martedì 11 agosto 2015

Ci guadagna!!

Da: Il Fatto Quotidiano

Migranti, Galantino (Cei): “Affermazioni di piazzisti da quattro soldi”. Salvini: “O non capisce o ci guadagna”

Mons. Galantino - Sapete quanto costano i paramenti "sacri" che indossa in questa foto il Monsignore? Sono cresciuta nel quartiere Prati, a Roma, andavo nella Basilica di S. Pietro a piedi da Via Ottaviano dove abitavo. Via di Porta Angelica, Via della Conciliazione, erano piene (e credo lo siano ancora) di negozi che esponevano paramenti sacri per la Chiesa Cattolica: oggetti costosissimi! Anche la poltrona dove siede il Monsignore è costosissima!
Già allora, pur essendo credente secondo gli insegnamenti della mia famiglia, si affacciava alla mia mente il pensiero perplesso del contrasto fra la magnificenza degli oggetti contenuti nelle Chiese, la ricchezza delle Chiese stesse (i marmi, i candelabri) e quello che i preti ci ripetevano: bisogna aiutare i poveri...
Io pensavo a quanti poveri si sarebbero potuti sfamare con i soldi spesi per quei paramenti sacri, a quante case si sarebbero potute costruire con i soldi anche di una sola delle Chiese magnificenti di Roma... 

La Chiesa Cattolica ricomincia ad usare il suo Potere malamente. La maschera "francescana" del Papa gesuita non basta a coprire le macroscopiche contraddizioni che sono NEI FATTI.
Salvini sarà pure un piazzista ma loro, certi preti della Chiesa Cattolica come questo Mons. Galantino, sono peggio di "furbi contrabbandieri macedoni", per dirla con Battiato. Alla fine, nonostante la raffinata ipocrisia, l'ha detto in un'intervista: "Con l'8 x mille alla Chiesa Cattolica noi facciamo del bene anche in Giordania dove ospitano due milioni e mezzo di profughi".
Pinocchio dammi i tuoi zecchini d'oro che poi ci pensiamo noi....
L'esempio della accogliente Giordania è subito smantellato dalle immagini dei campi profughi: tende su tende, bambini...
Ecco come generosamente, secondo Mons. Galatino, vengono ospitati i profughi siriani dalla contigua Giordania.
  


E' evidente la scritta?

La Giordania confina con la Siria.
Non mi risulta che noi confiniamo con lo Zambia, con il Gabon, con l'Eritrea, con il Marocco... (per il resto leggere sul web  l'elenco dei Paesi di provenienza dei "rifugiati" che sbarcano in Italia, i quali si affidano ai farabutti traghettatori provenendo da pochi Paesi in guerra e molti Paesi soltanto mal governati... E noi...? Dopo tanto impegno noi come siamo governati?)

A noi ci manca solo pure il Vaticano che, oltre a non pagare un mucchio di cose caricate a spese nostre, ci fa la morale...
Mi chiedo chi può essere l'italiano che paga le tasse ma che non si renda conto dell'ipocrisia offensiva di questo Monsignore e della gente come lui.
Forse esiste ancora gente come quella che credeva che doveva votare per la Democrazia Cristiana altrimenti andava all'Inferno? 

Hanno scoperto l'acqua calda

Da: Il Sole 24 Ore

Diventano un caso i maxi-stipendi ai dirigenti della Cisl, dopo le rivelazioni del sindacalista veneto Fausto Scandola raggiunto nel frattempo da un provvedimento di espulsione. I numeri degli emolumenti sfiorano, per alcuni, i 300mila euro annui. E anche se il segretario generale della confederazione Anna Maria Furlan ha promesso un cambio di rotta, la polemica infuria. «L’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio, che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre - spiega la numero uno della Cisl - esclude d’ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l'assemblea di organizzazione di novembre».
Ma non è abbastanza secondo il deputato del Pd Andrea Romano. «Il quadro dei megastipendi dei sindacalisti Cisl descritto da Fausto Scandola è una  dimostrazione concreta che la direzione nella quale insiste con molte ragioni Matteo Renzi, quando sottolinea l’urgenza della riforma e del cambiamento dei grandi sindacati italiani, è quella giusta», spiega Romano. Per il quale «Scandola racconta di un sindacato lontanissimo dal mondo reale. Sindacalisti che guadagnano fino a 10 volte tanto lo stipendio di un proprio iscritto hanno più di una difficoltà a rappresentare il mondo che dovrebbero  difendere». Perciò questo nuovo fronte «è una prova concreta dell’urgenza di riformare il sindacato rendendolo più vicino al mondo reale dei lavoratori e di superare quelle resistenze corporative che troppo spesso - secondo l’esponente dem - vedono i grandi sindacati difendere se stessi e la propria funzione, piuttosto che i diritti e i bisogni reali dei lavoratori».

Hanno scoperto l'acqua calda. Da questo piccolo blog più volte sono partite critiche ai Sindacati, al sindacalismo in genere che da tanto tempo non ha più nulla di genuino. Tutti nei posti di lavoro lo sanno e molti si iscrivono solo per insicurezza, per avere una protezione, sapendo benissimo che ci si rivolge ad un centro di potere come un altro. Tutti vedono come il sindacalista della loro sede di lavoro pensa essenzialmente a fare il proprio interesse, o piazzando figli, parenti, o piazzando se stesso nel fare carriera.
Ora si scopre che fanno parte della Casta strapagata?
Ma perché i vari Marini (casa ai Parioli a fitto agevolato, opzione economicamente vantaggiosa per comprarsela, carriera sindacale usata per avere potere e poltrona in politica) non insegnano niente? Eppure sono vecchie inchieste... Come il socialista "Orso Marsicano" finito agli arresti da politico, che quando era ancora sindacalista bastava incontrarlo di persona per vedere che del ruspante ed accattivante nomignolo non aveva proprio nulla: era un divoide con costosi vestiti, costosi orologi ostentati, atteggiamenti tutt'altro che da rappresentante dei lavoratori, bensì della serie "sono qualcuno e rappresento solo me stesso"! 
Adesso si svegliano e «L’organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio, che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre...
Ma sì!! A settembre cambia tutto! Sicuro... Ci crediamo!   

lunedì 10 agosto 2015

Avvocato ladro... Ma non per la parcella..

Da: ADNKronos

Avvocato milanese ruba portafogli a turista francese in vacanza in Sardegna

Singolare avventura per un turista francese in vacanza in Sardegna, a Giba (Carbonia Iglesias). L’uomo, un insegnante 53enne si è recato in un supermarket del paese per fare la spesa ed ha lasciato il portafoglio sul banco delle casse dopo aver pagato. Avvedutosi dello smarrimento ha fatto denuncia ai carabinieri che immediatamente hanno acquisito e visionato i filmati del sistema di sorveglianza, scoprendo il ladro. I militari si sono messi a caccia dell’improvvido ladruncolo e lo hanno trovato seduto ai tavolini di un bar.
Grande il suo stupore quando i carabinieri lo hanno invitato a seguirlo in caserma per identificarlo, scoprendo che si trattava di un avvocato milanese, anche lui in vacanza. Era in fila alle casse dietro il francese che ha poggiato il portafogli sulla cassa, ci ha messo sopra le buste della spesa, poi se lo è messo in tasca.
Di fronte all’evidenza delle riprese della videosorveglianza l’avvocato ha ammesso il furto e restituito il portafogli, con pochi spiccioli, ma con tutti i documenti d’identità, al francese, che ha rimesso la querela e fatto i complimenti ai carabinieri per l’efficienza e la velocità delle indagini. L’avvocato milanese invece è andato via dalla caserma con una raccomandazione da parte dei carabinieri.

Ha ammesso sì! L'hanno filmato mostrando tutto lo squallore della manovra che ha fatto per appropriarsi del portafogli!
Che tristezza! Ormai non c'è professione né benessere che garantisca l'onestà ... Si ruba come costume di vita... E ci si sente furbi probabilmente. Fregare il prossimo rende felici, il piacere dell'onestà, dell'integrità, questo tipo di persone non sa cosa sia.
O forse è un problema psicologico? Cleptomania?

Il disprezzo dell'India verso l'Italia

Da: Il Messaggero

Marò, battaglia al Tribunale del mare di Amburgo. L'Italia: «Girone ostaggio dell'India»

Via alla battaglia legale tra Italia e India sul caso dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, approdato oggi al Tribunale internazionale sul diritto del mare di Amburgo.

L'Italia chiede misure cautelari urgenti a tutela dei due fucilieri di Marina, da oltre 3 anni trattenuti dalla giustizia indiana con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani mentre erano in missione anti pirateria. La decisione del tribunale è attesa in 2-3 settimane, solo dopo inizierà l'arbitrato vero e proprio.

Girone è «ostaggio» dell'India, mentre la salute di Latorre è «a rischio, se fosse costretto a tornarvi». È quanto si legge nelle "Richieste di misure provvisorie" avanzate dall'Italia al Tribunale di Amburgo, pubblicate sul sito dello stesso Itlos. Delhi «viola i diritti fondamentali» dei marò e dell'Italia, prosegue il documento.

«La frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, minacciano un grave danno ai diritti dell'Italia. Per questo bisogna risolvere con urgenza la situazione», ha detto l'ambasciatore italiano a L'Aja, Francesco Azzarello, che guida la delegazione italiana, nell'udienza al Tribunale di Amburgo sui Marò.

Tra le motivazioni con cui il governo italiano chiede al Tribunale internazionale sul diritto del mare il rientro di Girone e la permanenza di Latorre in Italia per tutta la durata dell'arbitrato internazionale, si legge nel documento che Girone «è trattato come un ostaggio, costretto a restare in India nonostante non sia stato ancora incriminato», visto che Delhi lo considera «una garanzia che Latorre tornerà alla fine della sua permanenza in Italia», stabilita dalla Corte suprema indiana per gennaio 2016.

Per quanto riguarda invece l'altro marò, «gli ultimi rapporti medici sullo stato di salute del sergente Latorre evocano rischi che potrebbero verificarsi se fosse costretto a tornare in India», compreso il «rischio per la sua sicurezza e la sua vita». «In mancanza di un capo d'accusa, le restrizioni alla libertà» dei due fucilieri e la loro «durata» sono «arbitrarie e ingiustificabili», con possibili «conseguenze irreparabili per la loro salute e il loro benessere», costituendo perciò «una violazione dei loro diritti fondamentali».

«Ogni attentato ai diritti, alla salute e al benessere dei Fucilieri di Marina minaccia direttamente i diritti dell'Italia», prosegue il documento diffuso stamani. L'India viola inoltre «i suoi obblighi internazionali», «impedendo all'Italia di esercitare la propria giurisdizione» sul caso che riguarda due militari in servizio per conto dello Stato su una nave battente bandiera italiana.

L'India è si dimostrata aggressiva ma noi siamo estremamente determinati, aveva affermato ieri l'ambasciatore Azzarello. «L'Italia e l'India sono paesi tradizionalmente amici», ha sottolineato l'ambasciatore. «Ma l'incidente del 15 febbraio 2012 ha purtroppo provocato una controversia giuridica complessa, difficile ed estremamente delicata». Già «nelle osservazioni (scritte, ndr) sottoposte al tribunale giovedì scorso, la delegazione indiana ha manifestato particolare aggressività», ha spiegato Azzarello, auspicando tuttavia che «il confronto giuridico si mantenga nei binari della correttezza e della verità».

Prima di arrivare al ricorso alla giustizia internazionale, «l'Italia ha tentato in tutti i modi, attivando canali informali e formali, in più direzioni, di trovare una soluzione concordata con l'India. La mancata intesa ha costretto il governo ad attivare a fine giugno scorso una procedura arbitrale internazionale», ha aggiunto l'ambasciatore ripercorrendo le ultime tappe della vicenda.

«Poche settimane dopo ci siamo rivolti all'Itlos, chiedendo con procedura di urgenza, in attesa che l'arbitrato si concluda, che i diritti dell'Italia non vengano pregiudicati da esercizi giurisdizionali indiani, nonché il rientro di Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia».

La posizione italiana alla base delle richieste all'Itlos, che oggi e domani Azzarello illustrerà in aula, è che «il governo ha sempre, sin dal momento dell'incidente, rivendicato l'esclusiva competenza giuridica italiana, trattandosi di nave battente la nostra bandiera per fatti accaduti in acque internazionali». Per quanto riguarda i due Marò, inoltre, il governo ha sempre sostenuto che, poiché essi svolgevano funzioni ufficiali, devono godere della relativa immunità.
Dal canto suo l'India si oppone, rivendicando «la territorialità del reato commesso» (a 20,5 miglia della costa in «acque contigue») e contestando lo stesso ricorso dell'Italia alla procedura arbitrale internazionale. La decisione del Tribunale non arriverà prima di due-tre settimane, ma intanto ci si aspetta una dura battaglia in punta di diritto.

«L'Italia ha un collegio di difesa di grandissima levatura ed esperienza», ha sottolineato ancora Azzarello, che in aula cederà la parola al capo del team legale, l'avvocato britannico di origini italiane Daniel Bethlehem, ex capo del servizio giuridico del Foreign Office. «Gli avvocati fra i quali diversi italiani - ha concluso l'ambasciatore che in queste ore ad Amburgo ha lavorato con i legali alle ultime limature della strategia - hanno fatto un lavoro preparatorio encomiabile».

Tutto quello che si poteva fare sul piano diplomatico, e anche di più, è stato fatto.
L'India avrebbe potuto in questi lunghi anni trovare mille altre soluzioni a questa contesa, ma ha pervicacemente voluto umiliarci.
Secondo l'atteggiamento aggressivo ed offensivo di questo grande Paese noi avremmo dovuto transitare in acque contigue, dunque non indiane ma costituenti una fascia di mare fra le loro acque e quelle internazionali, senza scorta militare, alla mercè dei pirati, forse somali, ma viene il dubbio che le scorribande di tali delinquenti non destavano in India riprovazione né controllo, visto il subdolo comportamento di questo Paese dopo la morte dei poveri pescatori indiani: non si sa ancora per mano di chi.
I nostri militari sono stati un pretesto per tenerci sulla corda, forti della coscienza di essere noi un piccolo Paese, disarmato, mentre loro, nonostante l'estrema povertà di grande parte del popolo indiano, hanno la bomba atomica.
L'ostilità dell'India nei nostri confronti, del tutto immotivata, si è palesata sui loro giornali dove, a proposito dell'enorme sforzo di uomini, mezzi e denaro che l'Italia sta mettendo da anni in Mediterraneo soccorrendo gente che si affida a delinquenti scafisti traghettatori, hanno scritto "l'Italia fa affogare i migranti"!
Si spera nella Legge Internazionale, non essendoci altra soluzione con un simile atteggiamento estremo che vuole solo il conflitto.

domenica 9 agosto 2015

Morire imbrattando le Cose Pubbliche

Da: Repubblica.it Torino

Writer travolto e ucciso da un treno mentre fa un graffito su un vagone

Il dramma nella notte ad Arona: la vittima aveva 20 anni e abitava a Somma Lombardo. L'allarme dagli amici

Travolto da un treno merci mentre stava dipingendo con lo spray su un vagone. Così è morto stanotte alla stazione di Arona, sul lago Maggiore, un writer di Somma Lombardo. Si chiamava Edoardo Baccin, aveva vent'anni. È stato investito dal un treno cargo mentre con altri tre amici stava dedicandosi alla sua passione: disegnare graffiti. Sono stati gli altri tre coetanei - con i quali spesso Edoardo andava alla stazione di Arona a disegnare - a dare l'allarme ma quando sono arrivati i soccorsi per il ragazzo non c'era più nulla da fare.
I carabinieri hanno ricostruito la dinamica in questo modo: Edoardo Baccin era sui binari quando ha sentito avvicinarsi una motrice e si è nascosto sotto il treno fermo in stazione. Il rumore della locomotiva ha coperto quello del treno merci che arrivava subito dopo. Lui non si è accorto di questo secondo convoglio ed è uscito dal suo nascondiglio troppo presto: il macchinista lo ha visto, ha cercato di frenare, ma non ha fatto in tempo.

L’incidente che ha causato disagi nella circolazione dei treni sulle linee Domodossola-Milano e Arona-Milano. Nove treni regionali hanno subito ritardi fino a 50 minuti, altri quattro sono stati cancellati. Ritardi anche per un Euronight diretto a Parigi. Sul posto sono arrivati anche i genitori del ragazzo. Il padre, Marco Baccin, è stato un professionista di ciclismo.

Non è chiaro se Edoardo Baccin stesse disegnando con lo spray la fiancata di un treno fermo, come emerso in un primo momento dalla ricostruzione dei carabinieri, o se si fosse incamminato lungo i binari per ammirare il graffito di qualcun'altro. "I ragazzi non erano lì per disegnare", racconta Carla Tognella, mamma di uno dei quattro writer. I quattro ragazzi costituivano un gruppo di writer piuttosto affiatato. Erano conosciuti dalle forze dell'ordine del posto per i loro frequenti blitz nelle aree ferroviarie. Sembra che al momento dell'incidente Edoardo fosse lontano dai suoi tre amici, che hanno assistito alla scena e che ora sono sotto choc.

L'incidente è avvenuto poco prima delle 4. "Abbiamo preso la macchina e siamo andati a bere qualcosa, come facciamo spesso", hanno detto gli amici della vittima ai carabinieri, che li hanno ascoltati a lungo. "Non volevamo fare nulla di male, ci piace solo disegnare con le bombolette", hanno aggiunto tra le lacrime. Ad un certo punto Edoardo, il più appassionato dei writer, si è allontanato dagli amici e si è incamminato sui binari. Qualche minuto dopo il tragico incidente, con il macchinista del treno merci che prova a frenare, ma riesce a fermare la corsa del convoglio soltanto dopo un centinaio di metri. "Abbiamo sentito un rumore strano, non lo saprei descrivere, e abbiamo capito che era capitato qualcosa - hanno detto gli amici -. Edoardo non si trovava più e anche al cellulare non rispondeva".
Sulla sciagura c'è già una presa di posizione del Codacons che in un comunicato denuncia come "le istituzioni siano incapaci di fermare il fenomeno dei writer: questa è una morte annunciata".  Ma spesso si associa la parola writer a quella di vandalo. E gli amici di Edoardo si ribellano: "Il disegno era tutta la sua vita. Non chiamatelo vandalo, era un bravissimo ragazzo". Lo stesso messaggio parte da "The corner of the bomber", il negozio di Somma Lombardo frequentato dalla vittima: "Era un ragazzo solare, che amava l'arte e che aveva una grandissima passione per il writing".



La morte ci aspetta tutti, ad ogni età e nei modi più diversi e fantasiosi. E' crudele quando non è in alcun modo cercata ed arriva per colpa di altri, o per disgrazia, tipo un fulmine che ti incenerisce mentre passeggi su una spiaggia anche se ancora non piove: ricordo di un giovane che morì così, mentre aveva accanto a se la moglie incinta...
Puoi allora dire che è il fato, a cui nessuno di noi può sfuggire.
Ma non è il caso di questo giovane che a 20 anni non trovava niente di meglio che andare ad imbrattare i treni, oggetti costosissimi di proprietà pubblica. Trovo allucinante quello che scrivono queste due giornaliste e quello che dice con imbarazzante franchezza la madre di uno degli imbrattatori abituali: parla di DISEGNARE.
A me è sempre piaciuto disegnare. Volevo fare per questo il Liceo Artistico. Mio padre, uomo pratico, la pensava diversamente e così gli obbedii ed è rimasto solo un hobby. Ho una figlia e dei nipoti che disegnano molto bene... Ma noi usiamo tele, colori, fogli e matite che compriamo con i nostri soldi. Ci sembrerebbe pura pazzia andare a sfogare questo bisogno sui muri altrui, sui treni ecc. ecc.. Qui, invece, vogliono farlo passare come normale: andare alle 4 del mattino girando armati di bombolette spray (per altro costose) come ladri, nascondendosi nel buio a "disegnare" sui finestrini, sulle fiancate... Senza pensare che da quei finestrini nessuno potrà vedere l'esterno.
Qui si parla di pazzie facendole passare per normali!
Morire a 20 anni così poi... Forse era meglio che avesse acquistato tele e colori e avesse dipinto a casa sua, o all'aperto in un parco montando un cavalletto come hanno sempre fatto i VERI artisti di tutti i tempi.

Il Papa ci prende per i fondelli?

Da: Il Secolo XIX

Migranti, Calderoli: «Francesco? Un papa “alla Renzi”»

Il senatore leghista Roberto Calderoli interviene sulla polemica tra Matteo Salvini e il Vaticano in merito all’accoglienza dei migranti. «Io ho voluto conoscerlo all’inizio del suo mandato, perché ero rimasto affascinato da questo Papa che parlava come le persone normali e non dall’alto del Vaticano», premette l’ex ministro delle Riforme in un’intervista ad Affaritaliani.it. «L’ho conosciuto e gli ho parlato brevemente e avevo confermato questo mio innamoramento di questa persona. Però, con il tempo, è un pò venuto meno questa sorta di amore nei suoi confronti». Per quale motivo?
«Mi sembra un pò un Papa alla Renzi. Tutti i giorni una serie di comunicati, di slogan...ci mancano solo le slide e poi è come il segretario del Pd». Calderoli non esclude un incontro, magari insieme a Salvini, con Papa Francesco. «Se ci fosse un invito non ci sarebbe nessun problema, sicuramente da parte mia e credo anche da parte di Salvini. Io posso capire quello che cerca di dire il Papa, però la domanda che pongo rispetto alle soluzioni che sostanzialmente dicono che dobbiamo accogliere chiunque cerca di venire da noi è la seguente: ci sono un miliardo e 200 milioni di persone in Africa, se decidessero tutti di venire di qua, cosa facciamo? Il mondo deve rispondere a delle regole. E la regola è che tu non puoi entrare illegalmente in un paese, spacciandoti per richiedente asilo quando i tre quarti di queste persone sappiamo che non scappano da guerre».
Lo stesso Salvini si è ironicamente chiesto se i migranti li stanno portando anche in Vaticano... «In Vaticano c’è addirittura, non ricordo l’anno esatto in cui è stata emanata, una legge dello Stato Pontificio che prevede che nessuno possa entrare senza una debita autorizzazione. Chiunque lo faccia può essere anche arrestato. E questa legge non è più stata modificata da allora». Calderoli conclude: «Papa Francesco fa bene a pensare alle anime, ma anche a quelle di casa nostra...e non solo a quelle che vengono da fuori». E ancora: «Per me è stata una delusione quando ho visto che ha ricevuto la falce e il martello con su il crocefisso e non glielo ha piazzato sulla testa o non l’ha rifiutata. Oppure quando ha preso il sacchetto di foglie di coca e se l’è appeso al collo. Mi dispiace per il Papa, ma il messaggio che passa ai giovani deve essere di tutt’altra natura».
Ieri Matteo Salvini aveva dichiarato «Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non è un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no». Così il segretario della Lega Nord, al quotidiano online Affaritaliani.it a proposito delle parole del Papa, il quale ha detto che «respingere i migranti è un atto di guerra».
Non voterò mai Lega ma debbo dare loro ragione perché quello che dicono è semplice, ovvio buonsenso.
Il Papa sembra Pangloss, il personaggio del Candide di Voltaire che diceva sempre: "Tutto è bene!" Quando ovviamente non era bene affatto. A proposito del Candide ricordo che vi si descriveva come i gesuiti trattavano gli indigeni in Sudamerica... L'ho letto una trentina di anni fa e non me lo ricordo benissimo... Ma mi sembra che i gesuiti a cavallo e armati di spada tagliassero le teste agli indigeni che non si volevano convertire... La Chiesa ha fatto mea culpa di tutti i suoi crimini passati tramite il Papa polacco che andava a pregare con Pinochet, quindi ha fatto un reset e non vogliamo infierire... Anche se... Anche se... Pregare con un assassino come Pinochet... Bah! 
Ma torniamo all'oggi: quello che dice Salvini sul Vaticano è verissimo. Dunque è visibile la macroscopica contraddizione del Papa! Ma che gli fa! Le anime semplici non se ne accorgeranno...
Respingere l'arrembaggio all'Italia è un atto di guerra?
Strano: ho sempre saputo il contrario, che è un atto di guerra invadere un Paese! Ma questi non hanno armi! Si ma vogliono essere curati dalla scabbia, dalla tbc... I loro governanti non hanno mai speso niente per la loro salute. Ma il Papa dice: "Che fa? Li curate VOI!" Certo è giusto! Però a noi non ci cura più nessuno perché ormai i ticket sanitari sono così alti che conviene fare le analisi privatamente: si perde meno tempo, si fa prima e costa uguale! 
Come non dare ragione alla Lega? DICE SEMPLICEMENTE LA VERITA'!
Il Papa invece mi sembra che ci prenda per i fondelli... Ma è solo un'impressione...    

sabato 8 agosto 2015

Buonsenso M5S contro demagogia di una sinistra sempre più fuori dalla realtà

Da: La Repubblica.it
Immigrazione, l'asse fra Salvini e Grillo. M5s: "Stretta su permessi". Salvini: "Li prenda il Vaticano"
Sul blog del leader 5S le quattro proposte di Vittorio Bertola, consigliere comunale a Torino. "Solo da noi accogliamo per motivi umanitari anche chi non ne ha diritto". "Rimpatri forzati: non ci si può limitare a consegnare un foglio e dire: devi andartene". Boldrini: "Naufraghi non diversi dai minatori di Marcinelle"
ROMA - Più che umanitaria, per il Movimento 5 stelle l'immigrazione è un'emergenza sicurezza. La conferma da un nuovo post sul Blog di Grillo dove vengono elencate quattro proposte presentate dal consigliere comunale torinese Vittorio Bertola: "Giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitaria, che solo l'Italia concede in massa. Sorveglianza più stretta dei profughi nel sistema di accoglienza. Istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone cui viene respinta la domanda di asilo. Procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell'asilo".

E torna ad attaccare anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: "Altri 800 clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles o inVaticano...?" scrive su Facebook, facendo riferimento alla Ue e soprattutto alla denuncia di Papa Francesco: "Respingere i profughi è atto di guerra". Già ieri Salvini aveva commentato "con tutto il dovuto rispetto" le parole di Bergoglio: non consentire l'ingresso è "un dovere".

Numerose le repliche dal mondo politico alle parole di Salvini e alle proposte di Bertola. Su Facebook il presidente della Camera Laura Boldrini ha tracciato un parallelo tra i morti di Marcinelle e i migranti naufragati nei giorni scorsi: "Oggi è l'anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera belga nella quale morirono tanti lavoratori italiani. È una pagina tra le più dolorose e commoventi della nostra emigrazione, fatta di milioni di partenze. Ma proprio perché tante famiglie italiane sanno cosa voglia dire andare via alla ricerca di un lavoro e di una vita dignitosa, seminare disprezzo e fare demagogia contro i migranti che arrivano significa anche tradire la nostra storia".  "Quei puntini che abbiamo visto nelle foto - donne, uomini e bambini in acqua dopo un naufragio - non sono così diversi dai nostri minatori di Marcinelle", ha concluso la Boldrini.

Matteo Orfini ha affidato a Twitter la sua replica: "Dopo le proposte sull'immigrazione manca solo che Grillo si iscriva alla Lega. Perché alla fine gli sciacalli si ritrovano sempre: a destra", ha scritto il presidente del Pd.


Orfini è fuori dalla realtà. Eppure sta con Renzi, non è Cuperlo o Civati... Il grande Gaber cantava già tanto tempo fa, ironicamente, "Destra, sinistra...", per dire che non ha più alcun significato oggi, se non demagogico. E' inutile che cerchi di offendere con parole forti tipo "sciacallo" quando si affronta un problema concreto e reale. L'arrembaggio senza freni e senza regole all'Italia dura da troppo tempo e sono entrate centinaia di migliaia di persone senza documenti, provenienti da ogni Paese, anche non in guerra, e pesano sulle nostre tasche, sul nostro ordine pubblico, sulla nostra sanità. Gli altri Paesi dell'UE se ne sono fregati a lungo ma nessuno diceva che erano "brutti e cattivi"; la propaganda catto-comunista, molto interessata per via del business dell'accoglienza (cooperative sociali, onlus ecc. ecc.) pagato sempre con i soldi dei contribuenti, ha continuato a mandare telegiornali in cui si parlava di "rifugiati siriani" mentre le facce erano nerissime e tutt'altro che di etnia siriana, ma del centro Africa. Pensano che gli Italiani sono idioti, con l'anello al naso, e qualcuno ce l'ha veramente, ma penso che ormai la maggior parte sa distinguere le etnie: i nordafricani sono ben distinguibili da quelli che poi viene fuori che vengono dallo Zambia o dal Gabon... 
Pensano che gli Italiani sono idioti, con l'anello al naso, e qualcuno ce l'ha veramente

Questa invasione fa comodo a certe categorie che vivono di fondi statali senza pagare tasse, perché Associazioni "senza fini di lucro", in cui lavorano molti legati a certa "sinistra" e al mondo cattolico del "volontariato", pagato sempre da Pantalone, ma NON fa COMODO a Pantalone, che vorrebbe vedere un Paese migliore. 
La propaganda ci vuole soccorrevoli altrimenti si levano le critiche di fascismo: vedi come sono "fascisti" i Francesi e gli Inglesi per qualche migliaio di africani che sostano a Calais e tentano di entrare in Gran Bretagna... Loro non temono critiche, come si adombra qui da parte di politici e loro propaganda contro gli Italiani, e giù manganellate e leggi severissime per difendere i loro Paesi che, lo ricordo, sono stati MOLTO colonialisti e di colpe verso l'Africa e non solo ne hanno più di noi.
Ma noi dobbiamo, secondo la propaganda, mostrarci soccorrevoli, guai a respingere!
Ma a spese di chi tutto questo?
Noi abbiamo accolto forzosamente centinaia di migliaia di persone e abbiamo dovuto insistere con l'UE per avere un po' dei soldi (tanti) che versiamo nelle Casse Europee, la Francia e la Gran Bretagna per poche migliaia di immigrati clandestini hanno battuto subito di cassa ed hanno avuto subito gli aiuti!
Ma mica abbiamo l'anello al naso noi Italiani, almeno non tutti! Basta!
Purtroppo c'è anche chi è così!!

Poi la Boldrini! Non ho resistito ed ho scritto direttamente sul suo sito Facebook:  
Rita Coltellese Il paragone che lei fa, Sig.ra Boldrini, è improponibile sul piano della realtà. Fermo restando il sentimento di pietà per questi disperati che continuano ad affidarsi a dei delinquenti per gettarsi in mare, gli Italiani che andavano in Belgio partivano già con il contratto in tasca, altrimenti il Belgio non li avrebbe MAI fatti entrare. Il Belgio AVEVA BISOGNO DELLE LORO BRACCIA per scavare sotto terra il suo carbone e, per dar da mangiare alle loro famiglie, questi Italiani scendevano nelle gallerie dove sono morti. Quando arrivavano nessuno dava loro casa, alloggio e da mangiare, tantomeno assistenza sanitaria: dovevano pagarsi TUTTO. Si aiutavano fra immigrati: povera gente. Mi faccia il favore, Signora, non parli a vanvera, perché io li ho conosciuti da vicino quelli che sono partiti per le miniere in Belgio: nessuno è entrato senza permesso! Lei è la Terza Carica dello Stato e mi meraviglio che parli così a vanvera.

Spiagge Libere

Da: ADNKronos

Spiaggia libera, Roma e Sperlonga fuori legge: sotto il 50% minimo

Pubblicato il: 03/08/2015 14:05
Nel Lazio sono due i comuni che non rispettano l'obbligo di mantenere almeno il 50% di litorale libero: Roma con solo il 45% di litorale libero e oltre 610 metri da liberare per rispettare il requisito minimo, e Sperlonga con il 49%. Primato negativo visto che la quasi totalità dei comuni costieri, ad eccezione proprio di Roma e Sperlonga, già ad oggi rispettano il requisito imposto dalla nuova normativa regionale.
Lo rileva Legambiente che ricorda come, pochi giorni fa, la Regione Lazio abbia approvato la legge 26 giugno 2015, n. 8, riguardante le disposizioni relative all'utilizzazione del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative, modificando, inoltre, la legge regionale 6 agosto 2007 n. 13 concernente l'organizzazione del sistema turistico laziale. Secondo la nuova norma ogni Comune dovrà riservare a spiaggia pubblica o pubblica attrezzata almeno una quota pari o superiore al 50% dell'arenile di propria competenza.
Dovrà inoltre essere predisposto il Piano Regionale Utilizzazione Arenili, mai approvato sebbene previsto da una legge del 1993. Inoltre, non sarà più possibile rinnovare automaticamente le concessioni demaniali marittime che dovranno, anzi, essere assegnate tramite procedura pubblica.
“Al mare di Roma servono regole nuove e certe anche per rispondere all'aggressione della criminalità sul litorale, stuzzicata anche dagli appetiti nelle concessioni. La recente delibera regionale pone le basi per invertire una rotta compromessa da troppi anni", dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, chiedendo alla Regione di farsi da garante sia del rispetto della legge attraverso controlli e sanzioni, sia premiando, nel rilascio delle concessioni demaniali, chi decide di promuovere un turismo sostenibile.
Nella redazione e attuazione dei Pua regionale e comunali "si devono prevedere interruzioni rispetto alla contiguità degli stabilimenti, con meccanismi come l'obbligo per i concessionari a mantenere una porzione di almeno il 20% a spiaggia libera rispetto alla propria concessione", aggiunge Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio che chiede di garantire così l'accesso libero alle spiagge romane come su tutto il litorale laziale.
Per questo Legambiente chiede che si prevedano nel Pua di Roma e di tutti i comuni misure che aumentino le spiagge libere anche oltre la quota d'obbligo minimo di legge. "A Ostia in particolare - sottolinea Scacchi - bisogna mantenere la barra dritta sul ripristino della legalità come precondizione indispensabile e fondamentale, e dopo l'impegno nell'apertura dei varchi, chiediamo all'amministrazione comunale, senza alcuna condizione relativa a prolungamenti di anni nelle concessioni di abbattere il Lungomuro".

Questo articolo sembra dimostrare che la cosa sui litorali a sud di Roma sia di molto migliorata rispetto ad alcuni anni fa.
Devo averlo già scritto in qualche post riguardante l'Ambiente o Servizi e Cittadino, ma voglio ricordare un episodio che ho vissuto insieme a mio marito più di 10 anni fa sul litorale che ricade sotto il Comune di S. Felice Circeo.
E' un litorale molto vicino a Roma ed esploravamo la possibilità di acquistare una casetta al mare, dunque giravamo anche nella parte a nord di Roma. 
Quel giorno d'estate eravamo a sud: spiagge di S. Felice Circeo. Con stupore notammo una ininterrotta serie di stabilimenti balneari. Ci fermammo non per fare il bagno, ma per riposarci un po' sulla battigia, mettendo un asciugamano da mare per non sporcarci troppo di sabbia.
Dopo un po' si avvicinò un tizio molto abbronzato che ci disse che non potevamo sostare lì perché la spiaggia era in concessione al suo stabilimento. Purtroppo per lui aveva incontrato dei cittadini che conoscono molto bene la Costituzione Italiana, dunque non solo non si fecero intimidire dal suo tono intimidatorio, ma gli risposero civilmente che "i primi 5 metri dalla battigia non possono essere dati in concessione a nessuno, essendo patrimonio di tutti". L'ignorante, in quanto ignorava la Legge, insistette fino a minacciare di chiamare i Carabinieri che stazionavano (li avevamo visti noi stessi arrivando) sul lungomare. Ben felici di questa sua proposta lo invitammo a farlo: "Così saprà direttamente da loro cosa dice la Legge." A quel punto l'abbronzato gestore iniziò a tentennare, pur tenendo sempre in mano la carta della sua concessione che era andato addirittura a prendere e, desistendo dal suo minaccioso proposito di scomodare la vicina pattuglia della Benemerita, assunse un atteggiamento un poco bullesco dicendoci: "Ma io ve lo do gratis il lettino, anzi, guardi, ve lo faccio portare."
Ma i due irriducibili difensori del diritto gli risposero che non volevano alcun lettino, né a pagamento né gratis, né da lui né da altri: volevano stare dove stavano in pace, sul loro asciugamano, avendone il diritto e dunque lui doveva smettere di molestarli. Si aprì anche un breve dibattito sulla spiaggia libera del litorale del Comune di S. Felice Circeo, in quanto avevamo scelto di non usufruirne giacché trattavasi di un corridoio di spiaggia, delimitata da due muri in cemento, non più larga di una decina di metri, dove la gente stava necessariamente ammassata.
Poco prima io mi ero rivolta ad una signora molto corrucciata, che stava con i suoi bambini in quello stretto corridoio, chiedendole se c'era altra spiaggia libera su quel litorale. La signora mi aveva detto di no, che il Comune concedeva solo quel breve tratto e, nel parlarne, aveva assunto un tono circospetto, temendo chissà quale ritorsione per aver espresso una critica sull'agire dell'Amministrazione Comunale.
Aveva lì una casa e si vedeva che non era contenta affatto della faccenda, esprimendo il suo sconcerto per la conseguente costrizione a dover pagare ogni giorno lo stabilimento, se non voleva tenere i suoi bambini in quell'angusto spazio. Al mio invito a far valere il diritto protestando in Comune, scosse la testa rabbuiandosi ancora di più e facendo capire che, secondo lei, c'era dietro una voluta concessione all'illegalità.
Purtroppo tale italica illegalità è consentita anche da atteggiamenti come quello assunto dalla gentile e fine signora. La sottoscritta, invece, ritiene che il diritto va ricordato, qualora eluso o disatteso, a chi lo elude o lo disattende. 
Tornata a casa presi carta e penna e scrissi alla Capitaneria di Porto per competenza riportando l'episodio e le Leggi, firmando e dando tutti i miei recapiti.
L'anno dopo (sarà stato un caso?) la spiaggia libera del Comune di S. Felice Circeo era stata aumentata di almeno il doppio. 

Morale: gli italiani debbono imparare a far valere civilmente i loro diritti, informandosi prima e documentandosi. Senza scenate e senza insulti: il diritto è stato scritto e se è stato scritto così com'è deve essere rispettato, in primis dalle Istituzioni che debbono imporne il rispetto a tutti.

Quello che mi lascia sconcertata da ciò che apprendo da questo articolo è che servono sempre Leggi nuove su Leggi già esistenti per affermare quello che è già scritto nella Costituzione...  

Da: Studio Cataldi - Il Diritto Quotidiano
     

Il demanio marittimo

Secondo quanto stabilito
dall'art. 882 del codice civile, il lido del mare e laspiaggia fanno parte del demanio marittimo dello Stato: sono, cioè, beni di proprietà dello Stato (o delle Regioni, delle Province, dei Comuni),inalienabiliinespropriabili e destinati a servire bisogni della collettività. E se è vero che lo Stato può affidare le spiagge in concessione a privati, i poteri dei concessionari incontrano però il limite invalicabile della libera fruibilità da parte dei cittadini della 'battigia'

Lo stabilisce l'art. 1, comma 251, della legge 296/2006, che fa obbligo ai titolari delle concessioni "di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione"; e lo ha ribadito più recentemente la legge 217/2011, dove - alla lettera d) dell'art. 11, II comma - si legge che: "fermo restando, in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione," (occorre) "disciplinare le ipotesi di costituzione del titolo di uso o di utilizzo delle aree del demanio marittimo".

Definizione di battigia e ampiezza del diritto "libero e gratuito"


Con il termine battigia, si intende "quella parte di spiaggia contro cui le onde si infrangono al suolo, che si estende per circa 5 metri dal limitare del mare" (ma per le spiagge di ampiezza inferiore ai 20 metri, le Capitanerie di Porto possono ridurre l'estensione della battigia fino a 3 metri). Ciò significa che non solo l'accesso all'acqua è sacrosantamente libero e gratuito per chiunque, ma tale è anche il passaggio, il passeggio, e lostazionamento sopra quei cinque metri (o tre) di suolo, nonché - dalla chiusura dell'eventuale stabilimento privato fino all'alba successiva - la possibilità di pescare dalla battigia stessa. 
Nessun concessionario di stabilimento privato insistente su una spiaggia può impedire tali attività né sottoporle al pagamento di un qualsivoglia pedaggio


venerdì 7 agosto 2015

Scavare buche sulla battigia

Da: Il Messaggero

Cammina sulla battigia e cade in una buca uomo affoga davanti ai bagnanti attoniti

Un uomo di Pianella, Enzo Faieta di 56 anni, è morto nella tarda mattinata di oggi per annegamento in località Ghiomera, lungo il litorale del Comune di Ortona, a poche decine di metri dalla località Lido Riccio, in provincia di Chieti. L'uomo stava camminando poco oltre la battigia quando è finito in una buca.

Alcuni bagnanti che hanno visto la scena hanno provato a soccorrere l'uomo ma invano. Quando sul posto è arrivato l'equipaggio del 118 non ha potuto che constatarne il decesso. Sono intervenuti anche i carabinieri e gli uomini della Capitaneria di porto.
Venerdì 7 Agosto 2015, 19:21 - Ultimo aggiornamento: 20:36
Non sarà questo il caso, sarà stata una buca scavata dal mare... ma vorrei segnalare che la mania di scavare buche anche molto profonde per "passare il tempo" in spiaggia, spesso con la scusa di farlo per i bambini, è una cosa che può essere pericolosa. L'acqua, con l'andirivieni delle maree, può ricoprire parte della battigia là dove prima, all'asciutto, c'era la spiaggia più vicina alla risacca e la buca si riempie di sabbia portata dall'onda un poco per volta, ma rimane sempre come una piccola voragine sotto i piedi, una voragine con la sabbia riportata dall'acqua necessariamente molle... tanto da costituire come delle sabbie mobili: è lo stesso fenomeno o simile...
E' accaduto ad una mia amica sul litorale a nord di Roma: è una persona che ama passeggiare a lungo sulla battigia, anche nei periodi e nei momenti in cui non c'è quasi nessuno. Di ritorno da una delle sue passeggiate quotidiane è affondata con entrambe le gambe fino al ginocchio in una buca coperta dall'acqua. Pur essendo una persona che nuota benissimo, si è trovata in una situazione pericolosa ed angosciante, giacché non riusciva ad uscire da quella posizione che le teneva entrambe le gambe bloccate nella sabbia. Qualsiasi movimento, dettato dalla paura, non avrebbe fatto altro che farla affondare di più. E' riuscita a mantenersi calma e a ragionare, quindi, muovendo piano le braccia come per nuotare, è riuscita a non affondare di più e.. piano piano.. a tirarsi fuori da quella assurda situazione. Credo che gli adulti non dovrebbero dilettarsi a fare enormi buche sulla spiaggia, ma meglio castelli di sabbia.   

giovedì 6 agosto 2015

Comune di Marino: italici costumi

Da: Il Caffè dei Castelli Romani

Sindaco di Marino arrestato: i ragazzini e il "Burking". Le intercettazioni


L'uso del potere e delle norme appare storpiato almeno quanto i congiuntivi, la sintassi e le parole anche straniere in bocca a certi personaggi, noti per l'immunità da grammatica e cultura. Nelle carte dell'indagine che ha portato ieri all'arresto del Sindaco di Marino, Silvagni Fabio, le intercettazioni sono tragicomiche. «Ma ci stanno questi qua di coso, qua di Burking... sta tutto a posto?», domanda il primo cittadino, alle prese non solo con la madrelingua ma pure con termini americani. Burking sarebbe non il velo di qualche concittadina islamica, ma il fast food "Burger King", al centro della presunta corruttela che ha portato all'arresto del Sindaco marinese ed altre 4 persone.
IL TECNICO SI PREOCCUPA DEI RAGAZZINI
Il problema era che i locali non erano commerciali, ma una sorta di magazzino. Cosa ben diversa da un sito in cui poter autorizzare attività di ristorazione e farci lavorare e mangiare decine di persone. «Burger King sta a posto per il famoso 49%, per il resto non sta a posto perché non possono mandare i ragazzi là dentro», risponde al Sindaco il capo dell'Ufficio tecnico del Comune di Marino, l'ing. Stefano Petrini, che appare contrario all'operazione. Di solito, infatti, nei fast food ci vanno a lavorare giovani e giovanissimi, e Petrini esprime delle serie remore: «Se noi avalliamo una cosa del genere - dice l'ingegnere - diventa un problema, quello è un deposito, un deposito. Attività artigianale industriale, come ci fai a mette' dentro in un'attività privata i ragazzini? [...] Dal punto di vista urbanistico non sta a posto». Del resto a Marino di cose non a posto se ne sono viste: basti pensare a certe licenze edilizie rilasciate con zero metri cubi riservati ad aree verdi, servizi eccetera dove magari farli giocare i ragazzini. «Sempre al sindaco - fa sapere la magistratura veliterna - viene contestata dalla Procura l’induzione indebita a corrispondere utilità a pubblico ufficiale sollecitando i vari imprenditori locali interessati a ottenere permessi di costruire, a versare all’Amministrazione Comunale la somma di euro 1.200 da utilizzare per finanziare le iniziative del Comune, in particolare feste e sagre, prospettando loro il diniego dei permessi in caso di mancata adesione alla richiesta».
VOTI COME PANINI
Alla fine, anche nel caso del "Burking" targato Silvagni la cosa è stata messa "a posto". Come? Anche qui le intercettazioni parlano da sé, fermo restando che vanno provate nell'eventuale processo: «eh... quello se la sta a studià bene... quello è un fijo de 'na mignotta che tu manco te lo immagini», dice il poliziotto stradale Gianluca Tomasi, da circa un anno in aspettativa per malattia, rammenta la Procura. Questo riferiva al suo socio nell'affare del fast food David Biancifiori nel novembre scorso. Poi a gennaio, dopo l'inaugurazione del mitico "Burking" avvenuta a dicembre, è Biancifiori a lamentarsi del Silvagni-style, fino a paventare un atto di ribellione verso certe pretese: « [...] il Sindaco prima de dacce l'autorizzazione, ha detto: "Io te la do, me assumi trenta persone?". Gliene abbiamo assunte quasi quaranta e mo gli ho detto che glieli rimando tutti a casa... ». Questo hanno registrato i Carabinieri ascoltando una telefonata dell'imprenditore con un'amica milanese. Come mai quella presunta richiesta di assumere persone nel nascituro Burger King marinese? «Pe' prende i voti no? Ha fatto assume' la gente!... - sbotta Biancifiori - No? Tu considera trenta posti de lavoro, so' millecinquecento voti e in un comune fanno la differenza... hai capito?». Resta la domanda sull'adeguatezza del "deposito" trasformato in ristorante.
IL GIP: «CONCRETO PERICOLO CHE COMMETTANO ALTRI GRAVI REATI»
C'è inoltre elemento che lascia riflettere e sta nel fatto le indagini sono state avviate nel giugno 2014, pochi giorno dopo l'elezione a sindaco di Silvagni. Praticamente, da quando è al potere nel Comune di Marino è sotto la lente dei Carabinieri e della magistratura penale. Ogni accusa, va ricordato, è da provare. Ma gli arrestati, oltre a Silvagni, il funzionario comunale Bruno Saccavino, il poliziotto-ristoratore Gianluca Tomasi, il suo socio David Biancifiori e Guido Ferrazza, secondo i magistrati sono capaci di commettere altri reati come quelli che gli vengono contestati e quindi vanno tenuti agli arresti domiciliari. «La reiterazione di condotte illecite e di accordi corruttivi - scrive il Giudice per le indagini preliminari Isabella De Angelis che ha disposto i 5 arresti di ieri - il ripetuto mercimonio della funzione pubblica, l'evidente intesa tra pubblici amministratori e privati imprenditori frutto di una prassi consolidata, fanno ritenere il concreto pericolo che» Silvagni, Saccavino, Biancifiori, Tomasi e Ferrazza, «se lasciati in libertà, commettano altri gravi delitti della stessa specie di quelli per cui si procede». Insomma, stando alle indagini e alle convinzioni del Procuratore di Velletri, Francesco Prete che ha diretto in prima persona l'inchiesta, nonché a quanto espresso dal Gip, il Giudice per le indagini preliminari, leggi, pareri tecnici e iniziative imprenditoriali sarebbero finite in un tritacarne corruttivo. Che brutto hamburger!