domenica 26 luglio 2015

Fra il civismo di Alessandro ed il pragmatismo di un cittadino

Da: ANSA.it

Alessandro Gassmann lancia #romasonoio. L'hashtag per i romani: 'Puliamo noi la città


"Roma sono io. Armiamoci di scopa, raccoglitore e busta per la mondezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città". Diventa virale la proposta lanciata ieri pomeriggio su Twitter da Alessandro Gassmann e diventata in poche ore tra le più cliccate sui social network. "Diamo un esempio di civiltà a chi ci governa ed a chi ci insulta", scrive. "Bella l'idea ma se paghiamo le tasse - scrive un utente - spetta ad Ama non al civismo firmato Gassmann il decoro della città. Non scherziamo".  


Ben venga lo spontaneo e genuino pensiero di Alessandro Gassmann, si sente che viene da un animo sincero e appassionato per la nostra Capitale, e ha ragione anche chi oppone il fatto che paghiamo le tasse per avere i Servizi e dobbiamo pretenderli.

La virtù è come sempre nel mezzo.
Più persone come Alessandro che abbiano senso civico, che scarseggia, e più cervello e capacità di gestione della Cosa pubblica da parte di chi è pagato (molto bene) per gestirla. 

Roma è la Capitale di un Paese che sente anche altrove il degrado, salvo eccezioni come Salerno ad esempio, ma essa è l'emblema della paralisi in cui Leggi inapplicate e paura di sanzionare ci hanno gettati. 

Il degrado si combatte e si elimina con l'applicazione delle regole, imponendole a chi non le rispetta con la sanzione che deve essere certa, dura e senza deroghe ed eccezioni.
Solo così si ottiene che la gente non si comporti bestialmente come ormai avviene: gente che defeca e piscia per le strade, gente che lascia i propri rifiuti ovunque, va sanzionata.
Se si comincia a dire che il tale è un barbone e non può pagare la sanzione si deve obbligarlo a pagarla con la pena in natura: scopa e secchio in mano e gli si fa ripulire una zona. Questo non è impossibile nel Diritto, tali pene vengono applicate in Paesi civili da magistrati intelligenti. A furia di ripulire anche il barbone imparerà a rispettare di più la città, ad andarsi a lavare nel bagno pubblico e non a fare i propri servizi in strada.
Il resto della cittadinanza deve pagare. Anche il gesto menefreghista di chi, finito il pacchetto di sigarette, lo accartoccia e lo getta in strada deve essere sanzionato.
Cosa è cambiato nella Legge da quando molti anni fa io gettai un fazzoletto di carta dal finestrino ed un Vigile Urbano mi riprese severamente dicendo che non dovevo farlo più altrimenti mi avrebbe fatto la multa? 
E' cambiato il Costume! Ogni sanzione, ogni freno sembrano una limitazione della libertà!!
Ma non esiste la libertà di lordare i luoghi dove dobbiamo vivere tutti!! Questo DEVE ESSERE PUNITO!
Mi spiace per chi si aggiusta la realtà e vuole a tutti i costi, demagogicamente, negare che la presenza di stranieri, con abitudini che inducono il degrado, ha aiutato ed aiuta nella discesa verso gli inferi. 
Gli zingari, italiani o meno, sono autori di sporcizia e chi lo nega nega l'evidenza. Non hanno regole: bisogna imporgliele. Le Regole sono alla base del vivere civile.
Tutti sanno dell'abitudine, ormai assunta anche dagli italiani della vita notturna all'aperto (che chiamano "movida" all'uso spagnolo), di bere direttamente dalla bottiglia per poi gettarla in strada dei soggetti provenienti dai Paesi dell'Est. Un uso di persone di bassa lega, brutto, volgare, che però ha preso piede anche grazie ai brutti film statunitensi in cui attori famosi fanno altrettanto.
Così importiamo la barbarie e lasciamo i nostri italici costumi che, anche quando erano di persone umili, erano sicuramente più eleganti: nelle osterie gli operai versavano il vino dal fiasco o dal "litro" nel bicchiere e da esso bevevano. 

Ora le strade sono piene di bottiglie di vetro, in prevalenza di birra, che sono più delle metalliche lattine.
Poi le cicche di sigaretta, anche frammiste alla sabbia sulle spiagge, insieme a milioni di cannucce di plastica dei "succhini" grazie a madri incivili e distratte nell'educare i propri figli.
E vogliamo parlare dei "writers?" Gli imbrattatori di treni, di monumenti, di muri, che alcuni sconsiderati giornalisti dei miei stivali hanno voluto solleticare chiamandoli "artisti"?
Ma artisti de che?!!!

I treni dei pendolari, già carri bestiame, non consentono ai poveracci che li prendono di poter guardare fuori dal finestrino per vedere se sono arrivati alla loro stazione grazie a questi "artisti" che imbrattano i vetri con le loro orribili scritte e scarabocchi!
Insomma bisogna riformare la mentalità, il costume, accettare le regole, altrimenti non se ne esce.
Ovviamente, poi, servono Sindaci che sappiano controllare i Servizi di pulizia strade, dei giardini, cura del verde ecc. ecc..
Marino è onesto? Ci fa piacere. Capisco che gli Italiani, depredati da banditi di ogni risma che hanno gestito la Cosa Pubblica, ormai si accontentano che uno sia almeno onesto, ma non basta. E' stato un bravo Chirurgo, se non sa amministrare torni al suo alto mestiere: salvare vite umane! Oppure vada a scuola dal tanto contestato De Luca e si faccia spiegare come ha fatto ad amministrare così bene Salerno! 

Renziiiiii!!! Allora non ci senti!!!!?

Dal Blog di Beppe Grillo


Alcuni partiti non hanno presentato per tempo i giustificativi di spesa dei propri bilanci facendo slittare i controlli della commissione e per legge, senza la verifica di tutti i documenti, non possono prendere i finanziamenti pubblici per decine di milioni a fine luglio ( no, non sono stati ancora aboliti). Quindi il Pd cambia la legge con due emendamenti di Teresa Piccione, la piccioncina del pd, che permettono di rimandare di un anno i controlli sui bilanci. Se l'ufficio di presidenza sborserà i soldi ai partiti con questo escamotage truffa, il M5S li denuncerà e li trascinerà in tribunale.
intervento di M5S Parlamento
"In questi giorni di fine luglio tra i partiti c'è il panico: siccome c'è il rischio che nelle loro casse non arrivi la tranche dei finanziamenti pubblici, senza i quali non sono in grado di sopravvivere, si stanno tutti spremendo le meningi per trovare un escamotage utile ad aggirare la legge e a prendersi lo stesso e illegittimamente questi soldi.
Affamati e capaci di tutto, ecco che cosa si sono inventati pur di mettersi in tasca i quattrini.
In base alla legge truffa sulla finta abolizione del finanziamento pubblico ai partiti approvata da Enrico Letta, i bilanci dei partiti devono essere certificati da una Commissione di controllo istituita alla Camera. A giugno, però, la commissione si blocca perché non ha risorse umane e strumentali a sufficienza per vagliare i bilanci.
La maggioranza decide allora di fare una leggina (a firma di Boccadutri) che assegna alla Commissione le risorse per poter finalmente vagliare i bilanci e sbloccare i finanziamenti. Ma il tempo stringe e la scadenza – il 31 luglio – si avvicina e allora ecco comparire, nel silenzio generale, due emendamenti del Pd a firma Piccione che trovano la soluzione magica per intascare il bottino:rimandare di un anno i controlli della Commissione, sbloccando di fatto la tranche in scadenza. A questa porcata, aggiungono anche un'altra nefandezza: con un colpo di spugna cancellano le sanzioni che oggi la legge prevede per chi truccando i rendiconti ottiene finanziamenti illeciti.
Ci risiamo: Leggi taglia e cuci adattate come un vestito alle esigenze di chi ha il potere e lo usa sopra la testa, necessariamente distratta e disinformata, dei cittadini. 
Dal mio post del 16 luglio scorso:
Cosa c’è nella nuova legge?
Il finanziamento pubblico – che formalmente è un “rimborso elettorale”, ma ci torniamo – viene abolito, anche se non immediatamente. Nel 2014 i fondi erogati ai partiti saranno tagliati del 25 per cento, nel 2015 del 50 per cento e nel 2016 del 75 per cento. Dal 2017 questo tipo di finanziamenti diretti dello Stato, in forma di rimborsi, saranno completamente aboliti.
E ancora...
Roma, 16 lug. 2015 (askanews) - Il MoVimento Cinque Stelle denuncia il tentativo di boicottare il blog di Beppe Grillo da parte delle altre forze politiche impegnate alla Camera nell'esame di una leggina a prima firma Sergio Boccadutri, ex tesoriere di Sel poi passato nel gruppo Pd, che i Cinque Stelle considerano fatta per far rientrare un pò di soldi pubblici nelle casse dei partiti..


Capito Boccadutri ex SEL ora PD?! 
La Legge per il 2015 prevede il taglio del 50% dei miliardi di euro che si sono dati in tutti questi anni nonostante il referendum, ma per averli dovevano rendicontare le loro spese e non l'hanno fatto tutti i partiti, dunque si fanno una leggina apposta per aggirare le regole!
No Renzi e compagnia bella, così non va bene!
Così sarà inevitabile votare tutti per chi i finanziamenti non li ha mai presi rispettando la volontà popolare!!

L'India sputa all'Italia

Maro': l'India si opporra' all'arbitrato chiesto dall'Italia, per Delhi il tribunale di Amburgo non e' competente

Maro  l India si opporra  all arbitrato chiesto dall Italia  per Delhi il tribunale di Amburgo non e  competente
07:06 26 LUG 2015

(AGI) - New Delhi, 26 lug. - L'India si opporra' alla richiesta di arbitrato presentato dall'Italia al Tribunale Internazionale del diritto del mare di Amburgo (Itlos) sul caso due due maro', Salvatore Latorre e Massimiliano Girone, alla prima udienza fissata per il 10 agosto. Lo ha reso noto il procuratore aggiunto generale P.S Narsimha, che rapprsentera' New Delhi di fronte al tribunale di Amburgo, al quotidiano The Hindu. Narshima ha anticipato che "contesteremo a tribunale dell'Itlos la sua stessa giurisidzione (titolarita' a decidere, ndr) perche' solo l'India ha la giurisdizione di perseguire crimini avvenuti nel Paese". Non solo. L'india "contestera all'Italia anche di non aver esperito tutte le procedure legali previste (dalla legge indiana) prima di invocare la giurisdizione dell'Itlos (che per New Delhi e' solo uno dei quattro forum che possono valutare dispute internaionali). L'India contestera' anche che non ci sono circostanze convincenti per autorizzare qualsiasi misura provvisoria", quali il ritorno di Girone in Italia e la permanenza per tutta la durata dell'arbitrato di Latorre nel nostro Paese come chiesto da Roma. (AGI) .

E' ormai fuori da ogni dubbio che l'India DISPREZZA l'Italia e la morte di due poveri pescatori, ammazzati da chi non si sa perché non ha mai istituito un processo, è solo un pretesto per umiliarla all'estremo e all'infinito.
L'errore madornale del comandante della nave commerciale che trasportava petrolio, per noi materiale energetico strategico, di accostare alle coste indiane lasciando le acque internazionali dove transitava, ha innescato nelle autorità indiane la possibilità di tenerci al laccio.
I militari che erano sulla nave, chi ne aveva il comando, non si sono opposti proprio perché avevano la coscienza a posto, avendo sparato in aria all'avvistamento di barche ritenute di pirati che si accostavano alla nave.
Non si è mai saputo da quale nave, ne transitavano altre, sono partiti i fatali colpi verso la barca dei pescatori.
In questi lunghi anni ne abbiamo viste di tutte: addirittura l'India ha minacciato di considerare i nostri militari alla stregua di terroristi meritevoli di pena di morte, ha sequestrato il nostro Ambasciatore...
Con la Scienza del poi non si può che dire che aveva ragione il Ministro degli Esteri Terzi del governo Monti che hanno zittito e messo in minoranza.
Tanta lealtà e tanto onore mal spesi verso un Paese sadico che se ne frega dell'Italia, nemmeno fossimo un paesetto senza Storia.
Quali grandi interessi economici ci legano a questo paese da farci trattare così?
Latorre DEVE restare in Patria e Girone dovrebbe poter ritornare con tutta l'Ambasciata Italiana a New Delhi dopo la rottura dei rapporti diplomatici.
Una strada questa molto difficile sul piano logistico: a questo punto non restano che i Servizi. Girone a casa tramite loro e poi chiusura dell'Ambasciata.  

Scuola in ritardo ma non per colpa di Matteo Renzi

Da: La Repubblica.it

Scuola, partono le assunzioni: vademecum per i precari in attesa

Pubblicato il bando. Vanno presentate le domande entro il 14 agosto. Provveditorati pronti alle prime 36.627 di supplenti. Ma sulle norme ci sono ancora incertezze




Arriveranno a Scuola ad anno scolastico inoltrato perché, nonostante la volontà di Matteo Renzi e le sue raccomandazioni di fare presto, chi ha messo stupidamente e pretestuosamente il bastone fra le ruote a questa Riforma ha ottenuto questo bel risultato: non tutti subito e in ritardo.
Un'altra bella cosa che hanno ottenuto i soliti disfattisti all'italiana è che nella Riforma era inserita la possibilità per gli Istituti Scolastici di avere finanziamenti attraverso il 5xmille.
Ora, grazie all'opposizione con motivi pretestuosi, non più.
Chi dirige una Scuola o chi l'ha diretta con coscienza anche nel ruolo di Vicepreside sa che il bilancio annuale standard per le spese si aggira sui 5.000 euro l'anno, cifra con la quale si deve fare tutto: dalla carta per le fotocopie al resto.
A chi ha giovato togliere dalla legge questa possibilità per le Scuole di accedere al 5xmille come voleva Renzi?
Ma alle onlus impegnate nei vari Servizi Sociali che dovrebbe dare lo Stato ma che, in un Paese senza Lavoro,  forniscono loro dando lavoro a tanti facenti parte della "parrocchietta", cattolica o di sinistra non fa differenza, e usufruendo di una summa di agevolazioni fiscali indecente.
Il 5xmille alla Scuola lo avrebbe sottratto a loro.
Ormai siamo il Paese delle Organizzazioni senza fini di lucro (apparentemente), delle Cooperative volte al Sociale (vedi Buzzi) e chi ha tolta questa possibilità di finanziamento delle attività basilari delle Scuole ha favorito queste organizzazioni non governative.
Quanta gente l'avrà capito? Quanta gente sa veramente come funziona una Scuola? A cosa mai saranno serviti i "Decreti delegati" che dovevano, secondo la sinistra, coinvolgere i genitori nella gestione scolastica se, al fondo, questi non hanno capito niente? 
Si chiedessero perché debbono in certe Scuole provvedere con i loro privati soldi a comperare persino la carta igienica per i bagni dove vanno i loro figli.
Non la Ragione impera in Italia, bensì la stupida Demagogia. 



sabato 25 luglio 2015

Ancora un Omicidio Stradale

Da: La Stampa.it

Ubriaco in contromano sulla tangenziale: 2 morti a Napoli

Il conducente è l’unico a essersi salvato. Le vittime sono una ragazza di 22 anni (che viaggiava con lui) e un uomo di 48 anni

La sorte ha favorito l'assassino e la morte si è presa l'innocente che si era alzato prima delle 4 del mattino per andare al lavoro, mentre l'assassino si è salvato e non è neppure grave. 
A vedere le due auto, entrambe con il cofano distrutto e parte degli abitacoli, ci si chiede come mai non è morto anche l'assassino che, al contrario dell'innocente che andava al lavoro a quell'ora in cui gli altri dormono, tornava dalla solita discoteca dove aveva passato la serata e la nottata ubriacandosi. 
L'innocente si chiamava Aniello Miranda, operaio di Torre del Greco, e guidava correttamente la sua Fiat Panda: è morto sul colpo a soli 48 anni. 
Il nostro Parlamento, lo scrivevo solo pochi post fa, il 24 luglio, non ritiene importante la vita umana e non decide sull'Omicidio Stradale. Magistrati pietosi con gli assassini e non con le vittime continueranno a dare pochi anni anche per tre vite umane, come il caso che ho riportato nel post del 24 luglio che, debbo dire, dalle statistiche vedo che hanno letto in pochi: il dolore non interessa. 

venerdì 24 luglio 2015

"Chi l'ha visto?" pubblica la lettera disperata del padre di Daniele Potenzoni a Berlusconi


"Egregio Cavaliere Berlusconi, 

mi permetto di scambiare con lei due parole; chi le scrive è un padre disperato, ed avendo visto in TV il suo modo di lottare per le ingiustizie, affinchè si sappia la verità, ho sentito la necessità di scriverle.

Sono il papà di Daniele, un ragazzo disabile di 36 anni, affetto da autismo con schizofrenia.

Noi siamo una famiglia di Pantigliate, un piccolo paese di Milano. Mio figlio Daniele frequenta un centro diurno dalle 08.00 alle 15.00, il resto della giornata lo trascorre con la sua famiglia, all’oratorio, lui ama i luoghi non affollati, le altalene, la chiesa, i parchi e adora camminare, tanto è che nel paese lo conoscono tutti, ha un grande cuore e non dice mai di no, a chi ha bisogno di comprare il pane o altre cose.

Pur avendo 36 anni, lui è buono e innocuo come un bambino. Adesso sono disperato perché nel ormai lontano (per me) 10 giugno 2015 ho mandato mio figlio Daniele in gita di 3 giorni a Roma per l’Udienza del Papa, sono e mi sento in colpa, ma mi tranquillizzava saperlo accompagnato da educatori esperti del Centro, invece quella maledetta mattina alle ore 9.00 l’hanno perso, smarrito, come si fa con una cosa, un pacco, non avendone cura. Da allora vivo nell’angoscia, non ho più notizie, dei responsabili si sta occupando la magistratura, ma per le ricerche di mio figlio ci sono solo volontari come l’Associazione Famiglia di Roma che dal primo giorno non ha mai abbandonato le ricerche di Daniele; ma le Istituzioni, il Sindaco del paese, la chiesa ecc. all’inizio hanno raccolto dei fondi per finanziare le ricerche. Ma i giorni passano senza pietà e senza risposte.

La nostra è una famiglia modesta come tante che oggi fanno fatica ad arrivare a fine mese, ma in questi 45 giorni ho fatto e tentato di tutto per mio figlio, volantinaggio tappezzando tutta Roma, partecipazioni in TV per lanciare appelli, ma ad oggi, quasi fine luglio, Daniele sembra scomparso nel nulla. Come è possibile ? Adesso è a Roma, solo, da più di 40 giorni senza terapia medica. Come starà mio figlio? 

Egregio Cavaliere, mio figlio non ha aperto la porta ed è scappato per un capriccio, torno a ripeterlo, lo hanno perso!

La prego, mi aiuti affinchè Daniele non scompaia per sempre. Le domando, se è a conoscenza dell’esistenza di fondi stanziati dalla Regione o dallo stesso Stato per supportare le spese per le ricerche, o indicarmi magari qualche altra strada, o a chi altro possa rivolgermi per ritrovare mio figlio Daniele (Disabile).

Spero con tutto me stesso che legga questa lettera, e dare quindi un senso allo sfogo di un papà veramente disperato.

In attesa di una sua risposta, la ringrazio della sua attenzione".
Potenzoni Francesco

Un uomo anziano e disperato si rivolge ad un uomo ricco e potente.
Speriamo che possa fare qualcosa per lui e per il suo sfortunato Daniele. 

Da più di un mese gira per Roma con il fratello di Daniele: spese di albergo e spese di viaggio insostenibili per una famiglia di modeste condizioni economiche che risiede in provincia di Milano.

Omicidio stradale: quando?

Da: Il Fatto Quotidiano 24 luglio 2015

Milano, investì e uccise donna incinta e il figlio piccolo: condanna a 2 anni e 4 mesi

Due anni e 4 mesi di carcere. E’ questa la condanna inflitta all’uomo che il 20 ottobre 2013 investì e uccise con la sua auto una donna incinta di 7 mesi e il figlio di 4 anni in viale Famagosta a Milano. Il gup Roberto Arnaldi ha disposto anche 1 anno e 4 mesi di sospensione della patente.
“Siamo soddisfatti per questa sentenza, speriamo che sia uno sprone per approvare finalmente la legge sull’omicidio stradale”, ha spiegato l’avvocato Domenico Musicco, legale dei familiari della donna, di origini egiziana, parti civili nel processo con rito abbreviato, e presidente dell’Associazione vittime di incidenti stradali, sul lavoro e malasanità.
“Questa è la legge – ha spiegato il marito della vittima – penso che in Egitto la pena sarebbe stata più alta“. I familiari hanno ricevuto una provvisionale, mentre l’ammontare complessivo del risarcimento verrà quantificato in sede civile. Nelle scorse udienze la procura di Milano aveva chiesto la condanna a 3 anni di reclusione dell’uomo.
Come era emerso con il deposito di una perizia cinematica e come riportato nell’imputazione formulata dal pm Marcello Musso, il 29enne Roberto Andrea Luciano, accusato di omicidio colposo e procurato aborto, quando investì la donna incinta e il bimbo stava viaggiando con la sua auto di sera e in una strada bagnata per la pioggia ad una velocità di circa 100 km/h, quando il limite in quel tratto è di 50 km/h.
Stando alle indagini, la donna egiziana, nel tardo pomeriggio del 20 ottobre 2013, era stata colpita dalla parte anteriore sinistra della macchina e il bambino di 4 anni, Roumando, era stato sbalzato via dall’impatto per circa 40 metri. Tanto che i soccorritori non si erano accorti che anche il piccolo era un’altra vittima dell’incidente e fu trovato solo dopo un’ora, quando il padre giunto in ospedale, dove morì la moglie con il bimbo che portava in grembo, avvisò i medici che l’altro figlio era con la mamma.
“A distanza di oltre 10 anni da quando sono stati previsti sarebbe ormai opportuno installare i più moderni tutor al posto degli autovelox – ha concluso l’avvocato Musicco – dato che rafforzano ancor di più la sicurezza delle strade”.
Può succedere  ad ognuno di noi di investire involontariamente qualcuno che ci attraversa all'improvviso la strada, ma allora si tratta di Omicidio Colposo.
Non è più Omicidio Colposo se si dimostra che tenevamo una velocità superiore a quella consentita dalla segnaletica stradale in quel tratto di strada, come nel terribile caso riportato nell'articolo, come non lo è più se stavamo effettuando un sorpasso dove la segnaletica lo vieta espressamente, come non lo è più se non abbiamo rispettato un segnale di dare precedenza... Tutte cose che vedo fare ogni giorno continuamente a gente che per puro miracolo non ammazza nessuno, cosa che non toglie nulla alla gravità del loro agire al volante.
Poi ci sono i casi sempre più frequenti di gente ubriaca, drogata ecc. che guida e uccide anche innocui passanti sul marciapiede.
L'attuale Parlamento è in tutt'altre faccende affaccendato e la vita umana per esso non è così importante come le Unioni Civili per le coppie omosessuali, oppure altre leggi urgentissime.
La vita umana può aspettare. E purtroppo non è vero nei fatti quello che disse molto tempo fa l'Avv. Li Gotti e che io riportai in un mio post sempre su questo argomento: ci sono sì le aggravanti anche nel reato di Omicidio Colposo, ma esse non vengono mai applicate abbastanza, vedi in questo caso in cui l'assassino andava a 100 Km/h in un tratto in cui la velocità massima doveva essere della metà. 
21 agosto 2011 

Art. 589 Codice Penale. Omicidio colposo.

Ho firmato per la raccolta firme per istituire il reato di Omicidio Stradale. Ora sembra che vogliano istituirlo. Ma non basta mai l'informazione, giacchè leggo su "La Repubblica" del 17 agosto scorso un commento del Sen. Li Gotti di Italia dei Valori che dice che già esisteva la possibilità di dare pene consistenti a chi uccide con l'auto, non per fatalità soltanto, ma avendo messo in atto una serie di comportamenti in violazione di regole del Codice della Strada.
A questo punto mi chiedo come mai queste pene, già previste dal Codice Penale e citate da Li Gotti, non vengono mai applicate dai magistrati e come mai questi magistrati non paghino mai per la loro indulgenza verso gli irresponsabili assassini che, oltre a togliere la vita a qualcuno, spezzano anche quelle di chi quel qualcuno amava.

giovedì 23 luglio 2015

Simulazione e menzogna

Da: La Stampa.it

“Bossetti non ha mai tentato di uccidersi”

Secondo il Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria, il tentativo di suicidio di Massimo Bossetti «non si è mai verificato». Il segretario Donato Capece afferma che «la notizia è priva di fondamento. Non è accaduto nulla. Fa specie che circolino certe notizie dopo due drammatici fatti come i suicidi degli ultimi giorni». Una smentita che però ha fatto andare su tutte le furie l’avvocato Claudio Salvagni. «Non ci sto a speculazioni sulla pelle delle persone. E’ indegno discutere su cosa sia ......
MARCO BIROLini

Di indegno nella storia umana di questo operaio, che ha lasciato un segno scientificamente certo sul corpicino martoriato di una creatura di 13 anni, ci sono molte cose e, se è vero che il nostro Ordinamento Giudiziario gli concede la difesa, è anche vero che non tutti gli avvocati avrebbero accettato il suo caso. Confesso che questo Salvagni mi fa un poco impressione.
A tutto l'impianto accusatorio che corrobora il processo manca solo la ripresa filmica in diretta del delitto.
Ormai siamo a questo: che si mette in dubbio ogni evidenza fin al punto del paradosso.
Questo ormai non avviene solo per un Bossetti, ma anche in altri casi come quello della madre, sotto processo per l'assassinio del figlio, che nega persino le riprese delle telecamere di sorveglianza e, nonostante nessuno a scuola abbia mai visto quella mattina il povero bambino, continua a dire che lei ce lo ha portato.
Le menzogne sono normali per gli assassini e mi meraviglio che qualcuno se ne meravigli.
Raramente avviene una presa di coscienza del proprio delitto davanti al mondo e relativo pentimento.
Gente che compie atti così efferati è costruita dentro di sé in modo mostruoso e necessariamente porta una maschera a difesa della propria mostruosità interiore.
I giornalisti che scrivono di codesti delitti debbono per necessità di cose parlare in modo da non essere querelati, finché non esce una sentenza che consenta di scrivere come stanno le cose realmente usando la parola ASSASSINO senza l'aggettivo PRESUNTO. 
Ma prima della sentenza si può scrivere che colpisce una particolare connotazione della famiglia Bossetti portata alla simulazione ed alla negazione della realtà, che fa pensare o ad una impostazione data dalla madre, in particolare, all'accusato e alla sua sorella gemella, oppure a quella che qualche studioso di psicologia chiamò "amoralità costituzionale". Che il nostro carattere, la nostra personalità, siano dipendenti in gran parte dal nostro DNA è scientificamente provato, il resto è deputato all'ambiente.
Certo l'ostinata negazione da parte della madre fedigrafa di Bossetti di aver mai avuto rapporti con colui che è risultato essere il padre biologico della coppia gemellare, lascia stupefatti.
Certo le ripetute aggressioni subite e denunciate dalla sorella gemella, che si è fatta riprendere dalle televisioni con il collarino a dimostrazione dell'insulto violento avvenuto, non hanno trovato riscontri di realtà da parte della Autorità Giudiziaria.
Ora la Polizia Penitenziaria smentisce il ventilato tentativo di suicidio dell'uomo che gironzolava nella zona dove è sparita Yara e che ha lasciato su di lei il suo DNA.
L'ostinata negazione della REALTA' ed il tentativo di apparire vittime è tipico di chi vive in modo scorretto, ma mai lo ammetterebbe davanti al mondo, pensando sempre di poterlo ingannare.

martedì 21 luglio 2015

Società italiana: cambiamenti epocali

Da: ANSA.it

Strasburgo condanna Italia, riconosca unioni civili

Corte diritti umani accoglie ragioni di tre coppie omosessuali

21 luglio, 19:36
STRASBURGO - L'Italia deve introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. L'ha stabilito la Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno condannato l'Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali, che da anni vivono insieme in una relazione stabile. E ha stabilito che lo Stato dovrà versare a ognuno di loro 5 mila euro per danni morali.

La Corte di Strasburgo ritiene che l'Italia debba introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso perché considera che "la protezione legale disponibile attualmente a coppie dello stesso sesso non solo non garantisce i bisogni fondamentali per una coppia che sia in una relazione stabile, ma non dà neanche sufficienti certezze". A fare ricorso alla Corte europea dei diritti umani sono state tre coppie di omosessuali che vivono insieme da anni rispettivamente a Trento, Milano e Lissone (provincia di Milano). Tutte e tre hanno chiesto ai loro Comuni di fare le pubblicazioni per potersi sposare ma si sono viste rifiutare la possibilità. La sentenza di oggi della Corte di Strasburgo diverrà definitiva tra 3 mesi se i ricorrenti o il Governo non chiederanno e otterranno un rinvio alla Grande Camera per un nuovo esame della questione.

Quella di oggi potrebbe essere solo la prima di una serie di sentenze con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo si pronuncerà sulla necessità di introdurre nell'ordinamento nazionale una norma che riconosca le unioni civili. Davanti ai giudici di Strasburgo sono infatti pendenti altri quattro ricorsi riguardanti la registrazione di matrimoni contratti all'estero e uno in cui si chiede di condannare l'Italia perché ha impedito il ricongiungimento familiare di una coppia formata da un cittadino italiano e dal suo compagno neozelandese. La Corte di Strasburgo ha già comunicato al governo i ricorsi presentati da varie coppie (di cui una formata da donne e le altre da uomini) che essendosi sposate in Canada e Olanda hanno chiesto alle autorità italiane di registrare l'atto di nozze.

Tutte le coppie si sono viste rifiutare la trascrizione perché la legge italiana non riconosce il matrimonio tra persone dello sesso sesso. Le coppie si sono quindi rivolte alla Corte di Strasburgo sostenendo che l'Italia sta violando il loro diritto al rispetto della vita privata e familiare, al matrimonio e a non essere discriminati perché nella legislazione non è prevista alcuna forma di riconoscimento legale della loro unione. In pratica, le stesse argomentazioni sostenute dai ricorrenti a cui oggi Strasburgo ha dato ragione. L'altra causa pendente davanti alla Corte è invece incentrata sull'impossibilità per un cittadino della Nuova Zelanda di ottenere un permesso di soggiorno come membro della famiglia per raggiungere il suo compagno italiano. Nel suo ricorso, la coppia - che ha finito per trasferirsi per ora in Olanda - accusa l'Italia di averli discriminati sulla base del loro orientamento sessuale rispetto agli altri cittadini.

Le pressioni sono tali, anche a livello europeo, che il cambiamento della Società italiana dovrà adattarsi e tenere conto di una realtà che non ha precedenti nella Storia dei popoli.
Infatti, se l'omosessualità era socialmente accettata in alcuni popoli antichi, ad esempio l'Antica Grecia, il matrimonio o una forma di unione legalizzata della coppia era sempre rigorosamente eterosessuale, rispettando i dettami della Natura volti alla procreazione e alla difesa ed educazione della prole.
Il Diritto ora invece invoca protezione anche per la coppia che, non seguendo i dettami naturali, segue quelli sentimental-sessuali e chiede la protezione sociale per queste coppie.
Questo vuol dire che il problema pensionistico relativo alle pensioni di reversibilità graverà sul bilancio dello Stato.
E' un cambiamento epocale sul piano del Diritto.
Se sarà una scelta giusta, soprattutto se verrà riconosciuta la reversibilità pensionistica al compagno superstite, questo lo dirà il futuro.

Un'altra notizia dell'ultima ora è la sentenza che ha concesso ad un uomo, che psicologicamente si sente donna da molti anni, di cambiare sul suo stato civile il genere da maschile a femminile anche se egli non si è sottoposto a trattamento chirurgico con asportazione del pene.
Dunque un giudice ha stabilito che un uomo biologicamente tale, che quindi in ogni cellula del suo corpo ha 46 cromosomi di cui 2, la coppia dei cromosomi che determinano il sesso, sono XY, può essere dichiarato femmina sui documenti.
Anche qui c'è uno stravolgimento epocale del Diritto ma, mentre nel caso delle Unioni Civili delle coppie omosessuali il cambiamento epocale può essere ritenuto un'acquisizione di civiltà, non ghettizzando chi è diverso dall'inclinazione data dalla Natura e così regolamentando alla luce del sole dei sentimenti stabili, in contrapposizione al disordine di chi si vede costretto a nascondersi, cambiare il sesso sui documenti di un uomo che lo è biologicamente, con tutti i caratteri sessuali primari e secondari dati dal suo DNA, è creare un artefatto dei documenti di riconoscimento i quali nascono e sono stati istituiti proprio per il contrario: per riconoscere e stabilire chi è veramente una persona. 
E' facile intuire a quali inganni può portare concedere siffatti documenti che attestano qualcosa che non è biologicamente reale.
Nel caso in cui l'uomo o la donna, che ottengano il Diritto di cambiare genere sui propri documenti, non svelino ad eventuali partner cosa sono veramente possono trarre in inganno questi ultimi con il beneplacito dell'Autorità dello Stato fino alle estreme scioccanti conseguenze.

Fiorucci: storia

UN 'GIALLO' LA MORTE DELLA CONTESSINA

TRENTA NEGOZI NEL MONDO 80 MILIARDI DI FATTURATO MILANO - Occhio magnetico, pochi capelli sempre accuratamente pettinati, eleganza impeccabile, battuta pronta. Elio Fiorucci, 50 anni, sposato, tre figlie, da più di 15 anni è un protagonista della Milano della moda, della Milano notturna. Figlio di un commerciante di pantofole comasco, proprietario di due negozi a Milano, in via Torino e in corso Buenos Aires, Elio Fiorucci dopo una lunga vacanza nella "swinging London" torna in patria con idee rivoluzionarie. Nel ' 67 apre il negozio che ancora porta il suo nome in Galleria Passarella, capi coloratissimi, eccentrici, in materiali "poveri", che costano poco e sono alla portata di tutti. Tra i giovani, è un successo strepitoso. Per Fiorucci, da quel momento, tutto sembra facile: Parigi, Londra, New York, una trentina di negozi col suo nome vengono aperti in ogni parte del mondo. C' è un risvolto amaro: la causa che lo oppone alla madre, alla quale contende l' uso del marchio. La donna si uccide nel 1978. Attualmente nessuno dei negozi Fiorucci è ancora suo. La Fiorucci è una società per azioni: il 50 per cento venne prima acquistato dalla Standa, poi ceduto, nell' 81, a Benetton. Dal settembre ' 85 in azienda è entrato, col 45 per cento, l' iraniano Aki Nuhi. A Benetton è rimasto il 10 per cento, il restante 45 per cento è di Fiorucci. Il fatturato per l' anno scorso è stato di 80 miliardi, 25 dei quali all' estero.
di ENRICO BONERANDI  


Difficilissimo trovare sul WEB la notizia che riempì le cronache nel 1978 del suicidio tristissimo della madre dello stilista che oggi muore a 80 anni.Fu trovata morta su una spiaggia dove si era rifugiata in solitudine dopo che il Tribunale le aveva vietato di usare il suo cognome da sposata sul suo negozio: Fiorucci.Come si legge nell'unico articolo che fa cenno a quella triste vicenda Elio Fiorucci nasce figlio di commercianti che avevano negozi, poi del cognome egli ha fatto un marchio ed ha fatto causa a sua madre perché NON doveva usarlo più, essendo diventato un marchio registrato che l'aveva reso miliardario e noto in tutto il mondo. Egli oppose quale argomentazione che la creatività successiva era dovuta esclusivamente a lui.La madre ne morì per lo scoramento.Nelle interviste che ho trovato a lui fatte egli non nomina mai sua madre, parla solo del padre e dei negozi di famiglia dove lui ha cominciato.Mi ha colpito leggere che si vantava di non mangiare "i suoi fratelli animali", insomma di non nutrirsi della carne degli animali che noi alleviamo per poi ucciderli e cibarcene.