sabato 25 aprile 2015

La Legge Elettorale

Da: Il Secolo XIX

Renzi: «Se non passa l’Italicum, il governo cade»


Roma - Un ultimatum alla minoranza Pd sull’Italicum, la fiducia “indiretta” sulla legge elettorale e un doppio schiaffo a Letta e Prodi. Matteo Renzi si presenta negli studi di “Otto e mezzo” alla vigilia della settimana chiave in cui la legge elettorale sarà alla Camera e contrattacca su tutti i fronti.
Il braccio di ferro
«Se non passa l’Italicum, credo proprio che il governo cade», dice il premier alla minoranza Pd. Martedì è previsto il primo voto in Aula. Nel Partito democratico la tensione resta alta. Da una parte i ribelli, che chiedono subito lo scrutinio segreto: «Ci dia il testo del nuovo Senato». Dall’altra i fedelissimi del premier, che sottolineano la necessità di rispettare le decisioni della maggioranza del gruppo.
La minaccia di elezioni anticipate 
Ecco quindi che Renzi minaccia elezioni anticipate: «Se il governo, nato per fare le cose, viene messo sotto allora vuol dire che i parlamentari dicono: andate a casa. Non sono per tenere poltrona aggrappata alle terga». Il premier resta comunque ottimista: «Credo che faranno passare l’Italicum perché la legge elettorale sta in un pacchetto di proposte che abbiamo avanzato in varie occasioni e discusso. Ora che facciamo, facciamo finta di niente? Possono mandarmi a casa ma non fermarmi». E non esclude il ricorso alla fiducia: «Decideremo martedì».
Letta: «No a una legge con maggioranza risicata»
Parole che cercano di inchiodare l’intera minoranza del Pd, anche se verso una parte di essa è già partita l’operazione di «recupero», a cominciare dal capogruppo dimissionario Roberto Speranza. Ancora oggi dalle file dem non sono mancate frecciate contro il premier. E ancora una volta è sceso in campo l’ex premier Enrico Letta, che su Facebook ha risposto ai rilievi dei costituzionalisti Barbera, Ceccanti e Clementi alla sua posizione su Italicum: «Esprimere dubbi sull’opportunità di approvare riforme a maggioranza risicata, con la contrarietà di tutte le opposizioni, esterne e addirittura anche interne, è, a mio avviso, una semplice questione di buon senso».
Il premier tira dritto
Ma Renzi non ci sta. Interpellato da Lilli Gruber sulle critiche arrivate dallo stesso Letta e da Romano Prodi, il premier liquida i due ex presidenti del Consiglio con parole di scherno: «Hanno due libri in uscita...». E ancora: «Rispetto il parere di Enrico, poteva usare un’altra espressione rispetto al metadone ma non faccio polemiche», dice Renzi che a Prodi risponde: «Più che rifare l’Ulivo, io voglio rifare l’Italia».
E anche il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi non risparmia una stoccata a Letta: «Sia la legge elettorale sia le riforme costituzionali portate avanti dal governo Letta si erano completamente fermate, noi abbiamo la forza per superare quel blocco». E anche sul problema di una eventuale approvazione della legge con una maggioranza risicata, Renzi non tentenna: «Se passa offro da bere, sono anni che non passa la riforma della legge elettorale».
Operazione recupero dei dissidenti
Sul versante interno al Partito democratico, Renzi punta a recuperare l’intera Area Riformista, la componente che fa capo a Roberto Speranza, una parte della quale sì è già pronunciata per un voto favorevole all’Italicum, come ha oggi detto Dario Ginefra. Renzi ha parlato con Speranza invitandolo a ritirare le dimissioni e a votare per l’Italicum, dopo che la maggioranza del gruppo si è espressa in tal senso.
Area Riformista raccoglie 85 deputati, e un suo completo schieramento a favore della riforma renderebbe ininfluenti i voti in dissenso degli irriducibili (Pippo Civati, Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, ecc). Sullo sfondo le opposizioni confermano il loro «Aventino». Andremo avanti a oltranza, dice Grillo, che ospita sul blog un post di Aldo Giannuli, che parla di «colpo di Stato» e chiede l’intervento del presidente Sergio Mattarella.
Caso Lo Porto, Renzi: «L’America è stata corretta con l’Italia»
«Gli americani sono responsabili di quello che è accaduto, non c’è stato un blitz ma un drone, non era un blitz di cui gli Usa ci dovevano informare ma un errore tragico, drammatico. E gli americani ce l’hanno detto quando c’era la certezza di quanto accaduto, sono stati corretti». Così Matteo Renzi a Otto e mezzo sul caso Lo Porto .
Oggi il New York Times ha rivelato che Obama, nonostante già sapesse della morte dei due ostaggi, non disse nulla a Renzi nel corso dell’incontro di venerdì scorso alla Casa Bianca .
Non ho visto la trasmissione condotta da Lilli Gruber ieri sera.
Ho letto l'articolo che riporta l'intervento di Matteo Renzi e ammiro la sua fermezza.
Non so se questa legge elettorale sia giusta e se porterà buoni frutti: "lo sapremo solo vivendo".
Ma ricordo a chi mi legge che sono anni che andiamo avanti con una legge che era incostituzionale. Eppure non ho sentito in questi anni tante levate di scudi come ora.
Strano!
Napolitano, quando era Presidente della Repubblica, ha richiamato molte volte il Parlamento alla propria responsabilità di legiferare. Nè il Governo Monti, né il Governo Letta hanno fatto nulla. 
Buoni solo a non concludere nulla.
Dunque bene ha fatto Renzi a fare qualcosa. Dopo innumerevoli discussioni, sedute su sedute, ora non si riesce ancora a partorire una Legge elettorale. Fa bene Renzi a ricordare che "Non sono per tenere poltrona aggrappata alle terga".
Torniamo a votare con la Legge Mattarella allora! E' andata bene a tutti finché il leghista del Governo Berlusconi non ha scritto la Legge "porcata", come l'ha chiamata lui stesso, assolutamente incostituzionale, quella Legge con cui è stato eletto l'attuale Parlamento! 

Cronache di pazzie quotidiane - "Crostate e collane"

Come ho fatto qualche volta, ripubblico ogni tanto qualche novella o racconto già pubblicato su questo blog.

L'ho fatto per: "Il becco rosicone", "Cattiva", "Stranita umanità", Squilli dal passato, Casi simili.
Sono fra le novelle più lette, come si evince dalle statistiche che leggo sulla dash board.
In Italia, si sa da anni, si legge molto poco. Non è un buon segnale. L'editoria è per questo in crisi, ma è anche vero che pubblica tanta carta stampata senza veri contenuti.
Il racconto, fantastico o basato sulla osservazione della realtà, deve riportare storie credibili, personaggi plausibili. Anche se si scrive di fantascienza, la differenza fra la buona e la cattiva fantascienza sta tutta qui: pur se si scrive necessariamente di qualcosa di immaginario deve essere plausibile, non scioccamente superficiale, psicologicamente misero ed infantile.  

"Crostate e collane"

Marilena, sentito il citofono, disse a suo marito: "Giovanni vai ad aprire! Debbono essere Franco e Giovanna!"
Spenti i fornelli andò anche lei incontro agli amici che aveva invitato per il pranzo della domenica. I reciproci figli, tutti grandi, avevano altri impegni con amici e fidanzati vari.
"Ciao!" Li salutò con un sorriso e li baciò sulle guance.
Mentre Giovanni faceva accomodare Franco davanti al caminetto, Marilena disse a Giovanna che recava un involto coperto da un canovaccio di cucina pulito: "Hai portato un dolce! Lo sapevo, per questo non ho fatto torte!" 
"E' solo una crostata." Disse Giovanna sorridendo.
"Sono così buone le crostate che fai tu!" Disse sinceramente Marilena. "Andiamo in cucina... Oppure se vuoi rimani qui con loro e la porto in cucina io!" Giovanna optò per restare in salotto e allora Marilena informò gli amici che aveva invitato anche una coppia di vicini: "Per contraccambiare... loro ci invitano sempre..." Spiegò.
"Chi sono ?" Chiese Giovanna che in quel luogo conosceva tutti. Infatti Giovanni e Marilena avevano conosciuto lei e Franco quando erano arrivati ad abitare in quel posto ameno della campagna romana qualche anno prima.
Giovanna e suo marito erano ospiti ogni fine settimana e poi anche d'estate di una loro vicina, che a Marilena non piaceva molto, infatti l'amicizia con lei era bella e finita a causa delle sue intemperanze, con Giovanna invece continuava alla grande!
"Sono quelli che hanno acquistato la villetta del defunto Sig. Rossi."
"E come sono?" Parlò Giovanni: "Lui è un manutentore dell'Università dove lavoro. Non è una "cima", ma sembra una brava persona, lei... è un poco strana ma..." Non finì la frase che sentirono bussare sul retro, Marilena andò ad aprire e  salutò con un sorriso i nuovi venuti. La donna subito le chiese tutta emozionata: "Sono persone di riguardo?"
La padrona di casa rimase interdetta: per lei non esistevano persone a cui si doveva un particolare riguardo, ma solo simpatia e rispetto se venivano a casa sua. Imbarazzata rispose: "Sono amici, lei è una professoressa e... lui lavora al Ministero del Tesoro... sono amici." Il manutentore sorrideva e non diceva niente.
Li introdusse facendo le presentazioni. L'uomo, pur venendo semplicemente dai vicini di campagna, aveva messo un maglione a collo alto ed una giacca sportivo-elegante, la donna era in tailleur e addirittura recava il soprabito sul braccio a completamento.
Lasciati gli ospiti a familiarizzare in salotto, Marilena si scusò un attimo e tornò in cucina per gli ultimi ritocchi per il pranzo. La crostata di Giovanna troneggiava sul tavolo di cucina.
Tornata in salotto trovò tutti stranamente ammutoliti che guardavano sospesi e meravigliati la nuova vicina di Giovanni e Marilena: tutti tranne il marito di lei che inalberava sempre un sorriso inespressivo.
La donna aveva nelle mani dei fili di perle che aveva sciorinato mostrandole come farebbe un gioielliere: con cura e compiacimento. Aprì un astuccio che conteneva delle chiusure dorate e disse a Marilena che non capiva la scena: "Scegli il filo di perle che preferisci e la chiusura che vuoi, così te la faccio montare dal gioielliere."
Marilena era esterrefatta. Guardò Franco e Giovanna che tacevano in educata e contenuta meraviglia. Pure Giovanni taceva.
"Ma non capisco... Perché?" Fece quasi basita.
"Perché te lo meriti! Dai! Scegli!" Fece quella con aria teatrale e per niente in imbarazzo. 
Chi era in imbarazzo, invece, era la povera padrona di casa. Provò a dire: "Ma non posso accettare un simile regalo! Sono perle vere?" Chiese ancora incredula, anche se quella aveva usato proprio la parola gioielliere.
"Certo che sono vere!" Proferì sicura e padrona della scena la vicina di casa.
"Non potrei accettarle nemmeno se fosse il mio compleanno!" 
Provò a difendersi ancora Marilena, ricordandosi in quel momento che la strana vicina le aveva riferito "di essere delusa da un'altra vicina di casa perché per il suo compleanno lei le aveva regalato una collana di perle vere e quella le aveva detto che non poteva accettarle, alla sua insistenza le aveva detto che allora gliele avrebbe pagate"...
Ma quella insistette sicura, come se fosse normale ed usuale portare, invece che il vino, dei dolci o dei fiori a casa di qualcuno che ti ha invitato a pranzo, collane di perle con chiusura ovviamente in oro.
Costretta e per uscire dall'imbarazzo la padrona di casa scelse una di quelle chiusure che la donna aveva esposto fuori dall'astuccio. 
Pranzarono. Dopo qualche giorno la strana vicina la chiamò e le dette la collana su cui, disse, aveva fatto montare la chiusura da lei scelta.

Qualche tempo dopo l'amica Giovanna e Marilena si incontrarono per andare a teatro insieme.
"Sai, Giovanna, ho grattato con l'unghia una delle perle di quella collana e la vernice di finta madreperla è venuta via." Le disse con sollievo.
"Ma io l'ho vista subito che era pazza: come si è seduta, mentre tu eri in cucina, ha detto con enfasi: "Io comando il sindacato PLIO, (Previdenza Lavoratori Impiegati Operai), di tutta Roma!" Sai, Marilena, in trenta anni di insegnamento mi sono fatta una certa esperienza: sapessi quanti pazzi mi sono passati davanti agli occhi ai colloqui con i genitori! E lì si capivano pure i disagi e i problemi dei loro poveri figlioli!"

venerdì 24 aprile 2015

Renzi: "Non tutti sui barconi sono famiglie innocenti"

Da: Il Sole 24 Ore

Al Qaeda in Sardegna, tra i 18 arrestati anche i responsabili della strage a Peshawar nel 2009


Chi 3 anni da ostaggio e morte, chi pochi mesi e milioni di euro per loro

Da: Il Messaggero

Cooperante italiano Lo Porto ucciso da un drone Usa: era stato rapito da al Qaida tre anni fa

L'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto, scomparso nel gennaio 2012, è rimasto ucciso nel corso di un raid americano contro al Qaida nel gennaio scorso, al confine tra Pakistan e Afghanistan. 
Lo rende noto la Casa Bianca. Nell'operazione è rimasto ucciso anche un ostaggio americano, Warren Weinstein.

Tre anni da ostaggio.
Le due inqualificabili cooperanti "siriane" invece ci sono costate 12 MILIONI di DOLLARI per pochi mesi di prigionia !!!
Prima piagnucolavano che la loro vita era nelle mani del Governo Italiano, che non si erano peritate di avvertire della loro autonoma impresa, poi tornate hanno detto che non erano mai state in vero pericolo.
Scelte del Governo inspiegabili! I soldi però sono nostri e noi ci siamo stufati di pagare le tasse per poi sentirci dire che bisogna tagliare la sanità, che non ci sono soldi per assumere i professori vincitori di concorsi abilitanti, che non ci sono soldi per le scuole!!! Bastaaaaaa!!!

mercoledì 22 aprile 2015

Renzi sull'immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani

Da: VocenuovaTV

22/04/15 Naufragi, Renzi alla Camera: ''basta sciacallaggio politico''

ROMA. Durante il suo intervento alla Camera, il premier Matteo Renzi ha chiesto alla politica italiana di farefronte comune per combattere il fenomeno degli immigrati. "Permettetemi un sorriso amaro: quando sento in tv 'dobbiamo scoraggiare le partenze', si sappia che non si fa con una dichiarazione nel talk show ma con l'alto commissariato dell'Onu in Sudan e Niger ed evitando di inseguire la demagogia come sta facendo larga parte opposizione.
C'è un limite allo sciacallaggio". "Combattere i trafficanti di uomini significa combattere gli schiavisti del ventunesimo secolo", ha proseguito. "Non è solo una questione di sicurezza o di terrorismo, ma di dignità umana. La storia ha già conosciuto un momento in cui si prendevano uomini e si infilavano nei barconi e ciò che sta avvenendo ora con la compravendita di uomini è esattamente una forma di moderno schiavismo". "E' importante - ha sottolineato - che le procedure di asilo siano gestite con un team europeo e dai ministri degli esteri e possano essere patrimonio non solo di un paese ma di tutti".


A fronte dell'indegno sciacallaggio politico delle opposizioni contro il Governo Renzi, usando questo esodo tragico dall'Africa, ma non solo, verso questa piccola Italia, risponde con parole sagge e costruttivi propositi Matteo Renzi.
Non soltanto dalla Libia, dall'Etiopia. dalla Somalia, dal Sudan, dall'Uganda e da altri Paesi africani arrivano orde disperate traghettate dai negrieri, ma anche dal Bangladesh, dalla Siria... Come si fa a dire assurdità come quelle dette dalle opposizioni alla Camera. Per loro questo dramma è solo una scusa per dare addosso al Governo senza dimostrare una collaborazione costruttiva.
E' uno spettacolo di vero squallore.
Se veramente si sentisse la necessità di aiutare a fronteggiare questo fenomeno epocale non ci si limiterebbe a vomitare critiche su Renzi, ma si cercherebbe tutti insieme di collaborare superando gli interessi di parte.
Invece si vola basso. Ho sentito critiche per aver abbandonato "Mare Nostrum", quando si sa che per coinvolgere l'Europa non si poteva fare altro: il risultato è "Triton". Se funziona meno bene della missione solo italiana non è certo colpa di Renzi. Non doveva secondo questi soloni costringere l'Europa ad assumersi le sue responsabilità? Doveva l'Italia fronteggiare tutto questo da sola?
E' assurdo.
In mezzo a questa canea di assurdità ne ho letto una più assurda di tutte le altre: Adriano Celentano, che se si limitava solo a cantare e recitare mi piacerebbe ancora, ha sparato sul suo blog una scemenza in più. Suggerisce a Renzi di "farsi scafista giusto": andare a prendere i poveri disperati con le navi e portarli tutti qui! Secondo lui il Mondo a questo punto sarebbe costretto a muoversi!
Non so in che mondo vive il molleggiato, perché non gliene fregherebbe niente a nessuno e ci direbbero "Ve li siete presi e mò ve li tenete!"

Italia matrigna dei suoi figli

Il recentissimo episodio della nave portoghese entrata in collisione con la carretta del mare dei trafficanti di esseri umani, affondando circa 900 persone, ha fatto tornare alla memoria analogo fatto avvenuto nel 1997 in Adriatico fra una corvetta della nostra Marina Militare e una barca di criminali che traghettavano disperati albanesi verso le nostre coste.

Da: Wikipedia
La Katër i Radës[era stata rubata al porto di Saranda da gruppi criminali che gestivano il traffico di immigrati clandestini.6] Partì da Valona nel pomeriggio del 28 marzo 1997 carica di profughi che cercavano di raggiungere le coste italiane, per fuggire dall'Albania in preda all'anarchia.[7] Sulla piccola imbarcazione, progettata per 9 membri dell'equipaggio,[8] avevano trovato invece posto verosimilmente 142 persone.
Alle 17:15 fu avvistata dalla fregata Zeffiro,[10] impegnata nell'operazione Bandiere Bianche, nome in codice con cui era nota l'operazione di blocco navale realizzata per limitare gli sbarchi delle cosiddette carrette del mare provenienti dalle costealbanesi. La Zeffiro intimò alla Katër i Radës di invertire la rotta, ma la nave albanese proseguì.[1]
Quindici minuti più tardi la nave viene presa in consegna dalla corvetta Sibilla, più piccola ed agile, che si occupò di effettuare le manovre di allontanamento, avvicinandosi in cerchi sempre più stretti alla Katër i Radës.[10]
Alle 18:45 avvenne l'urto;[8] alle 19:03 la nave affondò.[10] Secondo i giudici la colpa era da dividere tra i comandanti delle due imbarcazioni: sia la sentenza di primo grado, giunta nel 2005, che quella di secondo grado, del 2011, hanno stabilito che il comandante della Katër i Radës aveva effettuato delle manovre scorrette, non ascoltando le intimazioni, mentre la corvetta italiana cercava energicamente di impedire il passaggio. La condanna per Namik Xhaferi, alla guida della nave albanese, fu a quattro anni di carcere, poi ridotti in appello a tre anni e dieci mesi; quella per Fabrizio Laudadio, comandante della Sibilla, ammontava a tre anni, poi ridotti a due anni e quattro mesi.[1] Il relitto della nave, recuperato, è diventato a Otranto un monumento ad opera dell'artista greco Costas Varotsos.[3]
Il 26 gennaio 2000 è stata presentata alla Camera, l'interpellanza parlamentare (2-02197) a firma Nardini, Giordano,Vendola, Mantovani, De Cesaris per chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa di riferire in merito al "verbale della testimonianza del capitano di corvetta Angelo Luca Fusco i cui contenuti – se confermati – indicano una grave responsabilità dei vertici militari e politici nell'affondamento della nave albanese".[11] In una puntata della trasmissione televisiva Ballarò di qualche anno fa, viene riportata una dichiarazione di Romano Prodi, all'epoca dei fatti Presidente del Consiglio: "La sorveglianza dell'immigrazione clandestina attuata anche in mare rientra nella doverosa tutela della nostra sicurezza e nel rispetto della legalità che il governo ha il dovere di perseguire".
La corvetta Sibilla




Triste genìa questa italica: a differenza di altri popoli è sempre pronta a dare addosso ai propri connazionali, come e più di chi italiano non è.
Basta confrontare questi due episodi per capire il basso autolesionismo italico.
Come ricordano le cronache riportate sopra, il Governo italiano di allora aveva cercato di difendere le coste italiane dall'invasione degli albanesi attuando un blocco navale, dunque i comandanti delle unità navali interessate cercavano di attuare il blocco ubbidendo agli ordini. Come si legge il processo ha acclarato che chi comandava il traghetto illegale non ha obbedito all'alt facendo manovre che, contrastate come doveva essere dalla corvetta italiana, hanno portato all'urto.
Fa vergogna all'Italia leggere che la condanna del povero Comandante della corvetta, che faceva il suo dovere, è stata di poco inferiore a quella del criminale che aveva caricato 142 persone su una carretta abilitata per 9 e che non si era fermato all'alt intimatogli dall'Autorità italiana avente giurisdizione su quelle acque.
E' avvilente questo ingiusto trattamento che l'Italia riserva alle sue persone migliori, anche quando fanno il proprio dovere contro chi infrange regole e leggi con irresponsabile protervia.
Mi viene da scrivere che questa è la psicologia dei vigliacchi: piegarsi vilmente alle critiche ingiuste dei cani che abbaiano e per questo mettere sullo stesso piano chi agisce secondo le regole e chi le infrange.
All'epoca ci fu una invereconda campagna di stampa contro il povero Comandante della Corvetta italiana.
Oggi, invece, la colpa è tutta dei criminali che conducevano la carretta proveniente dall'Africa: la nave è portoghese e dunque nessuno la incolpa di incaute manovre e di concausa!!!

martedì 21 aprile 2015

Agorà oggi: informazione ridicola

Oggi sono in vena di ripubblicare quanto un piccolo blog come questo ha già esaurientemente pubblicato molto tempo fa.
L'ho fatto con le immagini dei tragici sbarchi del 2013 e lo faccio per l'argomento trattato stamane nella trasmissione "Agorà" su RAI3, brevemente e NON nella sua spoglia verità, che riguarda l'appalto-rapina della "Vela" incompiuta di Tor Vergata a Roma.

mercoledì 9 ottobre 2013

Inutile aumentare le tasse se non si cambia registro

Da: RomaToday




Tor Vergata, tavolo in Campidoglio per terminare la Città dello Sport

Il prossimo 28 ottobre ci sarà un nuovo incontro tra gli assessori competenti e il rettore uscente Lauro. Per completarla mancano 500 milioni di euro



Redazione 8 Ottobre 2013

Dopo anni di abbandono, qualcosa si muove attorno alla Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata. Ieri in Campidoglio è stato avviato un tavolo tecnico per valutare la possibilità di riavviare i lavori per terminare la grande opera che, da progetto iniziale,doveva essere pronta per i Mondiali di Nuoto del 2009. Sul tavolo ci sarebbero dei capitali privati intenzionati a finanziare il completamento della struttura che ad oggi necessiterebbe di 500 milioni di euro. I particolari però, così come il nome della realtà interessata, non sono ancora stati rivelati. Il tavolo tornerà a riunirsi il 28 ottobre e sarà composto dagli assessori di Roma Capitale Luca Pancalli, Paolo Masini e Giovanni Caudo ed i rappresentanti dell'Università di Tor Vergata assieme al rettore uscente Renato Lauro.
L'opera, la cui realizzazione è stata affidata alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone, è già costata oltre 200 milioni di euro anche se il prezzo iniziale previsto era di 60. Ora all'appello mancano almeno 500 milioni di euro. Era stata commissionata nel 2005 all'architetto spagnolo dall'allora sindaco Walter Veltroni quale struttura di punta per le competizioni dei Mondiali di Nuoto del 2009. Ma il futuristico palazzetto a forma di vela non venne mai completato e finiti i soldi è stato abbandonato a sé stesso.
Una speranza era stata riaccesa in occasione della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 che tra i progetti vantava anche il completamento dell'opera. Questa eventualità venne però bloccata dalla bocciatura del Governo Monti alla candidatura della Capitale per il Grande evento. Nel febbraio 2012 l'allora sindaco Gianni Alemanno annunciò l'intervento di un gruppo straniero: la società Nec Group International, in associazione con Hrs Ltd,disponibile a versare 380 dei 500 milioni mancanti ottenendo in cambio la gestione per 25 anni degli impianti sportivi e 40 mila metri quadrati di attività commerciali. Ma il progetto non andò in porto.


Sui Lavori Pubblici è da decenni sempre la solita storia: c'è un preventivo in base al quale si inizia un progetto poi leggi sbagliate consentono "l'adeguamento lavori" e si cominciano a pompare soldi all'infinito e molte opere restano incompiute.
Qui siamo passati da un  prezzo iniziale previsto di 60 milioni di euro a 200 milioni di euro già pagati al solito Caltagirone, ma oltre a non aver completato i lavori per quando erano previsti e servivano, il 2009, per rendere l'opera completa servono altri 500 milioni di euro!
Più di 10 volte! 60 milioni preventivati che diventano 700!!
Il saccheggio delle casse pubbliche è vergognoso: basta cambiare le leggi che regolano gli appalti e mettere un tetto di tempo, penali severe e un tetto di adeguamento spesa in base a dati reali di mercato!
Inutile continuare ad aprire il rubinetto dell'acqua sempre più per immettere altra acqua se il buco nella vasca rimane lo stesso!! 

Personalmente posso solo aggiungere a questo esempio di dissanguamento di denaro pubblico, che i cittadini, ridotti a sudditi, si sono visti chiudere una strada comodissima (e che hanno pagato con le loro tasse) che collegava l'uscita dell'Autostrada Roma Napoli di Torrenova con la Banca D'Italia, l'Università di Tor Vergata, il relativo Policlinico, l'Area della Ricerca del CNR e molto altro, per questi lavori mai compiuti. Tale strada chiusa al pubblico traffico doveva servire a velocizzare i lavori della "Città dello Sport"!.....