giovedì 14 maggio 2015

I Fatti sono questi

Piaccia o non piaccia i Fatti sono concreti visibili ed accertabili, ma a molti che gestiscono trasmissioni televisive in RAI o su La7 non piacciono, e allora cercano di interpretarli come se fossero opere letterarie e non Fatti puri e semplici.
Nell'interpretarli si servono di opinionisti i più svariati, sperando che quello che dicono possa influenzare chi si ferma a guardare la trasmissione da loro condotta, oppure usano la tecnica dell'irrisione usando comici così orientati che non fanno ridere più, giacché la comicità, come si sa, è un'arte vera e spontanea che mette in risalto quanto di falso, dunque ridicolo, c'è nei comportamenti umani. L'opinionista protervo di solito viene coadiuvato dal conduttore per dimostrare la propria tesi e sempre c'è qualcuno invitato per essere "messo in mezzo", cioè per fare la parte di colui che è portatore del pensiero da aborrire come assolutamente sbagliato, anche se quello non porta che semplici Fatti.

I Fatti, in questo nostro momento storico che sarà ricordato dai posteri, sono semplicemente questi:
dai Paesi Africani, ma non solo, anche dai Paesi dell'Est Europa e dai Paesi Asiatici, noi, un Paese di circa 300.000 Kmq. di territorio, in gran parte montuoso, importiamo esseri umani non richiesti, che non ci servono ma dobbiamo mantenere nonostante i soldi, i Fatti lo dicono, scarseggino tanto da dover effettuare tagli al nostro Sistema Sanitario Nazionale, alle nostre pensioni e a tanto altro mentre le Scuole in atavica incuria cadono a pezzi.

Come possa dunque un Crozza, coadiuvato dal conduttore di Ballarò che gli fa da spalla, deridere il Ministro Alfano che incita i Sindaci, costretti all'accoglienza degli immigrati clandestini, a utilizzarli in un qualsiasi lavoro per guadagnarsi quello che viene dato loro gratis, è un mistero della logica che puzza di sciocca demagogia e, mentre irride a tale saggia ed ovvia determinazione, arriva a dire che il Ministro è un negriero che vuole far lavorare "gli schiavi". La gente in studio ride e batte le mani... La deformazione della realtà è riuscita!

L'estremizzazione di un concetto serve a dimostrarne la debolezza, dunque dico, a chi ride senza pensare, che hanno ragione Crozza e Floris, che va benissimo!! Facciamo stare questi poveracci che arrivano in questo Paese, ormai senza frontiere, tutto il giorno a bighellonare senza far niente, a giocare a pallone, tanto mangiano, hanno un letto, un riparo, chi pulisce tutto e se stanno male chi li cura! E' giusto!

Sanitari del nostro SSN da anni hanno registrato che la Tbc, quasi scomparsa in Italia, è tornata prepotentemente, portata dall'immigrazione di gente indebolita dagli stenti e dalla mancanza di cure dei Paesi dell'Est ex-comunista. Sono Fatti. A chi non piace questa realtà la potrà negare, ma chi lavora da anni negli ospedali lo sa. Il fenomeno è stato evidente già anni fa proprio negli Ospedali Italiani del Nord Est.

Dall'Africa importiamo il virus Ebola, la cui cura, dei fortunatamente scarsi casi, ci costa un botto di soldi. Sono Fatti: basta vedere l'imponente apparato militare e sanitario che viene messo in campo per scongiurare l'orribile epidemia.
Il materiale umano proveniente dall'Africa più profonda, senza cure e misure igieniche civili, ha portato la scabbia.
Sanno i commentatori televisivi cosa è la scabbia, altrimenti chiamata rogna?
Basta chiederlo ad un medico: è un acaro, un parassita che si incunea sotto la pelle e  La femmina scava dei cunicoli nell’epidermide nei quali depone ogni giorno 1-3 uova, morendo dopo 1-2 mesi; alla nascita dei nuovi acari, questi creano a loro volta dei cunicoli. 
Certo i sofisticati giornalisti televisivi non si troveranno mai compressi dentro un treno sporco e sovraffollato di pendolari!! Costretti ad una promiscuità forzata! Oppure dentro una Metropolitana nelle ore di punta, o su un autobus idem...
Dunque che gliene frega!

Infine c'è il fantasma, nonché complesso atavico, del fascismo!
Sempre richiamato per soffocare qualsiasi riflessione di buonsenso e SENSO DELLA REALTA' di chi si ferma ai FATTI.
Chi scrive, l'ho detto più volte, è stata cresciuta da un padre che parlava del fascismo come "della rovina dell'Italia", di Mussolini come di un pazzo, indicando a prova di ciò i suoi atteggiamenti grotteschi sul balconcino di Piazza Venezia, raccontando con rabbiosa frustrazione quando le camice nere gli strapparono i documenti perché non aveva la tessera del Partito Fascista e per questo lo mandarono a dormire una notte "al tavolaccio", raccontando con rabbia e desolazione di quando era stato costretto a partire per "una guerra di aggressione" non condivisa in nulla, avendone la salute rovinata per sempre...
Dunque non mi si può accusare di essere fascista se dico che mi sono rotta le scatole di questo sventolio di fascismo per chiudere la bocca alla REALTA' e al BUONSENSO.
Il fascismo ci portò alla rovina e questi sinistroidi da salotto ma non da vita vissuta vogliono portarci ad un'altra rovina e ci riusciranno se non avremo un Governo, sia pure attaccato da costoro, che sappia guardare in faccia alla realtà dei FATTI.     

martedì 12 maggio 2015

Vigliacchi violenti

Da: Il Fatto Quotidiano

Simone Borgese, il raptus e il racconto della tassista: “Io rovinata per sempre”

Il 30enne, al termine della corsa nei pressi di Ponte Galeria (periferia di Roma), ha picchiato la donna costringendola a un rapporto orale. Dopo il fermo ha confessato ed è stato portato al carcere di Regina Coeli. La tassista dice: "Tornerò a lavorare, ma rimarrà sempre la paura e il ricordo di quella maledetta corsa in taxi". La madre dell'uomo: "Non è un mostro, è il figlio di un padre alcolizzato"
Simone Borgese: violentatore e rapinatore

“La mia vita è rovinata per sempre. Quello che ha lasciato in me non passerà mai, continuerò sempre ad avere paura. Dovrebbe rimanere in carcere a vita”. È la voce della tassista abusata venerdì scorso a Roma, intervistata da Repubblica. Non si sarebbe mai aspettata la violenza, non a quell’ora, né in quel luogo: “La mia terribile esperienza è cominciata in un quartiere tranquillo di Roma e di mattina”. Ma la donna è certa, non lascerà il suo lavoro: “Quella sensazione di sentirmi davanti a lui inerme ed implorante mi ha distrutto. Piango di continuo ripensando a ciò che ho provato durante quella maledetta corsa in taxi. Tornerò a guidarlo, è il mio lavoro, non so quando ma ricomincerò”.
Dall’altra parte, l’aguzzino racconta la stessa storia, dal suo punto di vista. E le sue parole, messe a verbale dagli inquirenti, sono riportate sul Messaggero. Simone Borgese ha confessato quasi subito, in Questura, di essere il responsabile dell’abuso: “La violenza è stato un raptus improvviso, neanche io so perché l’ho fatto”. Lui, Simone, un ragazzo 30enne, un volto pulito con alla spalle l’esperienza della separazione dalla moglie e l’affido a lei della sua bambina. Fino al fermo viveva con i nonni a Piana del Sole, proprio nei pressi del luogo della violenza. La mattina del raptus, l’ 8 maggio, stava aspettando l’autobus. Il mezzo non passava, quindi ha deciso di fermare il taxi: “Sapevo che vicino a casa dei nonni c’era una strada chiusa.  Ho chiesto alla donna di lasciarmi lì anziché sotto casa. Il prezzo della corsa era circa 30 euro. Sono balzato sul sedile davanti. Mi sono sbottonato i pantaloni ed è successo quello che è successo. L’ho costretta ad un rapporto orale”.
La tassista racconta così la stessa storia: “Avrebbe dovuto pagare poco più di una ventina di euro. Ha iniziato a gridare, offendermi, insultarmi. Ha voluto salire sul sedile davanti per controllare il tassametro. Appena entrato in auto dal lato del passeggero  mi ha subito dato un pugno sul viso che mi ha fatto sbattere la testa sul finestrino. Con una mano continuava a spingermi la testa con violenza e con l’altra mi prendeva a schiaffi e pugni. Ad un certo punto mi ha afferrato per i capelli, avevo iniziato a sanguinare dal naso e quasi non ci vedevo più. Ricordo solo l’odore e il sapore del sangue che perdevo e avevo ovunque mentre abusava di me. Aveva una forza sovrumana e mi guardava fisso con due occhi spiritati. Temevo di morire “.
Borgese non ha saputo dare una vera spiegazione per il suo gesto: “Non so cosa mi sia successo, ero molto nervoso quella mattina e mi sono sfogato su quella donna. Era così attraente“. Uno stato d’animo di tensione questo, di cui si era accorta anche la tassista: “Aveva iniziato a sudare e a essere molto irrequieto. Teneva lo sguardo basso e si agitava. Mi metteva fretta dicendomi di sbrigarmi e di accelerare”. Lui aveva l’apparenza del ‘tipico bravo ragazzo‘. Aveva frequentato l’istituto alberghiero, lavorava in un bar come cameriere. Poi c’era la passione per la Roma, per i film comici, per i videogiochi. I colleghi lo descrivono come un tipo  “tranquillo e solare, sempre positivo e molto professionale. Nelle foto su facebook rideva, si metteva in posa, come un normale ragazzo della sua età. Poi il suo profilo è stato chiuso, per via della pioggia di insulti che stava ricevendo. Ma Simone aveva anche un’altra faccia: quella del duro che scriveva sui social: “A me i piedi in testa non li mette nessuno”. Anche per il suo datore di lavoro c’era qualcosa che non andava: “Chiedeva spesso anticipi sullo stipendio, una volta ha detto che era per il funerale del padre”.
A parlare di Borgese è anche sua madre, che su Il Tempoafferma: “Mio figlio deve pagare per quello che ha fatto. Però vi prego di credermi, vi supplico: Simone non è un mostro, è il figlio di un padre alcolizzato, un barbone, un violento con il quale ha vissuto da quando me ne sono andata via di casa nel 2005, stanca di essere picchiata e maltrattata ogni giorno”.  La donna aggiunge: “È un ragazzo che ha sofferto, e anche se voi pensate che le parole di una mamma non contano niente, è quella la causa di tutto. Non è cattivo. Io non voglio giustificarlo ma insisto, Simone non ha avuto una vita facile. Quando me ne sono andata di casa, lui è cresciuto con il padre che ci ha lasciato tantissimi debiti”. La madre poi sottolinea come il figlio sia peggiorato dopo la separazione dalla moglie: “Si è sentito abbandonato due volte. Prima da me, dieci anni fa, poi dalla moglie. Soffriva da morire”.
E' giusto che una madre difenda suo figlio: ma ci fermiamo qui, al rispetto di una madre.
Per il resto, premetto, sarò molto dura.
Nessuna disgrazia, ripeto nessuna, può essere portata a motivazione o giustificazione di un efferato atto delinquenziale. Basta con la deresponsabilizzazione dell'individuo tanto cara a certa sinistra ipocrita radical-chic.
Non certo la sinistra operaia e laboriosa del vecchio PCI.
Gli operai in tuta, con le mani callose e pulita dignità avevano un'etica che certa sinistra se la sogna!!!
Questo soggetto non è altro che un vigliacco, squallido ed immorale come ce ne sono tanti, che cerca improbabili spiegazioni ai suoi atti "nel raptus", come se commettere atti immondi e violenti per un "raptus" possa costituire una giustificazione. Spero che la lassa giurisprudenza attuale non consenta ai magistrati di turno di essere indulgenti con questo soggetto. Spero, altresì, che l'incomprensibile Decreto Legge sulla depenalizzazione dei reati "tenui" non comprenda anche la violenza sessuale con percosse e rapina!!! Questo della depenalizzazione è uno degli atti più sbagliati del Governo Renzi.
A questo aggiungo la critica sarcastica su certi commenti giornalistici  di incommensurabile idiozia sulla "faccia da bravo ragazzo così normale!" Come se codesti commentatori vivessero in un mondo diverso da questo che ci ospita, in cui assistiamo a "facce di bravi e sorridenti ragazzi" che uccidono a coltellate la moglie e i piccoli figlioletti per poi andare a vedere la partita al bar per crearsi un alibi, oppure a "facce di buonuomini" che recitano ripetutamente davanti alle telecamere la loro patetica storia sulla "moglie o compagna scomparse", che invece hanno fatto scomparire loro uccidendole ed occultandone il cadavere!!
Siamo all'asilo?! Siamo alle menti infantili che si aspettano che il delinquente, il mostro cinico o pazzo abbia l'aspetto dell'Orco brutto e cattivo? Così le menti affette da infantilismo acuto si sentono rassicurate! Perché se chi commette delitti ha un aspetto NON normale, è repellente e ha modi odiosi, le menti infantili si sentono rassicurate! Possono regolarsi! Possono distinguere il buono dal cattivo!
Che crescano costoro e capiscano che non è dalla faccia e dall'apparente normalità che si distinguono i malvagi e perversi, ma dalle azioni, anche da piccole cose, forse impercettibili per chi non ha empatia o NON vuole vedere, o è superficiale... Non sempre esplode nell'azione eclatante, ne deve avere l'occasione, ma dietro la pirandelliana maschera il malvagio-perverso c'è sempre! Dopo che ha commesso la sua pessima azione non si pente e non corre a confessarla a meno che non venga scoperto! Allora iniziano le recite della serie: "Non so perché l'ho fatto.."
"Non ero in me...!
Mi viene da dire alla romana: "Perché n'do stavi? Eri uscito? Bussate sulla testa e vedi se ce stai!"
In realtà è tutta una manfrina difensiva di cui la Giustizia non deve tener conto, in quanto costituisce un copione noto e ripetuto: sono sempre tutti innocenti o si fanno passare per pazzi, ma solo QUANDO VENGONO SCOPERTI!
Questo sapeva benissimo che messo a confronto con la povera signora offesa ed umiliata lei lo avrebbe riconosciuto: purtroppo per lei che è stata costretta a vederlo da vicino e a subirne l'odiosa fisicità!

lunedì 11 maggio 2015

Giuliano Amato, (quello che mise le mani nei c/c degli Italiani), + Prodi generoso con gli immigrati

Da: Il Foglio

“I giudici fanno politica sulle pensioni. Ci mettano la faccia”

La Consulta boccia (un po’) la Fornero. L’economista Puglisi (Italia Unica): sentenza “risicata e statalista, certo anti contribuenti”
di Marco Valerio Lo Prete | 05 Maggio 2015 ore 09:30
Roma. Docente di Scienza delle finanze all’Università di Pavia; economista che da qualche mese partecipa al movimento Italia Unica dell’ex banchiere Corrado Passera; critico puntiglioso (tra Twitter e talk-show) della politica economica renziana. Riccardo Puglisi, in queste ore, ti aspetteresti di trovarlo nel gruppone di quanti – dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il blocco biennale delle rivalutazioni per le pensioni superiori a tre volte la minima deciso dal governo Monti nel 2011 – si sono seduti sulla riva del fiume ad aspettare il cadavere del governo. Come faranno Renzi e i suoi a fare fronte a un buco di 10-13 miliardi di euro nelle finanze pubbliche? Oppure di vederlo in compagnia tra i prof. che brandiscono la Costituzione contro le leggerezze dei tecnici. Invece no, Puglisi irride chi si nasconde dietro il brocardo “le sentenze sono insindacabili” e in una conversazione con il Foglio contrattacca.

 “La decisione sarebbe stata presa dopo che era stata raggiunta la parità nella votazione dei giudici, sei contro sei. Decisivo quindi è stato il voto del presidente della Corte, Alessandro Criscuolo. Mentre da altre indiscrezioni di stampa si apprende che Giuliano Amato, già ministro del Tesoro e presidente del Consiglio, unico giurista quindi ad avere pure una seria esperienza di governo alle spalle, avrebbe votato contro questa decisionedice Puglisi – Una sentenza così risicata che segnale manda all’esterno? Come spiegarla ai miei tanti interlocutori stranieri? Da un certo punto di vista, ci fosse stata l’unanimità, pure nell’errore, sarebbe stato meglio. Un filo più tranquillizzante”. Ancora sul metodo, poi: “In una decisione, a maggior ragione se così incerta, sarebbe utile conoscere chi ha votato cosa. Non ci vuole il sistema americano, pure in Germania e in Europa ormai si pubblicizzano le opinioni minoritarie e dissenzienti”.
 Il giudizio dell’economista è negativo anche sul merito della decisione. “La Corte lamenta l’assenza di sufficiente ‘documentazione tecnica’ sugli effetti contabili del blocco della perequazione deciso dal governo Monti. Eppure c’era una relazione di accompagnamento al decreto Salva Italia con le stime sugli effetti del blocco. Poi ancora altre stime sul sito del Parlamento visto che la misura fu emendata. Strano inoltre che la Corte non abbia presente la situazione di tracollo finanziario dell’Italia di quelle settimane”. Last but not least, la sentenza per Puglisi si configurerebbe come “l’apoteosi del diritto acquisito”: “Sui 300 miliardi di euro di bilancio annuale dell’Inps, i contributi dei lavoratori ammontano a circa 200 miliardi, mentre lo stato ci mette altri 50 miliardi per pagare le pensioni. Nell’attuale sistema che resta pur sempre a ripartizione, infatti, le pensioni erogate oggi non sono finanziate dai contributi versati in passato da quelle stesse persone. Gli assegni per i pensionati sono finanziati dai contributi versati oggi da altri lavoratori.

Dunque erano vere la voci che dicevano che Giuliano Amato ha votato contro la decisione della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il blocco delle pensioni da un certo importo in su.
Non lo ha fatto certo per fare un favore al Governo Renzi, che ora si trova nella difficoltà di reperire i fondi per far fronte all'ennesimo errore di chi prende provvedimenti senza riflettere bene sugli articoli della Costituzione.
Lo ha fatto perché è un ex-socialista che stava tanto bene con Bettino Craxi e che per rimediare soldi prendeva scorciatoie tipo mettere le mani nelle tasche degli Italiani direttamente e senza "passare per il Via" (per citare di nuovo il Monopoli).
L'Economia a quanto pare è tutt'altro che una Scienza esatta, anzi, secondo me non è affatto una Scienza, essendo degne di questo nome solo la Fisica, la Biologia e la Chimica... nel resto di Scienza non c'è nulla perché non ci sono fenomeni ripetibili e verificabili. Nel caso dell'Economia al massimo cercano di capirci qualcosa usando lo strumento della Matematica per le statistiche e le previsioni.
Somiglia molto alla Meteorologia data la grande variabilità dei sistemi... e ovviamente delle opinioni.
Anche la Carta Costituzionale a quanto pare va ad interpretazione..
Quello che dice questo economista mi trova d'accordo solo sul fatto che: Puglisi irride chi si nasconde dietro il brocardo “le sentenze sono insindacabili”.
In altre circostanze anch'io ho scritto che le sentenze non si possono discutere ma si può dissentire.
In questo caso non dissento solo perché, nel panorama delle scelte politiche in cui è sempre "Pantalone" a pagare, la sentenza che destabilizza i nostri conti pubblici mi va bene perché una volta tanto è a favore di "Pantalone".
Un Amato che, come ho illustrato su questo blog, prende un fiume di denaro pubblico in pensioni non d'oro, ma di platino, più vitalizi e prebende varie, se ne fotte di come vivono gli italiani, anche quelli più colti di lui e migliori di lui che però non hanno mangiato con la politica, a me fa rivoltare lo stomaco; soprattutto se penso che Berlusconi lo voleva come Presidente della Repubblica e Napolitano l'ha messo sulla poltrona di Giudice della Consulta.



Da questo blog

domenica 10 giugno 2012


Viva l'Italia contro gli italiani!


Pensioni gratis agli stranieri: è boom
di redazionale - 29/05/2008

Fonte: L'Espresso 


Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l’anno 
Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all’Inps chiedono il ‘vitalizio’

Prodi regala la pensione ai parenti degli stranieri
di Gian Marco Chiocci 
 e Massimo Malpica
Il "dono" ci costa 50 milioni all'anno. Chi lavora può chiamare in Italia i familiari: per l'Inps una pioggia di sussidi da 400 a 600 euro mensili.  


Pensioni facili per gli stranieri «ricongiunti», con il beneplacito del governo Prodi, che a febbraio 2007, con un decreto, ha allargato le maglie dei confini per i parenti degli immigrati, alleggerendo i criteri di ammissione delle domande.

domenica 10 maggio 2015

Continua la follia masochistica

Da:rainews.it

ITALIA IL MINISTRO IMMIGRAZIONE, ALFANO AI COMUNI: "FATE LAVORARE GRATIS I MIGRANTI" Alle Regioni che dicono 'no' a nuovi arrivi il ministro spiegherà che deve esserci una "distribuzione equa" tra i paesi europei ma anche all'interno dell'Italia. Migliore: "Ok lavori socialmente utili, ma non gratis"

07 maggio 2015 "Dobbiamo chiedere ai Comuni di applicare una nostra circolare che permette di far lavorare gratis i migranti", lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al termine della Conferenza Unificata. "Invece di farli stare lì a non far nulla - ha aggiunto - che li facciano lavorare". "Equa distribuzione tra tutti i Paesi dell'Europa e tra tutti i paesi dell'Italia: mi sembrano due principi sui quali nessuno possa essere contrario", ha poi aggiunto il ministro spiegando che sarà questo che risponderà alle Regioni che non vogliono ulteriori arrivi di profughi e immigrati. "Dobbiamo poi lavorare in Europa - ha concluso Alfano - per la protezione umanitaria: è una sfida che consentirebbe di fare andare negli altri Paesi europei coloro che sono beneficiari di protezione umanitaria".  "I lavori socialmente utili costituiscono un percorso di integrazione importante per i richiedenti asilo - replica Gennaro Migliore (Pd), presidente della commissione d'inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattamento dei migranti -. Il ministro Alfano indica, dunque, una pratica da applicare, ma deve essere chiaro che i migranti non possono esse utilizzati come manovalanza gratuita, perché al loro lavoro deve esse data dignità".

Da: QPA - Quotidiano Pubblica Amministrazione


MINISTERO DELL'INTERNO

Immigrazione, semplificate le procedure di ingresso e soggiorno


La norma riguarda specificamente l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri altamente qualificati che intendano svolgere prestazioni lavorative retribuite per conto o sotto la direzione o il coordinamento di una persona giuridica e che siano in possesso di determinati requisiti.



Se quelli che la pensano come me hanno ragione o torto ce lo dirà il futuro.
Intanto l'Italia, afflitta da complessi atavici, cerca masochisticamente di risolvere il problema dell'invasione pacifica degli immigrati clandestini inserendoli nel nostro esiguo territorio ovunque e, in particolare, nelle zone e nei territori più densamente popolati.
Esistono paesi del preappennino e dell'Appennino, che attraversa la penisola da nord a sud, come sanno anche gli scolaretti che studiano la geografia dell'Italia, che sono spopolati dall'interna emigrazione.
La gente ha lasciato le campagne di questi luoghi, dove per generazioni tante famiglie italiane hanno trovato sostentamento dalla terra, per urbanizzarsi e diventare da contadini operai, operatori del terziario ed altro.
Perché, volendo perseguire questa politica di spargimento degli immigrati clandestini per tutta l'Italia, non si è tenuto conto delle zone agricole dove la densità abitativa è più bassa? 
Perché tenerli mantenuti in tutto a giocare a pallone passando il tempo?
Se un Ministro dice una cosa giusta, che tanta gente nel parlare e commentare con banale buonsenso dice da tempo, ecco che salta fuori l'uomo del PD, Migliore, che sentenzia "che no, se lavorano debbono essere pagati".
Migliore parla per demagogia, la peggiore della cosiddetta sinistra attuale, in quanto queste persone, che a nessun titolo vengono inserite e mantenute con le tasse degli Italiani giacché non dovrebbero essere qui ma nei loro Paesi d'origine, sono già sfamate, alloggiate, ripulite e curate appunto con soldi italiani. Dunque è dar loro dignità se impiegati in un lavoro qualsiasi: ad esempio nel ripulire i giardini, le strade e tutto ciò che i Servizi di raccolta rifiuti dei comuni non arrivano a fare o non sanno fare.
Penso al comune dove vivo, in cui nemmeno pagando circa 500 euro l'anno per la TARI riesco a vedere le strade senza immondizia sparsa, per non parlare dei boschi in cui invicili italiani gettano di tutto e né l'Ente Parco dei Castelli Romani (essendo i boschi inseriti in tale perimetro), né la Guardia Forestale, né la Comunità Montana riescono a tenere in decorosa cura, pur percependo i nostri soldi per il loro mantenimento...
Dunque un aiuto da chi dobbiamo mantenere dopo averli strappati alla morte mi sembra ovvio, ripeto, dandogli dignità con la possibilità di rendersi utili e non solo mantenuti.
"Ma non gratis" è un'affermazione infelice oltre che falsa: giacché nessun italiano viene sfamato, alloggiato, ripulito e curato gratis, mentre loro, gli immigrati clandestini si. Dunque se lavorano non è certo gratis. Gli si da la possibilità di guadagnarsi tutto quello che fino ad ora, invece, è stato dato loro gratis!
Spiace doversi trovare d'accordo con un rappresentante della Lega che stamane ad Omnibus su La7 diceva che "altri hanno fatto la guerra alla Libia per i loro interessi "e i cocci restano a noi"".
Tanta gente, dal pensiero politico più diverso, dice la stessa cosa: gli immigrati clandestini costituiscono un affare e non solo per i criminali traghettatori, ma per le varie organizzazioni "senza fini di lucro" ma che dragano soldi pubblici, per gli appalti per gli alloggi ecc. ecc. ecc...
Segno che non di demagogia si tratta ma della verità che, per quanto si voglia mascherarla, è sotto gli occhi di tutti.

Ed ora passiamo alla notizia che: "lavoratori stranieri altamente qualificati che intendano svolgere prestazioni lavorative retribuite" ecc. ecc..
Se non è masochismo è follia.
Ne abbiamo bisogno?
Allora se ne abbiamo bisogno perché i giovani italiani altamente qualificati che intendono svolgere prestazioni lavorative retribuite non trovano lavoro?
Giorni fa parlavo con una umile e laboriosa signora che mi parlava del figlio 23enne, diplomato e specializzato, e di un amico di lui laureato in lingue, disoccupati. Provo dolore ogni volta che sento parlare di questo argomento e provo a dire parole di incoraggiamento: "Perché non provano all'estero?"
Risposta della saggia e umile donna: "All'estero quelli che vanno li mettono a consegnare le pizze.. E' successo a tanti che conosco.. Allora giustamente mio figlio ed il suo amico dicono "se devo consegnare le pizze allora lo faccio a casa mia in Italia"."
Ecco. Domanda a chi ha queste geniali trovate tipo Migliore del PD e a chi pensa di dare lavoro a "stranieri altamente qualificati": MA ALLORA IL LAVORO DA DARE C'E'???

Università: nulla cambia

Da: Il Messaggero Veneto

Lite fra docenti all'Università di Udine, arrivano i carabinieri

Al dipartimento di Ingegneria civile. Il consiglio non delibera la candidatura a ordinario di Sandro Fabbro
UDINE. I docenti litigano, arrivano i carabinieri. La “zuffa” è scoppiata al dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Università di Udine.
Una nuova diatriba tra docenti che questa volta si conclusa con tanto di chiamata alle forze dell’ordine.
Dopo la polemica della professoressa di Progettazione, Paola Gennaro (la docente che non è stata confermata all’ateneo udinese), ad alzare la voce ci ha pensato il collega Sandro Fabbro, alla guida del corso di Urbanistica.
Cosa è avvenuto di così grave per richiedere l'intervento delle forze dell'ordine?
Il consiglio di dipartimento, con una delibera, ha ritirato, dopo un anno, la candidatura a professore ordinario – quindi una promozione – di Fabbro, per spostare le risorse a disposizione su un bando per ricercatori.
La delibera è «letta, approvata e sottoscritta seduta stante», e per questo la professoressa Gennaro, presente alla discussione, chiede che le sia consegnata. «Mi hanno risposto – spiega Gennaro – che l’atto non me lo potevano dare perché non era pronto –. Ma come è possibile? Decido di aspettare finché non ho la delibera nelle mie mani: voglio leggere con i miei occhi quanto annunciato».
La resistenza passiva della professoressa – racconta – «è una dimostrazione di solidarietà nei confronti del collega Fabbro, vittima, come me, del sistema».
Il direttore del dipartimento, Gaetano Russo («Non ho intenzione di parlare fino al termine della procedura», queste le sue parole), ritenendo la situazione inaccettabile, chiama i carabinieri.
Sandro Fabbro, unico a Udine con l'abilitazione nazionale a professore ordinario nell’area culturale dell'Ingegneria Civile e Architettura, commenta con un filo di amarezza: «Chiamare i carabinieri è stato un colpo di teatro inutile. Il passaggio di carriera non è una questione economica, è più un gesto onorifico, per quello che ho fatto per l'Università e per il territorio di tutta la regione».
Il professore considera la delibera di ieri «un modo per impedire lo sviluppo di un'area culturale di fondamentale importanza e per rendere più manovrabile il Dipartimento». E definisce «inconsistenti» le motivazioni portate a supporto del ritiro della sua candidatura: «In termini di punti in organico, un ricercatore pesa sull’ateneo due volte di più (0,7) di quanto costo io (0,3)».
Infine, non nasconde il suo stato d’animo: «Mi sento umiliato. Questo è l'ultimo atto di un piano di sottomissione del “Dica”, che punta a fagocitarlo e omologarlo all'interno delle strutture gestite dal rettore».
Gennaro, la cui convenzione con l'ateneo friulano è stata recentemente risolta, e Fabbro, si autodefiniscono «persone scomode, che altri vogliono far fuori».
Sulla strategia futura sono perfettamente d'accordo: «Vedremo con gli avvocati se impugnare la delibera». A quanto pare quello di ieri non è stato l’ultimo atto.
Nulla cambia nelle italiche Università, dove il merito conta poco e niente, dipendendo tutto e soltanto "se ti vogliono o non ti vogliono".
Questo vuol dire interessi sottaciuti vestiti di ipocrite motivazioni, accordi fra professori ordinari che misurano il loro potere, favori scambiati fra loro con contrattazioni che, se ascoltate, non sono diverse da quelle fra mercanti, con la differenza che i mercanti sono migliori avendo come scopo precipuo la compravendita e il guadagno, dunque tutto pulito e trasparente, e non già la vita e l'ingegno umano che, con codesto inamovibile sistema, viene sempre umiliato.

venerdì 8 maggio 2015

Vitalizi: presa per i fondelli degli italiani che hanno versato contributi per 40 anni ed oltre.

Da: TGCOM24

Vitalizi, in tanti ce la fanno: nomi eccellenti di ex parlamentari, tra graziati e puniti

Niente più assegno per Dell'Utri, Previti e Pomicino, mentre mantengono la loro pensione da ex parlamentari Martelli, De Michelis, Pomicino e La Malfa


Niente più vitalizio per Cesare Previti e Giuseppe Ciarrapico, mentre continuerà a incassarlo Paolo Cirino Pomicino. Lo perderà Totò Cuffaro, lo manterrà Gianni De Michelis. Le nuove regole sui vitalizi dividono in due la schiera degli ex parlamentari.

Nonostante sia stato condannato per la maxitangente Enimont, le nuove normative non tolgono a Pomicino i suoi 5.231 euro al mese: a salvarlo è il fatto di aver scontato un anno e otto mesi, meno del minimo di due anni. 

Niente più assegno invece a Giuseppe Ciarrapico, ex senatore Pdl: la sua condanna a tre anni per il crac della Casina Valadier lo obbliga a rinunciare ai suoi 1.500 euro mensili. Continuerà invece a incassare i suoi 5.691 euro al mese Arnaldo Forlani nonostante l'ex segretario Dc sia stato condannato a due anni e quattro mesi per finanziamento illecito dei partiti ancora nell'inchiesta Enimont: il reato non rientra infatti tra quelli che prevedono la revoca della pensione.

Perde il privilegio Cesare Previti (3.979 euro) per corruzione in atti giudiziari, come ancheMarcello Dell'Utri (4.424), detenuto a Parma per concorso esterno in associazione mafiosa. 

La condanna per frode fiscale a 4 anni avrà l'effetto di togliere la pensione a Silvio Berlusconi, che dovrà rinunciare a 8mila euro. Tra i graziati il parlamentare di Alleanza nazionale Domenico Nania: condannato a 7 mesi per lesioni personali collegate a violenze nei gruppi giovanili di estrema destra, non perderà i suoi 5.900 euro mensili. Non cambia nulla neanche per l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli: la condanna con sentenza definitiva a otto mesi per il coinvolgimento nell'inchiesta Enimont non gli toglierà i suoi 4.684 euro. 

Assegno intatto per Gianni De Michelis, che può continuare a contare sui suoi 5.174 euro mensili nonostante sia stato condannato a un anno e sei mesi nell'inchiesta sulle tangenti per le autostrade del Veneto, più sei mesi ancora per Enimont. Vitalizio confermato perGiorgio La Malfa (5.759 euro), sei mesi per finanziamento illecito.

Infine, c'è il caso dell'ex sindaco di Milano, e cognato di Bettino Craxi, Paolo Pillitteri: per lui la condanna fu a quattro anni e sei mesi per ricettazione e finanziamento illecito ai partiti e il vitalizio è di 2.906 euro. E' stato riabilitato e quindi continuerà a percepire quei soldi.

Poveri marpioni, come faranno a campare!!!
Porto ad esempio un lavoratore italiano della classe media, uno che ha conseguito la laurea lavorando contemporaneamente in fabbrica dall'età di 21 anni! (Non tutti sono figli di papà e c'è chi ai papà ha dovuto dare lo stipendio, detraendo i soldi per le tasse universitarie e i libri di testo)... Con la laurea e tanto lavoro e concorsi ha fatto parte della classe culturale di questo Paese. Dopo 40 anni di contributi regolarmente versati nelle casse dell'INPS, visto che la pensione si sarebbe fermata lì e non poteva per legge aumentare, ha chiesto che le ritenute non fossero più operate (all'epoca era stata ventilata la possibilità che chi aveva superato i 40 anni di versamenti potesse richiedere che il prelievo venisse interrotto), invece no, solo ventilata...  Questo lavoratore nel campo culturale poteva restare ancora in servizio, dato che il ruolo che aveva glielo consentiva. Arrivato a 43 anni di prelievi non ce l'ha fatta più a vedere schifezze e a subire soprusi e ha dato le dimissioni. Ha intrapreso altre attività che però richiedevano sempre contributi pensionistici arrivando a 48 anni di versamenti!! La pensione però è sempre ferma a 40 anni!! Ed è fra quelle bloccate dal Governo Monti e sbloccate ora dalla Corte Costituzionale!
E' comunque una pensione ben lontana dai vitalizi con scarsi versamenti di questi marpioni!
Hanno fatto un provvedimento che è un "contentino" per noi fessi che manteniamo tutti e che siamo i più tartassati da questo Stato che non ci soddisfa.

Massimo Fini su Giorgio Bocca e gli altri

Ho finito di leggere il libro di Massimo Fini "Una vita".
Mi è piaciuto molto. Ho riso spesso mentre lo leggevo. E' stato molto interessante, mi ha dato tanti spunti di riflessione e, strano per un uomo che ha tanto sofferto di depressione, non è mai stato triste, nemmeno quando parla della morte. E' un uomo molto intelligente, forse è per questo.
Ci sono tanti commenti da fare su tanto materiale, ma in questo post voglio soffermarmi solo su uno dei tanti personaggi che Massimo Fini ha avuto modo di conoscere e di frequentare: Giorgio Bocca. Su questo grande giornalista avevo scritto un post il 25 dicembre 2011, giorno della sua morte. Segno che destava il mio interesse. 
Quello che non perdono a chi scrive, dunque ha una grande responsabilità di influenzare gli altri, è l'imprecisione. Quando è voluta non la prendo neppure in considerazione: è gente venduta a qualcosa o a qualcuno; ma a volte è solo superficialità e non va bene se si vuole fare informazione.
Sono severa soprattutto e prima di tutto con me stessa, anche se non sono giornalista professionista ma tengo solo un blog senza alcuna pubblicità, dunque senza guadagnarci nulla.
Massimo Fini su Bocca è sincerissimo, come su tutto quello che scrive: si avverte correlando i fatti e le persone di cui scrive. Altri suoi colleghi meno. L'unico appunto che gli faccio è quando scrive che "Uno dei suoi figli si era sposato da poco..." Che egli potesse volere bene come se fossero suoi ai figli della sua compagna Silvia Giacomoni lo trovo normale, ma non è corretto che Fini ne scriva come se fossero stati proprio suoi figli. E' una disinformazione, giacché Giorgio Bocca di figlia ne ha avuta solo una come illustro qui di seguito: 


21 giugno 1994 Giorgio Bocca con la figlia Nicoletta,  nata dall’amore  tra Vivienne Stapleton Henthorne, danzatrice della Scala dello Yorkshire, e l’Antitaliano


Da: Corriere della sera
di: Giulia Borgese su Giorgio Bocca
26 dicembre 2011
Il buon mangiare e il buon vino facevano parte integrante della sua vita, per esempio una delle ultime volte che ho pranzato a casa sua nella via privata Giovannino De Grassi, tra via San Vittore e corso Magenta, mi aveva attirato con la promessa di assaggiare un forma del famoso formaggio Castelmagno che gli avevano appena regalato. Aveva sposato nel 1972 o ’73 una mia amica della Valtellina, Silvia Giacomoni. Anzi ero proprio stata io a presentarli, tutti e due da poco abbandonati dai loro rispettivi coniugi, tutti e due un po’ tristi e soli. Incredibile, in un attimo il carattere valtellinese di lei e quello piemontese di lui si sono accordati, e loro si sono proprio innamorati, di un amore che è durato fino ad oggi. Giorgio aveva una figlia, Nicoletta, la Silvia due bambini Guido e Davide: in breve hanno messo su casa insieme, in via Bagutta, dando vita a una grande e nuova famiglia. 
L'unica figlia di Giorgio Bocca al suo funerale con accanto, presumibilmente, la sua nipotina.
Giorgio Bocca è morto a 91 anni


Da: Tempi
di:  Daniele Ciacci
30 gennaio 2012

Giorgio Bocca si è sposato in chiesa poco prima di morire. Repubblica si guarda bene dal dirlo


Giorgio Bocca, fondatore nel 1976 insieme a Eugenio Scalfari de la Repubblica, è venuto a mancare lo scorso Natale. Tutti i quotidiani hanno pubblicato un laico elogio dell’icona di sinistra, ma solo il Giornale ha dato notizia del suo matrimonio cattolico a poche settimane dalla morte. La voce è poi caduta nel vuoto. Tempi.it ha intervistato Maurizio Caverzan, giornalista de Il Giornale e autore della scoperta.


...Omissis...


La conversione di Bocca è maturata nel tempo o è stata influenzata dalla morte imminente?
Io non userei il termine “conversione”. La parola “avvicinamento” è più corretta. Bocca ero curioso nei confronti degli interrogativi essenziali, decisivi, dettati non tanto dalla prossima fine quanto dalla testimonianza della moglie. Nella sua ultima intervista a Lettera43 dice di preferire il Vangelo alla Costituzione, perché «mi sembra qualcosa di più commovente, più umano, più vero. È ciò di cui gli uomini hanno più bisogno». Vorrebbe incontrare il divino nella sua vita. Si definisce «un po’ vigliacco, molto cattolico: la penitenza, la confessione». Sono le parole di un’anima inquieta. In una lunga intervista di Maria Pace Ottieri e Luca Musella ammette di aver avuto un’educazione cattolica, benché superstiziosa. «Adesso che mia moglie è molto religiosa, vedo che essere religiosi è una cosa molto diversa». A mio parere, il rapporto con la moglie – una mangiapreti che si è convertita conoscendo il cardinale Carlo Maria Martini – è stato il cuore delle sue domande. Altrimenti, perché sposarsi in Chiesa dopo un matrimonio civile che durava da 35 anni?
twitter: @DanieleCiacci


Da questi due articoli si deduce che quando Fini scrive "moglie" per Silvia Giacomoni scrive correttamente, in quanto i due erano sposati civilmente. Anche se si nota una discordanza fra quello che scrive Giulia Borgese "Aveva sposato nel 1972 o ’73" (immagino matrimonio civile) e quello che scrive Daniele Ciacci  "perché sposarsi in Chiesa dopo un matrimonio civile che durava da 35 anni?" giacché fra le due date di anni ce ne sono di più: 38 per l'esattezza. 
Sulla scelta di sposarsi anche in Chiesa non commento, essendo la vita un continuo divenire che comporta anche cambiamento di pensiero.

Infatti Giorgio Bocca, come si legge in Wikipedia, Il 4 agosto 1942 firmò un articolo sul settimanale "La Provincia Grande" nel quale imputava il disastro della guerra alla "congiura ebraica".
Non è poco per uno che diventerà un'icona della sinistra e che al suo funerale è stato onorato anche dalla presenza di Gad Lerner, ebreo.
E a proposito del suo funerale e degli svarioni di chi si occupa di informazione sia come giornalista sia come blogger, riporto qui sotto una foto presa da DAGOSPIA, di Roberto D'Agostino, in cui la didascalia riporta che si tratta di: "de bortoli con la moglie di indro montanelli", uno svarione enorme essendo, Colette Rosselli,  morta prima di Indro nel 1996 (Montanelli morì nel 2001, appena 5 anni dopo) e Bocca nel 2011!!!


Chissà chi è la bella, anche se anziana, signora che De Bortoli tiene per mano.
Di certo non la rediviva Colette Rosselli Montanelli come recita la didascalia su Dagospia!!!
Azzardo un'ipotesi: la sua ultima amante convivente?
Chiamiamo le cose con il giusto nome per non ingenerare confusione.