domenica 28 febbraio 2016

Psichiatria burocratica

Da: Il Fatto Quotidiano 27 febbraio 2016

di Antonello Caporale

Scuola, insegnante licenziata per una multa di 21 anni fa. “Ora sono precaria. E supplente di me stessa”

L'insegnante nel 1995 fu condannata dall'Inps a pagare un'ammenda per quando faceva la bracciante: "Ho perso il posto a scuola per non aver portato il certificato penale. Richiamata per la sostituzione"
“Sono una insegnante supplente. Sono supplente di me stessa”. La straordinaria storia di P., 42 anni, italiana, maestra elementareassunta in ruolo dopo anni di precariato il 1° settembre scorso e licenziata il 22 gennaio 2016, chiamata tre giorni dopo a fare lasupplente di se stessa, dunque con contratto provvisorio a colmare l’assenza dell’altra sé fino al prossimo 18 giugno, pare un non agevole caso di psichiatria burocratica e conclude una breve rassegna dei cavilli che inguaiano la vita, a volte l’annientano, sicuramente diagnosticano che la Pubblica amministrazione ha un male endemico e forse incurabile. Anche P. sceglie l’anonimato per timore che la pubblicità della sua vicenda possa influenzare negativamente gli sviluppi dei ricorsi giudiziari.
La storia ha inizio al sud tanti anni fa in un campo di nocciole.Facevo il penultimo anno del magistrale e a settembre, per dare aiuto alla famiglia, sono andata a raccogliere frutta. Lavoro stagionale da bracciante agricola che ho svolto anche negli anni seguenti.
Accade però…Accade che l’Inps svolge una serie di accertamenti sulle giornate di lavoro effettive e io mi trovo in difetto.
Come bracciante agricola ha più contributi delle giornate lavorate.Mi denunciano, si fa un processo.
Il processo finisce nel 1995.Sì, 21 anni fa. Pago una ammenda e la storia si chiude lì.
La storia però si riapre.Nel novembre del 2013, dopo anni che avevo lasciato i campi e insegnavo da precaria, mi chiamano in segreteria e mi dicono che dai tabulati in loro possesso risulta questa condanna che non avevo riferito al momento di dichiarare i miei carichi penali passati. Mi sforzo di ricordare quale fosse quella condanna, chiamo subito il mio avvocato che mi tranquillizza: domani chiedi il certificato penale e vedrai che risulta nulla. Hai avuto solo una contravvenzione, non hai taciuto condanne. Ringrazio e riferisco al dirigente che mi dice che mi avrebbe però dovuto comminare una piccola sanzione: una multa pari a due giorni di lavoro. Accetto e pare che la cosa finisca lì.
Il peggio doveva accadere.A settembre, dopo un decennio di precariato, sbattuta da una scuola all’altra della provincia, sono convocata per l’assunzione in ruolo. È un grande giorno, firmo, sono felice.
Ma il giorno dopo?Ventiquattro ore passano e mi riconvocano: c’è da notificarmi un atto con cui il Provveditorato apriva un nuovo provvedimento disciplinare nei miei confronti.
Nuovo il provvedimento, vecchio e superato il motivo.Sempre quello, sempre la raccolta della frutta, la multa di 25 anni fa, il fatto che non l’avessi dichiarata al momento dell’assunzione.
Eppure era già stata convocata e aveva dato spiegazioni esaurienti e documentato l’assenza di condanne.Esatto. Però non bastava. Ho dovuto ingaggiare un avvocato e illustrare le mie giustificazioni.
Intanto però a scuola andava da insegnante di ruolo.Il mio legale mi dice: un mese e sapremo. Invece ne passano quattro.
E arriviamo a gennaio scorso.Il 22 di gennaio la notifica: ero stata depennata dal ruolo.Licenziata, cacciata via per indegnità. Lei non sa cosa si prova, non può immaginare la mia condizione. Licenziata per non aver fatto nulla, per non aver prodotto uno stupido certificato penale che avrebbe attestato il nulla. E sebbene quel certificato l’avessi poi consegnato in segreteria la forma aveva subito un vizio assoluto che mandava in fumo il mio lavoro, la mia pensione, il mio futuro.
La sua vicenda ha un approdo ancor più lunare.Devo invece dire grazie alla Cgil che mi invita a presentare subito, alla segreteria della scuola che mi aveva con dispiacere dovuto licenziare, una domanda di supplenza fuori dagli elenchi. E così, essendo esaurite le graduatorie, chiamano me a sostituire l’insegnante licenziata, che sarei sempre io. L’incredibile si fa certo. Almeno riesco a campare, a pagare il fitto di casa, a mangiare e ad avere i soldi per affrontare il processo del lavoro nel quale ho naturalmente chiesto il reintegro. 

Lei è supplente di se stessa. Io supplisco me. Mi siedo in cattedra, e la sedia è quella che mi hanno tolto. È un crudele gioco dell’oca: ho 42 anni, un figlio grande. Sono tornata indietro di vent’anni, di nuovo precaria, di nuovo senza diritti, e con la paura che questa storia mi insegua per tutta la vita.



Mi viene voglia di urlare! Sarà grave?
Ma in che razza di Paese viviamo?
Ogni giorno subiamo il resoconto telegiornalistico di quanto e come siamo stati derubati da chi amministra la Cosa pubblica, ben pagato, ma non gli basta: deve rubare.
Ogni giorno sentiamo di protervi delinquenti che vivono minacciando chi lavora, che deve pagare loro il pizzo altrimenti viene annientato, oppure che spacciano droga a chi gliela paga e li fa ingrassare, ogni giorno più scandali e al massimo questa gente viene confinata nel proprio domicilio...
Poi questo! Siamo tornati al Medioevo quando la gente inerme veniva vessata da chi gestiva il Potere!
Renzi, che si dichiara orgoglioso delle Unioni Civili delle coppie omosessuali, ma non si vergogna delle promesse fatte a chi ha avuto i propri cari uccisi da delinquenti che si mettono al volante sotto l'effetto di droghe, psicofarmaci e alcool, e se ne sbatte della legge sull'Omicidio Stradale che giace silente in Senato. aveva anche dichiarato "guerra totale alla Burocrazia": questo è il risultato.
Ha scritto bene Antonello Caporale: siamo alla Psichiatria Burocratica!!  
Io aggiungo che è gravissimo questo andazzo persecutorio nei riguardi della gente perbene, che si sacrifica studiando e lavorando e viene privata di anni ed anni di sacrifici per bazzecole, mentre nel Parlamento del suo Paese siedono pregiudicati!!
O forse sarà che tutto ciò accade proprio per questo? Non è questo un Paese per la gente ONESTA che deve essere schiacciata ed eliminata, per governare meglio facendo vivacchiare delinquentelli, delinquenti .. Mafia, N'drangheta, Sacra Corona Unita!  

Così funziona la Regione Lazio

Ogni mese l'IRPEF regionale erode la mia pensione. E' mio dovere pagare le TASSE: ma la Regione NON ADEMPIE AI PROPRI DOVERI.
I cittadini della zona hanno rinunciato a pretendere il giusto: un disincanto irridente verso le Istituzioni li ha pervasi, come avviene ovunque in Italia.
Io non mi rassegno, non è nel mio carattere, costoro debbono rispondere delle loro azioni o omissioni.
La prima civile richiesta di intervento risale al 2012!


----- Original Message -----
Sent: Tuesday, February 16, 2016 9:07 AM
Subject: Fw: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Spett.li Responsabili della Cura degli eucalipti facenti parte del Patrimonio della Regione Lazio
Dopo la visita di n. 6 persone, dipendenti della Regione Lazio e dell'Ente Bonifica, il giorno 23 novembre 2015 per visionare la situazione di incuria, e di conseguente mia preoccupazione per "danno temuto", degli eucalipti sorgenti sulla fascia frangivento di proprietà regionale, nulla è avvenuto e la situazione, a parte i due interventi straordinari dei VV.FF. di Latina in questi anni, è rimasta quella già denunciata dalla mia famiglia dapprima all'Ente Bonifica in data 13 dicembre 2012, e successivamente alla Regione Lazio il 17 aprile 2014 con lettera raccomandata, ripetuta anche con gli allegati via PEC il 29 luglio 2014.
Dato che il 23 novembre 2015 era stato promesso che la Regione avrebbe provveduto all'intervento in primavera 2016, essendo il periodo adatto alle potature, prego codesti Responsabili di preavvisare la sottoscritta dell'eventuale atteso intervento in quanto, in totale assenza di ogni cura della fascia frangivento, la mia famiglia ha personalmente provveduto in questi anni al taglio dell'erba della fascia frangivento prospiciente il civico 25 di Strada Colle Piuccio, Sabaudia LT, per ovvie ragioni di pericolosità dell'erba alta, sia in ordine alla presenza di animali, sia in ordine al rischio di eventuali incendi innescati da passanti gettando mozziconi di sigaretta accesi.
La mia richiesta nasce anche dal fatto che, per il decoro della strada, abbiamo a nostre spese piantato delle piante di oleandro su detta striscia di terreno in abbandono e non vorremmo che l'intervento di potatura effettuato senza attenzione distruggesse tali piante.
In attesa di un cortese riscontro porgo
Distinti saluti.
Rita Coltellese Natali
----- Original Message -----
Sent: Friday, November 13, 2015 12:50 PM
Subject: Re: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Spett. Geom. Trentini,
in allegato le invio le ricevute della spedizione tramite Posta Certificata (che ora non ho più, in quanto il gov.it le ha tolte tutte e bisognava rifare richiesta per un rinnovo, che però sarebbe stato della durata di un solo anno e per ora non l'ho fatto);
il messaggio PEC ha tutti gli allegati che già avevo inviato tramite raccomandata n. 14610027692-4 del 17/04/2014 a: Presidente Regione Lazio c/o Direzione Regionale Demanio Patrimonio e Provveditorato - Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma. Mittente Giuliano Natali, mio marito.
Il mio telefono di casa è: 069406613.
Contraccambio i saluti.
Rita Coltellese in Natali

----- Original Message -----
Sent: Friday, November 13, 2015 11:20 AM
Subject: R: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Buongiorno,
ci stiamo interessando per risolvere rapidamente la sua problematica.
Le chiedo cortesemente se mi puo’ indicare la data di invio  della PEC e della documentazione citata nella mail sottoindicata  e  un suo recapito telefonico per contattarla (se non la disturba).
La saluto cordialmente
Geom. Alessandro Trentini

Grandi caratteristi

Luigi Pavese (Asti25 ottobre 1897 – Roma13 dicembre 1969) è stato un attore e doppiatore italiano.

Notevole caratterista, era dotato di una grandissima versatilità.[1] È tra i personaggi più presenti nel cinema italiano di tutti i tempi. Durante la sua carriera, durata oltre quarant'anni,[1] è apparso in più di 170 pellicole.


Luigi Pavese con Peppino De Filippo e Totò

"Tout passe, tout casse", dicono i francesi e questo è il nostro destino. Poche cose rimangono nella memoria dei posteri e non sono sempre le più eccelse e commendevoli.
Persone ignobili e pazze, sommo esempio Adolf Hitler, restano nella memoria dei posteri: se ne parlerà per sempre... e nasceranno anche nuovi estimatori.. Non deve scandalizzare: è così, è la natura umana in ogni campo..
Nel cinema, dove pure il gradimento è dato dal pubblico, emergono e restano spesso figure di attori mediocri a cui vengono dati anche premi.. E' una strana alchimia che si crea intorno a certe figure fortunate, a cui arride un successo inspiegabile data la loro scarsa bravura. Altre figure, eccezionali nella loro arte, cadono nel dimenticatoio. Questa è la sorte di molti bravissimi caratteristi che danno sale e senso ai films, agli sceneggiati televisivi, alle commedie, quando la televisione le trasmetteva con cadenza regolare, consentendo al popolo, che non poteva andare a Teatro, di godere della Letteratura Teatrale che non era uso leggere e quindi non conosceva.
Luigi Pavese è uno di quei volti di cui non si ricorda mai il nome, ma che abbiamo visto in tantissimi films degli anni quaranta, cinquanta e sessanta del secolo appena trascorso.
Attore bravissimo, dotato di una voce unica, di quelle che si ricordano nella mente senza riascoltarle, ha dato un'impronta unica nelle storie raccontate.
Senza attori come lui le storie sarebbero state scialbe e piatte, con i soliti protagonisti, non sempre bravi, ma chissà perché più noti e amati dal pubblico.

sabato 27 febbraio 2016

Impresentabili che si presentano


Da: Il Secolo d'Italia

Teppa rossa scatenata contro Noi con Salvini: assaltati banchetto e agenti




«Li hanno circondati e poi li hanno aggrediti. Hanno buttato tutto per terra e rubato le schede, distruggendo tavoli e strappando i fogli», ha spiegato il coordinatore romano di Noi con Salvini, Augusto Caratelli, parlando di un’aggressione «studiata e organizzata». L’episodio non è stato rivendicato, ma la stessa questura ha parlato di «un gruppo presumibilmente dell’area antagonista romana», che è riuscito ad avvicinarsi al banchetto «simulando un avvicinamento interessato alle attività in corso». «La pattuglia del commissariato di zona aveva, sul momento, bloccato un aggressore, ma l’agente che lo tratteneva – prosegue il comunicato di via Genova – è stato assalito da un ulteriore gruppo di contestatori che hanno poi guadagnato la fuga».

Irene Pivetti lancia la sua candidatura

Questa ambisce alla poltrona di Sindaco di Roma? Roma non ha già abbastanza disgrazie?

La consultazione invita i romani a esprimersi sui nomi di Guido Bertolaso, Alfio Marchini, Francesco Storace, Fabio Rampelli e Irene Pivetti, ma è previsto anche uno spazio bianco dove poter scrivere il nome di un eventuale altro candidato, non contemplato tra quelli prestampati. Oltre ai nomi, ai romani è richiesto anche di indicare due priorità per la città tra viabilità, sicurezza, pulizia, welfare, trasporto pubblico e di dire se sono favorevoli alla candidatura di Roma alle Olimpiadi. «Ne ho parlato anche con Salvini, non solo con lui», ha detto Irene Pivetti, commentando la possibilità della propria candidatura e dribblando però la domanda se ne avesse parlato anche con Silvio Berlusconi: «Ho parlato con una serie di persone non faccio la lista».
Sindaco Sado-maso? Ma perché povera Roma?
Ma chi avrebbe il coraggio di votare questa?

Forza Italia ribadisce l’appoggio a Bertolaso

Ma Forza Italia è tornata a confermare il proprio appoggio a Guido Bertolaso. «Stiamo marciando compattamente a fianco di Guido Bertolaso, candidato del centrodestra per diventare il nuovo sindaco di Roma. Salvini ha voluto ascoltare i leghisti romani, è una sua scelta e noi rispettiamo le scelte degli alleati, vedremo poi quali scelte seguiranno», ha detto la responsabile nazionale della comunicazione degli azzurri, Deborah Bergamini, mentre Maurizio Gasparri, commentando i risultati del sondaggio Teché che danno Bertolaso testa a testa con Giachetti nei primi due posti, ha sottolineato che «la candidatura di Guido Bertolaso è altamente competitiva. È ovvio che c’è ancora da lavorare sul territorio per mesi e mesi ma, se si terranno unite le forze, il traguardo della vittoria finale è ampiamente alla portata. Servono più impegno, più unità e meno liti inutili. Andiamo avanti». Lo stesso Bertolaso ha confermato tutto il proprio impegno, prendendo a prestito, tra l’altro, una espressione molto cara a Salvini: «Siamo in democrazia e ciascuno fa quello che vuole. Io vado avanti come una ruspa perché dobbiamo risolvere i problemi di Roma, non quelli della Lega».
Su una Roma ridotta all'osso si gettano i cani litigandoselo. Il primo post che ho dedicato all'argomento è: 
Rita Coltellese *** Scrivere: Chi salverà Roma dal degrado?
e vi ho presentato i candidati della sinistra di cui ritengo presentabile solo Roberto Giachetti, anche se è stato nell'Amministrazione di Roma e gli si deve rimproverare che di quello che è venuto fuori, Mafia Buzzi-Carminati e Affittopoli, lui a quanto pare non si è accorto di niente... E non è peccato di poco conto.
Stessa cosa Rutelli, che non si presenta, ma va girando ed elargendo critiche e consigli quando dovrebbe solo sentirsi imbarazzato per le stesse ragioni addebitate a Giachetti, anzi di più, perché lui è stato Sindaco! Se Mafia Buzzi-Carminati è degli ultimi anni, lo stesso non si può dire di Affittopoli, essendo il parassitismo vecchio di decenni!

Il secondo post è quello dedicato alla finalmente venuta fuori candidata del Movimento 5 Stelle: l'unica che auguro alla mia città da cui sono fuggita oltre 36 anni fa, ad inizio degrado sociale e civile.

Infine ecco la destra italiana, un mucchio di gente in lite, con qualche idea giusta e il resto da piangere!
Salvini ha avuto ragione a ripensarci su Bertolaso: primo perché Roma non è L'Aquila distrutta dal terremoto, ma è una città ferita dalla corruzione e, quello di cui ha bisogno è: Onestà e Buona Amministrazione, entrambe applicate con il condimento del Rigore, senza cedimenti.
Salvini ha ragione anche perché l'apertura "ai poveri rom, zingari" da fastidio anche a me che non sono leghista. Non per una questione di etnia, ma semplicemente perché se si vogliono dei Diritti prima debbono venire dei Doveri.
Questo la sinistra non se lo vuole mettere in testa e ha ridotto Roma ad un bivacco di gente che non paga la Tassa sui Rifiuti ma sporca e sporca tanto.
Non voglio pagare per ripulire dove loro sporcano. Se vogliono i miei stessi Diritti debbono pagare la Tassa sui Rifiuti come la pago io: senza se e senza ma, senza eccezioni.
Salvini ha fatto bene a mettere i banchetti, ma ci sono i prepotenti di sinistra che ricordano i fascisti in camicia nera nel loro inqualificabile agire, addirittura resistendo ed aggredendo un Pubblico Ufficiale: gente che della democrazia se ne fotte e pure dell'Autorità della Legge.
Solidarietà a Salvini ed ai suoi per questo.
I nomi che stavano scritti sulle sue schede però non erano tutti presentabili:
Francesco Storace è stato Presidente della Regione Lazio e lo diventò anche con il mio voto.
Un voto gettato via dal suo agire. Si lamentò del debito lasciatogli per la Sanità dai precedenti Amministratori e lui lo aumentò. Non fece NULLA per arrestare il degrado di Roma, come io avevo sperato per certe affermazioni della destra.
Una destra che non ha i valori è una destra inutile.
Vedo ricicciare il nome della Pivetti: non ce la farà mai e questo mi conforta, ma vi rendete conto di che facce di bronzo si fanno avanti?


Esibizionista, ridicola narcisista
Sindaco di Roma? Ma manco Consigliere!!! Romani, mica sarete impazziti?!


Una vera TRASFORMISTA!!! Roma ha bisogno di persone serie e competenti, questa andasse a lavorare. Ma che mestiere faceva nella vita?
Allora centomila volte meglio Alfio Marchini: alta borghesia romana che ama Roma e dice:
"I miei modelli di sindaco sono Nathan e Petroselli. Come modello di servitore dello Stato Guido Carli".

Figure nere. Madri scuola?

Da: La Stampa

Delitto Rosboch, un pensionato: “Comprai casa a Gabriele e sua madre. Ma erano soldi miei”

Torino, Silvio Chiappino: “271 mila euro perchè la amavo”
L’AMANTE SOTTO TORCHIO  
Si chiama Silvio Chiappino. È un pensionato, vive con la madre anziana in una cascina con orto e pollaio. È un uomo semplice, ma in banca dice di avere un milione di euro. S’è innamorato di Caterina, più giovane di una quindicina d’anni. Ieri è stato ascoltato per ore dai carabinieri e i suoi legali erano già pronti ad assisterlo, perché da teste rischiava di trasformarsi in indagato, sulla questione dei soldi di Gloria, truffati da Gabriele e finiti chissà dove. Ma l’uomo ha passato, per ora, l’esame degli inquirenti. Ha acquistato e ristrutturato quella casa con una spesa di 271 mila euro. Nell’atto notarile risulta proprietario Gabriele per i 9/10, il resto è intestato al fratellino. Chiappino ha spiegato di avere dato quei soldi a Caterina, che ama, anche per questioni fiscali. Oggi per quella villa e gli altri beni di Gabriele e mamma Caterina, saranno avviate le pratiche di sequestro.

L’EX COMPAGNO
Una vecchia causa, iniziata nel 2011 e poi finita davanti al giudice di pace di Cuorgnè. L’aveva intentata la Abbattista nei confronti del suo secondo compagno, Sergio M., l’operaio meccanico di Bairo dal quale ha avuto il secondo figlio, oggi tredicenne.
Sergio M. se lo ricorda bene quel pomeriggio. «Gabriele urlava come un matto, altro che terrorizzato, ci diceva: bastardi, ve la faremo pagare, via ammazziamo tutti». Dopo la storia dell’omicidio che ha spalancato le porte del carcere all’ex compagna e a Defilippi, il figlio più piccolo è tornato a casa con lui. «Ora è felice – racconta attraverso le parole del suo avvocato, Andrea Bertano – e vuole soltanto ritrovare un briciolo di serenità, perché in quella casa non stava bene per niente». Vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle: «Abbiamo la casa assediata dai mass media, mio figlio, ora, ha soltanto bisogno di tranquillità».
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Nella foto a sinistra Caterina Abbattista, infermiera nel Reparto di Pediatria dell'Ospedale di Ivrea.
Le cronache parlano di una donna con diverse storie con uomini finite male e due figli di padri diversi.
Da uno aveva ottenuto però addirittura una casa intestata ai suoi figli, pur non essendo lui il padre di nessuno dei due, segno che la fragilità attribuitale da alcuni giornalisti non esiste, ma esiste una capacità di trarre vantaggio da una storia sentimentale.
Credo che indubbiamente Gabriele Defilippi sia una personalità disturbata, ma credo che questo non lo renda incapace di intendere e di volere e non punibile.
La personalità della madre a mio avviso spiega molte cose della personalità del figlio.
Continuano separatamente la loro tragica e malata recita: lei dicendo che non lo vuole più vedere perché la picchiava pure, quando lo ha assecondato in tutte le sue imprese tendenti a manipolare gente che si faceva manipolare, lui architettando un goffo tentativo di suicidio e mostrandosi depresso al suo avvocato.
Una personalità fortemente narcisistica, in questo momento in cui ha capito che la sua onnipotenza è finita, non può che avere un crollo depressivo.
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Altra Madre Scuola è indubbiamente Ester Arzuffi, madre dell'uomo che ha lasciato il suo DNA sul corpo di una povera bambina: Yara Gambirasio.
Tre figli nessuno dei tre del marito e lei continua a dire che il DNA non conta, conta quello che dice lei.
Ester Arzuffi


La figlia, gemella di Massimo Bossetti, sostiene che comunque il padre è colui di cui porta il nome: e questo si può umanamente capire. Con lui sono cresciuti, a lui hanno voluto bene e per loro era il padre... I legami mentali-affettivi sono tutto. L'accertamento genetico che attribuisce, almeno alla coppia gemellare, come vero padre biologico l'autista di corriere morto da tempo, non può certo sostituire un affetto per il padre putativo..
Ma questa sorella gemella (ovviamente biovulare) del probabile assassino della piccola Yara ha una tendenza alla menzogna, alla mistificazione, avendo denunciato più volte di aver subito aggressioni che alla verifica degli inquirenti non hanno dato alcun riscontro.
La menzogna ostinata della madre, giunta fino al ridicolo, è comunque una scuola.

venerdì 26 febbraio 2016

Sindaco di Roma Capitale d'Italia

Mi spiace per la pubblicità iniziale del filmato, che non dipende da questo blog, essendo il frame copiato ovviamente. 
Questa giovane Avvocato è stata Consigliere Comunale nella Amministrazione di Ignazio Marino, Sindaco pasticcione finito come si sa...
Con lei c'erano altri 3 rappresentanti del Movimento 5 Stelle, di cui uno Avvocato come lei.
Che il suo grazioso e giovane aspetto non faccia pensare che non ha gli attributi per reggere sulle spalle l'enorme carrozzone Roma, diventata carrozzone grazie a Rutelli, Veltroni, Alemanno e ultimo il pasticcione Marino, che non si sono accorti, tutti insieme ed in successione, di come veniva amministrato il Patrimonio Immobiliare di Roma Capitale.
Hanno fatto diventare la mia città un verminaio.
Penso che il compito non sia facile ma la rappresentante del M5S non lavorerà da sola: importante è la squadra, ciascuno con i propri compiti.
D'altra parte sta lavorando così anche il Commissario Tronca che, guarda il caso, si è accorto dell'immenso disavanzo chiamato "Affittopoli", mentre Rutelli, Veltroni, Alemanno non ne sapevano nulla... Marino forse ha sfiorato la situazione, ma non l'ha affrontata come doveva, preso da sciocchezze varie..
Dunque persino Tronca, uomo di esperienza e rigore, ha dovuto prima preparare la squadra dei subcommissari poi ha cominciato a mettere le mani nella m.... E come sono cauti i subcommissari! Persino per pratiche già controllate nella precedente Amministrazione Marino, firmate e controfirmate, che costituivano rinnovi di pratiche già espletate, vogliono che la Ragioneria ricontrolli che stia realmente tutto a posto! E le attese di alcuni Diritti di alcuni Cittadini si allungano...
Dunque la Rappresentante del M5S dovrà avere una squadra con lei, ma lei lo sa benissimo e, d'altra parte, questa è l'impostazione del Movimento in generale: uno al comando ma con la squadra dietro.

Referendum Acqua

Da: Greenreport.it
Il servizio idrico necessita di investimenti, a oggi solo l’11% arriva dalle tariffe

Che fine ha fatto il referendum del 2011 per l’acqua pubblica?

Nei decreti attuativi del governo per la riforma Madia disposizioni che annullerebbero l’esito delle urne
[25 febbraio 2016]
Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato 11 decreti legislativi, attuativi della Legge Madia, per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Fra gli 11 decreti c’è anche il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale, definizione che comprende anche il servizio idrico integrato.
A un mese di distanza da quel Consiglio dei Ministri non è ancora stato pubblicato un testo ufficiale del decreto ma il testo ufficioso che è in circolazione (in allegato, ndr) desta gravi preoccupazioni perché contiene disposizioni che, se confermate, annullerebbero gli esiti del referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. Il testo, infatti, esclude la possibilità di gestire in economia o mediante aziende speciali i servizi a rete, fra cui l’acqua, e reintroduce (anche per l’acqua) nel calcolo delle tariffe l’adeguata remunerazione del capitale investito, espressamente abrogata con il referendum del 2011.
Il provvedimento segue altri interventi del governo Renzi in materia, contenuti nello Sblocca Italia e nella Legge di stabilità 2015, che con una serie di disposizioni incentivano gli enti locali a privatizzare tutti servizi pubblici locali, compresa la gestione dell’acqua.
Quando si parla di servizio idrico inevitabilmente si parla delle disfunzioni del sistema e degli ingenti investimenti necessari per avere un servizio idrico efficiente e acqua di qualità. Il nostro servizio idrico è gravato da dispersione delle reti del 37%, carenze infrastrutturali, mancanza di impianti di depurazione e di sistemi fognari, problemi di approvvigionamento idrico, infrazioni comunitarie. Servono ingenti investimenti per infrastrutture, impianti e per la manutenzione. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico nel 2013 ha stimato un fabbisogno di almeno 65 miliardi di euro di investimenti per i prossimi 30 anni, stima che potrebbe essere superata dai Programmi degli interventi predisposti dai vari enti di governo d’ambito.
Un recente rapporto di Italia sicura analizza le fonti di finanziamento degli interventi del settore idrico: teoricamente gli investimenti dovrebbero essere finanziati principalmente attraverso il sistema tariffario, così come stabilito dal D. Lgs. 152/2006 e dalla normativa europea ma il rapporto, analizzando 5812 interventi (di cui 4039 lavori conclusi, 885 lavori avviati e 888 lavori non avviati), mette in luce una realtà diversa. Il finanziamento complessivo di questi interventi ammonta a quasi 12 miliardi di euro, e di questi solo l’11% proviene dalla quota di cofinanziamento dei gestori attraverso i proventi delle tariffe. Il resto proviene da finanziamenti pubblici di varia natura: Fondo sviluppo e coesione, Fondo europeo di sviluppo regionale, risorse nazionale, regionali, provinciali e comunali. Il quadro che emerge è disarmante.
Ovviamente la questione degli investimenti strutturali è determinante e ineludibile, considerato lo stato attuale  del servizio. Si possono valutare varie ipotesi: dagli idro-bond alla fiscalità generale, dal ruolo pubblico attraverso la Cassa depositi e prestiti alla riduzione delle spese militari, all’istituzione di tasse di scopo sull’acqua imbottigliata o sull’uso delle sostanze inquinanti. Quello che non possiamo permettere è che venga ignorata completamente la volontà popolare e che si spinga sempre più per una gestione privata del servizio idrico, dove tutti i costi restano a carico delle tariffe e degli investimenti pubblici e il privato continua a fare profitti in contrasto con l’espresso pronunciamento referendario.
L’acqua è un bene comune fondamentale e in quanto tale deve essere di proprietà e gestione pubbliche al pari di salute, istruzione e sicurezza. Il servizio idrico va sottratto alle logiche di mercato e gestito con percorsi improntati alla democrazia partecipativa. Per affermare questi principi e dare pieno riconoscimento alla volontà popolare espressa in modo netto e chiaro nel referendum del 2011 è necessario contrastare l’approvazione di tutte le disposizioni che contraddicono quella volontà e approvare in tempi rapidi una legge di recepimento dell’esito referendario che ne colga sia gli effetti giuridici che il valore ideale.
Con questo articolo Simona Fabiani, responsabile Ambiente e territorio della Cgil nazionale, inizia la sua collaborazione all’interno del think tank redazionale di greenreport, Eco2 – Ecoquadro.
I soldi per sostenere i costi della pubblicizzazione dell'Acqua ci sarebbero se negli ultimi circa 40 anni, segnatamente dal craxismo in poi, non ci avessero fatto spendere 10 volte il costo di ogni opera pubblica, lasciandone molte incompiute e nel degrado.
E' stato come fare dei buchi in un otre pieno d'acqua, con immense dispersioni e ancora non sono stati otturati quei buchi.
In questo blog, che non guadagna nulla dagli ingressi in esso, lo ribadisco perché qualcuno a quanto pare ancora lo crede anche se visibilmente non vi è pubblicità, amo portare sempre esempi concreti e veri per rafforzare i concetti che intendo esprimere. Nel territorio in cui vivo dal 1979 il sistema idrico era gestito da un Consorzio che si chiamava "Doganella". Tante cose non andavano bene, ma il peggio non è mai morto recita la saggezza popolare, e quando il Consorzio ha dovuto passare la mano ad ACEA, società di cui è proprietario anche Caltagirone con il 17%, il popolo ha cominciato a vedere ovunque ruscelli di perdite d'acqua nelle strade per giorni e giorni.
Come mai? Le tubature hanno ceduto di botto con il passaggio di mano? Qualcuno mi disse che era perché ACEA ATO2 mandava l'acqua ad una pressione maggiore di quanto non facesse il Consorzio. Io, invece, penso che sia un modo per succhiare denaro pubblico per le riparazioni, la manutenzione in genere.Insomma un modo per far vedere alla gente che c'è bisogno di grossi investimenti per la manutenzione e l'ammodernamento, cosa che è veritiera, come illustra la brava rappresentante della CGIL, ma quello che fa pensare male è che le perdite si sono presentate copiose in concomitanza con il cambio di gestione... e continuano ancora ogni tanto.    

giovedì 25 febbraio 2016

Anatomia comparata dei diritti dei cittadini fra Italia e gli altri Paesi Europei

OLANDA
Se paghi un affitto inferiorie ai 630 euro (esclusi gas, elettricità, riscaldamento e acqua), ed il tuo stipendio è al di sotto di una certa fascia – o sei disoccupato – lo stato ti corrisponde una cifra mensile. Per fare richiesta è necessario registrarsi sul sito digid.nl, in pratica inserisci i tuoi dati in un database virtuale, e con quello puoi accedere al portale ‘fiscale’ (Belastingdienst.nl) per riempire un questionario per richiedere i sussidi. 

ITALIA

Se paghi un affitto inferiorie ai 630 euro (esclusi gas, elettricità, riscaldamento e acqua), ed il tuo stipendio è al di sotto di una certa fascia – o sei disoccupato, ti attacchi! Se sei Italiano però! 
Perché se sei extracomunitario, senza permesso di soggiorno, in attesa che stabiliscano se fuggivi da una guerra o sei entrato in questo Paese senza frontiere (come "Giochi senza frontiere"... ricordate? Ma quella era solo una trasmissione divertente.. invece adesso c'è poco da divertirsi) ti danno un alloggio, vitto e la pulizia. Non ti preoccupare, pagano gli italiani.



SVIZZERA, FRANCIA, INGHILTERRA  GERMANIA   
il passaggio di proprietà di un mezzo usato costa meno di 30 euro
ITALIA

«Per quanto riguarda l'IPT, ovvero l'imposta provinciale di trascrizione, bisogna dire che è un'invenzione tipicamente italiana che va a colpire tutti i mezzi usati che cambiano proprietario. Da noi in Italia ha un costo per l'imposta di registro proporzionale ai cavalli che la vettura aveva quando era nuova. In Italia si pagano quindi 5 euro ogni kW e quindi una vettura da 100 kW arriva a pagare ben 500 euro anche se ha dieci o venti anni di vita».Un'intera lobby voleva favorire la vendite della auto nuove a scapito dell'usato”.

SPAGNA
In Spagna la pensione massima (corrisposta al cittadino da un organismo pubblico analogo al nostro INPS) viene stabilita dal Parlamento ogni anno nell’ambito della Finanziaria (ora Patto di Stabilità). Alla fine del 2013 la pensione massima annuale per il 2013 è stata stabilita nella cifra di 35.673 Euro/anno distribuita in 14 mensilità
ITALIA
In Italia non vi è un limite alla pensione massima. C’è chi, come un ex manager della Telecom, arriva a percepire più di 90 mila euro al mese. Si moltiplichi questa cifra per 13 mensilità e si vedrà che il signore in questione ha una pensione pari a circa 33 volte la pensione massima spagnola.
L'Anatomia comparata potrebbe continuare: la lista è infinita.
Perché per questi Diritti violati il Governo non parla e non si batte?
Paghiamo più degli altri Paesi Europei tutto, con Servizi più scadenti e spese pazze e sprechi da follia, mantenendo privilegi da Società medievale : pensioni ingiustificatamente astronomiche per pochi, a fronte di tagli sulle piccole pensioni, Servizi scadenti a fronte di greppie di privilegio per i soliti parlamentari (si pensi al Servizio Sanitario a loro disposizione all'interno del Parlamento anche per i loro conviventi!).

Dobbiamo adeguarci all'Europa per quello che fa comodo a chi decide per noi e dobbiamo anche essere insultati quali "oscurantisti" perché non accettiamo le LORO PRIORITA', le cause per le quali vale battersi con un battage pubblicitario senza precedenti!
Non solo non si esce così dal guano, ma ci si finisce sempre più.