mercoledì 11 novembre 2015

Regione Lazio: mi toglie ma non mi da

Vado subito al dunque: quando mi è stato pagato il primo rateo di pensione era dicembre 2011.
Rispetto a quella data, quasi 4 anni dopo, la mia pensione è diminuita.
E' una pensione il cui importo lordo non rientra neppure nel minimo lordo soggetto al blocco: dunque come mai lungi dal crescere è addirittura diminuita di oltre euro 100? 
Non sono chiacchiere: ci sono i documenti con le cifre, e l'importo netto che mi viene pagato a novembre 2015 è inferiore di oltre euro 100 rispetto a quello pagatomi allora.
E' andato via via diminuendo.
La ragione è anch'essa nei documenti: sono aumentate le ritenute IRPEF per il Comune dove risiedo e per la Regione Lazio.
Che il Comune non mi da nulla l'ho già scritto: i Servizi che mi da, raccolta rifiuti, li pago profumatamente a parte. Quest'anno ho pagato poco meno di 500 euro di TARI per una casa di circa mq. 160 e persone  che vi abitano. La stessa cifra circa l'abbiamo pagata per la TASI: tassa che Renzi vuole togliere sulla prima casa e fa bene perché è per i Servizi indivisibili che il Comune di Rocca Priora non mi da. La strada comunale dove abito si allaga regolarmente, per questo il mio condominio ha speso soldi per una causa, vinta, che è durata 10 anni, ma la strada si allaga ugualmente. Ho chiesto più volte una segnaletica stradale che eviti abusi ed incidenti all'incrocio della via comunale con la Strada Statale, ma il Servizio, indivisibile o meno che sia non esiste: il Comune di Rocca Priora non compera nemmeno un poco di vernice bianca per rifare la segnaletica orizzontale nel punto sopra descritto e l'imbocco della strada è un Far West di auto contromano, parcheggiate a chiuderne l'accesso e l'uscita... di tutto e di più!!

E passiamo all'altra voce che ha reso più povera la mia pensione: l'IRPEF Regionale.
La Regione Lazio è proprietaria, per Legge documentabile e documentata, di strisce di terreno in provincia di Latina, chiamate "frangivento".
Dovrebbe averne cura. Invece riscuote denaro da esse ma non cura un bel niente.
Per poter entrare in casa mia dalla via comunale del Comune di Sabaudia, dove ho la seconda casa, ho dovuto pagare alla Regione Lazio una esosa tassa che solo ricorrendo a termini di Legge, tramite la sempre benemerita Federconsumatori, sono riuscita a ridurre di importo, avendo avuto un danno per la lungaggine burocratica della pratica connessa all'ottenimento di tale accesso. Per far capire meglio a chi non conoscesse le zone dove la Regione è proprietaria spiego meglio: per entrare nei terreni privati dalla strada comunale bisogna attraversare pochi metri di proprietà regionale e la Regione, come nel film con Troisi e Benigni, chiede "un fiorino"! Per avere il permesso ci sono voluti 2 anni: una pratica burocratica farraginosa iniziata dal venditore del terreno con relativo rustico in cemento armato. 
Su detta fascia di terreno regionale sorgono alberi bellissimi,  eucalipti, che vanno curati e nessuno può toccarli pena multe da parte della Guardia Forestale. Li deve curare la Regione. Ma non lo fa e, francamente, se penso ai soldi dell'IRPEF Regionale che mi tolgono dalla pensione mi girano le scatole e penso che in questo non vi è nulla di democratico e molto invece di quello che Troisi e Benigni hanno messo in risalto nel film "Non ci resta che piangere"!
Eucalipti con enorme ramo pericolante

Intervento dei VV.FF. di Latina a rimedio dell'incuria da parte della Regione Lazio sulle fasce frangivento
Sono almeno 2 gli interventi dei VV.FF. a cui ho assistito negli ultimi anni: in una occasione la strada comunale era così piena di grossi rami che sono intervenuti anche la Protezione Civile e i Vigili Urbani del Comune. 

Rifiutando il fatalismo che sento nella gente ormai rinunciataria a richiedere quello che è giusto, ho inviato una corposa documentazione alla Regione, sia per raccomandata che successivamente per PEC con allegati.

Ho ottenuto che venisse un gentilissimo e bravissimo tecnico che ha steso una relazione.

Nulla è avvenuto.
Ho sollecitato. Il tecnico è tornato ed ha steso una seconda relazione.
Nulla è avvenuto.
Sollecitato mi ha detto di aver consegnato la relazione ad un funzionario della Regione preposto a tale compito.
Pubblico la corrispondenza che ho avuto da marzo 2015 con chi dovrebbe provvedere:

Da: rita.colt@alice.it [rita.colt@alice.it]
Inviato: sabato 14 marzo 2015 11.47
A: Marco Antonini
Cc: Federico Catania
Oggetto: I: Sua ispezione a Sabaudia LT Via Colle Piuccio,25 problema eucalipti

Gent.mo Sig. Marco Antonini,
le rinvio qui sotto, quale pro-memoria, le e-mail riguardanti il problema degli eucalipti di proprietà della Regione Lazio ancora non risolto.
Come da lei suggerito il giorno della sua ispezione, abbiamo richiamato i VV.FF. di Latina segnalando il grosso ramo secco sporgente nel lume stradale.
I VV.FF. sono venuti in seguito e in nostra assenza ed hanno eseguito l'intervento.
Rimane insoluta la cura degli eucalipti che restano pericolosi in assenza di qualsivoglia cura o potatura.
Un Responsabile della locale Protezione Civile, che oggi stava intervenendo con una squadra su degli alberi pericolosi in Via Zeffiro, alla mia domanda della ragione per cui non si interveniva sugli eucalipti, ha risposto di farmi inviare da lei copia della relazione da lei stesa con un numero di protocollo in modo che io la possa portare all'Ente Parco competente per dare l'O.K. per i lavori sugli alberi, dopo di che, a spese della Regione Lazio proprietaria degli eucalipti, potrà essere eseguito l'intervento, presumibilmente dall'Ente Bonifica, preposto alla manutenzione, il quale, non avendo i mezzi meccanici, si serve di ditte a cui appalta i lavori.
Invio questa e-mail per conoscenza al Dott. Catania che in passato è stato molto gentile e sollecito sul problema delle fasce frangivento di questa zona. 
In attesa di un suo cortese riscontro e nella speranza di una soluzione del problema le invio i miei più cordiali saluti.
Rita Coltellese Natali

Sent: Tuesday, March 17, 2015 11:54 AM
Subject: RE: Sua ispezione a Sabaudia LT Via Colle Piuccio,25 problema eucalipti
Ho appena mandato all'Ing. Primavera la vs. richiesta con carattere di urgenza essendo lui  il responsabile per il verde.
Marco Antonini 

Da: rita.colt@alice.it [mailto:rita.colt@alice.it]
Inviato: martedì 5 maggio 2015 08:53
A: Marco Antonini
Oggetto: Re: Sua ispezione a Sabaudia LT Via Colle Piuccio,25 problema eucalipti
Gent.mo Sig. Marco Antonini,
non ho avuto alcun contatto con questo Ing. Primavera e siamo al 5 di maggio: la Sua missiva con carattere d'urgenza è del 17 marzo u.s..
Posso avere la e-mail di codesto Responsabile?
Può dirgli, nel frattempo, che mio marito, classe 1939, è costretto a pulire quello che può degli eucalipti e della sottostante striscia di terreno costituente la fascia frangivento di proprietà della Regione Lazio.
Per poter passare dalla strada comunale all'interno della nostra casa la Regione ha preteso soldi e carte documentali per concederci la servitù di passaggio di pochi metri quadrati, mentre ignora totalmente la cura del resto che le compete.
E' uno dei tanti abusi delle Pubbliche Amministrazioni verso i cittadini.
La ringrazio sempre per la sua efficienza e disponibilità, a quanto pare cosa rara.
Rita Coltellese in Natali

Sent: Wednesday, May 06, 2015 9:12 AM
Subject: R: Sua ispezione a Sabaudia LT Via Colle Piuccio,25 problema eucalipti
Buongiorno domani  nella tarda mattinata saro’  da voi per prendere fotografie in modo da organizzare una potatura possibile e pulizia . Spero di vederla .
Marco Antonini

Da: Rita Coltellese [mailto:rita.coltellese@gmail.com]
Inviato: giovedì 11 giugno 2015 23.12
A: Alessio Primavera
Oggetto: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Gent.mo Ing. Primavera,

dopo una raccomandata con ricevuta di ritorno corredata da allegati di foto e verbale dei VV.FF., seguita, data l'inerzia della Regione Lazio, da una mia missiva PEC con i medesimi allegati, qualcosa accadde, venne il Sig. Marco Antonini e fece una prima relazione. Nel frattempo sono intervenuti di nuovo i VV.FF. tagliando rami enormi e pericolanti. Infine tornava il Sig. Antonini che redigeva una seconda relazione la quale, so per certo, è nelle sue mani.
Chiedo cosa osta affinché la Regione Lazio faccia il proprio dovere.
Per ora mi limito ad una cortese missiva a cui spero Lei possa dare risposta, poi seguirà la PEC se necessario e, come suggerisce qualcuno, se non basta presenterò regolare denuncia all'Autorità Giudiziaria chiedendo conto delle ragioni di una simile trascuratezza dato che, per contro, la Regione impone ai cittadini balzelli per attraversare le fasce frangivento molto onerosi, ma si guarda bene, a quanto pare, dall'averne cura.  
In attesa di una cortese risposta, porgo
distinti saluti.

Rita Coltellese


Sent: Tuesday, June 16, 2015 2:59 PM
Subject: R: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Egregia Signora,
in riscontro alla sua le comunico che personale di quest’Area si sta occupando per affidare il servizio di potatura delle Fasce Frangivento, solo dopo l’esecutività dell’affidamento si potrà provvedere ad un intervento in merito alla sua problematica.
Saluti
Ing. Alessio Primavera


Ing. Alessio Primavera
Area Tecnico Manutentiva
Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio.
VIA CRISTOFORO COLOMBO, 212
00145 ROMA
FISSO: +39.06.51.68.3709
FAX: +39.06.51.68.32.88
E-MAIL: aprimavera@regione.lazio.it


Sent: Tuesday, June 16, 2015 5:22 PM
Subject: Re: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Gent.mo Ing. Primavera,
la ringrazio per la celere risposta. Spero che il problema venga risolto, giacché non si tratta solo della mia personale incolumità, come rappresentato anche nei verbali dei VV.FF., ma di quella delle auto, dei cicli, motocicli e pedoni in transito.
Cordiali saluti.
Rita Coltellese

Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com

26 ott
Alessio
Ill.mo Ing. Alessio Primavera,

quale pro-memoria le inoltro qui sotto la ns. precedente corrispondenza.
Come può vedere dalla data sono trascorsi più di 4 mesi dal momento in cui: ".. personale di quest’Area si sta occupando per affidare il servizio di potatura delle Fasce Frangivento, solo dopo l’esecutività dell’affidamento si potrà provvedere ad un intervento in merito...".
Il ns. Capo del Governo, Matteo Renzi, che ho votato quale Segretario del PD, ha detto che voleva fare una guerra alla burocrazia che tutto rallenta: La prego NON lo smentisca.
Seriamente: mi faccia sapere se tali potature sono prossime o no. Un addetto della Protezione Civile mi diceva che tali potature vanno fatte in determinati periodi dell'anno e che per gli eucalipti è novembre, ormai prossimo.
RingraziandoLa anticipatamente, Le porgo
Cordiali saluti.

Rita Coltellese in Natali



Alessio Primavera

26 ott
MariameNicolaMarcoAlessandro


Buongiorno sig.ra,
non smentendo ciò che ho scritto in precedenza, le riferisco che purtroppo non sono io l’interessato, ma i colleghi che ci leggono per conoscenza, altrimenti potrà fare riferimento al mio Dirigente Arch. Nicola de Bernardini.
Saluti









Ing. Alessio Primavera
Area Tecnico Manutentiva
Direzione Regionale Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio.
VIA CRISTOFORO COLOMBO, 212
00145 ROMA
FISSO: +39.06.51.68.3709
FAX: +39.06.51.68.32.88
E-MAIL: aprimavera@regione.lazio.it

Rita Coltellese rita.coltellese@gmail.com

26 ott
AlessioNicolaMarcoAlessandroMaria
Gent.mo Ing. Primavera,

La ringrazio per la celere risposta. Spero di avere fatti dalle persone a questo punto Responsabili del procedimento amministrativo e tecnico iniziato.
Cordiali saluiti.

Rita Coltellese Natali

Conclusione? Nulla. A questo punto però se qualche grosso ramo dovesse accoppare qualcuno in transito, come è successo sulla Via Cristoforo Colombo a Roma al povero motociclista di 42 anni, difficilmente si potrà dire che "nessuno era responsabile", giacché esiste una ricca documentazione cartacea con nomi e cognomi.

martedì 10 novembre 2015

Voterò Matteo Renzi a vita!

Oggi, separatamente, io e una persona della mia famiglia abbiamo detto la frase del titolo di questo post!
Il motivo è come si sta sviluppando la Riforma della Scuola del suo Governo.
Una Riforma che non ha reso vani gli sforzi e i sacrifici di tanta gente laureata, vanificando un Pubblico Concorso che, se non era per Renzi, sarebbe finito nel nulla come tanti altri Concorsi dove, pur avendo degli idonei, si facevano scadere le graduatorie per poi bandirne altri, per continuare ad esercitare il potere di dare o meno posti di lavoro nell'Amministrazione Pubblica.
Un sistema che preferiva spendere denaro pubblico ribandendo Concorsi per assumere personale che necessitava per determinati ruoli,  buttando a mare le idoneità conseguite per quei ruoli con la scusa che, non si sa con quale "ratio", dopo tre anni "la graduatoria scade". Mi riferisco in generale a ruoli della Pubblica Amministrazione in cui servivano competenze non indifferenti e che, per questo, i Concorsi richiedevano un notevole sforzo di studio e preparazione per ottenere l'idoneità.

Su questo blog non ho risparmiato critiche alle scelte di Matteo Renzi quando non mi sembravano giuste, quindi non mi si può accusare di incensarlo, ma riconosco che sta facendo molto bene molte cose, dopo anni di stasi.
In politica estera ho apprezzato le parole che a Riad ha speso per due vite in pericolo, fra cui quella del giovane Alì detenuto per motivi politici dall'età di 17 anni.

Dal Blog "Informare è un dovere"

martedì 29 settembre 2015

A morte per la libertà, il mondo invoca clemenza per il giovane Alì

Era sceso in piazza durante le primavere arabe, per protestare contro il regime d’Arabia. Ora, a 21 anni, lo aspetta la decapitazione. Appelli di Stati e organizzazioni per la sospensione della pena

Di Arianna Pescini


Lo schema, purtroppo, è sempre lo stesso: una condanna ingiusta, spropositata, in un Paese dove i diritti umani e civili spesso sono dei miraggi, a cui segue giustamente lo sdegno e l’impegno di associazioni come Amnesty International, ma anche quello delle nazioni occidentali nell’imbarazzante condizione di partner commerciali del Paese stesso. Ovvio che ne scaturisca una protesta formale, ma nulla più. Questa volta è l’Arabia Saudita, a condannare a morte un manifestante, Alì Mohammed al-Nimr, con la sola colpa di essere sceso in piazza durante le primavere arabe; ma lo scempio è persino peggiore, sia perché il ragazzo all’epoca non aveva ancora 18 anni (ora ne ha 21), sia perché la terribile decisione della corte saudita arriva proprio mentre un ambasciatore del Paese è stato nominato presidente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Scherzo del destino, macabra fatalità. Accolta però con favore dagli Stati Uniti: «Siamo stretti alleati su molti fronti – dicono dal Dipartimento di Stato americano – parleremo di diritti umani, sarà un’occasione affinché l’Arabia si guardi intorno e rifletta sulla propria situazione».

Una pena atroce Intanto, dopo tre anni di carcere, per Alì sono state ordinate la decapitazione e la crocifissione fino ad avvenuta putrefazione del corpo, un orrore che proprio Onu, Amnesty International e Reprieve, tra gli altri, tentano di fermare con appelli, interrogazioni e biasimi ufficiali: il ragazzo non ha rubato, non ha ucciso, è solo parente di un oppositore sciita del regime in carica. Nel 2012, quando i giovani musulmani di mezzo mondo scendevano in piazza pieni di speranze chiedendo giustizia e libertà, al-Nimr si unì ad un gruppo, appena diciassettenne, nella città saudita di Qatif, nell’est del Paese. Da lì l’arresto e il carcere duro di Dammam, che lo ha “accolto” con torture, privazioni, violazioni dei diritti più elementari. In attesa di una condanna che ora Francia e Gran Bretagna ripudiano a gran voce, forse troppo tardi, forse inutilmente.

domenica 8 novembre 2015

L'accordo per favorire Lorenzo dunque c'era

Da: Il Messaggero

Valencia, Rossi quarto ma non basta:
vince Lorenzo, e Marquez lo protegge

Marquez arriva secondo e "protegge" Lorenzo in testa. Terzo Pedrosa



VALENCIA - Valentino Rossi non ce l'ha fatta. Partito dall'ultima posizione, ha effettuato una grande rimonta, arrivando al quarto posto. Ma davanti a lui, Lorenzo, Marquez e Pedrosa infrangono il sogno.

La cronaca parla di una impresa mancata, ma per gli sportivi italiani e non solo, si tratta sportivamente di una truffa. Non usano altri termini gli spettatori, molti dei quali spagnoli, che sorprendono Lorenzo e Marquez con una bordata di fischi mai prevedibile in terra iberica.


Fischiano pure gli spagnoli il che è tutto dire!

Brutto vincere un Mondiale così. Valentino ha dimostrato con una simile rimonta di essere il vero Campione meritevole del titolo. Il resto è truffa, come scrive l'articolista de "Il Messaggero".

Da Doretta Graneris, passando per Pietro Maso, Erika De Nardo fino a oggi...

Da: TGCOM24

Delitto di Ancona, fermati i due fidanzati
Il giovane: "Non volevo uccidere"

Ritrovata la pistola calibro 9 utilizzata dal ragazzo, Antonio Tagliata, 18 anni. Era stata gettata in un cassonetto

L'arma ritrovata, quella utilizzata per l'omicidio, era stata gettata in un cassonetto. La ragazza, interrogata nella caserma dei carabinieri di Ancona dal pm dei minori, risulta quindi in stato di fermo con l'accusa di concorso nell'omicidio della madre e nel tentato omicidio del padre, ferito da più colpi di pistola e ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale di Torrette. La giovane, a detta degli inquirenti è apparsa glaciale: nessun pianto, nessuna dichiarazione di pentimento.


Il giovane assassino dice: "Io non volevo".
Dicono sempre così coloro che fanno qualcosa di abnorme.
Però lo hai fatto.
Sei forse 2 persone?
Una che è sfuggita al controllo dell'altra?
Debole tentativo di difesa. 
Il giovane assassino dice: "Volevo solo un chiarimento ma lui era aggressivo e ho sparato."
Vai ad un chiarimento armato di pistola?
Come un boss della mala?
Forse c'è un poco di premeditazione: se non chiariamo come voglio io ti sparo.
Chissà come andrà con la magistratura e le leggi che abbiamo. Comunque andrà meglio ai due assassini, colui che ha sparato e la figlia della morta e del quasi morto, che ai due sventurati genitori. Quante cose avrebbero potuto fare nella vita con tutti i soldi che hanno speso per crescere la loro figlia assassina. Quanto del tempo e delle attenzioni a lei dedicate avrebbero potuto spendere per loro stessi. Invece si preoccupavano che a 16 anni pensasse a studiare, per se stessa, per il suo avvenire, e non marinasse la scuola per stare con il suo filarino.
Ai miei tempi a quell'età si poteva avere un "flirt", troppo giovani per storie sentimentali importanti; nemmeno si ufficializzavano i filarini dell'adolescenza. Al momento che arrivava la cosa "seria" ci si fidanzava "in casa", nel senso che si consentiva al ragazzo di venire a conoscere i propri genitori.
Ora è diverso. Libertà assoluta e guai a mettere regole e paletti. Si può anche finire così: uccisi in casa propria.
Sono casi limite, certo, casi che nemmeno gli psicologi o gli psichiatri riescono a capire fino in fondo nella loro patologia.
Ci sono casi in cui figli uccidono i genitori ma le vittime sono in realtà i figli: sono i casi di molestie sessuali, incesto, da parte di genitori mostri, dunque NON genitori.
Ricordo anche altri casi dovuti a cause diverse da questa estrema appena ricordata: ricordo ragazzi che hanno ucciso un genitore per difendere l'altro da botte, percosse continue negli anni, violenze perpetrate davanti ai loro occhi bambini che, ormai quasi adulti, non hanno potuto tollerare più per non essere vigliacchi e perdere anche il rispetto di sé stessi. Questi ragazzi non ritengo neppure che si possano chiamare assassini: sono vittime che si sono trovate in situazioni di violenza insostenibile e si sono dovute difendere o hanno difeso.
Ma, al di fuori delle possibilità sopra esposte, i genitori possono mancare in tante cose ma i sentimenti umani che ci legano a loro mai e poi mai ci armerebbero la mano.
La Graneris accompagnò il fidanzato in casa propria e contro ogni legge non scritta degli umani sentimenti acconsentì che sparasse ai suoi genitori, ai nonni e al fratellino.
Inutile cercare di leggere in tali pozzi neri della mente di chi non ha alcun sentimento naturale...
Maso si procurò addirittura dei complici nei suoi amici, promettendo loro una ricompensa una volta che avesse intascato l'eredità dei suoi genitori. Li aspettarono al rientro dalla Messa e li massacrarono anche con pesanti padelle di ferro che erano lì.. in casa.
Erika De Nardo affondò decine di volte il coltello nelle carni di sua madre che l'aveva portata in quel grembo, l'aveva partorita con dolore, le aveva pulito il sederino dalla cacca, allattata, curata, cresciuta e ora si preoccupava di certe deviazioni che in lei aveva avvertito e si era preoccupata anche di condurla ad una conferenza del famoso Psicologo e divulgatore Paolo Crepet ... Fatto fuori anche il fratellino, dicono con un certo sadismo, per il numero delle coltellate, più di cento, alcune inferte non profondamente per il gusto iniziale di vederlo soffrire e avere paura.. Il suo compare, Omar, dicono che lo aveva plagiato lei... Il padre dell'odierno assassino di Ancona dice la stessa cosa della fidanzata: suo figlio era succube... è lei che gli ha aperta la porta della sua casa...
Era un amore così grande che avevano minacciato di uccidersi... Dice sempre il padre del pistolero di Ancona... Vedremo quanto questo Grande Amore Omicida resisterà al processo: finirà come quello della Graneris e del suo fidanzato, come quello di Erika e Omar... L'Amore è altro.

In questo tragico resoconto non dimentichiamoci la diciassettenne che ha aspettato che la madre, infermiera, si stendesse stanca sul letto e si addormentasse per freddarla con un colpo di pistola alla nuca. Con premeditazione e per motivi di proibizione di uso di PC e cellulare perché trascurava gli studi. Sempre per il suo avvenire, naturalmente, si preoccupava la madre assassinata.
Chissà quante volte da piccola le avrà baciato la manina.. che ora con tanta freddezza le ha puntato l'arma in testa. Per mesi ha finto, inventato una storia come fece Erika nell'immediato: una rapina... fantomatici extracomunitari con accento dell'est, Erika, un uomo alto due metri l'assassina solitaria.

venerdì 6 novembre 2015

Morte agli infedeli e fame per i poveri egiziani

Da: Repubblica.it


La scatola nera rivela il rumore di un'esplosione. Mosca conferma e ordina lo stop dei voli sull'Egitto



LONDRA - Sono state le informazioni raccolte dall'intelligence britannica e da quella statunitense nelle comunicazioni web tra membri di Is tra Siria ed Egitto a convincere i due governi che a uccidere le 224 persone a bordo dell'Airbus A321russo della Metrojet sia stata una bomba messa dallo Stato islamico.  





Il cosiddetto Stato Islamico, abbreviato IS oppure ISIS come più piace al vario giornalismo, è una massa informe di fanatici che non vuole dialogare con nessuno, che uccide indiscriminatamente, come i normali esseri umani, non barbari, non fanno nemmeno agli animali, a meno che, seguendo la natura, non li uccidano per cibarsene, come fa ogni animale carnivoro.
Questi orrendi assassini vogliono solo uccidere per il piacere di uccidere altri uomini che non sentono come loro simili, considerando propri simili solo coloro che ritengono giusto ammazzare, ammazzare e ancora ammazzare, solo persone dell'Islam piene di odio verso chi non crede ad un Allah sanguinario, dedito alla mattanza della specie umana che non ha le loro regole di vita, che non si trovano nel Corano, ma solo nelle loro fanatiche teste.
Noi occidentali e non, dato che i russi certo non possono definirsi occidentali, possiamo difenderci da questo odio restando a casa nostra, evitando di andare in vacanza in Egitto, e non solo. Ma chi morirà di fame saranno tutti quegli uomini che nell'attività turistica avevano trovato una possibilità di vivere e di far vivere le loro famiglie, magari rimaste in un villaggio lontano, dove si vive ancora come 2000 anni fa.
Le ho viste queste persone che si sacrificavano a stare lontano dalle loro famiglie e che lavoravano come camerieri, giardinieri, uomini di fatica nei villaggi turistici.
Non sono mai stata a Sharm-el-Sheik, un mio figlio ci è andato 4 volte! Odio i villaggi turistici artificiali, ma mi sono fatta convincere ad andare a Marsa-Alam, solo per la maggiore vicinanza alle tombe dei Faraoni. Di quell'esperienza ho scritto e porto nel cuore la cura estrema che aveva della nostra stanza un gigantesco egiziano, che metteva da parte tutte le monete delle mance e che chiese a mio marito di cambiargliele in carta moneta, spiegandoci che la sua famiglia era lontana, in un villaggio lungo il Nilo e che lui la vedeva poche volte l'anno, ma con quel lavoro riusciva a farla vivere un poco meglio. Perché lo Stato Egiziano, allora con a capo Mubarack, faceva vivere il popolo in una miseria totale. Una cosa da lacerare il cuore: bimbi normalmente scalzi, sporchi, malvestiti di stracci... Case in realtà capanne, senza nulla: né acqua, né luce... Giovani che, invece, erano riusciti a studiare e che parlavano varie lingue solo per fare poi gli accompagnatori turistici a noi sui siti archeologici, vera ed unica ricchezza lasciata loro dagli antenati. L'ho scritto: porto nel cuore la contenuta, intelligente ironia critica sul suo Paese del giovane uomo egiziano che ci ha accompagnato attraverso il deserto fino al Nilo e alle vestigia di Luxor. Più di tanto non poteva dire, giacché doveva stare attento a come parlava, ma ha detto abbastanza sulla totale mancanza di prospettive, per un giovane colto, intelligente e capace, in Egitto. Dunque noi turisti siamo qualcosa per loro. Gli assassini tolgono loro questo po' di ossigeno. Ed è a loro che penso: ai camerieri, agli accompagnatori turistici... E per loro provo immensa pena.
Rita Coltellese *** Scrivere: Egitto, egiziani e coloro che detengono il potere

Aborto - dalla raccolta "Novelle Nuove"

Novelle Nuove

Aborto

Sono una giornalista, mi chiamo Sandra Sagone, molti anni fa ho condotto, per una rivista per la quale lavoravo, un'inchiesta su un campione di donne che avevano abortito volontariamente. Avevo proposto al mio Direttore e sottoposto successivamente al Comitato di Redazione la mia idea, giacché si era negli anni in cui si era passati da poco dagli aborti puniti dalla legge alla legge che li consentiva in strutture ospedaliere statali. Era importante per me questa indagine sociologica, ma anche psicologica, sulle donne che avevano rinunciato ad un figlio prima che l'aborto fosse legale e dopo.
Mi aveva colpito allora un fenomeno che dura anche adesso: donne famose per varie professioni e motivi, che si dicevano favorevoli all'aborto e alla sua legalizzazione che toglieva la donna dal nascondersi con vergogna, alla domanda personale se l'avessero mai praticato rispondevano tutte di no. Al massimo, qualche attrice di cui si era saputo qualcosa sull'attesa, ammetteva "di averlo perso", escludendo quindi la volontarietà dell'atto.
Nella mia inchiesta fra donne di varie professioni ma non famose, invece, ho scoperto una frequenza molto alta di aborti volontari, confessati nell'anonimato alla giornalista con il vincolo legale di mantenerlo.
Mi sono dunque domandata come mai se nella gente comune erano così frequenti non lo fossero per le donne famose?
La risposta che mi sono data è che tali donne famose non erano sincere e se, per dimostrarsi liberali ed aperte sulla legalizzazione dell'aborto, ne ammettevano la necessità, per se stesse conservavano una ritrosia ad ammettere di aver abortito volontariamente nel timore di rovinare la propria immagine pubblica.
Mancanza di coraggio dunque? Di autenticità? Certo, ma forse umanamente comprensibile.
La stessa cosa avviene in chi famoso non è e far aprire l'animo alle confidenze non è stato facile, solo la garanzia dell'anonimato mi ha permesso di mettere insieme questa inchiesta che fu a suo tempo pubblicata dalla mia rivista e suscitò molto interesse.
Qualcuno del Comitato di Redazione obiettò che ce ne erano state altre di queste inchieste e che dunque non si sentiva la necessità di aggiungerne, che non dimostravano nulla, che poteva ridursi ad essere una inutile intromissione nei drammi e nelle miserie altrui... Ma il mio Direttore mi appoggiò e così ne nacque questa serie di interviste-confessioni che qui riproduco dopo tanti anni. Molte di queste donne sono nel frattempo morte, altre sono anziane, comunque di loro riporterò, come allora, solo le iniziali per deontologia professionale.

L.B. - "L'ho fatto quando la legge in Italia ancora non c'era. Era il mio terzo figlio. Ho dovuto rinunciarvi perché ormai avevo perso il mio lavoro sicuro, che mi avrebbe consentito l'astensione per maternità e, se necessario, anche l'aspettativa. Ma l'avevo abbandonato dando le dimissioni per andare incontro alle esigenze di mio marito. Ero un'insegnante di ruolo e lui, sempre irrequieto nel suo lavoro, aveva deciso di mettersi in proprio perché non sopportava di dover rendere conto a qualcuno sopra di lui. Mi chiese di aiutarlo e, dato che la legge sulle pensioni allora in vigore mi consentiva di andar via con il minimo, detti le dimissioni. Mi piaceva insegnare, ma lui era sempre tormentato e pieno di problemi.. Rinunciai e mi buttai a capofitto nel lavoro di questa Ditta che lui aveva messo in piedi con suo fratello e un aiuto economico del padre. Fu allora che rimasi incinta. Eravamo in un momento delicato, la parte a me affidata richiedeva anche che io viaggiassi per portare un servizio alla clientela... Eravamo esposti con le banche, il lavoro andava bene ma non si poteva mollare. Allora presi quell'aereo e andai in Gran Bretagna... Non sono mai riuscita a parlarne con nessuno, neppure con una mia amica e consuocera che mi confidò con dolore la medesima esperienza... Le dissi con distacco che "quello era solo un embrione"... Ma non sono riuscita ad aprirmi, a dire con lo stesso distacco che era successo anche a me. Non so il perché.. Forse è un distacco che metto fra me e quell'evento volontariamente, per difendermi da una rinuncia che mi forzai a fare e di cui ritengo responsabile l'egoismo di mio marito. Da quel momento le cose fra noi sono andate sempre peggio. Lui mi ha anche tradita. Penso per il suo malato narcisismo.. Aveva la precox, ed io anche lì, per l'unione familiare, avevo rinunciato a quell'aspetto di me come donna.. Lui, invece di curarsi, di trovare soluzioni mediche, ha preferito cercare conferme della sua capacità di dare piacere altrove.. Ha trovato qualcuna interessata ai suoi... ai nostri soldi.. ben felice di fingere per dargli questa soddisfazione. Poi è tornato, ho provato ancora... Ma non ce la facevo più a rinunciare a me stessa sempre e comunque per tenere insieme la famiglia. Così, quando ho trovato un uomo molto diverso da mio marito, ho chiesto la separazione. Lui non voleva assolutamente. Le ha provate tutte per farmi desistere. Non ha capito nulla del mio dramma, della mia solitudine interiore... Avrebbe voluto riavermi anche se sapeva che ormai avevo quell'altro. Ma per me ormai non c'era che cenere spenta... Sono stata male, ho pensato al suicidio, sono andata dallo psicologo... Ma non sono tornata indietro. L'altro, questo amore tardivo, è stato più che altro una cura, un balsamo tranquillo sulle ferite. Anche lui aveva alle spalle un divorzio, anche lui aveva avuto delle frustrazioni  da una donna  molto più anziana di lui che, dopo tante esperienze da amante aiutata da uomini potenti, aveva voluto essere moglie... Così l'aveva ripulito un po' e sistemato nella stessa grande Società per la quale lei lavorava. Però si vergognava di lui, della sua semplicità e lo umiliava. Così lui non ha retto. Però è uno che aspira a crescere culturalmente e socialmente appoggiandosi ad una donna, questo è indubbio. Ma non è tutto calcolo in lui. Si è vero, cambia spesso le auto grazie ai miei soldi, quei soldi che abbiamo fatto insieme il mio primo marito ed io, sacrificando il nostro terzo figlio... Viaggiamo molto per il mondo e pago io. Ma non me ne importa più niente, voglio solo stare serena, tranquilla avendo accanto qualcuno che mi fa compagnia, che fa quello che gli chiedo e lui obbedisce... E' buono, tranquillo e dopo tante sue insistenze l'ho anche sposato.
Il mio primo marito è morto. Anche lui si è risposato. Aveva trovato, dopo il mio abbandono, una brava professionista economicamente ben messa ed autonoma, divorziata con un figlio adulto, ma lei non gli è andata bene, no, ha preferito sposare una signora che, quando si è messa con lui, stava ancora con il marito ed aveva già un amante. Lui si è messo in coda, l'ha abbagliata con i suoi soldi facendo lo splendido e lei appartiene a quel tipo di donne a cui il lusso piace, soprattutto se a pagare sono gli altri. Sì, è vero, in fondo anch'io mantengo il tenore di vita del mio secondo marito con i miei soldi, ma se non altro in un discreto benessere, non nel lusso.
Ho saputo che lui, molto tempo fa, ha pianto sulla spalla del nostro figlio maschio, ormai ventenne, dicendo che "aveva perso un figlio" e rivelandogli così la nostra rinuncia a suo fratello o sorella che fosse..." 

M.S. - "L'ho fatto quando la legge non c'era. Come tante. Affidandomi al "passaparola" e al sottobosco dei medici che lo praticavano dietro lauta ricompensa in studi privati. Dopo ho avuto anche un'emorragia e mi cambiava il pannolino quella poveretta di mia suocera. Mia madre? Non ha mai avuto tanto tempo da dedicarmi povera donna, con sei figli! Mi sono sposata giovanissima con un ragazzo che non amavo e che si era innamorato di me vedendomi tutti i giorni. Io lavoravo come commessa nel negozio accanto al suo, di cui era proprietario il padre. Lui era figlio unico, adottato, e lavorava con il padre. Stavano molto bene e per me è stata l'occasione per andarmene da casa mia piena di problemi. Mio padre faceva il tassista e non è che di soldi ne girassero tanti. Lui era carino e così mi sono sistemata. Ma non ero soddisfatta e così litigavamo. Quando è arrivato il terzo figlio abbiamo deciso di non farlo nascere, proprio perché non andavamo d'accordo. Io stavo a casa, non lavoravo, soldi ce ne erano perché i miei suoceri ci avevano comperato anche l'appartamento. No, non è stato per motivi economici. Io cercavo l'amore: mi sono innamorata del mio parrucchiere, poi di un cugino di mio marito... Ma questo è successo dopo l'aborto. Anche lui era infelice nel matrimonio, soffriva tanto... e così ho tradito mio marito. Ma è finito subito perché c'era la parentela di mezzo ed è successo un casino. I miei figli hanno saputo tutto e hanno continuato a volermi bene lo stesso. Lui, mio marito, si è cercato qualche consolazione fuori, ma non mi ha abbandonata, anzi, ha voluto che ci rincontrassimo con quel cugino e sua moglie. Ha dimostrato di essere un uomo di mondo mio marito. Quando mi sono ammalata di una malattia rara si è preso cura di me, mi ha fatta curare anche all'estero. Dopo che è morto i miei figli sono stati molto protettivi con me. Non hanno nessun rancore per quello che possono aver sofferto: per le liti, per il mio tradimento, per il mio tentativo di suicidio... Sì, ho tentato anche il suicidio. Mi ha salvato mio figlio, ormai adulto, portandomi all'ospedale." 

V.F. -  "Guardi, guardi come ero! - Mi dice mostrandomi una sua foto con un bimbo sul passeggino. - Mi ha distrutta! Distrutta! - In effetti, anche se la foto è di poco più di dieci anni fa V. è quasi irriconoscibile. Scopro che era molto graziosa, con una fisionomia che ora mi appare deformata dall'ingrassamento ma non solo, non ha più la grazia né la luce della donna della foto. - "Sono cattolica, credente, eppure ho abortito! Capisce?! Abortito il terzo figlio e di nascosto, come una criminale! Sì, stiamo bene, ma lui ha praticamente perso la farmacia a causa di questa città corrotta, di questo Paese corrotto!
Era allocata nei locali del comune, che ha deciso di ristrutturare la facciata del palazzo. Con la scusa che le impalcature potevano costituire un rischio per la gente e che, in caso di incidente, avrebbe dovuto pagare il comune, ci ha fatto chiudere. Doveva essere per pochi mesi, invece si è protratto per oltre un anno! Nel frattempo il Ministero della Salute non ci inviava le rimesse delle ricette che paga il Servizio Sanitario... Pagano sempre in ritardo... ma ora stanno facendoci allungare il collo da troppo tempo, e le spese corrono, alle Case Farmaceutiche le fatture le abbiamo comunque dovute pagare... Alla fine ci siamo trovati in difficoltà e guarda il caso si sono fatti avanti dei compratori della licenza... Farabutti! Secondo me sono in combutta con quelli del comune per prendersi la farmacia! Quei locali sono adibiti a quello e sono in una zona centralissima, molto ambita! Lui non si sa muovere, si è fatto fare tutto! La farmacia la volevamo lasciare a Raffaellina, mia figlia.. Si, fa ancora il liceo.. Ma fra pochi anni, dopo la laurea in Farmacia, avrebbe avuto il lavoro pronto! Tutti i sogni, tutti i progetti, in fumo! Lei vede una bella casa, bei mobili, boiserie dappertutto.. ma ora.. con il mio solo stipendio di insegnante! Non ne posso più, sono esaurita! La scuola privata dai preti per tutti e due i figli costa! Non ho più argento né soprammobili e tappeti preziosi! Ho avuto i ladri per tre volte! Tre volte! Viviamo proprio in un brutto Paese!"

G.P. - "Ho abortito il terzo figlio. Nessun dramma, perché mai? Sono atea e dunque laica. Voglio bene ai miei due figli, ma sono sempre una donna che lavora. Certo, c'è l'astensione per maternità, ma mica finisce lì con un bambino piccolo. L'impegno, la fatica, ci sono sempre. Non sono mai stata una madre tenerissima: il maschio lo facevo piangere per ore se serviva, in piedi sul lettino con le sbarre, aggrappato... - Ride al ricordo. - La femmina, una volta che eravamo in vacanza, è uscita di casa mentre stavo cucinando che nemmeno me ne ero accorta... aveva circa tre anni.  Mio marito rientrava in macchina con il bambino più grande e l'ha trovata che gironzolava in strada... - Ne parla senza apparente rimorso. - Li amo, naturalmente, però io sono così. Oltre al lavoro voglio anche spazi miei. Insegnare mi piace, ma mi piacciono anche le attività collaterali, mi piace andare a teatro, alle mostre, uscire a cena fuori, vedere amici, viaggiare..." 

R.C. - "Ci ho pensato tanto. Mi è costato tanto. Non sono particolarmente religiosa, lo ero, ma c'è troppa ingiustizia e malvagità perché possa esistere un Dio che protegga i bambini. Non credo più nella Provvidenza. Certo, quella di cui parla la religione cattolica, nella quale io sono stata educata. Comunque in quel momento mi sono aggrappata di nuovo a Lui, a Dio. Ma ho sentito ancora di più il Silenzio. Ho dovuto dunque decidere contando sulla realtà che avevo a portata di mano in quel momento: non avevo lavoro, avevo tre figli da crescere e i soldi che portava mio marito non bastavano più. E' stato come un regalo ed una condanna inattesi insieme. Sapevo che l'avrei pagata per tutta la vita perché mi conosco. Sono sempre stata molto introspettiva, portata ad analizzarmi fino in fondo. E' come se la mia vita morale e spirituale, la mia vita interiore, avesse sceso uno scalino da quel momento. Ci sono dei momenti in cui devi assumerti delle responsabilità ed io me le sono assunte. Mio marito? Ho fatto tutto io: ho chiamato una cugina che l'aveva già fatto con i canoni della legge 194 e che me lo aveva confessato con tanta tristezza poverina. Lei mi ha dato il nome del ginecologo non obiettore che visitava in uno studio privato e che mi ha spiegato tutto l'iter. Forse per trovarmi una giustificazione morale, che io però non ho cercato né cerco tuttora, mi disse che avevo un utero fibromatoso, con due fibromi più grandi e che dunque non sarebbe stata una gravidanza senza problemi se l'avessi portata avanti... Ma io dentro di me non ci ho mai creduto. Sì, certo, i fibromi c'erano davvero, ma secondo me sarebbe andato bene lo stesso se fosse andata avanti la gravidanza. Certo l'incognita del parto c'è sempre, lo stare bene dopo.. Con quel carico di figli! Poi avevo paura dell'incognita del bambino... Non me la sentivo più di affrontare un'eventuale malattia del nascituro... se qualcosa fosse andato storto.. Ero stanca, questo si... Ho affrontato tante cose in questi quasi vent'anni di matrimonio.. Lui, mio marito, in fondo è stato sollevato dalla mia decisione... anche se in un momento in cui io piangevo mi ha detto: "Lo vuoi?" Io ci ho pensato per un lungo attimo ed ho risposto: "No"."

M.F. "Sarebbe stato il terzo. Ma io sono una commerciante, chi ci sarebbe stato in negozio al posto mio? Non ho nessuno. Già i primi due sono cresciuti da soli. Sono stata costretta a lasciarli da soli a casa, piccoli tutti e due. Si, ho una sorella, mia madre, tante cognate... Ma ognuno ha gli affari suoi da seguire e la città è grande e dispersiva. Io sono credente, ma non basta, perché i guai giornalieri te li devi vedere tu, da sola. Mio marito lavora con me. Mi ha fatto male. Non lo dimenticherò mai. Avrò sempre il senso di colpa, anche se l'ho fatto con la 194 in Ospedale e oggi per la Legge non è più un crimine. Ma quello sarebbe stato un mio figlio... E la mancanza c'è."

P.P. - "E' stato atroce. No, la legge non c'era. Altre donne, in clandestinità, tutte sullo stesso letto dopo... No, non avevo lavoro. Si, avevo tre figli e i soldi come sempre non bastavano con un solo stipendio. Ma non è solo questo il motivo. E' che mia madre si è rifiutata di aiutarmi, eppure avrebbe potuto. I miei genitori stanno bene economicamente e mia madre avrebbe potuto aiutarmi un po' con i bambini. Ma non ha voluto. E' stata una scelta che mi è costata moltissimo. Dopo per il trauma psicologico sono stata in depressione."

C.M. "L'ho fatto quando la Legge non c'era. E' stato orribile. Non ci voglio pensare più. Altro che depressione! Sono finita in clinica, volevo uccidermi. Ne ho passate troppe nella mia vita e alla fine si cede. Sarebbe stato il mio terzo figlio e si è annunciato quando il secondo aveva solo sei mesi! Un carico troppo grande! Non lavoravo, stavo a casa, avevo anche un aiuto domestico ad ore... Però abbiamo deciso così. Mio marito poi ha detto che sarebbe stato meglio farlo questo bambino, perché poi i nostri rapporti sono praticamente finiti. Non è che prima non avessimo avuto problemi coniugali... Ma questo aborto condotto clandestinamente l'ho vissuto come il crollo finale di tutto."

Questa non è Politica ma basso Costume

Da: ANSA.it

E' bufera su Mineo. Aveva detto di Renzi: 'E' succube di una donna'

Il senatore: 'Mi scuso, non volevo fare riferimenti sessisti'

E' bufera sui social dopo il battibecco al vetriolo tra il senatore Corradino Mineo e Matteo Renzi, il primo accusato dal segretario-premier di aver lasciato il Pd "ma non la poltrona". Il secondo giudicato dall'ex giornalista un "insicuro" e "subalterno a una donna bella e decisa. Fino al punto di rimettere in questione il suo stesso ruolo al governo". Con un velenosissimo accenno ad conversazioni non svelate, nel puro stile del "lui sa che io so", anche perché, aggiunge Mineo, "non mi chiamo Renzi, non frequento Verdini, non sono nato a Rignano".

Mineo si è poi scusato sul sul profilo Facebook. "'Renzi in mano a una donna", il Giornale; "Succube di una bella donna", il Fatto. Stefano Fassina mi ha invitato a scusarmi. Mi scuso per aver dato la stura a interpretazioni siffatte. Non mi interesso di fatti privati, non intendevo fare riferimenti 'sessisti', come dice il Corriere, nè mandare 'pizzini', come scrive Repubblica".
Ma su Mineo è arrivata una pioggia di critiche dal mondo della politica, dagli stessi parlamentari del Pd, e sui social. "Lei ha detto una mascalzonata. Esca almeno da Fb", scrive un utente su Facebook. "Lei ha effettivamente mandato un pizzino, usando un linguaggio mafioso e ricattatorio. Ed ha dato a Renzi del fedifrago. - ha commentato un altro utente - Ed oggi dà la colpa di quel che lei ha scritto ai giornalisti cattivi, all'imbarbarimento della politica ed al virus dell'influenza". Ma c'è anche chi lo difende: "Lascia perdere non prendertela, continua nel tuo lavoro".



Rita Coltellese ·

Ad Agorà Gerardo Greco aveva fatto un accenno a questa bassezza di questo ambizioso giornalista che, in cambio del suo dare notizie palesemente influenzate dalle sue opinioni "a sinistra", ha avuto la poltrona da parlamentare da parte del partito. L'insinuazione era chiara e palese, ora vuole fare marcia indietro dicendo "ma io volevo dire un'altra cosa". Intanto la bassezza l'ha detta e, anche se tirato il sasso ritira la mano, i cerchi nell'acqua li ha fatti: e sono cerchi in cui la gente ricamerà. Tutta la mia solidarietà alla dignitosa Sig.ra Agnese e ai suoi tre bambini. Ma forse in un Paese come questo prima o poi se lo doveva aspettare.