venerdì 23 ottobre 2015

Tasse, ludopatia, prostituzione

Ho cercato l'impegno politico al solo scopo di migliorare il mio Paese, la nostra Società, giacché, per carattere, odio stare a guardare e lamentarmi sterilmente per le cose che non mi vanno bene. 

Non esiste una Società perfetta, ma perfettibile si.

Mi veniva naturale raccogliere firme nel mio territorio per ottenere il giusto per la comunità dalle carenti Istituzioni. Da subito ho capito come funziona il nostro Paese: sopra una classe politica che blandisce col sorriso e le menzogne la gente per averne il voto e, una volta ottenutolo, ignora i bisogni reali dei cittadini interessandosi essenzialmente a sé stessa, a trarre benefici dalla sua posizione e, al massimo, concedendo qualche briciola a chi si è dato da fare raccogliendo consensi per averne a sua volta benefici: di solito posti di lavoro, commesse per le proprie ditte e dittarelle..

Ma se questa è la parte marcia della Società, se queste sono le due fasce che ho avuto modo di vedere all'opera, dall'altra ho constatato amaramente che la massa in generale è capace di buttare fuori fiato dalla bocca, ciarlare, protestare per poi non impegnarsi a fare nulla e, infine, ho visto la diffidenza nei riguardi miei che cercavo di fare politica idealmente, cercando di risolvere problemi comuni, che non blandivo, non promettevo, ma prospettavo quello che era il semplice diritto scritto nelle Leggi e nelle Regole e la strada retta per ottenerlo tutti insieme.

Alla fine mi sono arresa all'evidenza e le mie battaglie le ho fatte solo per me. Sono durissime nel nostro Paese, anche solo per ottenere, appunto, il semplice Diritto scritto nelle Leggi e nelle Regole.
Una strisciante irregolarità degli Apparati a cui lo Stato, attraverso i suoi vari organismi, concede di gestire i bisogni pubblici, si fa scudo di una burocrazia cancro dell'Italia. Una serie di leggi contrastanti favorisce l'agire truffaldino, neghittoso, indifferente di molti burocrati che, esercitano un meschino potere contrastando, rallentando, ostacolando l'ottenimento del semplice Diritto del cittadino.
Spendendo tempo, impegno nel leggere le regole e capirle e qualche soldo (non molti) ho ottenuto per me quello che avrei potuto ottenere per la comunità, se la gente avesse capito e non si fosse rifugiata in una sterile diffidenza, consegnandosi a quei politicanti da strapazzo che pensano solo alla poltrona o, se non ci riescono, allo strapuntino.

Questa è la premessa per dire che ho delle idee e non ho paura di esternarle e proporle a chi ha il bastone del comando.
Oggi nella trasmissione "Agorà" fra i vari temi si è parlato del contrasto fra la morale dello Stato e l'Economia: tema che muove non solo l'Italia, ma il Mondo.
Nel particolare si parlava di dove trovare il denaro, visto che Renzi abbasserebbe (il condizionale è d'obbligo) le tasse.
Una fonte sono le concessioni alle slot-machines, alle Agenzie scommesse che Renzi vorrebbe ridurre di numero per la questione morale della ludopatia.

Cos'è la ludopatia? E' una dipendenza come un'altra che, però, in certi casi ha rovinato famiglie, ridotte sul lastrico dal bisogno incoercibile di giocare, sperando di vincere, da parte di un suo componente. Da qui il conflitto fra uno Stato che lucra, attraverso le tasse, su codeste concessioni e la necessità morale di non apparire l'elemento favorente tale dipendenza.
Riducendo il numero delle concessioni si riducono anche gli introiti.
A mio modesto avviso fa bene Renzi a ridurre il numero delle concessioni, aumentando però nel contempo il prelievo fiscale su di esse.
Se è immorale favorire il gioco d'azzardo (vizio evitabile), non sarebbe affatto immorale regolamentare la prostituzione, vizio inevitabile definito infatti "il mestiere più antico del mondo".
Il suggerimento l'ho dato in precedenti post: creare luoghi lontani dagli spazi abitativi in cui chi vuole mettere in vendita la propria carne lo possa fare legalmente, dunque pagando le tasse, proibendo con pene certe e severe la prostituzione fuori da questi Luna Park del sesso.

Si sanerebbe una situazione inaccettabile, ormai sparsa in ogni luogo del Paese, in cui una prostituzione sfacciata, su cui lucrano lenoni più o meno organizzati, costituisce un altro aspetto del degrado della nostra Società, contro cui inutilmente i cittadini protestano con denunce e petizioni assolutamente inascoltati.
Che il governo abbia il coraggio di mettervi mano: ne avrebbe un gettito non indifferente a rimedio della perdita in altri settori.
Non si tratta di un ritorno alla abolita Legge Merlin del lontano 1957! Niente case chiuse all'interno delle città, niente ipocrite persiane serrate, ma Centri aperti a chi vuole entrarvi, chi vende e chi compra, pagando corrispettivi e tasse.
Col beneficio di milioni di cittadini non più costretti ad assistere ad un commercio osceno in strada dove abita o è costretto a transitare.
E' un'idea estremamente realistica ed onesta che dovrebbe far riflettere seriamente chi ci amministra e la cui realizzazione rispetterebbe i bisogni di tutti creando introito per lo Stato. 

Ardea e il Centro Anziani

Gentili Redazioni,

con la presente inviamo in allegato il comunicato stampa del Presidente dell'Associazione Presenza Solidale Alessio Addezi e una foto dello stesso Presidente.

Con preghiera di pubblicazione nei modi che riterrete più opportuni

Cordiali saluti

Ufficio Stampa TM


COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE PRESENZA SOLIDALE:

Alessio Addezi: "Giù le mani della politica dal Centro Anziani Nuova Florida"

“L'ultimo Consiglio Comunale di Ardea che era chiamato a discutere delle sorti del Centro Anziani Nuova Florida - dichiara in una nota Alessio Addezi, Presidente dell'Associazione Presenza Solidale - si è concluso con un nulla di fatto. Nessuna delle ipotesi di cambio di destinazione d'uso dei locali del Centro Anziani si è ne discussa ne approvata. Questo però non ci tranquillizza affatto sul destino del centro di aggregazione sociale, verso il quale, registriamo la volontà di certa politica, di metterci le mani, partendo dalla strumentalizzazione delle dinamiche interne al centro, per giungere alla sua definitiva chiusura. Restano a noi ignoti i reali motivi di quello che apparrebbe come un accanimento, contro uno strumento di aggregazione sociale utile ai cittadini, gli anziani che lo frequentano - continua Addezi - ma non solo, anche le famiglie del territorio lo vedono come un momento di socialità, capace anche di supportare in tempi di crisi, l'esistenza di soggetti deboli quali gli anziani, in assenza di un'adeguata offerta di servizi sociali da parte delle istituzioni pubbliche. Il Centro Anziani, se opportunamente inserito all'interno di una rete sociale di assistenza e supporto, è uno strumento importante per tutta la comunità rutula, ma ciò che più ci preoccupa - sottolinea Addezi - è la totale mancanza da parte dell'amministrazione comunale, di una programmazione e pianificazione dell'offerta di servizi. Prova ne è il fatto che nell'ultimo Consiglio, le proposte che miravano ai locali del Centro Anziani, erano l'una diversa dall'altra: chi proponeva di installarvi alcuni uffici comunali decentrati, chi un asilo, ma nessuna delle proposte, a parte la chiusura del Centro Anziani, conteneva un vero progetto di rete dei servizi territoriali alla persona" conclude la nota di Alessio Addezi.

Alessio Addezi - Presidente Associazione Presenza Solidale



giovedì 22 ottobre 2015

Facce innocue, anime nere

Da: La Repubblica.it 22 ottobre 2015

Blitz della Finanza per appalti truccati Anas: 10 arresti. Ci sono dirigenti, imprenditori e l'ex sottosegretario Meduri
L'esponente politico, attualmente nel Pdha ricoperto l'incarico al ministero delle Infrastrutture, dal maggio 2006 al maggio 2008, durante il secondo governo Prodi. Dal gennaio 1999 all'aprile 2000 è stato presidente della Regione Calabria. Le ipotesi di reato sono associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e voto di scambio.
Luigi Meduri: faccia da innocuo e simpatico anziano signore

ROMA - C'è anche il nome dell'ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri fra le 10 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma che gli uomini della Guardia di Finanza stanno eseguendo. Nell'inchiesta delle fiamme gialle denominata "Dama nera" sono coinvolti 5 dirigenti e funzionari dell'Anas della Direzione Generale di Roma, 3 imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche e un avvocato, oltre allo stesso Meduri. L'esponente politico ha ricoperto il suo incarico come membro della Margherita dal maggio 2006 al maggio 2008, durante il secondo governo Prodi, con Antonio Di Pietro ministro.


Quante cose gli sono sfuggite ad Antonio Di Pietro come politico!
Non si è accorto, da Ministro delle Infrastrutture con il Governo Prodi, che Luigi Meduri, Sottosegretario durante il suo Ministero, faceva quello che viene fuori solo oggi!
Eppure come magistrato è stato una "spada"!!

Da: L'ESPRESSO 12 novembre 2012 di Tommaso Cerno e Susanna Turco
il mega-studio del potente avvocato Sergio Scicchitano, mente e braccio dell'Idv nel Lazio e, di conseguenza nei palazzi del potere romano. Ai tempi del Di Pietro ministro del Lavori pubblici, finì all'Anas. Lontano dai riflettori, Scicchitano è presidente dei garanti del partito, indagato per fatture anomale non s'è dimesso. Anzi, consiglia Di Pietro, cresce i suoi delfini, a partire da quel Vincenzo Maruccio indagato per il Laziogate , diventato in pochi anni da peone a braccio destro del leader.

mercoledì 21 ottobre 2015

Yara e il Dogma Centrale di Watson and Crick

Da: Il Messaggero
di Claudia Guasco
Yara Gambirasio ad un saggio di ginnastica artistica

BERGAMO 
C'è la firma dell'assassino sul corpo di Yara. E' il suo dna trovato dove solo chi ha compiuto il delitto poteva lasciarlo: in quattordici punti della traccia isolata sugli slip della ragazzina, il dna della vittima è mischiato a un codice genetico maschile. Ovvero quello di Ignoto 1, che secondo l'accusa è riconducibile per il 99,999% a Massimo Bossetti. Nell'undicesima udienza del processo a carico del muratore di Mapello, accusato di aver ucciso con crudeltà la piccola ginnasta di Brembate, depone il colonnello Giampietro Lago, comandate del ris di Parma. Nei laboratori del reparto di investigazioni scientifiche sono stati effettuati gli esami del dna trovato sul corpo della ragazzzina, delle fibre tessili isolate sul suo giubbino (e compatibili con un furgone marca Iveco come quello dell'indagato), l'elaborazioni in 3D delle immagini del suo cassonato che si aggira per il paese il 26 novembre 2010, quando Yara scomparve per sempre.

DNA LASCIATO DA CHI HA UCCISO La deposizione di Lago, centrale sul ruolo di Bossetti quale presunto assassino, ha provocato le prime scintille della giornata tra la pm Letizia Ruggeri e i difensori del carpentiere di Mapello. Per gli avvocati Paolo Camporini e Claudio Salvagni le dichiarazioni dell'ufficiale sarebbero inutilizzabili poiché, non avendo firmato la relazione scientifica del ris depositata alla Procura, può riferire unicamente sulle attività da lui direttamente compiute.

"Non c'è nessuna norma che sancisce questa inutilizzabilità - ha replicato il pm Ruggeri - Il ris ha compiuto oltre 16 mila accertamenti ed è impossibile che il colonnello Lago abbia partecipato a tutti". I giudici, presieduti da Antonella Bertoja, hanno risolto il confronto spiegando che "il colonnello, come comandante del ris, aveva il controllo del lavoro dei suoi uomini che, se necessario, potranno essere sentiti sui singoli accertamenti". L'ufficiale ha approfondito tutte le analisi svolte: sul giubbino, sulla maglietta azzurra, sul reggiseno, sui calzini, sulle scarpe e sugli slip.

E ha tratto una convinzione: "E' del tutto inverosimile e improbabile una deposizione del dna sul corpo di Yara al di fuori del contesto". Che significa: per posizione e quantità del dna trovato, il codice genetico di Ignoto 1 non può essere stato trasportato, ma sarebbe stato trasferito sul corpo della vittima nelle fasi drammatiche dell'omicidio.
 
Il Codice Genetico UNICO ed IRRIPETIBILE che riproduce fedelmente tutte le caratteristiche di UN INDIVIDUO
Chiunque abbia dato anche un solo esame universitario di Biologia sa che non vi può essere errore di sorta.
La sequenza genetica è data da basi puriniche e pirimidiniche complementari: Adenina-Timina e Citosina-Guanina in sequenza e tenute insieme da legami fosforo

LE TRACCE SUGLI SLIP 
Tra i reperti esaminati, sono stati gli slip ha fornire gli elementi più interessanti. "Presentano un taglio in posizione latero-posteriore destra. E' un taglio netto, non uno strappo o il morso di un animale", riferisce Lago. Ma soprattutto hanno una traccia che ha fornito esiti decisivi: in quattordici punti il dna di Yara è mischiato a un codice genetico maschile. In otto casi è prevalente quello della ragazzina, in cinque quello dell'uomo. "E' un profilo riferibile a una persona di sesso maschile e sempre uguale a se stesso. Ed è quello che abbiamo convenzionalmente denominato Ignoto 1", afferma il colonnello. Sulla manica del giubbotto invece è stato isolato del dna femminile 
diverso da quello della vittima: è di Silvia Brena, l'istruttrice di ginnastica ritmica del centro sportivo di Brembate, la cui posizione insieme a quella del fratello è stata al centro dell'attenzione degli inquirenti e poi ritenuta estranea alla scomparsa della ragazzina.

MINACCE AL PM  
Massimo Bossetti, come sempre presente in aula, segue attento la relazione di Lago e quando i passaggi si fanno più complessi chiede spiegazioni a Marzo Capra, genetista forense e consulente della difesa che si è occupato anche del giallo di Garlasco. Non manca il pubblico, con un nutrito drappello di innocentisti schierati al fianco del muratore. Il caso continua a infiammare gli animi, tant'è che sono arrivate nuove minacce al pm Letizia Ruggeri alla quale è stata assegnata una scorta volante. Da un paio di settimane il magistrato è seguita da un servizio di vigilanza dinamica, con passaggi di pattuglie delle forze dell'ordine a casa sua, in procura e alla scuola della figlia, dopo la comparsa di frasi minacciose contro di lei su facebook. La decisione è stata presa dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.

Tutti hanno diritto ad un processo, ma alla luce della Scienza, quella vera, quella galileiana, quindi dei fenomeni ripetibili e misurabili, gli avvocati di Bossetti possono solo arrampicarsi sugli specchi delle obiezioni formali, come quella di tentare di inficiare la deposizione del Colonnello a Capo dei RIS perché non ha messo la firmetta su ogni relazione scientifica condotta dai suoi uomini...

Poi ci sono gli ignoranti, i tarpani che non capiscono niente "ma non credono che sia stato lui": "Ma che è sto' DNA mo'?"
Se sei ignorante almeno statti zitto! Invece no! Minacciano pure!

Inutile aver firmato per la NON archiviazione

Dal sito di "Chi l'ha visto?"

Archiviata l'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori

Roma 20/10/2015 - Il gip Giovanni Giorgianni ha accolto la richiesta del procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e dei pm Simona Maisto e Ilaria Calò firmando oggi il provvedimento di archiviazione dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi il 22 giugno 1983 e quella di Mirella Gregori il 7 maggio dello stesso anno. Erano sei le persone indagate per concorso in omicidio e sequestro di persona: monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare, Sergio Virtù, già autista di Enrico De Pedis, Angelo Cassani, detto "Ciletto", Gianfranco Cerboni, detto "Giggetto", Sabrina Minardi e Marco Accetti. "Hanno purtroppo ceduto alla volontà di chi da 32 anni sta cercando di far dimenticare questa storia", è stato il primo amaro commento a "Chi l'ha visto?" di Pietro Orlandi, che aveva raccolto decine di migliaia di adesioni alla petizione per dire no all'archiviazione. Il fratello di Emanuela ha rinnovato il suo appello a Papa Francesco, chiedendo il suo aiuto per arrivare alla verità. 

Nelle motivazioni della sua decisione il gip Giorgianni scrive: “Gli accertamenti probatori acquisiti nel corso delle indagini preliminari sono, allo stato, non provvisti della consistenza, neppure indiziaria, necessaria a sostenere l'accusa in giudizio e a giustificare un vaglio dibattimentale, né paiono utilmente esperibili ulteriori indagini con la finalità di valorizzare quegli elementi dotati di una più significativa, ancorché incongruente, pregnanza investigativa”. “Tutte le segnalazioni – continua il gip – anche quelle fondate su meri sospetti, sono state accuratamente verificate. E molte di esse si sono rivelate il tentativo da parte di chi ha cercato di trarre un vantaggio dall'interesse sulla vicenda”. “L'enorme sforzo investigativo degli organi inquirenti - ritiene il gip - ha fatto confluire all'interno del procedimento un materiale imponente che si è stratificato nel tempo e che, tuttavia, pur incrementandosi, non ha mai acquistato un sufficiente grado di coerenza, di precisione e di concordanza”. Una insufficienza tale da rendere inutili ulteriori approfondimenti per il magistrato. A proposito di Marco Accetti, che resta indagato in un altro procedimento per calunnia ed autocalunnia, Giorgianni definisce la sua la personalità come ”caratterizzata da smania di protagonismo e da pubblicizzazione della propria immagine, con una spasmodica ricerca di accesso ai media e della loro costante attenzione”, "portato a inventarsi storie e situazioni". Quindi inattendibile. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Sabrina Minardi, il gip scrive che "l'esito negativo, al di là delle ulteriori versioni offerte dalla teste circa le modalità con le quali i rapitori si erano disfatti del cadavere della Orlandi, è dipeso dall'incapacità della Minardi di fornire informazioni precise ai fini dell'individuazione del luogo in cui il riferito disfacimento del cadavere fosse avvenuto”. 



Purtroppo l'enorme materiale depistante, le dichiarazioni di mitomani vari, ha portato a questo.
Rimane la stranezza che tutta la corposa indagine è gravata sulle spalle della Giustizia Italiana, mentre per Emanuela i genitori avevano fatto la denuncia presso la Gendarmeria dello Stato Vaticano di cui erano cittadini. L'Italia archivia per la cittadina vaticana Emanuela Orlandi e per la cittadina italiana Mirella Gregori. E lo Stato Vaticano cosa ha fatto per la sua cittadina dopo la denuncia di scomparsa presentata dai suoi genitori? Ha archiviato oppure mantiene il fascicolo aperto?

Il "giallo" della lampadina - Dalla Raccolta "Novelle Nuove"

Il "giallo" della lampadina

Lo stimolo a mingere la trasse come al solito dal piacevole sonno.
Cercò di resistergli e di continuare a dormire, ma sapeva che quel fastidio non le avrebbe permesso di ripiombare in quella piacevole assenza nel riposo.
Quindi si alzò e senza accendere la luce sul comodino, come sempre, si avviò verso il bagno. Premette l'interruttore e la luce centrale, che pendeva dal soffitto, le ferì gli occhi. Passò sul tappetino, che copriva il cerchio metallico a copertura del pozzetto di derivazione, e sentì degli scricchiolìi. Si sedette per mingere e guardò il tappettino verde chiaro su cui sparse gocce argentee brillavano.
"E' uscita l'acqua.." Pensò.
Alzò un lato del tappeto scoprendo il cerchio metallico del tappo del pozzetto, ma era tutto asciutto.
Assonnata e cercando di non svegliarsi troppo per ritornare presto a letto, scosse il tappetino e sentì un tintinnìo leggero. Il suo sguardo sfiorava il pavimento e davanti a sé, un poco di lato, vide un semicerchio di vetro opaco spezzato; poco distante un cerchio più piccolo di bianca ceramica. Capì che doveva essere scoppiata una lampada. Si guardò meglio in giro e vide un altro semicerchio in vetro, simile al primo, fra il water e la vasca da bagno.
Alzò gli occhi verso le due lampade ai lati dello specchio del lavabo: erano integre. Nonostante la voglia di non svegliarsi troppo la sua attenzione si pose sulla lampada centrale e constatò che era intatta pure quella.
E d'altra parte non poteva essere altrimenti visto che illuminava tutto il bagno!!

Dietro la porta sentì dei rumori e capì che suo marito si era alzato per la stessa sua esigenza. Gli capitava più volte la notte, per via della prostata... Sentì che apriva la porta chiusa a chiave che dava sul soggiorno per raggiungere l'altro bagno, posto al piano di sotto.
"Rodolfo! - lo chiamò - Non scendere, ho finito!" Raccolse i pezzi di vetro e li mise nel cestino del bagno, avvolgendo il tappetino con i frammenti caduti su di esso, e aprì la porta. Suo marito le apparve davanti con un calzone del pigiama arrotolato su una gamba ed un occhio chiuso. "E' scoppiata una lampadina, - lo informò subito - ho raccolto i vetri e quelli più piccoli sono nel tappetino. Quando ci alziamo lo sbatterò nel sacco dell'immondizia così non cadono in giro. Stai attento perché potrebbero essercene altri."
Suo marito aveva una vera fobia per i vetri rotti: se vedeva un bicchiere appena fessurato, ma per Giulietta ancora usabile, lo gettava nella spazzatura con timore.
"Ma quale lampadina?" Chiese lui mentre chiudeva la porta dietro di sé.
"Non lo so! - Rispose lei.- Sono tutte intatte!" E se ne tornò nel letto sperando di riprendere sonno.
"Forse si è rotta a Daniela e non si è ricordata di dircelo." Disse lui mentre faceva pipì.
Lei pensò: "E' proprio rimbambito." E rispose: "Daniela me lo avrebbe detto e poi dove la trovava una lampada per sostituirla?!" Mentre pensava:"E non avrebbe mai lasciato i vetri in giro!" Quella ragazza era una perla rara di precisione e la mattina del giorno precedente aveva spazzato tutta la casa.
Voleva dormire. Suo marito tornò a letto. Guardò l'ora: erano le sette meno venti.
Ormai erano due pensionati e potevano dormire quanto volevano.
Alle otto cominciarono a trascinarsi per la casa e cominciarono a far mente locale sui misteriosi pezzi della lampadina.
"Ma non può essere stata Danielaaa!" Disse scocciata lei all'ennesima ipotesi di suo marito. "E' stata messa un'altra lampada nel lampadario centrale. Chi gliela dava alla ragazza secondo te?"
L'uomo tacque un po' preoccupato.
"Che sia stato io e non me lo ricordo?" Pensò.
"Io non sono stata." Affermò in modo categorico sua moglie. "Ma tu non ti sei mai alzato prima delle sette meno venti?"
"No, infatti è strano. Riesco a stare senza alzarmi almeno una volta solo se prendo l'antinfiammatorio... - Disse pensieroso. - E ieri sera non l'ho preso."
"Eh, certo, non lo puoi mica prendere sempre, - disse conciliante l'anziana donna - però... è vero.. è strano che tu non ti sia alzato come sempre in mezzo alla notte..".
La riflessione della moglie fece aumentare le sue perplessità e incertezze, perché era vero... era così.
Cominciò a dubitare di sé stesso e a preoccuparsi di iniziare ad avere delle amnesie:"Un principio di Alzheimer? Sonnambulismo?"
Giulietta, intanto, pensava: "Io non mi sono alzata stanotte. Sono sicura. E poi avrei raccolto i vetri e non li avrei lasciati lì... E come avrei potuto avvitare la nuova lampada senza ricordarmene! Dovevo pure salire sullo sgabello!" 
Aprì la porta dello studio dove suo marito si era rifugiato dopo colazione e gli disse: "Daniela è andata via all'ora di pranzo e per tutto il giorno sai quante volte sono andata in quel bagno io!"
"Io sono andato in questo di sotto." Si affrettò a dire lui prendendo le distanze dal bagno incriminato.
"Va bene, ma poi la sera, mentre eri di sopra a vedere la TV, ogni tanto ci sei andato! Io ero al computer nel mio studiolo e ti ho sentito!"
"Sì". - Ammise lui pensieroso.
"Ci siamo andati io e te per tutto il tempo dopo che Daniela è andata via e non c'erano vetri di sorta." Riflettè a voce alta la donna, proseguendo nella sua indagine. "E nemmeno a farlo apposta ieri ha spazzato dappertutto! Dunque quei vetri sono caduti stanotte e qualcuno ha sostituito la lampadina e siccome qua siamo solo in due o sono stata io o sei stato tu!" Ed era evidente che per lei era stato lui.
L'anziano uomo non si difese più di tanto, dubitando egli per primo di sé stesso.
Lei, comunque, non aveva dissipato del tutto il dubbio che poteva essere stata lei. Quello che non capiva era come avesse potuto dimenticarlo totalmente. E poi dove aveva preso la lampada sostituita? Nel troumeau ce ne erano due che lei aveva comperato per riserva, ed erano ancora lì! Poi quella grossa lampadina a basso consumo, così brutta nella sua forma ad elica, lei non sapeva dove poteva essere prima di finire lì, nel lampadario! In cantina? Nel vano lavanderia? "Che ne so io? - Pensava - Le cose lì le tiene lui!" Cominciò a preoccuparsi che suo marito avesse cominciato un decadimento cerebrale che chissà quali guai avrebbe comportato! Pensò addirittura di raccontare il fatto ai figli!
"Non possono continuare a lavarsene le mani! Invecchiamo... Debbono sapere!"
"A me sembra che ci fosse una lampada tonda prima di questa." - Disse Rodolfo pensieroso.
"In effetti i pezzi erano proprio di una lampada tonda." Gli dette ragione la moglie.
Andò a telefonare alla ragazza che era venuta il giorno prima e forse poteva ricordare che lampada c'era. Certo non è che uno guarda i lampadari se spazza in terra... Ma non si sa mai!
"Pronto, Daniela, mi scusi se la disturbo ma sa... noi siamo un po' rimbambiti.. Abbiamo trovato dei pezzi di lampadina in terra, nel bagno grande... Sì lo so che lei ha pulito bene dappertutto... Certo, anche negli angoli.. Ma volevo chiederle se lei, per caso, ha notato se c'era una lampada tonda nel lampadario centrale o una di quelle a forma di elica... Sa di quelle a.. come si dice...a consumo economico..ecco, mi ha capito.."
"Non ricordo..."
"Ha ragione.. come fa a notare una cosa del genere.. E' che volevo capire se magari mio marito si ricorda male che c'era una lampada tonda e dunque quella che c'è ora c'era da prima. Sa, a volte uno si può sbagliare, magari le abbiamo alternate: una tonda, poi questa ad elica.. Era per capire da quanto tempo ci sono quei vetri. Certo quando lei è andata via non c'erano.. Ho guardato in tutti i cestini di casa... Non ci sono altri vetri."
"Ah! Ma aspetti... Era buio perché pioveva e per spazzare il bagno ho acceso la luce: era tonda...sì.. sono sicura, era tonda!"
"Allora sarà scoppiata stanotte e mio marito l'ha sostituita e non se lo ricorda... - Fece un risolino - E' rimbambito!"
Tornò a riferire la telefonata all'uomo, rassegnato ormai ad una sua grave forma di amnesia.
Però a furia di congetturare gli venne in mente qualcosa che lo irritò:
"Ma se è successo a me io avrei sentito i vetri sotto i piedi, come li hai sentiti tu stamattina! Poi come la sostituivo la lampada al buio?"
"Potresti aver acceso le luci dello specchio!"
"Ma mi fai parlare?! - Gridò irritatissimo Rodolfo. - Parli sempre tu! Non c'è in giro la parte metallica con cui era avvitata la lampadina scoppiata!"
"Non gridare! Non c'è bisogno di gridare! E' vero, non c'è! Ho guardato in tutti i cestini che poi sono mezzo vuoti perché Daniela, quando pulisce, cambia le buste e sono quasi vuote. E' facile constatarlo. E poi come la toglievi? A mani nude? Dovevi andare a prendere un attrezzo in cantina.. Poi dovevi togliere la corrente, altrimenti avresti preso la scossa... e al buio come la cambiavi?"
Rimasero in silenzio, senza risposte.
Parlò per prima lei che disse ridendo: "Sono entrati i ladri stanotte e hanno cambiato la lampadina al buio, dopo che gli è scoppiata!"
"La porta che dà sul salone era chiusa a chiave dal di dentro, - disse lui pacato - l'ho aperta io stamattina..."
Eppure una spiegazione ci doveva essere e... come spesso avveniva... lui la trovò!
"Fermi tutti! - Disse. - Ora stai zitta e fammi parlare! La lampada ERA tonda, ma solo all'esterno! E' scoppiata ed ora quella che c'è è la parte interna! Molte di queste lampade a basso consumo sono fatte così: all'esterno per renderle più esteticamente accettabili danno loro un aspetto di globo e dentro c'è la classica lampada a vetro tubolare, o lineare o ad elica o vite...come ti pare!"

La moglie lo guardava a bocca aperta. Poi scoppiarono a ridere di sé stessi!
"Io non l'ho mai saputo che fossero fatte così!" Disse Giulietta quando ebbe finito di ridere.
"E mi pareva strano che non ci fosse l'attacco metallico in giro! - Rideva lui.- E che avessi cancellato completamente l'episodio!"
Erano sollevati: per ora niente Alzheimer.

martedì 20 ottobre 2015

Magistratura che fa paura... agli onesti

Da: La Repubblica.it

Spara e uccide ladro in casa nel Milanese: 65enne indagato per omicidio volontario. Maroni: "Paghiamo noi l'avvocato"

La vittima è un ragazzo romeno di 28 anni, era disarmato. I vicini prendono le difese del pensionato di Vaprio d'Adda: "Aveva subito quattro furti in pochi mesi". Il governatore promette l'intervento della Regione, presidio di solidarietà in piazza. Giulia Bongiorno: "La legittima difesa va ampliata"
Non ho armi in casa. Non ho mai sparato. Le armi mi fanno paura perché so che se le hai prima o poi le usi.
Detto questo ritengo che chi le detiene, perché ha subito molti attacchi da criminali, ladri, rapinatori, ha ragione a farlo. Anche perché spesso sa che la denuncia non serve a molto, non sempre le oberate Forze dell'Ordine riescono a prendere i delinquenti e, quando ci riescono, troppo spesso ci pensano i magistrati a rimetterli a piede libero per farli ricominciare a nuocere di nuovo.
Le notizie, poi, di famiglie che hanno subito violenze, oltre ai furti, fino ad arrivare a stupri ed omicidi, mettono una giusta paura per l'incolumità delle persone care, oltre che per se stessi e i propri sudati beni.
Trovo, dunque, allucinante che dei magistrati formulino il capo d'accusa come omicidio volontario ad uno che stava dormendo dentro casa sua e, svegliato dall'intrusione estranea nell'unico spazio dove un cittadino può e deve sentirsi sicuro, casa propria, reagisce cercando l'arma regolarmente detenuta per difendersi.
Dov'è la volontarietà? L'uomo dormiva accanto a sua moglie in casa sua e tutto pensava meno che doversi svegliare nel cuore della notte con una figura umana estranea dentro casa! Come non avvertirla come una minaccia e con il cuore che batte forte per la paura non prendere un'arma per difendersi da una minaccia sconosciuta? O forse i magistrati ritengono che in quei frangenti in cui il tuo spazio sicuro, il tuo rifugio ti appare violato tu possa valutare "chi è? chi non è? che vorrà? che farà?" e di conseguenza mirare bene, con precisione, stando attento a non prendere le parti vitali dell'uomo, che costituisce una grave minaccia per il solo fatto di essersi introdotto dentro una casa di notte, furtivamente, necessariamente non per una visita di cortesia?
Questa magistratura, l'ho scritto altre volte per altre circostanze, mi fa paura, giacché essa non garantisce chi i reati non li cerca, non li vuole commettere... Altro che volontarietà!
E' paradossale, per contro, pensare che se invece in pieno giorno mi porto una pistola all'Università e la punto da una finestra verso il basso, dove passa la gente, premo il grilletto ed elimino a caso una giovane vita ignara, la stessa magistratura mi imputa NON L'OMICIDIO VOLONTARIO, bensì OMICIDIO COLPOSO, come quando senza volerlo, per pura casualità, investo con l'auto una persona e la uccido...
Come possiamo aver fiducia nella Giustizia? Chi ci capita, come vittima davvero del caso, dice sempre "Ho fiducia nella Giustizia." Ma lo dice come un mantra, perché dentro di se teme di non averla e, proprio per questo, invia come un monito, una supplica ai giudici.
AGGIORNAMENTO
I telegiornali si sono affrettati a comunicare che il pensionato ha sparato al delinquente straniero pregiudicato e, sembra, con decreto di espulsione (ma era ancora qui), mentre questi era sulla scala esterna e l'ha preso dritto al cuore.
Con questo forse intendono giustificare l'imputazione scelta dai magistrati.
Riflessione: se in un primo tempo il pensionato che stava in casa propria ha dichiarato che il ladro era entrato, potrebbe averlo detto perché sotto shock, visto che dormiva ed è stato svegliato da rumori fatti dall'intruso. Se era sulle scale esterne non cambia rispetto alla percezione della minaccia da parte del pensionato, giacché da quello che si vede nelle immagini la casa era circondata da un muro e da una cancellata e, una volta scavalcati, già c'è la violazione di domicilio che, essendo notte, costituisce ulteriore segnale di pericolo.
Il pensionato dovrebbe chiedere i danni allo Stato che non ha controllato, come doveva, se il decreto di espulsione era andato a buon fine, omettendo di controllare la presenza o meno del pregiudicato ancora all'interno del territorio Italiano.

lunedì 19 ottobre 2015

Famiglia omosessuale

Da: La Repubblica.it

Unioni civili, Cei attacca governo: "Così mette all'angolo la famiglia"

monito di monsignor Galantino: "La politica non sia strabica". Boschi dopo la lite con Alfano: "Libertà di coscienza" su adozioni interne a coppia omosessuale. Ncd: bene il chiarimento. M5s replica a Serracchiani: "Noi pronti a voto, è Pd che non vuole"

 "Il problema della famiglia - dice - fatta di padre, madre e figli, che può assicurare continuità e futuro alla società non è un problema della Chiesa. E' una realtà che riguarda soprattutto la società. Io come credente e come cittadino, gradirei che si mettesse in atto quello che l'articolo 29 della Costituzione dice a proposito della famiglia". E sulla Cirinnà: "Io spero che il parlamentare non abbia bisogno del giogo del prete. Spero che si riesca ad avere con chiarezza un'attenzione alla famiglia, fatta di padre, madre e figli e che il governo stesso sia attento anche ad altre realtà che hanno bisogno di essere accompagnate. Chiedo che la politica non sia strabica. Non si può pensare a un governo che sta investendo tantissime energie per queste forme di unioni particolari e di fatto sta mettendo all'angolo la famiglia tradizionale che deve essere un pilastro della società".

L'ho scritto e lo ribadisco: non ho ideologie, ho idee, e se qualcuno ha idee simili alle mie non ho preclusioni sulla persona, anche se per altre questioni non mi sono trovata d'accordo, anzi, sono stata fortemente critica.
E' il caso di questo alto prelato della Chiesa Cattolica.
Da numerosi post che ho scritto su questo blog si vede chiaramente cosa penso dell'omosessualità, ma lo ripeto: è sempre esistita, se vissuta dignitosamente è da rispettare, ci sono modi di vivere la eterosessualità indecenti e quindi molto meno rispettabili di una omosessualità vissuta con buongusto e discrezione.
Discrezione perché è la sessualità che deve essere vissuta come qualcosa di intimo in generale, e non sbattuta in faccia ad ogni piè sospinto come subiamo da decenni nella corsa al degrado in nome di una finta libertà di espressione.
Ben vengano dunque le Unioni Civili. Non il Matrimonio Civile, che già c'è e deve rimanere solo per la coppia XX e XY. Non a caso scrivo i gameti sessuali del DNA, invece di scrivere coppia uomo e donna, perché, nella corsa a forzare  il cambiamento della nostra società si è arrivati a concedere anche a chi nel DNA è XY lo stato civile di "donna", sesso femminile, anche a chi non potrà mai esserlo biologicamente ma lo è solo esteriormente per sua volontà mentale e ha fatto di tutto, chirurgia ed ormoni, per apparirlo.
Del tutto casualmente ieri, nel giro sui canali TV per cercare qualcosa di decente, sono capitata sulla trasmissione condotta da Barbara D'Urso, e c'era l'ennesimo giovane che si era fatto cambiare la carrozzeria per sembrare una donna e, come spesso accade per questi cosiddetti transessuali, era una bella carrozzeria che si era fidanzata con un tale con il quale, grazie alla redazione della trasmissione condotta dalla D'Urso, ha messo su uno show pre-matrimoniale, avendo ottenuto sui documenti il cambiamento di stato civile da M a F.
Ovviamente il futuro sposo era informato sul vero DNA del transessuale, ma immaginate se per non perdere una persona di cui questi si è innamorato egli lo tace, con l'assenso dello Stato che gli ha rilasciato documenti menzogneri.
Onestamente, data la tendenza giornalistica a non dire mai i particolari che fanno la differenza, non so se in questi casi viene comunque riportato sui documenti che la nascita aveva avuto registrazione diversa... Ma, qualora così non fosse, sono documenti che non rispondono allo scopo per il quale esistono: stabilire la realtà di un individuo di fronte alla Società.
Il documento di identità non dovrebbe MAI soggiacere ai bisogni del singolo individuo, ma ai bisogni di sicurezza della società in cui vive.
Chi pensa di sposare una donna splendidamente carrozzata può scoprire in ritardo che la sua carrozzeria non corrisponde ad un utero e a delle ovaie che non potranno esistere MAI per farne una vera donna, con un motore atto a partorire un figlio.
Ma la forzatura a cambiare la Società è aiutata non solo dalla chirurgia estetica, ma anche dalla medicina, che oltre agli ormoni fornisce concepimenti in provetta. Ed ecco che con gli uteri in affitto e la donazione del gamete mancante si introduce un terzo elemento umano per formarne un altro... E' un cambiamento epocale della Società che comporterà INEVITABILMENTE anche un cambiamento della psicologia umana e dunque della filosofia su cosa l'Uomo è, come egli si vede e concepisce la sua umanità.

Dunque è giusto che si dia il diritto ad unirsi legalmente a persone del medesimo sesso, anche se, stante quanto sopra riportato, si creerà una discriminazione con chi, avendo scelto di cambiare anche esteriormente il proprio genere, ha ottenuto ibridi documenti di identità complice lo Stato, giacché queste persone possono contrarre regolare Matrimonio Civile. 
Si vede bene che la materia dovrebbe avere riflessione univoca e non a pezzi, giacché così si ottiene la solita legislazione che crea ingiustizie e contraddizioni e che comporterà inevitabilmente conflitti giudiziari, appesantendo una magistratura, già ampiamente deficitaria, di ulteriore lavoro.
Se si concede l'alchimia delle provette per la procreazione alle coppie etero, anzi, addirittura la paghiamo tutti tramite il SSN, si darà anche a chi, come la coppia presentata dalla D'Urso, può contrarre regolare Matrimonio Civile? Ora la legge non lo consente di affittare uteri, ma mi sembra che consenta la donazione di gameti... Insomma, si vede bene che, addentrandosi nella materia, vengono fuori sempre più discrepanze, in quanto la legislazione è fatta a pezzi e non ha una formulazione pensata in modo unitario. 
Personalmente credo che questa politica attuale non aiuta in nulla la famiglia naturale, come non l'ha mai aiutata da quando io sono al mondo: 1946.
La famiglia naturale si appoggia totalmente sulla donna-madre che, se lavoratrice, deve mettere mano al portafogli per dare in mano sicure i suoi cuccioli. La carenza di asili nido cronica comporta che si usino baby-sitter qualora non si abbia la fortuna di avere nonni a portata di mano.
E che dire del lato economico?
Tralasciando una intera vita in cui, per crescere tre figli, non ho potuto lavorare, se non dai 40 anni in poi, per totale impossibilità ad accedere al numero limitato di posti messi a disposizione nelle Scuole Materne Comunali (le private essendo costose per le tasche),  arrivo solo all'ultimo capitolo della mia famiglia tipica italiana: due anziani coniugi che vengono privati di agevolazioni economiche per le cure mediche in quanto le loro due pensioni per lo Stato fanno cumulo.
Lo Stato Italiano però ha messo a loro disposizione una scappatoia che il loro figlio più piccolo, (45 anni), scherzosamente suggeriva proprio ieri: il divorzio in 6 mesi!
Non più cumulo, meno tasse, accesso per me alla esenzione sui ticket sanitari per reddito!!!   
E' questo uno Stato che aiuta la Famiglia Naturale?
Il contrario! Agevola la dissoluzione di essa aggravandola economicamente e preoccupandosi, nel contempo, delle minoranze! Oppure gli omosessuali, i transessuali, sono la maggioranza dei cittadini?   

domenica 18 ottobre 2015

Emigrazione Africa-Europa: perché?

Pongo a chi legge una domanda che mi sono posta io e che ho posto a qualcuno con cui ho avuto modo di parlare: perché gli africani del Mali, del Gabon, del Niger, della Nigeria, del Togo, della Liberia, della Somalia vengono in Europa in una immigrazione non richiesta dai Paesi dove entrano, quindi senza rispettarne le leggi sull'immigrazione?
I giornalisti allineati con il sistema Italia rispondono: "Per bisogno economico." Dopo aver smesso da poco, perché tanati dagli Italiani che hanno ancora gli occhi, di mostrarci come "profughi siriani" barconi pieni di umanità dalla pelle nerissima.
Bene, prendiamo per buono il "bisogno economico", tralasciando l'altra menzogna mediatica del paragone con l'emigrazione italiana per vero bisogno, che avveniva con il permesso e la necessità di braccia dei Paesi  accoglienti e non irregolarmente come questa africana, ma la riflessione è: PERCHE' EMIGRANO IN EUROPA E NON NEI PAESI DEL LORO STESSO CONTINENTE AFRICANO CHE HANNO UN CERTO BENESSERE?



Parlo del Kenia, della Repubblica Sud Africana, dello Zambia e di altri Paesi dove c'è molto da fare tanto è vero che, ad esempio, nello Zambia c'è una massiccia presenza dei cinesi nell'economia. Dunque tutti questi giovani africani che non si trovano bene nel loro Paese, non sempre per ragioni di guerra, bensì perché aspirano a migliorare la loro vita economica, perché non cercano di darsi da fare nei Paesi del loro stesso continente?
Una città africana: Lambaréné nel Gabon, Paese da cui provengono molti giovani uomini sbarcati sulle nostre coste senza nessuna richiesta da parte dell'Italia, senza un contratto di lavoro già in tasca, come veniva richiesto ai nostri migranti in Belgio, Germania, Canada, USA.

Qualcuno mi ha risposto: "Perché vogliono quel che rimane a noi del nostro welfare!"
Già... quel che rimane, visto che ci dobbiamo pagare tutto ormai e le pensioni sono bloccate. Almeno la mia. Non è stata bloccata come quella di mio marito perché non arrivava al lordo minimo del blocco, era sotto... Dunque a me non è stato restituito niente. Nemmeno a mio marito però, perché la restituzione ha riguardato solo le pensioni che dal lordo minimo di euro 1.415 (circa) arrivano a circa 1.900 euro... Mio marito sta sopra, dunque niente restituzione del blocco.. Rimane bloccata e basta!
In compenso, se la mia non è bloccata perché nemmeno cresce?
Mi sembra che sia perché sono aumentati i prelievi IRPEF comunale e regionale...
In compenso, siccome cumulo il reddito con mio marito, ho pagato più di euro 50 per fare un ecocardiogramma nel primo posto libero trovato dal Recup: a Nettuno. Io risiedo a Rocca Priora... Più di 50 Km., Google Maps da con i mezzi pubblici un tempo di percorrenza di oltre 2 ore e fino a 3 ed oltre, dipendendo dal giorno e dall'ora... Ma forse siamo noi l'Africa?  
Dunque restringeranno sempre più il sudato welfare a noi, ai nostri figli e nipoti, perché dobbiamo dare spazio nei nostri ospedali, nelle nostre scuole, nelle nostre mense scolastiche... agli africani che non vogliono emigrare in Kenia, in Sud Africa, e negli altri Paesi dove, se si vuole costruire una civiltà come la nostra, bisogna faticare.
Qui gli ospedali ci sono già, si buttano soldi per opere pubbliche lasciate a metà, le scuole le abbiamo ma non le curiamo abbastanza... Politici disonesti e in confusione mentale dicono che dobbiamo accogliere... accogliere.. Poveri noi! 

Sanità Lazio: esenzione per reddito

REGIONE LAZIO
Le categorie di esenzione per reddito sono le seguenti:
E01: Soggetto con meno di 6 anni o più di 65 anni con reddito familiare inferiore a 36.165,98 euro (ex articolo 8 comma 16 della Legge 537/1993 e successive modifiche ed integrazioni).

Ho 69 anni e un reddito personale molto ma molto inferiore ai 36.000 e passa euro sopra riportati, avendo contributi per poco più di 26 anni, ma dato che la legge parla di reddito familiare ed io sono sposata con un uomo che ha 48 anni di versamenti contributivi (anche se la legge blocca la crescita economica della sua pensione ai soli 40 anni incamerando l'INPS gli altri 8, a mio avviso incostituzionalmente), debbo pagare i ticket sanitari.
Dunque per la legge di questo Paese il nucleo familiare conta per togliere le esenzioni, vediamo se il nucleo familiare conterà anche per il pagamento dell'Imposta chiamata "Canone di Abbonamento RAI" oppure se dal papocchio verrà fuori l'ennesima truffa a danno dei cittadini, che si troveranno a pagare sui contratti elettrici, intestati a componenti diversi di uno stesso nucleo familiare, più Imposte a favore della RAI. Pensate alle seconde case: chi al paesello natìo, chi al mare, chi in montagna sulla neve...