lunedì 24 agosto 2015

La mano destra non sa cosa fa la mano sinistra...

Da: RAINews.it

Funerali Casamonica. Gabrielli: "Informazioni c'erano ma non ai vertici"

24 AGOSTO 2015 "Seppure in maniera indiretta le informazioni c'erano. Ma come ho scritto nell'informativa al ministro, non hanno raggiunto i vertici delle strutture che potevano assumere comportamenti", a dirlo è il prefetto di Roma Franco Gabrielli riguardo ai funerali show di Vittorio Casamonica del 20 agosto. Il prefetto cita l'articolo 27 del Testo Unico delle leggi sulla pubblica sicurezza per cui "il questore può vietare che il trasporto funebre avvenga in forma solenne ovvero può determinare speciali cautele a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini" 

Continuano "a fa' ride".
A cosa servono "i vertici" se non sanno quello che gli succede intorno?
Non è una giustificazione: è un'ammissione di colpa.
Perché prendono bei soldi essendo "vertici"? Per stare inerti ad aspettare che qualcuno li informi?
Non per attuare con la loro testa un sistema di controllo assumendosene la responsabilità?
Faranno volare come al solito "gli stracci"? Come i bravi poliziotti che, dopo aver filmato (si immagina con intelligenti e faticosi appostamenti) i Casamonica mentre spacciavano, se li sono visti di nuovo a spasso in base a Leggi e Norme che forse sarebbe il caso di cambiare? 
I politici che non le cambiano sono complici dei delinquenti, i magistrati che le applicano sempre in favore dei delinquenti sono il braccio di questo sistema.
Scrivete relazioni e con questo ve la cavate? 

Racconti di Condominio - Condominio mancato

Condominio mancato


Il costruttore disse a tutti gli acquirenti che lui non aveva costituito il Condominio.
"Queste poche strade interne che avete in comune non hanno bisogno di grande cura. Basta che qualcuno di voi con un po' di buona volontà  si diverta a curare la siepe..."
L'idea di non dover pagare anche il condominio oltre al Consorzio di primo acchito piacque un poco a tutti.
All'inizio ognuno puliva il tratto di strada davanti al proprio cancello e, non tutti, anche lungo il proprio muro di cinta... Poi a qualcuno cominciarono a venire in mente delle novità, ne parlarono fra loro quelli che avevano fatto comunella, poi lo comunicarono anche agli altri, ma non tutti furono d'accordo. Allora si resero conto che forse costituirsi in condominio aveva un senso: si poteva mettere ai voti. Ma il condominio non c'era e nessuno si prendeva la briga di costituirlo.
Il Sig. Buzzurro, che aveva avuto l'idea di costituire un senso unico per le auto all'interno del piccolo comprensorio ed aveva trovato l'adesione del Sig. Poverelli e del Sig. Bestìa, cominciò ad inalberarsi con la Sig.ra Rompini perché si opponeva a tale idea e minacciò di costituire il condominio.
"Io sono ignorante ma so che basta uno solo che prende l'iniziativa!"
"Lo faccia pure." Gli rispose quella.
Ma quello se ne guardò bene.
Dato che era prepotente e affatto rispettoso delle regole, costruì con i suoi alleati dei dossi artificiali lungo le strade di proprietà comune: assolutamente non segnalati e fuori da ogni regola di legge. Ci si inciampava e, senza alcuna luce, al buio c'era il rischio di cadere.
Pur non esistendo un qualsivoglia regolamento di condominio, sugli Atti di Acquisto era specificato che gli spazi di proprietà comune erano adibiti al libero parcheggio, senza specifici posti auto e vietati ai giochi dei bambini.
Il Sig. Buzzurro, come il Poverelli e il Bestìa avevano bambini che lasciavano sciamare urlanti ad ogni ora per le strade comuni. Inoltre il Sig. Buzzurro, il Poverelli  e il Bestìa ritenevano che gli spazi vicino a casa loro erano esclusivi parcheggi delle loro auto.  Se trovavano auto parcheggiate vicino ai loro cancelli le rigavano con la chiave e anche peggio. Di quello che era scritto nei rogiti notarili a loro non interessava nulla.
Qualcuno, più civile, come il Sig. Caporali e il Sig. Urbani si dettero da fare per costituire il condominio, in modo da darsi delle regole.
Cominciavano a capire perché il Codice Civile impone che, se si è almeno in 4 proprietari ad avere proprietà comuni, bisogna costituirsi in condominio. Capivano pure che il costruttore era stato un furbastro a non costituirlo, giacché ora il costo ricadeva su tutti loro. Bisognava pagare un professionista che stilasse una tabella millesimale e un Regolamento a norma di Legge. Dopo aver messo insieme un po' di carte i due volenterosi capirono che non sarebbero riusciti in niente data l'opposizione passiva di Poverelli, di Bestìa e di Buzzurro, che pure l'aveva minacciato quando voleva imporre il senso unico.
Ormai tutto era fermo e nessuno si spingeva fino a dover ricorrere al Tribunale, frenato dalla spesa non indifferente. Persino la Sig.ra Rompini, pur tentata, si disse: "Ma chi me lo fa fare?" E desistette.
Intanto tutto degradava. La siepe in alcuni punti era seccata, la rete di confine mal messa, erbacce ovunque (tranne che lungo il muro della Rompini che puliva puntigliosamente).  L'insieme non aveva più un aspetto signorile come all'inizio.
Purtroppo il senso del bene comune in Italia scarseggia e dunque scarseggia il senso civico.
La triade Poverelli, Bestìa e Buzzurro, ad esempio, rappresentava la percentuale di frustrati ottusi e prepotenti che si ritrova in ogni consesso umano italico. Essi erano convinti che solo il loro pensiero fosse giusto e che dunque chiunque vi si opponeva era un nemico.
In particolare l'avevano con la signora Rompini con la sua arietta civile e precisa che sapeva opporre i suoi dinieghi corroborandoli di citazioni legali.
Ai tre non importava nulla che sui loro rogiti fosse scritto che i bambini non potevano giocare negli spazi comuni, adibiti a libero parcheggio, ma erano arrabbiati perché non avevano potuto istituire il senso unico, che nelle carte non esisteva, fuori da ogni logica essendo le strade strette e, qualora qualcuno avesse dovuto scaricare la spesa o ricevere la consegna di qualcosa, tutto si sarebbe bloccato, potendo le auto camminare solo in un senso. Stante le cose come le aveva lasciate il costruttore si poteva almeno tornare indietro, girando l'auto, ed uscire dalla seconda uscita del condominio mancato.
Il piccolo agglomerato di 24 proprietari fuori legge, rispetto a quanto stabilito dal Codice Civile, era inserito in un Consorzio che comprendeva strade, spazi verdi e fornitura di acqua di pozzo.
Dal rendiconto annuale cominciarono ad apparire mancanze di pagamento delle spese consortili proprio da parte dei prepotenti che volevano imporre agli altri le loro idee, senza peraltro rispettare quel poco di regole scritte sui rogiti.
Un vicino del Poverelli era fra quelli con il debito più alto. Ciò nonostante, vedendo un'auto parcheggiata vicino casa sua, ebbe l'ardire di mettere sul cruscotto un biglietto in cui reclamava il posto auto come se fosse suo. La macchina era di una dei proprietari del condominio mancato che pagava regolarmente il Consorzio e grande fu la sua meraviglia di fronte a tanta sfacciataggine. Ne seguì una breve discussione in cui la moglie dell'insolvente si scusò dicendo che non sapeva di chi fosse l'auto ma che comunque era abitudine che ciascuno la mettesse vicino casa propria.
"E se il posto vicino casa mia è occupato da altri?"
"Beh, certo allora... Me dispiace che lei se sia mortificata."
"Mortificata? Cosa vuol dire? Nessuno mi ha mortificato, né mi sento tale, semplicemente sono meravigliata!"
La moglie dell'insolvente era una donnetta che usava un linguaggio diverso da colei con la quale stava discutendo, laureata ed insegnante, dunque esse davano alle parole significati diversi, come ai gesti. Non vi è nulla di più incomunicabile della distanza culturale e di mentalità.
Ma questa si sentiva e la parte frustrata e prepotente del condominio mancato iniziò a mettere in atto azioni di disturbo nei riguardi della parte più civile. Anche questo avviene sempre, è un fenomeno sociologico a cui nemmeno un regolamento di condominio ed un amministratore possono mettere argine e rimedio.
Buzzurro si intratteneva fino a mezzanotte ed oltre parlando nel suo giardinetto con i suoi parenti disturbando il sonno dei vicini con la sua voce gutturale. Di giorno. seguendo forse consuetudini paesane, un suo parente mise un tavolinetto nella stretta strada comune e attrezzò un gioco a carte come all'osteria.
I pavidi, anche questa è una genìa presente in tutti i consessi umani, trovavano tale allestimento da osteria paesana subito dopo una curva, ma non dicevano niente scorrendo con l'auto piano piano.
Eppure sarebbe stato logico far presente che Buzzurro aveva un giardinetto e non si capisce perché mai dovesse occupare uno spazio comune in tal modo.
Per contro la signora Rompini che era ostinata, a differenza di suo marito che scaricava le cose lontano dal proprio cancello facendo avanti ed indietro con il punto in cui aveva parcheggiato l'auto, si fermava tranquillamente a scaricare la spesa e se qualcuno non capiva da solo che doveva fare retromarcia e passare dalla parte opposta, essendoci una seconda uscita e senso di marcia doppio, lo guardava con finta meraviglia e gli diceva: "Sto scaricando non vede? Le conviene passare dall'altra parte, altrimenti deve aspettare!"
Ma un giorno capitò il Sig. Bestìa che si ostinò a voler passare lo stesso.
"Ma due auto non ci passano.." Disse con calma perfidia la Rompini.
"Accosti la sua e ci passerò! Lei non può bloccare la strada!"
Conscia della frustrazione che ispirava l'ostinazione del Bestìa, la perfida Rompini si avvicinò al suo finestrino guardando la moglie di lui che gli sedeva accanto e che teneva ostinatamente gli occhi bassi: "Ma non fa prima a tornare indietro?" Disse con serpentesca dolcezza.
Ovviamente quello si frustrò ancora di più e volle mantenere il punto.
"Se accosta io ci passo!"
Con la calma di una persona che accondiscende signorilmente alla richiesta assurda di un inferiore, la Rompini si mise al volante e con la dovuta lentezza data la manovra delicata accostò quanto più possibile la sua auto al cancello, dimostrando, anche se non ce ne era bisogno, che lo spazio era quello e non si poteva fare di più.
Allora Bestìa fece una cosa puerile che lo rese ancora più ridicolo: presa una macchina fotografica, che aveva in auto, scattò una foto all'esterrefatta Rompini seduta al volante che lo guardava con esibita meraviglia.
"Questo scemo sta facendo una cosa inutile e anche illegale. Inutile perché non ci sono stati incidenti, anzi, mi riprende accostata in modo esagerato al mio cancello... E poi illegale perché non ha il diritto di farmi foto per la legge sulla privacy... Si potrebbe denunciare per stalking l'idiota.."
Tutto questo pensò la donna, che lasciò che Bestìa si allontanasse con la sua utilitaria, la moglie a testa bassa e la sua testa vuota, senza dargli importanza e peso.
Il condominio mancato cominciava a conoscere cambio di proprietari perché, per motivi diversi, la gente vendeva.
Un tizio, che non aveva mai dato fastidio ignorando le combriccole dei prepotenti poco intelligenti,  aveva un negozio e vendette perché il commercio gli andava male e lo disse. Aveva una moglie che non salutava nessuno e si dava molte arie guidando un costoso fuoristrada superaccessoriato. Lui invece era educato e gentile. Si vergognava un po' perché sua moglie urlava con una voce arrochita da popolana. Un giorno che lui non c'era, suo cognato fu sorpreso dal marito della Rompini a smanettare all'esterno del muro di cinta sui contatori. Vedendolo incerto ed in difficoltà, gli chiese cosa stesse facendo, ma quello risentito gli rispose di non preoccuparsi. Invece il Sig. Rompini aveva proprio motivo di preoccuparsi, giacché il cretino, pensando di chiudere il gas della villetta del cognato assente, chiuse quello della villetta della signora Rompini, che si ritrovò senza gas per cucinare non capendone la ragione e temendo che fosse finito nel bombolone. Suo figlio, che veniva raramente, stava facendo la doccia calda in giardino e si ritrovò a farla fredda, e il disappunto finì quando il marito della Rompini si ricordò dello smanettamento del cognato del negoziante gentile, e verificò che quello gli aveva chiuso il contatore del gas, credendo che fosse della villetta in cui era ospite. Per evitare liti evitarono di andarglielo a dire anche se erano furibondi. Tanto sapevano che il negoziante stava vendendo e che il cretino non avrebbe potuto più fare danni.
Nelle more della vendita e sempre più in difficoltà economiche, il negoziante, unica mente pensante di quella proprietà, si vedeva poco. La moglie riuscì a chiudersi fuori dal cancello di casa senza chiavi. Andò a chiedere aiuto ad un rozzo e ottuso abitante di un adiacente comprensorio costituito da villette a schiera. Questi, nonostante la sua rozzezza, prese una scala e chiese ad un agile ragazzo di provare ad entrare dal balcone, essendo egli piuttosto corpulento. Il ragazzo scavalcò il cancello, che si poteva aprire solo con le chiavi o dal citofono interno alla casa, il rozzo gli passò la scala, quello salì ma la finestra del balcone aveva l'inferriata chiusa, essendo aperto solo il vetro. La superba popolana dalla voce arrochita telefonò all'Agenzia Immobiliare a cui avevano dato l'incarico di vendere, chiedendo se potevano portarle le chiavi che avevano dato loro per la bisogna. Quelli risposero di si, ma ad orario di apertura: alle 16:00, ora erano le h. 14:00. Alla poveretta non restò che sedersi su una sedia, prestatale dal rozzo ma gentile, fuori dal cancello e così la vide la Sig.ra Rompini la quale, pur avendo ben presente che quella signora non l'aveva mai salutata, anche se sapeva che non aveva mai salutato nessuno in quel consesso, le si rivolse così:
"Signora, se vuole l'accompagno con l'auto in città presso l'Agenzia, così appena apre avrà le chiavi e non dovrà attendere che vengano fino qui."
Quella si confuse in ringraziamenti e "non voglio disturbarla... mi dispiace.. quanto è gentile..ecc." ma la Rompini gentile lo era davvero e anche molto umana, solo non sopportava i prepotenti ed i maleducati e dunque l'accompagnò volentieri. Attese con lei che arrivassero quelli dell'Agenzia e, avute le chiavi, la riaccompagnò a casa. Al posto suo, di lì a poco, in quella casa arrivò il nuovo proprietario: un medico.
Il condominio, però, nonostante questi cambi, non veniva costituito e le erbacce lungo i muri esterni aumentavano, la siepe in alcuni punti si seccava... L'unica che manteneva pulito il proprio spazio esterno era la Rompini che però non prendeva iniziative per costituirlo, avendo suo marito deciso di vendere anche loro la villetta sita nel condominio mancato...  

Latorre resta in Italia, Girone in India finché non deciderà il Tribunale Arbitrale de L'Aia

Da: RAINews.it

Caso Marò, Il giurista Ronzitti: "tra Italia e India non vince nessuno"


24 AGOSTO 2015 Il Tribunale internazionale del mare di Amburgo ha chiesto a Italia e India che sospendano "altre procedure in corso" sul caso dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre rimandando tutto all'arbitrato internazionale dell'Aja. Ma questo cosa significa per i due fucilieri della Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre? Roberta Rizzo lo ha chiesto a Nicola Ronzitti professore di Diritto Internazionale dell'università LUISS di Roma “Significa che in India non può essere proseguita nessuna procedura né di fronte alla Corte Suprema né di fronte alla Corte Speciale che era stata istituita per giudicare i due Marò”. “Nello stesso tempo  - prosegue Ronzitti - significa anche che il marò che si trova in Italia (Massimiliano Latorre in convalescenza a Roma dopo essere stato colpito da un ictus ndr) resta in Italia perché l’India  non può ordinare a questa persona, dopo la fine del congedo che gli è stato dato, di tornare in India. Significa anche che il marò che è in India (Salvatore Girone) resta in India ma non può essere sottoposto a ulteriori restrizioni. “Per quanto riguarda la giurisdizione - spiega ancora il professore - non è stata decisa perché il tribunale di Amburgo ha detto che è una questione che deve decidere il tribunale arbitrale. Quindi tutto è congelato, la situazione è congelata fino alla decisione di quest’ultimo”.  “Non vince nessuno – è la valutazione di Ronzitti - ma per noi il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto. Intanto bisognerà accelerare la procedura della costituzione di questo tribunale arbitrale e poi bisognerà  vedere il tribunale arbitrale cosa decide in merito alla giurisdizione. Da chi sarà composto ancora non lo sappiamo: sono stati nominati due giudici uno da parte italiana, uno da parte indiana, ma devono essere nominati altri tre giudici”.

domenica 23 agosto 2015

Livelli visibili di civiltà

Sabaudia LT - Via Litoranea, Località Sacramento
Belle vero? Sono le pensiline in cui i passeggeri dei bus, sia comunali che regionali, quelli gestiti da Cotral, aspettano serenamente gli autobus.
Questa sta di fronte all'altra, dall'altro lato della strada, per il senso di marcia opposto.
Non sono solo belle, sono anche pulite, ci si può sedere senza sporcarsi o sentirsi in un degradato letamaio come questa sita nel territorio comunale di Rocca Priora RM, all'imbocco della via dove abito e dove pago la TASI e la TARI: 
Rocca Priora RM - Via Tuscolana Km. 27,500
E c'è solo questa, per l'altro lato della strada, senso di marcia opposto, non ne hanno mai messa una fin dal 1979, anno in cui sono andata ad abitare in questo luogo. 
A questa fermata ho dedicato in passato dei post. La pensilina era arrugginita e sbilenca. La traversa superiore era stata in parte staccata e pendeva pericolosamente sopra la testa dei poveretti costretti a prendere l'autobus Cotral direzione Roma.

Avevo scritto a Cotral e all'Amministrazione Comunale chiedendo quale fosse l'Istituzione preposta alla sua sostituzione. Nessuna risposta, ma dopo oltre un anno qualcuno si è deciso a rimuovere l'indecenza e a costruire una nuova pensilina. La mia felicità di cittadina, che badate bene NON è fra quelli costretti a prendere il bus, durò poco, ci pensarono i partiti sotto elezioni, infischiandosene altamente delle leggi sulle affissioni, foderando i vetri con manifesti e i poveretti che aspettavano il bus nei giorni di pioggia furono costretti ad uscire bagnandosi per vedere quando arrivava il bus, vanificando così il servizio della pensilina...  

venerdì 20 aprile 2012


Rocca Priora, degrado


Questo sopra era il titolo del post del 2012 con relativa foto fatta all'epoca da me.
I residui dei manifesti politici sono visibili sui vetri rimasti... Nessuno si dava pena di rimuovere quelli giacenti sul marciapiede, dopo che dei barbari avevano rotto la pensilina "foderata" di orribili pubblicità elettorali.
E oggi è così:
  Non sembra neppure lo stesso Paese Italia... Sabaudia.. e Rocca Priora..
Di chi il merito e di chi il demerito?
Delle Amministrazioni Comunali che in un caso si preoccupano del decoro e nell'altro sono in tutt'altre faccende affaccendati? 
Del Cotral che in un caso se ne infischia e nell'altro favorisce il territorio di Sabaudia?
In ogni caso a Rocca Priora si tollerano il vandalismo e l'indecenza e... non si puliscono i marciapiedi.

7 teglie di pizza euro 176: a qualcuno sembrano troppi

Da: Repubblica.it



Questo scontrino è stato pubblicato dal giornale sopra riportato corredato da un articolo a firma Clemente Pistilli.
Sembra che il cliente, di cui viene riportato nome e cognome, Alberto Capuano, abbia denunciato la spesa, a suo avviso esagerata, non solo su facebook ma addirittura ai Carabinieri.
La cifra riportata sul regolare scontrino fiscale riguardava, sempre secondo l'articolo di Repubblica.it, 2 teglie da mezzo metro di pizza con wurstel e patatine (totale m. 1 di pizza) e 5 teglie di pizza margherita di cui però non viene specificato il metraggio.
I gestori hanno dichiarato che i prezzi applicati sono quelli come da listino esposto e che, secondo loro, il già cliente Capuano si è seccato per non aver potuto usufruire dello sconto di euro 20 a cui, evidentemente, era abituato, perché sospeso dai gestori per il periodo festivo di Ferragosto, e minacciano di querelare Capuano per diffamazione.

A mio avviso, a differenza di una mia precedente pubblicazione analoga su un fatto accaduto all'attrice Nancy Brilli ("Brava Nancy" 23/11/2013), penso che i gestori abbiano ragione totalmente e farebbero bene a querelare il reattivo cliente in quanto, anche se trattavasi di semplice pizza, la quantità era tale che la cifra mi sembra più che adeguata per quella che è la mia esperienza di cliente a Roma come a Terracina e dintorni.  

sabato 22 agosto 2015

Qua drento ce sta solo 'nfamità

Da: Il Fatto Quotidiano



Mentre Bergoglio scomunica i mafiosi, alla parrocchia Don Bosco le sfarzose esequie del capoclan accompagnate dalle note del Padrino. La segreteria di Bergoglio: "Scene inedite per noi argentini". Ma le gerarchie scelgono di fare quadrato intorno al parroco: "I manifesti con il boss vestito come il Papa attaccati alla chiesa? Non si è accorto di nulla". Lo stesso luogo di culto era stato negato a Piergiorgio Welby, morto per eutanasia.

Salvini su Facebook

Funerale sfarzoso per il boss di un clan romano, il parroco dice "lo rifarei".
Ma per qualche vescovo il "nemico" è la Lega.
Perché? Forse l'8 per mille di un boss fa più gola.

Rita Coltellese Caro Salvini, credo che per dare un sostanzioso 8xmille il boss avrebbe dovuto presentare una ricca denuncia dei redditi, cosa difficile se si vive di spaccio e di usura come documentato dai giornali. Perché non fa un'interrogazione parlamentare chiedendo da dove sono venuti i soldi per tale sfarzoso e pacchiano funerale? Ricordi che Al Capone fu incastrato proprio su questioni fiscali! Se i soldi escono bisogna dimostrare anche da dove sono entrati! A noi cittadini qualunque lo Stato controlla la provenienza dei soldi che versiamo e che ritiriamo dalla Banca, per misurare il nostro tenore di vita rispetto a quanto dichiariamo nella Denuncia dei Redditi.
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venerdì 21 agosto 2015

Scuse e bugie

Da: TGCOM24
21 agosto 2015

Funerali boss, imbarazzo del Vicariato Il parroco: "Non sapevo chi fosse"

Continuano le polemiche dopo le esequie hollywoodiane del boss Vittorio Casamonica celebrate a Roma tra Rolls Royce e cavalli

Il parroco si difende - "Non ero stato informato", ribadisce don Manieri al quotidiano Il Messaggero. "Ho saputo solo all'ultimo cosa stava accadendo, quasi per caso. Avevo notato alcune incertezze negli occhi dei miei confratelli. Più di uno mi ha detto: 'Allora, lo celebri tu?' Io non mi sono tirato indietro. Cosa dovevo fare? Il perdono c'è per tutti".

Il Vicariato e il caso Welby - Ad alimentare le polemiche sulla parrocchia di San Giovanni Bosco si aggiunge il fatto che, proprio nella chiesa dove sono state celebrate le esequie del boss, furono negati nel 2006 i funerali di Piergiorgio Welby. Il parroco di allora, don Giovanni Nonne, su indicazione del Vicariato, disse "no" alla famiglia dell'attivista malato di Sla. Oggi, seppur non ufficialmente, proprio il Vicariato fa trapelare il suo "imbarazzo", pur difendendo l'operato di don Manieri: "Ha valutato in base alle norme del diritto canonico e non poteva rifiutare".

"Non ero stato informato"....
"Ho saputo solo all'ultimo cosa stava accadendo, quasi per caso. Avevo notato alcune incertezze negli occhi dei miei confratelli. 

Lo riscriviamo rosso VERGOGNA!

Chi si confessa nel confessionale deve dire se dice bugie!
Don Manieri le dice e pure ridicole!
Davanti a tutta quella gente lui non sapeva chi stava celebrando?
 «Cristo aspetta a braccia aperte questo nostro fratello» perché l'ha detto?
Glielo ha imposto Gesù Cristo?
E' grottesco, paradossale, insultante per quei poveretti che ancora credono nella Chiesa Cattolica.

E il Vicariato, dove so che stanno anche persone intelligenti e pulite (uno, con un incarico importante, l'ho conosciuto quando frequentava la scuola media inferiore dai Padri Maristi di Via Livorno qui a Roma), non ha potuto rimediare a tanto scandalo con la dichiarazione che:  "Ha valutato in base alle norme del diritto canonico e non poteva rifiutare".

Allora cambiatelo il Diritto Canonico che vieta il funerale ad un povero Cristo, Welby, ridotto ad un ammasso di dolore inerte che poteva respirare solo perché una macchina faceva la funzione dei suoi muscoli respiratori, distrutti dalla SLA, ed ha chiesto la "buona morte" ad un medico coraggioso, mentre consente il funerale a chi vive di traffici illeciti con prepotenza e violenza, giacché lo spaccio e l'usura si servono di luridi mezzi, e dimostra un'arroganza sfacciata che non prelude a nessun pentimento, scusa usata dalla Chiesa per giustificare tanti criminali.  








giovedì 20 agosto 2015

Ma che funerale, sembra carnevale! (da un verso di una canzone di Salvatore Adamo)

Da: Il Messaggero


I funerali del boss dei Casamonica nella parrocchia che li negò a Welby

di Lorenzo De Cicco
La stessa chiesa che oggi ha celebrato, tra cavalli, carrozze e Rolls-Royce, i funerali del capo-clan dei Casamonica, negò i funerali a Piergiorgio Welby il 24 dicembre 2006. In quell'occasione infatti il parroco di allora, don Giovanni Nonne, motivò così il rifiuto ai familiari dell'attivista, malato di Sla: «Welby con i suoi gesti si è messo in contrasto con la dottrina cattolica». Nel piazzale davanti alla parrocchia venne allestito un palco, che consentì comunque ai parenti e agli amici di Welby di celebrare un "funerale laico".

Una scena che contrasta con quella di stamattina, quando un corteo funebre composto da 12 suv con corone di fiori più una carrozza trainata da 6 cavalli,  ha accompagnato a ridosso della grande scalinata della chiesa il feretro di Vittorio Casamonica, il "re" del clan che controlla lo spaccio a Roma Est. «Cristo aspetta a braccia aperte questo nostro fratello», ha detto il parroco, don Giancarlo Manieri, celebrando la funzione.


Senza parole. Tutti hanno diritto ad un funerale ed ognuno esprime ciò che è: per le persone misurate e di buon gusto (ormai poche bisogna dire) questo funerale è il regno del kitsch, però quello che fa discutere non è il gusto pacchiano bensì lo sfarzo di una ricchezza che tutti sanno da dove viene e l'estensore dell'articolo lo ricorda.
Dunque la Chiesa Cattolica non solo celebra il funerale ad un simile soggetto ma, per bocca del prete, dice che  «Cristo aspetta a braccia aperte questo nostro fratello».  Ma ci crede il prete a Cristo? Perché non risulta dal Vangelo che abbia detto che il Regno dei Cieli spettasse agli spacciatori di droga...
Da un po' di tempo, nonostante la bonomia del Papa gesuita, la Chiesa sta dimostrando sempre più di tenere in particolare non agli inermi, agli innocenti, bensì ai Caini, a chi fa del male..
E, dai commenti sotto questo articolo, mi pare che se ne stanno accorgendo in molti:


19:59:51, 2015-08-20

la chiesa ; minuscolo , si vende anche i posti in paradiso....e più paghi...


19:55:18, 2015-08-20

Che pena !! E questo sarebbe l'esempio che dovrebbe essere dato ai nostri figli ed alle generazioni future ? Se per la chiesa e' tutto normale, uno stato che si rispetti dovrebbe vietare queste scene indecorose che elevano ad eroe un delinquente con tutta la sua cricca. Se lo stato non agisce significa che ne è compiacente . P.S. Il sindaco non si indigna ?


 
19:25:51, 2015-08-20

se era un boss, se c'erano prove provate che controllavano stupefacenti ed usura, come mai i funerali in chiesa però? Perché il parroco, che non poteva non sapere, ha concesso i funerali? Il Vicariato poteva non sapere, non c'è stata l'esposizione mediatica di welby, ma il parroco no, doveva sapere se era morto pentito o no. E se il boss non è morto pentito, beh, sia rimosso il parroco, immediatamente, oggi! Perché se il boss non è morto pentito e allora peggiorative della sua situazione di incapacità a capire come parroco, e dimostrazione di incapacità a discernere sono le parole totalmente altre dalla realtà dei fatti e dalla Dottrina cattolica, che uno così sia atteso a braccia aperte da Gesù Cristo. uno che ha allora dimostrato di non sapere fare il parroco, di non sapere amministrare, di non sapere comportarsi secondo i dettami della Chiesa.deve essere immediatamente sostituito, ripeto, deve essere fatto OGGI!! protocollo e lettera e invito per telefono a lasciare subito anche la parrocchia per destinazione provincia o altra regione. Via ora


18:58:34, 2015-08-20

Si attende un commento di monsignor galantino ... il minuscolo non è casuale


18:52:04, 2015-08-20

non è la chiesa che decide chi è buono e chi è cattivo. I santi li consacriamo qui in terra , ma siamo certi che di là sono d'accordo? che fa il Papa , ci parla prima? io credo inDio ma non credo in nessuna chiesa e in nessun prete. Sembra che le varie religioni si battono per avere l'esclusiva , come i tg

E' confortante leggere questi commenti. 
Posso raccontare un piccolo aneddoto che mi riguarda a proposito dei dubbi su chi protegge questa comunità zingara dedita allo spaccio di droga e, come i giornali scrivono, anche all'usura.
Ero all'interno del Commissariato di P.S. Romanina per il riconoscimento fotografico di alcuni reperti, corpi di reato, trovati a sudamericani dediti al borseggio ed al furto, essendo io stata vittima del furto della borsa. I bravi e benemeriti poliziotti avevano trovati i delinquenti che poi, ho saputo in seguito, sono stati sbattuti in galera. Per quanto tempo non è dato sapere dati i magistrati che abbiamo e le leggi a favore dei delinquenti.
Mentre ero nella stanza di un bravo ispettore è entrato un suo collega il quale gli si è avvicinato e, a bassa voce ma non tanto perché io non abbia potuto udire, gli ha detto:
"Hai saputo? Li hanno scarcerati. Sta sul giornale. Li hanno scarcerati."
"I Casamonica? - Ha detto l'altro intendendo a chi si riferiva il collega, che aveva portato la notizia leggermente contratto e comprensibilmente frustrato - "Li abbiamo filmati mentre spacciavano..." Ha commentato con un lieve sorriso amaro.

Nonostante il loro riserbo ho registrato tutto nella mia mente e mi sono sentita totalmente dalla loro parte, totalmente dalla parte di chi fa un mestiere difficile e rischioso e dopo tanto lavoro vede vanificati i propri sforzi e la propria bravura da imperscrutabili azioni di giudici che dicono di agire ... in nome della Legge! 

La barbarie annichilisce la Cultura

Da: DueRighe.com

Decapitato dall’Isis in piazza, era uno studioso dell’antichità


PALMIRA, SIRIA- Militanti dell’Isis hanno decapitato Khaled Asaad, 82 anni, uno studioso di archeologia nell’antica città siriana di Palmira e appeso il suo corpo in una piazza del sito storico. Questo è quanto è stato riferito da Maamoun Abdulkarim, direttore delle Antichità e dei musei siriani. Abdulkarim, sarebbe stato informato dalla famiglia dell’ottantaduenne.  Asaad -che per oltre 50 anni (fino al 2003) è stato direttore delle Antichità di Palmira- era stato sequestrato ed interrogato per più di un mese dai militanti musulmani sunniti.
L’esecuzione si è svolta in una piazza pubblica a cui hanno assistito decine di persone. Un’aggravante macabra -se possibile- ad una pratica orribile che non conosce pietà.
Redazione
19 agosto 2015


L'orrore della barbarie nazista ha gettato in un buco nero il livello culturale e scientifico raggiunto dall'Uomo nel ventesimo secolo e la barbarie del cosiddetto Stato Islamico, costituito da bande di assassini di uno Stato inventato, sta gettando il ventunesimo secolo in un nuovo buio.
Questo Studioso è l'emblema della cura che la Cultura ha della mente dell'Uomo e delle cose belle che l'Uomo ha prodotto nella sua Storia.
Sembra che il mondo non riesca a fermare i barbari che conoscono solo la fabbrica della morte e la distruzione. Esattamente come la Germania hitleriana.
Purtroppo non c'è dialogo con queste belve armate (chi vende loro le armi?), come non ce ne era con Hitler. Dunque credo sia inevitabile agire in altro modo.
Mi spiace immensamente per questo Uomo di Cultura che è stato martirizzato così ad 82 anni.