lunedì 22 febbraio 2016

Consiglieri del Trentino Alto Adige ricchi con i soldi Italiani

Da: Corriere della Sera

Eva Klotz, o dell’incoerenza


La vicenda è nota. Eva Klotz, 64 anni, nota come “la pasionaria del Sud Tirolo”, ha gentilmente accettato un vitalizio di 945mila euro dall’Italia: quell’Italia che, per trent’anni, ha più volte dimostrato di disprezzare. Questo, infatti, prevede la (generosa) legge per i consiglieri provinciali di Bolzano. E, poiché l’incoerenza non è un reato, dobbiamo accettarlo.



La signora Klotz non è certo l’unica ad averci dimostrato che, in politica, parole e portafoglio hanno vite indipendenti. Per anni i leghisti bossiani –  gli adoratori dell’inesistente Padania, i portatori dell’ampolla fluviale – hanno accettato poltrone, stipendi e rimborsi da parte di quell’Italia di cui fischiavano l’inno nazionale. Anzi: l’hanno munta più del dovuto, come lasciano intendere diverse vicende giudiziarie.



Ma il caso altoatesino colpisce di più. Eva Klotz non è Francesco Belsito, per intenderci. La signora aveva dimostrato di avere uno stile, idee, convinzione. E quando, scuotendo la trecciona, girava tra le montagne ripetendo “Süd-Tirol ist nicht Italien!” si limitava, in fondo, a esprimere un’opinione, a differenza del padre Georg, detto “il martellatore della Val Passiria”, aderente al Befreiungsausschuss Südtirol, il Comitato per la liberazione del Sudtirolo, responsabile di molti attentati dinamitardi negli anni Sessanta.



La signora, ora, difende la decisione di passare all’incasso: “Non è un gesto di generosità dell’Italia verso di noi e non mi sento di avere rubato niente. In realtà avrei potuto anche prendere molti più soldi perché dopo quattro legislature avevo già maturato il diritto alla pensione”. Anche questo ci sta. Ognuno è responsabile delle sue azioni e per queste verrà ricordato.



Resta, a questo proposito, una domanda: cosa pensano i sostenitori di Eva Klotz?  Non sono rimasti in molti, dopo che la signora è uscita nel 1983 dal Südtiroler Volkspartei, favorevole a un’autonomia sudtirolese all’interno dello Stato italiano. Ma ci sono.  La festeggeranno perché ha sfilato quasi un milione di euro agli odiosi italiani? O le ricorderanno che il tuffo sul vitalizio è uno sport molto romano?



Sarebbe bello se qualcuno, in un soprassalto di dignità, le dicesse:  “Eva, è ridicolo”. Lächerlich.  Anche in tedesco va bene.



(dal Corriere della Sera)

Beppe Severgnini

Eva Klotz è una politica italiana appartenente alla comunità germanofona dell'Alto Adige. Porta avanti la causa di quella parte della popolazione della provincia di Bolzano che, riconoscendosi nella comunità germanofona, ne desidera l'autodeterminazione, nonché la secessione del Südtirol dall'Italia e la sua annessione all'Austria.
Eva Klotz, se ne andasse in Austria e ci restituisse il quasi 1 milione di euro che generosamente lo Stato Italiano le ha elargito.
Andasse a ricoprire identiche cariche in quel Paese: sono sicura che lo Stato Austriaco non ha varato le stesse Leggi scialacquatrici dell'Italia per le prebende degli equivalenti rappresentanti Austriaci!
Ma guarda chi dobbiamo mantenere, per sentirci sputare in faccia!! 

domenica 21 febbraio 2016

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Spending review, stepchild adoption... ma Renzi dice di parlare "all'Italia delle persone semplici"

Da: Il Messaggero.it

Unioni civili, Renzi all'assemblea Pd: pronti a mettere la fiducia

Le unioni civili, prima di tutto, su cui apre a un accordo con Ncd. Ma anche l'Europa, con un duro attacco a Monti, e il caso Giulio Regeni. Renzi apre l'assemblea Pd e tocca alcuni tra i temi più caldi dell'attualità italiana. 

UNIONI CIVILI

«Il passaggio sulle unioni civili è numericamente delicato: se è vero che vogliamo trovare un punto di caduta tra noi è altrettanto vero che i numeri al Senato non sono quelli dei giornali: siamo 112 noi, 218 gli altri gruppi. Si fa come vogliamo noi se puntiamo alla minoranza», dice il premier. «La riforma delle unioni civili ci vede in difficoltà e credo che occorra il linguaggio della chiarezza: noi sappiamo che oggi in Italia c'è ancora un po' di paura su questo tema e vorremo dirvi con rispetto: che paura possono fare due persone che si amano, vogliono dei diritti e sono pronti a darvi dei doveri. A me fanno paura quelli che si odiano, non quelli che si amano».

 «Siamo ad un bivio: o auspicare che M5s non abbia la sindrome di Lucy e voti la legge o tentare un accordo di governo con un emendamento su cui sono pronto a mettere la fiducia. Deciderà il gruppo e sono disponibile a partecipare all'assemblea del gruppo da qui a martedì». È la proposta di Matteo Renzi all'assemblea per uscire dall'impasse sulle unioni civili. «Non ci possiamo permettere di frustrare la speranza come con i Dico dieci anni fa, perchè non è più in gioco un patrimonio di diritti ma la credibilità di tutti noi, nessuno escluso».

«Sappiamo che c'è un tentativo chiaro di riaprire la discussione sulle unioni civili e non approvare la legge neanche nel corso del prossimo anno. Siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti normativi e regolamentari per impedirlo, con la stessa tenacia della legge elettorale, riforma Pa, lavoro», continua. «Visto com'era la situazione, abbiamo deciso di fare l'accordo con Grillo e i Cinque stelle. Basta farci del male: non ci saremmo mai perdonati di fare quel tentativo. Capisco la sindrome Lucy e Charlie Brown, quella di staccarsi dal padrone all'ultimo minuto. Ma loro hanno l'obiettivo fare il male del Pd, noi abbiamo l'obiettivo di fare il bene dell'Italia. Il sindaco di Livorno ha detto che il Pd deve morire, noi che l'Italia deve vivere».

Poi Renzi non risparmia un affondo alla grillina Paola Taverna: «'Aho a Roma ce fanno il complotto, ce vogliono fa vincere', ha detto una delle senatrici più importanti dei Cinque stelle. È vero che siamo la generazione Aldo Biscardi, il complotto o 'gomblotto' come regola di vita, ma che tu dica che te lo fanno per farti vincere è la summa di come non si dovrebbe stare dentro la politica».

IL PD
«A chi immagina sui singoli provvedimenti, vedi i diritti civili o prima le riforme istituzionali, che quando si arriva al momento decisivo si ricatta, sia chi ha condiviso una storia con me sia chi non l'ha condivisa, dico quattro lettere: "Ciao". Non si può pensare di fare del Pd il partito in cui si sta solo quando si condivide tutto, si fa uno sforzo di mediazione. Non è pensabile minacciare 'o così o me ne vado'».

«Si è tanto discusso di partito della nazione. È un tentativo strumentale e anche un pò banale di cambiare argomento. Al Senato non abbiamo i numeri e senza un alleanza non andiamo avanti. Nessuno di noi ha mai pensato ad un partito indistinto, alla marmellata. Per me il vero Partito della Nazione non è tutti insieme indistintamente ma il Pd che fa il Pd e non è un insieme di correnti e egoismi».

«Non è possibile che al Pd si iscrivano in blocco 400 persone con una carta di credito. Non è giusto, non è lecito, non è legittimo. Il partito non si deve scalare con le tessere ma con le idee. Siamo l'unico partito a avere un bel confronto dialettico tra maggioranza e opposizione - qualcuno dice troppo, io dico che non è mai troppo - ma sul territorio dobbiamo avere la forza di essere dinamici e non accettare operazioni discutibili».

«La comunicazione non è il pallino del segretario pro tempore - continua - ma è la soluzione per non rosicare, non perdere, non perdersi. Io da solo non ce la faccio. Ci sono due alternative: una discussione tra correnti su come andiamo alle elezioni. Ma amici del Pd impariamo dalle nostre cicatrici: quando ci siamo ridotti a parlare di noi e solo di noi abbiamo perso la strada. Dobbiamo parlare al Paese con il tam tam e il porta a porta perché il Pd possa essere l'ancora di speranza del nostro Paese».

La minoranza dem, però, fa subito sapere di condividere la proposta di Renzi sulle unioni civili: «Sarà giustissimo rispettare il dibattito dei senatori. Nel 2013 si è fatto un congresso, vinto da Renzi, in cui la posizione era unioni civili e stepchild così come nel programma con cui Bersani si presentò alle elezioni. Se accordo di governo significa rinunciare alla stepchild io sono contrario, dobbiamo difendere le nostre idee, il nostro punto di vista e confrontarci nel dibattito parlamentare», dice Roberto Speranza.

LA DESTRA
«Nell'assemblea di Milano a luglio in piena Expo lanciammo una provocazione sulle tasse, dicemmo che abbassarle è un qualcosa di sinistra. In Italia se cerchiamo un qualsiasi istituto di sondaggi vediamo che la parola destra è associata ad abbassamento delle tasse, sinistra all'innalzamento delle tasse. Ma è vero il contrario: in Italia il partito delle tasse è la destra, il partito che ha abbassato le tasse è il Pd», dice il premier. «Ci dicono che non abbiamo fatto spending review - continua -. Vi dico solo che Cottarelli aveva proposto 20 mld di tagli, noi ne abbiamo fatti 25. E se tagli 25 miliardi di spesa pubblica è pacifico che il Pil non cresce a sufficienza perchè parte viene dalla spesa pubblica».

EUROPA
«Oggi la realtà dice che l'Europa è ferma, ha bisogno di essere rimessa in moto e anche dal punto di vista economico ha bisogno di una strategia non semplicemente incentrata sugli egoismi di qualche paese dominante che non riesce ad avere una strategia valida per tutti», prosegue Renzi passando al tema Europa. «La flessibilità chiesta a Juncker non era un contentino all'Italia ma serviva cambiare la politica economica, dell'immigrazione, ma soprattutto ad avere la consapevolezza che di fronte a un tempo come quello che viviamo o si ha il coraggio di tornare a pensare in profondità e in grande o l'Europa diventerà un fastidioso giochino burocratico».

«A chi dice che Renzi usa l'Ue per il consenso immediato rispondo che non ho mai sentito frase più allucinante di questa perché è un tema che non si presta a risultati e al consenso immediato sia da punto di vista esterno, cioè di correggere la rotta, sia interno per cambiare il dibattito dentro il nostro paese».

ATTACCO A MONTI
Poi l'attacco all'ex premeir Mario Monti dopo il confronto in Senato: «In una certa fase era giusto intervenire in modo strong ma non possiamo pensare che ci sia chi fa la lezioncina senza rendersi conto che è in ballo la partita del nostro futuro e dei nostri figli. Noi abbiamo fatto il jobs act e non gli esodati, l'Expo e non i marò, abbiamo tagliato allo Stato Centrale e non ai Comuni, abbiamo scelto la crescita e non l'austerity, portato flessibilità per 16 mld a chi sosteneva il fiscal compact. Noi siamo la politica e non la tecnica e dobbiamo essere orgogliosi»

Poi Renzi si rivolge implicitamente anche a Sinistra Italiana: «C'è una distanza siderale tra noi e una presunta classe dirigente che per decenni ha fatto la morale alla politica per apparire cool all'ora dell'aperitivo o del brunch. Non siamo dalla parte degli illuminati aristocratici con molti veti e pochi voti che ci fanno la morale ma hanno dimostrato che non sempre con loro le cose vanno dalla direzione giusta. Fuori dai loro pregiudizi c'è un'Italia delle persone semplici che non meritano certi pregiudizi».
Tornerò a NON votare come feci anni fa, come fa tantissima gente, non per mancanza di impegno, ma per mancanza di una rappresentanza che guidi il Paese  in un modo quanto più possibile vicino alle proprie idee.
Dopo innumerevoli delusioni avevo sperato in Matteo Renzi ma vedo che mette la faccia e la fiducia sull'adozione per le coppie omosessuali parlando con la lingua di Cameron "alle persone semplici" (assurdo!), ma si è dimenticato della promessa fatta al padre di Lorenzo Guarnieri morto a diciassette anni a causa di ubriachi e drogati in sella ad uno scooter.Per Lorenzo, e tutti quelli morti come lui a causa di codesti soggetti, Matteo Renzi non ha chiesto la fiducia: la Legge è tornata al Senato e lì giace senza martellanti notiziari sull'argomento, può aspettare.
Sono per le Unioni Civili, ma non per l'ipocrisia inaccettabile che le accompagna, non per le maschere messe per giustificare la loro Istituzione, non per l'ipocrisia della reversibilità a queste coppie riducendo quella esistente per il Matrimonio Civile.
La Società che vuole Renzi non è la mia Società. Dunque si facesse votare da chi rappresenta, lui e il suo partito.
Apprendo, al di là delle questioni procedurali in Parlamento, che per i 5Stelle la legge Cirinnà andava bene così come fatta.
Bene! Anche loro non hanno l'idea di Società che trovo giusta. Dunque si facessero votare da chi ha le loro stesse idee.
Se certa destra esprime alcune idee di buonsenso, per contro ne esprime altre inaccettabili: dunque i cittadini come me non hanno che una scelta, NON VOTARE, e che finissero di demolire questo Paese senza il mio consenso.
In politica estera Renzi si accorge ora degli egoismi?
Nemmeno l'interesse comune a stare insieme in una grande Unione tiene legate le Nazioni che ne fanno parte, ciascuna arroccata nel proprio tornaconto  meramente nazionalistico.
Poi dice che ha abbassato le tasse! Non per la gente come me e non mi fermo certo alla mia famiglia o a quelle dei miei parenti ed amici...
Non ci siamo, non ci siamo affatto. 


sabato 20 febbraio 2016

Il Male crea altro Male

Da: Il Messaggero 19 febbraio 2016

Padova, sub resta imprigionato sul fondo del Brenta: cercava il corpo dell'impiegata gettata nel fiume

PADOVA - Rosario Sanarico, sub della polizia, è morto oggi pomeriggio nella ricerca del corpo di Isabella Noventa, la donna svanita nel nulla la sera del 15 gennaio scorso e che la procura di Padova è convinta sia stata uccisa dal Freddy Sorgato, l'ex fidanzato, in concorso con la sorella Debora Sorgato e Manuela Cacco. Il tragico incidente è avvenuto intorno alle 17 quando uno dei sommozzatori (circa una dozzina tra polizia e vigili del fuoco) impegnati da ieri pomeriggio nella ricerca del corpo di Isabella Noventa è rimasto incastrato sott'acqua nei pressi delle chiuse di Stra (Venezia).  
L'uomo, di 52 anni, in forza al Centro nautico sommozzatori di La Spezia, secondo i primi accertamenti sarebbe rimasto incastrato vicino all'infrastruttura. Subito sono partiti i soccorsi e una volta tratto portato in superficie sono iniziati i tentati di rianimarlo con il massaggio cardiaco. Nel frattempo è scattato l'allarme e sul posto è subito arrivata un'ambulanza che lo ha poi trasportato d'urgenza all'ospedale di Padova. In tarda serata, però, è arrivata la comunicazione della dichiarazione di morte cerebrale per il sub. Dopo l'incidente «solidarietà e vicinanza» era stata espressa al sommozzatore della polizia e alla sua famiglia dal segretario del sindacato Silp Cgil, Daniele Tissone.

Il sub era impegnato da ieri nelle ricerche del cadavere della segretaria padovana in un tratto di fiume che era stato indicato dallo stesso Freddy Sorgato dopo la confessione rilasciato in una dichiarazione spontanea durante l'udienza per la convalida del fermo davanti al gip Cristina Cavaggion. Sorgato aveva parlato della morte di Isabella Noventa come di «un tragico incidente», una drammatica fatalità nel corso di un gioco erotico. L'uomo aveva sostenuto di aver agito da solo, di fatto scagionando la sorella e Manuela Cacco, la tabaccaia, anch'esse in stato di fermo con l'accusa di omicidio premeditato in concorso.

La stessa Cacco aveva solo ammesso di aver indossato il giubbotto bianco di Isabella per una «messa in scena» che sarebbe stata decisa e pianificata da Freddy per costruirsi un alibi. La donna era stata fatta passeggiare quella sera del 15 gennaio per piazza dei Signori e piazza Insurrezione in centro a Padova in modo da essere filmata dalle telecamere della video sorveglianza. L'ex fidanzato aveva raccontato di aver accompagnato Isabella lì perchè doveva incontrare un'amica e di averla quindi salutata allontanandosi. Una ricostruzione alla quale prima non ha creduto la squadra mobile della questura di Padova e poi la stessa gip.

Questo poveruomo è morto a causa del male fatto da altri.
Mi si perdoni la triste filosofia che traggo da questo tragico evento.
Pochi ne hanno parlato di questa morte tragica a margine di un ignobile delitto.
Una signora è morta per mano di gente cattiva e dal cervello balordo, la Polizia, a cui va tutto il mio plauso, ha incastrato il falsissimo assassino e le sue complici ed egli ha indicato dove ha gettato il corpo della povera vittima.
Il bravo poliziotto specializzato è stato impiegato nelle ricerche in acque torbide e freddissime e, forse, la squadra di cui faceva parte non ha preso tutte le cautele dovute ed egli è rimasto incastrato nella chiusa: risultato, quando lo hanno tirato su, pur essendo già presente l'ambulanza, hanno dovuto stenderlo e praticargli immediatamente il massaggio cardiaco. Il danno cerebrale dovuto all'anossia però evidentemente è stato irreversibile, ed egli è morto cerebralmente in ospedale.
Non so come facciano i suoi colleghi a trattenere la rabbia verso chi, indirettamente, ha provocato tutto questo.
Nervi saldi e che vadano avanti.


venerdì 19 febbraio 2016

L'orribile tortura inflitta a Giulio Regeni

Da: Lettera 43




Giulio Regeni, 5 domande ancora senza risposta


di 

|
18 Febbraio 2016
La morte di Giulio Regeni è una brutta storia che si complica sempre di più.
Del ricercatore italiano ucciso al Cairo si è ricostruito che se ne sono perse le tracce 
sotto casa il 25 gennaio 2016, nel quarto anniversario delle rivolte di piazza Tahrir, 
e che il giovane è stato torturato fino alla morte.
«È STATA LA FRATELLANZA». È certo che, segnalata la sua scomparsa, in 
Egitto sono scattati depistaggi interni per insabbiare il caso, ai quali si stanno 
aggiungendo numerose «indiscrezioni» non confermate di diversi media stranieri 
di opposti schieramenti.
Da parte del regime di Abdel Fatah al Sisi, legittimato come male minore 
dall’Occidente, c’è grande ambiguità. Anche se, stando al portale filo-governativo
 Youm7 che ha citato fonti della procura di Giza, Regeni «sarebbe 
stato ucciso da agenti segreti sotto copertura, molto probabilmente 
appartenenti alla confraternita terrorista dei Fratelli musulmani, per 
imbarazzare il governo egiziano». Le stesse fonti aggiungono che 
«il procuratore egiziano e la sua controparte italiana stanno raccogliendo 
tutti gli elementi possibili per individuare l'autore del crimine».
MOLTI INTERESSI STRANIERI. Grandi sono gli interessi economici 
e strategici delle potenze straniere che ruotano attorno all’ex regno dei 
faraoni. In questo contesto molto suscettibile di disinformazione si muovono 
gli investigatori anche italiani per far luce su un omicidio strano, di per sé e 
per alcune dinamiche emerse.
A due settimane dalla scoperta del corpo di Regeni nella periferia del Cairo, 
Lettera43.it riflette su cinque punti interrogativi.

1. Altri attivisti occidentali arrestati, ma non torturati e uccisi: perché Giulio sì?
Se si confermassero le responsabilità delle autorità egiziane, sulle quali gravano 
pesanti indizi, il 28enne Regeni, ricercatore universitario e collaboratore di alcuni 
giornali, sarebbe l’unico occidentale con questo profilo morto in un delitto 
di Stato sotto la presidenza di al Sisi.
REGIME DI CENSURA. Lo Stato di polizia egiziano ha imposto la censura, gli occhi
 e le orecchie dei servizi segreti sono ovunque, incluse le università, ed esistono anche 
precedenti di giornalisti occidentali, della tivù qatariota al Jazeera vicina ai Fratelli 
musulmani, e di attivisti di Ong americane arrestati e processati.
DUREZZA SPROPOSITATA. Ma sono stati imprigionati, non seviziati e uccisi, 
e diversi di loro infine rilasciati.
Con Regeni invece il regime del Cairo si è comportato come per le migliaia di 
oppositori egiziani: arrestati, torturati, spesso anche uccisi durante le manifestazioni
Perché tanta durezza verso uno straniero di un Paese che il generale al Sisi vuole
 tenersi amico?
Di una nazionalità poi, quella italiana, in generale considerata più amica di quelle
anglosassoni?

2. L'omicidio proprio nell'anniversario delle rivolte di piazza Tahrir: un caso?

Nella morte di Regeni potrebbe aver giocato un ruolo decisivo la data: è il giorno più 
blindato dell’Egitto di al Sisi.
Nel 2015, in un corteo pacifico per l’anniversario della cosiddetta rivoluzione del 2011, 
al Cairo fu uccisa senza motivo l’attivista laica Shaimaa el Sabbagh.
Diretta a deporre fiori in piazza Tahrir, la giovane fu colpita a distanza ravvicinata 
da uno dei tanti «proiettili di gomma» che sfuggono di mano agli agenti nelle proteste, 
anche contro i minorenni.
ERA VIETATO SPOSTARSI. Per legge in Egitto sono vietati gli assembramenti di 
più di 10 persone e ogni 25 gennaio è proibito anche spostarsi da una riva all’altra del 
Nilo, verso il centro e piazza Tahrir, come invece era apprestato a fare quella sera 
Regeni. Giulio, probabilmente già schedato e monitorato dai servizi segreti egiziani, 
potrebbe dunque, per una di quelle concomitanze di eventi che spesso determinano 
le tragedie, essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato?
In particolare nelle mani di un poliziotto sbagliato?

3. Regeni faceva ricerche per Cambridge: il curriculum lo ha inguaiato?

Decisiva potrebbe essere stata anche la presenza di Regeni all’incontro dei sindacati 
egiziani indipendenti al Cairo, l’11 dicembre 2015: un’opposizione, in particolare quella 
degli ambulanti, vicina alla Fratellanza musulmana, per il regime «organizzazione 
terroristica».
Il ricercatore stava scrivendo una tesi di dottorato per la Cambridge 
university sui sindacati egiziani e tra il 2013 e il 2014 aveva anche lavorato alla stesura 
di «analisi globali» per la società internazionale di consulenza geostrategica Oxford 
Analytica: una notizia che ha infiammato il dibattito su Regeni come possibile 
- anche indiretto - informatore di qualche servizio segreto.
UN'INTELLIGENCE PRIVATA. La famiglia ha smentito questa circostanza, 
ma grandi gruppi come Oxford Analytica, fondati in genere da ex dei servizi di 
sicurezza, sono leader nella raccolta e nella vendita ad aziende e governi di 
informazioni riservate: larga parte dell’intelligence statale viene oggi appaltata, 
come le guerre, a contractor privati e anche a centri di ricerca universitari.
RICERCHE CHE LO HANNO ESPOSTO. Un curriculum del genere può 
aver sicuramente esposto Regeni a venire attenzionato dai pervasivi servizi 
di sicurezza egiziani: che ruolo hanno dunque le ricerche del brillante 
dottorando italiano per istituti e istituzioni anglosassoni, in questo giallo?

4. L'Aise si è mobilitata subito: Regeni era considerato a rischio?
  
   

  • Il ricercatore della Cambridge University Giulio Regeni, ucciso al Cairo.
     
Nella dinamica degli eventi, colpisce anche l’immediata 
segnalazione della scomparsa di Regeni alla diplomazia 
italiana e il conseguente, rapido invio al Cairo del direttore 
dell’agenzia d’intelligence italiana esterna (Aise) Alberto 
Manenti.
Secondo la ricostruzione ufficiale, il professore Gennaro Gervasio che alle 20.30 avrebbe 
dovuto incontrare Giulio in un locale a due passi da piazza Tahrir, già alle 23.30 di quella 
sera ha chiamato l’ambasciatore italiano al Cairo, quasi Regeni fosse considerato un 
connazionale a rischio, ben seguito dalla Farnesina.
L'INFLUENZA DEI SERVIZI. Manenti è rimasto in Egitto fino al 4 febbraio, giorno 
in cui è stato anche scoperto il corpo del ragazzo ai margini dell’autostrada
Il Cairo-Alessandria, 
e sul caso tra la procura e la polizia egiziane c’è anche stato uno scontro: la prima ha subito 
indagato per omicidio, la seconda sostenuto la tesi «dell’incidente stradale».
I servizi segreti italiani hanno influito in qualche modo in questo intreccio e la 
tempistica nel ritrovamento del cadavere è solo una coincidenza?

5. Media stranieri concorrenti dell'Italia iperattivi: per rovinare i rapporti?

Infine l’iperattivismo dei grandi media internazionali sul caso Regeni, con inchieste 
«esclusive» e l’ausilio di fonti «confidenziali».
L’agenzia britannica Reuters ha anticipato i dettagli dell’autopsia, grazie a un 
«informatore dell’autorità forense egiziana», citando «sette costole rotte, segni di 
scariche elettriche sul pene» e altri dettagli di torture.
L’americano New York Times ha riportato che i servizi segreti del Cairo erano convinti
che Regeni fosse una spia perché aveva contatti con i Fratelli musulmani: un'ipotesi non 
creduta però da un amico egiziano del ricercatore.
TESTIMONI NON ATTENDIBILI. Altri 'testimoni' degli spostamenti del 25 gennaio 
di Regeni sono risultati inattendibili all’analisi dei tabulati telefonici da parte degli 
investigatori italiani.
Sono insomma in atto molti depistaggi: dal Cairo certamente, ma anche potenze 
occidentali come Gran Bretagna e Usa potrebbero essere molto interessate a rovinare 
le buone relazioni diplomatiche e i legami economici tra l’Italia e l’Egitto, 
non ultima la scoperta dell’Eni di un maxi giacimento petrolifero 
nelle acque egiziane.
Con così tante manovre, potrà mai essere fatta luce sulla morte di Regeni?

Sembra una brutta storia tipo 
"Rapporto Pelican", oppure
"I tre giorni del Condor", tanto
da chiedersi quanto si informino
gli scrittori di codeste storie
presso fonti dei Servizi Segreti, 
e quanto ci sia di inventato...
Giacché purtroppo la terribile
morte inflitta a questo povero
giovane sembra una di queste
storie in cui, però, essendo
controllate dalla fantasia degli scrittori, i
protagonisti si salvano sempre e rimangono
vivi dopo che hanno provato in ogni modo 
ad ucciderli.

Giulio però ha vissuto nella crudele realtà e
non in un romanzo di spionaggio e quindi
nessuno è arrivato a trarlo fuori dall'orrore
dove forse mai avrebbe potuto pensare di finire
solo per le sue ricerche. Come gli inconsapevoli
ricercatori dei due sopracitati films, la ricercatrice
interpretata da Julia Roberts e l'analista di dati
interpretato da Robert Redford, vengono colti
di sorpresa e scaraventati in un incubo per 
i loro lavori, le cui implicazioni spionistiche
sfuggono alle loro pur vivaci intelligenze, 
così potrebbe essere accaduto a Giulio Regeni.

Una riflessione: nelle due storie spionistiche
del "Rapporto Pelican" e "I tre giorni del 
Condor" il fulcro è il petrolio.
Dalle riflessioni ottime di Lettera 43 si evidenzia
anche questa ipotesi.
Nelle questioni di spionaggio la verità non
è mai quella che sembra più evidente, perché
gli interessi in gioco sono diversi e il
mascheramento è sempre presente. 

giovedì 18 febbraio 2016

Daria Bignardi al posto di Andrea Vianello

Da: Il Fatto Quotidiano
17 febbraio 2016 | di 

Nomine Rai, quando il marito della Bignardi Luca Sofri chiamava “capo” Matteo Renzi

18 gennaio 2014, il segretario del Pd, ma non ancora premier, Matteo Renzi ha appena terminato la sua ospitata alle Invasioni barbariche, il programma di La7 condotto dalla nuova direttrice di Rai Tre Daria Bignardi. Prima di andarsene nei corridoi appare Luca Sofri, marito della conduttrice, che si complimenta con il futuro presidente del Consiglio: “Ottima intervista capo”.

Quando iniziano le stecche nella melodia... bisogna prenderne atto. E io comincio a sentirne sempre più nella "melodia" Renzi...
Si sta profilando l'ennesima delusione e so per esperienza che è inutile ignorarle queste "stecche"... Perché svelano solo la verità che c'è sotto e che, sperando sempre nel meglio, uno vorrebbe non vedere. L'esperienza nel Partito di Antonio Di Pietro è stata una scuola significativa.
L'ostinazione a voler far accettare al Paese la legge Cirinnà così com'è, mentre non si è vista neppure l'ombra dello stesso impegno del Parlamento per una Legge sull'Omicidio Stradale che interessa la popolazione tutta, tranne i mascalzoni che non rispettano il codice della strada e uccidono per questo gente innocente, mi ha delusa. 
Il tentativo di contenere la spesa pubblica, ad esempio togliendo soldi alla greppia d'oro chiamata RAI, si è ritorta contro chi ha sempre pagato chiedendo "il pizzo" ai cittadini sulla bolletta elettrica, creando sconcerto e confusione in chi, e siamo in tanti, ha più di un contratto per l'elettricità... Insomma ingiustizia e confusione...
La burocrazia, a cui aveva dichiarato di voler fare "una guerra totale", si sta moltiplicando, rendendo la vita degli Italiani un incubo come prima e più di prima..
Ed ora la nomina della graziosa e brava Daria Bignardi al posto di Andrea Vianello...
Non che stimassi in particolare Vianello che, quando conduceva "Mi manda RAI 3", ignorò totalmente la documentazione che gli avevo inviato denunciando quanto faceva ACEA in certi territori, fatturando una depurazione fognature, con sopra anche l'IVA, a popolazioni che le fognature non le avevano e non le hanno ancora viste. Un argomento vero e concreto di abuso da parte di una Società Municipalizzata, (e anche di più sconfinando oltre il territorio comunale di Roma su Comuni della Provincia), nei confronti dei cittadini; argomento per il quale la sua trasmissione avrebbe avuto un senso, invece notai che preferiva occuparsi di argomenti circoscritti e minimi, che interessavano fatti e fatterelli specifici di poche persone.. Insomma stava attento a non toccare poteri più forti, come ACEA.
L'hanno premiato dandogli la Direzione che ora gli tolgono per darla alla nuora di Adriano Sofri.
Se veramente dietro tutto questo c'è Matteo Renzi... è triste.
Il figlio del Commissario Calabresi a "La Repubblica" e la nuora di colui che ha contribuito al suo assassinio Direttrice della Rete lottizzata dalla sinistra. 
Non ho parole.
Non ho antipatie verso la Bignardi, ma certo sentirle dire che "lei è orgogliosa del suocero" è tristissimo.
Si può voler bene ai familiari acquisiti, ma essere orgogliosi di una persona, di cui tutti conoscono la non edificante storia pubblica con pesanti responsabilità penali, è un'altra cosa.
Finché faceva la conduttrice con le sue frizzanti interviste a personaggi vari è una cosa, avere in mano la Terza Rete RAI.. è ben altra cosa.
Ora che Adriano Sofri non potrà più guadagnare dai suoi articoli su "La Repubblica" (sarebbe chiedere veramente troppo a Mario Calabresi) potrà farlo, meglio remunerato dai contribuenti (volenti o no), con le ospitate nelle trasmissioni di RAI 3.
 
Ci aveva già pensato Fabio Fazio... E questo è solo l'anticipo.

mercoledì 17 febbraio 2016

La Cirinnà non si tocca, mentre la Legge per L'Omicidio Stradale giace nel silenzio

Da: Il Corriere della Sera

di Alessandra Arachi

Unioni civili, slitta tutto al 24 febbraio
Cirinnà: se la legge non passa lascio

A Palazzo Madama è scontro. Il Pd ha ottenuto la sospensione del dibattito sul ddl. Bocciate le proposte M5S di calendario che avrebbero permesso di continuare a votare

«Ripeto che ho sbagliato a fidarmi del M5S Senato, se la legge sulle unioni civili diventerà una schifezza sono pronta a togliere la firma e a lasciare la politica». Così in un tweet, la relatrice del ddl in commissione Monica Cirinnà torna sulle sue dichiarazioni di questa mattina a Palazzo Madama.

Sembrano i tempi di Berlusconi: "Gli Italiani aspettano questa Legge!"

  • "Legge ex Cirielli" (L. 251/2005): riduzione dei termini prescrizione (denominata anche legge salva-Previti, ha introdotto una riduzione dei termini di prescrizione per gli incensurati e trasformato in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni, consentendo l'estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi "Diritti TV Mediaset" e”Mills” a carico di Berlusconi)
Agli Italiani interessavano ed interessano altre cose, ma il Popolo numeroso e paziente può aspettare!
Senza offesa, ma se la Cirinnà lascia la politica, come dichiarato, non ne sentiremo la mancanza! L'unica mancanza che sentiremo sarà dei soldi dei contribuenti che, grazie "ai loro diritti acquisiti", usciranno per pagarle congrua pensione con pochi anni di versamenti e vitalizi!
Ha presentato una Legge e, con l'appoggio dei suoi compagni di partito più a sinistra, non vuole cambiarne una virgola, vuole imporla al Paese così com'è! Alla faccia della Democrazia! Questa è arrogante dittatura!
Persino giornalisti di RAI 3, chiaramente lottizzati a sinistra come Gerardo Greco, sono stati costretti a svelare che, nei sondaggi, oltre il 70% del Popolo Italiano NON vuole il pasticcio dell'adozione del figlio del compagno legalizzato da parte dell'altro della coppia omosessuale. Tanto che, durante la trasmissione "Agorà", ha dovuto commentare: "Si può dire che il Parlamento in questo momento non rappresenti la maggioranza del Paese."
Le motivazioni addotte per quella che, incomprensibilmente, viene definita stepchild adoption dai parlamentari Italiani e non Inglesi, oltre che da stupidi giornalisti, sono motivazioni pretestuose che insultano l'intelligenza degli Italiani, come è pretestuosa la motivazione delle coppie di fatto eterosessuali che vogliono legalizzarsi ma non possono senza questo nuovo Istituto Civile. Gli Italiani pensanti e non obnubilati dalla propaganda martellante si chiedono: "Ma perché se vivono insieme e vogliono legalizzare la loro unione non vanno in comune e contraggono Matrimonio Civile?" Già, perché?
Tolta, con questa elementare riflessione, la maschera della presa per i fondelli dell'intelligenza dell'italiano medio, si passa agli omosessuali, VERO obiettivo di questa Legge Cirinnà.
Hanno cominciato ad usare "l'inglesorum" come i preti usavano "il latinorum" parlando di stepchild adoption, e la gente, che spesso non parla benissimo neppure la lingua italiana e la mischia al dialetto (come si evince da interviste televisive varie fatte in giro per l'Italia per le più "variegate" ragioni), si chiede: "Ma che è sta' steciaild boh?"
E' l'adozione del figliastro che, altrimenti, ha un solo genitore. Altra affermazione sentita proprio oggi da un manifestante a favore di questa parte della legge Cirinnà.
L'italiano pensante si chiede: "Ma per fare i figli non bisogna essere in due? Dove sta l'altro genitore? E' morto?" Si vuole adottare un orfano di uno dei due genitori, MASCHIO E FEMMINA, necessari per imbastirli? 
E questa semplicissima riflessione svela l'inganno tortuoso di questo ragionamento.
L'omosessuale, donna o uomo che sia, che ha un figlio l'ha fatto con persona del sesso opposto. E dov'è ora questa persona? Non è domanda peregrina. Giacché, come dice giustamente mio marito, anche se morto un genitore non sparisce dalla mente di un bambino, che vuole che gli si parli della figura scomparsa in modo da crearsene una rappresentazione affettiva quale riferimento.
Qui non si vuole solo stravolgere la Natura, ma anche buttare a mare la Psicologia, scienza che fino a ieri veniva tenuta in gran conto da tutti: omosessuali compresi.
Altro argomento è l'esempio di altri Paesi, sempre citati come "più civili del nostro".
Per quello che gli pare! Ci sono innumerevoli aspetti riguardanti i Diritti dei Cittadini che altri Paesi hanno e di cui e per cui qui nessuno parla o si batte. Ad iniziare da tutti quei Servizi che ritornano ai Cittadini dalle Tasse pagate e che qui NON SI VEDONO!!! 
Ogni giorno gli Italiani vedono calpestati i propri Diritti! Non posso qui elencarli, ma ne ho scritto in sparsi post continuamente! Non c'è una persona con cui parlo, di ogni estrazione, livello culturale e mestiere, se lo ha, che non parli di questa realtà: in altri Paesi hanno Servizi che noi ce li sogniamo! Essere ogni giorno trattati come sudditi invece che da Cittadini anche dall'ultimo burocrate non è forse una lesione dei Diritti?
Dunque facciamola finita con questa presa per i fondelli: passi pure l'Istituto delle Unioni Civili per gli omosessuali  che vogliono legalizzare le loro unioni affettive e basta.
A me non interessa che in altri Paesi consentano le adozioni, gli uteri in affitto, la donazione degli spermatozoi necessari a farsi il pupo: NON E' DETTO CHE, SICCOME LORO LO CONSENTONO, SIA UNA COSA GIUSTA!
Estremizzando il concetto per dimostrarne la debolezza dirò allora: consentiamo anche in Italia che un uomo possa sposare più mogli, come nei Paesi Arabi. Perché no? Se lo fanno loro facciamolo pure noi! Così non si creano drammi con l'amante o con le amanti: un bell'harem, tutti felici e contenti!