mercoledì 3 febbraio 2016

Uso improprio del Potere

Giannini di Ballarò: la Rai può licenziarmi, il Pd no
Il giornalista: "Il servizio pubblico non è per chi governa"

Roma, 2 feb. (askanews) - Massimo Giannini al contrattacco: ha aspettato una settimana il conduttore di Ballarò, per rispondere all'ondata di dichiarazioni durissime che lo ha investito la scorsa settimana per il modo in cui ha trattato il caso di Banca Etruria e il presunto conflitto d'interessi del ministro Maria Elena Boschi. Prima della trasmissione Giannini aveva già twittato una anticipazione del suo editoriale, di fatto le parole conclusive: "La Rai mi può licenziare. Il Pd, con tutto il rispetto, proprio no". In onda, ha preso la parola ricordando la polemica della scorsa settimana, parlando di un "profluvio di dichiarazioni dei parlamentari del Partito democratico, innescati come spesso succede dal membro della Commissione di Vigilanza Michele Anzaldi" di fronte al quale "non so se ridere o piangere. Anzaldi mi accusa di aver 'offeso' il ministro Boschi, perché durante l'ultima puntata di questa trasmissione ho usato la formula 'rapporti incestuosi' per definire il pasticcio che si è creato, tra management, politica, massoneria e finanza, intorno a Banca popolare dell'Etruria. Per questo - dice Anzaldi - la Rai mi dovrebbe 'licenziare'. Altri esponenti del Pd, generosi, mi offrono almeno una scappatoia: 'Giannini chieda scusa'". Il conduttore di Ballarò ha ricordato che Ernesto Carbone del Pd, presente in studio, "non ha battuto ciglio, né obiettato alcunché" ma "ventiquattrore dopo deve aver cambiato idea, forse folgorato dall'accusa postuma di Anzaldi". A giudizio di Giannini "è penoso che, per contestare un programma evidentemente, per qualche ragione, viene considerato 'fuori linea', si usi un argomento così strumentale. E si trasformi in un'offesa personale al ministro Boschi una frase che, per il significato e il contesto nel quale io l'ho pronunciata, non poteva e non può prestarsi ad alcun 'equivoco'". "Nel partito di maggioranza - ha detto ancora il giornalista - c'è chi fa finta di non capire, e utilizza questo episodio come una 'clava' contro Ballarò (vezzo non nuovo, per altro). La cosa mi indigna. E mi dispiace molto. Ma non capisco proprio di cosa dovrei 'chiedere scusa', pubblicamente, dal momento che, come si direbbe nel gergo dei tribunali, 'il fatto non sussiste'". Giannini ha lanciato la sua accusa al "Palazzo che, di fronte ai tanti problemi in cui si dibatte l'Italia e ai tanti interrogativi che assillano il mondo, perde tempo a sollevare polveroni del genere. Ma quello che sussiste, va detto e lo voglio dire, è anche l'ennesimo attacco a chi cerca di fare solo informazione. E' l'ennesima torsione del concetto di 'servizio pubblico', utile se serve a chi governa, molto più che a chi guarda la televisione. Lo sapete, e l'ho detto già più di una volta. Io non sono paladino di niente, non voglio vestire i panni del martire che non sono, meno che mai per un episodio assurdo come quello che si è appena verificato. Ma resto convinto di un fatto. Non spetta alla politica decidere i palinsesti. Non spetta ai partiti decidere chi può lavorare nella più importante azienda culturale del Paese. A meno che non si debba dar ragione a Roberto Saviano, quando scrive 'ciò che sotto Berlusconi era inaccettabile, adesso è grammatica del potere'. La Rai mi può licenziare. Il Pd, con tutto il rispetto, proprio no".

Mi rimane sempre più difficile difendere il nostro Presidente del Consiglio dagli appunti (è un eufemismo) che gli vengono mossi.
Personalmente vorrei che continuasse a lavorare per il bene del Paese e certe critiche mi sembrano pretestuose, però di fronte ad un giornalista come Giannini, che ha le sue idee come tutti noi ma certo non lo sento SERVO di nessuno, attaccarlo per i motivi esposti nell'articolo sopra riportato rende un volto del Potere brutto, da bavaglio.
La TV che il Governo PRETENDE CHE NOI MANTENIAMO, dovendo cibarci caterve di pubblicità da fare invidia a Mediaset, continua ad essere ritenuta dal Potere di turno uno strumento al suo servizio e non al servizio di chi mantiene codesto carrozzone.
Non va bene, come non mi va bene che, dopo mezzo secolo che pago il canone, con le nuove disposizioni date dal Governo Renzi per recuperare l'evasione io che l'ho sempre pagato rischio di doverlo pagare 2 volte!
Sembrava che i decreti attuativi di questa trovata della bolletta elettrica fossero usciti, invece mio marito mi informa che in una trasmissione televisiva in cui c'erano vari "papaveri" hanno detto che dovrebbero uscire intorno alla metà di febbraio.
E' forse per questo che la RAI, nonostante l'apparato che pubblicizza di porre quesiti per avere chiarimenti, non mi ha ancora risposto?
Che si mettessero d'accordo sul concetto di FAMIGLIA, di NUCLEO FAMILIARE, di RESIDENZA che i coniugi secondo il Diritto di Famiglia possono eleggere anche in luoghi separati per la loro comodità, e si mettessero bene in testa che io non posso essere accomunata a mio marito solo sul 730 per fare CUMULO DEI REDDITI, di modo che non posso usufruire degli sgravi sui ticket sanitari che con la mia sola pensione potrei avere, e poi, invece, SECONDO A CHI E' INTESTATA LA BOLLETTA ELETTRICA PAGARE 2 VOLTE IL CANONE: PERCHE', ALLORA, RENZI CI STA PRENDENDO PER I FONDELLI!
Non mi basta "che non si paga sulla seconda casa", e vorrei vedere, perché, non è il mio caso, ma c'è chi per le vacanze magari ne ha due, una al mare ed una in montagna!
Stiano attenti a non restringere troppo i Diritti e le Libertà dei cittadini mentre ci sbandierano altre libertà e diritti di una minoranza che, dopo aver chiesto le Unioni Civili, si allarga sempre più e chiede sempre più a nostro discapito.
Si parla di ridurre ancora le pensioni di reversibilità per risparmiare sul bilancio dello Stato, ma si vuole dare la pensione di reversibilità al superstite della coppia omosessuale! 
La "ratio" che sta dietro queste scelte politiche NON MI APPARTIENE e la propaganda martellante non mi convince.
Quali patti abbia fatto Renzi con Scalfarotto non mi interessa, e i 5 Stelle, che sputano su tutto quello che fa il governo Renzi ma che per la Cirinnà si fanno andare bene tutto, non avranno più il mio voto. Stiano attenti perché l'elettorato è fluido e guarda alla sostanza delle scelte, al netto dei ciechi e ottusi entusiasti che si fanno andare bene tutto ma che non costituiscono la maggioranza degli Italiani. I 5 Stelle hanno raccolto i voti della gente come me perché la corruzione e il malcostume in questo Paese sono andati oltre ogni sopportazione. 
Quanto a Renzi ha risollevato le sorti del PD per il suo FARE, per la ventata innovativa che portava.. Ma non creda che, anche se la faccenda Boschi è passata senza dimissioni di un Ministro a cui ha affidato le riforme, la gente sia scema in toto e non ricordi che Ministri precedenti sono stati fatti dimettere per molto molto molto meno: 
De Girolamo:  Il caso Asl di Benevento riguarda presunti favoritismi da parte del ministro nella scelta dei dirigenti e degli appalti dell’Asl di Benevento. De Girolamo non è indagata. C'è la gestione della sanità sannita e una storia di registrazioni rubate, fatta di presunte pressioni esercitate sul direttore generale dell'Asl di Benevento e un interessamento per la gestione del bar di famiglia dentro un ospedale privato.
Josefa Idem: Josefa Idem si e' dimessa.  Il ministro delle Pari Opportunità, al centro della bufera per presunti abusi edilizi e Ici aggirata.
"La canoa ministeriale di Josefa Idem si è ribaltata. Le dimissioni del ministro, sono un gesto dovuto verso i cittadini italiani che hanno regolarmente pagato l'ICI prima l' IMU poi": così Nicola Morra portavoce capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato.



martedì 2 febbraio 2016

Scelte discutibili

Da: La Repubblica

La Faranda invitata alla scuola dei magistrati. Protesta la figlia del giudice Galli

"Sono attonita e amareggiata, noi magistrati abbiamo giurato fedeltà allo Stato". Ma Piergiorgio Morosini, del Csm, difende l'iniziativa: "Clamore esagerato. È una iniziativa interna della magistratura. Serve per comprendere scelte criminali e percorsi collaborativi. No a ex terroristi nelle scuole dell'obbligo"


Ma cosa sta accadendo?

Da: Il Messaggero.it

Brescia, uccide la moglie a coltellate e poi muore schiantandosi con l'auto. Il corpo di lei quasi decapitato

È stata trovata sgozzata, quasi decapitata, sul pavimento della cucina, Marinella Pellegrini, la 56enne uccisa a Brescia dal marito Paolo Piraccini, che poi si è schiantato in auto in contromano. Una tragedia che ricorda quanto accaduto soltanto ieri a Pozzuoli.
La coppia avrebbe avuto una lite furibonda ieri sera che l'uomo ha tragicamente concluso impugnando il coltello e uccidendo la moglie. Piraccini ha poi chiamato il cognato: «Ho ucciso Marinella e adesso vado ad ammazzarmi» e così ha fatto imboccando contromano con la sua auto il casello autostradale di Ospitaletto (Brescia) e andando a schiantarsi contro un tir. La coppia non aveva figli e abitava in un lussuoso appartamento a Brescia 2, quartiere cittadino. I vicini di casa descrivono i due come «una coppia tranquilla e molto discreta».

La donna lavorava come impiegata, mentre l'uomo era il titolare di una pizzeria da asporto in provincia e, secondo alcuni parenti, ultimamente stava affrontando un periodo di depressione legata ad alcuni problemi di salute. Verso le 22.30 l'uomo ha chiamato i carabinieri dicendo di aver ucciso la moglie. Poi è fuggito in auto imboccando contromano l'autostrada A/4 e finendo contro un Tir. L'uomo è morto sul colpo nello schianto. 

Una al giorno, quando non di più. Sto vivendo il mio 70esimo anno di vita e posso dire con certezza che una tale frequenza è un fenomeno del tutto nuovo nei miei ricordi.
Seguendo da sempre la socialmente utile trasmissione "Chi l'ha visto", ho notato ad un certo punto l'infittirsi di omicidi, sparizioni per sempre, e violenze varie sulle donne, ad opera di mariti, fidanzati, compagni conviventi e non, e amanti. Lo misi in risalto in un mio post del 

venerdì 23 marzo 2012

Violenza sulle donne

Giustamente bisogna interrogarsi su cosa sta accadendo nella nostra Società.

Soprattutto in questi giorni di acceso dibattito del riconoscimento dei cosiddetti "diritti civili" delle coppie omosessuali, ne abbiamo sentite di tutti i colori per convincere la gente che la coppia omosessuale si "ama veramente", che le convivenze anche etero "sono meglio del matrimonio in quanto scelta spontanea e non coercitiva". 
Personalmente sono abituata a ragionare con la mia testa sulla base della realtà oggettiva e i fatti mi dicono ben altro: il terribile fatto di ieri, avvenuto a Pozzuoli e richiamato nell'articolo che riporto, è avvenuto fra due conviventi, dunque, secondo certe opinioni "fra persone che si amano veramente e si scelgono liberamente ogni giorno"!
Ho già pubblicato una catena di fatti che smentiscono queste teorie di comodo basate sul niente:

venerdì 2 marzo 2012



La Convivenza non risolve i conflitti... anzi...

Roma: dopo lite tenta incendiare casa e accoltella la madre della convivente - Cronaca

Roma, 29 feb. (Adnkronos) .......


Segue un lungo elenco di fatti di cronaca nera legati a conflitti cruenti fra conviventi, o compagni o, come si diceva un tempo quando io ero giovane "accompagnati".
Non è dunque l'accompagnarsi senza vincoli coniugali che rende idilliaci i rapporti, come in molti vorrebbero che fosse.
Non è così. La libertà dov'è se gli odi e i conflitti sono identici che nei matrimoni peggiori? E che comunque, nonostante la mancanza di un vincolo legale, tali conflitti non si risolvono infilando la porta e dicendosi addio, ma spesso nel sangue e coinvolgendo gli innocenti figli nati senza matrimonio.
Ciascuno costruisce la sua vita come vuole, ma che non vengano a romperci le balle con teorie che sono smentite dai fatti.
Per le coppie omosessuali, "sposate" in Spagna o altrove esista già l'Istituto che ora qui si discute in Parlamento, è la stessa cosa. Per ora non riempiono di brutte notizie le cronache cruente, ma di notizie di separazioni, dopo aver anche messo in mezzo bambini innocenti, si! 

domenica 31 gennaio 2016

Chi era Sandro Viola

Da: La Stampa.it
20/06/2012
ROMA
Il mondo del giornalismo perde un’altra delle sue penne più raffinate: Sandro Viola si è spento all’età di 81 anni dopo una lunga malattia. Editorialista di Repubblica ed esperto di politica estera, seguì e commentò i grandi fatti del nostro tempo, dalla Guerra dei Sei giorni al sequestro Moro.

Nato a Taranto il 2 giugno del 1931, aveva lavorato anche per La Stampa, prima di trasferirsi al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. A lui fu affidata, tra le altre, la copertura del sequestro Moro. Passò poi alla politica internazionale, di cui è stato per anni uno dei più raffinati e approfonditi interpreti di Repubblica. Prima come corrispondente dall’estero e poi come inviato speciale seguì per anni le vicende della Russia e del Medio Oriente. Nel 1972, per il suo lavoro su La Stampa, vinse il Premiolino. «Con Sandro Viola - fa notare l’esponente del Pd Walter Veltroni - se ne va uno degli osservatori più acuti delle vicende internazionali, un giornalista colto e attento , pieno di curiosità e attenzione. Leggere i suoi articoli era sempre un gran 
piacere, con la sua prosa elegante e asciutta, le sue osservazioni stimolanti le analisi lucide e penetranti. Era per tantissimi uno sguardo sul mondo importante e illuminante».

Il giornalista Sandro Viola 

All'epoca dell'incredibile articolo su GIOVANNI FALCONE era direttore ancora Eugenio Scalfari:
da Wikipedia
Scalfari, padre del quotidiano la Repubblica e della sua ascesa editoriale e politico-culturale, abbandona il ruolo di direttore nel 1996

Mi chiedo come Direttore e Comitato di Redazione abbiano potuto accettare l'articolo pubblicato nel mio post precedente...

Un articolo di "La Repubblica" di cui il giornale deve vergognarsi

Da: FANPAGE.it

Ed eccolo, quell’articolo su Repubblica contro Giovanni Falcone

GIOVANNI FALCONE
Fu ucciso 11 giorni dopo questa foto

Abbiamo recuperato l'introvabile articolo di Sandro Viola che nel gennaio 1992 si scagliava contro Giovanni Falcone, accusandolo di essere un "guitto televisivo". Qualche giorno dopo sullo stesso giornale Giuseppe D'Avanzo difendeva il giudice antimafia: "Non ha mai avuto una vita facile".

ULTIME NOTIZIE 23 MAGGIO 2012 13:42 di Ciro Pellegrino

È il 9 gennaio del 1992, un giovedì. Il quotidiano la Repubblica in quel periodo vende mediamente circa 750mila copie. Nella pagina dedicata ai commenti viene pubblicato un articolo dal titolo "Falcone, che peccato…" vergato da Sandro Viola, firma di punta del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. L'argomento del commento è il giudice antimafia che Viola prende di mira per via della sua esposizione mediatica. Un pezzo durissimo che oggi, a vent'anni dalla strage di Capaci che fece saltare in aria Falcone, la moglie e la scorta, ritorna a galla con la violenza d'una colpa. L'articolo, introvabile nell'archivio online di Repubblica, è oggetto di discussione in queste ore sulla Rete, ma nessuno l'ha pubblicato integralmente, in maniera da consentire al lettore un'autonoma valutazione.

L'articolo contro Giovanni Falcone
Eccolo, l'articolo, in versione integrale: recuperato grazie all'Emeroteca Tucci di Napoli. Che ognuno faccia le sue valutazioni dopo averlo letto.


Viola attacca definendo Giovanni Falcone "magistrato che alla metà degli anni Ottanta inflisse alcuni duri colpi alla mafia". Una definizione quanto meno riduttiva per l'anima del maxi-processo di Palermo, per colui che, lo dicono i suoi colleghi magistrati, individuò nuove tecniche e nuovi metodi per l'approccio alla questione mafiosa. Continua Viola: "da qualche tempo sta diventando difficile guardare al giudice Falcone col rispetto che s'era guadagnato".

Poi, l'accusa di essere diventato una sorta di esternatore, al pari dell'allora Capo dello Stato, il "picconatore" Francesco Cossiga: "Egli è stato preso – scrive Viola su Repubblica – infatti, da una febbre di presenzialismo. Sembra dominato da quell'impulso irrefrenabile a parlare, che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali. Quella smania di pronunciarsi, di sciorinare sentenze sulle pagine dei giornali o negli studi televisivi, che divora tanti personaggi della vita italiana – a cominciare, sfortunatamente per la Repubblica, dal Presidente della Repubblica".

La preoccupazione dell'editorialista è che Giovanni Falcone abbia perso il suo equilibrio. Gli chiede di lasciare la magistratura viste le sue rubriche sulle pagine dei giornali: "Perché nessun paese civile ha mai lasciato che si confondessero la magistratura e l'attività pubblicistica".

"Quel che temo, tuttavia – continua il pezzo – è che a questo punto il giudice Falcone non potrebbe più placarsi con un paio di interviste all'anno. La logica e le trappole dell'informazione di massa, le sirene della notorietà televisiva tendono a trasformare in ansiosi esibizionisti anche uomini che erano, all'origine, del tutto equilibrati". Poi si passa all'analisi, anzi alla demolizione, del libro ‘Cose di cosa nostra' scritto da Falcone con la giornalista francese Marcelle Padovani pure lei nel mirino della penna al vetriolo di Viola: "E scorrendo il libro-intervista di Falcone ‘Cose di cosa nostra' s'avverte (anche per il concorso di una intervistatrice adorante) proprio questo: l'eruzione di una vanità, d'una spinta a descriversi, a celebrarsi, come se ne colgono nelle interviste del ministro De Michelis o dei guitti televisivi".

Nel finale, Viola, pur ammettendo di trovarsi davanti ad un "valoroso magistrato" si chiede "come mai desideri essere un mediocre pubblicista". Il giornalista ignorava che il giudice aveva intuito qualcosa: la necessità di comunicare ad una platea più vasta, da magistrato, la mentalità mafiosa. Inoculare il virus ai giovani come un vaccino, in maniera da renderli resistenti al fascino della cultura dell'omertà e della morte.

"Non ha mai avuto una vita facile e anche stavolta c'è chi farà di tutto per rendergliela difficile": qualche giorno dopo, dalle colonne della stessa Repubblica, qualcuno scriveva questa frase, riferendosi a Giovanni Falcone. Quel qualcuno si chiamava Giuseppe D'Avanzo.


in foto: L'articolo del gennaio 1992 firmato da Sandro Viola su Repubblica contro Giovanni Falcone


continua su: http://www.fanpage.it/ed-eccolo-quell-articolo-su-repubblica-contro-giovanni-falcone/

http://www.fanpage.it/

sabato 30 gennaio 2016

Chi troppo vuole poco stringe

Tutti parlano male di Matteo Renzi, tutti lo odiano...
Lo accusano di essere l'esecutore del progetto della P2... e di tante altre nefandezze.
Io vedo un "ragazzo" (l'ho già scritto che è più giovane del più piccolo dei miei figli.. quindi mi si passi  "ragazzo") che si sta dando da fare e che cerca di smuovere la palude Italia.
Le Riforme. Il Senato, dice mio marito, ammiratore di Renzi fin da quando era il sindaco di Firenze, doveva essere eliminato in toto.
Abbiamo una cosa farraginosa ed inutile al posto del Senato precedente, che serviva solo ad un ulteriore esercizio di potere da parte dei partiti, con i loro accordi palesi e sottobanco, che ai cittadini non dava garanzie maggiori di leggi giuste e ben fatte, come la storia degli ultimi 70 anni insegna. Per i cittadini contribuenti era solo un pesante aggravio di spesa.
Criticano anche la legge elettorale.
La volontà di fare le cose bene viene stravolta dai cambiamenti che, lungi dal migliorare i provvedimenti, li peggiora..
Questa è la democrazia! Eppure gli danno del ducetto anche così.
Se Renzi non piace tutti gli altri non sono migliori.
Non sono stati ancora in grado di emanare una seria e benfatta Legge sull'Omicidio Stradale!! 

Però la Cirinnà non si tocca!!! Deve essere approvata così com'è! Adozione e forse reversibilità comprese!
Gli altri Paesi Civili ce l'hanno la Legge delle Unioni Civili e pure noi dobbiamo farne fotocopia!
Allora facciamo fotocopia di tanti Servizi che chi va in codesti Paesi e ci vive un po' di tempo scopre essere semplici e facilitanti la vita dei cittadini, mentre qui siamo trattati da sudditi dai vari Carrozzoni che gestiscono i Servizi essenziali, da bestiame sui trasporti pubblici, da questuanti quando dobbiamo espletare una qualsiasi pratica burocratica per i nostri diritti!

Quanti sono gli Italiani omosessuali? Non credo che ammontino alla maggioranza: diamogli questa legge che regola chi vuole vivere insieme con delle garanzie legali e finiamola!

Non ci inventiamo l'adozione del figlio del compagno! Cos'è orfano? Qual'è lo scopo economico che c'è dietro e che costi chiede allo Stato Previdenziale questa pretestuosa idea?
I giovani in futuro, ce lo sentiamo dire ogni giorno, non avranno quasi la pensione, e noi ci inventiamo Unioni Omosessuali che peseranno sulla Previdenza con ulteriori reversibilità?
Condivido il pensiero di Corrado Passera, o meglio, egli ha espresso il mio stesso pensiero su questo argomento.
Corrado Passera, lo ricordo a chi lo avesse dimenticato, è colui che risanò le Poste Italiane: uno dei pochi Manager di Stato che ha saputo fare cose buone, quando gli Italiani sono abituati a Boiardi di Stato che incassano liquidazioni faraoniche dopo che hanno fatto guasti e buchi in strutture statali altrettanto faraonici.   

venerdì 29 gennaio 2016

Le nostre false sicurezze

Nel breve tempo che ci è concesso di vivere, a molti troppo poco per capire qualcosa e a tanti, come me, abbastanza fortunati da poter arrivare ad un'età in cui si può riflettere su una sufficiente esperienza di vita, capiamo che l'Uomo impara dalla sua Storia che la Civiltà non è una conquista ferma e duratura: si può ripiombare nella barbarie e nel disordine in qualsiasi momento.

Proprio in questi giorni celebrazioni ricordano a chi l'ha dimenticato o a chi lo vuole dimenticare l'orrore del Nazismo.
Fu la negazione di ogni Civiltà e l'apoteosi della Malvagità umana.
Ghettizzare gli altri è la via più meschina e breve per innalzare se stessi, traendone almeno un momentaneo beneficio psicologico.
Lo si vede a livello microscopico ed individuale nella vita di ogni giorno e, a livello macroscopico, questo miserevole vizio della mente umana, diventa una regressione di interi popoli, dunque una caduta della Civiltà.

Dopo l'orrore della Seconda Guerra Mondiale del XX Secolo dell'Era Cristiana, chi è sopravvissuto ha cercato di ricostruire un avvenire migliore per sé e per la propria discendenza.
Oggi, all'inizio del XXI, il sogno dell'Europa a garanzia della Pace si sta sfaldando in egoismi mai sopiti prima ancora di essere totalmente compiuta.

L'Italia ha i suoi difetti ma gli altri Paesi dimostrano di averne di diversi ma altrettanto letali per la causa.
Quello che a noi veniva rimproverato, quello che in noi era criticato, l'incapacità a fronteggiare un intero continente africano che si riversava sulle nostre coste esposte nel bacino Mediterraneo, oggi provoca, in Paesi da sempre in Italia portati ad esempio di civiltà più avanzata della nostra,  una reazione egoistica e conservativa della sicurezza e del benessere dei propri popoli. 

A livello mondiale l'Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite dimostra una totale incapacità a saper difendere i popoli dai genocidi che Capi di Governi Assassini perpetrano da anni, provocando esodi biblici nello stretto senso del termine. 

I siriani stanno svuotando la Siria perdendo per strada i loro bambini, mentre il Tiranno Assad non lascia il potere, i ribelli non sono capaci di cacciarlo e non propongono nulla di meglio per l'avvenire della Nazione Siriana, mentre la barbarie dei massacratori del disseminato Stato Islamico porta avanti il loro progetto di negazione della Vita propria e degli altri, che somiglia alla follia del Nazismo: anche lì davano morte e se fermati si suicidavano.

In questa palude la Civiltà può affondare nella divisione e nei personalismi.
L'Occidente, Europa Unita e USA, pur con gli inevitabili difetti, dato che l'Eden è solo un concetto astratto, danno una speranza di continuità ai popoli nella tolleranza reciproca per l'avvenire.
Certo non la da questo Islam, intollerante, violento, opprimente: la filosofia del non riconoscimento del diverso da sé porta solo alla fine di ogni concetto alto di Umanità. 
Ormai l'uomo sa come usarla... e prima o poi qualcuno la userà

giovedì 28 gennaio 2016

Roma-Parigi, che differenza!

 rainews.it


Rohani-a-Parigi-Femen-seminuda-simula-impiccagione-contro-la-pena-di-morte-in-Iran

28 GENNAIO 2016 Manifestazione shock delle Femen in occasione della visita di Hassan Rohani a Parigi. Mentre il presidente iraniano riceveva gli omaggi militari agli Invalides, il complesso napoleonico nel cuore di Parigi, poco distante - nei pressi della Tour Eiffel - le attiviste simulavano un'impiccagione con tanto di bandiera iraniana dipinta sul seno nudo. Una delle attiviste ha infatti manifestato appesa con una corda al ponte Debilly. Sopra di lei uno striscione con scritto 'Benvenuto Rohani, boia della libertà'. "È per dare il benvenuto al presidente iraniano, per farlo sentire a casa: nel suo Paese ogni anno più di 800 persone sono condannate a morte", hanno spiegato le Femen. La protesta mira a sottolineare che, come denunciato nell'ultimo rapporto di Amnesty International, dopo la Cina l'Iran è il paese che ricorre più spesso alla pena di morte. A Parigi, Rohani ha incontrato il premier Manuel Valls, i ministri degli Esteri e dell'Economia Laurent Fabius e Emmanuel Macron, nonché rappresentanti del mondo dell'economia e della Confindustria (Medef) con cui sono stati conclusi numerosi contratti. All'Eliseo niente pranzo né cena ma solo un'austera riunione pomeridiana anche per evitare nuove polemiche rispetto alla pretesa di Teheran di bandire il vino da tavola a cui Hollande non si è voluto piegare.



Parigi ha firmato ugualmente contratti economici con l'Iran senza prosternarsi in modo servilmente ridicolo, anzi, giustamente orgoglioso dei vini francesi Hollande non li ha voluti togliere ridicolmente dalla tavola ed ha offerto a Rohani un semplice thè! 
Insomma, bisogna finirla di pretendere il RISPETTO per la propria cultura a casa propria e anche a casa degli altri!
In Italia, invece, arriviamo ad atti di autocancellazione della nostra cultura sia a livello istituzionale governativo, sia in ordine sparso da parte di singoli, presidi, magistrati, che chiedono l'eliminazione del crocefisso o del Presepe in alcuni luoghi pubblici!!
Trovo questo servilismo culturale spacciato per "apertura all'altro" RIVOLTANTE.
Sono Italiana e felice di esserlo e rivendico i simboli della nostra tradizione che sono i simboli della nostra identità culturale.
La bellezza offende la barbarie
Il servilismo offende l'intelligenza

Ripubblico un elenco dei libri da me scritti o tradotti


venerdì 4 settembre 2015

I miei scritti


Pubblicazioni

Storia della Scienza Contemporanea - "Il XX Secolo"- Lucarini Editore - Roma 1983-84
Traduzione e Cura di Rita Coltellese - Opera in 5 Volumi


Per la Storia della Matematica è stata necessaria la revisione del Prof. Giuliano Natali e per una parte della Dott.ssa Silvia Resta. Tradurre non è semplice consultazione di un vocabolario, non essendo tutti i termini scientifici in esso contenuti. Anche volendo adottare un vocabolario scientifico specifico (cosa che mi sono rifiutata di fare per i costi di approvvigionamento, date le Scienze diverse di cui si parla nell'Opera) comunque non tutti i termini vi si trovano.  Dunque il mio lavoro si è svolto spesso con l'intuizione e la ricerca del termine giusto nell'Enciclopedia Italiana o in testi Universitari di Biologia, Genetica, Medicina che avevo in casa, avendo io studiato e dato alcuni esami per il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia senza però laurearmi.





Ho un ottimo ricordo dell'Editore Lucarini. Ricordo una sera nel suo studio presso la Casa Editrice fare le dieci di sera per decidere le copertine esaminando varie foto. Purtroppo l'Editoria in Italia non è un buon investimento e Lucarini, ancora in campo, non si arrende e così risponde in un'intervista del 20 novembre 2014:
 Possiamo definire la sua come “editoria di destra”? «Certo. Io vorrei essere considerato un editore di tutta un'area politica, come faceva un tempo Einaudi per tutta la sinistra. Vorrei rappresentare tutte le anime della destra, anche perché la destra ha bisogno di cultura, anche se molto spesso l'ha trascurata, a differenza della sinistra. Il fatto è che la cultura non paga nel breve periodo, ma nel lungo sì».

Una raccolta di Novelle uscita nel 2011 di cui una soltanto è una storia totalmente inventata 

Un romanzo breve o racconto lungo uscito nel 2006: una analisi della realtà sulla incapacità delle persone di essere autentiche.

Uscito nel 2007: un Romanzo diviso in XVI capitoli sulla cruda realtà universitaria.


Uscito nel 2010, il mio primo Romanzo Giallo, storia inventata.., ma non tanto, divisa in XXVII capitoli. Una nota: nessuno, fra i lettori con cui ho potuto parlare, ha indovinato l'assassino.

Di queste Opere cartacee, escluse quelle pubblicate da Lucarini Editore, ho il pieno possesso del Diritto D'Autore e possono da me essere ripubblicate presso qualsiasi Editore.

Cronache di pazzie quotidiane: elenco

Elenco degli 11 raccontini brevi delle Cronache, con la data di pubblicazione su questo blog per facilitarne la lettura cercandoli tramite data dal calendario a destra della Home Page, oppure cliccando sul relativo link:

Cittadino reso Fantozzi - 15 maggio 2013
Rita Coltellese *** Scrivere: Cronache di pazzie quotidiane

Solo un'informazione... - 27 maggio 2013
Rita Coltellese *** Scrivere: Cronache di Pazzie Quotidiane

Crostate e collane - 5 giugno 2013, ripubblicata il 15/11/2014 e il 25/04/2015
Rita Coltellese *** Scrivere: Cronache di pazzie quotidiane