione mette in chiaro che era soltanto una raffigurazione.
Argomento chiuso? No, anzi. Negli ultimi decenni del XX secolo avviene la “creazione del mito”, come la chiama Nicolotti che ailfattoquotidiano.it spiega: “La fama è aumentata negli ultimi decenni, quando la Sindone è diventata un fenomeno mediatico mondiale. Oltre ai fedeli il reperto stuzzica molti curiosi, tra cui appassionati di esoterismo, templaristi, complottisti, rosacrociani”. Aumentano le attività di studiosi autenticisti e le ricerche. Nel 1988 le radiodatazioni al carbonio 14, compiute dall’Università di Arizona, di Oxford e dal Politecnico di Zurigo, collocano l’origine della Sindone al basso Medioevo, in un periodo compreso tra il 1260 e il 1390. Il risultato è “in perfetto accordo con i documenti storici sopravvissuti”, scrive Nicolotti. L’arcidiocesi resta cauta: “La Chiesa ribadisce il suo rispetto e la sua venerazione per questa veneranda icona di Cristo”, perché “il valore dell’immagine è preminente rispetto all’eventuale valore storico”, afferma nel 1988 l’arcivescovo di Torino Anastasio Alberto Ballestrero. Insomma, poco importa se non è autentica.
Eppure di fronte ai risultati scientifici i sindonologi criticano le analisi e propongono le tesi più disparate: l’inconsistenza del metodo del carbonio 14; l’esistenza di complotti massonici per screditare la reliquia; fenomeni paranormali come gli influssi di campi elettromagnetici e le radiazioni provocate dalla resurrezione. La Chiesa tentenna: se gli arcivescovi di Torino Michele Pellegrino e poi Ballestrero sono stati cauti, i successoriGiovanni Saldarini e Severino Poletto hanno fortemente spinto in direzione dell’autenticità, mentre Nosiglia parla di “simbolo” o “immagine”. Prudenti anche alcuni papi come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Nel 2014 a screditare il radiocarbonio si aggiunge il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, per il quale a causa dell’anticlericalismo degli scienziati “non sarebbe stato prudente riaprire la questione fino a che non saranno escogitati altri sistemi scientifici di identificazione”. C’è bisogno di altre ricerche? “I documenti storici e la radiodatazione – conclude Nicolotti – sono affidabili e significativamente concordi nell’assegnare una data medievale. Restano aperte le questioni sulla natura dell’immagine e sul sistema usato dall’artefice per realizzarla. Potrebbero essere utili altri esami, a patto che siano compiuti in un clima di piena libertà”.
  • "perché “il valore dell’immagine è preminente rispetto all’eventuale 
    valore storico”, afferma nel 1988 l’arcivescovo di Torino Anastasio Alberto Ballestrero. Insomma, poco importa se non è autentica"
    Ha ragione l'arcivescovo, ai credenti la verita' non interessa. loro, da buone pecore, si bevono qualunque cosa...

Sono convinto che la sindone sia una falsa reliquia, realizzata nel periodo precedente alla sua comparsa.
Tuttavia dal punto di vista tecnico è certamente la più affascinante ed interessante.


  • Premetto che sono ateo, per cui non credo a niente che non sia scientificamente provato, ma penso che nemmeno i cattolici credano sul serio che quella è proprio il sudario di Cristo, ma solo un simbolo. E i simboli, per chi ci crede, sono importanti. Del resto come legge noi abbiamo il vilipendio alla bandiera, non è molto differente come cosa. Per cui la querelle, vero o falso, mi pare ormai un discorso abbastanza 
  • noioso.


Fra tutti i commenti sotto questo articolo de "Il Fatto Quotidiano" ho scelto i tre sopra riportati perché emblematici del pensiero comune di chi lucidamente si accosta alla realtà.
Ma guai a ragionare con chi attacca la Scienza come se fosse una voluta cattiveria! La Scienza è la massima espressione dell'intelligenza umana e frutto di paziente ricerca che si pronuncia solo quando, secondo il metodo galileiano, provando e riprovando l'esperienza si ripete e si fa certezza.
Il metodo del Carbonio 14 ha datato con certezza questo sudario a circa 800 anni fa. La Chiesa, con la sua plurimillenaria saggezza e, mi si consenta, furbizia, ha accettato che fosse solo una reliquia, un simbolo per ricordare la Crocefissione di Cristo di oltre 2000 anni fa.
Ma, come al solito e come sempre nella Storia dell'Uomo, c'è sempre chi "è più realista del Re", e dunque si assiste a gente che nega l'evidenza e si arrampica sugli specchi per dimostrare che no, essa è vera, è proprio il lenzuolo che avvolse Cristo e la Scienza sbaglia.
Fra i vari "servi dell'idea" ho assistito ad un servizio televisivo in cui un tizio, che sciorinava i suoi titoli professorali e pubblicizzava come al solito il suo libro, affermava che la prova del Carbonio 14 era stata fatta sul bordo della Sindone per non rovinarla, là dove delle suorine 800 anni fa circa avevano operato un rammendo e dunque è su quel filo che era stata fatta la datazione!
Naturalmente la datazione fu fatta, con l'assenso potente della Chiesa di Roma che sapeva di non potere sottrarsi a questa verifica, con tutti i crismi e non con sciocca superficialità prendendo "solo il filo del rammendo delle suorine".
Va bene così! In fondo anche i musulmani alla Mecca vanno ad adorare la famosa Pietra Nera che altro non è che un grosso meteorite che tanto tempo fa qualcuno vide fiammeggiante scendere dal cielo e, non sapendo darne altra spiegazione, lo prese come un segno di Allah.
All'umanità smarrita nella sua fragilità non si possono togliere i simboli: ma non chiamiamo selvaggi i pellerossa che danzavano intorno al Totem.  

domenica 19 aprile 2015

Promesse di marinaio

Da: RAI NEWS

2 gennaio 2014

CANCELLIERI: INTRODURREMO IL REATO DI OMICIDIO STRADALE La promessa del ministro: entro gennaio porterà in Consiglio di ministri un pacchetto di riforme che conterrà anche questo reato. Le associazioni delle vittime: è la prima buona notizia del 2014, vigileremo perchè non naufraghi....