venerdì 17 luglio 2015

Cannabis: opinioni a confronto


(AGI) - Roma, 15 lug. - La proposta di legge sottoscritta da 218 parlamentari per la legalizzazione della cannabis divide le forze politiche. Secondo il movimento 5 Stelle arriverebbero "maggiori entrate per lo Stato, risorse che sarebbero tolte alla criminalita' organizzata, ma allevierebbero il peso dei tribunali e delle forze dell'ordine che si potrebbero occupare di reati piu' gravi come mafia, corruzione, furti e rapine".
Vittorio Ferraresi, capogruppo in commissione Giustizia, sottolinea come "la tematica della cannabis sia realmente trasversale, infatti il lavoro e' stato veloce e proficuo.
  L'intergruppo ha recepito al 99% la proposta del M5S sulla coltivazione personale e associativa di cannabis, che e' il primo pilastro della proposta di legge sottoscritta da ben 87 deputati del M5S. Tengo a 
sottolineare che la stessa sara' sostenuta dal M5S ma nel contempo saranno presentati emendamenti che la riportino il piu' possibile a quella a prima firma Ferraresi, che e' passata sul portale LEX del M5S".
Vargiu, firma 'voltairiana'. Se ne parli e si decida
Parla di "una firma 'voltairiana', per contribuire insieme ad altri ad aprire il dibattito in Parlamento, consapevoli che poi alla fine bisognera' arrivare a una decisione" Pierpaolo Vargiu, presidente della commissione Sanita' di Montecitorio. "Da liberale - riprende l'esponente Sc - non posso che condividere principi e obiettivi dell'iniziativa. Nel merito occorre qualche riflessione in piu', ma la trasversalita' del progetto, vero valore aggiunto, assicura la condivisione di un percorso verso la soluzione. Un metodo che insieme alla senatrice Spilabotte (Pd) abbiamo adottato in aprile con successo per superare - ricorda - la legge Merlin e regolamentare la prostituzione, combattendo sfruttamento e degrado".
Farina (Sel), puo' essere legalizzata in legislatura
"Faremo in modo che questo lavoro non si concluda con un nulla di fatto, ma anzi che la proposta di legge possa essere approvata quanto prima, in questa legislatura" dice il deputato di Sel, Daniele Farina, durante la conferenza stampa in cui l'intergruppo parlamentare ha presentato la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. "Non e' il miglior testo possibile", ha aggiunto Farina, "ma e' un testo che tutti possono condividere. Su questo tema Sel mette a disposizione tutti i suoi deputati e senatori".
Civati, ora il governo lasci discutere le Camere in autonomia
Pippo Civati da parte sua lancia due proposte: "la prima e' che firmi anche qualche esponente della destra (centrodestra e destradestra) perche' per ora se ne contano solo due su 200 e passa; la seconda, che il governo 'si rimetta all'aula' e lasci discutere il Parlamento nelle sue piene facolta'". Spiega infatti Civati: "Sappiamo che il premier si e' sempre dichiarato contrario alla legalizzazione, ma crediamo che in una legislatura cosi' sia necessario far discutere i gruppi politici, in rappresentanza di un paese molto piu' avanzato - su questo tema e non solo - rispetto alla politica istituzionale".
Meloni, da Fdi-An no a questa follia
Secca bocciatura da Giorgia Meloni, secondo cui "mezza Camera vuole legalizzare la cannabis: deputati Pd, M5S, Sc, Sel e persino FI firmano proposta. Da FdI-An no assoluto a questa follia".

Personalmente ritengo che la cosa più bella sia avere la piena padronanza di sé stessi, dunque la chiarezza di pensiero, unica che ti da il vero equilibrio psico-fisico.
Ho sempre pensato e voluto riuscire, anche resistendo al dolore o a momenti di scoramento, a superare con la forza di volontà gli inevitabili passaggi di sofferenza che la vita ci ammannisce.
Ho sempre pensato, fin da giovanissima, che non volevo dipendere da nulla che mi alleviasse i momenti difficili, perché avrei perso la padronanza di me stessa. Insomma io ho fatto così e mi sono ritrovata bene.
Ma ovviamente non siamo tutti uguali ed intorno a me ho visto gente diventare dipendente dall'alcool, uccidersi con il tabagismo fino a morire di cancro al polmone, prendere regolarmente pillole per dormire, per calmare l'ansia ed altro...
I più deboli finiscono nell'orribile tunnel della droga perdendo totalmente il controllo di sé, della propria vita... e alcuni debbono affrontare terribili fatiche per risalire ad una vita accettabile...
Ho conosciuto un amico dei miei figli che "si faceva le canne" e girava con capelli lunghi fino alla vita. Era un bravo ragazzo, nonostante io non approvassi il suo stile di vita, che si è laureato in ingegneria ed oggi, assolutamente "rapato", è un tranquillo padre di famiglia.
Dunque cosa dire? Oltre a sposare le tesi "voltairiane" sempre giuste se l'altrui pensiero non crea nocumento agli altri, ritengo che le riflessioni dei 5Stelle siano abbastanza sagge e condivisibili.
Non è con il proibizionismo che gli USA riuscirono a sconfiggere l'alcoolismo nel loro Paese: riuscirono solo a far ingrassare le bande di gangsters.
L'unica cosa che si può chiedere fermamente insieme all'approvazione di questa legge è la contemporanea approvazione della LEGGE SULL'OMICIDIO STRADALE, che attendiamo da troppo tempo e che miete vite umane innocenti.
NESSUNO SOTTO L'EFFETTO DELL'ALCOOL, DI PSICOFARMACI, DI CANNABIS O DROGHE VARIE HA IL DIRITTO DI METTERE IN PERICOLO LA VITA ALTRUI, giacché è indubbio che, in forme diverse, tutte queste sostanze alterano il cervello e la sua lucidità. 

giovedì 16 luglio 2015

Sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti: informazioni chiare

Da: Il Post
  • 21 FEBBRAIO 2014

Cosa cambia per il finanziamento pubblico ai partiti

Entro il 2017 verrà abolito il finanziamento diretto, sostituito da donazioni private e dal 2 per mille nella dichiarazioni dei redditi

Giovedì 20 febbraio la Camera ha approvato definitivamente la conversione del decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. L’abolizione non avverrà subito, ma nell’arco di tre anni, e il finanziamento pubblico sarà sostituito, come riassume il sito della Camera, da un «un sistema di finanziamento basato sulle detrazioni fiscali delle donazioni private e sulla destinazione volontaria del due per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche».
Presentando il decreto lo scorso 13 dicembre, Enrico Letta dichiarò di aver mantenuto la sua promessa dell’abolizione entro la fine dell’anno, ma il provvedimento incontrò molte critiche dall’opposizione parlamentare: lo stesso è avvenuto ieri alla Camera, dove M5S, Lega e SEL hanno votato contro (a favore, invece, PD, NCD e Forza Italia) e i deputati del Movimento 5 Stelle hanno esposto cartelli in cui definivano la nuova legge «la prima bugia di Renzi».
Cosa c’è nella nuova legge?
Il finanziamento pubblico – che formalmente è un “rimborso elettorale”, ma ci torniamo – viene abolito, anche se non immediatamente. Nel 2014 i fondi erogati ai partiti saranno tagliati del 25 per cento, nel 2015 del 50 per cento e nel 2016 del 75 per cento. Dal 2017 questo tipo di finanziamenti diretti dello Stato, in forma di rimborsi, saranno completamente aboliti.
A partire dalla dichiarazione dei redditi del giugno 2015, gli italiani potranno decidere di versare il due per mille della loro imposta sul reddito ai partiti. Per accedere al finanziamento i partiti – oltre a rispettare una serie di criteri su cui torneremo – dovranno avere almeno un eletto alla Camera, al Senato o al Parlamento europeo.
Il denaro di chi non deciderà di versare il due per mille ai partiti andrà allo Stato: non sarà insomma diviso in proporzione come avviene per l’8 per mille destinato alle confessioni religiose (per cui se il 60 per cento di chi decide di versare i soldi li destina alla Chiesa Cattolica, questa riceve anche il 60 per cento di chi non ha optato per nessuno). La somma complessivamente corrisposta ai partiti non potrà comunque superare un tetto stabilito per ciascun anno: finora il tetto è stato posto a 7,75 milioni di euro per l’anno 2014, a 9,6 milioni di euro per l’anno 2015, a 27,7 milioni di euro per l’anno 2016 e a 45,1 milioni di euro dall’anno 2017 in poi.
Sarà possibile fare anche donazioni dirette ai partiti. I privati potranno dare fino a 100 mila euro l’anno (inizialmente il decreto del governo diceva 300 mila), con una serie di detrazioni fiscali sulle cifre donate. Anche le persone giuridiche, cioè le società e gli enti, potranno dare fino a 100 mila euro l’anno. Sono possibili donazioni a più partiti a patto che ciascuna non superi i 100 mila euro. I pagamenti dovranno essere tracciabili e i partiti potranno accedere con criteri un po’ più ampi di quelli per il 2 per mille (basterà aver presentato candidati in tre circoscrizioni della Camera o in tre regioni al Senato).
Chi può ricevere questi nuovi finanziamenti?
Detta così, diventa piuttosto chiaro che il finanziamento pubblico non viene abolito del tutto: il due per mille e le detrazioni sulle donazioni dirette sono un mancato gettito fiscale per lo stato e quindi un costo per i cittadini, come ha spiegato Roberto Perotti su LaVoce.info. Sarebbe più corretto dire che il “finanziamento pubblico diretto” è stato abolito e più in generale che “il finanziamento pubblico” viene molto ridotto.
Ma chi può ricevere questi sgravi e questi finanziamenti? Sono state poste alcune condizioni, come quelle del numero di eletti o dei candidati di cui abbiamo parlato prima, ma ci sono anche «requisiti di trasparenza e democraticità» e l’istituzione di un registro dei partiti politici. Tra i requisiti ci sono l’adozione di statuti che garantiscano la «democrazia interna» e bilanci certificati e accessibili sui propri siti. Una modifica introdotta durante l’esame parlamentare è il fatto che le sedi dei partiti dovranno tornare a pagare l’IMU.
Che cos’è il finanziamento pubblico ai partiti?
Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia, che rimarrà attivo ancora per tre anni, è precisamente un “rimborso elettorale”. In teoria – molto in teoria – è un rimborso per le spese sostenute dai partiti in campagna elettorale. Si basa sul calcolo di quanti elettori un partito è riuscito ad attirare (qui ne abbiamo spiegato più in dettaglio la storia e il funzionamento).
Il meccanismo funziona così: ogni anno in cui si svolgono elezioni viene costituito un fondo nel quale viene versata una certa cifra per ogni elettore (ogni avente diritto, quindi includendo anche chi si asterrà). Nel caso delle elezioni politiche, questa cifra viene versata una volta per la Camera e una per il Senato. Dopo le elezioni, il fondo così ottenuto viene diviso in proporzione tra tutti i partiti che alle elezioni hanno ottenuto almeno l’un per cento dei voti, e viene loro distribuito nel corso dei 5 anni della legislatura. Se la legislatura termina in anticipo lo stato continua a versare le rate di rimborsi, che quindi si sovrappongono ai rimborsi per le elezioni successive (è quello che è accaduto con le elezioni anticipate del 2008, ad esempio).
Da dove arrivano?
I rimborsi elettorali sono il risultato dell’abrogazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Nel 1993, dopo le inchieste della cosiddetta “Tangentopoli”, il 90,3 per cento dei votanti in un referendum scelse il “sì” all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. In realtà il referendum non ha fatto cambiare molto le cose. Come abbiamo visto, i rimborsi sono semplicemente un versamento di denaro ai partiti del tutto slegato dalle spese effettivamente sostenute. In molti hanno accusato la classe politica di aver utilizzato un trucco per reintrodurre il finanziamento pubblico abrogato dal referendum.
Dal 2007 l’entità dei rimborsi diretti è stata spesso rivista: nel 2007, nel 2010 e nel 2011 vennero ridotti del 10 per cento. Con il governo Monti, nel 2012, sono stati dimezzati, passando da un totale di 182 milioni a 91 milioni.
In base al post di Toninelli del M5S su facebook che denunciava un emendamento infilato nella proposta di legge (pdl)  sblocca soldi ai partiti che, come spiega benissimo l'articolo de Il Post, continuano ad essere erogati e lo saranno fino al 2017, mi accorgo dai commenti che la gente è disinformata, parlando ancora come se la legge di febbraio 2014 sull'abolizione non ci fosse stata ed incitando a farla. Altri commenti dimostrano una confusione informativa di molti. Leggete attentamente: la legge l'hanno fatta ma "a fregare", dunque diluendo il succhia soldi che, se avessero rispettato il referendum, non avrebbe proprio dovuto esserci!  Ora stanno facendo un'altra leggina a cui, giustamente, Toninelli si oppone: non so cosa abbiano scritto, ma è un modo per sbloccare i soldi che vogliono ancora avere, cercando nel contempo di bloccare, con quell'emendamento denunciato dal rappresentante 5S, la possibilità di autofinanziarsi onestamente senza toccare soldi pubblici!
Roma, 16 lug. 2015 (askanews) - Il MoVimento Cinque Stelle denuncia il tentativo di boicottare il blog di Beppe Grillo da parte delle altre forze politiche impegnate alla Camera nell'esame di una leggina a prima firma Sergio Boccadutri, ex tesoriere di Sel poi passato nel gruppo Pd, che i Cinque Stelle considerano fatta per far rientrare un pò di soldi pubblici nelle casse dei partiti, dopo l'abolizione del finanziamento. Il contenuto della proposta nella pdl Boccadutri: vieta la pubblicità commerciale a scopo di lucro sul web in siti, blog e portali riconducibili a forze politiche.

Pidocchiopoli - "Il pidocchio in cima all'asta"

PIDOCCHIOPOLI

INTRODUZIONE

Il pidocchio in cima all'asta

Pidocchiopoli è un luogo inventato, come Paperopoli, solo che Paperopoli, città immaginaria creata da Walt Disney, è collocata in un posto preciso, anche se immaginario, Pidocchiopoli no, Pidocchiopoli è ovunque, ovunque ci sia un personaggio umano pidocchio.

Fino oltre i miei 40 anni di vita non avevo mai pensato di qualcuno che fosse un pidocchio. Forse frutto di una formazione cristiano-cattolica ricevuta dai miei genitori, creature che si ponevano di fronte agli altri sempre con un sentimento di rispetto ed umiltà e che al massimo rimanevano sorpresi dai comportamenti meschini di certi loro simili, dispiacendosene...

Poi un giorno, una mia collega che per età potrebbe essere mia figlia, dunque con molta meno esperienza di vita, mi ha detto una di quelle cose che sono come delle illuminazioni per me, essendo io, anche ora a quasi 70 anni, sempre pronta ad imparare da chiunque: più giovane, meno acculturato, meno dotato di intelligenza... Tutti, tutti possono dirmi quella cosa illuminante che colgo e che mi rimane!
La mia giovane collega mi stupì con un commento che mi è rimasto e che ora mi serve per scrivere di Pidocchiopoli.

Parlavamo di un'altra collega, una donna di mezza età, gentile con tutti, sollecita nell'aiutare tutti, colleghi e persone che frequentavano occasionalmente la struttura... Per questo era molto benvoluta, anche da me che ne apprezzavo l'indole generosa; un po' meno dalla mia giovane collega che invece la riteneva semplicemente la classica leccona, una che voleva darsi importanza facendosi benvolere da tutti. Certo capivo quello che voleva dire la mia giovane collega: la gente, facendo leva sul suo standard, provava ad ottenere lo stesso comportamento anche dagli altri elementi della struttura... Con una specie di ricatto morale e, non ottenendolo, lodava la sollecita e disponibilissima collega di mezza età.
Notai però che ella, sempre così gentile e carina con tutti, si rivolgeva con una certa degnazione, come non faceva nessuno di noi, verso la donna delle pulizie dell'impresa incaricata di pulire i locali della nostra struttura.
Pur non essendo rudemente realista, come si rivelò essere la mia giovane collega a cui comunicai quanto avevo constatato, nei miei pensieri si era affacciata la perplessità e la domanda per un simile comportamento che contrastava con il resto e avevo abbozzato una possibile spiegazione di tipo psicoanalitico: forse ella aveva in famiglia una simile figura lavorativa da cui voleva prendere le distanze?
La giovane collega prese un righello da una scrivania, eravamo in piedi e lei mi stava di fronte nella sua alta statura, e mi rispose serenamente: "Vedi questo righello? - Con una mano lo teneva leggermente inclinato e con l'altra, usando un dito, ne indicò la base dicendo: "Un pidocchio sta qui e cammina lungo il righello fino in cima, - il dito scorreva indicando la sommità dell'oggetto - quando è arrivato quassù crede di essere arrivato chissà dove, ma è solo un pidocchio in cima all'asta: ecco la nostra comune collega è come il pidocchio che, arrivato in cima all'asta, crede di essere diventato chissacchì".

Rimasi di sasso. Con tranquillità ella aveva definito il limite della altrimenti efficiente collega che voleva brillare sopra tutti.
Più tardi ebbi conferma della mia analisi psicoanalitica: aveva detto che sua madre aveva lavorato in una grande società italiana, ma non aveva detto che non ne era dipendente, bensì lo era dell'impresa di pulizie che puliva i locali di tale Società.


martedì 14 luglio 2015

L'uomo di Vendola si dimette

Da: Il Tempo

Mafia Capitale, si dimette il vicesindaco Nieri

Il braccio destro del sindaco: "Mai sfiorato da indagini, lo faccio per il bene della città" CHI È Il politico con la passione per le okkupazioni

nieri
Un lungo post sul proprio sito internet. Finisce così l'avventura di Luigi Nieri in Campidoglio. L'esponente di Sel, braccio destro del sindaco Ignazio Marino, ha consegnato proprio stasera al primo cittadino le sue dimissioni "irrevocabili" da vicesindaco. Un atto che è l'esito inevitabile dell'inchiesta Mafia Capitale. Nieri non è indagato, ma dalle carte sembra emergere un rapporto più che confidenziale con Salvatore Buzzi. La stessa relazione stilata dalla Commissione prefettizia, sulla base della quale il prefetto Franco Gabrielli ha deciso di non sciogliere il Comune di Roma per mafia, parlerebbe del "rapporto fiduciario" tra il ras delle cooperative e Nieri. Che evidentemente, viste le pressioni, ha deciso di fare un passo indietro. 


Cliccando sul link in rosso sotto il titolo dell'articolo si può leggere una breve biografia del politico di SEL amico dell'assassino trafficone Buzzi.
Questa è la gente che fa carriera e che governa Roma!

Morto Willer Bordon

Ci riunivamo a Vicolo de' Burro' a Roma: c'era lui, Willer Bordon, Adornato, Roberto Vacca con la sua voce tonante... Era l'embrione di Alleanza Democratica. 
Un tentativo da cui mio marito ed io uscimmo quasi subito. Lui aveva sperato nei Repubblicani, poi in Mario Segni... Io, come sempre, di contribuire ad un'Italia pulita, senza corruzione... 
Poi l'ho ritrovato in Italia dei Valori: ricordo la sua figura composta, sorridente, che a bordo strada, in una manifestazione con bandiere Idv, incitava e sosteneva i manifestanti, fra cui la sottoscritta. Non ci ho scambiato che qualche parola e qualche sorriso. Sempre moderato.
Ricordi ormai quasi sfumati. Ritengo sia stato un uomo onesto. La sua morte mi ha sorpreso: scopro che era più piccolo di me, 66 anni.

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Saggezza del Papa

Da: Quotidiano.net

Il Papa è tornato: "Non ho assaggiato coca. Crocefisso falce e martello? Nessuna offesa"

Buenos Aires, 13 luglio 2014 - Papa Francesco è rientrato a Roma al termine del suo viaggio in Sudamerica. L'aereo con a bordo il Pontefice è decollato intorno all'una e quaranta di questa notte (ora italiana) dall'aeroporto di Asuncion in Paraguay. L'arrivo intorno alle 13.45.
CONFERENZA STAMPA IN VOLO - Il Crocifisso con falce e martello donatogli dal presidente boliviano Morales, per Papa Francesco "non è stata un'offesa". "Ho lasciato alla Madonna di Copacabana le due insegne che mi ha dato il presidente perchè non accetto mai queste onoreficienza, ma il Cristo lo porto con me", ha detto ai giornalisti sul volo che lo riportava a Roma da Asuncion, a cui ha anche confidato di amare molto il mate, il tipico tè argentino, ma "di non avere mai assaggiato la coca, è chiaro".



QUESTIONE GRECA - "I governanti greci che hanno portato avanti questa situazione di debito internazionale hanno una responsabilità. Con il nuovo governo greco si è avuta una revisione, un po' giusta". Lo ha detto Papa Francesco sulI'aereo che lo ha riportato a Roma da Asuncion. "Mi auguro - ha confidato ai giornalisti che viaggiavano con lui - che trovino una strada per una soluzione del problema greco e anche una strada di sorveglianza per non ricadere anche in altri Paesi nello stesso problema. Questo ci aiuti ad andare avanti perchè quella strada dei prestiti, dei debiti alla fine non finisce mai".

Un Capo Religioso deve essere saggio e deve essere, oltre che portatore di messaggio morale, consigliere di equilibrio: il Papa che ha scelto il nome del Poverello di Assisi lo è.
Quello che ha detto sulla Grecia nella conferenza stampa, ai numerosi giornalisti presenti sull'aereo del suo viaggio di ritorno,  è così saggio da essere ovvio: continuare ad indebitarsi è una strada che non ha termine.
Ci deve essere una interruzione ed un nuovo inizio. La Grecia doveva non arrivare a questo punto e le promesse di Tsipras a chi l'ha votato si sono rivelate irreali. Egli ha dovuto soggiacere alla mancanza di liquidità e dunque alla chiusura delle banche.
Perché allora trascinare il popolo greco in una illusoria quanto irreale trattativa?
A mio modestissimo avviso i Paesi Europei che credono nell'Europa dovrebbero ricordare a sé stessi e alla Germania quanti debiti essa ha accumulato in un secolo e quanti se ne è autonomamente abbonati.
Mi chiedo perché nessuno ne parla ad eccezione di poche voci fuori dal coro. 

Della conferenza stampa del Papa, inoltre, mi ha fatto sorridere la smentita della montatura giornalistica sul rifiuto di Bergoglio del Crocefisso "falce e martello". Chissà se la diplomatica spiegazione del Papa sia proprio vera o se era un simbolo che proprio non poteva entrare in Vaticano, dunque per questo egli ne ha portato a casa solo la parte del Crocefisso... Però il Papa e la Chiesa Cattolica tutta parlano dei poveri, sempre, primo pensiero cristiano, e la falce la usano i poveri e così il martello, simbolo di lavoro manuale non certo dei ricchi.

Infine la foglia di coca. Non sono mai stata in Sudamerica ma so, da chi c'è stato, che quando si sale alle loro altezze montuose è uso comune per gli autoctoni masticare foglie della pianta per sopperire alla fatica respiratoria dell'ossigeno rarefatto: e suggerire ai turisti di fare altrettanto...

lunedì 13 luglio 2015

Ripasso di memoria!!!

Da: Il Fatto Quotidiano

Grexit: i governi tedeschi non hanno mai pagato i loro debiti

Sciacalli che mettono alla gogna senza processo

Da: Il Giornale di Puglia 12 luglio 2015 Taranto

INDIA - Domani in esame della Corte suprema indiana vi sarà una richiesta italiana in merito al caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trattenuti in India da oltre 40 mesi. E' quanto emerge dall'agenda nel portale internet della stessa Corte. L'udienza avverrà alla vigilia della scadenza del permesso concesso a Latorre. E' presumibile che l'istanza avvenga nell'ambito della recente attivazione di un arbitrato internazionale alla Corte permanente dell'Aja. 

"Spero che queste parole siano uscite dalla testa e non dal cuore, ma lo dicesse ai nostri figli". Lo scrive il marò Massimiliano Latorre commentando su Facebook la frase del segretario di Rifondazione comunista di Rimini, Paolo Pantaleoni, che sul social network aveva scritto: "Ma non è ora che impicchino i due marò?", riferendosi ai fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. Il post era stato successivamente cancellato, con le scuse di Pantaleoni: "Si trattava di una battuta e mi scuso con quante e quanti l'hanno considerata un'affermazione seria".

"Qui mi blocco - ha aggiunto Latorre - e non voglio far polemica. Quando saprà che siamo innocenti avrà ancora il coraggio di scherzare?". "A tutto c'è un limite - conclude - anche alla sopportazione".


Tirano il sasso e ritirano la mano: tipico dei vigliacchi.
Ignobile gesto che da conto di certo pensiero bieco di "sinistra", che nulla ha a che fare con un vero pensiero aperto al popolo, a chi è più debole... Anzi sparano su chi è più debole, senza processo, sotto ricatto e privato della libertà personale da anni!!
Se si fosse trattato di qualche "compagno" andato in India a procurarsi un po' di "fumo" questi vigliacchi avrebbero tuonato contro il loro arresto e la privazione della "libertà" personale!
Ad ognuno i propri idoli! 

domenica 12 luglio 2015

Sparire nel nulla a Roma


A “Chi l’ha visto?”: Le ultime immagini di Daniele nella metro prima di sparire

Nella prossima puntata la ricostruzione della scomparsa di Daniele Potenzoni con le immagini integrali delle telecamere della stazione Termini della metropolitana di Roma, anticipate dal sito di “Chi l’ha visto?” giovedì scorso. Insieme ai familiari e al pubblico da casa si cerca di capire cosa è successo la mattina del 10 giugno, con l’aiuto dei filmati messi a disposizione dalla Polfer e dagli inquirenti. Intorno a Daniele tanti altri viaggiatori: se qualcuno di loro si riconosce e si ricorda di lui è importante che contatti la trasmissione. 



Quest'uomo di 36 anni è disabile per un disagio psichico grave. Venuto a Roma per un'udienza papale insieme ad altri ricoverati in una struttura specializzata per disabili psichici, era accompagnato da infermieri e assistenti di tale struttura che non hanno saputo proteggerlo nella folla della stazione della Metropolitana di Roma Termini.
Dal 10 giugno l'anziano padre lo cerca disperato con il fratello e Daniele sembra essere stato ingoiato dal Nulla.
Nessuno vede un uomo in evidente difficoltà? Nessuno lo soccorre? Nessuno avverte le Forze dell'ordine? Eppure Daniele, l'ha detto il povero padre in più apparizioni nella trasmissione "Chi l'ha visto?", non è in grado di procurarsi il cibo, né parla con alcuno. Risponde solo se lo si chiama per nome: Daniele.
Dov'è questo povero uomo? E' diventato invisibile? Come può essere ancora vivo senza mangiare, senza cure dal 10 giugno, giorno in cui si è perso nella folla della Stazione?